DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO Via della Pisana 1111 – 00163 ROMA Il Consigliere Generale per la Formazione Roma, 9 gennaio 2004 Ai Coordinatori regionali di formazione e alle Commissioni regionali di formazione Oggetto: Formazione specifica dei salesiani coadiutori Carissimi Coordinatori, in questo periodo alcune Commissioni regionali di formazione stanno affrontando il tema della formazione specifica del salesiano coadiutore. Vi mando alcune indicazioni o suggerimenti, che vi potrebbero essere utili. Vi ricordo innanzitutto quanto dice la Ratio a riguardo di questa fase formativa; vi indico poi qualche condizione formativa da tener presente in vista della concretizzazione di tale esperienza; vi offro infine un esempio di curricolo, che è stato pensato insieme ad un gruppo di salesiani coadiutori ed è offerto a voi e alle vostre Commissioni regionali, perché studiate una proposta da sottoporre poi alla valutazione e alla decisione degli Ispettori. 1. Le indicazioni della Ratio La nostra Ratio a riguardo di questa tappa formativa afferma: “Secondo le Costituzioni, ‘la formazione specifica offre al salesiano coadiutore, con l’approfondimento del patrimonio spirituale della Congregazione, un’adeguata preparazione teologica nella linea della laicità consacrata e completa la sua formazione in vista del lavoro educativo apostolico’ . Le Costituzioni non esprimono solo un desiderio, ma presentano una disposizione che corrisponde ad una responsabilità vocazionale del confratello e della comunità e agli orientamenti della Chiesa” (FSDB 447). Essa dice ancora: “Data la situazione concreta, e in particolare il numero generalmente ridotto di confratelli per questa fase nelle singole Ispettorie, diverse sono le modalità della sua realizzazione. In ogni caso, bisogna assicurare che sia un’esperienza integrale e comunitaria. Essa deve durare almeno un anno” (FSDB 449). Occorre anche ricordare che “distinta dal periodo della formazione specifica è la qualificazione professionale. È compito dell’Ispettoria fare in modo che il salesiano coadiutore attenda ‘secondo le attitudini, agli studi per la preparazione professionale in vista del lavoro apostolico’ ” (FSDB 456). 2. Condizioni formative Questa fase di formazione può essere realizzata immediatamente dopo il tirocinio, come preparazione alla professione perpetua, oppure immediatamente dopo la professione perpetua; tale scelta dipende dalla collocazione della qualificazione professionale. Per concretizzare questa esperienza si possono considerare alcune condizioni formative importanti, che favoriscono l’efficacia dell’esperienza stessa: - occorre avere una comunità apposita per i salesiani coadiutori oppure si può prevedere l’inserimento in una comunità che abbia anche altre attività, ma con formatori propri; - è importante preparare il progetto della comunità formatrice; - si consiglia la vicinanza ad un centro salesiano di studi teologici, che garantisca la qualità accademica e l’impostazione salesiana degli studi; - è opportuno prevedere una proposta che abbia continuità annuale senza interruzioni, che aiuti i confratelli coadiutori a superare l’impressione della precarietà e della facoltatività dell’esperienza; - è necessario creare una esperienza interispettoriale a livello di Regione od anche di più Regioni, a causa del numero esiguo di confratelli coadiutori; - è possibile ed utile che il curricolo di studi sia aperto anche ad altri religiosi e religiose, che spesso hanno le stesse esigenze formative; - talvolta si sente anche il bisogno di un riconoscimento accademico, ecclesiastico o civile, degli studi che si svolgono. 3. Esempio di curricolo biennale Vi propongo, come esempio, un curricolo e quindi una esperienza formativa, di due anni. Occorre tener conto degli studi fatti durante il postnoviziato, che normalmente non sono di carattere teologico, pastorale e spirituale. Alcune Regioni hanno già un’attenzione biennale a questa fase. Come si fa per gli operatori pastorali laici, si tratta anche di offrire un curricolo articolato e concreto. Non è sufficiente che un confratello coadiutore faccia i suoi studi per conto proprio; si tratta di una esperienza formativa con una comunità costituita da giovani salesiani coadiutori, che insieme approfondiscono e condividono la loro identità vocazionale. Quando avrete studiato il vostro curricolo, fatemi sapere qualche notizia, anche per avere una informazione del cammino che si sta svolgendo. Vi ringrazio dell’attenzione e vi saluto cordialmente. Affidiamo anche questo lavoro all’intercessione del Beato Artemide Zatti. Con stima Don Francesco Cereda ESEMPIO DI CURRICOLO BIENNALE DI STUDIO PER LA FORMAZIONE SPECIFICA DEL SALESIANO COADIUTORE I. CRITERI DI COSTITUZIONE DEL CURRICOLO * Per avere tempo per lo studio, la riflessione personale, l’elaborazione scritta e la condivisione a gruppi, si suggeriscono i seguenti elementi per la costituzione del curricolo - 4 ore di lezione al giorno senza lezione al pomeriggio - 5 giorni di lezione alla settimana - 2 anni di studio - 20 crediti al semestre e 80 crediti in due anni. * Il curricolo è costituito da corsi che: - hanno un loro proprio numero di crediti, ove il credito è costituito da una lezione settimanale per 12 o 13 settimane durante un semestre - hanno una presentazione generale ed aspetti particolari in cui si privilegiano alcuni nuclei tematici, coerenti con la identità religiosa e laicale dei salesiani coadiutori - sono 33, suddivisi in 7 aree, per complessivi 80 crediti - richiedono un esame orale - sono ciclici e si tengono ogni due anni. * Per avviare gli studenti al lavoro scientifico, alla ricerca e alla capacità di elaborare testi scritti, al pomeriggio si possono tenere 4 seminari: - un seminario di metodologia per studenti del primo anno - un seminario per la tesina finale scritta per studenti del secondo anno - altri 2 seminari comuni, di cui uno sulla teologia dell’ecumenismo ed uno sulle scienze sociali. * Al termine del biennio si può conseguire un diploma in Scienze religiose. II. AREE DEL CURRICOLO E LORO CREDITI 1. Sacra Scrittura 12 2. Teologia sistematica 18 3. Morale 12 4. Pastorale 9 5. Spiritualità 6 6. Salesianità 8 7. Scienze umane 15 III. CORSI DEL CURRICOLO E LORO CREDITI 1. Sacra Scrittura: 12 crediti e 6 corsi - Introduzione alla Sacra Scrittura 2 - Pentateuco e Libri storici 2 - Profeti, Sapienza e Salmi 2 - Sinottici e Atti 2 - Giovanni: vangelo, lettere, apocalisse 2 - Paolo, Ebrei, lettere cattoliche 2 2. Teologia: 18 crediti e 7 corsi - Rivelazione e fede 3 - Cristologia e Mariologia 3 - Trinitaria e Pneumatologia 2 - Ecclesiologia e Sacramenti 3 - Antropologia e Escatologia 3 - Liturgia fondamentale 2 - Storia della Chiesa 2 3. Morale: 12 crediti e 4 corsi - Morale fondamentale 3 - Morale sessuale e familiare 3 - Morale della vita 3 - Morale sociale 3 4. Pastorale: 9 crediti e 4 corsi - Catechetica 2 - Teologia pastorale 2 - Teologia delle religioni 3 - Teologia della cultura 2 5. Spiritualità: 6 crediti e 3 corsi - Teologia spirituale 2 - Teologia della vita consacrata 2 - Teologia del laicato 2 6. Salesianità: 8 crediti e 4 corsi - Don Bosco fondatore 2 - Spiritualità salesiana 2 - Missione salesiana 2 - Pastorale giovanile salesiana 2 7. Scienze umane: 15 crediti e 5 corsi - Comunicazione sociale 3 - Organizzazione e formazione del personale 3 - Psicologia sociale 3 - Sociologia del lavoro 3 - Sociologia dei processi culturali 3 IV. CONTENUTI DEI CORSI * Circa i contenuti si possono trovare indicazioni nella nostra Ratio ai numeri 452 - 456 e 596 - 599. I titoli dei corsi sono riferibili a consolidate tradizioni accademiche; ciò facilita la individuazione dei contenuti, chiarisce la formalità metodologica dei corsi, aiuta la ricerca di manuali di e bibliografia. Questo vale in modo particolare per i vari corsi di scienze umane, che dovrebbero aiutare a costruire un approccio mirato alla realtà della società, economia e mondo del lavoro. * I corsi di ecclesiologia e sacramenti, liturgia, storia della chiesa dovrebbero avere un’attenzione all’ecumenismo in termini sistematici, storici, liturgici; la teologia dell’ecumenismo potrà poi essere ripresa in un seminario, anche con la sottolineatura spirituale. * I corsi di salesianità hanno bisogno di essere costruiti nella loro struttura formale e contenutistica. La pastorale salesiana ha bisogno di promuovere la sintesi tra la prospettiva progettuale e le esigenze del carisma. Sarebbe interessante dare consistenza ad una teoria del progetto e della progettualità, che dovrebbe essere coerente teologicamente, antropologicamente, eticamente, pedagogicamente, a cui le tecniche progettuali implicitamente rimandano. * Per la spiritualità salesiana la lettura teologica e carismatica della storia è ancora difficile da chiarire e da mediare; ne vengono corsi che faticano a promuovere esperienze spirituali, incontri, letture; è lo stesso problema che poi si riflette sulla teologia spirituale. Sono questi i corsi di maggiore incidenza formativa sotto il profilo “affettivo”, nel senso del detto paolino “abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” o della parola di don Viganò “siate imitatori di don Bosco come lui lo è stato di Cristo”. * Si rileva oggi la grande importanza delle discipline della morale, per una corretta formazione della coscienza, per la capacità di discernimento etico, per la conoscenza delle attuali e sfidanti tematiche sociali e culturali. * Nei singoli corsi si tratterà anche di trovare alcuni nuclei tematici particolari con attenzione all’identità vocazionale religioso e laicale. C 116; cfr Il Salesiano Coadiutore, Postirocinio, pag. 202-206 R 98