LETTERE AL DIRETTORE
NO AGLI ESPIANTI. Caro direttore, non so a quale proposta coraggiosa si faccia riferimento (BS dic.2001 pag.2)[…] gli espianti avvengono da persone con il cuore battente e il sangue circolante, che ancora respirano, urinano, portano avanti eventuali gravidanze, alle quali vengono somministrati dei paralizzanti allo scopo di evitare il movimento di arti e tronco durante gli espianti stessi. Solo l’encefalogramma risulta piatto […] Chi prelevava quanto gli serviva da quei corpi palpitanti avrà visto occhi spalancarsi improvvisamente dal dolore e dal terrore […]. Bisogna lasciare il sacrosanto diritto di morire in pace […]Ho letto che dopo venti ore dalla morte a dei cadaveri sono state prelevate alcune cellule cerebrali che, debitamente trattate, hanno cominciato a riprodursi […]
Gentile Signora, la sua lunga lettera pone grossi interrogativi alla coscienza di cristiani e non. Gliene do atto. Nel contempo, tuttavia, mi pare che non tutto le sia chiaro riguardo alle disposizioni di legge concernenti gli espianti che sono numerose e puntuali. Il punto discriminante è sulla morte “accertata” del donatore. L’espianto può avvenire solo quando è acclarata senza possibilità di errore la perdita irreversibile delle funzioni delle varie strutture del cervello e il paziente è morto a tutti gli effetti, anche se la respirazione e il battito cardiaco possono essere mantenuti per un certo periodo mediante presidi meccanici o chimici.
La valutazione viene fatta in maniera estremamente rigorosa attraverso esami clinici e strumentali ripetuti per sei ore negli adulti e per 12/24 ore nei bambini (decr. 22 agosto n.582). La commissione che valuta la morte cerebrale viene nominata al bisogno dalla direzione sanitaria, ed è composta da un neurologo, un medico legale, e un rianimatore. Tutti e tre stilano il documento di morte. Solo dopo il riscontro della morte cerebrale i medici possono far presente ai familiari la possibilità di espiantare organi ritenuti “validi”.
La regolamentazione al riguardo è dunque molto rigida e precisa. Per cui se lei avesse elementi per provare il contrario ha il diritto, ma anche il dovere morale, di fare un esposto all’autorità giudiziaria. Con la vita non si scherza.
Tra le condizioni riportate dall’articolo 3 comma 1/b della legge citata, per procedere all’intervento è necessario anche l’accertamento della assenza di reazioni e stimoli dolorifici… sia spontanei che provocati… Quindi non si dà proprio il caso di “occhi improvvisamente spalancati dal dolore e dal terrore”. Per quanto riguarda il discorso sulle cellule trapiantate dopo 20 giorni dalla morte, un primario neurologo, interrogato sul caso, risponde che la cosa è priva di senso, eccetto che si tratti di cellule staminali conservate, ma ciò è fuori dal nostro assunto.
In ultimo mi preme sottolineare che chi vuol “morire in pace”, può morire in pace, poiché la legge non è costrittiva, e chi vuol essere donatore spontaneo può esserlo. Il silenzio è considerato assenso per salvare quante più vite umane possibile. E questa mi pare una proposta di legge coraggiosa!
CHI HA FATTO L’EUROPA? Egregio direttore, questa frenesia di santità non le pare eccessiva? Questo papa ha fatto più santi lui che tutti gli altri (più di 200 mi pare) messi insieme[…] Eppure, anche qualche grande scrittore lo diceva, a chi giova? I santi non fanno storia[…]
Giulia, Marino
Gentile Signora, i santi non fanno storia? Questo lo scriveva Moravia, ma non credo che fosse convinto di quello che scriveva… Si sarebbe dimostrato ignorante, e ignorante certamente non era. Personalmente la considero una boutade letteraria, non una nota storica cui la sua intelligenza e cultura non poteva dar credito. I santi non hanno fatto storia? Come i santi Cirillo e Metodio inventori di un nuovo alfabeto usato oggi da tutto l’Est Europa, il cirillico appunto, creando così una unità linguistica e culturale unica; come san Bonifacio la cui predicazione permise la straordinaria organizzazione politica e sociale europea di Carlo Magno; come san Domenico, san Francesco d’Assisi, san Benedetto, sant’Ignazio di Loyola: domenicani, francescani, benedettini, gesuiti hanno letteralmente costruito l’Europa molto più che qualsiasi regnante, influenzando in maniera determinante la cultura, il costume, la politica, l’economia, la medicina, l’arte… Come sant’Agostino e san Tommaso d’Aquino, del cui pensiero filosofico e teologico siamo ancora figli; come san Giovanni Bosco la cui pedagogia preventiva è oggi sempre più studiata e valorizzata; come i santi abati di Cluny in Francia, Fulda in Germania, San Gallo in Svizzera, Montecassino e Farfa in Italia che hanno segnato la storia e la cultura delle regioni dove operavano… Questo solo per fare i primi esempi che mi vengono disordinatamente in testa.
ANCORA L’11 SETTEMBRE. Caro direttore, posso ancora intervenire sull’11 settembre o è troppo lontano? Proprio per questo vorrei un parere: vorrei chiederle che cosa ha insegnato a lei […]
Mario, Cremona
Mi ha insegnato che il mondo è fragile anche, e forse soprattutto, quando si crede potente; e che non sarà mai al sicuro finché non sarà data priorità assoluta alla giustizia, quella vera, e alla solidarietà, quella vera; e finché non sarà patrimonio stabile degli stati la cultura della pace. La chiave per capire quanto è successo un anno fa è la giustizia, perché privilegi come quelli di chi dispone dell’80% delle risorse mondiali pur essendo il 20% della popolazione mondiale, creano frustrazione e ribellione. C’è morte nel mondo, caro signore, è il momento per i cristiani di intensificare la loro passione per la vita; c’è smarrimento, è ora di spingere l’acceleratore dell’educazione; c’è violenza, è tempo di fare lo sforzo di capire senza preclusioni di schieramento; c’è sofferenza, occorre acuire la sensibilità vero quelli che soffrono; c’è guerra, è ora di convincersi che non conduce da nessuna parte e non risolve alcun problema.
FEDE. La fede? Per me è un po’ assurda, caro direttore, perché fa a meno della ragione […] Noi non siamo animali! […]
Nina, Alcamo
Cara Nina, valutare la fede in termini di ragione – come scrive uno scrittore ebreo – sarebbe come voler comprendere l’amore come un sillogismo e la bellezza come un’equazione algebrica! Vedi, gentile amica, la razionalità non è la misura di tutte le cose, né la forza che controlla tutto della vita dell’uomo: l’animale ha un perfetto autocontrollo senza che abbia nulla a che vedere con la ragione umana.
E non è nemmeno, la ragione, l’origine di tutte le affermazioni; il grido di un uomo ferito non è il prodotto di un pensiero razionale! Lo ripeto, la ragione non è tutto, anche se è il “distintivo” dell’uomo. Per capire, afferrare il senso delle cose, catalogarle, e sopravvivere in mezzo agli eventi fortuiti del tempo, l’uomo traduce tutto in termini di ragione, ma non sempre questa operazione è legittima, né sempre gli dischiude la verità: tipico esempio quello delle questioni che riguardano Dio. In definitiva la verità supera la ragione. Abbondantemente. Altrimenti sarebbe solo una verità umana, perciò fallibile, un aborto di verità, una verità che in realtà è una fregatura. La verità non ha nulla da temere dalla ragione, verissimo, ma è altrettanto vero che non si identifica con essa. Riflettici su. Al limite… mi riscrivi! Bye, bye!…
SANTA PIGRIZIA. Caro dir., non ti meravigliare di questa mia. E’ una protesta. Quando […] c’è qualcosa da fare, a chi tocca? Sembra una maledizione, ma sempre a me! Mio fratello più grande non ha voglia di far nulla, né io posso obbligarlo, perché una sberla basterebbe a stendermi. Quello più piccolo non fa nulla perché “io sono piccolo!”. Ha per questo il diritto di fare lo scioperato? Dal canto loro i nostri signori genitori aspettano che qualcuno faccia quanto hanno deciso che deve essere fatto, e se la prendono con me, chissà perché, se le cose non vanno in porto. Io per protesta mi rifiuto […]
Simona, Roma
La tua lettera di protesta, cara Simona, mi ha fatto venire alla mente la storiella che qualche tempo fa girava – e forse gira ancora – su quattro persone che si chiamavano OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO. Quando c’era da fare qualche lavoro, OGNUNO sperava che QUALCUNO lo avrebbe fatto. CIASCUNO avrebbe dovuto farlo, ma NESSUNO, ahimè, lo fece. Finì che CIASCUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che OGNUNO avrebbe dovuto fare! Applica tu la storiella. E ricordati che “exempla trahunt” – dicevano gli antichi – l’esempio trascina!
INFORMAZIONI. Caro Direttore, non è forse vero che la Chiesa è impegnata ad alto livello nel campo, diciamo, sociale oltre che in quello religioso? Alcuni miei amici sostengono di no, dicono che tutto questo impegno non è così vero, soprattutto oggi. […]. Io non vorrei grandi discorsi da lei, vorrei dei numeri, così posso valutare da me.
Alberto, Pesaro
Scusami se ho tagliato drasticamente la tua interessante lettera; credo comunque che l’essenziale sia nelle poche righe trascritte. Se non è così scrivimi ancora! Ti accontento, non ti faccio discorsi, ti do alcuni numeri, che peraltro avresti potuto reperire per conto tuo, ma non importa. Nel campo dell’educazione la Chiesa gestisce – i dati sono recenti – 63.125 giardini di infanzia con circa 5 milioni e 370 mila alunni; 89.540 scuole primarie con circa (l’arrotondamento è per difetto) 26 milioni e 130 mila alunni; 35.725 scuole secondarie e superiori con più di 14 milioni di alunni, senza contare scuole, collegi e pensionati universitari attraverso i quali assiste o insegna a più di 3 milioni di studenti. Tra le cento migliori esperienze educative del mondo, scelte e studiate dai delegati di 180 paesi, non poche sono quelle promosse da istituzioni cattoliche. Ancora: chi credi che ci sia nella discarica più grande del mondo, la Payatas di Manila, per dare una speranza ai 30 mila esseri umani che vivono dei rifiuti? Un prete, padre Norberto Vincenzian. E chi credi che ci sia nell’inferno di Kogorocho, presso Nairobi, un immondezzaio mefitico più piccolo ma peggiore di quello di Manila? Un prete, padre Zanotelli… Potrei continuare per pagine questa elencazione parlandoti dei disperati di Tjuana, degli indio brasiliani, dei poveri di Calcutta… E mi riferisco alla situazione attuale, perché se andiamo a scartabellare nella storia di questi duemila anni di cristianesimo, la portata educativa della Chiesa assumerebbe proporzioni inimmaginabili. Dì ai tuoi amici che invece di spendersi in maldicenze gratuite facciano un “giretto d’istruzione” là dove vivono i più reietti, i più abbandonati, i più infelici dell’umanità, là dove le condizioni sono le più inumane. Là è difficile che ci si trovino i filosofi, i telepredicatori, i contestatori, i pacifisti, i no-global, i verdi, i rossi, gli arancioni ecc.… ma un prete c’è sempre che si spezza per darsi!
APPELLI
Raccolgo immagini, piccole, medie o grandi della BEATA VERGINE ADDOLORATA per una mostra per il 1° centenario della fondazione della festa in Lascari che si terrà a settembre 2002. Salvatore Piazza, Via della Libertà, 60 – 90010 Lascari PA.
Cerco santini e/o immaginette sacre di ogni genere: santi, beati, venerabili, ecc. In modo particolare sono alla ricerca di san Bruno, san Remigio, santa Matilde, beata Angelica. Zaninello Lucia, via Casette 15 Spessa 37044 Cologna Veneta (VR).