I NOSTRI SANTI

a cura di Enrico dal Covolo, postulatore generale  

RICONOBBE IL BEATO MICHELE RUA

A  seguito di numerose difficoltà familiari e soprattutto per la disavventura subita da nostro figlio adolescente, io e mio marito ci siamo trovati in una profonda crisi di coppia e di fede. Abbiamo sperimentato quanto sia difficile affrontare certe situazioni. Dopo esserci rivolti a psicologi e altre istituzioni, abbiamo trovato l’aiuto di un sacerdote salesiano che ci ha esortato a pregare la Madonna e Don Bosco. Mio marito però, è stato fortemente segnato da questa traumatica esperienza e aveva forti dubbi di fede; pur accompagnandomi alla messa festiva, si era allontanato dai sacramenti. La notte del 02/11/2003 fece un sogno, in cui assieme ci recavamo a trovare un sacerdote alto e magro, vestito di bianco, il volto luminoso e i capelli brizzolati, che mio marito non aveva mai visto. Ci assicurava affermando di pregare molto per noi. Avevamo con noi anche nostro figlio che però non entrò in chiesa, ma ci attendeva in una stanza attigua, sdraiato su un lettino, dove diceva di trovarsi a suo agio. Il sacerdote ci esortava a non preoccuparci per lui. Sempre nel sogno, d’un tratto scomparvero chiesa e casa. Al loro posto un grande cancello chiuso da un lucchetto bloccava il viale d’accesso. Alcuni operai avvertirono mio marito che il prete era morto da molti anni. Ma poco prima di svegliarsi eccolo di nuovo: ”Continuo a pregare per voi... ma voi dovete promettermi di pensare anche a loro”. “A loro chi?”. In quel momento comparvero moltissimi bambini che ci offrivano dei doni. E il sogno terminò. I miei nonni materni sono sempre stati molto devoti di san Giovanni Bosco. Essi abitavano a Roma proprio nei pressi del suo tempio a Cinecittà. Il nonno era un pittore di soggetti sacri e io avevo incorniciato i quadri più belli, lasciando le tele più rovinate in soffitta. Dopo l’incontro con il sacerdote salesiano, avevo restaurato una tela raffigurante Don Bosco e l’avevo esposta nella nostra casa di campagna assieme a un quadro della Madonna. Ogni volta che mi ci recavo, li pregavo, ricordando i miei nonni. Un giorno chiesi a mio marito di descrivermi dettagliatamente  la figura del sacerdote “alto e magro dai capelli brizzolati”, e nel contempo gli mostrai uno dei quadri del nonno, una tela rovinata e malamente restaurata. Mio marito riconobbe subito nel soggetto il personaggio del sogno. La tela ritraeva il beato Michele Rua, del quale né io, né mio marito sapevamo nulla. Ho così incorniciato anche quella tela, esponendola accanto ai quadri di Don Bosco e della Madonna. Ora siamo più tranquilli. Non abbiamo risolto tutti i nostri problemi, ma siamo certi che la sospirata grazia verrà. Posso con verità dire che si è aperto per noi uno spiraglio di speranza.                                                                

F.S., Grosseto

MI POSE LA MANO SUL BRACCIO

Vegliavo da varie notti sulla mia piccola Cecilia colpita da una brutta bronchite, con febbre alta. La curavo con supposte, mettendole ghiaccio sulla testolina e con richieste di aiuto a san Domenico Savio. Una notte, sentendomi sfinita, sentii arrivare il sonno, ma prima invocai così il nostro santino: ”Veglia per me, e se la febbre si rialza, svegliami”. Era l’una di notte e qualcuno mi pose una mano sul braccio svegliandomi. Mi spaventai anche perché ero sola in casa; mi precipitai presso il letto della mia piccola Cecilia. La sua fronte scottava. Telefonai al pediatra e feci quanto mi suggerì. Poi mi buttai in ginocchio a ringraziare il nostro santino che è sempre accorso in nostro aiuto. E ecco la preghiera che ho fatto: ”San Domenico Savio, aiutami. Sono una mamma, anche se non sposata, e sono sola a portare le conseguenze di quello che per me è stato un grande amore”. Mia figlia è guarita, cresciuta... Ora è sposa felice e mamma di due bimbi. Conosce questo fatto e anche lei invoca il piccolo Domenico per tutta la famiglia.

C.S.

REINTEGRATO NELLO STIPENDIO

Dopo 32 anni di lavoro mi sono trovato in un contratto chiamato di “solidarietà” a metà tempo e metà stipendio. Preoccupato e molto depresso, mi sono rivolto a Mamma Margherita, pregandola con costanza e fiducia. Oggi, a distanza di due anni, sono stato reintegrato a tempo pieno. Non posso non ringraziare la mia simpatica e cara protettrice.

Mario Mocca, Santhià VC

QUALCOSA DI NUOVO

Io e mio marito dopo un anno e mezzo di matrimonio abbiamo deciso di avere un figlio. Trascorsi quattro mesi di vani tentativi per rimanere incinta, cominciai a preoccuparmi e  mi sfiorò il dubbio che non potessi avere figli. Mi confidai con una mia amica che, vedendomi tanto scoraggiata, mi diede l’immaginetta di san Domenico Savio con la preghiera delle mamme in attesa. Da quel giorno cominciai a recitare con devozione ogni sera quella preghiera di novena. Trascorsero altri tre mesi senza novità. Così mi recai dal ginecologo per alcuni controlli. La dottoressa mi consigliò di sottopormi a un esame ormonale e quindi a una cura, l’esito della quale poteva essere noto solo dopo mesi. Ricordo d’avere iniziato la cura e di averla continuata... solo per due giorni, interrompendola subito perché mi sentivo strana: ero sicura che fosse avvenuto qualcosa in me. Mi sottoposi al test di gravidanza e con grande gioia scoprii di essere rimasta incinta. Credo proprio che san Domenico Savio abbia ascoltato le mie preghiere. Lo ringrazio con tutto il cuore. Durante i nove mesi è sempre stato al mio fianco a proteggere la mia creatura: un bambino sano e bello. Oggi sono una mamma felice con un bimbo di tre anni e sono al sesto mese, in attesa del secondo che con molta fede  affido ancora a Domenico Savio.

M.G., Siculiana  AG

A SOLI SETTE MESI

Un martedì notte all’improvviso iniziano le contrazioni... Ma non era ancora arrivato il tempo del parto. Mi portano subito all’ospedale dove, al pronto soccorso, viene deciso l’immediato ricovero. Con i farmaci fortunatamente le contrazioni si fermano, ma dopo cinque giorni mi ritrovo in sala parto, pronta per il taglio cesareo. Portavo sempre con me l’immagine di san Domenico Savio come protettore. Mentre mi disponevano per l’operazione, l’immaginetta mi scivolò via dalla tasca della vestaglia e finì in terra. Un’infermiera, fortunatamente, la raccolse e, mentre la chiudeva nella mia mano, innalzò per me una preghiera al piccolo santo: ”San Domenico Savio, guida la mano dei dottori…”. E tutto andò bene. Il bambino, Davide, al momento della nascita pesava solo kg 1,40 ed era sempre in pericolo. Ma con le cure e tanta fede nell’intercessione del santo delle culle lentamente si riprese: dopo  tre mesi pesava già 4,50 kg. Ora è sano e vispo.

Suor Angela Tarraran, Rosà VI

GRANDE FIDUCIA DI AVERE UN BAMBINO

Finalmente dopo tanti anni di matrimonio, la mia lunga e ansiosa aspettativa di avere un figlio si sta realizzando, grazie alle preghiere rivolte a san Giovanni Bosco esan Domenico Savio. Ora mi sento più sicura e vicina a loro. Spero tanto e prego i miei santi che il bambino che ho nel grembo nasca senza alcun problema.

Annunziata Gatto Schembri, Porto Empedocle (AG).