IN ITALIA & NEL MONDO
PORTICI, ITALIA
PAOLO AURICCHIO NELLA PARROCCHIA SALESIANA
Per lunga e cara tradizione le case salesiane di tutto il mondo celebrano il mese di maggio con le più svariate iniziative, alcune anche di grande qualità artistico/culturale, oltre che di forte valenza devozionale. L’anno passato ad esempio la parrocchia salesiana di Portici, alle porte di Napoli, ha invitato per una serata di musica il cantautore don Paolo Auricchio, 40 anni, cappellano al carcere minorile di Nitida, che ha fatto della chitarra il suo strumento di evangelizzazione. Ha composto più di cento canzoni, anche se ne ha incise solo la metà circa, è tuttavia uno dei cantautori religiosi più conosciuti e apprezzati.
ORIA, ITALIA
DON BOSCO C’È
L’oratorio senza salesiani di cui abbiamo già avuto modo di parlare nella nostra rivista, continua il suo cammino: “Non ci siete voi, ma don Bosco c’è”, dice uno dei dirigenti/animatori. Oria ha tremila anni di storia, tanto vetusta quanto gloriosa… Dodici anni fa a qualcuno è venuto in mente di valorizzare tanto patrimonio, rinnovando e dinamizzando storia e cultura, facendone protagonisti i giovani. Così è nato SING che è ben di più che una associazione musicale: “Saremo Il Nuovo Giorno”. Il passaggio da gruppo a oratorio è stato quasi naturale. E Don Bosco ha fatto il suo ingresso ufficiale nella casa dei Vincenziani, ben contenti di offrire i loro spazi a ragazzi che “si agitano” sì, ma a fin di bene… ed è un agitarsi costruttivo fatto di attività culturali, attività sociali e ricreative, feste, teatro, musica, canto, sport, e perfino corsi di ricamo, di cucina, di ballo di decorazione… L’oratorio è ormai un punto di riferimento educativo indispensabile per genitori, educatori e perfino per i professori e gli amministratori di Oria.
100 ANNI DI PRESENZA
I salesiani sono a Palermo da 100 anni. Vi sbarcarono nel marzo 1902 e i loro primi oratoriani furono una quarantina di ragazzetti di via Sampolo e circonvicine. Ma già 10 anni dopo all’oratorio s’era aggiunto il collegio zeppo di alunni che negli anni acquisterà sempre più notorietà e prestigio. Dopo la guerra diventerà liceo classico formando generazioni di professionisti fino agli anni 80, quando le circostanze porteranno alla chiusura della scuola; il capoluogo tuttavia aveva già altre qualificate presenze dei figli di Don Bosco: Santa Chiara (1918) oggi centro sociale e di accoglienza per immigrati extraeuropei; Ranchibile (1937) in via Libertà, con scuole di indirizzo classico, scientifico, economico, aziendale; Camporeale (1955) con la comunità alloggio per adolescenti; Gesù Adolescente (1966) con un grande centro di formazione professionale.
PINEROLO, ITALIA
COME FRATELLI
Un libricino piccolo piccolo, 80 paginette in un formato inconsueto (16,50 per 12), ma carico di contenuto. E’ frutto di un concorso di poesia e fotografia per giovani fino ai 35 anni alla memoria di Giovanni Barra, un prete che fece della diffusione della cultura uno degli scopi della sua vita. Il piccolo volume raccoglie alcuni brani poetici (dei 130 componimenti arrivati) e alcune fotografie sul tema della fratellanza, di vari autori che parlano o dipingono la guerra, l’amicizia, il lavoro, i giovani, la povertà sotto l’ottica unificante della fraternità che dovrebbe muovere le azioni dell’uomo e della società, per una convivenza fuori da ogni rischio. Brani non accademici, genuini, affrontano lo stesso tema con ottiche diverse. Una lettura veloce, piacevole, ma anche utile.
MASAYA, NICARAGUA
LA BANDA DELLA PACE
La pedagogia preventiva di Don Bosco usa, come si sa, molti “mezzi” per spingere sull’acceleratore dell’educazione e renderla addirittura piacevole. Uno di questi è da sempre la musica e specificamente la banda. Don Bosco stesso l’aveva fondata all’oratorio di Valdocco, ed esportava i suoi “pezzi” nei paesi vicini, tant’è che la gente attendeva con impazienza la venuta dei ragazzi di Don Bosco in occasione delle famose gite autunnali, e/o in occasioni di feste patronali, ecc. Anche oggi molte opere salesiane hanno la loro banda, come il collegio di Masaya. La foto presenta i componenti dai più piccoli delle medie ai più grandi del liceo. L’hanno intitolata “Banda della Pace”, e si esibisce non solo nell’ambito del collegio. In occasione dello scorso Natale, infatti, ha organizzato una tournée tra i vari barrio della città, rallegrando con pezzi popolari e di folklore le festività più sentite dell’anno.
UN EXALLIEVO DOC
A Darfo c’era un istituto salesiano, una scuola media come tante, frequentata dai ragazzi della cittadina e dei borghi viciniori. L’estate si andava in vacanza a Cevo in Valsaviore e i salesiani per occupare i ragazzi inventavano giochi, passeggiate, e attività di ogni tipo. Una di queste era la pirografia, incisione a fuoco su legno. Un cooperatore salesiano, Luciano Seranz, che viveva in comunità, era l’esperto del fai-da-te, una miniera di idee che traduceva in lavori pratici insegnando ai ragazzi ad avere fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità. Renzo Gaioni scelse, quell’estate del 1972, la pirografia, più per curiosità che altro, e scoprì subito che quella particolarissima attività si attagliava perfettamente alle sue capacità artistiche e alle sue possibilità. Ci si applicò con vera dedizione e ci si appassionò. Così è nato un artista, che ha meritato riconoscimenti e vinto non pochi premi, partecipando a concorsi locali, nazionali e internazionali. Il suo primo bozzetto l’ha cesellato a fuoco su un ritaglio di pioppo… Gaione è riconoscente ai salesiani, e felice dell’attestazione di stima riservatagli dal suo antico maestro che, esaminando i suoi ultimi lavori, esclamò: “Sono felice che l’allievo abbia superato il maestro!”. L’Istituto a Darfo di Brescia è stato chiuso nel 1993, ma lo spirito salesiano continua a vivere nei suoi ex alunni che i fanno onore nella vita.
Per saperne di più: http://digilander.iol.it/pyror .
NUMISMATICA
a cura di Roberto Saccarello
PROGRAMMA DEL VATICANO PER IL 2002
Dal 1° marzo 2002 il Governatorato della Città del Vaticano ha iniziato a distribuire la prima serie di monete euro, composta da 8 valori (1,2,5,10,20,50 Eurocent, 1 Euro e 2 Euro), riproducenti al diritto il ritratto di Giovanni Paolo II firmato da Guido Veroi. La serie in versione fondo specchio, comprensiva anche della medaglia in argento, viene messa in vendita successivamente.
Il programma numismatico di San Pietro per il 2002 comprende inoltre le seguenti emissioni: due monete celebrative in argento sui temi “L’Europa, un progetto di pace e di fratellanza” e “Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2002”; due monete celebrative d’oro a soggetto biblico sull’Arca di Noè e Abramo.
Per quanto riguarda la filatelia,nel corso dell’anno è prevista l’uscita delle seguenti serie: la Madonna nell’arte; la Cappella Sistina restaurata; Europa: il Circo; 150° anniversario del primo francobollo pontificio; Millenario della nascita di San Leone IX; III centenario della Pontificia Accademia Ecclesiastica; VII centenario della morte di Cimabue; I viaggi di Giovanni Paolo II nel mondo; Santo Natale; Francobolli automatici: i Quattro Evangelisti.
Per saperne di più: ( 0761.307124
100 anni fa
maggio 2002
Ricaviamo il pezzo seguente dal Bollettino Salesiano del maggio 1902. E’ la descrizione fatta dal salesiano Emiliano Rigrazio di un viaggio pastorale nel territorio del Chubut. Una pièce graziosa che ancora una volta testimonia i tempi eroici vissuti dai primi missionari salesiani in Patagonia.
“Il 14 dicembre 1900 partii con D. Carrera per una Missione alla Cordigliera, e ritornammo il 1° aprile 1901. Ho visto e ho provato che cosa è andare in missione, e mi sono persuaso una volta più che la Patagonia è ancor lungi dall’esser tutta cristiana cattolica. La escursione fu lunga assai, la più lunga che si sia fatto finora nel territorio del Chubut. Si percorse più di 300 leghe, ossia 1500 chilometri; nella maggior parte dei luoghi non era ancora passato nessun sacerdote. Il viaggio fu pieno delle solite peripezie tanto più che né io né D. Carrera avevamo gran pratica pei cavalli , e per giunta conducevamo per nostra cavalcatura sei cavalli recentemente domati e due mule imprestateci, di cui una vecchia: il cavalcarla equivaleva ad andare a piedi; era più il lavoro che ci dava per farla trottare cogli altri di quello che ci serviva; l’altra il rovescio della medaglia, giovane, bizzarra e sempre la prima a scappare ogni volta che si riunivano per viaggiare. Vi aggiunga l’inesperienza nel legare il carico ed avrà un’idea della bellezza del nostro viaggio pei primi giorni. Ma come diceva D. Bosco, e lo ripete Mons. Cagliero: andand per la strà, s’arangia la sumà, camminando si aggiusta il carico; così provammo l’efficacia di questo proverbio, e tutto andò bene. Abbiamo quindi da ringraziare molto Maria SS. Ausiliatrice perché quanto maggiore era il pericolo in cui ci incontravamo, tanto più evidente era il modo che veniva in nostro aiuto."