Libro del delegato ispettoriale per la comunicazione sociale Dicastero per la comunicazione sociale ROMA, VIA DELLA PISANA, 1111 2001 PRESENTAZIONE 1. il perchè di un "altro" manuale! Le ispettorie conoscono molti manuali: almeno tanti quanti sono i settori in cui siamo organizzati a livello centrale. Ci sono, poi, i manuali di particolari aree: per esempio il ma nuale per 1'uso dell'area riservata della pagina Web. Una buona quantita di manuali, gira per le ispettorie. Un altro ancora? La comprensione del significato di «manuale» può aiutare alla sua accettazione, superando pregiudizi e remore. Ci chiediamo, quindi: che cosa a un manuale? Oppure almeno: che cosa vogliamo intendere qui con il termine manuale? Restiamo fuori dei problemi tecnici e indichiamo con espressioni che si accumulano il senso che dovrebbe avere un manuale: 1. il manuale come memoria che cresce, senza dover iniziare continuamente da zero, particolarmente nei cambi delle persone interessate e coinvolte nel settore. La crescita interessa to sviluppo delle idee come anche la continuità delle azioni; 2. il manuale come sintesi delle realizzazioni che esistono nelle ispettorie e nella congregazione. E' il punto di riferimento di cio che è diventato o si avvia ad essere tradizione di famiglia nei differenti ambiti; 3. il manuale come stimolo per ulteriori prospettive di impegno e di risposta vocazionale e carismatica. Non ci si può preoccupare solo della raccolta del già fatto, ma aiutare ad interrogarsi sul futuro e sulle cose che vanno fatte ulteriormente; 4. il manuale come il quaderno dell'esperienza concreta, con obiettivi, difficoltà, soluzioni, risorse ecc. ecc. Il quaderno del1'esperienza è la sedimentazione riflessa di quanto si vive. Rappresenta la coscienza che cresce; 5. il manuale come un possibile e realizzabile coordinamento, pur nelle differenze in congregazione, tra le ispettorie, nelle comunità, tra i confratelli ecc. ecc. Qui to sguardo si allarga alla vita più ampia della comunità mondiale; 6. il manuale come un aiuto istituzionale nella definizione di compiti e di ruoli, ben definiti e ben orientati. Spesso nelle ispettorie gli incaricati dei differenti settori si interrogano sul da fare, mentre i responsabili della vita ispettoriale si chiedono che cosa far fare ai vari delegati; 7. il manuale come uno schedario. Può essere pensato anche come un insieme di schede di lavoro che tornano utili nel momento operativo. Il sussidio che presentiamo ha un'unica prospettiva: aiutare quanti lavorano in comunicazione sociale nelle Ispettorie, facendo memoria, offrendo schede di lavoro, spingendo ad alcune iniziative, accompagnando il cammino a to sviluppo della comunicazione. Il tutto si muove nella linea di indicazioni utili (è il nostro de siderio!). Non si sostituisce all'impegno diretto del delegato: anzi glielo ricorda e glielo indica. Non chiede di essere materialmente applicato: si accontenta di prospettare un cammino; ciascuno, poi, è chiamato a tracciare il suo itinerario. È uno strumento che serve quando aiuta. Non va preso in considerazione quando non risponde alle esigenze delle persone in un ambiente concreto di vita e di attivita. 2. a chi si rivolge il manuale? Dovrebbe essere chiaro che primi destinatari sono i responsabili ispettoriali: 1'Ispettore e il suo Consiglio. I diretti destinatari sono poi i delegati ispettoriali per la comunicazione sociale. Gli operatori di comunicazione sociale (quali i direttori di Bollettino Salesiano; gli Editori di testi, di suoni e di immagini; gli incaricati di pubblicazioni a qualunque livello locale e ispettoriale e nazionale; gli animatori di comunicazione sociale ...) rappresentano destinatari privilegiati. Infine, interessati destinatari possono divenire quanti operano per la formazione dei giovani, dei giovani confratelli e dei confratelli alla comunicazione sociale. Interessa ricordare un altro destinatario privilegiato, presente in alcuni Paesi della presenza salesiana: i delegati nazionali per la comunicazione sociale. Quando nello stesso Paese ci sono più ispettorie è parso utile organizzare il coordinamento della comunicazione sociale attorno ad un delegato nazionale. Ha prevalentemente funzione di coordinamento, sostegno, accompagnamento del lavoro dei delegati ispettoriali. I destinatari elencati si riferiranno al manuale in maniera differente, in quanto cercheranno quelle indicazioni opportune per il loro servizio. 11 testo, perciò, non va letto come un libro ... continuo. 3. come è organizzato il presente manuale? Seguendo la struttura del Convegno Mondiale dei Delegati Ispettoriali per la Comunicazione Sociale (Roma Pisana, 10 - 20 dicembre 2000), il testo è articolato attorno ai tre grandi capitoli: • PRIMO CAPITOLO: animazione e formazione nella comunicazione sociale, sia per i giovani come per i confratelli; • SECONDO CAPITOLO: informazione interna ed esterna alla comunità salesiana e alla famiglia salesiana; • TERZO CAPITOLO: imprese di comunicazione sociale presenti e gestite dall'Ispettoria in un territorio. In ciascun ambito il delegato ispettoriale ha funzioni da svolgere, in armonia con il Progetto educativo e pastorale dell'Ispettoria e con la delega ricevuta dall'Ispettore. I due richiami (Progetto a delega) non sono casuali, ma voluti. Dove manca il Progetto Ispettoriale è difficile, se non impossibile, operare efficacemente e salesianamente con e nella comunicazione sociale. Si realizzerebbero interventi isolati e saltuari, senza effettiva incidenza. Dove manca la delega dell'Ispettore risulta spesso complicato il lavoro del delegato per la comunicazione sociale. Trattandosi di un settore in continua evoluzione, si sente l’urgenza di orientamenti e di stimoli autorevoli: solo 1'Ispettore, sostenuto dal suo Consiglio, può dare forza ad alcune scelte che impegneranno le comunità locali e le attivita concrete di educazione e di evangelizzazione. Nel PREAMBOLO si offriranno chiarimenti attorno ad alcuni interrogativi che il delegato incaricato del settore si pone fin dall'inizio del suo servizio. Rappresenta, cioè, una antologia di questioni ... preliminari. Affidiamo il presente testo a quanti nello stile e nello spirito di don Bosco intendono operare da salesiani, educatori ed evangelizzatori. NB. Per una nostra scelta non abbiamo voluto raccogliere, fin dalla prima stesura del presente manuale, una bibliografia da offrire a quanti lavorano nel settore della comunicazione. Chiediamo invece a tutti i delegati che ci indichino una serie di volumi utili nella propria lingua. Noi faremo da collettori delle proposte di tutti. E’ il segno chiaro che siamo ancora a livello di bozza per il manuale. PREAMBOLO Premessa. Tornano frequentemente alcuni interrogativi tra quanti operano in comunicazione sociale nelle comunità salesiane. 1. Il nome. Il CG23 ha parlato della comunicazione sociale (cfr Atti numeri 254 - 260: Il cammino di fede dei giovani richiede dalla comunità una nuova forma di comunicazione) nel contesto delle delibere capitolari per 1'azione salesiana. Ha indicato 1'esigenza che TIspettore nomini 1'incaricato ispettoriale della Comunicazione sociale' (ib. n. 259). Questo confratello assume il nome di `delegato ispettoriale' per la comunicazione sociale. Nell'organizzazione di una ispettoria esistono altri delegati, che animano le attività comunitarie salesiane. Il chiarimento che si intende dare è il seguente: Ogni delegato deve ricevere la delega dal suo diretto superiore. In vari casi, la delega non è specificata alla persona incaricata: questo fatto crea incertezze sul da fare (quante a quali cose e come) a su un'eventuale verifica da compiere sull'operato. Inoltre va considerato il fatto che la delega esplicitata serve come orientamento all'incaricato a come sostegno autorevole per il lavoro nelle comunità. Perciò è conveniente che, ricevendo dall'obbedienza il compito di animare e coordinare la comunicazione sociale in Ispettoria, il delegato s'intenda con 1'Ispettore e con il suo Consiglio circa i limiti e le possibilità del suo lavoro. Nella delega si faccia menzione del ... tempo ... disponibile per compiere il proprio servizio alle comunità e ai confratelli. 2. La comunicazione sociale nell'impegno apostolico educativo salesiano. Il punto di partenza a 1'orientamento fondamentale per il lavoro di comunicazione sociale sono da ricercare (dall'Ispettore, dal Consiglio ispettoriale, dal delegato) nelle indicazioni costituzionali a regolamentari. Si riportano per intero due articoli delle Costituzioni. Articolo 6: La nostra Società nella Chiesa. "La vocazione salesiana ci situa nel cuore della Chiesa e ci pone interamente al servizio della sua missione. Fedeli agli impegni che don Bosco ci ha trasmesso siamo evangelizzatori dei giovani, specialmente dei più poveri; abbiamo una cura particolare per le vocazioni apostoliche, siamo educatori della fede negli ambienti popolari, particolarmente con la comunicazione sociale; annunciamo il Vangelo ai popoli che non to conoscono. Contribuiamo in tal modo e edificare la Chiesa come Corpo di Cristo affinché, anche per mezzo nostro, si manifesti al mondo come 'sacramento universale di salvezza' ". Articolo 43: La comunicazione sociale. "Operiamo nel settore della comunicazione sociale. È un campo di azione significativo che rientra tra le priorità apostoliche della missione salesiana. Il nostro Fondatore intuì il valore di questa scuola di massa, che crea cultura e diffonde modelli di vita, e s'impegnò in imprese apostoliche originali per difendere a sostenere la fede del popolo. Sul suo esempio valorizziamo come dono di Dio le grandi possibilità che la comunicazione sociale ci offre per 1'educazione a l'evangelizzazione". Un commento rapido può essere ritrovato nel testo IL PROGETTO DI VITA DEI SALESIANI DI DON BOSCO. Guida alla lettura delle Costituzioni salesiane, Editrice SDB, Direzione Generale Opere Don Bosco, 1986. "Il richiamo che il testo costituzionale fa al 'suo (di don Bosco) esempio' è per i salesiani di oggi il motivo più forte per continuare sulla strada indicata da don Bosco. Il campo è vasto; la tecnica dei moltiplicatori di messaggi è sempre núova. Non ci deve mancare il coraggio del nostro Fondatore che ha valorizzato come 'doni di Dio' le grandi possibilità offerte da questo fenomeno. Qui il salesiano è invitato a pensare in termini rinnovati a ad esprimersi con creatività comunicativa. Si tratta di sviluppare il nostro impegno nell'utilizzazione matura a feconda della comunicazione sociale intesa come un 'insieme di strumenti' e di introdurre nell'azione educativa a pastorale' il linguaggio totale della comunicazione". (ib. pagina 365, edizione italiana). Ci sono sufficienti elementi per una delega significativa. Non vanno dimenticati gli articoli dei Regolamenti Generali (articoli 31 - 34), dove sono descritti gli impegni che 1'Ispettore a il Consiglio dovrebbero assumere nei confronti della comunicazione sociale. Gli impegni riguardano la preparazione dei Confratelli e la realizzazione di interventi significativi. 3. La persona del delegato. Non si vuole descrivere la figura ideale ... a un po' astratta ... del delegato ispettoriale di comunicazione sociale. Vanno però ricordate due caratteristiche fondamentali: • la competenza professionale. Nessun delegato, in nessun settore, può essere improvvisato. Molto meno oggi nel campo della comunicazione sociale, che vive una stagione molto interessante a molto competitiva. Curi alcune abilità in particolare; qui riportiamo in maniera progressiva alcune prospettive tra le molte altre: - la ... curiosità ... nella ricerca dei dati oggettivi e delle informazioni fondate. Non miriamo allo scoop, preoccupati di essere i primi nell'annunciare avvenimenti a situazioni; puntiamo la forza del lavoro sulla ricerca della verità oggettiva delle cose, disposti e cambiare rotta quando notiamo gli errori; - la disponibilità al confronto continuo, che si nutre dei tempi di dialogo e dei tempi di silenzio a riflessione. - Farsi amico e collega di altri operatori in comunicazione che sono sul territorio serve a not per migliorare il lavoro; - la facilità al lavoro insieme, superando isolamenti a personalizzazioni che tagliano i ponti del rapporto a della collaborazione. Lamentiamo, talvolta, il caso di comunicatori che non comunicano. - la specializzazione in un ambito della comunicazione. Il ventaglio è molto ampio. Le offerte di qualifica oggi si sono anche moltiplicate. Partecipare a corsi a scuole di specializzazione è necessario, per entrare sempre meglio nella dinamica tipica della comunicazione sociale; * la ricchezza di salesianità. La competenza professionale è necessaria. Non è tutto per un delegato salesiano! L'intervento conclusivo del Rettor Maggiore durante il convegno di Roma ha suggerito i seguenti punti di attenzione: - custodi di una tradizione salesiana. Il presente compito riguarda anche il delegato di comunicazione sociale: non è da solo! Una prima tradizione da far crescere: LA DIFFUSIONE DEI BUONI LIBRI. Non è solo il titolo della lettera circolare di don Bosco del 19 marzo 1885. È l'impegno a far crescere la cultura tra i giovani a la gente del popolo. È un modo per creare a movimenti popolari, aggregando attorno a idee forza e a idee vita. Una seconda tradizione da non perdere: LE NOTIZIE DI FAMIGLIA. Il Bollettino Salesiano assolve un compito eccezionale: collegare come in una grande famiglia tutti coloro che guardano a don Bosco, si sentono amici reali, operano sostenendo i progetti di promozione, educazione a evangelizzazione dei giovani. Accanto al Bollettino sono da valorizzare tutte le altre pubblicazioni. Valorizzare a non solo moltiplicare. Dare spessore di significatività a non solo numero di pagine! Una terza tradizione molto diffusa nelle ispettorie: IL NOTI ZIARIO ISPETTORIALE. È uno strumento semplice e importante. Collega tutte le co munità. Raccoglie le esperienze apostoliche e formative che si realizzano nelle case. Realizza un collegamento utile con altre ispettorie a con il centro della congregazione, infor mando sui fatti di famiglia. Una quarta tradizione da sviluppare sempre più: LA COMU NITÀ SALESIANA COME CENTRO DI COMUNICAZIONE molteplice: - la comunità segno di fede. "Non si può comunicare la fede se non la si vive come 12 grande risorsa della propria esistenza" (CG23 n. 216). - la comunità scuola di fede. "La continua evoluzione del mondo a della società coinvolge i giovani, a di conseguenza interpella gli educators" (CG23 n 217) - la comunità centro di comunione a di partecipazione. La comunità deve diventare capace di radunare a stimolare coloro che to Spirito chiama a lavorare per i giovani a la gio ventù. Si rileggano le pagine degli Atti del CG23, numeri 215 - 218. - promotori di ricchezza salesiana. Ricchezza salesiana sono le persone. Per promuovere le persone bisogna aiutarle a diventare respon sabili a critiche di fronte ai fenomeni della comunicazione. Da qui nasce 1'esigenza della formaz'ìone. Ricchezza va considerata la comunicazione. Farla crescere in tutte le direzioni, esteriore ed interiore. Farla crescere a tutti i livelli, come espressione di una idea, di uno spirito vivente, di un'esperienza significativa. Da qui nasce 1'impegno per 1'etica della comunicazione. Ricchezza sono infine i servizi, le opere specifiche, i centri di comunicazione. I bisogni di una Ispettoria sono molti a vari. Preparato l'inventario delle esigenze e delle attese nel settore della comunicazione, bisognerà attrezzarsi per rispondere alle domande che emergono. Rientrano qui il Bollettino Salesiano, il hIotiziario ispettoriale, le pubblicazioni giovanili, gli interventi differenziati in audio, in video, ecc. ecc. Vanno curati i gruppi giovanili che si interessano di comunicazione. Sono da preparare giovani e adulti come animatori del settore. Da qui 1'urgenza di programmare con tempestività a con efficacia. - realizzatori di un progetto ispettoriale globale. Operare con la comunicazione sociale significa collocarsi in maniera trasversale nel progetto educativo pastorale di una Ispettoria. Ciò domanda al delegato ispettoriale: - ricerca del dialogo con tutti i settori operativi dell'Ispettoria, - coordinamento delle attività, degli interventi e, a monte, dei progetti, - formarsi ad un 'pensiero' comunicativo, ricercando la coerenza tra pensiero e parola, tra parola e cuore, tra cuore ed azione; - ad un 'parlare' comunicativo, superando il mutismo, sia quello della parola, sia quello dei gesti, sia quello del silenzio; - ad un 'operare' comunicativo, curando la trasparenza di quanto si comunica, perché sia immediato a chiaro; la gratuità della comunicazione che genera comunione; la coralità che allarga il cerchio della comunicazione passando da un io ad un noi; la reciprocità che suscita domande ed orienta le risposte. Sono mescolate nelle precedenti indicazioni rilievi che interessano la metodologia di lavoro, impegni interiori di crescita spirituale, orientamenti di lavoro organizzato a congiunto in una Ispettoria. Spetta ai delegati ispettoriali continuare a sviluppare le intuizioni presentate nel paragrafo e ricche di prospettive carismatiche e educative. Il semplice richiamo è servito per esprimere un carattere specifico della realtà della comunicazione sociale: la dimensione trasversale che la contraddistingue. È questa la sua ricchezza, ma anche la sua difficoltà concreta nell'agire. Esige molti occhi per seguire e coordinare le possibilità esistenti. 4. La commissione per la comunicazione sociale. Il delegato ispettoriale è un animatore. È 1'animatore che sceglie come destinatari privilegiati della sua animazione, in ordine e gerarchia: - il consiglio ispettoriale, - le comunità salesiane, - i responsabili di attività di comunicazione, - i referenti locali per la comunicazione. Si chiama: animatore intermedio. Ciò significa che non ha propriamente una sua attività specifica a particolare di comunicazione. È 1'animatore e il coordinatore di tutto quello che si riferisce alla comunicazione sociale nell'Ispettoria. Il lavoro da svolgere non è poco, né secondario. Fin qui abbiamo solo presentato i ... destinatari ... da raggiungere. La realtà diventerà più ampia, quando tratteremo degli ambiti in cui operare: animazione e formazione, informazione, imprese. Inoltre, il suo lavoro ha molti aspetti di professionalità che non si possono richiedere presenti in una sola persona. D'altra parte, per non restare isolato, il delegato ha bisogno di un gruppo di persone con cui confrontarsi e organizzare il lavoro. Deve nascere, quindi, la commissione di comunicazione sociale. Questa sia formata da: - operatori del e nel settore (salesiani a laici), - operatori di pastorale dei giovani e degli adulti (un po' rappresentanti dei vari ambienti di educazione ed evangelizzazione) - esperti dell'area di comunicazione (per esempio: psicologia, sociologia, pedagogia della comunicazione, giornalisti, editori, esperti di teatro cinema e tv, tecnici di comunicazione, pubblicitari, ecc.), - genitori ed insegnanti, - giovani ... consumatori ... di media. La lista esemplifica le presenze, non richiede la presenza di tutti. La commissione deve essere snella, per incontri frequenti e veloci. Ritorneremo su questi concetti quando si parlerà dell'educazione ai media e con i media. La commissione copre varie funzioni. Senza cercare di essere esaustivi si possono indicare le seguenti, che consideriamo fondamentali nello svolgimento del lavoro: - I/ La commissione opera come gruppo di studio. Va curata la coscienza di essere al servizio di un progetto ispettoriale che viene realizzato, poi, nelle singole comunità ed opere salesiane. Il progetto dipende direttamente dall'Ispettore a dal suo Consiglio, a livello di Ispettoria; dal direttore a dal suo Consiglio, a livello di comunità locale. La commissione di comunicazione sociale si considera un gruppo di lavoro al servizio della comunità ispettoriale e delle comunità locali. Non si sovrappone, non si colloca a lato, non interferisce con il progetto: aiuta studiando il problema e i problemi che sorgono nel concreto della vita a dell'azione. Perdere i contatti con la realtà salesiana significa perdere la propria funzione di animazione. Essere al servizio include, stimolare e sospingere in avanti. Studiare il problema della comunicazione, in tutti i risvolti, studiare i problemi concreti dell'Ispettoria e delle Comunità con riferimento alla comunicazione (perciò i problemi del personale fino a quello delle attività) è parte della natura della commissione. - II/ La commissione opera come gruppo di sperimentazione. La comunicazione sostenuta a sospinta dalla tecnica è in continuo rinnovamento. Le possibilità che sono offerte sono numerose. Ciò che manca è la riflessione sui dati a sulle prospettive. La commissione che affianca il delegato ispettoriale assuma il compito di sperimentare - progetti nuovi, - percorsi formativi per giovani e adulti, - interventi mirati nei diversi ambiti di attività salesiana (scuole, parrocchie, oratori, attività con giovani in difficoltà, associazioni, liturgia, ecc.) nelle comunità dell'ispettoria, - rinnovamento e coordinamento di attività tradizionali (teatro, sala di comunità, canto, musica, cortile come `piazza' per il territorio, ecc.) - collegamenti a collaborazioni con istituzioni del territorio, sia ecclesiastiche sia civili - ecc. La qualità della presenza nell'ambito della comunicazione sociale (cioè persone professionalmente attrezzate a prodotti capaci di stare al confronto con le realizzazioni di quanti hanno strumenti a mezzi più aggiornati) è una strada efficace per dare volto e significatività alla presenza salesiana. In una cultura che ama definirsi della comunicazione, i contenuti di cui siamo portatori hanno bisogno di essere offerti e veicolati in maniera adeguata. - III/ La commissione opera come gruppo di progettazione. L'Ispettore a il suo Consiglio non hanno possibilità e tempo per preparare progetti concreti da applicare nell'Ispettoria. La commissione deve presentare le sue proposte perché siano discusse a organizzate. Una medesima situazione vivono le comunità locali a le strutture operative previste dall'organizzazione salesiana. La comunità educativa pastorale (CEP) e i vari consigli dell'opera hanno necessità di essere aiutati e formulare progetti, secondo le esigenze del cerritorio, della comunità, delle forze realmente in campo. Gli interventi sul territorio sono spesso lasciati all'iniziativa di una sola persona, senza che si calcolino incidenze a ritorni di immagine. C'è in questa funzione ampio campo d'azione. Risponde ai bisogni delle comunità. Mantiene i contatti tra centro ispettoriale a comunità locali. Solleva da molte preoccupazioni tecniche la comunità locale. La commissione è ed opera come un officio progetti del settore comunicazione sociale. - IV/ La commissione opera come gruppo di accompagnamento. Nel campo dell'azione le difficoltà maggiori vengono dalla capacità di mandare in esecuzione i progetti preparati da altri. Porsi accanto come esperti e qualificati del settore è far riuscire i progetti. Le comunità non devono essere lasciate sole. L'accompagnamento assicura due operazioni indispensabili: - la verifica delle unità di lavoro e di intervento: per conoscere i risultati ottenuti, gli errori compiuti a le loro cause; - la messa a punto del progetto per aggiornarlo alle situazioni che cambiano in continuità. L'opera di accompagnamento è una buona opportunità per la formazione permanente degli educatori, animatori a operatori. - V/ La commissione opera come 'centro' di comunicazione. Il termine `centro' richiama una duplice esigenza che la commissione deve porre all'ordine del giorno delle sue funzioni: - il centro è una prospettiva: quella dell'organizzazione. Il primo compito che il delegato ispettoriale e la commissione devono assolvere è 1'organizzazione del settore comunicazione sociale. È un settore della presenza a dell'azione salesiana. Organizzare significa: • studiare la situazione, • contare le risorse, • verificare le possibilità, • programmare 1'intervento, • prevedere la verifica, • ripartire con il nuovo progetto. Le Ispettorie sono sufficientemente abituate ad un lavoro di programmazione a di organizzazione di pastorale. C'è da inserirsi in questa dinamica ispettoriale. - il centro è un servizio: quello del coordinamento. Le ispettorie non hanno sempre coscienza di quanto già esiste di comunicazione. Non tutte le persone qualificate sono valorizzate. Non tutti gli strumenti tecnici sono utilizzate al meglio. Non tutte le realtà di comunicazione sono tra loro collegate (editoria, Bollettino Salesiano, bollettini locali, tipografia, centri di produzione, attività giovanili del tempo libero, biblioteche, sale di incontro, pubblicazioni varie, ecc.). Lo sforzo primario dovrà essere quello di costruire un sistema unico ed organico di comunicazione. 5. Gli ambiti della comunicazione salesiana. L'organizzazione ispettoriale della comunicazione sociale consideri 1'organizzazione centrale del dicastero, per un riferimento più immediato a persone che hanno la medesima responsabilità di animazione a di coordinamento. Il dicastero contempla i tre seguenti settori: - il settore dell'animazione a della formazione, - il settore dell'informazione, - il settore delle imprese di comunicazione. Ciascun settore ha sue esigenze, che verranno descritte nei prossimi capitoli del manuale.