Anno LXIII - Numero 2   1° FEBBRAIO 1939-XVII

BOLLETTINO SALESIANO

SOMMARIO: Per l'Apostolato catechistico. - In famiglia: Italia - Ad onore di S. Giovanni Bosco - Argentina - Egitto - Haiti - Stati Uniti - Tunisia - Feste in onore della Beata Maria Mazzerello. - Dalle nostre Missioni: Assam - Cina - Giappone - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Crociata missionaria. - Necrologio.

Per l'Apostolato catechistico

Il nostro Rettor Maggiore ha annunziato nella sua recente lettera circolare ai Cooperatori Salesiani, riportata nel precedente numero del Bollettino, che «ci apprestiamo a commemorare solennemente l'Opera dei Catechismi iniziata da S. Giovanni Bosco col giovanetto Bartolomeo Garelli l'8 dicembre del 1841 nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi in Torino». A suo tempo egli stesso ne preciserà il programma. Ma fin d'ora possiam dire che la celebrazione centenaria dell'inizio dell'Opera salesiana, nel 1941, assumerà un carattere prevalentemente catechistico. Poichè, come tutti sanno, l'Opera salesiana, così vasta e multiforme, incominciò appunto con una lezione di Catechismo; e l'insegnamento della religione è, in fondo in fondo, la missione essenziale di D. Bosco e di tutta l'opera sua.

A lui novenne la Vergine Santa aveva detto nel fatidico sogno: « Mettiti a fare un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla bellezza della virtù!». E molto prima, fin dai cinque anni, egli s'era sentito la vocazione ad insegnare il Catechismo alla gioventù. « Mi pareva - lasciò scritto - che questa dovesse essere la mia occupazione per tutta la vita». In realtà egli la esercitò ancor fanciullo e, fatto sacerdote, ottenuta dal Signore come grazia speciale l'efficacia della parola, non cessò più d'istruire e formare nella religione soprattutto le anime dei giovani più abbandonati.

Ottimo pertanto il proposito del IV Successore di Don Bosco, e quanto mai intonato al significato dell'avvenimento storico che si vuol degnamente ricordare. Nessun apostolato del resto è più doveroso, più necessario e più urgente. Nessun altro programma potrebbe meglio corrispondere al pensiero ed alle aspirazioni che animarono la vita eroica e l'attività prodigiosa del nostro Santo Fondatore.

È intenzione del Rettor Maggiore d'indire per l'anno giubilare a Torino un grande Convegno Catechistico, per infervorare quanti cooperano alla sublime missione dell'insegnamento religioso secondo lo spirito e lo zelo di S. Giovanni Bosco.

Per quell'epoca egli farà anche allestire una interessante esposizione di libri, sussidi, metodi, iniziative e programmi applicati dai Figli di S. Giovanni Bosco nelle diverse parti del mondo a questo apostolato.

Una rivista molto pratica: CATECHESI.

Intanto egli ha personalmente orientato la pregevole (1) rivista Catechèsi, che si stampa alla S. E. I. da otto anni, a servire sempre più ampiamente quanti insegnano il Catechismo negli Oratori, nelle scuole e nelle varie istituzioni, assegnandole un triplice programma:

1) di formazione dei catechisti, perchè corrispondano sempre meglio alla loro nobile e delicata missione;

2) di informazione aggiornata del movimento catechistico e delle varie esperienze didattiche;

3) di presentazione di sussidi che servano a rendere interessante ed efficace lo svolgimento delle lezioni.

E Catechèsi lo attuerà con rubriche specializzate (1) secondo l'esperienza andrà man mano suggerendo ed esigendo.

Per questo si è assicurata la collaborazione di un numero cospicuo di studiosi delle scienze religiose, di esperti insegnanti e di informatori, sicchè ogni fascicolo promette di riuscire vario, vivace, attraente e quindi gradito ai lettori.

Catechèsi si ispirerà naturalmente alle più pure tradizioni della Chiesa, ai grandi Padri, ai Dottori, ai Santi che nel corso dei secoli vollero e seppero farsi piccoli coi piccoli per illuminare tutte le menti della luce vivissima della Rivelazione divina; ma essa vivrà specialmente nello spirito del grande educatore che la Provvidenza ha suscitato nei tempi moderni: S. Giovanni Bosco, presentandone gli insegnamenti e tenendo a lui costantemente fisso lo sguardo nella certezza di svolgere così più praticamente e più efficacemente la sua alta missione.

Risponderà quindi particolarmente al fervore dei nostri Cooperatori e delle nostre Cooperatrici, che si prodigano in questo apostolato. E noi siamo ben lieti di indicarla e di raccomandarla colle parole stesse usate dal Rettor Maggiore in un prezioso autografo di plauso e di incoraggiamento inviato alla Direzione, che costituisce il più efficace richiamo a un punto così essenziale della cooperazione salesiana.

Ne riferiamo i tratti più salienti.

Plausi e voti del Rettor Maggiore.

« La mia adesione a Catechèsi - son sue parole - in questa ripresa di più intensa attività, vuol essere plauso pel glorioso passato, augurio di manipoli ancor più copiosi in avvenire.

» Impossibile dire quanto stesse a cuore a S. Giovanni Bosco l'insegnamento religioso. Don Rua, suo primo discepolo, custode e continuatore del suo spirito, lasciò scritto che " il fine principale, principalissimo, per cui Don Bosco volle fondati gli Oratori Festivi era appunto quello di far imparare il catechismo ai giovani ". D'altronde il primo catechismo fatto da Don Bosco al giovanetto Bartolomeo Garelli, l'8 dicembre 1841 nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi in Torino, fu la pietra angolare dell'Opera e della Famiglia Salesiana. Anzi, come ben disse il compianto Don Albera, " il catechismo nelle chiese, nelle piazze, in un prato fu il lavoro principale di Don Bosco ".

» Grande è pertanto la mia gioia nel conoscere i propositi di una più ampia operosità di Catechèsi per rendere, con accresciuti mezzi e maggior praticità di accorgimenti e sussidi didattici, più fecondo di frutti l'insegnamento del catechismo.

» Di fronte ai rinnovati assalti del paganesimo rinato sotto larvate spoglie e al dilagare di una pretesa scienza offuscata da materialistica alterigia che chiude gli occhi cisposi alla vera luce, urge diffondere, in alto e in basso, con i sussidi di una metodologia rispondente ai cànoni scientifici e pedagogici più progrediti, le verità emananti dalla fonte stessa della Verità increata. >» Chi abbia reali contatti di vita intimamente vissuta col popolo, e con lo stesso mondo che si crede e chiama colto, resta a volte dolorosamente sorpreso e quasi sgomento di fronte alla supina ignoranza di molti, di troppi, in fatto di dottrine e pratiche religiose.

» Per questo noi abbiamo salutato con gioia e benedetto le mille volte il gesto sapientemente comprensivo e profondamente cristiano di S. E. Mussolini che volle rimesso in onore l'insegnamento catechistico nelle scuole.

Ma chi aMa chi abbia reale contezza dei bisogni e delle speciali condizioni dei giovani ha potuto convincersi che l'insegnamento catechistico e religioso, se dall'intelligenza deve irradiare il cuore, traducendosi in vita cristianamente intesa e vissuta, non può limitarsi al settore della scuola, ma deve completarsi e rafforzarsi anche fuori di essa, nelle parrocchie e negli Oratori Festivi.

» Lodevole intendimento pertanto quello di Catechèsi nel proporsi di svolgere, con sapiente accortezza e ricchezza di sussidi, un più ampio programma divulgativo di norme, direttive, accorgimenti ravvalorati dall'esperienza, a vantaggio, non solo degli insegnanti delle scuole, ma altresì di quanti - sacerdoti, religiosi, suore, catechisti, catechiste - consacrano i loro sforzi all'opera redentrice e cristianamente sociale dell'insegnamento religioso nelle parrocchie e negli Oratori Festivi.

» Collaborare a finalità tanto eccelse, al cui raggiungimento sono indissolubilmente legati i veri interessi temporali ed eterni dell'uman genere, è certamente commendevole e meritoria impresa ».

Premesse tali opportune riflessioni, il Rettor Maggiore ha formulato un triplice voto che ha affidato ai lettori e collaboratori di Catechèsi e che noi estendiamo a tutti i Cooperatori salesiani che dividono con noi la gioia del santo apostolato: >« 1« 1) Salgano da oggi in poi più frequenti e calde le nostre suppliche a Dio, ravvalorate da quelle dei nostri cari giovanetti, per affrettare l'alba del giorno fortunato in cui la Chiesa darà ai suoi figli il Catechismo unico universale.

» 2) S'indica e strenuamente si compia da tutti e dovunque la Santa Crociata per nobilitare e intensificare l'insegnamento del Catechismo; per arricchire la metodologia dei più adatti e moderni sussidi; per formare accuratamente e apostolicamente i Catechisti; per dotare gli Oratori Festivi, veri santuari della dottrina cristiana, di locali, arredamenti e attrezzature in tutto rispondenti a una maggiore efficacia e abbondanza di frutti.

» 3) Infine nessuno, lo prego e scongiuro, volutamente si privi delle gioie e dei premi dell'apostolato catechistico, apostolato di amore, non dissimile dalla missione stessa che il Divin Redentore scese a compiere in terra per la redenzione dell'uman genere. Vi concorreranno gli uni, non potendo in altro modo, con la preghiera o con le celesti ricchezze delle sofferenze; altri verranno in soccorso dell'opera con le risorse delle proprie sostanze: i più fortunati si procureranno la gioia di associarsi alla missione divinamente redentrice cooperando di persona a spezzare ai pargoli il pane della vita con l'insegnamento della Dottrina Cristiana.

» La carità di Cristo che sa amare e farsi amare, anche con le immolazioni più eroiche, ci conceda di veder concretate in realtà palpitanti queste aspirazioni a salvezza dei giovani e a presidio dell'umano consorzio ». >A sì fervidi A sì fervidi voti rispondiamo con tutto il nostro zelo.

Abbonamento speciale a Catechèsi: gennaio-giugno 1939: L. 7,50.

(1) Così l'ha elogiata ancora recentemente la Civiltà Cattolica nel suo quaderno del 15 novembre 1938.

(1) Le rubriche di CATECHESI: Metodologia (Formazione del Catechista - L'insegnamento dei grandi catechisti - Esperienze e metodi vari). - Didattica (Lezioni per le classi elementari e per le Scuole medie). - Legislazione catechistica - Sussidi didattici (con illustrazioni). - Movimento catechistico (in Italia e all'estero). - Rivista della stampa. - Bibliografia - Segnalazioni varie - Conversazioni con gli abbonati, ecc.

I faI fatti di Don Bosco: ogni numero conterrà alcune pagine dedicate all'esposizione episodica della vita di Don Bosco, disposta ordinatamente a forma di illustrazione del catechismo. Il ricchissimo materiale raccolto nei venti volumi delle Memorie biografiche del Santo verrà così messo a disposizione degli insegnanti, che vi troveranno una miniera inesauribile di racconti, visioni, similitudini, per rendere vivo l'insegnamento religioso.

 

CONFERENZE SALESIANE - La festa di S. Francesco di Sales e di S. Giovanni Bosco hanno chiamato a raccolta tutti i Cooperatori per la Conferenza salesiana prescritta dal Regolamento. Quasi ovunque si suol tenere a fine di gennaio o in un giorno del mese di febbraio. Il tema principale è sempre quello assegnato dal Rettor Maggiore nella sua lettera circolare. Non crediamo vi sia bisogno di raccomandazioni. A conforto ed incoraggiamento dello zelo di tutti, citiamo invece due esempi di cooperazione degni di rilievo: >La sofferenza per l'apostolato. ccola Casa della Divina Provvidenza - il miracolo del Cottolengo di Torino - ci è pervenuto l'elenco di 30 Invalide della Famiglia di Santa Elisabetta che insieme ad un'altra Invalida della città offrono ogni martedì l'assistenza alla santa Messa, la santa Comunione e le loro sofferenze per i Missionari Salesiani.

Non abbiamo parole per ringraziare anime tanto generose ed invochiamo nelle loro pene il sollievo della pietà divina.

Sappiamo di altre persone sofferenti e di varie Comunità di clausura che offrono preghiere e sacrifici e penitenze per l'Opera Salesiana. A loro andiamo particolarmente debitori di quel poco di bene che facciamo.

Il Signore ne dividerà i frutti.

Propaganda.

Una zelante Cooperatrice ci scrive da Bucarest: «Da parecchi anni Cooperatrice Salesiana e da un anno domiciliata a Bucarest, ho cercato tra i nostri connazionali qui residenti e fra gli altri d'intensificare la divozione al grande ed amato Don Bosco Santo. Priva per tutto l'anno del caro Bollettino Salesiano, ieri ricevetti con gioia profonda il numero del mese corrente. Lo farò leggere qui agli amici della Famiglia Salesiana e vi prometto che venendo da voi a Torino nel prossimo autunno porterò la mia offerta per le Opere di Don Bosco... ».

Ci congratuliamo pCi congratuliamo per lo zelo dell'ottima signora ed invitiamo Cooperatori e Cooperatrici a imitarne l'esempio non solo col far leggere ad altri il Bollettino, ma inviandoci anche l'indirizzo di quelle persone cui può tornare gradito l'invio regolare e l'iscrizione alla Pia Unione

IN FAMIGLIA

ITALIA - Torino. - Il Convegno delle Dame-Patronesse del Comitato Centrale.

Il 14 dicembre convennero all'Oratorio le Dame-Patronesse del Comitato Centrale per presentare gli auguri al Rettor Maggiore e trattare il programma di attività pel nuovo anno. Si raccolsero dapprima nella Basilica di Maria Ausiliatrice ad ascoltare la Messa celebrata dal Direttore della Casa Capitolare all'altare di S. Giovanni Bosco. Poi passarono alla sala delle adunanze ove giunse subito il Sig. Don Pietro Ricaldone accompagnato dal Prefetto Generale.

La segretaria Contessa Maria Teresa Camerana, fatta una particolareggiata esposizione del lavoro compiuto nell'anno decorso, commemorò le Dame-Patronesse defunte, prospettò il programma del nuovo anno e presentò al Rettor Maggiore gli auguri natalizi interpretando i sentimenti di tutte le Dame ed in particolare quelli della Presidente Marchesa Carmen Compans di Brichanteau, trattenuta al capezzale del cognato morente. Informò infine il Comitato della conferenza tenuta dalla Presidente coi Capi delle nostre Missioni venuti pel XV Capitolo Generale e delle indicazioni pratiche avute per la provvista di arredi sacri e di materiale farmaceutico, annunziando che le ultime mille lire rimaste in cassa erano state impiegate per la provvista di un ambulatorio regalato a Mons. Scuderi, e dando lettura di una lettera pervenuta da una signora di Friburgo che, al corrente dell'apostolato del Comitato Centrale, volle cooperare con una buona offerta.

Il Rettor Maggiore, prima di levarsi a ringraziare, invitò il Sig. Don Berruti a dir qualcosa delle impressioni provate nel suo ultimo viaggio alle missioni di Oriente e di Estremo Oriente. Alle parole di gratitudine del Prefetto Generale, che si fece eco dei Missionari, aggiunse quindi la sua, a nome di tutta la Famiglia Salesiana, ricambiando i più fervidi auguri ed assicurando continue preghiere. Chiuse ricordando i fasti della Famiglia Salesiana nel 50° del transito del Santo Fondatore ed, accennando alle tragiche vicende delle nostre Case e delle nostre Opere nei paesi di guerra e di persecuzione atea e neopagana, invitò le Dame ad aumentare le loro preghiere per la cessazione di tanti tormenti, per la riparazione di tante ingiustizie, per la pace e la prosperità della Chiesa e del Vicario di Cristo.

Brindisi. - Alla presenza di tutte le autorità e gerarchie, S. E. l'Arcivescovo di Bari Mons. Marcello Mimmi ha commemorato solennemente il Servo di Dio Don Michele Rua illustrandone la figura nella luce di S. Giovanni Bosco e nello splendore delle sue virtù caratteristiche. Migliaia di persone hanno gremito il nostro bel tempio del Sacro Cuore coronando l'orazione con calorosi applausi.

Caramagna ha commemorato il centenario della nascita di uno dei suoi più illustri concittadini: Don Giovanni Bonetti, primo Direttore del Bollettino Salesiano, successo a Don Giovanni Cagliero come Direttore Spirituale della Società Salesiana e Direttore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, valente scrittore agiografico e polemista, nato appunto cento anni or sono il 5 novembre 1838. Fu invitato pel discorso ufficiale uno dei successori di Don Bonetti, il nostro Don Angelo Amadei che tenne la direzione del Bollettino Salesiano per oltre 25 anni. Intervennero tutte le autorità cittadine ed una folla di popolo che gremì i locali dell'Oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Pordenone. - Il nostro fiorente Istituto «Don Bosco » ha iniziato il nuovo anno, scolastico con solenni cerimonie religiose e patriottiche coronate dalla visita del Gen. Ferruccio Ranza, Comandante la III Divisione Aerea di Bologna, che guidò l'intrepida squadriglia azzurra nell'audace volo su Addis Abeba, e di S. E. Manaresi, Comandante del X Alpini. Superiori e giovani accolsero gli illustri Visitatori con calorose dimostrazioni di omaggio, fieri dell'onore e del plauso dei valorosi.

Verona. - Benedizione della Chiesa dedicata a S. Giovanni Bosco. embre u. s. S. E. Mons. Girolamo Cardinale, Vescovo di Verona ha benedetto solennemente la nuova chiesa dell'Istituto «Don Bosco» consacrandovi subito l'altar maggiore, ricco di marmi multicolori, dedicato, come la chiesa, a S. Giovanni Bosco.

Dopo la consacrazione, Sua Eccellenza celebrò la Santa Messa, e la Schola cantorum dell'Istituto eseguì cori e mottetti a 4 voci, inaugurando così anche il nuovo organo.

Nel pomeriggio giunse da Torino il Rettor Maggiore col Sig. Don Ziggiotti, Direttore Generale degli studi, accolti festosamente dai Superiori e dagli alunni. Officiati i Vespri solenni, il Sig. Don Ricaldone impartì la benedizione eucaristica.

L'indomani, festa dell'Immacolata, lo stesso signor Don Ricaldone celebrò la Messa della Comunione generale alla presenza degli allievi e d'uno stuolo di Cooperatori e Cooperatrici. La servirono l'ing. Enea Ronca, progettista ed il suo collaboratore ing. Fontebasso, ambedue ex-allievi salesiani.

Cantò la Messa solenne il sig. Don Ziggiotti.

La chiesa era gremitissima. Al Vangelo Monsignor Manzini, Vicario Generale della Diocesi pronunciò un fervido, vibrante discorso per esaltare l'Immacolata, la creatura divinamente bella, che ha la pienezza della grazia per sè e per i figli e alla quale Don Bosco ricorse per attingere fresche energie al suo apostolato, alla fiamma del suo zelo, all'epopea dei suoi ardimenti. Chiuse con un inno di riconoscenza alla Provvidenza per il magnifico tempio innalzato all'Apostolo della gioventù, che il successo delle sue opere attribuì sempre alla Santissima Vergine.

Alla funzione pomeridiana intervenne ancora S. E. Mons. Vescovo, accolto a festa dai giovani e dalla folla convenuta. Entrato in chiesa, assistette pontificalmente ai vespri solenni.

Quindi il Rettor Maggiore rivolse dal pergamo paterne, affettuose parole ai fedeli ringraziandoli della loro generosità, che ha consentito la realizzazione del magnifico tempio, dopo aver favorito l'incremento dell'Istituto. « Queste opere, ripetè con Don Bosco, sono frutto della vostra carità ».

Ricordata la pietà dei veronesi e lo spettacolo offerto nel settembre scorso, in occasione del pellegrinaggio guidato da Mons. Vescovo al santuario torinese di Maria Ausiliatrice, concluse assicurando a tutti la riconoscenza della Famiglia Salesiana e le fervide preghiere dei nostri giovani.

Dopo la benedizione eucaristica impartita da S. E. Mons. Vescovo, seguì nel teatro una riuscita accademia musico-letteraria in omaggio all'Immacolata e in onore del Rettor Maggiore e degli amici delle Opere salesiane.

Fino a tarda sera fu un affluire di visitatori che ammiravano la nuova chiesa facendone ampie lodi. Veramente l'opera architettonica ha risolto armoniosamente un problema che si era prospettato fin dall'immediato dopoguerra, ed, aggravatosi allo sviluppo continuo della popolazione scolastica, era divenuto urgente in questi ultimi anni. È sorta in meno di un anno.

Il progetto dell'ing. Enea Ronca, ex-allievo e valoroso professionista, si varò infatti il 31 gennaio 1938, festa di San Giovanni Bosco.

L'area prescelta è nel centro della Casa, proprio a cavaliere dei due cortili degli studenti e degli artigiani. La chiesa si allinea nel senso est-ovest al grande fabbricato preesistente. Ha forma di croce greca, alla quale si innesta a guisa di cappella la navata unica centrale di altezza assai minore. Dalla crociera quadrata si dipartono la nave centrale (14 X 17), le due navatelle di transetto (9 X 2,50) e il presbiterio (10 X 8) ; complessivamente la chiesa è lunga 42 metri e larga nel punto massimo metri 21.

Oltre all'altare maggiore, donato dagli exallievi e dedicato a San Giovanni Bosco, vi sono altri due altari nelle navatelle dedicati a Maria Ausiliatrice, dono del comm. Tiberghien, e al Sacro Cuore, dono delle Case Salesiane del Veneto, nonchè due altarini a San Giuseppe e a S. Luigi.

Il pulpito è Il pulpito è ricavato dal pilone dell'arco trionfale in corno Evangeli; la cantoria misura metri 5 X 14, è divisa in tre gradoni e contiene l'organo maestoso.

I muri sono in pietrame listato di mattoni. Il pavimento della navata è di marmette nei campi e di seminato palladiano a scaglie grosse nelle corsie; il presbiterio ha un ricco pavimento marmoreo; a tutto giro delle pareti corre un'alta zoccolatura in chiampo rosato e verde Alpi.

Lo stile della chiesa è intonato a quello delle costruzioni dovute all'architetto Ceradini: una libera interpretazione di architettura romanica veronese, realizzata con tufo giallastro e mattoni a faccia scoperta. Nell'interno però si è accentuato il carattere tradizionale delle basiliche romaniche avvicinandosi allo stile lombardo con qualche lieve accenno al gotico successivo, specialmente nella vòlta del coro. Manca ancora la decorazione della grande cupola.

Fra i dipinti e le decorazioni, trionfa la grande pala sopra l'altar maggiore (2,30 X 4,30) che raffigura San Giovanni Bosco tra i giovani ed è opera pregevole del pittore Dalle Ceste di Torino. Le due piccole pale di S. Luigi e S. Giuseppe sono dovute rispettivamente al pennello dei veronesi prof. Wolf e Benvenuto Ronca. La decorazione generale del tempio, per ora incompiuta, è curata da Gianni Casarini. enti, i banchi, le maestose porte di fine esecuzione, i meravigliosi lavori in ferro battuto sono opera dei laboratori dell'Istituto che hanno gareggiato tra loro rinnovando i fasti delle corporazioni fiorentine.

Don Bosco ha immaginato le chiese dei suoi istituti come elemento primo e immediato nella vita di comunità e come poemi immortali di fede dove s'alimenta lo spirito di falangi di giovani.

Questa dell'IstituQuesta dell'Istituto salesiano di Verona, dedicata al suo nome glorioso, risponde ai suoi santi dettami.

Ad onore di S. Giovanni Bosco.

Continuano a pervenirci relazioni delle commemorazioni del 50° anniversario del glorioso transito del nostro Santo Fondatore.

Ad Agliè Canavese un duplice triduo predicato alla gioventù ed al popolo dal nostro D. Zannantoni, preparò fervorosamente la festa, celebrata, il 16 ottobre, con una Comunione veramente generale, funzioni solenni e processione. Lo zelante Arciprete Teol. Notario fece coronare la fervida giornata colla conferenza salesiana.

Ad Avigliana predicò il triduo e tenne pontificale il 13 novembre nel santuario della Madonna dei Laghi, annesso al nostro Istituto, S. E. Mons. Coppo. Coronò le funzioni religiose la conferenza dell'avv. Dino Andreis nel Salone Arnaud alla presenza di S. E., delle autorità civili, politiche e religiose e di una folla di popolo.

A Cascano il parroco Don Nicola Cresci ha provvisto anch'egli una bella statua del Santo e l'ha inaugurata il 1° settembre all'inizio del triduo predicato dal nostro Don Folchitto e chiuso con solenni funzioni, Comunione generale e processione, onorate dalla presenza di tutte le autorità.

A Lumezzane San Sebastiano (Brescia) venne inaugurata una graziosa statua donata dai Fratelli Saleri e benedetta dal parroco Don De Giacomi a ricordo del centenario della parrocchia, dopo le solenni funzioni e la processione, il 21 agosto u. s. oggio (Genova), un busto, nel giardino dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lo scoperse la signora Pina Dellepiane ved. Sacchi, insigne benefattrice e lo benedisse il Superiore dei Missionari di Sampierdarena Don Traverso nel corso di una riuscitissima accademia rallegrata dalla Banda dei Garaventini guidati dallo stesso comandante prof. Garaventa.

A San Severino Marche la celebrazione fu promossa e curata da un gruppo di affezionati ex-allievi. S'iniziò con una conferenza tenuta da S. E. Mons. Giordani, pro Ispettore Centrale della G. I. L., nel teatro Feronia gremito di pubblico, alla presenza del nostro Ecc.mo Mons. Rotolo, Ausiliare di Velletri, il quale tenne pure pontificale con omelia, il giorno della festa, 16 ottobre, dopo la Messa della Comunione generale celebrata dal Vescovo diocesano S. E. Mons. Longinotti. L'indimenticabile giornata si chiuse con una processione trionfale, decorata dalla presenza delle autorità e gerarchie e presieduta dai due Ecc.mi Vescovi. La scuola di canto dei PP. Minori di S. Pacifico svolse un ottimo programma di musica classica e perosiana.

ARGENTINA - RosariARGENTINA - Rosario. - La festa del colono.

Solennità straordinaria ha assunto quest'anno la festa del Colono nel nostro Collegio di Rosario. La cara tradizione trova nei nostri connazionali tanta corrispondenza che s'impone alla pubblica ammirazione. Fin dalla vigilia tempio e cortili cominciarono a popolarsi di centinaia di famiglie che assistettero all'Ora Santa predicata dal Direttore Don Fanzolato e, dopo la pittoresca processione eucaristica, ricevettero devotamente la benedizione del Signore. Il 16 ottobre, alle prime luci, la cripta era già affollata dei più mattinieri che s'assiepavano agli altari ed ai confessionali. D'ora in ora le carovane portavano nuove folle dalle più lontane province argentine, sicchè quando alle 7 si celebrò la Messa della Comunione generale era uno spettacolo imponente e commovente. Soddisfatta la pietà, i buoni coloni passarono in cortile fra grida di gioia e scambi di saluti; poi tutti in refettorio a prendere una tazza di cioccolatte, mentre altri arrivando coi diversi treni prendevano il posto delle prime folle nella cripta per fare il proprio dovere. Alla Messa cantata intervenne anche il R. Console Comm. Nicolai col Commissario Consolare Cav. Ugoloni, che avevano già assistito anche alla funzione eucaristica della sera precedente, e l'omaggio dei nostri connazionali assunse tutta la solennità ufficiale. Prima della Messa l'Ispettore D. Cabrini benedisse pubblicamente i sacri paramenti portati dall'Italia, ed al Vangelo tenne un'affettuosa allocuzione ricordando anche le feste di Torino per l'inaugurazione dell'ampliamento della Basilica di Maria Ausiliatrice e dell'altare di S. Giovanni Bosco. Faceva servizio d'onore una Compagnia dei nostri Esploratori del VII Battaglione Coronel M. Freyre. Ai lati dell'altare spiccavano le bandiere italiana ed argentina. Al termine della funzione, D. Cabrini impartì a tutti la benedizione di Maria Ausiliatrice. La Schola cantorum del Collegio eseguì egregiamente la Missa pastoralis del Bottazzo.

Usciti di chiesa, autorità e coloni si sparsero a visitare le nostre Scuole professionali, poi si raccolsero coi Salesiani in cordiale intimità nei refettori per l'agape fraterna rallegrata di brindisi, discorsi ed evviva e coronata dalla parola del R. Console che disse tutta la sua gioia nel partecipare ad una riunione di lavoratori nella Casa di un lavoratore per eccellenza qual era stato Don Bosco e come rappresentante di un Governo che ha per Capo un autentico meraviglioso lavoratore cresciuto nella durezza del lavoro all'apprezzamento ed al potenziamento delle fatiche dei lavoratori dei campi. Per acclamazione fu votata una lettera di omaggio al Rettor Maggiore e vivissime ovazioni salutarono le adesioni di Mons. Vescovo e del Governatore della provincia, nonchè i genitori presenti di quattro sacerdoti salesiani.

Nel pomeriggio i nostri Esploratori offersero ai Coloni un bel saggio ginnastico e la compagnia filodrammatica un gustatissimo trattenimento. Prima di tornare alle loro case tutti i convenuti ricevettero ancora la benedizione eucaristica. Nel partire erano commosse attestazioni d'affetto e di gratitudine ai Figli di Don Bosco che hanno inquadrato nel loro programma questa simpatica provvidenziale iniziativa.

EGITTO - Alessandria. - Parole d'oro sull'Albo d'oro.

«La mia antica fervida e convinta ammirazione per la grande Opera dei Figli di Don trovato nBosco ha trovato nuovo vivissimo alimento nella visita al magnifico Istituto Salesiano di Alessandria d'Egitto, esempio stupendo dei benefici risultati che può conseguire un'attività educativa, fondata sul culto illuminato dei sommi ideali della religione, della patria e del lavoro ».

Così scrisse, nell'Albo dei visitatori illustri, S. E. l'on. Federzoni, Presidente del Senato e dell'Accademia d'Italia, quando onorò della sua presenza quelle nostre scuole il 4 dicembre scorso.

Recatosi ad Alessandria a rappresentare il nostro Governo per l'inaugurazione del monumento a Ismail Pascià, offerto dalla Colonia italiana alla nazione egiziana, Sua Eccellenza prima di recarsi a quel convegno di grandi concesse il regalo di una sua visita ai piccoli campioni d'Italia, a quei 350 alunni del nostro Istituto, fiero della tradizione di sentirsi animato ai nobili ideali perseguiti da ogni grande che tocca il suolo egiziano, dal Duca degli Abruzzi al Conte di Torino, a S. E. Federzoni...

Quando Sua Eccellenza, scortato dalle Autorità e dai magnati della Colonia apparve sulla veranda della palazzina del Circolo ex-allievi, quella gioventù fremente di entusiasmo scoppiò in un applauso che coprì gli squilli della banda e tacque per riprendere col coro nutrito dell'inno dell'Impero. Un alunno gli manifestò i sentimenti di tutti, ed a tutti rispose l'Onorevole, conquistando gli animi con quell'aria paterna che è sua quando parla ai giovani, e con quella sua autorevole parola che trova la via della persuasione e del cuore quando parla di lavoro, di religione, di patria e sa di parlare a giovani formati a quegli ideali nella scuola di Don Bosco.

Dopo di aver assistito alla S. Messa nella nuova chiesa pubblica dell'Istituto e di aver visitato con visibile compiacimento i locali, le aule scolastiche e particolarmente i nuovi laboratori, Sua Eccellenza, gradito un vermut d'onore, si ritirava col seguito, esprimendo al Direttore e ai suoi collaboratori la sua viva soddisfazione. Son parole ed atti che giovani ed insegnanti non dimenticano più e rimangono nel nome della fede e dell'Italia a speme e conforto.

HAITI - Port-au-Prince. - Autorevoli apprezzamenti dell'Opera Salesiana. Presidente della Repubblica dott. Stenio Vincent, ha pubblicato una documentata relazione delle opere compiute durante il suo governo e dello sforzo fatto a favore della classe sociale più bisognosa.

Stralciamo quanto scrisse al capitolo « Trasformazione della nostra Istruzione nazionale » intorno alle nostre Scuole professionali:

« La realtà più feconda, nella sfera dell'insegnamento professionale, è stata la fondazione della Scuola di Arti e Mestieri, la cui direzione fu affidata alla Congregazione ben conosciuta dei Salesiani di D. Bosco.

» Il vasto progetto abbraccia un assieme di costruzioni che potranno contenere oltre 200 allievi interni. Oggi ha una capacità di 70 allievi circa e vi funzionano i laboratori di meccanica, falegnameria, sartoria e calzoleria. Dirige la scuola il R.do P. Pierre Gimbert, il quale sa unire la fermezza alla bontà; sicchè la Direzione Generale Governativa non ha che parole di lode per la disciplina che vi regna e la diligenza con cui si lavora.

» Dal 21 al 2» Dal 21 al 24 luglio di quest'anno queste scuole aprirono una esposizione professionale di carattere pubblico. In essa figurarono i lavori degli allievi. L'iniziativa fu coronata da un pieno successo e questo, meglio ancora che gli elogi del pubblico, fu la dimostrazione evidente del grande valore dell'insegnamento metodico, in cui la teoria si alterna bellamente alla pratica che si svolge nei laboratorii.

» Questa è la forma migliore per togliere la gioventù dall'opera distruttrice dell'ozio del quale con ragione si disse che è il padre di tutti i vizi. Ed a questo noi abbiamo soprattutto mirato nel corso di tutta questa azione di ordine educativo: una migliore formazione della nostra gioventù del domani».

La parola dei Presidente è tanto sincera che il Governo di Haiti ha mandato cinque giovani haitiani nel Belgio in una scuola professionale Salesiana perchè si preparino a dirigere nel futuro la Casa Centrale Governativa di Arti e Mestieri, e ne sostiene tutte le spese.

Ci fu offerta anche una bella scuola di agricoltura ma per mancanza di personale non la si è potuta accettare.

Le dichiarazioni del Presidente e il gesto del Governo sono il migliore incoraggiamento pei nostri maestri e capi d'arte. I UNITI - TampSTATI UNITI - Tampa. -- Ampliamento dell'Orfanotrofio Maria Ausiliatrice.

La domenica 20 novembre, proprio mentre il mondo Salesiano esultava della glorificazione della Beata Maria Mazzarello, a Tampa, in Florida, si inauguravano i nuovi ampi locali dell'Orfanotrofio Maria Ausiliatrice che costituisce una magnifica affermazione dell'opera e dello spirito di S. Giovanni Bosco.

Il fiorente Istituto che da dieci anni prodiga l'educazione cristiana alla gioventù povera della Florida, spalancò in quel giorno le sue porte ad una folla di gente che accorse anche dai luoghi più lontani di questo vastissimo Stato dimostrando tutto l'interesse e la simpatia di cui è circondato anche in ambienti protestanti od apertamente anticattolici.

Ed il nuEd il nuovo palazzo raccolse unanime il plauso degli intervenuti per l'ampiezza e comodità dei locali, la sobria armonia delle linee e la posizione incantevole. Sorto per la beneficenza e generosità del signor Gustavo Pitsch, metodista, che volle perpetuarvi la memoria della sua distinta Signora, lega il nobile gesto ad una storia interessante ed edificante.

Alcuni anni fa la morte rapiva improvvisamente la signora Pitsch. I giovanetti del nostro Isituto si trovavano per caso all'arrivo del funerale nel cimitero adiacente la Casa salesiana. Il loro ottimo contegno e la preghiera che istintivamente offersero a Dio colpirono il signor Pitsch, e suscitarono una cordiale amicizia fra gli orfanelli ed il vecchio signore protestante. Lo spirito di famiglia, l'allegra spensieratezza e la pietà sincera dei giovani, la bontà ed il sacrificio dei Salesiani gli rendevano care le frequenti visite all'Ospizio. Però egli parlava poco ed osservava molto. Nessuno in casa avrebbe mai potuto pensare che quell'uomo così dimesso nel vestire avesse mezzi e tanto benefiche intenzioni... Quale non fu la meraviglia di tutti quando, alcune settimane dopo la sua morte che lo ricongiunse presto alla sua Signora, il Direttore, Don Luigi Rinaldi, venne informato che il signor Pitsch aveva incluso fra i suoi testatori l'Istituto Salesiano con la clausola che il fondo venisse adibito per la fabbrica dei tanto necessari e desiderati ampliamenti! Ci si vide proprio la Provvidenza!

L'inaugurazione dei nuovi locali fu fatta coincidere col decimo anniversario dell'Opera Salesiana in Florida. E fu un trionfo per Don Bosco, e, ben si può dire, per la Chiesa stessa. Vi parteciparono S. E. il Vescovo Diocesano, Mons. Patrizio Barry, con un eletto stuolo di sacerdoti; il Procuratore Generale dello Stato, signor Giorgio C. Gibbs con distinte rappresentanze statali; i Cavalieri di Colombo ed altre illustri personalità.

Alla Messa solenne che, pel gran concorso di gente, si dovette celebrare all'altare del devotissimo tempietto eretto presso il nostro lago, parlò il nostro Don Rinaldo Bergamo, primo Direttore dell'Istituto. La benedizione rituale e l'apertura dei nuovi locali fu fissata alle tre pomeridiane. Illustri oratori la commentarono con vibranti discorsi. Applauditissimo il Procuratore Generale dello Stato, che, traendo ispirazione dalla vita di Don Bosco, tessè uno stupendo elogio della sua opera e del suo metodo. Parlarono pure il nostro Ispettore Don Ambrogio Rossi, e il Direttore. Chiuse con paterne indimenticabili parole Mons. Vescovo esprimendo tutta la sua gioia nel vedersi circondato da tanti e così illustri amici ed ammiratori dell'opera di Don Bosco. Narrò degli stenti in cui l'opera carissima al suo cuore di Vescovo vide i suoi principi, e delle liete speranze di cui era pieno quel giorno. La Benedizione pontificale pose termine alla riuscitissima cerimonia. simpaticaA sera, dopo cena, una simpatica illuminazione del nuovo porticato dava tono e colore ad una intima riunione di famiglia e metteva fine ad una giornata indimenticabile nella storia dell'Opera di Don Bosco in Florida.

TUNISIA - Goletta. - Un buon Cooperatore Alfonso Angugliaro, riconoscente per una grazia ricevuta, ha donato alla parrocchia una bella statua di Don Bosco suscitando nel popolo una fervida divozione che s'è manifestata solennemente anche quest'anno, alla festa della Madonna del Carmine. Celebrata una Messa con panegirico ad onore del Santo, prima di quella solenne ad onore della Madonna, un gruppo di giovani pescatori portò in processione anche la statua del Patrono della gioventù fra un corteggio di bambini che divotamente preparati cantavano le lodi del Santo. Parroco e vice-parroco parlarono a più riprese di D. Bosco traendo dalla sua divozione alla Madonna ispirazioni di fervore alla pietà del popolo verso Maria Santissima.

Feste in onore della Beata Maria Mazzarello.

Milano. - La glorificazione dell'umile Confondatrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha assunto grandiosa solennità nella nostra parrocchia di S. Agostino, che è uno dei più vasti templi della città.

Predicarono il triduo, dall'8 al 10 dicembre, Mons. Pietro Gorla, Protonotario Apostolico, il nostro Don Luzi e S. E. Mons. Coppo. Il giorno 11, dopo una Comunione generale, che ricordava le glorie eucaristiche dei tempi di S. Carlo in cui per ore ed ore il santo Arcivescovo distribuiva l'Agnello di Dio al suo popolo, tenne solenne pontificale in rappresentanza dell'Em.mo Cardinale Arcivescovo Mons. M. Cavezzali, Provicario dell'Archidiocesi. La Schola Cantorum dell'Istituto Salesiano, diretta dal Maestro Musso, eseguì un ottimo programma musicale. Disse le glorie della Beata in una affettuosa omelia S. E. Mons. Coppo. Alla funzione pomeridiana intervenne lo stesso Eminentissimo Cardinale Arcivescovo, Ildefonso Schuster, il quale, dopo i Vespri solenni, salì al pergamo pel panegirico. Scusatosi della difficoltà incontrata per un panegirico in stile « perchè solo Salomone - osservò, secondo la Sacra Scrittura - era capace di dissertare incominciando dai cedri del Libano sino all'umile erbetta simile al piccolo issopo, che cresce fra le muraglie » ed è evidentemente più facile fare il panegirico di Don Bosco per le sue profezie e la moltitudine dei suoi miracoli, per la sua figura veramente gigantesca nella storia della Chiesa, che non discutere dell'« umile issopo», l'Eminentissimo s'indugiò in pratici rilievi di spirituale elevazione. E disse come, entrando in chiesa e contemplando lo stendardo della gloria, che è quello stesso della beatificazione, avesse pensato subito che Madre Mazzarello sta ora più alta nella gloria quanto più è stata bassa nella sua umiltà. Data la necessità sociale del secolo passato per l'educazione della gioventù, in cui si trattava di fare per le giovani figlie del popolo quello che Don Bosco faceva per i fanciulli, è provvidenziale che Dio abbia scelto un'autodidatta, istruita dallo Spirito Santo, la quale aveva collocata la sua volontà in mano a Don Bosco ed era pronta ad esercitare una virtù eroica. Fu superiora della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice per nove anni. Nove anni di governo sono bastati. Sono cent'anni dalla nascita e la Congregazione delle Suore da Lei fondate conta la bellezza di ottocento case. Quante anime sono entrate e uscite da quelle case, temprate alla vita? Si deve discorrere di milioni.

S. Em. si rivolse quindi particolarmente alle Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti in gran numero, per stimolarle a conservare lo spirito della Beata e a lavorare fervidamente nel campo loro affidato dalla Provvidenza di Dio.

Terminato il discorso, Sua Eminenza impartì alla folla la benedizione eucaristica e la giornata si chiuse col bacio della Reliquia della Beata.

Torino - Borgo San Paolo. - Il popoloso Borgo San Paolo che in 20 anni ha visto crescere dai prati uno dei più fiorenti Oratori salesiani e l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice che porta il nome di M. Mazzarello, ha celebrato il triduo e la festa dall'8 all'11 dicembre, con ammirabile fervore nella nostra chiesa parrocchiale di Gesù Adolescente, gremita fino all'inverosimile. Predicò Don Favini. Coincidendo il primo giorno del Triduo colla festa dell'Immacolata, tenne solenne pontificale S. E. Mons. Coppo. Nelle altre due sere impartirono la benedizione successivamente le LL. EE. Mons. Perrachon e Mons. Gionaljt. Il giorno della festa celebrò la Messa della Comunione generale per le Associazioni femminili S. E. Mons. Selva il quale assistette pure pontificalmente alla Messa cantata. Per la Comunione generale delle Associazioni maschili rappresentò il Rettor Maggiore il Prefetto generale sig. Don Berruti.

Chiuse la fervida giornata, dopo i Vespri pontificati da S. E. Mons. Selva ed il panegirico, l'Em.mo Cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati, il quale, sebbene stanco per una giornata d'intensa attività pastorale, volle dare alle Figlie di Maria Ausiliatrice anche quel conforto impartendo pontificalmente la benedizione eucaristica.

La chiesa non bastò a contenere l'immensa folla. La scuola di canto dell'Oratorio S. Paolo e quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice si divisero il programma musicale con ottime esecuzioni. ni cerimonVercelli. - Alle solenni cerimonie celebrate nella nostra chiesa parrocchiale del Sacro Cuore tutta parata a festa, dall'8 all'11 dicembre, intervenne personalmente S. E. il Prefetto, coi rappresentanti del Federale e del Podestà, e tutte le altre autorità civili, politiche, militari e scolastiche, cospicue rappresentanze dei vari reggimenti di stanza a Vercelli e folla di popolo e di istituzioni cittadine.

S. E. l'Arcivescovo Mons. Montanelli assistette pontificalmente la santa Messa celebrata dal canonico Orsenigo e rivolse dal pergamo ai fedeli un nobile discorso d'esaltazione della vita della nuova Beata. Nel pomeriggio dopo i Vespri l'Ispettore salesiano don Maniero disse il panegirico e S. E. Mons. Arcivescovo chiuse la funzione colla benedizione eucaristica.

Bahia Bianca (Argentina). - Una vasta propaganda organizzata dalle ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice colla stampa e colla radio ha preparato la cittadinanza a festeggiare la beatificazione di Madre Mazzarello con solenni funzioni nella Cattedrale e nella cappella dell'Istituto delle Figlie di Maria. Ausiliatrice. Tenne pontificale lo stesso Ecc.mo Vescovo Mons. Leandro Astelarro, alla presenza di tutte le autorità ecclesiastiche, civili, politiche, scolastiche, rappresentanze di tutte le parrocchie e comunità religiose, istituti e associazioni giovanili e di una folla strabocchevole di popolo che gremì anche la piazza, servita da appositi altoparlanti.

Sull'altar maggiore campeggiava il quadro della Beata dipinto dal pittore Monacelli. Il programma musicale fu egregiamente svolto dalla nostra scuola di Fortin Mercedes. direttoreDisse il panegirico il direttore del Collegio Salesiano Don Lopez.

VIRTU' E GLORIE DELLA BEATA M. MAZZARELLO.

Siamo lieti di annunziare che sotto questo titolo è in corso di stampa un volume coi discorsi del Papa, di S. E. Mons. Vescovo di Acqui, dell'Em.mo Arcivescovo di Bologna Card. Nasalli Rocca, dell'Em.mo Patriarca di Venezia Card. Adeodato Piazza, dell'Em.mo Arcivescovo di Torino Card. Maurilio Fossati e di quello dell'Em.mo Arcivescovo di Milano Card. Ildefonso Schuster.

DALLE NOSTRE MISSIONI

ASSAM Resoconto annuale. Rev.mo sig. Don Ricaldone,

nel cinquantenario del transito di S. Giovanni Bosco al cielo, i missionari dell'Assam, come omaggio filiale, le presentano i manipoli di bene raccolti in quella regione che il Bramaputra bagna e i massicci dell'Imalaya incoronano: bsp;  2.859

»   infanti di infedeli . . .   945

» di cristiani    1.932

»   in articulo mortis    616

TOTALE    6.532

Numero cattolici    59.636

»   catecumeni    4.051

Comunioni    366.025

Confessioni    157.769

Matrimoni    602

Estreme Unzioni    219

Catechisti    463

Il numero dei battesimi segna una sensibile diminuzione. La necessità di rassodare le posizioni conquistate, una preparazione più accurata dei catecumeni, la scarsità di operai evangelici che mietano in questo campo sempre più promettente vanno annoverate fra le cause principali del rallentamento di quella marcia ascensionale che, incominciata nel 1922 con poco più di 5.000 cattolici, ora raggiunge core i catecumeni la cifra di 63.000.

I soldati di G. Cristo in Assam I soldati di G. Cristo in Assam nell'anno decorso hanno segnato il passo per orientarsi meglio verso nuove conquiste e fronteggiare i nuovi avvenimenti vitali per l'avvenire cristiano di questa terra.

Ovunque si parla del movimento degli Intoccabili. Il cuore cristiano si ribella a chiamare con questo nome 64.000.000 di creature di Dio, figli del medesimo Padre che è nei cieli, i quali per secoli e secoli vissero in uno stato di degradazione, inferiorità e ineguaglianza sociale. Sono chiamati intoccabili perchè il toccare uno di questi paria o fuori casta vorrebbe dire una macchia morale; acqua e cibo diventono impuri dal loro contatto. Anche l'India sente ora l'alito dei tempi nuovi e i milioni d'Intoccabili si agitano.

Rimarranno ancora inquadrati nell'Induismo oppure altre religioni riusciranno ad attirarli nella loro orbita? I Maomettani, i Protestanti, i Cattolici hanno teso la mano a questi infelici gridando: «Venite con noi e troverete quella fratellanza e riconoscimento dei diritti che cercate». I Maomettani sono già formidabili per numero e compattezza; i Protestanti hanno mezzi; i Cattolici hanno un tesoro più grande: quella fede che tanto ci sublima. I valori spirituali che hanno influenza sull'anima naturalmente cristiana potranno resistere al cozzo degli interessi materiali? Sono adunque 64.000.000 di gente che cercano una religione. Non dobbiamo nascondere che vi è un'altra forza che agisce e come un veleno occulto s'infiltra nell'organismo a compiere opera di disgregazione. Questa forza è il comunismo che già cerca di protendere i suoi tentacoli verso queste classi oppresse. Adunque: o una religione o il comunismo.

In Assam questo movimento presenta un aspetto caratteristico. L'Assam è una vallata chiusa al nord dall'Imalaya e al Sud da una catena di montagne che s'innalzano fino a 2.000 metri. Durante l'invasione ariana, come durante un'inondazione si cercano i punti più elevati, così gli aborigeni del paese per non stare soggetti all'invasore si rifugiarono sui monti. Lassù per secoli vissero indipendenti conservando le loro leggi e usanze. Abbiamo quindi un mosaico di tribù che mai furono assorbite nè dall'Induismo, nè dai Mussulmani. La civiltà li raggiunge ora in quei recessi fino ad oggi inviolabili. Non sono come gli altri « Intoccabili» che fanno già parte del sistema sociale Indiano costituendone gli ultimi gradini. No, le tribù montagnose dell'Assam sono terreno eminentemente vergine, materia prima che si può lavorare! Il Chota Nagpur (centro India), 50 anni or sono, fu il teatro di conversioni in massa di simili tribù. I Gesuiti l'assecondarono e ora là vi sono 300.000 cattolici, che formano una delle oasi più belle della Chiesa nel mondo infedele. Vi è nell'Assam tale movimento di massa? Da certi segni ci sembrerebbe di poter rispondere affermativamente. Ma bisogna tener presente: nti in Assam sono più di 200.000;

2° che i Mussulmani acquistano migliaia di adepti e gli Indù, che non fecero mai proselitismo nei tempi andati ora imitano le grandi religioni missionarie e fanno vero lavoro di conquista fra le tribù assamesi;

3° che il movimento di conversioni in massa non può essere regolato dal missionario come la manovella di una macchina.

Esso può paragonarsi al flusso della marea. In alcune parti dell'India già c'era questo movimento: migliaia di indigeni volevano convertirsi. Si lasciò perdere l'occasione: venne il riflusso e quei distretti ripiombarono nell'inerzia perchè irretiti dall'islamismo che fu più audace. Sembrerà strana questa affermazione, ma è vera. Le conversioni sono come il premio d'una corsa: lo raggiunge chi arriva prima. Una volta che queste tribù sono passate all'induismo o all'islamismo diventano quasi refrattarie all'evangelizzazione. Il flusso della marea ricomincia; qui non più. Queste riflessioni sono suggerite dall'accorato appello che i missionari rivolgono al Vescovo: « Da ogni parte sono interi villaggi che ci domandano un catechista. Siamo già oppressi dal troppo lavoro, non abbiamo mezzi; che cosa dobbiamo rispondere? Dobbiamo dire a loro: " Voi non sarete battezzati; voi starete ancora alla porta aspettando finchè potremo mandarvi un catechista ? ".

« Io sono sicuro, mi diceva« Io sono sicuro, mi diceva un missionario, che quasi ogni mattina alzandomi troverò sulla veranda uomini venuti da lontani villaggi a implorare perchè mandi un catechista che li istruisca nella religione. E io dovrò dire: " No! ". Quale urgente responsabilità pesa su noi e anche sui cattolici dell'Europa che potrebbero facilmente dare a questi Lazzari le briciole di una tavola sontuosamente imbandita! ».

Nella Chiesa nascente di Assam che spalanca le porte per ricevere gli ultimi di ieri che stanno per diventare i primi, il bisogno più urgente è quello di moltiplicare buoni catechisti. Che possono fare due o tre missionari, talora mezzo ammalati, in distretti immensi, senza questo prezioso esercito ausiliare che raggiunge per ora la cifra di 460 ? Ringraziamo quei benefattori che hanno adottato dei catechisti, meritandosi così il premio degli apostoli che fanno correre la parola di Dio. L'espansione della Chiesa esige l'apertura di nuove residenze che sono come presidi sicuri della conquista. La stazione missionaria di Barpeta nella vallata è quasi ultimata e attorno ad essa poco per volta sorgeranno molteplici opere di carità. Le Figlie di Maria Ausiliatrice aprirono un nuovo centro a Shillong. Dopo la benedizione della cripta della Cattedrale, sospendemmo lavori, per concentrare tutto lo sforzo nella costruzione dello studentato teologico che sta sorgendo vicino alla chiesa del Sacro Cuore. Il ritorno dei chierici è stato salutato come l'alba della vera risurrezione dopo il tragico venerdì santo del 1936.

In un resoconto annuale si cerca sempre di far rilevare quello che è più appariscente; ma niuna penna può descrivere il lavoro compiuto dai missionari. Come tradurre in cifra i chilometri percorsi in montagna, in pianura, sotto un sole di fuoco, lungo i fiumi, a piedi, a cavallo, in elefante, in barca, in treno ecc. ? E quanti militi ignoti in questa santa battaglia che lavorano con noi a propagare il vangelo! Le numerose cappelline benedette quest'anno sono il frutto di tanti sacrifici di poveri e umili neofiti che sacrificarono i loro risparmi per avere una chiesa!

In Shillong, le poderose e sempre più fiorenti istituzioni scolastiche, dall'asilo all'università, riscossero ripetutamente l'applauso del primo ministro e delle altre autorità, che pur essendo maomettane o indù, ammirano il contributo della Missione cattolica al progresso e all'incivilimento dell'Assam. onto colla visione delle tribù che popolano l'Assam: sono Khassi, Mikir, Boro, Garo, Nagas, Curaon, Menda, Karia... tutta gente semplice, buona, che si muove verso le grandi correnti delle civiltà mondiali: andiamo incontro a loro affinchè possano trovare subito Gesù Cristo e non altri. Oh! se potessimo aprire una nuova residenza che è indispensabile in un distretto vastissimo con migliaia di cristiani e catecumeni! Intendo parlare di Johrat sul Bramaputra, una cittadina assai importante come base per metterci a contatto colla tribù dei Nagas dove lavorano solo i Protestanti. Benedica, sig. Don Ricaldone, tutti i suoi figli dell'Assam affinchè possano lavorare sempre come buoni soldati di Cristo.

Dev.mo in G. C.

+ S. FERRANDO

Vescovo di Shillong. ASSAM (Shillong).

Mostra professionale.

Rev.mo signor Don Ricaldone,

Il 13 agosto u. s. S. E. il Governatore dell'Assam, accompagnato da tre ministri, si degnò di inaugurare personalmente la mostra professionale della nostra scuola. La cerimonia assunse l'importanza di un avvenimento straordinario anche perchè la mostra è la prima del genere in questa città. Vi intervennero le massime autorità civili e militari e una schiera di amici. E fu una glorificazione del nome e del sistema del nostro Santo Fondatore. Dopo i canti e gli indirizzi inaugurali, prima di tagliare il nastro, S. E. il Governatore pronunciò una appropriata allocuzione in cui elogiò il lavoro sociale e spirituale di Don Bosco, ricordò varie circostanze della sua vita e non dimenticò la data cinquantenaria della sua morte. Chiuse invitando il pubblico ad apprezzare e ad encomiare il lavoro sacrificato e disinteressato dei nostri missionari Coadiutori i quali si dedicano con tanto amore all'insegnamento delle arti e mestieri, all'assistenza ed alla cura di questi orfani. Raccomandò a tutti di patrocinare la scuola in modo efficace. Le sue parole intorno alla figura morale del nostro Santo Padre fecero tanto maggiore impressione sul pubblico in quanto che chi le pronunciava è un protestante praticante.

I due più diffusi giornali dell'India dedicarono all'avvenimento articoli e fotografie. La mostra fu un vero premio ai sacrificati maestri e ai volonterosi giovani. Fu un omaggio di gratitudine ai benefattori ed alle autorità, e fu soprattutto una delle maggiori glorificazioni date al nostro Padre Don Bosco in queste regioni. Rimase aperta cinque giorni. I visitatori si succedettero quotidianamente a migliaia, e molti si fermavano con vero interesse ad osservare la rassegna didattico professionale. Varii impresarii, ingegneri e capi di aziende si raccomandarono per il collocamento dei nostri giovani presso di loro a corso compiuto. Un Raja domandò il posto per due giovani che desidera mandare come apprendisti. Varie carte geografiche offrivano ai visitatori il quadro completo delle Scuole professionali salesiane in tutto il mondo. Durante quei giorni furono distribuite oltre tre mila copie di una piccola vita di Don Bosco, preparata per l'occasione. La funzione di chiusura, il 17, vide maggior concorso che l'inaugurazione. La presiedette il Ministro degli interni e dell'istruzione, il quale nel discorso non esitò a dichiararla la migliore del genere in Assam, e formulò i migliori auguri per i fortunati allievi che la frequentano. Il secondo giorno della mostra coincise col convegno annuale degli ex-allievi i quali intervennero in bel numero; nei loro discorsi ricordarono con affettuosa riconoscenza il fondatore dell'orfanotrofio scuola professionale, S. E. Mons. Luigi Mathias e i successivi Direttori e Maestri. I cattolici, meno di un decimo della popolazione di Shillong, sentirono di più l'influsso ed il sostegno morale della nostra santa religione, che ha mezzi così utili e potenti per avvicinare le masse, e dimostrare praticamente il valore del nostro Credo.

Ci aiuti, rinato Padre, la sua benedizione a fare sempre più e sempre meglio anche in questo campo.

Shillong, 29 settembre 1938. LLO _Missionario Salesiano.

CINA (Hong-Kong-Aberdeen).

CINA (Hong-Kong-Aberdeen).

Un mese fra i colerosi. Rev.mo ed amat.mo Padre, sapendo con quanta sollecitudine segua il progresso dell'opera nostra in questo Estremo Oriente, penso che le tornerà gradita anche qualche notizia sull'apostolato che i suoi figli svolgono in questo immenso e tanto tribolato Paese, per alleviarne le sofferenze fisiche e morali che la guerra, il colera ed altre sventure hanno dolorosamente acuito in questi scorsi mesi. Il Signore mi ha fatto la grazia di potermi dedicare per un buon mese alla cura dei colerosi, senza riportarne alcun danno.

EEra una domenica d'agosto dello scorso anno quando il Direttore mi consegnò un giornale con queste parole: - Prenda, è comparso il colera in città e qui vi sono le prescrizioni mediche: lei che, come Catechista, ha la cura della salute pubblica, veda e provveda. - Benchè, fossimo in piene vacanze molti dei nostri giovani erano in collegio: urgeva quindi premunirsi. Volli anzitutto mettere me stesso in grado di poter avvicinare i colpiti con tutta tranquillità, e per questo mi recai subito al vicino ospedale e fui tra i primi a sottopormi all'iniezione arati-colerica. Vi condussi poi tutti i giovani, e così, per quanto stava a noi, ci mettemmo a posto. Il Direttore colse l'occasione per ricordare che S. Giovanni Bosco, a Torino, in circostanza analoga, aveva promesso l'immunità dal colera a tutti i suoi giovani che si fossero conservati in grazia di Dio e avessero portata la medaglia di Maria Ausiliatrice. Assistemmo così al bello e commovente spettacolo di vedere i nostri 30o e più giovani, in maggioranza ancora pagani, armarsi della medaglia dell'Ausiliatrice e sforzarsi a gara per tenere lontano il peccato. Maria ci esaudì: passammo quel lungo periodo col morbo che dilagava tremendo attorno a noi, e nessuno dei giovani fu colpito.

Dirò meglio che uno solo fu colpito, ma non in collegio. Si era recato in famiglia per una infermità della nonna, ed il colera lo sorprese facendone una delle prime vittime. Ottimo di condotta, assiduo al catechismo, spero che il Battesimo di desiderio gli abbia spalancate le porte del Paradiso ove infatti già mostra di lavorare per il fratellino, venuto a sostituirlo, e per la famiglia.

TRA I COLEROSI. - Pochi giorni dopo, una comunicazione telefonica del Vicario Apostolico S. E. Mons. Valtorta mi invitava ad assumere un posto di infermiere al lazzaretto. Avuto il consenso dei Superiori, accettati con entusiasmo. Il lazzaretto era stato improvvisato nei locali dell'antico ospedale civile lasciato libero in primavera, quando Hong-Kong inaugurò il suo nuovo, immenso, modernissimo ospedale. Allo scoppiare del conflitto cino-giapponese, era stato adibito a rifugio per i molti profughi di Shianghai. Ma, comparso il colera e visto che prendeva proporzioni allarmanti, si era deciso di trasformarlo in lazzaretto. L'edificio, composto di due grandi isolati si prestava infatti molto bene per la separazione tra malati gravi e convalescenti.

Il governo della Colonia aveva organizzato un ottimo servizio di assistenza ma, crescendo ogni giorno il numero dei ricoverati, era ricorso al Vicario Apostolico per aiuto. Io mi prestai di gran cuore. Ma non le so dire le difficoltà e le pene provate. Lei sa, amato Padre, che il colera si cura con un'iniezione endovenosa che tende a rifornire il sangue della parte acquosa e impedirne la coagulazione.

L'effetto è sorprendente: ho visto più volte malati in preda a dolorosissime convulsioni, con le lividure della morte sul volto, calmarsi come per incanto allo scorrere fra le vene del liquido salutare: gli occhi si rischiaravano e il volto s'atteggiava a un dolce riposo.

Se ne salvava una media del 50 %; ma si sarebbe potuto fare assai più se fosse stato possibile applicare a tutti la cura per tempo. Purtroppo il popolino, pieno di prevenzioni, persuaso che chi entrava all'ospedale col colera non ne usciva più vivo, invece di favorire la cura, giungeva ad ingiuriare, per ignoranza certo, non per malizia, coloro che si sacrificavano per assisterli, accusandoli di somministrare agli infermi droghe fatali per accelerarne la morte. Preconcetti non nuovi, nè esclusivi dei cinesi, che intanto spingevano i parenti a tenere nascosti gli ammalati, finchè la gravità del caso li costringeva a decidersi a denunciarli, quando non v'era realmente più rimedio. ermieri e inservienti dell'ospedale, vennero colpiti, un solo morì.

VENTI BATTESIMI IN UN GIORNO.

- Io avrei preferito assistere i malati più gravi, perchè fra quelle povere creature che si dibattevano fra le spire della morte, avrei avuto un campo più vasto e fecondo per il mio ministero sacerdotale, ed aprire le porte del Cielo, quando non fosse stato possibile strapparle alla morte. Invece, con due suore Canossiane, fui addetto ai convalescenti ove il lavoro era assai più limitato. Ma la Provvidenza s'incaricò di farmi strada.

Una delle prime sere, rientrando ad Aberdeen, trovai un biglietto del Missionario del luogo colla nota dei cattolici degenti all'ospedale dei colerosi. Non posi tempo in mezzo. Il giorno dopo chiesi subito ed ottenni di visitare questi cristiani e mi vidi aperto l'adito al reparto dei malati gravi. Crebbe di molto il mio lavoro, ma con grandi consolazioni pel mio cuore di sacerdote. Nella prima visita vidi i cristiani, li confortai coi santi Sacramenti ed amministrai ai pagani ben venti battesimi.

SCENE PIETOSE. - Gliene descrivo solo qualcuna di quelle che più si scostano dal comune.

Un giorno, mentre io battezzavo una donna, vidi la Suora ché mi accompagnava a colloquio con una giovane che, a mani giunte, invocava il Battesimo. - Guardi, padre, come è ben disposta! - mi disse la suora. Ma, subito una voce irosa: - Non si parla di queste cose ai bambini! - E giù una sgridata alla povera giovane. Era sua madre. La figlia, sotto il diluvio dei rimbrotti, dichiarò di non voler più saper di Battesimo. Madre e figlia per fortuna guarirono: da certi indizi mi parve che fossero protestanti.

Un altro rifiuto ci venne da un giovanotto il cui male degenerò in etisia. Lo vidi la prima volta che mi recai tra gli ammalati, e v'era ancora quando lasciai l'ospedale. Tutte le volte che gli parlavo di Battesimo si alterava e mi mandava via; pel resto mi si mostrava sempre molto gentile.

Ed ora qualche cosa di più cEd ora qualche cosa di più consolante.

Era la prima volta che ponevo piede in quel luogo di dolore e cercavo i cattolici che mi erano stati raccomandati. Entrato nella corsia degli uomini mi trovai di fronte a un giovanetto di forse quindici anni che mi colpì assai per l'espressione dello sguardo che teneva fisso su di me. M'avvicinai, gli parlai a lungo... All'aspetto non sembrava grave; temevo quindi di compiere un'imprudenza battezzandolo dopo una istruzione sommaria. Non so se egli abbia intuito questo mio timore; fatto sta che si mise ad implorare il Battesimo con tutta l'anima. Un'ispirazione provvidenziale mi suggerì di approfittare di quelle ottime disposizioni, tramandando ai pochi giorni che gli potevano rimanere il completamento dell'istruzione catechistica. Con gran trasporto ricevette il Battesimo e fu uno dei fortunati di quel primo giorno. Il giorno dopo corsi difilato al suo letto. Era fuori dei sensi: in preda a convulsioni; mandava forti grida. Tutto il corpo era gelido. Avvisai i medici che accorsero subito e applicarono l'ago per l'iniezione; ma era troppo tardi! Fecero ancora un'iniezione per sostenere il cuore, tentarono la respirazione artificiale, ma tutto fu inutile: il giovane spirò sotto i nostri occhi. Mi confortai pensando che avevo provvisto alla salvezza dell'anima sua.

Altra volta notai un uomo, sulla trentina: aveva già superata la crisi, ma se ne stava sempre immobile; forse era di già tisico prima che coleroso.

Gli parlai di religione, ma non mi diede risposta. Per non importunarlo e per timore di violentarne la coscienza, lo lasciai. Ebbi l'impressione che, più che rifiutare il Battesimo non sapesse rassegnarsi a morire. Quell'accenno al Battesimo, in quelle circostanze, forse per lui era un invito a morire. Intanto feci pregare. Il giorno dopo, potei fargli presente la gravità del suo stato, ed egli acconsentì volentieri a prepararsi ed a ricevere il santo Battesimo. Tre giorni dopo, il suo posto era già occupato da un altro. no l'abiura d'una protestante, ottenuta quando meno speravo, e il Battesimo del padre di un nostro alunno di Aberdeen, il quale era stato battezzato a S. Pietro dell'anno scorso dal Visitatore sig. Don Berruti. Ambedue son volati al cielo dal lazzaretto.

Non posso terminare questo argomento senza una parola di lode pei medici e per tutto il personale del lazzaretto: infaticabili, pronti sempre, giorno e notte, al primo richiamo, con uno spirito di carità e di sacrificio che grandemente li onora. In tutti la massima deferenza e cordialità. Protestanti o pagani, nessuno mai tentò di intralciare l'opera del sacerdote cattolico.

Così, in un mese potei amministrare 250 Battesimi. Ne sopravvissero solo quattro ed a questi completammo l'istruzione durante la convalescenza. All'uscita dal lazzaretto regalai loro il Catechismo col libretto delle preghiere e li raccomandai al Missionario del loro paese.

Tutti, anche i non battezzati, dimostrarono uria profonda gratitudine a quanti si occuparono di loro. Chissà che questo non sia il primo anello della dolce catena che li vincolerà per sempre a nostro Signore Gesù Cristo.

Preghi, amatissimo Padre, perchè questa speranza si realizzi e benedica chi si professa

suo aff.mo figlio in G. C. Sac. BASSANO LARENO-FACCINI Missionario Salesiano.

GIAPPONE

Dolci emozioni, cari ricordi, visioni di bene.

Revmo. Sig. Don Ricaldone,

la gioia intensa provata nel rivedere Superiori, confratelli, benefattori ed amici viene attutendosi nel desiderato ritorno al campo del nostro apostolato. Il Conte Rosso, che trasporta le ultime squadriglie dei suoi figliuoli e delle Figlie di M. A. nell'Estremo Oriente, dall'India al lontano Giappone, porta pure con sè i pensieri e gli affetti di tante anime buone, che colla preghiera, col sacrificio, coll'aiuto dell'elemosina materiale vengono fiancheggiando il povero missionario e gli infondono anche parte di quell'eccitamento all'apostolato, che proviene dal sentirsi compresi e sostenuti, dal sentirsi amati ed apprezzati, dal verificare che il proprio lavoro è considerato come lavoro di pretta azione cattolica, di glorificazione di Dio e di espansione del suo regno in tutto il mondo. Volli intervistare (mi permetta la parola del gergo giornalistico) i colleghi missionari viaggianti con me: il nostro carissimo Mons. Ferrando col suo missionario Don Tomè; il bravo Ispettore Mons. Scuderi, Amm. Apost. del Krishnagar, ed il simpatico Don Braga, Ispettore della travagliata Cina, belle e gioconde figure di apostoli salesiani, che pur provati, possiamo dire, dal fuoco e dall'acqua e dal ferro, fiduciosi nella Provvidenza e con lo spirito salesiano, che sprizza loro da tutta la persona e dalla loro attività, continuano imperterriti a combattere nelle loro difficili posizioni. Furono con me concordi nel constatare, che e in Italia e fuori, nelle regioni da loro visitate, il problema missionario ha davvero preso uno sviluppo ed un posto di predilezione nella mente e nel cuore del clero e del popolo cristiano.

Confortanti constatazioni.

Nei Seminari diocesani o interdiocesani da noi visitati, sotto l'impulso degli eccellentissimi Presuli, funzionano zelanti circoli missionari; si desidera sentire parlare delle Missioni; è accolta con entusiasmo la persona del Missionario; viene chiarendosi sempre più il problema missionario, non come curiosità di avventure, di viaggi più o meno disastrosi, col contorno coreografico di imboscate pericolose, in cui fanno capolino fiere o serpenti o frecce avvelenate di selvaggi, ma come problema fondamentale di redenzione di anime, che non conoscono ancora il Signore.

E a queste consolanti constatazioni il cuore del Missionario si dilata, si esalta e benedice il Signore e pensa al futuro, a queste giovani anime sacerdotali, che porteranno nell'apostolato parrocchiale la forza, lo zelo, l'operosità del missionario tra gli infedeli; oppure, delineandosi in esse la vera vocazione missionaria, abbandoneranno la diocesi e voleranno tra gli infedeli a riprodurre l'apostolato di Gesù e dei suoi apostoli. E come era per noi confortante l'udire le parole, davvero sature dello spirito di Dio di Ecc.mi Vescovi, che non solo non ostacolavano, ma ritenevano sommo onore per la loro Diocesi il poter dare annualmente alla Chiesa buon numero di missionari. « Siamo sicuri, dicevano, che si verifica per i nostri seminari, quanto affermava Don Bosco, il duplicarsi delle vocazioni nei medesimi». E pensavamo insieme alle predicazioni, alle conferenze tenute nelle chiese, nei saloni e teatrini parrocchiali, dietro invito o benevole concessione dei zelanti parroci. Oh, il nostro buon popolo italiano ama le missioni, ama sentirne parlare - e a tali adunanze accorre anche l'elemento, che ordinariamente non si vede in chiesa - e nei limiti delle sue possibilità, aiuta. Là dove c'è fervore di vita cristiana non può mancare la comprensione in pieno del movimento missionario, come in altro senso si può anche dire, che il movimento missionario parrocchiale genera intenso fervore, quasi al punto da considerarsi come termometro dell'attività della vita parrocchiale, quasi fossero termini correlativi.

Coll'aumentare dell'organizzazione missionaria, è aumentato pure il numero degli iscritti alle opere pontificie missionarie, alle riviste e pubblicazioni missionarie, ben fatte, riccamente illustrate, lette con passione e che vengono mano mano diminuendo l'ignoranza dei problemi missionari (il massimo danno da cui possa essere affetto il popolo nostro). L'Unione Missionaria del Clero viene sempre più estendendo le sue ramificazioni, e l'aver noi potuto assistere allo svolgimento di qualche settimana, promossa dal Centro dell'Opera, valse a constatare quanto stia a cuore al clero italiano seguire anche in questo importante problema le direttive pontificie. Fervore di vita missionaria dunque un po' dappertutto; sempre più chiara comprensione dell'importante problema e sempre migliore e più vasta l'organizzazione. Oh, quando il popolo cristiano di tutto il inondo vivrà dell'Azione Cattolica Missionaria sarà d'assai facilitato il problema della predicazione evangelica!

Ebbi anche l'occasione di tenere conferenze, promosse dalle Associazioni di Cultura Fascista o di Dopolavoro nei rispettivi saloni, in cui vibrava all'unissono coll'amore di patria quello della fede: anche in questi ambienti il constatare gradita la presenza del Missionario, ascoltata con avidità la sua parola, è indice eloquente di quale comprensione e nelle alte sfere e in quelle lavoratrici sia tenuto il problema missionario.

Che dirle dei nostri Istituti di Che dirle dei nostri Istituti di formazione salesiana e missionaria, dei nostri Istituti e collegi di educazione e di quelli delle Figlie di Maria Ausiliatrice? Non poteva non essere ammirato e commosso il Missionario nel vedere lo slancio, l'entusiasmo del complesso dei giovani e delle Associazioni e Compagnie, che volevano dimostrare colle preghiere e frutti spirituali, col loro obolo, frutto alle volte di veri sacrifici, quanto amassero le Missioni. Oh! cari giovani, oh direttori, catechisti ed umili assistenti e insegnanti nostri, oh! ispettori carissimi, godete di queste vostre attività, dei frutti meravigliosi di bene suscitati da questo vostro consenso e impulso per venire in aiuto alle missioni, delle mirabili vocazioni che venite regalando alla Chiesa e alla nostra Società! Voi avete ben compreso il desiderio di Gesù e tutto egli minutamente registra a vostro merito, concedendo per voi il cento in questa vita e la vita eterna, perchè voi lavorate per i suoi fratelli più poveri, e cooperate con Lui a far conoscere il Padre suo.

Miriadi di pensieri - ricordi cari, visioni di bene - si affollano alla mente del Missionario, mentre l'occhio va spaziando sull'immenso mare. Una ridda cinematografica di volti cari, superiori, confratelli, allievi ed exallievi, parenti, amici e benefattori, ammiratori ed una lunga teoria di ombre evanescenti, che modestamente vogliono conservare l'incognito... E poi moltitudini, che pregano e gridano con Gesù: Ut omnes. errantes... revocare digneris... E grosse lagrime di gioia riconoscente rigano intanto il volto del Missionario... Grazie o mio Dio, e con Lui e per Lui, grazie a voi tutti! Oh le ineffabili dolcezze della Comunione dei Santi applicata alla vita missionaria!

Attività dei missionari.

Permetta ora, amato Padre, ancor un accenno alla nostra cara e povera Missione e alle nostre Opere Salesiane in Giappone. So che i confratelli (e con fraterna sollecitudine me ne informavano) hanno continuato con slancio il loro lavoro dall'inizio del nuovo anno missionario. A volo d'uccello (per lei che conosce persone, opere e luoghi) un riassunto della loro molteplice attività, fisserà così anche ai lettori del Bollettino l'avvicendarsi storico dei grandi e piccoli avvenimenti nostri.

La formazione di tre nuove Conferenze di S. Vincenzo de' Paoli regolarmente federate dà modo di ampliare il ritmo di attività caritatevole verso i poveri e gli ammalati; di mettere tante famiglie a contatto o in relazione colla missione; buoni semi che affondano tra gli abbandonati, tra la miseria materiale e morale, tra la poveraglia, ottimo substrato per gli effetti mirabili della carità. Così a Miyakonojo, Beppu e Nakatsu con queste conferenze spero si potranno ottenere ulteriori e più abbondanti frutti di conversioni.

La Congregazione delle Suore Giapponesi della carità a Miyazaki va normalizzandosi e cinque nuove aspiranti hanno iniziato il loro noviziato. Il gruppo dei primi orfanelli ricoverati all'Ospizio che diedero prova di non essere atti allo studio o a mestieri speciali vengono formando un piccolo gruppo di agricoltori, i quali sotto le vigili cure dei nostri bravi coadiutori si abilitano ai lavori dei campi e cominciano già a prestare il loro aiuto alla famiglia dell'Ospizio, da cui finora ricevettero tutto; preludio alla formazione futura di buone famiglie agricole, che non dimenticheranno mai la formazione ed il bene ricevuto dalla missione.

Il nostro Seminario riempie di consolazione e di speranze il cuore dei Missionari: vita di famiglia, alimentata dalla pietà e dal lavoro. Dopo le brevi ferie d'agosto, una bella muta di esercizi ridiede il primitivo impulso spirituale e agli studi la tonalità di prima. Le vicende dell'incidente colla Cina hanno determinato il richiamo sotto le armi del nostro caro confratello ch. Mishimura, insegnante in Seminario, e gli si fecero i commiati d'uso alla partenza.

Il concerto del nostro Seminario ebbe campo di prodursi in occasione della visita della Squadra « Gioventù Hitleriana » di passaggio a Miyazaki, partecipare ai lavori, che volontariamente in ore libere i giovani studenti fanno per aiutare le famiglie dei richiamati alle armi, e, con una magnifica riunione sportiva, dare saggio nella festa dei Santi della loro attività ginnastica annuale. In mezzo a questo fervore di vita è consolante vedere il chiarirsi preciso di ottime vocazioni tanto per la diocesi che per la nostra cara Congregazione.

Il nostro Don Marega ad Oita oltre il suo lavoro d'apostolato continua le sue apprezzate ricerche sui monumenti antichi del cristianesimo e i suoi interessanti studi sul Buddismo, ricevendo preziosi contributi e consensi da autorità civili e scolastiche e da intelligenti in materia. ù delA Beppu viene sempre più delineandosi importante il lavoro di propaganda di carità fra gli ammalati colle visite a domicilio, colla propaganda stampa, colla musica, ecc.

Il tubercolosario (Giardino di luce) è in piena efficienza, come pure l'Opera della S. Infanzia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, opere irradianti una sfera di benefica influenza per tutta la città. Data la posizione di questa e la sua ricchezza di acque termali, sabbie e fanghi è meta frequente di visite. Notevoli quella della Missione mongola, della R. Nave Montecuccoli nella persona del gentilissimo comandante A. Da Zara e recentemente quella del Perù fatte anche alla Missione Cattolica.

Sono occasioni magnifiche di propaganda per la nostra missione che viene così ad essere messa in luce, valorizzata e ammirata sempre più. Sull'alto del magazzeno della missione ora squilla una sonora campana, dono del cappellano della Montecuccoli, così il saluto dell'Angelus è udito da buona parte della città, voce di Dio anche questa che si fa sentire. Già in qualche occasione la campana funzionò pure da segnalatrice d'incendio, attirando simpatia e ammirazione maggiore alla missione.

Nel mese di agosto, poi, i suoi figliuoli si ritemprarono al lavoro cogli annuali esercizi spirituali, e chiuse la serie la professione dei nostri cari novizi nella festa dell'Immacolata: sono sei nuove reclute di cui una giapponese, che nel lontano Giappone si sono arruolate sotto la pacifica bandiera di Don Bosco. adre, non si tratta di grandi cose, ma so che al cuore suo paterno e a quello dei nostri Cooperatori e delle nostre Cooperatrici, non dispacciono anche le cose minime dei suoi più poveri e più lontani figliuoli, e d'altra parte in questo grande Impero è solo con questi sassolini, che, cementati dalla preghiera e dai sacrifici dei buoni, si riesce a costruire le granitiche fondamenta.

Resoconto annuale.

Anche il bilancio spirituale dell'anno decorso non manca di consolazioni.

L'esame statistico dei battesimi L'esame statistico dei battesimi ci porta ad un balzo in avanti di un centinaio in più su quelli dell'anno precedente; e si tratta di battesimi pressochè tutti di adulti. I fattori di questo miglioramento lento, ma d'un ritmo che si va accelerando di anno in anno, confortando le nostre speranze per l'avvenire, sono vari. Primo, indiscutibilmente, la grazia di Dio, che dà l'incremento a tutto. Secondo fattore, i nostri Cooperatori, veri ministri della Provvidenza, da cui il missionario attende fiducioso i mezzi spirituali e materiali. Terzo fattore: i missionari e collaboratori meritano proprio di essere citati all'ordine del giorno: si prodigano con grande amore e zelo nelle opere di apostolato, fanno bene il loro dovere. Le cure dirette ai cristiani, ai catecumeni, ai poveri pagani per salvaguardare e condurre alla fede, si vanno armonizzando con l'uso di altri mezzi indiretti, che, secondo i tempi e le circostanze, servono di esca, di attrazione per le anime.

1) Anzitutto i nostri ORATORI alla salesiana, che ci danno modo di avvicinare settimanalmente oltre tremila ragazzi pagani. Già cominciamo a vederne i frutti: antichi oratoriani, che conducono la famiglia alla missione; oratoriani che, venendo ammalati, desiderano la visita del Direttore dell'oratorio; oratoriani, che, fattisi cristiani, entrano in seminario o si consacrano al Signore nella vita religiosa.

2) Le varie opere di assistenza sociale e di carità: le Conferenze di S. Vincenzo, che già funzionano nelle principali residenze; l'ospizio di Miyazaki; le opere di carità per l'infanzia abbandonata tenute dall'ospizio e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice a Beppu; gli asili d'infanzia di Oita, Miyazaki e di Tokyo; l'aspirandato di Nakatsu; il seminario indigeno di Miyazaki e l'opera di formazione del personale salesiano a Tokyo (Noviziato e Studentato) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Beppu ; il sanatorio (Giardino di luce), a Beppu, tenuto da un gruppo di signorine cattoliche; le numerose opere sociali di Mikawajima a Tokyo; il segretariato per gli ammalati a Beppu: dicano ai nostri amici gli sforzi dei missionari, dei salesiani per fare opera di penetrazione sia pure indiretta, opera di espansione e diffusione di carità fra queste care anime. Ma fra tutte queste opere spicca come fiore bellissimo la nuova Congregazione indigena delle Suore Giapponesi della Carità di Miyazaki in cui hanno già fatto professione le prime novizie.

3) La propaganda stampa ebbe pure in quest'anno nuovo impulso e manifestazioni nuove coll'inizio della Collana drammatica, edita dalla tipografia Don Bosco a Tokyo, e col periodico Charitas, organo delle opere di carità in Giappone; con operette varie, traduzione di opuscoli di Padri della Chiesa, bocconi deliziosi per gli ammalati, e che vanno a ruba tra i Protestanti; altre operette lumeggianti principi di assistenza sociale, edite dalla S. Maria di Miyazaki. Si iniziò pure a Tokyo una pubblicazione originale di dischi musicali di vario genere: canzoni giapponesi del sottoscritto cantate da Don Margiaria, ed esecuzioni di musica sacra dei nostri seminaristi intitolati a D. Bosco: «D. Bosco phone ». zioni di quest'anno ricordo la chiesa dedicata a Don Bosco, a Nakatsu e, per opera della munifica carità del compianto Cooperatore salesiano P. Bulteau, la chiesetta del S. Cuore nel Sanatorio di Beppu. La tenacia caritatevole poi delle brave ragazze che tengono il Sanatorio di Beppu, ha dato origine alla nuova costruzione del Sanatorio. Il padiglione allestito è già pieno e si cercano i mezzi per la costruzione di un secondo. Le Figlie di Maria Ausiliatrice a Beppu hanno pure inaugurato il nuovo padiglione (Giardino di gigli) per l'Opera della S. Infanzia che già raccoglie oltre sessanta ricoverati. Non le descrivo le necessità in cui ci dibattiamo e di cui mi scrivono con lettere piene di calorose insistenze tutti i missionari, tutti i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice. Abbiamo bisogno di personale - abbiamo bisogno di erigere cappelle e chiese, di moltiplicare le residenze - abbiamo bisogno di rassodare le opere esistenti... Imploro specialmente l'aiuto per due opere che mi stanno assai a cuore: la nuova Congregazione indigena delle Suore della carità giapponesi che essendo al suo inizio ha bisogno di tutto; e il pareggio governativo della Scuola Professionale di Tokyo. Sono opere che esigono sacrifici pecuniari assai rilevanti, ed io li domando per mezzo suo alla carità di tutti.

5) Il numero dei fanciulli orfani raccolti da noi e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice va crescendo e s'impone ormai la fondazione di un'opera che li accolga quando non potranno più essere ospitati negli attuali orfanotrofi ed opere della S. Infanzia. Oh! potessimo trovare un Mecenate...! Non ci abbandoni, amato Padre, e colle sue preghiere e colle sue efficaci insistenze presso i nostri zelanti Cooperatori ci venga in aiuto.

Suo per tutti in G. C. aff.mo

Mons. VINCENZO CIMATTI, Prefetto Apostolico.

Dal mare, 1 ottobre 1938.

Avvertenza! Chi non ricevesse regolarmente il "Bollettino Salesiano" è pregato di darcene sollecito avviso. Chi cambia residenza s'affretti ad avvertircene, inviando la fascetta colle nuove indicazioni. Noi non ne sospendiamo mai l'invio ai Cooperatori ed alle Cooperatrici se non in caso di decesso o dietro loro richiesta. Ogni irregolarità va quindi attribuita o a disguido o, più sovente, a variazione d'indirizzo non notificata.

DATI STATISTICI

Stato della Missione di Miyazaki Stato della Missione di Miyazaki dal 1° luglio 1937 al 30 giugno 1938.

In una superficie di 16.072.175 km2 per una popolazione di 1.825.436 ab. (cens. 1935) lavorano 11 sacerdoti, 5 chierici, 5 coadiutori e 11 fra catechisti e maestri.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice e le Suore della Carità giapponesi coadiuvano nelle opere di carità e di assistenza sociale (Ospizio, S. Infanzia, Asilo, Collegio per fanciulle).

N. Allievi eno Miyazaki 47 Gran Seminario Tokyo (Filos. teol.) 15 Asili d'Infanzia    3   165

Op. S. Infanzia    2   49

Orfanotrofi    3   163

Ospizio vecchi    1   28

Collegio per fanciulle    1   16

Collegio per aspiranti  &nbsCollegio per aspiranti    1   30 Oratori o riunioni ragazzi pagani . 9 1630 Libreria cattolica

Tipografia S. Maria    1   - NB. - È l'editrice delle pubblicazioni periodiche: Vivere nella Carità (mens. cop. 8.ooo), L'Angelo della Famiglia (settim. 550), Carità (mens. 2.003), Opuscoli vari, ecc.

Confraternite religiose laiche . . .   5   344

Assoc. laiche di carità e azione catt. .   11   320 ana in Tokyo, dal 1° luglio 1937 al 30 giugno 1938.

I Salesiani di Don Bosco in Tokyo svolgono il loro lavoro di apostolato:

1. Nella parrocchia di S. Giovanni Evangelista a Mikawajima (Tokyo) ab. 6oo.ooo di cui 400 cristiani.

Si ebbero nell'annata 69 battes., 21 cres., 6 matrimoni, 13 def.; 9870 comun. e i miss. al popolo.

Abbraccia pure le opere: Oratorio quot. - Giardino d'inf. - Dopo Scuola - Dispensario -Assoc. varie di carità e assist. sociale - Giovani esplor., ecc.

2. Nella Scuola professionale D. Bosco (Sez. Tipografi e Sarti) ad Hachinari cho (Tokyo) con 34 allievi - è pareggiata dalla provincia e si spera prossimamente il riconoscimento ministeriale.

Fra le pubblic. periodiche la tipogr. pubblica le Letture cattoliche in giapp. (Anno VI) copie iooo ed il Bollettino Salesiano in giapp. copie 2.500.

Alla Scuola è pure annesso l'Oratorio festivo.

3. Nello Studentato Filosofico-Teologico e Noviziato salesiano a Shakuji - Tanaka cho (Tokyo):

Novizi    n° 6

Studenti filosofia    n° 14

»   teologia    n° 12

In tutte queste opere sono occu lIn tutte queste opere sono occupati 7 sacerdoti, 3 chierici e 7 coadiutori.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Carissimi,

il 6 di questo mese il Santo Padre Pio XI inizia il suo XVIII anno di Pontificato. Son sicuro che voi tutti pregherete in quel giorno pel Vicario di Cristo e gli invocherete dal Signore ancor lunghi anni di vita e di apostolato. Ma vorrei che faceste qualche cosa di più. Italia riportata dal Resto del Carlino, una bella dichiarazione fatta dall'Accademico U. Ojetti in una conversazione al parroco di Predappio: Noi, Romani - disse - guardiamo sempre dalla parte dove guarda il Papa.

« Ecco una frase - commentava il giornale - che merita di venire sottolineata: una constatazione di fatto per quello che riguarda i romani, un riconoscimento del vincolo indissolubile che unisce Roma al papato; ma anche un chiaro e sintetico programma che trascende i limiti dell'Urbe per estendersi a tutto quanto l'Orbe. Guardare dove guarda il Papa! ecco quello che debbono fare i cattolici di tutto il mondo. Ma guardare non da semplici spettatori, da curiosi, sibbene per informarsi di quello ch'Egli vuole e per uniformarsi a quello ch'Egli fa ».

Mi pare che questo sia il più bel regalo che voi possiate fare al Vicario di Cristo e la più gran fortuna per la vostra vita. Perchè guardando dove guarda il Papa, siete sicuri di mirare ai più nobili ideali. Celebrerete così anche nel miglior modo possibile il decennio della Conciliazione che ha ridato Dio all'Italia e l'Italia a Dio, formandovi veri cristiani e, per ciò stesso, ottimi cittadini e patrioti esemplari, secondo quello che disse il Papa ai rurali il 12 settembre dell'anno scorso:

« Buoni italiani, con tutte le virtù necessarie, con tutto quello cui il Paese può aspirare, non si può essere se non si è buoni cristiani. È proprio così: a lungo andare quelli che non si dimostrano buoni cristiani non si dimostrano neppure buoni italiani »; e secondo l'immortale monito di Silvio Pellico:

« Se un uomo vilipende gli altari, la santità coniugale, la decenza, la probità, e grida: « Patria ! Patria » non gli credere. Egli è un ipocrita del patriottismo, egli è un pessimo cittadino. Per amare la Patria dobbiamo cominciare col darle in noi medesimi tali cittadini, di cui non abbia ad arrossire ».

Il Signore benedica i vostri generosi propositi.

Vostro aff.mo Don GIULIVO.

Vostro aff.mo Don GIULIVO.

Crociata missionaria

Borse complete.

Borsa S. TERESA E S. ERNESTO, a cura di Anna Campominosi, Torino, in memoria del babbo e della mamma. P>

Borsa GIRAUDI DON FEDELE (23) - SBorsa GIRAUDI DON FEDELE (23) - Somma prec.: 18364,25 - M. G. Milano, 1000 - Tot. L. 19364,25.

Borsa GUIDAZIO DON PIETRO (2a) - Somma pregi.: 1045 - Avv. Cesare Vecchio, 10 - Tot. L. 1055.

Borsa GLI EDUCATORI AL LORO SANTO, a cura dell'Ing. Coram. A. Bianchi, Presidente « Unione Don Bosco s fra gli insegnanti - Somma prec.: 5869 - N. N., 10 - Insegnanti Scuola Santorre Santarosa 25,35 - Tot. L. 5904,35.

Borsa LAIOLO DONAGOSTINO-Somma prec.: 2025 - Maria Pattarino, 100 - Tot. L. 2125. ZIE DI PINEROLO - Somma prec.: 7078,85 - Mons. Baronetto Onorato, 100 - Tot. L. 7178.85.

Borsa MADONNA DELLE GRAZIE DI CASTELMONTE (Udine), a cura degli ex-allievi salesiani - Somma prec.: 5903,45 - Carla De Mattia, 10 -- N. N. 10 - Famiglia Massarutti, 15 - Adami Ottavio, 10 - Anna Tracanelli, 10 - Roiatti Mercede, 10 - N. N. 10,55 - N. N. 1o - Comm. G. B. Biavaschi, 25 - Bertoni Sante, 15 - Cuttini G. B., 5 - Famiglia Polga Giovanni, 1o - Famiglia De Toma, io - N. N. 5 - N. N., 10 - Stroppolo Virginia, 1o - Picco Giustina, 5 - Tot. L. 6084.

Borsa MAMMA MARGHERITA (3a) - Somma prec.: 16oo,75 - Duroni Lucia, 100 - Una mamma riconoscente, 100 -- Tot. L. 18oo,75.

Borsa BEATA MARIA MAZZARELLO - Somma prec.: 1188 - Ferrari Albina, 20 - Rosetta e Giuseppe Piras, 1o - In memoria di Coppa Madre Marina, 1099 - In onore di Gemma Galgani, 370 - Tot. L. 2687.

Borsa MARGOTTI STEFANIA ED. ELENABorsa MARGOTTI STEFANIA ED. ELENA TURBIL, a cura di Angiolina Ferroglio De Giovanni - Somma prec.: 10850 - Giuseppina Mattirolo, 10 - Tot. L. 1086o.

Borsa MARIA AUSILIATRICE (263) - Somma prec.: 13358,30 - Sac. Alessandro Martini, 5000 - Luisa Devoto, 50 - Zannone Aurora, 15 - Morei Angela, 5 - M. I. M., 45 - Sac. Francesco Fanca, 5 - Piero De Rossi, 20 - Sac. Sisto Baldassarri, 50 - Concetta Ramozzotti, 5 - N. N., Torino, 20 - Tot. L. 18573,30.

Borsa MARIA AUSILIATRICE a cura di E. P. - Somma prec.: 3000 - Nuovi versamenti, 15oo - Tot. L. 4500.

Borsa MARIA AUSILIATRICE E S. GIOVANNI BOSCO (6a) - Somma prec.: 13318 - Stella Torri, 300 - Franzoni Rosa, 500 - Luigia Dalla Palma, 1o - Cattaneo Giovanna, 5 - C. B., Torino, 10 - Tot. L. 14143. ONE, a cura di B. A. Todi - Somma prec.: 500 - Nuovo versamento, 500 - Tot. L. 100.

Borsa MINELLI GIUSEPPINA IN GIOVANNINI - Somma prec.: 11000 - Nuovo versamento, 2000 - Tot. L. 13000.

Borsa MORGANTI MONS. PASQUALE (2a), a cura della Casa salesiana di Ravenna - Somma prec.: 6303 - Facchini Giannina, 1o - Tot. L. 6313.

Borsa PISCETTA DON LUIGI (2a), a cura del Sac. Dott. G. B. Calvi - Somma prec.: 11386,60 - Airoldi, 50 - Eugenio Vito, 50 - Agostina C., 200 - N. N. p. g. r., 50 - N. N., 50 - N. N., 50 - Pina Tirassa, 45 - Demartini Ang., 10,50 - Giov. Maccari, 1o - Maria Garneri, 10 - Corinna Desi, 10 - Edvige Maccari, 5 - Teresa Canossa Reggianini, 100 - Tot. L. 12027,10.

Borsa PERARDI CAV. LUIGI, Capitano degli Alpini - Somma prec.: 1080 - Perardi Avv. Emilio, 1500 - Tot. L. 2580.

Borsa PICCOLI AMICI DI DON BOSCO - Somma prec.: 2936 - Arcangela Fabbri, 100 - Tot. L. 3036.

Borsa PIO X (2a) - Somma prec.: 1442 - Sacchi Albina, 20 - Tot. L. 1462.

Borsa REGINA DI MONDOVÌ (23) - Somma prec.: 3675,70 - N. N., 500 - Tot. L. 4175,70.

Borsa RICALDONE DON PIETRO (4a) - Somma prec.: 2627,30 - Elmo Paschero, 10 - Poggi Geltrude, 20 - Tot. L. 2657,30.

Borsa RUA DON MICHELE (3a) - Somma prec.: 12330 -- Montanaro Mario, 100 - Bianchi Erminia, 20 - Vigani Giuseppe, 25 - Carla De Mattia, 10 - Zacchero Gaudioso, 10 - Linda Satta, 30 - Pro clero indigeno, 400 - In memoria del Card. Richelmy Agostino, 1000 - Rio Grande do Sul, 4000 - Tot. L. 17925.

Borsa S. ANNA -- Somma prec.: 10460 - Manildo Anna, 25 - Tot. L. 10485.

Borsa S. CUORE DI GESÙ, CONFIDO IN VOI (3a) - Somma prec.: 7731 - A. E. O (Biella), 400 - Luisa Devoto, 50 - Dott. Nicola Moffa, 25 - Morone Violetta, 15 - Mazzini Pierina, 1o - Bussi Marina Coppo, 1o - Bussi Giuseppina, 1o - Lucia Marchetti, 25 - Sac. Cirino Giovanni, 50 - Tot. L. 8326.

Borsa S. GIOVANNI BOSCO (3a) - Concettina Calabretta, 50 - Luisa Devoto, 50 - Menghini Ida, 45 - Piumatti Claudio, Zoo - Ugo Cecchini, 5 - Cicciuzzo Giuffrida, 5 - Leoni Gabriella, io - Azzolini Arcadio, 20 - Zannone Aurora, io - Maria Minatelli, 25 - Biga Paolina, 100 - Campana Elvira, 15 - C. Maria, 15 - Rigoletti Rina, io - Lantieri Ferruccio, io - Tot. L. 470

Borsa S. GIUSEPPE (3a) - Somma prec.: 17017. - Ernesta Serrazanetti, 5 - Petracco Giovanni, 25 - Tot. L. 17047.

Borsa S. LINO, omaggio della diocesi di Volterra a S. E. Mons. Dante Munerati -- Somma prec.: 14221,35 - N. N., 50 - Bongini Giuseppina, 20 - Tot. L. 14291,35.

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NECROLOGIO

Salesiani defunti:

CONTI D. LORENZO, sac. da Camerana (Cuneo), † a Nizza M. (Francia) il 18-X-1938 a 84 anni di età. Entrato nella Società Salesiana quando viveva ancora il santo D. Bosco, ne apprese lo spirito genuino che diffuse poi, lavoratore instancabile, sacerdote zelante, in varie nostre case di Francia e come parroco a Tunisi ed a Nizza marittima.

CATENA CELESTINO, coad. da Amatrice (Aquila), † a Roma il 9-XI-1938 a 71 anni di età. Animo mite, amabile, servizievole, si prodigava nella cura e nell'assistenza dei giovani con vero spirito salesiano, preziosa guida, per la sua cultura archeologica, nelle Catacombe di S. Callisto e nelle visite alla Città eterna. . da Cava dei Tirreni (Salerno), † a San Paolo del Brasile il 29-X-1938 a 62 anni di età.

Spese il suo zelo sacerdotale in Brasile specialmente nel Santuario del Sacro Cuore di Gesù in San Paolo, che resse per 23 anni suscitandovi fervori di fede e di pietà cristiana.

KOPA D. TOMMASO, sac. da Tarchaly (Polonia), † a Ostrzeszów (Polonia) l'11-X-1938 a 6o anni di età.

Direttore di varie Case in Italia e in Polonia, fu anche Ispettore per 4 anni dell'Ispettoria di S. Giacinto. Le sue belle doti di mente e di cuore, il profondo spirito salesiano gli cattivarono ovunque affettuosa stima ed ammirazione.

BERTI FAUSTO, coad. da Mondaino (Forlì), † a Roma il 17-XI-1938 a 51 anni di età. Religioso esemplare, laborioso, allegro, avrebbe potuto fare ancor tanto bene se un male insidioso non ne avesse troncato la vita.

CONTI OSCAR, coad. da Livorno, † a Callao (Perù) il 3o-IX-1938 a 6o anni di età. Passò la sua vita nelle nostre Case di Lima, Piura e Cusco prodigandosi nel lavoro e nella cura dei giovani, con ammirabile zelo e pietà edificante.

BUISMAN GUGLIELMO, diac. da Amsterdam (Olanda), † a Còrdoba (R. Argentina) il 5-X-1938 a 36 anni di età.

SARAGONI DANTE, ch. da Selvapiana (Forlì), † a Strada (Firenze) il 18-XI-1938 a 2o anni di età.

KWLATKOWSKI ADOLFO GIUSEPPE, ch. KWLATKOWSKI ADOLFO GIUSEPPE, ch. da Kiszyniew (Romania), † a Varsavia (Polonia) il 12-X-1938 a 23 anni di età.

Cooperatori defunti:

ING. GR. UFF. CARLO PIAGGIO † a Milano il 16 novembre u. s.

Una breve malattia ha rapito immaturamente questo grande lavoratore che, tempratosi alle più ardite e nobili conquiste del lavoro, concepì l'industria nella più alta e più benefica funzione di servizio all'elevazione e prosperità sociale e al prestigio nazionale, e la potenziò al massimo rendimento. D'animo retto, profondamente cattolico, non si lasciò mai assorbire dagli affari; ma, serbando a Dio il più fedele omaggio del suo cuore, prodigò i suoi capitali a vantaggio dei poveri e dei sofferenti, soprattutto a vantaggio della gioventù abbandonata. Genova deve alla sua munificenza l'« Albergo dei Fanciulli Umberto I » da lui fondato ed offerto alla direzione delle Figlie di Maria Ausiliatrice; Chiavari, la ColoniaConvitto per giovinetti bisognosi di cure. Sono poi innumerevoli i beneficati nei nostri Istituti e gli operai delle sue industrie che lo ebbero padre nei momenti più difficili della vita. L'immenso cordoglio della sua scomparsa fu la testimonianza più eloquente delle sue benemerenze industriali e della sua carità. ratori può vantare in lui uno dei più esemplari interpreti dello spirito di S. Giovanni Bosco.

CAN. MONS. PIER FELICE BIGLIA, † a Cuneo il 14 novembre u. s. a quasi 8o anni di età.

Decurione e Direttore diocesano dei Cooperatori, il piissimo Monsignore era l'anima di tutte le opere buone con particolare predilezione per quelle di Don Bosco. Fu quindi veramente felice quando potè vedere i Salesiani in Cuneo e largo di affetto e di consiglio per l'incremento del loro apostolato.

COMM. GIO. BATT. ALUFFI. Chiuse in senectute bona la sua laboriosa esistenza ad Agliano d'Asti, suo paese nativo, nel novembre 1938. Aveva la bellezza di 92 anni. Spese la parte migliore della sua vita nelle Amministrazioni dello Stato, fino a essere Prefetto di Sondrio e poi di Sassari. Piemontese di stampo antico, ebbe del dovere un concetto altissimo, nè si credette mai lecito sacrificare il minimo interesse pubblico al suo vantaggio privato. Conobbe Don Bosco a Roma, quando era al Ministero degli Interni. A lui il Santo si rivolse allora in un momento difficile, ottenendone valido aiuto. Da quel punto l'Aluffi nutrì per lui un affetto, che ncn venne mai meno, tanta era stata l'impressione ricevutane fino dal primo incontro. Possedeva del Santo cinque lettere, che conservava gelosamente e che negli ultimi anni fece mettere sotto vetro su d'un telaio girante, mostrandole ai visitatori come un tesoro domestico. Dio gli conceda il premio delle sue cristiane virtù.

BERTOGLIO GRIS GIUSEPPE † a Castelnuovo Nigra il 28-x-1938 a 6o anni di età. Uomo di profondi sentimenti cristiani ha offerto volentieri uno dei suoi figlioli al Signore nella Società Salesiana. Tutta la sua vita la spese nel lavoro e nel far del bene.

PROF. ANTONIO TROCCOLI, † aPROF. ANTONIO TROCCOLI, † a Bari il 1° luglio u. s.

Docente di Chimica Bromatologica nella R. Università « Benito Mussolini » e Direttore del Laboratorio Chimico Provinciale, da lui fondato, appassionato cultore delle scienze, tanto profondo nella sua branca da raccogliere ammirazione ed onori, fu sempre esempio di modestia e di semplicità.

Uomo retto nel più ampio significato della parola educò la sua famiglia al senso vero della religione e della carità cristiana.

MARGHERITA MOTTA Veda CORDONE † a Cassolnuovo (Pavia) il 22-VI-1938 a 8o anni di età. Fervente cooperatrice, ha offerto al Signore nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice tre ottime sue figliuole. ad Arignano il 27-X-1938 a 70 anni di età. Padre esemplare, lavoratore indefesso, seppe dare un'ottima educazione alla numerosa figliolanza, ed il Signore lo benedì chiamando due figliole all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

BUCCIARDI UMBERTO † a San Cassiano a 60 anni di età.

Fervente cristiano e zelante Cooperatore sosteneva generosamente le Opere e Missioni Salesiane.

Altri Cooperatori defunti:

Altri Cooperatori defunti:

Adorno Francesco, Belveglio (Asti) - Aniasi Fornarola Maria, Parona (Pavia) - Arditi Carlotta, Catania - Balzaretti Geom. Antonio, Palestro (Pavia) - Barberis Francesca, Rive (Vercelli) - Barozzi Zanetti Maria, Soligo (Treviso) - Bava Maria, Vegni (Alessandria) - Bertone Caterina, Omegna (Novara) - Bertorelli Maria, Godiasco (Pavia) - Binelli Rosa, Olcenengo (Vercelli) - Binello Vittoria, Calstelnuovo Calcea (Asti) - Bondi Silvio, Locca (Trento) - Bovio Domenico, Trino (Vercelli) - Bozzo Fortunato, Varazze (Savona) - Brean Matteo, Brusson (Aosta) - Cacciarini Antonio, Figline Valdarno (Firenze) - Camerano Giorgio, Barolo (Cuneo) - Camisani Ferdinando, Roccaprebalza (Parma) - Canessa Teresa Ved. Marchini, Rapallo (Genova) - Cattaneo Maria Teresa, Lugano (Svizzera) - Cecconi Luigi, Forno (Massa Carrara) - Cestari Adele, Trento - Ciliberti Maria, Noci (Bari) - Coggiola Stefano, Lu Monf. (Alessandria) - Concetti Romano, Roma - Concetti Teresa, Soma - Croce Mons. Stefano, S. Ambrogio (Torino) - Damasio Carlo, Novi Ligure (Aless.) - Diano Teresa, S. Cristina Gela (Palermo) - Dominioni Luigi, Milano - Doretti Italia, Udine - Fabbri Rag. Giuseppe, Terni - Fadda Eugenia, Terralba (Cagliari) - Farmeschi Provvidenza, Greve (Firenze) - Ferrarese Giovanni, Legnano-Porto (Verona) - Foresto Lina, Mirabello Monf. (Aless.) - Franco Enrichetta, Asti - Gagliardi Dott. D. Matteo, Cerreto Sannita (Benevento) - Gianola D. Carlo, Annone Brianza (Como) - Giovine Capra Cristina, Canelli (Asti) - Gozzer Maria, Lugano (Svizzera) - Grimaldi Giovanni, Catania - Ippoliti Diamante, Laurino (Salerno) - Iviglia Cesare, Calliano (Asti) - La Salandra Michelina, Troia (Foggia) - Lege Verginia fu Carlo, Montalto (Pavia) - Longo Luigi, Bosco Zevio (Verona) - Maffiodo Clementina Pagliarello, Novaretto (Torino) - Maggia Gioacchino, Sordevolo (Vercelli) - Magni Enrico, Rancio di Lecco (Como) - Malagoli D. Geminiano, Staggia (Modena) - Manusardi Avv.Enrico, Alessandria (Egitto) - Merighi Cristina, Treviso - Milanesi Angela, Torino - Molaro Giuseppe, Coderno Sed. (Udine) - Mussio Antonia, Venaria Reale (Terino) - Oletta D. Bartolomeo, La Valletta (Malta) - Ottonello Luigi, Bellano (Como) - Pagliano Carolina, Gabiano Monf. (Aless.) - Pagliassotti Marianna, Bosconero (Torino) - Perelli D. Anselmo, S. Ponzo Semola (Pavia) - Perrod Giulia, Sarre (Aosta) - Pino Stefano, Saronno (Varese) - Quadrio D. Battista, Cipressa (Imperia) - Quaglia Paolina Ved. Tartara, Torremenapace (Pavia) - Raimondo Giuseppe, Ceva (Cuneo) - Sacchettini Giuseppina, Tavernuzze (Firenze) - Salvi D. Umberto, Fiorentino (Rep. San Marino) - Serafini Creistofani Federica, Pianello (Siena) - Severoli Livia, Dozza (Bologna) - Sironi Luigi, Monza (Milano) - Stablum Maria, Vermiglio (Trento) - Taroppio Rina, Torino - Tecco Gravier Maria, Nizza Monf. (Asti) - Urbani Antonio, Valle di Dentro (Sondrio) - Varischetti Guerinoni Caterina, Gorno (Bergamo) - Vignato-Zin Domitilla, Gambellara (Vicenza) - Visca Vittoria, Schierano (Asti) - Zoppi Giuseppe, Broglio (Svizzera) - Zortea Giovanna, Canale S. Bovo (Trento) - Zucco Maria, Fonzaso (Belluno).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visiteranno una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregheranno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA #224;nno il nome allUnione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio di Buona Morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI FEBBRAIO ANCHE:

1) Il giorno 2 - Purificazione di Maria SS.

2) Il giorno 22 - Cattedra di S. Pietro in Antiochia.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

1) In articolo di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.