BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXV - N. 4 - 1° APRILE 1941 - XIX

SOMMARIO: Il Re dei Libri. - In famiglia: Italia, Colombia. - Catechèsi. - Tesoro spirituale. - Dalle nostre Missioni: Thailandia, Assam, Bombay, Giappone. - Lettera di Don Giulivo. - Crociata missionaria. - Necrologio.

Il Re dei Libri

Come abbiamo annunciato, nel programma della « Crociata Catechistica » indetta a celebrare il Centenario dell'Opera di Don Bosco, il nostro venerato Rettor Maggiore ha inserito anche la cura di una splendida edizione di testi di Catechismo per le classi oratoriane e parrocchiali. Son già pubblicati quelli per le due prime classi, è in istampa il testo per la terza, ed in preparazione quelli per la quarta e per la quinta. Entro l'anno, a Dio piacendo, tutto il corso quinquennale sarà completato. E le scuole di Religione degli Oratori e delle Parrocchie potranno disporre di testi che corrispondono con soddisfazione al titolo mutuato dalla geniale definizione di Pio XI: Il Re dei Libri.

Tanto la compilazione, infatti, quanto l'edizione sono state curate con questo proposito specifico: di fare del testo di Catechismo il più attraente e più apprezzabile dei libri scolastici. Calibrate le espressioni a rigor teologico, la maggior preoccupazione fu quella di adeguare la forma alla mentalità dell'infanzia e della fanciullezza, per rendere accessibili alle tenere intelligenze le grandi verità della Fede, i principi della morale cristiana ed i tesori inestimabili della Grazia, esposti con discrezione e sviluppo progressivo in modo da fornire nel quinquennio tutta la cultura necessaria ad una soda istruzione religiosa. Illustrazioni classiche o di buoni autori, a sei colori, ispirano o commentano l'esposizione, con quell'eloquenza immediata che dà l'intuizione anche dei concetti più elevati. L'edizione tipografica, dalla scelta e dalla varietà dei caratteri, alla qualità della carta ed alla rilegatura, sostiene la concorrenza coi più eleganti testi di scuola o di lettura. Sicchè basta prenderne in mano una copia per capire che si tratta del libro più bello, della scienza più sublime. Naturalmente, questo criterio, nei tempi che corrono, ha imposto alla S. E. I. un prezzo più elevato di quello degli altri catechismi, ma sempre inferiore al valore tipografico. Però non mancano nelle Parrocchie ed agli Oratori benefattori e benefattrici che possono impiegare utilmente le loro offerte a sollevare dalla spesa gli alunni più poveri, conservando il prestigio del valore, anche dal lato tipografico, al testo di Religione. Confidiamo anzi che i nostri Cooperatori e le nostre Cooperatrici sapranno preferire quest'opera capitale dell'istruzione religiosa a qualsiasi altra nell'esercizio della loro carità e del loro patronato. Noi intanto siamo lieti di poter accreditare la santa iniziativa coi più autorevoli incoraggiamenti.

Il Santo Padre Pio XII ha gradito paternamente il saggio delle prime edizioni. E l'Em.mo Cardinale Segretario di Stato Luigi Maglione ha comunicato al sig. Don Ricaldone l'augusto compiacimento colla lettera seguente:

SEGRETERIA DI STATO   N. 32527 DI SUA SANTITÀ

Dal Vaticano, 4 febbraio 1941.

Rev.mo Signore,

Davvero provvidenziale e certamente benedetta dal Signore l'iniziativa cui la Signoria Vostra Rev.ma ha voluto dare più valido impulso, nell'anno scolastico in corso, interessando con più nutrite lezioni, esposizioni didattiche ed acconce pubblicazioni, sia gl'insegnanti che gli alunni e le loro famiglie, allo studio del Catechismo.

Sua Santità si rallegra paternamente di tale felice intento, poiché nulla dispone tanto a serietà e santità di vita quanto la precisa ed amorosa conoscenza delle verità della lede e della morale cristiana.

Il saggio poi della pubblicazione Il Re dei Libri sembra al Santo Padre quanto mai opportuno a destare l'interesse dei piccoli alunni ed a condurli, quasi per mano, alla cognizione della verità, resa loro più accessibile soprattutto attraverso le ben riuscite e pratiche illustrazioni.

È lieto quindi l'Augusto Pontefice di incoraggiare questa nobile iniziativa di santo apostolato, auspicando che essa torni feconda per le scuole catechistiche delle parrocchie e degli oratori festivi, così come per le famiglie cristiane.

A questo scopo implora, la Santità Sua, larga abbondanza di grazie celesti, mentre invia di cuore alla Signoria Vostra e a quanti avrà collaboratori nell'opera salutare la confortatrice Apostolica Benedizione.

Grato degli esemplari a me cortesemente inviati, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di sincera stima della Signoria Vostra Reverendissima

aff.mo nel Signore L. Card. MAGLIONE.

In pari data, l'Em.mo Sig. Card. Francesco Marmaggi, Prefetto della Sacra Congregazione del Concilio, faceva pervenire allo stesso Rettor Maggiore il suo alto apprezzamento con una lettera in cui, gradendo l'omaggio della pubblicazione, scriveva:

Con vivo interesse ho letto i due volumi compilati con tanta diligenza e adattati con così profondo senso di praticità ai fanciulli della prima età, e mi compiaccio colla Paternità Vostra della cura spiegata nella preparazione dei medesimi, come pure dello zelo con cui la Paternità Vostra promuove negli Istituti, negli Oratori e nelle scuole l'istruzione catechistica della fanciullezza e della gioventù.

Una speciale attrattiva eserciteranno certamente sull'animo dei fanciulli le belle ed appropriate illustrazioni che adornano i volumi suindicati e ne renderanno più attraenti ed efficaci la lettura e lo studio.

Sono ben certo che quanti attendono alla istruzione religiosa della prima età apprezzeranno l'opera compiuta da cotesta Società Salesiana, e il testo Il Re dei Libri servirà a far sempre meglio conoscere ed amare ai fanciulli la religione cristiana.

Con questo augurio ed invocando sulla Paternità Vostra, sopra la Società Salesiana e tutte le loro opere le più elette benedizioni del Signore, mi professo con ossequio della Paternità Vostra Reverendissima

dev.mo nel Signore

F. Card. MARMAGGI, Prefetto. G. BRUNO, Segretario.

L'augusto compiacimento del Santo Padre e la valutazione dell'Em.mo Cardinal Prefetto della Sacra Congregazione del Concilio, mentre sono per noi il più ambito incoraggiamento, sono pure la più autorevole commendatizia del Re dei Libri pei nostri Direttori Diocesani, Decurioni, Cooperatori e Cooperatrici che sentono, come noi, l'urgenza di quell'aggiornamento dell'insegnamento catechistico cui la Chiesa attende con materna sollecitudine.

Possiamo aggiungere, a titolo di informazione, che il nostro Don Di Francesco sta pure curando i testi per le tre classi della Scuola Media, di cui due già in corso di stampa presso la stessa S. E. I. e l'altro sarà pronto per l'inizio del prossimo anno scolastico: Gesù Via - Gesù Verità - Gesù Vita. S. Giovanni Bosco dal Cielo ci ottenga le benedizioni di Dio anche su quest'impresa a lui carissima.

IN FAMIGLIA

Nel secondo anniversario della morte del Santo Padre Pio XI.

Oltre ai filiali suffragi fatti in tutta la Famiglia salesiana, il secondo anniversario della morte del Santo Padre Pio XI fu particolarmente commemorato a Roma dall'Istituto Pio XI che, coll'annesso tempio di Maria Ausiliatrice, è monumento della sovrana munificenza del «Papa di- Don Bosco » e della gratitudine dei figli del Santo. Tenne Pontificale S. E. Mons. Salvatore Rotolo, Ausiliare di Velletri, il quale, prima dell'assoluzione al tumulo, ricordò alla folla dei superiori, alunni, parrocchiani e cooperatori, le insigni benemerenze del grande Pontefice e la paterna bontà da lui prodigata alla Famiglia salesiana.

Compiuta la sacra funzione, alunni e superiori, con a capo lo stesso Ecc.mo Vescovo salesiano, pellegrinarono alla tomba del Santo Padre, nelle Grotte Vaticane, a deporre una bella corona ed a rinnovare il tributo della loro commossa pietà.

Il Pontificio Ateneo Salesiano promosse pure una solenne commemorazione alla quale intervennero le LL. EE. Mons. Ferri, Vescovo di Montalto e Ripatransone, e Monsignor Coppo, tutti i docenti e gli alunni, professori, canonici e parroci della città con una eletta di personalità del clero e del laicato. Cantate le Acclamationes, il Decano della Facoltà Filosofica prof. don Gemmellaro rievocò l'opera gigantesca compiuta dall'immortale Pontefice; ed il Decano della Facoltà Giuridica, prof. don Pugliese, illustrò in una dotta conferenza « punti e contrassegni della Politica Vaticana da Benedetto XV, a Pio XI ed a Pio XII ».

Eseguiti dagli. alunni altri canti di circostanza, S. E. Mons. Ferri chiuse la tornata con paterne esortazioni a quella devozione verso il Vicario di Cristo che è una delle spirituali eredità del nostro Santo Fondatore.

Torino - Solenne funzione di suffragio per l'anima di Alfonso XIII.

Il 3 marzo u. s.., mentre a Roma si tributavano le estreme onoranze funebri alla salma di Alfonso XIII, la Famiglia Salesiana -rappresentata dai Superiori Maggiori, dal Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, da alunni della Casa-madre e da alunne della Scuola Magistrale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dalla Presidente del Comitato Dame-Patronesse, Marchesa Carmen Compans di Brichanteau, da Cooperatori, Cooperatrici ed Ex-allievi - si è raccolta nella Basilica di Maria Ausiliatrice attorno alla piissima figlia dell'augusto ex-Sovrano, l'Infanta Maria Cristina, per rendere con solenni suffragi testimonianza di cristiana pietà e di gratitudine alla Maestà del Re, che, nel lungo periodo del suo regno, diede tante prove di stima e di benevolenza all'Opera Salesiana.

Cantò la Messa il redattore del Bollettino Salesiano spagnolo Don Salvatore Rosès, assistito da Don Fierro e da Don Bordas.

Scelti cantori della città eseguirono la Missa pro Defunctis del Perosi, sotto la direzione del nostro maestro Scarzanella.

Sul tumulo, ricoperto dalla bandiera spagnola, l'Infanta fece collocare una grande croce di fiori, dai colori nazionali. Attorno tutto un tappeto di fiori.

Coll'Infanta di Spagna Maria Cristina, in apposito inginocchiatoio, erano tutti i familiari tranne il conte Marone che partecipava ai funerali di Roma. In appositi banchi assistevano: il Prefetto, il Federale, il vice Podestà, ing. Salvadori, il Console di Spagna, il Console di Germania, il Console di Ungheria, il Console di Argentina, il Console di S. Marino, il rappresentante del Console di Bulgaria, il capitano Principe Hohenlohe, della Delegazione tedesca per la C. A. I., i colonnelli Carlos Marin de Bernardo e Angosto, della Scuola di Guerra, in rappresentanza delle Forze Armate Spagnole, il Capo della Falange spagnola Ferrer, falangisti, legionari, colla Colonia Spagnola di Torino, autorità e personalità.

Accanto al tumulo, in preghiera, erano anche i Fratelli della Sacra Famiglia di Villabrea ed i Maristi di Grugliasco.

Sul frontale della Basilica campeggiava la seguente iscrizione: « L'A. R. Infanta Maria Cristina di Borbone, contessa Marone, implora con preci e suffragi della Chiesa la pace eterna all'anima eletta dell'amato padre Sua Maestà Alfonso XIII «.

Al termine della funzione, i Superiori rinnovarono all'Infanta le più vive condoglianze, ringraziandola d'aver scelto la Basilica di Maria Ausiliatrice pei filiali suffragi all'anima dell'augusto Genitore e di aver così concesso alla Famiglia Salesiana il conforto di unirsi a lei nel soddisfare quel sensi di gratitudine che la legano alla Real Casa soprattutto dal maggio 1917, quando S. Maestà ebbe la bontà di scendere con tutta la Reale Famiglia al popoloso rione di Atocha per la posa della prima pietra delle nostre Scuole professionali di Madrid.

L'impressione riportata allora dal compianto Sovrano fu tanto cara, che Alfonso XIII diede all'Opera-Salesiana tutta la sua protezione. Ogni anno in occasione del suo compleanno e del suo genetliaco non solo gradiva, con graziosissime, sovrane espressioni di affetto, gli auguri dei figli del popolo educati alla scuola di Don Bosco, ma destinava all'Opera anche cospicue somme fra le molteplici elargizioni della sua carità. E molte volte volle che S. M. la Regina ed i Principi Reali presiedessero feste ed organizzazioni di beneficenza a pro' delle Opere Salesiane, distribuendo di loro mano premi e doni ai giovani poveri delle Scuole popolari e degli Oratori festivi. Quando poi sorse il grande movimento della Crociata Missionaria per le nostre Missioni autorizzò il Principe delle Asturie ad accettare la Presidenza onoraria dell'Associazione « Gioventù Missionaria » per la Spagna. Il Signore conceda all'anima eletta il gaudio del Cielo.

Roma - Prezioso dono dell'Em.mo Cardinale Salotti.

L'ultimo giorno dell'anno p. p. recò alla Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Roma l'inattesa e graditissima visita di S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Carlo Salotti, Vescovo Suburbicario di Palestrina e Prefetto della S. C. dei Riti, legato alla Famiglia Salesiana da una lunga consuetudine d'affetto per il Santo Don Bosco, di cui in tante occasioni esaltò la Figura e l'Opera con la fervida ed eloquente parola, nonchè con la forza chiara e incisiva della sua penna elegante, che ne ritrasse la mirabile vita, dopo averne illustrata la spiritualità, a traverso la biografia del Ven. Domenico Savio.

E del Santo Fondatore si compiacque intrattenersi affabilmente, richiamandone episodi graziosi ed espressivi, anche in questa visita; che, spoglia d'etichetta, volle in una linea di semplice e spontanea cordialità.

Ma quasi la sua presenza e la sua benedizione non avessero dovuto essere già di per sè un dono prezioso, Egli aveva riserbato, come scopo della sua visita, l'offerta d'un regalo di Capodanno, veramente principesco. E fu la Reliquia della Beata Madre Mazzarello racchiusa nella ricca ed artistica custodia, presentata a Lui, quale Cardinale Postulatore della Causa, nel fausto giorno della Beatificazione.

Volendo assicurarle anche in futuro il culto e l'amore, Egli aveva pensato di non poter trovare cuori più vigili e devoti di quelli delle stesse Figlie, rese depositarie del sacro pegno materno; e per questo aveva voluto privarsene, preparando alle Suore dell'Ispettoria Romana la gioia della cara sorpresa.

Dalle sue mani auguste, esse la accolsero con trepida e amorosa venerazione, profondamente grate di così nobile generosità, in cui videro una novella prova dell'alta benevolenza dell'Eminentissimo Porporato; e, quindi, un nuovo debito di riconoscenza a ispirarne la costante voce di memore e devota preghiera.

Roma - L'Ecc.mo Ministro dell'Educazione Nazionale all'Istituto "Gesù Nazareno "

Il 2 gennaio un'altra visita illustre onorava le Figlie di Maria Ausiliatrice dell'Orfanotrofio « Gesù Nazareno ». Accompagnato dal R. Provveditore agli Studi, l'Ecc.mo Ministro dell'Educazione Nazionale volle dare all'annesso Istituto Magistrale il premio riserbato alle quattro tra le migliori Scuole parificate di Roma. Gli dissero tutta la gioia, più che la parola, lo sguardo e l'atteggiamento delle centinaia e centinaia di giovani alunne schierate nel porticato-galleria; e i battimani festosi delle scolarine delle elementari e dei bimbi dell'asilo, in candida ala nel lungo corridoio, i quali offrirono all'Ecc. Bottai un mazzo di fiori.

L'illustre visitatore, dopo avere accolto quel primo entusiastico saluto, si compiacque di visitare tutto il locale della Scuola, soffermandosi ad ammirare anche l'artistica Cappella, per salire poi a rivedere le alunne nelle loro diverse classi. Qui s'intrattenne brevemente, mostrando la propria soddisfazione per quanto aveva visto e udito; e aggiungendo un particolare elogio nell'osservare i morbidi indumenti di lana per i soldati, eseguiti dalle stesse alunne, ed esposti nelle loro rispettive aule.

A tante espressioni di bontà e di compiacenza, volle unire il dono della sua parola, in risposta al benvenuto augurale rivoltogli da un'alunna.

« Son venuto - disse - non come Ministro ma come padre, perchè anch'io ho delle bambine che vanno a scuola come voi; e di padre, che conosce quindi le grandi gioie e le piccole pene della vostra vita scolastica, vi porto l'augurio al principio di questo nuovo anno. Che i vostri studi siano fecondi e vi preparino bene alla vita, che non sarà sempre ridente, ma vi presenterà, con le gioie, anche delle ore difficili. Se un consiglio possiamo darvi, noi anziani, che siamo stati tanti anni a scuola, è questo: cercate di godere intensamente degli anni di scuola, che sono i più belli... e sotto la guida delle vostre brave Suore, preparatevi oggi alla vita di domani...

» Alle vostre Suore, poi, voglio dire in vostra presenza una parola - ed ora parlo come Ministro: - sappiate che il Ministro della Scuola conta molto sulla vostra opera... ».

Suore ed alunne rinnovarono al Ministro l'assicurazione della fedele corrispondenza alle nobili aspirazioni.

NEL CENTENARIO DELL'OPERA SALESIANA

La festa di Don Bosco ha assunto quasi dovunque quest'anno una speciale solennità ispirata dal Centenario dell'inizio dell'Opera Salesiana.

ITALIA

A Roma nel Santuario-parrocchia di Maria Ausiliatrice, annesso all'Istituto Pio XI, predicò il triduo l'Ispettore salesiano D. Evaristo Marcoaldi. Si succedettero ad impartire la Benedizione Eucaristica le LL. EE. Monsignor F. Beretti, Mons. A. Capettini, Monsignor F. Pascucci. La domenica, 2 febbraio, celebrò la Messa della Comunione generale S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Vincenzo La Puma, Prefetto della S. C. dei Religiosi e nostro Protettore. Tenne Pontificale S. E. Mons. Traglia, Vicegerente di Roma. Nel pomeriggio; dopo l'Ora di adorazione eucaristica e la consacrazione al Sacro Cuore pro soldati, fatta dal Parroco, disse il panegirico del Santo S. E. Mons. Rotolo, Ausiliare di Velletri, ed impartì la trina Benedizione S. Em. Rev.ma il Sig. Card. Enrico Sibilia, Vescovo Suburbicario di Sabina e Poggio Mirteto. Mons. Marco Brunello chiuse le feste, la domenica seguente, colla Conferenza salesiana.

A Torino, la Casa Missionaria « M. Mazzarello » delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha celebrato quest'anno la cara festa con una solennità tutta particolare grazie alla presenza di S. Em. Rev.ma il Cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati.

Ossequiato all'ingresso dal Parroco della nostra parrocchia «Gesù Adolescente » e dalle Superiore della Casa, l'Em.mo passò nell'atrio ove le Suore gli espressero la loro gioia con calorosi applausi, ed entrò benedicente nella vasta Cappella addobbata a festa, scintillante di luci e gremita dalle numerose alunne, mentre la Schola cantorum intonava il maestoso Sacerdos et Pontifex del Concina. Celebrò quindi la S. Messa e distribuì la Comunione a tutte le alunne, alle quali rivolse in fine la sua paterna parola, presentando S. G. Bosco quale modello di apostolo, per invitarle a divenire esse pure apostole di bene nella famiglia e nella società.

Uscite dalla cappella, Suore ed alunne si riunirono nel salone-teatro ove, dopo l'omaggio dei bimbi della Scuola materna, un'alunna espresse al Venerato Pastore la viva riconoscenza di tutte, dalle bimbe della Scuola di Avviamento professionale, della Scuola Media e dell'Istituto Magistrale, alle giovinette e suore della Scuola Magistrale e della Scuola di Magistero professionale per la donna; presentò l'offerta spirituale e l'obolo pro Seminario.

S: Em.za ringraziò visibilmente commosso, incitando le alunne a trarre profitto dagli insegnamenti della Scuola di D. Bosco ed esortandole a diffondere sempre intorno a sè il profumo del candore e il sorriso della gioia cristiana, come i piccini che gli stavano dinanzi, ricordando il detto evangelico della liturgia del giorno: « Se non sarete simili a questi pargoli, non entrerete nel regno dei Cieli! ».

Negli Oratori delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

L'inizio dell'anno centenario degli Oratorii Salesiani è stato ricordato nei due più vicini Oratorii delle Figlie di Maria Ausiliatrice. « Maria Ausiliatrice » e « M. Mazzarello » di Torino anche con un'eloquente relazione del lavoro compiuto nell'anno, presentato per la festa dei premi, tenutasi rispettivamente il 6 e il 12 gennaio u. s.

Queste due belle relazioni, documentate da cifre e dati desunti dai rispettivi registri e cronache particolari, sono tutto un programma vissuto d'intensa attività oratoriana, e meriterebbero d'essere riportate per intero. Ma poichè lo spazio non lo consente, e del resto le due relazioni in gran parte si equivalgono, le riassumiamo brevemente, rilevando solo qualche particolarità propria dell'uno e dell'altro centro.

Come sappiamo, le varie espressioni della vita d'Oratorio si possono raggruppare in: vita gioiosa, vita formativa e vita di pietà.

Riguardo alla vita gioiosa, prima non certo per importanza intrinseca, ma perchè, secondo il criterio di San Giovanni Bosco, costituisce la caratteristica attrattiva degli Oratorii Salesiani, si ebbero, oltre alla svariatissima serie dei giochi, recite e accademie, rallegrate dalle esecuzioni della Scuola di Canto; proiezioni luminose, e per il mondo piccino, i ben noti e sempre festeggiati burattini. Grazie alla generosità delle rispettive Patronesse e Madrine, vennero offerte buone colazioni nelle principali feste; gioconda merenda nel lunedì di Pasqua, le tradizionali castagne nella sera dei Santi, ben forniti sacchetti nell'ultimo giorno di Carnevale, ecc. A causa delle eccezionali condizioni dell'anno, non si poterono avere le consuete passeggiate, che furono in parte sostituite nei pomeriggi estivi con trattenimenti e sorprese varie all'aperto.

Come vita formativa, anzitutto il catechismo domenicale, coi suoi turni mensili di proiezioni luminose; e il catechismo di quaresima, che ebbe nell'Oratorio « M. Mazzarello » una frequenza quotidiana di 650 fanciulle, oltre alle 150 mamme frequentanti pure ogni giorno l'apposito corso d'istruzione religiosa. E quale conclusione poi, le Gare Catechistiche, particolari di Squadre e generali per i Campionati assoluti dei due Oratorii, oltre alla varia e larga collaborazione per l'allestimento delle rispettive Mostre Catechistiche.

Vanno ancora ricordate le adunanze e conferenze mensili delle fiorenti Associazioni religiose: Angioletti, Giardinetto, Aspiranti e Figlie di Maria; oltre a quelle dell' A. C. e l'attiva partecipazione ai diversi Convegni indetti per la gioventù femminile da S. Em. il Card. Arcivescovo, e alle settimane parrocchiali « Fides intrepida » e « Candore », le cui relative adunanze si tennero negli stessi locali oratoriani.

Anche la Biblioteca circolante, con un movimento di un migliaio e mezzo di libri, concorse all'opera formativa; e nell'Oratorio « Maria Ausiliatrice» la Cassa di Risparmio locale continuò a funzionare, educando a sani criteri di economia e di previdenza.

Fra le varie attività, che pur essendo forme d'apostolato si devono considerare quale parte integrante della vita formativa, poichè non è possibile una vera vita cristiana senza una fiamma d'operosità per il bene, ricordiamo il Gruppo delle Propagandiste Missionarie, che raccogliendo gli esponenti più fervidi dell'Apostolato dell'Innocenza, rivolse la sua particolare attività, nell'Oratorio « Maria Ausiliatrice » a trovare aiuti materiali e a preparare indumenti e arredi sacri per le nostre Missioni più povere; e in quello «M. Mazzarello» a sostenere e diffondere il pensiero dei battesimi pei bimbi infedeli.

L'Opera S. Cuore, è continuata con profitto nei due Oratorii; e solo in quello «Maria Ausiliatrice » ha segnato 55 nuove famiglie consacrate e 402 nuove guardie d'onore.

La Conferenza Don Bosco e il Gruppo Charitas per mezzo delle giovani oratoriane portarono aiuto e conforto a parecchie famiglie povere delle due rispettive parrocchie, e riuscirono anche a penetrare nelle carceri, facendo pervenire ai detenuti, nell'occasione del Natale, un piccolo dono unito a un pensiero di fede e di carità cristiana.

Della vita di pietà, il cui fiorire, mentre è fattore essenziale dell'opera di formazione, ne è anche il frutto più bello, ricordiamo anzitutto le duplici e affollate funzioni religiose festive - per le bambine e per le giovanette - Messa e predica al mattino, istruzione e benedizione al pomeriggio, oltre ai vespri cantati, avanti la seconda funzione. Quindi l'affluenza consolantissima ai santi Sacramenti, soprattutto in occasione dell'Esercizio di buona morte, del primo venerdì e 24 d'ogni mese; devote ore d'adorazione mensili e straordinarie; tridui predicati in preparazione alle Comunioni pasquali, alle principali solennità e feste nostre; celebrazioni delle feste patronali delle singole associazioni e squadre, oltre all'annuale Corso di Esercizi Spirituali. Nell'Oratorio « M. Mazzarello » poi, di carattere più particolarmente parrocchiale, hanno continuato ad aver vita le così dette Lampade di Gesù Adolescente, ossia gruppi di giovani che offrono per turno una giornata settimanale di preghiere per i sacerdoti della parrocchia.

Da tale vita di pietà ne è derivata, come soprannaturale conseguenza, il fiorire delle vocazioni religiose: l'indice più espressivo della vitalità salesiana degli Oratorii; la prova più efficace di quella fecondità spirituale, che si allarga e si moltiplica in frutti germinati dallo stesso seme.

A Parma, nella chiesa di S. Vitale, alla presenza di S. Ecc. Mons. Evasio Colli, Vescovo diocesano, di tutto il Seminario e di una folla di Cooperatori, il nostro D. Secondo Rastello commemorò il Centenario dell'Opera Salesiana dimostrando come nell'episodio svoltosi l'8 dicembre 1841 nella sacrestia della chiesa di S. Francesco in Torino, tra Don Bosco e Bartolomeo Garelli, si deve vedere oltrechè la realizzazione dell'ideale e del sogno della vita giovanile del Santo, anche la sintesi e il preannuncio di quella che fu poi tutta la sua opera apostolica con le sue principali e geniali caratteristiche: la ricerca instancabile e audace della gioventù abbandonata e dispersa; l'applicazione del sistema di educazione che egli chiamò preventivo; l'elemento della famigliarità e dell'allegria quale potente mezzo di attrattiva e di prestigio sopra le anime giovanili; e, più che tutto, la formazione cristiana basata sulla preghiera, sulla frequenza dei Sacramenti e sull'istruzione catechistica.

La conferenza fu coronata dalla Benedizione impartita da S. E. Mons. Vescovo.

A Pinerolo, S. E. Mons. Binaschi, Vescovo diocesano, fece esporre tutto il giorno la Reliquia di Don Bosco in Cattedrale in un artistico reliquiario di stile gotico; e, dopo la Conferenza ai Cooperatori tenuta dal nostro D. Zanantoni, impartì pontificalmente la Benedizione Eucaristica.

A Savona, predicò il triduo il Segretario di Mons. Vescovo, prof. don Vivaldo, e chiuse la festa lo stesso Ecc.mo Ordinario Mons. Pasquale Righetti, il quale lesse la consacrazione al Sacro Cuore pro soldati ed impartì la Benedizione Eucaristica.

A Terni, ai giovani alunni del nostro fiorente Convitto « Umberto I », si unirono quelli dell'Oratorio Festivo e i gruppi di Aspiranti ed Effettivi di Azione Cattolica per ascoltare, coi Cooperatori, le Dame-Patronesse e gli amici dell'Opera Salesiana, nella chiesa di San Francesco, la parola chiara, incisiva di S. E. Monsignor Lojali, il quale presentò in quadri sintetici la multiforme attività del Santo nell'apostolato, la triplice fiamma che lo animò: l'amore alla gioventù, il culto dell'Ausiliatrice e quello della divina Eucaristia. Cantò la Messa solenne Monsignor Ivo Benedetti, Direttore Diocesano dei Cooperatori Salesiani.

Chiuse la festa S. E. Mons. Bonomini, Vescovo diocesano, che, prima di impartire la solenne Benedizione, volle dire al popolo tutta la sua ammirazione verso Don Bosco e i suoi Figli, invitando a ringraziare Iddio perchè alla città e diocesi di Terni volle aprire la via alla provvidenziale Opera Salesiana, a vantaggio della gioventù.

Scala Coeli (Cosenza) - Costituzione della Pia Unione dei Cooperatori.

Abbiamo avuto notizia che il rev. Parroco di Scala Coeli (Cosenza) ha costituito ufficialmente la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani nella sua parrocchia ed il 31 gennaio, festa di D. Bosco, li ha raccolti in chiesa per la recita del Rosario, le preghiere al Santo, l'esercizio della buona morte e la Benedizione Eucaristica. Coronò la funzione la parola del rev. Decurione ascoltata dai Cooperatori con vivo interesse ed attenzione. L'Avvenire d'Italia dandone relazione scriveva: « Oggi è un granello di senapa; ma domani, al ritorno dei nostri vittoriosi soldati, sarà l'albero gigantesco che darà vita ad ogni ideale religioso ». Il che dimostra che i buoni Cooperatori di Scala Coeli hanno ben compreso lo spirito della Pia Unione. Benedica il Signore le loro buone disposizioni.

COLOMBIA

Da Bogotà, una lettera dell'Ecc.mo Arcivescovo Coadiutore, Mons. Giovanni Manuel, al Rettor Maggiore, ci informa che la Conferenza Episcopale ha deciso di celebrare il Centenario dell'apostolato catechistico di S. Giovanni Bosco coll'indire il 1° Congresso Catechistico Nazionale. Speriamo che ci pervenga la relazione. Ma siamo già lieti di sapere dallo stesso Ecc.mo Arcivescovo « che tutto è riuscito meravigliosamente nel nostro gran Collegio Leone XIII, grazie in modo particolare alla generosa cooperazione salesiana » in cui i figli di Don Bosco han dato ancora una volta prova di « seguire e continuare la stessa traiettoria del più santo e più necessario di tutti gli apostolati ». L'Ecc.mo Arcivescovo tributa con piacere a Don Bosco «la gloria di aver popolarizzato, intensificato, e, fino ad un certo punto, rivoluzionato l'insegnamento catechistico in Italia, e, per mezzo dei suoi figli, in gran parte del mondo». Il Signore ci aiuti ad essere sempre più fedeli allo zelo del Padre.

CATECHESI (1)

L'abbiamo presentata a suo tempo ai nostri Cooperatori ed alle nostre Cooperatrici. Ne abbiamo parlato parecchie volte. E, dal numero degli abbonamenti raggiunto, ci pare che sia stata debitamente apprezzata da quanti aderiscono al movimento suscitato dalla « Crociata catechistica » indetta dal nostro Rettor Maggiore. Dall'autorità ecclesiastica e dagli insegnanti di Religione le sono giunte congratulazioni e plausi più che confortanti. Tutti ne rilevano l'utilità pratica e la genialità delle indicazioni e dei sussidi che apporta. Catechèsi infatti non si limita ad offrire schemi e sviluppi di lezioni adeguate alle varie classi, ma sceglie e coordina i più svariati sussidi di carattere didattico, pedagogico, storico, apologetico che valgano ad aggiornare l'insegnamento di quella che è giustamente definita la sapienza delle scienze: scientiarum sapientia, religio.

Quindi: atti e commenti agli atti della S. Sede che riguardano la scuola di religione; indicazioni pedagogiche; consigli didattici; esperienze; spunti apologetici; sentenze, aneddoti, esempi storici, episodi di attualità, esortazioni utili alla gioventù; bibliografia catechistica; materiale per feste della Dottrina Cristiana, per mostre, accademie, manifestazioni catechistiche, ecc.

Con criterio eminentemente pratico, estende il suo programma dalle scuole medie, per cui era sorta dieci anni or sono, a tutte le altre scuole di catechismo (elementari, parrocchiali, oratoriane), e dedica non poche pagine anche al « Catechismo in famiglia » per favorire i genitori che si fanno un onore ed un dovere d'insegnare la Religione ai propri figlioli.

Il decennio trascorso l'ha arricchita di una esperienza preziosa, di cui sa far tesoro per lo svolgimento di questo ampio programma, a dato alla valentia di collaboratori specializzati e benemeriti dell'apostolato catechistico.

Il credito acquistato ed i propositi enunciati nel numero di gennaio fan bene sperare dell'avvenire.

Tant'è che due Ecc.mi Vescovi, Mons. Olivares di Nepi e Sutri, e Mons. Franciolini di Cortona, hanno procurato l'abbonamento di tutti i parroci, superiori e superiore di istituti religiosi delle loro diocesi, mentre altri l'hanno caldamente appoggiata e raccomandata.

Noi desidereremmo che l'ottima rivista entrasse anche in tutte le famiglie cristiane per stimolarvi e coordinarvi un proficuo programma di istruzione religiosa, sicchè ogni focolare domestico diventasse davvero un santuario domestico, dove alle glorie della paternità e della maternità cristiana i genitori aggiungessero quella che li sublima a veri educatori e maestri dei loro figlioli nello spirito di Nostro Signor Gesù Cristo. Si riuscirebbe così ad una elevazione della vita familiare che assicurerebbe le gioie più grandi e più pure della Grazia di Dio. E quale prestigio per i genitori!

Colla guida pratica di Catechèsi, tutti potrebbero riuscire a commentare le lezioni de Il Re dei Libri secondo l'età dei loro figlioli e tenere degnamente in casa questa sacra cattedra che farebbe sentir anche a loro il bisogno costante di una progressiva istruzione religiosa per rendersi sempre più idonei a questa divina missione alla quale il Santo Padre richiamava ancora recentemente gli sposi con queste auguste parole:

« È dottrina aperta dell'angelico Dottore San Tommaso: questo sacramento che ha consacrato la vostra unione, fa di voi " i propagatori e i conservatori della vita spirituale secondo un ministero a un tempo corporale e spirituale ", che consiste nel " generare la prole ed educarla al culto divino " (Contra Gent., IV, 58).

» Voi siete anzi, sempre sotto la guida del sacerdote, i primi e più vicini educatori e maestri dei figli di Dio affidati e donati a voi. Nell'edificazione del tempio della Chiesa, composta non di pietre morte, ma di anime viventi vita nuova e celeste, voi siete quasi i precursori spirituali, sacerdoti voi stessi della culla, dell'infanzia e della puerizia, a cui dovete additare il Cielo. Il vostro posto nella Chiesa come sposi cristiani non è dunque semplicemente di generare i figli e offrire le pietre vive per l'opera dei sacerdoti, più alti ministri di Dio. Le grazie così abbondanti, a voi largite dal sacramento del matrimonio, non vi sono state concesse soltanto per rimanere pienamente e costantemente fedeli alla legge di Dio nel momento augusto di chiamare i vostri figli alla vita, e per affrontare e sopportare con coraggio cristiano, le pene, le sofferenze, le preoccupazioni che non di rado lo accompagnano e lo seguono. Tali grazie vi sono state date altresì come santificazione, lume e aiuto nel vostro ministero corporale e spirituale; perchè colla vita naturale è vostro sacro dovere, quali strumenti di Dio, anche di propagare, conservare e contribuire a far crescere nei figli donativi da Lui la vita spirituale in essi infusa col lavacro del santo battesimo. Crescete i bambini di fresco nati a salute anche col latte spirituale sincero (I Petr., 2, 2); fatene pietre vive del tempio di Dio, voi che con la grazia del matrimonio siete edificati come casa spirituale, sacerdozio santo, secondo la parola di san Pietro (I Petr., 2, 5), per quella partecipazione sacerdotale, a cui l'anello nuziale vi ha elevati innanzi all'altare. Nella formazione cristiana delle piccole anime, che Nostro Signore vi affiderà nel crearle per vivificare i corpi da voi plasmati, vi è riservata una parte, un magistero, di cui non vi è lecito disinteressarvi, nel quale nessuno potrà pienamente sostituirvi. In questa formazione santa voi senza dubbio cercherete aiuto in zelanti sacerdoti e catechisti, in quegli ottimi educatori che sono i religiosi e le religiose; ma per quanto grandi, preziosi e larghi possano essere questi ausili, non vi sciolgono dai vostri doveri e dalle vostre responsabilità. Quante volte i maestri cristiani si dolgono e lamentano della difficoltà, talora anzi dell'impossibilità che incontrano, per rimediare e supplire con le loro cure, nell'educazione dei fanciulli loro affidati, a ciò che era pur dovere che facesse la famiglia, e o non fece o fece male! Custodite per il Signore, per la sua celeste Gerusalemme, e per la Madre Chiesa gli angioletti che il Cielo vi concederà; e non dimenticate mai che al fianco di una culla hanno da stare due padri e maestri, l'uno naturale e l'altro spirituale; e che, come le anime non possono, secondo la ordinaria Provvidenza di Dio, vivere cristianamente e salvarsi fuori della Chiesa e senza il ministero dei sacerdoti a ciò destinati col sacramento dell'ordine, così non possono d'ordinario cristianamente crescere fuori di un focolare domestico e senza il ministero dei genitori benedetti e uniti col sacramento del matrimonio.

» Diletti sposi novelli! Degnisi Cristo, Nostro buon Signore e Maestro e Restauratore dell'unione coniugale qual era divinamente formata dal principio, infondere nei vostri cuori la intelligenza e l'amore dell'incomparabile missione a voi affidata nella Chiesa con questo sacramento, e darvi l'altezza d'animo, il coraggio e la fiducia necessaria per mantenervi sempre ad essa fedeli » .

(Udienza 15 gennaio u. s.).

(1) CATECHESI. Rivista mensile per l'insegnamento religioso. Direttore: Don GEROLAMO LUZI.
Esce il 1° di ogni mese in fascicoli di 48 pagine.
Abbonamento annuo: L. 12 (per l'estero L. 17); semestrale: L. 6,50. - Speciali facilitazioni per chi invia più abbonamenti. - Direzione: Pontificio Ateneo Salesiano, Via Caboto 27, Torino. - Amministrazione: Società Editrice Internazionale, Corso Regina Margherita 176, Torino (109)

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese.a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona Morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI APRILE ANCHE:

1) Il giorno 4: I Sette Dolori della Beata Vergine . Maria.

2) Il giorno 6: Domenica delle Palme. 3) Il giorno 13: Pasqua di Risurrezione.

Dalle nostre Missioni

Dopo tanti mesi di attesa, abbiamo avuto qualche corrispondenza dai nostri missionari di Oriente. Notizie piuttosto brevi, ma rassicuranti. Nel trasmetterle ai nostri Cooperatori, raccomandiamo alle loro preghiere missioni e missionari perchè tante opere di apostolato non abbiano troppo a soffrire dalle attuali circostanze.

THAILANDIA

Amatissimo Padre,

finalmente ci giungono lettere dall'Italia; così spero giunga a destinazione questa mia e le porti l'assicurazione che tutti i suoi figli in Thailandia prendono viva parte alle pene del suo cuore di padre, mentre supplicano il Signore a volerla confortare.

Qui il paese è tranquillo e le nostre attività continuano regolarmente. Con tutta umiltà ne ringraziamo il Signore e ne approfittiamo per consolidare le nostre opere.

Sabato scorso sono stati ordinati sacerdoti D. Jellici, D. Nichele, D. Ottolina, D. Ponchione, D. Provera, D. Van der Voort. Alla fine del corrente anno scolastico, cioè in febbraio, avremo altri tre sacerdoti: D. Andreoni, D. Busti, D. Fogliati. L'ordinazione e la celebrazione delle prime Messe hanno dato luogo a cordiali e intime feste che hanno lasciato nei confratelli e ne' cristiani il più caro ricordo. Ora i nuovi sacerdoti continuano a restare nella Casa di studentato fino al febbraio prossimo per frequentare corsi speciali di lingua thai e di teologia pastorale, ed esercitarsi per la predicazione e l'insegnamento del Catechismo.

Frattanto il Signore ci ha aperto un altro campo di lavoro.

All'Università Governativa di Bangkok si sono iniziati dei corsi serali di lingue straniere. Il Capo del Governo, che è anche Rettore dell'Università, ci fece sapere che « se fossimo stati disposti ad accettare, avrebbe affidato volentieri a noi la cattedra d'italiano ». Urgendo la risposta, io mi consigliai con Mons. Pasotti e Mons. Perros, ed accettai senz'altro, contando sulla sua approvazione. Il programma ci impegna dal 12 dicembre per 3 ore settimanali nel corso serale.

Col maggio 1941, inizio del nuovo anno scolastico, oltre le 3 ore del corso serale, assumeremo anche il corso biennale preparatorio all'Università con 1 ora al giorno.

Nel maggio 1943, quando gli allievi che avranno iniziato il corso biennale di preparazione nel 1941 entreranno all'Università, si aggiungerà, oltre la scuola serale e l'ora di italiano al corso preparatorio, l'insegnamento dell'italiano nel corso universitario.

Noi speriamo che ci venga affidato anche l'insegnamento del latino.

Il programma e la scelta dei libri di testo è lasciato all'insegnante.

La notizia ha prodotto favorevolissima impressione tra confratelli e fuori; è un campo vastissimo e vitale, non tanto per la scuola in se, ma perchè dà al sacerdote cittadinanza e prestigio nell'ambiente in cui si forma la nazione.

Due particolari: il Segretario dell'Università incaricato dal Governo a trattare con noi, mi diceva: « Io sono ex-allievo salesiano. Sono stato nel 1932 alunno interno al loro collegio di Battersea ». Inoltre: le nostre scuole di Bangnokkhuek e Banpong hanno visto quest'anno i loro primi ex-allievi entrare alla Università. Nel corso preparatorio di quest'anno, su più di 600 allievi, il primo classificato fu un nostro ex-allievo.

Nello scorso giugno ho visitato tutti i centri della penisola thai, versante orientale; sabato parto per visitare con Don Ruzzeddu il versante occidentale. A Phuket, sbocco delle miniere di stagno, da tanti anni attendono un'opera salesiana; vedrò le condizioni e scriverò.

Intanto avremo occasione di passare qualche giorno a bordo di tre nostre navi e fare un po' di bene all'equipaggio, come ho già fatto coi marinai di un'altra nostra nave.

Del lavoro per la campagna catechistica scriverò relazione per il Bollettino che spero spedirle fra qualche giorno.

Ecco, amato Padre, le nostre gioie che io affido al suo cuore, domandando per me e per tutti una benedizione e un ricordo nelle preghiere all'altare del nostro Santo Padre Don Bosco.

Con affetto filiale suo in G. C.

Sac. GIOVANNI CASETTA

Ispettore. Bangkok, 1° ottobre 1940.

ASSAM

Rev.mo ed amat.mo sig. Don Ricaldone,

ho il piacere di informarvi che tutti i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice in Assam godono perfetta salute e noi possiamo continuare il nostro lavoro. Abbiamo avuto la visita di S. E. Mons. Mathias, arcivescovo di Madras, al quale abbiam fatto qui a Shillong un festoso ricevimento. Provò una grande consolazione nel vedere la bella cripta della cattedrale, l'ampliamento della Scuola Industriale « Don Bosco » ed il nuovo Studentato Teologico di Mawlai, ove i chierici studiano e sono contenti. A Shillong tenne le sacre ordinazioni e ci regalò così cinque nuovi sacerdoti. Fedeli, associazioni e popolazione diedero al primo vescovo di Shillong una fervida manifestazione di affetto e di gratitudine. Da Shillong egli procedette a Tezpur, ove sta per ultimarsi il santuario dedicato al nostro santo Fondatore Don Bosco, e benedisse la chiusura degli Esercizi spirituali di un bel numero di catechisti.

Il 1° novembre abbiamo celebrato la giornata eucaristica con una solenne processione a cui parteciparono circa 4000 persone, mentre una gran folla faceva ala rispettosamente. In serata abbiamo proiettato il film Don Bosco. Ora noi intraprendiamo i nostri itinerari invernali per la visita alle cristianità e speriamo di raccogliere larga messe di bene. In alcuni distretti abbiamo meno libertà; ma dobbiamo esser grati alle autorità che sono state molto cortesi con noi. Preghiamo il Signore che ci permetta di mantenere le nostre posizioni spirituali. Abbiam però sospeso ogni costruzione perché ci mancano i mezzi necessari, essendo tagliati i canali della carità. Avremmo bisogno di un miracolo della Provvidenza per poter pagare almeno il vitto.

Voi, amato Padre, benediteci. Noi faremo del nostro meglio per essere fedeli agli insegnamenti del nostro santo Fondatore Don Bosco, e colla preghiera e colla prudenza attraversare questo periodo tanto difficile.

Aff.mo in G. C.

+ STEFANO FERRANDO

Vescovo di Shillong. Shillong, 14-XI-1940.

BOMBAY Amatissimo Padre,

queste poche linee per informarvi che noi continuiamo tutti bene, grazie a Dio! Il lavoro per l'educazione dei nostri poveri ragazzini procede normalmente e ci dà molte consolazioni spirituali. Le difficoltà attuali non ci hanno permesso di iniziare il nuovo fabbricato sul nostro terreno a Matunga; ma speriamo di poter presto attuare i nostri progetti per aiutare un maggior numero di ragazzi a diventar buoni cittadini. Ogni giorno ci piovono tante domande di poveri fanciulli; ma non possiamo accoglierli per assoluta mancanza di spazio. Nei giorni scorsi abbiamo avuto la visita del nostro caro Ispettore Don Cinato che si trattenne con noi una settimana.

Ci confortò e ci incoraggiò alla pratica della vita religiosa ed allo spirito di sacrificio per la salvezza delle anime. Noi cerchiamo di imitare gli esempi del nostro santo Fondatore Don Bosco. Tutti godiamo buona salute.

Sono lieto di potervi informare che ora abbiamo otto aspiranti al sacerdozio. Son le nostre speranze e non risparmieremo fatica per farne degni figli di Don Bosco. Altri tre stanno terminando il loro noviziato a Tirupattur, per far la professione religiosa il 31 gennaio.

Tanti ossequi ed auguri a tutti i superiori e confratelli. Benediteci e pregate per noi.

Vostro aff.mo in G. C.

Sac. AURELIO MASCHIO.

Bombay, 27-XI-1940

GIAPPONE

Nella Prefettura Apostolica di Miyazaki.

La S. Sede, desiderosa di dare sempre maggior impulso alla formazione del Clero-indigeno, e in esecuzione del piano di affidare progressivamente il governo delle Diocesi, dei Vicariati e delle Prefetture Apostoliche al Clero nazionale, ha preposto un Ordinario Giapponese alla Prefettura Apostolica di Miyazaki, pur rimanendo essa affidata alla Congregazione Salesiana. Il nuovo Superiore Ecclesiastico della Prefettura è Mons. Francesco Saverio Ichitaro Ideguchi.

Monsignor Cimatti con delicato pensiero aveva prevenuti i desideri della S. Sede e con umili espressioni aveva presentato fin dallo scorso ottobre la rinunzia spontanea della sua alta carica affine di rendere possibile alla Chiesa l'attuazione del suo programma che tende a dare maggior espansione al regno di Dio nell'Impero del Giappone.

La S. Congregazione di Propaganda Fide, comunicando al Rettor Maggiore l'accettazione delle dimissioni date dall'attuale Prefetto Apostolico e la nomina del nuovo Superiore Ecclesiastico, dichiarava: « Le dimissioni date da Monsignor Cimatti sono di grande onore a lui e alla Società Salesiana. Questa S. Congregazione ringrazia di cuore la Società dei Salesiani per l'opera generosa che svolge in Giappone; e spera che vorrà e potrà continuare a lavorare come prima e meglio di prima, con la particolare benedizione che il Signore non potrà far mancare a chi ha per scopo unicamente la gloria di Dio e la salvezza delle anime ». E a Monsignor Cimatti la stessa S. Congregazione scriveva: « Il Santo Padre, che ha altamente apprezzato la spontaneità della rinunzia, benedice di cuore Lei e i Salesiani tutti che lavorano nel Giappone ». Al tempo stesso lo autorizzava a conservare il titolo di Monsignore.

Dell'avvenuto Monsignor Cimatti dà l'annunzio agli amici e ai Cooperatori con la lettera seguente, indirizzata al Rettor Maggiore. Egli come Ispettore delle Opere di Don Bosco nel Giappone, continuerà insieme con tutti i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice a dirigere e a svolgere le Opere iniziate, lieto di cooperare con ardore alla salvezza delle anime e all'organizzazione della Chiesa in Giappone.

Cambia la guardia!... Ma sempre venga il tuo regno, o Signore, e si salvino le anime.

Rev.mo ed amatissimo Sig. D. Ricaldone,

fui in forse, se comunicare la notizia ai nostri amici, cooperatori e benefattori; e perchè no? Assistiamo in tutto il mondo a dei cambiamenti, di cui nessuno avrebbe sospettato l'imminenza, e che fanno passare nel dominio dei fatti quanto era programma a lunga scadenza. Così nel nostro bel Giappone, la formazione del clero nazionale, ardente mèta di aspirazione dei vecchi e nuovi missionari, la vera necessità per la formazione della Chiesa in questa potente Nazione, assume, coi nuovi avvenimenti, col nuovo orientamento di unificazione delle forze dell'Impero, un ritmo accelerato, affidando a capi giapponesi la responsabilità della direzione delle diocesi, dei vicariati e delle prefetture apostoliche, senza diminuire nè la potenzialità nè lo slancio di apostolato dei collaboratori attuali. Anche per la nostra cara prefettura apostolica di Miyazaki cambia la guardia, ma sempre per l'avvento del Signore in tutte le anime, che ancora non lo conoscono. E resta così accelerato il passaggio completo in mani giapponesi del timone della navicella della Chiesa.

Con fede ognor più viva i figli di D. Bosco continueranno a lavorare in seconda, in terza, in quarta fila... La formalità dei ranghi (in gergo militare) non cambia, quando servire Deo regnare est. Convinti che l'adattamento della Chiesa alle nuove aspirazioni del Giappone è compito del clero giapponese, convinti che queste nuove e giovani e fiorenti energie (per usare il linguaggio della Chiesa) «che per nascita, ingegno, sentimento e per studio potendo più facilmente affiatarsi coi loro connazionali, potranno anche meglio insinuarsi nelle anime per insegnare loro la fede» e per tutte le altre ragioni, magistralmente espresse nelle Magne Carte delle Missioni dettate dai Sommi Pontefici Benedetto XV e Pio XI, ove sembrano divinate le attuali contingenze del Giappone: convinti di questo, dico, sia pure in anticipo, i missionari hanno consegnato ai loro figli spirituali la guida della nascente Chiesa cattolica in Giappone. Liberi così da preoccupazioni esterne, più fortemente si potrà attendere all'apostolato delle anime, a rafforzare le opere esistenti, e specialmente, nel lavoro sacrificato e diuturno, a trovare e formare dei collaboratori e continuatori giapponesi. Seminare, seminare dunque a piene mani: a più tardi e ad altri il raccolto. D'altra parte il Vangelo e la storia della Chiesa fin dal suo inizio ci indicano chiaramente la via seguita da Gesù e dagli apostoli: Gesù lancia i dodici che vanno pel mondo... e stabiliscono nei luoghi evangelizzati capi responsabili e vescovi ancora neofiti.

Anche alla testa del seminario regionale a Tokyo la S. Chiesa ha autorizzato un capo giapponese. Così la verità cristiana e la cultura giapponese, stringendosi fortemente la mano, realizzano finalmente l'infrangimento dei vieti pregiudizi, che ostacolano la marcia del Redentore Gesù, e ritardano la Sua completa cittadinanza in questo paese.

In una riunione degli Ordinari del Giappone S. E. il Delegato Apostolico così esprimeva il compito loro: « Il lavoro di adattamento non è mai finito; vi è sempre da ripigliarsi e migliorare, e tale necessità sarà sempre più sentita quanto più la Chiesa progredisce. Non è dunque criticare o biasimare il lavoro fatto da quanti precedettero se si cambia tattica, ma piuttosto riprendere il loro slancio per condurlo ad ottimi risultati più in fretta e più in pieno. Proprio come succede all'agricoltore quando lavora annualmente il suo campo: non disonora certo i suoi predecessori, anzi li onora; così succede nel campo dell'apostolato missionario ». Non vi è che da sottoscrivere. Quanto più il lavoro missionario saprà adattarsi alle contingenze del tempo, del luogo, delle costumanze, della cultura dei popoli in cui si effettua, tanto migliori saranno i risultati. Sì, sì: Jesus Christus heri et hodie; Ipse et in saecula! Ma i suoi insegnamenti si dirigono ad anime unite a materia, che esplicano le loro energie in determinati ambienti; ed il missionario, se non sa adattarsi spiritualmente a quanti l'attorniano ed a quelle tradizionali modalità in cui vivono gli uomini, lavorerà sempre a distanza, senza conquistare anime. Adattamento materiale e spirituale dunque. Ah, se sapessimo (come diciamo noi) metterci nei panni di queste care anime!... Qual magnifico sviluppo di attivismo in favore della buona causa! Alle volte a voler tenacemente star legati a schemi, a modalità di vedute nostre, apprese nei nostri anni giovanili, rischiamo di alienarci le anime... e allora? Io son pienamente d'accordo con chi pensa che i nostri grandi filosofi cattolici, ad es., se vivessero ora in Giappone concepirebbero certo in modo diverso le loro formalità d'esposizione scolastica delle verità; e come in questo, così in altri campi. Tutta la forza di penetrazione del cattolicesimo in questo campo così caratteristico di azione missionaria che è il Giappone deve provenire dall'interno, dallo spirito giapponese; perchè, come questo popolo ha trovato in sè, nelle risorse intime elargitegli dal Signore, quanto è stato necessario a condurlo al punto in cui ora si trova, così anche nel campo religioso la Chiesa nascente deve trovare nelle intime risorse spirituali quanto è necessario al suo sviluppo, alla sua propagazione, al suo stabilimento.

Il Giappone si è assimilato tutta la tecnica moderna in ogni campo; quanto gli può esser utile l'ha accolto e fatto proprio e ripresentato come proprio. Ora anche il campo dell'apostolato missionario deve inquadrarsi in pieno nell'insieme della vita nazionale: è una rinascita dello spirito giapponese, che rigetta dal suo spirito quanto può aver la marca o l'etichetta straniera. Se il cristianesimo si presentasse come tale, lascio ai lettori il dedurre le conseguenze.

« Belle parole - mi sento dire - ma voi che avete fatto, che fate in queste contingenze ? ». I pensieri sbozzati in precedenza, sanciscono all'evidenza, mi pare, il passo, davvero storico, fatto dalla Chiesa per la nascente chiesa in Giappone. Noi: 1) preghiamo, preghiamo, preghiamo; 2) applicando le direttive della Chiesa, cerchiamo di continuare direttamente o indirettamente a compiere il nostro dovere; 3) e lo compiamo con semplicità salesiana usque in finem.

Lei, amatissimo Padre, coi confratelli, amici e cooperatori carissimi, faccia altrettanto: preghiamo, preghiamo, preghiamo e lavoriamo a tutto potere per le vocazioni indigene di tutto il mondo.

Miyazaki, 15 novembre 1940.

Suo aff.mo nel Signore

Mons. VINCENZO CIMATTI.

Notizie di cronaca.

Rev.mo ed amat.mo sig. D. Ricaldone,

perchè non vadano disperse o dimenticate alcune notizie per la storia della nostra cara Missione, le raccolgo a conclusione delle relazioni mensili di quest'anno, che, per grazia di Dio, abbiamo potuto finire, ed è stato per la nostra Prefettura Apostolica ricco di molte manifestazioni, tutte concorrenti all'adempimento del nostro dovere: la gloria di Dio e la salvezza delle anime.

La nazione giapponese ha celebrato, sia pure in forma familiare, il 2600° anniversario della sua fondazione; e non ho mancato di segnalare a Lei, amato Padre, e a tutti i nostri Cooperatori le notizie principali e la partecipazione che la nostra famiglia cristiana e salesiana ebbe in questo avvenimento: partecipazione cordiale ed attiva alle manifestazioni pubbliche indette dai poteri centrali, provinciali e locali; partecipazione attiva come corpo cattolico con visite ai pubblici monumenti, esposizioni, intervento ai congressi o convegni o concorsi artistici o di cultura ecc. ; partecipazione attiva alla formazione nei cuori e nelle menti di tutti i nostri dipendenti dello spirito cristiano più profondamente sentito e praticato.

Lo sforzo poi del Governo, che si estrinseca nel nuovo orientamento di tutta l'attività dell'Impero, in unione alla Manciuria e alla Cina organizzata, per l'assestamento definitivo dell'Estremo Oriente, ha portato anche alle conseguenze, enunciate nella precedente relazione, per l'inquadramento che tutte le religioni vengono ad assumere nei rapporti colla nuova struttura: conseguenze di cui è difficile prevedere la portata per l'avvenire. Fedeli alle direttive della Chiesa e tenacemente uniti ai nostri Superiori nello spirito di D. Bosco, i poveri suoi figli, ispirandosi a quanto farebbe Lui se fosse qui, cercano di dare il massimo contributo allo svolgimento del loro programma in armonia con le nuove esigenze.

Il mese di agosto, mese delle ferie scolastiche, fu impiegato nei corsi di esercizi per noi e per varie nostre cristianità ed opere. La base dell'attività apostolica è in gran parte qui, come punto di partenza: frutti consolanti per tutti. Per l'Assunta le buone Figlie di Maria Ausiliatrice misero mano, con vero coraggio e fede nella Provvidenza, alla costruzione di nuove loro fondazioni per lo sviluppo a Beppu e per l'inizio a Tokyo di opere di beneficenza. Anche la nostra missione coll'inaugurazione della casa missionaria di Beppu, e di altri ricordi della data bimillenaria in seminario, all'ospizio (colonia agricola), e più col lavoro dell'apostolato, che si cerca di attivare in tutte le zone e che si viene intensificando specie nella zona di Takanabe per opera del nostro D. Antolin, ha cercato di ispirarsi al grido antico dei primi giapponesi: « okiyo - che vuol dire: svegliatevi! » richiamato fortemente in queste date commemorative.

Lo spirito di unificazione delle forze e degli intenti, voluto dalla nuova struttura, ha portato, nel campo della stampa cattolica, al concentramento di tutte le forze dei cattolici in un solo giornale cattolico e in una sola rivista cattolica La Voce, colla sospensione delle altre stampe locali (foglietti, riviste, ecc.). Il nostro Bollettino Salesiano, pur ridotto secondo le prescrizioni del momento, continua, considerato come manifestazione della scuola professionale D. Bosco.

Memorando il gran concerto organizzato il 23 novembre nel salone dei militari a Tokyo dalla nostra scuola professionale e dai nostri Cooperatori per- il 2600° dell'Impero, e sotto l'alto patronato del R. Ambasciatore d'Italia, a beneficio della scuola medesima, col gentile e generoso concorso dei più illustri cantori del Giappone: il sig. Fujiwara, tenore e la sig.ra Mikami, soprano, noti anche in Europa. Ad essi in modo speciale ed a quanti contribuirono alla buona riuscita della manifestazione il nostro speciale ringraziamento e le benedizioni più elette del Signore. Fu una serata indimenticabile di arte e di carità, di cui l'infaticabile nostro D. Margiaria, che vi concorse anche colla sua bella voce, può esser contento.

Il 27, a Miyazaki, la nostra Missione vide raccolto in serata familiare il fior fiore della città per la venuta della gioventù tedesca. La società di cultura italo-giapponese, organizzata dal prof. Okamoto (nome notissimo in Giappone per i suoi studi sugli antichi cristiani) e dai nostri insegnanti del seminario, trovò modo d'intrattenere lietamente con discorsi, musica, danze, ecc. gli illustri ospiti.

Il dicembre ci ha portato la nomina del nuovo Prefetto Apostolico Mons. Ideguchi e la festa indimenticabile dell'Immacolata, celebrata ovunque dai suoi figliuoli con manifestazioni, che meriterebbero una descrizione particolareggiata: vera gara di anime per onorare la nostra Immacolata nella data iniziale dell'Opera salesiana! Si segnalarono in Missione i nostri cari seminaristi e l'Ospizio, e a Tokyo i nostri studenti e novizi. Oh, preghiamo tanto che Maria SS.ma ci conceda di essere tutti per virtù e per attività apostolica altrettanti D. Bosco. Le Figlie di Maria Ausiliatrice a Tokyo (Mikawajima) videro appagarsi i loro ardenti voti coll'inaugurazione della loro costruzione, che darà modo di svolgere in quel quartiere popolare poverissimo, in unione coi Salesiani, un'opera importantissima di bene.

Grazie a Dio, tutte le nostre opere, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, e in missione e a Tokyo, sono ben viste ed apprezzate dalle autorità, mèta di visite e di adunanze per parte di competenti e studiosi, come recentemente all'Ospizio di Miyazaki e nel nostro seminario.

L'occasione poi delle feste natalizie ha dato luogo a magnifiche manifestazioni di fede delle comunità cristiane, agli alberi di natale, bazar di beneficenza ecc. e alla rievocazione della grotta di Betlemme con bei presepi, fra cui eccelse meritatamente quello dei nostri chierici a Tokyo sia dal punto di vista storico che artistico: tutti mèta di visite interessantissime per parte del pubblico.

Di tutto grazie al Signore e ai nostri cari Cooperatori ed amici, che colla preghiera e colla loro carità non ci lasciano mancare il necessario. Grazie pure al lavoro sacrificato di nostri cari confratelli, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, delle Suore giapponesi della Carità e di quanti ci coadiuvano. Su tutti e singoli invochi anche Lei le più elette benedizioni del Signore per l'intercessione dell'Ausiliatrice e di D. Bosco.

Amato Padre, buon anno, anno di lavoro intenso nella carità!

Miyazaki, 24 dicembre 1940.

Suo aff.mo in G. C.

Mons. VINCENZO CIMATTI.

Avvertenza! Chi non ricevesse regolarmente il "Bollettino Salesiano" è pregato di darcene sollecito avviso. Chi cambia residenza s'affretti ad avvertircene, inviando la fascetta con le nuove indicazioni. Noi non ne sospendiamo mai l'invio ai Cooperatori ed alle Cooperatrici se non in caso di decesso o dietro loro richiesta. Ogni irregolarità va quindi attribuita o a disguido o, più sovente, a variazione d'indirizzo non notificata.

Lettera di D. Giulivo ai giovani.

Carissimi,

la « Crociata Catechistica» alla quale partecipate con tanto entusiasmo non ha solo lo scopo di istruirvi nella Religione, ma quello soprattutto dì crearvi delle sode convinzioni e di farvi cattolici coscienti e praticanti. In un frammento delle Catechèsi di San Francesco di Sales, il Santo distingue i cristiani in tre categorie: Cristiani di nome; Cristiani di nome e di fede; Cristiani di nome, di fede e di opere. Voi capite subito ché solo questi ultimi sono veri cristiani. Ora, poichè nel mondo pullulano le più disparate tendenze religiose, ed anche ai nostri giorni s'insinuano tanti errori e tante false interpretazioni dello stesso cristianesimo, è di somma importanza che voi abbiate idee ben chiare e principi ben sicuri in questa prateria in cui l'errore gioca la vita eterna, per non lasciarvi fuorviare da alcuno. A questo, proposito S. Giovanni Bosco, in quell'aureo libro che è Il giovane provveduto, dà tre preziosi ricordi ai giovani cattolici per non essere ingannati in fatto di religione. Ed io ve li trascrivo colle sue stesse parole:

Credo che voi, o giovani cristiani, non sarete ingannati in fatto di religione, se metterete in pratica i seguenti avvisi:

1) Fuggire, quanto è possibile, la compagnia di coloro che parlano di cose oscene, o cercano di deridere il Papa, i Vescovi e gli altri ministri della nostra santa Religione.

2) Se per motivo di studio, di professione o di parentela dovrete trattare con costoro, non entrate mai in dispute di religione; e se cercano di farvi difficoltà, rispondete semplicemente: « Quando sono infermo, vo dal medico; se ho lite, mi reco dall'avvocato e dal procuratore; se ho bisogno di rimedi, dal farmacista. In fatto poi di religione, siccome quelli che di proposito l'hanno studiata sono i preti, così mi rivolgo a loro ».

3) Non leggete mai e poi mai libri o giornali cattivi. Se per caso qualcuno vi offrisse libri o giornali irreligiosi, aborriteli e rigettateli da voi con quell'orrore e disprezzo con cui rifiutereste una tazza di veleno. E se ne aveste presso di voi, consegnateli al fuoco. È meglio bruciare il libro o il giornale, che mettere l'anima vostra in pericolo di andar a bruciare per sempre nelle fiamme dell'inferno.

Avvisi veramente saggi, a cui il Santo aggiunge quest'altra norma perchè nessuno si lasci intimidire dalle burle di qualche scanzonato:

Quando siete burlati perchè praticate la vostra Religione, voi dovete disprezzare ogni burla e mettervi sotto ai piedi ogni diceria mondana. Rispondete poi schiettamente ai derisori, che col Signore non si burla, e quindi nemmeno si deve burlarsi di quello che riguarda il suo divin culto. E richiamate alla memoria la sentenza del Salvatore contro a quelli che per rispetto umano si lasciano trascinare al male. Chiunque, Egli dice, si lascia far paura, e per rossore non si manifesta per cristiano quando ne è in dovere, sarà svergognato da me quando si presenterà al mio divin Tribunale: Nam qui me erubuerit et meos sermones: hunc Fílius hominis erubéscet cum vénerit in majestate sua, et Patris, et sanctorum Angelorum (Luc., IX, 26). Lasciate dunque dire chi vuole: purchè facciate il bene e vi salviate l'anima per l'eternità, tutto il resto poco importa.

Scolpitevi bene in cuore questi consigli e procurate di vivere la vostra fede francamente e coraggiosamente, come tanti dei vostri fratelli maggiori che di questi stessi giorni danno prova di quell'eroismo che è frutto di una vera, profonda cristiana educazione. Fate vostri i sentimenti del sottotenente Emilio Antinori, caduto da prode il 10 ottobre u. s. a Torrente Fettan. Nella sua ultima lettera agli amici egli fece questa nobile confessione:

Cari amici, ho appreso una grande verità: che per imparare a vivere bisogna soffrire e fortemente soffrire. Ero sudato, affamato, assetato; ho gustato la fame, ho stretto la mia cinghia. Non mi lamentai. Bisogna marciare e non marcire; più si lavora e meno i cattivi pensieri vengono al cervello. Ovunque la vita è lotta e sacrificio; ognuno deve lottare, dove si trova. C'è troppo egoismo nell'umanità, e per questo non c'è pace. Bisogna librarsi nell'immensità del cielo come fanno le aquile e spaziare con gli occhi tutto quello che è sotto di noi. Voglio essere di esempio e modello di rettitudine agli ascari in tutti gli atti della mia vita.

Fu modello fino alla morte! Perchè temprato alla scuola della vera religione. Studiate adunque non solo per sapere, ma per saper vivere come si deve; ricordando quello che scrisse un grande convertito, il P. Faber:

Chi, ai giorni nostri, termina la sua educazione, senza aver acquistato un rispetto profondo e ragionevole della sua religione, è molto più esposto di tutti gli altri uomini alla rapacità di un mondo incredulo ed empio, tradirà il suo Maestro inconsciamente, si arrabbierà e finirà per allontanarsi da Colui che ha tradito ».

Iddio vi scampi da tanta sciagura! Vostro aff.mo DON GIULIVO.

Crociata missionaria

Borse complete.

Borsa GESÙ, MARIA AUSILIATRICE, D. BOSCO (3a) - Somma prec.: 12.570,60 - T. O. B. pro defunto, 7429,40 - Tot. 20.000.

Borsa S. CUORE DI GESÙ E S. GIOVANNI BOSCO a cura di N. N. (Bereguardo) in suffragio dei genitori.

Borsa S. FRANCESCO ZAVERIO a cura del Sac. Giacomo Bevilacqua come da disposizione testamentaria.

Borse da completare.

Borsa BARATTA D. CARLO M. (2a) a cura dei fratelli e sorelle Lusignani di Zena in memoria dei loro cari - Primo versamento, 10.000.

Borsa BEATA MAZZARELLO a cura del Sac. Dott. G. B. Calvi -- Somma prec.: 11.071 - Famiglia Gola 1000 - N. N. 200 - M. R. Demartini 20 - Sorelle Costa 25 - Manzo Lucia 20 - Viale Bartolomeo 30 - Peaguin Maria 5 - Cornaglia Rina 15 - Tot. 12.386.

Borsa EUCARISTICA DEL PICCOLO SERAFINO GUSTAVO BRUNI in memoria e suffragio di Carlo Ghiglione, a cura del Sac. Anzini Abbondio - Miroglio Clementina 500 - Ines -Lanfranca 200 - Mosso Marianna 200 - Brincat Giuseppe 100 - Tot. 1000.

Borsa MARIA AUSILIATRICE a cura di N. N. - Somma prec.: 2000 - Nuovo versamento 2000 - Tot. 4000.

Borsa MOSCATI DOTT. GIUSEPPE - Somma prec.: 1090 - Fiorentino Raffaele 10 - Tot. 1100.

Borsa MADONNA DI LOURDES - Somma prec.: 1726,55 - Rectus D. 5 - Tot. 173155.

Borsa MADONNA DI POMPEI - Somma prec.: 320 - A. F. 10 -- Tot. 330.

Borsa MADONNA DELLE GRAZIE di Castellamonte (Udine) a cura degli ex-allievi salesiani - Somma preci: 8490 - Giordani Sabina 10 - Collo Rina 15 - N. N. 5 - N. N. 5 - Tot. 8525.

Borsa MARIA AUSILIATRICE (29a) - Somma prec.: 4709,50 - Morej Angela 10 - Sardo Guido 25 - Bruno Ermelinda 25 - Tot. 4769,50.

Borsa MARIA AUSILIATRICE E S. GIOVANNI BOSCO (9a) - Somma prec.: 3401,30 - Famiglia Pogliani 6o - Famiglia De Ferrari 10 - Cecchini Ugo 8 - Seveghini Tommaso 10 - Tot. 3489,30.

Borsa MARIA AUSILIATRICE a cura del Cav. Sebastiano D'Urso Somma prec.: 4445 - D'Urso Tina 10 - Sebastiano D'Urso 50 -Tot. 4505.

Borsa MARTIRI MESSICANI - Somma prec.: 94,30 - Tangorra Eugenia 50 - Tot. 144,30.

Borsa N. S. DEL BOSCHETTO E S. CECILIA - Somma prec.: 5220 - Schiaffino 90 - Schiaffino Rocco 1000 - Tot. 6310.

Borsa PERARDI LUIGI, CAPITANO DEGLI ALPINI - Somma prec.: 3905 - Perardi Maria 20 - Tot. 3925.

Borsa PICCOLI AMICI DI D. BOSCO - Somma prec.: 3316 - Fabbri Arcangela 50 - Tot. 3366.

Borsa PIO X (2a) -- Somma prec.: 1707 - Chiesa Teresina 25 - Buffa Giulio 15 - Tot. 1747.

Borsa PEDUSSIA D. LUIGI - Somma prec.: 6561,90 - Brogi Gualtiero 15 - Tot. 6576,90.

Borsa POLLA DON EZIO a cura della mamma Irma Masino ved. Polla - Somma prec.: Zoo - La sorella Beatrice e la nipote Liliana 20 - Dott. Giuseppe Coppola 50 - Tot. 270.

Borsa REGINA PACIS a cura di Bertollo Maria - Primo versamento 1000.

Borsa RUA D. MICHELE (4a) - Somma prec.: 3518 - Giacopini 5o - Sorelle Costa 25 - Tot. 3593.

Borsa SACRO CUORE DI GESÙ CONFIDO IN VOI (3a) - Somma prec.: 11.599 - Bondi Maria 10 - D. D'Allocco Orazio 500 - Dovara 5 - Dalla Valle 5 - Brustia Maria 25 - Grasso Angela 25 - Canepa Maria 25 - O. G. V. 30 - T. O. B. pro defunto, 2570,60 - Tot. 14.794,60.

Borsa SAVIO DOMENICO (4a) - Somma prec.: 12.485 - Dovara 5 - Demilani Teresa so - Tot. 12.500.

Borsa S. GIOVANNI BOSCO PER LA FORMAZIONE DI UN SACERDOTE INDIGENO, a cura del Sac. Gatti Stefano - Somma prec.: 204o - Cattani Oreste 25 - Gatti Stefano 1000 - De Talandini Aldo 25 - Tot. 3090.

Borsa S. GIUSEPPE in suffragio di Lucia Garlatti Fogolin -- Somma prec.: 12.750 - Riva Angela 25 - Tot. 12.775.

Borsa S. MARGHERITA DA CORTONA - Somma prec.: 7550,30 - Valeri Angelo 150 - Tot. 7700,30.

Borsa S. GIOVANNI BOSCO (5a) -- Somma prec.: 4253,50 - Colantonio Giovanni 10 - Magnone Eugenio 400 - Tot. 4663,50.

Borsa S. GIOVANNI BOSCO, B. MAZZARELLO, S. TERESA a cura di Mazzolotti Garlanda - Somma prec.: 5510 - Rina Mazzolotti Garlanda 500 - Tot. 6010.

Borsa S. CUORE, MARIA AUSILIATRICE, D. BOSCO - Somma prec.: 481 - Dessilani Luigia 10 - Tot. 491.

Borsa TRIONE D. STEFANO - Somma prec:. 4395,50 -- Coha Margherita 5 - N. N. 5 - N. N. 1 - Alunni del 51 Corso di Cuorgnè 15o - N. N. 5 - N. N. 20 - N. N. 50 - Sacco Pietro 116,50 - Tot. 4748.

Borsa ULLA SILVIO a cura della madre Ulla Fiorina - Primo versamento 200.

Borsa VOSTI D. SAMUELE - Somma prec.: 3573 -- Pozzi Francesco 100 - Bianchi 20 - Tot. 3693

Borsa VERSIGLIA MONS. LUIGI E CARAVARIO D. CALLISTO - Somma prec.: 11.728,50 - Can. Prof. Barti Raffaele 50 - Bonicelli Maria 25 - Tot. 11.803,50.

(Segue)

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

MORRA D. ANTONIO, sac. da Racconigi (Cuneo), † a Cavaglià (Vercelli) il 24-XII-1940 a 77 anni.

Accolto da D. Bosco tra i « Figli di Maria » raggiunse il sacerdozio e consacrò tutta la sua vita alla scuola elementare ed al sacro ministero con umiltà esemplare e vero spirito salesiano.

DESIRE' D. FRANCESCO, sac. da Marcuil-lePort (Francia), † a Rosario di Santa Fe (Argentina) il 30-X-1940 a 66 anni.

RABELL FONT GIUSEPPE, coad. da Barcellona (Spagna), † a Pamplona (Spagna) il 23-XII-1940 a 71 anni.

CAGNOLATI ANDREA, ch. da Pieve di GuaItieri (Reggio Emilia), † a Piossasco (Torino) il 21-1-2941 a 22 anni.

SECCO FRANCESCO, ch. da Brisighella (Ravenna), † a Pordenone (Udine) il 19-X-1940 a 22 anni.

Cooperatori defunti

S. E. MONS. GAUDENZIO MANUELLI, Arcivescovo dell'Aquila, † il 9-II u. s. a 68 anni.

Eletto nel 1927 Vescovo di Anagni, fu promosso all'Archidiocesi dell'Aquila il 10 febbraio 1931.

Pastore zelante secondo il cuore di Dio, prodigò la sua grande bontà e la pietà profonda al bene del suo gregge, fra cui predilesse i poveri e i giovani.

Amò e protesse l'Opera di D. Bosco e, appena giunto in Aquila, lavorò indefessamente per avere i Salesiani nella sua Archidiocesi.

Sostenne quindi con affetto tutto particolare, ed aiutò anche finanziariamente, l'incipiente Istituto e specialmente l'Oratorio festivo e l'artigianato, reputandosi felice quando poteva passare qualche momento fra quei cari figli del popolo.

CONTE LUIGI PROVANA DI COLLEGNO, † a Torino il 5-II u. s. ad 88 anni.

Gentiluomo di Corte di S. M. la Regina Margherita, impersonava le più nobili tradizioni della sua antichissima Casa. Spirito profondamente cristiano, era legato a Don Bosco da vivissimo affetto, ereditato dal padre, che fu tra i primi benefattori del Santo, ed accresciuto dalla personale amicizia. Lo ebbe più volte ospite in casa sua e conservava come prezioso ricordo un libro di preghiere regalatogli dall'apostolo della gioventù in occasione della sua prima Comunione: libro che tenne presso di sè anche sul letto di morte.

Dedicò i suoi studi prediletti alle glorie del Piemonte e la sua vita al servizio della Real Casa Savoia con quella fedeltà fatta di amore che lo rese tanto caro alle LL. Maestà ed agli Augusti Principi.

MONS. GIOVANNI BUTTIGNONI, † a Trieste il 20-1 a quasi 9o anni.

Sacerdote pio, umile, colto, studioso, appassionato, predicatore efficace, esperto direttore di spirito, abile insegnante e sopratutto forbito scrittore, propugnò coi suoi scritti e favorì praticamente l'andata dei figli di Don Bosco a Trieste, per i quali ebbe sempre particolare predilezione.

MAESTRA GIULIA CASIRAGHI, † a Milano il 5-1 u. s. ad 8o anni.

Benemerita insegnante, fece della scuola un vero campo di apostolato per la cristiana educazione della gioventù secondo lo spirito di S. Giovanni Bosco cui portava tenerissima divozione. Contemporaneamente prodigò la sua attività nella nostra parrocchia di Sant'Agostino, specialmente a favore dell'Oratorio femminile e delle associazioni parrocchiali; e, chiusa la sua lunga carriera di insegnante, consacrò tutto il suo zelo e le sue risorse finanziarie alla gloria di Dio ed al bene delle anime. fondando anche l'associazione delle e Lampade viventi » che assicura ornai nella splendida chiesa l'ininterrotta adorazione al SS. Sacramento, davanti al quale la pia maestra passava in questi anni quasi tutta la giornata.

COMM. GIOVANNI POSSETTO, † a Torino il 31-1 u. s. ad 81 anno.

Accolto da Don Bosco nell'Oratorio di Torino nel 1870, conchiuse gli studi ginnasiali nel nostro Collegio di lanzo, serbando pel Santo la più viva gratitudine, ed il più caro ricordo dei suoi superiori, specialmente di Don Cagliero e dì Don Lemoyne. Laureato in Chimica, fu assunto alla sezione di Igiene dell'Ufficio Sanitario Municipale di Torino e dedicò tutta la sua attività al compimento della delicata mansione. Legato da sincero affetto all'Opera Salesiana, l'aiutò e sostenne colla sua influenza e colla sua beneficenza, cooperando validamente a rivendicarne il credito ed il prestigio durante la bufera scatenata dall'anticlericalismo settario. Ottenuto il ben meritato riposo, godeva le ore più belle nel santuario di Maria Ausiliatrice, rinfervorando la sua pietà e la sua fede allo spirito di San Giovanni Bosco. Dio lo chiamò al premio proprio nel giorni) della festa del Santo, al quale volle testimoniare la sua divozione anche col legare le sue sostanze all'Ente delle Missioni Salesiane. Siamogli larghi dei nostri suffragi.

MATTONE LUIGIA veri. BRUNO, † a Torino il 25-1 u. S.

Anima profondamente cristiana, zelante della gloria di Dio e del bene delle anime, beneficò largamente, specialmente in punto di morte, le Missioni salesiane.

ASTORI CATERINA, † a Bergamo il 6-1 u. s.

Donna di profondi sentimenti cristiani e di gran cuore, fervente Cooperatrice in vita, volle ricordare, anche in morte, nella sua beneficenza, le Opere di S. Giovanni Bosco.

SUOR ILDEGARDE STRINGARI, † a 6o anni di età il 26-X-1940, a Sora (Frosinone).

Suora della Carità di S. Giovanna Antida, spese tutta la sua vita prodigando ai derelitti ed ammalati i tesori della sua bontà.

Per molti anni superiora di importanti cliniche ed ospizi di Roma e provincia, era modello di laboriosità instancabile e di unione con Dio, di cristiana rassegnazione nella speranza.

Per Don Bosco nutrì sempre una grande divozione. Faceva leggere alla Comunità il Bollettino Salesiano e la Vita di Don Bosco, ed era felice quando poteva coltivare qualche vocazione alla Società Salesiana.

SAC. CAV. CARLO STOPPANI, † a Bellano il 3-XII-1940 a 72 anni.

Da 27 anni Preposto Parroco, Vicario Foràneo e Decurione dei Cooperatori, predilesse le opere Salesiane e caldeggiò ogni iniziativa per onorare San Giovanni Bosco promossa dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, che lavorano da lunghi anni nella parrocchia. Spese tutta la sua lunga vita sacerdotale al bene delle anime cui dedicò le sue migliori energie di mente e di cuore.

Altri Cooperatori defunti:

Acarne Teresa, Torino - Adamoli Marianna, Sellano (Como) - Agosto Massimo, Passons (Udine) - Aletto Pietro, Sanico (Aless.) - Alghisi Maria, Corte Palasio (Milano) - Altissimo Maria, Vicenza - Anedda Adelina, Cagliari - Ballarin Giovanna, Chioggia (Venezia) - Ballarin Rosina, Chioggia (Venezia) - Balter Carlotta, Trento - Barone Sebastiano, Trapani - Bassi Alfonso, Salerno - Basso D. Felice, Sasso (Imperia) - Bearzi Malvina, Latisana (Udine) - Bergatta Maria, Roccaverano (Asti) - Bettoni Fiorina, Azzone (Bergamo) - Bettoni Maddalena, Azzone (Bergamo) - Bianchetti Felice, Albano (Vercelli) - Bolla Giovanni, Brusasco (Torino) - Bonan Cav. Matteo, Caldogno (Vicenza) - Bottero Maddalena, Cuorgnè (Aosta) - Bottura D. Eugenio, Villafranca (Verona) - Bregola D. Alessandro, Corbola (Rovigo) - Bruno Luigia, Torino - Brusati Clemente, Bellinzago (Novara) - Cagliero Giovanni, Castelnuovo D. Bosco (Asti) - Calvi Angelina, Milano - Camathias Rina, Avezzano (Aquila) - Cassone Carletto, Carpeneto (Alessandria) - Castagnotti Rosalia, Lequio Berria (Cuneo) - Cavenna Luigia, Genova - Cuttini Giov. Battista, Udine - Colman Giacomo, Osano (Udine) - Colosa Cav. Camillo, Bezzecca (Trento) - Comoglio Secondo, Matta dei Conti (Vercelli) - Corradini Rag. Giovanni, Verona - Dallari Concetta, S. Cassiano (Reggio Emilia) - Dallari Vaccari Elena, (Modena - De Cristoforo Suor Carmela, Torino - Divina Benedetto, Borgo Valsugana (Trento) - Donaggio Solidea, Chioggia (Venezia) - Fontana Maddalena, Trapani - Francesetti Filomena, Ribordone Can. (Aosta) - Gabriele Don Arcangelo, Bagnoli (Padova) - Gentili Rosa, Orvieto (Terni) - Ghidetti Cesarino, Mantova - Gilardino Maddalena, Canelli (Asti) - Giudice Mariuccia, Serralunga d'Alba (Cuneo) - Giuffrè Giuseppina, Trapani - Gottardi Giovanni, Capriolo (Brescia) - Graziani Don Giuseppe, Cotignola (Ravenna) - Gris Mario, Udine - Inglese Amato, S. Eufemia Maiella (Pescara) - Isola Antonio, Rovegno (Genova) - Ivaldi Guido, Acqui (Alessandria) - Lecche Adele, Cassina de Pecchi (Milano) - Lera Paola, Caprile (Vercelli) - Leveque Leonilde, Bruzzone (Aosta) - Lipreri Cinzia, Sabbioneta (Mantova) - Maffolini Luigia, Corti (Bergamo) - Magni Giovanni, Introbio (Como) - Manfredini March. Angiolina, Ro (Ferrara) - Mantovani Filippo, Mirabello (Ferrara) - Marcellino D. Bernardino, Ceresole d'Alba (Cuneo) - Marchis Maria, Torino - Marconi Silene, Soncino (Cremona) - Mariano Ambrogio, Palestro (Pavia) - Martinoli Antonia, Bedero Vale. (Conio) - Masini Luigi, Verolavecchia (Brescia) - Masoero Secondo, S. Damiano d'Asti (Asti) - Morbi Luigi, Torricella del Pizzo (Cremona) - Morano Orsola ved. Zoppis, Milano - Morelli Francesca, Azzone (Bergamo) - Montanari Isabella, Zevio (Verona) - Nerboni Caterina, Vigevano (Pavia) - Nota Gen. Dr. Giovanni, Ronca - Obert Giuseppe Antonio, Avas (Aosta) - Pirilli Maria, Capuzzo (Bari) - Puppi Antonia, Cordenons (Udine) - Raia Guido, S. Fiorano (Padova) - Reda Garbaccio Ernesta, Chiavazza (Vercelli) - Redditi Mons. Arrigo, Fiesole (Firenze) - Ricaldone Gerolano, S. Salvatore Monf. (Alessandria) - Ricci Edoardo, Bologna - Ricci. Don Isidoro, Borghi (Forlì) - Risso Luigia, Frossasco (Torino) - Rizzi Bruno, Padova - Rodighiero Silvagni Domenica, Asiago (Vicenza) - Rolando Igino, Caprauna (Cuneo) - Romano Costantino Maria, Feletto (Torino) - Rozzi Palmira, Asola (Mantova) - Sacco Bertone Agnese, Bogogno (Novara) - Sacillotto Attilio, Chions del Friuli (Udine) - Sajetto Dott. Giov. Battista, Fabbrico (Reggio Emilia) - Santi Lucia, Azzone (Bergamo) - Sassella Besseghini Agnese, Grosio (Sondrio) - Selmi Sidonio, Castelvetro (Modena) - Selmi Maria, Castelvetro (Modena) - Serra Giacomo, Agliano d'Asti (Asti) - Simei Maria, Roma - Sinacori Don Giuseppe, S. Ninfa (Trapani) - Squassi Angela, Mede (Pavia) - Stella Nicola, Carmagnola (Torino) - Taramino Giovannina, Torino - Testoni Ermelinda, Bologna - Tomasi Don Giovanni, -Lonato (Brescia) - Tombolan Olimpia, Padova - Tosi Desolina, Gattico (Novara) - Turetta Adragna Bice, Trapani - Vandoni Cav. Carlo, Milano - Vercelli Giuseppina, Novara - Villa Ernestina, Casorate Primo (Pavia) - Zambatti Antonio, Leffe (Bergamo) - Zanin Guglielmo, Cangino di Codroipo(Udine)-Zubani Angela,Tavernole (Brescia).