Anno LXII - N. 1 GENNAIO 1938 - XVI
SOMMARIO: Il IV Successore di San Giovanni Bosco ai Cooperatori ed alle Cooperatrici Salesiane. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - In famiglia: Italia, Argentina, Cecoslovacchia, Olanda, Perù, Polonia. - Dalle nostre Missioni: Giappone, Cina, Venezuela. - Lettera di D. Giulivo ai giovani. - Grazie. - Necrologio.
Torino, 1° gennaio 1938.
Benemeriti Cooperatori, Benemerite Cooperatrici,
La Famiglia Salesiana augura a voi e ai vostri cari un felicissimo anno nuovo, non solo colle solite espressioni rituali di questi giorni, ma specialmente con fervide preghiere innalzate a Dio nelle nostre Case e Missioni.
Purtroppo il mondo, anzichè godere di felicità, è in preda a convulsioni che ne minacciano la pace e la stessa consistenza.
Se Gesù Benedetto regnasse nel cuore degli uomini, e conseguentemente nelle famiglie e nella società, colla luce della sua fede e gli ardori della sua carità, si godrebbe la pienezza della pace promessa agli uomini di buona volontà, e colla pace il benessere sociale.
Permettete pertanto che in primo luogo io v'inviti ad ascoltare con filiale devozione la voce augusta del Vicario di Cristo che, alla vista dei mali che minacciano la compagine stessa delle nazioni, esorta tutti con accorate parole a formare un fronte unico di preghiere e di azione a salvezza dei valori familiari e sociali.
Le tragiche vicende della travagliata Spagna devono far riflettere seriamente non solo i reggitori dei popoli, ma gl'individui singoli, poichè da questi dipendono in gran parte e fondamentalmente le direttive e l'atteggiamento di quelli.
L'anno testè decorso ha tenuto l'umanità intiera in costante e tragica trepidazione pei gravi mali che già l'affliggono e più ancora pel timore di vederla nuovamente inabissata nel baratro della guerra. Raddoppiamo le nostre preghiere per ottenere che il terribile flagello colle sue spaventose conseguenze sia allontanato da noi.
Anche la Famiglia Salesiana ha sofferto non poco e soffre tuttora a causa del duplice flagello del comunismo e della guerra che travagliano la nobile nazione spagnuola. Sono molti i Salesiani di cui piangiamo la morte. Pur non essendo ancora possibile avere dati del tutto precisi, ci consta con sicurezza che il numero delle nostre vittime oltrepassa già i 70, di cui 68 Salesiani e due Figlie di Maria Ausiliatrice: sulla sorte di molti altri viviamo in tragica incertezza.
La storia dei patimenti e delle torture di una gran parte di quei cari figliuoli, che l'odio satanico dei « senza-Dio » immolò tra le sofferenze di un vero martirio, sarà una nuova pagina gloriosa per la Chiesa e l'umile nostra Società.
Inoltre, più di trecento salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice sono tuttora alla mercè dei rossi e in pericolo costante della vita. Alle 35 case già liberate lo scorso anno dalla tirannia bolscevica, se ne aggiunsero quest'anno altre 12; ma ben 29 rimangono ancora sotto il loro giogo. La nostra pena è resa più straziante dal pensiero e dal fatto di non potere volare in soccorso di quei nostri carissimi e sventurati fratelli.
A questo dolore, già così grande per intensità e durata, venne ad aggiungersene un altro in questi ultimi mesi.
Le nostre opere di Shanghai, che avevano raggiunto un consolante sviluppo, sono state nuovamente provate dalla guerra. In quella popolosa città avevano quattro Istituti: una Scuola Professionale, una Scuola Agricola, un Ospizio e un Ospedale.
È questa la seconda volta che vediamo stroncate dalla guerra le attività, anzi minacciata l'esistenza stessa di quelle opere. Sfortunatamente, di riflesso, anche le altre case e missioni della Cina vengono a soffrire le conseguenze del conflitto esteso a tanta parte di quell'immenso Paese, ove erasi aperto alle nostre opere in questi ultimi anni un avvenire assai promettente.
In mezzo a queste ed altre pene, che sono la conseguenza delle speciali condizioni in cui si dibatte la povera umanità, Iddio misericordioso non ci lasciò mancare le sue consolazioni.
Anzitutto, coll'aiuto delle anime buone, abbiamo potuto sostenere le opere esistenti, educare migliaia e migliaia di orfanelli, continuare le missioni pur in mezzo a molte difficoltà, e formare un numero veramente notevole di vocazioni.
Nell'anno testé decorso furono pure aperte al culto parecchie nuove chiese, tra cui quella di Rue Planchat a Parigi dedicata a San Giovanni Bosco, benedetta dallo stesso Eminentissimo Arcivescovo Giovanni Verdier ed onorata dalla presenza dell'Eccellentissimo Nunzio Apostolico Mons. Valori.
Furono inoltre iniziate cinquantasei nuove fondazioni.
Nuove fondazioni.
Salesiani:
In ITALIA: a Roma la paterna bontà del Sommo Pontefice Pio XI volle, con un atto di sovrana fiducia, affidare ai poveri Figli di San Giovanni Bosco la Direzione e Amministrazione della Tipografia Poliglotta Vaticana; a Montalenghe (Aosta) abbiamo aperto una Casa per Aspiranti Catechisti con Oratorio Festivo; a Monteortone (Padova), uno Studentato Teologico; a Saluzzo (Cuneo) un Oratorio Festivo.
In CECOSLOVACCHIA: a Praga, l'Istituto Card. Kaspar; a Zilina un'opera giovanile.
In FRANCIA: a La Perrelle una Casa di Aspiranti Missionari; a Port Lyautey una Parrocchia con Oratorio Festivo e Scuole Elementari, - a Tolone un Patronato od Oratorio Festivo.
In OLANDA: ad Amersfoort Leusden una Casa di Aspiranti.
In POLONIA: a Chestochowa un Orfanotrofio.
In UNGHERIA: a Mezónyàràd un Noviziato con Oratorio Festivo.
In ARGENTINA: a San Isidro la nuova sede del Noviziato.
Nel BRASILE: a Natal un Oratorio Festivo.
Nel PERÙ: a Lima un Oratorio Festivo con Scuole Serali.
Nell'URUGUAY: a Juan L. Lacaze una Parrocchia con Oratorio Festivo e Scuole Serali.
Figlie di Maria Ausiliatrice:
In ITALIA: hanno aperto le Case di Boves Rivoira (Cuneo), Breme Lomellina (Pavia), Castagnole Lanze (Asti), Confienza (Pavia), Corte Palasio (Milano), Fragagnano (Taranto), Pella (Novara), Nasca (Varese), Novi Ligure (Alessandria), Saltrio (Como) con Scuole Materne, Elementari e di Lavoro, Dopo-scuola, Oratori Festivi, Catechismi e Opere Parrocchiali; di Cusano Milanino (Milano), Pianezza (Torino), Varazze (Savona) con Convitti per giovani operaie; di Aversa (Napoli) con Orfanotrofio femminile. A Pisa esse assunsero la direzione del R. Conservatorio di S. Anna, a Limone (Cuneo) la direzione del «Preventorio Infantile della Croce Rossa Italiana di Alessandria», a Villadossola (Novara) la direzione delle Opere Assistenziali « Teresa Ceretti ». Nelle Case già esistenti aggiunsero: a Torino-Borgo S. Paolo una Scuola di Magistero Professionale per la donna; ad Alba Moretta (Cuneo) un Pensionato per studenti; a Perosa Argentina (Torino), San Salvatore, Frugarolo, Vignole Borbera (Alessandria), l'assistenza alle Colonie elioterapiche.
In ALBANIA: a Kucova un ambulatorio per impiegati e operai dei vari cantieri dell'A. I. P. A.
In BELGIO: a Havay-lez-Mons un Giardino d'Infanzia, Scuole Elementari e Oratorio Festivo; a Jette un Internato per bambini dai 5 agli 8 anni e Opere giovanili femminili.
Nella SPAGNA: a Jabugo la direzione di una Colonia estiva. In tutta la Spagna Nazionale accolsero orfane di guerra, sia interne che esterne.
In UNGHERIA: fu aperta la prima fondazione Ungherese a Olad, con Asilo Infantile, Scuole Popolari, Oratorio Festivo e Opere Parrocchiali.
Nell'ARGENTINA: a Moron - Sei di Settembre - una Colonia Agricola.
Nel BRASILE: a Cachoerinha (Manaos) una Scuola Professionale.
In COLOMBIA: a Belén e a S. Barbara Scuole Infantili ed Elementari con Oratorio Festivo; a Medellin una Casa-Famiglia.
Nel PERÙ: a Puno una Scuola Professionale Agraria pro Indigene.
Negli STATI UNITI: a North Haledon un Pensionato; a West Tampa nella Florida un Orfanotrofio.
Nel VENEZUELA: a El Tocuyo e a Coro Scuole Infantili ed Elementari e Oratorio Festivo.
Nell'Isola di CUBA: a Camaguey-el-Carmen, Guajmaro, Santiago di Cuba, Santiago de Las Vegas, Scuole Popolari, Serali e di Lavoro, Oratorio Festivo e Catechismi annessi; a S. Miguel del Padron un Noviziato; ad Avana-La Granja un Orfanotrofio con Oratorio Festivo; ad Avana, Spiaggia di Jaimantas, la direzione della Colonia Marina « Emanuele Ruspoli di Candriano » e Scuola Infantile «Rosa Maltoni Mussolini» del Fascio di Avana.
Iniziative e proposte pel 1938.
Nel nuovo anno il Signore ci riserba due grandi consolazioni: l'inaugurazione dell'ampliato Santuario di Maria Ausiliatrice e dell'altare di San Giovanni Bosco, e la celebrazione del XV° Capitolo Generale della Società Salesiana.
Malgrado le non lievi difficoltà dell'ora presente, i lavori della Basilica hanno potuto procedere alacremente, e si spera, colla vostra cooperazione, di condurli a compimento.
Col cuore inondato dalle più soavi emozioni v'invito fin d'ora ai solenni festeggiamenti, che verranno celebrati dal 9 al 12 Giugno. Si volle scegliere la data del 9 Giugno, perchè ci ricorda la consacrazione del Tempio di Maria Ausiliatrice nel 1868 e la trionfale traslazione di Don Bosco Beato da Valsalice a Valdocco nel 1929. Sarà questo l'omaggio che la Famiglia Salesiana unitamente ai Cooperatori e alle Cooperatrici offrirà a S. Giovanni Bosco nel cinquantesimo del suo glorioso transito da questa terra al Cielo.
Sappiamo che da tutte parti affluiranno numerosi pellegrinaggi e che sarà enorme il concorso dei devoti. Verrà pubblicato in tempo opportuno il programma delle solennità, decorate dalla presenza e animate dalla parola di molti illustri Prelati.
Abbiamo pensato di fare cosa gradita a tutti dando alle feste uno spiccato carattere propiziatorio, organizzando a tal fine l'ininterrotto succedersi di preghiere e suppliche ai piedi dell'Immagine taumaturga di Maria Ausiliatrice e dinanzi all'Urna di S. Giovanni Bosco leggiadramente collocata nel suo altare monumentale.
Il Capitolo Generale avrà inizio il 23 Giugno, e sarà preceduto dadi Esercizi Spirituali. Mi permetto di esortare i buoni Cooperatori e le zelanti Cooperatrici a voler unire le loro alle nostre preghiere, per ottenere speciali e copiose benedizioni sui lavori del Capitolo stesso a vantaggio delle Opere Salesiane.
Ed ora propongo al vostro zelo pel nuovo anno due opere in particolare.
La prima, come ben potete intuire, è il coronamento dei lavori del Santuario.
S. Giovanni Bosco a coloro che chiedevano grazie a Maria Ausiliatrice raccomandava generalmente tre cose: una novena di preghiere, la Santa Comunione, e una elemosina proporzionata alle proprie forze.
Durante quest'anno e particolarmente in occasione delle feste che verranno celebrate nel mese di Giugno ricorriamo con accresciuta fiducia al cuore materno della Celeste nostra Ausiliatrice e al patrocinio di S. Giovanni Bosco, ricordando però che il sacrificio della nostra elemosina attirerà più copiose su di noi le grazie e i favori celesti.
La seconda opera che caldamente raccomando alla vostra carità è quella delle vocazioni salesiane: sarà questo appunto il' tema principale di cui dovrà occuparsi il Capitolo Generale. San Giovanni Bosco considerò sempre i Coopetori e le Cooperatrici come parte integrante della Società Salesiana e li volle costantemente a giorno anche delle intimità di famiglia. Permettete che, sul suo esempio, io vi presenti nella dovuta ampiezza il problema più grave ed assillante della nostra Società, quello cioè della formazione del personale Salesiano. Esso può sfuggire a taluni; eppure è di vitale importanza. Infatti, oltre al numeroso personale già formato che lavora nelle Case e Missioni, noi dobbiamo preparare senza sosta molti soggetti atti a sostenere le opere già esistenti, a sostituire i vecchi, i malati, i morti, e ad iniziare le nuove fondazioni e missioni, sempre più numerose.
In questi ultimi anni abbiamo fatto sforzi veramente notevoli per creare, completare e attrezzare le Case di formazione in guisa da avere, a sistemazione ormai ultimata, un gettito consolante, quale risulta dalle cifre che sottopongo alla vostra considerazione.
Anzi tutto abbiamo pensato agli Aspiranti: sono circa settemila tra chierici, artigiani, agricoltori, catechisti. Essi rimangono in generale durante un quinquennio in appositi istituti, e dalle loro fila escono in massima parte gli Ascritti alla nostra Società.
Da parecchi anni quelli che vanno ai noviziati superano di non poco il migliaio.
Uscendo dal Noviziato, i chierici passano agli Studentati Filosofici per il triennio liceale; i coadiutori fanno invece il triennio professionale o agricolo. Quanto prima tra gli uni e gli altri si oltrepasserà la cifra di duemila.
Più tardi i chierici, dopo un periodo di vita pratica, vanno agli Studentati Teologici per prepararsi, i più durante quattro anni e altri durante cinque anni, al Sacerdozio. Essi formeranno tra poco un gruppo da circa duemilacinquecento a tremila.
Infine vi è ancora un numero notevole che frequenta le Università Ecclesiastiche e Civili per ottenere i titoli accademici necessari per l'insegnamento negli Studentati, nei Ginnasi, Licei, Istituti Professionali ed Agricoli.
Come vedete, è un insieme di cifre e di lavoro preparatorio imponente e impressionante.
Quest'esercito di circa tredicimila giovani, in costante aumento, tutti nel fiore dell'età, quando cioè esigono spese più ingenti per vitto, vestito, libri, tasse scolastiche e tant'altre cose, gravita tutto coll'enormità del suo peso sulla Società Salesiana.
Tenendo conto del sostentamento, della manutenzione e del progressivo e costante ingrandimento degli edifizi, delle imposte, assicurazioni e spese straordinarie, si può calcolare una cifra globale media di lire italiane tremila annue per individuo in formazione, raggiungendosi così un totale di circa 40 milioni.
Questo calcolo, che in certi anni può anche essere inferiore alla realtà, infonda e accresca in tutti noi - che nel passato dobbiamo intravvedere la caparra dell'avvenire - quella fiducia illimitata nella Divina Provvidenza con cui San Giovanni Bosco c'insegnò ad affrontare con serenità le situazioni che umanamente possono parere, non solo gravi, ma ardimentose.
Ho voluto esporvi queste cose di stretta intimità per un duplice motivo. In primo luogo per ringraziarvi e dirvi che siete proprio stati voi finora i provvidenziali strumenti di cui Iddio sì compiacque di servirsi per compiere un sì gran bene. In secondo luogo per esortarvi a considerare e ad avere presente d'ora in poi nelle vostre elemosine con crescente impegno questo punto di importanza veramente vitale.
Voi ben sapete con quanta insistenza ci si chiegga da tutte parti l'apertura di nuove Case e Missioni, e sapete pure come, secondo il pensiero di Don Bosco, non vi sia modo migliore e più proficuo d'impiagare le proprie elemosine che destinandole alla formazione di sacerdoti, di di missionari e di religiosi.
Ora voi avete visto che per formare un sacerdote si richiedono, nella nostra Congregazione, non meno di tredici anni, ed otto per un coadiutore. Nè si dimentichi che, sul numero indicato, non sono pochi quelli che per motivi di salute, studi, condizioni pedagogiche od altre cause, non possono raggiungere la mèta.
Urge pertanto rivolgere a quest'assillante problema particolare attenzione, e a tal fine non vi sia discaro che vi metta dinanzi alcuni mezzi pratici per risolverlo.
1° In primo luogo, nel distribuire elemosine, nessuno tralasci di fare ogni anno qualche sacrifizio per la formazione del personale Salesiano.
2° È cosa ottima l'incaricarsi di pagare globalmente o a rate la pensione di qualche aspirante, novizio o studente.
3° Chi sia in grado di creare una Borsa Missionaria, intestandola al nome di qualche persona cara o di qualche Santo di particolare devozione, farà opera veramente utile ed encomiabile per la salvezza delle anime.
4° Vi sono talvolta persone facoltose e senza famiglia che non sanno come impiegare le proprie sostanze. Si consigli a costoro di perpetuare il loro nome fondando una Casa di formazione o un Istituto Missionario, oppure dotando dette Case con un numero di Borse di studio decorate col loro nome. È questo il modo migliore di formarsi una famiglia spirituale che tramandi in benedizione ai posteri il proprio nome o quello di persone care in un ambiente di fervide preghiere e attraverso una operosità incessante a vantaggio della gioventù e del prossimo.
5° Non si dimentichi che il bene fatto in vita ha un merito di gran lunga maggiore: Don Bosco ripeteva che rischiara di più un lume davanti che molti di dietro. È anche vero però che non è sempre possibile disporre in vita e procurarsi in tal guisa la gioia del bene attuato. Per ciò raccomandiamo a coloro che volessero compiere qualche opera buona, per mezzo delle loro ultime volontà testamentarie, di favorire di preferenza le vocazioni missionarie, di cui v'è un estremo bisogno. A tal fine consigliamo di lasciare o per mezzo di legati o per eredità le proprie elemosine o sostanze all'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI CON SEDE IN TORINO.
E questo un ENTE MORALE creato con apposito Decreto reale per aiutare le Missioni Salesiane.
6° Soprattutto poi da tutti s'innalzino fervide preghiere per ottenerci da Dio molte e buone vocazioni e i mezzi per sostenerle.
Dopo avervi dette queste cose nell'intimità della famiglia, mi sento meno oppresso dal peso della responsabilità. Sono persuaso che voi mi aiuterete efficacemente a portarla, che anzi la vorrete condividere con me per mezzo della preghiera e della cooperazione.
Mentre scrivo ho dinanzi a' miei occhi la soave visione del Santuario di Maria Ausiliatrice che s'ingrandisce ed abbella. Proprio in questi giorni abbiamo gioito al rivedere messe a nuovo le magnifiche pitture della primitiva cupola, dipinta dal Rollini.
S. Giovanni Bosco vide ripetutamente in sogno scritte a grandi caratteri su di una striscia bianca nell'interno di una chiesa vasta e maestosa queste parole: Hic domus mea; inde gloria mea: È qui la mia casa: di qui s'irradierà la mia gloria. Questo fatidico motto verrà perpetuato nell'ampliata Basilica.
Da anni infatti il Santuario di Valdocco irradia le glorie di Maria Ausiliatrice per mezzo della crescente devozione che infiamma cuori sempre più numerosi.
Ma voi pure siete intimamente convinti che la gloria di Maria Ausiliatrice s'irradia di luce ancor più fulgida per opera delle centinaia e migliaia di Missionari che dal 1875, senza interruzione e con ritmo crescente, partono dai piedi della sua Immagine taumaturga per portare a tutti i lidi la luce della fede e la fiamma del vero amore.
Procurare che seno sempre più numerosi i missionari, moltiplicare gli Apostoli, favorendo e sostenendo le vocazioni salesiane, è uno degli omaggi più graditi al cuore della celeste nostra Ausiliatrice, è concorrere nel modo più e tace a propagare ed accrescere la sua gloria.
A questa nobile missione io v'invito in nome di S. Giovanni Bosco e delle anime che aspettano di essere condotte a salvamento.
Prima di finire, presento anche a voi come Strenna spirituale pel 1938 questa pratica: Santifichiamo il lavoro collo spirito e nelle opere di S. Giovanni Bosco.
Invocando nuovamente su di voi, sulle vostre famiglie, sui vostri interessi e sulle vostre intenzioni le grazie più abbondanti, mi professo vostro riconoscentissimo in C. J.
Sac. PIETRO RICALDONE
Rettor Maggiore.
La cronaca del mese di novembre registra commoventi tributi di suffragio per le anime purganti. Oltre alle funzioni tradizionali del giorno dei Santi e dei Morti, ispirate al più squisito senso liturgico, pii pellegrinaggi al Cimitero. In due turni poi, studenti ed artigiani si recarono anche al Sacrario dei Caduti ove il loro Direttore celebrò la santa Messa. La domenica 7, convennero invece a Valdocco numerosi ex-allievi per la commemorazione dei compagni caduti in guerra. Con bandiere e gagliardetti, assistettero, nella basilica di Maria Ausiliatrice, alla Messa celebrata dal Direttore generale delle Scuole salesiane dott. D. Renato Ziggiotti, ex-capitano di artiglieria, quindi sfilarono in corteo al monumento di Don Bosco deponendovi una corona d'alloro, e si raccolsero nel salone-teatro per la commemorazione ufficiale tenuta dall'avv. Dino Andreis di Cuneo. Il giorno 11, scesero all'Oratorio i Liceisti del collegio di Valsalice ad implorare la benedizione di Maria Ausiliatrice e l'assistenza di S. Giovanni Bosco sul nuovo anno scolastico. Il 12, il Rettor Maggiore partì coll'Economo generale pel Veneto ad inaugurare il nuovo studentato teologico di Monteortone ed a compiere la funzione della vestizione religiosa dei nuovi chierici dell'Ispettoria ad Este. In serata arrivò invece S. E. Mons. Giorgio De Jonghe d'Ardoye, delle Missioni Estere di Parigi, Vicario Ap. di Yunnan-Fou (Cina), che si trattenne due giorni, celebrando all'altare dell'Ausiliatrice e del nostro Santo. Il 19, all'altare del Santo celebrò S. E. Mons. G. B. Megnier, vescovo di Angouléme e subito dopo S. E. Mons. Antonio Valente da Fonseca, vescovo di Vila Real (Portogallo) e nostro grande benefattore. Il 20, P. Quenard, Superiore Generale degli Assunzionisti. Il 21, festa anticipata di Santa Cecilia coll'esecuzione di una nuova messa di ottimo effetto. Nella cappella Pinardi, convegno dei giovani di Azione Cattolica dell'Oratorio salesiano S. Agostino per una mezza giornata di ritiro. Altra mezza giornata di ritiro tennero, la domenica seguente, nella stessa cappella, gli Uomini di Azione Cattolica dell'Oratorio di S. Paolo. Pellegrini alla spicciolata ogni giorno e qualche comitiva nei giorni festivi.
Sette gagliardetti regionali ai nostri giovani di Azione Cattolica.
Il 7 novembre u. s. il Santo Padre Pio XI ha ricevuto nella Sala del Concistoro i rappresentanti delle Associazioni di Azione Cattolica risultati vincitori nella gara nazionale di cultura religiosa e di canto sacro
Fra le Associazioni premiate, quattro che fioriscono nelle nostre Case vinsero il gagliardetto regionale, aggiungendo gloria alle tre vincitrici dello scorso anno.
Sette « gagliardetti regionali » in un biennio non son poca cosa. Issati fra gli altri premi riportati in gran numero nelle singole diocesi, documentano eloquentemente il fervore delle nostre Associazioni interne ed esterne per lo studio della religione e per la cultura del canto sacro- E noi, riparando anche al silenzio dello scorso anno, cogliamo questa occasione per indicare le sette Associazioni eminenti all'ammirazione e al plauso dei Cooperatori, all'emulazione dei giovani:
1936.
ESTE (Collegio Manfredini) Associazione Guido Negri, vinse il gagliardetto aspiranti della I zona.
FRASCATI (Collegio Villa Sora) - Ass. S. Giovanni Bosco, vinse il gagliardetto aspiranti della III zona.
PALERMO (Collegio Don Bosco) - Ass. Don Rua, vinse il gagliardetto aspiranti della IV zona.
1937:
FRASCATI (Oratorio Salesiano Capocroce) - Ass. Domenico Savio vinse il gagliardetto aspiranti regionale Lazio.
MESSINA (Collegio S. Luigi) - Ass. Domenico Savio, vinse il gagliardetto aspiranti della VI zona.
PARMA (Collegio S. Benedetto) - Ass. Don Carlo Baratta, vinse il gagliardetto effettivi della IV zona.
TORINO (Liceo Valsalice) - Ass. Don Bosco Santo, vinse il gagliardetto effettivi della II zona.
L'ultima elencata, quella che vive nel Liceo Valsalice, ha sopra di sè la benedizione di Don Bosco che santificò quel luogo con la quarantenne presenza della Salma... Non solo essa meritò una menzione particolarissima di lode nella recente augusta premiazione pontificia, ma nella Pasqua del decorso anno ricevette anche in dono una grande fotografia del papa, con firma autentica per lo stile con cui i centodieci soci avevano celebrato l'offerta del chicco di grano. Dopo la Comunione, fatta tutta per il Papa, ogni socio con gesto pieno di pietà, tolse da un vassoio, tenuto da un compagno, un chicco di grano e lo depose in un altro vassoio dicendo: sia pane eucaristico per la vita del Santo Padre! La formula ripetuta centodieci volte segnò un crescente di commozione che diventò poi inno di ringraziamento, quando si seppe della ricuperata sanità del Papa. Quei cari giovani piamente credono che le loro preghiere e il loro chicco di grano, diventato pane per le Messe del Santo Padre, non siano state estranee a questo prodigioso ringiovanirsi del Vicario di Cristo ottantenne.
Anima dell'Associazione è, come tutti sanno, il nostro Don Cojazzi, il quale protende il suo apostolato a tanti altri giovani, anche fuori del Collegio di Valsalice, colla Rivista dei giovani che da diciotto anni dirige con ardore e sapienza. La raccomandiamo caldamente soprattutto agli studenti delle scuole medie superiori (1).
ITALIA - Alassio. - Commemorazione della Ven. Madre Mazzarello.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice che prestano le loro cure al fiorente Liceo-Ginnasio salesiano parificato, nella ridente città di Alassio, pensavano ad un'intima cordiale commemorazione del centenario della nascita della venerabile loro prima Superiora pel 17 ottobre u. sc. Ma l'Istituto salesiano la fece assurgere alla solennità delle grandi celebrazioni, invitandovi autorità e personalità ed una folla di cittadini. L'oratore P. Regatieri O. P., con tocchi smaglianti, ritrasse in Maria Mazzarello l'adiutorium simile sibi preparato dalla Provvidenza al santo Don Bosco per l'assistenza della gioventù femminile ; e, ricordando il giorno in cui la venerabile Madre accompagnò personalmente le prime Suore al Collegio di Alassio, prima di volare al Cielo, ne trasse auspici di benedizione sull'Istituto e sull'intera città.
(1) Rivista dei giovani. S. E. I., Corso Regina Margherita, 176 - Torino 109. L. 12,5o all'anno.
- Anacapri. - Omaggi a San Giovanni Bosco.
Anacapri ha voluto tributare solenni ufficiali festeggiamenti a San Giovanni Bosco dal 14 al 17 ottobre u. s. dopo un triduo predicato dal salesiano Don Fiora. Intervennero tutte le autorità. L'Ecc.mo Vescovo di Castellammare di Stabia Mons. Federico Emanuel tenne pontificale e benedisse lo stendardo dei Fanciulli Cattolici. La processione del pomeriggio, attraverso le vie della cittadina incastonata nell'incantevole isola di Capri, fu una dimostrazione eloquente dell'adesione della popolazione alla devota iniziativa del comitato ex-allievi e Cooperatori che col rev.mo Don Farace si lusinga di ospitare presto un'Opera salesiana in un edificio già pronto ed attrezzato.
- Ivrea. - Convegno interdiocesano di Decurioni dei Cooperatori Salesiani.
L'11 novembre u. s. l'Istituto Missionario Salesiano « Cardinal Cagliero «, che ospita circa 200 giovani Aspiranti Missionari, accolse a festa i Direttori Diocesani e Decurioni dei Cooperatori Salesiani delle Diocesi di Ivrea e di Aosta che si raccolsero a convegno. Lo presiedette l'Ecc.mo Vescovo di Aosta, Monsignor Francesco Imberti, con S. E. Mons. Coppo, Vescovo salesiano. Sua Eccellenza Mons. Vescovo di Ivrea, impegnato in visita Pastorale, era rappresentato dal Vicario Generale Monsignor Tasso. Rappresentava il Rettor Maggiore il dott. Don Renato Ziggiotti, direttore generale delle Scuole Salesiane.
Primo relatore fu il can. Minellono che, con rara competenza e caldo affetto, richiamò in rapida sintesi l'origine e lo scopo della Pia Unione dei Cooperatori Salesiani fondata da San Giovanni Bosco. Il can. Gaod trattò quindi del culto di S. Giovanni Bosco nelle due Diocesi sottolineandone l'ammirabile diffusione. Mons. Cavallo, parroco di Montaldo Dora, rievocò infine la figura del Servo di Dio D. Michele Rua con una fervida orazione che commosse profondamente l'assemblea.
La cordiale discussione portò all'approvazione di un pratico ordine del giorno.
I convenuti salirono quindi alla Cappella ove S. E. Mons. Imberti impartì a tutti la trina Eucaristica benedizione.
ARGENTINA - Bahia Bianca. - I primi aerei della linea Buenos Aires-Terra del Fuoco inaugurano il servizio recando l'immagine di S. Giovanni Bosco.
Nella prima metà di novembre la linea Buenos Aires-Terra del Fuoco ha iniziato il servizio aereo per trasporto passeggeri e corrispondenza, ed il Segretariato regionale degli ex-allievi salesiani del Sud Argentina ha avuto la felicissima idea di offrire tre medaglioni di bronzo recanti l'immagine del nostro Santo Fondatore ai tre apparecchi trimotori scelti pel volo inaugurale. La cerimonia della consegna si è svolta nel nostro Collegio di Bahia Bianca fra entusiastiche dimostrazioni e fervidi voti. La Società ha accolto con molta gratitudine l'omaggio, lieta di iniziare il servizio sotto gli auspici del Santo che nel 1875 mandava i suoi missionari a civilizzare quelle remote contrade. E il gesto è riuscito tanto più caro a tutti perchè proprio in quei giorni le Missioni salesiane della Terra del Fuoco celebravano il giubileo d'oro della loro opera di evangelizzazione, avendo raggiunto la parte meridionale della zona argentina e cilena nel 1877.
CECOSLOVACCHIA - Praga. - Benedizione del nuovo Istituto " Card. Kaspar " e consacrazione della cappella.
Il 24 ottobre u. s. è terminata la costruzione della prima parte della nuova Casa salesiana innalzata nel quartiere di Kobylisy, alla periferia di Praga, comprendente anche una graziosa cappella dedicata a Santa Teresa del Bambino Gesù. I Cooperatori e benefattori poterono così ammirare la bella mole del lavoro compiuto in un sol anno, grazie alla loro generosità ed alla benedizione sensibile di S. Giovanni Bosco.
Lo stesso Eminentissimo Arcivescovo Cardinale Kaspar volle compiere la cerimonia di inaugurazione benedicendo l'edificio a lui dedicato e consacrando la cappella, dopo una fervorosa predicazione del can. di Stara Boleslav Mons. Giuseppe Malek. Al termine della funzione, Sua Eminenza si felicitò coi Salesiani, coi Cooperatori e coi fedeli, dicendosi lieto di suggellare col sacro rito le feste decennali dell'entrata dei Salesiani in Cecoslovacchia e la prima fase delle grandi a Giornate religiose s di Praga che hanno ridestato tanta fede nella Nazione. Accostò quindi le due figure di Santa Teresa del Bambin Gesù e di San Giovanni Bosco per trarne preziosi eccitamenti di vita cristiana.
La giornata si chiuse nel pomeriggio in Santa Croce coll'intervento del Nunzio Apostolico S. E. Monsignor Ritter il quale, dopo il discorso di circostanza, impartì la trina Benedizione eucaristica.
OLANDA - Leusden. - Benedizione ed inaugurazione della nuova Casa salesiana.
Grazie allo zelo di un fiorente comitato di Cooperatori, nell'autunno p. p. si è potuto inaugurare ufficialmente il nuovo Istituto per Aspiranti salesiani che accoglie già una quarantina di giovani studenti, anelanti di seguire la loro santa vocazione. Intervenne l'Ecc.mo Nunzio Apostolico all'Aja Mons. Paolo Giobbe, il quale compì la cerimonia della benedizione ed assistette pontificalmente alla Messa solenne. I giovani lo ricevettero con evviva e canti in lingua italiana, e nella stessa lingua uno di essi gli diede il benvenuto, esprimendo la gioia e la gratitudine di tutti per la paterna degnazione del rappresentante del Papa. « Abbiamo voluto salutarla - soggiunse - benchè poco abili ancora, nella lingua di Dante e del Papa, nella lingua del nostro santo Padre Don Bosco. Lei preghi per noi, affinchè i primi figli di Don Bosco nel « paese dei fiori » siano tutti fiori olezzanti nel giardino salesiano ».
La festa si chiuse nel pomeriggio con una brillante accademia, in cui i giovani alternarono prose e canti in lingua olandese, italiana, tedesca e francese. Circondavano Sua Eccellenza l'Ispe†tore salesiano Don Niedermayer, parecchi parroci del vicina†o, insigni Cooperatori e personalità del clero e del laicato. Dopo brevi parole di omaggio del Direttore Don Kremer, il rev.mo dott. Thijssen di Utrecht tenne un nobilissimo discorso su Don Bosco e l'Opera sua in Olanda. Il Presidente del comitato dei Cooperatori che mise a disposizione la casa assicurò l'assistenza anche pel futuro. Quindi Mons. Nunzio s'alzò applauditissimo a suggellare colla sua parola e colla sua benedizione la gioia di quel giorno. Egli si disse particolarmente lieto, come rappresentante del « Papa di Don Bosco », di salutare l'apertura di una nuova Casa salesiana in un'ora in cui il cuore del Papa è afflitto da tante amarezze, e ringraziò in modo speciale l'Arcivescovo che ospita i Salesiani nella sua diocesi e che proprio di quei giorni stava organizzando l'Azione Cattolica secondo i desideri del Santo Padre.
Tutti i giornali dell'Olanda diedero pubblicità alla cronaca con espressioni di cordiale simpatia per l'Opera salesiana.
PERU - Lima. - Il Ministro e la Missione aeronautica italiana all'Istituto salesiano.
Il 27 settembre u, s. il nostro Collegio di Lima, che educa annualmente un migliaio di alunni, accolse con immensa festa il R. I. Ministro d'Italia Gr. Uff. Giuseppe Talamo Atenolfi, marchese di Castelnuovo, che accompagnava il Generale Ulisse Longo coi suoi ammirabili ufficiali e piloti della missione aeronautica italiana alla visita delle Opere salesiane. Cantato l'Inno Nazionale e Giovinezza, l'Ispettore Don Manachino diede il benvenuto ufficiale salutando in un brillante discorso « le aquile meravigliose che conoscono ormai non solo il cielo stellato d'Italia, ma tutti i cieli del mondo, ed in tutte le parti sono messaggere intrepide del valore, del genio e della fede della nostra immortale italica gente ». Quindi si svolse il programma di una simpatica accademia di omaggio, coronato dalla parola alata del Generale Longo il quale, ringraziando, assicurò che non si sarebbe mai dimenticato « della gloriosa Repubblica del Perù e dei buoni Salesiani che in tutte le parti del mondo, seguendo gli esempi dell'immortale Don Bosco, fulgida gloria italiana, raccolgono abbondanti frutti della loro attività e sacrificio
Dall'Istituto salesiano, gli illustri visitatori passarono a quello delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ammirandovi lo stesso entusiastico spirito e raccogliendo le stesse fervide cordiali manifestazioni.
POLONIA - Daszawa. - La posa della pietra angolare della chiesa salesiana dedicata alla Sacra Famiglia.
Il 26 settembre u. s. S. E. Rev.ma il dott. Boleslao Twardowski, arcivescovo metropolita di Leopoli, con tutta la solennità del rito, benedisse la pietra angolare del tempio salesiano che verrà dedicato alla Sacra Famiglia. Assistettero tutte le autorità della provincia, il clero dell'archidiocesi, numerose personalità e Cooperatori salesiani, ed una folla di popolo convenuta anche dai paesi vicini. Il tempio, le cui mura affiorano già notevolmente dal suolo, ha una bella storia che si riallaccia ad un'indicazione quasi profetica dell'immediato successore di S. Giovanni Bosco, il Servo di Dio Don Michele Rua, il quale, nella sua prima visita in Polonia, designò proprio Daszawa come centro di rigogliosa vita salesiana attorno ad una grande chiesa che conveniva al più presto costruire. Difficoltà dapprima insormontabili ritardarono l'attuazione del progetto che nacque dalla sua designazione ; tutte si vinsero coll'aiuto dei buoni e l'opportuno interessamento dell'attuale Direttore spirituale della Società Salesiana sig. Don Tirone. Al termine della funzione Mons. Arcivescovo rilevò la provvidenza del sacro edifizio «nel pacifico paese d'un giorno divenuto omai un importantissimo centro industriale per lo sfruttamento del gaz minerale che vi abbonda » e si compiacque che la costruzione « fosse un degno monumento della pietà e della fede degli industriali del luogo, nonchè della civiltà cattolico-romana che i Polacchi si vantano di portare in quelle lontanissime plaghe della loro eroica nazione».
L'Ispettore salesiano Don Cieslar ringraziò Sua Eccellenza, autorità e benefattori, assicurando il più largo concorso dei figli di Don Bosco all'attività religiosa dell'archidiocesi.
GIAPPONE
Un ardente voto del Santo Padre ai missionari, consolante realtà per noi...
Amatissimo Padre,
Il Signore non lascia mai senza consolazione i suoi missionari e viene mirabilmente alternando le gioie alle croci. Gran conforto la recente visita del suo rappresentante sig. Don Candela e dell'amatissimo Don Berruti, che ci portarono la benedizione, la parola, le direttive del Rettor Maggiore. Solo chi risiede all'estero, lontano da tante persone e cose carissime - il missionario specialmente - può esperimentare e dire di quale ineffabile consolazione, di quale santo incitamento riempia il cuore il vedere volti amati, udire la parola confortatrice e ammonitrice del Padre lontano... Sono momenti in cui l'anima si bea e si affranca.
Grazie, grazie, amatissimo Padre, di questa immensa carità. La sua parola non è caduta invano, e, colla grazia di Dio, produce e produrrà a lungo i suoi frutti.
Proprio durante la visita, un'altra grande consolazione ci ha elargito il Signore: quella di vedere realizzata anche nella nostra Prefettura Apostolica la formazione di una Congregazione religiosa femminile indigena secondo i voti ardenti del S. Padre, che nell'Enc. Rerum Ecclesiae così esorta gli ordinari delle Missioni: « È necessario... che fondiate congregazioni religiose indigene dell'uno e, dell'altro sesso i cui soci professino i consigli evangelici ». Nel passato giugno, la Congregazione di Propaganda Fide ne diede licenza, e il 22 agosto, si compì la vestizione delle prime cinque novizie, che, il 29, iniziarono canonicamente il loro noviziato.
La formazione di buoni elementi indigeni, che coll'esempio e colle opere coadiuvino il lavoro del missionario, è di tale utilità, per non dire necessità, in Giappone, che si può ritenere una condizione indispensabile per realizzare e specialmente stabilizzare il lavoro dì apostolato. Il nostro buon D. Cavoli può godere di tale fondazione nel Signore; l'ispirazione avuta per dare stabilità all'Ospizio di Miyazaki e per moltiplicare l'opera di bene iniziata, comincia ad avere la sua prima attuazione. Le brave suore giapponesi della Carità, come furono zelanti nella primiera condizione, lo saranno ancor più, quando, consecrate a Dio in modo speciale, potranno zelarne la gloria come religiose. Scopo speciale della nuova Congregazione è la propagazione della fede colle opere di carità, sia corporali che spirituali, tanto negli istituti di beneficenza per vecchi, orfani, infanzia abbandonata, quanto negli ospedali, nella visita e cura degli infermi a domicilio, e in ogni sorta di opere di assistenza sociale per ogni genere di persone.
Sorta dagli umili inizi della Conferenza locale di S. Vincenzo de' Paoli, rafforzatasi nel sacrificio e nel lavoro di assistenza dei poveri vecchi ed orfanelli dell'ospizio di Mivazaki, conta già, oltre le prime novizie, una quindicina di altre, che attendono con ansia il loro turno, ed altrettante giovani aspiranti che vengono preparandosi, nello studio e nel lavoro, alla futura missione. Raccomando questa nascente pianticella (a cui tutti di gran cuore auguriamo l'estensione della pianta di senapa del Vangelo) alle sue ardenti preghiere ed a quanti amano unirsi con noi in spirito ed opera alla dilatazione del regno di Dio in questo grande Impero. La funzione della vestizione si svolse la domenica 22 agosto, ottava dell'Assunzione, nella chiesa di Miyazaki. Visi protesi, occhi intenti e imperlati di lagrime, labbra mormoranti preghiere... È difficile cogliere l'espressione dei sentimenti dal volto giapponese; ma in questa manifestazione tanto interessante, di cui si sentivano tanta parte, di fronte a protagonisti giapponesi autentici... si notava in tutti preghiera, soddisfazione, ringraziamento, speranza. Il buon D. Cavoli, che meglio di tutti poteva spiegare il genuino spirito della nuova Congregazione, ne aveva preparato gli animi. Graziosi fanciulletti biancovestiti seguivano le fortunate, che adorne dei loro sgargianti kimono, nascoste nei grandi veli, col cero acceso in mano, si prostrarono davanti a Dio, facendo pubblicamente la loro franca dichiarazione di preferire per loro porzione Gesù...
Cambiata la scena, tra i canti, inneggianti alla mistica unione con Gesù, rientrarono vestite dell'abito nero di noviziato e presentarono al Signore le loro promesse. È una nuova fonte di attività propagatrice di bene, è un nuovo passo che a suo tempo darà i suoi frutti più o meno copiosi secondo la corrispondenza delle religiose alla grazia di Dio, e gli aiuti dei buoni che invoco per mezzo suo.
Ci benedica tutti, affinché possiamo tutti corrispondere alle grandi grazie del Signore. Come figlio aff.mo
Miyazaki, agosto 1937.
Mons. VINCENZO CIMATTI Prefetto Apostolico.
CINA Nella tormenta della guerra.
Ven.mo Padre,
Finalmente possiamo darle qualche notizia sulle peripezie di questi mesi di guerra.
Da un anno appena ci eravamo trasferite al nuovo Ospedale « Cuore Immacolato di Maria », dovuto alla munificenza del benemerito Comm. Lo-Pa-Hong, e la nostra vita vi scorreva normalmente. Tutto, anzi, faceva sperare uno sviluppo sempre maggiore delle varie opere che, via via, andavamo organizzando intorno all'Ospedale: l'Orfanotrofio, una piccola scuola elementare, l'Oratorio festivo, la visita dei malati a domicilio... Numerosi i battesimi tra gli infermi, anche adulti; e non pochi, già cattolici, sviati e dispersi dalle tristi vicende della guerra cino-giapponese del 1932, ricondotti alla fede e alla pratica della vita cristiana.
Ai primi gruppi di neo-comunicandi, altri se ne stavano preparando in occasione della prossima solennità dell'Assunta; nè mancavano le primizie di vocazioni indigene: due giovanette cinesi di Shanghai, aspiranti alla vita religiosa salesiana...
Tutto questo fervore di vita fu arrestato bruscamente la sera del 12 agosto, quando giunse inattesa la notizia del pericolo imminente in cui versava l'Ospedale e la necessità di abbandonarlo al più presto. Con due autoambulanze, aiutate dai Salesiani, provvedemmo anzitutto a porre in salvo ammalati e bambini, facendoli ritirare in ospedali e ricoveri, situati in altra parte dell'estesa città, e poi, col cuore angosciato, dovemmo allontanarci anche noi, trovando ospitalità presso le ottime Madri Francescane di Maria, che già ci avevano accolte al nostro arrivo in Shanghai.
All'indomani ritornammo all'Ospedale, cercando di salvare qualche cosa, almeno delle più indispensabili; ma fummo costrette a ritirarci presto, perchè il fragore della guerra si avvicinava sempre più, e tutto il quartiere stava per essere accerchiato e tagliato fuori del resto della città.
Due giorni dopo, proprio nella festa dell'Assunta, ci attendeva un nuovo e più frettoloso esodo, chè anche l'Ospedale « Sacro Cuore » delle Madri Francescane stava per essere distrutto dalle bombe e dalle fiamme. Questa seconda volta ci rifugiammo nella così detta « Concessione Francese », la parte relativamente più sicura, dove fummo accolte nella Casa Centrale delle buone Suore della Carità.
Dell'edificio abbandonato, quasi nessuna notizia sicura. La località di Chapei, non presentava ormai che rovine; e vari padiglioni dell'Ospedale furono vittime delle bombe e dell'incendio.
Il Signore, il quale permise che noi rimanessimo prive di tutto, giacchè nella ripetuta fuga andò perduto anche quel poco già faticosamente salvato, non ci lasciò tuttavia senza il dono divino di anime da salvare: il tesoro più ambito dei nostri cuori.
Il Rettore della celebre Università Cattolica « Aurora », che pochi giorni prima dello scoppio della guerra aveva fortuitamente conosciuto il nostro Ospedale, sapendoci ospitate nella Casa Centrale delle Figlie della Carità, poco distante dall'Università stessa, ci pregò di prestarci per la cura dei soldati feriti ivi ricoverati.
Accettammo subito con gioia la proposta, che, mentre ci, offriva un lavoro conforme all'opera che avevamo dovuto abbandonare, rendeva anche più caro il nostro apostolato a pro' delle vittime della guerra che ne avevano più urgente bisogno..
Tre suore assunsero immediatamente il servizio dalle prime ore del mattino fino all'imbrunire, assillate dallo strazio dei poveri ed eroici soldati portati dalle auto-ambulanze, con le membra orribilmente mutilate. Se vedesse che scempio! Alcuni giungono appena in tempo per ricevere il Battesimo. Si fa tutto quello che si può per sollevarli dalle loro sofferenze fisiche e morali, mentre si cerca d'insinuare nelle anime loro qualche sentimento di quella religione che essi non conoscono, ma di cui sentono il fascino attraverso gli esempi di abnegazione e di sacrificio di chi fa loro disinteressatamente del bene.
Casi pietosissimi fanno rifulgere anche più agli occhi dei pagani l'eroismo della carità cristiana, che, sebbene nascosta, non conosce ostacoli. Venne portato, tra gli altri, un povero soldato che era ferito da parecchi giorni. Nessuno lo voleva avvicinare perchè esalava un odore insopportabile, prodotto dalla tumefazione delle numerose e profonde ferite. Ma fu accolto con amore dalle nostre Suore che vedevano in quell'infelice un'anima da salvare. Esse sole ebbero il coraggio, come dicevano altri soldati, di medicare quelle piaghe e di prestare, con inalterabile serenità, tutte le cure che gli altri sdegnavano di porgere. Non è meraviglia che anche i più restii si commuovano e vogliano solo la suora vicino al proprio letto. Essi non si sanno spiegare come un'europea si dedichi con tanto disinteresse a cure così amorose verso di loro; ne ammirano quindi religiosamente l'opera ed ascoltano volentieri quanto essa dice anche quando sa appena balbettare la loro lingua. Son buone parole che li sollevano e li portano verso un bene che essi non conoscono ancora, ma a cui anelano istintivamente. Così la grazia di Dio penetra nei loro cuori. Chiedono con insistenza la medaglia della Madonna e tutti quelli che, guariti, ripartono ad offrire nuovamente la loro giovane vita per la patria, vanno sostenuti da una nuova energia, che non è la forza fisica ricuperata, ma qualche cosa di più sublime: è la fede che comincia a penetrare nelle anime loro.
Il Rettore dell'Università si mostra molto soddisfatto del lavoro delle nostre suore infermiere e ci supplica di continuargli il nostro aiuto.
Le tre suore suddette avevano da pochi giorni assunta questa missione, che ci venne offerta anche l'assistenza di uno dei maggiori centri di rifugiati, ove a tutt'oggi sono raccolti circa 6ooo. È un grande isolato composto di piccole casette separate e di stanzoni, anticamente adibiti a bonzerie, cui fa centro una pagoda. L'edifizio è mezzo diroccato, ma porta ancora i segni di un'antica bellezza e comodità. L'andirivieni confuso di tanta gente non permette a tutta prima di distinguere i reparti destinati alle singole famiglie nel dedalo delle stanze. Ciascuna ha ammonticchiato per terra quel po' di roba che ha potuto portare con sè. Sono talora fino a 20, 30 le famiglie raccolte in una stessa stanza. L'occhio si raggira fra questi infelici riuniti dalla sventura e l'orecchio sente un'infinità di storie dolorose, mentre si prova un senso di amarezza di fronte all'impotenza di aiutarle come si vorrebbe. Ogni giorno s'incontrano piccoli esseri che stanno per morire; e allora, fra una parola di conforto per la mamma e una carezza al bambino, si versa sulla fronte dell'innocente l'acqua che lo trasforma in angelo del Paradiso.
C'è uno stanzone appartato, ove portano i moribondi: si può chiamare l'anticamera del paradiso perchè nessuno esce senza il passaporto celeste. Questa carità ci conforta degli altri soccorsi che non possiamo recare. Pensiamo alla gioia che proveranno al vedersi aperte, dopo una morte fra tanti stenti, le porte della beata eternità; e questo ci fa sopportare tutte le angustie e i pericoli dell'ora presente. Varie stanze furono adibite ad uso ospedale per la cura dei numerosi rifugiati affetti dal coléra, e quanti per la gravità del male soccombono in pochi giorni!... Noi memori delle parole di S. Giovanni Bosco, che assicurava in altri tempi la preservazione da questo morbo mediante la fuga del peccato e la devozione alla Madonna, non esitammo a prestare anche a questi infelici le cure più efficaci di cui possiamo disporre e gli aiuti spirituali.
Si è aperto anche un dispensario per i casi meno gravi e per la distribuzione delle medicine, e, fin dal primo giorno, fu assiepato da una folla interminabile di gente alla quale le Suore prestano le medicazioni e recano conforto.
La misericordia del Signore fa scaturire il bene anche dove incombe più minacciosa la bufera del male. Difatti, dal principio della guerra abbiamo potuto conferire il S. Battesimo a 57 adulti in punto di morte e a 34 bambini.
Fino a quando dureranno queste condizioni? Ritroveremo ancora abitabile il nostro Ospedale? L'avvenire è nelle mani di Dio, ed in Lui rimettiamo tutta la nostra confidenza, mentre ci raccomandiamo ai nostri Cooperatori perchè ci aiutino con le loro preghiere e col sussidio materiale a continuare questa nostra carità operativa, che è la stessa carità del nostro santo Padre D. Bosco, qualunque sia il domani che ci attende. Lei ci benedica, ven.mo Padre, successore del Santo e mi creda per tutte
Shanghai 24-X-1937. dev.ma in G. C. Suor ELENA BOTTINI F. M. A.
ORINOCO (Venezuela).
Amatissimo Padre,
Le scrivo sotto l'impressione di una di quelle gioie pure che il Signore si compiace di mandare al missionario in mezzo alle contraddizioni e difficoltà della vita apostolica, come preludio di quel premio eterno che darà un giorno ai servi diligenti e fedeli.
Mi riferisco alla festa della nostra buona mamma e protettrice, Maria Ausiliatrice, che quest'anno è stata per noi come una specie di rivista di quanto fin qui abbiamo potuto fare. Fu un trionfo della devozione alla Madonna di Don Bosco, tanto più apprezzabile in quanto che le speciali condizioni di questa gente lo rendevano un sogno quasi irrealizzabile.
Dopo quattro anni di lavoro incessante principiammo a vedere che la semente incomincia a germogliare e che la pianta promette di crescere vigorosa.
Quest'anno è stato per la Missione un fiorire di opere. Fondammo la Confraternita del SS. Sacramento, che, composta di elementi selezionati ed entusiasti, promette di essere la cellula feconda dell'Azione Cattolica, dalla quale tanto speriamo. Parallela ad essa, l'Arciconfraternita dei divoti di Maria Ausiliatrice prepara socie diligenti ed instancabili propangandiste della regolarizzazione della vita di famiglia, questione capitale qui dove il matrimonio è considerato come cosa superflua ed incomoda. Abbiamo organizzato in forma regolare il Catechismo parrocchiale con buon numero di ragazzi e di ragazze. Un po' di Oratorio festivo; una scuola serale per quei fanciulli che non possono frequentare la scuola della Missione; ed infine, la grande opera che è la pupilla degli occhi del nostro Prefetto Apostolico, perchè quella che dà maggior speranza per l'avvenire: l'Asilo Pio XI per orfanelli e fanciulli indigeni.
Sono già 42 i frugoli che schiamazzano allegramente nel cortile dimentichi della selva natia, felici di vedersi vestiti e nutriti come i « rationales »: così essi chiamano i civilizzati. Ci ha commossi fino alle lagrime, giorni fa, uno di essi, figlio di un cacico, Guahibo, il quale, piangendo dirottamente, corse a nascondersi perchè il padre voleva ritirarlo, e non consentì ad uscire dal nascondiglio finché non si fu rassicurato che il padre e la madre se ne fossero andati.
Vedesse, amato Padre, il loro contegno in chiesa! Come recitano le orazioni in latino, e come cantano, intonati e seri! Pare che sentano la presenza del Signore! Nella festa di Maria Ausiliatrice meravigliarono il Governatore del Territorio, Generale Idelfonso Del Morral, cantando la Missa de Angelis, e varie lodi mariane.
Peccato che non possiamo ospitarne di più, perchè lo spazio non lo consente. Ammassati in un capannone di paglia e fango dove, in questi tempi di pioggia torrenziale, piove a dirotto, attribuiamo a una grazia speciale del Signore se fino ad oggi si mantengono in buona salute.
Confidando nella Provvidenza, Monsignore ha già disposto la costruzione di un edificio capace di una ottantina di ragazzi e che dìa campo anche alla futura scuola di arti e mestieri che qui è di assoluta necessità. Ma le risorse son poche e si va avanti a passi di lumaca, non potendo contare che sulle nostre forze. Noi poi siamo troppo pochi e non riusciamo ad attendere a tutto come vorremmo. Più al sud, ci sono popolazioni che reclamano vivamente il missionario; e, sparsi nella foresta, vicino alle inesplorate regioni delle sorgenti dell'Orinoco, altre migliaia di selvaggi che attendono la parola di vita.
Nell'ultimo viaggio che feci a S. Fernando de Atabapo venne una commissione di Maquiritares i quali mi dissero testualmente: « Tu, padre, non ami gli Indi. Noi ti prepariamo una gran casa, e tu non vieni. Ti aspettiamo da due anni: qui non manca nulla... e tu non vieni! ».
Che vuole, Padre! il cuore sanguina, si vorrebbe poter fare qualche cosa per questi poveretti, figli anch'essi di Dio, ma siamo soli e non si riesce. Si promette, si tergiversa nella speranza di un po' di personale che venga a rinforzare le nostre file.
Quando sarà? Speriamo nel Signore e un po' anche in Lei, Padre, che non ha mai mancato quando si tratta di anime.
Ci benedica e mi creda in Gesù e Maria
6-VII-1937.
aff.mo Don ALFREDO BONVECCHIO Missionario salesiano.
Carissimi,
il 31 di questo mese si compiono 5o anni dal transito di Don Bosco al Cielo. Penso quindo di farvi il miglior regalo dandovi per l'anno nuovo alcuni preziosissimi consigli che il Santo suggeriva abitualmente ai giovinetti, per mantenerli sulla via del bene ed aiutarli a formarsi cristianamente alla vita:
« Beato colui che si dà a Dio fin da giovane ».
« Ciò che ti renderà felice in punto di morte sarà l'avere osservato i comandamenti di Dio fin dalla giovinezza ».
« Ciò che ti renderà infelice nell'età matura saranno le cattive abitudini prese in gioventù ».
« Due cose non si combattono e non si vincono mai troppo: il corpo ed il rispetto umano ».
« Dà molta importanza alle cose di religione ».
« Confèssati ogni quindici giorni al più tardi: accostati alla santa Comunione con frequenza secondo il consiglio del confessore: fa' tutti i giorni un poco di meditazione o di lettura spirituale, una visita al SS. Sacramento e alla Madonna, e l'esame di coscienza tutte le sere ».
« Abbi una grande, sincera e costante divozione a Maria Santissima. Se tu sapessi quanto valga questa divozione, non la cambieresti con tutto l'oro del mondo ».
Non aggiungo parole. Vi auguro solo di praticare questi saggi consigli, frutto di una lunga esperienza e di un grande amore per la vostra « età fiorita » che solo a questo patto - per dirla col Leopardi, giacchè siamo nel suo centenario - sarà « un giorno d'allegrezza pieno », « giorno gaio e sereno » che preluderà davvero alla « festa » imperitura della vostra vita. Il Signore vi benedica ed allieti colla sua santa grazia la vostra giovinezza.
Vostro aff.mo
DON GIULIVO
attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI BOSCO
Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma.
Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.
Nell'angoscia d'uno smarrimento. - Nell'agosto u. s. trovandomi a riposo presso il Santuario di Pinè, volli fare da sola una escursione per quei bei monti ; ma, dopo due ore di salita, mi trovai sperduta in un bosco ! Il sole volgeva al tramonto e io non trovavo più la via del ritorno... Nell'angoscia dello smarrimento, mi balzò alla mente la dolce e paterna figura di San Gio. Bosco e lo invocai con fede. Subito sentii un rumore di passi ed ecco comparire un piccolo montanaro dal quale potei avere tutte le informazioni per ritrovare la via dell'albergo ove il mio ritardo aveva già suscitato ansie e timori.
Colla più viva riconoscenza, propagherò la divozione al caro Santo fra le mie alunne.
Castelfranco Veneto, ottobre 1937.
DAL MORO AMELIA
Insegnante Comunale.
Grazie, Maria! - Lo scorso anno, nel giorno sacro al nome di Maria, ricevemmo dal Signore per intercessione di Maria SS. Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, una segnalatissima grazia temporale.
Con i nostri figli, ringraziamo la SS. Vergine implorando benedizioni ed inviamo una tenue offerta.
Perugia, 12 settembre 1937.
CARLO e LUIGIA DEGLI AZZI VITELLESCHI.
Senza operazione. - Da più di un mese mio marito Luigi Prati era tormentato da un tumore maligno al collo, che si ingrossò tanto che il dottore curante giudicò necessaria una pericolosa operazione chirurgica. Fiduciosa nella potente intercessione di San Giovanni Bosco, ricorsi tosto a lui con una novena di preghiere in famiglia e, al termine della stessa, con nostra grande sorpresa e consolazione, il tumore era completamente scomparso senza l'intervento del chirurgo. Ora mio marito sta bene e assieme a me e a tutta la famiglia ringrazia pubblicamente il grande intercessore S. Giovanni Bosco.
Dasindo (Trento), 5-II-1937.
PRATI MARIA
Scampati da morte. - Di sette figli, ancora tutti vivi e sani, ho corso rischio di perderne tre, tragicamente. L'ultimo, una bambina di sette anni, un pomeriggio della scorsa estate, usciva di corsa sventatamente da un albergo di alta montagna, la cui porta dava su una piazzetta chiusa da fabbricati. Mentre le automobili, che portavano clienti all'albergo, rallentavano per fermarsi davanti alla porta, un signore giunse proprio in quel momento colla sua macchina a corsa sfrenata. Per grazia di Dio, uno svelto popolano, l'unico che in quel momento, per caso, si trovava presente, riuscì ad afferrare mia figlia e a sottrarla al sicuro investimento Raccontando il fatto, egli stesso ne attribuiva il merito alla protezione di Maria SS. La bimba che nutre, come tutti noi, grande divozione alla Madonna, ascoltava ogni giorno la santa Messa colla mamma.
Pochi mesi prima, un pazzo puntava la rivoltella contro il petto d'un'altra mia figlia, dopo di avere già ferito una persona, quand'ebbe un attimo di esitazione, poi abbassò l'arma, si allontanò rapidamente ed uccise se stesso. L'infelice, che aveva minacciato una strage e non era stato creduto, non risparmiò mia figlia per riservare a sè l'ultima cartuccia, perché la rivoltella trovata sul cadavere aveva ancora tre cartucce cariche. Noi riteniamo che abbia cambiato divisamento per una singolare grazia della Madonna, che, consentendogli ancora un momento di lucidità mentale, gli impedì di uccidere una persona, che conosceva appena di vista.
Un mio figlio infine, pure nella scorsa estate, nuotando nello stretto di Messina, si allontanò troppo dalla spiaggia e stremato di forze, investito da marosi, sarebbe certamente perito se non fosse stato scorto a tempo da una imbarcazione che lo salvò.
Lo stesso giovane era tornato sei mesi prima dalla campagna coloniale, cui aveva chiesto ed ottenuto di partecipare come sotto-tenente di complemento. A preferenza di altri compagni che non poterono più tornare, era tornato col suo battaglione, dopo 13 mesi di campagna in A. O., senza avere sofferto nè malattie, nè infortuni, nè ferite, pur essendosi trovato in zone malariche, tra dirupi, in imboscate e battaglie
Io sento il bisogno di attestate pubblicamente la nostra più viva riconoscenza alla Vergine Ausiliatrice e prego farne cenno nel Bollettino Salesiano.
Cuneo, 1-10-1937. Avv. STEFANO DALMASSO
Consigliere di Prefettura
Riacquista la salute. - Ridotta in gravissime condizioni da un esaurimento che mi fece soffrire in un letto di dolori per parecchi mesi, dandomi più volte la terribile sensazione della morte, pregai con fervore, unitamente ai miei famigliari, la Madonna Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, tenendo presso di me una sua Reliquia, e mettendomi completamente nelle loro mani
Fui pienamente esaudita; ho riacquistato la salute e con vera e devota riconoscenza offro quanto avevo promesso e rendo pubblica la grazia
Cherasco, 24-10-1937
AGNESE BOGLIONE.
Notevole miglioramento. Mio papà era ridotto in uno stato pietoso, da uno choc nervoso, sopravvenuto ad una caduta che gli provocò la rottura del collo del femore, e un'infinità di complicazioni. Grazie alle preghiere di tante buone persone è ancora in vita; ed è ritornato sereno e ragionevole come prima
Grata a Dio che ha benedetto le cure prestate da mio fratello dottore, io sento di dovere anche una particolare riconoscenza a S. Giovanni Bosco che ho invocato con tanto fervore nei giorni di maggior trepidazione, e gliene rendo pubbliche grazie.
Calliano Monf., 28-9-1937.
IGINIA ANTONIONE.
Investito da un'auto. - Mio marito Tarabini Carlo veniva improvvisamente investito nell'aprile u. s. in Abissinia da un'auto e ridotto con un compagno in condizioni pietose. Trasportati ambedue all'Ospedale ormai privi de' sensi, il compagno morì quasi subito; mio marito invece, raccomandatosi all'intercessione di S. Giov. Bosco, in breve tempo guariva completamente in modo da poter riprendere di nuovo il suo lavoro. Con profonda gratitudine.
Talamona (Sondrio), 6-9-1937.
BIANCHINI ASSUNTA.
Un buon impiego. - Molte prove di benevolenza ho avute in passato dalla Madonna SS.ma Ausiliatrice a favore della mia famigliuola, ma la più grande credo sia quella che sto per descrivere.
Ero in continue preoccupazioni per la sistemazione di un mio figliuolo e desideravo vederlo assunto all'occupazione cui egli aspirava e di cui aveva bisogno per la vita. Tardando tuttavia, mi rivolsi fiduciosa all'intercessione della Madonna Ausiliatrice, iniziai una prima novena e con fede continuai e pregare per altre novene ancora. Finalmente, un primo venerdì del mese, inaspettatamente pervenne al mio figliuolo l'invito ad assumere servizio presso una Amministrazione, ove attualmente trovasi con piena soddisfazione sua e di tutta la famigliola.
Piena di gioia e di riconoscenza, obbl.ma
Melilli, 5-10-1937.
FRANCESCA PAVANO ved. FERLISI.
Evita una grave operazione. - Un'affezione epatica, che per tre anni fu ribelle alle più sollecite cure, aveva ridotto mia moglie in condizioni quasi disperate. Valenti specialisti non vedevano altra via che una gravissima operazione. Chiesi a Maria SS. Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco di poter evitare l'operazione promettendo una offerta ed un pellegrinaggio a Torino se avessi ottenuto la grazia. Da tre anni mia moglie è perfettamente guarita senz'altro rimedio umano che una breve cura termale. Grazie sano rese a Maria SS. Ausiliatrice e a Don Bosco Santo.
Mestre (Venezia), 4-10-1937.
Dott. GIORGIO PROSDOCIMO.
Grazie, Don Bosco! Dopo parecchi anni di dolorosissima malattia, con tutte le più gravi conseguenze di cure, spese, disagi in famiglia ecc., mi rivolsi fiduciosa al Signore interponendo l'intercessione di S. Giovanni Bosco e della Vergine SS. Ausiliatrice. Il ricorso e la fiducia non furono vani. La guarigione, ritenuta impossibile dai periti sanitari, mi fu generosamente ottenuta dal Santo che imparai ad amare fino dai primi anni della mia vita. Riconoscentissima, ringrazio e invio la promessa offerta.
Robbio Lomellina, 5-9-1937.
ANGELA GALANTE in VIGNATI.
Salvo! - Lo scorso mese di giugno, il mio ultimo bambino Carlo, di anni 6, dopo un lungo periodo influenzale, venne colpito anche da una grave forma di pleurite essudativa a sinistra. Benchè fosse assistito e curato da valenti medici e professori, il piccino peggiorava di giorno in giorno destando serie preoccupazioni non solo nei familiari, ma negli stessi medici che, sopraggiunte complicazioni agli intestini, ai reni ed al cuore, ormai disperavano di poterlo salvare. Recatomi intanto al Collegio di S. Spirito, che ospita come educanda una mia bambina, raccontai il triste caso alla direttrice, che mi diede un'immagine e una reliquia del santo Don Bosco esortandomi ad avere fiducia e speranza, e promettendo speciali preghiere da parte delle suore e delle educande.
Tornato a casa feci baciare la reliquia al piccolo ammalato, ed egli devotamente rivolse una spontanea ingenua preghiera al Santo e volle conservare l'immagine e la reliquia sotto il suo guanciale.
La sera stessa, il medico curante prof. Fumano, e il dott. Schastky con grande sorpresa riscontrarono un accentuato miglioramento, con evidente tendenza ad assorbimento del liquido essudativo che in precedenza si era riformato malgrado la toracentesi.
Il miglioramento proseguì nei giorni successivi, graduale e rapido tanto da mettere in breve il piccino fuori di ogni pericolo. Riconoscentissimi.
Antignano di Livorno, 1-9-1937.
Dr. MARIA E UMBERTO BARGONI.
Farmacisti.
Grazia straordinaria. - Un anno fa, mio marito venne colpito da un grave malore. Trasportato per consiglio del medico dott. Emilio Fantini all'Ospedale S. Giovanni, gli fu riscontrata una commozione intestinale generale con pericolo di peritonite. Nulla poterono fare i medici. Allora mi raccomandai a Maria SS. Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco promettendo di far pubblicare la grazia se l'avessi ottenuta. Non si fece attendere. Tre giorni dopo, passati dall'infermo tra la vita e la morte, lo potei ricondurre a casa contro ogni speranza e fra lo stupore dei medici. Conchiusa una breve convalescenza, potè riprendere il suo lavoro, e da un anno sta benissimo. Con infinita riconoscenza.
Torino, 7-10-1937.
SARBORARIA MARGHERITA.
Da risortale letargo alla vita. - Nel mese di aprile 1935, mio figlio Maurizio cadde in un letargo completo. Dopo due giorni, non vedendo alcun cambiamento, lo feci visitare dal medico condotto, il quale lo visitò accuratamente, ma conchiuse purtroppo che presto sarebbe morto, o sarebbe rimasto infelice per tutta la vita. In tanta angoscia, feci voto a S. Giov. Bosco di inviare un'offerta alle sue opere, e di far pubblicare la grazia sul Bollettino se me lo avesse salvato.
Posi quindi una reliquia del Santo indosso al malato. Mezz'ora dopo, mio figlio si svegliava dal letargo e in breve fu completamente fuori di ogni pericolo. Colla più viva gratitudine.
S. Antonio in Alpe, (Lucca), 27-9-37.
ANGELINA BRESCIANI.
Una difficile operazione. - Da sei anni mio marito soffriva di forti dolori allo stomaco. Un medico consultato disse che temeva la presenza di un'ulcera. Spaventato, mio marito non volle più saperne di medici e si curò alla meglio da sè provando qualche sollievo. Ma il male progrediva e l'anno scorso 1936 ebbe cinque gravi accessi che lo ridussero in uno stato miserando. Si decise pertanto di consultare ancora il medico, il quale riaffermò la presenza dell'ulcera e aggiunse che se non si fosse fatto subito operare avrebbe avuto poca vita. Al male fisico s'aggiungeva tale depressione morale che fece crollare il capo anche al chirurgo; non sapeva decidersi all'atto operatorio benchè fosse urgentissimo. Io ero al colmo della desolazione, quando mi venne l'ispirazione di invocare l'intercessione di Don Bosco e della celeste Mamma Maria Ausiliatrice. Mi portai coi figli al capezzale del marito che si trovava all'ospedale, gli feci coraggio, gli dissi che avevo fatto un voto a Don Bosco per la buona riuscita dell'operazione ed egli mi rispose che provava un segreto conforto e una strana calma che prima non aveva mai sentito. Fatto è che subì la difficile e laboriosa operazione con esito felicissimo.
Adesso lavora e mangia qualunque cosa senza risentire disturbo alcuno.
La rapida e perfetta guarigione fece stupire il distinto chirurgo e il personale dell'ospedale..
Noi, col cuore gonfio di riconoscenza, ringraziamo il nostro Santo protettore e la celeste Ausiliatrice anche per altre grazie ottenute e ci raccomandiamo alla loro costante protezione.
Malo (Vicenza), 14-9-1937.
MARCHIOVO AGNESE col marito FRANCESCO CAZZOLA.
Grazie, Don Bosco! - Un'improvvisa disgrazia aveva ridotto in fin di vita il mio Lino di 20 mesi. Il 9 agosto u. s., eludendo la vigilanza dei familiari, si era portato a trastullarsi vicino a una larga pozza di cerume bollente, che aveva servito a fare il bucato.
Quand'ecco un grido straziante! Accorsi e vidi il mio piccino immerso con ambedue i piedi. Presa dalla disperazione, non sapevo che fare. Il medico condotto si trovava in ferie e l'ora era tarda. Corsi allora dal farmacista che praticò le cure del caso. Ma la febbre nel bambino era aumentata e cessò l'alimentazione. All'indomani, il medico supplente s'avvide subito, e non ne fece mistero, che il caso era disperato. Allora, piena di fiducia, mi rivolsi insieme con la famiglia, a San Giovanni Bosco, promettendo un'offerta se ci otteneva dal Signore la grazia della guarigione e incominciammo una novena in suo onore. Intanto avevamo appesa anche una reliquia del santo al collo del bambino. Ad una seconda visita il medico fu perplesso di trovare il piccino ancora in vita e per di più con una forte diminuzione di febbre, mentre l'alimentazione ritornava possibile. Ora il piccino è completamente guarito e in famiglia è ritornata la gioia di prima.
Assieme a mio marito rendo infinite grazie a S. Giovanni Bosco.
Ospedaletto Euganeo, 24-9-1937.
GIUSTINA FERRO.
Per intercessione del Ven. Domenico Savio.
Benedice l'operazione. - Ricoverato all'Ospedale in osservazione per vedere la possibilità o meno di una operazione, medici e chirurgi, sulle prime, se ne mostrarono molto scettici per timore di complicazioni, data la grave malattia di cuore, di cui soffro da vari anni. Ma io misi subito la mia fiducia nell'intercessione del ven. Domenico Savio e lo pregai della sua assistenza.
L'atto operatorio, fra la palese meraviglia dei dottori, non ebbe complicazioni; anzi, la ferita si cicatrizzò perfettamente, e in otto giorni, tempo assai più breve di quello che suol avvenire in simili circostanze, mi permise di ritornare a casa senza nessuna molestia.
Vivamente ringrazio il Venerabile Servo di Dio, e lo prego a completare la grazia, ottenendomi la perfetta salute, se tale è la volontà del Signore.
Torino, 4-II-1937.
LUIGI RIVERA, salesrano,
Una grazia strepitosa. - Un laconico telegramma: « Papà gravissimo. Parti subito » mi chiamò d'urgenza al capezzale del babbo. Col cuore in tumulto ed oppresso da mille tristi pensieri partii subito da Ivrea.
Il viaggio mi sembrò eterno. Giunto nella mia città, in poco tempo raggiunsi la casa, percorsi d'un fiato quattro rampe di scale, picchiai convulsamente all'uscio, mormorando fra le labbra, per implorare la forza di resistere ad ogni notizia, « Auxilium Christianorum, ora pro nobis ».
Appena mi fu aperto, senza badare a chi mi stesse avanti, mi precipitai nella camera del babbo, che credevo morto. Era invece ancora in vita, ma in che stato ! Lo baciai, ma da lui non ebbi che tronche ed insignificanti parole di risposta, che lasciavano presagire la sua prossima fine. Col viso smunto dalla sofferenza, gli occhi smorti ed incavati nelle òrbite, quasi gelido, completamente inerte, il mio caro papà si trovava in uno stato ultra comatoso, in piena agonia. Già aveva ricevuto tutti i conforti di nostra Santa Religione. La scienza umana non aveva più risorse; neanche le frequenti iniezioni di morfina agivano ormai sul male. La stanza era piena dei suoi lamenti che laceravano l'animo.
Quindici giorni trascorsero fra uno strazio inenarrabile. Il giorno 24 settembre, mi giunse una cartolina da Ivrea. Mi si comunicava che i miei compagni avevano iniziato una fervorosa novena invocando l'intervento di Domenico Savio, ed ero invitato ad associarmi. Con tutti i familiari, cominciai anch'io la novena.
Effetto mirabile! Bontà infinita del Signore! Intercessione potente del Savio !
Cessarono gli spasimi. Il babbo si addormentò.
Verso la mezzanotte emise un forte gemito che ci fe' trasalire. Temevamo che il tumore maligno lo tormentasse di nuovo. No! ci eravamo ingannati. Papà stesso ci raccontò poi ciò che gli accadde
« Provai, disse, un dolore acutissimo e mi sembrava che una mano invisibile mi asportasse qualcosa e sentii tanto spasimo che gridai ». Dopo di che, più nulla. Un sonno tranquillo. Il mattino, come sua consuetudine, ricevette la S. Comunione con gran fervore. Verso le 9, fra la meraviglia di tutti, chiese di alzarsi. Fu senz'altro accontentato e così dopo due mesi lasciava il letto.
Tutti già gridavano al miracolo, quando, dopo alcuni giorni, fu assalito da forti singulti che, oltre a portargli come conseguenza una eccezionale prostrazione di forze, gli stimolavano il vomito. La novena intanto volgeva al termine. L'ultimo giorno invitai papà ad ingoiare una reliquia di Domenico Savio, con sicura certezza che la guarigione strepitosa sarebbe stata completata. Acconsentì. Come d'incanto anche questi disturbi cessarono, e, dopo dieci giorni, uscì di casa e si recò alla chiesa parrocchiale per assistere alla S. Messa, fra lo stupore di tutti quelli, e non eran pochi, che erano venuti a conoscenza del suo stato.
Ora sta bene, e spera al più presto di riacquistare le sue forze per potersi recare a Torino a ringraziare e pregare sulla tomba del venerabile.
In fede
Ivrea, Istituto « Card. Cagliero », 24-10-1937
FERNANDO MASCARUCCI, Aspirante Missionario.
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
Cresta Giuseppe (S. Stefano R.) per la miracolosa guarigione del figlio Carlo.
Latta Salvatore (Torre del Greco) per l'ottenuta sua guarigione da paralisi e per quella della consorte da reumatismo.
E. M. per l'ottenuto miglioramento in salute dopo 7 anni di sofferenze.
B. G. (Schio) per l'ottenuta assistenza e pel miglioramento conseguito.
Ugolini Speri Teresa (Perlen-Svizzera) per essere miracolosamente guarita da grave malattia della pelle.
Paganini Rosa (Civitavecchia) per l'ottenuta guarigione del consorte sottoposto più volte a operazione chirurgica.
Albera Maddalena (Montemagno) per la guarigione da grave esaurimento nervoso.
Mazzoni Maria Pia (S. Remo) per l'assistenza e aiuto avuto in un periodo di gravissime sofferenze.
Santoro Virginia (Torremaggiore) per guarigione da coliche epatiche.
Nave Ida (Bassano del Grappa) pel felicissimo esito di una grave operazione chirurgica di ragade anale.
Morbi Ancilla (Bolgare) per l'ottenuto impiego del marito.
Scudieri Teresa (Ottaiano) perchè, gravemente inferma, guarì applicando la reliquia di Don Bosco Santo alla parte malata.
Garrone Rita (Moncucco Torinese) per la miracolosa guarigione del nipote Efisio colpito da tifo acuto.
Lo Curzio Lina (Palermo) perchè, colpita da tifo con complicazione al rene, potè riacquistare salute perfetta.
Famiglia Baratto (Vicenza) perchè il figlio Renzo riuscì brillantemente in un difficile concorso statale.
Passano Luigi (Genova) per l'ottenuta guarigione, dopo 5 anni di sofferenze, da esaurimento cerebrale.
Buttazzoni Carmen (Udine) per un posto d'insegnante ottenuto secondo i suoi desideri.
Bertolone Annetta (Torino) pel notevole miglioramento in salute della sorella.
Chiappusso Anna Maria (Chieri) per la guarigione della mamma colpita da pleurite.
Torrero Giovanni (Torre Pellice) per la miracolosa guarigione della figlia colpita da grave forma di setticemia.
Loreo Antonia (Asigliano) per la guarigione da angina della figlia che potè quindi conseguire il diploma di maestra e per l'assegnamento d'una sede gradita alla nipote, pure maestra.
Dal Maistro Giuseppe (Padova) per la straordinaria e sollecita guarigione della figlia ridotta in fin di vita da una peritonite plastica.
Famiglia Maritano (Giaveno) pel ristabilimento in salute del figlio Livio ammalatosi di appendicite con attacco di peritonite.
Priod Virginia (Hône) per l'ottenuta guarigione del fratello Giovanni colpito da sciatica e per quella della cognata Angelica sorpresa da fiera polmonite.
Masino Mariuccia (Tronzano Verc.) pel felicissimo esito di un esame.
Piolanti Michelangelo (Predappio) per aver avuta salva la vita in un gravissimo incidente stradale.
Leonarduzzi Pierina (Dignano-Bonzicco) per la miracolosa guarigione del babbo colpito per la terza volta da polmonite doppia.
Sorbello Eugenia Maria (Messina) perchè, colpita improvvisamente da forti emorragie, potè riacquistare perfetta salute.
Dazzoni Pierina per la guarigione del piccolo Pier Mario colpito da tifo con emorragia e collasso.
U. U. (Pessione) per la riconquistata salute dopo tante sofferenze.
C. C. per la protezione accordata al fratello durante i 15 mesi passati in A. O. I.
Famiglia Galvagno (Savigliano) per la guarigione della nonna.
Cocco Luigi, ch. salesiano, per il felice esito degli esami e per l'assistenza ottenuta in una grave caduta che poteva essergli fatale.
Famiglia Comba (Pinerolo) per essere stata preservata da gravi noie in una vertenza fiscale.
N. N. (Verona) per la grazia del ravvedimento del consorte e per l'ottimo impiego ottenuto.
Famiglia Torchio (Torino) per la guarigione del figlio.
Angela Gay (Rivara Canavese) per una segnalata grazia, in attesa di altre.
Abaclat Borgeisa Flavia (Rivoli) per la guarigione del figlio che, cadendo, s'era rotto un braccio.
Amalia Perotti per l'appianamento di difficoltà che parevano insormontabili.
Maestra Marianna Boffano (Cuneo) per la protezione ottenuta dal Santo in circostanze dolorose. Invia generosa offerta.
BIEBUYCK D. RICCARDO, sac. da Sulsique (Belgio), † a Torino (Oratorio) il 5-XII-1937 a 77 anni di età.
Conobbe i Salesiani in età matura e, sacrificata generosamente la sua posizione sociale, seguì la voce del Signore che lo chiamava alla vita religiosa e missionaria. Compiuti gli studi in Inghilterra, fu a Giamaica, poi partecipò alla nostra prima spedizione in India e, passati vari anni in Oriente, venne a chiudere i suoi giorni all'ombra di Maria Ausiliatrice alla redazione del Bollettino salesiano inglese.
PONZO DON VINCENZO, sac. da Chiusa . Pesio (Cuneo), † a Cremisan (Palestina) il 2-X-1937 a 9o anni di età.
Una giovinezza avventurosa lo portò in Oriente ove sentì la vocazione sacerdotale. Raggiunta la mèta dopo molte traversie, si spese tutto nel lavoro e nel sacro ministero nelle nostre Case, caro a tutti per la sua semplicità e bontà patriarcale.
AIMAR D. GIACOMO, sac. da S. Damiano Macra (Cuneo) † a Piossasco (Torino) il 22-XI-1937 a 3o anni di età.
VERDUGO FRANCESCO, coad. da Talca (Cile), † a Santiago-Macul (Cile) il 4-IX-1937 a 83 anni di età.
AVARO DON GIOVANNI, sac. da Cavour (Torino), † a Valencia (Venezuela) il 3-IX-1937 a 72 anni di età.
FUCILE DON SILVESTRO, sac. da Messina, † a Messina (Domenico Savio) il 21-X-1937 a 59 anni di età.
SIARA DON GIOVANNI, sac. da Szardziny (Polonia), † a Pogrzebien (Polonia) il 9-VIII-1937 a 5o anni di età.
BANA GIO. BATTISTA, coad. da Branzi (Bergamo), † a Treviglio (Bergamo) il 27-IX-1937 a 47 anni di età.
GIL DON BASILIO, sac. da Paysandú (Uruguay), † a Montevideo-D. Bosco (Uruguay) il 6-X-1937 a 45 anni di età.
MARTINEZ DON EMMANUELE, sac. da Conjo (Spagna), † a Córdoba (R. Argentina) il 14-IX-1937 a 38 anni di età.
Mons. Can. Comm. MELCHIORRE BARBERIS, Direttore diocesano dei Cooperatori † a Carpignano Sesia (Novara) il 23-X-1937 ad 81 anno di età.
L'ingegno eletto, l'anima apostolica, il cuore generoso prodigò tutto nel sacro ministero, nelle organizzazioni ed attività dell'Azione Cattolica, nel sollievo dei poveri, degli umili, dei sofferenti, in opere di carità. Istituti ed Associazioni fiorirono sotto la sua direzione spirituale; apprezzatissimo era il suo consiglio in ogni iniziativa di apostolato. Divotissimo di S. Giovanni Bosco, che conobbe in vita, amò l'Opera salesiana come una seconda famiglia; e, dirigendo la Pia Unione in diocesi con ammirabile zelo, beneficò largamente i nostri Istituti e le nostre Missioni. La sua memoria viva in benedizione
N. U. Avv. GIUSEPPE COMITINI FEDERICO Barone di Gombaldo † ad Ali Marina il 23-X-1937 a 64 anni. Anima nobilissima, tempra adamantina, cuore generoso, crebbe alla scuola di Don Bosco onorando l'antico Casato coi prestigio delle sue virtù personali che ne fecero una figura esemplare di professionista cattolico. Affezionatissimo ai Salesiani, ne curava gli interessi come fossero propri e beneficava annualmente le nostre missioni. Pronto sempre a prestare la sua cooperazione per la gloria di S. Giovanni Bosco e l'incremento delle sue opere, era soprattutto fiero di avere una sorella tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, attualmente Ispettrice delle Case della Liguria. Siamogli larghi dei nostri suffragi.
GROSSO PIETRO † a Rivoli il 15-VII-1937 a 67
anni. Fu alunno dell'Oratorio ai tempi di Don Bosco, ed agli insegnamenti del Santo informò tutta la sua vita di cattolico esemplare. Zelante Cooperatore, beneficò largamente soprattutto l'Oratorio Michele Rua in Borgata Monterosa (Torino) colla modestia evangelica che si schermiva da ogni pubblicità. Un incidente stradale stroncò improvvisamente la sua vita operosa che rifulge tuttavia nella memoria delle sue virtù.
SOLARO DON GAETANO Parroco di Airuno (Milano) † il 15-VI-1936. Un incidente stradale stroncò improvvisamente la vita dello zelante parroco di Airuno che, nato a Desio nel 1874, fece i suoi primi studi all'Oratorio salesiano di Torino. Nel ministero sacerdotale conservò sempre lo spirito di Don Bosco e fu costante cooperatore delle sue opere. La sua memoria è legata in modo particolare alle nostre missioni largamente beneficate.
PANDOLFI MARIA ved. BESNATE † a Somma Lombardo il 15-XI-u s. ad 84 anni di età. Tutta la sua vita, spesa nella cura dei figli e nell'esercizio della carità pur nelle sue modeste condizioni, fu sostenuta costantemente da un grande spirito di fede. La generosità del suo cuore apparve soprattutto quando benedisse la vocazione del figlio Don Luigi, direttore e ispettore salesiano, in momenti estremamente difficili per la famiglia. Il Signore la premiò però subito sensibilmente dandole la forza di affrontare le critiche situazioni e consolandola con grazie speciali.
Alemanno Luigi, Villamiroglio (Alessandria) - Bagna Filippina, Cuneo - Beleffi Angela, Montebello (Farli) - Beltrame Ester, Borghetto Adige (Trento) - Bergancini Carlo, Vische (Aosta) - Bertanza Prof. Teresa, Venezia. Botticelli Don Luigi, Fiumicino (Forlì) - Bottinelli Festa Faustina, Chiari (Brescia) - Brocco Martina, Fiorano Canavese (Aosta) - Calderara Giovanna, Casatenovo (Como) - Cane Maria Gastaldi, Centallo (Cuneo) - Canovaro Luigi, Rio Marina (Livorno) - Canuto Preve Maria, Torino - Carrozzi Don Nicola, Alatri (Frosinone) - Cassini Giovanni, Isolabona (Imperia) - Cassolo Rosa Ved. Agradi, Sartirana (Pavia) - Colombero Stefano, Manta (Cuneo) - Corni Maria Alborghetti, Cisano (Bergamo) - Corino Palmira, Piano d'Isola (Asti) - Corti Paolina Ved. Benetti, Roma - Enrico Santina, Viti (Torino) - Facchini Maria, Mathi (Torino) - Gabetta Maria Spialtini, Sairano (Pavia) - Garavello Evasio, Gassino (Torino) - Garino Francesca, Mathi (Torino) - Gatti Giovanni, Terranova Monf. (Alessandria) - Ghiotti Anna, Vargo (Alessandria) - Giacomini Nazzarena, Mathi (Torino) - Giovine Michele, Nizza Monf. (Asti) - Giuliani Giuseppe, S. Agata Felria (Pesaro) - Guasti Angiolina, Galciana (Firenze) - Guilla Carolina, Ronsecco (Vercelli) - Jeracitano Anselmo, Milano - Manolino Don Giovanni, Villanova d'Asti (Asti) - Martin Giacomina, Felette (Vicenza) - Meda Teresina, Lu Monf (Aless.) - Moretti Mons. Augusto, Gubbio (Perugia) - Morzenti Teresa Ved. Piantoni, Teveno (Bergamo) - Motta Don Luigi, Cuggiono (Milano) - Olivero Cav. Alessandro, Torino - Orsini Emilia, Boario di Gromo (Bergamo) - Peracchi Rosa, Castelvisconti (Cremona) - Peraldo Natalina, Bricherasio (Torino) - Perasso Caterina Ved. Grilli, Chiusa di Fiorenzuola (Piacenza) - Rambaudi Vittorio, Chivasso (Torino) - Realdon Antonio, S. Zeno (Padova) - Ricca Sissoldo Francesco, S. Martino Can. (Aosta) - Roselli Pietro, Monterubiaglio (Terni) - Santini Palmira, Ripe (Ancona) - Sartori Drago Irene, Schio (Vicenza) - Scalvini Lucia, Humbolt-Ferndale Cal. (U.S.A.) - Spreafico Giovanni, Galbiate (Como) - Strumia Giovenale, Torino - Todde Antonia Evangelista, Lanusei (Nuoro) - Torchio Alessandro, S. Damiano d'Asti - Verazzi Angela, Caprezzo (Novara) - Viazzi Marianna, Ponzone (Aless.) - Zucchelli Serafina, Ardesio (Bergamo). - Magliano Michele, Torino. - Ribaldone Evasio, Lu Monf. (Alessandria). - Perasso D. Lorenzo, Arc. Vic. For., Santa Margherita di Fidenza (Parma).