APPLICAZIONE DEL PROGETTO NELLA REGIONE AMERICA LATINA–CONO SUD PRIORITÀ DI ANIMAZIONE OBIETTIVI GENERALI INTERVENTI NELLA REGIONE 1. PRIMATO DELLA VITA SPIRITUALE NELLA COMUNITÀ 1.1 Ricuperare la centralità di Dio nella vita personale e comunitaria * Assicurare che nella pianificazione delle comunità ci siano spazi e ritmi quotidiani, settimanali, mensili e annuali per lo sviluppo della vita spirituale; * Favorire le iniziative per formare salesiani specializzati nell’accompagnare le persone nella loro crescita: confessori, direttori spirituali; * Insistere sull’importanza di una guida spirituale salesiana che accompagni i giovani consacrati; * Indicare per le case di formazione la metodologia e la pratica della Lectio divina. 1.2 Assicurare una misura alta nella vita della comunità * Stimolare le comunità a leggere insieme qualche articolo delle Costituzioni ogni giorno; * Assicurare la diffusione delle biografie dei santi e beati salesiani, del Bollettino Salesiano e di ANS e fare in modo che che in ogni casa si mantenga aggiornata la biblioteca sulla salesianità; * Celebrare liturgicamente le feste salesiane in comunità e con i giovani e valorizzare la buona notte per comunicare gli elementi fondamentali della Spiritualità giovanile salesiana; * Dare opportunità ai delegati SDB di qualificarsi ad essere guide spirituali dei diversi rami della FS. 1.3 Rendere leggibile la testimonianza comunitaria della sequela radicale di Cristo - nella centralità dell’obbedienza, - nella concretezza della povertà - nello splendore della castità. * Insistere con i direttori perché assumano come priorità l’accompagnamento spirituale dei confratelli, attraverso il colloquio personale ed altri momenti tipici di comunicazione spirituale; * Assicurare che la Commissione Nazionale di Formazione offra modelli del progetto personale e comunitario; * Curare l’inserimento di ogni confratello nel Progetto pastorale educativo comunitario e la corresponsabilità di tutti nell’ambito dell’economia; * Sostenere l’importanza del processo di maturazione affettivo-sessuale e indicare modalità di riabilitazione ai confratelli in difficoltà in questo campo; * Stabilire norme per tutta la Conferenza in materia di prevenzione e trattamento degli scandali per abusi sessuali, a norma del CDC e della Ratio. 2. TESTIMONIANZ A DI COMUNIONE E FRATERNITÀ DELLA COMUNITÀ 2.1 Creare un’intensa esperienza di famiglia, ricca di valori umani, dedicata al servizio dei giovani. * Accompagnare i direttori perché, come primi responsabili della comunità, cerchino di creare un’atmosfera nella quale i fratelli sperimentino il mistero pasquale e si aiutino l’un l’altro nella ricerca di Dio; * Invitare ogni SDB ad elaborare il progetto personale di vita, che preveda momenti espliciti di incontro con Dio e con i confratelli: preghiera personale, meditazione della Parola, studio e aggiornamento costante, stile di vita sobrio.; * Tenere aggiornata in ogni comunità la scheda personale dei confratelli, con gli indirizzi dei famigliari. 2.2 Garantire le condizioni che rendono viabile e efficace l’esperienza comunitaria * Elaborare in ogni comunità un proprio progetto di crescita, che preveda: preghiera ed Eucaristia comunitaria, celebrazione del sacramento della Riconciliazione, giornate di raccoglimento, il ricupero del silenzio e la riunione regolare del Consiglio; * Invitare i confratelli ad effettuare sistematicamente con la comunità non soltanto riunioni di lavoro, ma di condivisione di vita; 2.3 Rendere ogni comunità casa e scuola di comunione nella CEP, nella FS, nella Chiesa locale, nel territorio * Sviluppare il cammino di educazione alla fede che porti alla maturità umana, all’incontro con Cristo, all’appartenenza ecclesiale e all’impegno per il Regno; * Presentare con entusiasmo la spiritualità giovanile salesiana nei suoi elementi fondamentali.; * Insistere sulla formazione esplicita e organizzata dei laici che collaborano nelle nostre opere. 3. RISIGNIFICAZI OE DELLA PRESENZA SALESIANA TRA I GIOVANI 3.1 Portare la comunità ad accogliere e a condividere la vita con i giovani, soprattutto i più poveri, come segno di identità carismatica. * Invitare la comunità ad un continuo confronto con il territorio e a trasformarsi in comunità che pone il giovane al centro delle preoccupazioni; * Coinvolgere i laici della Famiglia Salesiana nella lettura e nella valutazione della significatività delle nostre opere; * Insistere nella disponibilità degli SDB all’ascolto, all’accompagnamento spirituale, alla condivisione,alla partecipazione a momenti “insieme” con i giovani; * Lavorare in rete con organismi ecclesiali e civili che sono affini alla missione salesiana, nel campo sociale, della scuola, parrocchie ecc. 3.2 Creare un nuovo modo di presenza, che risulti attraente e propositiva per i giovani e che ponga l’evangelizzazione come obiettivo prioritario. * Assumere l’animazione del cortile e dell’oratorio come un progetto condiviso con i laici e la FS del territorio; * Sviluppare una Pastorale integrale nella scuola e nell’Università, garantendo personale, mezzi sufficienti e un progetto che porti all’impegno; * Assumere con decisione il progetto di collaborazione specialmente nella formazione, pastorale giovanile e comunicazione sociale. 3.3 Abilitare la comunità all’accompagnamento personale dei giovani e alla proposta vocazionale esplicita. * Chiedere agli organismi di animazione una programmazione a largo respiro e stabilire criteri ed orientamenti per affrontare le sfide della Regione; * Invitare ad impiegare il periodo delle vacanze nello sviluppo di attività con il volontariato; * Predisporre di un itinerario globale per la formazione dei laici ai vari livelli e nei diversi ambienti educativo- pastorali 3.4 Ridefinire le strutture di animazione e di governo a tutti i livelli e assicurarne il buon funzionamento * Valorizzare la visita d’insieme e metterne in pratica le conclusioni; * Ricercare il personale necessario e adeguato per i vari servizi a livello interispettoriale; * Assicurare comunità formatrici qualificate nelle case di formazione, in special modo quelle interispettoriali; 4. FORMAZIONE: IMPEGNO PERSONALE E COMUNITARIO 4.1 Abilitare e motivare ogni confratello ad una formazione che duri tutta la vita e che coinvolga tutta la persona, come risposta al dono della vocazione. * Insistere perché l’Ispettoria e ogni SDB assumano come prioritario il compito della Formazione Permanente; * Offrire sussidi per elaborare e attualizzare il Progetto Personale di vita; * Assicurare che negli esercizi spirituali e nei ritiri mensili ci siano dei confessori preparati per i confratelli; * Garantire l’assimilazione e la pratica della Ratio; * Stimolare la Commissione nazionale di Formazione e la Commissione Interispettoriale di Formazione ad elaborare un piano per i prossimi sei anni, integrando gli orientamenti del CG 25, per la Regione. 4.2 Fare della comunità il luogo privilegiato della crescita umana e vocazionale di ogni confratello. * Ricuperare il ruolo del direttore come guida spirituale, specialmente nelle case di formazione; * Organizzare e offrire corsi per la preparazione di competenti direttori spirituali; * Stimolare l’organizzazione di corsi specifici di salesianità per i formatori; * Insistere nella preparazione di maestri di noviziato e formatori, in numero sufficiente per le diverse fasi di formazioni. 4.3 Far crescere il confratello e la comunità nella identificazione con Don Bosco e con il suo progetto apostolico. * Offrire alle comunità formative manuali di studi salesiani, storia salesiana, pedagogia e spiritualità salesiana; * Garantire la formazione di persone qualificate per proporre la spiritualità salesiana; * Verificare che in ogni casa si mantenga una aggiornata biblioteca salesiana; * Impegnarsi perché i congressi sul sistema preventivo nella Regione diventino reale processo di formazione salesiana; * Garantire che i ritiri siano orientati nella linea della vita religiosa e salesiana. ELEMENTI SPECIFICI DEL PROGETTO NELLA REGIONE AMERICA–CONO SUD PRIORITÀ DI ANIMAZION E OBIETTIVI GENERALI PROCESSI INTERVENTI 1. COMUNIONE E SINERGIA 1.1 Incrementare la mentalità di comunione tra le Conferenze, con la Regione Interamericana e con il Centro della Congregazione. * Muovendosi in sintonia con il Centro della Congregazione, comunicando gli eventi e invitando a parteciparvi. * Preparando insieme e partecipando al ritiro degli Ispettori del Continente Americano. * Mantenendo una costante comunicazione sugli eventi, invitando a parteciparvi e interscambiando materiale salesiano. * Aprendosi alla partecipazione nei Centri di formazione della Regione. * Condividendo le ricchezze e le esperienze di vita e animazione nella Regione. * Partecipare agli esercizi spirituali degli ispettori con il RM a Costa Rica. * Partecipare al raduno delle due Conferenze ( São Paulo). * Favorire l’incontro dei Missionari Amazzonici. * Fare uso della comunicazione virtuale per comunicare gli incontri egli eventi della Regione. * Offrire la possibilità di partecipare ad incontri, corsi formativi offerti dalle Ispettorie. * Interscambiare esperienze pastorali con i ragazzi a rischio e ad altri eventi con la gioventù. * Portare avanti la riflessione sulla problematica della scuola. * Valorizzare i corsi di salesianitá offerti nei Centri di Formazione di Quito, di Barbacena. 2. CISUR (Conferencia Inspectorial del Sur) FUNZIONAMENTO DELLA CONFERENZA 2.1 Curare il buon funzionamento della Conferenza , puntando su comunione, sinergia e condivisione. * Lavorando in rete con organismi ecclesiali e civili che siano affini alla missione. * Sviluppando una visione d’insieme delle problematiche della Regione e cercando criteri ed orientamenti comune per affrontare le sfide della Regione. * Assumere il Progetto di animazione del RM e del suo Consiglio come base per quello della Regione. * Servirsi degli orientamenti delle visite straordinarie, visita d’insieme e delle lettere del RM. * Collegarsi con le Conferenze episcopali di ciascuna nazione e con la Conferenza dei Religiosi. * Assicurare che il segretario della Conferenza mantenga aggiornati i dati sulla Regione e i verbali delle riunioni della Conferenza setssa. * Portare avanti la riflessione presentata dal RM nella visita d’insieme sulla significatività, la ricollocazione delle opere nella Regione e la collaborazione tra le Ispettorie. 2.2 Potenziare la capacità di animazione dei Centri e delle Commissioni interispettoriali e corresponsabilizzare tutte le Ispettorie * Appoggiando i Centri e le Commissioni interispettoriali. * Ricercando il personale necessario e adeguato per servizi interispettoriali. * Qualificando periodicamente il personale addetto ai Centri e garantendone il rinnovamento, tenendo conto delle diverse nazioni. * Mettendo i Centri di animazione a servizio delle Ispettorie. * Stimolando l’animazione in équipe. * Chiedere ad ogni Ispettoria, a turno, il personale per portare avanti i servizi interispettoriali. * Garantire il funzionamento della SEPSUR (Secretariado de Pastoral Juvenil del Sur) e di EFOSUR (Equipe di Formazione) e sollecitare ogni organismo affinché faccia la programmazione per la durata di un sessennio. * Continuare i corsi sistematici di formazione dei parroci, dei principali collaboratori laici e portare avanti il piano di qualificazione dei salesiani. * Chiedere collegamento e collaborazione tra EFOSUR, SEPSUR e Centri di formazione. 3. JIAR (Junta degli Ispettori Argentini) FUNZIONAMENTO 3.1 Migliorare il funzionamento della JIAR. 3.2 Ripensare la significatività della presenza salesiana in Argentina. * Assicurando alle case di formazione comuni personale qualificato e adeguato.. * Assicurando l’assistenza pastorale ai movimenti associativi. * Assicurando il funzionamento del Bollettino Salesiano. * Promuovendo una riflessione tra i Consigli in vista di sinergia e presenza qualificata tra i giovani e una pastorale vocazionale fruttuosa. * Riflettendo sul tema della formazione e dell’educazione di terso grado a livello di nazione. * Nominare i diversi animatori dei movimenti e gruppi della FS e il coordinatore nazionale degli esploratori. * Nominare i Cappellani e assistenti religiosi. * Confermare il Presidente e i delegati degli ex-allievi. * Nominare l’incaricato del Bollettino Salesiano. * Regolarizzare il funzionamento del Patronato. * Riflettere insieme su alcuni documenti della Conferenza Episcopale. * Riflettere su i diversi Centri di studi di terzo grado in vista di un Centro Universitario Salesiano. * Cominciare una riflessione su la realtà salesiana nella realtà della nazione. 4 . CISBRASIL FUNZIONAMENTO DELLA CONFERENZA 4.1 Curare il buon funzionamento della Conferenza , puntando sulla comunione e condivisione nella realizzazione della missione. * Creando una mentalità di comunione con il Centro e tra le Ispettorie. * Lavorando in rete con gli organismi ecclesiali e civili che sono affini alla missione salesiana. * Sviluppando la solidarietà effettiva e una visione d’insieme delle problematiche della Regione e stabilendo criteri ed orientamenti per affrontare le sfide della Regione. * Sviluppando una riflessione sulla ricollocazione dei salesiani nella Regione. * Assumere il Progetto di animazione del RM e del suo Consiglio come base per quello della Regione. * Assumere l’ufficio di Brasilia come punto di riferimento per l’azione d’insieme della CisBrasil. * Collegarsi con le Conferenze episcopali: CRB, AEC, CONDECA, CONANDRA CIB. * Fare uso degli orientamenti delle visite straordinarie, visite d’insieme e delle lettere del RM. * Mantenere aggiornati i dati sulla Regione, i verbali delle riunioni della Conferenza. * Mettere in atto l’unificazione delle case di formazione: Teologia (Lapa e Belo Horizonte), Noviziato e postnoviziato e postirocinio per Coadiutori . 4.2 Potenziare la capacità di animazione dei Centri e delle Commissioni interispettoriali e corresponsabilizzare tutte le Ispettorie. * Appoggiando i Centri e le Commissioni interispettoriali. * Ricercando il personale necessario e adeguato per i vari servizi a livello interispettoriale. * Qualificando periodicamente il personale addetto ai Centri e garantendone il rinnovamento, tenendo conto delle diverse nazioni * Mettendo i Centri di animazione a servizio delle Ispettorie. * Stimolando il lavoro di animazione in équipe. * Chiedere ad ogni Ispettoria, a turno, il personale per portare avanti i servizi interispettoriali; * Qualificare periodicamente il personale addetto ai Centri e garantirne un rinnovamento, tenendo conto delle diverse Ispettorie. * Chiedere ad ogni organismo la programmazione a lunga scadenza e rilanciare nelle Ispettorie le linee della PG e le conclusioni dei corsi di PG; * Garantire il funzionamento della CNF (Comissão Nacional de Formação); AJS (Articulação da Juventude Salesiana) ; União pela vida, Centro di documentazione a Barbacena; * Sollecitare l’équipe ispettoriale di PG perché aiuti le comunità locali a verificare la loro presenza tra i giovani e a prendere le decisioni corrispondenti. * Portare avanti il piano di qualificazione dei salesiani. * Insistere sulla collaborazione e sul collegamento tra i corsi superiori e valorizzare l’Editrice Salesiana.