PERIODICO MENSILE PER I COOPERATORI DELLE OPERE E MISSIONI DI S. GIO. BOSCO

Anno LX - N. 9 - SETTEMBRE 1936 - XIV

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - Dalle nostre case: Castelnuovo Don Bosco, Torino, Ivrea. - Azione Salesiana. - Un'enciclica del Papa sul cinematografo. - Dalle nostre Missioni: Cina, India-Assam, Giappone. - Grazie. - Lettera di Don Giulivo. - Necrologio.

Benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici,

Avrete appreso anche voi con animo costernato le stragi raccapriccianti, compiute da anarchici e sovversivi, che hanno insanguinato la Spagna negli scorsi giorni, seminandovi la distruzione e la morte, saccheggiando ed incendiando chiese ed istituti, massacrando sacerdoti, religiosi, suore ed onesti cittadini, colpevoli solo di amare Iddio e di amare il prossimo, di far del bene.

La furia satanica ha preso di mira anche le opere nostre che raccoglievano, ospitavano ed educavano colla carità di Cristo migliaia e migliaia di orfani, di giovani poveri ed abbandonati. I nostri Oratori, le nostre Scuole Professionali rigurgitavano di figli del popolo, di operai.

Ed è col cuore straziato dal più acerbo dolore per le vittime già fatte e collo spasimo della più ansiosa trepidazione per l'avvenire di tanti poveri figliuoli, che vi comunico l'eccidio di quindici Salesiani, omai accertato. Temiamo inoltre che tutto il personale della casa di Malaga sia stato barbaramente assassinato e che altri ancora abbiano subito la stessa sorte. L'Ispettore di Barcellona, D. Giuseppe Calasanz, prima incarcerato con altri 37 confratelli, venne poi inumanamente trucidato. I Salesiani e le Suore di Maria Ausiliatrice di 35 Case, tutti dispersi, e perseguitati a morte. Di altre 40 Case, si teme che non poche siano state sorprese dall'incendio e dal saccheggio. Altri particolari apprenderete forse dai giornali mentre si stampa questo "Bollettino". Nel comunicarvi queste prime strazianti notizie, io invoco con tutta l'anima, in nome di Dio, di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, il soccorso delle vostre preghiere a favore non solo dei nostri Istituti, dei 750 Salesiani, delle 25o Figlie di Maria Ausiliatrice, dei nostri cari Cooperatori e delle nostre pie Cooperatrici, dei nostri Allievi ed Exallievi, perseguitati unicamente per l'onestà della loro vita, per la pratica della Religione e per l'esercizio della carità cristiana; ma anche per tutti i Vescovi e Prelati, per tutti i Sacerdoti e Religiosi, per tutte le Suore e per tutti i buoni di quella sventurata Nazione che in altri tempi scrisse pagine così gloriose nella storia del mondo e della Chiesa Cattolica.

Preghiamo, preghiamo molto, perchè presto torni a risplendere sul suolo irrigato dal sangue di tanti martiri l'iride della pace nel trionfo della fede e della carità di Cristo.

Torino, 10 agosto 1936.   Vostro aff.mo in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE, Rettor Maggiore.

SOTTO LA CUPOLA DELL'AUSILIATRICE

Sacre Ordinazioni.

La prima domenica di luglio fu consacrata anche quest'anno alle solenni sacre Ordinazioni dei sacerdoti e dei suddiaconi del nostro Istituto Teologico Internazionale. La funzione svoltasi in tutta la pompa del rito, attrasse una folla di parenti e di fedeli alla basilica di Maria Ausiliatrice. La tenne anche quest'anno l'Em.mo Cardinale Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati il quale ebbe la consolazione di ordinare sessantasette Sacerdoti e ventinove Suddiaconi, appartenenti alla diverse Nazioni dell'antico e del nuovo Continente.

Lungo la settimana i novelli sacerdoti si succedettero a celebrare le loro prime Messe all'altare dell'Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco. Particolare solennità assunsero la festa del Sacro Cuore, trasferita al giorno 19, e quella di Sant'Anna, il giorno 26.

Il 26, si chiuse anche l'anno scolastico e professionale dei nostri alunni interni, studenti ed artigiani, colla tradizionale solennità impressa ancora da Don Bosco Santo. Funzioni di ringraziamento e Comunione generale in Basilica, quindi premiazione nel salone-teatro.

In poche ore i seicento giovani lasciarono l'Oratorio per trascorrere le vacanze colle proprie famiglie. Un discreto numero di quarta ginnasiale e dell'ultimo corso professionale, durante gli esercizi spirituali nell'Istituto di Valsalice, risposero alla vocazione del Signore domandando di far parte della Società Salesiana.

I treni popolari portarono al Santuario numerosi pellegrini nei giorni festivi; ma anche nei giorni feriali l'Oratorio fu sempre animato di visitatori che si trattenevano in devota preghiera presso l'altare di Maria Ausiliatrice e l'urna di S. Giovanni Bosco, poi s'indugiavano ad ammirare i lavori di ampliamento e nella visita delle camerette abitate dal Santo. Fra gli ospiti più illustri ricordiamo S. E. Mons. Petroni vescovo di Melfi, Rapolla e Venosa; S. E. Mons. Thévenond, Vicario Apostolico del Ouagadougan col Superiore generale dei Padri Bianchi; S. E. Mons. Rodié, Vescovo di Ajaccio (Corsica).

Dei pellegrinaggi in comitiva, il gruppo delle Giovani Italiane di Pavigliano; quello dei parrocchiani di Villa San Secondo, col loro Parroco; 8o pellegrini da Savona col Parroco di S. Francesco da Paola; le Fiduciarie dei

Fasci Femminili dell'Italia Meridionale; e vari pellegrinaggi francesi: giovani Oratoriani di Vincennes (Parigi), Esploratori Cattolici di Mamers (Serthe), la IX squadra dei Giovani Esploratori Cattolici di Lione, un gruppo di Guides pure di Lione, un altro gruppo di Giovani Cattolici in bicicletta, Esploratori Cattolici di Besançon, pellegrini da Ambreu e da Nizza Marittima. Infine, un bel pellegrinaggio dall'India, della archidiocesi di Bombay.

I lavori di ampliamento.

Eseguite le opere di consolidamento alla vecchia costruzione, completato lo scavo nella zona riservata alla cupola sul presbiterio, s'iniziò il getto armato di fondazione, costituito da quattro piastre eccentriche, portanti i quattro pilastri d'angolo. Ogni piastra misura 25 mq. ed è collegata da travate alte m. 1,6o.

L'armatura di ferro impiegata per tutto il sistema di fondazione è di 170 quintali. Ci vollero ben 215 mc. di calcestruzzo, coll'impiego di 645 quintali di cemento.

Venne intanto ultimato anche il solaio che copre la sagrestia, dell'ampiezza di 15o mq. ed i getti sui locali di deposito per gli arredi sacri. Procede l'elevazione dei muri perimetrali e l'armatura dei solai sopra le gallerie.

DALLE NOSTRE CASE

ITALIA. - Castelnuovo Don Bosco. - Un pellegrinaggio memorando.

L'ameno colle dei Becchi è omai mèta di numerosi pellegrinaggi che settimanalmente trasportano alla casetta natia del nostro Santo ed all'annesso santuario di Maria Ausiliatrice visitatori da varie parti d'Italia ed anche dall'Estero. Oltre ai lavori di abbellimento ed alla cordiale ospitalità che lo rendono caro e grazioso, accrescono il fascino le sacre funzioni che si svolgono con edificante fervore e le festose accoglienze che sanno improvvisare i nostri Aspiranti Catechisti Missionari che colà si temprano all'apostolato. Da alcuni mesi hanno inaugurato anche la scuola di banda e sanno già rendere ottimi servigi.

Dal registro dei visitatori si rileva con piacere la prevalenza di insegnanti ed alunni delle pubbliche scuole e di tanti Istituti di educazione. Segno evidente dell'alto apprezzamento del Santo Educatore e Patrono speciale della gioventù. I limiti dello spazio ci vietano di darne anche solo l'elenco; ma non possiamo tacere del pellegrinaggio imponente degli Insegnanti della provincia di Asti che il 9 giugno u. s. convennero cogli Ispettori proff. Zucchelli e Nicoletti, colla Direttrice delle scuole di Asti, proff.essa Martinetti, e col Direttore Didattico della zona, prof. Falabrino, al Santuario per ringraziare il Signore della vittoria trionfale accordata all'Italia nell'Africa Orientale.

II gesto fu corona di un nobile voto. Il 1° luglio dello scorso anno, infatti, era salito al colle privatamente S. E. il Ministro della Educazione Nazionale, il Quadrumviro Conte Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, e, sorpresi nel santuario i bimbi e gli Insegnanti delle Scuole elementari di Frassineto Po, aveva pregato con loro, lasciando infine un prezioso autografo che diceva così: Gli Insegnanti ed i bimbi di Frassineto Po visitano oggi i luoghi di Don Bosco Santo della Patria rinnovata. Hanno trovato il Ministro che ha pregato con loro perchè l'Italia Fascista raggiunga gloriosamente i termini che ha segnato a Lei la Divina Provvidenza.

Chiuso l'anno scolastico, prima di separarsi per le vacanze, gli Insegnanti della provincia di Asti vollero ringraziare pubblicamente il Signore ed il Santo Don Bosco per la benedizione concessa proprio a queste preghiere. Delicato pensiero, che tornò sommamente gradito al Ministro dell'Educazione Nazionale. Dopo aver assistito alla santa Messa, trascorsero tutta la giornata in quei santi luoghi, animandosi a vicenda alla grande missione dell'educazione col ricordo eloquente degli esempi del Santo. Nel pomeriggio giunse sul colle anche il Podestà di Castelnuovo col Segretario Politico, ed i nostri Aspiranti Missionari offersero alle Autorità ed agli Insegnanti un simpatico trattenimento musico letterario nel corso del quale D. Favini portò da Torino il saluto e l'adesione del Rettor Maggiore e rievocò rapidamente la figura di Don Bosco educatore e patriota illustrando i delicati uffici svolti nell'ora del Risorgimento per la cristiana grandezza della Patria nostra.

Ricevuta la benedizione del SS. Sacramento, gli Insegnanti lasciarono il colle col cuore pieno di sante emozioni e di nuovi propositi.

- Torino. - Oratorio S. Paolo.

L'Associazione Giovanile di Azione Cattolica del nostro fiorente Oratorio S. Paolo ha promosso una solenne celebrazione del XIX centenario della conversione dell'Apostolo, che riscosse l'adesione della Federazione Diocesana Torinese ed ebbe pieno successo. Oratori ben noti nel campo dell'Azione Cattolica illustrarono la figura dell'Apostolo S. Paolo con una serie di conferenze coronate dal prof. Marconcini. I giovani dell'Oratorio si disposero spiritualmente con un apposito triduo, e tutta la popolazione della parrocchia di Gesù Adolescente colle sacre Quarantore. Tra il fervore di preparazione spirituale fu ultimata anche la decorazione della cappella dedicata al Santo Patrono col ricchissimo altare di marmo, munifico dono della famiglia del comm. Giuseppe Ferreri in memoria del figlio geom. Natale, uno dei primi allievi dell'Oratorio, stroncato nel fiore della giovinezza da una violenta malattia. La benedizione del quadro del Santo fu riservata al nostro Rettor Maggiore, il quale, la mattina del 28 giugno, fu accolto affettuosamente dai giovani schierati all'ingresso dell'Oratorio coi rappresentanti delle associazioni cittadine, a suon di banda. Dopo un devoto indirizzo del presidente geom. Guido Ferreri, il sig. Don Ricaldone entrò in chiesa e celebrò la Santa Messa distribuendo la Comunione generale. Il vasto tempio era gremito. Il Rettor Maggiore indirizzò quindi la sua parola dal pulpito incitando i giovani all'imitazione dell'Apostolo S. Paolo colla pratica delle virtù caratteristiche: la purezza, lo zelo nell'apostolato dell'Azione Cattolica, e la devozione al Papa. Benedisse il quadro del Santo, rivolgendo una parola di particolare conforto e di viva gratitudine alla famiglia Ferreri, e coronò la cerimonia impartendo a tutti la benedizione di Maria Ausiliatrice. Chiuse il ciclo delle manifestazioni l'Em.mo Cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati nell'ampio teatro affollato di giovani, colla distribuzione dei premi delle gare di Religione.

- Ivrea - Una via intitolata a San Giovanni Bosco.

Risanata ed abbellita l'antica «via Valentino » che corre lungo l'Istituto Missionario « Card. Cagliero », il Podestà comm. Giulio Viassone, la volle intitolare al nostro Santo Fondatore. E i cittadini, devoti di S. Giovanni Bosco, plaudendo al nobile gesto, accorsero numerosi alla solenne inaugurazione che chiuse la festa di Maria Ausiliatrice, la domenica 31 maggio. A notte, una pittoresca fiaccolata, dopo la benedizione impartita dal Curato della Cattedrale can. prof. D. Borra, vi portava in trionfo il quadro del Santo, seguito dal Podestà, dalle autorità e dal popolo, mentre i nostri Aspiranti Missionari levavano al cielo preghiere e canti, accompagnati dalle note della banda musicale.

Azione Salesiana.

Il 5 dicembre u. s. s'imbarcava a Genova S. E. Mons. Coppo, vescovo salesiano, per un turno di sacre missioni negli Stati Uniti che lo tenne impegnato fino ai primi dello scorso giugno. Incominciò il suo ministero in alto mare, celebrando, il giorno dell'Immacolata, una solenne funzione propiziatoria per l'Italia nostra nella cappella del Rex, alla presenza di ufficiali, marinai e passeggeri; e la chiuse ancora in mare nel viaggio di ritorno con una conferenza missionaria a bordo. Non potendo seguire passo passo il suo lungo itinerario, ci limitiamo ad accennare le tappe principali. Fatto centro a New York, ove egli predicò a più riprese nelle chiese di Maria Ausiliatrice, della Trasfigurazione, di santa Maria, dei Sacri Cuori, di sant'Antonio e di san Domenico, e tenne anche una conferenza speciale ai soci dell'Unione Don Bosco della Capitale, trascorse quindi pei diversi Stati di Nuova jersey, Missouri, Ohio, Pensilvania, Massachusset ed, oltre alla sacra predicazione, tenne conferenze salesiane: a Paterson, nella chiesa di sant'Antonio; a Port Chester nella chiesa del Rosario; a Brooklin nella chiesa di santa Rosalia; a Boston nella chiesa del Sacro Cuore; a Newark; a Forest Hill; a St.Louis nelle chiese di sant'Ambrogio, di san Carlo e di Maria Ausiliatrice; a Cleveland; a Buffalo; a Pittston; a Summit; ad Union City nella chiesa di sant'Antonio; a Revere; ad Atlantic City. Dettò interi corsi di missioni a Port Chester, a Newark, a St. Louis, e a Lorain.

A Salem, a Lorain e a Cincinnati nella chiesa del Carmine, benedisse nuove statue di S. Giovanni Bosco; a New Rochelle eresse la Via Crucis; a St. Louis fondò l'Unione Ex-allievi.

A Malom New York assistette all'inaugurazione della chiesa dedicata al nostro Santo, che con quella già inaugurata a Chicago dimostra il grande sviluppo della divozione suscitato in questi anni.

Sbarcato a Genova il giorno 6, tenne infine la conferenza salesiana, il giorno seguente, a Sampierdarena.

Il nostro confratello don Antonio Fasulo, nella sua instancabile propaganda, dopo l'apoteosi di don Bosco, ha preso opportunamente ad illustrare, con interessanti proiezioni, la figura e le opere del nostro Santo alla luce della gloria.

Le sue conferenze, promosse da scelti comitati con a capo le Autorità ecclesiastiche e civili, hanno avuto dovunque esito consolante.

Negli ultimi giri di propaganda ne ha tenuto: il 10 maggio a Mede, nel salone dell'Asilo; il 12 a Mortara, nel teatro dell'Oratorio San Luigi; il 19 a Crusinallo, nell'Istituto San Giuseppe per il pubblico, il 20 per le scolaresche; il 21 ad Abbiategrasso, nel teatro dell'Oratorio maschile; il 28 a Valenza Po, nel teatro dell'Oratorio e il 29 nel teatro civico, in occasione delle feste di S. Giovanni Bosco che a Valenza si svolsero solennissime pel corso d'un'intera settimana; il 3o a Caltignaga, nel salone parrocchiale; il 31 a Monza, nell'Oratorio del Redentore, dopo aver tenuto la conferenza ai cooperatori nella chiesa di S. Pietro Martire; il 4 giugno a Gravellona Toce, nel Cinema del Littorio; il 5 ad Omegna nel teatro degli Uomini di A. C.; il 6 a Premosello nell'Oratorio maschile; il 7 a Villadossola, nel salone dell'Asilo; l'8 a Domodossola, nel salone dell'Oratorio festivo, con cordiale presentazione del Prevosto, S. E. Mons. Raffaele De Giuli, Vescovo eletto di Capaccio e Vallo ; il 9 a Pallanza, nell'Oratorio Don Bosco; il 10 a Baveno, nel salone dell'Oratorio femminile; l'11 a Gattinara nel teatro dell'Oratorio; il 12 ad Arona, nell'Oratorio maschile; il 14 a Cannobio nel salone-teatro del Dopolavoro; il 21 a Tornaco nel teatro del Fascio; il 25 a Somma Lombarda nel teatro dell'Oratorio; il 27 a Soresina, nel teatro dell'Oratorio maschile; il 28 a Lenta, nel cortile dell'Asilo; il 29 a Caravaggio, nel teatro dell'Oratorio maschile; il 3o a Stresa, nell'ampio cortile dell'Oratorio Antonio Rosmini; il 2 luglio a Fontanella al Piano, nel teatro parrocchiale, con presentazione del Podestà; il 3 a Casalbuttano, nel portico dell'Oratorio Don Bosco trasformato in spazioso salone. La conferenza fu intramezzata da inni a Don Bosco eseguiti con senso di arte dalla Schola cantorum. Il 4 luglio a Bozzolo, nel cortile dell'Asilo; il 5 a Soncino, nel cortile dell'Oratorio S. Paolo, con presentazione del Podestà; il 6 a Pizzighettone nel cortile dell'Oratorio; il 7 a Montodine nel cortile dell'Istituto Salesiano; l'8 a Crema, nel cortile del Seminario, con presentazione dell'Avv. Crivelli; il 19 a Costanzana, nel cortile delle scuole; il 22 a Casino Boario, nel teatro del Dopolavoro Cotonificio Olcese; il 23 ad Iseo, nel cortile dell'Oratorio Salesiano; il 24 a Cogno, nel cortile del Convitto Cotonificio Olcese; il 25 a Manerbio, nel cortile del Convitto operaio Lanificio; il 26 a Odro, nel cortile dell'Oratorio parrocchiale; il 28 a Bognanco, nel gran salone delle Terme; il 3o ad Agliè, nel Convitto De Angeli Frua.

UN'ENCICLICA DEL PAPA SUL CINEMATOGRAFO

La festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno u. s., il Santo Padre Pio XI ha diretto agli Arcivescovi e Vescovi degli Stati Uniti d'America ed a tutti gli Ordinari aventi pace e comunione colla Sede Apostolica una lettera enciclica sugli spettacoli cinematografici per richiamarne ancora una volta l'attenzione, e benedire, incoraggiare e dirigere l'attività dei singoli Pastori ad un'organica disciplina di questo potente sussidio di educazione che la sordida speculazione industriale troppo spesso travolge a pervertimento morale delle anime e dei cuori.

L'Enciclica comincia colle parole latine Vigilanti cura, che le danno il titolo di classifica, e, colle ventuna Encicliche precedenti, è un solenne documento dell'assidua vigilanza che distingue l'instancabile solerzia del suo provvido pontificato. In essa, il Vicario di Cristo si rivolge anzitutto agli Arcivescovi e Vescovi degli Stati Uniti d'America per encomiarli e ringraziarli della santa crociata impegnata per mezzo delle Legioni di decenza contro gli abusi delle rappresentazioni cinematografiche, rilevando con piacere i successi ottenuti.

Ricorda poi i richiami già fatti in diverse occasioni all'attenzione non soltanto dell'Episcopato e del Clero, ma di tutte le persone rette e sollecite del pubblico bene. Nell'Enciclica Divini illius Magistri, tra l'altro, Sua Santità aveva espressamente lamentato che questi potentissimi mezzi di divulgazione (come il cinematografo) che possono riuscire, se ben governati dai sani principii, di grande utilità all'istruzione ed educazione, vengono purtroppo spesso subordinati all'incentivo delle male passioni ed all'avidità del guadagno. Nell'agosto del 1934, ricevendo in udienza i rappresentanti della Federazione Internazionale della stampa cinematografica, aveva insistito sulla necessità di applicare al cinematografo, perchè non attenti continuamente alla morale cristiana, o semplicemente umana, secondo la legge naturale, la norma suprema che deve reggere e regolare il grande dono dell'arte la quale ha come còmpito essenziale e come sua stessa ragione d'essere, quella di ragione perfettiva della personalità morale che è l'uomo, e perciò dev'essere essa medesima morale. Ed aveva concluso, fra la manifesta approvazione di quelle elette persone, propugnando la necessità di rendere il cinematografo morale, moralizzatore, educatore. Nell'aprile u. s. infine, parlando ai delegati del Congresso Internazionale della stampa cinematografica tenutosi in Roma, aveva nuovamente prospettato la gravità del problema, esortando caldamente tutte le persone di buona volontà a nome della religione non solo, ma anche a nome del vero benessere morale e civile dei popoli, perchè si adoperassero con ogni mezzo che fosse in loro potere, quale appunto la stampa, affinché il cinematografo possa diventare davvero un coefficiente prezioso di istruzione e di educazione, e non già di distruzione e di rovina per le anime.

Senonchè l'argomento è di tanta gravità per se stesso e per le condizioni presenti della Società, che il Santo Padre credette necessario ritornarvi sopra; nè solo con particolari raccomandazioni, come nelle occasioni precedenti, ma con riguardo universale, al bisogno cioè non solo delle diocesi, ma di tutto l'orbe cattolico

Progressi esiziali e promesse inefficaci.

È necessario, infatti, e urgente - scrive testualmente il Papa - il provvedere, che anche in questa parte i progressi dell'arte, della scienza e della stessa perfezione tecnica e industria umana, come sono veri doni di Dio, così alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime siano ordinati, e servano praticamente all'estensione del Regno di Dio in terra, affinchè tutti, come ci fa pregare la S. Chiesa, profittiamo di essi in modo da non perdere i beni eterni: sic transeamus per bona temporalia ut non amittamus aeterna.

Ora è certo, e da tutti riscontrato agevolmente, che i progressi dell'arte e industria cinematografica, quanto più meravigliosi erano divenuti, tanto più perniciosi ed esiziali si mostravano alla moralità ed alla religione, aizzi alla onestà stessa della convivenza civile.

Ciò riconobbero i direttori medesimi dell'industria negli Stati Uniti quando confessarono la responsabilità loro propria, di fronte al pubblico, anzi alla società intera; mentre nel marzo 1930 con un libero atto, posto di comune accordo, solennemente sancito dalle loro firme e promulgato per la pubblica stampa, presero insieme un impegno solenne di tutelare nell'avvenire la moralità dei frequentatori del cinematografo.

In questo Codice si dava la promessa che non verrebbe mai più prodotta nessuna pellicola atta ad abbassare il livello morale degli spettatori o tale da porre in discredito la legge naturale e umana, o da ingenerare simpatia per la violazione di essa.

Senonchè, nonostante una così saggia determinazione spontaneamente presa, i responsabili si mostrarono incapaci di attuarla e gli operatori apparvero non disposti a sottostare ai principii che si erano obbligati ad osservare.

Una santa crociata.

Provvidenzialmente sorse allora l'iniziativa dell'Episcopato nordamericano e milioni di cattolici americani sottoscrissero l'impegno della Legione della decenza obbligandosi a non assistere a nessuna rappresentazione cinematografica che riuscisse di offesa alla morale cattolica e alla corretta norma di vita. Successo consolante!

Pochi problemi degli ultimi tempi - nota con piacere il S. Padre-hanno unito tanto strettamente vescovi e popoli quanto siffatta collaborazione a questa santa crociata. Nè solamente cattolici, ma ragguardevoli protestanti, israeliti ed altri molti hanno accettato la loro iniziativa e si sono uniti ai loro sforzi per ridare sagge norme artistiche e morali al cinematografo, sicchè ne venne un vero miglioramento morale: Delitti e vizi vennero riprodotti meno di frequente; il peccato non venne più così apertamente approvato ed acclamato; non si presentarono più in maniera così proterva false forme di vita all'animo tanto infiammabile della gioventù. E questo senza pregiudizio dell'arte e senza danni finanziari alle industrie.

Quando s'iniziò la vostra crociata - rileva Sua Santità ai Vescovi nordamericani - fu detto che gli sforzi di essa sarebbero stati poco durevoli e gli effetti del tutto transitori, perchè, diminuita a poco a poco la vigilanza dei Vescovi e dei fedeli, i produttori sarebbero stati nuovamente liberi di ritornare ai metodi di prima. È facile capire perchè alcuni di costoro desiderino poter ritornare alle trame equivoche che eccitano le basse passioni e che Voi avete proscritte. Mentre la produzione di immagini, realmente artistiche, di vicende umane virtuose richiede sforzo intellettuale, fatica, abilità, e talvolta un più notevole dispendio, al contrario riesce spesso relativamente facile provocare il concorso al cinema di certe persone e categorie sociali con rappresentazioni che accendano le passioni e sveglino gli istinti inferiori latenti nei cuori umani.

Invece una incessante e universale vigilanza deve persuadere i produttori che non si è dato inizio alla Legione della Decenza come ad una crociata di breve durata, la quale possa venire presto trascurata e dimenticata, ma che i Vescovi degli Stati Uniti intendono tutelare ad ogni costo la moralità della ricreazione del popolo in ogni tempo e sotto qualunque forma avvenga.

La ricreazione infatti - osserva il S. Padre - nelle sue molteplici forme è divenuta ormai una necessità per la gente che si affatica nelle occupazioni della vita, ma essa dev'essere degna dell'uomo ragionevole e perciò sana e morale, deve sollevarsi al grado di un fattore positivo di bene e suscitatore di nobili sentimenti. Ed ammonisce: Un popolo che nei suoi momenti di riposo si dedica a divertimenti che offendono il retto senso della decenza, dell'onore, della morale, a ricreazioni che riescono occasione di peccato, specialmente per i giovani, si trova in grave pericolo di perdere la sua grandezza e la stessa potenza nazionale.

Potenza del cinematografo.

È indiscutibile- soggiunge il Papa - che fra i divertimenti moderni il cinematografo ha preso ne - gli ultimi anni un posto d'importanza universale...

Non si dà oggi mezzo più potente del cinematografo ad esercitare influsso sulle moltitudini...

La potenza del cinematografo sta in ciò che esso parla mediante l'immagine. Essa è ricevuta dall'anima con godimento e senza fatica, anche se anima rozza e primitiva, che non avrebbe la capacità o almeno il desiderio di compiere lo sforzo dell'astrazione e della deduzione che accompagnano il ragionamento. Anche il leggere o l'ascoltare richiedono uno sforzo che nella visione cinematografica è sostituito dal piacere continuato del succedersi dell'immagine concreta e, per così dire, vivente. Nel cinematografo parlato si rafforza questa potenza perchè l'interpretazione dei fatti diviene ancora più facile e il fascino dell'opera musicale si collega coll'azione drammatica.

Purtroppo i balli e le « varietà » che talvolta si introducono arbitrariamente negli intermezzi accrescono l'eccitamento delle passioni.

Che se la cinematografia è veramente lezione di cose, che ammaestra in bene o in male, più efficacemente, per la maggior parte degli uomini, dell'astratto ragionamento, occorre che essa sia elevata ai fini di una coscienza cristiana e liberata dagli effetti depravanti e demoralizzanti.

Tutti sanno quanto danno producono le cattive cinematografie nelle anime. Esse divengono occasioni al peccato; inducono i giovani nelle vie del male perchè sono la glorificazione delle passioni; espongono sotto una falsa luce la vita; offuscano gli ideali; distruggono il puro amore, il rispetto per il matrimonio, l'affetto per la famiglia. Possono altresì creare facilmente pregiudizi fra gli individui e dissidi fra le nazioni, fra le classi sociali, fra intere razze.

D'altro canto le buone rappresentazioni possono invece esercitare una influenza profondamente moralizzatrice su coloro che le vedono. Oltre a ricreare, possono suscitare nobili ideali di vita, diffondere preziose nozioni, fornire maggiori conoscenze della storia e delle bellezze del proprio e dell'altrui paese, presentare la verità e la virtù sotto una forma attraente, creare o - per lo meno - favorire una comprensione fra le nazioni, le classi sociali e le razze, promuovere la causa della giustizia, ridestare il richiamo della virtù, e contribuire quale aiuto positivo al miglioramento morale e sociale del mondo.

Queste considerazioni acquistano tanto maggiore gravità da ciò che il cinematografo parla non a singoli ma alle moltitudini ed in circostanze di tempo, di luogo, di ambiente quanto mai propizie a suscitare non comune entusiasmo per il bene, come per il male, e condurre a quella esaltazione collettiva che può assumere - come l'esperienza purtroppo c'insegna - forme addirittura morbose...

Inoltre le vicende raffigurate nel cinematografo sono svolte da uomini e donne scelti per la loro arte, e per tutte quelle doti naturali e per l'uso di quegli espedienti che possono anche divenire strumento di seduzione, soprattutto per la gioventù.

Pericoli per la gioventù.

Il cinematografo vuole per di più, a suo servizio, il lusso della sede e la piacevolezza della musica, il vigore realistico, ed ogni forma di capriccio nello stravagante. E per ciò stesso il suo fascino si esercita con particolare attrattiva sui giovani, sugli adolescenti e sulla stessa infanzia. Così proprio nell'età in cui si sta formando il senso morale e si vanno svolgendo le nozioni ed i sentimenti di giustizia e di rettitudine, dei doveri e degli obblighi, degli ideali della vita, il cinematografo con la sua diretta propaganda prende una posizione schiettamente preponderante.

E purtroppo, allo stato presente delle cose, la prende di frequente in male. Sicchè al pensare a tanta strage di anime di giovani e di fanciulli, a tante innocenze che si perdono proprio nelle sale cinematografiche, viene alla mente la terribile condanna di Nostro Signore contro i corruttori dei piccoli: qui autem scandalizaverit unum de pusillis istis, qui in me credunt, expedit ci ut suspendatur mola asinaria in collo eius et demergatur in profundum maris. (Marc. IX, 41).

Necessaria vigilanza.

È dunque una delle necessità supreme del nostro tempo vigilare e lavorare perchè il cinematografo non sia più scuola di corruzione, ma si trasformi anzi in prezioso strumento di educazione ed elevazione dell'umanità.

E qui ricordiamo con compiacenza che qualche Governo, impensierito dell'influenza del cinematografo nel campo morale ed educativo, ha creato mediante persone probe ed oneste, e specialmente padri e madri di famiglia, apposite Commissioni di censura, come pure ha costituito organismi di indirizzo della produzione cinematografica, cercando di ispirarla a opere nazionali di grandi poeti e scrittori.

Pertanto, se era sommamente giusto e conveniente che Voi, Venerabili Fratelli, esercitaste una speciale vigilanza sopra l'industria cinematografica del vostro paese, che è particolarmente progredita ed ha non poca influenza nelle altre parti del mondo, è peraltro dovere dei Vescovi di tutto l'orbe cattolico di unirsi, per vigilare su questa universale e potente forma di divertimento e insieme d'insegnamento, per far valere come motivo di proibizione l'offesa al sentimento morale e religioso e a tutto ciò che è contrario allo spirito cristiano ed ai suoi principi etici, non stancandosi di combattere quanto contribuisce ad attenuare nel popolo il senso della virtù e dell'onore.

Tale obbligo spetta non solo ai Vescovi, ma altresì ai fedeli ed a tutti gli uomini onesti, amanti del decoro e della santità della Famiglia e della Nazione, e in generale della Società umana.

In che cosa, dunque, deve consistere questa vigilanza ?

Il problema della produzione delle pellicole morali sarebbe risolto alla radice, se si potesse avere una produzione cinematografica informata pienamente ai principii della morale cristiana.

Non sarà mai troppo ampia la Nostra lode a tutti quelli che si sono dedicati o si dedicheranno al nobilissimo intento di elevare la cinematografia ai fini dell'educazione, e alle esigenze della coscienza cristiana, adoprandosi a questo scopo con competenza di tecnici e non di dilettanti, per evitare ogni perdita di forze e di denaro.

Ma poichè sappiamo quanto sia difficile organizzare tale industria specialmente per ragioni di ordine finanziario, e siccome d'altra parte occorre influire su tutta la produzione perchè essa non compia opera dannosa ai fini religiosi, morali e sociali, è necessario che i Pastori di anime vigilino sulle pellicole che sono prodotte ed offerte universalmente al popolo cristiano.

Il dovere degli industriali cattolici.

Circa l'industria stessa delle pellicole Noi esortiamo i Vescovi di tutti i paesi, ma in modo speciale Voi, Venerabili Fratelli, a far appello a quei cattolici che hanno una partecipazione a questa industria. Pensino essi seriamente ai loro doveri ed alle responsabilità che hanno, come figli della Chiesa, di usare della loro ingerenza ed autorità perchè le pellicole, che essi producono o aiutano a produrre, siano conformi ai principii di sana moralità. 1l numero dei cattolici che sono esecutori, direttori, autori o attori nelle pellicole non è piccolo e purtroppo la loro ingerenza nella produzione di esse non è stata sempre in accordo con la loro fede e con i loro ideali. Voi, o Venerabili Fratelli, farete bene ad impegnarli perchè mettano la loro professione in accordo con la loro coscienza di uomini rispettabili e di seguaci di Gesù Cristo.

Anche per questo, come per ogni altro campo di apostolato, i Pastori di anime. troveranno certamente degli ottimi cooperatoi in coloro che militano nelle file dell'Azione Cattolica ai quali non possiamo mancare di rivolgere in questa Lettera un caldo appello, perchè vi prestino tutto il loro contributo e la loro operosità senza stancarsi o venir mai meno.

Di tempo in tempo i Vescovi faranno bene a ricordare all'industria cinematografica, che essi, tra le cure del loro pastorale ministero, devono adoperarsi ad ogni forma di onesta e sana ricreazione, perchè sono tenuti a rispondere dinanzi a Dio della moralità del loro popolo, anche quando si diverte.

Il loro sacro ministero li obbliga a dire chiaro e aperto che un divertimento malsano e impuro distrugge le fibre morali di una nazione. Ricordino altresì all'industria cinematografica che quanto essi chiedono non riguarda solo i cattolici, ma tutto il pubblico del cinematografo.

Procurino poi i Vescovi di tutto il mondo di lumeggiare agli industriali del cinematografo che una forza così potente e universale può essere utilmente indirizzata ad un altissimo scopo di miglioramento individuale e sociale. Perchè infatti si deve far solo questione di evitare il male ? Le pellicole non devono riuscire un semplice divertimento, nè occupare soltanto ore frivole e oziose, ma possono e devono con la loro magnifica forza illuminare e positivamente indirizzare al bene.

Una promessa annuale dei fedeli.

Scendendo poi a pratiche indicazioni il Santo Padre inculca la promessa annuale:

Anzitutto - son parole Sue - come già abbiamo accennato, tutti i Pastori di anime procureranno di ottenere dai loro fedeli che facciano ogni anno, come i loro confratelli Americani, la promessa di astenersi da pellicole che offendano la verità e la morale cristiana.

Questo impegno o questa promessa può ottenersi in modo più efficace col mezzo della chiesa parrocchiale o della scuola, e colla premurosa cooperazione dei padri e delle madri di famiglia, consci delle loro gravi responsabilità.

I Vescovi potranno altresì valersi a questo scopo della stampa cattolica la quale illustrerà la bellezza e l'efficacia della promessa di cui si tratta.

Ma poichè l'adempimento di questa promessa importa che il popolo conosca chiaramente quali pellicole sono lecite per tutti e quali lecite con riserve, quali sono dannose o positivamente cattive, il S. Padre suggerisce praticamente che in ogni paese i Vescovi creino un ufficio permanente nazionale di revisione che possa promuovere le buone cinematografie, classificare le altre e far giungere questo giudizio ai sacerdoti ed ai fedeli. Esso molto opportunamente verrà affidato agli organismi centrali dell'Azione Cattolica, la quale appunto dipende dagli Ecc.mi Vescovi.

Il Santo Padre s'indugia infine a specificare i compiti dell'Ufficio Nazionale di revisione e chiude l'Enciclica esortando caldamente i Vescovi a curarne il funzionamento colla massima sollecitudine.

Sicchè i cattolici hanno la via segnata, e magistralmente segnata, anche in questo campo tanto discusso. Una volta ancora la Chiesa ha definito la sua posizione di fronte ai progressi della scienza, dell'arte e dell'industria incoraggiandoli e dirigendoli per salvarli da quelle degenerazioni che sono la rovina delle anime.

E noi non abbiamo che a seguire le direttive del Vicario di Cristo. L'augusto orientamento ed incoraggiamento dell'arte cinematografica conforta anche gli sforzi del nostro Ufficio Films « Don Bosco » il quale da parecchi anni con salesiana audacia e con ingente sacrificio va curando una serie di pellicole specialmente missionarie che incontrano larga simpatia ed unanime consenso. Coll'aiuto della Divina Provvidenza speriamo di poter fare sempre più e sempre meglio. Intanto segnaliamo la nostra iniziativa a quanti non la conoscessero ancora, e per informazioni ed ordinazioni li invitiamo a rivolgersi all'Ufficio Films "Don Bosco" - Via Cottolengo 32, Torino (1o9).

DALLE NOSTRE MISSIONI

CINA.

La festa di Maria SS. Ausiliatrice e la posa della prima pietra al Santuario a Lei consacrato a Lin Chow.

La festa di Maria SS. Ausiliatrice, celeste Patrona di questa Residenza di Lin Chow nel Vicariato di Shiu Chow, si può dire il centro di tutte le manifestazioni religiose dell'annata, ed è perciò impegno di tutti i Missionari della zona di renderla ogni anno più solenne.

S. E. Mons. Canazei predicò il Triduo e gli esercizi spirituali alla Gioventù d'Azione Cattolica infervorando tutti a maggior intensità di santificazione propria e a maggior zelo d'apostolato fra i pagani.

La funzione più cara fu l'amministrazione del Battesimo. Ben 22 catecumeni furono rigenerati nel giorno precedente la festa di Maria Ausiliatrice; e così, veramente fratelli, poterono celebrare con gli altri cristiani la festa della Mamma Celeste.

Alla vigilia, gara catechistica. I vincitori delle gare eliminatorie, tenutesi in precedenza nelle diverse cristianità, si disputarono i gagliardetti di campionato catechistico. Anche i paganetti del Gruppo « Amici di Domenico Savio » vi presero parte. La gara fu animatissima. Due gagliardetti rimasero alla Scuola di Lin Chow (rispettivamente uno alla Scuola maschile ed uno a quella femminile); gli altri due se li portarono via i piccoli cristiani di K'i T'am e i paganetti di Tung Pi.

CONVEGNO DELLA GIOVENTÙ DI A. C. DELLA ZONA. - Questo Convegno (il secondo che riunisce a Lin Chow i Rappresentanti delle varie Associazioni Giovanili di A. C.) ebbe luogo immediatamente dopo la gara catechistica e fu presieduto da S. E. Mons. Canazei. Svolse l'unico tema il relatore Pietro Wong, ex allievo Salesiano del Collegio Don Bosco di Shiu Chow, che parlò di « Il Catechismo e il Giovane di Azione Cattolica ». Nella discussione, che seguì, venne fatta rilevare la mancanza, da molti sentita, di una edizione popolare dei Santi Evangeli, necessaria ai giovani di media coltura, per completare la propria istruzione catechistica. Si rispose che a questo si sta provvedendo, avendo gli Eccellentissimi Vicari Apostolici del Kwong Tung, riuniti in conferenza, stabilito di pubblicare al più presto un'edizione economica, alla portata di tutte le tasche e di tutte le intelligenze, del Vangelo di San Luca, che si spera preludio di altre edizioni similari di tutto il Libro Santo. Tale prima edizione, che viene a colmare una grande lacuna universalmente sentita, sarà a cura della Tipografia Salesiana di Hong Kong.

Mons. Canazei chiuse le discussioni invitando i giovani a imporsi un preciso dovere di studiare con amore il Catechismo; e, parlando ai genitori, ricordò pure il sacro loro obbligo d'essere i primi maestri di catechismo per i loro figliuoli fin dalla tenera età.

Il Convegno ebbe quindi termine con un Evviva a Don Bosco, il Santo dei Giovani, plaudendo a Pio XI, il Papa delle Missioni, e a Monsignor Vicario Apostolico, che non risparmia fatica, pur di trovarsi fra i suoi figli, anche delle regioni più impervie del Vicariato.

IL GRAN GIORNO. - Quando il piccolo clero (30 giovanetti) accompagnò Sua Ecc. Rev.ma Monsignor Canazei nella Cappella rigurgitante di cristiani e piena fino all'inverosimile, si rilevò subito da tutti la eccessiva piccolezza e meschinità di questa Dimora di Gesù. Una gran parte dei molti intervenuti dovette assistere alla S. Messa fuori della chiesa, contentandosi di guardar l'Altare dalla porta spalancata. Monsignore invitò i fedeli a pregar tutti secondo la sua intenzione, e cioè per invocare dal Signore i lumi necessari per prendere una decisione di grave momento in questi tristi tempi: l'inizio del nuovo Santuario, sospiro di tanti anni, che finalmente sostituisca in modo degno la miserrima cappella. Infra Missam Sua Eccellenza tenne il panegirico di Maria Ausiliatrice e, verso la fine, ebbe la consolazione di amministrare una Comunione veramente generale.

ACCADEMIA E BENEDIZIONE DELLA PRIMA PIETRA DELL'ERIGENDO SANTUARIO. - Verso le ore 10, alla presenza delle Autorità e al suono festoso della Banda, S. E. Mons. Canazei prendeva posto sul palco, dinanzi a cui era collocata la pietra angolare della nuova chiesa. Cantato l'inno a Don Bosco Santo, sfilarono con me gli allievi del Corso Catechisti, il Presidente dell'Azione Cattolica e la Presidentessa della Gioventù femminile di A. C. a rendere omaggio al Vicario Apostolico, che, indossato rocchetto e stola, diede principio al sacro rito.

Firmata dai presenti l'artistica pergamena, opera geniale e paziente del confratello Don Umberto Dalmazzo, fu rinchiusa, assieme ad un verbale in lingua cinese e ad uno in lingua italiana, in un tubo di vetro, dove furono collocate pure alcune medaglie di Don Bosco Santo, di S. S. Pio XI e alcune monete. Posto il tubo nell'apposito cavo, tutti andammo a gara per gettarvi un po' di calce, come a dimostrare quanto tutti desiderino che il Santuario sorga presto e bello.

Seguì un canto in onore di Maria SS. Ausiliatrice e un ben riuscito saggio ginnastico della squadra della Scuola Cattolica di Lin Chow.

A sera, Mons. Vicario Apostolico ebbe parole di ringraziamento e di congratulazione per la buona riuscita della festa e diede l'autorizzazione ufficiale, promettendo tutto il suo appoggio, per la costruzione del Santuario di Maria Ausiliatrice a Lin Chow.

A notte, una rappresentazione teatrale riunì centinaia e centinaia di spettatori, tra cui molti pagani che, in tal modo, vennero a conoscere per la prima volta la Missione Cattolica.

La Madonna di Don Bosco affretti il giorno dell'inaugurazione del Suo Santuario, e i Suoi devoti d'ogni lido e d'ogni lingua si degnino di concorrere generosamente a far sorgere anche a Lin Chow una Casa veramente degna della Madre di Dio.

Lin Chow, 1o giugno 1936.

Sac. ANTONIO CARLO KIRSCHNER Missionario Salesiano.

INDIA-ASSAM.

Fra le tribù del Mongoldai. Amatissimo Padre,

Tornerà certamente di conforto al suo cuore, addolorato per la recente immane sciagura che colpì la nostra bella Missione, il sapere che i suoi figli dell'Assam procedono con grande fiducia e ardore nella loro sublime opera di apostolato. La prova del fuoco, nonchè arrestare il nostro lavoro, sembra che abbia piuttosto alimentato la fiamma che deve sempre ardere nel cuore di ogni Missionario.

Sono di ritorno da una lunga escursione apostolica nel Mongoldai, immensa pianura che si stende tra il fiume Bramaputra e le montagne del Butan e che forma la parte più promettente della nostra Missione di Tezpur. L'opera di evangelizzazione, incominciata da don Piaseki e poi proseguita con tanto slancio da don Alessi, ora ha preso proporzioni gigantesche, che ci fanno sperare tanto bene pel prossimo avvenire. Sono già circa 3.000 Kaciari, che sono venuti alla luce del Vangelo, mentre altri, assai numerosi, vengono preparati dallo zelo instancabile di don Devalle. Egli, in breve tempo, riuscì ad apprendere la difficile lingua assamese e il dialetto « Boro», parlato dalle tribù Kaciari.

Oltre ai Kaciari, nel Mongoldai, si va sempre più intensificando l'immigrazione dei Santal del Bengala e dei Mundari del Chota Nagpur.

Ella, amato Padre, ben sa che l'Assam è un vero museo antropologico, ove hanno dimora ben 16o tribù, tutte con lingua e costumi differenti. Ne abbiamo una cinquantina solo in questo centro di Tezpur, e il povero Missionario molte volte non sa proprio che pesci pigliare!

NEL MONGOLDAI. - Pochi giorni dopo la triste Pasqua assamese, don Devalle partiva pel Mongoldai, dove rimaneva una ventina di giorni girando di villaggio in villaggio, raccogliendo ovunque ricchi manipoli d'anime. Nè le febbri malariche, nè le piogge torrenziali, che in breve mutarono la pianura in un immenso pantano, riuscirono ad arrestarlo. Nello stesso tempo, il novello sacerdote don Troncana faceva una perlustrazione nelle piantagioni di tè e nei villaggi ai piedi del Butan. A Dingdòngpara ebbe la consolazione di amministrare ben 4o battesimi di adulti. Anche una delle nostre zelanti Suore, da poco giunte in questa simpatica cittadina assamese, visitava vari villaggi facendo un bene immenso fra le donne e i fanciulli. Con le medicine, il grammofono, i cartelloni, ma specialmente col sorriso e le buone parole, riusciva ad avvicinare cristiani e pagani gettando a piene mani il buon seme nei loro cuori.

Io partivo il 2o aprile senza una mèta fissa. M'ero proposto di andare alla ricerca dei Mundari e dei Santal, che sapevo ben disposti verso la nostra santa Religione. Grazie a Dio, le mie ricerche non furono vane, anzi superarono ogni aspettativa. Dopo il primo giorno di viaggio infatti, incontravo vari villaggi Mundari sulle rive del fiume Dansiri, ove trovai assai buona accoglienza. Avendo scoperto dei vecchi cristiani provenienti dal Chota Nagpur, mi fu più facile avvicinare gli altri e incominciare la evangelizzazione. Quando seppero che la sera avrei fatto vedere il « Baioskòp » (cinematografo), fu una vera esplosione di gioia e di urla. Alcuni poi improvvisarono persino una danza! Il mio « Pathé Baby » opera delle vere meraviglie, e mi è di grande aiuto specialmente nei primi contatti. Dopo qualche film comico che li fa scoppiare dalle risa, faccio loro vedere la Vita e la Passione di Nostro Signore, e così ho una magnifica occasione per parlar loro di religione e gettare il primo seme.

La mattina dopo, celebravo la santa Messa all'aperto e amministravo numerosi Battesimi di bambini. È il primo passo. Dopo di essi, verranno gli adulti. Don Bosco avrebbe fatto così

TRA I SANTAL. - Quello però che mi stava maggiormente a cuore in questa escursione era di avvicinare i Santal, arrivati di fresco nel Mongoldai. A questo proposito avevo fatto chiamare dal Bengala due bravi Catechisti Santal e li avevo mandati innanzi a preparare il terreno.

Il primo villaggio che visitai fu Sapkaiti, ove, secondo il comando del Divin Maestro, incominciai a curare gli ammalati. Poi, spingendomi più a sud, giungevo, con una giornata di cammino, a Gormara. In questo villaggio dovetti fare da avvocato e giudice istruttore, essendo i miei Santal angariati da alcuni astuti agenti governativi e da esattori di tasse. Il Missionario deve saper fare tutte le parti e conoscere tutte le arti! Nella notte sopraggiunsero le piogge, che ormai ci avrebbero accompagnato per tutto il resto del viaggio. Il percorso fra Gormara e Hafmara, dove ero diretto, fu uno dei più difficili e affaticanti. Il sentiero, attraverso la giungla, non esisteva più. La pianura si era trasformata in un immenso lago. I miei uomini, pur così pratici del posto, proseguivano con grande lentezza e difficoltà. Io affondavo nella melma sino al ginocchio. Trovai più facile procedere scalzo, anche a costo di essere dissanguato dalle numerose sanguisughe che coprivano la superficie dell'acqua limacciosa. Ma il peggio ancòra erano i numerosi torrenti che dovevamo attraversare. Allora l'acqua mi giungeva al petto. Pure eravamo decisi di raggiungere Hafmara ad ogni costo, e continuammo il difficile cammino. Finalmente, come Dio volle, al tramonto eravamo in vista del villaggio.

Appena ci ebbero scorti, quei buoni catecumeni ci vennero incontro festanti e, secondo il bel costume indiano, mi posero al collo una collana di fiori, mentre due di essi mi lavavano le mani e i piedi. Fu qui che un ragazzo esclamò: - Padre, perchè non sei venuto a cavallo ?

- Sì, caro piccino; hai ragione! Un cavallo sarebbe l'ideale per queste escursioni... ma... un cavallo costa cento rupie, e il Missionario dell'Assam, ora più che mai, non ha rupie! -

Il giorno dopo ripresi la via con nuova lena. Avevo dinanzi a me una ventina di chilometri e bisognava giungere a Sonaripara prima del tramonto. I miei portatori mi assicuravano esservi nei dintorni numerose tigri ed elefanti selvatici, e insistevano perchè si facesse presto.

Fu durante questo tratto di cammino che ebbi la gioia d'incontrare don Devalle in visita ai villaggi Kaciari. Erano venti giorni ch'egli non vedeva la faccia di un confratello! Fu pertanto con un senso di viva gioia che facemmo qualche chilometro assieme raccontandoci le nostre avventure per poi separarci di nuovo e riprendere le nostre escursioni.

A Sonaripara mi attendeva una dolorosa sorpresa. II giorno prima un ciclone era passato per quella località schiantando ed asportando le miserabili capanne dei poveri Santal. Li trovai disorientati e costernati. Cercai di rianimarli come meglio potei e poi, tutti assieme, ci mettemmo a riparare quelle capanne ch'eran rimaste ancora in piedi, ma il cui soffitto di paglia era stato distrutto dal ciclone devastatore. Quella fu certamente la miglior predica che avessi potuto fare. Ne ebbi una prova quando, più tardi, me li vidi venire tutti attorno, rimanendo per lunghe ore ad ascoltare le parole di vita eterna.

Passai la notte in un angolo di una tettoia, in compagnia dei polli, di capre e di bufali. La mattina appresso i Santal tornarono per assistere alla santa Messa; poi mi accompagnarono per lungo tratto, insistendo che tornassi presto, perchè tutti si sarebbero fatti cristiani.

Pensavo di visitare un altro villaggio Santal: Ciliguri; ma venni a sapere »che gli abitanti, qualche tempo prima, avevano abbandonato in massa quella località perchè infestata dagli elefanti selvatici.

Non mi rimaneva che dirigermi verso Kubirali, ove già fervevano i preparativi per il piccolo Congresso Eucaristico e per il ricevimento del nostro amato Vescovo, Mons. Stefano Ferrando.

UNA PICCOLA OASI SALESIANA. - Kubirali è un bel villaggio Kaciari, il primo che vari anni fa si convertì al cristianesimo.

Qui abbiamo una bella scuola, o meglio, un minuscolo Collegio-convitto all'apostolica! Su di un'altura, quattro capannoni formano la cappellina, le aule scolastiche, il refettorio e il dormitorio. Qui si raccolgono i ragazzi più grandicelli dei villaggi del Mongoldai che, sotto la guida di due bravi maestri, ricevono un'educazione più completa. Sono le nostre migliori speranze per la conversione delle varie tribù circonvicine. Al mio apparire, quei cari ragazzi lanciarono un urlo di gioia e mi corsero incontro tempestandomi di domande. La loro gioia non conobbe più limiti quando seppero che avevo con me il cinema, le caramelle e un foot-ball nuovo. Come mi sembrarono corti i tre giorni passati in quella piccola «oasi salesiana », sperduta nell'immensa pianura assamese

Intanto il popolo cominciava ad affluire, nonostante la pioggia che continuava ininterrotta. Il venerdì, 1° maggio, giungevano anche don Devalle e don Troncana, ricoperti di fango e molto stanchi, ma anche molto felici per la buona pesca fatta. L'indomani avrebbe dovuto giungere fra noi S. E. Mgr. Ferrando; ma ormai eravamo persuasi che, in seguito all'incendio di Shillong e al tempo così cattivo, egli avrebbe cambiato programma. Invece, quale non fu la nostra gioia e la nostra meraviglia allorquando, il mattino seguente, vedemmo sbucare laggiù un cavallino assamese e potemmo ben presto accertarci che il cavaliere non era altri che il nostro amato Pastore! I ragazzi, ch'erano stati i primi a scorgerlo, afferrarono le bandierine antecedentemente preparate e gli corsero incontro riempiendo l'aria coi loro « Jay! jay! jay! ». Il Vescovo sorrideva, felice d'esser potuto arrivare, malgrado le vie orribili, e, scendendo da cavallo colle vesti tutte inzuppate, poteva ben a ragione esclamare: Transivimus per ignem et aquam!

La mattina dopo, il cielo si rasserenò e così potè tenere il Pontificale sotto la grande tettoia di frasche e di bambù. Una trentina di catecumeni, in questa circostanza, ricevettero il S. Battesimo, e tutti, con gran divozione, si accostarono alla Mensa Eucaristica. Era uno spettacolo assai commovente per noi che ricordavamo i primi tempi del Mongoldai tutto pagano. Deo gratias et Mariae! Nel pomeriggio S. E. amministrò un bel numero di Cresime, dopodichè i ragazzi della « Khrist Raja Skul » tennero in onore di Monsignore una serie di esercizi ginnastici e di danze «boro ». Al tramonto, la solenne Processione Eucaristica riuscì una magnifica dimostrazione di fede cattolica. A notte, tutti accesero le loro torcie e le tennero in alto, simbolo del loro credo... Lumen Christi! Oh, venga presto la luce del Vangelo a illuminare le tenebre di tanti cuori !

Amato Padre, dica a tutti i nostri Cooperatori d'incominciare una crociata di preghiere e di aiuti per la nostra bella Missione dell'Assam. Mi benedica e mi creda

Tezpur, 20 maggio 1936.

Aff.mo in Don Bosco Santo

Don Luigi RAVALICO Missionario Salesiano.

GIAPPONE. Scuola Professionale Don Bosco e mostre di vario genere.

Amatissimo Signor Don Ricaldone,

Don Bosco Santo fu festeggiato in quest'anno dai suoi figli di Tokio, oltrechè colla solennità dei riti religiosi e con un'ottima preparazione spirituale di un corso d'esercizi, coll'inaugurazione della Scuola Professionale a Lui intitolata in Tokio. La Scuola, avendo il riconoscimento legale della Provincia, fu onorata per la circostanza dalla presenza del Sottoprefetto e delle massime autorità civili e scolastiche delle circoscrizioni vicine; come pure, per festeggiare il gran Santo italiano, da S. E. Auriti, Ambasciatore d'Italia, e da Rappresentanti di altri Stati, del Clero e delle Congregazioni Religiose e dei Cooperatori e delle Cooperatrici salesiane della capitale. Il servizio d'ordine fu eseguito inappuntabilmente dai confratelli coadiutori, dagli allievi e maestri della Scuola e dal Primo Reparto Esploratori Don Bosco, di recente istituito all'Oratorio di Mikawajima: la parte musicale e accademica fu invece affidata ai nostri novizi e studenti teologi e filosofi.

Numerosi anche gli oratoriani dell'incipiente Oratorio Festivo. Il programma stabilito fu svolto con fede e con amore, e riuscì di piena soddisfazione a tutti. Il poderoso coro dei nostri chierici specialmente nella Messa Cantiam di Don Bosco a tre voci, scritta per l'occasione, nella solenne antifona Corona aurea, nell'operetta Marco il pescatore tradotta in giapponese, si affermò tra la meraviglia e il compiacimento universale. Il Primo Reparto Esploratori Cattolici di Tokio poi, sotto la guida del nostro impareggiabile Dupont, eseguì riuscitissime evoluzioni e saggi graziosi fra gli applausi degli intervenuti. Il bravo don Margiaria e quanti lo coadiuvano possono esser soddisfatti: la solenne inaugurazione, allietata da un tempo splendido, non poteva riuscir meglio.

Ma la parte caratteristica fu la presenza di tutta la famiglia professionale salesianà, sparsa nel mondo. La geniale idea di presentare al pubblico, in una modesta esposizione di saggi di lavori tipografici, l'attività non solo della Scuola Professionale Don Bosco di Tokio, ma anche delle altre salesiane al l'estero, ebbe la sua manifestazione concreta, ben riuscita e per la prima volta in Giappone, in questa bella festa. Risposero al nostro modesto appello 34 Scuole tipografiche salesiane e librerie editrici, e con saggi d'ogni genere, dai più semplici d'indole prettamente didattica a quelli che possono far onore alle Scuole più provette, vennero di lontano a decorare la nuova Scuóla, a incoraggiarla, a dire l'unione di carità che, nel nome di Don Bosco, deve legare figli e allievi di tutto il mondo.

Nel salone centrale della Scuola, su una maestosa colonna di ripiani in stile moderno, erano disposte in bella mostra le pubblicazioni finora edite dalla nostra Scuola, fra cui primeggiavano le periodiche (Don Bosco e le Letture Cattoliche), ed anche un saggio riuscitissimo (didattico) degli allievi, dal manoscritto alla composizione (stereotipia e stampa). Su appositi ripiani, fiancheggianti le quattro pareti, eran disposte le produzioni tipografiche inviate dalle altre Scuole o Librerie editrici nostre, il tutto armonicamente collegato da sobrie ed eleganti decorazioni del nostro Ferrari.

Mi permetta una rapida rassegna che, non foss'altro, sarà un modesto tributo di riconoscenza verso quanti concorsero alla Mostra.

Nel gran corridoio d'entrata, in alto, a mo' di festoni dai colori sgargianti, avvisi, manifestini, cromolitografie, copertine colorate ecc. delle varie Scuole; e, su tavoli, lungo la parete a destra, i magnifici saggi di composizione e disegni di legature della Scuola Professionale Don Bosco di San Benigno Canavese. Entrando nella sala, magnifico colpo d'occhio! La parete di destra è quasi tutta occupata dall'ingrandimento della Casa-Madre, l'« Oratorio di Torino », che attira subito l'attenzione per l'imponenza, il numero e la varietà degli edifici, cui fanno ala, fra ornamentazioni di bandiere del Giappone, del Papa e dell'Italia, buone stampe in nero e a colori e i programmi delle Scuole Professionali. In alto, quasi a inghirlandare la decorazione, le belle copertine dei Bollettini salesiani e di Gioventù Missionaria nelle varie lingue. Sui tavoli sottostanti, la serie delle Scuole: a destra la Sicilia con Catania, Ospizio Sacro Cuore, e Palermo, Istituto San Filippo. Ottime e caratteristiche le produzioni presentate e le splendide fotografie. Segue Ravenna, Scuola Professionale S. Apollinare, che s'impone nelle sue produzioni a tinte vivaci e forti, vero simbolo dell'ardore romagnolo di quei bravi allievi: le significative fotografie dello svolgersi della vita nell'Istituto e di saggi di lavori, e più il magnifico album per le firme, ammiratissimo per la fine legatura, avvincono subito l'attenzione del visitatore, che si indugia con compiacenza ad ammirare, e vuol avere il piacere di mettere o la firma o un motto-ricordo per la sua visita. Anche le Librerie editrici di Faenza e Pisa presentano varie delle loro pregiate produzioni; saggi, anche questi, dell'attività tipografica della premiata Scuola di Ravenna. Il centro è occupato dai saggi della S.E.I. di Torino. Mi pare si possa dire di essa: tanto nomini nullum par elogium. Ma il nostro pensiero, come Salesiani, era attratto e costretto a lasciarsi trasportare come in una fantasmagoria lontana, nell'osservare proprio nel centro, fra le pubblicazioni più moderne della S.E.I., alcuni dei primi fascicoli delle Letture Cattoliche di Don Bosco... Li ho voluti sfogliare con senso di vera devozione, e paragonavo i modesti, molto modesti volumetti, che tante buone battaglie del Signore avevano combattuto, cogli splendori di edizioni da cui ero attorniato... e rivedevo il Padre che faticosamente lavorava... finchè non ebbe una tipografia sua... e lo rivedevo a Valdocco, in colloquio con un giovane Sacerdote, che si rallegrava con Don Bosco del sapiente e ardimentoso sviluppo dato da lui all'arte tipografica... « In queste cose Don Bosco vuol essere sempre all'avanguardia del progresso ». Oggi, quel giovane Sacerdote, attuale Pontefice, afferma: « Le opere di propaganda tipografica e libraria furono proprio le opere della Sua predilezione e formarono il Suo nobile orgoglio »... Non potevano inviare da Torino cimelio migliore per la nostra Mostra!

Accanto alla S.E.I. ecco San Benigno Canavese con interessante mostra, cui segue Genova Sampierdarena, Ospizio S. Vincenzo de' Paoli, e La Spezia, Scuole S. Paolo. E dall'alto, su questo popolo di lavoratori, su queste opere di attività operaia, guarda sorridente l'effigie di un lavoratore esemplare, il Duce. L'angolo fra le due pareti è occupato da Roma, Istituto Pio XI.

La mite figura del Papa missionario domina benedicente i suoi figli, che lo inghirlandano con un festone ornamentale, formato dalle migliori svariate loro produzioni.

Nel braccio di fronte all'entrata prendono posto le Scuole d'Europa. Lubiana, Collegio San Francesco, e Radna, Scuola di perfezionamento, presentano, fra l'altro, una fioritura incantevole di policromie sui costumi locali. La Francia, con Nizza mare, Oratorio San Pietro, con Marsiglia, Oratorio San Leone, e con La Mulatière e le sue pubblicazioni di Propaganda dell'Opera Don Bosco, ci fa vivere nel mondo della beneficenza, di cui è dispensatore generoso e insuperabile il popolo francese; mentre il Bollettino salesiano francese ha voluto concorrere con quanto di meglio (e non è poco!) sa interessare ed eccitare tale carità a favore delle Opere salesiane. Il Belgio si presenta con Woluwe St. Pierre, Orfanotrofio San Giorgio, che offre all'ammirazione del visitatore, fra l'altro, magnifiche immagini. Quello che maggiormente richiama l'attenzione di tutti, sono le produzioni interessantissime, non solo dal punto di vista tipografico, ma anche dal punto di vista missionario, di La Kafubu (Katanga-Congo Belga), Scuole professionali. In paese di Missione, non possono non interessare al sommo gli sforzi che, per la medesima santa causa, fanno i fratelli in apostolato. Vedendo i bei libretti di propaganda religiosa, di insegnamento e di preghiera in lingue per noi incomprensibili, si pensa a ciò che costa la salvezza delle anime... Ed ecco l'Ungheria con Rakospalota, Santo Stefano, e Szombathely, Ospizio. I Giapponesi stessi, che nell'arte dei colori sono maestri, si soffermano meravigliati alle produzioni finissime della Scuola: illuminate in pieno dai raggi del sole, risaltano ancor più gli smaglianti colori. L'occhio, soffuso da queste gamme di luci e ombre, si riposa in Spagna. Las Palmas, Scuola Professionale del Sacro Cuore, ci trasporta per un poco nel mondo incantevole delle Canarie. L'arte arabo-moresca, bellamente armonizzata con quella moderna, ci si presenta con produzioni impeccabili.

Ed anche l'Africa è rappresentata. L'Egitto con Alessandria d'Egitto, Istituto Don Bosco, di cui sono assai ammirati i saggi in arabo, e il Capo di Buona Speranza con la Scuola Professionale Ven. Beda, espongono ottimi lavori, in cui non si sa se più ammirare la compitezza e varietà della composizione o la elegante maniera della presentazione. Una piccola esposizione di oggetti religiosi e di devozione fa passaggio alla parete a sinistra.

L'Asia ha pure inviato i suoi rappresentanti. Macao, Orfanotrofio, con le sue nitide ed eleganti produzioni in portoghese; Hongkong, Scuola St. Louis, con magnifiche foto di lavori eseguiti e con caratteristiche produzioni in cinese; Calcutta, Catholic Orphan Press, con le sue produzioni tipografiche religiose, in servizio della propaganda missionaria.

L'America non volle essere inferiore alle altre parti del mondo, e inviò ottimi rappresentanti, che si schierano lungo la parete a sinistra. Un'ampia carta del mappamondo, con ornamentazioni geniali, dà un'idea dello sviluppo mondiale delle Opere salesiane. I Giapponesi sostavano a lungo sulle produzioni inviate dal Brasile, punto importante della loro emigrazione. Nictheroy, Collegio S. Rosa; Bahia, Collegio SS. Salvatore, con splendide fotografie, erano fatti segno all'ammirazione dei visitatori. Il Centro America si fa notare assai con Granada, Collegio Don Bosco, e con Panama, Ospizio San Michele: ottime in ogni senso le produzioni, che crescono di valore se si pensa alle piccole mani operaie che le hanno formate. L'Argentina si afferma con Còrdoba, Collegio Pio X, che espone una ricca collezione di saggi di ogni genere, in cui si ammira gusto, ordine ed effetto, che colpiscono ed avvincono. La Paz (Bolivia), Collegio Don Bosco, presenta buoni saggi e illustrazioni. Lima (Perù), Scuole S. Rosa, si impone subito ai visitatori specialmente con la superba collezione dei libri scolastici per le elementari, degni davvero di accurato esame. Chiude la serie il Messico con Puebla, Collegio S. Ignazio, che attira a sè gli sguardi di tutti con la splendida Revista de Oriente; e Messico, Collegio Colòn, che domina, fra l'altro, per i suoi libri illustrati. Emerge, per i pregi indiscutibili di arte tipografica e legatoria, quello sulla Vergine di Guadalupa, la cui venerata Immagine campeggia fra le belle produzioni. E, così, con l'effigie di Maria, si chiude la Mostra.

Il visitatore si sofferma ancora in uno sguardo d'assieme e, piena la mente e il cuore delle sante emozioni provate in questa gita mondiale, dà all'uscita una capatina al nuovo laboratorio dei Sarti: sono ammirati i nuovi banchi da lavoro e di taglio, le nuove macchine e la bella mostra didattica ideata dal nostro Masiero.

La scuola è così anche civilmente inaugurata, e si propone quanto era desiderio di Don Bosco: « Sempre più e sempre meglio ».

Giacchè siamo in tema di Mostre o Esposizioni, non le sarà discaro sapere di una nuova riuscitissima iniziativa del nostro don Dumeez a Nakatsu. È riuscito ad attirare alla Missione circa 5.000 visitatori per una Mostra di oggetti e indumenti religiosi e di quanto può essere utile al servizio del culto cattolico.

Nel gran Salone della Missione, messo a festa con ornamentazioni dei colori nazionali, all'entrata, il Presepio e di fronte, quasi a contrasto, il Calvario con una megnifica riproduzione del Cristo di Limpias che, nella sua straziante realtà, fece meravigliare, commuovere e interessare non pochi visitatori. Lungo le pareti e su tavoli, splendidi arazzi, ricchi paramenti, stendardi, immagini e statue sacre e, sul palco, un altare parato al completo. Su ogni oggetto, le spiegazioni relative, chiarite a viva voce dal personale di guida. Effetto? Visite numerose alla Mostra, richiesta di molte spiegazioni; ottima propaganda insomma, in parte coadiuvata anche dai giovani oratoriani che accompagnando i loro genitori, loro ripetevano quanto avevano appreso all'Oratorio; in tutti, ammirazione e meraviglia.

La via è lunga, polverosa a tratti, spesso irta di ciottoli. Passo passo, lentamente, si tenta di procedere...

Ci benedica tutti, specie il

Suo aff.mo

Mons. VINCENZO CIMATTI

Prefetto Apostolico di Miyazaki.

... LE OPERE CHE, COL VOSTRO APPOGGIO IO HO COMINCIATO NON HANNO PIÙ BISOGNO DI ME, MA CONTINUANO AD AVERE BISOGNO DI VOI E DI TUTTI QUELLI CHE COME VOI AMANO DI PROMUOVERE IL BENE SU QUESTA TERRA. A TUTTI PERTANTO LE AFFIDO E LE RACCOMANDO.

(Dalla «Lettera testamento» di S. Giovanni Bosco).

GRAZIE attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di San Giovanni Bosco.

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime, o firmate colle semplici iniziali.

Benedice una difficile operazione. - Il giorno 29 aprile nel Pontificio Seminario di Salerno, fui improvvisamente colpito da appendicite acuta. Fatto il consulto medico, fu deciso l'immediato intervento chirurgico. Allora io ed una mia sorella con tutto il fervore del nostro animo ci rivolgemmo alla Mamma Ausiliatrice e al caro Santo D. Bosco affinchè impetrassero la buona riuscita dell'operazione. Nello stesso tempo io promisi di farmi subito Salesiano e la sorella promise che sarebbe entrata nella famiglia delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

La mattina del 3o aprile fui condotto all'ospedale per subire la difficile operazione. Il chirurgo operante, l'ottimo professor Lettieri, disperò della buona riuscita nel vedere l'appendicite perforata e gran quantità di pus. Durante le 48 ore che seguirono l'operazione non mi si dava speranza di guarigione. Ma proprio nel momento più pericoloso la Mamma Ausiliatrice e D. Bosco Santo mi ottennero la grazia sospirata, poichè passò ogni pericolo e di giorno in giorno andai sempre migliorando e adesso mi trovo in via di perfetta guarigione. Più volte il chirurgo professor Lettieri mi ha ripetuto che son salvo per un vero miracolo.

Sarò sempre grato e riconoscente alla Mamma Ausiliatrice e al caro Padre e Protettore D. Bosco Santo per avermi ottenuta una grazia tanto grande.

Al più presto io e la sorella adempiremo la promessa fatta.

Capaccio, 10 giugno 1936.   dev.mo

Chierico GUAZZO VINCENZO.

Salvo in una pericolosa caduta. - Il 28 maggio 1935 mio marito saliva in auto per recarsi a Torino; ma, percorsi alcuni chilometri, l'autista perse il controllo della macchina che andò a finire su un campo di grano. Il poveretto fu ridotto in pietosissime condizioni e trasportato al più vicino ospedale. I dottori constatarono la frattura della colonna vertebrale e contusioni multiple, e lo dichiararono in fin di vita.

Accorsa all'ospedale applicai subito al povero infortunato una imagine del nostro Santo con reliquia e iniziai con fede una novena di preghiere affine di ottenere colla sua intercessione e con quella di Maria Ausiliatrice la guarigione. Alla terza novena l'infermo accennò a un lieve miglioramento che s'andò sempre accentuando, finchè, dopo un anno dal terribile capitombolo,_ cominciò a camminare discretamente.

Con tutta la gioia di cui è capace il mio cuore ringrazio commossa Maria Aus. e San Giovanni Bosco, e invio l'obolo della riconoscenza, implorando completa guarigione.

Cavagnolo, 31-5-1936.

PIGLIONE CAROLINA.

Guarita da grave infermità. - Il 7 ottobre u. s. fui colpita da improvviso e acuto dolore al braccio destro. Il dottore giudicò subito trattarsi di cosa grave: infatti in pochi giorni fui ridotta agli estremi. Ricevuti i Sacramenti, ero rassegnata alla divina volontà; ma il pensiero della mamma ottantenne mi faceva desiderare la guarigione.

Con viva fede invocai allora l'aiuto di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco presso il Cuore Santissimo di Gesù implorando la salute e promettendo offerta.

La malattia fu lunga e penosa: la convalescenza sembrava senza fine, accompagnata da terribili affanni ed agitazioni; ma finalmente fui salva e guarii perfettamente.

La Rotta di Moncalieri, 24-5-36.

RUBATTO FRANCESCA.

Guarigione prodigiosa. - Il nostro Germano giocando con alcuni amici riportò una grave ferita alla fronte.

Il dottore, subito accorso, disinfettò e medicò la ferita. Sembrava scomparso ogni pericolo di complicazioni; quand'ecco, dopo due giorni, svilupparsi il tetano con paralisi facciale. Colla bocca tutta contorta, il povero paziente non riusciva più a nutrirsi e sommessamente invocava l'aiuto di Don Bosco.

Angosciati, ma fiduciosi nella bontà e potenza dell'intercessione del novello Santo, iniziammo una novena di fervorose preghiere e facemmo celebrare una Messa al suo altare. La nostra fiducia in Don Bosco ebbe il meritato premio. Dopo dieci giorni di gravi sofferenze il caro infermo cominciò a migliorare e in breve tempo guarì perfettamente.

Riconoscenti, inviamo la nostra offerta.

Vergemoli, 15-5-1936.

BERTONA PIETRO e MARGHERITA, coniugi.

Scampato per miracolo. - Il sig. Testa Savino, capo mastro di Torre Bairo, il 15 marzo u. s. verso le 20,15, sulla cilindrata Castellamonte - Ivrea, fu investito da una motocicletta lanciata a tutta corsa. Trascinato per una ventina di metri, rimase tutto pesto, insanguinato e quasi esamine sulla strada. Il motociclista, giudicato dai medici meno grave, moriva due giorni dopo. Per il Testa, nessuna speranza. Uno specialista di Torino, operata la trapanazione della spina con risultati negativi, dichiarò il caso disperato, dicendo chiaramente che «solo un miracolo lo poteva salvare ».

Il 18 a sera, il povero Testa, sempre inconscio immobile, rantolava. I familiari, parenti e conoscenti numerosi di Torre e paesi vicini che lo venivano a visitare lo piangevano omai perduto. Sicchè pensarono di fare una promessa a San Giovanni Bosco. Il moribondo ricevette la benedizione di Maria Ausiliatrice e colla reliquia del Santo. Il miglioramento fu quasi immediato. Oggi la voce comune lo chiama un morto risuscitato.

Torre Bairo, 30-5-1936   In fede

Sac. CARLO SIMONA, Salesiano.

Salvo per miracolo. - Ex allieva salesiana e fervente divota di S. Giovanni Bosco, ho in tante necessità esperimentato la potente intercessione del Santo presso i Cuori SS. di Gesù e di Maria. Il giorno 25 del mese di aprile scorso mi successe poi un fatto nel quale potei constatare, più che in ogni altro caso, il miracoloso intervento di Don Bosco Santo.

Lavorava nel mio cortile, per delle riparazioni, un muratore. Abbisognandogli dell'acqua levò il coperchio della cisterna non senza che gli si raccomandasse di far attenzione che non entrasse qualcuno dal cancello. Il muratore riempie il secchio e lo porta a pochi metri di distanza. In quel mentre un piccino di 16 mesi Francesco Ravasio figlio di una vicina entra dal cancello, fa poi passi e... cade nella cisterna. Nessuno lo vede ! La mamma ha subito l'ispirazione di uscire a cercare il piccino e, visto il buco aperto, pensa senz'altro con raccapriccio che il figlio suo sia caduto nella cisterna. Il muratore prende un legno, rimuove l'acqua della vasca... niente! Rimette il coperchio di cemento e, convinto di non aver visto nessuno ad entrare, rassicura la mamma. Ma ecco una bambina a sostenere che il piccino era entrato in cortile. La mamma allora grida disperatamente strappandosi i capelli e mi chiama come forsennata dicendo: « Il mio Francesco è nella cisterna, io divento matta! ». Subito il mio grido disperato è: « Don Bosco salvatelo», mentre in fretta stacco dal vestito la reliquia di Don Bosco che sempre porto con me. Corro e, con orrore, vedo che levano dalla vasca, con un lungo legno fatto ad uncino il povero esserino di 16 mesi rassomigliante ad uno straccio bagnato. Era violaceo, gonfio come fosse cadavere... Una scena raccapricciante! Tutti piangono ! Il mio grido è sempre: Don Bosco, Don Bosco, il miracolo, salvatelo! Gli metto la reliquia sulla bocca, su tutta la persona e prego, prego mentre col cuore pieno di fede prometto un'offerta a Don Bosco e prometto pure di far pubblicare la grazia. Oh, bontà di Dio! Il piccino ormai creduto morto da tutti, comincia a dar segni di vita. È salvo!...

Chiunque lo vide e chiunque seppe come s'erano svolte le cose lo dice un grande miracolo

Io ringrazio di cuore il mio caro S. Giovanni Bosco, e lo prego vivamente a voler continuare- la sua valida protezione su me e su tutti i miei cari.

Cassano Magnago, 11 maggio 1936.

MARIA MASCHERONI MACCHI.

Salva il mio nipotino. - Il mio caro nipote Pasqualino, di 19 mesi, s'ammalò improvvisamente di bronchite e congestione viscerale con pericolo di meningite. In venti giorni fu ridotto in fin di vita. Perduta ogni speranza nei rimedi umani la famiglia affidò il malato alla Madonna Ausiliatrice, interponendo l'intercessione di Don Bosco Santo. Non avendo in casa nè una immagine di Maria Ausiliatrice nè una reliquia del suo fede! Servo, staccammo dal Bollettino le immagini dei nostri Intercessori e le passammo ripetutamente sulla boccuccia e sulla fronte del piccino. Coi bambini della mia scuola iniziai una fervorosa novena a Maria Ausiliatrice ed, al secondo giorno, già notammo un notevole miglioramento ; al terzo giorno la febbre era scomparsa e al quinto Pasqualino prese a nutrirsi ed a giocare. Riconoscentissima.

Monte S. Angelo, 16-5-1936.

SANTORO ROSINA di PASQUALE.

Guarigione perfetta. - La mia bambina Gianna di anni 4 1/2 è stata operata il 30 gennaio 1935 per una lussazione bilaterale, ed è stata ingessata per sei mesi. In questo tempo, tutti in famiglia abbiamo fatto la novena a S. Giov. Bosco e per sua intercessione abbiamo ottenuta la guarigione perfetta della bambina. Da un anno essa cammina bene come tutte le bambine sane della sua età. Con mio marito ringrazio pubblicamente il Santo e lo prego a continuarci la sua potente intercessione sulla numerosa figliolanza, perchè cresca buona e sana. Uniamo un'offerta secondo le nostre deboli forze.

Scandiano (Reggio Emilia), 16 luglio 1936-XIV.

PISANI GIOVANNINA in NASI.

Protezione sensibile. - Tante volte abbiamo esperimentato i benefici effetti della protezione di S. Giovanni Bosco, ma specialmente pochi mesi fa, quando una grave sciagura stava per piombare sulla nostra casa. Ci rivolgemmo, come al solito, al nostro Protettore, promettendo una offerta per le Opere Salesiane e la pubblicazione della grazia sul Bollettino e fummo pienamente esauditi; il temporale scomparve come per incanto e la tranquillità ritornò nella nostra famiglia.

Sciogliamo quindi la doppia promessa, pregando Don Bosco Santo che continui ad essere l'Angelo tutelare della nostra famiglia.

Taormina, li 18 giugno 1936.

Coniugi ROSARIO e ROSINA SCIGLIO.

Salvo. - II 9 gennaio u. S. il mio bambino, mentre si divertiva con altri compagni, essendosi arrampicato sur un'alta roccia, perdè a un tratto l'equilibrio, cadde all'indietro e, battendo la testa sul selciato, restò tramortito e conficcato sino a metà del torace nell'apertura di un condotto acquario.

Non appena i compagni si riebbero dallo spavento, lo trassero fuori, ed avvisata la Croce Rossa del luogo. lo fecero trasportare all'Ospedale Santa Maria in Bethlem. Mentre i medici riscontravano la frattura del cranio e gravi contusioni facciali, con prognosi riservata, poichè temevano la congestione cerebrale, io, avvertita del gravissimo rischio del mio bambino, accorsi all'Ospedale gridando: Don Bosco salvatemi il mio Oreste, perchè è sotto la vostra protezione.

Viste le condizioni del mio figliuolo che respirava appena, sostenendo una dura lotta tra morte e vita, svenni.

Riavutami, ricorsi con maggior fiducia al grande Santo dei giovani, D. Bosco, che si degnava esaudire l'angosciato mio grido. Di lì a cinque ore infatti il mio Oreste riacquistava i sensi, e dopo tre giorni era fuori pericolo. Ora il mio bambino è sano e vispo come prima.

Riconoscente invio la mio offerta, fiduciosa che S. Giovanni Bosco continuerà a benedire la mia famiglia e particolarmente il mio Oreste.

Varazze, 12 luglio 1936-XIV.

Obbl.ma PECCHINI GEROMINA

Ex-allieva.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco.

Cavicchioli Lucia (S. Giovanni del Dosso) per la guarigione di una terribile colica.

Mollo Maria per evitata operazione chirurgica. Pagano Teresa ved. Cogo (Cantalupo Ligure) per l'ottenuta pace domestica.

Continetto Ines (Fratta Polesine) pel felice esito di operazione subita dalla sorella.

Poggi Maria (Firenze) per essere mamma felice per la seconda volta.

Rivera Erminia (Masserano) pel felice esito di grave operazione chirurgica.

Gaudelli Olivari Giuditta per la guarigione del piccolo Giuseppe che, caduto nel fuoco, aveva riportato gravissime scottature.

Spalla Luigia (Borgo S. Martino) per una segnalatissima grazia ricevuta.

Massazza Piacentini Luigia per essere stata consolata e confortata mentre si trovava in gravissime angustie.

Chiara Emilio e Letizia (Torino) per la gioia di una bimba dopo quattro anni di matrimonio.

Perrone Giuseppina (Torino) per le molteplici grazie ricevute in favore di persone care.

De Marchi Federica (Torino) per l'ottenuta guarigione di una bronco polmonite nonostante la sua grave età.

B. Elena (Bordighera) per l'assistenza avuta in dolorose circostanze della vita.

Sottotenente Astrua Danilo (Africa Orientale) per grazia ricevuta combattendo.

Famiglia Ponchia (Benevagenna) per avere risparmiato dalla grandine i propri raccolti.

Casalegno S. (Torino) per essere stato preservato da morte durante un attacco di miocardite.

Bertoli Lucia (Varese) per l'ottenuta rapida guarigione del marito colpito da risipola complicata con altri malanni.,

Bobbio Caterina (Torino) per la guarigione di una sorellina che minacciava una pericolosa operazione alla mastoide.

Vinotti Ada (Nomi di Trento) per una segnalatissima grazia ricevuta.

Zanon Grassi Maria (Padova) per l'ottenuta guarigione della bambina.

Savoia Don Massimino (Valgatara) per grazia ricevuta, raccomandando preghiere per la protezione dei suoi cari.

Una devota di Don Bosco Santo (Molfetta) per specialissime grazie ricevute.

Una propagandista di A. C. (Mendrisio-Svizzera) per aver ottenuto una grazia che non osava sperare.

Piagnerelli Mario (Gavignano Sabino) per l'ottenuta guarigione da polmonite doppia seguita da bronchite e meningite.

Cavallero Caterina perché sofferente per grave infezione, ottenne completa e rapida guarigione.

Una Cooperatrice Salesiana (Bergamo) per visibile protezione e per una segnalatissima grazia ottenuta.

Regazzi Maria (Calusco d'Adda) per l'ottenuto miglioramento in salute di un nipote.

Una Cooperatrice Salesiana (Gorizia) per la grazia concessa a persone care che si trovavano in una situazione penosissima.

Tacchini Poltroneri Giuseppina (Scaldasole) per l'ottenuta guarigione del suo piccolo Carlo, di 14 mesi, da broncopolmonite.

Cordero Caterina (Carmagnola) per la guarigione della figlia da grave infezione al viso.

Coniugi B. (Toulon-sur-mer, Francia) per l'assistenza e conforti ricevuti durante penose situazioni e contrasti familiari.

N. N. (Chivasso) per una segnalatissima grazia ricevuta.

Rumi Amedeo e Annita (Cermenate) per aver salvato da certa morte il piccolo Gian Carlo, di 3 anni, che aveva inghiottito un chiodo.

Trinchero Margherita ved. Renaldi (Moncalieri Borgata Moriondo) per la guarigione della cognata Trinchero Rosa da polmonite e del nipotino Tartaglino Giuseppe da polmonite complicata con pleurite e rosolia.

Castiglioni Arnaldo (S. Michele di Tucumàn - Argentina) per essere stato preservato da grave malore.

Levera Nanni Rosa (Vergato) perchè persona a lei cara, madre di otto figli, potè evitare una grave operazione chirurgica.

Porcile Rocchina (S. Cipriano) per la guarigione di una zia colpita da bronco polmonite.

Bacchi Anna (Siacca) per l'ottenuta guarigione di una sorella colpita da male nervoso.

Rampoldi Rosa fu Giuseppe (Musso) per l'ottenuto miglioramento in salute.

Traversi Annetta (Monza) per l'ottenuta guarigione di un padre di famiglia.

Anselmetti Maria fu Antonio (Villar Dora) per la riconquistata salute.

Verna Lucia (Verolengo) per essere stata preservata da gravi sofferenze.

Saporito Maria (Alimena) per l'ottenuta guarigione della sorella colpita da infezione al sangue.

Rossi Anna per la felice sistemazione di una penosa situazione familiare.

Salvetti dott. Giacobbe e Maria (Roma) per la guarigione del figlio Aristide colpito da affezione intestinale e per l'ottenuto miglioramento di una zia spedita dai medici curanti.

Righi Elisa (Piandavello) per la guarigione da gravi coliche complicate con appendicite.

Minatelli Maria (Venezia) per la guarigione dell'unica figlia colpita da influenza con complicazione pleurobronchiale.

Moretto Isolina (Lomazzo) per la ricuperata salute del figlio colpito da pleurite e spostamento del cuore.

Poltroneri Salomoni Rosa (Milano) per l'ottenuta guarigione dopo lunghe e atroci sofferenze.

Costantini Michelina (Avezzano) per essere stata guarita, in sole 24 ore, da grave mal d'occhi e per la guarigione di una sorella colpita da tifo.

Ghelli Pier Paolo (Torino) pel felicissimo esito degli esami.

Novelli Anita (Castenedolo) per l'ottenuta guarigione di un nipotino e per quella della sorella.

Pacini Anna (San Severino Marche) per la guarigione della piccola Lamberta Maria.

Piscitelli Gennaro (Napoli) per l'ottenuta guarigione da grave affezione polmonare e per l'assistenza prestata alla consorte, ora mamma felice.

Vernetti Bonadè Maria (Cuorgnè) per la guarigione dei marito.

Comis Luigia (Cosada) per la miracolosa guarigione del marito da tumori maligni al ventre; per la guarigione di un bimbo colpito da orecchioni e nefrite e per averlo preservato da certa morte durante un capitombolo d 6 metri.

Faccenda Antoniella (Montecatini Terme) in ritardo ringrazia per la guarigione della mamma, di 86 anni, affetta da bronco polmonite doppia e nefrite.

Gianotti Maria (Mezzenile) per la scomparsa di un tumore maligno che affliggeva la sua mamma.

Grassi Carmela (Tortora) per la guarigione da flemone alla faccia, ad intercessione del nostro Santo.

P. D. per la guarigione del figlio.

A. B. (Torino) pel buon esito di una operazione chirurgica.

Carecchio Domenica per la completa guarigione da un grave malore.

Balbis Eugenia per una segnalatissima grazia ricevuta. Brandino Giuseppina (Torino) per essere stata esaudita nei suoi desideri.

Salvetti Giovanni di Stefano (Chivasso - Frazione « Mosche ») perchè disperato dai medici, ottenne completa guarigione da polmonite doppia e pleurite.

Gandino Angela per la protezione prestata al figlio, Ten. Ferraris Mario, combattente in Somalia. Manda un'offerta per riscatto e battesimo di un bimbo indigeno.

Pavarello Cristina (Canelli) per una grazia straordinaria ricevuta.

Brabante Rachele (Savona) per l'ottenuta salvezza della sua bambina.

Alfonsina Lamparelli Cerza (S. Giorgio a Cremano) per la guarigione del marito da congestione polmonare, in attesa di altre grazie.

Groppi Croci Adele (Fiorenzuola d'Arda) per la guarigione da un grave malore.

Dati Guglielmo (Aosta) per grazia ricevuta.

Rossi Laudonia (Ferrara) per la guarigione della bambina da polmonite.

Un giovane ventenne (Carmagnola) per la riacquistata salute dopo anni di sofferenze.

Ex allieva F.e di M. Ausiliatrice (Vercelli) per tre segnalatissime grazie ricevute.

Flemanni Gemma pel felice esito d'un'operazione chirurgica subita dalla mamma.

N. N. (Maglie) per grazia straordinaria ricevuta.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

A. C.

Carissimi,

A. C.: due iniziali che certamente sapete completare: Azione Cattolica! Esse indicano le falangi delle anime generose che marciano colla Gerarchia alle pacifiche conquiste del Regno di Dio, tra le quali io spero di contarvi tutti. E allora tutti a Roma. Voi sapete che i giovani cattolici hanno convegno in questo mese di settembre alla capitale del mondo cattolico, per presentare gli auguri e gli omaggi al Santo Padre Pio XI, al e Papa dell'Azione Cattolica e in occasione del felice inizio del suo 80° anno di età (31 maggio u. se.). Essi furono preceduti, nel mese di maggio, dai rappresentanti della Stampa Cattolica mondiale; nel mese di giugno, da tutti i Vescovi d'Italia; nel mese di luglio, da cinquemila fanciulli di Azione Cattolica; e faranno la più bella corona di tante feste perchè rappresentanti effettivi di quella che il Papa chiama « la pupilla degli occhi suoi ». Se non tutti potrete partecipare a questo imponente pellegrinaggio organizzato dall'amor filiale, tutti potete unirvi in ispirito ai fortunati, pregando in quel giorno in modo speciale per il Vicario di Cristo ed animandovi sempre più all'apostolato dell'Azione Cattolica nelle vostre parrocchie. Voi dovete essere il modello della gioventù del vostro paese, i prediletti del vostro Parroco, i più attivi strumenti di ogni opera buona. Per questo è necessario che abbiate una grande venerazione pel vostro Parroco e che, docili ai suoi consigli ed alle sue esortazioni, vi mettiate con tutta confidenza nelle sue mani, come il venerabile Domenico Savio si era messo nelle mani di S. Giovanni Bosco con quelle sue memorande parole: Se io sono la stoffa, ella ne sia il sarto, e ne faccia un bell'abito pel Signore. Miglior regalo non potreste fare al Papa dell'Azione Cattolica. Così crescendo secondo il cuore di Dio sarete anche i migliori apostoli nell'Azione Cattolica.

vostro aff.mo

DON GIULIVO

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

MODESTI DON GAETANO, sac. da Casalbuttano (Cremona), † a Cartago (Costarica) il 17-5-1936 a 73 anni di età.

MIGLIARDI DON ANDREA, sac. da Savona, † ad Alassio (Savona) il 23-4-1936 a 65 anni di età.

POU BAULIDA DON GIULIANO, sac. da Barcellona (Spagna), † a Las Palmas (Canarie) il 5-6-1936 a 55 anni di età.

SPADACCINI FRANCESCO, coad. da Settimo Torinese (Torino), † a Sucre (Bolivia) il 30-3-1936 a 6o anni di età.

ORSI D. LORENZO, sac. da Castellazzo Bormida (Alessandria), † a San Juàn (Argentina), il 30-10-1935 a 66 anni di età.

FORESI AGOSTINO, coad. da Macerata, † a Macerata il 25-5-1936 a 78 anni di età.

BORDIERI SALVATORE, coad. da Palazzolo Acreide (Siracusa), † a Portici (Napoli) il 31-5-1936 a 58 anni di età.

GONZÁLEZ MARCO TULIO, coad. ascritto da Concordia (Colombia), † a Mosquera (Colombia) il 12-3-1936 a 18 anni di età.

PEREZ GUGLIELMO, ch. da La Calera (Colombia), † a Mosquera (Colombia) il 20-3-1936 a 19 anni di età.

Cooperatori defunti:

Mons. Prof. Cav. PIETRO DE MADDALENA, Oblato Prevosto di S. Maria di Caravaggio in Milano, † il 15-4-u. s. a 5q anni di età. Sacerdote secondo il cuore di Dio, nella cura delle anime prodigò i suoi talenti con rara perizia e zelo instancabile. Affezionato nostro Cooperatore, morì invocando Don Bosco e Don Rua ch'erano l'ideale della sua vita.

Mons. PASQUALE BUCCI, Vicario Generale di Foggia, † il 18-4-u. s. Dottrina, pietà e zelo rifulsero nei delicati uffici che ricoperse con unanime soddisfazione; carità soprattutto nella cura dei poveri e dei bisognosi.

Altri Cooperatori defunti:

Aghemo Palmira, Torino - Angioni Antonio Angelo, Norbello (Cagliari) - Assoero Caterina, Fossano (Cuneo) - Barberis Chiara ved. Valletti, Torino - Basile Maria, Trova (Foggia) - Bertini Teresa, Vergemoli (Lucca) - Bianco Secondo, Leyni (Torino) - Brentagna Vittorio, Bovegno (Brescia) - Brignoli Teresa, Arsago d'Adda (Bergamo) - Catalano Concettina, Troia (Foggia) - Cerra Beatrice, Valle Lomellina (Pavia) - Checcaglini Giuseppe, S. Sepolcro (Arezzo) - Ciprandi Giacomo, Parabiago (Milano) - Da Rin Pagnetto Giambattista, Vigo (Belluno) - De Biase Avv. Angelo, Troia (Foggia) - Derosa Attilia, Pirri (Cagliari) - De Santio Vincenzo, Troia (Foggia) - Ferraro Laura,, Montemagno (Alessandria) - Fraccacreta Alfredo, Troia (Foggia) - Furno Maria ved. Lissi, Torino - Grillo Margherita, Macellai (Cuneo) - Lo Storto Donato, Troia (Foggia) - Macorig Lisa, Prepotto (Udine) - Mandas Maria, Quarta S. Elena (Cagliari) - Marano Aldo, Troia (Foggia) - Marence Maria Maddalena ved. Bandiera, Genova-Certosa - Medda Francesco, Murallao (Nuoro) - Suor Melera Adele, Claro (Svizzera-Ticino) - Onestinghel Dott. Graziano, Trento - Paganelli Assunta, Loiano (Bologna) - Pagani Giacomina, Palazzolo sull'Oglio (Brescia) - Pedri Caterina, Revè (Trento) - Rebecchi Eufemia, Vergemoli (Lucca) - Rebecchi Nicola, Vergemoli (Lucca) - Roggero Giovanna, Ovada (Alessandria) - Rossi Bar. Alessandro, Schio (Vicenza) - Smeraldi Attilia, Moneglia (Genova) - Spinelli Don Luigi, Troia (Foggia) - Trincucci Giuseppe, Troia (Foggia) - Ventura Concettina, Troia (Foggia) - Vigna Can. Teol. Giuseppe, Saluzzo (Cuneo).