Anno LXII - Numero 3 1° MARZO 1938-XVI
SOMMARIO: Le grandi vetrate delle cappelle laterali all'altar maggiore. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - In famiglia: Italia, Cina, Egitto, Santo Domingo. - Dalle nostre Missioni: Cile, Cina, Assam - Il Cooperatore salesiano Comm. Giuseppe Lo-Pa-Hong. - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Grazie. - Necrologio.
Dopo di aver illustrato le decorazioni delle cupole del santuario basilica di Maria Ausiliatrice, (vedi Bollettino gennaio e febbraio) presentiamo ai nostri Cooperatori ed alle nostre Cooperatrici, nella pagina centrale, le fotografie dei cartoni che verranno riprodotti nelle grandi vetrate delle cappelle laterali all'altar maggiore. I disegni sono ancor tutti del prof. Mario Barberis di Roma; la riproduzione su vetro verrà eseguita dalla stessa ditta Janni che sta, curando le vetrate della cupola minore. In una cornice uniforme a disegno ornamentale, ritraggono otto tra le figure più eminenti della Famiglia Salesiana: il Capo della prima spedizione missionaria, la prima Superiora generale dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, il primo successore di San Giovanni Bosco, il primo degli alunni avviato alla canonizzazione, le due vittime del satanismo comunista in Cina, e i due martiri della sofferenza, il Principe Czartoryski e Don Andrea Beltrami.
Il Capo della prima spedizione missionaria, l'intrepido Cardinal Cagliero, è in abito cardinalizio; la venerabile Madre Maria Mazzarello, nel suo atteggiamento abituale, tutto umiltà e dolcezza; il Servo di Dio Don Michele Rua, rivestito dei paramenti liturgici della santa Messa; il venerabile Domenico Savio, nella posa classica a tutti nota; l'eroico vescovo, Vicario Apostolico di Shiuchow, Mons. Versiglia, in cappa magna; il suo giovane compagno di sacrificio Don Caravario, in abito cinese; il Principe Don Augusto Czartoryski, in costume polacco; il Servo di Dio Don Andrea Beltrami, nella semplicità della veste talare. Sotto ogni figura verrà indicata la dignità e la data di nascita e di morte. Così verranno immortalati gli esponenti della santità e dell'apostolato salesiano sotto lo sguardo dell'Ausiliatrice, ispiratrice del loro zelo, dei loro eroismi e delle loro mirabili ascensioni nella via della perfezione e della santità. E, più che nelle fogge degli abiti e nei lineamenti del volto, risplenderanno ai posteri nella luce dei loro esempi, modelli e patroni a quanti attingeranno allo spirito di S. Giovanni Bosco le nuove forme di virtù cristiane, i nuovi palpiti di apostolato.
Le vetrate misureranno m. 3,80 di altezza e m. 2,20 di larghezza.
Si offrono in sottoscrizione al prezzo di L. 5000 caduna.
SOTTOSCRIZIONE DELLE COLONNE E LESENE MAGGIORI
L. 12.000 caduna.
20 - Teresa Feyles - Torino. 21 - Angela Feyles - Torino. 22 - Secondina e Amerigo Landucci - Los Gatos (California).
23 - Buzzetti Cav. G. B. - Torino. 24 - Michelina Buzzetti Oriani - Torino. 25 - Buzzetti Giacomo - Torino.
ATTENDIAMO LA SOTTOSCRIZIONE DELLE ALTRE NOVE
L'anno nuovo fu aperto dalla solennità della Circoncisione, celebrata in basilica colle funzioni liturgiche, adorazione del SS. Sacramento, discorso di D. Garneri, rinnovazione dei voti battesimali e benedizione eucaristica impartita pontificalmente da S. E. l'Arcivescovo Mons. Guerra. La divozione al Santo Nome di Gesù preparò quindi la festa dell'Epifania, chiusa ancora da Sua Eccellenza dopo un appropriato discorso del sig. D. Puddu.
Le sezioni filodrammatiche degli artigiani e degli studenti inaugurarono il programma teatrale gareggiando cogli ex-allievi in ottime rappresentazioni. Sicchè il mese trascorse nella dolce armonia del fervore religioso e della sana allegria, disponendo i cuori alle care solennità di San Francesco di Sales e di San Giovanni Bosco. Le belle giornate attirarono anche in gennaio un discreto numero di visitatori. Il 24, giunsero dall'Oriente il Prefetto generale sig. Don Berruti ed il Direttore generale delle Scuole Professionali Salesiane sig. Don Candela, reduci dalla visita alle nostre case e missioni dell'India, della Cina e del Giappone. Il 26, cominciò il triduo in onore di S. Francesco di Sales, predicato al mattino da Don Mellica, e alla sera dal Padre Moiso dei Predicatori.
Festa di San Francesco di Sales.
La festa del nostro santo Patrono, nonostante la ristrettezza di spazio disponibile in basilica e la mancanza di riscaldamento, raggiunse tutta la solennità e la divozione tradizionale, richiamando a Maria Ausiliatrice buon numero di Cooperatori e di Cooperatrici. Tolto il velario, l'antica cupola, illuminata con gusto, sembrava riflettere un lembo di Paradiso colla meravigliosa apoteosi della Vergine Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco ideata e dipinta dal Rollini e rimessa a nuovo negli scorsi mesi. Celebrò la Messa della Comunione generale il Rettor Maggiore e tenne i solenni pontificali S. E. Mons. Coppo. La Schola cantorum dell'Oratorio fusa con quella del nostro Istituto Teologico Internazionale ha eseguito con fine senso d'arte il Sacerdos et Pontifex ed il Justus germinavit del M° Carisio, la nuova Messa di mirabile armonia del M° Can. Giocondo Fino, l'Iste Confessor dello Scarzanella, il Tantum ergo e le parti variabili del Goller, i Salmi dei Vespri in falsobordone.
P. Moiso tenne il panegirico del Santo e S. E. Mons. Coppo chiuse le funzioni colla benedizione eucaristica.
La cara giornata ebbe il suo epilogo nel salone-teatro colla rappresentazione della graziosa commediola La casa della fortuna, composta in due atti dal santo Don Bosco ed ampliata con un terzo atto dal nostro inesauribile e geniale Don Ruffillo Uguccioni.
Ricevimento di S. E. Mons. Rotolo.
L'indomani giunse da Roma S. E. Mons. Salvatore Rotolo, ausiliare dell'Em.mo Card. Enrico Gasparri per la diocesi di Velletri, invitato dal Rettor Maggiore a tenere il suo primo pontificale nella basilica di Maria Ausiliatrice pel cinquantenario del glorioso transito di Don Bosco. L'affettuoso ricordo lasciato da S. E. nella Casa-madre nel triennio della sua direzione, 1926-1929, fece accorrere a Valdocco centinaia di ex-allievi al solenne ricevimento organizzato dall'Unione. Alle 8, un corteo di macchine si recava alla stazione di Porta Nuova e lo conduceva trionfalmente a Valdocco facendolo passare per l'itinerario ufficiale della nuova imponente Via Roma. La massa degli ex-allievi frattanto s'era schierata dinanzi alla basilica di Maria Ausiliatrice cogli alunni interni dell'Oratorio attorno al Rettor Maggiore ed ai Superiori. All'arrivo di S. E. la banda sciolse un inno di omaggio, e Mons. Rotolo fece l'ingresso in basilica per celebrare la santa Messa e distribuire la Comunione generale alla falange degli ex-allievi cui rivolse un toccante fervorino esortandoli a coltivare sempre la divozione al santo Educatore per ottenere dal Signore l'assistenza e l'aiuto necessario in tutte le circostanze della vita.
Contemporaneamente nella cappella delle camerette del Santo si raccolsero i soci dell'Unione Insegnanti Don Bosco col Presidente Ing. Bianchi per ascoltare la santa Messa celebrata dal Direttore generale delle Scuole Salesiane, dott. D. Renato Ziggiotti, il quale poi tenne loro la conferenza commemorativa.
Dopo la funzione S. E. sedette cogli exallievi nel refettorio della Casa-madre; quindi passò alla sede dell'Unione accompagnato dall'Ispettore Don Fanara e dal direttore Don Santini. L'assistente Don Pavese ed il presidente avv. Perlo si resero interpreti dei sentimenti comuni di affettuosa devozione, e Mons. Rotolo rispose ringraziando della dimostrazione e del dono fattogli per la sua consacrazione episcopale, assicurando il più fervido ricordo.
Nel pomeriggio S. E. portò la benedizione all'Oratorio festivo che, nella cappella eretta dal santo Don Bosco, celebrava la festa del suo titolare S. Francesco di Sales, ed impartì pontificalmente la benedizione eucaristica anche in Maria Ausiliatrice, al termine della conferenza salesiana tenuta con cordiale entusiasmo da P. Moiso.
A sera l'Oratorio festivo chiuse la sua giornata coll'interpretazione dell'operetta Marco il Pescatore.
La festa di San Giovanni Bosco. L'omaggio dell'Em.mo Card. Arcivescovo.
Ha superato ogni aspettativa! Coll'eloquenza del numero e della divozione, il popolo ha dimostrato quanto gli sia cara e quanto ci tenga. Il concorso dalla città e da paesi vicini e lontani ha dato l'impressione, in certe ore, della festa annuale di Maria Ausiliatrice. Sorrisa da un sole di primavera, la giornata s'aperse con un turno di sante Messe dalle 4,30 a mezzogiorno e un commovente assiepamento quasi ininterrotto della sacra mensa. Il Rettor Maggiore celebrò la Messa della Comunione generale in basilica; il Direttore dell'Oratorio nella cappella di San Francesco di Sales, gremita anch'essa di giovani e di fedeli. La folla, che non potè trovar posto nè nell'una nè nell'altra, scese alla cappella delle Reliquie o salì alle camerette di Don Bosco; sicchè l'Oratorio nella mattinata parve tutto convertito in un sacro tempio ove lo spirito di Don Bosco aleggiava con fascino ineffabile d'intenso fervore. Alle 10, S. E. Mons. Rotolo fece il solenne ingresso in basilica per la Messa pontificale. Il rito si svolse in tutto il fasto liturgico, allietato dallo stesso programma musicale della festa di San Francesco di Sales. Contemporaneamente, altra messa cantata nella cappella del Santo Patrono. Terminato il pontificale e sfollata alquanto la basilica, vi si riversarono le alunne dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, seguite da altri Istituti cittadini. Numeroso l'intervento del clero e del venerando Seminario archidiocesano. Verso le 13,30 apparve alla porta l'Em.mo Card. Arcivescovo Maurilio Fossati accompagnato dal segretario Teol. Barale. Ossequiato dal Rettor Maggiore, da Mons. Rotolo e dai Superiori, Sua Eminenza sostò in preghiera, quindi passò in cortile ove i giovani gli si strinsero attorno in un entusiasmo di devozione acclamandolo calorosamente. Visitò poscia i lavori del santuario e la cappella delle Reliquie, e si congedò lasciandoci la sua benedizione.
Nel pomeriggio la folla non fece che aumentare. Si dovette regolare l'afflusso dei fedeli ed improvvisare una funzione pei pellegrini. L'Istituto « Conti Rebaudengo » prestò il servizio liturgico e corale.
Ai Vespri pontificali, la basilica era così stipata, che altrettanta folla dovette attendere in piazza e nei cortili. E gremita era anche la cappella di San Francesco ove i giovani studenti facevano la loro funzione. P. Moiso fece uno splendido panegirico di Don Bosco avvolgendolo nella luce di N. S. Gesù Cristo, tra il precursore S. Giovanni Battista e il discepolo prediletto S. Giovanni Evangelista con genialissimi accostamenti. La funzione si chiuse colla Benedizione eucaristica impartita pontificalmente da S. E. Mons. Rotolo. La basilica rimase però aperta fino a tarda ora, per dar agio ai fedeli di fare almeno una visita. A sera, nel salone-teatro, proiezione del film Don Bosco, alternata da graziosi omaggi degli alunni e degli ex-alunni a S. E. Mons. Rotolo.
La conferenza salesiana.
Il 2 febbraio, Rettor Maggiore e Superiori si recarono alla nostra chiesa di San Giovanni Evangelista per la conferenza salesiana tenuta dal Prefetto Generale. L'artistica chiesa era gremita da elettissimo pubblico ansioso di udire notizie delle nostre Missioni della Cina, dell'India e del Giappone che il sig. Don Berruti aveva visitato negli scorsi mesi insieme al sig. Don Candela. E fu un quadro interessantissimo della fioritura delle nostre opere in quelle terre, fecondate dall'eroismo dei valorosi missionari. Ne daremo un largo riassunto nel prossimo numero.
Chiuse la funzione S. E. Mons. Rotolo colla Benedizione eucaristica.
Duplichiamo i Cooperatori.
L'anno scorso, il Rettor Maggiore ha dato quasi una parola d'ordine: duplicare il numero dei Cooperatori e delle Cooperatrici salesiane. E lo ha fatto, non solo per richiamare alle Opere e Missioni salesiane maggior copia di aiuti proporzionati a quel ritmo di annuale espansione che importa tanto formidabili spese, ma anche per procurare a maggior numero di anime gli innumerevoli vantaggi spirituali di cui è arricchita la Pia Unione. Si tratta infatti di preziosissime Indulgenze, di preghiere quotidiane di un ventimila tra Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, di centinaia di migliaia di giovani e giovinette educati nei nostri Istituti ed Oratori, dei meriti di tutto quel bene che la grazia di Dio ci consente di compiere,, specialmente nelle lontane Missioni: un tesoro immenso che la Provvidenza divina divide fra coloro che ci forniscono i mezzi indispensabili allo sviluppo delle varie opere.
Molti zelatori e molte zelatrici si sono affrettati a riempire schede di iscrizioni ed a trasmetterle al quarto successore di S. Giovanni Bosco. Ed il Signore non mancherà di ricompensarli. Noi intanto cogliamo questa occasione per segnalare due iniziative che ci pare possano giovare anche più efficacemente ad accrescere il numero dei nostri Cooperatori.
La prima ce l'offre l'Oratorio festivo della Casa-madre.
Tra le funzioni ordinate per la celebrazione della festa titolare e del fondatore S. Giovanni Bosco, la domenica 30 gennaio, ha inserito questa bella cerimonia. Dopo la Messa della Comunione generale, alla presenza dei giovani, l'Ispettore Don Fanara ha distribuito pubblicamente il dipoma ed il regolamento a 150 nuovi iscritti alla Pia Unione, rallegrandosi con essi ed esortandoli a prestare tutta la loro cooperazione a vantaggio delle Opere salesiane. L'esempio potrebbe trovare larghissima imitazione in tutti i centri di azione salesiana. Invece di accontentarsi di inviare gli indirizzi a Torino, i Direttori diocesani e i Decurioni potrebbero benissimo inserire nelle due conferenze annuali anche una cerimonia per la pubblica presentazione del diploma e del regolamento ai nuovi Cooperatori precedentemente iscritti. Ne verrebbe stimolo alla massa dei simpatizzanti che in quelle occasioni conviene invitare per deciderli a diventar anch'essi veri Cooperatori.
L'altra iniziativa ci viene dall'Istituto Don Bosco di Verona e vale specialmente per gli Istituti e gli Oratori Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Quei seicento giovani, artigiani e studenti, hanno riempito parecchi fogli degli indirizzi di parenti e conoscenti cui l'invio del Bollettino Salesiano potrebbe incitare ad iscriversi alla Pia Unione, e ci hanno trasmesso così un elenco di qualche migliaio di futuri Cooperatori. Se tutti gli Istituti ed Oratori imitassero questo bel gesto e lo ripetessero ogni anno, noi potremmo non solo duplicare, ma moltiplicare il numero dei nostri Cooperatori e delle nostre Cooperatrici con una rapidità straordinaria e con un successo davvero consolante. E sarebbe l'omaggio più pratico della divozione a S. Giovanni Bosco nel cinquantenario del suo dolce transito, perchè risolverebbe gran parte dei problemi riguardanti la prosperità delle sue opere.
Le opere che col vostro appoggio io ho cominciato - scrisse infatti il Santo nella sua lettera-testamento - non hanno più bisogno di me, ma continuano ad avere bisogno di voi e di tutti quelli che, come voi, amano di promuovere il bene su questa terra. A tutti pertanto io le affido e le raccomando. Accogliamo la sua raccomandazione ed aumentiamo il numero dei Cooperatori, assicurando così la vita e l'incremento delle sue provvide istituzioni.
PELLEGRINAGGI!
Da molte parti d'Italia e dall'Estero ci si segnala l'organizzazione di imponenti pellegrinaggi per le grandi feste del prossimo giugno e ci si chiedono informazioni. Preghiamo gli organizzatori a rivolgersi direttamente ed esclusivamente all'Ufficio Pellegrinaggi Salesiani, Via Cottolengo 32 - Torino 109. Avvertiamo poi fin d'ora che la Basilica di Maria Ausiliatrice non sarà in grado di accoglierli convenientemente prima del 9 giugno, perchè fino a quel giorno non si potrà mettere a disposizione la parte ampliata.
DA NIZZA MONFERRATO A TORINO
Il mattino del 9 febbraio u. s. veniva realizzato un vivo desiderio del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, espresso con lettera della Rev.ma Superiora generale, Madre Luisa Vaschetti, in data 24 febbraio 1937, al nostro Rev.mo Rettor Maggiore: che, cioè, la salma della Ven. Madre Maria Mazzarello, confondatrice e prima Superiora generale dell'Istituto, fosse accolta nel Santuario Basilica di Maria Ausiliatrice.
Il sig. Don Ricaldone, con lettera del 10 marzo stesso anno, paternamente accoglieva tanto gradita e significativa proposta, dichiarando che la presenza delle sante spoglie della Venerabile accanto alla salma gloriosa di San Giovanni Bosco era sicura caparra dell'unione indefettibile dei due Istituti i quali, emanati dalla stessa sorgente, troveranno sempre nel cuore del Fondatore la ragione e la forza della loro conservazione e del loro sviluppo.
Madre Vaschetti allora inoltrava la domanda canonica alla Santa Sede. E la Sacra Congregazione dei Riti, in data 4 giugno 1937, comunicava a Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati che la domanda della Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, umiliata a Sua Santità Papa Pio XI, era stata esaudita e che si poteva procedere alla traslazione nel. tempo che si giudicasse più opportuno, seguendo le modalità fissate dall'Istruzione appositamente comunicata.
Pertanto, il mattino del 9 febbraio u. s., convennero a Nizza Monferrato, nella chiesetta dell'Istituto N. S. delle Grazie, in forma privatissima, il delegato della Curia vescovile di Acqui, quelli dell'Archidiocesi di Torino, il rappresentante del Rettor Maggiore dei Salesiani e le Madri delegate del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Compiute le pratiche del caso e con tutte le modalità prescritte, la piccola urna contenente i resti mortali della Venerabile Madre Maria Mazzarello (esumati dal cimitero comune di Nizza e collocati nella cappella dell'Istituto N. S. delle Grazie il 23 settembre 1913) veniva affidata alle Madri Linda Lucotti ed Angiolina Vespa, del Consiglio Generalizio, che partirono immediatamente per Torino, seguite dai delegati suaccennati, e giunsero alle 12,30 dinanzi al Santuario dell'Ausiliatrice, ove, pochi minuti prima, s'erano raccolti Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo, il Rettor Maggiore col suo Capitolo e le Madri del Consiglio Generalizio. L'urna fu trasportata nel Santuario dallo stesso Eminentissimo Cardinale e dal sig. Don Ricaldone, e quindi, per l'ampia e ricca nuova scala marmorea, nella Cappella delle Reliquie, dove, dopo la ricognizione dei sigilli, venne dalle Madri del Consiglio Generalizio deposta nel loculo preparato che fu immediatamente murato.
Sul marmo prezioso che è nella parte interna della Cappella venne scolpita questa iscrizione: Qui - le spoglie mortali - della Venerabile Maria Mazzarello - Confondatrice e prima Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice - attendono l'ora di Dio.
L'ora della glorificazione, che speriamo non molto lontana. Come i giornali hanno annunziato, il 22 febbraio u. s. s'è tenuta nel Palazzo Apostolico Vaticano la congregazione detta preparatoria della Sacra Congregazione dei Riti in cui gli Eminentissimi e Reverendissimi Signori Cardinali, i Reverendissimi Prelati Ufficiali e Consultori teologi. hanno dato il loro voto sui due miracoli proposti per la Beatificazione. Seguirà a suo tempo la congregazione generale, all'augusta presenza del Santo Padre. Se questa avrà esito favorevole permetterà la preparazione del Decreto De Tuto che, appena promulgato dal Vicario di Cristo, autorizzerà a procedere alla solenne Beatificazione.
Affrettiamola colle nostre preghiere.
CINA - Hong-Kong. - Il decennio dell'Opera salesiana.
La premiazione e il conferimento dei diplomi di compiuto tirocinio ai nostri giovani, fornì una splendida occasione per ricordare con una certa solennità il decennio dell'assunzione dell'Istituto di HongKong da parte della Società Salesiana. I nostri Confratelli entrarono in Cina nel 1906 e guidati da Don Luigi Versiglia, il futuro Vescovo Vicario Apostolico di Shiu Chow, assassinato 8 anni or sono, avevano spiegato le prime tende a Macao, dove, con una decina di bambini, iniziarono il grandioso Orfanotrofio e la prima Scuola professionale nel sud della Cina, dalla quale si irradiò l'azione salesiana per tutto l'Estremo Oriente.
Ma, nonostante i pressanti inviti dei Vicari Apostolici, non riuscirono a portarsi ad Hong-Kong che nell'ottobre 1927, quando Don Vincenzo Bernardini, con pochi confratelli, prese possesso del St. Louis Industrial School, antico Orfanotrofio fondato dai Padri Missionari di Milano.
Una trentina di orfanelli, alcuni catecumeni, attendevano allora allo studio del catechismo ed a lavori di casa. Da questi umili inizi, in dieci anni, uno sviluppo meraviglioso che attrasse nel cortile, messo a festa da numerose bandierine, il 2 dicembre u. s., una moltitudine di ammiratori, larga rappresentanza di scuole e numerose personalità che facevano corona alle LL. EE. Mons. Enrico Valtorta, Vicario apostolico di Hong-Kong, Mons. Ford di Ka Ying e Mons. Pachang, nuovo Vic. Ap. di Kongmoon, P. Gallagher, Superiore dei Gesuiti e l'On. Prior, Presidente della Society for the Protection of Children.
Tenne il discorso ufficiale, l'On. Dr. R. H. Kotewall, Delegato Cinese nel Consiglio del Governo, ricordando le rapide, gigantesche tappe dell'Istituto.
« ... Ciò che noi vediamo coi nostri occhi - disse l'oratore - è veramente meraviglioso ed umanamente inspiegabile. Pensate infatti ai 35 bambini trovati dal primo direttore Don Bernardini, dieci anni or sono; immaginatevi l'antica abitazione di cui potete ancora rendervi conto dall'ala che rimane; ricostruite quella scuoletta e quelle aule oscure e ristrette... poi, mirate invece la prima ala del nuovo, imponente palazzo ; contemplate il confortante esercito di questi oltre 520 vigorosi giovani che vi han fatto udire i loro canti, gustare la loro musica, applaudire i loro saggi ginnastici... Cosa non vi dice l'interessantissima esposizione, da cui non ci si sa più allontanare, per l'attrattiva di finissime legature, di stampe, di pitture, che rivelano tanti piccoli artisti?
» Avete sfogliato le eloquenti statistiche
» La scuoletta divenne un collegio; i 35 orfanelli, 52o alunni. 8o interni perchè l'attuale fabbricato non ne capisce di più, 44o esterni, con scuole di arti e mestieri, elementari e medie, ed un Oratorio festivo fiorente di 400 giovani che ha guadagnato le simpatie del rione... ».
L'oratore non disse del lavoro di evangelizzazione del quartiere, ove si hanno già un 400 cristiani, in maggioranza cinesi, pei quali la cappella interna del St. Louis funge da parrocchia, in attesa di poter ripigliare e condurre a termine la costruzione della nuova chiesa di S. Antonio, che si dovette sospendere - causa la crisi - alle fondamenta, dopo una spesi di circa 40 mila dollari.
Nè fece cenno della Casa missionaria per gli studi, ove sono raggruppati noviziato, filosofia e teologia, che è l'opera più vitale della Ispettoria della Cina.
Riepilogando, noi abbiamo ora in Hong-Kong:
la St. Louis Industrial School con 52o alunni, tra interni ed esterni, più la parrocchia di S. Antonio.
Un Oratorio festivo frequentato da 40o ragazzi in maggioranza pagani.
L'Aberdeen Industrial School con 300 interni.
La Casa missionaria di Shao Ki Wan, con noviziato, studentato filosofico e teologico. Totale Salesiani 92.
C'è veramente da ringraziare il buon Dio.
EGITTO - Alessandria. - Omaggio di gratitudine.
La domenica 9 gennaio u. s. il nostro fiorente Istituto Don Bosco ha voluto offrire un grazioso omaggio di gratitudine alle due insigni benefattrici signora Fanny ved. Lamanna e Contessa Carola De Tomich, che colla loro munificenza l'hanno arricchito dell'artistica chiesa dedicata a San Giovanni Bosco, di un nuovo grandioso teatro, di nuove Scuole professionali e dei locali per l'Oratorio festivo. Colle due benefattrici hanno pure onorato l'ideatore e direttore dei lavori di ampliamento cav. ing. Loris Pagano, includendo in un fervido ringraziamento anche tutte le persone che hanno variamente concorso all'incremento dell'Opera salesiana. Presiedette il trattenimento drammatico musicale S. E. il Vicario Apostolico Mons. Igino Nuti, circondato da distinte personalità del clero e del laicato. Un elettissimo pubblico gremiva il teatro. Dopo la Marcia Pontificia e l'Inno Corale a Don Bosco, il salesiano Don Regis rievocò le benemerenze delle venerande benefattrici e fece l'elogio del valente ingegnere. Quindi S E. Mons. Vescovo presentò le insegne delle onorificenze conferite dal Santo Padre: alla signora Lamanna ed alla Contessa De Tomich, la Croce d'oro al Merito Pro Ecclesia et Pontifice; all'ing. Pagano la Croce di Cavaliere dell'Ordine di S. Gregorio Magno. Cessati gli applausi, la Compagnia drammatica interpretò la « Madonna del Sorriso » del compianto avv. Fino e la banda eseguì magistralmente la marcia Farouk, omaggio del M° Ackad per l'incoronazione del nuovo Sovrano
Rep. di SANTO DOMINGO - Ciudad Trujillo. - L'incremento dell'Oratorio salesiano.
La prima solenne premiazione dei giovani dell'Oratorio festivo, che conta appena due anni di vita, valse a documentare il mirabile incremento di questa nostra opera, che raccoglie le simpatie delle autorità e del popolo. Il numero dei premiati raggiunse la cifra di duemila, che basterebbe da sola per testimoniare il successo. Ma bisogna rilevare che i premi riguardavano le frequenze alle lezioni di Catechismo; e questo veramente consola perchè fa pensare alla cristiana educazione di tanta massa di giovani. Li provvide un comitato di zelanti Cooperatrici, favorito da signore e signorine dell'Azione Cattolica. Alla festa partecipò una folla di parenti e di cittadini
CILE
Giubileo d'oro delle Missioni salesiane nelle Terre Magellaniche.
Con grande entusiasmo e con successo superiore ad ogni aspettativa, l'11 luglio u. s., le nostre Missioni nelle Terre Magellaniche hanno celebrato il loro Giubileo d'Oro. Tutta la popolazione, senza distinzione di credo o di classe sociale, partecipò alle feste dando un'imponente dimostrazione di riconoscenza e di ammirazione ai Figli di Don Bosco, i più insigni benefattori di quelle regioni australi. Su petizione di tutti gli abitanti di Magellano, S. E. il Presidente della Repubblica, col pieno consenso delle Camere, dichiarò festa civile il ventun luglio per tutta la Provincia e decretò l'imbandieramento della città. Il Municipio di Magellano presentò pure le sue adesioni e felicitazioni ai Salesiani per la loro opera d'istruzione ed educazione della classe operaia e pel contributo recato al progresso morale, religioso, intellettuale, scientifico e materiale della regione e alla civilizzazione degli Indi.
Tutte le nostre Case del Cile e molte insigni personalità del clero e del laicato aderirono ai festeggiamenti con telegrammi pieni di ammirazione e di simpatia. Numerose le rappresentanze dei nostri collegi di Natales, Porvenir, Rio Grande, Rio Gallegos e San Julian. Tre mesi prima delle feste cinquantenarie gli ex~ allievi bandirono un concorso per illustrare la figura e le opere di Mons. Fagnano e le Missioni della Terra del Fuoco, assegnando $ 50o come primo premio e $ 100 come secondo. La stampa locale e quella della capitale esaltò nelle sue colonne e lumeggiò con ottime illustrazioni gli eroici sacrifici dei civilizzatori degli Indiani della Terra del Fuoco e fece un magnifico elogio di Mons. Fagnano e dei suoi collaboratori. I membri dell'Azione Cattolica della città, inserirono nel programma di partecipazione alle feste, anche la visita alle famiglie dei poveri distribuendo molti oggetti ed abbondanti alimenti ai bisognosi, agli infermi dell'ospedale ed ai carcerati. I soci della Società dei padri di famiglia vollero tributare ai Superiori un omaggio che nella sua semplicità manifestasse tutti i loro sentimenti, e approfittarono di un'agape fraterna che fu tutto un brindisi all'opera nostra. Lo stesso fecero gli ex-allievi che, raccolti in buon numero intorno ai Superiori, ricordarono i giorni felici passati nelle aule del collegio e benedissero la memoria dei loro sacrificati maestri. In preparazione alla fausta data si tenne un corso di santi esercizi spirituali per radio.
La vigilia, le campane di tutte le chiese annunziarono colle loro note festive il giorno memorando, in cui si notò, visibilmente diremmo, il potere del Servo di Dio Don Rua, sotto il cui auspicio immediato fu posto lo svolgimento del programma dell'anno giubilare. Allo spuntar dell'alba tutte le chiese della città furono gremite di ex-allievi, Cooperatori, Cooperatrici ed ammiratori dell'opera nostra, i quali nella santa comunione vollero unirsi ai Salesiani nel ringraziare Iddio per il bene fatto e pregarlo a prodigare le sue benedizioni celesti alle opere in corso. Alle dieci, due cinematografi pubblici proiettarono per ragazzi e ragazze di tutta la città le pellicole del nostro Don Alberto De Agostini, che furono applauditissime. Alle undici, si cantò un solenne Te Deum nella chiesa vicariale, coll'assistenza delle Autorità civili e militari, del Corpo Consolare, della Colonia italiana e di una folla enorme. Diresse la parola l'Ecc.mo Vescovo salesiano Mons. Arturo Jara Màrquez, che, in una fervida allocuzione, fece risaltare la figura gigantesca di Mons. Fagnano e l'opera benefica dei confratelli. Un altro numero schiettamente popolare fu la sfilata dei membri di tutta l'opera salesiana dall'Istituto « Don Bosco » per le vie cittadine. Fu un vero omaggio collettivo che la città offrì alla Società Salesiana. Una folla immensa acclamava a Don Bosco, al Papa, a Mons. Fagnano, al Presidente della Repubblica, alle Autorità ed ai Senatori e Deputati, che nel Congresso elogiarono entusiasticamente l'opera dei Missionari Salesiani della Terra del Fuoco. Durante lo svolgimento del corteo, tre ex-allievi coi loro aeroplani, sorvolando a bassa quota, allietarono il pubblico con arditi volteggi. Dal balcone dell'Intendenza due altri ex-allievi diressero la loro autorevole parola alla folla riscotendo fragorosi applausi. Quando il corteo entrò nella chiesa vicariale, una commissione di ex-allievi e le orfane delle Figlie di Maria Ausiliatrice collocarono eleganti ghirlande di fiori sulla tomba di Mons. Fagnano. Alle sei ebbe inizio la serata di gala. Vi parteciparono le Autorità e, prima che si incominciasse il programma, tutti i posti erano occupati. Molti dovettero sacrificare il desiderio di assistere allo spettacolo per mancanza di posto. Le rappresentazioni impeccabili riuscirono molto gradite agli spettatori. Particolarmente simpatico il momento in cui l'Ispettore Don Aliberti impose una medaglia commemorativa ai primi alunni superstiti del Collegio salesiano, cioè ai veterani del 1887. Riuscitissimi pure i quadri allegorici delle Missioni Salesiane e del loro capo Mons. Fagnano. La banda del Reggimento allietò la serata eseguendo magistralmente diverse composizioni. Alle nove si trasmisero per radio vari canti interpretati a perfezione dal coro « Santa Cecilia » dei Collegi salesiani e l'Ispettore pronunziò un eloquente discorso ringraziando Iddio, l'Ecc.mo Presidente della Repubblica, le Autorità locali e quanti parteciparono ai festeggiamenti. I buoni ex-allievi che furono l'anima di tutti questi atti commemorativi, per lasciare un ricordo imperituro del cinquantenario, vollero si aprisse una scuola serale per gli operai, cotanto necessaria in questa città. Fu appagato il loro desiderio e la scuola funziona annessa all'Istituto « Don Bosco ». Inoltre, per rinvigorire sempre più il loro spirito salesiano, tennero tre adunanze assai proficue. Nella prima discussero i temi: « Studio sulla situazione economica dell'operaio; mutuo soccorso; risparmio salario familiare; case per gli operai; introduzione di nuove industrie in Magellano ». Nella seconda trattarono della: « Formazione culturale cristiana dell'ex-allievo salesiano » e commentarono l'Enciclica Divini Redemptoris di S. S. Pio XI completando col tema: « Studi sociali e formazione dello spirito cittadino ». Nell'ultima, svolsero con eloquenza i temi: « Gli exallievi, l'Azione Cattolica e l'Azione Salesiana. - Formazione spirituale degli ex-allievi. - Gli ex-allievi e la Buona stampa ». Il primo di agosto, dopo aver ascoltato la S. Messa in suffragio dei Salesiani ed ex-allievi defunti, tutti si diressero al Camposanto, al mausoleo salesiano, per rendere omaggio ai loro maestri ed invocare su di essi il riposo eterno.
Il ciclo dei festeggiamenti si chiuse, il due gennaio di quest'anno, coll'incoronazione della statua di Maria Ausiliatrice nel tempio annesso all'Istituto Don Bosco. La popolazione venne preparata alla solennissima cerimonia con una serie di sacre missioni predicate in tutte le parrocchie del territorio nei mesi di novembre e di dicembre. Fu un vero trionfo spirituale che sfociò in un fervido risveglio religioso. Nella notte dal 7 all'8 dicembre, nella chiesa dell'Istituto D. Bosco si distribuirono oltre tremila Comunioni.
La preziosa corona che Mons. Vescovo impose alla statua dell'Ausiliatrice, omaggio delle ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice, assurse così a simbolo della corona di cuori fulgenti di grazia, che nella santa vigilia avevano offerto il palpito più puro della loro fede e del loro amore a Gesù Sacramentato. Ottimo auspicio di più fecondo avvenire.
CINA La chiesa di Maria Ausiliatrice a Linchow.
Amatissimo Padre,
Il nostro Vicario Apostolico le ha dato notizia dell'erezione ed apertura della nuova chiesa dedicata a Maria SS. Ausiliatrice, nella città di Linchow, capoluogo del territorio in cui furono massacrati il compianto Mons. Versiglia e Don Caravario. Io credo di farle cosa gradita coll'aggiungere qualche particolare che possa interessare anche i nostri benemeriti Cooperatori. La funzione inaugurale si svolse il 30 maggio u. s. e la compì lo stesso Ecc.mo Mons. Canazei che coronò il rito della benedizione pontificando la Messa solenne. Quella cristianità non aveva mai assistito ad un pontificale e n'uscì commossa ed infervorata. Si è che Sua Eccellenza l'aveva anche ben preparata, predicando ad una folla di parecchie centinaia di fedeli e di pagani che si stiparono nella chiesa durante il triduo e le solenni funzioni. Il Vicario Apostolico era circondato da cinque missionari, che con lui formavano un simpatico gruppo di quattro nazionalità differenti, fusi in un sol cuore dallo spirito di Don Bosco.
Il nuovo santuario è un vero prodigio della Vergine Ausiliatrice che Monsignor Versiglia dichiarò fin dai suoi tempi Patrona del Vicariato. L'eroico Vescovo ed il suo giovane compagno Don Callisto Caravario, vittime del loro coraggio nella difesa della castità, massacrati otto anni or sono sulle rive del fiume, mentre tentavano di raggiungere Linchow, hanno spronato coll'esempio del loro sacrificio missionari e fedeli a rendere alla Madonna questo grandioso omaggio. Sotto la guida del direttore Don Cucchiara i nostri confratelli avevano moltiplicato le conversioni a tal segno da vedersi obbligati ad ampliare la povera chiesa primitiva. Incoraggiati dal successore di Monsignor Versiglia, S. E. Monsignor Canazei, e come il caro Padre D. Bosco ponendo tutta la loro confidenza in Maria Ausiliatrice, ne concepirono il progetto in stile cinese, per cristianizzare, in un luogo di più della vasta Cina, lo stile millenario dell'architettura cinese secondo il desiderio del Santo Padre e dei suoi Delegati.
Dopo la trepida preparazione, gli operai lavorarono dieci mesi sotto la direzione dell'infaticabile architetto missionario, ed attuarono il progetto con vera magnificenza offrendo degna sede al culto dell'Ausiliatrice ai piedi dei monti di questo distretto ancor sì poco conosciuto, al fondo del Kuang-Tung. L'armonia dello stile è perfetta tanto nella parte architettonica quanto in quella decorativa. Ma la perla simbolica disputata dai leggendari dragoni in lotta è sormontata dalla Croce. Nell'interno, il soffitto dell'altar maggiore sfoggia i vivi colori rosso, verde ed oro, che dànno risalto ai simboli eucaristici rappresentati con disegni orientali. Un dono generoso di operai irlandesi ha contribuito alla bellezza dell'altare. Nonostante le piogge torrenziali della stagione, numerose delegazioni, guidate dai missionari di Tungpi e di Yungsan, si unirono ai fedeli della città per ascoltare le prediche del triduo e sciogliere inni e canti alla SS. Vergine. Invocazioni cinesi si armonizzavano gradevolmente a modulazioni siciliane. Come nelle principali feste, s'assieparono i confessionali e gran numero di fedeli s'accostò alla santa Comunione. Quale migliore prova d'amore e di riconoscenza potevano offrire i nostri poveri cristiani alla Madre di Dio?
I missionari di Linchow ebbero anche la consolazione di presentare, in quell'occasione, più di 30 catecumeni al santo Battesimo. Tra essi, un'intera famiglia. Altri 30 vennero ammessi al sacramento della Cresima.
Affluirono alle funzioni gli stessi pagani, spinti da amicizia o da curiosità.
Sicchè, tutto il giorno della dedicazione, la chiesa fu mèta di visite silenziose e di meditazioni salutari. Ho visto un vecchietto con due bambini, seduti nel primo banco, contemplare a lungo la bella Signora ed il Bambino, che par che scendano su una nube dal Cielo sovra l'altar maggiore proprio come canta l'inno: « coelo lapsa sereno... ».
Per grandezza e bellezza la « Santa casa» - come suona nella traduzione letterale il nome cinese del tempio: Shen Tong -è oggi la prima del Nam-Shiu-Lin, parte del territorio del Kuang-Tung, che costituisce il Vicariato di Shiu-chow. Oh, possa presto divenire, come quello di Tonglu e di Zosè, più al Nord, un luogo di benedizioni, dove la Vergine SS. Ausiliatrice versi abbondanti le sue grazie sopra le care popolazioni!
Intanto, cristiani e pagani della città e dei dintorni trovano attorno alla chiesa anche quella sana atmosfera di allegria salesiana che giova tanto allo spirito nel sistema di Don Bosco. Don Cucchiara infatti ha eretto poco lungi dal tempio, separato da un grande cortile di ricreazione, un ampio salone del medesimo stile per gli onesti svaghi educativi che fan parte del nostro programma. Aperse le sue porte il sabato mattino per una riuscitissima accademia. Sul palco, a semicerchio, attorniavano S. E. Monsignor Canazei autorità civili e militari intervenute all'inaugurazione ufficiale. Il Direttore della scuola della missione, che è anche Presidente dell'Azione Cattolica, tenne il discorso d'apertura ringraziando le autorità accorse nonostante le proprie occupazioni e l'inclemenza del tempo. Graziose danze eseguite dalle bimbe della scuola s'alternarono agli altri discorsi tenuti dal delegato del « Mandarino », assente dalla città, e dai capi militari, che misero in evidenza l'eccellenza delle opere cattoliche. Il Vicario Apostolico, invitato a concludere, ringraziò di nuovo le autorità presenti di tanta benevolenza e di tanto apprezzamento e ricordò il desiderio della Chiesa, di vedere ogni giorno più numerosi i fanciulli e le fanciulle approfittare dell'istruzione dei missionari, che così potentemente promuovono le virtù inculcate dai Capi della Repubblica Cinese: l'amore ai genitori, il rispetto dell'autorità e la lealtà nel servizio della Patria... « Questi edifici - rilevò infine - che onorano la città, e che oggi vi aprono le porte, furono costruiti, dalla generosità dei Cristiani del Vicariato, degli amici delle Missioni, della Cina, dell'America, dell'Europa. Un concorso veramente cattolico di tutte le classi sociali... ».
Dopo l'accademia, nelle aule della scuola, venne offerto un tè, e gli invitati ebbero così occasione d'intrattenersi in cordiale intimità.
Tanto la sera del sabato, quanto quella della domenica, il salone si gremì di nuovo di pubblico per assistere a varie rappresentazioni preparate dagli allievi, dalla gioventù femminile, dagli anziani, e dagli amici della missione. Il grande palco si prestò assai bene alla danza del leone, ai giochi di boxe ed alle giostre, in cui gli atleti cinesi sono insuperabili. Gli attori rappresentarono un dramma storico cinese che illustra la pietà filiale e l'amor fraterno. Appartiene al genere dell'opera, assai pregiato attualmente, con accompagnamento di tamburi, di flauti e di cimbali. Gli spettatori ne uscirono entusiasti e stupiti di constatare come la Chiesa sappia dare a suo tempo, sia al corpo che all'anima, quelle soddisfazioni che accompagnano la sua influenza educativa e moralizzatrice. «Ah, se noi avessimo solamente la terza parte delle energie dei vostri missionari, dovette confessare il Delegato del Mandarino a Monsignore - dopo la rappresentazione di apertura - la Cina ben presto farebbe stupire il mondo! ». Ma noi conosciamo quest'energia, questa forza, questa spes contra spem, questa speranza contro ogni speranza: è la nostra fede nell'amore di Cristo che canta vittorie.
È necessario che venga il Regno di Cristo: Maria SS. Ausiliatrice lo prepara!
Oh, fortifichi Ella nella loro vocazione i fortunati ministri del suo Divin Figliuolo, scelti tra i fanciulli di questo paese che è suo, scelti nel territorio di Nam-Shiu-Lin che è suo, suscitando senza interruzione anime generose che si succedano a raccogliere la messe nei campi: questa messe che, in file copiose ed ordinate come nelle loro risaie, biondeggia pel raccolto del Padre di famiglia.
Quest'è la preghiera costante del Vicario Apostolico di Shíu Chow! Vi unisca la sua, amato Padre, e noi saremo sicuri della benedizione di Don Bosco Santo.
29 giugno 1937. Aff.mo in C. J. Sac. ROBERTO VETCH,
Missionario salesiano.
ASSAM - Tezpur.
Posa della prima pietra della chiesa a S. Giovanni Bosco sulle rovine di un tempio pagano.
Amatissimo Padre,
Il 31 ottobre u. s., festa di Cristo Re, l'Assam cattolica scrisse una nuova pagina della sua storia e segnò una nuova pietra miliare della sua gloriosa avanzata nella Vallata del Bramaputra. Oltre 700 membri dell'Azione Cattolica convennero infatti nella ridente cittadina di Tezpur e si accamparono sulla collina ove sorge la missione cattolica ed ove presto speriamo sorgerà anche una bella chiesa dedicata a Don Bosco Santo.
Spettacolo commovente e consolante mirare tutta quella balda gioventù, venuta dai più remoti villaggi a testimoniare la sua fede e a render omaggio al Re dei re. « Khrist Raja » Cristo Re: Re dei cuori, Re delle famiglie, Re dell'universo, fu il tema dei discorsi, dei voti e delle preghiere di tutti i congressisti. Il Signore è stato tanto buono con noi! Ha benedetto tanto largamente le nostre povere fatiche ed i nostri sacrifici! Sono trascorsi appena cinque anni dal nostro arrivo in Tezpur. Ricordo come fosse ora quel 1° giugno del 1932 quando lasciammo il battello e ci stabilimmo in una casetta presa in affitto, senza incontrare un amico, senza un benvenuto. Ma la nuova missione venne posta sotto la protezione di Don Bosco e il buon Padre non abbandonò i suoi figli! La lotta fu dura; gli ostacoli parevano insormontabili; tutto e tutti avevano congiurato contro di noi. Non importa. Ci mettemmo all'opera con tutto l'ardore dei nostri 26 anni, sperando contro ogni speranza. Oggi, sono 14.000 tra neofiti e catecumeni sparsi in 130 villaggi ai piedi dell'Imalaya che cantano felici le lodi del Signore! La Chiesa Cattolica, ai trionfi avvezza, canta anche qui sulle sponde del Bramaputra uno dei suoi più bei trionfi.
Il nostro santo Fondatore dopo d'aver così abbondantemente e visibilmente assistito e benedetto la nostra opera di espansione, ci regalò nel giorno stesso della sua Canonizzazione una vasta proprietà in una magnifica posizione prospiciente il fiume, considerata il posto più bello e più fresco di Tezpur. Sono due simpatiche collinette che sembrano spuntare dalle acque del Bramaputra come per godersi il superbo spettacolo che le circonda. Su una di esse sorge un vasto fabbricato che venne trasformato nella attuale residenza missionaria. Su l'altra sorgeva nei tempi passati un tempio hindù a Kalì, la dea della distruzione e della morte. Il terreno era ancora cosparso di pietre levigate e di colonne infrante su cui spiccavano le effigi di varie divinità pagane. Asportate e allineate lungo il viale di entrata, ora servono ad abbellire il passaggio del Re divino. Una di esse anzi, il 31 ottobre, venne posta da Mons. Scuderi a fondamento della chiesa della Missione, simbolo del Cristianesimo trionfante su gli dèi falsi e bugiardi.
Non sto a descrivere l'entusiasmo e la gioia dei nostri cristiani nel vedere finalmente iniziati i lavori della loro chiesa. Da tanto tempo attendevano quel giorno e innalzavano fervide preghiere perchè il povero capannone che serviva da capella si trasformasse in una chiesa capace e degna di Cristo Re. « Gli Hindù e i Mussulmani vantano templi e moschee imponenti; perchè il Creatore del cielo e della terra deve avere una misera capanna? » Così ci domandavano con insistenza, e noi per tutta risposta li invitavamo a pregare perchè il buon Dio mandasse in nostro soccorso dei generosi benefattori.
I nostri neofiti organizzarono persino una vera crociata di preghiere, e si diedero a raccogliere aiuti. Quelli che non poterono far altro, offersero la loro opera gratuita. Fu quindi possibile spianare la collina e incominciare i lavori di scavo. Ora, fidenti nella Divina Provvidenza, abbiamo posta la prima pietra che quale seme meraviglioso dovrà far germogliare la Casa del Signore. L'anno che si schiude segnerà il cinquantesimo anniversario del beato transito di Don Bosco. Noi confidiamo che tutti gli amici di Don Bosco vorranno venirci generosamente in aiuto per portare il sacro edificio a compimento.
Ci benedica, amato Padre, e mi creda, per tutti, aff.mo in G. C.
D. Luici RAVALIco, Miss. sal. Tezpur-Assam, 15 novembre 1937.
Il Cooperatore salesiano comm. GIUSEPPE LO-PA-HONG
Lo scorso dicembre, quando la bufera della guerra si era appena sedata nella zona di Sciangai, una mano assassina freddava a bruciapelo, mentre si prodigava a lenire le sanguinanti piaghe aperte dal conflitto, il Presidente Generale dell'Azione Cattolica Cinese, comm. Giuseppe Lo-Pa-Hong, insigne Cooperatore salesiano. Discendente da un'antichissima famiglia cinese, convertita al cristianesimo tre secoli or sono, era la figura più nota del mondo cattolico cinese: la fama della sua carità aveva raggiunto i confini del globo. Una vera mole di opere di cristiana beneficenza da lui fondate, sostenute od organizzate, come un prodigio di fede e di azione cattolica, gli aveva accreditato il titolo di « Ozanam della Cina » « Cottolengo di Sciangai » « Don Bosco di Nantao ». E veramente furono questi tre grandi astri che orientarono il suo apostolato; mentre S Giuseppe era il celeste Patrono che risolveva tutte le sue difficoltà.
La venerazione per Don Bosco e pel Cottolengo lo portò a Torino nell'agosto del 1925, diretto a Roma pel santo Giubileo, e, nei giorni che passò all'Oratorio, ci edificò col suo fervore e col suo spirito di pietà esemplare. Al mattino, di buon'ora, era nel santuario di Maria Ausiliatrice a servire la santa Messa e s'accostava alla santa Comunione, trattenendosi a lungo in preghiera. Visitando le nostre opere, ammirando i nostri giovani, conversando coi superiori, l'anima sua si apriva ad una grandiosità di progetti che avrebbero voluto recare alla sua patria tutti i più moderni conforti della civiltà cristiana. Ci aveva già aperto le porte di Sciangai pochi anni prima, chiamandoci alla direzione spirituale del suo Ospizio S. Giuseppe e preparandoci una modernissima scuola professionale capace di un migliaio di allievi, che fu poi travolta dalla guerra. Tornato in Cina, dopo aver acquistato il santo Giubileo ed avuto una speciale udienza dal Santo Padre, intensificò il suo aiuto ai nostri confratelli e li animò a sviluppare l'azione salesiana che si concretò rapidamente in quattro provvidenziali istituti nella sola grande città di Sciangai. Ma la cooperazione salesiana, lungi dall'assorbire tutto il suo apostolato, non era che un riverbero dell'immensa attività ch'egli svolgeva per la dilatazione del regno di Cristo. Presidente dell'Azienda Tramviaria di Sciangai e direttore generale della Società Elettrica Cinese della città stessa, della Chapei Electricity and Water Works e della Società di Navigazione del Fiume Azzurro, era il padre di tutti i missionari, il braccio destro dei vescovi e del clero per ogni opera buona. Le navi della sua Compagnia, che batteva bandiera con una stella d'oro in canapo bianco, in omaggio alla santa Vergine « Stella del mare », accoglievano gratuitamente tutti i missionari, offrendo ogni comodità per la celebrazione della santa Messa. La sua alta posizione sociale gli conferiva prestigio in tutti gli ambienti, e cristiani e pagani mettevano volentieri nelle sue mani ingenti somme per le opere di carità, permettendogli di soccorrere migliaia e migliaia di derelitti. Nel solo Ospizio S. Giuseppe manteneva e curava abitualmente oltre duemila infelici. Nel 1933, quando preparò il giubileo dell'Azione Cattolica in Sciangai (l'aveva organizzata in città tra il 1911 e il 1913 con un programma di formazione spirituale che comprendeva la meditazione, la lettura spirituale e l'esame di coscienza quotidiano) poteva già contare una ventina di chiese o cappelle aperte al culto, 71 sedi di conferenze che avevano accolto 363.720 uditori, 7 scuole da cui erano usciti 2200 diplomati ed educavano un complesso di 3000 alunni, 5 ospedali, 19 dispesari, 2 orfanotrofi, 2 ricoveri per i vecchi, che gli importavano complessivamente una spesa di oltre 200.000 dollari cinesi all'anno. Queste cifre aumentarono negli anni seguenti, contrastate soltanto dalla crudeltà della guerra, che non arrestò tuttavia neppure un istante il suo apostolato. L'assassino lo colse infatti mentre egli attendeva all'organizzazione di opere di soccorso. Ma chi può contare il numero di anime da lui salvate? Portava sempre con se la boccetta coll'acqua battesimale ed accorreva ad amministrare il santo Battesimo a qualunque ora. Era l'apostolo dei carcerati e dei condannati a morte. Quando qualcuno di questi disgraziati si ostinava a rifiutare la grazia di Dio, bastava chiamare Lo-Pa-Hong e ci riusciva. Tanta fiamma si alimentava al tabernacolo. Ogni giorno egli serviva la santa Messa e ordinariamente si comunicava. Non lasciava mai il santo Rosario e pregava continuamente. Un vero prodigio: un uomo di affari, impegnato nelle industrie e nel commercio più svariato, che viveva di preghiera e di apostolato. Giustamente egli raccolse l'ammirazione del mondo che ora lo rimpiange.
Il Santo Padre lo decorò della Commenda di San Gregorio Magno e nel marzo 1936 lo nominò suo Cameriere Segreto di Spada e Cappa scegliendolo per l'ultimo Congresso Eucaristico Internazionale di Manila a far parte della Missione Pontificia al seguito dell'Eminentissimo Cardinale Dougherty, Legato Pontificio.
Ma i riconoscimenti del mondo civile e della Chiesa cattolica non sono che un'ombra della gloria che gli proietta dal Cielo la luce della fede in cui ha vissuto i suoi 64 anni, fecondi di tanto bene.
E noi, mentre ci uniamo alla numerosa e benemerita sua famiglia nel profondo cordoglio, auspichiamo più larghi riflessi di questa gloria immortale.
Una bella iniziativa. Carissimi, nel mese di novembre u. s. mi è giunta copia d'una circolare che mi vien proprio a taglio per ricordarvi l'81° anniversario della morte dell'angelico Ven. Domenico Savio. Recava il bando di un concorso che merita tutto il vostro plauso e larga imitazione. Ve la riporto tal quale:
BANDO CONCORSO « DOMENICO SAVIO »
L'Ufficio diocesano aspiranti della Federazione Giovanile Torinese allo scopo di far meglio conoscere la figura del grande allievo di Don Bosco, e di proporlo quale modello alla gioventù, bandisce un concorso per iscritto e per disegno fra tutti gli aspiranti della diocesi.
A tal fine vengono proposti due temi intonati al clima nel quale è oggi impostato il movimento aspiranti:
1) Domenico Savio apostolo tra i compagni;
2) Domenico Savio aspirante capo.
È libera la scelta di uno tra i due temi. Ogni aspirante potrà allegare schizzi e disegnini illustrativi se lo crede opportuno.
Il Rettor Maggiore ed i Superiori salesiani hanno già dato tutto il loro appoggio.
Fra i partecipanti saranno sorteggiati dieci viaggi gratuiti a Castelnuovo D. Bosco (Becchi) ed a Mondonio, terra natale di Domenico Savio.
Numerosi altri ricchi premi sono stati offerti dai Superiori salesiani.
Si terrà conto soprattutto dell'originalità dello svolgimento.
Il concorso si chiuderà il 15 febbraio 1938.
Allegato alla presente, il delegato aspiranti troverà dei brevi cenni biografici di Domenico Savio che potranno servire ad illustrare la figura del Venerabile...
Che ve ne pare? La Federazione Torinese ha ben capito l'intenzione e il desiderio del Santo Padre che, nel discorso tenuto per la proclamazione dell'eroicità delle virtù del venerabile giovinetto, lo ha proposto come modello agli Aspiranti di Azione Cattolica!
Mi riprometto di informarvi a suo tempo dell'esito di questo geniale concorso e di riportare qualche tratto dei lavori premiati. Intanto, se volete imitare il venerabile Domenico Savio nelle sue virtù e nel suo apostolato, vi propongo, oltre le biografie scritte dal Santo Don Bosco e da altri autori, il grazioso opuscoletto che la Federazione Torinese allegò alle circolari. È edito dall'Ufficio Propaganda Salesiana, Via Cottolengo, 32, Torino 109, al prezzo di L. 20 al cento (20 centesimi la copia). Il caro modello vi è presentato proprio colle parole del Papa. Porta per titolo: Il Venerabile Domenico Savio modello alla Gioventù Cattolica.
Il Signore vi aiuti ad imitarlo in vita per dividere poi un giorno con lui la gloria immortale del Cielo.
Vostro aff.mo Don GIULIVO.
attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI Bosco
Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma.
Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.
Profugo della Spagna con sette figli, trova finalmente alloggio dopo 16 mesi, per grazia di Don Bosco. - Il settimanale cattolico londinese The Universe nel suo numero del 24 novembre u. s. ha pubblicato una grazia singolare attribuita all'intercessione di S. Giovanni Bosco. Un signore che, per prudenza politica, nel giornale si firma colle iniziali F. A. F., aveva lasciato Barcellona al primo scoppio della rivoluzione comunista e, colla moglie e con sette figli, s'era rifugiato a Londra. Ma non gli riusciva di ottenere in affitto nè una casa, nè un alloggio sufficiente perchè nessuno voleva saperne di famiglie numerose. Per sedici mesi si sentì ripetere dagli agenti nei due sobborghi Nord, Nord Ovest di Londra: «Niente ragazzi ! Noi desideriamo mantenere il locale più quieto che sia possibile. Con sette figli non ve lo potremo mai cedere ».
« Ma perchè? » domandava sorpreso il buon signore, dopo aver più volte dichiarato che i suoi figli erano bene educati e non avrebbero dato fastidio. «Le famiglie numerose fanno abbassare gli affitti in tutto il vicinato » gli veniva risposto.
Or ecco, la seconda settimana di dicembre, il figlio maggiore riceve in classe un libro di vite di santi. Lo prende a leggere, e corre dalla mamma: « Mamma, qui c'è un santo che noi dovremmo pregare per trovare una casa. Anche lui nessuno lo voleva, a causa dei suoi ragazzi. Vedi ? È S. Giovanni Bosco ». Fu un lampo! Quella sera stessa tutta la famiglia cominciò a raccomandarsi a Don Bosco. L'indomani ripresero le ricerche ed il secondo proprietario a cui si rivolsero si dichiarò ben lieto di ospitare la famiglia numerosa. Col cuore commosso ringraziarono il Santo e resero pubblica la grazia ottenuta.
Non c'era più nulla a fare. - Il 1° novembre mia sorella cadde gravemente ammalata e con febbre molto alta. Il dottore le riscontrò un'infezione maligna della cistofele e la mancanza di funzionamento del fegato. Le vennero prodigate tutte le cure, ma non fece che aggravarsi con febbri sempre molto alte, intermittenti. Il dottore curante finì per dichiarare che non vi era più nulla da sperare, dato lo stato tossico in cui versava l'ammalata. Furono allora chiamati a consulto un altro dottore ed un professore che confermarono la stessa diagnosi ed aggiunsero: « Non c'è che il Padre Eterno che la possa salvare; ci vorrebbe un miracolo ! ».
Allora io mi rivolsi con viva fede alla Vergine
SS. Ausiliatrice, invocando e pregando come intercessore anche S. Giovanni Bosco, ed ordinai subito un triduo nella cappella pubblica del Seminario diocesano, dove si venera una bella statua della Madonna di Don Bosco. L'ammalata però continuava a peggiorare fino a far temere la catastrofe da un momento all'altro. Si diceva che non avrebbe più veduto il mattino. Invece, l'ultimo giorno del triduo, mentre si pregava per lei, ebbe un senso di miglioramento e cominciò a muovere e sciogliere le braccia da tempo immobili e come irrigidite, ed a voltarsi da se. In breve fu dichiarata fuori pericolo con immensa sorpresa del medico. Desiderò subito un triduo di ringraziamento, e, quando potè alzarsi e riprendere le sue occupazioni giornaliere, si recò a ringraziare la Vergine benedetta e S. Giovanni Bosco.
Colla più profonda riconoscenza.
Sutri, 10-1-1938.
AGOSTINA SPERANZA, Levatrice.
Guarito da tifo e meningite. - Tre mesi fa, mio figlio Tolmino si ammalò di tifo e meningite, e lo si dovette ricoverare subito all'ospedale, dove i medici constatarono la gravità del male e dissero che ogni speranza era perduta.
Una sera, mentre, tornando dal lavoro, passavo all'ospedale per vedere le condizioni del malato, ecco che egli, tenendo in mano una immaginetta di D. Bosco datagli dal parroco locale, mi disse: « No, no, non entrare: chè devo parlare con D. Bosco ».
Io stupito mi ritirai ancor più indietro assieme a mia moglie. Ma, trascorsi alcuni istanti, rientrammo e il nostro caro, mostrandoci la immagine e col dito indicandoci la preghiera scritta, volle che assieme la si recitasse per tre volte con fede perchè diceva che D. Bosco glielo aveva suggerito colla promessa che, fatta questa preghiera, sarebbe guarito. Noi fiduciosi ci rivolgemmo al caro Santo, e con nostra consolazione potemmo constatare, anche a giudizio dei medici, da quella sera stessa un lieve miglioramento, che continuò fino a guarigione completa.
Riconoscentissimo
Mussolinia di Sardegna, 13-12-1937.
BETTEGHELLA ITALO.
Salva dalla grandine. - Da vari anni la popolazione di Brovello si vedeva distruggere il raccolto autunnale dalla grandine. Mi venne l'idea che la protezione di S. Giov. Bosco ce ne avrebbe potuto scampare. E invitai tutti a pregare il Santo promettendo, in caso favorevole, un'offerta per le Opere salesiane. Fu una vera ispirazione. La grandine ci risparmiò. E la popolazione, fatto un buon raccolto, invia l'offerta promessa. Con riconoscenza
Brovello, 4-12-1937. MARIA DEL SIGNORE.
Una tragedia. - Domiciliata in Svizzera, nel marzo scorso mi ero recata a Begna Porlezza da una mia zia colla speranza di migliorare da una grave prostrazione di forze fisiche e morali. Non avrei mai sospettato quello che mi sarebbe accaduto circa 10 mesi dopo. Lo zio, ateo, mi sorprese un dopo pranzo, mentre mi preparavo per partecipare ad una festa della Madonna, e, piombatomi addosso con un falcetto, cominciò a percuotermi alla faccia, alla testa e al collo. Fu una scena tremenda. In pochi minuti venni ridotta in uno stato che lascio descrivere al dottore che mi accolse all'Ospedale di Circolo « Renaldi » di Valsolda:
« Il sottoscritto Dr. Luigi Bazzoli certifica che Riva Oneglia di anni 21 da Begna Porlezza venne ricoverata il 4 luglio 1937 per ferita ampia da taglio reg. anteriore del collo e sul lato sinistro della faccia e capo. Trasportata d'urgenza in questo ospedale l'inferma appariva in stato preagonico con coscienza conservata, anemia spiccata da emorragia, vomito alimentare dalla breccia aperta sul collo. Obiettivamente si riscontrava ferita da taglio che dal margine sin. della regione ioidea spaccava la laringe sulla tiroide e si sperdeva sul margine dello sternocleido mastoideo che era reciso sull'aponeurosi sino a scoprire la vena giugolare esterna. La vena facciale era beante e sanguinante. La laringe era tagliata di netto sino ai recessi faringei che si presentavano aperti e comunicanti col faringe. Al capo un'ampia ferita ad angolo scendeva dal parietale sinistro sino alla regione masseterina e poi sino all'orbicolare sinistro delle labbra. Anche durante l'atto operatorio per la sutura della laringe, la ferita veniva inquinata dal vomito continuo misto a coaguli sanguigni e mucosità.
Si rilascia il presente per obiettività grave del caso, guarito senza lesioni vitali e solo in parte cicatrizzato per seconda intenzione obbligata.
In fede Valsolda, 2-10-1937
Il Direttore Dr. LUIGI BAZZOLI ».
Grata al medico per le solerti cure, io sento di dover rendere pubbliche grazie a Maria Ausiliatrice cui ricorsi spasimante fin dal momento in cui ricevetti i primi colpi. Continuai ad invocarla in tutte le fasi delle operazioni, quando avevo già ricevuto l'Olio Santo e tutto faceva temere ch'io soccombessi. Ho invocato anche S. Giovanni Bosco e Madre Maria Mazzarello, mentre nel mio cuore ho subito perdonato al disgraziato zio che dopo il delitto si è suicidato. Io sono persuasa che l'aiuto celeste ha favorito largamente le cure e spero che anche la nuova operazione che subirò in primavera, per la ferita al collo, avrà la benedizione del Signore e l'assistenza dei miei protettori. Con profonda riconoscenza
Pondo (Svizzera), 22-11-1937.
AMELIA RIVA.
Salva il mio caro bimbo. - Da parecchi giorni il mio caro Battistino, di 10 mesi, era affetto da otiti, quando sopraggiunse una broncopolmonite con febbre altissima che lo ridusse agli estremi. Angosciata, mi rivolsi con grande fiducia a San Giovanni Bosco di cui aveva una immagine, mandatami da una cugina Figlia di Maria Ausiliatrice. Recitai con fervore la novena e promisi, se fossi stata esaudita, di render pubblica la grazia e di fare l'offerta per il battesimo di un cinesino col suo nome.
Al quattordicesimo giorno della sua malattia la febbre persisteva altissima. Venne il dottore e, visitatolo bene, trovò superata la crisi della polmonite, ma avanzata l'otite col pus quasi al cervello. Senza darci speranze, ci consigliò di condurlo subito a Brescia, all'ospedale dei bambini, per tentare un atto operatorio. Figurarsi il mio stato d'animo: dover sottoporre ai ferri un bambino sì tenero! In tutto il viaggio non feci che supplicare il mio caro Santo Ebbene, arrivala all'ospedale, lo presentai allo specialista che gli fece un'accurata visita e poi mi disse: - Porti pure a casa tranquilla il suo bambino che l'otite non c'è più. È rimasta solo un po' d'infiammazione alle orecchie e alla gola; ma è già in via di guarigione.
San Giovanni Bosco mi aveva proprio ottenuta la grazia. Riconoscente, adempio la promessa fatta e prego il buon Padre a volermi continuare la sua valida protezione.
Cemmo (Brescia), 24 ottobre 1937.
CATERINA TURETTI.
Guarisce da paralisi infantile. - La mia Assuntina, colpita da paralisi infantile, venne portata all'ospedale del Bambino Gesù di Roma, ove il professore curante dichiarò il caso gravissimo. La signora Bono mi consigliò allora di applicare l'imagine con reliquia di S. Giov. Bosco alla malatina, ed io lo feci con ferma fiducia di ottenere la guarigione. Mi accostai quindi ai santi sacramenti e, dopo soli otto giorni, la mia bimba già ritornava in famiglia.
Sonnino (Roma), 18-10-1937.
ALTOBELLI OLGA.
Il piccino cammina. - L'età inoltrata m'aveva quasi fatto perdere la speranza di tanta gioia, quando un bimbo venne ad allietare la mia casa. Dovetti però subire un'operazione difficilissima con pericolo di soccombere ambedue. Grazie a Dio, io mi riebbi; ma il piccino, malgrado molteplici assidue cure, giunto all'età dei primi passi non accennava a muoversi da solo. Figurarsi la nostra trepidazione! Solo la fede mi sostenne! Un giorno pensai di scrivere per ottenere una medaglietta di D. Bosco e fui felicissima quando potei metterla al collo del mio bambino. Mi pareva d'essere sicura della grazia. Infatti, il giorno dopo, mentre mio marito ed io stavamo in giardino tentando di far camminare il nostro piccolo Piero, eccolo slanciarsi da solo e per quasi un'ora continuare a percorrere in qua e in là la lunga tavola sulla quale l'avevamo collocato. Quel primo successo aumentò la mia fede nell'assistenza di Maria Ausiliatrice, del Santo Don Bosco e di S. Antonio. E fui consolata a pieno: il piccino si fortificò sempre meglio ed ora cammina benissimo.
Promisi di inviare dieci lire al mese, finchè il mio bambino compirà dieci anni per ottenere che cresca sano e buono. Invio intanto la somma corrispondente ai cinque mesi trascorsi.
Riconoscentissima
Fonzaso, 28-12-1937.
LISA BERNARDI nei MINELLA.
Intervento sensibile. - Il 27 novembre scorso mia sorella, rincasando dalla scuola, veniva investita da un tram e colpita alla testa in modo gravissimo.
Trasportata d'urgenza all'Ospedale, le veniva riscontrata una ferita lacero contusa alla fronte, con trauma, ematoma all'occhio destro e commozione cerebrale ; veniva quindi ricoverata con prognosi riservata. Appena avvertita dell'accaduto, accorsi al suo capezzale e vedendola proprio in pericolo di vita, invocai col cuore Maria Ausiliatrice, e aggiunsi la promessa di un'offerta per il suo nuovo altare.
La sera stessa, mia sorella riprese i sensi; all'indomani riconobbe tutte le persone che l'andarono a visitare; il terzo giorno venne dichiarata fuori pericolo e l'ottavo giorno potè lasciare l'ospedale, percorrendone a piedi i lunghi corridoi e salendo da sè le scale di casa sua. Una guarigione rapidissima e veramente prodigiosa. Della disgrazia occorsale non serba che una lunga cicatrice alla fronte e una lieve frattura all'osso dello zigomo destro.
Considerando lo stato gravissimo in cui era stata ricoverata all'ospedale, la prognosi riservata espressa dai medici, l'impressione riportata dalle suore e dalle infermiere che temevano decedesse anche prima di sera, mi pare che la pronta guarigione si possa e si debba giustamente attribuire all'intervento di Maria SS., che, nell'angoscia di quei primi istanti io avevo così fervorosamente e ardentemente invocata. Perciò, con cuore riconoscente e commosso, adempio ben volontieri al voto fatto, inviando l'offerta promessa pel suo altare.
Torino, 6 gennaio 1938. CRISTINA BORGHI.
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
Ravanelli Giovanna (Montodine) per l'ottenuta guarigione della mamma che, colpita da appendicite, potè evitare l'operazione.
Ferrario Mario (Biella) per la guarigione della suocera.
C. T. (Torino) per la protezione e i conforti ricevuti in penose circostanze della vita.
Boschini Primo (Sasso Marconi) per essere scampato a certa morte nell'attendere a manutenzione di linee elettriche.
Monetti Maddalena (Dronero) perché, ammalatasi di nefrite, ricuperò perfetta salute.
Barbero Ercole (Villata) per la guarigione da grave infermità.
Brugagno Cavalli Teresa (Torino) per una segnalatissima grazia ricevuta.
G. S. salesiano (Roma) per la riassunzione al lavoro del padre disoccupato.
Stroppiana Letizia (Torino-Cavoretto) per essere stata esaudita nei suoi desideri.
Guerra Berni Ida (Verucchio) per l'ottenuta sistemazione del consorte.
Ferrante Passalacqua Maria (Salerai) per la guarigione dell'unica figliuola.
Scarzola Giuseppina (Morsasco) per la guarigione del marito.
D. Mario Barella (Castelvetro) per scampato pericolo.
Borio Emma (Villanova d'Asti) pel felice esito di esami.
Elena Barlozzetti (Bordighera) per varie grazie.
Galliati Borgondo Maria (Crescentino) per la guarigione del consorte che, dopo aver corso pericolo d'essere schiacciato da una botte piena del peso di 4 quintali e aver riportata la frattura di un braccio, fu dichiarato guaribile in 9o giorni.
A. G. A. Ghigliotti per una grazia segnalata.
Famiglia Testa (Savigliano) per la guarigione della mamma ridotta in fin di vita da una fiera broncopolmonite.
Famiglia Gualdoni fu Giovanni (Turbigo) per la guarigione del piccolo Giovanni che, colpito da gravi convulsioni proprio il 31 gennaio 1937, potè rimettersi perfettamente grazie alla potente intercessione del nostro Santo.
Boffa Giuseppe, ex-allievo (Diano d'Alba) pel felice esito di esami d'abilitazione magistrale.
Ambrogetti Ortensio (La Spezia) perchè, sofferente da dieci anni per ulcera duodenale e sottoposto ad operazione, potè sopportarla felicemente ed ottenere guarigione perfetta.
N. N. riconoscente offre a D. Bosco Santo il suo primo stipendio.
Martini Felicita (Susa) perchè ridotta in fin di vita da un'ulcera gastrica e sottoposta ad operazione, n'uscì felicemente e ricuperò perfetta salute.
Capitano T. T. pel felice ritorno dall'A. O. I.
Maria C. C. per segnalatissime grazie ricevute e per l'ottenuto impiego del marito e del figlio.
Una famiglia (Grazzano Monferrato) per una straordinaria grazia ricevuta, invocando continua assistenza.
Calden M. pel ritorno del figlio dall'Africa.
Borghi Cristina perchè fu preservata da certa morte, manda un'offerta pel nuovo altare di Maria Ausiliatrice.
Orlandi Antonio (Vallecchia) pel felice esito di una operazione chirurgica e per essere stato liberato anche da altri disturbi fisici che lo tormentavano da oltre 2o anni.
Orlandi Tomagnini Ida (Vallecchia) per essere stata liberata da un malore alla mandibola destra, che le causava gravi sofferenze.
Famiglia Giuffrida (Torino) per l'ottenuto impiego del capo di casa.
B. G. (Torino) per l'ottenuto miglioramento in salute, invocando guarigione completa.
Famiglia Dr. Daglio Angelo ex-allievo (Lugano-Svizzera) per la nascita del primo angioletto.
Paulizzi Luisa per la guarigione d'una persona cara, invocando continua protezione.
Rotondi Maria (Bareggio) per una segnalatissima grazia ricevuta, in attesa di altra.
Pincelli Teresa (Finale Emilia) per guarigione da seria malattia.
Prof. Luigi Barberis (Vercelli) pel felice superamento d'una grave operazione di resezione gastrica per ulcera stenosante al piloro.
FamiFamiglia Dellavalle e famiglia Annaratone (Valenza) per una grazia segnalata.
UN VALOROSO SALESIANO difensore della Sindone e illustratore delle nostre Missioni.
Tale fu DON ANTONIO TONELLI che spirò santamente il 3 febbraio scorso, appena sessantenne in quel Liceo Valsalice » dove egli insegnò per quarant'anni.
Nato a Vergato (Bologna) il 14 settembre 1877, fece gli studi ginnasiali nel nostro collegio di Faenza e nel 1893 chiese di entrare nella Società Salesiana. Mons. Cagliero gli impose l'abito religioso il 1° novembre dello stesso anno, e lo ordinò sacerdote nel 1905. Tre anni prima, l'Università di Torino aveva coronato i suoi studi colla laurea in scienze. Dottissimo nell'intelligenza, rettissimo nella volontà, puro, pio, zelante nella vita, lascia ai confratelli e ai moltissimi scolari un ricordo benedetto di opere sante e alla storia un nome legato allo studio scientifico, alla difesa definitiva e alla glorificazione amorosa di quell'eccezionale reliquia della Passione che è la Sindone di Torino. Egli aveva ereditato questa santa missione dal nostro Don Noguier, suo maestro. Il suo nome è anche legato allo studio scientifico degli indi della Terra del Fuoco e del Matto Grosso, fra i qua ì passò due anni.
Ora egli gode - speriamo - come disse morendo « la vista delle gloriose piaghe del Redentore », di cui aveva studiato con tanta competenza scientifica e tanta venerazione le impronte
LUCHELLI D. ALESSANDRO, Sac. da Scaldasole (Pavia), † a Torino Oratorio il 25 gennaio u. s. a 74 anni di età. Nel fausto anno della sua Messa d'Oro, a corona delle feste tributategli in diversi Istituti ed al paese natio, dopo intime gioie di famiglia, il Signore lo chiamò a riposare all'Oratorio, palestra di tanto suo fervore e di tanta attività salesiana, per prepararlo, in poche ore, al placido transito, nel giorno sacro alla devozione mensile di Maria Ausiliatrice. S'era alzato per tempo, il mattino del 24, per scendere nel santuario a celebrarvi la santa Messa; ma, mentre stava per uscire di camera, un insulto apoplettico lo accasciò al suolo. Sollevato e rimesso a letto, volle subito i santi Sacramenti e li ricevette con pietà profonda, fra parole di ringraziamento a Dio ed ai confratelli cui ripeteva: « Come son contento di morire all'Oratorio! ». Dopo mezzogiorno, nonostante il pronto affettuoso intervento del medico, entrò in agonia e dolcemente si spense nel primo quarto d'ora del giorno seguente. Era uno dei fortunati, cresciuti alla scuola del santo Fondatore, ordinato sacerdote prima che il buon Padre morisse, il mese di marzo del 1887. Laureato in Lettere e Filosofia all'Università di Genova, aveva consacrato all'insegnamento tutto il suo bell'ingegno ed il suo gran cuore. Ma le altre preclare doti del suo spirito lo indicarono ai successori di Don Bosco per la direzione dei nostri Collegi di Varazze, di Firenze, di Alassio, di Parma, donde fu assunto al governo dell'Ispettoria Subalpina prima e poi anche di quella Novarese. Dal 1928 al 1932 potè reggere ancora il Collegio di San Giovanni Evangelista in Torino, quindi prestò la sua preziosa esperienza alle nostre Case di formazione a Pinerolo ed a Chieri. Nel rimpianto ch'egli lascia, conforta la luce delle sue virtù patriarcali, della rettitudine del suo spirito salesiano, sempre fedele e generoso, della gioconda amabilità del suo cuore.
ROSSI D. GIUSEPPE, sac. da Molare (Alessandria), † ad Asti il 1o-12-1937 a 75 anni di età. Fu accolto nella Società Salesiana dal santo Fondatore e fu ordinato sacerdote nell'ultima ordinazione che si tenne a Torino prima della morte di Don Bosco. Si preparava quindi a celebrare la sua Messa d'Oro quando la morte stroncò improvvisamente la sua preziosa esistenza spesa tutta nell'educazione dei giovani e nella direzione dei fiorenti nostri istituti di Fossano e Alessandria.
MIGONE D. MARIO LUIGI, sac. da Montevideo (Uruguay), † a Port Stanley (Isole Malvine) l'1-11-1937 a 74 anni di età. Fu la prima vocazione salesiana dell'Uruguay. Alla scuola di Mons. Lasagna e di Mons. Costamagna, di D. Vespignani, Card. Cagliero e Mons. Fagnano, divenne un confratello esemplare, un intrepido eroico missionario, l'apostolo delle Isole Malvine ove per 32 anni si immolò, tutto solo, per la salvezza delle anime.
BRESSAN D. GIOACHINO, sac. da Vigonovo (Udine), † a Siviglia (Spagna) il 4-11-1937 a 67 anni di età. Entrò nell'Oratorio di Torino prima che morisse il santo Fondatore e nel 1890 partì per la Spagna coll'attuale Rettor Maggiore. Nella Spagna trascorse tutta la sua vita salesiana dirigendo importanti Istituti, ma soprattutto prodigandosi nella formazione del personale cui seppe dare il vero stampo di figli di Don Bosco.
GALASSI D. CAMILLO, sac. da La Spezia, † a Bologna il 3-11-1937 a 67 anni di età. Direttore delle nostre case di Trento, di Lugo e dell'Oratorio arcivescovile di Ravenna, si cattivò ovunque la stima e la fiducia delle anime che godettero del suo prudente ministero spirituale.
ANERANEROT D. GIOVANNI, sac. da Martons (Francia), † a Nizza Mare (Francia) il 12-2-1937 a 67 anni di età.
DOS SANTOS D. GIUSEPPE, sac. da Funchal (Brasile), † a S. Paolo (Brasile) il 3-11-1937 a 63 anni di età. Modello di salesiano, dell'antico stampo, prodigò la sua attività nelle nostre case del Portogallo e del Brasile, edificando con una vita piissima, mortificata e generosa.
VALLE D. LUIGI, sac. da Tonengo Mazzè (Aosta), † a Macerata il 14-11-1937 a 61 anni di età. Nel seminario di Ivrea sentì la vocazione salesiana e partì per la Missioni della Patagonia ove stette fino al 1927. L'ultimo decennio lo trascorse parte in Italia e parte in Francia nella cura dei nostri emigrati a Lione.
GAWLITTA D. RICCARDO, sac, da Karlsruhe (Germania), † a St. Ruprecht-Klagenfurt (Austria) il 9-12-1937 a 56 anni di età.
MARIANI ROCCO, coad. da Casaletto Vaprio (Cremona), † a Milano il 5-1-1938 a 71 anni di età.
FITZPATRICK D. STEFANO, sac. da Aidrie (Inghilterra), † a Cowlev-Oxford (Inghilterra) il 2-12-1937 a 37 anni di età.
RIBALDONE ANGELO, ch. da Lu Monf. (Alessandria), † a Torino (Sanatorio San Luigi) il 29-12-1937 a 28 anni di età.
LAUER GASPARE, ch. da Cottonwod (U. S. A.), † a Watsonville (California) il 25-11-1937 a 32 anni di età.
HUAYHUAYAMARES RAFFAELE, ch. da Palpa (Perù), † a Lima (Perù) il 26-10-1937 a 22 anni di età.
Salesiani assassinati nel 1936:
ORTEGA ANIANO, coad. da Lautodilla (Spagna, † a Ronda (Spagna) il 15-8-1936 a 26 anni di età.
ALONSO TOMASO, coad. da Vitigudino (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 31-8-1936 a 44 anni di età.
BLANCO GIUSEPPE, coad. da Sato (Spagna), † a Moron (Spagna) il 21-7-1936 a 44 anni di età.
CABALLERO D. PAOLO, sac. da Malaga (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 28-7-1936 a 32 anni di età.
CANUT D. ENRICO, sac. da Llesny (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 24-7-1936 a 62 anni di età.
FERNANDEZ FERRO D. EMANUELE, sac. da Tomeirol (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 24-8-1936 a 38 anni di età.
GARCIA STEFANO, coad. da Manzano (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 24-8-1936 a 35 anni di età.
GOMEZ D. EMANUELE, sac. da Moguer (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 24-9-1936 a 59 anni di età.
HERNANDEZ GIOVANNI, ch. da Cerraldo (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 28-7-1936 a 24 anni di età.
HERNANDEZ ONORIO, sudd. da Manzano (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 28-7-1936 a 31 anno di età.
LIMON D. GIUSEPPE, sac. da Villanueva de Aresial (Spagna), † a Moron (Spagna) il 20-7-1936 a 44 anni di età.
MIGUEZ D. FRANCESCO, sac. da S. Maria de Corbilion (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 19-8-1936 a 49 anni di età.
MOHEDANO D. ANTONIO, sac. da Cordova (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 2-8-1936 a 42 anni di età.
MOLINA D. MICHELE, sac. da Montilla (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 28-7-1936 a 49 anni di età.
PACO D. FELICE, sac. da Adahuesca (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 31-8-1936 a 69 anni di età.
PANCORBO D. ANTONIO, sac. da Malaga (Spagna), † ivi il 21-9-1936 a 4o anni di età.
REYES D. VINCENZO sac. da Siviglia (Spagna), † a Malaga (Spagna) il 31-8-1936 a 46 anni di età.
TORRTORRERO D. ANTONIO, sac. da Villafranca (Spagna), † a Ronda (Spagna) il 24-7-1936 a 48 anni di età.
Comm. IRENEO CERETTI † ad Intra il 4 gennaio u. s. a 70 anni di età. Figura esemplare di cattolico convinto e praticante, legò il suo nome a varie istituzioni di beneficenza che dalla sua carità trassero e traggono vita tuttora. Fervente cooperatore dell'Opera salesiana, carissimo a Don Rua, a Don Albera, ed agli altri successori di S. Giovanni Bosco, fu felice di salutare l'apertura del nostro Collegio in città e ne fu affezionato benefattore ed amico per oltre quarant'anni. Ebbe come una delle più belle consolazioni l'incarico di riprodurre su tela il ritratto del Servo di Dio Don Michele Rua, che venne poi diffuso in tutto il mondo.
Comm. PIETRO VIOLA † a Torino il 17 gennaio u. s. a 66 anni di età.
La tLa tenacia della volontà e l'amor del lavoro lo portarono dal nulla al prestigio delle grandi industrie. La fede gli diede il sublime conforto di apprezzare rettamente la vita ed avvalorarla colla beneficenza e colla carità. Così divenne anche Cooperatore salesiano e si affezionò all'Opera nostra con quella magnanimità di cuore che lo inclinava alla generosità verso le pie istituzioni. Il Signore o ricompensò fin da questa vita colla grazie di una morte cristiana, preparata da fervorose Comunioni e confortata dagli estremi Sacramenti. Noi lo ricordiamo con imperitura gratitudine nei nostri suffragi.
MARIA COSTA Ved. SCHIAFFINO † a Genova l'11 dicembre 1937 a 7o anni di età. Sposa e madre esemplare, devotissima di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giov. Bosco, spese la sua vita, vedova da 3o anni, nel sacrificio, nella preghiera e nella cristiana educazione dei suoi figli, lasciando in quanti la conobbero imperituro ricordo di virtù esemplari.
MARIA MADDALENA MANFREDI † a Pavone Mella il 18 gennaio u. s. a 77 anni di età.
Cooperatrice salesiana ed insigne benefattrice delle Opere nostre, come già la defunta sorella Teresa ed il defunto fratello, lasciò tutti i suoi beni per l'erezione di un'opera salesiana in paese. Tanta beneficenza le venne ispirata non solo dall'affetto al luogo natio, ma da quello spirito di cristiana pietà che alimentò nel suo cuore le più belle virtù e che rese tanto preziosa la sua vita di fede.
ROSA GUGLIELMONE ved. GRAMONI † a Rovasenda il 28 dicembre 1937 a 78 anni di età.
Madre del nostro Don Emilio, visse una vita esemplare, illuminata dalla fede e sorretta dalle virtù cristiane, nella cura della famiglia e nel fervore della pietà.
AltrAltri Cooperatori defunti:
Adrodegari Paolo, Chiari (Brescia) - Almerini Bartolomeo, S. Remo (Imperia). - Angeli Serradimigni Teresa, Modena - Annoni Innocente, Carate Brianza (Milano) - Balestrini Paolo, Cantù (Como) - Barducci Don Olinto - Barge Cecilia ved. Torretta, Torino - Bennicelli Pietro, Palombara Sabina (Roma) - Bertoli Adele, Udine - Bindocci Emilia, Perugia - Borio Alberto, Costigliole d'Asti - Boffa Lorenzo, Tavigliano (Vercelli) - Brentana Dott. Domenico, Bovegno (Brescia) - Bugnone Domenico, Rubiana (Torino) - Burroni Maria, Mede (Pavia) - Cane Luigi, Altavilla Monf. (Aless.) - Cabria Carlo, S. Salvatore Monf. (Aless.) - Campagna Francesca, Leonforte (Enna) - Cardani Maria, Jerago (Varese) - Carena Giacinta, Vesime (Asti) - Casartelli Prof. D. Daniele, Como - Colombatti Metilde, Moncalieri (Torino) - Corazza Arcangela, Castelfondo (Trento) - Corbellini Giovanni, Melegnano (Milano) - Costa Maria, Genova - Crivello Lucia, Moncalieri (Torino) - Crovi Ernesta, Borgolavezzaro (Novara) - Delogu Antonio, Bitti (Nuoro) - De Villa Giov. Battista, S. Pietro Cadore (Belluno) - Farina Antonio, Brembate di Sopra (Bergamo) - Floridi D. Bernardino, Vignale di Montaione (Firenze) - Forziano Felice, Torino - Freschi Caterina, Udine - Gallo Verna Santina, Anzio (Roma) - Gazza Olimpia, Arzago D'Adda (Bergamo) - Ghigliazza Not. Gregorio, Varazze (Savona) - Gnaga Bernardi Teresa, Milano - Gonella Giuseppe, Agliano (Asti) - Imperiali Giuseppe, Borgoforte (Mantova) - Lettoli Eugenio, Verucchio (Forlì) - Locatelli Giacomina, Crema (Cremona) - Londi Francesca - Lucangeli Giovanni, Porto Recanati - Maffiotti Antonio, Bosconero (Torino) - Marcuzzi Massimino, Udine - Marini Giovanna, Rivoli (Torino) - Marocco Giovanni, Marocchi (Torino) - Meaglia Domenico, Bosconero (Torino) - Michetti Domenico, Torino - Molinari Antonietta, Concordia sulla Secchia (Modena) - Morando Santina, Fiumenero (Bergamo) - Nicola Gioacchino, Aramengo (Asti) - Omodei Luigi, S. Damiano d'Asti - Ongari Romano, Pelugo (Trento) - Paganessi D. Luigi, Baciano (Bergamo) - Patrito Margherita, Chieri (Torino) - Perruchon Agnese, Champorcher (Aosta) - Ponzello Margherita, Verolengo (Torino) - Portesi Pietro, Lovere (Bergamo) - Ravanelli Chiara, Montadine (Cremona) - Reato Teresa, Bassano del Grappa (Vicenza) - Ritelli Concettina, Pescara - Rosso Suor Carlotta, Torino - Rossi Giovanni, Strambino (Aosta) - Rosso Anastasia, Torino - Salvi Avv. Comm. Luigi, Bergamo - Scienza Federico, Pozzengo (Aless.) - Silva Maria, Bedonia (Parma) - Speranza Rachele, Genova - Spiga Giusta, Monserrato (Cagliari) - Stella Clementina, Cavagnolo (Torino) - Tagliarino Rosario, Valledolmo (Palermo) - Tallone Pietro, Udine - Tamborini Angelo, Neuchâtel (Svizzera) - Turinetti Maria, Bosconero (Torino) - Valentini Maria, Urbino (Pesaro) - Viviani Martina, Mocasina (Brescia) - Voarino Luigi, Roascio (Cuneo) - Volontè Giovanni, Cirimido (Como) - Zerneri Giovanni, Sabbio Chiese (Brescia) - Zorli Paolina, Bagnacavallo (Ravenna).