INSERTO CULTURA
di Piero Saccò
Presso l’Università Pontifica Salesiana dal 1988 esiste la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, nata come Istituto (Iscos). Una facoltà moderna in un ambiente di studi di elevata qualità. Strumentazioni d’avanguardia, docenti con grande professionalità, studenti coinvolti in ricerche e attività pratiche ne fanno il fiore all’occhiello della congregazione salesiana.
A
chi, avvezzo all’austerità e gravità dei consueti ambienti accademici, capiti
di entrare per la prima volta nella nuova sede della Facoltà di Scienze della
Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma,
probabilmente sembrerà che ci sia qualcosa di strano nei meccanismi di questa
scuola di comunicazione. Vedendo fuori dall’istituto un gruppo di studenti al
lavoro con luci, microfoni e telecamere, potrebbe addirittura pensare di
trovarsi su un set cinematografico. Nel sentirne altri che scelgono le canzoni
per accompagnare il talk-show radiofonico del pomeriggio, inizierà a chiedersi
quale sia la particolarità che contribuisce a rendere questo posto tanto
particolare. E, dopo aver fatto il giro completo delle aule, si renderà conto
della prima caratteristica della Facoltà di Scienze della Comunicazione o, in
sigla, FSC: gli studenti, le loro aspettative e le loro idee sono il centro
attorno a cui ruota tutta la vita della facoltà. E questo fin dalla sua
fondazione.
È il 1988, anno del centesimo anniversario della morte di Don Bosco, quando l’Università Pontificia Salesiana di Roma, su proposta dell’allora Rettore Maggiore don Egidio Viganò, costituisce l’Istituto di Scienze della Comunicazione Sociale (ISCOS), rispondendo a una precisa indicazione, scaturita dal Capitolo Generale 22° del 1984. Il nuovo progetto viene affidato ai professori don Franco Lever e don Roberto Giannatelli, insieme ad alcuni giovani salesiani, Emiro Cepeda, Fabio Pasqualetti, Tadek Lewicki, Tonino Lobefalo, Britto Berchmans e Giuseppe Costa, ognuno tornato a Roma dopo essere stato inviato ad approfondire un diverso aspetto della comunicazione nei migliori, e già esperti, istituti europei e statunitensi.
A guidare i docenti, che si propongono di formare educatori cristiani con competenze in comunicazione, è la convinzione che i media siano strumenti, ormai indispensabili, che hanno la possibilità di fare crescere la comunità, favorendo e migliorando la comunicazione tra le persone. Un principio che non cambia, e anzi si rafforza quando, il 27 maggio del 1998, la Congregazione per l’Educazione Cattolica stabilisce la trasformazione dell’ISCOS in vera e propria facoltà (FSCS). Il percorso di studi si allunga, non più un solo biennio ma quattro anni, durante i quali gli allievi hanno la possibilità di frequentare i corsi più interessanti dell’Università Salesiana, studiando psicologia, sociologia e pedagogia oltre alle materie specifiche delle scienze della comunicazione. Intanto nuovi docenti hanno conosciuto la FSCS, sposandone la causa e diventandone parte integrante. Oltre a suor Mary Gannon FMA, statunitense, docente di statistica, già presidente di PCN, consorzio di servizi telematici, c’è un bel gruppo di laici, professionisti della comunicazione. Con la serietà degli studiosi e le comprovate esperienze professionali, essi arricchiscono l’attività, migliorando così l’efficacia formativa della FSC. Il gruppo dei più stretti collaboratori è composto da Adriano Zanacchi, Carlo Gagliardi, Carlo Tagliabue, Paolo Restuccia, Paolo Sparaci, Alessandra Rimano, Paola Springhetti, Antonio Preziosi. Negli ultimi anni al gruppo iniziale che potremmo definire dei fondatori, si sono aggiunti altri due salesiani, Tone Presern e Devadoss Sagayaraj.
Dall’anno accademico 2003/04, per facilitare il riconoscimento degli studi da parte di altri centri universitari, la FSC (la “S” finale della sigla è stata abolita in quanto ritenuta pleonastica) adotta il progetto universitario europeo: offre un primo ciclo triennale che porta al Baccalaureato (o Laurea), più un secondo di due anni che porta alla Licenza (o Laurea specialistica), con tre indirizzi differenti: “media per la comunità” (televisione, radio, teatro), “giornalismo ed editoria”, oppure “ricerca”. Nel gennaio del 2004 è avvenuto il trasferimento nella nuova modernissima sede: la concretizzazione in pietra del progetto comunicativo dell’Università. Le risorse messe a disposizione dai superiori salesiani e dall’UPS, unite alle donazioni di alcuni benefattori e l’impegno progettuale degli stessi docenti hanno permesso agli studenti della FSC di avere a disposizione un ambiente di studi davvero all’avanguardia: dotato di uno studio televisivo e uno radiofonico, un laboratorio teatrale, una redazione di giornalismo, sale per il missaggio audio e unità per il montaggio televisivo, una rete di computer interna attraverso la quale gli studenti possono condividere i loro lavori. Spazi che i quasi 200 allievi possono utilizzare in qualsiasi momento, così come in ogni momento hanno l’autorizzazione a utilizzare, a scopo didattico, gli strumenti messi a disposizione dalla Facoltà, come macchine fotografiche di ultima generazione, nuove telecamere digitali, o registratori mini-disc.
Lo sforzo della FSC è quello di offrire una formazione sia pratica sia teorica. Nei tirocini di radio, televisione, giornalismo, teatro ed editoria, insegna a usare gli apparecchi nella prassi, come in un vero e proprio apprendistato lavorativo. Negli altri corsi, come quelli di opinione pubblica, teorie sociali dei media, storia del cinema o del teatro, offre le conoscenze necessarie per dare un contenuto alla comunicazione, senza limitarsi alla forma. Prima dell’ultimo anno di licenza è previsto per ogni studente uno stage formativo di almeno quattro settimane presso un centro professionale, un periodo di praticantato che può avvenire in giornali, radio, televisioni già in contatto con la FSC, o nei centri mediali pronti a collaborare. Per gli studenti è un modo di accostarsi al mondo professionale, un periodo di studio e verifica di quanto si è appreso. In più è un’opportunità di trovare sistemazione una volta terminati gli studi. Gli allievi della FSC sono laici e religiosi provenienti da tutti e cinque i continenti. Tra quelli che hanno già ottenuto la licenza o hanno conseguito il dottorato di ricerca c’è chi oggi scrive per importanti giornali, chi dirige centri di produzione multimediale, emittenti radiofoniche, redazioni televisive, chi è alla guida di case editrici, chi lavora negli uffici di comunicazione delle conferenze episcopali in diversi paesi. Un gruppo significativo di allievi ha intrapreso la strada della ricerca e del lavoro universitario presso diverse Facoltà di comunicazione o nei centri per la formazione dei sacerdoti come i seminari maggiori, e centri educativi. E sono solo i primi risultati di quindici anni d’impegno di chi crede nella comunicazione come servizio.
Per saperne di più: http://fsc.ups.urbe.it, fsc@ups.urbe.it