I NOSTRI MORTI
SURIANO sac. Agostino, salesiano,
Castellammare di Stabia (NA), il 30/09/2004, a 89 anni
Ha vissuto il comandamento del Signore: “Andate e predicate il Vangelo”, vivendo a fondo la missione nel Medio Oriente. La sua passione era la terra di Gesù. Pur malandato in salute, sperava sempre di ritornare nei luoghi che avevano riempito la sua vita. Sempre e ovunque ha portato l’amore a Cristo, a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco.
RIZZO sac. Marcello, salesiano,
Negrar (VR), il 19/07/2004, a 89 anni
Don Rizzo ha mantenuto sempre nella vita quel carattere veneziano bonario e spontaneo, con la parlata dialettale piena di verve e di fine ironia. Lo vedevi sempre nei crocchi intrattenere i ragazzi a raccontare la barzelletta del giorno: ne aveva per tutti i gusti. Viste le sue doti intellettuali non comuni, fu avviato agli studi universitari conseguendo a Pavia la laurea in scienze naturali e l’abilitazione all’insegnamento di matematica, fisica, scienze e merceologia. E così fu insegnante per quarant’anni al Verona Don Bosco e per un decennio al Manfredini di Este, sempre ricordato dai suoi numerosi allievi ai quali profuse le sue doti intellettuali, il suo umanesimo di gioiosa salesianità.
PENNA sac. Giuseppe, salesiano,
Richelmy (TO), il 24/12/2000 a 85 anni
La vita salesiana di don Giuseppe fu donata in modo particolare nell’educazione scolastica in varie opere salesiane, con l’intento di formare e immettere nella società “buoni cristiani e onesti cittadini”. Tale impegno egli lo continuò con amore e dedizione fra gli exallievi. Religioso convinto e sacerdote zelante, si prodigò nel ministero della riconciliazione, nella presenza educativa fra i giovani e nel consiglio rasserenante alle persone che si rivolgevano a lui. Molti exallievi e famiglie lo ricordano con affetto e riconoscenza.
MINERVINI sig.ra Franca, cooperatrice salesiana,
Brindisi, il 15/11/2004, a 63 anni
Donna umile e semplice, ma dal sorriso sempre pronto per tutti. Nel suo cammino personale di fede si è incontrata con il mondo salesiano ed è stata subito catturata da Don Bosco, dalla sua carità verso i giovani, dalla sua attività instancabile per il bene dei giovani, dal suo attaccamento alla Chiesa. Ha risposto a questa folgorazione diventando Cooperatrice Salesiana per dedicarsi con entusiasmo e competenza alla catechesi dei fanciulli. Pur tra non poche difficoltà di carattere familiare, si è tuttavia messa a disposizione del locale Laboratorio Mamma Margherita, dove ha fatto brillare tutta la sua abilità nel cucire. E anche questa attività supplementare è diventata per lei una missione e un mezzo di santificazione. Troppo presto ci ha lasciato.
DI PAOLA sr. Marianna, Figlia di Maria Ausiliatrice,
Soverato (CZ), il 22/06/2004 a 90 anni
Suor Mariannina: un nome, un’istituzione. Fu donna di relazione profonda, allargata a quanti ha incontrato sul suo lungo cammino. Consorelle, salesiani, sacerdoti diocesani e religiosi, exallieve, giovani e familiari, erano presenti nel suo ricordo, nel suo cuore, nella sua preghiera e nell’offerta di sé. Da anni viveva nella sua cameretta, ma il mondo con i suoi problemi era con lei. Leggeva molto e seguiva la vita della Chiesa come quella dell’Istituto, attenta a ogni circostanza e a ogni novità.
Donna di cultura, di fede, di arte, amava dipingere, ricamare e raggiungeva con i suoi lavori chiunque vivesse circostanze speciali. Nella sua lunga esistenza, si ricordano gli incontri con sacerdoti e suore che hanno fatto la storia delle due congregazioni: il beato Filippo Rinaldi, suor Enrichetta Sorbone, don Regna.
LEANZA sr. Lodovica, Figlia di Maria Ausiliatrice,
Messina il 1°/08/2004 a 90 anni
Una vita dedicata al servizio dei piccoli come insegnante nella scuola materna ed elementare a Torino, Roma, in Toscana e, infine, in Sicilia. Anni spesi con amore al servizio della pastorale scolastica e responsabile dell’oratorio. Come insegnante, sapeva essere esigente, precisa, delicata e attenta alle difficoltà degli alunni; per lei era importante non solo l’aspetto culturale, ma la promozione integrale della persona. Fu pure incaricata dei Cooperatori a Palagonia (Catania), servizio che svolse sempre con responsabilità e saggezza. Con il declino delle forze, suor Lodovica dovette lasciare l’insegnamento ma restò attenta, accogliente, delicata, simpatica. La lettura, lo studio, l’amore per l’arte e la musica sono stati importanti fino all’ultimo scorcio della sua vita.
PUCCI Maria MANIERI, mamma di un salesiano,
Senigallia (AN), l’11/12/2004, a 89 anni
Donna di casa semplice, senza pretese. Piena di Dio che è sempre stato il vero punto di riferimento della sua vita; di saggezza che sapeva declamare in pillole attraverso strofette, rime, proverbi, sentenze ma soprattutto viveva lungo la sua giornata laboriosa e coerente; di servizio fedele, generoso, sacrificato per il marito che ha curato per 30 anni e i figli, uno dei quali ha regalato a Don Bosco; di forza interiore che le ha permesso di superare grandi prove e sofferenze intense come la morte di due figli rispettivamente di 17 e 22 anni; di serena bontà che l’ha abituata a ringraziare Dio e gli uomini per quanto riceveva fosse anche un semplice saluto. E’ questa l’eredità che ha lasciato a figli e nipoti.