2. ORIENTAMENTI E DIRETTIVE _______________________________________________________________________________ 2.1. LA CONSULTAZIONE informazione preziosa per il discernimento Don Luc VAN LOOY Vicario del Rettor Maggiore Queste note intendono ricordare, a partire dalle nostre Costituzioni, un diritto dei confratelli e le modalità per renderlo concreto nella nostra vita comunitaria. Esse nascono dalla esperienza del Consiglio Generale, dove si constata che non sempre le modalità e il valore stesso delle consultazioni sono intese con chiarezza in tutte le Ispettorie e comunità. Le consultazioni sono esigite, dal diritto comune o dal nostro diritto proprio, per decisioni da prendere al livello ispettoriale e generale e sono finalizzate ad offrire informazioni chiare e sufficienti per permettere un discernimento serio e profondo. Si tratta sia della ricerca di persone, alle quali la Congregazione vuole offrire la responsabilità di qualche servizio, che di altre decisioni significative da prendere. Per questo motivo le informazioni richieste e date sono della massima importanza. Si ha talvolta l’impressione che sia andata diffondendosi tra alcuni confratelli l’opinione che le consultazioni non siano tanto importanti o non vengano tenute molto in conto. L’esperienza congregazionale dimostra, invece, quotidianamente che le decisioni a tutti i livelli sono prese dopo uno studio accurato e prendendo effettivamente in considerazione le proposte fatte dai confratelli. In questo si devono davvero ringraziare i confratelli per la loro franchezza nell’esprimere motivi e nomi di persone che vedono preparati per assumere il compito di ispettore, consigliere ispettoriale o direttore di comunità. I confratelli vengono anche interpellati formalmente in alcune altre occasioni, come nelle divisioni di ispettorie o nella formazione di circoscrizioni nuove, oppure quando l’ispettoria si trova di fronte a decisioni importanti, come nel caso di nuove aperture o di ridimensionamenti. Inoltre i confratelli hanno il diritto e la possibilità di esprimere il proprio parere personale in tempo di preparazione dei Capitoli Ispettoriali e dei Capitoli Generali. In funzione della nomina dei consiglieri locali, l’Ispettore deve sentire la comunità locale. Il direttore, a livello locale, è invitato ad ascoltare spesso l’assemblea dei confratelli. Sono diversi, dunque, gli ambiti in cui i Superiori sono chiamati ad ascoltare i confratelli attraverso la consultazione. In questo contributo mi limito, tuttavia, ai tre casi o livelli principali, che stabiliscono un rapporto tra ispettori e confratelli e tra ispettorie e Rettor Maggiore con il suo Consiglio. Mi riferisco specificamente alla nomina degli ispettori, dei consiglieri ispettoriali e dei direttori di comunità. Le Costituzioni stesse ci danno le indicazioni da seguire. È opportuno richiamarle. L’ispettore è nominato dal Rettor Maggiore con il suo Consiglio, dopo ampia consultazione, indetta dal Rettor Maggiore (cf. C 162) e normalmente condotta dal consigliere regionale. Un membro del Consiglio ispettoriale (cf. C 167) è nominato dal Rettor Maggiore con il suo Consiglio, dietro presentazione dell’ispettore. L’ispettore cerca i candidati attraverso un’ampia consultazione, guidata e esaminata da lui personalmente. Il direttore è nominato dall’ispettore con il consenso del suo Consiglio e questa nomina è ratificata dal Rettor Maggiore. Per cercare il candidato a direttore, l’ispettore indice una opportuna consultazione tra i confratelli dell’ispettoria (cf. C 177). Il principio della partecipazione e corresponsabilità L’articolo 123 delle Costituzioni dice che la corresponsabilità, sulla base della comune vocazione dei membri della Società, “esige la partecipazione dei confratelli alla scelta dei responsabili di governo ai vari livelli e all’elaborazione delle loro decisioni più significative”. Le consultazioni sono appunto un modo, tra altri, per avere una informazione adeguata e sistematica. È noto che la corresponsabilità personale e comunitaria, nelle strutture di governo e nella scelta dei superiori, è uno dei ricchi principi sottolineati dal rinnovamento dal rinnovamento del Concilio Vaticano II. Tale principio, a livello universale, è stato codificato nel diritto canonico (CIC, can. 625 e 633), il quale dice che la “nomina da parte del Superiore Maggiore è preceduta da una consultazione appropriata” (625). Il canone 633 sollecita la partecipazione di tutti i membri e invita alla discrezione. Per quanto riguarda noi salesiani, dobbiamo dire di aver sempre avuto un forte senso di Congregazione. Anche se questo si è espresso diversamente nei diversi tempi storici, siamo abituati a formare “una famiglia di fratelli attorno al loro padre” (MB VIII, 828). Ci sta dunque a cuore partecipare alle decisioni importanti della vita dell’ispettoria e delle case. La consultazione per scegliere i superiori è un elemento importante dell’esercizio dell’autorità in Congregazione, un modo di guidare la partecipazione corresponsabile di tutti; per questo esistono tre mezzi: - l’informazione adeguata: e questo è lo scopo della consultazione, per poter coinvolgere i confratelli nella riflessione e nel discernimento; - il dialogo personale, indispensabile per valorizzare ogni confratello come “membro responsabile”; - la riflessione comunitaria o la ricerca comune della volontà di Dio (cf. Il progetto di vita dei salesiani di Don Bosco, pag. 818). La nomina dell’ispettore (C 162; R 142) In vista della nomina dell’ispettore, il Rettor Maggiore promuove la consultazione invitando tutti i confratelli dell’ispettoria a esprimersi su due aspetti: 1. Lo stato dell’ispettoria con le sue urgenze e il suo cammino storico, e conseguentemente le caratteristiche o il profilo dell’ispettore, necessario per questa ispettoria in questo passo della sua storia; 2. L’indicazione di tre nomi di salesiani che si considerano idonei a guidare l’ispettoria, in ordine di preferenza, indicando i motivi e i limiti. Il consigliere regionale raccoglie le schede, ne fa lo spoglio e offre la sintesi dei risultati, coi giudizi espressi, al Rettor Maggiore e al Consiglio Generale, per un approfondimento calmo e serio, fatto a varie riprese durante le sedute plenarie del Consiglio. Alla fine del discernimento si propongono a sondaggio i nomi che sono emersi dalla consultazione e finalmente si procede, in base al risultato del sondaggio, alla votazione che permette al Rettor Maggiore di dialogare con la persona scelta e di procedere alla nomina. Il Consiglio ha preparato un modulo, che viene utilizzato per le consultazioni. Normalmente è il consigliere regionale che guida, a nome del Rettor Maggiore, questa consultazione, rendendosi presente nelle varie comunità dell’ispettoria, quando è possibile, oppure convocando insieme varie comunità, o anche dirigendosi a tutti i direttori radunati per spiegare il modo di procedere e sollecitare una responsabile collaborazione; solo raramente manda il formulario per posta. La consultazione per la nomina dell’ispettore dunque - è rivolta a tutti i confratelli dell’ispettoria; - è indetta dal Rettor Maggiore; - i risultati sono inviati direttamente al Rettor Maggiore o al regionale, che a nome del Rettor Maggiore guida la consultazione. (Vedi per questo il n. 9 degli “Elementi giuridici e prassi amministrativa del governo dell’ispettoria”, pag. 26-27). La nomina dei consiglieri ispettoriali (C 167; R 154) Anche questa consultazione spetta al Rettor Maggiore con il suo Consiglio, essendo la nomina dei mebri del Consiglio ispettoriale di competenza del Rettor Maggiore col suo Consiglio (C 167); e ciò per l’importante ruolo dei consiglieri ispettoriali che devono affiancare l’ispettore nel tracciare le linee e nel prendere le decisioni più rilevanti per l’ispettoria. È l’ispettore che guida la consultazione tra tutti i confratelli, ma con le modalità stabilite dal Rettor Maggiore. È poi l’ispettore, e lui solo, che fa lo spoglio delle schede, e, in base alle proposte fatte, propone al Rettor Maggiore - per la nomina - dei nominativi di candidati che ritiene più idonei al compito, per il servizio dell’ispettoria. Per la modalità della consultazione e della valutazione dei risultati, ricordo gli elementi essenziali: - la consultazione va fatta almeno ogni tre anni; - tutti i confratelli devono essere consultati; - ogni confratello indica su apposita scheda personale tre nomi in ordine di preferenza con le motivazioni (c’è una scheda separata per il vicario, l’economo e ciascun consigliere che cessa il suo mandato); - le proposte sono inviate al Rettor Maggiore, in modo che - ordinariamente - possano essere esaminate durante le sessioni plenarie, nei mesi di giugno-luglio o di novembre-dicembre; - l’ispettore stesso fa lo spoglio delle schede e compila i moduli che la Segreteria generale ha preparato, con l’indicazione delle preferenze e i giudizi espressi. L’analisi dei risultati non è dunque tema di dialogo in sede di consiglio ispettoriale. L’ispettore può, tuttavia, con discrezione, consultare persone di fiducia per chiarire le idee venute attraverso la consultazione. L’ispettore poi trasmette i moduli (sono due differenti), accuratamente compilati, al Rettor Maggiore: indica i numeri precisi dell’esito della consultazione e riassume quanto detto dai confratelli riguardo ai candidati proposti. Spiega anche chiaramente i motivi della sua proposta. Questi moduli sono considerati preziosi perché offrono informazioni al Rettor Maggiore e al suo Consiglio per il discernimento e per la nomina del consigliere ispettoriale. (Vedi i numeri 15. 16. 17 degli “Elementi giuridici e prassi amministrativa nel governo dell’ispettoria, pag. 29-31). La nomina del direttore (C 177; R 156) L’articolo 177 delle Costituzioni dice che spetta all’ispettore nominare i direttori, con il consenso del suo consiglio e con l’approvazione del Rettor Maggiore, dopo una consultazione dei confratelli dell’ispettoria. È dunque lo stesso ispettore che indice la consultazione tra tutti i confratelli, secondo una modalità da stabilire con il suo consiglio (con “eventuali indicazioni del Capitolo ispettoriale” R 170). L’ispettore stesso dispone lo spoglio delle schede e presenta i risultati al suo consiglio. A norma di Cost. 165,2 per designare il direttore l’ispettore necessita del consenso del suo consiglio. Una volta designata la persona, ne chiederà l’approvazione del Rettor Maggiore, attraverso il modulo predisposto dalla segreteria generale. Nel compilare questo modulo l’ispettore o il suo segretario curerà particolarmente la precisione e la completezza dell’informazione sulla consultazione fatta e sulla votazione in consiglio ispettoriale. Si richiede di indicare il numero dei consultati, il numero di preferenze ricevute e il numero di voti positivi o negativi ricevuti in sede di consiglio ispettoriale; l’ispettore aggiungerà la valutazione data dai confratelli nella consultazione e quella dei consiglieri ispettoriali, radunati per il discernimento e per la votazione, e il proprio parere personale. Ognuna di queste cose ha il suo spazio previsto nel modulo. Tutto ciò è necessario per permettere un discernimento accurato da parte del Rettor Maggiore e dei Consiglieri Generali. È necessario, infine, ricordare che queste “pratiche”, la consultazione e l’invio dei moduli per il discernimento del Rettor Maggiore, devono essere presentati “per tempo”. Troppo spesso arrivano per fax all’ultimo momento, con la richiesta di rispondere per fax e con urgenza. La capacità di governare include anche di provvedere tempestivamente alle decisioni da prendere. Nei casi poi in cui, per reali urgenze, si deve far precedere un fax, si tenga presente - e ciò per tutte le pratiche (nomine varie, dispense dai voti, nulla osta per vendite o acquisti, ecc.) che esse devono giungere in copia originale al Rettor Maggiore o alla Segreteria generale. Conclusione Come accennavo all’inizio, queste indicazioni sono motivate dal desiderio del Rettor Maggiore e del suo Consiglio di ricordare il valore delle consultazioni, ai diversi livelli, come mezzo di partecipazione, e la necessità di rispettarne le modalità stabilite, offrendo tutte le informazioni utili per il discernimento. I confratelli hanno il diritto, e anche l’obbligo, di dare la loro opinione con responsabilità e partecipazione. Da parte degli interessati, poi, occorre che le informazioni ricevute dai confratelli siano comunicate accuratamente, tempestivamente e completamente. Queste note potrebbero forse suonare come un richiamo, ma è solo il ricordo di un importante impegno che permette il buono svolgimento del servizio dell’autorità e esprime la fiducia nei confratelli. Chi meglio dei confratelli stessi, sa quali sono le persone capaci di portare il peso della responsabilità di direttore, consigliere ispettoriale e ispettore? Consultazione - 1 -