IL MESE

di Savina Jemina

GENNAIO

FIORI D’APPARTAMENTO

Le violette africane (Saintpaulia jonantha) sbocciano tutto l’anno e le loro tonalità danno un tocco d’allegria in casa, soprattutto d’inverno quando mancano altri fiori. Si moltiplicano per talea di foglia, staccata con un pezzo di picciuolo. Richiedono luce prolungata, ma non i raggi diretti del sole. Per l’annaffiatura il terriccio deve essere poroso, meglio se di terra, foglie e torba, umido, ma non bagnato né arido altrimenti le foglie cadono. Una soluzione è prendere un vaso di terracotta (7-10 cm di dm), chiuderne il foro e metterlo al centro di una ciotola. Nello spazio libero sistemare terriccio e violette. Riempiendo il vaso d’acqua, questa filtra dalla terracotta al terriccio e le foglie centrali beneficiano dell’evaporazione. Concimare ogni settimana tranne nei due mesi di riposo, d’estate, perché gli ibridi non fioriscono con temperature oltre i 25°. 

NOBEL ITALIANI

Sono 19 gli italiani che hanno ricevuto il premio Nobel. I primi, nel 1906, furono Giosuè Carducci e Camillo Golgi. Golgi nasce a Corteno (Brescia) il 7/7/1843. Insegna all’università di Pavia. A 29 anni inventa un sistema per colorare i preparati (i “vetrini”), che evidenzia le strutture nervose e, di conseguenza, facilita le scoperte. Nel 1886 scopre i corpuscoli sensitivi tra muscoli e tendini e nel 1898 particolari strutture della cellula, che da lui prenderanno nome. Studia il ciclo vitale del plasmodio, parassita che provoca la malaria. Nel 1906, per gli studi sul sistema nervoso riceve il Nobel per la medicina. Muore a Pavia il 21 gennaio 1926.

IL PERSONAGGIO DEL GIORNO