FMA
di Graziella Curti
1954-2004: la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium ha celebrato le sue nozze d’oro. Mezzo secolo di idee, di impegno scientifico, di passione educativa caratterizzato da un’attenzione alla problematica femminile.
Circa
quattrocento studenti di 60 nazioni, un corpo docente sempre più qualificato, 5
indirizzi di studio: sono i dati base dell’Auxilium, un’istituzione
unica nel campo delle Facoltà Pontificie, ma annunciata da lontano. Già nel
1947, don Pietro Ricaldone, quarto successore di Don Bosco, sembrava prevedere
gli esiti odierni quando disse alle Figlie di Maria Ausiliatrice: “Il vostro
Istituto dovrà, col tempo, avere uno speciale Corso Superiore in cui
raccogliere le suore, provenienti da ogni parte del mondo; un centro
Internazionale in cui si dia una completa formazione pedagogico-religiosa a
coloro che dovranno poi diffondere il Verbo catechistico”. Solo 7 anni dopo,
veniva inaugurato a Torino lo Studentato Pedagogico che nel 1970 sarebbe
diventato Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione.
Oggi, nel fare memoria di quegli anni lontani, viene spontaneo cantare il Magnificat ripercorrendo le tappe, spesso impreviste, verso una qualificazione sempre più elevata in campo culturale. Su questa lunghezza d’onda si è espresso il cardinale Francesco Marchisano, grande amico dell’Istituzione, nel suo intervento, interrotto più volte dalla commozione, durante la celebrazione del cinquantesimo. Ha ricordato le fatiche di una proposta, spesso disattesa, di affidare a religiose una Facoltà Pontificia. Ha reso presente la figura del cardinal Gabriel Marie Garrone, perché “è a lui che si deve questo miracolo”. E ha aggiunto che proprio a lui, che con intelligenza ha percorso strade inedite e difficili per giungere a un’approvazione, che ha prodotto frutti meravigliosi nella storia, poteva riferirsi quella celebrazione.
Lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella sua visita alla Facoltà nel 1992, ha confermato l’intuizione che ha aperto le porte del mondo culturale al femminile: “Siete, dunque – ha detto – appunto perché donne, capaci di riempire lacune notevoli anche in campo universitario”.
Tra i numerosi messaggi d’augurio giunti per la celebrazione del cinquantesimo dell’Auxilium, significativo quello di monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della CEI, che ha identificato così la ricorrenza “nozze d’oro con la Chiesa”. Espressione quanto mai adeguata, se si guarda ai programmi dei vari curricoli, ai corsi per la formazione nell’ambito della vita consacrata, alla partecipazione delle docenti agli organismi ecclesiali, alla consulenza presso i dicasteri della Curia romana. Anche il territorio e la diocesi in cui è inserita la Facoltà godono dei frutti di tale presenza attraverso la scuola per catechisti, l’animazione pastorale e liturgica, l’aggiornamento degli insegnanti di religione. “Cerchiamo di vivere l’universalità della Chiesa sul piano interculturale” conferma la nuova preside suor Ausilia Chang. “Il nostro impegno educativo – aggiunge – non vuole discriminare nessuno sia dal punto di vista del sesso sia per le classi sociali. Vogliamo promuovere la formazione del personale autoctono operante nei Paesi in via di sviluppo ricercando anche borse di studio per favorire la preparazione delle consorelle e di suore di altri istituti”.
A ragione, Giovanni Paolo II aveva affermato anni fa: “L’Auxilium figura tra le Facoltà Ecclesiastiche, il che attesta chiaramente la volontà della Chiesa di mettere la donna in condizioni di recare a beneficio della comunità il massimo delle sue virtualità”. E ancora: “Avete Statuti universitari approvati dalle autorità competenti della Chiesa, siate emule in questa vostra opera delle grandi donne che si sono distinte per dottrina e zelo, come Santa Teresa d’Avila e Santa Caterina da Siena”.
L’obiettivo dell’Istituzione è di stare sulle frontiere educative con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Punto di riferimento è Maria, la Maestra lasciata a Don Bosco. L’indicazione è espressa chiaramente nel motto della Facoltà “Con Maria per una cultura della vita”.
Il tema della memoria ha avuto larga parte nella commemorazione del cinquantesimo della Facoltà, ma la tensione verso il futuro ha connotato quasi tutti gli interventi dei relatori. Madre Antonia Colombo, superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha al suo attivo più di trent’anni come docente e preside dell’Auxilium, ha rivolto un discorso programmatico alla Comunità Accademica sempre più vivace e variegata e costituita non più solo da religiose, ma anche da laici e laiche provenienti da diverse nazioni. Tra gli snodi più significativi su cui riflettere, ha indicato il cammino dell’interculturalità, la sinergia delle varie discipline per giungere a “un’alleanza tra saperi mediante la ricerca della scienza e della sapienza nella logica dell’amore educativo”.
Altrettanto stimolante è stato l’intervento di don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani e gran cancelliere della Facoltà, che ha insistito sulla ricerca di una cultura umanizzante, che sta alla base di una cittadinanza evangelica come ci viene richiesta dalla Chiesa e come era stata sognata dai nostri fondatori.
La tappa del cinquantesimo ha dunque segnato un nuovo inizio verso il processo di armonizzazione dei sistemi universitari internazionali in vista dei reciproci riconoscimenti dei percorsi formativi e nella concretizzazione, giorno per giorno, del tesoro della tradizione salesiana.
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