IL DOCTOR J.

di Jean François Meurs

LA CILIEGINA SULLA TORTA

«Caro Doctor J., Il mio piccolo amico Paolo è un divoratore di fumetti. Gli piacciono da moriree ne compera tanti e spesso. Ebbene, c’è qualcosa che mi stupisce: sovente negli album che legge sono riprodotte scene molto osé, con delle donne nude e delle coppie che fanno l’amore. Ho anche scoperto che queste pagine non lo lasciano indifferente, tutt’altro, lo turbano e l’attirano. Ne abbiamo discusso insieme, ma lui sostiene che non c’è niente di male, che è normale che si rappresenti l’erotismo, perché è una cosa naturale. Gli ho chiesto allora quale fosse secondo lui la differenza tra erotismo e pornografia. Ha farfugliato un po’ senza rispondere chiaramente. Io trovo che queste immagini riducono le donne al loro corpo e ne fanno degli oggetti per il piacere egoistico dei maschi. Per tutta risposta egli mi ha suggerito di leggere questi fumetti, perché solo così avrei potuto capire che non c’è poi tutto questo gran male, anzi, potrei accorgermi che c’è qualcosa di bello e soprattutto di vero in quelle immagini anche se lui non sapeva spiegarmelo. Il suo compagno, invece, non ci ha messo molto a dirmi che era una cosa del tutto normale, e che noi femmine non riusciamo a comprendere, perché siamo troppo romantiche. Loro, invece, hanno bisogno di questo, è biologico, li fa reagire, prendere coscienza di essere uomini. Sapevo che quel suo amico era un macho, ma non fino a quel punto. Fortunatamente, Paolo non è d’accordo. Domanda: quand’è che un fumetto è solo osé e quando invece è pornografia?

Alice, Viterbo

Cara Alice,

Il fumetto è un genere letterario, forse più maschile che femminile. Nei fumetti «per adulti», zuffe e sesso sono il condimento del racconto. È proprio un tale miscuglio ad allontanare le ragazze da questo genere di media, perché non corrisponde alla loro concezione del sesso e dell’amore. Purtroppo la società moderna sviluppa un erotismo della vista, ad uso soprattutto dei maschi. Per le ragazze, invece, per prima cosa sviluppa un erotismo dell’orecchio, sussurrato, stupito, non aggressivo. Nei riguardi della sessualità non sempre si riesce a percepire la differenza tra l’approccio femminile e quello maschile che certamente esiste. Maschi e femmine non sembrano sulla stessa lunghezza d’onda, contrariamente a quel che comunemente si crede. Ma tutto ciò appartiene alla cultura del nostro tempo, e viene considerato cosa scontata, frutto dell’educazione molto più che dell’istinto. Perciò, non è vero che sia “biologico” come afferma il compagno del tuo amico.

Ho la tendenza a credere che l’educazione inculcata alle ragazze le avvicini più facilmente all’amore vero. Per una donna, infatti, arrivare all’atto d’amore esige una preparazione intensa che comincia da lontano. Ti faccio un esempio un po’ strano, solo per spiegarmi meglio: pensa a una donna che deve preparare una torta. Ella comincia al mattino presto: sceglie la ricetta, raccoglie gli ingredienti, si procura la farina, versa il burro, sbatte le uova, impasta... Poi fa riscaldare il forno, quindi mette a cuocere il dolce. Ma non finisce qui: è necessario lasciarlo raffreddare, guarnirlo di crema, e alla fine, arriva la ciliegina a coronamento di tutto il processo... Ecco, l’atto d’amore viene come la ciliegia posta alla fine in cima alla torta: una conclusione, preceduta da tutta una storia che richiede il suo tempo. Invece, la concezione maschile dell’atto d’amore è diversa: “Perché attendere una ciliegia, se posso prendere il vaso nel frigo, e gustarne quante ne voglio?” La pornografia, è questo: non c’è alcuna distanza tra la nascita di un desiderio e la sua realizzazione. Non c’è storia, nessuna ricerca che si sviluppa, nessun racconto che si dipana, nessuna preparazione né ostacolo alla soddisfazione: si va a cercare il vaso di ciliege al mini-market, si paga, ed è fatta!

So bene che la parola «erotismo» non ha una buona reputazione, ma io voglio darle un significato positivo: l’erotismo è un romanzo, è la storia di un desiderio che cerca di incontrare il desiderio di un altro, sapendo che questo richiede tempo, sentimenti forti e lunga preparazione, ciò che viene chiamato talvolta romanticismo. E dunque, penso che il tuo amico per certi versi abbia ragione: in molti fumetti, ma anche in molti film ben fatti, i momenti amorosi s’integrano in una storia, dove l’eroe compie un lungo percorso... verso una verità, verso un nuovo coraggio, verso una crescita umana, verso un impegno duraturo. In questi casi, anche i fumetti possono affinare la sensibilità. Certe immagini possono anche creare qualche turbamento, ma il turbamento non è un male in sé, quello che è importante, è il modo con cui lo si tratta. Sia che si arresti su un piacere egoistico (ma allora non c’è storia), sia che si oltrepassi e si scopra un piacere più grande, un piacere pulito, gonfiato d’amore, di senso e di sentimenti. Non nego che alcuni fumetti o molti film siano provocanti: un tempo gli editori esigevano delle immagini di nudità femminile per attirare il cliente. Le autrici hanno vivacemente protestato per questo sfruttamento subdolo. Questa tuttavia non è una ragione per fare di ogni erba un fascio. Come sempre, ci sono il meglio e il peggio.