Parte Prima _____________________________________ PRIORITÀ DELLA CONGREGAZIONE PER IL SESSENNIO 2002-2008 1. Primato della vita spirituale nella comunità 2. Testimonianza di comunione e fraternità della comunità 3. Risignificazione della presenza salesiana tra i giovani 4. Formazione: impegno personale e comunitario PRIORITÀ DI ANIMAZIONE OBIETTIVI GENERALI PROCESSI INTERVENTI 1. PRIMATO DELLA VITA SPIRITUALE NELLA COMUNITÀ 2. TESTIMONIANZA DI COMUNIONE E FRATERNITÀ DELLA COMUNITÀ 3. RISIGNIFICAZIONE DELLA PRESENZA SALESIANA TRA I GIOVANI 1.1 Ricuperare la centralità di Dio nella vita personale e comunitaria. 1.2 Assicurare una misura alta di vita spirituale nella comunità. 1.3 Rendere leggibile la testimonianza comunitaria della sequela radicale di Cristo: - nella centralità dell’obbedienza, - nella concretezza della povertà, - nello splendore della castità. 2.1 Creare un’intensa esperienza di famiglia, ricca di valori umani, dedicata al servizio dei giovani. 2.2 Garantire le condizioni che rendono viabile e efficace l’esperienza comunitaria. 2.3 Rendere ogni comunità casa e scuola di comunione nella CEP, nella FS, nella Chiesa locale, nel territorio. 3.1 Portare la comunità ad accogliere e a condividere la vita con i giovani, soprattutto i più poveri, come segno di identità carismatica. 3.2 Creare un nuovo modo di presenza, che risulti attraente e propositiva per i giovani e che ponga l’evangelizzazione come obiettivo prioritario 3.3 Abilitare la comunità all’accompagnamento personale dei giovani e alla proposta vocazionale esplicita. 3.4 Ridefinire le strutture di animazione e di governo a tutti i livelli e assicurarne il buon funzionamento. 1.1.1 Ripartendo da Cristo Buon Pastore, rivelatore del Padre: - che ama e si fa amare, - che si dona fino alla Croce - e conquista tutti con la mansuetudine. 1.1.2 Dando il primo posto alla vita nello Spirito nelle relazioni con Dio e con i fratelli. 1.2.1 Valorizzando la chiamata di ogni confratello e di ogni comunità alla santità in stile salesiano. 1.2.2 Assicurando la conoscenza degli elementi fondamentali del carisma e del Sistema Preventivo, come via della santità salesiana. 1.2..3 Elaborando e condividendo il progetto personale e comunitario del cammino formativo e spirituale; vivendo e lavorando insieme. 1.3.1 Impegnandosi con disponibilità nel Progetto Comunitario. 1.3.2 Condividendo con solidarietà, trasparenza e austerità le nuove povertà dei giovani. 1.3.3 Cercando la maturità affettiva con il dono di sé alla missione 2.1.1 Qualificando la comunicazione comunitaria, lo spirito di famiglia, le relazioni interpersonali. 2.1.2 Approfondendo il senso di “vocazione e convocazione” evangelica a vivere in comunione. 2.1.3 Utilizzando i contributi offerti dalle scienze umane: psicologia, sociologia, dinamica di gruppo… 2.1.4 Rafforzando il senso di appartenenza alla comunità locale, ispettoriale e mondiale. 2.2.1 Assicurando il numero e la qualità dei confratelli tale da rendere possibile e visibile la vita comunitaria e più chiara e interpellante la forza della comunità nell’azione educativa pastorale tra i giovani e il ceto popolare. 2.3.1 Abilitando la comunità a svolgere il suo ruolo specifico nel nucleo animatore della CEP, nell’opera, nella FS e nel Movimento che condivide lo spirito di don Bosco 2.3.2 Elaborando un progetto condiviso di vita comunitaria in sinergia con il progetto dell’opera. 2.3.3. Abilitando la comunità nella pratica del discernimento sui segni dei tempi e sulla realtà pastorale nella quale viviamo. 3.1.1 Stimolando la conoscenza della realtà giovanile, religiosa e sociale del territorio. 3.1.2 Rendendosi comunità solidale e animatrice, come espressione della presenza evangelica e salesiana in mezzo alla gente. 3.1.3 Sviluppando la capacità di convocare, coinvolgere e formare altre forze per la missione. 3.1.4 Assumendo la prospettiva della marginalità in tutte le presenze. 3.2.1 Stimolando nuove forme di presenza comunitaria. 3.2.2 Facendo offerte diversificate secondo la realtà dei giovani. 3.2.3 Facendo una chiara e rinnovata proposta educativa pastorale secondo il nuovo modello pastorale (cf. Past. Giov. Salesiana - Quadro di Riferimento). 3.3.1 Presentando il carisma salesiano in modo sistematico. 3.3.2 Proponendo autentiche esperienze di fede e di gratuità attraverso la testimonianza gioiosa della comunità. 3.3.3 Invitando i giovani a convivere con la comunità ed a partecipare alla sua missione. 3.3.4 Proponendo una cultura e una pedagogia vocazionale rinnovata e condivisa. 3.4.1 Lavorando in rete al servizio della significatività e della solidarietà . 3.4.2 Verificando il buon funzionamento delle strutture di governo e di animazione. 3.4.3 Ridefinendo il ruolo del salesiano e della comunità nelle opere. 1.1.1.1 Far diventare la comunità scuola di preghiera, attraverso: - l’ascolto della Parola, - la pratica della “Lectio divina”, - la rivitalizzazione dell’Eucaristia comunitaria. - la riproposta del sacramento della Riconciliazione, - l’elaborazione di una pedagogia della preghiera personale e comunitaria, - momenti di comunicazione delle esperienze di fede. 1.2.1.1 Ispirarsi ai modelli della santità salesiana e preparare sussidi per divulgare tali modelli di santità. 1.2.2.1 Approfondire personalmente e comunitariamente le Costituzioni, che sono la nostra via di santità, ed altri testi. 1.3.1.1 Utilizzare gli scrutini sui consigli evangelici come verifica comunitaria sulla radicalità e profezia della nostra sequela. 1.3.1.2 Studiare un modo rinnovato di vivere la consacrazione nel contesto di oggi. 2.1.1.1 Creare un clima di famiglia e curare i momenti di comunione fraterna. 2.1.1.2 Preparare e vivere accuratamente i momenti comunitari quotidiani: mensa, preghiera, stare insieme, la giornata della comunità, l’elaborazione e verifica dei progetti. 2.1.4.1 Rafforzare il senso di appartenenza e sviluppare tra i confratelli una visione condivisa della vita comunitaria. 2.2.1.1 Avere attenzione alla composizione delle comunità. 2.2.1.2 Attivare in Ispettoria una politica per raggiungere progressivamente la consistenza necessaria delle comunità. 2.2.1.3 Favorire il lavoro in équipe e la mentalità progettuale. 2.3.1.1 Accogliere i membri della comunità educativa pastorale, proporre e condividere i valori del carisma salesiano 2.3.2.1 Coinvolgere tutta la CEP nell’elaborazione, nello sviluppo e nella verifica del Progetto dell’opera, secondo i criteri carismatici 2.3.3.1 Praticare il discernimento negli incontri ai vari livelli come stile di attuazione. 3.1.1.1 Mentalizzarsi sulle nuove povertà dei giovani e invitare a una vita sobria. 3.1.1.2 Creare nuovi spazi per i giovani nella comunità e nella presenza salesiana. 3.1.1.3 Confrontarsi con la cultura giovanile. 3.1.2.1 Educare alla solidarietà, alla giustizia, all’impegno socio-culturale. 3.1.3.1 Collaborare con altre istituzioni: ecclesiali e civili e rendersi presenti laddove si elaborano le politiche giovanili. 3.1.4.1 Dare attenzione particolare ai destinatari emarginati e a rischio in tutte le opere. 3.2.2.1 Favorire una pedagogia giovanile di preghiera attraverso scuole di preghiera. 3.2.2.2 Accompagnare i giovani più aperti alla Spiritualità Giovanile Salesiana. 3.2.2.3 Proporre pedagogicamente le colonne della spiritualità salesiana: Eucaristia e Riconciliazione. 3.2.2.4 Promuovere sempre la pedagogia di crescita, introducendo un associazionismo salesiano attraente e impegnativo. 3.3.1.1 Accompagnare personalmente i giovani nel discernimento vocazionale. 3.3.1.2 Organizzare momenti di preghiera insieme con i giovani, con la Famiglia Salesiana, con i laici. 3.3.1.3 Presentare, mediante testimoni, le due figure dell’unica vocazione salesiana: laicale e presbiterale. 3.3.1.4 Promuovere le varie forme di volontariato giovanile e missionario. 3.4.1.1 Collegarsi in sinergia con altre Ispettorie, con la regione e con il centro. 3.4.2.1 Coinvolgere i confratelli nella programmazione del sessennio, nel Progetto Organico Ispettoriale, nel Progetto della comunità. 3.4.2.2 Far funzionare adeguatamente gli organismi di partecipazione della comunità e della Ispettoria: consiglio, assemblee, commissioni… 3.4.3.1 Presentare e motivare il nuovo modello pastorale della comunità. 4. FORMAZIONE: IMPEGNO PERSONALE E COMUNITARIO 4.1 Abilitare e motivare ogni confratello ad una formazione che duri tutta la vita e che coinvolga tutta la persona, come risposta al dono della vocazione. 4.2 Fare della comunità il luogo privilegiato della crescita umana e vocazionale di ogni confratello. 4.3 Far crescere il confratello e la comunità nella identificazione con Don Bosco e con il suo progetto apostolico. 4.4 Assicurare lo studio personale e l’assimilazione comunitaria dei cinque moduli operativi del CG 25 e della “Ratio” e la loro applicazione. 3.4.4 Ristrutturando e ricollocando le presenze a livello di Congregazione, tenendo conto delle situazioni del carisma nelle diverse Regioni. 4.1.1 Assumendo in modo personalizzato i valori vocazionali. 4.1.2 Favorendo la responsabilità della propria formazione. 4.2.1 Aiutando la comunità a dare qualità formativa alla vita e all’azione quotidiane. 4.2.2 Abilitando la comunità nella pratica del discernimento comunitario. 4.2.3 Dando alle persone la priorità sulle opere e garantendo loro l’adeguato accompagnamento umano e vocazionale. 4.2.4 Assicurando ai direttori una buona preparazione previa e continua con contenuti e metodologie utili per il loro. compito specifico di guida della comunità e dei confratelli 4.3.1 Rivitalizzando la comprensione e la pratica del Sistema Preventivo. 4.3.2 Facendo crescere il senso di appartenenza alla comunità e alla Congregazione. 4.3.3 Approfondendo, attraverso lo studio contestualizzato, la spiritualità, la pedagogia, la pastorale, la storia salesiane. 4.3.4 Valorizzando i luoghi delle origini come fonte di ispirazione carismatica. 4.4.1 Facendo conoscere il CG 25 e la “Ratio” ad ogni comunità. 4.4.2 Richiedendo che ogni Ispettoria applichi la “Ratio” alla propria situazione: formazione permanente, formazione iniziale, formatori, coordinamento e collaborazione. 3.4.4.1 Studiare la collocazione delle presenze con criteri di significatività, in rete con le Ispettorie della Regione e con l’insieme della Congregazione. 4.1.1.1 Incoraggiare e abilitare alla elaborazione del Progetto personale di vita. 4.1.1.2 Assicurare l’accompagna- mento personale da parte di una guida spirituale salesiana. 4.1.1.3 Impegnarsi nella lettura personale, lo studio e il confronto con le esperienze che si fanno. 4.2.1.1 Elaborare il piano formativo della comunità come parte del Progetto della comunità. 4.2.2.1 Curare la preparazione e la qualità degli incontri comunitari nello stile del discernimento. 4.2.3.1 Rimotivare al colloquio con il direttore. 4.2.3.2 Avere particolare attenzione per i confratelli giovani, anziani, ammalati, in difficoltà. 4.2.4.1 Proporre iniziative specifiche per formare i direttori. 4.3.1.1 Invitare e stimolare la presenza dei salesiani come “assistenti” e animatori tra i giovani, come prassi formativa. 4.3.2.1 Offrire sussidi per la riflessione ed il confronto comunitario sull’esperienza salesiana della vita spirituale 4.3.3.1 Incoraggiare e proporre periodicamente la lettura e lo studio delle Costituzioni e del loro Commento 4.3.3.2 Approfondire le lettere del Rettor Maggiore, gli Atti del CG, i Capitoli generali, gli studi salesiani. 4.3.4.1 Qualificare i servizi di guida nei luoghi di Don Bosco. 4.3.4.2 Offrire opportunità ai confratelli di conoscere e visitare il Colle Don Bosco e Valdocco. 4.4.1.1Offrire percorsi di studio e di confronto comunitario sui cinque moduli del CG 25. 4.4.1.2 Offrire sussidi per lo studio e l’approfondimento comunitario della “Ratio”. 4.4.2.1 Aggiornare la sezione formazione del Direttorio e il Progetto ispettoriale di formazione. 4.4.2.2 Assicurare la formazione e la qualificazione dei formatori. 4.4.2.3 Consolidare l’animazione ispettoriale della formazione attraverso il delegato di formazione e la CIF. 4.4.2.4 Favorire la collaborazione interispettoriale ed il coordinamento mondiale. 1