





A poca distanza dal cancello principale una piccola croce di metallo, fermata sul pavimento, indica lo spazio dove sorgeva l'antico altare maggiore, rimosso durante i lavori d'ampliamento, e più precisamente il punto dov'era, in corrispondenza, la pietra sacra della mensa dell'altare. Dalla balaustrata dell'altare maggiore, volgendo a destra, si entra nella parte ampliata del santuario che comprende il presbiterio, le due grandi cappelle con le tribune superiori, la lunga galleria che gira tutt'intorno, la sagrestia e la sottostante cappella di S. Pietro. Questa prima cappella è chiamata del SS. Crocifisso perché a lui è dedicato l'altare che è al centro. Aperta verso l'altare maggiore su cui si affaccia da una delle grandi balaustrate del presbiterio, la cappella si presenta in tutta la sua ricchezza architettonica con molte colonne. La preziosità dei marmi, lo splendore e la finezza delle decorazioni, gli altari minori collocati lungo la galleria, formano di questa nuova parte della chiesa un ambiente ricercatissimo, Le pareti sono tutte coperte di marmi sceltissimi. Le colonne binate di marmo verde d'Issorie, hanno una macchia pastosa e regolarmente distribuita. I capitelli, riccamente ornati, e le basi delle colonne sono di botticino; lo zoccolo di nero del Belgio, le trabeazioni di marmo rosa del Garda. Più numerose sono le colonne di marmo rabescato orobico. Di rabescato sono pure tutte le lesene che nella galleria fanno riscontro alle colonne. Il soffitto, a grandi cassettoni, è diviso in tanti scompartimenti simmetrici, determinati da robuste travi di cemento armato, che formano il palco della tribuna superiore. Ogni scompartimento è a sua volta arricchito di stucchi ornamentali a forma di croce, con rosoni, decorazioni e fregi dorati. Nelle volte della galleria, tracciate due larghe fasce diagonali in ogni scompartimento tra arco e arco, e facendo centro nel loro punto d'incontro, disegnò altrettanti circoli raggianti. Lo sfondo delle volte ha una calda e riposante tinta di giallo paglierino, che mette in maggior rilievo le decorazioni. Finissime quelle degli archi con rosoni, fregi e testine d'angeli. Il Cussetti seppe armonizzare lo splendore del marmo con là temperata ricchezza della decorazione, cosi da non lasciar quasi avvertire il passaggio, per il giusto tono dei colori in rapporto all'intensità luminosa dei marmi. Uno dei migliori effetti ottenuti coll'ingrandimento è precisamente questo: che la parte nuova abbia un'ampia visione sull'antica, così da mantenere un contatto più immediato.chiudi