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I restauri attuali diagnosi del degrado

IL NUOVO PRESBITERIO


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Basilica di Maria Ausiliatrice Progetto di adeguamento del nuovo presbiterio

La situazione precedente. In relazione alle necessità di adeguamento delle funzioni alla riforma liturgica postconciliare, nei decenni passati è stata realizzata una pedana lignea a gradoni, rivestita con moquette, che addossandosi ai gradini dell'altare portava in avanti e sopraelevava il piano del presbiterio esistente. Su di esso erano collocati un tavolo delle mensa in legno verniciato, un piccolo ambone sempre in legno, e degli sgabelli e una poltrona in legno e pelle rispettivamente per gli officianti e il presidente. Attorno e davanti alla pedana erano disposte delle semplici sedie in plastica per i concelebranti. Tale soluzione risultava inadeguata all'importanza e al valore artistico della Basilica, nonché nascondeva la vista del pavimento a mosaico e in particolare lo stemma centrale. In relazione al completamento dei lavori di restauro attualmente in corso all'interno della zona presbiteriale e della cupola minore, sarà presentata la Basilica di Maria Ausiliatrice arricchita di un nuovo allestimento del presbiterio con caratteristiche auliche adeguate al suo ricco apparato decorativo. La proposta progettuale. La proposta progettuale del nuovo presbiterio parte dall'idea di restituire il più possibile la percezione visiva del disegno originario del pavimento, attraverso la realizzazione di una nuova pedana sopraelevata in cristallo trasparente e acciaio corten. Il piano di tale pedana è costituito infatti da pannelli in cristallo stratificato di tipo extrachiaro, per permettere la massima trasparenza e garantire l'assenza di riflessioni, fissati ad una struttura sottostante reticolare in lame di corten, la quale ripete esattamente le linee e le campiture del mosaico.La struttura in acciaio sollevata da terra, è sostenuta a sua volta da quattro appoggi rivestiti in corten. Il perimetro della pedana è invece libero e visivamente a sbalzo, bordato soltanto da una modanatura sagomata in scanalature di ferro, per permettere la pulizia del pavimento sottostante e per enfatizzare l'effetto di leggerezza della nuova struttura. E' prevista anche un'illuminazione lineare del suo perimetro, con sottili lampade fluorescenti collocate all'interno della struttura e quindi non visibili, che possono essere accese durante le funzioni di culto garantendo un'ulteriore illuminazione di particolare effetto. L'accesso alla pedana dai tre lati liberi, avviene mediante dei gradini sempre con piano in cristallo, fissati a cosciali in piattina di corten. Essi risultano autonomi rispetto alla struttura della pedana, non vi appoggiano, allo scopo di rendere ancora più forte l'immagine levitativa della pedana che deve risultare come sospesa nell'aria. Inoltre per facilitare sempre le operazioni di pulizia, all'occorrenza essi potranno essere spostati mediante uno scorrimento sul proprio asse. Il raccordo tra la nuova pedana e i gradini dell'altare esistente, è previsto invece mediante la realizzazione, a una quota più alta, di una fascia di basamento larga come la pedana , tamponata sui lati verticali in lamiera di ferro e con un piano di calpestio rivestito in corten, sulla quale saranno collocate, in posizione disassata per permettere la libera vista del tabernacolo, le sedute del presidente e degli officianti. Queste ultime sono costituite da gambe in tubolare con schienale e sedile in legno di rovere scurito, mentre la seduta del presidente, ad eccezione del sedile che è in massello di rovere scurito, sarà completamente rivestita in ferro corten. Inoltre i fianchi e i braccioli della seduta del presidente saranno arricchiti dalla medesima modanatura del bordo della pedana. Al centro della pedana in cristallo, è collocato il tavolo della mensa, realizzato con una struttura in ferro rivestita da lamiera in corten sempre modanata; mentre il piano di appoggio è costituito da una lastra intera di marmo giallo di Siena analogo a quello dell'altare esistente. Gli angoli a sbalzo della pedana e del raccordo con i gradini dell'altare esistente, sono segnalati e protetti da un sottile mancorrente in piattina e montanti di ferro. In corrispondenza di essi, sul davanti, troveranno posto a sinistra un leggio mobile in corten, per la liturgia della parola e a destra l'ambone, che sarà evidenziato da due fianchi pieni in lamiera modanata, collocati all'interno del mancorrente. Il leggio dell'ambone sarà analogo al precedente e a quello del presidente. Ai lati della pedana, sotto al coro e al matroneo, sono previste delle panche con struttura in ferro e sedute in rovere per i concelebranti, per un totale di ottanta posti. La scelta ripetuta del ferro corten come unico nuovo materiale, ad eccezione del cristallo che è immateriale, è stata pensata per molteplici ragioni. La nobiltà e forza del materiale innanzitutto; la sua calda cromia e al contempo di effetto patinato che dona un effetto senza tempo agli oggetti realizzati, il buon accostamento con altri materiali importanti come il marmo, la sua omogeneità con gli arredi esistenti quali i lampadari. La sua modanatura, realizzata con un motivo semplice ma al contempo nobile che ricorda la scanalatura delle colonne auliche, è previsto solo in corrispondenza e a segnalazione dei momenti più importanti della liturgia : il perimetro del recinto sacro, la mensa, l'ambone, la seduta del presidente. Il progetto, nel suo complesso, vuole soprattutto essere rispettoso dell'esistente, evitando modificazioni dell'apparato decorativo attuale o inserimenti architettonici dal segno eclatante. Inoltre trattandosi di struttura smontabile, vuole garantire la possibilità di eventuali modificazioni o rimozioni nel tempo senza alcuna alterazione dell'esistente.

Architetti Stefano Trucco, Massimo Aimar, Roberto Vincenzi, Gian Piero Zoncu