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di Emilio Vittozzi

RENATO SCARPA

Attore. Classe 1939. Attore simpatico e popolare, ha partecipato a non pochi film: Il postino, Ribelli per caso, Stefano quantestorie, Uomini e no, Un sacco bello, San Michele aveva un gallo, Ricomincio da tre, ecc. Voleva fare l’architetto. Ha partecipato al centenario dell’opera salesiana di Portici.

Nel dorato mondo dello spettacolo c’è più fede o più superstizione?

Sì, c’è una fede che fa andare avanti... Comunque la profondità di questa fede è assolutamente individuale e non giudicabile.

Che cos’è importante per te nella vita?

Non scandalizzarsi mai ed essere sempre pronto a chiedersi “perché”... Essere sempre disponibile a cercare di capire...

Ti posso chiedere quali sono i tuoi punti di riferimento?

Nell’adolescenza ho scoperto la paternità divina e ho capito che ogni momento è importante perché ero amato. Nei momenti difficili e dolorosi questa “Luce” mi ha dato coraggio e accompagnato per mano.

E nel mondo dello spettacolo?

Quando vedo il talento degli altri, la loro bravura sento tutta la gioia di avere scelto questa professione e trovo il coraggio di continuare, nonostante le difficoltà che non mancano, anzi...

C’è un proverbio, un motto, un’idea che ti accompagnano nella vita?

Sì, eccola: gli altri hanno i tuoi stessi diritti.

C’è una pagina del Vangelo che preferisci?

Certo. Il discorso della montagna prima di tutto, così controcorrente... e una frase che faccio mia: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Quali impressioni sui salesiani di Portici?

Ci sono delle persone che ti accolgono come se ti avessero sempre conosciuto... Lì alla festa del centenario dell’opera salesiana mi sono sentito a casa mia.