Anno LXII - Numero 10   1° OTTOBRE 1938-XVII

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: Pellegrini a Maria Ausiliatrice. - Sottoscrizioni. - All'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice. - Il decreto «De tuto» per la causa di beatificazione e canonizzazione della Ven. Maria Mazzarello. - In famiglia: Per la basilica di Maria Ausiliatrice - Italia, Colombia, Polonia. - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Dalle nostre Missioni: Assam, Equatore, Rio Negro. - Grazie. - Necrologio.

Pellegrini a Maria Ausiliatrice.

Coll'ampliamento attuato la basilica di Maria Ausiliatrice si è finalmente adeguata al fervore della divozione suscitata dal santo Don Bosco verso la Madre celeste sotto questo titolo tanto provvidenziale ai tempi nostri. Ed i fedeli vi accorrono in folla a soddisfare la loro pietà filiale, trovando sollievo e conforto alle quotidiane angustie della vita e risorse preziose alla spirituale elevazione e cristiana santificazione. E uno spettacolo imponente che ci edifica quasi ogni giorno con commoventi manifestazioni di fede. A differenza degli innumerevoli visitatori e turisti i quali s'accontentano d'una rapida visita, i pellegrini entrano nel santuario con ammirabile divozione, pregando o cantando le lodi della Vergine, assistono alla santa Messa, si accostano ai santi Sacramenti; poi, consumata alla buona la loro colazione, ritornano in basilica a godersi anche le bellezze artistiche, scendono alla cappella delle Reliquie, passano alla cappella Pinardi ed alle camerette di Don Bosco, si recano per lo più anche al Cottolengo ed al Santuario della Consolata; e così santificano, si può dire, tutta la giornata. Sono ordinariamente guidati dai rev.di Parroci od Assistenti Ecclesiastici, sovente dai Direttori delle nostre Case. Un bel successo comincia ad avere la proposta fatta nei convegni regionali dei Direttori e Decurioni dei Cooperatori salesiani: di indire pellegrinaggi diocesani alla basilica dell'Ausiliatrice. Ne abbiamo già segnalati nei numeri precedenti e ne registra la cronaca anche in questo numero. Quello che più ci consola è il vedere gli stessi Ecc.mi Vescovi alla presidenza. Nei mesi decorsi abbiamo notato i Vescovi di Vigevano, di Ventimiglia, di Belluno, di Tortona a capo dei pellegrinaggi delle loro diocesi. L'Arcivescovo di Udine, non potendo accompagnare quello della sua diocesi, lo volle benedire alla partenza raccomandando le sue particolari intenzioni. Mentre il Bollettino va in macchina, ecco quelli di Asti, di Fossano, di Grosseto, di Tivoli, di Verona... con folle di pellegrini. Il pellegrinaggio Romano ha avuto l'alto incoraggiamento dello stesso Em.mo Cardinal Vicario e fu presieduto dal nostro Ecc.mo Mons. Rotolo. Quello di Bologna rifulse persino dello splendore della sacra porpora: Sua Eminenza il Card. Arcivescovo Gio. Battista Nasalli Rocca si degnò di accompagnare personalmente i suoi diocesani. Non anticipiamo la cronaca mensile. Rileviamo soltanto con piacere, e con gratitudine verso gli Em.mi ed Ecc.mi Pastori, che così s'inaugura l'auspicatissima tradizione che conducendo i fedeli al tempio della «Madonna di Don Bosco» farà sentire anche la particolare missione della Vergine Ausiliatrice in mezzo al popolo cristiano. Ne abbiamo tanto bisogno! Forse la Chiesa non fu mai così satanicamente combattuta come al giorno d'oggi. Un fronte immenso di persecuzione si dispiega dall'Oriente all'Occidente, inasprito dalla corruzione neo pagana e dall'ateismo militante nella stessa nostra Europa. Scorre il sangue di innumerevoli martiri, si torturano i fedeli nelle carceri e nei campi di concentramento, e lo stesso Sommo Pontefice è fatto bersaglio della malafede e della trivialità dei persecutori. Occorre adunque un nuovo straordinario intervento di Dio per pacificare le nazioni in guerra e permettere alla Chiesa lo sviluppo del suo programma di evangelizzazione e di salvezza. E chi meglio potrà intercedere presso il trono di Dio se non la Vergine Ausiliatrice, aiuto e presidio del popolo cristiano ?

Ai fini speciali pertanto dei singoli pellegrinaggi, raccomandiamo caldamente che tutti abbiano sempre questa intenzione generale: di ottenere la pace dei popoli, la libertà e l'esaltazione della santa Chiesa e del Vicario di Cristo nei paesi perseguitati.

SOTTOSCRIZIONI

Altare del SS. Crocifisso (L. 62.000): Parrocchiani di Maria Ausiliatrice per mezzo del Curato Don Domenico Gallenca.

Tabernacolo dell'altare di S. Giovanni Bosco (L. 20.000): Comitato centrale Dame Patronesse Opere Salesiane.

Candellieri in bronzo per l'altare di S. Giovanni Bosco (L. 14.ooo): N. N. (Torino).

Grande corona in rame dorato sulla nuova cupola della basilica di Maria Ausiliatrice (L. 20.000): Unione Ex-allievi interni della Casa-madre di Torino.

Due angioli in marmo bianco reggenti la corona dorata del tronetto per l'esposizione del SS. Sacramento all'altar maggiore (L. 20.000). Allievi artigiani e studenti della Casa-madre di Torino.

Crocifisso in bronzo dorato per l'altare di Maria Ausiliatrice (L. 6ooo): Sorelle Capolo (Torino).

Palliotto dell'altare di Maria Ausiliatrice, in bronzo dorato, raffigurante. l'ultima cena (L. 5000): Giulio Cesare Todescan (Vicenza).

Porticina del tabernacolo dell'altar maggiore (L. 5000): Ferdinanda Colombo (Bergamo) p. g. r.

Grandi lampadari: con 17 globi luminosi (L. 2300): I: Nello Fontanato - i: Gli Insegnanti dell'Unione D. Bosco (Torino) col loro presidente Ing. Comm. A. Bianchi.

Grandi lampadari: con 13 globi luminosi (L. 2000): I: N. N. - I: Dott. B. e Famiglia (Benevagienna) p. g. r. - I: Sig.ra Resta (Casale Monferrato) - 1 4 dell'altare di San Giovanni Bosco: Un affezionato Cooperatore - i: Lucia ed Abbondanza Costa (Corigliano d'Otranto) - I: Sorelle Semperbeni (Clusone-Bergamo).

Lampade votive perennemente ardenti ai lati dell'altare di Maria Ausiliatrice (20 lampade da L. 500 caduna): I: Giura Virginia (Torino) - z: N. N. (Ivrea). - i: Belloni Maria (Carbonara Ticino) con Maria Luisa e Gian Luigi Crocco (Chiavari) - I: Paris Giuseppe (Trento) - I: Del Sole Emilia (Varese) - i: Ponte Margherita (Cavour) - 1: Z. P. G. (Milano) - I: Olivari Riccardo (Genova).

Una nuova grande vetrata: M. N. A. (Genova).

Un altorilievo in marmo bianco con putti cantori: Matilde Fabris (Milano).

Lampade votive perennemente ardenti ai sei nuovi altari fiancheggianti l'altare di Maria Ausiliatrice (2 per ogni altare: L. 250 caduna): ALTARE DEL SS. CROCIFISSO: Corino Cav. Felice e Consorte (Torino). ALTARE DI S. GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO: Pierina Rollino. ALTARE DEL BEATO CAFASSO. Un Ex-allievo riconoscente. ALTARE DELL'ANGELO CUSTODE: Alunni della IV e V Elementare e della I e II Ginnasiale dell'Istituto salesiano di Napoli-Vomero. ALTARE DI S. Pio V: Alunni di III, IV, V Ginnasiale dello stesso Istituto.

ALTARE DEI SS. MARTIRI: FUCI ed Associazioni di A. C. «Cristo Re » e «Sacro Cuore » dell'Oratorio salesiano di Napoli-Vomero.

Rimangono a sottoscrivere:

Altri 9 nuovi altari: dell'Angelo Custode - di S. Pio V - dei SS. Martiri - di S. Giuseppe Ben. Cottolengo - del Beato Cafasso: (L. 50.000 caduno). 4 grandi colonne e lesene nella parte ampliata (L. 12.o0o caduna). z grandi lampadari con 17 globi luminosi (L. 2300 caduno). 3 grandi lampadari con 13 globi luminosi che verranno collocati nella parte antica del santuario alla ripresa dei lavori di abbellimento (L. zooo caduno). io altorilievi in marmo bianco con putti cantori (L. zooo caduno).

11 lampade votive perennzmente ardenti ai lati dell'altare di Maria Ausiliatrice (L. 500 caduna).

NB. - Si prega di indirizzare le offerte al RETTOR MAGGIORE DELLA SOCIETÀ SALESIANA Via Cottolengo 32 - Torino 109.

All'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice.

Partiti per le vacanze gli alunni interni dell'Oratorio, non è scemato il fervore della pietà nella basilica di Maria Ausiliatrice. Folle di pellegrini hanno riempito anche i banchi dei giovani ed hanno sostituito la loro voce nel quotidiano omaggio della preghiera. Molti sono passati sconosciuti. Il registro dei pellegrinaggi ha individuato le principali comitive. Il 3 agosto, 8o Seminaristi da Genova e pellegrini da Cantalupa di Frossasco e da Montaldo Torinese. Il 6, 5o alunne delle Figlie di Maria Ausiliatrice da Sormano Comasco. Il 7, pellegrini da Camerlate (Como), da Pegli, dall'Istituto Buon Pastore di S. Vittore Olona, da Limbiate (Milano). L'8, da S. Sebastiano da Po e da Caselle Landi. Il 9, dall'Olanda e da Candia Lomellina. Il 10, da Villanova di Casale. L'11, da Maglio di Colla (Svizzera), da Varano, da Cortemiglia; una ventina di laureati da New York, ed il Superiore generale dei Sacramentini. Il 12, visita del Vescovo di Fidenza S. E. Mons. Vianello. Il 14, folla innumerevole portata dai treni popolari; pellegrini da Trezzo sull'Adda e da Castiglione Olona. Il giorno dell'Assunzione, Messa della Comunione generale per gli Oratori maschile e femminile e per le associazioni parrocchiali, in basilica, celebrata da S. E. Mons. D'Aquino, arcivescovo di Cuyabà (Brasile). Alla Messa solenne prestò servizio la scuola di canto del Rifugio (Opera Pia Barolo). Dopo il panegirico, tenuto da Don Allegra, lo stesso Arcivescovo impartì pontificalmente la benedizione eucaristica. Folla più del giorno innanzi e grande concorso ai santi Sacramenti. Il giorno 16, pellegrini da Cremona; giovani di Azione Cattolica da varie parti della Francia e giovani dell'Oratorio festivo salesiano di Marsiglia. Il 18, giovani di Azione Cattolica da Brugine (Padova); pellegrini da Ornate, da Pertusella, da Rivarolo, da Como, da Rivalta Bormida; un gruppo di turisti da Limal (Belgio) e 80 Fratelli Maristi da San Maurizio. Il 20, visita di S. E. Monsignor Guido Mazzocco, vescovo di Adria, che celebrò all'altare del Santo. Pellegrini da Carcano, da Monza, da Milano; alunni dell'Istituto P. Beccaro di Milano e dell'Opera «Pia Causa» di Genova; altri pellegrini da Seguro (Milano), da Vernate e da Ispra, e 40 Italiani da NewYork. Il 21, imponenti folle di visitatori; pellegrini da Villa Cortese e da Laveno; visita di S. E. Mons. Nicola Canino, vescovo di Oppido Mamertina, il quale celebrò nei giorni seguenti all'altare della Madonna ed a quello del Santo. Il 22, pellegrini da Rohelhe, da Casale Cremasco e da Bagnolo Piemonte. Il 23, da Cressa. Il 24, funzione mensile all'altare della Madonna con Ora di adorazione predicata da D. Puddu; pellegrini da Dogliani e da Montalenghe. Il 25, pellegrini da Castelletto Momo. Il 26, da Rosasco (Pavia) e da Vistarino (Pavia). Il 27, giovani di Azione Cattolica da Osnago (Como).

La domenica 28 cantarono la Messa i nostri aspiranti missionari dell'Istituto Rebaudengo.

Sostarono a celebrare in Maria Ausiliatrice molti sacerdoti e gli Ecc.mi Vescovi: Mons. Laera di Acquaviva delle Fonti, Mons. Del Bene di Conversano e Mons. Falconieri di Cerreto Sannita, reduci da Lourdes. Numerosi pellegrini romani, pure di ritorno da Lourdes; altri pellegrini da Olgiate (Como), da Fabbrica Durini (Como), da Crotte di Strambino, da Calliano, da Saronno, da Pontoglio, da Tonco, da Laveno, da Osnago, da Mareto (Lodi)...

Il 29 celebrò all'altare dell'Ausiliatrice S. E. Mons. De Sanctis, vescovo di Todi. Arrivo del pellegrinaggio diocesano di Belluno con S. E. Mons. Vescovo Giosuè Cattarossi. Si trattennero due giorni, visitando la città e la casetta natia di Don Bosco a Castelnuovo.

Mons. Vescovo celebrò la Messa della Comunione generale, il giorno 3o all'altare di Don Bosco, ed il 31 a quello dell'Ausiliatrice, rivolgendo un'affettuosa allocuzione.

Lo stesso giorno 29, un duecento pellegrini di Udine, guidati da D. Ugo Masotti e da Ottavio Battiglia. Partiti dalla città colla benedizione dell'Arcivescovo che celebrò per loro la santa Messa, sostarono quattro giorni a Torino, accostandosi ogni mattina alla santa Comunione durante le Messe celebrate all'altare della Madonna ed a quello del Santo. Visitarono anche la casetta natia di D. Bosco ai Becchi, ed ebbero la gioia di una benedizione speciale del Rettor Maggiore, il quale rispose con paterne parole all'affettuoso omaggio direttogli da D. Masotti. Pellegrinaggi minori da Lodi e dal Polesine.

Il 30, pellegrinaggio diocesano di Tortona con l'Ecc.mo Vescovo diocesano Mons. Egisto Melchiori che celebrò all'altare dell'Ausiliatrice. Oltre 50o pellegrini ricevettero dal loro Pastore la santa Comunione, e ne ascoltarono l'ardente parola anche nel pomeriggio prima della benedizione eucaristica pontificale. Lo stesso giorno 630 pellegrini da Cambrai (Francia). Messa all'altare della Madonna e breve sosta all'Oratorio. Altri pellegrini da Malta, di ritorno da Lourdes; da Bruxelles e da Vigliano d'Asti. Il 31, da Cabella Ligure, da Rovescala e da Arquata Scrivia.

Bilancio spirituale della Basilica, mese di agosto: Sante Messe 2300; Comunioni 24.000.

I Direttori e Capi di Pellegrinaggi sono vivamente pregati di presentarsi sempre all' Ufficio Pellegrinaggi Salesiani - situato al pianterreno delle camere di Don Bosco - e di indicare con precisione la provenienza e il numero dei pellegrini. Preavvisando, possono trovar pronto anche il fotografo.

I sacerdoti che desiderano celebrare all'altare di Maria Ausiliatrice od a quello di S. Giovanni Bosco abbiano l'avvertenza di prenotarsi almeno otto giorni prima presso il Rettore del Santuario Don Giacomo Mellica.

Il DECRETO "DE TUTO" per la causa di beatificazione e canonizzazione della Ven. Maria Domenica Mazzarello.

Nell'imminenza della solenne beatificazione che, come abbiamo annunciato, avrà luogo il 20 del prossimo novembre, nella Basilica Vaticana, diamo il testo del decreto de tuto pubblicato dal Santo Padre il 31 luglio u. s.:

Dice il Savio: Quand'io era tuttor giovinetto... feci professione di cercar la sapienza... colla mia orazione. Io la domandava dinanzi al Tempio, come fino all'estremo punto la cercherò... A Lui, che mi dà la sapienza, io darò gloria (Eccli. 51: 18, 19, 23).

Dalla prima età sino alla morte, Maria Domenica Mazzarello cercò coll'orazione la vera sapienza che è Dio, non quella di questo mondo, che è stoltezza. E Dio le concesse abbondantemente tale sapienza, sia con interni impulsi, sia donandole in San Giovanni Bosco un dottore sapientissimo, sotto il cui magistero raggiunse il culmine della perfezione cristiana e religiosa. Per la qual cosa Maria Domenica massima gloria diede a Dio ed al suo ministro, e per mezzo delle sue Figlie, sparse dovunque nel mondo, mirabilmente continua a dare.

Maria Domenica Mazzarello nacque nel paesetto di Mornese, diocesi di Acqui, il 9 maggio 1837 da pii ed onesti contadini, Giuseppe e Maddalena Calcagno, e fu la prima di sette figli.

Dotata di buona indole, coltivava studiosamente la pietà ed, appena giunta all'uso di ragione, conservava la mente sempre fissa in Dio. E tutto il tempo che le rimaneva libero dai lavori di casa e dei campi, lo consacrava all'orazione. Anche d'inverno, punto impedita dal freddo e dalla neve, si levava per tempissimo per recarsi in chiesa, fermandosi a pregare avanti alla porta, se la trovava ancora chiusa, preparandosi con molta divozione a ricevere la SS.ma Eucaristia.

Entrata nella Pia unione delle Figlie di Maria Immacolata, brillò per virtù su tutte le consorelle, ed anzi nel 1865 con alcune pie compagne incominciò una specie di vita comune, la quale costituì come un primo germe di quella famiglia religiosa che coll'opera e col consiglio di San Giovanni Bosco crebbe siffattamente da divenire poi l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice; imperocchè il 5 agosto del 1872 Maria Domenica e le figlie di Maria Immacolata, avanti al Vescovo ed a S. Giovanni Bosco, emisero i voti nel nuovo Istituto e presero l'abito religioso. Il governo del nuovo Istituto fu affidato a Maria Domenica, che, per obbedienza, lo tenne sino alla morte con somma prudenza e sapienza, quantunque fosse ignara di lettere. Difatti, sotto il suo governo, l'Istituto si propagò in modo meraviglioso, raccogliendo ubertosissimi manipoli di anime: tra le consorelle poi sull'esempio della Madre, che le esortava con parole e con lettere piene di celeste sapienza, sorse e crebbe una santa emulazione nell'acquisto delle virtù. Ed invero sono unanimi i testimoni a deporre di non aver mai notato in essa alcuna colpa volontaria, anzi di aver sempre ammirato il suo vivere continuo alla presenza di Dio e la sua volontà sempre uniformata a quella di Dio.

Osservò in maniera perfettissima l'obbedienza, esercitò la più grande e diffusa carità verso il prossimo, e continuamente e fortemente impose che tale virtù fosse sempre praticata dalle Suore a lei soggette. A dire tutto in breve, fu eccelsa in ogni virtù.

Ancora in verde età, ma già matura per il cielo, esalò l'anima elettissima il 14 maggio 1881 in Nizza Monf.

Crescendo ognor più la fama di santità, dall'anno 1911 al 1912 coll'autorità dell'Ordinario nella Curia di Acqui si svolsero i processi sulla detta fama, sugli scritti, sull'obbedienza ai decreti di Urbano VIII sul culto da non prestarsi ai Servi di Dio. Si ebbero anche due processi per rogatoria nelle Curie di Buenos Aires e di S. Giuseppe di Costarica. Approvati gli scritti, la Santità di Nostro Signore, Pio Papa XI, il 27 maggio 1925 si degnò segnare di sua mano la Commissione dell'Introduzione della Causa.

Confermata la sentenza del Vescovo di Acqui sul non prestato culto, e riconosciuto il valore giuridico delle ricerche sia apostoliche che dell'Ordinario, si discusse in tre adunanze della eroicità delle virtù, ed il 3 maggio 1936 fu pubblicato, coll'autorità della Santità Sua, il Decreto di approvazione. Essendosi aggiunte miracolose guarigioni ed istituiti su di esse i processi, secondo l'uso, in tre adunanze distinte la Sacra Congregazione discusse questi miracoli, ed il 26 maggio dell'anno corrente, d'ordine della Santità Sua, fu decretato constare di due miracoli operati da Dio per intercessione della Ven. Maria Mazzarello.

Acciocchè si possa procedere alla solenne Beatificacione, sapientemente dal Diritto si richiede che ancora si risolva questo dubbio: Se, data l'approvazione delle eroiche virtù e di due miracoli, si possa procedere sicuramente alla Beatificazione della predetta Venerabile.

Per la qual cosa nella Congregazione generale tenuta alla presenza del Ss.mo Signore Nostro Pio Papa XI, il 19 del corrente mese, il R.mo Cardinale Alessandro Verde, Ponente, ossia Relatore della Causa, propose detto dubbio, al quale i Padri Cardinali, i Prelati d'Officio ed i Consultori risposero all'unanimità affermativamente.

Il Santo Padre però prorogò alquanto la manifestazione del suo pensiero, onde ottenere ed implorare colla preghiera maggior copia di luce divina.

Scelse poi questo giorno, 31 luglio, ottava Domenica dopo Pentecoste, per pubblicare la sua definitiva sentenza. Perciò chiamati a sè i R mai Cardinali Camillo Laurenti, Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, Alessandro Verde, Ponente, ossia Relatore della Causa, nonchè Mons. Salvatore Natucci, Promotore Generale della Fede e me sottoscritto Segretario: dopo aver celebrato devotamente il santissimo sacrificio eucaristico decretò: Potersi sicuramente procedere alla solenne Beatificazione della Ven. Maria Domenica Mazzarello.

Ordinò poi la promulgazione di questo Decreto e la sua trascrizione negli atti della Sacra Congregazione dei Riti e la spedizione delle lettere apostoliche sotto l'anello del Pescatore per la solennità della Beatificazione da celebrarsi, quandochessia, nella Basilica Vaticana.

Dato a Castel Gandolfo il 31 luglio 1938.

C. Card. LAURENTI, Prefetto della S. C. dei Riti. L. >i S.   A. CARINCI, Segretario.

IN FAMIGLIA

Per la basilica di Maria Ausiliatrice.

I giovani del nostro Oratorio di Rio de Janeiro hanno inviato al Rettor Maggiore l'offerta di L. 1000 con questa graziosa letterina:

Ill.mo e Rev.mo Sig. D. Ricaldone,

Noi, che oggi le indirizziamo queste poche righe, siamo i suoi figli dell'Oratorio Festivo della città di Rio de Janeiro.

Il nostro Oratorio, che fu aperto qui nell'« Istituto S. Francesco di Sales » nel febbraio del 1929, per desiderio di Don Filippo Rinaldi, continua sempre a fiorire, pieno di vita e di entusiasmo. È molto frequentato: l'anno scorso abbiamo fatto la festa dei 1500 iscritti durante l'anno.

Ci sforziamo di essere buoni. Abbiamo tutti una grande stima dei salesiani di questa casa popolare e una grande divozione a S. G. Bosco.

Adesso approfittiamo del viaggio del Sig. Ispettore per mandare a lei il nostro obolo per l'altare di Don Bosco: la somma di 1:ooo$ooo (mille lire).

Questo danaro l'abbiamo raggranellato poco a poco, un « tostão » alla volta... Noi siamo poveri ragazzi e non abbiamo potuto far di più. Ma questo poco lo Mandiamo di buona volontà, come un piccolo segno del nostro amore a D. Bosco e a Maria Ausiliatrice.

Presentiamo a lei i nostri più affettuosi e filiali saluti e domandiamo la sua santa benedizione.

BELMIRO MORSANI.

ITALIA - Peveragno.

La frazione Madonna dei Boschi, ha tributato un bell'omaggio a S. Giovanni Bosco nel 50° del suo glorioso transito, colla dedicazione di un altare nel devoto santuario.

Preceduta da un triduo predicato dal nostro Don Atzori, la festa dell'8 agosto p. p. coronò le fatiche che il rettore Don Landoni da nove anni prodiga a quella remota plaga santificata un tempo dalla visita del Santo. Intervenne lo stesso Vescovo diocesano S. E. Mons. Briacca il quale, ossequiato dall'Ispettore Don Fanara, fra gli applausi dei fedeli e dei giovani del nostro Istituto di Benevagienna, alla presenza del Podestà di Peveragno, del Vice Segr. Politico, delle autorità ecclesiastiche, procedette alla consacrazione dell'artistico altare eseguito su disegno del nostro Ing. Valotti, con pala del pittore Dalle Ceste.

Durante la celebrazione della santa Messa Sua Eccellenza ebbe la gioia di distribuire una vera comunione generale alla folla dei devoti. Mons. Vescovo assistette ancora alla Messa solenne e, nel pomeriggio, dopo la processione colla reliquia del Santo ed il panegirico tenuto dal nostro Don Di Francesco, impartì la benedizione eucaristica.

Rimini. - XXV° della fondazione della chiesa di Maria Ausiliatrice.

Sono ormai 25 anni dacchè sul lido di Rimini, Mons. Ugo Maccolini di santa memoria, prevedendo con felice intuito lo sviluppo che avrebbe preso la zona litoranea, allora quasi deserta, prese l'iniziativa della costruzione della chiesa, affidata nel 1919 ai figli di D. Bosco.

S. E. Mons. Vincenzo Scozzoli, il venerato Pastore della Diocesi, ne benedisse la prima pietra il 17 novembre 1912.

La data giubilare venne solennizzata domenica 29 maggio con grandiosi festeggiamenti a cui partecipò con slancio di fede non solo la parrocchia, ma tutta la cittadinanza riminese. Il triduo di preparazione, predicato da D. Giuseppe Fantini, fu coronato da una commovente cerimonia: la donazione alla Vergine Ausiliatrice di un prezioso scettro regalato dai parrocchiani, e la consacrazione alla Madonna di tutta la parrocchia, fatta da Mons. Vescovo mentre, al suono festoso delle campane, tutte le case simultaneamente si adornavano d'una fantastica illuminazione. Imponente il concorso dei fedeli alle funzioni religiose del mattino celebrate da S. E. Mons. Antonio Tani, arcivescovo di Urbino, da S. E. Mons. Raffaele Santi, vescovo del Montefeltro e da S. E. Basilio Trifone Abate del Monte di Cesena. La processione con la statua dell'Ausiliatrice fu un vero trionfo e si concluse nella vasta Piazza Tripoli prospiciente il mare, ove era stato eretto un altare circondato da una sfarzosa illuminazione. S. E. Mons. Tani, fra la commozione della folla, impartì la benedizione eucaristica dopo elevate parole inneggianti all'Ausiliatrice, Stella del mare. La serata terminò con fuochi pirotecnici e uno scelto programma musicale eseguito dalla banda dell'Istituto Salesiano di Ravenna con piena soddisfazione delle persone intervenute in numero di circa 20 mila.

Rivarolo Canavese.

La parrocchia di San Michele ha celebrato il Venticinquesimo dell'Associazione giovanile di Azione Cattolica « Vigilantes » dedicando una settimana al « Santo dei giovani » ed inaugurando un bel busto di Don Bosco nell'Oratorio locale. Brillanti conferenze di D. Cojazzi, del Comm. Avv. Bovetti e di altri oratori richiamarono ai giovani le eroiche figure dei Caduti, di Pier Giorgio Frassati e degli esponenti dell'A. C. Il nostro Don Fogliasso predicò il triduo di preparazione alla festa che si svolse con crescente entusiasmo. La sera della vigilia, presenti le autorità e gerarchie e tutta la popolazione, il prevosto D. Straggiotti benedisse il busto di Don Bosco ed il Conte Lovera tenne il discorso ufficiale esaltando le genialità del Santo. Il viceparroco D. Oberto presentò l'omaggio degli ex-allievi e l'adesione del Rettor Maggiore. Presiedette la cerimonia S. E. Mons. Perrachon delle Missioni della Consolata, ex-allievo salesiano, il quale celebrò, l'indomani, la Messa della Comunione generale, assistette pontificalmente a quella solenne, e, dopo la processione, chiuse le feste colla benedizione eucaristica.

COLOMBIA - Bogotà. - Inaugurazione del Santuario Nazionale "Madonna del Carmine".

II 7 maggio u. s. S. E. Mons. Emanuele Gonzalez, vescovo ausiliare, delegato dall'Arcivescovo Primate di Colombia, impedito da ragioni di salute, aperse al culto colla solenne consacrazione il Santuario di Nostra Signora del Carmine, eretto dai Salesiani in questi ultimi dodici anni sull'area dell'antico convento delle Suore Carmelitane che li ospitò al loro arrivo in Colombia nel 189o. Essendo stato dichiarato Tempio Nazionale fin dal 1926, le feste della dedicazione vennero inserite nel ciclo dei festeggiamenti giubilari indetti dal Governo per celebrare il IV centenario. della fondazione della capitale e riuscirono un trionfo di pietà e di fervore.

Alla consacrazione assistette numeroso clero secolare e regolare, tutto il Seminario Arcivescovile ed i nostri studenti di Teologia di Mosquera. Il giorno 8, dedicato alla inaugurazione ufficiale, una folla di fedeli obbligò ad aprire i battenti due ore prima dell'orario fissato. Alla Messa della comunione generale degli alunni del nostro Collegio Leone XIII, seguì il pontificale di S. E. Mons. Pietro M. Rodriguez, vescovo di Ibaguè, alla presenza del clero cittadino, di elette rappresentanze di tutte le comunità religiose, autorità civili e militari, 500 padrini, cooperatori ed ex-allievi. Col rappresentante del Governatore del Dipartimento erano il Sindaco di Bogotà, dott. Gustavo Santos, ed il Comandante della guarnigione militare.

Al Vangelo, vibrante discorso di Mons. Vincenzo Castro Silva, Rettor Magnifico dell'Università del Rosario. Le nostre scuole di canto eseguirono un ottimo programma di musica liturgica. Alla funzione pomeridiana tenne il pergamo il Superiore dei Carmelitani P. Massimo di S. Giuseppe.

Tutto l'ottavario, gran concorso di fedeli alle comunioni generali, alla Messa solenne ed alle funzioni vespertine in cui si succedettero i migliori oratori.

Il tempio monumentale, in stile gotico fiorentino, ricco di mosaici, misura 55 metri di lunghezza per 26 di larghezza. Dominato da una cupola ottagonale è illeggiadrito da 36 guglie, con un campanile di 57 m. di altezza. Ideato dall'architetto salesiano Giovanni Buscaglione - che ebbe valido aiuto dal confratello Costantino De Castro, dal pittore e modellatore Roberto Cardenas e dal capo costruttore Adolfo Pulido - sorse dal fervore della divozione alla Madonna del Carmine sviluppato dallo zelo dei primi Salesiani che officiarono la vetusta cappella del convento delle Carmelitane, eretta nel 1654 da Don Pedro de Estrada. L'apostolato di Mons. Francesco Zaverio Zaldua ne aveva suscitato il voto fin dall'aurora del nostro secolo ; ma il comitato promotore non riusciva ad accordarsi sulla località da scegliere. Allora il nostro Don Bertola, direttore del Collegio Leone XIII ed attualmente Ispettore delle Case salesiane in Colombia, offerse lo stesso terreno della residenza salesiana, e, confortato dalla benedizione dell'Arcivescovo Mons. Bernardo Herrera, propose il progetto che venne approvato il 22 agosto del 1926. Lo stesso giorno il vescovo ausiliare Mons. Perdomo benedisse la prima pietra della cripta e s'iniziarono gli scavi. Il Governo supremo lo dichiarò tempio nazionale e corrispose per un anno 2000 pesos mensili pei lavori che aiutò anche in seguito con benevolenza. Una gara di pietà filiale tra l'esercito e la polizia suscitò tra i militari e gli agenti generosi oblatori che sacrificarono sovente l'intero stipendio mensile. Autorità, nobiltà e popolo, fino ai piccoli bimbi delle scuole, compirono il miracolo di provvedere i mezzi necessari. Sicchè i lavori non s'interruppero mai. Alla benedizione della prima pietra dell'altar maggiore, compiuta dal Nunzio Apostolico Mons. Paolo Giobbe il 1 novembre 1927, assistette lo stesso Ecc.mo Presidente della Repubblica Michele Abadia Mendez, con tutti i Vescovi della Colombia, coi Ministri e rappresentanti delle Camere.

A Don Bertola successero nella cura della costruzione Don Isidoro Gama, D. Massimiliano Burger e D. Enrico Heredia. La spesa raggiunse i 350.000 pesos pari ad un 4 milioni di lire italiane. Mancano ancora l'organo, il pulpito, le campane ecc. ; c'è ancora la cripta da decorare... ; ma nella sua mole maestosa il sacro tempio s'impone omai all'ammirazione dei fedeli e dei visitatori, centro di pietà e di fervore per tutta la Repubblica.

POLONIA - Congresso di Cooperatori ed Ex-allievi salesiani al santuario di Czestochowa.

Lo storico santuario della Madonna di Czestochowa, celeste Patrona della Polonia cattolica, ha accolto quest'anno, tra i tradizionali pellegrinaggi, circa 20.000 tra Cooperatori ed Ex-allievi salesiani che, nel cinquantesimo anniversario della morte di S. Giovanni Bosco, vollero ritemprare lo spirito in nuovi propositi di apostolato ai piedi di Maria.

Organizzato dagli Ispettori salesiani, sotto l'alto patronato di Sua Eminenza il Cardinale Primate Augusto Hlond, che aveva antecedentemente consacrata la cappella del locale Orfanotrofio salesiano, e confortato da una speciale benedizione del Santo Padre, riuscì una imponente manifestazione di fede.

Cooperatori ed Ex-allievi giunsero alla città di Maria da Łódz, da Oświęcim, da Varsavia, da Mysłoviec, da Cracovia, da Poznań, da Sokołów e dalle altre parti della Polonia con 35 treni speciali. La città era addobbata a festa ed imbandierata come nelle grandi occasioni, con bandiere nazionali e pontificie. Dinanzi al santuario di Jasna Gora campeggiava un grandioso ritratto di Don Bosco le cui reliquie, accolte alla stazione ferroviaria da una folla di oltre 40.000 fedeli, con musiche e bandiere vennero prese in consegna da S. E. il Vescovo di Czestochowa Mons. Kubina che le espose temporaneamente dinanzi al quadro miracoloso della Madonna.

Il solenne ricevimento delle reliquie inaugurò il Congresso generale dei Cooperatori e degli Ex-allievi che la stessa sera del 7 maggio tennero una riuscitissima accademia in onore di S. G. Bosco.

L'indomani, dopo le varie messe per le comunioni generali, sul vasto piazzale prospiciente il santuario, S. E. il Vescovo Mons. Kubina celebrò un solenne pontificale, e la folla dei congressisti pronunciò il voto di fedeltà ai principii di Cristo.

Seguì la funzione un'altra accademia, durante la quale parlarono S. E. Mons. Kubina, il sig. Don Tirone, rappresentante il Rettor Maggiore, il Generale dei Paolini, il Rettor Magnifico dell'Università Cattolica di Lublino, il prof. Szkoczylas, ed altri illustri oratori. La nostra schola cantorum eseguì magistralmente uno scelto programma musicale. Fine del Congresso fu di ringraziare la Madonna dell'assistenza prestata alle Opere Salesiane; onorare S. Gio. Bosco nel cinquantesimo della sua morte; divulgare in Polonia lo spirito ed il metodo educativo del Santo ; proporre a tutti i Cooperatori ed Ex-allievi nuove forme di una più intensa e fruttuosa attività; preservare mediante l'opera degli Oratori la Fede della gioventù operaia; intensificare la propaganda della stampa cattolica. Funzioni e discorsi vennero trasmessi da tutte le stazioni radio della Repubblica.

Il Congresso venne anche onorato della presenza di S. E. il Vescovo Castrense Mons. Gawlina. Ultimo atto della grandiosa manifestazione cattolica fu una seconda imponente processione che accompagnò le reliquie del Santo dal santuario alla cappella dell'Orfanotrofio salesiano.

Domenica 23 ottobre:

GIORNATA MISSIONARIA

Si avvicina, o fratelli, la grande domenica destinata a suscitare in tutto il mondo preghiere e a raccogliere l'offerta dei fedeli per la Chiesa nascente tra gli infedeli.

Le necessità delle Missioni cattoliche sono immense; e crescono sempre in proporzione del progresso delle conquiste missionarie. Bisogna quindi che cresca anche la vostra carità.

Si tratta di dare il pane agli Operai evangelici e di sostenere le loro multiformi opere. I Missionari esteri, sparsi in tutte le parti del mondo, sono 14.239; i preti indigeni sono 6.973; i seminaristi, minori e maggiori, sono 15.979; i Fratelli, esteri ed indigeni, sono 10.055 ; le Suore, estere ed indigene, sono 55.349; i catechisti e i maestri sono 163.430. È dunque un esercito di 266.025

Pionieri del Vangelo, che combattono sulle lontane trincee della fede, valorosamente, tenacemente, colorando spesso queste sante trincee col proprio sangue. Questo mirabile esercito dell'amore cristiano è impegnato in una vasta e complessa organizzazione di opere: chiese, cappelle, università, scuole, ospedali, dispensari, lebbrosari, tipografie, giornali, ecc. E questi soldati di Cristo tendono le mani a voi, sperando e pregando che la domenica missionaria offra loro i mezzi per vivere e lavorare, e ottenga, con le preghiere, le benedizioni di Dio sui loro lavori.

Per ciascuno di noi è ben piccolo sacrificio quello di dare qualche moneta; raccogliendo però le piccole offerte di tutti i cattolici, si formerà una somma importante. È necessario che nessuno manchi all'appello...

S. E. Mons. CELSO COSTANTINI Segretario della Sacra Congregrazione « De Propaganda Fide ».

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Carissimi, il 24 maggio u. s. si è inaugurato a Budapest il 34° Congresso Eucaristico Internazionale che, presieduto dall'Em.mo Card. Pacelli, Legato del Papa, si è poi chiuso, la domenica 29, coll'allocuzione del Santo Padre Pio XI trasmessa per radio dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Vi intervennero 15 Cardinali, più di 300 tra Arcivescovi e Vescovi, 6oo.ooo fedeli accorsi da ogni parte del mondo. Assenti soltanto i fratelli cattolici dei paesi perseguitati impediti dalle leggi di persecuzione. Assistette alla inaugurazione ed alle principali manifestazioni Sua Altezza Serenissima il Reggente Horty colla sua Signora, che ospitarono il Rappresentante del Papa ed i Cardinali alla Reggia. Il Governo spese oltre un milione di pengos per far degna accoglienza ai Congressisti trasformando la Piazza degli Eroi in un immenso tempio. Tenne un importantissimo discorso anche il Capo del Governo S. E. Béla Imrédi. Comunioni generali dei soldati e delle vare categorie di fedeli, adorazioni notturne e processioni pittoresche sul Danubio infervorarono le sacre funzioni.

Ma a me piace ricordarvi la Comunione Eucaristica dei fanciulli che si svolse il giorno dell'Ascensione.

Fu il primo spettacolo di pietà eucaristica. Centocinquantamila fanciulli, tra canti argentini, voli di uccelli e squilli di fanfare, affluirono, nelle prime ore del mattino, sui più svariati mezzi di trasporto, in Piazza degli Eroi Entrarono nel Parco da 24 punti diversi, accarezzati da migliaia di bandiere e di stendardi sotto il segno della Croce, mentre a far corona alla loro forte giovinezza ungherese, accorrevano più di 100.000 veterani della vita: i forti contadini magiari, inquadrati con le loro spose e coi figli maggiori, giunti con una marcia di parecchie ore, digiuni, lieti di poter ricevere, coi bimbi innocenti, Gesì Eucaristico.

Quando le campane di quell'improvvisato tempio annunciarono l'inizio della funzione, dal vicino castello si mosse un corteo di Sacerdoti e di Vescovi, che accompagnarono gli Em.mi Cardinali Seredi, Primate d'Ungheria, Gerlier, arcivescovo di Lione, Verdier, arcivescovo di Parigi, su per le grandi campate alla sommità dell'altare. Dall'alto di un osservatorio, un Sacerdote agitava una grande bandiera azzurra, ed il popolo intero intonò l'Inno del Congresso accompagnato da trecento trombe d'argento. Sua Eminenza il Cardinale di Parigi indossò i paramenti ed iniziò il Divino Sacrificio. Mentre la moltitudine si prostrava, quattrocento piccioni si elevarono in alto solcando il cielo purissimo. Nella Piazza, sotto i viali, nei crocicchi della vie adiacenti, si innalzavano centinaia di confessionali ove uomini e donne si inginocchiavano per ricevere l'assoluzione. Ad un tocco di campanello, dal grande arco ove sovrastava l'altare papale, sboccò un corteo aperto da centinaia di piccoli chierici avvolti in cindide tuniche ed apparvero quattro grandi arche dorate sorrette ciascuna da quattro sacerdoti e sei laici, tra profumi d'incenso e mille fiammelle.

In ogni arca erano duecento grandi Pissidi con le Ostie già consacrate. Le arche vennero collocate in quattro punti differenti del Parco, mentre intorno si inginocchiavano i bimbi agitando palme e rose bianche.

Alla Comunione 400 sacerdoti, accompagnati da piccoli cortei, si prostrarono innanzi alle arche, presero ciascuno una Pisside e cominciarono la distribuzione della Santa Comunione, mentre nell'immensa Basilica che aveva per volta il cielo azzurro, per colonne gli alti platani, si diffondevano canti liturgici, sacre melodie.

Che incanto, miei cari amici!

Eppure, solo un simbolo dei miracoli di Grazia che l'Eucaristia opera nelle anime nostre! All'adunanza della Gioventù maschile di Azione Cattolica tenuta, il 27, alla presenza anche dell'Arciduca Giuseppe Francesco, è stato applaudito fino all'entusiasmo un discorso sul Compito della vita eucaristica nella educazione spirituale e fisica della gioventù. Sapete chi lo tenne? Il Campione olimpionico dei 100 metri di nuoto, dottor Ketz! il quale dimostrò come l'Eucarestia formi gli uomini forti, santi, ed eroici.

Miei cari, non dimenticatelo: volete crescere puri, sani, robusti, degni della vita, della Patria, della Chiesa? Non troverete mai miglior maestro di Cristo; non troverete mai alimento più efficace della Santa Eucaristia. Sappiatene approfittare.

Vostro aff.mo   DON GIULIVO

DALLE NOSTRE MISSIONI

ASSAM L'Assam a Maria Ausiliatrice.

Amatissimo Padre,

È con vera effusione di cuore che mi accingo a raccontarle le meraviglie che la nostra cara e potente Ausiliatrice va operando in questa lontana Missione e a dirle la tenera e filiale divozione che i nostri cristiani e catecumeni nutrono verso la Madonna di Don Bosco.

La Missione dell'Assam è la Missione di Maria Ausiliatrice. Poichè la buona Madre vi volle precedere i suoi figli. Ancora oggi, dopo sedici anni, i superstiti del primo drappello salesiano ci raccontano la loro gioia e la grande meraviglia provata quando trovarono nella vecchia cattedrale di Shillong una statua di Maria Ausiliatrice che sembrava desse loro il benvenuto...

MIRACOLI DI CONVERSIONI. - Cominciando dal nostro centro missionario di Tezpur, mentre i lavori della nuova chiesa a S. Giovanni Bosco procedono con ritmo sempre più accelerato, noi possiamo raccogliere una messe molto abbondante.

Il mese di aprile fu un mese apostolico per eccellenza. Don Dal Broi potè compiere tre fruttuose escursioni: dal Nowgong al di là del fiume Bramaputra, al Behali e poscia nella zona del Mazbat. Tornò a casa lieto d'aver amministrato un 20o battesimi, in gran maggioranza di adulti. Il nostro Don Ayuso perlustrò tutta la regione nelle vicinanze di Tezpur e quindi si portò più a nord verso le montagne selvagge dei Dafflas sulle sponde del fiume Bareli. Il Venerdì Santo ebbe la gioia di ricevere la conversione dell'intero villaggio di Rangajan. Passò la Pasqua nel grosso villaggio di Bara Dikorai ove presentemente contiamo più di 400 neofiti e numerosi catecumeni. Quando vi andai la prima volta - cinque anni or sono - non vi trovai un solo cristiano. Mettemmo il villaggio sotto la protezione di Maria Ausiliatrice ed ora... quanti miracoli! Qui a Bara Dikorai sulle falde dell'Imalaya e alle porte del Tibet desideriamo innalzare - appena sarà terminata la chiesa di Tezpur - un piccolo santuario in onore della nostra cara Ausiliatrice. Da questo limite estremo la Vergine stenderà le sue braccia in atto di benedizione e protezione su tutto l'Assam rigenerato a Cristo!

Al mio ritorno dal Boroi orientale mi attendeva una bella e cara sorpresa: Raphael, il nostro capo-catechista, si era messo d'accordo con alcuni cristiani e, lavorando giorno e notte, aveva ultimato una bella grotta di Lourdes sulla svolta della via che conduce alla Missione. Per questo lavoro egli si era servito delle pietre di un antico tempio pagano che sorgeva nelle vicinanze in onore di Kali, la dea della distruzione e della morte. Ora l'Immacolata sorride dalla sua nuova nicchia poggiando il piede sopra una pietra ben squadrata e lavorata. Era forse una delle pietre dell'altare di Kali che nei tempi antichi beveva il sangue di tante povere vittime umane ? Ancora una volta la Madre del bell'Amore schiacciò il capo del serpente infernale!

IL MESE DI MAGGIO IN MISSIONE. - Così spuntò il mese di maggio: il mese dei fiori e dei... monsoni nell'Assam! Le cataratte del cielo si spalancarono e cominciarono a riversare sulla terra arsa ed infuocata veri torrenti di acqua. Ma... aquae multae non potuerunt extinguere charitatem. L'amore che i nostri cristiani hanno per la Madonna è più forte di tutti i monsoni e cicloni dell'oriente. Ne ebbi una prova luminosa proprio il 1° maggio quando mi portai a Rikamari, località a più di 3o km. da Tezpur, per la prima festa e processione mariana organizzata da quei ferventi neofiti. Aveva piovuto molto i giorni precedenti e quasi quasi pensavo di tramandare il viaggio; senonchè il catechista mi venne a dire che tutto era pronto e che i cristiani mi aspettavano con ansia. Allora presi la cara Madonnina e partii. Vennero ad incontrarmi a qualche chilometro dal villaggio; era tornato il sereno, ma i campi erano inondati. Eppure tutti si inginocchiarono nell'acqua e vollero la mia benedizione. Poi mi lavarono le mani; m'inghirlandarono di fiori come s'usa e, al suono dei tamburi e dei loro simpatici canti, m'accompagnarono al villaggio. La cappella era stata rinnovata ed ingrandita; l'altare era un trionfo di fiori. Dalla foresta vicina i giovani avevano portato delle magnifiche orchidee; non ne vidi mai tante e così belle e svariate. Ma, tutta la notte e la mattina appresso, la pioggia continuò a diluviare impedendo così la processione. La chiesa però fu sempre zeppa e la Madonna ascoltò per lunghe ore i canti e le preghiere di questi suoi figli devoti. Prima di partire,

Zaccharias, il catechista, venne a dirmi che i cristiani neri volevano più ch'io portassi via la bella statua della Madonna. E sapendo che mi era costata 30 rupie, fece una colletta fra quei fedeli e tornò col denaro contato (L. 200), dicendomi che i cristiani erano disposti a comperarla. Non avrei mai immaginato che i miei poveri cristiani staccassero così facilmente dal frutto dei loro risparmi e dei loro sudori 30 rupie che per loro sono un vero capitale. «No, non è il denaro che mi preme, caro Zaccharias - gli dissi commosso - ma pensa che oggi è solo il primo maggio e che durante questo mese la statua deve girare con me per tutta la Missione perchè tanti altri villaggi vogliono fare la processione. Vi prometto però che presto vi farò avere una bella statua dell'Ausiliatrice da qualche nostro Cooperatore». Un po' delusi, ma rassegnati, i cristiani di Rikamari mi lasciarono partire con la statua della Madonna.

AD JESUM PER MARIAM. - Ogni primo venerdì del mese usiamo fare qui a Tezpur la cara funzione in onore del Sacro Cuore di Gesù. Per la circostanza numerosi membri dell'Azione Cattolica e quasi tutti i nostri catechisti e maestri vengono al centro per accostarsi ai SS. Sacramenti e per fare il loro rendiconto mensile. Il giovedì 5 maggio, appena arrivati, senza che dicessi loro nulla, spontaneamente andarono in cerca di palme e di fiori e si misero ad abbellire la grotta che presto scomparve sotto un monte di orchidee e di piante sempre verdi. Quella sera si fece attorno alla collina della Missione una simpatica processione, al termine della quale i nostri apostoli vollero fare bella corona alla celeste Regina cantando e pregando sino a tarda notte. Don Dal Broi, con accento commosso, sviluppò il tema ad Jesum per Mariam e raccomandò alle loro preghiere la sua nuova Missione sulle colline Garos.

Il 7 maggio, infilata la bicicletta, mi portai a Bokojan per una seconda processione mariana. Acqua e sole: è la più grande ricchezza dell'Assam. Alle piogge dei giorni precedenti subentrarono i forti calori. Eppure da tutti i villaggi vicini accorsero numerosi cristiani ed anche un buon numero di catecumeni. Non potevano mancare i nostri giovani della Scuola-convitto Santo Stefano di Baithabanga. Essi portarono un'ondata di giovinezza e d'entusiasmo e cantarono una bella Messa. Dopo la Messa e l'amministrazione dei battesimi, si fece la processione. Alle 11 erano ancor tutti digiuni sotto un sole infuocato, ma nessuno mostrava alcun segno di stanchezza; e quando a mezzogiorno la processione si chiuse, non sapevano staccarsi dall'altare della Madonna.

La bicicletta mi aiutò a superare i sei chilometri di distanza e quella sera stessa mi portai a Bindokuri, una bella piantagione di thè ove noi abbiamo una fiorente cristianità. Anche questi cristiani vollero la processione che ebbe la caratteristica di una splendida fiaccolata. Il giorno dopo feci una visita a Naya Gagra ed ebbi la gioia di trovare cinque famiglie di cristiani antichi. Erano venuti in Assam molti anni fa a lavorare nella piantagione vicina: in seguito si erano ritirati con altri pagani qui nella jungla dando principio ad un nuovo villaggio. Da quell'epoca non avevano più visto il sacerdote: i bambini ed i giovani erano ancora tutti da battezzare. Erano tanto contenti di vedere il missionario e mi dissero che se fossi tornato spesso, anche i pagani si sarebbero certamente fatti cristiani. Così mi assicurò Benjamin, il capo-villaggio, che portava al collo una vecchia grande medaglia: « Guarda, Padre; son dodici anni che la porto... è l'unico oggetto sacro che mi è rimasto! ». L'osservai e con un po' di difficoltà, ma anche con emozione, potei distinguere la cara immagine materna! Ora a Naya Gagra abbiamo mandato un bravo maestro e presto potremo raccogliere una ricca messe di anime. È proprio vero che la Madonna conduce a Gesù: ad Jesum per Mariam...

MARIAMPAHAR: IL MONTE DI MARIA. - Al di là del Bramaputra, ai piedi delle Mikir Hills sorge il simpatico villaggio di Mathiapahar (Monte di terra). Almeno così si chiamava nei tempi passati: ma da quando, or son dieci anni, Don Piasecki, il veterano della vallata, eresse sopra una leggiadra collinetta una bella chiesa alla Vergine Ausiliatrice ed il villaggio diventò quasi interamente cristiano, il nome pagano subì una mirabile trasformazione e diventò: Mariampahar: il Monte di Maria. Da questo monte è già uscita una vocazione salesiana e i raggi della Fede si propagano su tutta la regione fugando le tenebre del paganesimo...

La domenica 22 maggio, il « Monte di Maria» era in festa. Da tutti i villaggi e dalle piantagioni vicine accorsero i fedeli a celebrare le glorie della gran Madre di Dio. La processione non poteva riuscire più solenne e raccolta.

TRIONFO FINALE. - Per secondare il desiderio del nostro amatissimo Vescovo, quest'anno abbiamo organizzato una Gara Catechistica fra le varie scuole della pianura che si tenne nella nostra Scuola Professionale di Gauhati sotto la direzione dell'infaticabile direttore Don Alessi. Il 24 maggio fu la data prescelta: un gruppo di giovani delle nostre scuole-convitto di Tangla, Baishabanga e Mariam-pahar si concentrarono a Gauhati la vigilia e si prepararono al... grande cimento. Era bello mirare quei 400 giovani educati alla scuola di Don Bosco fraternizzare subito e dare alla casa una nota di gaiezza e di festosità. Ed era commovente e consolante vederli accostarsi tutti alla Mensa Eucaristica con tanto raccoglimento e tanta pietà!

Fu una giornata piena di giovinezza, di entusiasmo, di fervore. La grande e bella statua dell'Ausiliatrice troneggiava in mezzo alla massa giovanile e la buona Mamma pareva sorridesse felice di trovarsi in mezzo a tanti figli e tante figlie venute di lontano.

Al calar della sera, i cortili e le adiacenze della chiesa si illuminarono come per incanto e al suono delle campane cominciò la processione. L'Ausiliatrice apparve circondata da tante luci, ma specialmente da tanti cuori che palpitavano di amore filiale. 400 voci giovanili cantarono l'Inno di Lourdes... al ritornello festivo Pranàm Pranàm Maria (Ave, ave Maria) mentre 400 braccia levavano in alto una fiaccola: era una promessa di fedeltà ed un atto di fede. Domani questi fanciulli e queste fanciulle saranno le fiaccole vive che con la loro condotta esemplare e forse con il loro sangue testimonieranno in faccia al mondo pagano la verità cristiana.

Dall'ampliata Basilica dell'Ausiliatrice voglia, amatissimo Padre, impartire ai suoi figli dell'Assam una benedizione tutta speciale.

Don LUIGI RAVALICO Missionario Salesiano.

EQUATORE Esercizi Spirituali ai Kivari. Amatissimo Padre, il ritorno di Don Corbellini alla Missione di Santiago di Mendez ci ha permesso di intensificare il nostro apostolato a favore di queste care anime. I Kivari gli portano un grande affetto ed appena seppero ch'egli era fra noi affluirono in maggior numero alla missione tanto nei giorni feriali quanto specialmente nei giorni festivi. Approfittammo quindi delle loro buone disposizioni per tentare un bel corso di Esercizi spirituali in preparazione alla Comunione pasquale che abbiamo fatto coincidere colla festa di Maria Ausiliatrice anche per unirci il meglio possibile alle feste di Torino. Il successo ha superato ogni nostra aspettativa. Pensi, amato Padre: abbiamo fatto correre la voce un mese prima, invitando tutti ad accogliere la grazia di Dio, ed il nostro invito incontrò la più larga corrispondenza. Per non sbagliar la data, molti ci chiesero tanti fagioli quanti erano i giorni che mancavano all'apertura, ed ogni giorno che passava ne eliminavano uno. Parecchi vennero alla missione vari giorni prima del tempo fissato. Il primo giorno del triduo, gli intervenuti superavano i sessanta; nel giorno della festa giunsero al centinaio. E dire che abbiamo avuto un periodo di piogge torrenziali: nei soli mesi di aprile e maggio l'acqua ha superato tutta quella caduta nell'anno 1937. Pochi giorni prima degli Esercizi un ciclone ci portò via il capannone che doveva ospitare gli esercitandi. Per alloggiarli abbiamo quindi dovuto convertire in dormitori i corridoi della residenza e piantare alcune tende da campo favoriteci dall'autorità militare.

Convennero intere famiglie, alcune portando persino tutta la loro roba: masserizie, cani, polli, ecc. Passarono le notti dormendo sul nudo pavimento dei corridoi o su assi nelle tende. Ma se fu consolante il concorso, fu anche più edificante il loro contegno. Tutti docili alle quattro prediche quotidiane: 2 meditazioni e 2 istruzioni. E con quanta attenzione! Abbiamo detto loro fin dal principio che in quei giorni dovevano pensare soltanto alle cose dell'anima, lasciando ogni altra preoccupazione e conservando il massimo raccoglimento. Lo crederebbe? Non osavano neppur prendersi quel po' di svago da noi permesso nelle ricreazioni e ce ne chiedevano licenza di volta in volta. Non pochi si confessarono fin da principio e si comunicarono poi tutti i giorni. Nel giorno della festa le comunioni dei Kivari furono una cinquantina: tante quanti erano i convenuti già ammessi alla santa comunione. Devotissime tutte le funzioni.

Se avesse sentito la Messa solenne cantata dai Kivari! Non volevano lasciar entrare in chiesa i bianchi. « Questa è la Messa della festa dei Kivari! » gridava il vecchio Puenghara. Abbiamo celebrato anche un matrimonio.

Lo sposo s'era rifiutato fino allora alla benedizione nuziale perchè voleva vendicarsi di un altro kivaro ed ucciderlo; ma quel giorno rinunziò ad ogni vendetta e si unì cristianamente alla sua sposa. Ha già un figliolo interno alla Missione, che promette assai bene. Dopo la Messa solenne tutti i Kivari sedettero a fraterno banchetto. Nel pomeriggio, albero della cuccagna, benedizione e congedo fra la più santa allegria.

La bella festa di Maria Ausiliatrice coronò così le nostre fatiche apostoliche che nei mesi precedenti avevano segnato anche una grande escursione in diverse regioni.

Ma di questo le parlerò altra volta.

Ci benedica e mi creda aff.mo in G. C.

Mendez, giugno 1938.

Sac. Gio. GHINASSI Missionario Salesiano.

RIO NEGRO

Prelatura delle Amazzoni. Rev.mo signor D. Ricaldone, essendosi compiuti nel mese di giugno u. s. ventidue anni dell'inizio dell'Opera salesiana nelle Amazzoni, penso che le debbano tornar cari alcuni dati statistici sullo stato attuale delle Prelature del Rio Negro e di Porto Velho, nonchè dell'opera centrale di Manàos.

Fondate nel 1916 dall'eroico D. Balzola di s. m., lottando sempre colle difficoltà dell'ambiente inospite e del clima micidiale, le missioni si sono successivamente affermate all'ombra della Croce, col sacrificio di vittime generose che hanno segnato più volte col loro sangue il duro cammino percorso in queste selve e tra questi fiumi.

La data festiva della commemorazione ufficiale fu preceduta, il 3 maggio, da un grande convegno dei nostri alunni e delle alunne dei collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Manàos, nella capitale dello Stato. Oltre duemila giovani d'ambo i sessi, nelle loro graziose uniformi, sfilarono dinanzi alle autorità civili e militari, accompagnati da due bande musicali fra gli applausi della massa popolare presente.

L'egregio magistrato Dott. André Araujo, parlando, al microfono, alla moltitudine che assiepava la grande piazza centrale, fece risaltare con parole eloquenti « il magnifico panorama dell'Opera salesiana», rilevandone « i benefici nella fiorente realizzazione di opere svariate, che dalla capitale dello Stato raggiungono gli estremi confini del Brasile con provvide istituzioni di Fede e di civiltà».

I dati sommari che le comunico vogliono essere anche un omaggio di riconoscenza ai nostri Cooperatori, senza la cui carità i poveri figli di D. Bosco non avrebbero potuto far altro che offrire al Signore il sacrifizio della loro salute e della loro vita in una delle più povere ed abbandonate regioni dell'immensa Repubblica.

Missioni fondate 8 - Chiese 8 - Cappelle 47 - Comunioni distribuite nel 1937: 181.300 - Collegi maschili, Rio Negro 4 -Collegi femminili, Rio Negro 4 - Scuola Normale Rurale pareggiata, Porto Velho 1 - Ginnasi pareggiati, Manàos 2 - Scuole Commerciali pareggiate 2 - Scuola pareggiata professionale, Manàos 1 - Alunni interni gratuiti nelle due Prelature 834 - Alunni esterni gratuiti nelle due Prelature 790 - Alunni ed alunne delle Scuole di Manàos 1810 - Totale complessivo degli alunni ed alunne 3434 Ospedali nelle due Prelature 6 - Ambulatori e Dispensari 11 - Malati soccorsi nel 1937, 37.216 - Medicine distribuite nel 1937, 81.400 - Villaggi indigeni formati, Rio Negro 6o - Indiani ivi residenti 5870 - Missionari 49 - Suore 40 - Aggregate alle Suore 27 - Missioni in preparazione nel Rio Negro 2 - Missioni in preparazione nel Rio Madeira 2.

In questi ventidue anni morirono, sul campo delle loro fatiche, 9 Salesiani, 3 Figlie di Maria Ausiliatrice e 4 aggregate, quasi tutti vittime delle febbri palustri.

Ci ricordi tutti, morti e vivi, amatissimo sig. D. Ricaldone, ai piedi di Maria Ausiliatrice nell'ampliata Basilica ove i cuori dei Salesiani, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Cooperatori e degli Ex-allievi convergono ormai con palpiti di nuovo fervore. E ci ottenga dal Signore, per intercessione anche del nostro santo Padre Don Bosco, la grazia di poter continuare ed intensificare il nostro apostolato.

Per tutti, suo aff.mo in G. C.

Manàos, 24 giugno 1938.

Mons. PIETRO MASSA

Amm. Ap. delle Prelature di Rio Negro e Porto Velho.

NB. - Le Missioni del Rio Negro e di Porto Velho ebbero recentemente l'onore della visita del Colonnello Alessandrino da Cunha, Ispettore delle frontiere del Brasile, che, in nome dello stesso Presidente della Repubblica, Dr. Getulio Vargas, portò agli indiani ed ai missionari il conforto ed il plauso del Governo Federale.

Dopo d'aver assistito ad una grande parata di oltre 2100 alunni d'ambo i sessi dei collegi e delle scuole salesiane della capitale dello Stato, S. E., accompagnato dal seguito, si spinse, di missione in missione, sino alla più remota di Jauaretè-Cachoeira, ai confini della Colombia, ospite graditissimo dei missionari cui prodigò le più affettuose attestazioni di benevolenza.

Al ritorno manifestò pubblicamente la sua ammirazione con queste parole, che ricaviamo dal « Giornale del Commercio » di Manàos:

« I Salesiani lavorano come giganti! È la prima volta che prendo contatto con essi e sono realmente incantato di quanto ho visto. Nulla di meglio, nè di più sorprendente in quelle selve. Assistendo gli indiani con giustizia, lottando eroicamente contro la loro schiavitù, insegnando il lavoro nobilitante della terra e delle officine, essi, coi numerosi loro internati, con scuole primarie e professionali, hanno incorporato alla civiltà cristiana ed assicurato al patrimonio nazionale migliaia d'alunni d'ambo i sessi, formati all'amore di Dio e della Patria. Posso affermare che ne hanno fatto vere forze vive della nazionalità ed un elemento di tutela e di sicurezza delle nostre frontiere, fondendoli in una immensa famiglia secondo i precetti ed il metodo del loro fondatore San Giovanni Bosco. Hanno anche formato lungo i fiumi tanti piccoli villaggi con case ben pulite, dove gli indiani già vivono di agricoltura e di industria estrattiva. Dirò al Presidente della Repubblica, che tanto s'interessa di quella gente, tutta la verità su questa grande opera, accompagnandola con una larga documentazione fotografica e cinematografica ».

Queste schiette e così autorevoli dichiarazioni, mentre sono un giusto premio alle fatiche dei figli di Don Bosco in quelle lontane regioni, flagellate dalle febbri, costituiscono pure una prova lampante che l'opera missionaria in tutti i quadranti della terra, mentre porta le anime a Dio, è potente mezzo di civiltà e di progresso per tutte le nazioni.

GRAZIE

attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI BOSCO

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Guarigione prodigiosa. - Ho due grazie importanti da segnalare.

Il 31 gennaio u. s. poco prima che si celebrasse la funzione in onore del nostro santo Don Bosco, la Cooperatrice Novelli Olga di 64 anni mi venne a dire di far pregare i Cooperatori e le Cooperatrici della nostra fiorente Unione per la guarigione di un suo braccio tutto fratturato in una caduta provocatale da un vento impetuoso: La poveretta era stata portata subito all'ospedale ove la radiografia aveva rilevato anche la frattura del terzo superiore dell'omero destro, ed i medici avevano fatto di tutto per guarirla, ma non poterono neppur applicarle l'ingessatura. Sicchè n'era uscita come vi era entrata. Io feci fare le preghiere ch'ella desiderava ed invitai il predicatore salesiano D. Baldasso a darle la benedizione di Maria Ausiliatrice. Tre ore dopo, la signora avvertiva un formicolio in tutto il braccio - che prima non poteva affatto muovere e doveva portare costantemente legato al collo - e provò un bisogno irresistibile di muoverlo. Tutta trepidante, tentò di fare il segno di croce e le riuscì perfettamente. Allora corse, come pazza di gioia, nel mio negozio ed alla mia presenza cominciò a girare il braccio in tutte le posizioni, dimostrando la improvvisa completa guarigione. La grazia ha suscitato un'onda di commozione in tutti perchè avverò quanto le aveva detto il professore congedandola dall'ospedale: « Solo un miracolo la potrà guarire! ». L'altra grazia è d'ordine spirituale. Lo stesso giorno, il signor Zanessi Angelo, di anni 85, che da un quarantennio non voleva più saperne di preti e di religione, chiese spontaneamente i santi sacramenti e spirò piamente riconciliato con Dio. Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco ci continuino la loro protezione. In fede

Udine, 15-VI-1938.   OTTAVIO BATTAGLIA.

Al 5° giorno. - Anni addietro fui colpita da gravissima polmonite. Nessuno credeva ch'io la potessi superare. Febbre altissima, affanno, colorito cianotico: tutto faceva prevedere la mia prossima fine.

Al quinto giorno di malattia, stanca di soffrire, mi rivolsi a Maria Ausiliatrice pregandola di intercedere per la cessazione delle mie sofferenze, o colla grazia della guarigione o con quella di una buona morte.

La Madonna accolse la mia preghiera, perchè non passarono un paio d'ore che l'affanno cessò come per incanto e di lì a poco anche la febbre scemò con profusi sudori, restituendomi così alla vita ed ai miei teneri figli.

Torino, 5-VII-1938.   MOTTINA GIUSEPPINA.

Guarigione miracolosa. - La domenica 22 maggio u. sc. nostro fratello Giuseppe verso le 6 del mattino si recava in bicicletta a Gallarate pel disimpegno della nostra azienda. Ma aveva appena percorso qualche chilometro di strada che, urtando non si sa come, cadde dalla bicicletta.

Rialzato dai passanti fu portato in una casa vicina e poi, raccolto da una macchina, trasportato a casa.

Messo a letto, il caso dapprima non parve allarmante, come dichiarò il medico chiamato d'urgenza.

Ma qualche ora dopo incominciarono le convulsioni e il caro malato venne ridotto in uno stato compassionevole, che faceva temere di perderlo da un momento all'altro. Costernati, invocammo l'aiuto di S. Gio. Bosco supplicandolo ad ottenerci l'intercessione di Maria Ausiliatrice presso l'onnipotenza di Dio. Il medico del luogo giudicò urgente il trasporto all'Ospedale di Busto Arsizio. Gli infermieri della Croce Rossa si adattarono a malincuore, temendo morisse per la strada, e lasciarono tutte le responsabilità al medico.

All'ospedale il Prof. Solaro trovò il caso allarmante e disse: « Trasportatelo di nuovo a casa, che non arriverà alle 3 ». Era l'una. Gli fu amministrato l'Olio santo e, rimessolo nel suo letto, la famiglia costernata ripetè con la fede più ardente la supplica a Don Bosco mettendo una sua preziosa reliquia sotto il capezzale del moribondo.

Le convulsioni cessarono. Si fece un nuovo consulto con un altro specialista e questi, pur confermando che il caso era sempre grave, cominciò a lasciarci un filo di speranza.

Allora si raddoppiarono le suppliche con la fede più ardente nella protezione del Santo. Prima di notte, all'incubo fatale subentrò la certezza che il caro Santo avrebbe ottenuto il miracolo. E così fu!

Ora il fratello ha ripreso le sue ordinarie occupazioni di commercio, e tutti ringraziamo il Signore pubblicando l'efficace intercessione del suo gran servo S. Giovanni Bosco.

Samarate, 6-VII-1938.   Famiglia CERIOTTI.

Incontro provvidenziale. - Nel marzo 1937, mia moglie fu colpita da tormentosi dolori allo stomaco ed ai reni, che si prolungarono e si acuirono tanto da costringerla al letto. Le cure del medico curante e di un professore, con tutte le medicine, non riuscirono ad arrestare il corso del male che divenne allarmante. Parve che non vi fosse altra via di scampo che quella di sottoporla ad un atto operatorio allo stomaco ed alla cistifellea, con ogni riserva sulla riuscita. Stanco dei tentativi umani, io pregai vivamente Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco ad ottenere dal Signore la grazia di facilitare l'operazione e di ridonarle la perfetta salute. Una sera, rincasando, incontrai sulla soglia un altro dottore che non godeva molta fama professionale per certe sue bizzarrie, ma di grande ingegno. Gli raccontai tutto, ed egli, compreso il pericolo, si offerse spontaneamente a fare una visita all'ammalata. S'avvide subito che si trattava soltanto di appendicite cronica e mi ordinò di chiedere al medico curante di operarla soltanto di appendicite.

Nonostante il parere contrario di tutti gli altri medici, ricoverata d'urgenza all'ospedale, fu infatti sottoposta ad operazione di appendicite, ed in 15 giorni tornò a casa guarita. Noi attribuiamo l'incontro casuale a grazia del Signore e testimoniamo pubblicamente la nostra gratitudine.

Lodi, 7-VII-1938.

Coniugi MOSCA A. e Di GIACOMO A.

Riacquista la voce perfettamente. - Da parecchi mesi ero affetto da disfonia che mi recava non leggero disturbo nel parlare. Credetti trattarsi d'un raffreddore e andai avanti, sforzandomi però sempre più a parlare.

Visitato dallo specialista Prof. Raffaele Vitto Massei di Napoli, questi scoperse un piccolo tumore sulla corda vocale destra. Inutile ogni cura medica: soltanto l'asportazione del tumoretto poteva darmi la guarigione.

Il Professore mi disse che l'operazione non era difficile; però data la delicatezza degli organi della gola, si potevano avere delle sorprese. Col cuore pieno di fiducia nella protezione dell'amatissimo Padre, San Giovanni Bosco, nel settembre u. s. mi sottoposi all'atto operativo. L'ottimo suddetto Professore, ammiratore affezionato dei Salesiani, mi trattò con gentilezza squisita, ed appena asportato felicemente il tumoretto, esclamò soddisfatto: « S. Giovanni Bosco ci aiuta ! ».

Si noti che io prima non gli avevo affatto parlato di S. Giovanni Bosco, nè d'essermi raccomandato alla sua protezione.

La cura post-operativa durò una settimana e mi mantenne completamente afono. Il Professore licenziandomi mi raccomandò di non sforzare la gola con vociferazione troppo prolungata, aggiungendo che avrei riacquistato dal 90 al 95% della mia voce. Invece sembra che la mia voce sia completamente quella di prima.

Con la più viva riconoscenza rendo pertanto pubblica la grazia ottenuta per intercessione di S. Giovanni Bosco e lo prego ad ottenerne alle mia famiglia un'altra d'ordine materiale, di cui egli ci ha già fatto vedere il principio.

Cisternino (Brindisi), 15-V-1938.

Sac. GIORGIO GALEONE, Salesiano.

La grazia della fede e della vocazione missionaria. - Ora che il mio ideale missionario sta per raggiungere la meta, sento il dovere di manifestare anche pubblicamente la mia gratitudine a S. Gio. Bosco.

Da molti anni sentivo la vocazione di farmi religioso e missionario ; ma non mi fu mai possibile corrispondervi. Nutrii però sempre fiducia nell'aiuto di S. Gio. Bosco e non mi stancai di pregare. Dieci anni ci vollero a superare le difficoltà. Ma alfine, guidato da un venerando religioso, riuscii a seguire la mia vocazione.

Passai da Torino a ringraziare S. Gio. Bosco al suo altare ed ora mi trovo nella Casa Madre dei PP. Bianchi Missionari d'Africa. Per testimoniare la mia gratitudine, alla vestizione presi il nome di Giovanni Bosco.

Conservo con devozione una sua reliquia ed ogni giorno la bacio e prego il buon Padre a volermi continuare la sua valida protezione facendomi degno dell'abito che porto.

A S. G. Bosco ero già legato da riconoscenza perchè mi ottenne la grazia di passare dal protestantesimo alla santa religione cattolica, servendosi dei suoi Salesiani. In una cappella salesiana ricevetti solennemente il Santo Battesimo. Ora mi propongo di divulgare la divozione verso il grande pescatore di anime S. Gio. Bosco, che ebbe tante buone relazioni col Cardinale Charles Lavigerie, fondatore della Società dei Missionari d'Africa, detti PP. Bianchi.

Maison-Cavée (Algeria), 5-V-1938

Fr. Giov. Bosco MARINO DE SANCTIS

Novizio della S. M. d'Africa.

Genitori felici. - Attendevamo la nascita di un bambino. Ma l'evento, che reca tanta gioia ai giovani sposi quando si svolge felicemente, per noi si prospettava apportatore di irreparabile sventura... I medici non ci avevano nascosto il pericolo che ritenevano fatale. In caso tanto disperato per la scienza umana, rivolgemmo tutta la nostra fiducia nell'aiuto di Dio, nella intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco. Ottenemmo la grazia desiderata. L'intervento chirurgico riuscì perfettamente, e il nostro caro Pier Luigi ci colmò di gioia. Passarono ancora momenti di trepidazione per un malessere che colpì il bambino nei primi mesi; ma Don Bosco ci soccorse anche in queste circostanze.

Non cesseremo mai di ringraziare Maria Ausiliatrice e il caro Santo protettore della nostra famiglia.

Zanica, 24-IV-1938.

RITA GHISLOTTI e famiglia.

Benedice una difficile operazione. - Da qualche anno soffrivo di dolori addominali e generali accompagnati da malesseri vari, da prostrazione e da attacchi febbrili. Ma non diedi grande importanza, finchè, per una più forte esacerbazione del dolore all'addome, fui costretta a ricorrere al nostro medico di famiglia, Dott. Pasquero, il quale constatò la presenza di una voluminosa cisti ovarica e mi propose l'operazione. Il tumore si manifestò multiplo, infiammato e contorto. L'operazione, eseguita nell'Ospedale di Corneliano d'Alba, difficile e laboriosa, durò circa due ore; ma la sopportai molto bene constatando la sensibile protezione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco che, prima dell'intervento chirurgico, avevo fervorosamente invocato.

L'esito fu tanto felice che in soli quattro mesi potei riprendere tutte le mie occupazioni.

Sento quindi il dovere di ringraziarne pubblicamente Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco.

Con profonda riconoscenza.

Corneliano d'Alba, 18-VI-1938.

BALBO GIUSEPPINA in Rosso.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Bonotto Anna (Bassano del Grappa) per essere stata liberata, in modo prodigioso, dal pericolo di subire una grave operazione chirurgica.

Fornara Caterina (Bolzano Novarese) pel felice esito di estrazione di un tumore dal seno.

Monti Chiappa Adriana (Hong-Kong-Cina) per la quasi repentina guarigione di malattia viscerale ottenuta ingoiando una minuscola reliquia di San Giovanni Bosco. Manda l'offerta promessa.

Marcenaro Crosa Maria Giuseppina (Genova-Bolzaneto) per essere stata liberata da un tumore dopo un anno di fiduciosa attesa.

Pazzaglia Evaristo (Macerata Feltria) per la miracolosa guarigione della consorte Lena che, affetta da intossicazione del sangue, era stata spedita dai dottori curanti. Manda l'offerta promessa.

Dottarelli Giuseppe (Orvieto) pel felicissimo esito di una gravissima operazione chirurgica. Manda un acconto dell'offerta che ha deciso di fare per le opere di D. Bosco.

Falletti Anselmo e Pino (Torino) per l'ottenuta guarigione della piccola Maria Teresa.

Raman Attilio (Vicenza) pel felice esito di operazione di un'ulcera duodenale dopo 6 anni di sofferenze. Venne personalmente a ringraziare i suoi potenti Intercessori e a fare l'offerta promessa.

Simonotti Francesca (Pietrabissara) per aver avuta salva la vita in un investimento automobilistico.

Vernetti Teresa (Torino) pel felice esito di un'operazione chirurgica e per la ricuperata salute. Manda l'offerta promessa.

Varetto Margherita (Pavarolo) per la promozione della figlia Marianna.

Abbà Giovanna (Rivalta Torinese) per aver ottenuta una sospiratissima grazia in favore del marito e per aver potuto sistemare una persona cara che si trovava in una situazione delicata.

Grazzini Tina (Empoli) per la miracolosa guarigione del padre che colpito da edema polmonare e ridotto in fin di vita, al contatto di una reliquia di Don Bosco ebbe notevole miglioramento seguito da guarigione. Manda l'offerta promessa.

Un'ex-allieva (Gattinara) per una segnalatissima grazia ricevuta, invocando aiuti e conforti per la famiglia.

Mattioli Vinardi Maria (Budapest) per il dono di un terzo rampollo; per essere uscita incolume da un grave accidente automobilistico; per l'ottenuta guarigione di un bimbo colpito da scarlattina e per la guarigione di altri tre bimbi. Invia un'offerta per le Missioni salesiane.

Ruffino Giulia (Berka-Bengasi) per grazia ricevuta.

P. G. (Palermo) per l'ottenuta sistemazione di una lunga e penosa vertenza giudiziaria.

Sodano Bigliocca Malvina (Gattinara) per segnala tissime grazie ricevute, invocando protezione.

Pinzon Maria (Rio Grande do Sul-Brasile) per la guarigione della figlia Elena, che, cieca da 5 mesi, riacquistò la vista al terzo giorno di una fervorosa novena e perchè altra figlia potè, in condizioni poco buone di salute, essere mamma di un caro angioletto.

Bertola Livio e Tersilla, coniugi (Biella) per la miracolosa guarigione della piccola Maria Pia che, colpita da broncopolmonite e ridotta in fin di vita, dopo 5 mesi di ospedale potè ritornare in famiglia ove riacquistò la primiera salute. Mandano l'offerta promessa.

Fasano Giovanni (Racconigi) pel felicissimo esito di una gravissima operazione di otite media purulenta sinistra con complicazioni, e per l'ottenuta completa guarigione.

Piras Armando, chierico salesiano (Bandel-India-Bengal) pel felice esito di due operazioni chirurgiche: una alla spina dorsale; l'altra di appendicite cronica, di cui guarì perfettamente in soli 18 giorni.

Giordano Eugenia Giorcelli (Torino) perchè, affetta da un fibroma all'utero e non sapendosi rassegnare all'operazione, invocato l'aiuto di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, potè trovare un medico che con un anno di cure riuscì a guarirla completamente senza ch'ella dovesse interrompere il suo lavoro e sottoporsi ai ferri.

Gabriella Franco (Cantavenna) perchè, affetta da un ascesso ossifluente interessante la regione costale e scartata l'operazione per la sua età di oltre 70 anni, rivoltosi con fede a S. Giovanni Bosco, e trangugiata una sua reliquia, sentì scemare gradatamente il male, la fistola praticata dai medici si chiuse, ed ora è avviata a guarigione che spera d'ottenere totale.

Alfano Sr. Calogera (San Cataldo) per la riconquistata salute.

Lucato Fortuna Irene (Brogliano) per l'ottenuta guarigione della figlia colpita da bronco-polmonite.

Manzone Teresa (Trezzo Tinella) per il buon esito dell'anno scolastico.

Berra Rita ved. Destefanis perchè sofferente per ulcera gastrica e carcinoma e sottoposta ad operazione riacquistò la primiera salute e per le grazie concesse al figlio Cesare.

Labombardo Rosa (Apricena) per la ricuperata salute dopo aver molto sofferto per affezione renale.

Ringraziano ancora:

IL VEN. DOMENICO SAVIO:

Scidà Don Giuseppe, Parroco (Dinami) per la miracolosa guarigione del padre, che, colpito da violentissima polmonite e sostenuto in vita dall'ossigeno, potè superare la crisi e riacquistare la primiera salute.

Barbetta Lucia, Martinasso Teresa, M. G., Vacca Olimpia.

DON RUA:

Crosa Mercenaro Maria Giuseppina e Grondona Felice.

Ven. MARIA MAZZARELLO:

Baravalle Barbero Maria, Gadda Maria, Pinardi.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

CASSANO D. GIOVANNI, sac. da Terranova di Casale M. (Alessandria), † ivi il 3-VIII-1938 a 61 anno di età.

Anima candida, fervido ingegno, cuore generoso fecero di Don Cassano una delle figure più care della famiglia salesiana. Direttore a 26 anni del nostro Liceo di Chieri, trascorse poi tutta la vita nell'insegnamento, prodigando i suoi doni preziosi anche nell'apostolato della buona stampa. Collaboratore desideratissimo delle Letture Cattoliche di Don Bosco, tenne per qualche tempo anche la redazione del Bollettino Salesiano. Sorpreso dal male inesorabile, desiderava la vita solo per continuare questo provvidenziale apostolato della penna in cui impegnava tutte le ore libere della scuola, sacrificando spesso anche il riposo. E le sue pubblicazioni biografiche, narrative, amene ed edificanti andavano a ruba e portavano alle anime sempre raggi di sole.

PORRO D. ANTONIO, sac. da Calvisio (Genova), † a Verona il 6-VIII-1938 a 74 anni di età.

Ricevette da D. Bosco la veste talare e si formò gagliardamente allo spirito del Santo. Laureato in lettere e filosofia, tenne cattedra in vari nostri collegi con rara perizia, e fu preposto alla direzione di quelli di Alassio e di Treviglio. Trascorse gli ultimi 20 anni nell'Istituto di Verona, stimato e venerato da allievi ed ex-allievi.

ZIN D. CARLO, sac. da Almisano di Lonigo (Vicenza), † a Santiago (Cile) il 17-IV-1938 a 74 anni di età.

Partito pel Cile, appena sacerdote, nel 1890, vi spese la vita nel sacro ministero, apprezzato come musico, insegnante, predicatore, ma soprattutto come esperto direttore di spirito. La morte lo colse mentre confessava gli alunni del collegio.

CRESPEL D. ENRICO, sac. da Lilla (Francia), † a Maretz (Francia) l'11-V-1938 a 66 anni di età.

Benedetto, fanciullo, da Don Bosco a Lilla nel 1883, maturò la sua vocazione nell'affettuosa venerazione del Santo. Direttore prima della Casa di Parigi, spese poi tutte le sue migliori energie per l'Istituto S. Paolo di Melles (Belgio) per le vocazioni degli adulti allo stato ecclesiastico. Per sei anni Ispettore delle Case salesiane del Nord della Francia, chiuse i suoi giorni nella casa prediletta di Melles, lieto di aver condotto al sacerdozio con quell'opera provvidenziale ben 152 ministri del Signore.

CAUCINO GASPARE, coad. da Castagnole (Torino), † alla Spezia il 2-VI-1938 a 72 anni di età.

Conobbe Don Bosco e sentì subito la vocazione alla vita salesiana che trascorse umilmente e fervorosamente lavorando e pregando, tanto da poter dire nell'ultima ora: « Ho fatto le cose da buon salesiano, e son proprio tranquillo! ».

DURAN FRANCESCO, coad. da Barcellona (Spagna), † a Siviglia (Spagna) il 12-VI-1938 a 63 anni di età.

LOTTANTI FRANCESCO, coad. da Collazzone (Perugia), † a Macerata il 6-VII-1938 a 77 anni di età.

Cooperatori defunti:

Mons. ERNESTO VENTURINI † a Finale Emilia il 24 luglio u. s. a 73 anni di età.

Cappellano per circa 50 anni a Finale Emilia, prodigò ogni sua cura, ogni suo avere per la salvezza delle anime.

Divotissimo di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, fu felice quando potè ottenere l'apertura dell'Oratorio salesiano e del piccolo Seminario per le vocazioni ecclesiastiche e missionarie, che beneficò colle più premurose sollecitudini.

Pietà profonda, amabile dolcezza, carità inesauribile, zelo instancabile lo fecero il sostegno dei poveri e dei sofferenti. Sicchè, dopo aver tutto donato, morì in povertà serafica, ricco di meriti avanti a Dio.

GIUSEPPINA GRAZIANO † a Carate Brianza il 6 luglio u. s. Spese tutta la sua lunga e faticosa esistenza nel bene, a vantaggio della famiglia cui fu madre esemplare, e di quanti l'avvicinarono. Diede generosamente al Signore una delle sue figlie, nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e si immolò serenamente nell'amore di Dio compiendo giorno per giorno la sua santa volontà.

GIORDANO BLANDIVA † a Cassacco (Udine) il 24-v1-1938 a 44 anni di età. Cooperatrice salesiana sapeva unire al lavoro indefesso la pietà più ardente. Madre di 9 figli, educati tutti cristianamente, fu ben lieta di darne uno alla Società Salesiana. Spirò dolcemente il giorno 24 maggio, consacrato a Maria SS. Ausiliatrice e festa di S. Giovanni Battista, patrono della sua parrocchia.

Damigella GIOVANNA BELMONTE † a Genola (Cuneo) il 1o agosto u. s.

Zelantissima Cooperatrice salesiana aveva fatto erigere col compianto fratello D. Domenico un tempietto a Maria Ausiliatrice nel paese natio, facendo collocare accanto all'altare un pregevole busto di S. Giovanni Bosco. Sollecita per tutte le opere del Santo, le sosteneva fervorosamente.

Can. Don GAETANO TADDEI † a Penne il 27 aprile u. s. a 68 anni di età.

Per tanti anni parroco di S. Nicola, profuse tutto il suo zelo al bene delle anime. Fervido Cooperatore sosteneva le Opere salesiane con generosa carità.

MARIA ORAZI MONICHI † a Casalmaggiore (Cremona) nel giugno u. s.

Fu Cooperatrice zelante ed entusiastica, offerse per anni le sue preghiere, la comunione quotidiana, le sue sofferenze per le Opere di Don Bosco. Da circa tre anni poi faceva novene senza interruzione per i Missionari Salesiani, tra i quali era felice di contare un suo figliuolo.

Prof. MOLLO SECONDO † ad Alba il 27 agosto u. s. a 69 anni di età.

Formato nella prima giovinezza dalla mano di Don Bosco, serbò in tutta la sua vita di educatore cristiano il ricordo e lo spirito che ne aveva appreso. Valoroso insegnante nelle scuole Municipali di Torino, trovò il tempo per pubblicare buon numero di opere scolastiche molto apprezzate, di Grammatica italiana e latina, tutte ispirate al metodo particolare della tradizione salesiana. Con lui scomparve uno dei più affezionati e degni Ex-allievi del tempo antico.

AGOSTINO MORETTI † a Padova l'11 luglio u. s.

Cattolico esemplare, tanto nelle pubbliche amministrazioni, quale Consigliere e Assessore al Municipio di Padova e poi al Comune di Vigodarzere nel periodo burrascoso della guerra e del dopoguerra, come nei rapporti coi molteplici rami dell'industria e del commercio, rifulse sempre di evangelica rettitudine, di provvida carità pei bisognosi e di affettuosa dedizione alla cristiana educazione della famiglia. Dure prove gli contrastarono il suo apostolato ; ma la fede lo sostenne sempre nel fervore.

Affezionatissimo Cooperatore visse coi suoi lo spirito di S. Giovanni Bosco lieto di donare il figlio primogenito Don Domenico alla Società Salesiana.

Altri Cooperatori defunti:

Armando Orsola, Caraglio (Cuneo) - Bandrocco D. Giovanni, Trivero (Vercelli) - Belloni Laura, Torino - Belmonte Giovanna, Genola (Cuneo) - Bonomi Teresa, Vertova (Bergamo) - Borri Geltrude, Monte Rubiciglio (Terni) - Brugnoli Adelaide, Genova - Capra Giustina, Torino - Carbone Luigia, Vignole Borbera (Aless.) - Chiaretta Arnaldo, Moncalieri (Torino) - Della Ferrera Antonio, Fornzazza (Novara) - Dellavalle Regina, Mezzana Gigli (Pavia) - Demontis Caterina, Irgoli di Galtelli (Nuoro) - Ellio Fanny, Torino - Enrietti Pietro, Torino - Ferrari Agostino, Zinasco Nuovo (Pavia) - Graziani Fortunato, Fumane (Verona) - Guasta Clotilde Sapelli, Mirabello Monf. (Aless.) - Invernizzi Maria, Introbio (Como) - Manzetti Tilde, Torino - Morreale D. Alfonso, Aragona (Agrigento) - Nicolone Luigia, Cervere (Cuneo) - Olivero Guido, Genova - Olivieri Pia, S. Bonifacio (Verona) - Olla Angelina Atzeni, Iglesias (Cagliari) - Padovan Basilio, Grisignano di Zocco (Vicenza) - Pavone Pio, Atri (Teramo) - Piccolini Rosa, Borgolavezzaro (Novara) - Prandi Angela, Brescia - Rinaldi Antonio fu Marmante, Cavaglio D'Agogna (Novara) - Rivetti Cav. Battista, Brescia - Rota Luigia, Lu Monf. (Aless.) - Saccone D. Ernesto, S. Bartolomeo in Galdo (Benevento) - Serelli Geltrude, Ronciglione (Viterbo) - Vannutelli Cleope, Genazzano (Roma) - Venturini Can. Mons. Ernesto, Finale Emilia (Modena) - Venzi Giuseppe, Vilminore di Scalvee (Bergamo).