Anno LXII - Numero 2   1° FEBBRAIO 1938-XVI

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: La cupola minore del Santuario di Maria Ausiliatrice. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - In famiglia: Italia, Chile - Convegni di Decurioni salesiani nel Veneto. - Dalle nostre Missioni: Cina, Giappone, Assam, Rio Madeira (Amazzoni). - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Grazie. - Necrologio.

La cupola minore del Santuario di Maria Ausiliatrice

Il mese scorso, abbiamo dedicato la pagina centrale del Bollettino alla illustrazione dei grandiosi dipinti ad encausto con cui il Rollini prese a decorare nel 1890 l'antica cupola del santuario di Maria Ausiliatrice, e che sono riapparsi in tutta la freschezza dei loro colori, dopo una paziente, abile ripulitura, il giorno della festa del Santo fondatore, 31 gennaio p.p., cinquantesimo anniversario del suo glorioso transito dalla terra al cielo.

Ora diamo, ancora nella pagina centrale, le fotografie dei cartoni del prof. Mario Barberis di Roma, che saranno riprodotti dalla Ditta Janni di Torino nelle vetrate destinate alla cupola minore, la quale si innalza, dietro all'antica, sull'altar maggiore. È un coro festante di angeli' che canta le lodi della Vergine Ausiliatrice la cui dolce immagine continuerà a risplendere agli occhi dei fedeli dalla meravigliosa tela del Lorenzoni tanto cara a Don Bosco Santo. prono nel mezzo di altrettanti scomparti della nuova cupola, ornati di ricche decorazioni in stucco a sfondo dorato, di maestoso effetto.

Nel tamburo, al disopra di una ricca balaustrata in marmo, corre una larga fascia in cui un artNel tamburo, al disopra di una ricca balaustrata in marmo, corre una larga fascia in cui un artistico mosaico ricamerà le profetiche parole ripetutamente distinte in sogno da San Giovanni Bosco quando pensava di costruire il santuario alla Vergine Ausiliatrice e se ne sentiva supernamente ispirato: « Hic domus mea - inde gloria mea: qui la mia casa - di qui la mia gloria ». Qui, infatti, sulle aride e deserte zolle di un tempo omai lontano, sorse, come un prodigio, la casa della Madonna, che oggi l'amore dei figli devoti, dei Cooperatori e delle Cooperatrici ingrandisce ed abbella. E di qui sgorga, sempre più fulgida, la gloria di Maria Ausiliatrice, che s'irradia alle repubbliche d'America, alle regioni dell'Oriente e dell'Estremo Oriente, alla punta polare dell'Africa, ovunque è il cuore d'uno di quegli apostoli che si sono formati alla scuola di Don Bosco, sotto lo sguardo materno di Maria, traendo dalla sua divozione l'eroico palpito dell'apostolato missionario salesiano.

SOTTO LA CUPOLA DELL'AUSILIATRICE

La cronaca del mese di dicembre comincia col funerale anniversario del compianto Rettor Maggiore Don Rinaldi, anticipato per ragioni liturgiche al giorno 2. Il 3, l'Oratorio fu onorato dalla visita di due Ecc.mi Vescovi: Mons. Flocard, vescovo di Limoges e Mons. Choquet, vescovo di Langres, che celebrarono all'altare del Santo. Il 5, cominciò il triduo dell'Immacolata, predicato dal can. dott. Attilio Vaudagnotti e dal nostro D. Tarcisio Savarè. A sera, Don Liviabella, della nostra Missione di Miyazaki, tenne ai giovani artigiani e studenti una interessantissima conferenza sul Giappone e sull'attività salesiana in quel grande Impero, illustrandola con bellissime proiezioni a colori. La festa dell'Immacolata assunse la solennità tradizionale tanto in Basilica, come all'Oratorio festivo. S. E. Mons. Coppo celebrò la Messa degli studenti ed impartì la benedizione pontificale dopo i vespri. Fu anche la festa delle Associazioni interne di Azione Cattolica: 190 studenti e 128 artigiani ricevettero la tessera dalle mani del loro Direttore.

La giornata si chiuse con una accademiola nel salone-teatro. sua benedizione sui propositi di attività missionaria pel nuovo anno. Interprete sempre felice dei sentimenti comuni fu la segretaria Contessa Maria Teresa Camerana con un nobilissimo indirizzo. Il Rettor Maggiore ringraziò il Comitato della carità che prodiga con tanto zelo alle nostre Missioni ed assicurò la celebrazione di una messa quotidiana all'altare dell'Ausiliatrice, per tutta la novena del santo Natale, secondo le intenzioni delle Dame-Patronesse. Fece quindi una rapida rassegna dello sviluppo dell'Opera salesiana nell'anno che stava per finire, precisò la dolorosa situazione delle nostre Case ancor soggette al terrore comunista in Ispagna, e di quelle esposte nelle zone di guerra in Cina; tracciò le linee generali del programma di festeggiamenti in progetto per la celebrazione del 50° anniversario della morte di S. Giovanni Bosco ed invocò su tutte la benedizione di Maria Ausiliatrice.

Il giorno 15, celebrò all'altare del santo il vescovo di Nantes, S. E. Mons. Villepelet. L'indomani cominciò la novena del santo Natale con duplice funzione e predicazione tenuta dai salesiani dott. don Eusebio Vismara, dell'Istituto Teologico Internazionale Don Bosco, e Don Brusa, della Casa-madre. Il 22, visita di S. E. Mons. Cogoni, vescovo di Nuoro, che celebrò all'altare del Santo. Il 23, passarono all'Oratorio 126 giovani dell'Union pour la France, diretti a Gressoney per gli sports invernali. Ascoltarono la Messa nella cappella di S. Francesco e poi visitarono le camerette di Don Bosco. La vigilia di Natale giunse graditissimo S. E. Mons. Guerra, arcivescovo salesiano, che passò con noi le feste. Celebrò la Messa di mezzanotte il sig. Don Ziggiotti. Delle esecuzioni musicali care soprattutto l'Hac nocte del Cagliero e la lode di Don Bosco « Ah, si canti in suon di giubilo » che riportarono gli spiriti all'entusiasmo ed al fervore di quei tempi. Gradita sorpresa ai fedeli, l'apertura della scala di accesso alla cappella delle Reliquie dall'antico altare dell'Addolorata. La statua della Vergine dolorosa pare invitare alla via crucis nell'artistica cripta che conserva tante reliquie di martiri, dominate dalla insigne reliquia della santa Croce e del prezioso Sangue. Le sacre funzioni terminarono colla Benedizione Eucaristica impartita dal Rettor Maggiore. A sera, audizione del concerto natalizio trasmesso dalla Radio Vaticana e diretto da S. E. Mons. Perosi. Il 28, visita di S. E. Mons. Paolo Giobbe, Nunzio Apostolico all'Aja che, dopo aver celebrato in perfetto incognito all'altare del Santo, si trattenne col Rettor Maggiore e, fatta una rapida scorsa alla casetta natia dei Becchi, accompagnato da S. E. Mons. Guerra, ripartì, la sera, via Parigi. L'anno si chiuse col solenne Te Deum e l'Eucaristica Benedizione impartita dal sig. Don Giraudi. A notte, il Rettor Maggiore diede la «strenna» tradizionale a tutta la famiglia della Casa-madre, concretata nell'invito alla santificazione del lavoro collo spirito e nelle opere di S. Giovanni Bosco. Pellegrini, alla spicciolata, quasi tutti i giorni. Bilancio eucaristico del santuario nel 1937: 25.050 messe e 465.000 comunioni.

Nuovo Vescovo salesiano.

Per Capodanno è giunta la notizia della nomina dell'Ispettore delle Case Salesiane del Nord del Brasile, rev.mo Don Giuseppe Selva, a Vescovo titolare di Metre e Prelato della Prelatura nullius di Registro do Araguaya.

Il nuovo Vescovo conta 52 anni di età, essendo nato a Cortenova (Como) il 3 novembre 1886. Fece gli studi ginnasiali nel nostro collegio di Lanzo Torinese e all'Oratorio di Torino e ricevette l'abito religioso dal Servo di Dio Don Michele Rua nel 1903. Quattro anni dopo si laureò in filosofia all'Università Gregoriana in Roma. Partì quindi pel Brasile ove fu ordinato sacerdote nel 1914. Preposto nel 1920 alla direzione del nostro Collegio di Aracajù, lo ricostrusse dalle fondamenta e, dopoIl nuovo Vescovo conta 52 anni di età, essendo nato a Cortenova (Como) il 3 novembre 1886. Fece gli studi ginnasiali nel nostro collegio di Lanzo Torinese e all'Oratorio di Torino e ricevette l'abito religioso dal Servo di Dio Don Michele Rua nel 1903. Quattro anni dopo si laureò in filosofia all'Università Gregoriana in Roma. Partì quindi pel Brasile ove fu ordinato sacerdote nel 1914. Preposto nel 1920 alla direzione del nostro Collegio di Aracajù, lo ricostrusse dalle fondamenta e, dopo un decennio, passò alla direzione del gran Collegio di Recife. Quivi lo raggiunse nel 1932, la nomina ad Ispettore di tutte le Case Salesiane del Nord del Brasile. L'attività instancabile, lo spirito di apostolato e le sue belle doti di mente e di cuore l'indicarono alla Santa Sede per la cura delle nostre Missioni del Mato Grosso dipendenti dalla Prelatura di Registro do Araguaya. Noi l'accompagniamo coi più fervidi voti, mentre gli preghiamo la pienezza della Grazia per la prossima Consacrazione episcopale.

IN FAMIGLIA

ITALIA - Forlì. - Don Bosco in seminario.

La camerata superiore del Seminario diocesano ha scelto Don Bosco come protettore, per avere nel « Santo dei nostri tempi a un modello esemplare di vita sacerdotale, e per ricordare la visita ch'egli fece proprio alla camerata superiore quando, accompagnato da D. Francesia, passò a Forlì ad ossequiare il Vescovo d'allora Mons. Trucchi. I chierici si prepararono con un bel triduo, e, la domenica 5 dicembre, dopo le sacre funzioni, trasportarono il quadro del Santo - regalato dal direttore spirituale, can. Morgagni, anima della divozione - nella vasta camerata collocandolo su un grazioso altarino. Forlì sente profondamente la divozione al Santo: varie chiese ne celebrano la festa con grande solennità, sull'esempio di quella detta dei Cappuccini. La chiesa della villa del Seminario è anzi a lui dedicata. Una lapide ricorda il suo passaggio e la sosta fatta, per un disguido, all'albergo del Leon d'oro. Fu dettata da Mons. Pasini: Ritornando da Roma - S. Giovanni Bosco - Padre e maestro dei giovani - qui sostava - all'insegna del Leon D'Oro - il 18 febbraio 1867 ». to fondatore Don Bosco cui è dedicato l'Oratorio maschile ed il salone delle Associazioni. La gioventù lo venera con particolare trasporto ed i genitori gareggiano nell'aiutare le nostre missioni, ove lavorano già alcuni dei loro figlioli, salesiani, mentre altri si stanno preparando nei nostri istituti missionari.

- Napoli. - Solenne commemorazione del centenario della nascita di D. Rua.

Napoli ha invitato a commemorare il centenario della nascita del Servo di Dio Don Michele Rua S. E. l'Arcivescovo di Bari, Mons. Marcello Mimmi.

La R. Basilica di S. Giacomo dei Nobili Spagnuoli era gremita di elettissimo pubblico. Le LL. AA. RR. i Principi di Piemonte, dolenti di non poter intervenire, si degnarono di far pervenire, a

mezzo del Primo Aiutante di Campo Gen. Aymonino la loro augusta adesione.

S. Em. il Cardinale Arcivescovo, assente, era rappresentato da Mons. Materia, e S. E. il Prefetto dal Direttore dell'Ufficio Culti. Numerose le rappresentanze del Clero napoletano, degli Ordini ed Istituti Religiosi, Enti ed Associazioni.

Accolto al suo ingresso da Mons. Gio. Buonomo, Rettore della Basilica, al canto dell'Ecce Sacerdos della Schola cantorum dell'Istituto, S. E. dipinse al vivo la figura di D. Rua: degno figlio di Don Bosco, degno interprete del suo spirito e degno continuatore dell'Opera che il Santo aveva iniziato

- Saluzzo. - Inaugurazione ufficiale dell'Oratorio Don Bosco.

Dodici anni fa, una cassetta delle elemosine del santuario di Maria Ausiliatrice in Torino raccoglieva, proprio il giorno della festa, 24 maggio, una pezza da cinque lire involta in un biglietto di carta su cui era scritto: « Perchè i Salesiani di Don Bosco vengano anche a Saluzzo ». Non era un voto isolato ; ma era forse il più fervido fra tanti che fin d'allora sospiravano un'opera salesiana in città. E la Madonna lo benedisse. In dodici anni s'è fatto realtà.

Su un ampio appezzamento di terreno con annessi alcuni fabbricati, donato dalle sorelle Ambrogio, la propaganda di due anime elette, la nobildonna Maria dei Conti Della Chiesa di Cervignasco e la maestra Natalina Bocca, e l'opera di un Comitato di azione formato principalmente dall'avv. Villa, dal rag. Rovera e dal geom. Barolo, animato dal solerte Decurione Can. Marino, seppero attirare la beneficenza di tutta la cittadinanza e la generosa cooperazione di un attivo Comitato di Dame-Patronesse, sicchè si potè costruire un primo edificio, con cappella, sale di catechismo e convegno di associazioni, cortile di ricreazione con giostra, altalene, passovolanti, ecc. per accogliere i ragazzi specialmente nei giorni festivi.

Autorità ecclesiastiche e civili diedero cordiale appoggio morale e materiale.

Lo stesso Ecc.mo Vescovo Mons. Giovanni Oberti si degnò di benedire la cappella e consacrare gli altari, composti coi marmi dei tre altari del coro della basilica di Maria Ausiliatrice in Torino. I giovani, manco a dirlo, accorsero con entusiasmo, fin dai primi di novembre, e la città se la prese a cuore come una delle sue più care istituzioni.

L'inaugurazione ufficiale fu però rimandata al 12 dicembre u. sc. Una giornata di primavera. S. E. Mons. Vescovo celebrò la Messa della comunione generale ed assistette pontificalmente a quella cantata dal can. Silvio Marino. La spaziosa cappella apparve subito insufficiente. Gran parte della folla dovette accontentarsi di seguire le funzioni dai corridoi e dal cortile. La Schola cantorum e la banda del nostro Istituto Agrario di Cumiana svolLo stesso Ecc.mo Vescovo Mons. Giovanni Oberti si degnò di benedire la cappella e consacrare gli altari, composti coi marmi dei tre altari del coro della basilica di Maria Ausiliatrice in Torino. I giovani, manco a dirlo, accorsero con entusiasmo, fin dai primi di novembre, e la città se la prese a cuore come una delle sue più care istituzioni.

L'inaugurazione ufficiale fu però rimandata al 12 dicembre u. sc. Una giornata di primavera. S. E. Mons. Vescovo celebrò la Messa della comunione generale ed assistette pontificalmente a quella cantata dal can. Silvio Marino. La spaziosa cappella apparve subito insufficiente. Gran parte della folla dovette accontentarsi di seguire le funzioni dai corridoi e dal cortile. La Schola cantorum e la banda del nostro Istituto Agrario di Cumiana svolsero un ottimo programma di musica liturgica e di concerto. Verso le 11,30 giunse da Torino il Rettor Maggiore, accolto a festa dal Comitato, dai Cooperatori e dai giovani. Faceva gli onori di casa il nostro Don Gullino, saluzzese, col direttore D. Casalis. Cordialissimo l'incontro con Sua Eccellenza e col Podestà Marchese Del Carretto, coi Capi degli Ordini religiosi maschili, col Canonico Arcidiacono, coll'Arciprete della Cattedrale e coi principali collaboratori. Nel pomeriggio, la banda cittadina a Dopolavoro » richiamò all'Oratorio un pubblico anche più numeroso che, nell'attesa della funzione, passava a visitare i locali, indugiandosi nella saletta ov'erano esposti paramenti ed oggetti sacri offerti per l'esercizio del culto divino. Dopo il canto del Magnificat, l'Ispettore salesiano D. Roberto Fanara tenne il discorso di circostanza ed il Rettor Maggiore impartì la benedizione eucaristica. Poi la folla si riversò nel teatro civico, gentilmente concesso ed apprestato dal Municipio, ove i palchi eran già gremiti dal fior fiore della cittadinanza. Alcuni cori dei nostri alunni di Cumiana, l'omaggio d'un bimbo dell'Oratorio, poi il Grand'Uff. Avv. Orazio Quaglia, Preside della Provincia di Torino, in un'alata orazione esaltò l'Opera salesiana e la peculiare genialità dell'Oratorio festivo di Don Bosco. Autorità e pubblico interruppero spesso l'eloquente oratore con calorosi applausi e coronarono il discorso con una vera ovazione. Prese infine la parola il IV Successore di Don Bosco che espresse tutta la sua ammirazione per la gentile città di Saluzzo e disse la gratitudine dei Salesiani per la generosità di tanti Cooperatori, cui assicurò la più fervida corrispondenza. La cara giornata si chiuse, al suono della banda cittadina, in un inno di benedizione a S. Giovanni Bosco che finalmente aveva rallegrato dell'opera sua prediletta una città tanto a lui cara in vita, ed ora tanto devota.

- Trieste. - S. A. R. la Duchessa d'Aosta al nostro Oratorio.

Il 26 novembre scorso l'Oratorio salesiano di via dell'Istria ha vissuto un'ora di grande entusiasmo accogliendo a festa S. A. R. la Duchessa d'Aosta, Col Direttore era P. Federigo Turrini, dei « Fatebenefratelli » grande mutilato e decorato della guerra mondiale. Trecento oratoriani attendevano in 'cortile, mentre le rappresentanze delle varie sezioni, dell'Unione ex-allievi, della benefica «Quercia », della banda, della ginnastica, delle associazioni maschili e femminili di A C. e delle filodrammatiche, trattenendo la folla di popolo che affluiva, rendevano i primi omaggi nell'atrio d'ingresso. 242; nel popolare rione una gioconda festa.

CHILE - Viña del Mar. - Una nuova chiesa dedicata a S. Giov. Bosco.

Il 23 maggio u. s. il Vicario della diocesi, in rappresentanza di S. E. Mons. Gimpert, vescovo di Valparaiso, impedito da motivi di salute, benedisse solennemente una nuova chiesa dedicata a S. Giovanni Bosco, annessa al Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, cui la generosità dei Cooperatori diede questa grande consolazione.

Alla sacra funzione parteciparono l'On. Guido Solezzi, R. Console Generale d'Italia in Valparaiso, il sig. Sergio Prieto Nieto, Sindaco della stessa città; personalità del clero e del laicato; superiori e rappresentanze degli Ordini e Congregazioni religiose ; rappresentanze delle autorità civili; buon numero di membri della colonia italiana, e una vera folla di devoti, che riempì la chiesa e le adiacenze. Il

canto liturgico fu sostenuto da un ottimo harmonium-organo regalato da un'ex-allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Tenne il discorso d'occasione il rev. D. Michele Ulloa, segretario della Curia Vescovile, il quale esaltò la grande figura di S. Giovanni Bosco e fece Il 23 maggio u. s. il Vicario della diocesi, in rappresentanza di S. E. Mons. Gimpert, vescovo di Valparaiso, impedito da motivi di salute, benedisse solennemente una nuova chiesa dedicata a S. Giovanni Bosco, annessa al Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, cui la generosità dei Cooperatori diede questa grande consolazione.

Alla sacra funzione parteciparono l'On. Guido Solezzi, R. Console Generale d'Italia in Valparaiso, il sig. Sergio Prieto Nieto, Sindaco della stessa città; personalità del clero e del laicato; superiori e rappresentanze degli Ordini e Congregazioni religiose ; rappresentanze delle autorità civili; buon numero di membri della colonia italiana, e una vera folla di devoti, che riempì la chiesa e le adiacenze. Il canto liturgico fu sostenuto da un ottimo harmonium-organo regalato da un'ex-allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Tenne il discorso d'occasione il rev. D. Michele Ulloa, segretario della Curia Vescovile, il quale esaltò la grande figura di S. Giovanni Bosco e fece uno splendido elogio delle Opere Salesiane.

Convegni di Decurioni salesiani nel Veneto. covo mons. Endrici, si tenne nel-

l'Istituto Salesiano di TRENTO. Il rev. don Stefanelli, riferendo sul culto di S. Giovanni Bosco, enumerò oltre 40 tridui predicati in varie parrocchie del Trentino.

Il 3° Convegno si tenne nell'Istituto Salesiano di SCHIO, il 16 novembre, per la diocesi di Vicenza. Il Vescovo, S. E. mons. Rodolfi, era rappresentato dal direttore diocesano dei Cooperatori mons. Vincenzo Strazzari.

Dopo la lettura della relazione del Convegno precedente e il saluto del direttore dell'Istituto, don Vigilio Uguccioni, riferirono su l'ordine del giorno mons. Girolamo Tagliaferro, arciprete di Schio, il rev. don Oreste Bartolomei, parroco di Nove di Bassano, e mons. Giovanni Prosdocimi, arciprete di Breganze.

Particolarmente solenne riuscì il Convegno tenuto nell'Istituto Manfredini di ESTE, il 18 novembre, per le diocesi di Padova e Adria-Rovigo. Ai decurioni si unirono gli alunni del novello Studentato Teologico salesiano di Monteortone, gli alunni del Noviziato salesiano locale e rappresentanze di Cooperatori e di ex-allievi. La grande aula del collegio presentava un aspetto imponente. Il Vescovo di Padova era rappresentato da mons. Giuseppe Schievano, abate mitrato dì Este, e il Vescovo di Adria da mons. Ottaviano Rosatti, delegato vescovile. Espresse sentimenti di gioia e di gratitudine salesiana il direttore del collegio, prof. don Giuseppe Ghibaudo. Furono relatori il prof. don Martino Cristofori, il cappellano maggiore degli Avieri, Teol. don Matteo Fasano e mons. Manzini.

Un quinto Convegno si tenne a BELLUNO, il 23 novembre, nell'Istituto Salesiano Spetti coll'intervento del Vescovo di Belluno e Feltre, S. E. Mons. Cattarossi, e del Vicario Generale mons. Masi. II saluto dell'ospitalità fu dato dal direttore dell'Istituto, don Carlo Rusconi. Furono relatori i rev.mi monsignori Giuseppe Da Vià e Giovanni Ciani.

Per le diocesi di Ceneda e Concordia il Convegno si svolse, il 25 novembre, nell'Istituto don Bosco di PORDENONE. I due Ecc.mi Vescovi erano rappresentati dal Rettore del Seminario di Pordenone mons. Pietro D'Andrea, e da mons. Emilio Antoniazzi, abate mitrato di Conegliano Veneto. Dopo brevi rilievi del direttore dell'Istituto, dott. don Francesco Carpenè, e l'omaggio reso ai convenuti, illustrarono l'ordine del giorno il regolatore don Fasulo, mons. Annibale Giordani, Arciprete di Spilimbergo, e mons. Luigi Janes, direttore diocesano dei Cooperatori salesiani per la diocesi di Concordia.

Al Convegno tenuto a GORIZIA nell'Istituto San Luigi, il 30 novembre, partecipò cordialmente S. Altezza l'Arciv. mons. Carlo Margotti, cui rivolse parole di riverente omaggio, a nome dell'Istituto, il direttore don Giuseppe Pentote. Furono zelatori il prof. don Angelo Conti, il rev. don Oliviero Foschian, delegato di mons. Pividore, e mons. Valdemarin.

Un altro Convegno si tenne a VENEZIA, il 9 dicembre, nell'Istituto Coletti. Prima delle altre adesioni, il direttore dell'Istituto, don Antonio De Pieri, lesse un'affettuosa lettera inviata da Roma dall'Em mo Cardinale Patriarca Adeodato Piazza

il quale volle essere anche rappresentato dal Vescovo Ausiliare, S. E. mons. Giovanni Jeremich.

L'ordine del giorno fu illustrato da mons. prof. Giuseppe Scarpa, dal parroco dei Tolentini, don G. B. Trevissoi, e dal direttore diocesano dei Cooperatori mons. Giuseppe De Blasio, parroco di Santo Stefano.

Le serie dei Convegni, riusciti tutti fervidi e pratici, ebbe degna corona a UDINE, l'11 dicembre, nella sala dell'Azione Cattolica. Questo nono Convegno fu organizzato dal gruppo di ex-allievi salesiani di cui l'assistente ecclesiastico, prof. don Ugo Masotti, lesse un'esauriente ed edificante relazione sul culto di S. Giovanni Bosco e sul movimento salesiano nel Friuli. Mons. Pasquale Margheret, Direttore-Preside dell'Istituto Magistrale, illustrò l'apostolato giovanileAl Convegno tenuto a GORIZIA nell'Istituto San Luigi, il 30 novembre, partecipò cordialmente S. Altezza l'Arciv. mons. Carlo Margotti, cui rivolse parole di riverente omaggio, a nome dell'Istituto, il direttore don Giuseppe Pentote. Furono zelatori il prof. don Angelo Conti, il rev. don Oliviero Foschian, delegato di mons. Pividore, e mons. Valdemarin.

Un altro Convegno si tenne a VENEZIA, il 9 dicembre, nell'Istituto Coletti. Prima delle altre adesioni, il direttore dell'Istituto, don Antonio De Pieri, lesse un'affettuosa lettera inviata da Roma dall'Em mo Cardinale Patriarca Adeodato Piazza il quale volle essere anche rappresentato dal Vescovo Ausiliare, S. E. mons. Giovanni Jeremich.

L'ordine del giorno fu illustrato da mons. prof. Giuseppe Scarpa, dal parroco dei Tolentini, don G. B. Trevissoi, e dal direttore diocesano dei Cooperatori mons. Giuseppe De Blasio, parroco di Santo Stefano.

Le serie dei Convegni, riusciti tutti fervidi e pratici, ebbe degna corona a UDINE, l'11 dicembre, nella sala dell'Azione Cattolica. Questo nono Convegno fu organizzato dal gruppo di ex-allievi salesiani di cui l'assistente ecclesiastico, prof. don Ugo Masotti, lesse un'esauriente ed edificante relazione sul culto di S. Giovanni Bosco e sul movimento salesiano nel Friuli. Mons. Pasquale Margheret, Direttore-Preside dell'Istituto Magistrale, illustrò l'apostolato giovanile e la pedagogia di San Giovanni Bosco. Coll'Arcivescovo, S. E. monsignor Nogara, partecipò al convegno il Vicario Generale monsignor Luigi Quargnani. e perdettero la vita, e due donne furono ferite. Quantunque in tre luoghi le case distrutte confinassero con quelle dei nostri cristiani, questi riuscirono a fuggire a tempo. Ma lo sconcerto ha impedito la regolare riapertura delle scuole.

Le nostre Suore con le loro cieche ed altre fanciulle dovettero rifugiarsi a Lokchong (47 km. da Shiuchow) dove sperano d'essere meno esposte ai pericoli dei bombardamenti aerei. Solo il nostro Piccolo Seminario si è potuto riaprire nel giorno stabilito, 10 sett., e la scuola continuò abbastanza regolare.

L'avvenimento più importante dell'anno fu certo l'inaugurazione della nuova e spaziosa chiA corona e in occasione dei convegni, coll'intervento di numeroso pubblico e delle Autorità, don Fasulo tenne in varie città del Veneto interessanti, applaudite conferenze su la gloria, la figura e le Opere di S. Giovanni Bosco

DALLE NOSTRE MISSIONI

CINA

Qualche notizia dal Vicariato Apostolico di Shiuchow. a volta la remota cristianità potè godersi una messa pontificale cantata! Nella stessa occasione si è pure inaugurato il grande salone scolastico, coll'intervento delle autorità militari, civili e scolastiche del luogo. Il rappresentante del governo confessò candidamente, nel discorso di circostanza, che ammirava e lodava il lavoro e le fatiche dei missionarii a pro' del popolo e della gioventù; e al Vicario Apostolico presente osservò: «Ah, se i membri del nostro partito avessero la decima parte dello spirito di sacrificio ed energia dei missionari, quanto più non potrebbero fare per il bene della patria!».

Altro importante avvenimento, la visita straordinaria che, a nome del Rettor Maggiore fece il Prefetto Generale sig. Don Berruti.

I figli di Don Bosco poi, fedeli al programma del loro Padre, hanno voluto portare un buon contributo alla divulgazione del Vangelo tra il popolo, stampando nella loro Scuola Tipografica di Hongkong 15.000 copie della versione in lingua nazionale del vangelo di S. Luca. Il prezzo del libretto, che tipograficamente si presenta assai pulitamente, è tenuto talmente basso che con facilità può essere acquistato e largamente distribuito tra il popolo. Vorrebbero fare la stessa cosa anche per gli altri tre vangeli; ma attendono qualche buon amico che li aiuti a sostenere le spese non indifferenti.

Dal 12 di dicembre 1936 funziona ormai e prospera il noviziato per le religiose indigene dette «Annunciatrici del Signore » cui tanto teneva il compianto eroico Mons. Versiglia. La vestizione si compì nell'umilissima cappelletta di S. Teresa del Bambino Gesù.

Le vocazioni per questa congregazione indigena non mancano; ma occorre una nuova cappella ed una casa religiosa adatta allo scopo, per provvedere adeguatamente alla loro formazione.

Il Piccolo Seminario di Hosai, dopo tanti anni di sforzi, ha potuto finalmente inviare i primi tre alunni al Grande Seminario Regionale di Hongkong.

Fiorisce pure la scuola per futuri catechisti che a Kamkong (Namyung), sotto la direzione di un missionario, continua il suo 3° biennio. La missione ha assoluto bisogno di catechisti indigeni per poter penetrare coll'evangelizzazione nei paesi pagani. Con catechisti pii e ben formati i missionarii possono fare del gran bene, senza di essi sarebbero costretti a limitare il loro lavoro ai soli cattolici.

Un altro passo infine s'è fatto colla nuova residenza missionaria, scuoletta e cappella annessa, che il Missionario di Yan-Fa, grazie alle offerte ricevute specialmente dai suoi benefattori dell'America, ha potuto costrurre nel paesello di Tchongfan.

A tutto ciò va aggiunto un bel bilancio spirituale: 88o battesimi (163 adulti, 162 bambini di cristiani, 555 bambini di pagani); migliaia di predicazioni ed allocuzioni (22.000) fatte da Missionari e loro catechisti; 66.611 S. Comunioni distribuite nel corso dell'anno (si pensi che il Vicariato conta appena 4.881 cristiani); 25.258 medicazioni operate special-

mente dalle buone Figlie di Maria Ausiliatrice a poveri malati; ben 1.898 alunni (in gran parte pagani) istruiti ed educati nelle scuole della Missione.

Che il Signore risparmi più dure prove e permetta di svolgere in pieno il santo programma di apostolato, e i frutti si moltiplicheranno.

GIAPPONE Studio, lavoro e semplicità di vita.

Rev.mo ed amat.mo sig. D. Ricaldone,

col cuore pieno di riconoscenza a Dio pel buon esito della « Giornata Missionaria» fatta in tutte le nostre residenze con spirito di fede e di carità, ed al tramonto della festa di Gesù Cristo Re, stendo la solita relazione mensile. Ho detto buon esito, perchè fu davvero una giornata piena di fervore: preghiere speciali, sacrifici, funzioni solenni, commemorazione della data anniversaria della Jaricot, distribuzione di buona stampa, ed anche iscrizioni all'Opera della Propagazione della Fede (una cinquantina di nuovi soci), offerte libere. La somma raccolta, L. 500, è modesta; ma se si pensa che è pressochè tutta frutto di privazioni e del necessario per molti, per altri,Un altro passo infine s'è fatto colla nuova residenza missionaria, scuoletta e cappella annessa, che il Missionario di Yan-Fa, grazie alle offerte ricevute specialmente dai suoi benefattori dell'America, ha potuto costrurre nel paesello di Tchongfan.

A tutto ciò va aggiunto un bel bilancio spirituale: 88o battesimi (163 adulti, 162 bambini di cristiani, 555 bambini di pagani); migliaia di predicazioni ed allocuzioni (22.000) fatte da Missionari e loro catechisti; 66.611 S. Comunioni distribuite nel corso dell'anno (si pensi che il Vicariato conta appena 4.881 cristiani); 25.258 medicazioni operate specialmente dalle buone Figlie di Maria Ausiliatrice a poveri malati; ben 1.898 alunni (in gran parte pagani) istruiti ed educati nelle scuole della Missione.

Che il Signore risparmi più dure prove e permetta di svolgere in pieno il santo programma di apostolato, e i frutti si moltiplicheranno.

GIAPPONE Studio, lavoro e semplicità di vita.

Rev.mo ed amat.mo sig. D. Ricaldone, col cuore pieno di riconoscenza a Dio pel buon esito della « Giornata Missionaria» fatta in tutte le nostre residenze con spirito di fede e di carità, ed al tramonto della festa di Gesù Cristo Re, stendo la solita relazione mensile. Ho detto buon esito, perchè fu davvero una giornata piena di fervore: preghiere speciali, sacrifici, funzioni solenni, commemorazione della data anniversaria della Jaricot, distribuzione di buona stampa, ed anche iscrizioni all'Opera della Propagazione della Fede (una cinquantina di nuovi soci), offerte libere. La somma raccolta, L. 500, è modesta; ma se si pensa che è pressochè tutta frutto di privazioni e del necessario per molti, per altri, frutto di sacrifici di fumo, belletti ecc., se si pensa alla vera povertà della massa dei nostri cristiani, al momento attuale di guerra, ed allo scopo sublime dei sacrifici e delle privazioni, certo, agli occhi di Dio, tale modesta somma viene ad acquistare un valore immenso. I frutti spirituali, poi, che son pervenuti alle anime rappresentano già un altro immenso valore valutabile solo da Dio. Deo gratias!

Il fervore di studi che vedo realizzarsi intorno a noi mi dà lo spunto dell'attuale relazione, che so sempre desiderata. Tanti forse pensano ancora il Giappone come uno dei paesi di missione, in cui il missionario colle verità evangeliche, e colla grazia di Dio con cui corrobora e santifica le anime, porta pure il suo contributo nei vari campi della civiltà a sollievo della vita materiale. Ma basterebbe lo studio, anche solo elementare della geografia, l'esame di dati statistici che non è difficile avere alla mano, per rettificare questa errata ed incompleta valutazione del gran popolo giapponese. Non è esagerato applicare ai Giapponesi il detto del nostro Don Bosco: « Sempre più e sempre meglio »: e applicarlo in ogni ramo dell'umano sapere, in ogni ramo dell'industria, del commercio, dell'agricoltura e di quanto ha relazione con la vita umana. Ecco la posizione precisa del missionario in Giappone: in mezzo al vertiginoso svolgersi di quanto di più perfetto presenta la civiltà moderna nel campo letterario, scientifico, artistico, portare il suo modesto contributo alla divulgazione dei problemi dello spirito, ignorati o incompresi dalla massa; poco interessanti per il maggior numero, perchè assorbiti nella materia e - peggio - nelle conseguenze della medesima, il pretto paganesimo; inutili per molti, perchè pensano o son convinti di non averne bisogno. Le opere che il missionario si sforza di attuare vengono a trovarsi di fronte ad un blocco di opere ufficiali, che presentano attrezzamento perfetto, mezzi a profusione, e danno titoli che valorizzano l'insegnamento per la vita. Con sforzi erculei, con sacrifici che solo il Signore conosce, da anni i valorosi missionari delle Missioni di Parigi hanno dissodato e dissodano il terreno. Fraternamente uniti negli sforzi e negli intenti, Ordini e Congregazioni religiose maschili e femminili, attive e contemplative, lavorano allo stesso scopo. Ma che cosa sono mai? Meglio che niente, è vero; però non risolvono la difficile situazione, pur cooperando attivamente al fine comune.

I mezzi educativi che fanno grande questo popolo sono la famiglia e la scuola. L'educazione del bambino è prevalentemente affidata alla mamma che vi si dona con tutte le risorse naturali ed acquisite del cuore. L'educazione del fanciullo, del giovane è affidata prevalentemente al babbo e al maestro, e, per essi, allo Stato, allo scopo di formare dal punto di vista fisico, intellettuale e morale il futuro cittadino giapponese. L'istruzione è obbligatoria e controllata dallo Stato: è lasciata relativa libertà alle province, città, enti o anche privati per la fondazione di certe categorie di scuole (escluse all'iniziativa privata le normali), purchè si conformino naturalmente a condizioni fissate dalla legge. L'ordinamento scolastico è quello comune alle grandi nazioni. Dalle statistiche risulta che nelle grandi linee il 20 % dei fanciulli proseguono l'istruzione secondaria; il 6o % di questi si inscrivono a scuole complementari per compiere la loro istruzione. La scuola, dal punto di vista didattico, è all'altezza del suo compito, dal punto di vista disciplinare è a base preventiva e di amorevolezza, sicchè la gran massa ci va volentieri e con regolarità.

Si valutano ad oltre 50 mila le scuole, frequentate da 15 milioni di allievi con 36o mila insegnanti. Ammontano a 700 milioni di yen le spese annuali per l'educazione. Nulla di intentato perchè il cittadino giapponese esca dagli istituti di educazione a lui convenienti attrezzato in tutto punto e bene preparato alla vita. È bello lo spettacolo che abbiamo sotto gli occhi, mattino e serra, specie nei piccoli villaggi: torme di fanciulli, che a gruppetti, in squadra, si recano alla scuola, alle volte a distanze assai grandi; torme di giovani che assiepano i treni per recarsi alle scuole medie dei centri più importanti. Nel gran numero vi sono naturalmente quelli che passano il tempo in gioconda conversazione; ma i più leggono, parlano di materie scolastiche, si istruiscono.

Fervore di vita, fervore di lavoro, in ogni ramo, unito a frugalità di mezzi di sussistenza, ed a semplicità di vita nell'aspetto della persona, dell'abitazione e di quanto si riferisce alla convivenza. Semplicità naturale, che si manifesta anche nel modo di ragionare e di agire. Oh, finchè il Giappone saprà mantenersi in questo ardore di studio e di lavoro, e in questa semplicità, date le mirabili risorse naturali di cui fu arricchito dalla Provvidenza, non potrà non tener testa, o non rivaleggiare con le più grandi nazioni.

Fra questo gran popolo i suoi lontani figli desiderano cooperare con le forze loro possibili al pieno avvento di Gesù. Ci benedica e ci assista colle sue preghiere. ntificale all'aperto di fronte alla cripta, mantennero alto l'entusiasmo per tutto il giorno esercitando anche una benefica influenza ASSAM

Risorge la cattedrale di Shillong.

Amatissimo Padre, dopo il tragico Venerdì Santo, quando il fuoco distruggeva completamente la Cattedrale, il Seminario e l'Episcopio, il buon Dio ci ha dato la consolazione di vedere i segni precursori dell'alba di risurrezione.

Il 14 novembre u. s. benedimmo la cripta della nuova cattedrale dedicata alla Vergine di Lourdes che, quando sarà terminata in tutti i suoi particolari, sarà un'opera artistica e, quel che più vale, un luogo di pellegrinaggio e di divozione verso la Regina del Cielo. L'inaugurazione fu preceduta da una « Settimana della Giovane » e da un Congresso della Gioventù Cattolica Maschile. In quest'ultimo fu trattato del matrimonio cristiano e della preparazione che esige. Le discussioni furono pratiche, serie e animate e ci fece molto piacere il sentire giovani Khasi (nelle cui tribù vige ancora il matriarcato) proclamare la necessità di ubbidire completamente alla Chiesa e romperla una buona volta con tradizioni secolari, non sempre conformi allo spirito cristiano.

È questo un nuovo passo per la fondazione del regno di Cristo tra questi popoli. Infatti non possiamo respirare in un'atmosfera cristiana se non gettiamo le basi della famiglia cristiana! Ma per raggiungere l'ideale, quante difficoltà da superare, quante barriere da abbattere!

Anche le giovani Khasi prepararono bene i loro temi ed era commovente udire le oratrici improvvisate esortare le compagne a seguire le virtù della Vergine per poter rappresentare l'ideale che ci offre la Madonna, in mezzo alla Società.

Il giorno della processione vide un bel trionfo di Gesù Sacramentato: la folla che si accostò in massa alla Comunione; le musiche, i canti, i cortei delle Associazioni, pittoreschi per i vivaci colori delle differenti divise, il solenne Pontificale all'aperto di fronte alla cripta, mantennero alto l'entusiasmo per tutto il giorno esercitando anche una benefica influenza sulla massa del popolo.

La processione, a giudizio di tutti, fu la più solenne che si sia mai vista, dopo quella che si tenne in occasione della consacrazione dei Vescovi nel 1934. Fu un vero trionfo della nostra Fede che dimostrò che se il fuoco aveva distrutto i fabbricati, aveva però fatto aumentare le fiamme del nostro amore verso il Divin Salvatore, onde il cattolicesimo invece di morire si è rinvigorito ancora di più.

La benedizione finale discese sulla turba inginocchiata davanti alla cripta illuminata da centinaia di lampadine; poi, fu un canto solo in perfetto latino: Christus vincit!

Le fondamenta della cattedrale sono terminate e si spera di inalzare presto le grosse colonne centrali. tici, per l'opera della maternità, per l'amministrazione, per la lavanderia a vapore ecc. Completano l'opera l'orto, il pollaio, il frutteto, ed una abbondantissima sorgente d'acqua cristallina per gli usi della casa.

La Farmacia, che non ha nulla da invidiare alle migliori delle grandi città. Prepara infatti migliaia di ricette, e provvede medicine ad una immensa regione fornendo gratuitamente molti centri lontani. Possiede un deposito permanente di medicinali per un valore di oltre 120 mila lire; ed il movimento oscilla dalle 7o alle 9o mila lire mensili!

Il grandioso collegio di Maria Ausiliatrice, edificio più unico che raro, dato che non c'è l'uguale dalla città di Manaos ai confini della Bolivia. È una sorpresa, per chi viaggia per questa regione, trovare un edificio come questo, a tre piani, con saloni ampli ed arieggiati, con aule spaziose e bene illuminate, provvedute d'ogni suppellettile di una scuola moderna, con un artistico salone-teatro, che desta la soddisfazione non solo, ma addirittura l'ammirazione delle compRIO MADEIRA (Amazzoni).

Fioritura di opere a Porto Velho. Amatissimo Padre, da tanto tempo desideravo stenderle una relazione, sia pur breve, sulla nostra attività, anche per stimolare una corrente di simpatia e di preghiere per questa immensa e bisognosa missione di Rio Madeira. Mi offre un'ottima occasione l'anniversario della morte del compianto D. Giovanni Nicoletti, la prima vittima missionaria di questa prelatura, che, con D. Antonio Peixoto, venne a fertilizzare materialmente e spiritualmente questi boschi secolari di Rio Madeira.

Il suo nome è omai legato ad opere imponenti che suscitano l'ammirazione di tutti. Ricordo le principali:

L'Ospedale San Giuseppe, opera prima del suo zelo apostolico, e frutto squisito del suo gran cuore, pieno di compassione e bontà verso i poveri di tutta questa regione. D. Nicoletti l'aveva ricevuto dalla Colonia portoghese, quand'era un padiglione minuscolo e primitivo e ne fece uno dei migliori edifici della città, costruendovi una devotissima cappella e nuovi padiglioni, amplissimi, per uomini, per donne per indigenti, per tubercolotici, per l'opera della maternità, per l'amministrazione, per la lavanderia a vapore ecc. Completano l'opera l'orto, il pollaio, il frutteto, ed una abbondantissima sorgente d'acqua cristallina per gli usi della casa. nati, e loLa Farmacia, che non ha nulla da invidiare alle migliori delle grandi città. Prepara infatti migliaia di ricette, e provvede medicine ad una immensa regione fornendo gratuitamente molti centri lontani. Possiede un deposito permanente di medicinali per un valore di oltre 120 mila lire; ed il movimento oscilla dalle 7o alle 9o mila lire mensili!

Il grandioso collegio di Maria Ausiliatrice, edificio più unico che raro, dato che non c'è l'uguale dalla città di Manaos ai confini della Bolivia. È una sorpresa, per chi viaggia per questa regione, trovare un edificio come questo, a tre piani, con saloni ampli ed arieggiati, con aule spaziose e bene illuminate, provvedute d'ogni suppellettile di una scuola moderna, con un artistico salone-teatro, che desta la soddisfazione non solo, ma addirittura l'ammirazione delle compagnie teatrali che vengono da Manaos. Illustri personalità che visitarono il collegio ebbero parole di alto elogio, tanto più meritato quanto più ignorato ed agreste è questo angolo del Brasile. Ma più pregevoli sono i frutti dell'attività dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice nel campo morale ed intellettuale. Fra le tante personalità che ci hanno onorato con la loro visita mi sia permesso di ricordare il nostro degnissimo Governatore, signor Dr. Alvaro Maia, già professore del nostro collegio di Manaos, il quale ebbe parole di vivo encomio per l'Opera salesiana altamente cristiana e patriottica.

Oltre ai sudOltre ai suddetti edifici degni di figurare in qualsiasi grande città del Brasile, s'erge imponente, sopra una delle alture della città, la cattedrale. Essa è incompleta; ma quello che è già fatto respira una grandiosità pari al coraggio ed allo spirito d'iniziativa di Mons. Massa e del suo degno collaboratore.

La prematura morte rapì Don Nicoletti ad altre moltissime opere già iniziate: un monumentale collegio per interni, destinato ai figli delle numerose famiglie che abitano nei vasti castagneti e nei boschi d'alberi del caucciù; un nuovo padiglione per tubercolotici, un altro padiglione, ed un cimitero.

Prevedendo le future necessità dell'ospedale e dei due internati, e lo sviluppo della missione, si sforzò per acquistare terre e fomentare l'agricoltura, l'allevamento del bestiame, ecc.

In occasione dell'inaugurazione della linea aerea Belem-Manaos-Porto Velho, fatta alla fine di giugno, arrivarono a questa città amazzonica il Generale Meira di Vasconcellos e una comitiva di ufficiali superiori dell'esercito brasiliano. Dopo cinque ore di viaggio tra due immensità, l'immensità del cielo e l'immensità delle foreste, non poterono contenere la loro ammirazione nel vedere le superbe costruzioni innalzate dal grande amore e dall'infaticabile spirito di sacrificio del compianto salesiano. ferma, mi prende amichevolmente sotto braccio, mi guarda con un fare tra il serio ed il faceto e mi domanda: - Perchè giochi a carte?

- Oh bella ! Per bere, possibilmente, il caffè gratis.

- E se perdi?

- Ne pago due.

-- Una e quaranta... Pensa!... Quasi un chilogrammo di pane ; potrebbe bastare a sfamare per un giorno una famiglia povera.

Dopo una breve riflessione, mi chiede di nuovo:

- Dimmi, perchè bevi il caffè?

- Per digerire, gli rispondo scherzando.

- Mancherebbe altro che un giovanotto alto e grosso come te, avesse proprio bisogno di caffè per digerire. Anch'io, vedi, un tempo bevevo il caffè due volte al giorno; ma quando m'accorsi che digerivo bene anche senza berlo, sai che proposta ho fatto a mio papà? Gli ho detto: « Senti, babbo, io non verrò più a prendere il caffè con te. In compenso, tu mi darai ogni mese 5o lire, cioè l'equivalente dei due caffè quotidiani ». Mio padre accettò immediatamente ed io ne fui lietissimo per due ragioni. La prima, perchè ho perduto un'abitudine della quale, sinceramente, non ero entusiasta; la seconda, perchè, alla fine d'ogni mese, mi son trovato 50 lirette in tasca. Anche tu dovresti far così e mettere a fruttificare quei soldi che invece spendi, non solo pel caffè, ma anche per le sigarette. Saresti, ti assicuro, assai più contento.

- Ma, ribatto subito io, tu non bevi, non fumi, non giochi e dici sempre d'essere al verde. Dove li metti tuMiss. Salesiano. Porto Velho, 3o agosto 1937.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Carissimi,

ho letto di questi giorni il bel volume pubblicato da D. Cojazzi su Giacomo Maffei, ex-allievo dei nostri collegi di S. Giovanni Evangelista e di Valsalice, morto, dopo il primo anno di medicina, il 24 luglio 1935. Ne colgo solo un esempio che conferma una grande verità caduta dalla sua penna nella lettera ad un amico: dannose, per devolvere quel che risparmiano a sollievo dei poveri ». Procuratevi tutti questa bella consolazione.

Vostro aff.mo Don GIULIVO.

G R A Z I E

attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI Bosco

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

La gratitudine del « Conte Verde ». - Nella notte dall'e al 2 settembre u. s. si abbatteva su Hongkong un tifone di estrema violenza. La nostra bellissima nave, il « Co- Una e quaranta... Pensa!... Quasi un chilogrammo di pane ; potrebbe bastare a sfamare per un giorno una famiglia povera.

Dopo una breve riflessione, mi chiede di nuovo: ciò circa l'una dopo mezzanotte e non tardò ad assumere delle proporzioni veramente allarman- Mancherebbe altro che un giovanotto alto e grosso come te, avesse proprio bisogno di caffè per digerire. Anch'io, vedi, un tempo bevevo il caffè due volte al giorno; ma quando m'accorsi che digerivo bene anche senza berlo, sai che proposta ho fatto a mio papà? Gli ho detto: « Senti, babbo, io non verrò più a prendere il caffè con te. In compenso, tu mi darai ogni mese 50 lire, cioè l'equivalente dei due caffè quotidiani ». Mio padre accettò immediatamente ed io ne fui lietissimo per due ragioni. La prima, perchè ho perduto un'abitudine della quale, sinceramente, non ero entusiasta; la seconda, perchè, alla fine d'ogni mese, mi son trovato 50 lirette in tasca. Anche tu dovresti far così e mettere a fruttificare quei soldi che invece spendi, non solo pel caffè, ma anche per le sigarette. Saresti, ti assicuro, assai più contento.

- Ma, ribatto subito io, tu non bevi, non fumi, non giochi e dici sempre d'essere al verde. Dove li metti tutti i tuoi soldi ? di quelle- Io? Alla banca...

Li metteva alla... banca dei poveri... , stella del mare, speranza e conforto del naufrago, porto sicuro di salvezza! Raccomandai me e tutti a lei domandando la nostra salvezza: Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis! Tutti pregarono in quella notte. E Maria esaudì la nostra prece filiale e venne in nostro aiuto. La nostra bellissima nave, tolta da una mano invisibile al vortice tenebroso, venne ad incagliarsi tra una doppia fila di roccie. Fu la nostra salvezza: si poterono con tranquillità superare le ultime raffiche, rassicurati che nulla pVostro aff.mo Don GIULIVO.

GRAZIE

attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI Bosco

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. uipaggio eNon si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

La gratitudine del « Conte Verde ». - Nella notte dall'e al 2 settembre u. s. si abbatteva su Hongkong un tifone di estrema violenza. La nostra bellissima nave, il « Conte Verde » del Lloyd Triestino, aveva cercato rifugio nella baia antistante al porto di Hongkong, ove, poco dopo noi, venivano ad ancorarsi anche altre grosse navi. La tempesta cominciò circa l'una dopo mezzanotte e non tardò ad assumere delle proporzioni veramente allarmanti: il vento soffiava ad una velocità di circa 300 km orari! La situazione si aggravò allorquando due grossi piroscafi, perso il proprio dominio, andarono alla deriva dirigendosi minacciosamente su di noi. L'infuriare degli elementi ed il pericolo di essere tagliati a metà o, peggio ancora, schiacciati, senza considera e le immancabili conseguenze, come lo scoppio delle caldaie, dei tubi di vapore, ecc., misero a repentaglio la nostra vita. Eravamo a bordo trecento ottanta persone dell'equipaggio e circa un centinaio di passeggeri; indossato il salvagente, aspettavamo con molta angoscia la nostra ultima ora. La morte ci era vicinissima, specie quando pure noi, dopo aver perso le nostre ancore, correvamo alla deriva errando in balìa del vento. Con quanta stretta al cuore vedevamo il nostro «Conte Verde », di 19.000 tonnellate alla mercè degli elementi trasportato come una leggerissima foglia strappata dal vento autunnale. Raccomandammo a Dio le nostre anime ed i nostri cari lontani.

In mezzo al buio di quelle ore tetre, una luce irradiò la nostra mente: Maria Ausiliatrice, stella del mare, speranza e conforto del naufrago, porto sicuro di salvezza! Raccomandai me e tutti a lei domandando la nostra salvezza: Maria, Auxilium Christianorum, ora pro nobis! Tutti pregarono in quella notte. E Maria esaudì la nostra prece filiale e venne in nostro aiuto. La nostra bellissima nave, tolta da una mano invisibile al vortice tenebroso, venne ad incagliarsi tra una doppia fila di roccie. Fu la nostra salvezza: si poterono con tranquillità superare le ultime raffiche, rassicurati che nulla più ci minacciava.

Abbiamo voluto esternare solennemente la nostra comune gratitudine a Maria SS.ma Ausiliatrice, appena disincagliati. Il 3 ottobre, solennità del Rosario, ci siamo recati in pellegrinaggio alla Cappella di Maria Ausiliatrice venerata ad Aberdeen (Hongkong) presso i figli di Don Bosco. Insieme al Comandante ed agli ufficiali vi ha partecipato una gran parte dell'equipaggio e molti si sono accostati ai SS. Sacramenti. S. E. Mons. E. Valtorta, lo zelantissimo Vicario Apostolico di Hongkong, rivolse parole molto commoventi agli astanti inculcando una divozione veramente filiale verso Maria SS.ma e la pratica e l'amore del Rosario, ricordando loro i propri doveri di buoni cristiani praticanti. Parteciparono alla nostra festa il nostro R. Console, Marchese Gen, Pagano di Melito con la consorte ed il figlio, l'Agente del Lloyd Triestino con la consorte e vari altri membri della nostra colonia di Hongkong colle rispettive famiglie.

Col cuore traboccante della più filiale ed affettuosa gratitudine, abbiamo ringraziato Maria SS.ma per la nostra miracolosa salvezza. Sia Essa benedetta in eterno.

Mons. GREGORIO DELLA TOLLA, io, al mattino seguente, se il bambino fosse stato ancora in vita. Noi, costernati, ma pieni di fede ci rivolgemmo al Signore interponendo l'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, promettendo di rendere pubblica la grazia. Il bimbo visse e l'indomani, trasportato all'ospedale di Cantù, fu sottoposto alla trapanazione del cranio con asportazione di volta cranica sul parietale sinistro. Tutto riuscì bene; il bambino guarì perfettamente meravigliando anche i professori. In fede

Montesordo di Cermenate, (Como) 10-12-1937.

AMADEO ANDREA.

Guarigione miracolosa. -- Il 12 maggio u. s. mi ammalai di tifo e paratifo con polmonite. La malattia si manifestò subito gravissima e tutte le cure prodigate non valsero a farla cessare: mi trovai rapidamente in fin di vita. Tutti i congiunti, specie i genitori, erano costernati. Venne chiamato un mio fratello lontano che mi circondò delle più amorose

e scrupolose cure, ma ancora senza effetto. La gravezza del mio stato raggiunse il massimo il 25 dello stesso mese. Il Prof. Sindoni, che non mancava di visitarmi più volte al giorno, si trovò davanti ad un fenomeno ormai compiuto: dovevo soccombere

e disse ai familiari che la scienza non poteva più nulla. Si aspettava la mia fine verso la mezzanotte. La sera venne infatti chiamato il parroco che mi somministrò gli ultimi sacramenti, mentre alcuni buoni amici si disponevano ad assistermi fino all'ultimo respiro. Accorse pure una mia zia religiosa la quale, vedendo il mio stato, prese un'imagine di San Giov. Bosco con reliquia e la posò sul mio addome invocando la grazia. Tutti i presenti fecero eco alla sua preghiera, e la grazia venne. Verso la mezzanotte, coll'intercessione del Santo, la gravità cominciò a scemare e il medico quando tornò, ebbe la sorpresa di constatare una vera grazia, anzi una grande grazia ottenuta da S. Giovanni Bosco. Venti giorni dopo lasciavo il letto e chi mi vede mi chiama tuttora il morto risuscitato.

Non finirò di ringraziare il Signore ed il mio caro protettore S. Giovanni Bosco.

Messina, 2-11-1937.   SORBELLO SALVATORE.

Dichiarazione: Vero quanto asserisce il Sorbello: trattasi veramente di guarigione miracolosa. Prof. MANLIO SINDONI.

Alcune fra tante. - Son debitore verso M. SS. Ausiliatrice e S. Giov. Bosco della narrazione di parecchie grazie da Loro ottenute, per cui se ne è moltiplicato il culto in maniera meravigliosaDott. ALFONSO LEONI.

Una grande grazia. - Il 22 luglio scorso il bambino Virgilio Amadeo di Montesordo di Cermenate veniva investito da una moto, che lo lasciava quasi cadavere. Chiamati d'urgenza, il medico condotto e il Prof. Olio di Desio, dopo un consulto, ritennero il caso gravissimo e decisero di tentare la trapanazione del cranio, al mattino seguente, se il bambino fosse stato ancora in vita. Noi, costernati, ma pieni di fede ci rivolgemmo al Signore interponendo l'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, promettendo di rendere pubblica la grazia. Il bimbo visse e l'indomani, trasportato all'ospedale di Cantù, fu sottoposto alla trapanazione del cranio con asportazione di volta cranica sul parietale sinistro. Tutto riuscì bene; il bambino guarì perfettamente meravigliando anche i professori. In fede

Montesordo di Cermenate, (Como) 10-12-1937.

AMADEO ANDREA.

Guarigione miracolosa. -- Il 12 maggio u. s. mi ammalai di tifo e paratifo con polmonite. La malattia si manifestò subito gravissima e tutte le cure prodigate non valsero a farla cessare: mi trovai rapidamente in fin di vita. Tutti i congiunti, specie i genitori, erano costernati. Venne chiamato un mio fratello lontano che mi circondò delle più amorose e scrupolose cure, ma ancora senza effetto. La gravezza del mio stato raggiunse il massimo il 25 dello stesso mese. Il Prof. Sindoni, che non mancava di visitarmi più volte al giorno, si trovò davanti ad un fenomeno ormai compiuto: dovevo soccombere e disse ai familiari che la scienza non poteva più nulla. Si aspettava la mia fine verso la mezzanotte. La sera venne infatti chiamato il parroco che mi somministrò gli ultimi sacramenti, mentre alcuni buoni amici si disponevano ad assistermi fino all'ultimo respiro. Accorse pure una mia zia religiosa la quale, vedendo il mio stato, prese un'imagine di San Giov. Bosco con reliquia e la posò sul mio addome invocando la grazia. Tutti i presenti fecero eco alla sua preghiera, e la grazia venne. Verso la mezzanotte, coll'intercessione del Santo, la gravità cominciò a scemare e il medico quando tornò, ebbe la sorpresa di constatare una vera grazia, anzi una grande grazia ottenuta da S. Giovanni Bosco. Venti giorni dopo lasciavo il letto e chi mi vede mi chiama tuttora il morto risuscitato.

Non finirò di ringraziare il Signore ed il mio caro protettore S. Giovanni Bosco.

Messina, 2-11-1937.   SORBELLO SALVATORE. ci curanti fu preoccupante, tanto che la si giudicò in fine di vita. La giovane a tale annunzio fu talmente scossa che d'allora prese a delirare fino a perdere l'uso della ragione per la maggior parte della sua malattia. Si dubitò di pazzia, di meningite e perfino di spiritismo, sentendola gridare e gesticolare in modo insolito. I medici, chiamati a consulto, vi capirono poco e vi fecero di meno. TuttNe spigolo qualcuna così come la memoria me le presenta.

1) Giorni Angelo aveva subito due operazioni chirurgiche agli occhi, ma senza alcun vantaggio, per cui un oculista di valore consigliava una terza operazione, anch'essa però di riuscita incerta. Fu così che la famiglia e più che mai l'infermo, stanco di soffrire, si rivolsero a Maria SS.ma affinchè, per l'intercessione di S. G. Bosco, anche dopo un mese di sofferenze, gli ottenesse la completa guarigione.

Proprio così: trascorso il mese, il Giomi è guarito senza operazioni.

2) Sono stato chiamato a confessare un infermo gravissimo. Per riguardo, gli dissi nei primi momenti che andavo in casa sua solo per visitarlo. Nel seguito del discorso gli proposi chiaramente di confessarsi. Non mi rispose - a dire il vero - un « no » assoluto, ma - con piena conoscenza - agì in modo da equivalere a un « no » garbato. Non mi son perduto di coraggio, ma, tratta fuori una medaglia della nostra Madonna gliela diedi perchè la baciasse, esortando l'infermo a pregarla affinchè lo guarisse nel corpo e nell'anima. Istantaneamente fa cenno ai suoi di uscire dalla stanza e si confessa com'è possibile a chi è moribondo col pieno possesso delle facoltà mentali. Ho pianto di gioia. via.

Anche il Dottore curante, che quel giorno doveva assentarsi, disse ai miei familiari: « Devo andare a Torino. Dategli quello che vuole. Tanto a stasera non arriva ».

Difatti alle 1I suonò la campana della mia agonia e chi mi assisteva mi raccomandò l'anima; anzi qualcuno pietosamente mi compose le mani e chiuse le palpebre.

Ma vegliava su di me D. Bosco Santo, la cui reliquia avevo recato con me all'ospedale e a cui avevo promesso di far dire una S. Messa in ringraziamento. Nel dolore dell'agonia, verso le 13, io l'invocai con questa preghiera: « O Don Bosco, tu che vuoi tanto bene alla gioventù, aiutami! ». Poi mi sentii come morire. Ma, ad un tratto, mi parve che sul mio stomaco passasse una mano che mi mandasse via tutto il male. Da quel momento non soltanto scomparve ogni pericolo; ma migliorai rapidamente. In breve mi alzai e con stupore di tutti continuai a stare benissimo. Oggi, festa dell'Immacolata, coi miei cari, ho assistito alla S. Messa nell'Istituto di D. Bosco e ho sciolCan. SANTE GANGARELLI.

Una serie di mali scongiurati per intercessione di D. Bosco. - Il 29 aprile, la sorella Giovanna, colpita da polmonite, doveva tenere il letto per un periodo di tre mesi. Il parere della gente che in folla era accorsa al suo capezzale e dei medici curanti fu preoccupante, tanto che la si giudicò in fine di vita. La giovane a tale annunzio fu talmente scossa che d'allora prese a delirare fino a perdere l'uso della ragione per la maggior parte della sua malattia. Si dubitò di pazzia, di meningite e perfino di spiritismo, sentendola gridare e gesticolare in modo insolito. I medici, chiamati a consulto, vi capirono poco e vi fecero di meno. Tutto sembrava ormai perduto quando pensai di rivolgermi al mio protettore San G. Bosco. Misi sotto al capezzale della paziente una reliquia del Santo facendomi promettere da tutti i familiari che, qualora si ottenesse la grazia, avrebbero fatto la S. Comunione ed avrebbero dato una modesta offerta a beneficio dell'Opera salesiana. Oh miracolo ! Lo stesso giorno in cui avevamo iniziato la novena il male cominciò a diminuire tanto che alla fine della novena la sorella era completamente guarita. Ora ha ripreso le sue faccende di casa con grande meraviglia di tutti ed anche nostra.

Con ossequii

Desulo, 7-11-1937.   LIORI PIETRO ex allievo del collegio di Lanusei.

Ero agli estremi. - A metà ottobre, quasi improvvisamente venivo colpito da un gravissimo malore intestinale. Il Dottore mi fece ricoverare d'urgenza all'ospedale di Caluso ove il Prof. Ingaramo Carlo constatò trattarsi di invaginamento viscerale. Non c'era altro rimedio che una difficilissima operazione. «Noi faremo - disse - il nostro dovere... il resto lo attendiamo dall'alto ».

Fui operato la sera del 21. Per tre giorni rimasi all'ospedale in stato gravissimo. La domenica 24 poi, visto ormai il caso disperato, amministratimi gli estremi Sacramenti, fu permesso ai miei di ricondurmi a casa col timore che avessi a morir per via. cenza ho regalato alla mia chiesa parrocchiale un bel quadro di San Giovanni Bosco da tutti onorato ed invocato.

Agnadello (Cremoni).   BEZZA ADELE.

Salva la vista. - È con la più profonda gratitudine che adempio la promessa di rendere pubblica una grazia concessami dal Signore per intercessione di D. Bosco Santo.

Martedì 26 ottobre scorso, durante la ricreazione

del pomeriggio, fui colpito da un pallone in piena

faccia. Una lente degli occhiali andò in minutissimi

frantumi ed una scheggia penetrò nell'occhio.

Fui condotto subito alla clinica d'un valente

oculista, professore all'Università Imperiale, il quale

constatò una ferita di parecchi millimetri nella cornea

dell'occhio.

Io, non poco impressionato, chiesi se si trattasse

di cosa grave. Dalla risposta ambigua del professore capii anche quello che egli non voleva dirmi; quel po' che mi disse poi non era davvero consolante.

« Vedi - conchiuse - la ferita è a curva; perciò è assai difficile che si rimargini da sè, tanto più che l'umor aqueo è uscito quasi del tutto; se domani la ferita non si sarà chiusa bisognerà cucirla ».

Tornando a casa mi raccomandai fervidamente a D. Bosco. Il Direttore chiese preghiere a tutta la comunità. E Don Bosco, tocco da tante anime buone, aggiunse la sua potente intercessione presso il Signore.

Il giorno dopo fui all'ospedale e venni sottoposto di nuovo a minutissima visita che constatò la grazia: la ferita s'era chiusa da sè e non c'era bisogno d'altro intervento.

Lascio immaginare la mia

emozione e la mia gratitudine...

Il professore, un buon pagano, mi diceva: « Un

ya yokatta!: Hai avuto buona fortuna! La cosa

s'è risolta bene! ». Ma io sapevo dond'era venuta la

fortuna

La guarigione procedette relativamente in fretta,

sicchè posso già servirmi dei due occhi per lo studio

senza difficoltà. Spero di aver l'altra grazia di usarli

solo per far del bene a tante anime.

Tokio, 7 novembre 1937.

FEDERICO MARIA BARBARO,

Missionario Salesiano in Giappone.

Due grazie. - Due anni fa mi trovavo in angustie per un disastro finanziario e San Giovanni Bosco mi aiutò a sistemate le mie finanze.

Nel maggio scorso un mio nipotino di 10 mesi fu colpito da polmonite, bronchite e tosse asinina. Due medici dichiararono il caso disperato. Affidai la guarigione del bimbo al nostro Santo e proprio quando pareva imminente la catastrofe il piccolo cominciò a migliorare e in seguito guarì perfettamente. Riconoscente chiedo e spero altre grazie.

Magrè, 17 novembre 1937.

ZANROSSO INES.

Per intercessione del Venerabile Domenico Savio.

Ulcere all'occhio scomparsa in due giorni. - Il nostro unico figlio Pietro, di anni 8, veniva colpito da grave ulcere alla pupilla dell'occhio destro. Il dottore curante ci disse di condurlo d'urgenza da uno specialista, perchè il caso era grave e pericoloso.

Il prof. Garzino di Torino confermò difatti la diagnosi e non potè nasconderci il timore che l'occhio, anche nella migliore soluzione, sarebbe restato notevolmente danneggiato e per sempre nella visibilità.

Noi avevamo pochi giorni prima udito che il caro giovinetto Domenico Savio ha bisogno ancora di un miracolo per la suSalva la vista. - È con la più profonda gratitudine che adempio la promessa di rendere pubblica una grazia concessami dal Signore per intercessione di D. Bosco Santo.

Martedì 26 ottobre scorso, durante la ricreazione del pomeriggio, fui colpito da un pallone in piena faccia. Una lente degli occhiali andò in minutissimi frantumi ed una scheggia penetrò nell'occhio.

Fui condotto subito alla clinica d'un valente oculista, professore all'Università Imperiale, il quale constatò una ferita di parecchi millimetri nella cornea dell'occhio.

Io, non poco impressionato, chiesi se si trattasse di cosa grave. Dalla risposta ambigua del professore capii anche quello che egli non voleva dirmi; quel po' che mi disse poi non era davvero consolante.

« Vedi - conchiuse - la ferita è a curva; perciò è assai difficile che si rimargini da sè, tanto più che l'umor aqueo è uscito quasi del tutto; se domani la ferita non si sarà chiusa bisognerà cucirla ».

Tornando a casa mi raccomandai fervidamente a D. Bosco. Il Direttore chiese preghiere a tutta la comunità. E Don Bosco, tocco da tante anime buone, aggiunse la sua potente intercessione presso il Signore. di una graIl giorno dopo fui all'ospedale e venni sottoposto di nuovo a minutissima visita che constatò la grazia: la ferita s'era chiusa da sè e non c'era bisogno d'altro intervento.

Lascio immaginare la mia emozione e la mia gratitudine...

Il professore, un buon pagano, mi diceva: « Un ya yokatta!: Hai avuto buona fortuna! La cosa s'è risolta bene! ». Ma io sapevo dond'era venuta la fortuna

La guarigione procedette relativamente in fretta, sicchè posso già servirmi dei due occhi per lo studio senza difficoltà. Spero di aver l'altra grazia di usarli solo per far del bene a tante anime.

Tokio, 7 novembre 1937.

FEDERICO MARIA BARBARO, Missionario Salesiano in Giappone.

Due grazie. - Due anni fa mi trovavo in angustie per un disastro finanziario e San Giovanni Bosco mi aiutò a sistemate le mie finanze.

Nel maggio scorso un mio nipotino di 10 mesi fu colpito da polmonite, bronchite e tosse asinina. Due medici dichiararono il caso disperato. Affidai la guarigione del bimbo al nostro Santo e proprio quando pareva imminente la catastrofe il piccolo cominciò a migliorare e in seguito guarì perfettamente. Riconoscente chiedo e spero altre grazie.

Pozzi Maria Adelaide (Milano) pel felicissimo esito di esami.

Bobbio Carolina (San Benigno Canavese) per la guarigione del figlio Carlo. Manda l'offerta promessa per l'altare di San Giovanni Bosco.

Marocco M. per aver potuto evitare gravi conseguenze di una imprudenza.

N. N. per la rassegnazione ottenuta ad un infermo costretto a vivere lontano dalla famiglia che ama teneramente.

Costa Rosina (Govone) per l'ottenuta guarigione della figlia, dopo aver posata la reliquia del nostro Santo sulla parte malata.

Santini Assunta ved. Monti per il felice ri†orno dei figlio dall'A. O. I. Invia cospicua offerta.

L. G. B. (Biestro) per guarigione e ravvedimento di persona cara.

Fava Anna (Roma) pel buon esito di una lite contro persona cara.

Ramasco O. e famiglia per segnalatissime grazie ricevute, invocando continua protezione. Invia offerta alle Cpere di Don Bosco Santo.

E. I. (Cerda) pel ritorno del figlio sulla retta via e pel felice esito dell'esame di laurea.

Del Pero Adelaide (Barbaresco) perchè, colpita da una forte nevralgia in più parti del corpo, ne fu liberata all'ottavo giorno di una fiduciosa novena a San Giovanni Bosco.

Lupi Teresa (Varazze) per guarigione da acuti dolori alla gamba destra, aggravati dall'età avanzata, e da forti nevralgie alla faccia.

Flaria Arpino per l'impetrata guarigione del figlio Riccardo. Invia cospicua offerta.

Giuseppina Brisotto (Como) per la guarigione d'un nipotino e varie altre grazie.

Grassi Giovanni (Chiavenna) per la guarigione della piccola Romana, di 2o mesi, colpita da infezione intestinale, da ripetuta broncopolmonite e da empiema pleurico che richiese una urgente e pericolosa operazione.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

ZDRZALEK D. VITTORIO, sac. da Sieroty (Silesia), † a Varsavia (Polonia) il 16-XI-1937 a 49 anni di età.

STURM RENATO, coad. da Overboulaere (Belgio,) † a Elisabethville (Congo Belga) il 15-VIII-1937 a 58 anni di età.

AGUERRE DOMENICO, coad. da Itxassu (Francia), † a Rio Grande (Argentina-Terra del Fuoco) il 2-IX-1937 a 59 anni di età.

HAUFFEN D. FRANCESCO, sac. da Sackixh (Slesia), † a Benediktbeuern (Germania) il 13-XI-1937 a 32 anni di età.

Cooperatori defunti:

N. N. (Voghera) per istantanea guarigione ottenuta al termine di una fervorosa novena.

Fornara Fanni Clara (Campertogno) per la ricuperata salute di un nipotino che, colpito per la seconda volta da una fiera polmonite, cominciò e migliorare dopo una novena di fervide preghiere.

C. E. M. per la guarigione del figlio malato di appendicite.

Coniugi Fantini Pio e Iris (San Giovanni in Marignano) per il ristabilimento in salute del figlio Ferruccio di 4 anni che, colpito da polmonite, bronchite, pleurite e nefrite, cominciò a migliorare dopo un triduo di preghiere in onore del nostro Santo. iù pure ispirazioni per l'elevazione del teatro cattolico. Con noi era di casa: non solo per l'affetto che lo legava a Don Bosco ed ai suoi successori; ma per la cura che prodigava agli interessi delle Opere salesiane e per l'ottima palestra che gli offrivano le nostre filodrammatiche all'esercizio del suo genio. Il Signore, speriamo, avrà già ricompensato un servo così buono e fedele. Noi tuttavia lo raccomandiamo caldamente ai cristiani suffragi di tutti i cooperatori.

Damigella SECCHI LUCIA † a Fossano l'8-X-1937 ad 8o anni di età.

Ebbe la gioia di conoscere il nostro santo Fondatore e ne comprese tutta la provvidenza dello spirito e delle opere. Se ne fece quindi subito fervente zelatrice e le beneficò largamente in vita ed in punto di morte. Ma il suo apostolato più cara fu la diffusione del culto di Maria Ausiliatrice e della divozione al santo Don Bosco.

Sac. GIOVANNI GIOVANETTI † a Torre Balfredo (Aosta) a 69 anni di età. Trascorse tutta la sua vita a Torre Balfredo come insegnante elementare. Competentissimo in scienze agrarie, prestò per più anni l'opera sua disinteressata nella nostra Scuola agraria di Ivrea, prodigandosi con zelo anche nel sacro ministero pel bene delle anime.

ESPOSITO ERNESTO † a Gaeta a 62 anni di età. Il male, che da tempo lo insidiava, col progressivo affievolimento della robusta fibra del vecchio militare, non riuscì mai a scemare l'ardore per le opere buone, che perseverava in lui con la energia dell'età migliore.

Fra i primi ad accogliere l'incipiente Opera Salesiana, vi aderì con tutto l'animo, instancabile organizzatore nelle frequenti celebrazioni festive, amico tra i più cari della Comunità ch'egli amava come famiglia sua, e zelatore d'ogni opera buona.

ROSA SANGIORGIO ved. FURNARI † a Biancavilla (Catania) il 14-XI-1937 a 71 anno di età. Madre del nostro Don Salvatore, trascorse tutta la sua vita nelle pratiche di pietà, nella cura della famiglia e nell'esercizio della carità, zelando con affetto materno le Opere salesiane e la diGrassi Giovanni (Chiavenna) per la guarigione della piccola Romana, di 2o mesi, colpita da infezione intestinale, da ripetuta broncopolmonite e da empiema pleurico che richiese una urgente e pericolosa operazione.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

ZDRZALEK D. VITTORIO, sac. da Sieroty (Silesia), † a Varsavia (Polonia) il 16-XI-1937 a 49 anni di età.

STURM RENATO, coad. da Overboulaere (Belgio,) † a Elisabethville (Congo Belga) il 15-VIII-1937 a 58 anni di età.

MELONI LUIGI † a Pombia (Novara) il 21-XII-1937 a 69, anni di età. Era uno dei più antichi allievi superstiti del santo Don HAUFFEN D. FRANCESCO, sac. da Sackixh (Slesia), † a Benediktbeuern (Germania) il 13-XI-1937 a 32 anni di età.

Cooperatori defunti:

On. Avv. Comm. SAVERIO FINO † a Torino il 22-XII-1937 a 61 anno di età.

L'anima vibrava ancora tutta di poesia e di fervore quando lo colse la violenta malattia che in pochi giorni ne stroncò la robusta fibra. Educato dai Fratelli delle Scuole Cristiane, s'era formato allo spirito generoso dei cattolici d'azione. E, mentre nel foro godeva credito indiscusso pel suo valore professionale, impegnava le sue migliori energie a servizio della Chiesa e della Patria nell'attività parlamentare e nell'apostolato della buona stampa. Deputato e giornalista, nella fede e nell'arte trovò le sue più care soddisfazioni e le più pure ispirazioni per l'elevazione del teatro cattolico. Con noi era di casa: non solo per l'affetto che lo legava a Don Bosco ed ai suoi successori; ma per la cura che prodigava agli interessi delle Opere salesiane e per l'ottima palestra che gli offrivano le nostre filodrammatiche all'esercizio del suo genio. Il Signore, speriamo, avrà già ricompensato un servo così buono e fedele. Noi tuttavia lo raccomandiamo caldamente ai cristiani suffragi di tutti i cooperatori. umatrona (Cagliari) - Centonze Dott. Michele, Perugia - Cheney Cecilia, Aosta - Clementi Chiara, Pressano (Trento) - Copolutti Primo, Pavia di Udine - Coppola Cav. Giovanni, Roma - Corbella Claudia, Balerna (Svizz.-Ticino) - Cravino Laura, Orsara Bormida (Aless.) - Crescenzi Palma Olimpia, Monteleone Sabino (Rieti) - De Angelis Amalia, Napoli - De Boni Vittoria, Padova - Defilippi Pietro, Bosconero (Torino) - Di Marco Filippa, Philadelphia (U. S. A.) Facciano Domenica, Caluso (Aosta) - Fiaschi Andrea, Castelnuovo Calcea (Asti) - Galletti De Luca Valentina, S. Stefano di Briga (Messina) - Galletto Francesco, Sandrigo (Vicenza) - Gardenghi Olimpia, Castelguelfo di Bologna - Ghizzoni Clementina, Monticelli d'Ongina (Piacenza) - Giachelli Cav. Uff. Geom. Maurizio, Dogliani (Cuneo) - Gratino Luigia, Sanfront (Cuneo) - Grocco Maria, Mortara (Pavia) - Guarise Giovanni, Urbana (Padova) - Guarnieri Evangelina, Castel Goffredo (Mantova) - Invernizzi Rosa, Milano - Maconi Teresa, Costa Imagna (Bergamo) - Manzoni Francesca, S. Salvatore Monferrato (Aless.). - Marenga Maddalena, Benavagienna (Cuneo) - Martinelli Antonio, Avigliano (Potenza) - Menzio Bibiana, Pino Torinese - Merano Chiara, Olivastri (Imperia) - Monegato Luisa, Loria (Treviso) - Morelli Braga Caterina, Azzone (Bergamo) - Mussi D. Giov. Battista, Pettinengo (Vercelli) Nardi Antonio, Presina (Verona) Negri Geom. Giuseppe, Lugagnano Val D'Arda (Piacenza) Origgi Giuseppina, Meda (Milano) - Osella Caterina, Carmagnola (Torino) - Pace Domenica, Bagolino (Brescia) - Palatini Augusta, Vittorio Veneto (Treviso) - Panebianco Carmela, Palagonia (Catania) - Pangrazio Domenico, Camporovere (Vicenza) - Perron Luigi, Chatillon (Aosta) - Piantoni Giuseppina, Chiari (Brescia) - Pilotti Teresa, Valenza (Aless.) - Pios Amalia, Torino - Poggi Angela Cane, Mede (Pavia) - Porta Suor Emilia, Torino - Pozzi Renza, Torino - Ramorino Anna, Genova - Ruscica Sebastiana, Scicli (Ragusa) - Salvadori Lucia, Lavenone (Brescia) - Sangalli Vincenzo, Milano - Santer Carlo, Bressanone (Bolzano) - Santi Forma, Azzone (Bergamo) - Santi Maria fu Giacomo, Azzone (Bergamo) - Secondino Claudio, Rocca Grimalda (Aless.) - Stefanelli Vincenza, Monterotondo (Roma) - Stola Lucia, Piatto (Vercelli) - Tognetto Maria, Strà (Venezia) - Tonini Francesca, Massalombarda (Ravenna) - Umana Salvatore, Mineo (Catania) - Valimberti Mons. Pietro, Torino - Valle Giuseppe, Milano - Vesentini Giovanna, Zevio (Verona) - Zennoni Maria, Mezzomerico (Novara).