OSSERVATORIO

Savina Jemina

UN BACIO A DON BOSCO

«Baciare Don Bosco è stato il momento più bello non soltanto della mia vita salesiana, ma della mia intera esistenza».

Così ha confidato il Rettor Maggiore, don Pascual Chávez, il 12 novembre 2005, nella basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, durante una ricognizione della salma di san Giovanni Bosco avvenuta nella cripta della stessa basilica. La decisione di verificare le condizioni delle reliquie e di valutare la scelta più idonea per conservarle è stata presa in occasione dei restauri del santuario. Come richiede una simile cerimonia, nella Cappella delle Reliquie erano presenti poche persone: don Pascual Chávez, l’ispettore dei Salesiani di Piemonte-Valle d’Aosta don Pietro Migliasso, il rettore della basilica don Sergio Pellini, e il Cancelliere della Curia Arcivescovile di Torino monsignor Giacomo Maria Martinacci, oltre che una dozzina tra periti, studiosi, alcuni salesiani e suore Figlie di Maria Ausiliatrice. In particolare, si è preso atto dell’ottima conservazione dei tessuti e dei paramenti sacri che rivestono il corpo di Don Bosco. Poi, il medico ha constatato che le spoglie del santo sono in buone condizioni. La salma, infatti, era stata esumata il 16 maggio 1929 in occasione della beatificazione, avvenuta il 2 giugno dello stesso anno; dopo era stata posta nell’urna e traslata da Valsalice alla basilica di Maria Ausiliatrice il 9 giugno.

Durante la ricognizione, in un’atmosfera di commossa devozione, il Rettor Maggiore e i presenti hanno baciato il cranio del santo. Dopo, don Pascual Chávez ha confidato: «Non ho avuto la sensazione della morte, ma ho avvertito qualcosa di sublime e vivo. La morte non ha vinto le spoglie mortali di Don Bosco. In questa cerimonia, mi sono trovato alle “fonti” del carisma salesiano. E ho pensato anche a che cosa significa Don Bosco per molte persone nel mondo». Don Chávez ha detto d’aver baciato Don Bosco «a nome di tutta la Famiglia Salesiana. Impersonavo tutto il “mondo” salesiano, in un profondo rendimento di grazie per quello che è stato, ha fatto e ha trasmesso il nostro padre. E ho chiesto a lui che tutti noi della Famiglia Salesiana riusciamo a fare nostri i suoi sogni, e avere il suo cuore, la sua testa, le sue mani e i suoi piedi».

La salma è stata, in seguito, ricollocata nell’urna ed esposta nella basilica di Maria Ausiliatrice, la chiesa che egli ha voluto con tutte le sue forze e portato a compimento con grandi sacrifici e altrettanta determinazione. All’interno proseguono i restauri per riportare il santuario allo splendore originario: dopo i lavori che hanno interessato le navate laterali, la cupola minore e il presbiterio, ora sono in corso quelli nella zona mediana della navata centrale.