LETTERE AL DIRETTORE

MACIGNI..Caro direttore, permetta prima di tutto di chiederle di pubblicare integralmente la mia lettera... chissà che non possa far del bene. Sono una mamma di tre figli (17, 13, 9 anni). E sono anche una mamma smarrita per non dire disperata. Le espongo brevemente il mio problema, anzi i miei problemi, che sono quattro, senza contare mio marito che non conta (poi le dirò perché). I miei tre rampolli hanno ricevuto in regalo ciascuno il computer e il telefonino. Dai nonni. Ora legga il seguito:

  1. Tutti e tre hanno libero e quotidiano accesso a materiale pornografico. Me ne sono accorta, ho cercato di parlare con loro, ma è come parlare al vento. Quid faciendum?
  2. Il mio Marco, 9 anni appena, chatta con accanimento. Ha conosciuto un sacco di persone. Tra le altre una “ragazza” che vuole assolutamente conoscere. “Mamma, sei cattiva: perché non mi porti da Lina?”. Il perché non gliel’ho detto: la sua Lina è una divorziata, con tre figli come me, e abbondantemente in menopausa! Quid faciendum?
  3. I miei suoceri, mio marito e io stessa siamo legati a una civiltà degli orari, o, se vogliamo, a una concezione biblica del tempo: “C’è un tempo per mangiare, uno per dormire, uno per danzare...”. Il mio Andrea sempre di più tende a fare della notte il suo giorno e del giorno la sua notte. Nelle feste è da un pezzo che ha stravolto gli orari, e noi praticamente non l’abbiamo più in casa. Quid faciendum?
  4. La mia Simo, terza media, mi ha candidamente confessato che anche durante gli esercizi spirituali cui ha voluto partecipare, organizzati dall’insegnate di religione della sua scuola, ha spedito decine di messaggini attraverso il suo cellulare. E non molto spirituali, a quanto mi ha raccontato. Ormai il telefonino è un’appendice di sé. Quid faciendum?

Ecco, caro Direttore: i miei quattro macigni. Le lascio immaginare come vivo da qualche anno. Mio marito per non diventare manesco, visto che oggi si rischia la galera per un ceffone ai figli, ha preferito ritirarsi in buon ordine. “Se si vogliono rovinare, affare loro”, dice. Ma questo è abdicare al ruolo. Da parte mia, sono appesantita da un compito che esula dalle mie competenze, anche se non dai miei doveri. Io tutt’al più me ne intendo di italiano e latino (insegno lettere alle medie ma certo non basta per educare).

A un’occhiata veloce, per risolvere i quattro macigni:

  1. dovrei intendermi di sociologia, sapere qual è la mappa della situazione socioculturale dei ragazzi di oggi inseriti in una società globalizzata;
  2. dovrei intendermi di teologia, per un approfondimento teologico/dottrinale, data la natura dei problemi che mi si pongono;
  3. dovrei intendermi di pedagogia: se è vero che educare è un’arte, immagino che l’educazione abbia ramificazioni e sfumature da applicare per le diverse situazioni che si presentano negli educandi.
  4. Dovrei, inoltre, com’è ovvio, fare il genitore (ma solo dopo avere perfettamente capito il quadro generale con annessi e connessi), cioè scegliere le strategie appropriate: il “modus operandi” e il “modus dicendi”, o se vuole, per unificare le due cose, il “modus comunicandi”, perché sia incisivo e si addivenga a qualche risultato positivo. Lei pensa che una povera mamma sia capace di una performance educativa o edocomunicativa del genere? Io dico di no. E lei?

Migliola, Milano

Cara professoressa,

le pubblico integralmente la lettera come ha chiesto. Le do ragione per quanto riguarda i problemi, né pochi né irrilevanti, che ha snocciolato con puntigliosa precisione e acume. A livello di soluzione lei ha elencato quattro competenze, ineccepibili, ma, “mi consenta” (senza riferimenti politici!), a me pare che ne manchi una, quella, forse, risolutiva e che potrebbe trarla d’impaccio. La grande competenza dimenticata nella sua elencazione è l’amore. Un genitore deve avere una riserva inesauribile d’amore. Di quel tipo che un tempo veniva qualificato come “sviscerato” perché era incarnato, incastonato nelle viscere, il luogo degli affetti – secondo gli antichi. L’amore, signora, non ha bisogno di competenze libresche, di approfondimenti pseudoscientifici, perché “non perde mai la speranza e non tramonta mai”. Don Bosco da parte sua ha aggiunto un’appendice che fa al caso nostro: “Amate i vostri ragazzi e fate in modo che se ne accorgano”. Non so indicarle altra strada. Sono sicuro che opporsi all’amore è difficile, anzi quasi impossibile. Per contrastare l’assalto dell’amore occorre fuggire, sparire nel silenzio e non lasciarsi più trovare, rompere tutti i rapporti, non lasciarsi amare... Come vede, un percorso arduo anche per il figlio più disgraziato...

 

FIGLI DI CAINO. Caro direttore, “Siamo tutti figli di Caino”. Io credo che il nostro Nobel, Dario Fo, abbia proprio ragione. [...] E’ vero lui metterà magari un po’ in ridicolo la religione, la storia della Chiesa, ecc. ma è un uomo che ragiona, che sa, conosce e può parlare con cognizione di causa. Lei ha visto o sentito l’ultima sua performance di alcuni mesi fa alla TV? Ancora una volta l’ha azzeccata tutta, soprattutto se consideriamo quanto sta accadendo nel mondo. Siamo per davvero figli di Caino, caro direttore. E sa qual è la cosa che mi fa più rabbia? Che il dott. Fo conosce la Bibbia meglio di noi cristiani.

Angelo di Modena

Ho l’impressione che Fo conosca molto il palcoscenico e poco la Bibbia! E non mi pare che insegni religione. Insegna a minimizzare il peccato, a prendere la Bibbia come una accozzaglia di racconti sconclusionati, a non prendere sul serio la Chiesa, ma a prendere sul serio certe affermazioni storiche che storiche non sono. Mi fermo solo all’ultima “performance” come la chiama lei, tanto per mettere i puntini sugli “i”. Fo ha preso una topica quando ha affermato che i figli di Adamo furono Caino e Abele, ma siccome Abele fu ucciso e non poté generare, noi saremmo discendenti di Caino… e via di questo passo, col solito sarcasmo. Ebbene, Fo è un maestro nello stravolgere il testo sacro a suo uso e consumo, per cercare di ridicolizzarlo come fa da decenni. Per quanto riguarda il nostro assunto, infatti, Gn 4,25 dice che Dio ha dato un altro figlio ad Adamo che prendesse il posto di Abele, e si chiamò Set. Di Set siamo discendenti. Capisco che questo è solo un cavillo. Spiace tuttavia constatare che tutto ciò che dicono certi “guru” sia considerato anche dai cattolici oro colato… Mentre, si tratta di tutt’altro metallo. Onore al nostro Clown e alle magnifiche pagliacciate che fa: divertono, attirano, incantano, “de/stressano”… ma sono Parola di Fo, non di Dio. Per fortuna. È vero che lo Spirito soffia dove vuole, che parla per bocca di chi vuole, ma mi creda, mi riesce difficile ascoltarlo attraverso la bocca del nostro Nobel per la letteratura.

 

FIORI, ANIMALI E... Carissimo direttore, giuro di aver sentito in TV, ma non mi ricordo da chi – ah, l’età! – certamente da una “nota” presentatrice di quelle importanti, che la suddetta mette sullo stesso piano i fiori, gli animali e i bambini. Pare che costei abbia molti fiori e anche animali. Ma non vuol sentir parlare di bambini, perché ha paura di inserirli in un mondo pieno di pericoli. Ma insomma, che “cavolo” di ragionamento è?

 Elio, Pavia

Un ragionamento... di quella pianta, appunto! Cioè un non/ragionamento. Caro signore, per la “nota” presentatrice fiori, animali e bambini non sono affatto sullo stesso piano. Da quel che ha detto, prima vengono i fiori (ne ha tanti!), poi gli animali (ne ha!). Punto e basta. E i bambini? Non ne ha, non ne vuole, per lei non esistono perché dice che “ha paura di inserirli in un mondo”, ecc. A parte che un ragionamento del genere, fatto da tutte le signore, spopolerebbe in pochi anni la terra, c’è anche da aggiungere che nemmeno lei sarebbe nata e “nota” se sua mamma avesse avuto le sue idee balzane (anzi malsane). Da che mondo è mondo questa “aiuola” che ci ospita – siamo noi i veri fiori – è stata sempre zeppa di pericoli. Ma l’uomo se l’è sempre cavata. Ha continuato a crescere, a svilupparsi, a scoprire cose sempre più stupefacenti. Nonostante tutto. Sono convinto che la sua forza, la sua astuzia, e soprattutto la sua maturità umana siano direttamente proporzionali alla capacità di schivare o meglio superare gli ostacoli (li chiami pure pericoli che non sbaglia). Chi decide che metterà al mondo dei figli solo se potrà assicurargli la felicità, semplicemente decide di non mettere al mondo dei figli. Un mondo senza ostacoli, oltre a essere un’utopia, è anche una follia. Anche i personaggi delle favole, prima del “vissero felici e contenti” finale, ne hanno passate di cotte e di crude. Non è senza significato la cosa: la vivibilità te la conquisti, e il costo è alto, ma proprio per questo è meraviglioso. Ciò che non costa, non vale. Ricorda la città dei balocchi di Lucignolo, nel Pinocchio di Collodi? La fine è... asinina! Rammento un episodio della infinita serie di Star Trek, quando l’astronave intergalattica Enterprise sbarca il capitano e i suoi uomini in un pianeta/paradiso dove non esistono guerra, odio, invidie, emozioni, pericoli di sorta... Un pianeta piatto, un pianeta impossibile. Se ne accorgono dopo un po’. Un mondo, così appare al capitano, di abitanti valetudinari, di persone abitualmente malate. Di inedia. Con impulsi al suicidio. Un mondo senza senso. Si nasce lottatori, caro Elio. E’ la nostra natura, il nostro cruccio e la nostra gloria. È ora che ricuperiamo il coraggio di lottare per la vita. No, le mammine moderne non possono desiderare dei figli smidollati, pappafrolla, felici e beoti... più simili a manichini che a persone. Se ci sono mamme così, si dovrebbe dubitare della loro sanità mentale. Allora? Allora la sua presentatrice ha detto tutt’al più un motto di spirito poco spiritoso. Per via dell’audience. Ha detto una castroneria. Nulla più. Dice la Bibbia: “E’ bene che l’uomo si abitui alle contrarietà fin dalla giovinezza” (Lam 3,27). E poco oltre: “Il Signore non abbandona per sempre: anche se fa soffrire rimane sempre pieno di amore e ricco di bontà” (Lam 31,33). Ci rifletta.

APPELLI

Cerco registrazioni dal primo all’ultimo LP di Amanda Lear.  Di Bono Francesco, Via Epicarmo, 262 – 96011 Augusta (SR).

Mi piacerebbe corrispondere con persone della mia stessa età. Sono una donna  44enne. Brino Maddalena,, Via Vagliè, 64 – 10036 Settimo Torinese (TO).

Cerco e scambio santini... Mi piacerebbe anche corrispondere con mamme.  Silvana Quartararo, Corso Sommeiller, 17 – 100128 Torino (TO).

Cerco immaginette di santa Eufrosina, moglie di san Corrado Confalonieri, vissuta tra il 1200 e il 1300 a Piacenza.  Inturri Gianluca, Via Marchesi, 2 – 96012 Avola (SR).

Ex insegnante, molto sola e con un solo interesse, scrivere, cerca persone con le quali intrattenere rapporti epistolari. Scalambro Maria, Via Oropa, 137 – 10153 Torino.

Mi piacerebbe corrispondere con signori/e della mia città, dai 50 ai 60 anni, essendo pensionata, per scambi di opinioni. Padovano Anna Maria, Via Napoli, 12 – 40139 Bologna.

Cambio libri e fumetti di ogni genere. A chi me li spedirà, io rispedirò i miei doppioni. Traetta Antonio, Via Salgari, 3 – 42100 Reggio Emilia.