PERIODICO MENSILE PER I COOPERATORI DELLE OPERE E MISSIONI DI S. GIO. BOSCO

Anno LX - N. 5 - MAGGIO 1936 - XIV

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: Plebiscito di amore alla Vergine Ausiliatrice. - La Congregazione Generale per l'eroicità delle virtù di Madre Mazzarello. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - Notizie varie: Italia (Bari. Roma, Venezia), Canadà (Toronto). - Una pietra miliare... - Dalle nostre Missioni: Brasile (Rio Negro), Venezuela (Alto Orinoco), Cina (Macau, Tsak Tsi T'am, Hong Kong). - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Grazie attribuite all'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco. - Necrologio.

Plebiscito di amore alla Vergine Ausiliatrice.

LA SOTTOSCRIZIONE PER LE COLONNE ESAURITA IN DUE MESI

La risposta all'appello del Rettor Maggiore nella sua circolare di Capodanno (v. Bollettino di gennaio, pag. 3) non poteva essere più pronta e generosa. La nobile gara di pietà filiale ci riempie l'animo di commozione, mentre pubblichiamo l'elenco dei sottoscrittori additandoli all'ammirazione ed alla gratitudine di tutti i devoti della Madonna di Don Bosco.

Sottoscrittori delle quattro grandi colonne a fianco dell'altare di Maria Ausiliatrice.

1. Suor Luisa Vaschetti, Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Torino. 2. Vicente Gisbert de Alcoy (Spagna).

3. I Cooperatori salesiani di Valencia (Spagna). 4. Un Cooperatore salesiano di Barcellona (Spagna).

Sottoscrittori delle quarantaquattro colonne che formeranno la galleria intorno all'altare di Maria Ausiliatrice.

I. Nob. Cav. di Gr. Cr. Mario Geronazzo - Milano.

2. Dott. Notaio Guido Vallauri - Torino.

3. Allievi dell'Istituto San Vincenzo di Alcoy (Spagna).

4. Collegio San Carlo - Borgo S. Martino.

5. Allievi ed Ex-allievi dell'Istituto San Francesco di Sales - Faenza.

6. Istituto San Rocco: per la messa d'oro del Direttore D. Lor. Saluzzo - Sondrio.

7. Allievi ed Ex-allievi del Collegio Manfredini - Este.

8. Cooperatori e Cooperatrici del Collegio Manfredini - Este.

9. Studenti del Collegio Convitto Astori - Mogliano Veneto.

10. Famiglia fu Giovanni Nigra - Torrazza Piemonte.

11. Castelli Pietro e Consorte - Novi Ligure.

12. Allievi ed Ex-allievi dell'Istituto Sacra Famiglia - Treviglio.

13- Istituto San Vincenzo di Alcoy (Spagna).

14. Guido e Clelia coniugi Corti e Giuseppina - Pieve del Cairo.

15. Cooperatori, Allievi ed Ex-allievi del Collegio San Luigi - Gorizia.

16. Famiglia Calvi - Palestro.

17. Artigiani e Studenti dell'Ospizio S. Vincenzo de' Paoli per la messa d'oro di D. B. Colombara - Sampierdarena.

18. Allievi ed Ex-allievi Collegio San Filippo Neri - Lanzo Torinese.

19. Istituto Maria Ausiliatrice di Salamanca (Spagna).

20. N. N. Cooperatore Salesiano - Firenze. 21. N. N. Cooperatore Salesiano - Firenze. 22. Matilde Robiolio Bose ved. Rasetti - Torino. 23. Collegio S. Antonio di Mataró (Spagna). 24. Allievi ed Ex-allievi - Buenos Aires. 25. Cooperatori e Cooperatrici - Buenos Aires. 26. Cugine Novarese - Fontanetto Po.

27. Cooperatori e Cooperatrici del Canavesano - Ivrea.

28. Le famiglie degli alunni del Collegio San Giovanni Evangelista - Torino.

29. Ex-allievi dell'Istituto Don Bosco - Verona.

30. Cooperatori ed Allievi dell'Istituto San -Giuseppe - Modena.

31. Pierina de Donatis Clementi, per la messa d'oro di D. Lor. Saluzzo.

32. I fedeli della Missione Salesiana in China.

33. I Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane della China.

34- Maria Adele Marzucchi Macchi di Caronno Ghiringhello.

35 - N. N. Cooperatrice Salesiana di Pisa.

36. Cooperatori e Cooperatrici dell'Ispettoria Salesiana della Francia Nord.

37. Cooperatori e Cooperatrici dell'Ispettoria Salesiana della Francia Sud.

38. Gli Allievi degli Istituti Salesiani dell'Ispettoria Napoletana.

39. Le Dame Patronesse dell'Opera Salesiana in Napoli.

40. Sac. Salomone Di Pelino, Canonico della Cattedrale di Sulmona.

41- Cooperatori e Cooperatrici dell'Ispettoria Salesiana Betica (Spagna).

42. Allievi del Collegio della Madonna del Carmelo di Utrera (Spagna).

43- Istituto San Giuseppe, Cooperatori e Cooperatrici di Barcellona (Spagna).

44. Allievi delle Scuole San Giovanni Bosco di Pamplona (Spagna).

Nella compilazione dell'elenco abbiamo seguito l'ordine di tempo della sottoscrizione.

Non avendo potuto appagare tutti i desiderosi di partecipare alla gara, nel prossimo giugno ne apriremo una seconda per le leséne.

La Congregazione Generale per l'eroicità delle virtù di MADRE MAZZARELLO

Il 21 aprile u. s. nel Palazzo Apostolico Vaticano, alla presenza del Santo Padre, la Sacra Congregazione dei Riti ha tenuto la Congregazione Generale per la discussione dell'eroicità delle virtù cristiane esercitate da Madre Mazzarello, prima Superiora dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Gli Em.mi Signori Cardinali ed i Rev.mi Prelati Officiali hanno dato il loro voto, é 'la ratifica del Santo Padre lo renderà definitivo in questi stessi giorni. Dolenti di non poter ritardare la stampa di questo numero per attendere il Decreto pontificio che ci permetterà, speriamo, di salutare la Serva di Dio col titolo di venerabile, invitiamo i nostri Cooperatori a ringraziare il Signore per quanto s'è già fatto ed a pregarlo ad affrettarne il giorno della beatificazione.

SOTTO LA CUPOLA DELL'AUSILIATRICE

Le belle giornate della prima metà di marzo incoraggiarono diversi pellegrinaggi, non molto numerosi, ma tutti animati da profonda divozione alla Vergine ed al nostro Santo. Particolarmente cara la visita dei Delegati missionari delle Federazioni di Azione Giovanile Cattolica del Piemonte che, tra una seduta e l'altra della loro giornata di studio, scesero a Valdocco a deporre una preghiera presso l'urna del « Santo dei giovani »; e il pellegrinaggio degli iscritti all'Associazione Giovanile di A. C. di Saluzzo che chiusero un corso di spirituali esercizi implorando la benedizione di Don Bosco. Il 15 marzo si tenne all'Oratorio l'annuale convegno dell'Unione Insegnanti « Don Bosco» con Messa e conferenza del Direttore Generale delle Scuole Salesiane dott. don Bartolomeo Fascie.

La festa più solenne fu quella di S. Giuseppe. Gli alunni artigiani trasformarono anche quest'anno i loro cortili con festoni e bandiere, illuminandolo a notte con migliaia di lampade e di candele. La banda sostituì la solita campana per dare il segnale della levata, imprimendo ai giovani un senso più vivo della gioia festiva. Ma il gesto più nobile fu quello di provvedere a loro spese alla ripulitura del quadro del Santo fatto dipingere ancora da Don Bosco nella basilica di Maria Ausiliatrice. Il Rettor Maggiore li volle premiare celebrando loro la santa Messa e distribuendo la santa Comunione.

Verso le otto nella chiesa succursale si raccolsero i poveri della parrocchia i quali santificarono la festa con devote funzioni ed a mezzogiorno sedettero tutti, circa duecento, al giocondo banchetto preparato dal Parroco coll'aiuto delle Conferenze di S. Vincenzo che si prodigano generosamente a sollievo di tanti bisognosi. Nel pomeriggio, due processioni ad onore del Santo: la prima organizzata dall'Oratorio festivo; la seconda composta di tutti gli alunni interni e della folla accorsa in basilica. Disse il panegirico il nostro Don Vismara, Ordinario di Dogmatica e Liturgia all'Istituto Internazionale « Don Bosco » della Crocetta. La giornata si chiuse in teatro con un'ottima rappresentazione dei Tre martiri di Cesarea.

Il mese di marzo ha segnato un buon progresso nelle opere edilizie.

È terminato il muro perimetrale d'intercapedine, per il quale vennero impiegati 500 metri cubi di pietre spaccate di cava. Le murature di elevazione, raggiunta la quota di m. 6, cominciarono ad accogliere le armature dei solai per il cemento armato: armature costituite da pilastri e archi che hanno richiesto un quantitativo di mattoni pari al numero di 250.000, con 600 quintali di cemento. Il lato sinistro del presbiterio, ultimata l'armatura di legname, ha ricevuto il getto dei travi armati compresa la soletta che copre i blocchi laterizi cavi, per una superficie di 400 mq.

Lo scavo del terreno per dare luogo ai grandi saloni dei pellegrini e alle cappelle particolari destinate alle confessioni, raggiunse la cifra di 7000 mc. di sterro. Il ferro per le armature, già in opera, è di q.li 150, il legname per le armature di 5o mc.

L'urna del Santo è tornata all'altare dei Santi Martiri per permettere ai muratori i lavori di consolidamento delle fondazioni e la preparazione dell'altare definitivo. In una apposita sala a pian terreno sono esposti i bozzetti e i disegni del progettato ampliamento in tutti i dettagli.

Azione Salesiana.

Continuano a giungerci relazioni della festa di San Francesco di Sales e della Conferenza Salesiana, che quest'anno ha assunto particolare fervore in tutti i centri pel cordiale interessamento dei nostri Cooperatori all'ampliamento del Santuario di Maria Ausiliatrice. Ci manca assolutamente lo spazio per dare anche solo una brevissima cronaca di tutte. Alla sentiamo il bisogno di ringraziare pubblicamente gli Em.mi Signori Cardinali, gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi che sì degnarono di presiederle, gli zelanti Direttori Diocesani e Decurioni che le organizzarono, e gli esimi oratori che fecero la parte dì Don Bosco informando i Cooperatori del bene compiuto colla loro carità ed accendendo i cuori a nuovi palpiti di generosità per le opere iniziate e raccomandate dal Rettor Maggiore. A Roma nella Basilica del Sacro Cuore salì il pergamo S. Eminenza Rev.ma il signor Cardinal Carlo Salotti che strappò più volte gli applausi all'immensa folla esaltando l'Opera salesiana con impareggiabile eloquenza. Gli Ex-allievi approfittarono della circostanza per festeggiare la elevazione di Sua Eminenza alla Sacra Porpora ed i Salesiani per esternare tutta la loro gratitudine e venerazione. Il nostro propagandista Don Fasulo ha strappato a S. Eminenza un autografo pel Bollettino che pubblichiamo con profonda riconoscenza a pag. 111.

Il mese dì maggio torna propizio per la seconda Conferenza annuale prescritta dal Regolamento e ci raccomandiamo caldamente ai reverendi Direttori e Decurioni ed a tutti i Zelatori e Zelatrici perchè approfittino dell'occasione per attirare amici e conoscenti alla Pia Unione, invitandoli ad iscriversi formalmente per godere dei favori spirituali concessi dai Sommi Pontefici, ed a trasmetterne poi gli indirizzi ben scritti alla Direzione Generale per l'invio del Bollettino.

NOTIZIE VARIE

BARI. - Consacrazione dell'altar maggiore nella Chiesa del Redentore.

Il 9 febbraio u. sc. S. E. Mons. Arcivescovo Marcello Mimmi ha consacrato solennemente l'altar maggiore del nostro tempio al Redentore, celebrando poi Messa basso-pontificale. Le funzioni vespertine si chiusero colla commovente cerimonia dell'abiura di una famiglia protestante che ha abbracciato fervorosamente la fede cattolica.

ROMA. - La R. Accademia d'Italia per la spedizione di D. De Agostini.

Nella seconda sessione annuale della R. Accademia d'Italia la classe «Scienze fisiche, matematiche e naturali» ha assegnato diecimila lire alla spedizione scientifica che il nostro Don Alberto De Agostini ha compiuto in questi mesi nelle Ande della Patagonia, plaudendo alla attività scientifica dell'illustre Figlio di Don Bosco.

VENEZIA. - Una scuola intitolata a San Giovanni Bosco.

L'iniziativa delle due Unioni locali di Exallievi, coadiuvate efficacemente dal Presidente dell'Istituto Coletti, cav. uff. Pietro Asperti, grazie all'interessamento del Podestà di Venezia, ha avuto pieno successo coll'apertura di una nuova scuola al Lido, in località Ca' Bianca, intitolata a San Giovanni Bosco. La benedisse il Parroco D. Tizianello, alla presenza del R. Ispettore Scolastico Capo cav. Attilio Dusso, del Direttore dei lavori e progettista ing. Maraffi, del R. Direttore delle Scuole di Lido, prof. Lazzarotto, di tutti gli Insegnanti ed alunni, circondati da parenti ed amici. Compiuto il sacro rito il Parroco esaltò in una fervida allocuzione l'opera del Comune ed il valido patrocinio di S. Giovanni Bosco, cui è affidata la scuola. Rispose con nobili parole l'Ispettore Capo.

TORONTO (Canadà). -- Una nuova statua di San Giovanni Bosco.

Il 23 febbraio u. s. nella chiesa di S. Agnese, S. E. Mores. Arcivescovo, in rappresentanza del Delegato Pontificio, ha benedetto solennemente ed inaugurata la nuova statua del nostro Santo Fondatore alla presenza del Vice Console, del Segretario del Fascio, di molti connazionali, divoti e cooperatori dell'Opera salesiana. Tenne il panegirico il Parroco D. Balò. In serata gli alunni della Scuola Italiana interpretarono assai bene Primo Sole, commedia in tre atti di D. R. Uguccioni.

La nuova copertina del Bollettino è disegno del prof. Cima, con Don Bosco del prof. Crida.

CONQUISTATORI D'ANIME è il titolo del nuovo film preparato dall'Ufficio Films "Don Bosco" (via Cottolengo, 32 - Torino, 109) per commemorare il SESSANTENNIO DI FONDAZIONE DELLE MISSIONI SALESIANE.

Condotto secondo gli ultimi progressi della tecnica, sonoro e parlato, ricostruisce gli episodi storici più commoventi dell'attività apostolica del Card. Cagliero, di Don Balzola, di Mons. Versiglia e Don Caravario, intrecciandoli con episodi minori di grandissimo interesse che conducono gli spettatori attraverso alle Missioni, Salesiane di tutti i continenti con suggestive visioni di terre, di razze e di costumi, illustrando l'opera dei missionari che, nel nome di S. Giovanni Bosco, lasciano ogni cosa più cara per prodigarsi alla evangelizzazione e civilizzazione degli infedeli. Si apre col sogno di Don Bosco e la guarigione del piccolo Cagliero e si chiude colla visione della statua del Santo nella Basilica Vaticano. Le prime proiezioni hanno suscitato il plauso universale e molte richieste in ogni parte.

COOPERATORI,

Avete mandato la vostra offerta per l'ampliamento della chiesa di Maria Ausiliatrice ?

UNA PIETRA MILIARE...

Il 1000° fascicolo delle "Letture Cattoliche"

(Marzo 1853-Aprile 1936).

L'Esposizione mondiale della stampa cattolica.

Il 12 di questo mese, suo giorno onomastico, il Santo Padre Pio XI inaugurerà ufficialmente l'Esposizione Internazionale della Stampa Cattolica, allestita nel bramantesco Cortile della Pigna, Città del Vaticano, per celebrare il 75° di fondazione de L'Osservatore Romano.

Figureranno fra gli espositori: editori, direttori e scrittori di pubblicazioni cattoliche quotidiane e periodiche colle rispettive organizzazioni ; opere, istituzioni ed associazioni in servizio della stampa cattolica; enti, istituti, organizzazioni cattoliche nella loro specifica attività produttiva di stampa cattolica. Saranno ammessi giornali, riviste, periodici strettamente cattolici e militanti, che, come voce fedele della Chiesa, apertamente propagano e difendono la dottrina e la morale cattolica, ispirandosi costantemente alle direttive dell'autorità ecclesiastica. L'Esposizione sarà quindi la più ampia documentazione, la più eloquente illustrazione e la più grandiosa celebrazione dell'attività cattolica nel campo della stampa quotidiana e periodica. Perciò anche la più degna celebrazione dei quindici lustri Ai vita gloriosa del principe dei quotidiani cattolici: L'Osservatore Romano.

Vi concorrono oltre cinquanta Nazioni, tutte le Diocesi, gli Ordini, le Congregazioni, Missioni ed Associazioni cattoliche che portano qualche contributo all'apostolato della buona stampa.

Il nostro contributo.

La Società Salesiana avrà un adeguato reparto fra gli Ordini e le Congregazioni Religiose e vi parteciperà con tutta l'anima: illustrando anzitutto le molteplici iniziative del Santo Fondatore nel campo della buona stampa; quindi l'organizzazione delle sezioni di Arti Grafiche nelle Scuole Professionali Salesiane secondo il concetto, le direttive e le finalità di D. Bosco; infine il progressivo sviluppo dell'attività tipografica e libraria fino al giorno d'oggi, presentando in grafici documentari:

a) le 120 Tipografie Salesiane;

b) le 25 Case Editrici così distribuite: Italia: 1) Torino - La S.E.I. colle succursali di Milano, Genova, Roma, Parma e Catania ; 2) Sampierdarena; 3) Firenze; 4) Roma; 5) Bologna. - Belgio: Liegi; Francia: Nizza; Germania: Monaco; Jugoslavia: Lubiana; Polonia: Varsavia; Spagna: Barcelona e Sevilla; Ungheria: Rakospalota; Argentina: Buenos Aires, Córdoba e Bahia Bianca; Brasile: S. Paulo; Chile: Santiago; Colombia: Bogotà; Messico: Messico; Perù: Lima; Uruguay: Montevideo; Cina: Hongkong; Giappone: Tokyo; India: Calcutta;

c) i 25.450 operai per Arti Grafiche formati nelle Scuole Professionali Salesiane;

d) i 4.125 allievi che attualmente frequentano le stesse Scuole;

e) le 477 Riviste Salesiane, grandi e piccole, compresi i foglietti periodici, che si pubblicano in 4o diversi Stati dell'Antico e Nuovo Continente.

La provvida genialità del Santo, che precorse i tempi, apparirà così non solo nella serie delle pubblicazioni da lui direttamente fondate, come le Letture Cattoliche, il Bollettino Salesiano, la Collana dei Classici, la Biblioteca della Gioventù studiosa, le Letture Drammatiche, ecc. ; ma anche nella concezione e nell'ordinamento delle sezioni di Arti Grafiche nelle sue Scuole Professionali, coll'intento di provvedere alla formazione di veri tecnici della Stampa, dalla fabbricazione della carta fino alla vendita degli stampati, attraverso il saggio coordinamento delle Cartiere, Tipografie e Librerie Salesiane. Alcuni metri di film riprodurranno al vivo il funzionamento delle nostre Tipografie e richiameranno i visitatori alla realtà di un progresso che conserva Don Bosco, anche in questo campo, all'avanguardia, con quella santa ambizione ch'egli confidava nel 1883 a Don Achille Ratti, oggi Papa Pio XI, impegnando Salesiani e Cooperatori all'altissimo apostolato della buona stampa con tassative disposizioni dei rispettivi Regolamenti.

Il Bollettino prospetterà tutte le sue edizioni in 17 lingue, coi dati più recenti di diffusione che solo per l'Italia ci dànno 172.000 copie mensili.

Le " Letture Cattoliche ".

Ma la pubblicazione che dovrà suscitare un particolare interesse sarà la collana delle Letture Cattoliche. Non perchè abbia maggior diffusione; ma perchè offrirà al pubblico, fresco fresco, l'ultimo fascicolo del mese di aprile il quale porta un numero abbastanza eloquente: 1000! Una bella pietra miliare sulla via dell'apostolato del Santo per la buona stampa! Che, mentre vanta un primato assoluto su tutte le altre pubblicazioni, canta la storia gloriosa di ottantatre anni di vita ininterrotta, attiva, e feconda, sovente battagliera, per la difesa della verità e della fede contro le insidie della eresia.

Fu infatti l'irrompere improvviso della offensiva dell'errore che ispirò a Don Bosco l'urgenza di una controffensiva in grande stile con letture apertamente cattoliche, di palpitante interesse, comodo formato, e modico prezzo, da diffondere a piene mani nelle famiglie e nel popolo per salvare le anime dalle insidie della propaganda perversa. In anni di estrema carestia di stampa cattolica, quando non correvano nè bollettini, nè foglietti parrocchiali, ed i pochi giornali cattolici erano soverchiati dal settarismo della stampa quotidiana anticlericale al cento per cento, l'iniziativa del Santo fu una vera provvidenza. E basterebbe l'accoglienza del Papa, il Santo Padre Pio IX che, ricevuto l'omaggio delle prime annate, le volle personalmente riporre colle sue mani nella biblioteca salendo egli stesso l'incomoda scaletta, per dimostrare quanto opportuna essa fosse e qual bene la Chiesa se ne ripromettesse. Come basterebbe l'ira delle sette che attentarono ripetutamente alla vita del Santo, armata mano, per provare l'efficacia del prezioso apostolato.

Ma il 1000° fascicolo (1), che ci ritrae le pagine più eroiche della vita di Don Bosco « apostolo della buona stampa », ci ravviva soprattutto la coscienza della sublime missione ch'egli s'era proposto colla modesta collana e ci ripete l'appello appassionato, ch'era come il ritornello di tante sue conferenze e di tanta sua corrispondenza: aiutate, sostenete, propagate la Letture Cattoliche.

Poichè, nonostante lo sviluppo della buona stampa in questi ultimi anni, grazie soprattutto al valido concorso dell'Azione Cattolica, sta il fatto che le Letture Cattoliche conservano ancora non solo la loro ragion d'essere, ma benanche l'impronta caratteristica di attualità e di utilità pratica che seppe ispirare S. Giovanni Bosco. Tornano quindi ancor care e provvidenziali nelle famiglie ed in mezzo al popolo, contribuendo efficacemente alla cristiana educazione specialmente della gioventù. Prime nell'ordine di pubblicazione tra i periodici fondati dal Santo, e prime, finch'egli visse, nella sua mente e nel suo cuore, prime passarono anche nell'eredità di opere che raccolsero i suoi successori. Ed il Servo di Dio Don Michele Rua se le prese a cuore con affetto speciale trasmettendole a Don Albera colle raccomandazioni di Don Bosco. La guerra europea e la crisi dell'immediato dopo guerra ne ridussero la diffusione, ma non ne estinsero la pubblicazione. La beatificazione di Don Bosco nel 1929 offrì a Don Rinaldi l'occasione propizia per un nuovo impulso che l'attuale Rettor Maggiore persegue con tutta l'anima. Ottime penne della Società Salesiana, valenti scrittori del clero e del laicato già risposero generosamente al suo zelo rialzando il prestigio della collana con interessanti pubblicazioni d'indole morale, religiosa, apologetica, con letture amene ed edificanti. Lo zelo poi di parecchi Parroci, Rettori di Seminari e di Istituti, Presidenti ed Assistenti Ecclesiastici di Associazioni di A. C., gareggiò con quello dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, accrescendo in questi anni discretamente il numero degli abbonati e degli amici. La S. E. I. ne migliorò notevolmente l'edizione e, nonostante l'angustia dei tempi, offerse speciali facilitazioni e premi ai propagandisti. Epperò siam ben lungi dalla méta agognata dal Santo. Mentre quindi Salesiani ed Editori si propongono sempre nuove industrie per mantenerne ed accrescerne l'interesse e l'efficacia contano ansiosamente sulla propaganda dei Cooperatori. Il numero di aprile ha segnato la prima pietra veramente miliare su una via che Don Bosco intraprese nel fior degli anni e che non intende mai più abbandonare. Eredi del suo spirito e della sua missione noi ci dobbiamo quindi impegnare con tutte le nostre forze perchè egli sia sempre all'avanguardia, e migliaia e migliaia di copie si diffondano mensilmente nel mondo colla massima tiratura per moltiplicare i frutti del suo apostolato.

Ci incoraggi e ci sproni la benedizione del signor Don Ricaldone che, come Successore di Don Bosco, ce la trasmette coll'autografo sopra riportato; mentre il Santo ritorna nel ricordo della prima udienza pontificia, quando alla domanda di Papa Pio IX: «In che cosa vi occupate? », rispose: Santità, . io mi occupo nella istruzione della gioventù e nelle LETTURE CATTOLICHE! (V. LEMOYNE, Vita di San Giovanni Bosco, Vol. 1, pag. 545).

Trovateci nuovi Cooperatori e mandateci l'indirizzo preciso.

(1) D. L. TERRONE: 1000. I mille fascicoli delle Letture Cattoliche fondate da S. Giovanni Bosco, Mese di Aprile, S. E. I., L. 1,50.
Abbonamento annuo alle Letture Cattoliche: Italia e Colonie: L. 12,50. Estero: L. 15,50.
Amministrazione: Società Editrice Internazionale. Corso Regina Margherita 176, Torino (109).

DALLE NOSTRE MISSIONI

BRASILE

Vita missionaria nel Rio Negro. Amatissimo Padre,

Sicuro di far cosa grata al suo cuore paterno per le amorose cure che si prende di tutti i suoi figli missionari, le mando alcune notizie di questa importante missione.

L'anno 1935 cominciò tra le sofferenze, ma terminò - grazie a Dio - con grandi soddisfazioni morali, coronato dalla grandiosa festa del santo Natale. Il nuovo personale, da lei mandato sul finire del 1934, giunse tra noi in gennaio e ci trovò già in via di miglioramento dagli attacchi di malaria, che avevano violentemente scossa la missione; ma una prova ben più dura ci portò il mese di maggio: una terribile malattia, la «grippe » si sviluppò improvvisamente tra i nostri poveri indii, specialmente delle residenze di Taracuà e Jauareté. Stravaganti notizie si sparsero sull'origine di questo male. Siccome nel mese di maggio erano arrivate a Jauareté due casse di medicinali dall'Italia, alcuni indii sparsero la voce che proprio entro quelle casse fosse venuta la «grippe », e solo per distruggere la loro razza, perchè i Salesiani e le Suore non la contraevano. Così, alcuni si allontanarono subito dalla missione; altri volevano internarsi nella foresta, lungo i numerosi affluenti... E ci volle del bello e del buono, tutta la evangelica pazienza del nostro povero Don Marchesi, per convincere gl'indigeni della falsità delle loro teorie e persuaderli che i Salesiani e le Suore n'andavano immuni, perchè usavano tutte le precauzioni igieniche necessarie. Tuttavia qualcuno, credendo più alle imposture dei Pagés, o stregoni, ritirò i figli dalla missione.

La crisi durò tre lunghissimi mesi ma, grazie alla straordinaria abilità di Don Marchesi e alle amorevoli cure delle Figlie di Maria Ausiliatrice, si ebbero a lamentare poche vittime.

A San Gabriel invece l'anno trascorse benissimo riguardo alla salute, ma non mancò una prova di altro genere.

Il vaporino Auxiliadora, nel mese di giugno, durante la maggior piena del fiume, naufragò nella terribile cascata di Camanaos, essendosi spezzata la fune, con cui alcuni uomini l'aiutavano nel superare la cascata. Fortunatamente non si lamentarono vittime: il personale addetto si salvò a nuoto, e il nostro Ispettore e l'Ispettrice, che viaggiavano in quell'occasione, si trovavano già sulla riva, discesi dal vaporino per precauzione. L'imbarcazione, sbattacchiata qua e là dalla violenza delle acque, restò inclinata su un fianco tra due scogli (come da fotografia); e, con l'aiuto di molti uomini ed alunni, si potè ricuperare quasi intatta, e in breve tempo rimettere in condizione di continuare il suo prezioso servizio.

Voglia, amatissimo Padre, unirsi alle nostre povere preghiere per ringraziare il Cielo che, in lunghi e pericolosi viaggi, ci ha sempre protetti e salvati da pericoli che a volte, umanamente parlando, dovevano esserci fatali. Come spiegare diversamente il fatto che i tre vaporini della missione, percorrendo mensilmente parecchie migliaia di chilometri tra scogli di ogni genere e dovendo spesso superare rapide correnti e cascate vertiginose, non siano mai stati spettatori o vittima di qualche disastroso incidente, all'infuori di quello, senza danni rilevanti, narrato or ora?

VISITE DEI SUPERIORI.

Desideratissime furono le visite dei nostri Superiori immediati. Quella del signor Ispettore, benché brevissima, confortò tutti; quella poi di Mons. Massa, che si protrasse a lungo, fu di grande incoraggiamento. Egli predicò nelle quattro residenze gli Esercizi Spirituali alle due Comunità separatamente, con quella facilità, abilità e unzione che tutti gli riconoscono.

A Jauareté inaugurò solennemente il nuovo villaggio, sorto per iniziativa di Don Marchesi e che riunisce, sopra un poggio magnifico, di fianco alla imponente cascata, una ventina di famiglie di Tarianos, che vivevano sparse lungo la sponda del fiume. Nel centro del villaggio campeggia una grande Croce, ricordo del 19° Centenario della Redenzione, inaugurata il giorno di Pasqua. Il villaggio porta il nome «Don Bosco ». Non fu suggerito, questo nome, dai missionari, ma voluto dal buon Tuchaua Manoel. Mons. Massa benedisse pure il nuovo cimitero e pose solennemente la prima pietra della grande chiesa (40 X 16), e incoraggiò tutti gli indii ad aiutare i missionari nella costruzione. Ogni domenica, dopo la seconda Messa, tutti gli uomini e tutte le donne lavorano un'ora a riunire le pietre per le fondamenta. Con l'aiuto di Dio, durante il 1936 speriamo d'inaugurarne almeno una parte, perché l'attuale cappella provvisoria è di paglia e troppo piccola. Quindi Monsignore benedisse anche il nuovo ospedale della missione di Jauareté, di cui invio fotografia, perchè ella possa ammirarne la bella costruzione, tutta in legno.

Dopo la visita di Jauareté e Taracuà, Monsignor Massa m'invitò ad accompagnarlo in una lunga escursione sino alla frontiera del Venezuela, e poi sul Rio Issana, grande affluente del Rio Negro. A Cucuhí, ove risiede un distaccamento militare brasiliano per proteggere la frontiera, Monsignore fu accolto con gran festa dai soldati, con spari di bombe e mortaretti. Il Comandante, signor Omar T. Guerriero, non solo ci colmò di attenzioni, ma preparò tutti i suoi dipendenti ad aderire all'invito di Monsignore. Così tutti i soldati e le rispettive famiglie si accostarono ai Santi Sacramenti della Confessione e Comunione; anzi, 17 ricevettero anche la Cresima, e altri 7 la benedizione nuziale.

Terminata la missione del Cucuchí, risalimmo il Rio Issana, dove vivono i Banivas, indii più civilizzati degli altri perchè in contatto continuo coi bianchi, ma finora più abbandonati in fatto di religione. La scarsezza di personale e le difficoltà dei viaggi non permisero fino ad oggi che due visite ai Banivas: una fatta dal compianto ed eroico Mons. Giordano nel 1919 e l'altra dal sottoscritto nel 1927. Quindi Monsignore si sottopose ben volentieri ai disagi di questo viaggio per conoscere i Banivas e scegliere un luogo adatto per una futura residenza, che spera di fondare quando avremo rinforzo di personale. Il posto infatti fu trovato e si chiama Tunuhí, a 350 chilometri da S. Gabriel. È un incipiente villaggio con dieci case, sulla sponda sinistra del Rio Issana, dove rugge di continuo una bellissima e imponente cascata. L'accoglienza dei pochi indii presenti fu molto fredda , dapprincipio, ma quando seppero che più tardi si sarebbe stabilito fra loro un missionario, si mostrarono molto contenti.

In questa lunga escursione abbiamo toccato con mano la protezione del nostro Padre. Il vaporino « Don Bosco », giunto alla cascata Malacacheta, lottò venti minuti contro la fortissima corrente, con la prua tutta immersa nell'acqua. Nell'imbarcazione c'era solamente il « pratico », il motorista e Monsignore; io mi trovavo sulle pietre della sponda a tirare la fune con due ex-allievi. Dopo dieci minuti di sforzi inauditi, vedendo che il vaporino correva serio pericolo di essere travolto dall'impetuosa corrente, invocato con fede il nostro Santo D. Bosco, abbandonammo la fune, che fu rapidamente raccolta dal motorista, e il pilota, un bravo e impavido « caboclo » del Rio Negro, con manovra pronta si scostò dalla riva e guidò il vaporino nel mezzo del fiume. Se il motore, nello sforzo tremendo, si fosse fermato per qualche avaria, la catastrofe sarebbe stata inevitabile e fulminea. Ma Don Bosco ci assisteva. L'imbarcazione continuò la lotta furibonda, avanzando con una lentezza che ci faceva trattenere il respiro dallo spavento; ma finalmente riuscì a superare la cascata.

Il 5 novembre, alle ore 4 pomeridiane, giungemmo a S. Gabriel, tutti sani e salvi, dopo aver percorso 15oo chilometri. Eppure Monsignore, invece di prendersi un po' di riposo, quella sera stessa cominciò a predicare gli Esercizi ai confratelli, quattro volte al giorno, infaticalbilmente...

EX-ALLIEVI.

Un servizio veramente prezioso ci fanno gli antichi allievi, improvvisandosi catechisti là dove non può giungere il missionario per mancanza di tempo e di mezzi e per la vasta estensione del territorio in cui deve svolgere il suo apostolato. Così avviene nei 35 villaggi indigeni fondati da Don Marchesi. Così a Taracuà, nella festa di Cristo Re, Mons. Massa potè ammettere alla prima Comunione trenta adulti; così un fratello di questi ex-allievi potè ricevere consecutivamente quattro Sacramenti: Battesimo, Cresima, Comunione e Matrimonio. Sempre a Taracuà, a Natale, vi fu un raduno di indii veramente straordinario. Molti vennero alla Missione tre settimane prima per aver tempo di essere istruiti nella religione e poter ricevere i Sacramenti e poi « vivere con Dio» come essi dicono. La vigilia di Natale furono battezzati 24 adulti, fra cui un « Pagé » o stregone, e nella Messa di mezzanotte si distribuirono 300 Comunioni, di cui 25 Prime-Comunioni di adulti. Furono pure benedetti 29 Matrimoni. E tutti noi siamo quasi meravigliati d'aver trovato tanta buona volontà, specialmente nei vecchi, sempre apatici, indifferenti e pieni di superstizioni.

UNA SCOSSA SALUTARE.

Si tratta di un fatto veramente straordinario. Nel villaggio di Ananas, vicino a Taracuà, una giovane sposa di un ex-allievo, in una notte del novembre scorso, si svegliò di soprassalto gridando come un'ossessa. Al marito e ad altri, che le chiedevano il motivo del suo spavento, fece il seguente racconto: «Ho visto San Giuseppe e San Pietro. Erano molto serii. Mi dissero: - Se volete che il Signore vi benedica e allontani da voi le malattie, dovete fare tutto quello che v'insegnano i Missionari, dovete pregare più sovente, specialmente nei giorni festivi. Alcuni non hanno ancora regolarizzato il loro matrimonio, altri non s'interessano per essere istruiti nella religione e vivono come i « Poterìcanas » (selvaggi che abitano l'interno della foresta come veri animali) ; il cimitero è quasi abbandonato: non l'avete pulito e non pregate per i vostri morti... Se continuate così, il Signore vi castigherà. San Pietro recava in mano una lista di nomi di quelli che non rispondono ai richiami del Missionario ».

Questa relazione, fatta da un'india analfabeta e che recita appena qualche orazione, produsse enorme impressione e fece il suo effetto. Vi fu un grande risveglio nella fede e si ripresero le preghiere in comune, nella cappella, guidate da un ex-allievo. La notizia si propagò rapidamente anche in altri villaggi, è tutti presero la cosa proprio come un avviso del Cielo. Quelli, che per insufficienza d'istruzione non furono ammessi ai Sacramenti nella festa di Natale, già hanno chiesto di poterli ricevere a Pasqua, disposti anche a recarsi alla Missione alcune settimane prima per prepararvisi degnamente.

Come vede, amatissimo Padre, la Grazia di Dio lavora fra questi poveri indii. Ma, se da un lato noi ci rallegriamo nel veder coronati i nostri sforzi e sacrifici, dall'altro proviamo una gran pena per non poter attendere a tante necessità, data la scarsità del personale. Ad esempio, il Rio Tiquié, centro dei Tucanos, in tutto il 1935 non ebbe la visita neppure di un Missionario; e là vi sono ben otto villaggi. Soltanto ora, approfittando delle vacanze, Don Marchesi e Don Leone Braun partirono per una difficile escursione lungo tutta la frontiera della Colombia, spesso trascinando la barca fra terribili cascate e pericoli d'ogni genere; e, per guadagnar tempo, passeranno da un fiume all'altro, attraversando, a piedi, anche lunghi tratti di foresta vergine. Dio voglia che possano fare molto bene, e Don Bosco li protegga perchè non si prendano la malaria o qualche altro malanno.

Ci raccomandi, amatissimo Padre, alla protezione della nostra Ausiliatrice, alle preghiere e alla carità dei nostri benemeriti Benefattori e Benefattrici, e benedica tutti i Missionari del Rio Negro, in particolare chi si professa

Gennaio 1936.

Suo aff.mo Figlio in G. C. Don ANTONIO GIACONE.

Missionario Salesiano.

VENEZUELA (Alto Orinoco).

Primi frutti. Amatissimo Padre, sono omai quattro mesi che mi trovo in missione e mi gode l'animo di poterle dire che s'incomincia a veder qualche frutto del nostro apostolato. Anche qui i cuori si aprono ornai al Signore ed incominciano a venerare e ad amare anche la Vergine Ausiliatrice ed il nostro Santo Don Bosco. Abbiamo celebrato con fer vore il mese del santo Rosario e le modeste funzioni furono allietate da cori di fanciulli e di fanciulle che cantavano in ottimo gregoriano. I canti dei piccoli attrassero presto anche i grandi e gli adulti, i quali si affacciarono dapprima attoniti alla porta della chiesa, poi accolsero il nostro invito ed entrarono. Non dico che abbian fatto subito degli atti di fede, perchè, poveretti, erano ignorantissimi in fatto di religione. Ma a poco a poco cominciarono a comprendere ed a seguirci nell'istruzione che li porterà tutti, speriamo, ad una buona vita cristiana.

La festa di Cristo Re segnò un piccolo trionfo con tre prime Comunioni. Per l'Immacolata ne preparammo altre sedici tra ragazzi e ragazze. Tre ne dovemmo ritardare fino a Natale perchè i candidati non avevano vestiti e si dovette prima pensare a provvederli del necessario. Lei sa, amato Padre, quanto grandi siano le nostre strettezze; ma non osiamo fare appello ai nostri Cooperatori per non distrarre la loro carità dai lavori di ampliamento della basilica di Maria Ausiliatrice in Torino, donde anche noi aspettiamo tutto l'aiuto e il conforto per la nostra missione. Ci raccomandiamo tuttavia alle loro preghiere, mentre segnaliamo questi primi frutti che ci fanno fondatamente sperare per l'avvenire. La popolazione ci vuol bene e promette di corrispondere alle nostre cure. Ci benedica, amato Padre, e mi creda per tutti

La Urbana, 3o-XII-1935.

Aff.mo figlio in G. C.

Sac. GIOVANNI AFFANNI Missionario Salesiano.

CINA (Macau).

Nuovo edificio scolastico e teatro.

Amatissimo Padre,

Il 12 ottobre 1935 ha segnato una data gloriosa per l'Orfanotrofio di Macau. S. E. Mons. José da Costa Nunes, vescovo diocesano, corcondato da sette Vicari, Apostolici e assistito da S. E. il Dr. Pereira Barbosa, Governatore della Colonia, presenti tutte le Autorità locali con un'eletta rappresentanza delle più distinte famiglie, benedisse e collocò la prima pietra d'un grande edificio in costruzione; e subito dopo S. E. il Governatore gettò la prima calce, dando solenne inizio ai lavori, che proseguirono alacremente.

Trent'anni di lavoro nella prima fondazione salesiana di questa vetusta Colonia Portoghese, vera porta della grande Repubblica Cinese, hanno sviluppato e fecondato il piccolo seme, cresciuto di anno in anno in albero gigantesco, che non aveva più dove protendere i suoi rami. S'era iniziato nel 19o6 e continuato, per dieci anni, in un'antica e inadatta casa della Missione. Ma già nel 1915, l'allora Direttore Don Luigi Versiglia - che divenne poi l'illustre eroico Vescovo, Vicario Apostolico di Shiu-Chow - gettava le fondamenta di un vero e proprio Istituto sull'area del grande giardino attiguo alla casa. Le ali del vasto fabbricato si susseguirono a brevi scadenze, coll'accelerato sviluppo dell'opera e l'accrescersi della famiglia. Scomparve così il giardino colle sue adiacenze, e nel 1935 si poteva dire compiuto l'Orfanotrofio in tutte le sue sezioni, reparti e installazioni necessarie.

L'antica casa però non era totalmente abbandonata: vi rimanevano le aule scolastiche, sebbene ridotte in uno stato tale di deperimento, da costituire un vero continuo pericolo. D'altra parte, alla, primitiva sezione artigiani s'era aggiunta la sezione studenti, che portò conseguentemente l'ammissione di esterni. Di qui la necessità di provvedere locali adatti alla scuola ed un teatro indispensabile pei nostri 200 alunni. Fummo quindi costretti a demolire la vecchia abitazione, conosciutissima sotto il nome di « Sedici colonne». Rispetto, devozione, dovere, avrebbero consigliato di conservare quell'umile edificio, che fu la culla della Congregazione Salesiana in quest'immenso Paese, testimone della dedizione e del sacrificio dei primi missionari, e il santuario delle virtù eroiche del primo Vescovo salesiano in Cina... Ma i locali, abitati ordinariamente da Mons. Versiglia, erano già stati demoliti fin dal 1918 per imposizione dell'Ufficio dei Lavori Pubblici a scopo di pubblico bene; e quindi la casa aveva perduto molto del suo interesse storico; e, d'altro canto, la sua conservazione sarebbe divenuta ora un impedimento allo sviluppo dell'opera.

La crisi economica ci fece ancora tentennare un po' ; ma la impellente necessità di fornire i locali per una scuola cattolica da contrapporre alle 72 scuole pagane della città, vinse ogni nostra titubanza. Amici, ammiratori e cooperatori gareggiarono nel procuraci i mezzi necessari alla costruzione del bell'edilizio, che ormai s'aderge verso il cielo sulle antiche macerie, e sarà pronto per l'inaugurazione all'aprirsi delle scuole nel prossimo autunno.

È un nuovo passo decisivo dell'Opera salesiana di Macau e risulterà certo il miglior edificio scolastico della Colonia.

A suo tempo le daremo, amatissimo Padre, la cronaca dell'inaugurazione. Intanto ci benedica e mi creda per tutti

Macau, 1-2 1936.   aff.mo in G. C.

Sac. GIOVANNI GUARONA.

Tsak Tsi T'am.. - Dopo due anni di scuola.

Amatissimo Padre,

Per la solennità dell'Epifania la cristianità di Tsak Tsi T'am, tutta di neofiti, organizzò una festa della fraternità (Han Tch'an Oui) per commemorare il secondo anno di vita feconda della scuoletta locale, e suscitare maggior cooperazione tra la famiglia e la scuola. Il programma si svolse in tre giorni ed ebbe ottimo successo.

Il primo giorno, convegno dei capi di famiglia, alla presenza delle autorità e notabili del luogo, in maggioranza ancora pagani, sotto la presidenza del sig. Chan, il quale nel discorso d'apertura si congratulò col maestro per la buona riuscita degli allievi, poi caldeggiò presso i padri di famiglia la più larga cooperazione per integrare l'opera della scuola controllando giorno per giorno l'applicazione e la condotta dei figli.

Speciale attenzione attrasse la maestra Teresa Ning della Scuola femminile cattolica di Lin Chow, che ricordò come la scuola di cui si celebrava così solennemente il primo biennio di vita fosse un'opera fondata e stabilita dalla Missione Cattolica per il bene del paese e per l'elevazione morale e religiosa degli abitanti. S'indugiò sulla necessità di curare l'istruzione e l'educazione delle giovinette, ancor troppo trascurate da molti cinesi. A conferma dell'efficacia dell'educazione che i parenti devono e possono dare ai loro figliuoli riportò l'esempio della madre di Mencio, che un giorno davanti al futuro filosofo che aveva marinato la scuola tagliò con un colpo netto di forbice l'orditura del telaio che stava tessendo, ed al bambino che a quell'atto aveva sgranato tanto d'occhi fece rilevare che come quel taglio sciupava tutto il lavoro così le sue interruzioni nello studio gli avrebbero fatto sciupare la vita; lezione che il piccolo Mencio non dimenticò più.

In fine uno dei notabili a nome dei capi di famiglia ringraziò il maestro per il lavoro compiuto e il progresso ottenuto.

Il giovane maestro ringraziò commosso, riversando ogni elogio sulla Missione Cattolica che eresse la scuola e la sostiene, e mise in evidenza l'insegnamento del Catechismo raccomandandolo con queste parole: «La Chiesa Cattolica ha però un desiderio: che tutti conoscano ed adorino il Padre celeste, Iddio Creatore dell'universo e che si salvino l'anima. Per questo si studia la dottrina cristiana che insegna a diventare buoni figliuoli ed ottimi cittadini ».

La giornata si chiuse colle proiezioni sulla vita di Gesù, seguite da tutti, grandi e piccoli, con vivissima attenzione.

Il secondo giorno fu consacrato ad una solenne funzione di ringraziamento per i benefizi concessi dal Signore nell'anno scolastico trascorso. L'anno scolastico qui va dal principio alla fine dell'anno lunare ed è perciò che si chiude in gennaio e non in luglio. Nei centri maggiori si è già adottato il sistema europeo anche per l'anno scolastico da settembre a luglio, ma l'uniformità generale non si è ancora ottenuta in Cina. Per la prima volta il missionario in veste di capo religioso di tutto il paese, offerse, per tutti, l'incruento sacrificio della Messa. La piccola Residenza Missionaria (una casa affittata) e la sala, che deve forzatamente fare anche da cappella, era addobbata a festa. La scolaresca fece il suo ingresso solennemente, bandiera e tamburi in testa, e si dispose intorno all'altare. Le autorità, i capi di famiglia, i notabili attorniati dalla cristianità gremivano la sala. Il piccolo clero, (quattro ragazzetti novellini che per la prima volta servivano all'altare in forma così solenne), destarono l'attenzione e l'ammirazione dei compagni e la compiacenza delle màmme. Si cantò da tutti il canto così popolare tra i nostri fedeli Io son cristiano, e poi, dopo la recita del Pater, Ave e Credo, il catechista Vu Andrea spiegò, man mano che si andava svolgendo sotto i loro occhi, il significato del sublime sacrificio della Santa Messa. Tutti ascoltarono con religiosa attenzione la spiegazione e le parole che io rivolsi dopo il Vangelo.

Fu davvero un'Epifania, una manifestazione del Signore ai Gentili; il Signore si servì, come di stella, della scuola per attirare autorità, notabili e padri di famiglia che pareva fossero là per offrire a Gesù che ridiscendeva sull'altare, doni più preziosi di quelli dei magi, i loro figliuoli. La funzione si chiuse con la lode a Maria Ausiliatrice « Oh, amabile aiuto dei cristiani... » Ho oi tcheun kao tchi yao, e con lo sparo dei tradizionali pao tcheung (petardi a ripetizione).

Un'ora dopo, gara catechistica. Per quanto essa rassomigliasse a tutte le gare catechistiche d'Europa, nel senso che i giovani venivano ad uno ad uno interrogati e man mano eliminati dall'inesorabile campanello appena falliva la memoria o si impappinavano, aveva di originate la giuria e il pubblico: poichè in giuria, a controllare l'esattezza delle domande e risposte, v'erano, oltre al missionario, il Podestà del luogo, pagano, ed un altro signore pure pagano che, col loro bravo catechismo in mano, facevano a meraviglia il loro ufficio! Anche tra i padri di famiglia parecchi seguivano, con attenzione, sul libro, lo svolgersi della gara.

Aveva ragione Don Bosco quando vaticinò la rigenerazione della società anche pagana per mezzo della gioventù. Il lavoro infatti che si svolge negli Oratori, nelle scuole diurne e serali non rimane entro il recinto della Missione; ma raggiunge, per mezzo dei figli, le famiglie. I pagani ascoltano volentieri chi si interessa dei loro figliuoli e quando in un paese il catechista o il maestro può avere dalla sua la gran molla dell'amor paterno, allora può fare un mondo di bene.

Il pomeriggio fu tutto pei giovani: piccole gare sportive e vari giochi, coronati da piccoli premi e regalucci procurati dal comitato locale.

Il terzo giorno vi fu la distribuzione dei premi agli alunni migliori, con opportune parole di addio. Un'agape fraterna chiuse la bella festa.

I pagani stessi che qualche mese prima avevano speso un 300 dollari per il ta tsiu (sagra della pagoda) dissero che la nostra festa l'aveva superata di gran lunga per allegria e per utilità, avendo a base una scuola educativa formata dalla grande educatrice dei popoli, la Chiesa Cattolica. Speriamo che l'impressione si diffonda e favorisca l'opera del missionario.

Quanto più si potrebbe fare se disponessimo dì mezzi e di un buon numero di missionari.

Il S. Cuore ispiri i buoni Cooperatori a venirci in aiuto, e lei, amato Padre, ci benedica e mi creda

Tsak Tsi T'am, 10-1-1936.

Aff.mo Figlio in G. C.

Sac. CARLO ANTONIO KIRSCHNER

Missionario Salesiano.

VIOLENTO INCENDIO NELLA NOSTRA MISSIONE DI SHILLONG. - Due laconici telegrammi di S. E. Mons. Ferrando e dell'Ispettore D. Scuderi ci hanno recato, il giorno di Pasqua, questa tragica notizia: Studentato, Noviziato, Episcopio e Cattedrale Shillong completamente distrutti fuoco - Tutti illesi - Danni immensi - Urge aiuto. Daremo i particolari nel prossimo numero. Intanto invochiamo preghiere ed aiuto da tutti i nostri Cooperatori.

Hong-Kong. - Nuovi edifici nell'Istituto Professionale Salesiano:

Amatissimo Padre,

Uno dei più diffusi giornali di Hong Kong - il « Telegraph » - in data 25 gennaio 1936, pubblicò un bellissimo articolo per richiamare la carità dei benefattori sol nostro Istituto Professionale « S. Luigi », che sorge poco lontano dall'Università.

Rilevando il contrasto fra la nuova Scuola Professionale di Aberdeen, che la generosità del Governo e la munificenza di alcuni signori cinesi provvidero d'una bella casa e di risorse sufficienti, ricordò le benemerenze della sorella maggiore che, dopo essersi trascinata in precarie condizioni per qualche anno, si è lanciata ormai arditamente alla rinnovazione di tutto l'antico edifizio inadeguato alle esigenze moderne. Quindi conchiuse:

« La casa fu costruita circa settanta anni fa, ed ha sofferto molto per le rovine del tempo e per quelle più temibili ancora delle formiche bianche. La maggior parte della fabbrica si dovette ormai abbattere ed il prezzo della sua riedificazione s'aggirerà sui 6o.ooo dollari.

»La St_ Louis Industrial School continua tuttavia il suo lavoro magnifico sotto queste precarie condizioni. All'Orfanotrofio, che addestra gli orfani ad un mestiere che li renda atti per un posto onorevole nella vita, è annessa una Scuola Popolare per la classe più povera del Distretto. Al presente sono circa 250 gli alunni esterni, che frequentano la Scuola pagando una modicissima retta.

» Una nuova fabbrica sta sorgendo a rimpiazzare la parte demolita l'anno scorso, ma i fondi mancano, a meno che questa piccola sorella più anziana vinca il favore di alcuni generosi membri della Comunità che abbiano a cuore l'educazione sociale e morale dei poveri e degli orfani. Alzerà essa un giorno il capo nella prosperità e nella gioia, benchè non sorga come la sua sorella maggiore presso le ampie autostrade dove è facile guadagnare il gentile sorriso di qualche amico del proprio fratello meno abbiente? Essa spera che almeno una piccola misura di quella generosità che i signori cinesi dedicano alla più giovane sorella in Aberdeen valga a sollevarla e a donarle una vita serena ».

Fin qui, amatissimo Padre, il giornale protestante, che rende omaggio al lavoro dei Figli di San Giovanni Bosco. Ma una parola noi possiamo aggiungere ancora su un'altra opera che ogni domenica accresce la vita di questa Casa, voglio dire l'Oratorio festivo. Dal quartiere circostante, il West-Point, uno dei più popolati di Hong Kong, i ragazzi si precipitano nella nostra Casa, o per le porte regolari o scavalcando anche i muri se trovano chiuse le porte, e diventano padroni di casa. I cortili sono tutti come un vivaio di tenere pianticelle giovanili, i nostri cari giovani dell'Oratorio festivo.

I confratelli. ridotti di numero, dopo aver lavorato tutta la settimana, o nelle scuole o negli uffici o nei laboratori, si riposano la domenica col dedicarsi a queste centinaia di ragazzi che vengono a trovare la gioia e lo svago e la sana educazione dai missionari di Don Bosco. D'inverno, verso Natale, arrivano ad essere anche cinquecento circa, nella maggior parte pagani; ed è spettacolo interessante e commovente insieme, alle due e mezzo pomeridiane, al suono della campanella, vederli assediare le classi loro destinate e pigiarsi tutti nei locali, ristretti per sì gran numero, ad udire la Dottrina Cristiana. È una ressa, un pigia-pigia all'entrare che ha dell'inverosimile. La scuola di religione dura esattamente una mezz'ora, e dopo si ripigliano i giuochi. Pel S. Natale, si fece la premiazione, secondo il libro delle presenze di ciascuno; e circa 50o ragazzi della strada, pagani e senza erudizione, si dovettero premiare per la loro costanza alla scuola di catechismo. I premi furono gentilmente forniti da un gruppo di generosi sottoscrittori, tra i quali non ultimi i cari allievi di Frascati, ai quali i nostri oratoriani inviano un vivissimo grazie.

Avessimo cortili ed aule sufficienti, questi 50o ragazzi potrebbero facilmente diventare roco, che ricevono adagio adagio, con le norme educative, l'insegnamento cristiano, che per molti potrebbe col tempo preludere alla fede, secondo le disposizioni della grazia.

Ma occorrono anzitutto gli operai, perchè gli attuali sono proprio pauci, e poi i mezzi, specialmente la chiesa di Sant'Antonio, con annessi e connessi, che sarà faro di fede e carità cristiana, sotto il sorriso di Don Bosco Santo. Quod faxit Deus!

Hong Kong, 26 gennaio 1936.

Suo aff.mo in G. C.

Sac. UMBERTO DALMASSO

Missionario Salesiano.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Giovanni Battista Pergolesi.

Il 16 marzo u. s. ricorreva il secondo centenario della morte di Giovanni Battista Pergolesi, il celebre compositore della scuola napoletana che a 26 anni di età lasciava sulla terra una fama immortale. Ne avrete certo sentito parlare e ne sentirete ancora in quest'anno, perchè sono in corso commemorazioni ufficiali del grande musica in tutto il mondo. Non so però se in tutte queste commemorazioni si metterà in rilievo la pietà del Maestro che ebbe una divozione speciale per la Vergine Addolorata. Il suo capolavoro « che non potrà mai aver l'uguale nel campo dell'arte » come ha detto il Bellini, è infatti lo Stabat Mater. Frutto non solo del suo genio ma soprattutto del suo grande amore a Maria, fu lo sforzo supremo che gli troncò la vita. Ma là sua morte ben vale una predica del mese di maggio. Minato dal male che non perdona, chiuse la sua giovinezza di 26 anni in una modesta cella del convento francescano di Pozzuoli, portandosi da Napoli due soli oggetti tra i più cari: il suo gravicembalo ed un quadretto dell'Addolorata, che la mamma morendo gli aveva lasciato come ricordo dicendogli: « In tutti i tuoi affanni, nelle ore di tristezza, di sgomento, di abbandono, tu rivolgi i tuoi occhi, il tuo cuore e le tue preci a quella Madre celeste, che fu sempre la mia confortatrice quaggiù in terra ». Appena s'accorse che le cure della scienza non sarebbero valse a salvarlo, pregò il medico che almeno l'aiutasse a vivere tanto da poter finire lo Stabat Mater. Il medico cristianissimo lo invitò a confidare in Dio e gli raccomandò assoluto riposo. Ma il Maestro non si seppe rassegnare: « Il riposo, mio caro dottore? E come posso riposarmi? Se non mi affretto, la morte mi coglierà prima che io abbia finito lo Stabat! ». Sembrava che lo presentisse. Giunto infatti a scrivere le prime note dell'ultima strofa « Quando corpus morietur ». come un torrente impetuoso, l'ultimo sbocco di sangue gli tolse le forze inondandogli la carta di musica che aveva dinanzi. Non potè più parlare. Chiese coi cenni gli estremi conforti della religione e poi scrisse su un foglio di carta a matita: «Il mio caro Anfossi finisca l'ultima strofa del mio Stabat e consegni il lavoro alla Congrega della SS. Vergine dei Sette Dolori. Raccomando alla carità di questi buoni religiosi la povera mia fante Anastasia; ed alle loro preci raccomando l'anima mia. Resti in questo convento, come memoria di me, il quadro della Vergine Addolorata sospeso al capezzale del mio letto... ».

La sera del 16 marzo la campana della cattedrale annunziava il suo trapasso.

Miei cari amici, resti anche nella vostra mente e nel vostro cuore, come memoria di questo grande Maestro cristiano, il quadretto dell'Addolorata per dirvi, col suo genio, la sua divozione alla Vergine Santa e ricordarvi che la « Regina dei Santi » è anche la « Madre dei Grandi », l' « ispiratrice del genio », la «musa dell'arte », ma soprattutto il conforto della nostra vita come gli disse bene la sua manna, ed il gran conforto della nostra morte, come disse il Ven. Domenico Savio a S. Giovanni Bosco nel celebre sogno del 6 dicembre 1876.

Vostro aff.mo Don GiuLivo.

GRAZIE attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di San Giovanni Bosco.

Guarita da setticemia. - Ai primi di gennaio u. sc. la mia figliuola, che frequenta come alunna interna l'Istituto Magistrale delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Torino, si ammalava aggravandosi precipitosamente. Il medico curante, dopo qualche giorno di dubbio, la dichiarò affetta da setticemia della forma più grave. La febbre si mantenne altissima per una settimana tenendo la paziente sospesa tra la vita e la morte e noi in angosciosa attesa. Le compagne interne, che partecipavano vivamente alla nostra trepidazione, pregarono con fervore San Giovanni Bosco perchè volesse conservare la compagna all'affetto dei parenti. E la grazia non si fece attendere, poichè il male si risolse nella forma meno attesa con meraviglia del dottore curante.

Oggi la mia bambina ha ripreso gli studi e continua a star bene.

Rendo pertanto pubbliche grazie a S. Giovanni Bosco, al quale promettiamo imperitura riconoscenza. In fede

Revigliasco d'Asti, 3 febbraio 1936.

COLOMBA NIVOLO.

Una bella grazia! - In casa mia. da molto tempo non c'era più pace. Ricorsi fiduciosa alla potente Madonna di D. Bosco con una fervorosa novena; con me pregarono altre pie persone, ed ecco che, proprio durante la novena precedente la cara solennità di Maria Immacolata, la persona molesta si trasferì altrove.

Riconoscentissima mando un'offerta per l'ampliamento del santuario di Valdocco.

Giaveno, 10-2-1936. MORELLO PAOLINA.

Un buon impiego. - Da tempo desideravo trovare un impiego di mio gusto. Ricorsi fiduciosa a Maria Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco ed ottenni di essere richiamata in un ufficio ove ero già stata per quattro anni. Riconoscente invio l'offerta promessa.

Abbiategrasso, 2-1-1936.

RIVOLTA TERESINA.

Salva mio marito dalla cecità. - Il 18 settembre 1934 mio marito fu operato nella Clinica Sanatrix di Torino: gli venne tolto il cristallino contenente la cateratta. Ma disgraziatamente, quattro giorni dopo l'operazione, mentre gli levavano i punti, mio marito si mosse causando una emorragia all'occhio che lo rese perfettamente cieco, essendo anche l'altro occhio affetto da cateratta.

Con pazienti cure il prof. Grignolo riuscì gradatamente a fare riacquistare la vista al l'occhio operato ma la pressione del sangue sulla retina la fece staccare e mio marito rimase completamente cieco. Alla cecità fisica si aggiunsero angustie spirituali quanto mai preoccupanti. Il professore tentò di riattaccare la retina, ma l'operazione, durata 40 minuti, non ebbe l'esito sperato. Affranta dal dolore io posi ogni mia speranza nell'intercessione di Don Bosco Santo presso Maria Ausiliatrice pregandola a guidare la mano del professore che il 5 novembre volle ritentare la prova di riattaccare la retina.

Iniziai con mio marito una fervorosa novena al novello Santo... e quando il professore tolse le bende, l'occhio operato eri guarito.

Mio marito cominciò a distinguere non solo un bagliore di luce ma persino il viso del dottore. Noi attribuiamo la buona riuscita all'intercessione di S. Giovanni Bosco ed all'aiuto del Signore perchè lo stesso professore ci disse che aveva ben poca speranza di un secondo riattacco.

In attesa di altre grazie,

Milano, 31-1-1936.   MARGHERITA COSTA.

Don Bosco ci ha salvato la figlia.-- La nostra Vittoria, di 10 anni, colpita nel marzo 1933 da otite cronica fu sottoposta a dolorosa operazione senza ottenere quel risultato che si sperava. Trasportata in seguito all'Ospedale Mauriziano di Torino, dopo 22 giorni di degenza, ecco svilupparsi la meningite che la ridusse in fin di vita. A nostra insaputa fu operata e d'urgenza una seconda volta ; ma le sue condizioni si fecero ancor più gravi. Chiamati telegraficamente accorremmo al suo capezzale. L'inferma nel delirio invocava Don Bosco e noi ci unimmo ad essa pregandolo pel corso dì una novena. Dieci giorni dopo la piccola era dichiarata fuori pericolo.

Riconoscenti adempiamo alla nostra promessa inviando l'offerta per due battesimi coi nomi di Vittoria e Agostina e promettiamo di aiutare ancora per quanto ci sarà possibile le Opere Salesiane.

Vezzo d'Alba, 30-1-1936.

GIACOMO e MARIA PORELLA.

Guarita da grave infezione. - L'8 ottobre scorso mentre attendevo a tagliare il riso mi feci un taglio profondo all'indice della mano sinistra. Poche ore dopo sopraggiunse l'infezione con alta temperatura. La notte del giorno 16, le mie condizioni si aggravarono tanto che corsi pericolo di morire.

Mia madre, devotissima di San Giovanni Bosco, ricorse alla sua intercessione, promettendo un'offerta e la pubblicazione della grazia se ci avesse esaudito.

Poche ore dopo la promessa fatta, già l'inferma accennava un leggero miglioramento che andò sempre più accentuandosi sino a guarigione completa.

Riconoscente per la ricuperata salute invio l'offerta promessa e piego pubblicare la grazia.

Cigliano, febbraio 1936.   ARBoRio RosINA.

Don Bosco stronca il male. - La mia Maria Luisa colpita da nefrite e difterite fu ricoverata all'ospedale di Sassocorvaro e dichiarata in pericolo di vita. Si temeva di dover ricorrere ad atti operatori ; ma, affidata la salvezza della bimba al novello Santo protettore della gioventù, egli inspirò al dottore curante alcune iniezioni colle quali n'ebbe immediato miglioramento seguito da guarigione perfetta.

Riconoscentissima

Sassocorvaro, 25-1-1936.

BALLABENE ANTONIO.

Salvato da certa morte. - Il 12 settembre u. s. mio cognato mentre in Palermo guidava un'automobile, colto da malore sbattè il capo contro i vetri del parabrise, riportando la commozione cerebrale e varie ferite. Stette in pericolo di vita per un buon mese e quando migliorò s'accorse d'aver smarrito la memoria e di non saper più nè leggere nè scrivere. Gli spedii una reliquia di Don Bosco Santo consigliandolo di applicarla subito alla testa e di pregare con fede. Pochi minuti dopo si notò che l'infermo aveva riacquistata la memoria, e in breve tenendo sempre su di sè la reliquia, riacquistò la primiera salute.

Torino, 31-1-1936.   NEGRI CELESTE.

Da mane a sera. - Nell'agosto scorso s'ammalò di febbre intestinale un mio bambino. Dopo otto giorni di febbre altissima cominciò ad accusare forti dolori ad una gamba. Temendo si trattasse di paralisi infantile mi rivolsi con fede a San Giovanni Bosco interponendo la sua intercessione presso Maria Ausiliatrice per ottenere dal Signore la grazia della guarigione. Una mia sorella al mattino mise nella culla del bimbo ,una reliquia di Don Bosco e alla sera venuto il dottore e visitato accuratamente il malatino dichiarò che era scomparso ogni sintomo di paralisi. Quindici giorni dopo il bimbo era completamente ristabilito.

Morsasco, 26-1-1936. ODDONE ADELAIDE.

Guarito da bronco-alveolite polmonare. - Il 2o dicembre dell'anno 1932 fui colto da forti dolori di spalle che segnarono l'inizio di una lunga malattia.

Il 28 gennaio 1933 subii una pericolosa operazione di appendicite che, data una forte perdita di sangue, mi lasciò una grande anemia.

Nel mese di agosto dello stesso 1933 eccomi sorpreso da una pleurite secca che nel gennaio del 1934 si cambiò in una completa bronco alveolite con lesioni polmonari. A quest'ora verserei in gravi condizioni, se non fossi ricorso alla grande intercessione di Don Bosco Santo.

Consigliato da una zelante Cooperatrice Salesiana, iniziai con fervore la novena in onore di M. Ausiliatrice consigliata da Don Bosco, e mi feci Cooperatore. Ripetei quindi la novena fino a quando (due mesi dopo) fui chiamato a compiere il mio dovere dì cittadino Italiano. Appartengo alla classe del 1911 e alla terza categoria. Partii sicuro di ritornare ; ma al distretto mi dichiararono abile. Fu allora che mi accorsi di aver ricevuto la grazia tanto invocata. A nulla valsero le mie insistenze, a nulla valse il certificato medico: fui dichiarato abile a tutti i servizi militari. La conferma della grazia l'ebbi quando, nei tre mesi che passai al reggimento, non ho risentito nulla dei grandi strapazzi che facevo. Tornato a casa in licenza straordinaria di tre mesi, ho cambiato vita completamente, fra la meraviglia dei miei familiari. Se prima ero loro di peso, ora sono di sostegno, perchè sopporto benissimo anche ì lavori più pesanti della campagna.

Ho avuto fede, e la fede mi ha salvato.

Ora io non finirò più di amare e ringraziare il Signore che mi ha reso la vita e Don Bosco che mi ha ottenuto la grazia. E per meglio riuscire mi sono iscritto ad un Oratorio Salesiano e mi son fatto socio di un'Associazione intitolata proprio a San Giovanni Bosco. Così avrò modo di fare un po' di apostolato fra i giovani, come voleva Lui.

Intanto invio una piccola offerta pro ampliamento del Santuario di Maria Ausiliatrice, e pro erigendo altare di San Giovanni Bosco.

Volterra, 6-3-1936.   Dev.mo in G. C.

COCIOGLI VITTORIO.

Guarisce da gravissimo male. - Il giorno 16 dicembre p. p. il nostro bambino Florio, di anni 2, sì ammalava gravemente; chiamato d'urgenza il medico condotto, dopo un consulto con un altro sanitario, diagnosticò trattarsi di difterite, alveolite gravissima, e ordinò l'immediato ricovero al Sanatorio di Albenga, ove ripetuti consulti con altri tre sanitari, malgrado il gravissimo stato del caro angioletto, mitigarono leggermente la diagnosi in bronco-polmonite e semi-difterite, senza tuttavia darla come sicura.

L'incertezza dei medici accrebbe la nostra angoscia sicchè ci rivolgemmo di tutto cuore alla SS. Vergine Ausiliatrice e collocammo nel lettino del piccolo infermo una immagine con la reliquia (ex indumenti) di S. Giovanni Bosco. Passarono alcuni giorni di penosa alternativa; poi il bambino guarì spontaneamente e completamente prima che i cinque dottori riuscissero a concordare nel definire la malattia.

Pieni di gratitudine preghiamo a pubblicare la grazia nel Bollettino ed a tenerci sempre da questo momento devotissimi cooperatori.

Bardineto (Savona), 14-3-1936.

ACHILLE e ANGELA BALBIS.

Guarito da tifo. - Un'affezione di tifo lento ma inesorabile, mi portò inconsapevole al periodo della crisi. Mi accorsi della gravità del male solo quando un consulto medico mi fece conscio del pericolo.

Passato il primo turbamento, risoluto e con vivissima fede, mi raccomandai al Sacro Cuore interponendo l'intercessione della Vergine Ausiliatrice e del nostro S. Fondatore per riacquistare la salute perduta.

Le preghiere dei confratelli e dei giovani interni ed esterni affrettarono l'aiuto divino.

Ora sono fuori pericolo, ho ripreso regolarmente il mio lavoro nel laboratorio con maggior gioia e lena di prima.

Aquila, Istituto S. Giov. Bosco, 12-3-1936.

IGINO MAZZOCCHI, Salesiano.

Scongiura la terza operazione. - Nell'autunno dell'anno scorso, fui colpito da un male violento ed improvviso, che mi costrinse a lasciare la casa e l'ufficio per portarmi all'ospedale, ove stetti quasi due mesi. Subii due volte un'operazione e quando pareva ch'io dovessi avviarmi verso la guarigione, ecco improvvisa la minaccia di un terzo malanno, con conseguente intervento chirurgico. Ma la terza operazione si presentava più difficile e pericolosa delle precedenti. Era troppo per le mie forze fisiche e morali ! Ed io allora invocai con ardore l'aiuto del Santo D. Bosco, pel quale nutro grande divozione. perchè mi ottenesse l'intercessione della Vergine Ausiliatrice per strappare al Signore la sospirata grazia. Inviai una mia congiunta al Santuario di Maria Ausiliatrice per far celebrare una Messa all'altare del Santo, ma poichè non avevano più ore disponibili ed il mio caso urgeva, si combinò di dirla all'altare della Madonna. Pensai che sarebbe stato di buon augurio. Intanto mi si portò una reliquia del Santo che posi subito sulla parte minacciata, e incominciai una novena col massimo fervore. Fu un vero prodigio! Il male cessò come per incanto il suo corso; la febbre, che avrebbe dovuto aumentare, diminuì in modo insolito e, dopo appena 48 ore, anzi in meno di due giorni, ero fuori pericolo e mi avviai sicuro verso la completa guarigione.

Riconoscentissimo mi recai al Santuario di Maria Ausiliatrice per ringraziarla e per ringraziare con Lei anche il Santo Don Bosco, facendo un'offerta per le sue Missioni.

Caselle Torinese, Febbraio 1936.

BIANO MARIO.

Guarito da bronco-polmonite. - Il mio bimbo di soli 18 mesi, nello scorso gennaio, si ammalò di bronco-polmonite. Data la gravità del male e i tristi pronostici del medico, invocai con fede l'intercessione del grande Santo Don Bosco e ne ottenni l'aiuto immediato. Il bambino cominciò a migliorare e guarì perfettamente.

Piena di riconoscenza ringrazio pubblicamente il Santo coi desiderio che altre mamme abbiano la gioia di esperimentarne la bontà paterna.

Casalcermelli, 2 febbraio 1936.

MARIA FERRARI.

Una bella grazia. - Il nostro caro Santo, che dedicò tutta la sua vita alla gioventù, ha dato a Mussolinia la prima prova tangibile della sua potente intercessione a favore del caro bimbo Memi di 6 anni.

Il piccino colpito da una polmonite, con minaccia di complicazioni, che protrasse la crisi oltre l'usato, per parecchi giorni tenne in trepidazione il nostro distinto sanitario Dottor Ferrari, che lo curò con amore di padre, ed i suoi genitori, ragioniere Orecchia e consorte. Noi Salesiani ci rivolgemmo coi nostri oratoriani al SS. Cuore di Gesù pregandolo per intercessione della Vergine SS. Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco. a salvare il bambino al più presto possibile e ponemmo la reliquia del Santo sotto il suo guanciale. L'effetto fu immediato.

Il malato potè subito assopirsi in un lugo sonno tranquillo non ostante la febbre alta, e questa cominciò a scendere rapidamente in pochi giorni lasciandolo completamente guarito. I genitori, al colmo della gioia per la grazia ottenuta, rendono le più vive grazie al Santo della gioventù, e come tributo di gratitudine mandano un'offerta per l'erigendo altare dedicato al Santo.

In fede

Mussolinia di Sardegna, marzo 1936.

Sac. RIPOLI LuIGI, Salesiano.

Guarisce la nostra bambina. - L'anno scorso la nostra Pasqualina s'ammalò di gastro-enterite complicatasi in seguito ad altre malattie. Quando la vedemmo in fin di vita facemmo fiducioso ricorso all'intercessione di S. Giovanni Bosco perchè ce la salvasse, e fummo tosto esauditi. L'inferma cominciò a migliorare e riacquistò rapidamente la primiera salute. Sia sempre ringraziato il Santo protettore dei bambini.

Montebello di Guarene, 18-2-1936.

PELASSA PASQUALE e famiglia.

Grazia prodigiosa. - Il 3 novembre u. S. il mio nipotino Eugenio, di 2 anni, fu colpito da meningite acuta e ricoverato all'ospedale ove i dottori assicurarono che se anche si fosse salvato, sarebbe rimasto difettoso. Affidammo la guarigione dell'infermo alla potente intercessione di Don Bosco Santo e le nostre speranze non andarono deluse perchè, dopo due settimane, Eugenio ci venne restituito sano e salvo, e, quello che più conta, senza alcuna conseguenza del male sofferto. La bontà del nostro Santo protettore ci ottenne che anche il padre e la madre del miracolato degenti all'ospedale potessero ritornare a casa pochi giorni dopo.

Riconoscentissimo

Chicago Ill., 7-2-1936. MAZZUCCA LUIGI.

Guarito da laringite acuta. - Il nostro Roberto, di 15 mesi, s'ammalò di laringite acuta complicata con bronchite e, nonostante le sollecite cure, s'aggravò tanto che si temeva di perderlo. Ma S. Giov. Bosco vegliava paternamente su di lui, e accogliendo le nostre suppliche, in pochi giorni ci ottenne dal Signore la completa guarigione.

Con infinita riconoscenza.

Loco di Rovegno, 13-3-1936.

ISOLA GIOVANNI e LAURA, coniugi.

Intervento efficace. - Nel gennaio scorso mio fratello s'ammalò di polmonite doppia. Il caso era gravissimo, ma non mi smarrii d'animo. Ricorsi fiduciosa alla potente intercessione dell'Aiuto dei Cristiani e del suo fedel servo Don Bosco Santo e fui prontamente esaudita, perchè l'infermo cominciò a migliorare e si ristabilì quindi assai bene in salute. Ora attendo dai miei Intercessori un'altra grazia che interessa una persona cara.

Arcole, 2-2-1936.   PADOVANI ANGELINA.

Don Bosco Santo protettore dei disoccupati. - Mio marito s'era trovato improvvisamente senza lavoro, e il mio primo pensiero fu quello di raccomandare alla intercessione del nostro Santo una nuova e decorosa sistemazione. Pregammo sempre fiduciosi per un anno e mezzo e finalmente mio marito vinse un concorso pubblico e nello stesso giorno in cui avrebbe dovuto iniziare il nuovo servizio gli fu pure offerto un altro buon impiego... Ci rivolgemmo con maggior fiducia ancora a Don Bosco ed Egli ispirò a mio marito la scelta migliore.

Riconoscentissima

Gallicano, 27-2-1936.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco:

Frascari Concetta (Crocetta di Castel Guelfo) per la protezione e assistenza paterna prestata alla figlia che, colpita da paralisi infantile, riacquistò completa salute.

Artana Bonissone Giuseppina (Spineto Scrivia) per l'ottenuta guarigione da un malore improvviso.

Cocito Tersilla (Agliano) per essere stata liberata, dopo tre anni di sofferenze, da un grave malanno.

Teneriello Concetta (Napoli) per essere stata liberata da fortissimi dolori allo stomaco al contatto di una reliquia di S. Giov. Bosco.

Antonietti Crotti Teresina (Crema) per segnalatissima grazia ricevuta.

F. A. (Roma) per ricuperata guarigione di una gamba ch'era stata ridotta alla quasi completa immobilità.

Bellotti Rosa (Vicolungo) per grazia ricevuta; invoca la protezione del Santo sul figlio Luigi.

Ferraris Giovanna (Vercelli) per la protezione prestata al piccolo Giovanni salvandolo tre volte da certa morte.

Floreani Pignolo Speranza per aver potuto trovare lavoro pel marito e pel figlio.

Suor Paolina (Torre Pellice) per ricuperata vista e per guarigione di altra suora da un cancro facciale giudicato inguaribile dall'arte medica.

Bisio Rosa (Genova) per essere stata preservata da gravi complicazioni minacciate da una contusione al ginocchio.

N. N. per segnalatissima grazia spirituale ottenuta.

Un'insegnante di Lisanza di Sesto Calende (Novara) dichiara d'aver ricevuto da Maria Ausiliatrice per intercessione di S. Giovanni Bosco, la grazia insperata del buon esito di una visita medica fiscale rigorosa Latta da due medici militari.

F. J. per grazia ottenuta, in attesa di altra grazia, con promessa di offerta per l'altare di S. Giov. Bosco.

Baldo Olga da Aldeno (Trento) per la rapida guarigione della figlia Silvana da bronco-polmonite.

Ester Motta Savi da Agazzano (Piacenza) per la guarigione della figlia Carla, di otto mesi, da gravissima polmonite infettiva, e per molte altre grazie, in attesa di una straordinaria.

Augusta Pavesio De Benedetti da Acqui (Alessandria) per il buon esito dell'operazione di appendicite e peritonite subita da una sua bambina di anni 9.

Intonti Caterina da Napoli per guarigione della sorella Gina da un grave ascesso alla gola, senza operazione, al contatto d'una immagine di S. Giov. Bosco, in due giorni di preghiere alla Vergine Ausiliatrice.

Milani Maria per guarigione della frattura di un tendine del piede destro, evitando perfino l'ingessatura già decisa dai medici.

(Continua in copertina).

LANTINI FAUSTA.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

FARINA Don CARLO Sac., da Valle Lomellina, † a Torino, S. Giovanni Evangelista, il 7 marzo 1436, all'età di anni 83.

Era ormai il decano dei Figli di Don Bosco, cresciuto e formato alla scuola del Santo.

Nato il 23 agosto 1852 era infatti entrato all'Oratorio Salesiano di Torino nel gennaio del 1866, per essere tutto e sempre di Don Bosco. Salesiano, rimase all'Oratorio negli anni scolastici 1871-72 e mentre attendeva ai suoi studi e alle prime assistenze superò gli esami di licenza liceale e frequentò matematica alla R. Università di Torino che incominciò poi ad insegnare nel Collegio di Borgo S. Martino. Il 3 ottobre 1875 ricevette l'ordinazione sacerdotale da Mons. De Gaudenzi, Vescovo di Vigevano, a Sannazzaro dei Burgondi, presente D. Bosco, e nel 188o fu eletto primo Direttore del Collegio di Penango Monferrato. La fiducia del Servo di Dio Don Michele Rua lo richiamò a Torino nel 1889 per la direzione della Casa Madre, donde nove anni dopo passò alla Direzione dell'Ospizio del S. Cuore in Roma.

Le prove di prudenza, di bontà e di zelo date nelle delicate mansioni lo indicarono ai Superiori per un campo di responsabilità e di attività più vasto e più importante, in cui egli lavorò con fervore di bene e con largo successo: il governo dell'Ispettoria Emiliana dal 19o2 al 19o8, della Traspadana dal 1908 al 1911 e finalmente dell'Ispettoria Lombardo-Veneta dal 1911 al 1919. In questo lungo e poderoso lavoro egli diede il più e il meglio delle sue forze. Ridotto il peso della responsabilità dal 1919 al 1925, prodigò i tesori della sua esperienza nella formazione delle nuove reclute della Società Salesiana nella direzione dei Noviziati di Ivrea e di Foglizzo, e chiuse questo ciclo festeggiando in mezzo all'affetto dei suoi figli spirituali le nozze d'oro sacerdotali. Onusto di benemerenze passò ancora alla direzione della Casa di Mathi nella cura spirituale delle mamme dei Salesiani colà raccolte, finchè nel 1932 raggiunse l'Istituto di S. Giovanni Evangelista per l'ultimo triennio della sua vita preziosa coronato dalla messa di diamante che celebrò nell'intimità della famiglia religiosa il 3 ottobre u. sc. Un attacco di influenza ne prostrò le forze chiamandolo al premio in Paradiso.

MANZELLA D. CARMINE, sac. da Romagnano al Monte (Salerno),† a Porto Chester (S. U. America) il 5-1-1936 a 63 anni di età.

Accolto fanciullo all'Oratorio di Torino da S. Giovanni Bosco, si legò per sempre alla Società Salesiana esercitando un fecondo apostolato in Italia ed all'estero negli Stati Uniti ove una santa morte coronò la sua-vita preziosa.

DO VANO ONORINO, ch. da Cortandone (Asti),† a Buenos Aires (R. Argentina) il 25-VI-1935 a 23 anni di età.

CARDENAS EMMANUELE, coad. da Sanlúcar La Mayor (Spagna), † il 29-II-1936 a San José del Valle (Spagna) a 75 anni di età.

Una delle prime Figlie di M. Ausiliatrice:

SUOR ROSALIA PESTARINO. Si spense serenamente, nell'Istituto N. S. delle Grazie a Nizza Monferrato, l'11 marzo u. s. all'età di 87 anni.

Nipote dell'indimenticabile Don Domenico Pestarino, ricevette ottima educazione in uno degli Istituti religiosi di Ovada; a 25 anni, fu ammessa da S. Giovanni Bosco e da Madre Maria Mazzarello, a vestire a Mornese l'abito del nuovo Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Ancora novizia, fu a Torino per conseguirvi il diploma di abilitazione all'insegnamento elementare, riuscendo così la prima maestra dell'Istituto.

Prodigò i tesori della sua intelligenza e del suo cuore, prima alle bambine esterne di Mornese, sotto la guida dell'allora Don Giacomo Costamagna, poi Vescovo titolare di Colonia; e in seguito alle fanciulle di Bordighera, insidiate nella loro fede dall'attiva propaganda settaria, contro la quale S. E. il Vescovo di Ventimiglia aveva invocato lo zelo dei Figli e delle Figlie di S. Giovanni Bosco.

Dal 1878 al 1894, resse, come Direttrice piena di carità e di zelo, mantenendole nel più schietto spirito salesiano, le Case di Chieri, Bordighera, Gattinara, Casale Monferrato; finchè, chiamata a Nizza Monferrato, come Segretaria Ispettoriale e locale, vi trascorse ben 42 anni, nell'esercizio della più profonda umiltà e della carità più soave verso Consorelle ed alunne, per le quali aveva attenzioni delicatissime, accompagnate sempre dall'angelico sorriso, che conservò luminoso fin sul letto di morte.

La sua serena dipartita trasporta dalla terra al Cielo uno dei primi membri e una delle figure più caratteristiche dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Cooperatori defunti:

BLANDINO GIOVANNI, † a Torino il 12 gennaio u. s. Fratello del nostro D. Mario, missionario nel Mato Grosso (Brasile), aveva consacrato la sua giovinezza all'Azione Cattolica prodigandosi con zelo esemplare nell'Associazione dell'Oratorio festivo di Valsalice. La soda virtù acquistata lo rese padre modello e valido cooperatore dell'Opera salesiana fino al termine della vita.

CAZZAROLI Dott. GIUSEPPE, † a Verona il 28 novembre 1935. Per quarant'anni, fin dalla fondazione, più che medico fu padre per l'Istituto Salesiano di Verona. Come padre l'ebbero superiori ed alunni che godettero in tanti anni delle cure amorose e gratuite della sua scienza ispirata sempre alla fede ed alla carità cristiana. E più che padre fu per l'Istituto in ore trepide ed angosciose, provvidenzialmente trascorse. Cattolico fervente e clinico distinto godette la benevolenza di Pio X e la stima di tutta la cittadinanza veronese. La sua figura sorride ora agli allievi dal pio ricordo inaugurato dagli ex-allievi nell'ultimo convegno; ma l'anima sua aleggia sempre nell'Istituto, esempio e conforto d'elette virtù.

Contessa TERESA ARBORIO MELLA nata Balbo di Vinadio, † a Torino il 26-2 u. s. La nobiltà dei natali arricchì dei meriti d'una vita esemplarmente cristiana informandosi alle tradizioni dell'illustre Casa che ebbe sempre per Don Bosco la più alti venerazione e per le Opere sue la più fervida cooperazione.

SCIORTINO Don DOMENICO Arciprete di Altofonte (Monreale), † il 30-11-1935. Sacerdote secondo il cuore di Dio, sopportò con cristiana rassegnazione la lunga e grave malattia che lo trasse alla tomba. Decurione, fu fervente ammiratore e cooperatore delle Opere salesiane, prodigandosi generosamente per l'Istituto locale.

TAGLIAROL ERMENEGILDO, † a Zompicchia di Codroipo a 63 anni di età. Ex-allievo affezionato, fu fervente cooperatore, devotissimo di Maria Aus. e di S. Giovanni Bosco.

BISI GUGLIELMO, † a Faenza il 2-3-1936 a 62 anni di età. Padre esemplare, seppe crescere ed educare cristianamente ben dieci figliuoli, due dei quali offerse a Don Bosco nella Società Salesiana ed uno al Clero secolare in Diocesi.

Altri Cooperatori defunti:

Agolini Giovanni, Pomezzana (Lucca) - Aimo Luigia in Pensa, Mondovì (Cuneo) - Angeli Luigi, S. Tommaso (Udine) - Ardino Luigi, Monticello d'Alba (Cuneo) - Arfinetti Delfina, Torino - Baietto Avv. Giovanni, Zubiena (Vercelli) - Battezzato Vincenzo, Pomaro Monf. (Alessandria) - Bellone Costanza, Solero (Alessandria) - Bettoni Pietro, Vigolo (Bergamo) - Bocelli Teresa, Chiari (Brescia) - Bona Bartolomeo, Monticello d'Alba (Cuneo) - Botto Luigi, Settimo Vittone (Aosta) - Bottos Arcangelo Barco di Pravisdomini (Udine) - Brugnetti Tassetti Caterina, Petosino (Bergamo) - Brunetti Maria ved. Morandi, Argenta (Ferrara) - Cantino Giovanni e Giuseppina, Frinco (Asti) - Cantù Giuseppina, Arena Po (Pavia) - Casolari Maria, Sassomorello (Modena) - Castiglioni Angelo, Roè Volciano (Brescia) - Cataldi Bianca, Genova - Cerri Rosa, Rezzoaglio (Genova) - Cislaghi Cav. Sublio, Grosseto - Contarin Antonio, Loria (Treviso) - Contessotto Antonio, Cimadolmo (Treviso) - Debernardi Eugenio, Zubiena - Di Lenarda Benedetto, Coderno (Udine) - Della Rocca Colonn. Alessandro, Savona - Dell'Olivo Giuseppe, Feltre (Belluno) - Duchi Canonico Gaetano, Grosseto - Eula sor.le fu Giuseppe, Roccaforte di Mondovì - Fava Antonio, Caravino (Aosta) - Fioravanti Francesco, Fiumata (Aquila) - Fracassi Teresa, Villanova Canav. (Torino) - Franci Leonida, Grosseto - Galluzzi Angelo, Milano - Gamba Giuseppe, Monticello d'Alba (Cuneo) - Castaldi Ottavina, Borghetto d'Arroscia (Imperia) - Castaldo Giuseppe, Torino - Gentini Giovanna, Cassolnovo (Pavia) - Ghisletta Serafina, Chironico (Svizzera Ticino) - Giacomoni Vincenzo, Montebello (Forlì) - Gianoli Caterina, Omegna (Novara) - Giorda Angela, Almese (Torino) - Girardelli Francesca in Filipponi, Arena Po (Pavia)_ - Goletti Marianna, Torino - Grassi Matilde ved. Dones, Novazzano (Svizzera Ticino) - Guerinoni Caterina in Perani, Leffe (Bergamo) - Ilardi Rosario, Cerda (Palermo) - Lanzarotti Luigi, Paola (Cosenza) - Leporati Stefano, Casale Monf. (Alessandria) - Lobasso Antonietta, Iseo (Brescia) - Lupano Antonietta ved. Castelletti, Borgo S. Martino (Alessandria) - Lupo Federico, Torino - Mangiante Don Gerolamo, Genova - Manovali Santa, Vobarno (Brescia) - Marchino Teol. Don Pietro, Torino - Marchisio Angelina, Villafalletto (Cuneo) - Marino S. Giovanni, Trapani - Masinelli Don Giovanni, Urago D'Oglio (Brescia) - Martelli Elisabetta ved. Martelli, Romentino (Novara) - Musuraca Cecilia ved. Incutti, Stilo (Reggio Cal.) - Muttoni Maria m. Selva, Cortabbio (Como) - Muzio Luigia ved. Morbello, Casale Monf. (Alessandria) - Muzio Umbellina, Frassineto Po (Alessandria) - Nan Annetta, Calizzano (Savona) - Paesano Franco, Atri (Teramo) - Pavoni Margherita, Pescantina (Verona) - Perfumo Pietro, Rocca Grimalda (Alessandria) - Piacentini Maria, Barga (Lucca) - Pianaro Domenico, Bassano del Grappa (Vicenza) - Picchi Giuseppe, Sairano (Pavia) - Pignone Emilia, Carcare (Savona) - Pinaglia Giuseppina, Ceppomorelli (Novara) - Pomella Clara, Galliate (Novara) - Porro Alessandro, Monticello d'Alba (Cuneo) - Porro Felice, Monticello d'Alba (Cuneo) - Ravagnan Ermenegilda, Chioggia (Venezia) - Revelli Giovanna, Marsiglia (Cuneo) - Ricaldone Agostino, Mirabello Monf. (Alessandria) - Riva Massimo, Chiusa S. Michele (Torino) - Rodolfi Pietro, Monopoli (Bari) - Rota Giovanni, Borgo S. Martino (Alessandria) - Rusca Antonio, Pralafera (Torino) - Salvi Laura, Monticelli Pavese (Pavia) - Silvi Agostino, S. Frediano a Sèttimo (Pisa) - Stuardi Anna ved. Cunino, Villanova d'Asti (Asti) - Tamburri Don Pasquale, Isernia (Campobasso) - Tassi Maria ved. Giuffra, S. Stefano d'Aneto (Genova) - Vuillermoz Silvano, Perloz (Aosta) - Zan Emilia Beata, Pratolino (Firenze) - Zanetti Giovanni, Fossalta di Portogruaro (Venezia) - Zani Marietta, Valnegra (Bergamo) - Zanotto Primina, Varengo (Alessandria) - Zerneri Giovanni, Sabbio Chiese (Brescia).