Restauro

Arte-Storia

Devozione

Home

I restauri attuali Modalità degli interventi

CORONA DELLA CUPOLA MINORE

Il restauro della corona è stato affrontato tenendo conto di due tematiche principali: una prima relativa all’aspetto esterno che si voleva dare al manufatto una volta riposizionato in loco e una seconda di verifica degli elementi che ne compongono struttura interna compreso il sistema di fissaggio alla cupola su cui poggia.
Le ricerche storiche fatte presso l’archivio centrale salesiano di Roma non hanno portato alla luce informazioni relative alla realizzazione della corona; alcune foto del cantiere datate 1934-1938 mostrano l’inaugurazione della corona e si può stimare una datazione intorno al 1936.
Il montaggio di un adeguato ponteggio ha permesso di approfondire lo stato di conservazione della corona e, verificati i gravi problemi di corrosione della struttura in ferro e lo stato delle dorature ormai quasi scomparse, si è deciso di procedere allo spostamento della corona in officina così da poter intervenire in modo più incisivo sul manufatto.
Anche il sistema di ancoraggio della corona era in parte compromesso, e quindi si è dovuto procedere alla realizzazione di un nuovo sistema di ancoraggio.


SMONTAGGIO DELLA CORONA E TRASPORTO IN OFFICINA

Operazioni eseguite:

Come prima operazione si è proceduto al cauto smontaggio della foderatura in rame operando sui rivetti per mezzo di trapano con punte di adeguato diametro tale da permettere l’asportazione del rivetto; in questo modo sono stati smontati gli elementi di decoro posti nella parte inferiore della corona.

Rimozione della parte sommitale costituita dalla croce impostata sulla sfera; per lo smontaggio si è dovuta costruire una apposita chiave esagonale montata su di un lungo tubo (dotato di un manico per operare il disserraggio) che permettesse di raggiungere il dado, posto in un punto inaccessibile. Anche per la misurazione del dado si sono dovute costruire delle dime di prova montate su lunghe bacchette per raggiungere il punto. Lo smontaggio è stato facilitato da abbondanti applicazioni di spray sbloccante.

Le 8 volute della corona risultavano unite nella parte sommitale da 8 bulloni che le vincolavano alla stessa piastra su cui agiva il dado di serraggio dell’elemento croce-sfera. anche in questo caso l’applicazione in più riprese di spray sbloccante ha permesso lo smontaggio di tutti i bulloni. Una volta rimossi i bulloni le volute si sarebbero trovate vincolate unicamente alla base ed è per questo motivo che sono state prima assicurate ad una ad una alla struttura del ponteggio con del filo di ferro.

Due volute sono risultate essere completamente staccate alla base a causa del forte degrado della struttura in ferro. Le altre erano comunque fortemente compromesse ed è stato sufficiente un piccolo taglio con il flessibile per staccarle dall’anello principale della struttura. In definitiva le volute restavano in piedi poiché erano unite tra loro ed insieme costituivano un corpo unico che appoggiava in modo sufficientemente baricentrico sul robusto cerchio di base. Proprio l’attaccatura tra la struttura interna in ferro delle volute ed il cerchio di base è risultata la parte più corrosa; il degrado è stato favorito dal ristagno di umidità dovuto alla posizione orizzontale del cerchio di base e dalla condizione di anodo sacrificale della struttura in ferro rispetto alla foderatura in rame.

Il cerchio di base superiore, su cui erano fissate le volute, era unito al cerchio di base inferiore per mezzo di 8 robuste barre filettate che uscivano direttamente dalla struttura in cemento armato della cupola. Anche la sezione di queste barre è risultata in alcuni punti notevolmente ridotta dalla corrosione. Agendo con il flessibile proprio nel punti di minor sezione è stato possibile rimuovere entrambi i cerchi di base.

La parte inferiore della foderatura in rame era completamente piena dei prodotti di corrosione (ossidi di ferro) della struttura in ferro, che impidivano il deflusso dell’acqua di infiltrazione attraverso i fori predisposti nella foderatura stessa. Il conseguente ristagno di acqua non ha fatto altro che alimentare il degrado della struttura in ferro.

Rimossi i prodotti di corrosione è stato possibile smontare l’anello di base della foderatura e liberare così le 8 sfere di base attraverso le quali passavano le barre filettate di ancoraggio e di sostegno della struttura. Tali sfere erano di legno foderato in rame, che si è subito dimostrato in pessime condizioni di conservazione, in gran parte marcio ed imbibito di umidità nonostante il clima asciutto. Questo ha favorito la forte corrosione del perno in ferro all’interno della sfera, che in alcuni casi aveva una sezione notevolmente ridotta, fino ad 1/3 di quella iniziale. Lo smontaggio ha dunque evidenziato, come del resto già previsto in sede di sopralluogo iniziale, la necessità di un intervento strutturale. E’ così maturata la scelta di realizzare la struttura interna completamente in acciaio inox, a partire dalla base di ancoraggio alla struttura in cemento armato (un anello in acciaio inox spesso 10 mm fissato con 16 barre filettate diam 20 mm anch’esse in inox) fino alla struttura vera e propria che riprende quella esistente in ferro.

Tutte le parti smontate sono state trasportate in laboratorio dove si è iniziata la pulitura e di pari passo la costruzione.