IL DOCTOR J.
di Jean François Meurs J.
“CaroDoctor J.,
mio figlio Giulio, 15 anni, ha passato una settimana bianca «un po’
particolare» con i suoi compagni di classe. Hanno vissuto soprattutto la notte.
Quando è rientrato, in effetti, ha trascorso tutta la settimana con orari del
tutto sfasati. La sua giornata iniziava, praticamente, al pomeriggio, poiché si
alzava tardissimo, ed era convinto di avere il diritto di terminarla
tardissimo. Dal suo punto di vista non aveva tutti i torti, perché la stessa
cosa facevano i suoi compagni: come mio figlio, essi cominciavano a vivere
quando noi già pensavamo di andare a letto. Perciò, non siamo i soli genitori a
dover fare i conti con simili problemi! Poiché ormai si stava avvicinando la
fine delle vacanze e il rientro a scuola, l’abbiamo forzato ad alzarsi dal
letto alle 9 anche il sabato e la domenica. Cerchi di immaginare le proteste:
“Lasciatemi in pace almeno durante il week-end!”. Ma bisognava che si
preparasse alla levata del lunedì mattina, alle 6,45, quindi siamo stati
inflessibili. Quel lunedì, dunque, quando è rotolato giù dal letto, manco a
dirlo all’ultimo momento, sembrava uno zombi e noi genitori oscillavamo tra
l’irritazione e la risata. Era tardi, perciò non è riuscito a trangugiare
nulla, a parte un succo di frutta in tutta fretta. Suppongo che abbia avuto
difficoltà a concentrarsi in classe. Eppure, quella stessa sera, non aveva
alcuna voglia di andare a letto. L’abbiamo costretto a coricarsi alle 21, ma
dopo pochi minuti l’abbiamo sentito che scendeva in cucina per una visita al
frigo. Alla fine, ci ha confidato che da parecchi mesi aveva difficoltà ad
addormentarsi, ecco perché nei giorni di vacanza non si svegliava mai prima
delle 10 o le 11. Le dirò, caro Doctor J., che questo ci meraviglia un po’, noi
avevamo sempre pensato che gli adolescenti non avessero problemi di sonno e che
potessero recuperare rapidamente le ore perse. A quanto pare, non è così. Lei
che ne pensa?
Domenica, Barletta
Cara Domenica,
la constatazione è generale: gli adolescenti sovente dormono male e in ogni caso dormono troppo poco. La media giornaliera di ore di sonno è in costante diminuzione da un secolo a questa parte (ormai è scesa del 20% secondo le stime più accreditate). E questo, è ormai appurato, è legato a nuove abitudini sociali e culturali come l’invadenza massiva della televisione, coniugata a una maggiore permissività dei genitori: sono, infatti, sempre più numerosi gli adolescenti che in camera hanno la televisione e s’addormentano con l’apparecchio acceso!
L’adolescente non ammetterà mai di aver bisogno di dormire, che invece è cosa assolutamente necessaria. Non solo non lo ammette, ma purtroppo non soddisfa questo suo bisogno... In questo modo crede di poter conquistare la sua autonomia. Siccome vuol fare un mucchio di cose, dormire gli appare come una perdita di tempo. Oggigiorno le attività culturali e quelle del tempo liberosi sono sviluppate più la sera e la notte che durante il giorno, e quasi tutti i nostri adolescenti hanno ormai la camera zeppa di cose che cooperano a mantenerli svegli: la televisione, il computer, il videoregistratore, il cellulare, la musica, il DVD, i fumetti... Senza tener conto, poi, di comportamenti che favoriscono una cattiva igiene del sonno: la caffeina, la sigaretta, l’alcol, o qualche eccitante più o meno leggero.
Per l’adolescente, il fatto di andare a letto tardi è un privilegio da adulto. E quando va in camera, gli piace restare a lungo sveglio, mentre il resto della famiglia dorme: si sente libero, padrone di casa. A volte, il fatto di ritardare di andare a dormire fa parte della crisi adolescenziale: è un modo di rimarcare la sua opposizione ai genitori.Alcuni adolescenti si lamentano dei rumori della casa o di quelli dell’esterno, ma in realtà il rumore fa parte del loro universo: molti si addormentano ascoltando la musica! Ora, questo rumore disturba il sonno profondo, frammentandolo. È bene riflettere che la qualità del sonno riguarda tutti: i genitori che devono vigilare sulle buone abitudini e i ragazzi che devono convincersi della necessità di tot ore di sonno. Bisogna tener presente che le mattinate passate a letto nei giorni di vacanza non fanno che aggravare le difficoltà di addormentarsi e la tendenza alla sonnolenza diurna per il resto della settimana.
La mancanza di sonno può anche assumere delle forme patologiche. Ogni adolescente conosce momenti d’insonnia, legati a preoccupazioni tipiche dell’età o causati da stress. L’insonnia cronica può anche essere legata a qualche depressione, il che, ancora una volta, non è raro negli adolescenti. Questi turbamenti meritano dunque un’attenzione anche a livello psicologico, prima che si radichino nella personalità.
I sonniferi classici non sono affatto efficaci contro queste forme d’insonnia. È perciò molto meglio evitarli. Si può ricorrere alla cronoterapia: anticipare un po’ alla volta il sonno, o ritardarlo, prima di regolarizzarlo.Infine, secondo le ricerche che hanno per oggetto la salute, gli orari scolastici sono inappropriati: la scuola non dovrebbe cominciare prima delle 9, se si vogliono rispettare i ritmi biologici dell’adolescente.