BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXV - N. 1 1° GENNAIO 1941 - XIX

SOMMARIO: Il IV Successore di S. Giovanni Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane. - In famiglia: Italia, Nicaragua, Perù - Dal "Notiziario delle Figlie di Maria Ausiliatrice" - Avana. - La preghiera del Papa. - Due cose a posto. - Dalle nostre Missioni: Cina, Giappone. - Lettera di Don Giulivo ai giovani. Frutti della Crociata Catechistica. - Crociata missionaria. - Tesoro spirituale. - Necrologio. Condizioni per essere iscritti all'Unione dei Cooperatori Salesiani.

Il IV Successore di San Giovanni Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane.

Benemeriti Cooperatori e Benemerite Cooperatrici,

penso che voi vi attendiate da me in questa lettera circolare copiose notizie intorno alle nostre Opere e specialmente alle nostre Missioni. Questo vostro desiderio è una nuova prova del vostro amore verso di S. Giovanni Bosco e noi ve ne siamo profondamente grati. D'altronde l'aspirazione vostra ci dice pure che voi avete intuite le straordinarie difficoltà create alle Opere e alle Missioni salesiane dalle anormali circostanze in cui son venute a trovarsi tante nazioni; ed il vostro cuore divide con noi le ansie e le trepidazioni sulla loro situazione e sul loro funzionamento.

Oh, io vorrei ben darvi i più minuti particolari! Ma voi comprendete che non è cosa facile.

Le condizioni attuali hanno reso oltremodo difficili, ed in molti casi impossibili, le comunicazioni. Questo fatto, mentre costituisce una delle nostre maggiori pene, ci mette al tempo stesso nell'impossibilità di potervi dare un adeguato ragguaglio di quelle Opere e Missioni che voi avete fatto sorgere e continuate a sostenere colla vostra carità. Posso dirvi però che, con l'aiuto di Dio e col vostro concorso, siamo riusciti a sostenerne la maggior parte e svilupparne non poche.

Anche dove è passata la distruzione, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice hanno ripreso daccapo con coraggio, con pazienza, con nuova fiducia ed ammirabile spirito di sacrificio.

La vostra generosità poi ci ha permesso di accogliere un maggior numero di orfani e di derelitti e di alleviare molte sventure. Tutte le nostre Missioni continuano a sussistere ed a svolgere l'opera loro - per forza di cose in certi casi ridotta - a mezzo dei Catechisti indigeni.

Purtroppo non mancano i morti e i feriti tra i nostri numerosissimi confratelli chiamati a compiere il loro dovere sui diversi fronti. Altri trovansi lontani dalle loro case perchè internati o prigionieri. Le notizie forzatamente incomplete mi impediscono di presentarvi una statistica anche solo approssimativa.

Ci sono motivo di grande conforto le notizie dei nostri cappellani, impegnati in gran numero nelle varie nazioni in guerra, i quali hanno trovato le più eroiche disposizioni morali fra le truppe ed hanno fatto e continuano a fare un gran bene spirituale.

Appena mi verrà dato di conoscere altre notizie mi farò un dovere di comunicarvele.

Frattanto permettete ch'io v'inviti ad accrescere il fervore delle comuni preghiere per affrettare dal Signore l'alba di quel giorno auspicato in cui i popoli, riaffratellati nell'amore, sulle basi della giustizia, possano riprendere con fiducia la via delle mutue relazioni di comprensione, di cordialità e di armonia, che assicurino la tranquillità dell'ordine e la prosperità.

È questa la continua preoccupazione, l'assillo più ardente del cuore grande del Santo Padre Pio XII, che non cessa dal pregare e dall'esortare tutti ad innalzare suppliche al Cielo per ottenere l'inestimabile dono che è nelle aspirazioni di tutti.

Ed ora, a conforto della vostra fede e della vostra generosa cooperazione, godo di potervi presentare l'elenco delle nuove Opere che la bontà infinita di Dio ci ha concesso di far sorgere anche in quest'anno, nonostante le difficoltà dei tempi.

Nuove fondazioni.

Salesiani:

ITALIA: a Morialdo (Becchi) abbiam potuto iniziare i corsi professionali nell'imponente Istituto « Bernardi-Semeria » presso la casa natia del nostro santo Fondatore; a Novi Ligure abbiamo aperto un Aspirandato missionario; a Torino, è sorto un grandioso Oratorio festivo presso il futuro Istituto Internazionale « Edoardo Agnelli »; a Manfredonia ci fu affidata una Parrocchia con Oratorio quotidiano; a Riesi (Caltanissetta) fummo invitati ad assumere due Parrocchie con Oratorio quotidiano e Scuole.

BOEMIA: una nuova Casa a Pardubice.

JUGOSLAVIA: un Pensionato e un Convitto e Donji Mtiliholjac.

SLOVACCHIA: un Istituto a Michalovce.

SPAGNA: un Collegio con Scuole primarie, secondarie e professionali a Barcellona-Horta. Si è già posta la prima pietra di un Oratorio festivo con Scuole professionali a Burriana ed a Saragozza.

UNGHERIA: Parrocchia ed Orfanotrofio a Borsodnadàsd.

CINA: una Parrocchia dedicata a Maria Ausiliatrice a Shanghai Chapei.

BIRMANIA: una Parrocchia ed Ospizio a Mandalay.

INDIA: Santuario Maria Ausiliatrice, Scuole elementari e medie, e Missione a Mariampur.

THAILAND: Oratorio quotidiano e chiesa pubblica a Bangkok.

BRASILE: un Aspirandato con Oratorio festivo a S. Joào del Rey (Minas Gerais); un Esternato con Missione e Scuole a Pari Cachoeira; Ginnasio, Parrocchia ed Oratorio festivo a Annapolis; Ginnasio «Dom Helvecio », convitto, semiconvitto, esternato a Ponte Nova (Minas Gerais); Studentato filosofico ed Oratorio festivo a San Paolo-Ypiranga; Oratorio festivo ad Araxà (Minas Gerais).

GUATEMALA: Parrocchia e Oratorio quotidiano a San Pedro Carchà.

COLOMBIA: un Oratorio festivo a Cartagena.

AUSTRALIA: Oratorio quotidiano e Doposcuola a Melbourne.

Figlie di Maria Ausiliatrice:

In ITALIA: a Legnano (Parrocchia S. Domemenico); a Valcanale (Bergamo) con Scuola Materna e di lavoro, Dopo-scuola, Oratorio festivo, Catechismi e opere parrocchiali; a Tradate (Varese) con Oratorio festivo, Associaciazioni Catt. femm., Catechismi e opere parrocchiali; a Campoligure (Genova) con Oratorio festivo, Dopo-scuola, Laboratorio e Pensionato estivo per signore e signorine; a Lombriasco (Torino) e a Bollengo (Aosta) assunsero la direzione della cucina e guardaroba delle locali Case Salesiane.

Nella SLOVACCHIA: aprirono la loro prima Casa a Trnava, assumendosi la direzione della cucina e guardaroba dei Salesiani.

Nella JUGOSLAVIA: a Split, con le stesse mansioni presso l'Istituto Salesiano « San Paolo ».

Nella COLOMBIA: a El Retiro con Scuole Comunali, Oratorio festivo e catechismi parrocchiali.

Negli STATI UNITI: a Ellwood City (Pe) assunsero, nella parrocchia italiana, la direzione delle Opere sociali parrocchiali, Oratorio festivo, visite alle famiglie italiane.

Proposte del 1941.

Avevamo atteso con tanto desiderio l'inizio del Centenario dell'Opera di Don Bosco, e ci eravamo disposti a celebrarlo con un programma di festeggiamenti e di inaugurazione di nuove opere, che sarebbe tornato indubbiamente caro a Dio ed al nostro santo Fondatore, graditissimo a voi tutti e di grande vantaggio alle anime. Ma le circostanze attuali non ci permettono di attuarlo. Ne facciamo volentieri sacrificio al Signore per ottenere le grazie che sospiriamo. Confidiamo che tornerà presto il sereno e ci verrà concesso di svolgerlo anche più ampio e solenne.

Col Centenario dell'inizio dell'Opera salesiana, coincide anche il Centenario dell'Ordinazione Sacerdotale e della Prima Messa di S. Giovanni Bosco.

Anzi lo previene di qualche mese, perchè voi sapete che Don Bosco fu ordinato sacerdote il 5 giugno 1841, celebrò la sua Prima Messa il giorno 6 e cominciò l'Opera sua l'8 dicembre seguente. Il miglior modo di commemorare il Centenario dell'Ordinazione sacerdotale e della Prima Messa di Don Bosco mi parve quello di accrescere la venerazione pel Sacerdozio cattolico e lo zelo nel favorire le vocazioni ecclesiastiche. Perciò ho dato come Strenna, secondo le tradizioni del nostro Santo, ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, agli allievi ed ex-allievi; questa: Onoriamo il Sacerdozio cattolico facendone conoscere le grandezze e fomentando con zelo le vocazioni sacerdotali. Invito anche voi a praticarla, persuaso non solo di farvi cosa gradita, ma sommamente utile alle anime vostre ed al bene della Chiesa. La stima del Sacerdozio cattolico, forse troppo ancora incompreso, porta naturalmente a far tesoro della sua altissima missione: quindi ad informare la vita ai suoi santi insegnamenti ; a frequentare le sacre funzioni ed i Sacramenti ed a trarne fervore di fede e di pietà cristiana; ad assistere divotamente alla Santa Messa e ad apprezzare il valore del divin Sacrifizio; a desiderare l'incremento delle vocazioni sacerdotali e ad adoperarsi con zelo alla loro cura: il che è esplicitamente proposto al vostro zelo nel capo IV, art. 2 del vostro Regolamento. D'altronde onorare il sacerdozio cattolico e fomentarne le vocazioni è contribuire all'incremento della pubblica moralità e al benessere dei popoli. Quanto edifica e commuove incontrare tanti buoni cristiani, studenti, operai, contadini, professionisti, uomini di scienza e militari, che salutano ed onorano con deferente stima il sacerdote! Talvolta poi non sono solo i bambini ma anche gli adulti che gli rivolgono il saluto cristiano: Sia lodato Gesù Cristo.

L'anno centenario della Ordinazione sacerdotale di Don Bosco risusciti in tutti questo senso soprannaturale di rispetto e venerazione verso il sacerdozio cattolico e ci stimoli ad una più generosa corrispondenza alla cura pastorale che svolgono attorno alle anime nostre il Vicario di Cristo, i Vescovi, i Parroci, e in generale tutti i Sacerdoti.

Prima di conchiudere, permettetemi che v'inviti, nonostante le difficoltà dei tempi, a continuarci la vostra carità, specialmente:

1) per sostenere le varie Opere e Missioni;

2) per ultimare i lavori del Santuario-basilica di Maria Ausiliatrice. Manca ancora la decorazione di parte del soffitto delle cappelle e delle tribune, e il rinnovamento della facciata. Si sta pure mettendo a posto il poderoso modernissimo organo. Ognuno faccia volentieri quanto gli è possibile per completare il nostro omaggio alla Vergine Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco.

E la Vergine Ausiliatrice, con S. Giovanni Bosco e la Beata Mazzarello, ci otterrà dal Signore quelle grazie e benedizioni di cui abbiamo tanto bisogno, e ch'io auguro di gran cuore a voi e alle vostre famiglie, all'inizio del nuovo anno, mentre vi assicuro la più viva gratitudine e le più fervide preghiere dei Salesiani, delle Figlie di Maria Ausiliatrice e della gioventù alle loro cure affidata, secondo le vostre intenzioni.

Credetemi sempre, con profonda riconoscenza

vostro obbl.mo servo in G. C.

SAC. PIETRO RICALDONE Rettor Maggiore.

Torino, 24 dicembre 1940.

IN FAMIGLIA

ITALIA - Torino - L'alba del Centenario dell'Opera di Don Bosco.

L'alba del Centenario dell'Opera di Don Bosco, 8 dicembre u. s., avrebbe dovuto sorgere tra manifestazioni di feste degne della gloriosa data. Ma le circostanze hanno invece consigliato raccoglimento e fervore di preghiere.

Il mistero dell'Immacolata ha quindi raccolto superiori ed alunni della Casa-madre e degli altri Istituti ed Oratori ad una più intima rievocazione della vocazione del Santo a quell'apostolato cui fu deciso ufficialmente proprio nel giorno della festa dell'Immacolata 1841. All'Oratorio, tenne la commemorazione il nostro Grand'Uff. Prof. Don Antonio Fasulo il quale illustrò con proiezioni luminose specialmente il meraviglioso sviluppo del soprannaturale nell'Opera di Don Bosco.

Alunni artigiani e studenti, dopo aver santificato la giornata con Comunione generale e con solenni funzioni nella Basilica di Maria Ausiliatrice, la coronarono con una riuscitissima accademia musico-letteraria nel salone-teatro, chiusa dalla parola dell'Economo Generale Dott. D. Fedele Giraudi.

Brindisi - La visita del Ministro dell'Educazione Nazionale all'Istituto Salesiano.

Nel giorno dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico, 16 ottobre u. s., il Ministro dell'Educazione Nazionale, Ecc. Bottai, onorando della sua ambita presenza la città di Brindisi, si è compiaciuto di visitare, accompagnato da numerose autorità cittadine il nostro nuovissimo Istituto. Accolto dal prof. D. Di Silvestro, dai professori e dagli alunni schierati sotto l'ampio porticato, il Ministro gradì l'omaggio dei Salesiani e dei baldi giovani; poi percorse tutto l' Istituto lodando la costruzione tipicamente moderna, e soffermandosi, nonostante la poca disponibilità di tempo, alquanto ad ammirare anche l'interno della splendida chiesa a tre navate, che si aderge maestosa, nelle sue semplici e slanciate linee architettoniche, ornata di pregevoli figurazioni sacre.

Saputo che tutto l'insieme dei fabbricati è dovuto alla generosa munificenza della insigne benefattrice Contessina Grazia Balsamo, la quale, in vista degli ulteriori sviluppi dell'opera da lei voluta, ha in mente anche di procedere all'ampliamento delle costruzioni, l'Eccellenza Bottai espresse per lei l'alto apprezzamento del Governo.

Nel congedarsi, il Ministro si congratulò per l'efficienza dell'Istituto, ed accettò l'omaggio del volume de La Vita di Don Bosco nella vistosa e ricca edizione di D. Ceria, auspicando i migliori risultati nello svolgimento della missione educativa che i figli di Don Bosco vanno operando fra la gioventù.

Fenegrò - Ad onore della Beata Maria Mazzarello.

Fenegrò che da più di trent'anni gode dell'opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice nell'Oratorio, nell'Asilo e nelle pubbliche Scuole, ha dovuto ritardare fino al 24 novembre u. s. la festa della Beata Maria Mazzarello. Ma, in compenso, si è preparato con un fervore ammirabile ed ha tributato alla novella Beata un omaggio di divozione veramente grandioso.

Il rev. Curato Can. Don Alessandro Agnati ha invitato un salesiano da Torino a predicare il triduo ed a tessere il panegirico. Non essendo possibile avere tutta la popolazione ad un'unica predicazione, per turni di lavoro, dispose una duplice funzione quotidiana che diede comodità a tutti di sentire la parola di Dio e di accostarsi ai Santi Sacramenti.

La vigilia, dopo la Comunione dei fanciulli e delle fanciulle, fece portare il Santissimo anche agli ammalati, che volle confortati pure colla benedizione di Maria Ausiliatrice. Nonostante l'oscuramento, la chiesa fu affollata a tutte le funzioni. Alla Comunione generale, il mattino della festa, parteciparono in massa i richiamati del paese e dei paesi vicini. Alla Messa cantata, la scuola femminile di canto diretta dalle Figlie di Maria Ausiliatrice eseguì scelta musica liturgica alternandosi col popolo egregiamente educato dal Curato, valente musico, al canto sacro.

Nel pomeriggio, dopo i Vespri ed il discorso di chiusa, si snodò la processione colla reliquia della Beata. La benedizione colla stessa reliquia e poi quella solenne col SS. Sacramento coronarono il fervido omaggio di tanta devozione.

NICARAGUA - Granada -Visita del Presidente della Repubblica al Collegio San Giovanni Bosco.

Giorno indimenticabile per il collegio « S. G. Bosco », il 23 agosto 1940. La bontà del Presidente della Repubblica di Nicaragua, Gen. Somoza, insieme al sorriso materno della sua degna sposa, illuminarono della più viva gioia e di giusto orgoglio il massimo centro educativo di Granada. La breve ora che il Gen. Somoza, trascorse in quell'ambiente saturo di sincerità e di familiarità - scrissero i giornali - fu un continuo succedersi di omaggi riuscitissimi.

Accompagnato dalla Ecc.ma sua signora e dai figli, insieme al Ministro della Pubblica Istruzione Dott. Alessandro Arguello ed al Ministro degli Interni con parecchie altre personalità, fece il suo ingresso in Collegio alle 17,30, accolto dagli allievi del battaglione infantile « Patria », orgoglio di Granada, che gli fecero scorta d'onore al cortile principale ov'erano schierati tutti gli altri allievi e superiori attorno al vessillo ed agli emblemi della Patria.

Dopo il canto dell'inno nazionale, vibrante di entusiasmo, un alunno porse al primo Magistrato il riverente saluto dei professori e dei compagni rievocando la paterna figura di Don Bosco. Seguì l'ex-allievo Dott. Ottaviano Bravo a nome di tutti gli ex-allievi, riscuotendo calorosi applausi.

Dopo alcuni canti e poesie d'occasione, il battaglione « Patria » eseguì in onore del Presidente una serie di brillanti esercizi ginnicomilitari. S. E. gradì profondamente l'affettuosa dimostrazione; poi passò a visitare i diversi ambienti del collegio: la bellissima cappella, le aule scolastiche, i laboratori, il refettorio, elogiando dappertutto l'ordine impareggiabile e la moderna attrezzatura pienamente rispondente alle odierne esigenze dell'istruzione e dell'educazione della gioventù.

Prima di lasciare il collegio il Gen. Somoza e tutto il seguito si congratularono col Direttore e cogli insegnanti dei lusinghieri risultati ottenuti, elogiando specialmente l'opera di Don Misieri, già Ispettore e Direttore, a cui si deve l'attuale prosperità del fiorente Istituto.

Posò infine per un bel gruppo fotografico, che finora non ci è pervenuto, e lasciò la Casa di Don Bosco con le migliori impressioni.

PERÙ - Puno - Il Presidente della Repubblica alla Scuola Professionale ed Agricola Salesiana.

Una telegrafica corrispondenza dell'Ispettore D. Coggiola in data 11 novembre u. s. c'informò pure della recente visita del Presidente della Repubblica Persiana alla nostra rinomata Scuola Agricola Professionale di Puno. S. E. passò tre ore nell'Istituto compiacendosi vivamente del continuo progresso tanto della sezione agricola quanto di quella professionale, sedette a pranzo coi Superiori e cogli alunni che gli tributarono fervide manifestazioni di omaggio e, dopo essersi preso un po' di riposo, proseguì il suo viaggio verso Puno - città dove era atteso per una cerimonia ufficiale.

Dal "Notiziario delle Figlie di Maria Ausiliatrice ".

Dai nostri vari Centri dell'Antico Continente.

Le presenti condizioni internazionali ci presentano la vasta e trepida visione di molte Case e Suore, sparse nelle varie nazioni in lotta, esposte a tutte le conseguenze della grave ora storica.

Non è possibile darne ampie e particolareggiate notizie; ma tutte quelle che ci pervennero indirettamente, o direttamente ci vanno pervenendo ora, al ristabilirsi di alcune comunicazioni rimaste per dei mesi interrotte, sono rassicuranti, e portano il riflesso della materna protezione di Maria Ausiliatrice sulle sue Figlie: in parecchi casi più che mai provvida e sensibile. Alcune la esperimentarono in situazioni particolarmente gravi e difficili; come quelle di una regione, le quali dovettero fuggire insieme alla popolazione profuga, per località mutate in campi di battaglia, fra lo scoppio delle bombe, e sofferenze e disagi d'ogni genere. Per diciassette lunghi giorni sbalestrate qua e là, si trovarono in mezzo al pericolo, rimanendo sempre illese, e potendo altresì prodigarsi nel soccorrere i feriti e nell'assistere e confortare i morenti.

Al presente sembra che la maggior parte delle Case si trovino, se non in condizioni normali, almeno provvisoriamente sistemate; e molte in attività di lavoro, nelle varie opere giovanili o in altre volute dai particolari bisogni del momento.

In angosciose situazioni invece si trovano quelle passate sotto la triste egida dei «senza Dio», che ne hanno già paralizzato le opere e ne vanno disperdendo il personale. Non mancano notizie neppure di queste eroiche Suore, le quali sorrette da forte e sereno abbandono in Dio cercano di velare quant'è possibile l'intensità delle loro sofferenze; sebbene non possano nascondere che talune cominciano a risentire non poco nel fisico gli effetti di tante privazioni ed angustie; ne riescono a dissimulare la penosa incertezza del domani, pel quale chiedono l'aiuto di fraterne preghiere.

Dalle Missioni dell'Antico Continente, esposte alle dirette conseguenze del conflitto, le notizie sono scarse e rare. Una delle ultime, giunte in questi giorni dalla Cina, reca l'annunzio che il Collegio « Maria Ausiliatrice» di Shiuchow è stato completamente distrutto; ma anche qui, grazie a Dio, le Suore rimasero illese, nè si ebbero vittime fra i bimbi della S. Infanzia, le fanciulle della Scuola e i poveri vecchi ricoverati nella Casa; tre soli di questi rimasero feriti. Mancano altri particolari, che saranno inviati più tardi dalla rev. Visitatrice, la quale, dopo averne trasmessa la notizia, è partita da Shanghai per raggiungere il luogo del disastro.

Questo, nell'attuale doloroso momento, il rapido sguardo complessivo delle Case ed Opere delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sempre spiritualmente congiunte dalla comunione di preghiere, di lavoro e di sacrifici.

Note dell'ora presente.

Accanto al consueto stuolo d'infanzia e di giovinezza, la guerra ha condotto anche in alcune Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice gruppi e schiere di militari, che ne riportarono sempre grate impressioni di conforto e di spirituale assistenza.

L'Orfanotrofio di Pegli (Genova), che già in ogni domenica del giugno scorso accolse nella propria Cappella un centinaio di Militi delle Batterie Antiaeree per la Messa festiva e per altre funzioni religiose e patriottiche, diede poi ospitalità, dai primi di luglio alla fine di agosto, a tremila Giovani Volontari del Littorio, attendati nel vasto parco.

Poichè si trattava di ragazzi dai quindici ai diciotto anni, da poco lontani dalla famiglia, e ai quali perciò poteva tornar gradito un pensiero e un suggerimento che risentisse della voce materna, si stabilì presto tra loro e le Suore un reciproco contatto, da un lato di deferente cordialità, e dall'altro di morale assistenza, ispirata da quell'amore santo per la gioventù che palpita in ogni Casa di S. Giovanni Bosco. La parola della Suora, detta alla buona e quasi di passaggio, era accolta sempre volentieri, spesso richiesta, e ricambiata con espressioni e contegno che denotavano come non fosse caduta a vuoto, o con prestazioni cortesi e spontanee per qualche servizio della Casa, ad attestarne ancor più il gradimento.

In occasione delle belle funzioni per la Messa festiva al campo, o per le solenni cerimonie del 20 luglio e del 15 agosto, le Suore non restarono spettatrici passive; ma oltre ad allestire con ogni cura l'altare all'aperto e disporre tutto il necessario per il sacro rito, poterono svolgere un'azione di diretta assistenza spirituale in mezzo ai giovani. Fin dalla vigilia, messesi a loro disposizione, li aiutarono, anche con la distribuzione di appositi libretti di pietà, a prepararsi convenientemente alla santa confessione, e regolarono l'affluenza nell'ampio salone della Villa, dove i sedici sacerdoti, venuti allo scopo da Genova, attendevano al ministero delle confessioni. Così pure non restarono inattive all'indomani, prestandosi per quanto potesse occorrere a rendere più solenne lo svolgersi della commovente funzione della santa Messa con la Comunione generale dei giovani, e della Benedizione Eucaristica; dopo la quale il SS. Sacramento, seguito dalla scorta d'onore del picchetto armato, venne riposto nella Cappella della Casa.

I rev.di Sacerdoti e Cappellani Militari, nonchè gli ufficiali comandanti il Gruppo espressero più volte, anche pubblicamente, la loro soddisfazione per l'opera delle Suore; nè meno riconoscenti si mostrarono i giovani, i quali vollero pure offrire a beneficio delle orfane parte dei loro premi in denaro. E quando al mattino del 26 agosto, levate le 700 tende si disposero alla partenza, già inquadrati per la marcia, dopo le parole di ringraziamento del Colonnello e del Cappellano, improvvisarono una clamorosa dimostrazione, inneggiando alle Suore che li avevano tanto cordialmente ospitati, e che allora li andavano accompagnando nella bella sfilata con un pensiero di fervida preghiera.

Un'altra viva espressione di gratitudine si ebbe a Villa S. Giovanni (Reggio Calabria) per parte dei soldati convalescenti, fra i malati e i feriti raccolti nell'estate scorsa in quella Casa. Oggetto, in tutto il periodo della loro degenza, delle più sollecite cure fisiche e spirituali, vollero ricambiare le Suore in una forma quanto mai gradita: col festeggiare la Vergine Santa, onorata nella Casa come Madre e Patrona.

Per tal modo il 24 ottobre u. s., commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice, la Cappella abitualmente gremita negli altri mesi di fanciulle e di ex-allieve, si riempì di soldati, che assistettero alla santa Messa, rallegrata dal canto dei sacri mottetti, e si accostarono tutti alla santa Comunione. A ricordo della devota festicciuola, venne loro offerta l'immagine di Maria Ausiliatrice e una piccola reliquia si S. Giovanni Bosco, con l'augurio che la protezione di Maria SS.mae del suo santo Apostolo li seguisse fervida e benedicente per tutta la vita.

"Siam di Don Bosco ".

Bello ed espressivo questo episodio raccolto da una dirigente della G. I. L., la quale si trovava nel giugno u. s. ad assistere numerose Giovani Italiane, convenute sulle spiagge di Tirrenia da varie parti dell'estero.

Erano le prime giornate dopo la dichiarazione di guerra, e un'onda di trepidazione pesava sul cuore delle figliuole, per i cari lasciati lontano. Ma ecco d'un tratto formarsi un gruppeto, scambiarsi qualche parola; poi la luce di un limpido sorriso e l'espansione cordiale di un fraterno abbraccio. « Vi conoscevate ?... » - «Oh! no: io vengo dal Cairo; io da Londra; io da Parigi »... «Ma siam di Don Bosco », esclama forte una per tutte, mentre si sprigiona il canto: « O Maria Ausiliatrice son tua figlia e t'offro il cuor!... ».

Di lì a qualche giorno queste affezionate alunne delle nostre diverse Scuole italiane dell'Estero chiesero ed ottennero di andare a visitare le « loro Suore » nella più prossima Casa di Livorno; e, liete di ritrovarsi come in famiglia, dissero: « Nel nome di Don Bosco ci siam sentite sorelle; ed ora è per noi una gioia il riunirci tutti i giorni per recitare insieme la bella consacrazione a Maria Ausiliatrice, sempre tanto cara a ogni cuore salesiano! ».

Importante centro catechistico nell'Avana.

In quest'« ora catechistica » tutta piena dell'eco di Gare e Congressini, nonchè di ricche Mostre, preparate dovunque, assume un carattere di particolare attualità la nuova opera iniziata in Avana (Cuba) nel luglio u. s.

Venne affidata alle Figlie di Maria Ausiliatrice dalla Giunta Catechistica Archidiocesana, per espresso desiderio dell'Ecc.mo Arcivescovo testè scomparso; ed ha per iscopo la direzione e organizzazione delle Catechesi parrocchiali; l'istruzione e formazione delle Catechiste; e l'iniziativa di appositi catechismi, per la fanciullezza e la gioventù in preparazione alle straordinarie missioni tenute nelle parrocchie dell'Archidiocesi. È quindi un completo programma di attività che deve fare dell'Opera un centro di vasta e diretta irradiazione catechistica della massima importanza.

Sebbene ancora in via d'esperimento, si sono già tenuti due Corsi culturali e didattici, da cui uscirono le prime quarantacinque Catechiste. La consegna dei relativi diplomi diede occasione ad una bella festicciuola che, presieduta dal rev.mo Vicario Capitolare e assistita dai membri della Giunta e da numeroso pubblico, valse a destare il più vivo interesse per l'apostolato catechistico. Non mancarono quindi iscrizioni ai tre successivi Corsi, che si vanno ora tenendo contemporaneamente: uno nella Casa Ispettoriale e due nella Casa « Don Bosco », con diversi orari diurni e serali, per renderne più facile la frequenza.

Intanto si sta pure preparando lo svolgimento delle altre attività catechistiche, le quali però si fondano essenzialmente sulla preparazione del personale insegnante, così necessario per la vita delle numerose Catechesi già esistenti e delle altre che si dovranno ancora iniziare, per giungere a spezzare il pane della verità ai piccoli, e non di rado anche agli adulti, di tante nuove masse popolari sempre in aumento.

LA PREGHIERA DEL PAPA

Il santo Padre Pio XII si è degnato di concedere l'indulgenza di 500 giorni, applicabile anche alle anime del Purgatorio, a chi reciterà la preghiera con cui egli conchiuse il suo accorato discorso, dopo la celebrazione della S. Messa in S. Pietro per tutte le vittime della guerra e per l'avvento di una pace giusta e duratura, il 24 novembre u. s. Riportiamo il testo in questo numero, perchè il numero di dicembre era allora già stampato.

O Padre nostro che state nei cieli, o Dio, protettore nostro, volgete lo sguardo a Cristo vostro Figlio; mirate i segni vermigli delle sue ferite, a cui lo condusse l'amore per noi e l'obbledienza a Voi, con le quali volle farsi in ogni tribolazione nostro Avvocato e Propiziatore. O Gesù, Salvatore nostro, parlate al Padre vostro e Padre nostro per noi, supplicatelo per noi, per la vostra Chiesa, per tutti gli uomini, conquista del vostro sangue. O Re pacifico, Principe di pace! Voi, che avete le chiavi della vita e della morte, donate la pace della requie sempiterna alle anime di tutti i fedeli, dal turbine di guerra travolti nella morte, e, noti e ignoti, lacrimati o illacrimati, sepolti sotto le rovine delle città e dei villaggi distrutti, per le pianure insanguinate, su per i colli squarciati, negli abissi delle valli o nei gorghi marini.

Scenda sulle loro pene il vostro sangue purificatore a imbiancare i loro manti e a renderli degni e fulgidi al vostro cospetto beatificante. Voi, amoroso confortatore degl'infelici, che lacrimaste alle lacrime di Marta e Maria sconsolate per il morto fratello, concedete la pace del conforto, della rassegnazione e dell'aiuto ai miseri, dalle calamità della guerra prostrati nella tribolazione e nel dolore, agli esuli, ai profughi dalla patria, ai raminghi sconosciuti, ai prigionieri, ai feriti fiduciosi in Voi.

Rasciugate le lacrime di tante spose, di tante madri, di tanti orfani, di tante famiglie, di tanti derelitti; lacrime nascoste, cadenti sopra il pane del dolore, dopo durati digiuni, in freddi tuguri, pane diviso tra i fanciulli più volte condotti ai vostri altari nell'umile chiesetta a pregare per il babbo o per il fratello maggiore, forse morto, forse languente, forse sperduto. Consolate tutti coi doni celesti e con quei sollievi e soccorsi della feconda carità, che Voi sapete ispirare agli animi gentili, i quali negli affannati e sfortunati riconoscono i loro fratelli e amano le immagini vostre. Concedete ai combattenti, coll'eroismo nell'adempimento del loro dovere, anche fino al supremo sacrificio, per la difesa della Patria, quel nobile senso di umanità, che in ogni evento non fa ad altri ciò che non vorrebbe fosse fatto a sè o al proprio popolo.

O Signore, regni e trionfi la carità del vostro divino Spirito sul mondo, e torni fra i popoli e le nazioni la pace della concordia e della giustizia. Siano accetti e graditi al mite e umile vostro Cuore i nostri voti, e Vi renda a noi propizio il numero e la devozione dei santi sacrifici che, prona, tutta la Chiesa, vostra Sposa, per Voi stesso, Sacerdote e Vittima in eterno, offre al divino vostro Padre. Parlate Voi ai cuori degli uomini. Voi avete parole, che penetrano e scuotono il cuore, che illuminano la mente, che calmano le ire, spengono gli odi e le vendette. Dite quella parola che seda le tempeste, che risana gl'infermi, che è luce ai ciechi e udito ai sordi, che è vita ai morti. La pace fra gli uomini, che Voi volete, è morta: risuscitatela, o divino Vincitore della morte; e per voi si tranquillino alfine la terra e il mare; cessino nei cieli i turbini, che sfidando i raggi del sole, od occulti fra le tenebre della notte, gettano su inermi popolazioni il terrore, gl'incendi, le distruzioni, le stragi; la giustizia con cristiana carità pareggi dall'uno e dall'altro lato i sussulti delle bilance; sicchè, riparata ogni ingiustizia, restaurato l'impero del diritto, estinti ogni discordia e rancore degli animi, risorga e si ravvivi in serena visione di nuova e unanime prosperità una vera e ordinata e duratura pace che affratelli, nel cammino dei secoli e nel consenso del bene più alto, tutte le genti dell'umana famiglia sotto lo sguardo vostro. Così sia.

Due cose a posto.

Ci accade ogni tanto di leggere che il Servo di Dio Don Luigi Guanella, venuto a stare con Don Bosco, diede origine all'Opera delle Vocazioni tardive e suggerì al nostro Santo di creare la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani. L'una e l'altra affermazione non risponde alla realtà storica, e ci permettiamo di mettere le cose a posto.

Don Guanella venne da Como all'Oratorio verso le metà di dicembre del 1874 per farsi Salesiano. L'anno seguente emise i voti triennali e nell'autunno del 1876 fu mandato da Don Bosco ad aprire e dirigere una casa a Trinità nella diocesi di Mondovì. Eseguì santamente il suo mandato per un biennio scolastico. Allora, essendo spirato il triennio dalla professione, per obbedire a una voce interiore che da tempo lo chiamava ad altra missione, tornò in diocesi, dove fondò le Congregazioni dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza.

La sua venuta all'Oratorio precedette di un mese non un sogno, ma una vera visione di Don Bosco, al quale, mentre stava confessando, fu rivelato che per moltiplicare le vocazioni ecclesiastiche egli doveva rivolgersi a giovani adulti, adorni delle qualità intellettuali e morali richieste. Un sogno invece ebbe a Roma il 15 marzo, nel quale gli si palesò che modo fosse da tenere nella scelta dei candidati, e gli si fecero intravedere le gravi difficoltà che avrebbe incontrato nel metter mano all'impresa. Nell'aprile seguente compilò il Programma dell'Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni allo stato ecclesiastico. Da principio organizzò l'Opera nell'Oratorio di Valdocco, e perchè fosse provveduto convenientemente alla preparazione di quei giovanotti, ne affidò la cura a Don Guanella, che accettò volonterosamente l'oneroso incarico. Infatti in una lettera di omaggio indirizzata a Pio IX il 1° aprile 1876 diceva: « La Provvidenza, in mano della quale sono le sorti degli uomini, mi chiamò ad essere religioso in questa Congregazione Salesiana, mentre in Savogno, nella diocesi di Como, esercitavo le funzioni di Parroco. Io qui godo nell'animo la più grande soddisfazione, e ne ringrazio il Signore. Il tempo trascorre rapidissimo nelle occupazioni affidatemi dalla bontà dei Superiori. I giorni festivi li passo a dirigere un oratorio, di S. Luigi, frequentato da circa settecento bravi giovani di questa città. Ma la mia più gran gioia e più grave occupazione è nei giorni feriali la direzione e la scuola tra i figli dell'Opera di Maria Ausiliatrice, la quale con tanta bontà venne dalla stessa Beatitudine Vostra e benedetta e favorita ». Dà quindi relazione sullo stato dell'Opera. Esercitò quell'ufficio sino al detto autunno del 1876, quando l'Istituzione fu trasferita a Sampierdarena.

Riguardo ai Cooperatori Salesiani, la storia sarebbe molto lunga. Basti dire che un primo abbozzo di Programma risale al 1841. In seguito Don Bosco a forza di ritocchi giunse a tre redazioni consecutive, stampate nel 1874, nel 1875 e nel 1876. La terza fu definitiva. In pubblico ne aveva trattato la prima volta nell'autunno del 1874, proponendo la prima delle tre redazioni all'esame dei Direttori radunati. Com'è evidente, non si può affermare che Don Gua- . nella ne sia stato l'ispiratore.

Del tempo che visse in Congregazione, Don Guanella nei nostri più anziani lasciò il ricordo di .sacerdote zelante e di Salesiano umile e obbediente. Della sua umiltà e obbedienza ci offre una prova egli stesso scrivendo in una sua memoria: « Trovandomi con Don Bosco, mi pareva imparadisato. Col divino aiuto e mercè le preghiere di Don Bosco io mi corressi di difetti, che forse in caso contrario avrei portato alla tomba. Specialmente mi pare d'aver guadagnato nello spirito di mortificazione, attenendomi alla Regola meglio che per me si poteva »».

Il Servo di Dio ha tanta ricchezza di meriti nella Chiesa, che non c'è bisogno di attribuirgliene altri non suoi per glorificarlo. Noi preghiamo Dio che esaudisca i voti dei figli di Don Guanella, anelanti a vedere il loro Padre presto cinto del nimbo dei Beati.

Dalle nostre Missioni

CINA Molto Reverendo signor D. Ricaldone,

la mia ultima diretta a lei era del 2 maggio u. p. Nel frattempo siamo entrati nel 4° anno di guerra che non presenta ancora nessun indizio di voler finire. Anzi, più l'azione infierisce, e più il paese tutto s'indurisce disposto a continuare a combattere per la sua difesa a tutto potere, a ogni costo e sacrifizio.

Qui nel Vicariato si era goduta per quasi mezz'anno una tranquillità relativa; ma nell'agosto il pericolo ritornò di nuovo. Ebbimo poi realmente due fortissimi bombardamenti della città: il 20 agosto (42° bombardamento) alcune bombe caddero sul nostro terreno e vicino alle suore indigene arrecando poco danno agli edifizi, ma seppellendo un operaio (pagano) sotto le macerie. Il 29 agosto fu poi una giornata terribile nella quale avvennero ben quattro distinti bombardamenti causando danni materiali in ogni quartiere della città. In quel giorno alle ore 8 del mattino venne pure distrutto da due bombe tutto il Collegio femminile (« Mary Help ») che ormai è un mucchio di rovine! Riuscimmo a salvare le persone, non Suore, che erano sepolte sotto le macerie.

Già da tre settimane venne ordinata l'evacuazione completa della città ogni giorno dalle ore 5 alle 15, cosa assai dura per il povero popolo. Nonostante tale situazione, potemmo ieri a Hosai riaprire le nostre scuole almeno per gli alunni e le alunne più grandi. Confidiamo nella protezione della nostra Patrona Maria Ausiliatrice e cerchiamo di fare il possibile anche in questi tempi poco sicuri.

Vedremo quello che avverrà fra poco.

Voglia Iddio misericordioso esaudire le nostre preghiere e non permettere che anche la casa Vicariale (Episcopio) e la casa nuova delle religiose indigene siano distrutte! La Figlie di Maria Ausiliatrice hanno affittato una casa di contadini in un villaggio distante un'ora per non essere troppo esposte, specialmente le bambine e le cieche, ai bombardamenti che ancora si temono. Niente di certo sappiamo dei nostri Confratelli di Hong Kong e Macau. Dal giornale locale apprendiamo le notizie più importanti sulla guerra in Europa e nell'Africa. Vogliamo credere che le nostre opere a Torino, Milano ecc. non abbiano da soffrire dai bombardamenti aerei.

I nostri Esercizi spirituali dovrebbero aver luogo nella seconda metà di questo mese (18-24) ma nessuno sa niente di preciso fino a tutt'oggi.

Noi qui preghiamo per lei e per tutti i nostri confratelli in Europa specialmente per quelli che sono sotto le armi e più esposti a pericoli. Voglia arche lei ricordarsi di noi perchè possiamo sempre conformarci a quanto il Signore dispone.

Con i nostri cordiali saluti a lei e a tutti, suo dev.mo in Christo Jesu

Shiu Chow, 3-IX-1940

+ IGNAZIO CANAZEI Vicario Ap. di Shiuchow.

Altre notizie.

Colla lettera di S. E. Mons. Canazei, è giunta pure una lettera di Don Garbero da Lokchong, in data 15 aprile 1940, una di Don Vinc. Ricaldone da Shanghai senza data, ed una di D. Vetch da Yintak in data 24 agosto.

* Don Garbero scrive tra l'altro:

« Ancora una volta il sistema di Don Bosco ha trionfato. A Pethong, ove la cristianità perdeva fervore di giorno in giorno, ci siamo rivolti ai giovani, e fu una nuova rapida fioritura. Non potemmo fissare una residenza abituale, ma riuscimmo a costituire l'Oratorio festivo. Dapprima i giovani erano pochi, poi aumentarono sensibilmente, ed ora sono davvero un bel numero, assidui e ben disposti. Abbiamo diviso la scuola di Catechismo in quattro classi. Non bastando da solo, mi aiutano tre membri dell'Azione Cattolica. La Divina Provvidenza mi ha procurato una piccola bicicletta, alcune palle, un'altalena: è poca cosa, ma per questi cari fanciulli è già una festa. Così stanno allegri, senza offendere il Signore e riescono ad avere una buona istruzione religiosa.

» Coll'intento poi di seguire i giovani nei pericoli dell'adolescenza, abbiamo pregato S. E. di permetterci di aprire un corso completo di scuole elementari a Leuha: ciò che egli ha fatto molto volentieri. Le autorità scolastiche ci sono benevoli, non ci danno noie, anzi ci incoraggiano. Possiamo fare liberamente anche il Catechismo. Lo stesso Ispettore scolastico in un discorso che tenne agli alunni disse chiaramente: « La dottrina che vi si insegna è buona; tuttavia per entrare o no nella Chiesa Cattolica, ed abbracciare o meno il suo Vangelo, aspettate quando sarete un po' più grandicelli e in grado di decidere».

» Come vede, amato Padre, possiamo seminare la buona parola nel cuore di questi piccini. Preghi il Signore che ci aiuti e ci benedica. In omaggio alle sue venerate prescrizioni, intensificheremo sempre più questo prezioso apostolato del Catechismo e faremo anche le nostre piccole gare. Cose modeste, naturalmente; tuttavia, speriamo, gradite al Signore. Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice qui in città fanno molto bene, ci sono di grande aiuto e sono assai apprezzate dalla popolazione ».

* Don Vinc. Ricaldone, dopo aver dato notizie della sua salute, aggiunge: « Rimessomi completamente, ritornai a Shau Ki Wan e fui bloccato coi chierici, vigilati giorno e notte dai soldati. Però non ci trattarono male. Fummo in seguito allontanati, in belle maniere, anche da Hong Kong, cogli altri italiani. Ai primi di agosto partimmo per Shanghai ove presentemente ci troviamo con tutto lo studentato, in attesa dei novizi e dei neo-professandi. Siamo nella casa di San Giuseppe a Nantao. L'allegria ed il buono spirito non mancano, sebbene sprovvisti di tutto. Siamo prossimi all'inverno che qui è abbastanza rigido, e ci mancano perfino le coperte, le trapunte e i materassi. Il sig. Ispettore ha fatto l'impossibile, ma ora anch'egli è privo di denaro. Se potesse venirci in aiuto ci farebbe una vera carità ».

* Don Vetch, dopo aver accennato alle difficoltà dell'ora, alla decuplicazione del prezzo del riso, ed alla riduzione della carne al giovedì e alla domenica, ai danni dei bombardamenti, ecc. dà la lieta notizia dell'ordinazione del primo sacerdote cinese nel Vicariato e dell'aumento di due confratelli che aprono il cuore alla speranza per l'avvenire della Chiesa.

Ricordiamo anche tutti questi cari missionari, insieme agli altri, nelle nostre preghiere, non essendo possibile per ora far giungere loro altri aiuti.

GIAPPONE .

La finale delle manifestazioni catechistiche dell'annata.

Rev.mo ed amat.mo sig. D. Ricaldone,

avrei desiderato ardentemente che nei giorni 29, 30, 31 agosto avesse potuto trovarsi in mezzo ai nostri cari chierici studenti di teologia, filosofia e novizi giapponesi a Tokyo. Avrebbe passato ore e giornate di paradiso, e, pur avendo altrove partecipato a manifestazioni del genere, fatte con maggiori mezzi e possibilità di preparazione, avrebbe certo conchiuso: « Bravi figliuoli del Giappone, la vostra finale chiude davvero bene le varie manifestazioni del genere tenute in tutto il mondo ». Il sottoscritto ha proprio conchiuso così, tenendo conto delle accurate modalità della preparazione, dello svolgimento regolare, del contenuto interessantissimo cd importantissimo delle trattazioni, e della portata delle conclusioni, di cui si sta preparando la redazione completa.

Fattori della buona riuscita: un organizzatore impareggiabile nella persona del nostro D. Romani; un comitato, che davvero ha dato prova di laboriosità costante, paziente, devota; i relatori, che non badarono a fatiche per le convenienti ricerche, la massima parte delle quali non si trovano sui libri; la carità dei missionari, che misero a disposizione del congresso i tesori della loro esperienza o per iscritto o partecipando di persona alle discussioni; il concorso di tutti, secondo le proprie attitudini, per le decorazioni, pitture, disegni,. grafici, raccolte ecc. e la buona volontà di tutti, attori e spettatori, nel volere realizzare il meglio possibile il desiderio di Lei, buon Padre, e cooperare nelle forme migliori alla grande Crociata catechistica. D'altra parte per noi era una necessità fare questo primo tentativo; tentare questo primo orientamento d'assieme; radunare il materiale e l'esperienza di questi anni di lavoro; studiare, valutare, classificare, correggere, ampliare, e, quel che è più, adattare all'ambiente, che dobbiamo evangelizzare. Il mondo non cristiano è sotto tanti rispetti toto coelo diverso dal mondo cristiano; nei problemi religiosi poi ci troviamo davanti a stati mentali e a disposizioni d'animo così opposte all'anima e alla mente nostra, che davvero bisogna ricorrere ad una catechetica tutta speciale. Fortunatamente la base; e ben solida, c'è: il Vangelo; fare come faceva Gesù benedetto. Ma, se questo è presto detto, non è altrettanto facile ad attuarsi, date anche le condizioni di fatto in cui si trova il missionario in Giappone.

DIFFICOLTÀ - 1) La difficoltà della lingua. Senza il possesso di questo magico strumento manca la chiave per l'apertura dei cuori e delle anime, e mancando questa corrispondenza d'anime, in pratica non si conclude nulla o ben poco, umanamente parlando.

2) La mancanza di mezzi e specialmente di mezzi appropriati allo scopo. Non già che i missionari fin dai tempi di S. Francesco Saverio ai giorni nostri non si siano preoccupati di questo problema importantissimo, e non vi abbiano tenuto dietro nelle forme loro possibili, anche con pubblicazioni numerose atte a facilitare l'insegnamento della religione. Si rimane meravigliati della ricchezza di pubblicazioni in materia fatte dai PP. Gesuiti nel periodo precedente le persecuzioni. Ma il Giappone, che da un settantennio in qua ha rinnovato e riformato tutta la sua cultura, prendendo quanto gli conviene dalle culture straniere e mirabilmente adattandole al suo spirito e alle sue necessità, data la scarsezza dei missionari, non ha potuto di pari passo orientarsi nettamente verso il cattolicismo, che non gli poteva essere presentato nelle forme di assimilazione pratica e di utilità immediata e di adattamento alle sue costumanze e al suo spirito rinnovato. In multis si rimase dunque in arretrato, in multis ci si trovò di fronte ad incomprensioni, che non facevano che ritardare il raggiungimento delle anime, che negli altri campi correvano senza riserve e impacci... e corrono ancora.

3) Il Giappone ha piena coscienza del suo stato, della sua cultura, della sua forza, della sua missione nel mondo. Non è il caso di dedurre conseguenze nei riflessi delle difficoltà dell'apostolato e degli effetti relativi. Col nostro modesto Congresso abbiamo voluto rivedere il lavoro catechistico, espletato a tutto oggi, e specialmente vedere se nelle forme a tutt'oggi usate, sia per l'istruzione dei cristiani, e più per quella dei non cristiani, non vi sia da migliorare, da riformare, da riadattare, specialmente pensando che, come missionari, dobbiamo propagare la fede, con lo scopo ben definito della nascita (già un fatto compiuto) e prosperità della Chiesa Cattolica in Giappone, e renderla capace alla sua volta di trasformare poco a poco l'ambiente, dove essa è stata chiamata a svilupparsi. In un paese così complesso e progressista come il Giappone è necessario un rinnovamento continuo anche nei metodi di apostolato; è chiaro.

FRUTTI - Che cosa ci ha detto il nostro Congresso?

1) Ci ha manifestato chiaramente questa necessità allargandoci così assai più gli orizzonti e facendoci toccar con mano l'importanza del problema, ed acuendo sempre più il desiderio di riuscire a soluzioni pratiche.

2) Ci ha fatto comprendere il vero significato delle difficoltà in cui si trovano il catechista e il catechizzando nell'ambiente giapponese; ed il rimedio alle medesime. Ce lo dissero le riflessioni accorate o calorose dei missionari, o la parola pratica dei catechisti nostri (rari purtroppo come le mosche bianche) che ci narrarono il risultato dei loro saggi, i tentativi, le disillusioni, gli effetti buoni ottenuti o la nullità dei loro sforzi... vera rappresentazione realistica dell'apostolato catechistico in Giappone.

3) Ci ha detto della necessità di lavorare, sfruttando per l'insegnamento tutto il buon materiale che si può desumere dalla storia giapponese, dalla morale giapponese, dai detti, proverbi, similitudini, costumanze, cerimonie giapponesi, dai fenomeni naturalistici o dalla vita delle piante o animali caratteristici giapponesi, dalla letteratura giapponese. Ricchezza impensata, che, messa a servizio della religione. prontamente viene assimilata dalla mentalità giapponese e facilita non solo, ma renderà assai più attraente l'insegnamento catechistico. Adattamento insomma del catechismo alla vita, nel senso che le manifestazioni di questa vita quotidiana giapponese trovino il loro addentellato naturale nella legge di Dio, negli insegnamenti della Chiesa, manifestati nell'insegnamento catechistico.

4) E specialmente il Congresso ha detto ai giovani missionari salesiani, ai nostri cari novizi giapponesi, la nobiltà della missione che sono venuti a compiere; la necessità assoluta di questo spirito di adattamento cordiale, di unissono perfetto di anime, fuse in un solo intento, di conoscere e donarsi a Dio: ha rivelato i sacrifici di ogni genere che dovranno sopportare per la diffusione del regno di Dio; insomma li ha persuasi a guardare in faccia al problema missionario senza timori, ma nella sua realtà.

CRONACA DEL CONGRESSO - A tener vivo il pensiero al lavoro del Congresso, durante l'anno distinti conferenzieri della città di Tokyo si alternarono nello svolgimento di interessantissimi argomenti legati ai temi del Congresso. Alla vigilia il nostro D. Marega svolse il tema « Buddismo indiano e giapponese nelle sue relazioni col Cattolicismo », importante argomento perchè si tratta di una dottrina e morale che hanno una influenza assai grande sulla mentalità giapponese, tanto più che in questo tempo le aspirazioni dei buddisti si volgono a fare della loro religione uno strumento di rinnovazione e conquista spirituale in Estremo Oriente. Il programma, che unisco, mi pare dica a sufficienza le intenzioni degli organizzatori. L'apparato esterno della sala, come nelle grandi occasioni. Sul fondo una rappresentazione pittorica fantastica, ideata ed attuata dai nostri Mantegazza-Rossi, ci mostra D. Bosco che dall'alto del Fuji si rivolge al Giappone. Ai piedi sta aperto il Vangelo. Le pareti della sala sono ornate da schizzi, saggi, riproduzioni allegoriche, che richiamano punti fondamentali dell'insegnamento catechistico. Il nostro Castiglioni e compagni possono essere contenti del pieno successo. Non mancarono saggi bellissimi, che meriterebbero spiegazioni particolari, di un concorso di disegno su argomenti catechetici, svoltosi fra i nostri allievi della scuola professionale. Apposita vetrina e mensole raccoglievano la biblioteca catechistica incipiente, tanto di opere straniere che giapponesi, e su di esse dominavano i bei quadri liturgici catechistici del nostro D. Frantze illustranti il metodo storico psicologico consigliato anche in Giappone. Non posso passare sotto silenzio il bel lavoro esposto (già in parte compiuto dai nostri cari filosofi della Compagnia del SS. Sacramento, e che viene completandosi) della raccolta cioè di un ottimo materiale di esempi, desunti dalla storia del Giappone, da avvenimenti locali, detti celebri, ecc. che debbono servire come sussidio didattico all'insegnamento del Catechismo presentato ai Giapponesi. Già i quaderni vengono riempiendosi e le centinaia di esempi si moltiplicano. In questa sala si tennero le sedute: l'ambiente esterno così disposto, e più i cuori di tutti, compresi dell'importanza delle trattazioni, diedero fin dal principio un'intonazione di serietà e di volontà di lavoro, che non lasciò dubbio alcuno sulla riuscita ed efficacia del Congresso. Non mi è possibile neppure schematicamente seguire le trattazioni, che si spera quanto prima poter rendere di pubblica ragione. Tutte interessantissime, e, quel che è più, intonate tutte all'ambiente giapponese, si prestavano a lettura finita ad una pratica discussione familiare che venne a costituire anzi la parte più istruttiva del convegno. Un numero caratteristico, fuori programma, fu dato da un saggio pratico di discorsi, fatti ai giovani, come commento di immagini (lezione per aspetto), tanto in uso in Giappone, tenuto da uno dei più bravi del mestiere della città di Tokyo: interessantissimo oltre ogni dire, vero saggio di attivismo moderno, che incatena l'attenzione dei giovani di fronte ad immagini, semplicissime, e di efficacia incontestabile, se usato anche per le spiegazioni di immagini catechistiche o proiezioni luminose. Ne risulta e per il tono della voce cangiante secondo i personaggi e per la musica che alle volte accompagna tali spiegazioni una drammatizzazione vivificata, che ha il suo corrispettivo solo o nella rappresentazione scenica o cinematografica.

Gli organizzatori per destare un maggior interesse al lavoro preparatorio del Congresso, ebbero la geniale trovata di bandire concorsi a premio di vario genere: disegno decorativo, drammatico ed anche poetico per l'inno del Congresso. Quest'ultimo fu vinto dal novizio giapponese Yamaguò e musicato sul tema fondamentale Benedicamus Domino dal sottoscritto. Mi piace concludere questa relazione coi concetti assai interessanti svoltivi: « Anime giapponesi, cantiamo per l'eternità. Il grande Apostolo S. Francesco Saverio ci ha fatto conoscere il Verbo di pace e verità; Verbo che da due millenni, puro, incorrotto, si trasmette a noi attraverso alla vita esemplare di carità e di sacrificio dei santi. O nostri fratelli, questa dottrina, questa stretta via che conduce al cielo, noi vogliamo cantare e propagare. O fratelli tutti del Giappone, del paese che si ammanta di fedeltà, che è smagliante di bellezza per i bei fiori di ciliegio, che è candido come la neve del Fuji, noi, imporporati del sangue dei nostri padri, vi presentiamo la parola di luce per tutte le generazioni ».

Ci aiuti davvero il Signore ad ottenere questo per opera dei nostri cari seminaristi e novizi giapponesi, che vengono compiendo la loro formazione. Comincia da oggi il lavoro che deve rendere fruttuoso il più presto possibile quanto si è fatto, e comincia da oggi la preparazione di un Congresso catechistico pubblico, che, se il Signore ci darà forze e vita, vogliamo organizzare nell'anno centenario, come apoteosi dell'apostolato catechistico di D. Bosco e del suo metodo. Grazie, o buon Padre, di essere stato strumento incitatore del bene che ne e venuto a noi tutti, e di quello che verrà certo a tante anime. Accolga questo modesto contributo alla Crociata catechistica dei suoi lontani figli del Giappone, e ci benedica tutti: dica una parolina speciale per noi a D. Bosco, affinchè impetri per ognuno di noi il genuino suo spirito catechistico, che come lo fu per Lui, sia per noi pure propulsore massimo dell'apostolato per la salvezza delle anime.

Suo aff.mo in G. C. Mons. V. CIMATTI Prefetto Ap. di Miyazaki.

Miyazahi, 31 agosto 1940.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Carissimi,

a pag. 19 e 20 leggerete l'elenco imponente delle Associazioni Giovanili di A. C. I. dei Collegi, Oratori e Parrocchie Salesiane premiate nella a Gara di cultura religiosa e canto sacro » dello scorso anno, il 10 novembre p. p. Io vi riporto alcuni brani del discorso tenuto in quella circostanza dal Santo Padre perchè col rinnovamento dei voti battesimali che farete a Capodanno infervoriate sempre più quella Fede che deve farvi degni del vostro tempo.

Illustrando la cura materna che la Chiesa si prende delle anime nostre, il Santo Padre Pio XII, disse fra l'altro.

Voi, bambini appena nati, foste portati in una chiesa; l'acqua lustrale bagnò il vostro capo e la vostra fronte; il sale di sapienza si posò sul vostro labbro, il vostro petto fu unto con l'olio di salute; l'anima vostra, lavata dalla colpa d'origine fu trasumanata in un angelo celeste. Chi fece in voi cotesto miracolo? Chi vi rigenerò? Chi vi donò una nuova vita, che nè vostro padre nè vostra madre potevano darvi col loro sangue? La Sposa di Cristo, la santa Chiesa fu la Madre dell'anima vostra, che bambini vi baciò in fronte con affetto di paradiso, e vi strinse al suo seno come figli del sangue sparso dal suo Sposo divino, il quale vi amò e diede se stesso alla morte per voi. Essa con la mano e con la parola del suo sacerdote compì in voi così gran miracolo della grazia divina; mistero dell'anima redenta, abisso della giustizia e della misericordia di Dio nella vostra elezione salvifica, mercè il lavacro di rigenerazione. Allora la grazia, coi divini germogli della fede, della speranza e della carità e di ogni altra virtù infusavi, vi fece consorti della divina natura; e voi, con la parola dei vostri padrini, rispondeste alla Santa Madre Chiesa, la quale vi chiedeva la professione di fede, che credevate in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; che credevate in Gesù Cristo, unico Figlio di Lui, Signor Nostro, che nacque e patì; che credevate anche nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna.

Ma se la Chiesa vi fu Madre amorosa nel battesimo, vi fu maestra e confortatrice nella Cresima, confermandovi e rinovigorendovi nella fede e nelle virtù contro i nemici spirituali che insidiano alla vostra mente e alla vostra volontà di bene. Coi doni mirabili dello Spirito Santo vi rivestì, quali soldati di Cristo, crociati, cavalieri della fede e della virtù, di quella divina armatura, di cui così altamente parlava l'Apostolo Paolo nella sua lettera agli Efesini quando spronava i primitivi cristiani alla lotta contro la potestà delle tenebre (cfr. Eph., 6, 10 e segg.). Ecco, o giovani, il campo delle prove per il vostro valore cristiano, a cui vi prepara, vi educa, e vi avvia la Chiesa, Madre e Maestra di eroi.

La gioventù, inclinata sempre a darsi vanto di nulla temere, spesso però teme, paventa di apparire non abbastanza moderna, di non sembrare all'altezza del suo tempo, o, come dicono alcuni, à la page. Ma il vero cristiano si trova sempre all'altezza di ogni tempo: e la gioventù non cresce forse ardimentosa, non solo per la Patria, che ama con ardore e con valore sostiene e difende, ma anche per la fede nella milizia della vita cristiana? Volete essere dei giovani cattolici, quali li reclama l'ora presente? quali li richiede il secolo, in cui il Signore vi ha posti a vivere e ad operare

Abbiate anzitutto quella fede, per la quale col cuore si crede a giustizia, e con la bocca si fa confessione a salute » (Rom., 10, 10); quella fede illuminata, rationabile obsequium vestrum (Rom., 12, 1), che nel cuore ha la fiamma e nella ragione la luce; luce valevole a dimostrare a voi stessi e agli altri, non già la verità ineffabilmente recondita dei misteri da Dio rivelati, ma i motivi razionali di credibilità perchè non si crederebbe se la ragione non vedesse di dover credere.

Abbiate una fede larga e cordiale, amica di ogni luce della natura, che, ben lungi dall'essere ostile ai progressi delle scienze e delle arti, si slancia verso i vasti campi aperti alla intelligenza, per collaborare con essa alla ricerca del Vero, del Buono, del Bello, pure premunendola contro le pericolose deviazioni. Voi siete giovani; ma, come diceva l'Apostolo Paolo agli Efesini, non siate più « fanciulli vacillanti e portati qua e là: da ogni vento di dottrina per i raggiri degli uomini, per le astuzie, onde seduce l'errore » (Eph., 4, 14).. Abbiate una fede leale e ferma, ignara dei pregiudizi, spregiatrice delle superstizioni, superatrice del rispetto umano, che non si lascia nè disanimare dalle minacce o dai dileggi, nè adescare da fugaci guadagni ed onori. Abbiate una fede gioiosa e fraterna, e con la vostra fede, che più e più va crescendo, abbondi in ciascuno di voi la carità (2 Thess., 1, 3). Sia la vostra una fede, che non si chiude nella sua torre d'avorio, ma che con amabile « cameratismo » si studi intorno a sè di conciliarsi i cuori e le anime per guadagnarle a Gesù Cristo. Abbiate infine una fede coraggiosa e militante, come di chi confida in Cristo vincitore del mondo. Di tali giovani, di tali atleti, ha bisogno l'ora presente.

Fu già un tempo, quando, quasi senza contrasto e pericolo, il giovane cattolico poteva vivere la sua fede, lasciandosi per così dire, cullare e portare da tutto ciò che lo circondava e in cui si moveva, fiore cedevole al margine dell'onda del Cristianesimo; le istituzioni politiche e sociali, gli stessi pubblici costumi, nonostante che si vedessero deficienze e traviamenti individuali, operavano come impregnati di spirito evangelico; un impulso di quasi mimetismo religioso era bastevole ad assicurare, se meno la pace della coscienza, la tranquillità del vivere esterno. Oggi il vento del « laicismo » ha corso il mondo, ha invaso ogni terra ed ha cominciato ad insinuarsi tanto addentro nell'anima dei popoli, anche dei più tradizionalmente cattolici, che al giovane cristiano, in mezzo alla società, per conservare viva la sua fede, fa duopo che non gli fallisca l'audacia di navigare contro una formidabile fiumana di materi ilismo, d'indifferenza religiosa, di sensualismo pagano, di smania del piacere..

Crescete, dunque, diletti figli, vi diremo con l'Apostolo Pietro, crescete nella grazia con la volontà del bene, e con l'intelletto nella cognizione del Signore Nostro e Salvatore Gesù Cristo (2 Petr., 3, 18): Crescite in gratia et in cognitione Domini nostri et Salvatoris ;Jesu Christi. Quanto più crescerete in grazia, tanto più lo conoscerete; e quanto più lo conoscerete tanto più l'amerete; perchè nella grazia e nella cognizione di Lui sta la vita eterna. Conoscetelo sempre più nei suoi Vangeli, nella sua dottrina, nei suoi Sacramenti, nella sua Chiesa, nei suoi precetti; e sappiate grado ai vostri maestri, come Noi diamo loro il Nostro ben meritato elogio. Crescete in età, ma ancora in sapienza e in virtù innanzi a Dio e agli uomini; e non dimenticate che non fa scienza senza il ritenere ciò che avete inteso. Leggerete molto, molto studierete, molto imparerete; ma al tramonto della vita riconoscerete la somma ed essenziale importanza del Catechismo; codice della verità, di cielo in terra recata dal Divin Redentore, per sublimarci nel bene, sino al cielo.

Educatevi a questi principi, crescete fedeli a queste paterne esortazioni, e trascorrete felice non solo il 1941, ma tutti gli anni della vostra vita che io vi auguro colma di benedizioni.

Vostro aff.mo DON GIULIVO.

Frutti della Crociata Catechistica.

Associazioni di Giovani di A. C. I. delle Parrocchie, Oratori ed Istituti Salesiani vincitrici alla Gara di Cultura Religiosa e Canto Sacro nell'anno 1940, premiate dal S. Padre Pio XII il 10-XI u. s.

ASSOCIAZIONI PARROCCHIALI E ORATORIANE

Gagliardetto

Andria (per le Puglie). - Effettivi Ass. « S. G. Bosco »

1° Premio:

Agrigento. - Aspiranti Ass. « San Giovanni Bosco ». Alassio. - Effettivi Ass. « Auxilium ». Ancona. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Civitavecchia. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ».

1° Premio:

Lanuvio. - Apiranti Ass. « San Giovanni Bosco ». La Spezia. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Messina. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio ».

S. Agata di Militello. - Effettivi Ass. «S. G. Bosco ».

2° Premio:

Asti. - Aspiranti Ass. «S. Giov. Bosco ». Caltagirone. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Fiume. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ». Livorno. - Aspiranti Ass. « Don Rua ». Messina. - Effettivi Ass. « Domenico Savio ». Modica. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». S. Cataldo. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ».

3° Premio:

Bova. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Castel Gandolfo. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Ferrara. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ». S. Cataldo. - Effettivi Ass. «S. Giov. Bosco ». Savona. - Aspiranti Ass. « S. Giuseppe ». Trapani. - Effettivi Ass. « S. Giovanni Bosco ». Trapani. - Aspiranti Ass. « S. Francesco di Sales ».

5° Premio:

Bova. - Aspiranti Ass. « San Giovanni Bosco».

ASSOCIAZIONI INTERNE

1° Premio:

Alassio. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Asti. - Effettivi Ass. « Domenico Savio ». Este. - Aspiranti Ass. «Guido Negri». Faenza. - Aspiranti Ass. «Pio XI ». Messina. - Aspiranti Ass. «Domenico Savio ». Palermo. - Aspiranti Ass. « D. Rua ». Parma. - Aspiranti Ass. « Don C. M. Baratta». Randazzo. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Trevi. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco».

2° Premio:

Asti. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio ». Bova Marina. - Effettivi Ass. « P. G. Frassati ». Caserta. - Effettivi Ass. « P. G. Frassati ». Faenza. - Effettivi Ass. « Pio XI ». Frascati. - Effettivi Ass. « S. Carlo Borromeo ». Lanusei. - Effettivi Ass. « Domenico Savio ». Lanusei. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio ». La Spezia. - Aspiranti Ass. « S. Paolo ». Livorno. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ». Modena. - Effettivi Ass. « Guido Torti ». Modica Alta. - Effettivi Ass. « Don M. Rua ». Modica Alta. - Aspiranti Ass. « Don M. Rua ». Pedara. - Effettivi Ass. «S. Giov. Bosco ». Pedara. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ». Pordenone. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Pordenone. - Aspiranti Ass. « S. Giov. Bosco ». Santu Lussurgiu. - Effettivi Ass. « P. G. Frassati ». Treni. - Effettivi Ass. « S. Giov Bosco».

3° Premio:

Bova Marina. - Aspiranti Ass. «P. G. Frassati ». Caserta. - Aspiranti Ass. « P. G. Frassati ». Ferrara. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ». Grosseto. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio ». Macerata. - Effettivi Ass. « Auxilium Christianorum ». Macerata - Aspiranti Ass. « Auxilium Christianorum ». Santu Lussurgiu. - Aspiranti Ass. « P. G. Frassati ». Verona. - Effettivi Ass. « Casimiro Olivati ».

4° Premio

Castellammare di Stabia.   Aspiranti Ass. « Loreto Starace ». Grosseto. - Effettivi Ass. « Domenico Savio ». Perugia. - Aspiranti Ass. « P. G. Frassati ». Randazzo. - Aspiranti Ass. «S. Giov. Bosco ». Soverato. - Aspiranti Ass. «S. Giov. Bosco». Taranto. - Effettivi Ass. «Domenico Savio». Varazze. - Effettivi Ass. «Domenico Savio». Varazze. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio ».

5° Premio

Perugia. - Effettivi Ass. « P. G. Frassati ».

Attestato di partecipazione

Castellammare di Stabia. - Effettivi Ass. « Loreto Starace ».

Napoli. - Effettivi Ass. « Domenico Savio». Napoli. - Aspiranti Ass. « Domenico Savio». Palermo. - Effettivi Ass. « G. Negri ». Soverato. - Effettivi Ass. « S. Giov. Bosco ».

GARA DI CANTO SACRO

1° Premio:

Messina. - Oratorio Salesiano « Pio XI ».

2° Premio.

Santu Lussurgiu. - Istituto Salesiano « P. G. Frassati ».

4° Premio:

Bova Marina. - Oratorio Salesiano « S. Giov. Bosco ».

73 Associazioni Giovanili di A. C. I. delle parrocchie, oratori ed istituti salesiani premiate nella Gara di Cultura Religiosa e 3 anche in quella di Canto Sacro indetta dall'A. C. I. per l'anno 1940 documentano la fervida corrispondenza alla Crociata Catechistica indetta dal Rettor Maggiore, tanto più apprezzabile in quanto il concorso a queste gare richiese ai giovani una nuova nobile fatica dopo la partecipazione alle nostre gare locali e regionali. Questo è davvero il frutto più ambito e più caro certo a S. Giovanni Bosco nel centenario della fondazione dell'Opera sua!

Crociata missionaria

Borse complete.

Borsa CALVI LUIGI E FALETTI GUGLIELMINA coniugi, a cura dei figli.

Borsa EUCARISTICA BRUNI GUSTAVO MARIA (12a) in suffragio di D. Eugenio Capra, Prevosto, a cura di Capra Maria Silvia.

Borsa RIPARAZIONE a cura di Cavinato Antonietta.

Borsa MARIA AUSILIATRICE (31a) a cura di D. E. O.

Borsa DON BOSCO AIUTATEMI a cura di N. N. Borsa SBARDELLA FILIPPO a cura di Clara Sbardella.

Borse da completare.

Borsa ANIME DEL PURGATORIO (5a) -- Somma prec.: 13081,90 - Gramaglia Lina 15 - Bargegli Vittoria 15 - Mazzoleni Pierina 5 - Di Benevello Luisa 5 - Persico Angelo 200 - Salani D. Francesco i 5o - Grassi Paolo 30 - Gai Caterina 40 - Di Benevello Luisa 5 - N. N. 10 - Tot. 13.556,90.

Borsa AMIGHETTI GIUSEPPE - Somma prec. 1300 - Bertolucci D. Amilcare 100 --- Tot. 1400. Borsa BALDI D. LUIGI - Somma prec.: 3050 - Zonghi-Lotti 5 - Tot. 3055.

Borsa BEATA MARIA MAZZARELLO a cura del Sac. Dott. G. B. Calvi - Somma prec.: 7245,10 -- Pioda Ved. Giannini 66,30 - Pardo Michele 200 - Traverso Giuseppina 50 - Goglio Angela 10 - N. N. 5 - O. C. P. 100 - N. N. 1000 - Gentile Egle 20 - Ancelotti Luisa io - Zanaboni G. 1o - Rina G. io - Fratelli Fumagalli io - Donizetti E. io - Feletti io - M. F. 5 - A. A. 5 - Verrazzi 5 - Zuccari 5 - Cav. Mauri B. 5 - Beduschi G. 5 - Frontini E. 5 - Rag. Bazzoli 5 - Flori C. 2 - Gelmini A. e sorella 4,50 - Rampoldi E. 3 - Casella 2 - Torriani 2 - Rapetto 2 - Rachelli R. 2 - Volontè 2 - N. N. 2 - Birolo A. 1,50 - E. G. i - Canali O. 1 - Borghini i - Barbieri io - Papini G. 0,50 - Tuzzi M. 1,10 - -Quaranta M. i - Croci E. 10 - Longari E. 10 - Tusi A. 5 - Migliavacca A. 5 - Castelli 5 - Capsoni G. 5 - Caimi 2 - Merli z - Monti 2 Lacchi 2 - Baldassari 1 - Grassi 1 - Briganti 1 - Carcano 1 - Passalacqua 1 - Moneta 1 - Ferrari 1 - Daverio 1 -- Tot. 8891.

Borsa BIANCHI SALVATORE - Somma prec.: 2700 - G. Casalone e M. Bianchi 500 - Pierina Gilardini 100 - Tot. 3300.

qorsà BLANDINO GIOVANNI - Somma prec.: 3820 - N. N. 100 - G. B. 100 - Blandino Maria e Pier Giovanni 5o - Picco Anna Ved. Blandino 5o - Tot. 4120.

Borsa COLOMBO D. SISTO - Somma prec.: 86o - Pozzi Francesco 100 - Tot. 960.

Borsa CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI a cura di N. N. - Primo versamento L. 10.000.

Borsa CELINA AMEGLIO, a cura del Comm. Luigi Ameglio - Somma prec.: 13.010 -- Nuovo versamento 1000 - Tot. 14.010.

Borsa D. BOSCO SALVATE I NOSTRI FIGLI (2a) - Somma prec.: 7964,50 - Venturelli G. B. 200 - Corrias Antonia io - Cappelletti Rodomonte 10 - G. V. G. 100 - Tot. 8284,50.

Borsa D. BOSCO EDUCATORE (4a) - Somma prec.: 4694,70 - Bernocco Agnse 10 - Roella Agnese 20 - Guido Betta 20 - Tot. 4724,70.

Borsa DOGLIANI CAV. GIUSEPPE a cura di Pozzi Francesco -- Somma prec.: 7025,50 - Pozzi, Remondini ed ex-Allievi 200 - Tot. 7225,50.

Borsa DAL NEGRO MONS. GIOVANNI a cura della Pia Unione per l'adorazione del SS. Sacramento, Chiesa di S. Spirito (Udine) - Somma prec.: 4755 - Sorelle Dal Negro 15 - Dr. Giuseppe Dal Negro 10 - D'Orlando Romana 2 - N. N. 25 - Peratoner 3 - Collo Rina 20 - N. N. 25 .. M. P. S. Spirito 25 - Tot. 4880.

Borsa DIVINA PROVVIDENZA (3a) -- Somma prec.: 10.118,50 - Boine Fiorenza 25 - G.V.G. 100 - Boglione Francesco 40 - Tot. 10.283,50.

Borsa ETERNO PADRE - Somma prec.: 3925 -- Ghirardi Anna 50 -- Tot. 3975.

Borsa FERRARA SERAFINA VED. ZANCA a cura di Francesco Zanca - Tomasini Serafina 150 - Majio Bianca 150 - Di Gioia Giuseppina 100 - Majio Luigi ed Elisa 100 - Alcuri Michele ed Anna 100 - Di Gioia Paolo e Fina 100 - Tomasini Maria 100 - Maggiore Giulio e Giovanna 5o - N. N. 1000 - Giovanni ed Annetta Ferrara 5o - Tot. 1900.

Borsa FERRANDO G. B. a cura degli ex-allievi e Cooperatori salesiani di Novara - Somma prec.: 13.260- Quilico D. Sebastiano 5 - Botti Giuseppe e Giovanni 100 - Mons. De Giuli Raffaele 10 - De Giuli Celso 20 - Borghesio Egidio 10 - N. N. 265 - Tot. 13.670.

Borsa FRANCHINI D. GIOVANNI -- Somma prec.: 200 - A. F. 10 -- Tot. 210.

Borsa FRASSATI PIER GIORGIO (2a)- Somma prec.: 5072 - Sansonetti Vito 10 - N. N. 10 -Tot. 5092.

Borsa GLI EDUCATORI AL LORO SANTO a cura dell'ing. comm. A. Bianchi, Presidente Unione D. Bosco fra insegnanti - Somma prec.: 7829,55 - Avalle Alessandra 10 - Dezzuti Clara 50 - Tot. 7889,55.

Borsa GESÙ, MARIA AUSILIATRICE, D. BOSCO (3a) -- Somma prec.: 12.395,60 -- Porta Giuseppina 100 - Foresto Giuseppina 5 --- Tot. 12.500, 60.

Borsa GAMBETTA GIROLAMO E MARIA a cura di M. Pistarino ved. Gambetta - Somma prec.: 12.oo0 - Nuovo versamento 2000 - Tot. 14.000.

Borsa LAJOLO D. AGOSTINO - Somma prec.: 3625 - Pattarino Maria 100 - Tot. 3725.

Borsa MARIA AUSILIATRICE a cura del Cav. Sebastiano d'Urso - Somma prec.: 4345 - Marrari Umberto 20 - Minniti Alfonso 20 - Tieri Teresa 10 - D'Urso Sebastiano 50 - Tot. 4445.

Borsa MARIA AUSILIATRICE (29a) - Somma prec.: 4204,50 - Morei Angela 5 - N. N. 500 - Tot. 4709,50.

Borsa MADONNA DI LOURDES - Somma prec.: 1701,55 - Abbatangelo Raffaele 25 - Tot. 1726,55. .

Borsa MADONNA DI POMPEI - Somma prec.: 310 - N. N. 10 - Tot. 320.

Borsa MADONNA DELLE GRAZIE (Pinerolo) - Somma prec.: 7358,85 - Filippo Maria 50 - Giulia e Sandra 15 - Fava 10 - N. N. 100 - Tot. 7533,85.

Borsa MARIA AUSILIATRICE E S. GIOVANNI BOSCO (9a) - Somma prec.: 3266,30 - Marchetti Lucia 35 - Tot. 3301,30.

Borsa MADONNA DELLE GRAZIE DI CASTELLAMONTE a cura degli ex-allievi salesiani (Udine) - Somma prec.: 8470 - Poilga Palmira 15 - N. N. 5 - Tot. 8490.

Borsa MINELLI GIUSEPPINA IN GIOVANNINI - Somma prec.: 13.000 - Giovannini Giuseppina 2000 - Tot. 15.000.

Borsa N. S. DEL BOSCHETTO E S. CECILIA - Somma prec.: 516o Schiaffino Prospero 6o - Tot. 5220.

Borsa POLLA DON EZIO - La mamma Irma Masino ved. Polla L. 200.   (Segue).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.

NEL MESE DI GENNAIO:

1) Il giorno 1 - Circoncisione di N. S. G. C. 2) Il giorno 2 - SS. Nome di Gesù. 3) Il giorno 6 - Epifania.

4) Il giorno 18 - Cattedra di S. Pietro in Roma. g) Il giorno 23 - Sposalizio della B. Vergine. 6) Il giorno 25 - Conversione di S. Paolo. 7) Il giorno 29 - S. Francesco di Sales.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

GRANDIS DON LUIGI, sac. da Grugliasco (Torino) † ad Ivrea l'8-XII-1940 a 69 anni.

Accolto da D. Bosco all'Oratorio nel 1884, e ebbe sotto il suo sguardo in un candore di purezza ed in un fervore di pietà che lo resero carissimo al Santo. Fattosi salesiano e raggiunto il sacerdozio, diresse dapprima i nostri Collegi di Cavaglià e di di Penango Monferrato, poi partì pel Messico ove fu direttore del Collegio S. Francesco di Sales e quindi Ispettore della Case salesiane di quella Repubblica fino al 1908. Anima eletta, cuore generoso, fedelissimo allo spirito di Don Bosco, seppe dare in pochi anni all'Opera salesiana un promettente sviluppo, nonostante le difficoltà del tempo e del clima rivoluzionario. Ma la sua fibra fu presto fiaccata dai disagi e dal lavoro. Tornato in Italia si raccolse nella Casa di Ivrea a dedicare fino all'ultimo la sua preghiera, la sua esperienza ed il suo zelo sacerdotale specialmente a vantaggio degli aspiranti salesiani e missionari, cattivandosi l'ammirazione e la stima di tutta la cittadinanza e delle anime che a lui ricorrevano per la direzione spirituale.

COLOMBARA D. BARTOLOMEO, sac. da Invorio Superiore (Novara) † a Genova-Sampierdarena il 13-XI-1940 a 79 anni.

Educato fin dalla puerizia all'Oratorio di Torino sotto la guida di Don Bosco, crebbe nello spirito del Santo e, dopo aver diretto le Case di Ivrea e di Genzano, si consacrò tutto alla cura delle anime come catechista e confessore in vari collegi, infine per 3o anni come vice-parroco nella nostra parrocchia di S. Gaetano, apprezzatissimo da tutta la popolazione.

CATTANEO D. GIACOMO, sac. da Romentino (Novara), † a Colle Salvetti (Livorno) il 29-X-194o a 62 anni.

Sull'esempio di Don Bosco amò la gioventù con ardore di apostolo, prodigando nella sua missione di educatore e di direttore di vari nostri Collegi, con vero spirito salesiano, la giovialità del suo carattere, la sua passione di lavoro e di sacrificio, l'inesauribile bontà del suo gran cuore. Svolse un prezioso ministero fra i nostri emigrati a Zurigo e chiuse la sua giornata nella direzione dei nostri aspiranti a Colle Salvetti.

MANASSERO D. MAURILIO, sac. da Cuneo, † a Piossasco (Torino) il 24-IX-1940 a 78 anni.

Si formò all'Oratorio vivente il santo Don Bosco, e, raggiunto il sacerdozio, ebbe la gioia di esercitare per più di 50 anni il sacro ministero in varii collegi ed oratori, chiudendo il suo patriarcale apostolato col rettorato della Badia di Ulzio.

CAVAGLIA' D. MICHELE, sac. da None di Pinerolo (Torino), † a Córdoba (Rep. Arg.) il 26-XII-1940 a 76 anni.

Don Bosco accogliendolo all'Oratorio gli disse: « Solo fermandoti in Congregazione potrai salvare l'anima tua »; ed egli si fece salesiano e missionario. Predilesse l'apostolato degli Oratori festivi, dei Catechismi e della cura delle vocazioni. Coronò i suoi 5o anni di Messa nel nostro studentato teologico di Cordoba.

COLUSSI D. AGOSTINO, sac. da Casarsa della Delizia (Udine), † a Estoril (Portogallo) il 27-V-1940 a 71 anni.

Alla scuola di D. Bosco apprese il vero spirito salesiano che rese preziosi i suoi quarant'anni di direzione di vari nostri collegi e la cura della formazione dei nostri studenti di fiolosofia e teologia dell'Ispettoria Portoghese.

GARCIA ROMELIO, Coad. da San Juan (R. Argentina), a † Viedma (Rio Negro) il 22-VII-1940 a 73 anni.

Prestò l'opera sua soprattutto nell'amministrazione delle nostre opere in varie case della Patagonia, con umiltà e spirito di fede veramente esemplare.

SIERRA D. GIOACHINO, sac. da Siviglia (Spagna), † ivi il 27-VIII-194o a 60 anni.

Riusciva specialmente nella parte organizzativa e amministrativa. Superstite dei rivolgimenti spagnoli, cessata la persecuzione, si dedicò tutto alla ricostruzione del Collegio di Malaga e alla fondazione di Anteguera.

FARINA D. LIVIO, sac. da Riva (Trento), † a Puerto Sastre (Paraguay) il 30-VII-194o a 58 anni.

Tempra generosa di salesiano, scampato al terremoto di Messina, dopo aver esercitato il sacro ministero con ammirabile fervore in vari nostri Collegi ed Oratori d'Italia, si consacrò tutto alla nostra missione del Chaco Paraguayo. Per 15 anni fu il vero postolo di quelle terre cui prodigò tutto lo zelo del suo gran cuore, raggiungendo le più remote ed umili capanne dei poveri Indi che l'amavano come loro padre.

LIPCSEY MICHELE, coad. da Mariapocs (Ungheria), † a Esztergomtàbor (Ungheria) il 17-V-1940 a 46 anni.

STENGEL FRANCESCO, coad. da Norimberga (Germania), † a Grafeneck (Germania), il 3-X-1940 a 35 anni.

REISINGER SAVERIO, coad. da Haslack (Germania), † in guerra il 12-VII-1940 a 30 anni.

Cooperatori defunti:

S. E. REV.MA MONS. CELESTINO ENDRICI, Arcivescovo Principe di Trento, † il 30-X-1940 a 74 anni.

Nel Collegio germanico di Roma compì gli studi ecclesiastici e temprò l'animo a quello spirito pastorale che dalla cattedra del Seminario diocesano si protese alle anime con tanto senso delle condizioni della società del suo tempo da maturarlo, a 38 anni, al governo della Diocesi. La resse quindi dal 1904 con genio di principe e cuore di padre, affrontando pel suo gregge anche incomprensioni, diffidenze e persecuzioni per tutelarne i sacri diritti soprattutto allo scoppio della grande guerra e nell'immediato dopoguerra. La sua fermezza, la sua prudenza, la sua carità ed il suo zelo gli cattivarono non solo la venerazione dei fedeli; ma il più alto apprezzamento delle autorità e della Santa Sede che nel 1929 elevò la diocesi di Trento ad archidiocesi.

Nutriva per S. Giovanni Bosco tanta devozione che si sobbarcò al non breve viaggio a Torino tanto per le feste della beatificazione quanto per quelle della canonizzazione; e promosse e sostenne sempre l'Opera salesiana con paterno affetto. Il ricordo del venerando Arcivescovo vive pertanto particolarmente caro nella Società Salesiana che si unisce al cordoglio dell'Archidiocesi con fervorosi suffragi.

ARCHITETTO PROF. MARIO CERADINI, † a San Remo il 5-X u. s. in età d'anni 75.

Per molti anni professore e poi anche Presidente della R. Accademia Albertina e della R. Scuola di Architettura di Torino, collaborò coll'Ufficio tecnico dell'Economato generale dei Salesiani nella preparazione di molti progetti per la costruzione di Istituti in Italia e all'estero. Su disegni del compianto Architetto furono costruiti i collegi salesiani di Verona, sua patria, di Vienna, di Lisbona, di Oswiecim in Polonia; il tempio di S. Maria Liberatrice in Roma, la grande parrocchia salesiana di Ancona, la chiesa di Przemyil in Polonia. Ma il suo nome resterà particolarmente legato al grande ed artistico altare progettato per San Giovanni Bosco nel Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino ed inaugurato il 9 giugno 1938. Il Ceradini vi lavorò intorno quasi per dieci anni, riprendendone lo studio, dopo brevi o lunghi intervalli, desideroso di realizzare nella forma più solenne e più perfetta l'onorifico incarico ricevuto di progettare per Don Bosco un altare che fosse monumento degno della sua grandezza e della divozione che si ha nel mondo per Lui.

Memori dell'affetto che il caro defunto portò all'Opera salesiana e della divozione che ebbe per S. Giovanni Bosco, lo raccomandiamo caldamente ai suffragi di tutti i nostri Cooperatori.

MONS. PIETRO TACCI, † Tolentino il 15-X-194o ad 8o anni.

Vicario generale della diocesi, Arcidiacono della Cattedrale e Decurione dei Cooperatori, predilesse e favorì l'Opera Salesiana che ha in città un fiorente Oratorio Festivo, un Aspirandato e la Parrocchia del SS. Crocifisso.

Sacerdote secondo il cuore di Dio, pio, caritatevole, prodigò alla diocesi le sue elette doti di mente e di cuore, alle anime tutto il suo zelo pastorale prudente, illuminato, fervoroso.

DOTT. CARLO GARMAGNANO † a Madonna della Scala il 22-XI-1940

Valente professionista e cattolico esemplare, curava i malati con spirito veramente cristiano, prodigandosi con speciale abnegazione verso i poveri e i bisognosi. Affezionato Cooperatore, aveva pei Salesiani, per le Figlie di Maria Ausiliatrice e pei nostri alunni tutti i riguardi e la più generosa disinteressata carità. S. Giovanni Bosco gli ottenga dal Signore quel premio ch'egli soleva chiedere pei suoi più insigni benefattori.

TROPIA ALFONSINA n. FASULO † a Canicattì il 30-X-194o a 33 anni.

Nata il 24 maggio, crebbe con una tenera divozione a Maria Ausiliatrice: pellegrinò più volte al suo santuario di Torino e le consacrò anche i due suoi bambini.

Visse di fede e di bontà di cuore, prodigandosi tutta alla sua famiglia ed alle opere buone.

CAN. CAV. VALLAURI D. VINCENZO, † il 12-VIII-1940 a Neviglie (Cuneo).

Ariciprete per 45 anni e benemerito Cooperatore, era stato alunno dell'Oratorio mentre viveva Don Bosco e ne era uscito colla vocazione sacerdotale ed una grande venerazione pel Santo.

BOSCO MARIA ROSA n. CAVAGNERO † a Torino il 14-XI-194o.

La sofferenza impreziosì la sua vita operosa tutta dedita al bene della famiglia, con spirito profondamente cristiano, e benedetta da Dio colla vocazione del figlio D. Roberto alla Società Salesiana.

CASTELLI ROSALINDA n, FERRARI † a Como il 14-XI-1940.

Donna colta, intelligente e dotata di vero spirito di apostolato, fu presidente del Comitato di organizzazione dell'Azione Cattolica dalla fondazione e continuò a presiedere e poi a zelare l'apostolato dell'Unione Femminile fino alla morte. Il Signore la premiò anche colla vocazione di un figlio alla Società Salesiana.

Altri Cooperatori defunti:.

Acuto Pietro, S. Germano Monferrato (Alessandria) - Amadori Egidio, Serbadone (Forlì) - Amelotti Giuseppe, Valmadonna (Alessandria - Baggio Giacomo, Torino - Beltrame D. Luigi, Costiglione d'Asti (Asti) - Berra Maddalena, Cervatto (Vercelli) - Pinelli Giacomo, Morfasso (Piacenza) - Binelli Giustina, Morfasso (Piacenza) - Bonelli Michele, Torino - Careglio Carlo, Cornegliano d'Alba (Cuneo) - Carlà Adele, S. Cesario (Lecce) - Chiolero Emilio, Torino - Colosio Adele, Bagnolo Mella (Brescia) - Debandi Rosa, Vignale Monferrato (Alessandria) - Debella Giuseppe, Gasponi (Catanzaro) - Dottarelli Mons. Consalvo, Corbara (Terni) - Favro Giovanni, Mattie (Torino) - Carino Maria Letizia, Torino - Giacone Michele, Morello (Cuneo) - Giorcelli Camillo, Casorzo (Asti) - Guerra Eugenio, Verucchio (Forlì) - Lombardi Emma, Roma - Lucchi Rosa, Berceto (Parma) - Maggiora Defendente, Varese - Maselli Teresa, Savigno (Bologna) - Mazzoleni Teodoro, Clusone (Bergamo) - Merlat Domenica, S. Pietro Val Lemina (Torino) - Mizzi Linda, Milano - Moglia Stefano, Rivoli (Torino) - Montabone Anna, Venalzio (Torino) - Mortarino Giuseppina, Borgo Lavezzaro (Novara) - Parisi Carmela, S. Severo (Foggia) - Pasquali D. Carlo, Carezzano (Alessandria) - Pasqualon Giuseppe, Quinto Vie. (Vicenza) - Perini Giovanni, Milano - Pol Palmira, Treviso - Pugnetti Eudosia, Ivrea (Aosta)- Reselica Sofia, Isola del Gran Sasso (Teramo) - Rizzotto Giovanni, Cologna Veneta (Verona) - Sampaoli Clara, Ramazzano (Perugia) Sandri Antonio, Somniacanipagna (Verona) - Schebecchi Regini Giuseppina, Chioggia (Venezia) - Schiavi Paolo, Brignano Frascata (Alessandria) - Vaccarino Carlo, S. Benigno Canavese (Torino) - Vallauri D. Vincenzo, Neviglie (Cuneo) - Vànnozzi Primetta, Visignano (Pisa) - Vitiello Ing. Dott. Comm. Ernesto, Genova.

CONDIZIONI per essere iscritti all'Unione dei Cooperatori Salesiani.

Ricordiamo che per essere Cooperatori Salesiani non basta beneficare in qualunque triodo le Opere o le Missioni Salesiane; ma occorre essere ufficialmente iscritti nell'elenco dei Cooperatori. Solo così si possono godere i favori spirituali concessi dalla Chiesa alla Famiglia Salesiana.

LE CONDIZIONI SONO:

1. Età non minore di 16 anni.

2. Godere buona reputazione religiosa e civile.

3. Essere in grado di promuovere, o per sè o per mezzo di altri, con preghiere, offerte o lavori, le Opere o le Missioni della Pia Società Salesiana.

L'Unione non lega alcuno in coscienza, e non impone nessuna quota d'iscrizione, nè contributi periodici; perciò vi possono partecipare le famiglie secolari e le comunità religiose, istituti ed associazioni, per mezzo dei rispettivi genitori o superiori.

All'atto dell'iscrizione, la Società Salesiana invia il Diploma regolamento.

Chi pertanto desidera ascriversi tra i Cooperatori Salesiani - ricevere il Bollettino Salesiano - avere chiarimenti circa le Opere di Don Bosco - inviare offerte in loro favore - si rivolga al

RETTOR MAGGIORE DELLA SOCIETÀ SALESIANA - VIA COTTOLENGO, N. 32, TORINO (109) specificando bene nome e indirizzo.