SFIDE ETICHE x RAGAZZI, GENITORI, EDUCATORI
di Giovanni Russo bioeticalab@itst.it
Si aprono nuove frontiere in ogni campo... Nel campo alimentare sono da tempo spuntati gli organismi geneticamente modificati. E infuria la polemica tra i fautori e chi non ne vuol sapere. Eppure...
Le biotecnologie applicate al campo dell’alimentazione sono una realtà in continua evoluzione e ci offrono prodotti che per molti aspetti sono superiori a quelli realizzati con tecnologie naturali. Non sono alimenti futuristici, ma sono già ampiamente inseriti nei nostri supermercati, anche se non sempre si presentano con una adeguata etichetta informativa. Sono alimenti che hanno subito modifiche tecnologiche, sicché presentano caratteristiche che in natura non si ritrovano, ma che possono essere vantaggiose sia per la coltivazione sia per la qualità dell’alimento stesso. Purtroppo, come avremo modo di vedere, insieme alle luci ci sono delle “ombre”, ossia possono presentarsi dei rischi per la salute umana e per l’ambiente, per cui il primo atteggiamento fondamentale dovrebbe essere quello di un “no” a qualsiasi atteggiamento pregiudiziale, e di un “sì” alla sperimentazione in campo ma con alti parametri di sicurezza, con una obiettiva, corretta e tempestiva informazione. Qualcuno pensa che con questo tipo di alimenti si potrà sconfiggere la fame nel mondo: l’ipotesi è fondata, ma non occorre farsi illusioni.
Un alimento geneticamente modificato è generalmente chiamato “organismo geneticamente modificato” (OGM) e indica un prodotto alimentare in cui sono stati inseriti geni modificati rispetto a quelli che presenta naturalmente. Di conseguenza nella produzione il gene introdotto manifesterà le sue nuove caratteristiche. È in qualche modo come gli antichi innesti che si effettuano in un albero, sicché produrrà frutti in base all’innesto inserito. Gli OGM possono riguardare non solo cibi, ma anche piante, animali, ambiente, microrganismi vari e gli stessi esseri umani. In altre parole un OGM è un intervento di ingegneria genetica che mira a modificare le caratteristiche naturali di un organismo, sicché attraverso l’inserimento di un nuovo gene lo stesso organismo presenti caratteristiche diverse da quelle presenti in natura.
Nella maggioranza dei casi il tratto di gene inserito in un organismo, per modificarlo, apporta delle variazioni tali da migliorarne alcune caratteristiche o che lo inducano a produrre sostanze non appartenenti al suo normale metabolismo. Nel caso delle piante, per esempio, tali nuove caratteristiche consentono alla pianta modificata di aumentare le sue resistenze verso i parassiti o verso alcune malattie tipiche di quella specie o verso diserbanti e pesticidi, ovvero di modificare quantitativamente, in senso positivo o negativo, il contenuto di sostanze alimentari (proteine, grassi, ecc.), oppure ancora di migliorare le caratteristiche di resistenza alle avverse condizioni ambientali (siccità, gelo, salinità, ecc.). Buona parte del caglio utilizzato per la produzione dei formaggio è frutto di OGM. Gli OGM possono intervenire anche nella difesa dell’ambiente: batteri e micro-alghe, geneticamente modificati, possono assimilare, eliminandoli dai rifiuti, metalli pesanti o prodotti chimici di sintesi che normalmente non fanno parte del loro metabolismo. Anche i microrganismi possono essere assoggettati a modificazioni genetiche: alcuni batteri, geneticamente modificati in maniera opportuna, possono produrre molti farmaci salvavita come l’insulina umana, l’ormone della crescita, l’interferone per la cura di gravissime malattie, farmaci antivirali e antitumorali in quantità massicce e a costi relativamente bassi. Nel caso degli animali transgenici, l’ambito d’applicazione è più ampio. La modifica genetica può portare alla formazione di prodotti naturali contenenti farmaci o prodotti interessanti dal punto di vista della prevenzione, come per esempio i vaccini. Le modifiche possono essere apportate per produrre animali resistenti alle malattie infettive o neoplastiche anche dell’animale stesso, ovvero per il miglioramento, dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo, di alimenti come il latte, la carne, le uova. È da sottolineare la grande opportunità offerta da piante che possono produrre vaccini soprattutto in quei paesi in cui l’assistenza sanitaria è scadente (Lamonica).
Come ogni altra innovazione tecnologica è fuor di dubbio che anche gli OGM possano comportare, nella loro applicazione, qualche rischio. Tuttavia non va sottaciuto che, data la delicatezza dell’argomento – modifica di un genoma, con trasmissione dei caratteri acquisiti alla progenie – questo rischio sia spesso sopravvalutato, in particolare dai mezzi di informazione. Tutto ciò genera, nel grande pubblico, non sempre adeguatamente informato, ansie e timori non sempre giustificati. I rischi più importanti possono essere ricondotti a tre gruppi principali: la tossicità, le allergie e l’impatto ambientale. Un’altra grande preoccupazione consiste nel pericolo che, con l’affermarsi di una sola specie modificata, vengano turbati i normali equilibri, danneggiando così la biodiversità, la cui carenza ha portato in passato gravi danni ecologici anche a intere popolazioni. Occorre però precisare, a proposito dei rischi, che la legislazione in merito è altamente restrittiva e prevede controlli, da parte di Enti al di sopra delle parti. Tutto ciò sembra essere sufficiente a garantire una notevole sicurezza, cosa che spesso non avviene per altri prodotti nuovi, non appartenenti alla categoria degli OGM (Lamonica). ¨
Valori in questione
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