LETTERE AL DIRETTORE
LA PREDICA BARBOSA. Esimio direttore, Non vado più a messe, ma non sono solo, perché ho sentito che molti altri fanno o la pensano come me. Sono stufo di prediche che non sanno di niente, che dicono le solite cose, che non hanno succo [...] Per esempio qui a Roma nella chiesa (omissis) alle ore 10 celebra sempre un frate che dice un sacco di fesserie [...]
Natale, Roma
Caro Natale, sono stato in quella chiesa, una domenica mattina, spinto dalla sua lettera. C’era un frate, in effetti, un po’ anzianotto, che celebrava. Ho atteso buono buono la predica. Le “fesserie” che ho sentito sono del tipo: “Bisogna essere onesti, fratelli, per i disonesti, quelli che rubano che frodano, ecc. c’è l’inferno e ben meritato!”... “E’ uno scandalo che grida vendetta che le famiglie si dividano: non esiste più la fedeltà a un solo amore.... Bisogna essere fedeli a un solo amore perché l’amore è la cosa più grande di tutte. E non è giusto non soffrire un po’ per mantenerlo l’amore – proprio così ha detto – e non si può sfruttare l’amore per i propri piaceri, bisogna sottomettersi all’amore perché è come sottomettersi a Dio. Infatti, dice san Giovanni, che Dio è l’amore...”, e via di questo passo. Caro signor Natale, se queste sono le “fesserie”, mi sa davvero che è cambiato il mondo. Ma non in meglio!
ANNUNCIO O CODICE CIFRATO? Esimio direttore, sono molto arrabbiato [...] con la lingua italiana che non riesco a capire più, benché venga da studi classici [...] E’ così fitta di stranierismi che è diventata un’impresa capirla – stavo per scrivere decifrarla – anche per chi non è digiuno di italiano (nel mio curriculum ci sono anche tre anni di università in lettere moderne) [...] A lei capita lo stesso, o sono solo io che incappo in frasi incomprensibili o quasi?
Vincenza, Pavia
Cara signora, “incappo” anch’io! Guarda caso, proprio oggi prima di leggere la sua lettera stavo scorrendo l’articolo di una rivista scientifica che presentava alcune novità riguardanti aggiornamenti di servizi del portale della Microsoft. Le trascrivo un periodo: “Un paio di nuove beta e qualche nuovo update; sono le ultime mosse di Msn che ha introdotto la versione di sviluppo di Spaces, il suo nuovo servizio di Weblogging, e quella del Messenger 7.0; i due servizi saranno integrati, tra loro e con la release - aggiornata – di Hotmail. Il blog. Msn Spaces, disponibile in 14 lingue in 26 Paesi, offre tre livelli di controllo sugli utenti che possono accedere al blog creato.” Come vede, siamo sulla stessa barca, attendendo con l’imbarbarimento anche il malinconico tramonto della bella lingua di Dante, Manzoni, Leopardi & company (tanto per essere “à la page!”)... con buona pace dell’Accademia della Crusca e di tutti i cultori della lingua italiana che non riescono – o non vogliono – frenarne il declino. Altre nazioni (Spagna e Francia in testa) hanno inventato loro vocaboli, rifiutando l’inglese. Ma a noi che l’inglese non lo sappiamo?... Ebbene, non ci si tolga il gusto di far finta di saperlo, scrivendo o parlando come sopra! O tempora o mores!
SPIRITO E CERVELLO. Caro Direttore, ho letto su un libro che quasi per caso mi è capitato tra le mani, che lo “spirito” non è nient’altro che il cervello... e il pensiero è solo il risultato dell’attività cerebrale. La cosa, non so nemmeno io il perché, mi pare suggestiva. Mi può spiegare meglio questa faccenda?
Silvio, Ladispoli
Caro Silvio, sto pensando a certa gente che di cervello sembra averne davvero poco. Poveretti! Adesso capisco perché alcuni non tirano fuori un’idea nemmeno se gliela cavi con le pinze... Ti dirò perché la cosa ti attira, e tu scrivimi se ci ho azzeccato. Il materialismo (cioè la filosofia che afferma che tutto è materia, e dunque non esiste spirito, perciò nemmeno lo Spirito per eccellenza che è Dio) nega per ciò stesso anche il “libero arbitrio”, la responsabilità morale. A corti discorsi, nega la colpa! Comodo eh? Infatti solo un individuo libero può essere colpevole, e dunque moralmente responsabile di quel che fa. Mi rode un sospetto, cioè questo: che si tenti di eliminare l’anima per poter eliminare la colpa, il che è come dire che si elimina il paziente per eliminare la malattia! Magari sarà pure comodo, finalmente, togliersi tutti i problemi che pone il fatto che lo spirito, l’anima, sia un prodotto del cervello: via di colpo la morale, via il rimorso, via la responsabilità, via l’obbligo di rendere conto a Qualcuno di ciò che combino, via tutto il complicatissimo mondo dello spirito con annessi e connessi... Ma non ti pare che il prezzo da pagare sia un po’ troppo alto? Prova a pensarci.
O....O.... Caro dir., [...] “o scegli la legge o scegli la libertà”. “non esiste legge se non quella dello Stato”. Mi sono convinto di queste affermazioni. Lei che ne dice di queste intuizioni di uno studente che ha cominciato a masticare un po’ di filosofia?
Vincent, Roma
Caro Vincent,
a dir la verità, io ho sempre creduto che l’unico modo per
giungere alla terra della libertà fosse quello di seguire la strada della
legge. Della legge naturale, s’intende. Questo mi insegnavano quando sedevo tra
i banchi di scuola, come tu adesso, questo ho cercato di trasmettere poi dalla
cattedra. E non venirmi a dire che il tuo prof. di filosofia afferma che non
esiste legge naturale, che bene e male sono più idee soggettive che realtà
oggettive, che è impossibile avere la certezza che una cosa sia giusta e
un’altra sbagliata... quindi non esiste moralità e quindi alcune affermazioni
sulla moralità o meno di un’azione sono più poesia, arte che non giudizi
oggettivi, ecc.
La moralità, mio caro, è più simile alla scienza che all’arte, nel senso che l’arte crea e la scienza scopre. Mi capisci? Ti faccio un “truismo”, cioè ti dico una cosa lapalissiana, scontata: se non esistesse legge sul bene e sul male superiore a quella fatta dallo Stato, allora l’individuo avrebbe “sempre” torto se si ribellasse allo Stato (per esempio allo Stato tiranno) e volesse cambiare. Se è lo Stato che stabilisce (quindi crea) ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non è mai giusto opporsi allo Stato che sarebbe uno Stato/Dio. Per cui, il ribelle che lotta contro lo Stato totalitario, o l’eroe che combatte e muore per la giustizia, o il profeta che annuncia un futuro di tragiche conseguenze, non sarebbero degli eroi, sono sempre e solo fior di farabutti.
Caro Vincent, la legge morale è scoperta, non creata (dallo Stato). insomma, non è un prodotto umano. Se lo fosse, le conseguenze sul piano pratico sarebbero letali, regnerebbe il caos universale. Per assurdo, uno Stato potrebbe legiferare che la tortura è un bene, che ammazzare un bambino per prelevarne gli organi al fine di salvare un... servitore dello Stato è un bene... Continua tu, poi scrivimi quanto hai scoperto su questa linea di pensiero! Voglio dire, non accontentarti delle prime affermazioni che senti a scuola, ragiona, tira le conseguenze fino quelle ultime, perché non tutte le belle frasi sono vere, anche se dette dal professore di filosofia.
PARADOSSI D’OGGI. Caro direttore, sarò diretta e breve: si può mai sapere perché siamo sempre più “arrabbiati”, e badi il vocabolo non mi sembra improprio, anche se è... animalesco. Siamo sempre più insofferenti man mano che conquistiamo nuove mete, arriviamo a nuovi traguardi, ma siamo sempre più a disagio con noi stessi e con gli altri [...]
Paola, Verona
Provo a darle la risposta di un “comico” serio, l’americano George Carlin! Mi pare che abbia azzeccato il nocciolo del problema, anche se la sua, addossando le colpe di questa situazione a... (veda lei a chi) si configura più come una denuncia che come una soluzione.
Abbiamo edifici sempre più alti
ma moralità sempre più basse;
Autostrade sempre più larghe,
ma orizzonti sempre più ristretti.
Spendiamo molto di più
ma abbiamo molto di meno.
Abbiamo case sempre più grandi
ma famiglie sempre più piccole.
Abbiamo molta più istruzione
ma molto meno buon senso.
Abbiamo molte più comodità
ma molto meno tempo per goderne.
Abbiamo molti più esperti
ma anche molti più problemi.
Abbiamo molte più medicine
ma molto meno benessere.
Adoriamo molto più la TV,
ma molto meno Dio.
Abbiamo moltiplicato i nostri beni
ma ridotto pericolosamente i nostri valori.
Parliamo molto
ma amiamo poco.
Sappiamo come guadagnarci da vivere
ma non sappiamo “come” vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita
ma non vita agli anni.
Cerchiamo affannosamente la vita nell’universo
e ammazziamo senza pietà la vita sulla terra.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno
ma abbiamo perduto quello interno.
Abbiamo dominato l’atomo
ma ci facciamo dominare dai nostri pregiudizi.
Sappiamo realizzare ricchi profitti
ma povere relazioni.
Siamo forse grandi uomini
ma abbiamo piccoli caratteri...
Allora, cara signora, o signorina, si capisce quel che ci resta da fare?
Mamma Irene, ti cerco dal 1966. Mi hai partorito a Palermo presso la clinica “Arcobaleno” l’8 febbraio 1966. Ti hanno detto che stavo male e che poi sono morta. Ma io sono viva e ti cerco ancora. Maria 339/41.16.237 - 349/75.01.814
Desidererei conoscere signore della zona di Varese, per scambi di opinioni, condivisione del tempo libero, visite a musei, audizioni musicali, conferenze, viaggi last-minute, ecc. Graziella Colombo, Via al Motto, 3bis – 21026 Gavirate (VA)
Mio figlio è affetto dalla rarissima sindrome Nail-Patella. C’è qualche mamma che ha lo stesso problema? Come possiamo aiutarci e consolarci insieme? Cettina Geraci, Via Fangio, 4 – 92026 Favara (AG)
Sono un 37enne solo e un po’ sfiduciato. Vorrei tanto corrispondere con quanti vorranno, a scopo di amicizia. Matteo La Cara, P.za Sturzo, 4 – 90139 Palermo (PA)
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