Anno LXII - Numero Il   1° NOVEMBRE 1938-XVII

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: Per la Beatificazione di Madre Maria Mazzarello. - All'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice. - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - In famiglia: Italia, Argentina, Inghilterra. Venezuela. - Dalle nostre Missioni: Equatore. - Grazie. - Necrologio.

Per la Beatificazione di Madre Maria Mazzarello.

PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI

ROMA

DOMENICA 20 NOVEMBRE - Basilica Vaticana:

Al mattino verso le 8,30 inizio del rito solenne della Beatificazione.

Nel pomeriggio, ad ora che verrà tempestivamente fissata, discesa del Santo Padre Pio XI alla Basilica per venerare le Reliquie della nuova Beata. Benedizione eucaristica pontificale.

MARTEDÌ, MERCOLEDÌ, GIOVEDÌ 22-23-24 NOVEMBRE - Basilica del Sacro Cuore: Primo Triduo solenne in onore della Beata. L'orario delle funzioni verrà comunicato da L'Osservatore Romano.

TORINO - Basilica di Maria Ausiliatrice:

Triduo e Festa - 1-4 Dicembre.

GIOVEDÌ I° DICEMBRE

Ore 6,30 e 7,30: Messe per le Comunioni generali celebrate da Ecc.mi Vescovi.

Ore 10: Messa solenne pontificata da S. E. Rev.ma Mons. Lorenzo Delponte, Vescovo di Acqui.

Ore 17: Vespri pontificali. - Discorso di S. E. Rev.ma Mons. Vescovo di Acqui. - Benedizione eucaristica pontificale.

Ore 20: Rosario - Discorso di S. E. Rev.ma Mons. Ferrando, Vescovo di Shillong. - Benedizione eucaristica pontificale.

VENERDÌ 2 DICEMBRE

Ore 6,30 e 7,30: Messe per le Comunioni generali celebrate da Ecc.mi Vescovi. Ore 10: Solenne Pontificale di S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Giovanni Battista Nasalli Rocca, Arcivescovo di Bologna. Ore 17: Vespri pontificali. - Discorso di S. Em. Rev.ma il Cardinale Arcivescovo di Bologna. - Benedizione eucaristica pontificale.

Ore 20: Rosario. - Discorso di S. E. Rev.ma Mons. Umberto Rossi, Vescovo di Asti. - Benedizione eucaristica pontificale.

SABATO 3 DICEMBRE

Ore 6,30 e 7,30: Messe per le Comunioni generali celebrate da Ecc.mi Vescovi.

Ore 10: Solenne Pontificale di S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Adeodato Piazza, Patriarca di Venezia.

Ore 17: Vespri pontificali. - Discorso di S. Em. Rev.ma il Cardinale Patriarca di Venezia. - Benedizione eucaristica pontificale.

Ore 20: Rosario. - Discorso di S. E. Rev.ma Mons. Evasio Colli, Vescovo di Parma. - Benedizione eucaristica pontificale.

DOMENICA 4 DICEMBRE

Ore 6,30: Messa celebrata dal Rev.mo Signor D. Pietro Ricaldone, Rettor Maggiore della Società Salesiana.

Ore 7,30: Messa celebrata dall'Em.mo Cardinale Patriarca di Venezia.

Ore 8,30: Messa celebrata da un Ecc.mo Vescovo.

Ore 10: Solenne Pontificale di S. Eminenza Rev.ma il Signor Card. Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, coll'assistenza degli altri Em.mi Cardinali e di vari Ecc.mi Vescovi.

Ore 15: Rosario. - Discorso di S. E. Rev.ma Mons. Cognata, Vescovo di Bova. - Benedizione eucaristica pontificale.

Ore 16,30: Vespri pontificali. - Discorso di S. Em. Rev.ma il Cardinale Arcivescovo di Torino. - Benedizione eucaristica pontificale.

All'ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice.

Il mese di settembre ha segnato il ciclo più intenso e più grandioso dei pellegrinaggi alla basilica dell'Ausiliatrice ed all'altare di San Giovanni Bosco. Il numero dei pellegrini ha raggiunto cifre imponenti ed il loro fervore manifestazioni commoventi.

Il giorno 1, ne abbiamo notato da Calliano d'Asti, da Mondovì, da Pavia, da Montà d'Alba, da San Rocco di Montà d'Alba, da Gattatico (Reggio Emilia), da Cafasse, da Cuorgnè Canavese...

Il 2: da Dorno (Pavia) e da Fidenza. Questi guidati dal direttore del nostro Oratorio, si fermarono due giorni compiendo le loro devozioni all'altare della Madonna ed a quello del Santo.

Il 4: da Lodi, da Bra, da Nevigliè, da Breme (Pavia), da Milano, da Santa Margherita Ligure, e 15o tra uomini e giovani del Patronato S. Vincenzo di Bergamo colla loro banda. Ascoltarono la Messa all'altare del Santo e s'accostarono alla santa Comunione. Fecero colazione e pranzo al sacco, e, dopo la funzione di chiusura, tennero un concerto nel cortile centrale e in piazza davanti al monumento di Don Bosco, riscuotendo calorosi applausi.

Il 5: pellegrini da Corsione d'Asti, da Agrate Conturbia, da San Fiorano di Lodi, da Dovera (Cremona), da Caniglie (Asti). Visita di un bel gruppo di Giovani Littoriali napoletani e di altre regioni alla spicciolata.

Il 6: da Murazzo (Cuneo), da Bologna e da Dolo (Padova). Visita di un gruppo di infermiere dell'Istituto Santa Corona di Pietra Ligure.

Il 7: pellegrini da Montemarzo d'Asti.

Le diocesi di Cuneo e di Fossano.

Il giorno 8: solenne pellegrinaggio diocesano delle Diocesi di Cuneo (250) e Fossano (450), sotto la presidenza di S. E. Mons. Soracco, vescovo di Fossano e del Vicario generale di Cuneo, guidati dai Direttori diocesani e dai Direttori dei nostri Istituti locali, Don Cucchi e D. Fael. Giunti con treno speciale e con torpedoni, i 700 pellegrini vennero accolti in basilica dal Rettor Maggiore con affettuose parole di benvenuto, ed ascoltarono la Messa celebrata da S. E. Mons. Vescovo di Fossano il quale tenne anche una fervida allocuzione. Chiuse il pellegrinaggio, nel pomeriggio, la benedizione eucaristica impartita dal Vicario generale di Cuneo. Altri pellegrini: da Malta, da Castelnuovo Calcea, da Antignano, da Castellero, da Monale, da Montechiaro d'Asti, da Busto Arsizio e 100 giovani dell'Oratorio festivo di Borgo San Martino.

Il 9: visita di un gruppo di Fratelli Maristi dalla Francia.

Il 10: pellegrini da Albano Vercellese, da Montechiaro d'Asti...

Il pellegrinaggio Romano.

L' 11 settembre, giornata trionfale, aperta dal pellegrinaggio romano.

Organizzato dai nostri Ex-allievi ed incoraggiato dall'Em.mo Cardinal Vicario, portò a Torino con treno speciale 470 pellegrini da Roma, da Orvieto e da altre città del Lazio, sotto la presidenza dell'Ecc.mo nostro Mons. Salvatore Rotolo, ausiliare del Cardinale Enrico Gasparri per la diocesi di Velletri, e la guida dell'Ispettore D. Marcoaldi e del Presidente Internazionale degli Ex-allievi salesiani Gr. Uff. Arturo Poesio, coadiuvati dall'infaticabile Don De Bonis e da un comitato di zelantissimi Ex-allievi. Raggiunto l'Oratorio con apposito servizio tranviario, si ordinarono nel cortile centrale ed, inalberata la Croce, entrarono solennemente in basilica, accolti dal IV Successore di San Giovanni Bosco, il rev.mo sig. Don Ricaldone, con affettuosissime parole di benvenuto. Ascoltarono la Messa celebrata da S. E. Mons. Rotolo all'altare dell'Ausiliatrice e si accostarono tutti alla santa Comunione, infervorati da una vibrante allocuzione del Vescovo salesiano. Dopo colazione, resero omaggio al Rettor Maggiore. Il Presidente Internazionale degli Ex-allievi si rese interprete dei sentimenti dei pellegrini e gli consegnò l'offerta raccolta pei lavori di ampliamento. Il Rettor Maggiore ringraziò commosso S. E. Mons. Rotolo, gli Ex-allievi ed i Cooperatori Romani e, rinnovando la benedizione di Maria Ausiliatrice, formulò per tutti i voti migliori. In giornata i pellegrini visitarono il « Cottolengo », il santuario della Consolata, la cappella della Sindone... L'indomani con un superbo servizio di torpedoni si recarono a Castelnuovo Don Bosco. Accolti cordialmente dal vicario Teol. Nizia, dal direttore del nostro Collegio D. Stella, dai nostri alunni e dalla popolazione, ascoltarono la Messa di Mons. Rotolo nella chiesa parrocchiale e s'accostarono ancora in massa alla santa Comunione, colla dolce emozione dei ricordi di Don Bosco suscitati nel fervorino dal vescovo celebrante. Dopo Messa, passarono al Collegio ove superiori e giovani aspiranti missionari fecero loro festa e servirono in abbondanza dell'uva squisita. Al gentile indirizzo di un alunno risposero Mons. Rotolo ed il Gr. Uff. Arturo Poesio. Da Castelnuovo salirono ai Becchi, indugiandosi commossi alla casetta natia del Santo; poi, per Superga, tornarono a Torino pel pranzo ed un bel giro turistico. A sera, si raccolsero nella chiesa di San Giovanni Evangelista ad ascoltare un elevato discorso del nostro Don Caviglia ed a ricevere l'eucaristica benedizione impartita pontificalmente da S. E. Mons. Rotolo. Viaggiando poi tutta la notte, giunsero a Roma l'indomani mattina e conclusero il pellegrinaggio con un'ultima funzione nella nostra basilica del Sacro Cuore.

Oltre 4000 pellegrini da Asti.

Erano appena sfollati dalla basilica di Maria Ausiliatrice, i pellegrini Romani, che, la stessa domenica 11 settembre, tre treni speciali e parecchi torpedoni recarono a Valdocco oltre 4000 pellegrini della diocesi di Asti, coll'Ecc.mo Vescovo Diocesano Mons. Umberto Rossi. Guidati dal Direttore diocesano dei Cooperatori, can. prof. Don Bianco, dal M° Don Nebbia, dai Parroci e dai dirigenti dell'Azione Cattolica, coadiuvati dal nostro D. Alfredo Marcoz, i pellegrini si adunarono in piazza Maria Ausiliatrice ed, inalberata la Croce, entrarono in basilica, al canto delle Litanie lauretane, accolti con festa d'organo e di campane. Mentre Mons. Vescovo prendeva posto in presbiterio e Mons. Stella passava in sagrestia ad assumere i paramenti per la Messa, salì in pulpito il Rettor Maggiore per dire tutta la gioia del suo cuore di fronte al grandioso tributo di venerazione che i conterranei del Santo offrivano con quel pellegrinaggio alla Vergine Ausiliatrice ed a Don Bosco. Al Vangelo, interrotte le preghiere ed i canti liturgici, prese la parola il Vescovo per infervorare i suoi diocesani alla Comunione generale sotto lo sguardo dell'Ausiliatrice. Per la Comunione coadiuvarono Mons. Vescovo vari sacerdoti. Dalla chiesa i pellegrini passarono al salone-teatro per la commemorazione ufficiale del 50° del transito di S. Giovanni Bosco tenuta dall'avv. Dino Andreis di Cuneo. Presiedette il Rettor Maggiore col Vescovo di Asti e con Mons. Rotolo. Il devoto pellegrinaggio si chiuse nel pomeriggio con un fervoroso discorso di Mons. Vescovo, il quale, ricordata la guarigione ottenuta, bambino, per intercessione di Maria Ausiliatrice, esaltò la figura di Don Bosco e il prodigio dell'Opera sua, e chiuse invitando i pellegrini alla rinnovazione dei voti battesimali come atto di riparazione per le bestemmie lanciate in quel giorno a Londra dal Congresso dei « senza Dio». I fedeli risposero in coro alle formule recitate dal Vescovo, il quale, sceso dal pulpito, impartì pontificalmente l'eucaristica benedizione.

Pellegrinaggio diocesano di Vercelli.

Mentre i pellegrini di Asti si raccoglievano in teatro e quelli di Roma si preparavano a raggiungere gli alberghi, entrarono in basilica processionalmente un seicento pellegrini della Archidiocesi di Vercelli per ascoltare la Messa celebrata all'altare dell'Ausiliatrice da Mons. Aragnetti, Vicario generale, il quale tenne pure un fervido discorso. Diede loro il benvenuto il rettore della basilica, Don Giacomo Mellica. Anche i pellegrini Vercellesi chiusero il pellegrinaggio con la benedizione eucaristica, nelle prime ore del pomeriggio.

Pellegrinaggi minori affluirono, lo stesso giorno, da Recco, da Savona, da Casale Monferrato, da Lodi e da Serravalle Sesia.

L'arrivo di Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo di Bologna e del Pellegrinaggio Bolognese.

Il giorno 12: pellegrini da Fossano e da Montaldo di Mondovì.

A sera, giunse da Bologna Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Card. Giovanni Battista Nasalli Rocca, Arcivescovo di Bologna ed il pellegrinaggio Bolognese, guidato dal Can. Cavina, col direttore del nostro Istituto Don Parazzini. Fatta una visita alla basilica e ricevuta la benedizione eucaristica, i pellegrini si portarono subito agli alberghi prenotati. Sua Eminenza rimase con noi a trascorrere una serata salesiana. Lo abbiamo visto con emozione recitare con noi le preghiere della sera nella cappella di S. Francesco ed ascoltare il sermoncino della « buona notte» che volle dare il Rettor Maggiore per ringraziare Sua Eminenza e ricordare l'affetto di Bologna per l'Opera Salesiana. Al termine del suo dire, il sig. D. Ricaldone invitò il Cardinale a darci la benedizione e Sua Eminenza accondiscese, ricordando con piacere d'essere Cooperatore salesiano fin dal 1884 e dicendosi ben lieto di quell'intima serata salesiana.

L'indomani Sua Eminenza celebrò all'altare del Santo e distribuì ai pellegrini la santa

Comunione infervorandoli con un paterno, elevato discorso di esaltazione delle virtù e della missione di Don Bosco. Posò quindi col Rettor Maggiore per un gruppo fotografico e in mattinata partì per Genova, mentre i pellegrini concludevano il loro programma.

Il pellegrinaggio di Verona.

Quasi contemporaneamente al Cardinale Arcivescovo di Bologna, la stessa sera del giorno 12, arrivò all'Oratorio S. E. il Vescovo di Verona Mons. Gerolamo Cardinale, precedendo di qualche minuto i torpedoni che recarono agli alberghi un centinaio dei suoi diocesani. I pellegrini Veronesi raggiunsero la basilica l'indomani mattina ed ascoltarono la santa Messa celebrata da Monsignor Vescovo all'altare dell'Ausiliatrice. Prima della Comunione S. E. rivolse loro un toccante fervorino esortandoli alla confidenza nell'intercessione di Maria SS. Nel pomereggio visitarono anche la casetta natia di Don Bosco ai Becchi ed, il giorno seguente, tornarono a Valdocco per ascoltare la Messa di Mons. Vescovo all'altare del Santo. Ricevettero ancora la Comunione dalle sue mani, nuovamente infervorati da una affettuosa allocuzione rievocante la figura e la missione di S. Giovanni Bosco. Pellegrinaggi minori, lo stesso giorno 13, da Vanzaghello e da Perno d'Alba.

Il 14, un numeroso pellegrinaggio francese, diretto a Roma: 450 soci della Confederazione Operai Cristiani, guidati dal Can. Joly, ascoltarono devotamente la santa Messa, si accostarono alla santa Comunione, e, visitata la Casa-Madre, proseguirono per Roma. Altri pellegrini da Borgo San Dalmazzo, da Recetto (Novara), da Mombello (Varese). Nel pomeriggio, visita delle LL. EE. Rev.me. L'Arcivescovo di Vercelli, Mons. Montanelli, il Vescovo di Casale Monf. Mons. Pella, e il Vescovo di Pinerolo Mons. Binaschi che, l'indomani, celebrò all'altare del Santo.

Il 15, pellegrini da Pieve di Cento (Bologna), da Villafranca Sabauda e da Pietra Ligure. Il 16, un pellegrinaggio da Piacenza. Il 17, da Maroggia (Svizzera) col nostro direttore Don Redaelli che, l'indomani, celebrò all'altare del Santo.

Pellegrinaggio diocesano di Tivoli.

La domenica 18, con treno speciale arrivarono 600 pellegrini da Tivoli col Vescovo diocesano S. E. Mons. Della Vedova. Salutati, all'ingresso della basilica, dal rettore Don Mellica, ascoltarono la Messa celebrata da Mons. Vescovo all'altare dell'Ausiliatrice e s'accostarono in massa alla santa Comunione. Poi guidati dall'organizzatore Can. Delmirani, che tenne infra missam un appropriato fervorino, visitarono il Cottolengo, la Sindone, Superga... e, a sera, si raccolsero nel santuario della Consolata per la funzione di chiusura e la benedizione eucaristica impartita da Mons. Vescovo. L'indomani S. E. celebrò di buon'ora all'altare del Santo, quindi ripartì coi pellegrini per Genova e Roma.

Pellegrinaggio diocesano di Grosseto.

Il 19, a notte, giunsero pure con treno speciale circa 1200 pellegrini della diocesi di Grosseto con S. E. Mons. Galeazzi, vescovo diocesano, dignità del Clero e il direttore del nostro Istituto D. Gallia. Scesi alla basilica, il mattino seguente, provvidero subito alle sante confessioni. Alle 7,30, mentre Mons. Vescovo accedeva all'altare di Maria Ausiliatrice, salì sui pulpito il Rettor Maggiore a dare il benvenuto e la benedizione della Madonna. Al Vangelo S. E. tenne un vibrante discorso infervorandoli alla Comunione generale che richiese l'aiuto di parecchi sacerdoti. Prima della benedizione lo zelantissimo Pastore prese ancora la parola per compiacersi della pietà dei suoi diocesani e ricordare le particolari intenzioni del pellegrinaggio. Preso il gruppo fotografico, i pellegrini seguirono il programma visitando il Cottolengo, la Consolata, la cappella della Sindone, Superga... e, l'indomani, si recarono al santuario di Oropa a rendere un altro omaggio alla Vergine Santa.

Lo stesso giorno, altri pellegrini da Montodine (Crema) e da Triuggio (Milano).

L'arrivo di S. E. Monsignor Selva, del Nunzio Apostolico di Olanda e di S. E. Mons. Colli.

La sera dello stesso giorno 18, con S. E. l'Arcivescovo Mons. D'Aquino, il treno di Roma ci portò anche S. E. Mons. Giuseppe Selva, già Ispettore delle nostre Case e Missioni del Nord del Brasile, ed il 24 aprile u. s. consacrato in Recife Vescovo titolare di Metre, Prelato di Registro di Araguaya. Accolto a festa dai superiori e confratelli S. E. si trattenne un paio di giorni celebrando all'altare della Madonna ed a quello di S. Giovanni Bosco, ed assistette alla ricognizione della salma della Ven. Madre Mazzarello. Raggiunse quindi il paese natio ov'era atteso dai parenti e dai compaesani e, trascorso un breve soggiorno fra i suoi cari, ritornò fra noi per prepararsi a raggiungere la sua nuova sede nelle vaste missioni del Matto Grosso (Brasile), cui aveva già fatto una rapida visita prima di venire in Italia suscitando tanto entusiasmo e tante speranze. Il 19, a sera, ci onorò di una graditissima visita il Nunzio Apostolico di Olanda S. E. Mons. Paolo Giobbe il quale si trattenne pure un paio di giorni per poter celebrare all'altare della Madonna ed a quello di S. Giovanni Bosco. Un quinto Vescovo fu graditissimo ospite, il giorno 20: S. E. Mons. Colli, di Parma, il quale celebrò all'altare dell'Ausiliatrice.

La ricognizione della salma della Ven. Maria Domenica Mazzarello.

La mattina del 19 settembre, in forma assolutamente privata, l'Em.mo Card. Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati, alla presenza delle LL. EE. Rev.me Mons. D'Aquino Correa, arcivescovo di Cuyabà e Mons. Selva, Prelato di Registro d'Araguaya, del Rettor Maggiore e dei membri del Capitolo Superiore, del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, del nostro Procuratore generale Don Tomasetti, Postulatore della Causa, degli Officiali di Curia, dei medici giurati dott. cav. Pier Luigi Peynetti e dott. cav. Eugenio Rocca e di altri pochi privilegiati, procedette alla ricognizione canonica dei resti mortali della salma della Venerabile Maria Mazzarello. Diresse la cerimonia il Cancelliere arcivescovile Can. Pio Battist.

Tolta dal loculo provvisoriamente praticato in una parete della cappella delle Reliquie sotto la basilica di Maria Ausiliatrice, la cassa, sorretta da quattro Superiore del Consiglio generalizio, venne portata processionalmente nella sala Card. Cagliero per le verifiche canoniche ed il prelevamento delle reliquie da offrire al Santo Padre ed alle chiese. Il cranio e le ossa principali, ricomposte dai medici giurati, furono quindi collocate in un'altra cassetta e riportate nel loculo in attesa del giorno della beatificazione in cui verranno esposte alla venerazione dei fedeli.

Abbiamo dato in prima pagina il programma dei festeggiamenti. Possiamo pure annunziare che saran pronte per allora le biografie ufficiali della futura Beata: la grande biografia scritta dal sac. dott. EUGENIO CERIA; il profilo biografico del sac. dott. ALBERTO CAVIGLIA e la biografia popolare scritta dal sac. GUIDO FAVINI. - Edizioni della S. E. I.

Altri pellegrinaggi.

Riprendendo la cronaca dei pellegrinaggi ne troviamo segnati: il 21, da Genova; il 22, da Caccivio (Como) e da Pavia.

Nel tardo pomeriggio giunse pure S. E. Rev.ma Mons. Egidio Lari che si trattenne a celebrare all'altare della Madonna ed a quello del Santo.

Il 23, pellegrini, alla spicciolata, da diverse parti. Il 24, da Balerna (Canton Ticino).

Il 25: folla di visitatori, coi treni popolari. Alle 8 giunsero i pellegrinaggi di Pinerolo e di Varazze. I pellegrini di Pinerolo ascoltarono la Messa all'altare del Santo celebrata dal Direttore diocesano dei Cooperatori Mons. Baronetto. Quelli di Varazze, in numero di seicento, ebbero la Messa all'altare dell'Ausiliatrice. Celebrò il direttore del nostro Istituto D. Treggia e quasi tutti s'accostarono ai santi Sacramenti.

Mezz'ora dopo giunsero i pellegrini di Albenga guidati da Mons. Secondo, Arciprete della Cattedrale, che celebrò all'altare del Santo.

Alle 9,30 entrarono in basilica i pellegrini di Genova-Sampierdarena col nostro Prevosto Don Raschio, il direttore D. Ragghiante e Mons. Sanguinetti che celebrò la Messa all'altare del Santo e rivolse loro una fervida allocuzione. In giornata scesero ancora al santuario un ottocento Dopolavoristi di Somma Lombardo. Pellegrinaggi minori da Como, Senapo, Palazzolo sull'Oglio...

Il pellegrinaggio diocesano di Sulmona.

In serata arrivarono 250 pellegrini dalla diocesi di Sulmona col Vescovo diocesano S. E. Mons. Luciano Marcante. Convennero alla basilica di Maria Ausiliatrice l'indomani ed ascoltarono la Messa celebrata da Mons. Vescovo all'altare del Santo, accostandosi devotamente alla santa Comunione. Compirono quindi le visite alla Casa-madre, al Cottolengo, al santuario della Consolata, alla cappella della Sindone ed a Superga; il 27, di buon mattino, partirono per Milano.

Altri pellegrini: il 26, da Lodi; il 27, da Viareggio; il 28, da Verona.

Il 27, una rapida visita di S. E. Mons. Salvucci, Vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi.

Lettera di D. Giulivo ai giovani.

Carissimi,

salirà gli altari, il 20 di questo mese, la confondatrice e prima Superiora generale dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice: Madre Maria Domenica Mazzarello, aureolata della gloria dei beati. Tra le caratteristiche della sua vita giovanile ce ne sono due che vi possono suggerire una santa emulazione. Umile in tutto, Maria ci teneva a primeggiare nello studio del Catechismo e nel lavoro. «Non voglio che i ragazzi mi bagnino il naso! » diceva a scuola di Religione. E i contadini assunti dal padre a lavorare nella sua vigna e nei suoi campi sudavano a tenerle dietro e provavano vergogna di non riuscire a superarla. Ecco due primati che farebbero onore anche a voi tutti: primato nello studio, specialmente della Religione, e primato nel lavoro. Coraggio! E sarete sicuri di prepararvi uno splendido avvenire che non avrà tramonto nella tomba. Vi assista la prossima Beata e vi sproni il santo Don Bosco che nella Religione ha educato generazioni intere di onorati professionisti, di illustri magistrati, di ottimi operai...   Vostro aff.mo

DON GIULIVO.

IN FAMIGLIA

ITALIA - Castellammare di Stabia.

A ricordare il 50° anniversario del transito di S. Giovanni Bosco, S. E. il Vescovo Mons. Federico Emanuel, salesiano, ha dotato la città di Castellammare dell'opera più cara al cuore del Santo: l'Oratorio festivo. A questo scopo ha adattato i locali dell'antico Seminario, costruendo nel giardino un'ampia palestra capace di accogliere un duemila persone. All'opera provvidenziale hanno contribuito anche i cittadini e, con l'autorizzazione del Ministero della Marina, la Direzione del R. Cantiere Navale. Autorità e popolo hanno potuto ammirare l'efficienza della istituzione nel corso dei festeggiamenti onorati anche della presenza delle LL. EE. Mons. Angelo Bartolomasi, Arcivescovo Castrense, Mons. Camerlengo, Vescovo di Nola e Mons. Teutonico Vescovo di Aversa. L'Oratorio è frequentato normalmente da circa 400 fanciulli ed è intitolato a San Giovanni Bosco.

ARGENTINA - Rosario. - La Messa mensile per gl'Italiani.

In occasione del 50° della morte del nostro santo Fondatore, i Salesiani di Rosario hanno lanciato l'idea di una speciale funzione mensile per la Collettività italiana, da celebrarsi regolarmente, la quarta domenica di ogni mese, nella cripta del nostro monumentale tempio di Maria Ausiliatrice. L'idea riscosse l'entusiasmo degli Italiani residenti in quella fiorente zona agricola e la cordiale adesione delle autorità consolari e delle gerarchie che s'impegnarono ad intervenire con grande edificazione di tutti. La funzione comprende la Messa e la spiegazione del santo Vangelo; preghiere e canti in lingua italiana la rendono quanto mai cara ai nostri connazionali. S'iniziò la tradizione proprio il 31 gennaio u. s. festa del Santo. L'Ecc.mo Vescovo diocesano Mons. Antonio Caggiano celebrò la santa Messa e distribuì la Comunione. Il nostro D. Massa fece il panegirico del Santo. Al posto d'onore era il R. Console Comm. Lorenzo Nicolai colla famiglia, il Segretario di Zona, il Capo di Polizia in rappresentanza del Governatore, l'Intendente e il Segretario di Finanza, ecc.

Attorno all'altare, bandiere e gagliardetti delle associazioni.

Mons. Vescovo intervenne anche alla funzione del mese seguente pel canto del Te Deum, nell'anniversario della Conciliazione. Il 27 marzo, dopo la Messa, i nostri connazionali, convenuti in numero straordinario, passarono in un salone del collegio per consegnare al Direttore D. Fanzolato, che doveva accompagnare in Italia l'Ispettore D. Cabrini al Capitolo generale, la bella somma di L. 1000 da rimettere al Rettor Maggiore per l'ampliamento della basilica di Maria Ausiliatrice. L'offerta gli venne presentata con nobili parole del presidente della « Dante Alighieri », ed egli s'impegnò a celebrare per gli offerenti una Messa all'altare dei Santo. Commoventissima la funzione di aprile che diede ampia comodità a tutti di soddisfare al precetto pasquale. Ci auguriamo di cuore che la bella iniziativa trovi larga imitazione.

INGHILTERRA - Cinquant'anni di attività salesiana. Le mirabili vie della Provvidenza.

Tra le consolazioni che il Cielo riserbava al suo servo fedele S. Giovanni Bosco durante la sua ultima malattia, pochi giorni prima della sua molte, due spiccano con speciale importanza: l'annunzio che alcuni suoi figli avevano messo piede nell'Equatore e che altri avevano iniziato l'Opera salesiana a Londra. E due delle sue ultime benedizioni furono precisamente per queste due fondazioni: « Benedico Quito! benedico Londra! ».

Il gran Patriarca - il cui cuore era capace di abbracciare tutto il mondo - prima di morire vide cosí realizzato uno dei suoi più ardenti desideri: la fondazione di una casa salesiana anche nella metropoli della grande nazione europea. Da molti anni i suoi occhi erano fissi all'Inghilterra, per la quale nutriva una speciale affezione lasciatagli in eredità dal piissimo suo alunno il Ven. Domenico Savio, il quale lo aveva incaricato di portare al Santo Padre Pio IX un celeste messaggio: « avere il Signore disegni di misericordia sulla nazione Inglese ». Nei suoi soggiorni a Roma il Santo aveva avuto contatto con distinti ecclesiastici Inglesi ed Irlandesi: ad alcuni giovani di queste due nazioni aveva anzi rivolto l'invito di farsi salesiani colla speranza di prepararli per le missioni e per le sue future fondazioni in Inghilterra.

Ad incoraggiarlo nel suo divisamento di mandare i Salesiani in Inghilterra contribuirono le frequenti visite di illustri cattolici Inglesi che egli riceveva all'Oratorio con ogni segno di onore e rispetto, e le visite dei novelli Sacerdoti inglesi ordinati in Roma che, prima di iniziare il loro apostolato in patria, passavano a Torino a domandare la benedizione del Santo. Ma Don Bosco, come era suo costume in simili casi, prima di agire attese un segno dall'alto: e questo venne quando Leone XIII espresse un formale desiderio che egli mandasse i suoi Salesiani a Londra.

A LONDRA. - I primi prescelti partirono nel novembre del 1887. Non mancarono le difficoltà, specialmente quella della povertà dei mezzi. Due stanze prese in affitto e una piccola chiesa in ferro-legno, che durante la settimana doveva anche servire da scuola, furono il primo campo di lavoro dei Salesiani. Tanto squallore fece persin temere al Vescovo locale del successo dell'opera: egli non poteva capire come Don Bosco si azzardasse ad una fondazione con tanta povertà di mezzi. Ma il Santo, una volta presa una risoluzione, era inamovibile; d'altra parte il Papa aveva parlato, e l'opera doveva riuscire. La divozione al Sacro Cuore di Gesù che animò e sorresse lo zelo apostolico del Santo durante gli ultimi anni di sua vita (si pensi agli enormi sacrifizi a cui si sottopose per erigere la Chiesa del Sacro Cuore in Roma) lo indusse a consacrare al Sacro Cuore la sua prima fondazione inglese. Questa divozione doveva essere uno stimolo efficace ai suoi Salesiani per accingersi a lavorare con fede e zelo in quella terra in cui - a detta del Cardinale Manning - soltanto metodi pastorali improntati a grande carità avrebbero potuto ricondurre a Dio tanti cuori agghiacciati dalla Riforma protestante.

Ma se gli inizi furono difficili, furono subito sensibili i segni della Divina Provvidenza. Un giovane sacerdote inglese - Francesco Bourne - che Don Bosco aveva incontrato a Parigi nel Seminario di S. Sulpizio, e più tardi accolto ed ospitato con segni speciali di benevolenza a Torino - si offerse ad aiutare col consiglio e coll'opera i Salesiani nei primi mesi di lavoro, condividendo con loro povertà e fatiche nella loro povera abitazione. Egli doveva diventare più tardi il Cardinale Arcivescovo di Westminster, il Pastore zelante che diffuse in mezzo al suo popolo e al suo clero lo spirito di San Francesco di Sales e di San Giovanni Bosco.

Non è fuori di luogo ricordare i nomi di quei generosi lavoratori della prima ora. Erano quattro: il sacerdote irlandese P. Mc Kiernan - cresciuto alla scuola di Don Bosco in Torino dove era venuto giovanetto dall'Irlanda - e tanto caro al Santo da essere da lui additato come modello di innocenza e pietà, un altro San Luigi Gonzaga; il sacerdote inglese Carlo Macey - pure cresciuto alla scuola di Don Bosco a Valdocco, dove era stato inviato da Lady Herbert, ammiratrice del Santo e delle sue Opere. Più tardi si unirono due Salesiani italiani: il sac. Francesco Bonavia, un ardito lavoratore della penna che in poco tempo iniziò la pubblicazione del Bollettino Salesiano inglese; ed il valoroso sac. Eugenio Rabagliati, uomo di instancabile attività, che doveva essere il braccio destro del Direttore e più tardi spendere tutte le sue energie nella costruzione e nello sviluppo dell'Istituto.

Dopo dieci anni di lavoro, la piccola chiesa di legno-ferro cedette il luogo ad una magnifica chiesa in onore del Sacro Cuore con annesse scuole parrocchiali. Per grazia singolare di San Giuseppe s'era potuto acquistare un terreno con casa adiacente e su di esso sorse l'attuale Istituto, che oggi ha scuole cattoliche pareggiate, frequentate da oltre 400 giovani del Sud di Londra.

LE DIRAMAZIONI. - Ma prima ancora che l'opera fosse consolidata in Londra, essa aveva già cominciato le sue diramazioni. Nel 1896 alcuni Salesiani partivano da Londra per fondare nel Sud Africa un Istituto di arti e mestieri che è l'unico del genere nella Città del Capo. Un anno dopo si fondava la casa di noviziato a Burwash, più volte visitata e benedetta dal Servo di Dio Don Michele Rua, il quale, in una memorabile circostanza, parlando ai primi novizi, predisse un grande sviluppo delle vocazioni salesiane in Inghilterra ed in Irlanda. La predizione cominciò ad avverarsi dopo la grande guerra, quando fu necessario aprire una nuova e più ampia casa ad Oxford per accogliere il crescente numero di aspiranti, di novizi e di studenti di filosofia.

Nel frattempo anche l'Irlanda ebbe la sua prima fondazione salesiana. Il vescovo di Limerick aveva conosciuto Don Bosco a Roma ed aveva desiderato da giovane di farsi salesiano; ma speciali circostanze non gli avevano consentito di attuare il suo desiderio. La venerazione e l'affetto che sentiva per Santo lo indussero ad invitare i Salesiani a lavorare nella sua Diocesi. Oggi fiorisce a Limerick una Colonia Agricola con annessa sezione di aspiranti missionari, ed è in corso di erezione una graziosa chiesa in onore di Maria Ausiliatrice.

Gli ultimi dieci anni furono particolarmente benedetti da uno sviluppo meraviglioso di vocazioni missionarie. Nel cuore dell'Inghilterra, a Shrigley, a ricordo della Beatificazione di Don Bosco, si poti inaugurare un ampio Collegio Missionario, capace di circa 150 studenti. I primi giovani che in quell'anno accorsero all'appello sono già sul campo del lavoro nel Sud e nel Nord dell'India, nel Siam, in Giappone e nel Sud America. Chi pensa al mantenimento di tutti questi aspiranti ? San Giovanni Bosco ha suscitato una generosa emulazione tra i Cooperatori Salesiani dell'Inghilterra e in particolare dell'Irlanda i quali, organizzati in Gruppi, detti Gruppi Apostolici di Maria Ausiliatrice (composti ciascun gruppo di 12 zelatori per ricordare i 12 apostoli) raccolgono le necessarie offerte per i quattro anni di aspirandato

Mancava ancora in Inghilterra un'opera per gli orfani, i prediletti del Santo. Ed anche questa fu iniziata nell'anno della sua Canonizzazione con una scuola agraria ed una scuola professionale a Blasdon. La fondazione ha portato a 14 il numero degli Istituti Salesiani della Ispettoria Anglo-Irlandese.

I Salesiani sono oggi 298. Nelle case di formazione si preparano ad ingrossarne le fila: 43 ascritti e 210 aspiranti.

Il Vescovo di Southark Mons. Amigo, che presiedette la festa giubilare in Londra, conchiuse un eloquente discorso colle parole del Salmista: « Questo fu fatto dal Signore - questo è mirabile agli occhi nostri ». Mirabile il lavoro compiuto in cinquant'anni, mirabile l'espansione; ma forse più mirabili ancora le vie della Provvidenza che condussero il Santo ed i suoi figli a stabilirsi in Inghilterra.

Le celebrazioni cinquantenarie svoltesi con fervore in tutte le nostre Case, furono coronate il 24 luglio u. s. colla inaugurazione del TempioSantuario in onore di S. Giovanni Bosco a Shrigley. Fu una festa commovente, grandiosa. Più di 3.000 persone convennero da varie parti dell'Inghilterra e perfino dalla Scozia e dall'Irlanda. Vi partecipò anche il Sindaco di Dublino in veste ufficiale. Rappresentò il Rettore Maggiore S. E. l'Arcivescovo salesiano Mons. Guerra. La Messa Pontificale venne celebrata dal Vescovo Diocesano S. E. Mons. Moriarty, il quale portò pure la Reliquia del Santo all'imponente processione svoltasi nel pomeriggio. Disse le lodi del Santo l'Ispettore Don E. Tozzi.

S. Giovanni Bosco dal Colle di Shrigley vegli sulla gioventù Inglese, ed unisca la sua intercessione a quella dei santi martiri inglesi Card. Fischer e Tomaso Moro, affinchè questa grande Nazione ritorni un giorno tutta alla Fede Cattolica Romana.

VENEZUELA - El Tocuyo. - Per Maria Ausiliatrice e per il Sacro Cuore.

È appena un anno che le Figlie di Maria Ausiliatrice si trovano a El Tocuyo e, desiderando dar subito impulso alla devozione a Maria Ausiliatrice, si sono impegnate a celebrarne la festa con la maggior solennità possibile.

Fatta precedere dal suo mese di preparazione, cominciarono a distinguere il 24 maggio,con Messa cantata dalle alunne della Scuola, nella cappella del Collegio, e accademia al pomeriggio, rimandando la solennità esteriore alla domenica seguente, 29, nella chiesa parrocchiale.

I Padri Cappuccini, che reggono la Parrocchia, non avrebbero potuto fare di più per la riuscita. Lo stesso Padre superiore volle collocare di sua mano il quadro di Maria Ausiliatrice, dipinto da una Suora, sull'altare maggiore, ornandolo con gusto di splendide luci elettriche e con gigli a profusione.

Alla Messa delle sei, allietata da 75 prime Comunione, assistettero tutte le associazioni della parrocchia; le nostre alunne cantarono scelti mottetti. Finita la Messa, i neo-comunicandi, scortati ognuno, come là si usa, da gruppi di bambini vestiti da angeli, furono accompagnati processionalmente all'Istituto, fra il canto di lodi sacre, il suono festoso delle campane e lo scoppio dei mortaretti. Nel cortile addobbato erano disposte le tavole per la colazione, tanto per i piccoli comunicandi come per le fanciulle della scuola: 186 fra tutti. Un gruppo di alunne fecero gli onori di casa prestando il servizio con una disinvoltura che fece meravigliare chi le aveva conosciute, qualche mese prima, tutte impacciate. Il ritorno alla chiesa per la Messa cantata si svolse ancora processionalmente. Celebrò il Padre superiore, il quale tenne pure un fervoroso e ispirato panegirico. Funzione devotissima. La gente n'uscì commossa ed entusiasta.

Al pomeriggio, nella cappella dell'Istituto, i neo-comunicandi rinnovarono le promesse battesimali davanti a Gesù Sacramentato e ricevettero la benedizione eucaristica.

La festa di Maria Ausiliatrice preparò quella del Sacro Cuore celebrata il 3 giugno con la solenne intronizzazione del Sacro Cuore nell'Istituto, e coll'iscrizione delle prime Guardie d'onore fra le alunne della scuola.

DALLE NOSTRE MISSIONI

EQUATORE

Il cinquantenario dell'Opera Salesiana. Rev.mo Signor Don Ricaldone,

Prima di darle qualche notizia delle feste celebrate pel giubileo d'oro dell'Opera salesiana nell'Equatore, mi sembra conveniente ricordare alcuni dati storici. Durante il suo provvido governo, il grande Presidente Gabriele Carcia Moreno, tanto sollecito del progresso morale e materiale della gioventù operaia del suo paese, aveva avuto notizia che i Fratelli delle Scuole Cristiane avevano fondato in New York un'opera speciale per la cura della gioventù operaia col titolo di « Protettorato Cattolico », e, desideroso di procurarne i preziosi benefici anche all'Equatore, vi chiamò gli zelanti religiosi a fondare una scuola di arti e mestieri, ch'egli pose sotto la protezione del governo. L'opera ben fondata, non tardò a dar frutti; ma, scomparso Garcia Moreno, cominciò a deperire e finì per cessare, lasciando solo l'edificio in cattive condizioni, con le macchine e gli utensili in progressivo deterioramento. Trascorsero degli anni prima che si potesse provvedere all'abbandono di tanta povera gioventù. Finalmente, nel 1887, il Ministro Tovar, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che aveva conosciuto l'opera di Don Bosco in Cile, mentre là rappresentava il suo Governo, ne parlò in privato ed in pubblico nelle sedute delle due Camere, sollecitando il Governo Equatoriano a valersi dell'opera del Santo per risuscitare il « Protettorato Cattolico ». L'idea piacque al Presidente della Repubblica, Giuseppe M. Camaño, che si accordò coll'Arcivescovo Mons. Giuseppe Ordoñez per mandare subito ad effetto il magnifico progetto. Si servirono a tal fine, prima del Console Equatoriano a Parigi, sig. Ballén, che ne scrisse a D. Bosco; poi, siccome la risposta avuta era un poco evasiva e prendeva tempo, dello stesso Arcivescovo che s'incaricò di trattarne personalmente con D. Bosco, andando a Roma sul principio del 1887. Seguirono infatti varii colloqui tra Don Bosco e l'Arcivescovo. Questi ne interessò lo stesso Sommo Pontefice Leone XIII. Discusso il progetto, il Santo, con un documento che porta la sua firma, s'impegnò a mandare i Salesiani quello stesso anno a prendere la direzione del «Protettorato Cattolico ». Scelse infatti quattro sacerdoti, un chierico e tre coadiutori, sotto la direzione di D. Luigi Calcagno e fissò il 6 dicembre per la funzione di addio nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Funzione commovente! I partenti si erano già radunati prima intorno a Don Bosco nella sua cameretta per riceverne gli ultimi ricordi. Ma il buon Padre, benchè estenuato di forze, volle scendere nel santuario. Entrò in presbiterio sostenuto dai segretari. Predicò Don Bonetti; ma, scrisse Don Viglietti nel suo diario, « la più bella e più efficace predica la fece il povero D. Bosco colla sua presenza». Aveva pure implorato una speciale benedizione dal Santo Padre col seguente telegramma: «Prosternato spirito imploro benedizione Santo Padre missionari salesiani destinati Equatore». I missionari partirono con due lettere del Santo: una per il Presidente della Repubblica, l'altra per l'Arcivescovo di Quito.

Dopo 53 giorni di viaggio, giunsero a Quito il 28 gennaio 1888. D. Calcagno telegrafò subito a D. Bosco: « Llegamos bien. Calcagno, Presidente». Il Santo capì e benedisse. Fu l'ultima benedizione ch'egli inviò ai suoi figli al di là del mare. Tre giorni dopo, infatti, egli volava dalla terra al Cielo.

In Quito i Salesiani furono subito oggetto di grandi attenzioni da parte delle autorità e del popolo, che li incoraggiarono al lavoro. Però la casa, l'antico Protettorato, mancava quasi di tutto; e fu giocoforza procurarsi prima le cose piú indispensabili. Il 5 febbraio si cominciò coll'accogliere il primo ragazzo, Rogelio Proavo; nei giorni seguenti altri sei. Fattesi poi le riparazioni più urgenti tanto all'edifizio quanto al materiale dei laboratori, si potè annunziare che il 19 aprile dello stesso anno 1888 si sarebbe aperta la « Scuola di arti e mestieri ». Non è possibile in questi brevi cenni far la storia dettagliata dei progressi che la nuova scuola segnò rapidamente con una buona organizzazione. Gli allievi aumentarono di anno in anno. La Banda musicale che prestava servizio pubblico nelle feste patriottiche, le belle funzioni religiose, le recite e le altre industrie del sistema salesiano, che costituivano una assoluta novità per le scuole e gli istituti privati dell'Equatore, le esposizioni didattiche e professionali con lavori fatti dai giovani alla fine di ogni anno... ci cattivarono la stima universale. Il Governo era tanto soddisfatto che il Presidente Caamaño, al termine del suo periodo presidenziale, dichiarò ufficialmente che considerava una delle sue opere più belle l'aver chiamato i Salesiani a ridar la vita al « Protettorato Cattolico ». Era opinione comune che l'Istituzione Salesiana era chiamata a dare un nuovo aspetto ed impulso alla educazione popolare, onde lo stesso Governo volle che si istituisse una scuola simile a quella di Quito anche in Riobamba ed in Cuenca (1891 e 1893) e che ai Salesiani fosse pure affidata la cura dei detenuti nel Panóptico: cura che, non ostante tutte le difficoltà dei tempi, prestiamo tuttora.

Il Presidente Flores, succeduto al Caamaño, ci continuò la sua benevolenza. Anzi, aderendo alla proposta del Rev.mo Don Giulio Matovelle, ottenne che il Congresso supplicasse la S. Sede a istituire 4 Vicariati nell'Oriente Equatoriano e che quello difficilissimo di Mendez e Gualaquiza fosse affidato ai Salesiani. Il relativo decreto della S. Sede porta la data dell'8 febbraio 1892. Venne così aperta la porta alle missioni salesiane fra i Jivaros equatoriani, che rispondeva ai desideri ed ai sogni di Don Bosco.

Il favore per la nostra Istituzione era all'apogeo, quando cominciarono le dure prove... Il 19 luglio del 1894 circolò un foglio, profusamente distribuito, firmato dai principali membri della « Società Artistica del Pichincha » nel quale si attaccavano aspramente i Salesiani del Protettorato, e, mettendo in giuoco il sentimento nazionalista, si dipingevano come intrusi, stranieri pericolosi e sfruttatori, che toglievano il lavoro ed il pane agli operai nazionali, ecc. ecc. Sorsero alla difesa i cattolici anche con magnifiche pubblicazioni; ma il diluvio delle diffamazioni e delle calunnie fece la sua strada, col favore di un nuovo movimento politico che si andava formando nella lotta tra il partito liberale ed il partito conservatore dominante. L'anno 1895 trascorse nell'ansia e fra crescenti timori di fronte ai torbidi politici che aggravarono la situazione. Messosi infine a capo del movimento liberale il Gen. Eloy Alfaro, trionfò in due battaglie contro i Conservatori ed entrò vittorioso in Quito il 1° settembre dello stesso anno. Nella bufera delle passioni, anche noi, chiamati dalla fiducia del Governo precedente, fummo travolti dalla persecuzione ed espulsi dalla Repubblica, con decreto governativo, nella notte dal 23 al 24 agosto, per non destare difficoltà da parte del popolo. La storia di questa espulsione, delle inaudite sofferenze dei Salesiani, condotti attraverso ai monti per imbarcarli nel mare del Nord, fu raccolta in un'ampia documentazione di cui i nostri Cooperatori avran letto il sunto nei volumetti delle Letture Cattoliche scritti dal compianto D. Francesia.

La lotta non si limitò al «Protettorato» di Quito, ma si estese ancora all'Istituto di Sangolqui, nostra prima casa di formazione, a Cuenca e a Riobamba, dove però si potè ancora salvare qualche cosa. Si minacciarono pure le Missioni di Gualaquiza. Gran parte del personale andò disperso. Ma parecchi passarono al Perù in attesa della calma politica per poter tornare e riprendere il lavoro da capo nelle varie Case.

La persecuzione e la nostra espulsione infatti, pur ritardando la diffusione dell'Opera salesiana, non l'arrestarono. Cessata la bufera settaria, riprese nelle località già menzionate e si estese coll'apertura delle Missioni di Indanza nel 1914, di Aguacate nel 1921, di Macas nel 1924, di Limón nel 1928, di Sucua nel 1931; colla fondazione della Casa Centrale per le Missioni in Macas e della parrocchia del Pan nel 1918, della casa per gli aspiranti in Quito, nel 1925, della Scuola Agricola in Cuenca, nel 1928, e, pure in Cuenca, dell'Istituto Merchàn nel 1936, della parrocchia di Rocafuerte nella Provincia di Manbi nel 1928 e dei due Collegi Cristoforo Colombo e Santistevan, in Guayaquil. Ora, non solo non ci manca il favore dei buoni, ma si moltiplicano le insistenze per l'apertura di nuove Case che la scarsezza di personale ci impedisce di accogliere.

È veramente sensibile l'efficacia della paterna benedizione impartita dal Santo Fondatore ai primi salesiani dal suo letto di morte!

Tutta la Repubblica si sente ormai legata a Don Bosco da vincoli indissolubili. Ne abbiamo avuto una prova nelle grandiose feste giubilari celebrate in quest'anno per ricordare la duplice coincidenza cinquantenaria del glorioso transito del Santo e dell'inizio dell'Opera sua nell'Equatore.

Mi permetto di descriverle quelle di Cuenca. perchè il Vescovo vi ha voluto dedicare il primo Congresso Eucaristico Diocesano.

Cuenca è una bella città di aspetto coloniale Adagiata nella Cordigliera delle Ande, a 2580 metri di altezza, sembra un reliquiario delle virtù patriarcali del passato, tabernacolo dei più puri fervori eucaristici. Gode di un clima di perenne primavera, favorito da condizioni topografiche ed atmosferiche che fanno della capitale dell'Azuay una città incantevole per bellezze antiche e comodità moderne. Ma l'incanto della natura è nulla in confronto del fervore spirituale della popolazione. Lo sentimmo al vivo durante lo svolgimento del primo

Congresso Eucaristico Diocesano che, affidato alla protezione di San Giovanni Bosco, ha superato ogni umana aspettativa, soddisfacendo largamente le nobili aspirazioni delle anime.

Noi non avremmo potuto celebrare più degnamente il duplice cinquantenario. E ci sentiamo profondamente grati a S. E. Mons. Daniele Hermida, Vescovo diocesano ed a tutto il Clero, che ci offersero la gloria d'un trionfo eucaristico per festeggiare la cara coincidenza. Mons. Vescovo indisse il Congresso con una magnifica pastorale, esaltando la figura di Don Bosco « Apostolo dell'Eucaristia » e fissando la data dal 4 al 12 maggio u. s. La popolazione rispose all'appello con mirabile entusiasmo. Non ci fu gran tempo per la preparazione; non mancarono le difficoltà; ma la fede del popolo ed il fervore del Direttore dei Cooperatori Salesiani, Dottor Don Emmanuele Serrano e dei nostri confratelli improvvisarono, in poche settimane, un bel «campo eucaristico» pel trionfo di Gesù. Le memorande giornate furono preparate da un triduo di predicazione in tutte le chiese della città, seguito da un altro più solenne che doveva tenersi nel Santuario di Maria Ausiliatrice e si dovette invece celebrare all'aperto nel « Campo Eucaristico » per non privare la maggior parte delle 15.000 anime accorse della parola di Dio prodigata in forma apostolica, elegante e suggestiva dal celebre P. Ramòn Gavilanes, Provinciale dei Mercedarii. I vibranti discorsi da lui tenuti e gli altri principali atti del Congresso furono trasmessi per radio all'Equatore, ed a tutto il Continente, da una potente stazione radio, installata espressamente.

A « Campo eucaristico» fu destinato il luogo più adatto e più spazioso della città: l'ampio cortile aperto tra il Collegio Salesiano « Cornelio Merchàn » e la Casa centrale delle Missioni. Sotto i vasti portici che lo circondano s'innalzarono capaci gradinate che, distribuendo ordinatamente la folla, gli diedero l'aspetto di un sacro anfiteatro. Una croce monumentale, di 25 metri di altezza, dominava dall'altare tutto lo spiazzo, facendone un immenso tempio. E fu questo tempio che offerse i più grandiosi spettacoli. Fedeli devoti lo gremirono a tutte le funzioni, rese più solenni dalla presenza dei Vescovi di Cuenca, Riobamba, Ibarra, Guayaquil e del nostro Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza. Il programma musicale venne affidato alla nostra scuola di canto formata dagli studenti di filosofia, dai novizi e da un scelto numero di fanciulli; il servizio d'ordine, ai nostri giovani Esploratori. Ben rappresentate le nostre Missioni dai Kivaretti di Gualaquiza, che interpretarono con ammirabile maestria la musica del Perosi, suscitando nel pubblico le più dolci emozioni. Innumerevoli le confessioni nel « Campo Eucaristico», nel santuario di Maria Ausiliatrice e nelle parrocchie e chiese cittadine. Oltre centomila anime tennero occupati in quei giorni tutti i sacerdoti della Diocesi. Di Comunioni ne abbiamo distribuito oltre centocinquantamila: quarantacinquemila solo nel « Campo Eucaristico»!

La prima giornata del triduo fu particolarmente dedicata ai fanciulli: circa seimila ricevettero per la prima volta il Pane degli Angeli! Venti sacerdoti impiegarono più di un'ora a comunicare la massa. Alla chiusura intervenne l'Ecc.mo Nunzio Apostolico, Mons. Efrem Forni, accolto con delirio di entusiasmo all'ingresso della città, ed accompagnato processionalmente dal popolo al «Campo Eucaristico», ove l'attendevano i quindicimila Congressisti. Il ricevimento fu degno del Rappresentante del Papa. L'aria tutta risonava di evviva al Papa, al Nunzio, al Congresso, a Don Bosco.

Il 12 giugno, fu proprio l'apoteosi di Gesù Sacramentato! Messe e Comunioni dalle quattro del mattino fino a mezzogiorno. Al solenne pontificale celebrato dall'Ecc.mo Nunzio Apostolico nel «Campo Eucaristico» e alla Messa campale di mezzogiorno nell'« Avenida Solano » l'affluenza dei fedeli raggiunse proporzioni inaspettate. Ma come descrivere la processione finale che mosse dall'« Alameda » in un tripudio di gioia e d'amore?

Circa centomila persone assistettero alla grandiosa sfilata, al trionfo eucaristico del divino Prigioniero, che da qualche anno non poteva uscire dal suo carcere di amore, dal suo sacrario di confidenza, dal suo tabernacolo di benedizione! Dalla terrazza dell'Istituto « Cornelio Merchan » il Nunzio apostolico levò l'ostensorio a benedire quel mare di folla coll'Ostia santa!

E la folla, dopo aver offerto l'omaggio del cuore a Gesù Eucaristico volle ricambiare il Nunzio dell'onore recato al Congresso colla sua presenza, tributando al rappresentante del Papa due solenni manifestazioni in cui furono consacrate dai più nobili propositi le conclusioni delle varie sessioni sulla assistenza alla santa Messa, sulla Comunione frequente, sulla intensificazione della sacra predicazione e l'insegnamento della dottrina cattolica, sulla cura delle vocazioni sacerdotali e la formazione del Clero. Il Nunzio benedisse il promettente fervore incoraggiandolo colla sua paterna autorevole parola.

Ma io non posso finire senza richiamare l'attenzione sui nostri 135 Giovani Esploratori che prestarono servizio d'onore per tutta la durata del Congresso. Essi si attirarono l'ammirazione ed il plauso di tutti.

L'ultimo giorno del Congresso poi vollero coronare il loro primo anno di fondazione con la benedizione della bandiera del battaglione e di un gagliardetto che si degnò di impartire lo stesso Nunzio Apostolico dopo la Messa pontificale, alla presenza degli altri cinque Vescovi Equatoriani.

Il rito religioso fu seguito dal giuramento degli Esploratori alla bandiera nazionale e dal canto dell'Inno della Patria, mentre sfilavano al bacio del vessillo. Con simpatico gesto i cari giovani avevano spontaneamente sacrificato per parecchi giorni le loro piccole ghiottonerie per aver l'onore di provvedere a proprie spese le ostie necessarie alla Comunione di tante migliaia di persone che si sarebbero accostate al Banchetto Eucaristico nei giorni del Congresso. Un testimonio dei loro piccoli sacrifici asserisce che molti di quei ragazzetti (quasi tutti di condizione miserissima) non solo rinunciarono a caramelle, gelati, dolci, ma perfino al pane e al caffè e latte della colazione. La Commissione organizzatrice del Congresso, a conoscenza di questo bel gesto, propose una medaglia d'oro al merito al Battaglione «Esploratori D. Bosco» e la medaglia venne apposta alla bandiera del Battaglione dall'Avvocato Luigi Cordero Crespo Toral. Il giorno della chiusura, saltarono perfino il pranzo per partecipare alla processione. Che le pare, amato Padre ? Giovani così buoni, forti e generosi dànno le migliori garanzie dell'avvenire!

Li benedica in modo speciale insieme a noi tutti; e mi creda suo aff.mo in C. J.

Cuenca-Equatore, 16-V-1938.

Sac. PAOLO MONTALDO, Salesiano.

GRAZIE

attribuite all'intercessione di MARIA SANTISSIMA AUSILIATRICE e di SAN GIOVANNI Bosco

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Guarigione da tifo e da polmonite. - Mio fratello Lino, il 17 febbraio 1932, reduce da soli due giorni dall'A. O. I., si mise a letto con febbre altissima e i due dottori chiamati a visitarlo, non potendone conoscere la causa, di comune accordo ci consigliarono di trasportarlo d'urgenza all'Ospedale Mauriziano di Torino, ove, fatta l'analisi del sangue, fu dichiarato affetto da tifo contratto in A. O. I. A complicare il male sopravvenne alcuni giorni dopo la polmonite doppia; sicchè, nonostante le piú premurose e amorevoli cure dei dottori, fu ridotto in fin di vita.

In tanta angoscia mi rivolsi con tutta la mia famiglia a S. Giovanni Bosco e in modo speciale alla Ven. Madre Mazzarello supplicandoli ad ottenerci dal Signore la tanto sospirata grazia. Passarono una ventina di giorni tra la vita e la morte ; finalmente si notò un lieve miglioramento che continuò fino a completa guarigione. Colla più viva gratitudine

Reano, 8 agosto 1938.   TESSORE EVELINA.

Due grazie. - Nel marzo dello scorso anno il mio nipotino Donadio Roberto colpito da broncopolmonite doppia si trovava ormai agli estremi. Svanite tutte le speranze umane lo raccomandai vivamente a S. Giovanni Bosco e contro ogni aspettativa il bambino guarì e gode perfetta salute.

Io stessa, affetta da bronco-polmonite, da ulcera gastrica e da laringite catarrale mi rivolsi fiduciosa al Santo della gioventù, ottenendo pronta guarigione. Riconoscente per le due grazie, invio una modesta somma per le Opere salesiane.

Busca (Cuneo), 24 luglio 1938.

BARBARA PEROTTINO ved. CERUTTI.

Guarito da gravissime ustioni. - Il giorno 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice, verso le ore 16, fui scosso da alte grida di dolore provenienti dalla cucina. Accorsi, ed, intuita con rapido sguardo una grave disgrazia, invocai con viva fede l'aiuto di Don Bosco. Il mio bambino di quattro anni e mezzo, Giovannino Bosco, trascinando una sedia presso un fornello dove stava bollendo una pentola di acqua l'aveva urtata inavvertitamente e se l'era rovesciata addosso, producendosi gravi ustioni alla faccia, a tutta la schiena, al braccio sinistro, ad una gamba e ad un piede. Portato subito all'ospedale, fu dichiarato in gravissime condizioni con ben poche speranze di salvezza. Ravvivai la mia fede nella potenza dell'intercessione di D. Bosco, deposi sotto il suo capezzale una reliquia del Santo e, la stessa sera, cominciai colla famiglia una novena. Lo venne a visitare anche il Direttore del Patronato Salesiano « Leone XIII » che lo benedisse e fece fare speciali preghiere dai piccoli che affollavano la cappella del Patronato per la pia pratica del mese di maggio.

Il giorno seguente, festa dell'Ascensione, le condizioni del piccino andarono peggiorando ; ma, la mattina del 29 maggio, il piccolo Giovanni fu dichiarato fuori pericolo e nel breve termine di quindici giorni, contro ogni umana previsione, le piaghe profonde e vastissime guarirono completamente fra la meraviglia dei sanitari, delle suore e degli infermieri.

Dopo soli 17 giorni di degenza, è ritornato sano e salvo fra noi. Le profonde cicatrici stanno ad attestare quanto grande sia la potenza dell'intercessione del caro Padre Don Bosco. Con infinita riconoscenza,

Venezia, 15 giugno 1938.   MORO ENRICO.

Salvo per miracolo. - Ustionato dal rovesciamento d'una pentola d'acqua bollente, un mio nipotino di due anni e sei mesi fu ricoverato all'Ospedale Maggiore, con scottature di terzo grado. Iniziata la cura, eccolo sorpreso dalla bronchite. Dopo un mese era tutto una crosta rigurgitante di materia. Svanita ogni speranza di guarigione, si decise di riportarlo a casa perchè almeno morisse nelle nostre braccia. Un professore specialista per bambini, chiamato a visitarlo, ci invitò a rassegnarci all'inevitabile catastrofe: il piccino non avrebbe potuto sopravvivere più di due ore. In tanta angoscia, il mio pensiero corse a San Giovanni Bosco e senza frapporre indugio mi recai nella Chiesa di San Sepolcro, ove il quadro del Santo era tutto illuminato, e incominciai a pregarlo ad intercedete dal Signore la guarigione se appena era a sperare che il mio bambino non sarebbe cresciuto un cattivo soggetto. Perchè piuttosto che aver in vita un figlio cattivo preferivo vederlo morire innocente. Era giorno di sabato. Il lunedì seguente, il piccino, che fin dal sabato puzzava già di cadaverino per le piaghe in putrefazione, cominciò a muoversi, indi a chiedere qualche cosa da mangiare. Fu l'inizio della grazia. Lentamente si riprese e si ristabilì perfettamente.

Iddio ce lo conservi seppie buono. Con imperitura riconoscenza

Milano, 1-IX-1938.   NARDOZZI GIOVANNI.

Per intercessione del Servo di Dio Don Michele Rua.

Salvata da morte. - Sorpresa da una indisposizione, non ne feci gran caso pensando che fosse cosa passeggera; continuai le mie faccende domestiche e, alla sera, prima di coricarmi, presi un calmante sperando che tutto sarebbe passato. Ma non fu così: la notte la passai febbricitante e, il mattino seguente, mi fu giocoforza tenere il letto. Mio marito chiamò tosto il medico dottor Luigi Tinoco Cabral, il quale disse subito che trattavasi d'una grande infezione.

Mi furono prodigate le cure necessarie, ma, dopo qualche giorno, vedendo che la febbre persisteva sempre dai 39 ai 40 gradi, per consiglio dello stesso medico venni trasportata all'ospedale « S. Casa di Misericordia » nella medesima città. Qui si esaurirono tutti i rimedi che la scienza può suggerire in questi casi ; ma tutti invano. Il mio corpo fu ridotto ad uno scheletro; la febbre mi consumava giorno per giorno, ed io mi sentii in fin di vita.

La buona Suora infermiera mi preparò a ricevere divotamente i Santi Sacramenti e, raccomandando a Dio il mio marito e i miei due figli, mi dispose anche ad una serena morte. Ma mio marito era straziato dal dolore; non sapeva più a che santo raccomandarsi. La Suora infermiera ne approfittò per suggerirgli di prepararsi a fare la prima Comunione, che non aveva ancor fatta; ed egli, con molta buona volontà, non solo fece la prima comunione, ma promise anche di mantenersi fervente cattolico praticante, come, grazie a Dio, va facendo.

Persistendo però sempre gravissimo il mio stato mio marito non sapeva rassegnarsi a perdermi e, quasi fuori di sé pel dolore, voleva condurmi in un altro ospedale per tentare un'ultima prova. La Direttrice riuscì a calmarlo alquanto dicendogli: « Oggi è la vigilia del centenario della nascita di Don Rua; affidiàmo a lui la guarigione di sua moglie; son sicura che D. Rua non dirà di no, giacchè lei ha aderito a tutto quanto le abbiamo suggerito di fare ».

Il giorno stesso cominciammo a pregare con grande fervore. Mi fu dato un pezzetto di reliquia del Servo di Dio da trangugiare, e con quanta fede la trangugiai solo D. Rua lo sa. Fatto si è che da quel momento la febbre, che da due mesi non mi lasciava, discese quasi a temperatura normale.

Continuai a migliorare sensibilmente e, dopo pochi giorni, tra lo stupore del medico e di quanti conoscevano il mio stato, potei ritornare tra i miei cari in completa convalescenza.

Sono già passati 12 mesi e mi sento più robusta di prima.

Siano rese grazie a Dio e al suo fedel servo D. Rua che confortarono me colla salute del corpo, e mio marito con quella dell'anima.

Riconoscentissima unisco una tenue offerta per la sua Beatificazione.

L'ammalata: ALZIRA CAIXE CALIL. Il marito: ROBIN ANTONIO CALIL.

Attestato del medico curante: Io sottoscritto affermo che solo un intervento soprannaturale potè salvare da morte certa la signora Alzira Caixe.

In fide:

Il medico: Dott. LUIGI TINOCO CABRAL.

Grazie attribuite all'intercessione del Ven. Domenico Savio.

Facevo una delle mie solite volate in bicicletta, quando inciampai in una pietra e ruzzolai a terra, riportando un acuto dolore a un ginocchio. Fui prontamente soccorso e medicato, ma il male non fece che aumentare. Il dottore finì per farmi trasportare all'ospedale ove un esame radioscopico rivelò una forte sinovite. L'indomani mi avrebbero dovuto ingessare la gamba. Senonchè, venuta a trovarmi una mia zia mi applicò in segreto una cura originale: prese una reliquia del Ven. Domenico Savio e la fasciò sul ginocchio malato dicendomi: « Senti, Franceschino, Domenico Savio ti vuol bene; piegalo di cuore e se domani non dovrai più essere ingessato, dirai a tutti che egli ti ha ottenuto la guarigione». Accettai con gioia la proposta e, quel giorno, non avendo altro da fare, pregai molto.

Il mattino seguente, prima di lasciarmi ingessare la gamba, i miei chiesero un secondo esame radiologico. Ed ecco i medici meravigliati a constatare ch'era bell'e guarito.

Con infinita riconoscenza io attribuisco la grazia all'intercessione dell'angelico giovinetto.

Novi Ligure, 8-IX-1938.

FRANCESCO ALIGNANI.

Pienamente esaudita. - In un momento di grave scoraggiamento quando sembrava che la mia fatica dello scorso anno scolastico andasse completamente perduta di fronte a una serie di difficoltà, mi rivolsi fiduciosa al Venerabile Domenico Savio, perchè unito al Santo suo Maestro, ispirasse me e guidasse i miei alunni.

La preghiera, ripetuta ogni giorno insieme ai bimbi, dinanzi all'immagine di Don Bosco e del Venerabile fu pienamente esaudita. Rendendone pubbliche grazie, sarei lieta di vedere pubblicata la mia relazione sul Bollettino Salesiano per incitare molti altri insegnanti a porre le loro classi sotto la protezione di San Giovanni Bosco e del Ven. Domenico Savio.

Genova, 22-VII-1938.   RAFFAELLA GAMARRA.

Ringraziano ancora della loro intercessione

Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Ravelli Elisabetta (Torino) per l'ottima riuscita di una difficile operazione chirurgica.

D. G. F. (Torre Mondovì) per una segnalatissima grazia ottenuta.

Demichelis Francesca (Carmagnola) perchè la sua nuora, dopo mesi di gravi sofferenze, potè essere mamma di un caro angioletto.

Saccani Mario e Dina - coniugi (La Spezia), perchè la piccola Maria Teresa potè evitare la perdita di un occhio.

Cooperatrice Salesiana (Fano) per una segnalatissima grazia spirituale ottenuta a persona cara.

Pineider Lina (Tiarno di Ledro) per la prodigiosa guarigione del nipotino Giorgio che, colpito da nefrite e spedito dai dottori curanti, riacquistò la primiera salute dopo due anni di letto.

Provini Melchiorre Nelly (Grignasco) per grazia ricevuta; invoca continua protezione.

G. M. A. (Como) perchè, colpita da otite e da altri disturbi, ottenne sollecita guarigione.

D. M. G. - (Maroggia) per la scomparsa di febbri maligne che lo colpirono nel 1933.

Pedri Marcella (Mori) perchè, colpita di notte da emottisi e priva d'assistenza medica, potè, invocando il nostro Santo, fermare il sangue ai primi sbocchi.

Bobba Margherita (Torino) per l'ottenuta guarigione del fratello.

Gentilini Caldes Matilde pel felice ritorno in famiglia del figlio combattente in A. O. I.

Rovelli Giuseppe, ex-allievo (Vigevano) per la ricuperata salute di una bimba.

Saino Anna (Torino) perchè la figlia potè, evitando un intervento chirurgico, essere mamma felice di un grazioso bimbo.

Vaschetta Secondina (Torino) per la salute riacquistata dopo sedici mesi di sofferenze.

Meschini Laura (Gallarate) per l'ottenuta guarigione della figlia colpita da ingrossamento al fegato e congestione polmonare.

Garello Maria (Torino) per aver potuto evitare la meningite.

Durbano Anna per la guarigione della mamma colpita da una fiera polmonite e per quella del cognato affetto da pericolosissima pleurite.

Baratta Suor Ortensia (Mercogliano) per la felice risoluzione di una polmonite che aveva colpito una giovane aspirante.

Cavanna Carlo (Arona) per l'aiuto e i conforti ricevuti in una grave necessità.

Sorelle Fabris Baldissera (Gemona) per segnalatissime grazie ricevute.

Signorino Teresa (Verolengo) per la prodigiosa guarigione di un suo bambino.

Galvagno Caterina (Savigliano) per la scomparsa di una flebite alla gamba sinistra; invoca continua protezione.

Schiaffino Luigi (Camogli) per la continua protezione su di lui e sui suoi cari, scampati finora da ogni pericolo.

P. N. (Rivalta Torinese) per l'ottenuto miglioramento in salute dopo anni di gravi sofferenze allo stomaco.

Invernizzi Ida (Ballabio Superiore) perchè il figlio Michele potè aver salva la vita in uno scontro automobilistico in cui se la cavò colla frattura di due costole. -

Cuttini Amos di Gio. Battista (Udine) per aver potuto risorgere a vita novella dopo essere stato colpito da gravi, lunghe e mortali infermità che lo trassero all'orlo della tomba, con una peritonite purulenta ribelle ad ogni cura.

Famiglia Cagno Bertorello (San Benigno Canavese) per grazie ricevute, in attesa di un'altra.

Tartari Rosina (Padova) per la promozione del figlio a sottotenente effettivo nell'Areonautica.

F. O. (Mendrisio) per l'ottenuto miglioramento in salute di persona cara cui invoca completa guarigione.

Berti Giuseppe ex-allievo (Varone) per l'ottenuta guarigione della figlia colpita da infezione e febbri seguite da convulsioni.

Tartaglino L. (Novara) per le segnalatissime grazie ricevute, in attesa di altre.

Danovi Pierina (Frascarolo) per la miracolosa guarigione del figlio Pier Mario.

De Giorgi Iolanda (Frascarolo) per la guarigione del fratello colpito da paratifo.

Pianzola Cogo Maria (Cantalupo) per aver avuta salva la vita durante un furioso incendio.

Angrisani Caterina (New York) per grazia ricevuta; invoca continua protezione.

Pinuccia Caterina per i favori ricevuti; in attesa di altri.

V. B. (Torino) per essere sempre stato esaudito nei suoi desideri; implora protezione.

F. E. (Benevagienna) perchè, colpita da grave malattia, potè riacquistare salute perfetta.

Coniugi Vanni (Torino) per la segnalatissima grazia ricevuta dal nostro Santo e dalla Ven. Madre, M. Mazzarello.

N. N. (Fucine) per la miracolosa guarigione di tre persone di famiglia colpite da febbri malariche.

Tosini Domenico (Grevo di Cedegolo) perchè la consorte potè, per mezzo di riuscitissima operazione chirurgica, essere mamma felice di un bambino.

Guenzi Virginia (Castelletto Ticino) per la straordinaria guarigione del padre che, colpito da carcinoma allo stomaco e spedito dai dottori... guarì completamente in 15 giorni.

Ferrero Maddalena (Moncalieri -Torino) nell'attesa di ottenere la completa guarigione di un suo figlio.

Crosetto Caterina (Rivarossa Canavese) per guarigione da dolori di stomaco ed altra grazia.

N. N. per guarigione da forte febbre.

Bonzano Eugenia per evitate dolorose conseguenze d'una caduta a suo marito.

La mamma d'uno studente universitario per buon esito degli esami del figlio.

Famiglia Ferrero Merlino per miglioramento della mamma.

Rossini Giuseppina per guarigione della frattura d'un braccio.

B. E. (Torino), per lo scampo di una sciagura familiare.

Sasso Maddalena (Trofarello - Torino) per la insperata guarigione d'una Direttrice delle Figlie di M. Ausiliatrice, che tutt'ora gode ottima salute, e di un'altra Suora grazie anche all'intercessione del Ven. Dom. Savio;

- per la guarigione d'una cara amica, che potè evitare un intervento chirurgico;

- per la santa morte di suo padre e di sua madre; per la guarigione sua da dolori artritici e per la raggiunta sistemazione.

Ringraziano:

la Ven. MARIA MAZZARELLO:

N. N. per la guarigione di un bimbo da postumi di rosolia che facevano temere di perderlo.

il Ven. DOMENICO SAVIO:

Chierici Emilio e Mario Sirio, salesiani, Montodine (Cremona), riconoscenti perchè il Ven. Domenico Savio, invocato nella dolorosa prova della malattia del babbo, ancora una volta ha mostrato il suo valido patrocinio a conforto dei suoi devoti.

il Servo di Dio Don MICHELE RUA:

Sorelle Vercellone (Torino) per una grazia segnalata, in attesa di altre.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

BACCARO ANTONIO, coad. da Lozzo Atestino (Padova), † a Cremisan (Palestina) il 26-VIII-1938 a 72 anni di età.

ENDLICHER D. ENRICO, sac. da Schonwalde (Slesia), † a Benediktbeuern (Germania) il 15-VII-1938 a 35 anni di età.

MECIAR LADISLAO, coad. da Reimscheid (Germania), † a Svaty Benedik (Cecoslovacchia) il 29-III-1938 a 26 anni di età.

FUCHTENSCHNIEDER GIUSEPPE, ch. da Avenwedde (Germania), † a Fulpmes (Germania) il 19-VI-1938 a 21 anni di età.

KASIK STANISLAO, ch. novizio da Zhor (Cecoslovacchia), † a Svaty Benedick (Cecoslovacchia) il 4-IV-1938 a 18 anni di età.

Cooperatori defunti:

S. Em. Rev.ma il Sig. Card. PATRIZIO GIUSEPPE HAYES Arcivescovo di Nuova York † il 4 settembre u. s. a 71 anno di età.

Orfano di ambo i genitori nei più teneri anni, fu chiamato dal Signore al sacerdozio ed esaltato alla sede arcivescovile di Nuova York, prima come ausiliare, poi, nel 1919, come arcivescovo. Era cardinale dal 1924 ed i fedeli lo chiamavano il Cardinale delle opere di carità. Innumerevoli infatti sono le opere di carità da lui suscitate o sostenute per lenire le piaghe della miseria umana e delle ingiustizie sociali; questo suo apostolato brilla fra le più fulgide gemme del suo pastorale ministero. Ammiratore di Don Bosco e Cooperatore salesiano, prodigò sempre la più larga benevolenza a tutte le nostre istituzioni benedicendo e presiedendo nell'archidio-

tesi i solenni festeggiamenti per la beatificazione e canonizzazione del santo Fondatore. Particolare riconoscenza gli serbano tutti gli emigrati pei quali ebbe le più sollecite cure. La sua memoria vive in benedizione nella storia della Chiesa.

S. Em. Rev.ma il Sig. Card. CAMILLO LAURENTI Prefetto della S. Congregazione dei Riti † a Roma il 6 settembre u. s. a 77 anni di età.

Pochi giorni di malattia fiaccarono la fibra del pio, dotto e zelante Cardinale che, fatto Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti nel 1929, coronava i preziosi servigi resi alla santa Chiesa nelle Congregazioni di « Propaganda Fide » e dei Religiosi, colla cura delle cause di beatificazione e canonizzazione che costellarono di tante stelle il cielo della Chiesa in questi anni di pontificato del Santo Padre Pio XI. Noi ricordiamo soprattutto con imperitura gratitudine la causa del nostro santo Fondatore, portata al trionfo ed illustrata dalla sua squisita eloquenza; ed assicuriamo all'anima eletta copiosi suffragi.

Cardinale dal 1921, apparteneva alle Sacre Congregazioni: per la Chiesa Orientale, dei Sacramenti, dei Religiosi, de « Propaganda Fide », dei Riti, degli Affari Ecclesiastici Straordinari, dei Seminari e delle Università degli Studi, ed alla Pontificia Commissione per l'interpretazione del Codice di Diritto Canonico.

S. E. Mons. FRANCESCO ALBERTI Arcivescovo di La Plata (Argentina) † il 27 giugno u. s. a 73 anni di età.

La Provvidenza l'avviò decenne, nel 1875, alla scuola dei primi Salesiani inviati dal Santo, quell'anno, in Argentina ed ospitati da Mons. Federico Aneiros alla chiesa degli italiani Mater Misericordiae in Buenos Aires. E ne fece uno dei più affezionati exallievi confortandolo collo spettacolo del meraviglioso sviluppo di tutta l'Opera salesiana ch'egli seguì passo passo, favorì e sostenne con cuore di padre anche nelle ore di prova. Sacerdote, parroco, vescovo ed arcivescovo, ispirò il suo pastorale ministero allo spirito di Don Bosco suscitando fervori di zelo e di pietà nel clero e nel popolo. Era il ritratto del « buon Pastore ». Tutto preoccupato del bene delle anime, prodigava al suo gregge le più sollecite cure. Sensibilissimo alle miserie della vita, si toglieva il pane di bocca per soccorrere i bisognosi. Così morì nella indigenza, lasciando, prezioso retaggio, i più nobili esempi d'una santa vita, consumata nell'amor di Dio e nell'esercizio della carità verso il prossimo che ne esaltano la memoria fra le più grandi figure dell'Episcopato Argentino.

Cav. AUGUSTO MENGOZZI † a Rimini il 30 luglio u. s.

Cooperatore salesiano fin dal 1886, e devotissimo del santo Fondatore, serbò particolare affezione alle opere di Don Bosco in vita ed in morte. Beneficò con ogni mezzo la nostra Casa di Rimini voluta ed attuata dal suo maestro ed amico Mons. Maccolini ed ispirò la sua nobile condotta cristiana allo spirito del Santo, edificando tutti cogli esempi di una vita virtuosa e di una grande divozione a Maria Ausiliatrice ed al santo Don Bosco.

MARIA CORULLI di BREHM † a Terra di Puglia il 21 maggio u. s. a 43 anni. Anima squisitamente sensibile alla pietà ed alla carità cristiana, rifulse delle virtù più elette, coltivando una tenera divozione a Maria Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco, di cui prediligeva le provvide istituzioni.

Can. LORENZO MARCHESA ROSSI † a Ruata Chiusani il 13 settembre u. s.

Rettore del Seminario di Fossano, era uno zelantissimo sacerdote e benemerito nostro Cooperatore.

ANTONIO CASALE † a St. Brooklyn (U. S. A.), il 4 settembre u. s. ad 81 anni di età.

Cooperatrice affezionata, diffuse largamente la divozione a Maria SS.ma Ausiliatrice ed a San Giovanni Bosco. Modello di madre cristiana rifulse di preclari virtù.

P. LUIGI M. ZOJA Barnabita † a Genova il 17 settembre u. s.

Conobbe personalmente S. Giovanni Bosco e ne godette l'amicizia e le confidenze, che ricordava con profonda emozione ed altissima venerazione. Maturata la vocazione nell'Ordine dei Barnabiti, svolse un fecondo ministero in Italia ed all'estero, apprezzatissimo direttore di spirito e guida sicura delle anime anelanti alla perfezione. Affezionato Cooperatore favoriva le Opere salesiane e le raccomandava alla carità dei buoni.

Altri Cooperatori defunti:

Agosti Leonida, Zoppola (Udine) - Aliberti Ottavia Torino - Avagnina Cristina, Morozzo (Cuneo) - Barbi March. Annina, Gubbio (Perugia) - Bargetto Luigia, Castelnuovo D. Bosco (Asti) - Bellavista Tecla, Gonna (Varese) - Berbenni Maria, Serica (Bergamo) - Bersia Carolina, Diano D'Alba (Cuneo) - Bonaccorso Prof. Raffaele, Caltagirone (Catania) - Busnelli Silvio, Meda (Milano) - CalligaroVelia, Lozzo Cadore (Belluno) - Cena Giovanna, Chivasso (Torino) - Chiappero Prof. Giov. Battista, Cavour (Torino) - Chiapponcelli Maria, Prato Ottesola (Piacenza) - Consolini D. Luigi, S. Martino C. V. (Perugia) - Di Carlo Cav. Giovanni, Cassino (Frosinone) - Drocco Giovanni, Rodello (Cuneo) - Enrietti Teol. Don Giuseppe, Rivarolo Can. (Torino) - Figliozzi Rosario, Brooklyn, N. Y. (U. S. A.) - Guarnieri Eugenio, Castelverde (Cremona) - Guazzelli Francesco, Castiglione Di Garfagnana, (Lucca) - Gubba Maria, Asti - Lucchesi D. Costantino, Pescia (Pistoia) - Marchesa Rossi Can. Lorenzo, Fossano (Cuneo) - Marra Caterina ved. Bucci, Larino (Campobasso) - Mattiuzzi Dorotea, Gaiarine (Treviso) - Mondellini Pasqualina, Parabiago (Milano) - Muzzaschi Desolina, Pellegrino Parmense - Nicola Vincenzo, Villafranca Sabauda (Torino) - Pession Delfina, Chambave (Aosta) - Picchiorri Cav. Giuseppe, Sutri (Viterbo) - Riccsrdi Maria, Arena Po (Pavia) - Rimoldi Antonietta, Gallarate (Varese) - Saluzzo Rosina, Alessandria - Salvagnini Cav. Giordano, Bagnoli di Sopra (Padova) - Savigliano Emilia, Diano d'Alba (Cuneo) - Secco Caterina Ved. Osella, Carmagnola (Torino) - Sermosi Mons. Geremia, Cogli (Pesaro) - Testa Ettore, Montemagno (Asti) - Vela Rosa, Orgiano (Vicenza) - Vendrame Luigi, Colle Umberto (Treviso) - Virano Antonio, Monteu Roero (Cuneo) - Zavattaro Benigno, Borgo S. Martino (Alessandria) - Zenobi Antonio, Castelplanio (Ancona) - Zucca Margherita, Castellazzo Bormida (Alessandria).