BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXV - N. 5 - 1° MAGGIO 1941 - XIX

SOMMARIO: San Giovanni Bosco seminarista. - In famiglia: Italia, Germania, Uruguay. - Echi delle commemorazioni del nostro Centenario. - Dalle nostre Missioni: Matto Grosso, Cina, Alto Orinoco, Giappone, Equatore. Dal "Notiziario" delle Figlie di Maria Ausiliatrice. - Lettera di D. Giulivo ai giovani. - Crociata missionaria. Tesoro spirituale. - Necrologio.

S. Giovanni Bosco seminarista

Cent'anni fa, proprio nel mese di maggio 1841, Don Bosco, promosso nel sabato precedente la domenica di Passione al Diaconato, ultimava nel venerando Seminario Arcivescovile di Chieri, gli studi teologici e si preparava all'Ordinazione sacerdotale. Nell'imminenza della data centenaria, Don Ceria ha raccolto in un grazioso volumetto le pagine delle « Memorie Biografiche » che riguardano gli anni trascorsi da D. Bosco in Seminario e che D. Lemoyne ha pubblicato nell'edizione extracommerciale (1). Lo scopo è di offrire ai giovani alunni del santuario un eccellente modello di seminarista.

Noi crediamo però di far cosa gradita anche a tutti i Cooperatori e le Cooperatrici, spigolando alcune delle testimonianze che documentano la fervorosa preparazione del chierico predestinato alla sublime dignità e formidabile responsabilità del Sacerdozio.

Nell'estate del 1835, ottenuta a pieni voti la licenza ginnasiale nel pubblico Ginnasio di Chieri, consigliato dal Beato Cafasso e dal parroco di Castelnuovo, Don Cinzano, Don Bosco, come si sa, aveva deposto l'idea di entrare in un Ordine religioso, e, superato lodevolmente l'esame di vestizione chiericale e di ammissione al Seminario Arcivescovile, era tornato alla sua casetta natia a godere le vacanze ed a disporsi all'imposizione della talare.

Furon giorni di raccoglimento, di preghiera e di apostolato, in cui sacrificò anche i suoi giochi di prestigio e di saltimbanco, per intonare tutta la sua condotta alla gravità richiesta dalla vocazione sacerdotale. « Cessai - egli scrisse - di fare il ciarlatano e mi diedi alle buone letture, che, debbo dirlo, a mia vergogna, fino allora aveva trascurate. Ho però continuato ad occuparmi dei giovanetti, trattenendoli in racconti, in piacevoli ricreazioni, in canti di laudi sacre; anzi, osservando che molti erano già inoltrati negli anni, ma assai ignoranti nelle verità della fede, mi sono dato premura di insegnar loro anche le preghiere quotidiane, il modo di prepararsi a ricevere i Santi Sacramenti ed altre cose Più importanti per quella età. Era quello una specie di Oratorio, cui intervenivano circa cinquanta fanciulli, che mi amavano e mi obbedivano come se fossi stato loro padre ».

La vestizione chiericale.

La Divina Provvidenza non tardò a premiare questa sua preparazione. Una grave preoccupazione per lui era la questione finanziaria. Ebbene, il parroco interessò il Teol. Guala che gli ottenne dall' Arcivescovo il condono della pensione, poi mosse le persone più benestanti a fornirgli il necessario, cominciando egli stesso a regalargli il proprio mantello. Un signor Sartoris gli provvide la veste talare; il cav. Pescarmona, il cappello; altri completò il corredo, ed una buona donna raccolse i denari necessari per un paio di scarpe. Così, aiutato un po' da tutti, Don Bosco ebbe la consolazione di ricevere l'abito ecclesiastico benedetto dallo stesso parroco nella chiesa parrocchiale di Castelnuovo, il 25 ottobre, prima della Messa solenne. La cerimonia commosse lui e tutti gli astanti. Quando il celebrante l'invitò a togliersi la giubba colle gravi parole: «Ti spogli il Signore dell'uomo vecchio coi suoi atti », egli disse in cuor suo: « Oh, quanta roba vecchia c'è da togliere! Mio Dio, distruggete in me tutte le mie cattive abitudini ». Quando poi gli presentò la veste dicendogli: « Ti rivesta il Signore dell'uomo nuovo, che fu creato secondo Dio nella giustizia, e nella santità della verità », aggiunse: « Sì, mio Dio, fate che in questo momento io vesta un uomo nuovo, cioè che da questo momento io incominci una vita nuova, tutta secondo i divini voleri, e che la giustizia e la santità siano l'oggetto costante dei miei pensieri, delle mie parole e delle mie opere. Così sia. O Maria, siate la salvezza mia ».

La Cara giornata gli venne purtroppo guastata nel pomeriggio dall'invito alla sagra della vicina borgata di Bardella. Non vi si potè esimere; ma sofferse, perchè, finite le funzioni religiose, vide la gente abbandonarsi a spassi grossolani che contrastavano fortemente colle sante emozioni provate al mattino. Il parroco cercò di temperare le dolorose impressioni col dirgli che bisognava aver pazienza e prendere il mondo un po' com'è; ma egli, appena giunto a casa, prese le sue buone risoluzioni, fissando in carta questi propositi:

« 1) Per l'avvenire non prenderò mai più parte ai pubblici spettacoli sulle fiere, sui mercati: nè andrò a vedere balli o teatri: e per quanto mi sarà possibile, non interverrò ai pranzi che si sogliono dare in queste occasioni.

» 2) Non farò mai più i giochi dei bussolotti, di prestigiatore, di saltimbanco, di destrezza, di corda; non suonerò più il violino, non andrò più alla caccia. Queste cose le reputo tutte contrarie alla gravità ed allo spirito ecclesiastico.

» 3) Amerò e praticherò la ritiratezza, la temperanza nel mangiare e nel bere; e di riposo non prenderò se non le ore strettamente necessarie alla sanità.

» 4) Siccome nel passato ho servito al mondo con letture profane, così per l'avvenire procurerò di servire a Dio dandomi alle letture di cose religiose.

» 3) Combatterò con tutte le mie forze ogni cosa, ogni lettura, ogni pensiero, parole ed opere contrarie alla virtù della castità. All'opposto praticherò tutte quelle cose anche piccolissime che possono contribuire a conservare questa. virtù.

» 6) Oltre alle pratiche ordinarie di pietà, non ometterò mai di fare ogni giorno un poco di meditazione ed un poco di lettura spirituale.

» 7) Ogni giorno racconterò qualche esempio o qualche massima . vantaggiosa alle anime altrui. Ciò farò coi compagni, cogli amici, coi parenti, e, quando nol potrò con altri, lo farò con mia madre ».

Queste sue deliberazioni, il giovane chierico se le rilesse davanti ad un'immagine della Beata Vergine, e, dopo una preghiera, fece promessa alla sua « Celeste Benefattrice » di osservarle a qualunque costo.

Quant'egli sia stato fedele, tutta la sua vita lo attesta. Qualche rara volta indulse più tardi, sacerdote, alle sue risorse di prestidigitazione e di destrezza per rallegrare i giovani dell'Oratorio; ma anche quando assisteva alle loro recite nel teatro ch'egli sanò ed orientò a funzione pedagogica, lo faceva solo per far loro del bene.

Memorando il colloquio avuto colla mamma, la sera prima del suo ingresso in Seminario! La saggia donna lo chiamò a sè e gli disse: « Giovanni mio, tu hai vestito l'abito ecclesiastico; io ne provo tutta la consolazione che una madre può provare per la fortuna di suo figlio. Ma ricordati che non è l'abito che onora il tuo stato, è la pratica della virtù. Se mai tu venissi a dubitare della tua vocazione, ah, per carità! non disonorare quest'abito. Deponilo tosto. Amo meglio di avere per figlio un povero contadino che un prete trascurato nei suoi doveri. Quando sei venuto al mondo, ti ho consacrato alla Beata Vergine; quando hai cominciato i tuoi studi ti ho raccomandato la divozione a questa nostra Madre; ora ti raccomando di essere tutto suo: ama i compagni divoti di Maria; e, se diverrai sacerdote, raccomanda e propaga sempre la divozione di Maria ». Nel terminare queste parole, la madre era commossa. Giovanni piangeva: « Madre -- le rispose - vi ringrazio di tutto quello che avete detto e fatto per me ; queste vostre parole non saranno dette invano e ne farò tesoro per tutta la mia vita ».

In Seminario.

Entrò in Seminario il 30 ottobre. Sulla meridiana del cortile lesse questa sentenza:

Afflictis lentae, celeris gaudentibus horae: lente pei mesti, passan presto le ore per chi sta allegro. «Ecco il nostro programma - disse ad un compagno - stiamo allegri e passerà presto il tempo ». Il giorno dopo cominciò un triduo di esercizi ch'egli fece con grande trasporto. Recatosi quindi dal predicatore per avere qualche norma onde riuscire un buon chierico n'ebbe in risposta:

« Una cosa sola: coll'esatto adempimento dei vostri doveri ».

Vi si impegnò con tutta l'anima. Prese per modello il suo conterraneo Don Giuseppe Cafasso, la cui fama correva pel Seminario come quella di un santo, e si propose in particolare la sua virtù caratteristica e straordinaria ch'era quella di praticare costantemente e con fedeltà meravigliosa le virtù ordinarie. Così divenne anch'egli - come lo proclamò Pio XI -- « straordinario nell'ordinario ». Animato da vera vocazione, con nel cuore una gran sete di anime e di apostolato, riuscì a trascorrere il sessenio di studi filosofici e teologici, tra l'ammirazione e l'edificazione dei superiori e dei compagni senza mai lasciarsi intiepidire dalla rilassatezza di elementi meno retti che non mancano neppure negli ambienti più sacri. L'unica infrazione alla regola a cui sovente si abbandonava era quella di sottrarsi alla colazione nei giorni feriali per scappare nella annessa chiesa pubblica di S. Filippo a far la santa Comunione, quando, secondo la disciplina di allora, non la poteva fare nella cappella del Seminario ove si dava ai chierici solo ogni quindici giorni, e al più ogni sabato. Ma questa disubbidienza era tacitamente approvata dai superiori i quali, non potendo mutare il regolamento fatto sotto l'influenza del giansenismo, vedevano con commozione questo fervore di pietà eucaristica.

Con queste Comunioni di sacrificio, perchè esigevano la rinunzia alla colazione, non essendovi altro tempo libero, il Signore lo dispose a quell'apostolato della Comunione frequente e precoce che doveva preparare poi tante coscienze alle provvide disposizioni del Santo Padre Pio X.

Non ci è possibile, in poche pagine, seguirlo passo passo nella sua vita di Seminario. Rileveremo solo che, oltre allo spirito di pietà, egli coltivò lo studio con un'applicazione così intensa da riuscire a leggere opere classiche e poderose fuori programma ed a formarsi una cultura che l'avrebbe potuto render celebre anche nel campo delle scienze e soprattutto - come notò con insistenza Pio XI - nel campo delle scienze storiche per cui aveva non solo attitudine, ma prepotente inclinazione. Nel primo corso di filosofia ebbe una nuova superna illustrazione della sua futura missione: si vide, in sogno o visione, sacerdote, con rocchetto e stola, intento a rammendare abiti logori ed a mettere insieme un gran numero di pezze di panno, in una bottega da sarto. Quanti giovani, poveri ed abbandonati, sarebbero divenuti nelle sue mani quello che il venerabile Domenico Savio chiese espressamente al buon padre quando si sentì dire che gli pareva buona stoffa: « Se io sono la stoffa, ella ne sia il sarto; e faccia di me un bell'abito pel Signore! ». I superiori gli permisero di continuare l'apostolato giovanile tra gli antichi compagni di scuola ed altri studenti della città, che, al giovedì, gli si affollavano attorno nella portieria del Seminario, ove egli li aiutava nei compiti, li esortava alla pratica della religione e della vita cristiana, faceva loro un po' di catechismo... Durante le vacanze passò la maggior parte del tempo al Collegio dei PP. Gesuiti, a Montaldo, a dar lezioni di greco ai loro alunni.

L'anno seguente il Seminario aprì le sue porte ad un santino: Luigi Comollo, morto in concetto di santità prima di raggiungere il sacerdozio. Giovanni strinse con lui la più cordiale amicizia. Anime gemelle, battevano all'unissono nell'amor di Dio, e si aiutavano a vicenda nella grande opera della personale santificazione. È nota a tutti i nostri Cooperatori la singolare apparizione dell'amico all'intera camerata, dopo la pia morte.

Verso la méta.

Le vacanze del secondo anno le trascorse alla sua casetta natìa, coltivando sempre gli studi ed esercitandosi anche in lavori manuali; ma le ore più belle le passava coi giovani che gli affluivano dalle borgate per ripetizioni. Vi si prestava gratuitamente esigendo solo: assiduità, attenzione e la confessione mensile. Uno spiacevole episodio lo confermò decisamente nelle risoluzioni prese per la vestizione. Invitato da uno zio alla festa di S. Bartolomeo nella frazione di Croveglia di Buttigliera per allietare le funzioni col canto e coll'accompagnamento del violino, non si potè ricusare. Ma, quando, costretto a fare una suonata anche durante il pranzo, si accorse che nel cortile s'era ammassata gente a ballare, troncò di colpo, consegnò il violino che gli era stato imprestato ad uno dei commensali, e gridò: « Come? io che grido sempre contro i pubblici spettacoli, ne son divenuto promotore? Ciò non sarà mai più. Prendete, portate subito questo violino al suo padrone, ringraziatelo e ditegli che non ne ho più bisogno ». Quindi tornato a casa, prese il suo violino e lo fece a pezzi, per evitare qualsiasi pericolo di doverlo usare in avvenire.

Il fervore dimostrato nei corsi di filosofia s'intensificò sensibilmente negli anni di teologia, in cui le sue doti d'intelligenza, e di cuore nell'applicazione allo studio e nello spirito di pietà e di zelo gli accrebbero la stima dei superiori e l'ascendente sui compagni. Nelle vacanze del 1838, cominciò anche ad esercitarsi nella predicazione, tessendo il panegirico dell'Assunta ad Alfiano, e, pochi giorni dopo, improvvisando il panegirico di San Rocco a Cinzano, ove, non essendo arrivato il predicatore, nessuno dei sacerdoti intervenuti per le funzioni s'era sentito di sostituirlo. L'8 settembre tenne il discorso sulla Natività della Madonna a Capriglio. Nell'estate del 1840 tenne il panegirico di Sant'Anna ad Aramengo ed il 24 agosto quello di San Bartolomeo, quasi all'improvviso, a Castelnuovo stesso, essendone stato impedito, il giorno innanzi, il predicatore ufficiato.

Nel mese di ottobre fece meraviglie ad Avigliana col discorso sul santo Rosario. Ma le tappe più care furono quelle delle sacre Ordinazioni che, per brevità, ricorderemo solo schematicamente:

il 29 marzo 1840: la Tonsura.e i quattro

Ordini minori:

il 29 settembre dello stesso anno: il Suddiaconato;

il 27 marzo 1841: il Diaconato.

Dopo gli esercizi in preparazione al Suddiaconato, tutto il suo impegno fu di praticare il consiglio del predicatore, Teologo Borel: « Colla ritiratezza e colla frequente Comunione si conserva e si perfeziona la vocazione ». Si può arguire il frutto che ne trasse dal giudizio collegiale che i superiori del Seminario, per la sua ammissione al sacerdozio, sintetizzarono sui registri con queste parole: - Zelante e di buona riuscita.

(1) Sac. G. B. LEMOYNE, S. Giovanni Bosco seminarista. S. E. I. - L. 3.

IN FAMIGLIA

Nuovo Vescovo Salesiano.

Il Santo Padre Pio XII si è degnato di promuovere alla Chiesa titolare di Ebron uno dei nostri più zelanti organizzatori dell'apostolato missionario: Mons. Pietro Massa, nominandolo nello stesso tempo Prelato nullius di Rio Negro (Brasile) ov'era già Amministratore Apostolico. La notizia ha recato immensa gioia a tutta la famiglia salesiana che da anni seguiva l'ardente zelo di questo illustre figlio di Don Bosco, ed in particolare alla Missione del Rio Negro che nella elevazione di Mons. Massa all'Episcopato vede il più autorevole riconoscimento dei suoi progressi nel campo della evangelizzazione e della civilizzazione.

Mons. Pietro Massa nacque a Cornigliano Ligure (Genova) il 29 giugno 188o da Bartolomeo e da Gaggero Carolina. Fece gli studi ginnasiali nel nostro collegio di Torino-Martinetto e ricevette l'abito ecclesiastico dalle mani del Servo di Dio Don Michele Rua nel 1899. Partito ancor chierico pel Brasile, là raggiunse il sacerdozio nel 1905. Direttore della casa di Rio Janeiro nel 1912, venne nominato Ispettore del Matto Grosso nel 1919, e preposto alla Prelatura del Rio Negro nel 1920, prima come Prefetto Apostolico, poi come Amministratore. Altre volte abbiamo documentato l'impulso da lui dato all'incremento di quelle nostre Missioni colle relazioni sue e degli altri missionari. Ora auguriamo di gran cuore a S. E. di poter prodigare la pienezza del Sacerdozio per molti anni al bene delle anime che gli sono affidate.

ITALIA - Torino - Nobile gara per le opere missionarie.

In occasione della giornata missionaria, i giovani della Casa-madre si sono impegnati in una nobile gara per dare il massimo concorso loro possibile alle Opere Pontificie. E, sobbarcandosi volontariamente a tante piccole rinunzie, raccolsero anche la somma di L. 1500 che, colle offerte spirituali, illustrate in un artistico album dalla sezione Arti Grafiche, umiliarono al Santo Padre Pio XII, chiedendo il conforto dell'Apostolica Benedizione.

L'Augusto Pontefice, assecondando gli impulsi del suo gran cuore di Padre, non solo si è degnato di inviare la Benedizione richiesta; ma, per mezzo dell'Em.mo Sig. Cardinale Segretario di Stato Luigi Maglione, volle dimostrare il suo paterno gradimento colla lettera seguente indirizzata al nostro Procuratore Generale, che ricolmò i giovani di gioia:

SEGRETERIA DI STATO   N. 32862 DI SUA SANTITÀ

Dal Vaticano, 21 febbraio 1941. Reverendissimo Signore,

La lettera così devotamente filiale dei «birichini di Don Bosco » ha trovata lieta accoglienza nel cuore del Santo Padre, tanto più che era accompagnata dall'offerta delle loro ardenti preghiere, dal pio ricordo di San Giovanni Bosco e, insieme, da un saggio della loro perizia nelle arti grafiche.

Di tutto l'Augusto Pontefice ringrazia paternamente i diletti figliuoli, e per tutti implora dal Signore grazie particolari, affinchè essi, rispondendo fedelmente alle amorose premure dei loro saggi educatori, possano un giorno cogliere .quei frutti di prosperità e di santificazione che sono preparati a quanti fanno della soda pietà l'anima della loro vita.

La Santità Sua si augura altresì che la devozione verso l'Apostolica Sede, che essi, quasi sacra eredità del Santo Fondatore dei Salesiani, sanno con tanto entusiasmo coltivare nei cuori,

li accompagni sempre così da renderli zelatori di essa nei loro anni avvenire.

Con tali sentimenti il Santo Padre invia di gran cuore alla Signoria Vostra e ai cari figliuoli la implorata Benedizione Apostolica, propiziatrice di lumi e di favori.

Profitto volentieri dell'occasione per confermarmi coi sensi di distinta stima

della Signoria Vostra Reverendissima dev.mo nel Signore

firmato:

L. Card. MAGLIONE,

Riesi (Caltanissetta) - Inizio dell'Opera Salesiana.

Col mese di marzo, Don Bosco ha iniziato l'Opera sua a Riesi. Tre sacerdoti. salesiani ed un coadiutore, accompagnati dall'Ispettore Don Persiani, raggiunsero la graziosa cittadina per dedicare il loro apostolato alla cura delle anime delle due parrocchie, accolti a festa dalla popolazione.

L'indomani, domenica 2 marzo, il Vicario Generale della Diocesi Mons. Fondacaro, giunto espressamente da Piazza Armerina, fece la presentazione ufficiale ai fedeli che gremivano la vasta chiesa arcipretale Basilica di Maria SS. della Catena. Mons. Vicario celebrò Messa basso-pontificale. Al Vangelo, il parroco D. Cinque diede lettura di un affettuoso messaggio di S. E. Mons. Mario Sturzo, vescovo diocesano, il quale esordiva con queste parole: « Figli miei amatissimi. Il Signore vi concede una grazia segnalatissima che certo tutta la Diocesi vi invidierà, l'invio in codesta dei benemeriti figli di S. Giovanni Bosco per prender cura delle due parrocchie ed esercitare tutto l'apostolato di bene che è nello spirito della loro Congregazione.

» Ora viene il primo drappello, poi verranno gli altri. Essi non cercano nè gloria mondana, nè guadagni materiali, nè agiatezza di vita; cercano solo anime, come solo anime cercava il loro grande fondatore e padre, il quale prese per motto della sua Congregazione le parole del patriarca Giacobbe, interpretate spiritualmente: Datemi delle anime, e se vi piace toglietevi tutto il resto: Da mihi animas, coetera tolle!

» Io conosco il fondo delle anime vostre: vi freme ancor l'ardor religioso dei vostri padri; e conosco il vostro entusiasmo, e ricordo le manifestazioni di tale eredità di natura e di grazia della prima sacra visita pastorale di oltre trenta anni fa. Conto dunque sulla vostra fede e sul vostro amore. Accoglieteli come se venisse in codesta a lavorare per voi lo stesso San Giovanni Bosco, o meglio, come se venisse Gesù Cristo in persona, il quale diceva ai suoi Apostoli: a Chi ascolta voi, ascolta me ». Seguite i loro insegnamenti, imitate i loro esempi, sostenete i loro sacrifizi: vedrete quali miracoli, la grazia compirà tra voi».

Dopo la lettura del prezioso documento, prese la parola Mons. Vicario per illustrare al popolo l'avvenimento, dare il benvenuto ai Salesiani schierati in presbitero e ringraziare le autorità intervenute: il Podestà, il Vice Segretario Politico, il Maresciallo dei RR. CC., il Vice Pretore, i rappresentanti dei Sindacati, delle Associazioni locali e dell'Azione Cattolica, ecc. Presenti anche parecchi ex-allievi di vari nostri collegi.

Alla sera, dopo la funzione quaresimale, le Associazioni femminili offersero uno speciale omaggio a Mons. Vicario ed ai Salesiani.

Mons. Vicario si trattenne anche il giorno seguente per studiare l'organizzazione e la sistemazione delle opere più urgenti, col direttore e parroco della chiesa matrice Don Crispino Guerra.

Don Giacomuzzi incominciò subito ad ufficiare la parrocchia del Rosario e Don Carnevale la predicazione quaresimale che continuò a svolgere con frutto. La corrispondenza da parte della popolazione è ogni giorno più confortante. Si spera quindi di poter presto avere i mezzi necessari per applicare tutto il programma di apostolato. La chiesa matrice è assai vasta, ma squallida; quella del Rosario è anche in peggiori condizioni. Ma già una buona persona si è profferta a regalare una bella statua di Maria Ausiliatrice ed un'altra persona a pagare i due confessionali in costruzione.

La gioventù accorre volentieri; ma per ora deve accontentarsi di un campo di gioco. Si sta pensando ai locali più indispensabili. Il Signore muova anime generose a prendersi a cuore questa nuova opera provvidenziale.

GERMANIA - Notizie recenti.

S. E. Mons. Giuseppe Kampfmuller, vescovo di Angsburgo, grande amico e benefattore dell'Opera Salesiana fin dalla fondazione della Casa di Ratisbona, per la festa dell'Epifania ha conferito gli Ordini sacri ad un bel numero di Salesiani nel nostro studentato teologico di Benediktbeuern, trattenendosi cordialmente dal 3 al 6 gennaio coi figli di Don Bosco.

Lasciando la Casa egli ha dichiarato tutta la sua soddisfazione per l'ottimo spirito religioso che vi regna, -riferendo anche la consolazione di un piissimo Abate benedettino il quale si espresse con lui con queste parole: « I Salesiani a Benediktbeuern sono i nostri degni successori ».

Attualmente essi ospitano in casa anche dei soldati di cui sono molto contenti.

Lo stesso Ecc.mo Vescovo ci ha dato notizie dei Salesiani di Ratisbona che continuano con molto zelo il loro apostolato.

* Il nostro confratello Don Blaca, cappellano fra gli operai italiani ad Essen, scrive che la cura d'anime fra quei nostri connazionali gli procura molta gioia e molte consolazioni, perchè li trova molto buoni e ben disposti alla pratica dei loro doveri religiosi. Sono oltre 1800 e si sentono a loro agio per la comodità di un cappellano che li capisce nella loro lingua e che si prodiga volentieri pel bene delle anime loro.

Di ritorno da Roma, dopo l'udienza pontificia, è passato a Torino l'editore del Feuerreiter, sig. Hans Struth, di Colonia, il quale descrisse, in una circolare aggiunta al numero di Capodanno, le impressioni provate nel santuario di Maria Ausiliatrice. Traduciamo:

« Nel mio ritorno da Roma a Colonia mi fermai per alcune ore a Torino a visitare Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, il Santo a cui la mia signora, e per mezzo suo anch'io, portiamo una speciale venerazione. Che momento per me, quando misi piede nella magnifica basilica! Mi parve d'immergermi nell'oceano della misericordia di Dio! Ebbi la fortuna di servire, con profonda commozione, una Messa all'altare ove riposa la salma gloriosa di Don Bosco ed invocai protezione e salute a tutti i divoti del gran Santo che viene giustamente esaltato come la più grande figura della storia ecclesiastica del secolo passato ! ».

URUGUAY - Montevideo Congresso mariano per le vocazioni sacerdotali.

Un'Associazione modello sorse nel giugno 1939 nell'Ispettoria Salesiana dell'Uruguay per la preparazione pratica al Centenario dell'inizio dell'Opera Salesiana.

È noto lo zelo straordinario del nostro Santo Fondatore per promuovere le vocazioni allo stato sacerdotale. Non contento di formare a questo grande fine i giovanetti dei suoi collegi ed oratori che davano qualche segno di vocazione, istituì l'Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni ecclesiastiche col preciso scopo di aiutare anche coloro che sentono la voce del Signore o la possono seguire solo in età già avanzata.

L'Associazione, eretta canonicamente con Breve Pontificio del 9 maggio 1876, fu grandemente raccomandata ed arricchita di indulgenze dai Sommi Pontefici.

Orbene: un numeroso gruppo di zelanti Cooperatrici Salesiane dell'Uruguay volle, in occasione del Centenario dell'Opera Salesiana, dare incremento a questa provvidenziale Associazione. A questo scopo nel convegno dei Cooperatori, tenutosi in Montevideo il 17 giugno 1939, si formò un Consiglio Superiore dell'Opera di Maria Ausiliatrice, presieduta dall'Ispettore,- il quale organizzò e prese la direzione dei Consigli Direttivi di Cooperatrici costituiti in- ogni Casa Salesiana alle dipendenze dei Direttori locali. Fu una gara generale per reclutare il maggior numero di Soci che s'impegnassero, con tutti i mezzi, a fomentare vocazioni ed a sostenere le Case di Formazione.

I soci furono distinti in quattro categorie: contribuenti, zelatori, protettori e fondatori. I contribuenti s'impegnano per qualche offerta mensile; gli zelatori, oltre alla propria offerta, s'incaricano di cercare e di raccogliere altre offerte e si raggruppano in gruppi di tre persone, intitolati ad un santo o ad una santa; i Soci protettori pagano la pensione di un Aspirante durante tutta la carriera sacerdotale o un determinato periodo della medesima, con la quota di Pesos 240 all'anno; i Soci fondatori offrono una Borsa di studio perpetua colla somma di Pesos 4.000.

L'Associazione ha come organo di propaganda un Bollettino mensile intitolato La obra de Maria Auxiliadora che ne propaga l'idea e ne documenta la consolante attività.

L'organizzazione ha preso tale sviluppo che ha reso possibile la celebrazione di un riuscitissimo Congresso mariano per le vocazioni sacerdotali tenutosi a Montevideo dal 5 al 10 novembre u. s. come salesiana adesione alle celebrazioni centenarie di Torino e quale omaggio a Maria SS. Ausiliatrice nel primo Centenario dell'opera da lei ispirata a San Giovanni Bosco.

Le gloriose giornate si iniziarono colla Benedizione espressamente inviata dal Santo Padre, con quella del quarto Successore di Don Bosco e con l'adesione entusiasta dell'Ecc.mo Nunzio Apostolico, Mons. Alberto Levame e di tutti i Vescovi dell'Uruguay e Paraguay.

I due primi giorni 5 e 6 novembre furono dedicati alle sedute private che dovevano preparare convenientemente le adunanze pubbliche. Esordì l'Ispettore, Don Vaula, rilevando l'importanza dei temi proposti e presentando l'oratore ufficiale, il salesiano Don Barreto il quale trattò, nel primo giorno, di uno dei problemi fondamentali delle vocazioni, cioè dell'ambiente familiare cristiano, insistendo sui danni dello spirito pagano che insinuandosi nelle famiglie ostacola soprattutto lo sboccio delle vocazioni sacerdotali. Nel secondo giorno lo stesso oratore trattò del Sacerdote e del suo benefico influsso nella società, facendo un quadro assai vivo di quello che diverrebbe il mondo senza il sacerdozio.

A pratica conclusione venne deciso: un corso di Esercizi Spirituali per tutte le associate; adunanze di Zelatrici dei diversi Centri per diffondere lo zelo per l'Opera delle Vocazioni; la formazione di comitati anche nei collegi per la raccolta delle offerte.

Le tre tornate solenni si svolsero il 7, 8, 9 novembre, con funzioni liturgiche al mattino e magistrali esecuzioni di musica sacra; e grandiose assemblee, alla sera, nel saloneteatro dei « Talleres Don Bosco ».

La predicazione volse sui seguenti argomenti: bisogno delle vocazioni - Don Bosco, apostolo delle vocazioni - Maria Ausiliatrice e la perseveranza nella vocazione - importanza e necessità della santificazione per il sacerdote e per il religioso.

La prima assemblea serale fu dedicata al Culto ed alla divozione a Maria Ausiliatrice con quattro relazioni. Il secondo giorno, all'Opera di Maria Ausiliatrice per eccellenza, ossia all'opera delle Vocazioni Sacerdotali, con altre quattro relazioni su: L'Apostolato di Don Bosco per le Vocazioni - La scarsità di Sacerdoti; cause e rimedi - L'Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni: origine, natura, scopo; propositi pratici in questa ora storica per la Società Salesiana e pel mondo intero - Difficoltà che si presentano per lo sviluppo dell'Associazione e mezzi per fronteggiarle.

Il terzo giorno fu dedicato alla cooperazione all'Opera delle vocazioni.

Le quattro relazioni volsero su: la cooperazione spirituale e materiale - la formazione dell'ambiente adatto nella famiglia e nella società; il contributo delle mamme, dei maestri e delle maestre cristiane - i nemici dell'ambiente vocazionale e i mezzi per difenderlo - formazione dei giovanetti nella pietà ed alla più severa modestia cristiana - i doveri dei genitori riguardo alla vocazione dei figli.

La domenica 10 novembre, festa di chiusura, con Pontificale di S. E. il Nunzio Apostolico, e, dopo la Benedizione Eucaristica, la sera, rappresentazione drammatico-musicale colla proclamazione delle conclusioni del Congresso. Il numeroso pubblico che assiepava il salone-teatro applaudì calorosamente l'allegoria drammatica in tre atti, allusiva al tema delle Vocazioni, intitolata Il giardino dei gigli.

Echi delle commemorazioni del nostro Centenario.

A Bologna si è organizzato un ciclo di conferenze nel salone della « Stabile Filodrammatica » per illustrare ai Cooperatori ed agli amici dell'Opera Salesiana la data centenaria.

Parlò il Direttore de L'Avvenire d'Italia Raimondo Manzini iniziando col tema: « Fede e Civiltà ». Vi assistettero le Autorità cittadine e numeroso e scelto pubblico.

A Lecce il Centro Diocesano delle Opere Salesiane diretto da Mons. Agrimi - che sta attivamente preparando il terreno per la prossima apertura della Casa Salesiana e per l'erezione della chiesa ad onore di Maria Ausiliatrice con annesso l'Oratorio S. Giovanni Bosco - vide accorrere folla di popolo al triduo predicato dal nostro D. Stile ed alle solenni funzioni della festa chiuse dall'Ecc.mo Monsignor Vescovo circondato da numerosi sacerdoti accorsi a celebrare la santa Messa.

A Livorno la data centenaria fu ricordata nella festa di S. Giovanni Bosco nel Seminario Diocesano, per iniziativa della Camerata intitolata al Santo, con devote funzioni celebrate dal Rettore Mons. Marcucci, Vicario Gen. e Direttore diocesano dei Cooperatori. Nella nostra chiesa tenne la commemorazione il parroco della nostra parrocchia di La Spezia, D. Giacomo Oliva, ed impartì la benedizione l'Arcivescovo salesiano E. Mons. Felice Guerra. Particolari funzioni ha dedicato la Congregazione del Catechismo, eretta da un anno, sotto il patronato del Santo: i piccoli alunni si sono accostati con fervore alla santa Comunione, ed ascoltarono attentamente le belle parole del cappellano della G. I. L.,

D. Frizzi, sul loro Patrono.

DALLE NOSTRE MISSIONI

MATTO GROSSO (Brasile)

La messe è molta, ma gli operai son pochi.

Rev.mo Padre, mentre ci prepariamo alla festa del Santo Natale, il nostro pensiero vola a voi in modo particolare non solo per farvi i migliori auguri, ma per assicurarvi delle nostre preghiere. Ed io colgo l'occasione anche per darvi qualche notizia della missione affidatami. Nel corso di quest'anno ho avuto la consolazione di amministrare il santo Battesimo a più di 200 bambini, la santa Cresima a più di 300, la benedizione nuziale ad una quarantina di sposi. Nella parrocchia del Rio Clara i Battesimi han superato quest'anno i 400; i Matrimoni, più di 8o. È una parrocchia vastissima che si estende per oltre 200 kmq. con una popolazione di circa 15.000 anime. Ed io, oltre la cura della parrocchia devo anche attendere al Collegio di Nostra Signora della Pietà. A volte mi sento venir meno per la molteplicità delle mansioni, e mi raccomando al Signore perchè mi dia la forza necessaria. La scarsità di personale non mi dà neppur la speranza di poter avere un po' di aiuto per l'anno prossimo. Sarebbe una bella cosa, e lo notò anche il Direttore nella visita che fece recentemente, se potessimo aprire una scuola in Cachoeira. Cachoeira è il centro più numeroso per popolazione, e dista di qui circa 240 km. Non c'è mezzo di comunicazione, fuori del cavallo. Vi andiamo quattro o cinque volte all'anno, percorrendo complessivamente oltre 3000 km. a cavallo: il che stanca assai in queste regioni. Io prego di cuore il Signore che ci mandi personale perchè si possa attendere con maggior regolarità e profitto delle anime a parrocchie così distanti e così scomode. Voi, amato Padre, aiutateci appena vi sarà possibile. Intanto beneditemi, e benedite con me tutti i confratelli che lavorano in questa Missione.

Coi più rispettosi saluti ed i più affettuosi auguri, credetemi sempre

aff.mo in G. C.

Sac. LUIGI BRIVIO Missionario Salesiano. Araguayana, I-XII-1940.

CINA

In missione straordinaria. Rev.mo ed amat.mo Padre,

dacchè l'obbedienza mi ha chiesto il sacrificio della vita regolare di comunità nella cara Casa di Yunnanfu, per attendere come Amministratore Apostolico al bene della Prefettura di Chaotung, sento il bisogno di una maggior corrispondenza coi Superiori e Confratelli. Ma, purtroppo, le difficili condizioni dell'ora presente non consentono alla posta il funzionamento normale e mi sottraggono anche questa consolazione. Spero tuttavia che lei abbia ricevuto la mia ultima lettera ed abbia potuto farsi un'idea della delicata missione che mi è stata affidata. Io confido nell'aiuto del Signore e cerco di fare del mio meglio per la salvezza di queste anime. Ho potuto già compiere la visita canonica a quasi tutti i distretti più abbandonati e portare la mia parola di conciliazione e di conforto a tutti i fedeli. La pena maggiore è la scarsità del clero. Dei dieci sacerdoti, due sono morti e due sono infermi. Però, nonostante i loro acciacchi, anche questi lavorano volentieri nel seminario che ho subito riaperto per provvedere all'urgenza di coltivare buone vocazioni. Da cinque anni non si era più potuto far nulla per la formazione degli aspiranti al sacerdozio; e dire che le esigenze per i sacerdoti non sono poche, perchè i cristiani sono numerosi ed il campo evangelico è molto promettente, se si lavora! L'anno scorso ho fatto costruire un preseminario ed ho invitato missionari e parenti a mandarvi dei buoni figlioli. L'appello ha trovato ottima corrispondenza: 24 giovani hanno iniziato i loro studi e perseverano esemplarmente. Alcuni passeranno l'anno prossimo al Seminario minore. L'edificio è ancor solo a metà: ma la costruzione l'ho disegnata secondo le norme della Santa Sede ed anche così parzialmente risponde alle esigenze del primo corso che si potrà iniziare col nuovo anno. A fianco costruirò il Seminario maggiore, ossia lo studentato teologico. Quel che più mi preoccupa è il personale insegnante. Le vocazioni si possono dire assicurate, perchè la maggior parte dei cristiani è fervorosa e ben formata sulle antiche tradizioni.

Dopo la pacificazione degli animi, mi parve primo dovere quello di provvedere alle vocazioni ed ai locali necessari per la formazione dei futuri sacerdoti. Grazie a Dio, ora siamo a buon punto; la Provvidenza farà il resto. Sono pure riuscito a far sorgere dappertutto l'Azione Cattolica la quale coopera assai bene coi missionari per la conversione dei pagani, anzitutto col buon esempio e poi colle varie forme di apostolato. Ci sono anche quattro Suore che lavorano con ottimo spirito: nel corso dell'anno hanno procurato esse sole un migliaio di battesimi. Approfittando delle buone disposizioni delle autorità per l'assistenza dei derelitti e degli appestati, mi sono infine deciso alla costruzione di un ospedale per la cura dei malati della città e della missione, e di un ricovero per i poveri abbandonati. Non ho ancora i mezzi per quest'opera ma confido nella Provvidenza di Dio e nella carità dei benefattori. Queste due istituzioni saranno un'altra sorgente di conversioni. Ho comunicato tutte queste cose alla Delegazione Apostolica ed alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide.

Lei preghi per me, amato Padre, perchè possa condurre felicemente a termine questa mia missione per la prosperità della Chiesa e il bene delle anime, e mi creda

suo aff.mo in G. C.

Mons. GIUSEPPE KEREC Mission. Sales. Amministratore Ap. di Chaotung.

ALTO ORINOCO (Venezuela).

Uno sguardo alla Missione Salesiana. Rev.mo Padre,

la nostra Missione, ultima in ordine di tempo, sotto l'impulso dell'instancabile Prefetto Apostolico Mons. De Ferrari, si va affermando con un fervore di vita e di opere da far sperare abbondanti frutti.

Il territorio della Missione, come voi sapete, si estende lungo le sponde del fiume Orinoco e del Rio Negro. Centro di tutta l'attività missionaria è Puerto Ayacucho, sede della Prefettura Apostolica, dell'Ospizio «Pio XI » per i ragazzi, del Collegio-Ospizio «Maria Ausiliatrice » per le ragazze, e di una promettente Scuola Agricola. Penso che qualche cenno di tutte queste opere debba tornar gradito ai nostri buoni Cooperatori.

L'edificio della Prefettura Apostolica sorge sopra un enorme masso di granito dominando un bel panorama lungo le sponde del fiume Orinoco per una vasta distesa. Fiancheggia l'abitazione del Prefetto Apostolico la chiesa parrocchiale, centro della vita religiosa di tutta la Missione. Accanto alla chiesa verso il nordovest, un ampio padiglione ha permesso di sistemare i laboratori di falegnameria, di meccanica, di sartoria e calzoleria, ai quali dedica gran parte delle sue energie lo stesso Prefetto Apostolico con slancio giovanile. Appena i ragazzi raccolti nella Missione raggiungono l'istruzione e l'età conveniente, passano a queste Scuole Professionali per imparare un'arte o un mestiere che li abiliti all'attività industriale della regione.

L'Ospizio Pio XI è stato costruito di fronte alla Prefettura Apostolica, sopra un'altura che, oltre à farne l'edificio più in vista della località, gli consente di godere le brezze del fiume che mitigano alquanto il caldo soffocante. L'edificio occupa un'area di cento metri quadrati. Le pareti sono in cemento armato; il tetto, per ora, è ricoperto di lamiera di zinco.

Accanto all'ampia cappella, si sono allestite le aule scolastiche, il refettorio e due dormitori. Completano l'edificio uno spazioso cortile ed un fertile orto guadagnato all'ingrato terreno dalla abilità e dalla costanza del nostro ortolano che riesce a ricavarne ininterrotti raccolti. Ma l'anima dell'Ospizio sono i 70 alunni interni, quasi tutti figli della foresta, appartenenti a distinte tribù, ed affratellati dalla religione di Cristo e dalla sonora lingua di Cervantes che tutti imparano con facilità. Hanno la faccia abbronzata e son molto vivaci. È commovente vederli, nella vita ordinaria di collegio, partecipare alle funzioni col «piccolo clero » e colla scuola di canto, e sostenere persino ottime rappresentazioni in teatro. Dopo cena allietano coi loro canti i coloni civilizzati che formano la popolazione del luogo. Quattro salesiani sono completamente consacrati alla cura della loro cristiana educazione ed istruzione.

La Scuola Agricola è appena agli inizi; ma segue un progetto che legittima le migliori speranze e che sarà presto consolante realtà se non ci mancheranno il personale e la carità dei nostri Cooperatori. Sarà un elemento prezioso di vita e di prosperità per la maggior parte delle famiglie indigene. Si è scelto a questo scopo un estesissimo terreno a due chilometri di distanza da Puerto Ayacucho sulle sponde del fiume Carinagua, che si presta ad una grande varietà di coltivazioni in pianura e in collina. Dispone di folti boschi di legname e non manca di sorgenti d'acqua per l'irrigazione. Speriamo così di poter radunare attorno alla Missione numerose famiglie indiane che, insieme all'agricoltura che li affezionerà al lavoro e ad un domicilio stabile, impareranno soprattutto la religione di Cristo che deve redimere e salvare le loro anime.

UNA SCENA FREQUENTE - Alcuni giorni fa, Monsignore tornando da una sua visita agli Indi portava con sè un piccolo selvaggio in uno stato da far pietà: faccia triste, occhi incavati, calzoni e maglia a brandelli... I capelli lunghi e incolti gli scendevano fino alle ciglia e sopra le orecchie dandogli un aspetto feroce; ma sotto quelle sembianze .c'era un'anima da redimere col sangue di Gesù Cristo, e così fu accolto con grandi manifestazioni di gioia e di affetto da tutti i salesiani e giovani dell'ospizio i quali, trovandosi in ricreazione, gli si fecero subito attorno a tempestarlo di domande: « Come ti chiami? ». Il ragazzo alzò gli occhi, li abbassò di nuovo ed emise un suono gutturale inintelligibile. «Hai ancora i genitori ? ». Nessuna risposta. « Vuoi giocare ? ». Sempre silenzio. Ma uno dei ragazzi ebbe un'intuizione: «Mi pare che questo ragazzo sia guajibo ». Allora io dissi: « Chiamate Enrico (un ragazzo di quella tribù) che gli parli nella sua lingua ». E intanto gli mostrai una caramella, domandandogli: «Ti piacciono ? ». Il poveretto non sapeva cosa fosse. Gliela misi in bocca; e, appena sentito il dolciore, prese a succhiare con avidità, cominciando a sorridere. Era già nostro. Arrivato Enrico, l'indietto, sentendo la sua lingua, si rianimò tutto e alla domanda: « Come ti chiami ? » rispose con suoni gutturali qualche cosa come Jirjente. Qualcuno credette di poter interpretare Vicente (Vincenzo) e così abbiamo incominciato a chiamarlo fino al giorno del suo battesimo. Venne affidato al nostro bravo guardarobiere, e dopo due ore comparve in mezzo ai compagni completamente trasformato: un bel paio di calzoni, camicia nuova, cintura fiammante, capelli tagliati... Si mise subito con loro a giuocare, e accettò con riconoscenza una medaglietta di Maria Ausiliatrice che imparò a conoscere come la Mamma Celeste. Vedendolo contento e giulivo tra i compagni venivano alla mente le parole che Gesù pronunzierà nel premiare i suoi eletti: «Avevo fame e mi deste da mangiare, avevo sete e mi deste da bere, ero ignudo e mi avete vestito ». Quanto debbono incoraggiare i benefattori delle Missioni queste divine parole!

Amato Padre: come questo indietto e anche in peggiori condizioni ne sono arrivati tanti altri e ne arrivano spesso. Il Missionario accoglie tutti con la stessa bontà, perchè sotto le loro misere spoglie intravede la preziosità dell'anima che costa il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo, e con vera gioia del cuore ripete con San Giovanni Bosco: Da mihi animas, caetera tolle. Benediteci perchè possiamo dilatare l'opera nostra a beneficio di centinaia e centinaia di questi cari fanciulli, e credetemi, per tutti,

aff.mo in G. C.

Sac. GIOVANNI M. VERNET Missionario Salesiano. Puerto Ayacucho (Alto Orinoco-Venezuela

20-XII-1940

GIAPPONE

Suonate, campane... D. Bosco, ritorna... Rev.mo ed amat.mo sig. D. Ricaldone,

è la festa del Padre!... ed anche in Giappone, sia pure in lingua diversa, ne facciamo risuonare in tutte le nostre case e cappelle le lodi tradizionali, in unione di spirito coi Superiori, fratelli ed amici lontani... Suonate, campane, la gloria del Padre, anche fra noi! Suonate, campane, suonate a distesa, e segnalate al grande Impero giapponese l'amico dei fanciulli, l'educatore, il santo! E col ritorno annuale della sua festa, rimanga sempre più vivo tra noi suoi figli il suo spirito che informi tutta la nostra vita religiosa e di apostolato e s'innesti nei nostri cari cooperatori e cooperatrici giapponesi, cui è affidato coi confratelli salesiani giapponesi la massima parte del futuro sviluppo della nostra cara Congregazione per la conversione delle anime al Cuore di Gesù.

La cronaca delle nostre feste è presto fatta. Le condizioni del momento non permettono grandi esteriorità: feste in famiglia dunque, e forse, perchè tali, più sentite, più efficaci spiritualmente. Nelle case di missione, festa parrocchiale; nelle case con giovani interni e oratoriani, feste alla salesiana, anche fra noi sempre colla caratteristica della frequenza più numerosa ai SS. Sacramenti, vero fondamento della vita cristiana in queste anime buone.

Le torneranno gradite alcune notizie, che sono destinate, nella nostra intenzione, in attesa delle disposizioni dei Superiori, a dar forma concreta alle nostre feste centenarie.

I chierici teologi stanno traducendo la vita di D. Bosco per presentarla in forma totalitaria al popolo giapponese. Esaurite le due edizioni precedenti si sta preparando la nuova edizione, che si spera venga pubblicata dalla massima casa editrice di Tokyo. Bravi figliuoli, che si sforzano di onorare colla penna e colla stampa, il grande apostolo della penna e della stampa!

Coi teologi poi, anche i chierici filosofi, e i novizi, nelle riunioni delle compagnie, commenteranno a fondo la strenna commemorativa del centenario della prima Messa di D. Bosco, e più ne faranno nutrimento pratico per la loro formazione religiosa sacerdotale. Daranno in seguito mano alla pubblicazione degli Atti del Congresso catechistico dell'anno scorso, e dei fascicoletti di esempi per l'insegnamento del catechismo desunti dalla letteratura, storia scienza e vita giapponese, mentre continuano ovunque le gare catechistiche.

Per le accademie della festa di D. Bosco si sono ormai presentati al pubblico scene, bozzetti, commediole d'indole varia, illustranti gli episodi più belli della vita di D. Bosco fanciullo e sacerdote; saranno editi in uno o più fascicoli della collana drammatica diretta dal nostro D. Tassinari. È sotto stampa, tra i volumetti delle Letture Cattoliche in giapponese (anno X), tradotto dal nostro D. Barbaro, il bel trattatello sul sistema preventivo di Don Bosco del compianto D. Fascie. I nostri cari novizi giapponesi hanno terminato la traduzione definitiva delle sante Regole, che escono in bel fascicolo per ora litografato.

Queste ed altre manifestazioni che sono allo studio, vogliono dirle, amato Padre, e dire ai nostri fratelli, allievi e cooperatori, che anche nell'Estremo Oriente ardenti cuori di figli vogliono onorare il Padre, propagarne lo spirito, le massime educative e la devozione. Il nome di D. Bosco non è più ignorato dal popolo cristiano giapponese, e i nostri oratoriani ne divulgano anche i canti e le gesta fra i non cristiani, mentre la nostra Scuola tipografica D. Bosco di Tokyo, il Bollettino Salesiano e la stampa cattolica lo fanno conoscere con maggior efficienza di mezzi.

Suonate, campane! Anche sotto un altro rispetto, suonate a distesa! Come ho annunciato in precedenti relazioni, è già un fatto compiuto il passaggio dell'autorità gerarchica ecclesiastica al clero giapponese: tutti i nuovi Ordinari giapponesi hanno raggiunto le loro sedi, ed in fraterno amplesso le forze cattoliche unite lavorano all'avvento del regno di Dio in Giappone. Suonate, campane, suonate a distesa! La Chiesa cattolica in Giappone fa la sua prima manifestazione al completo con gerarchi indigeni: il vero genetliaco suo è un fatto compiuto. È con santa gioia, che dobbiamo ricordare l'avvenimento, che dice al mondo i bei risultati del lavoro missionario per la formazione del clero indigeno, che assicura l'avvenire della Chiesa in Giappone.

Il 31 gennaio anche per noi salesiani segna una data indimenticabile. Fra lo splendore della solennità, condecorata dalla presenza di S. E. l'Arcivescovo di Tokyo Mons. Doi, e i rappresentanti delle famiglie religiose della capitale, quattro dei nostri novizi giapponesi fecero la loro prima professione. Dal cuore di tutti, insieme alla preghiera del ringraziamento, saliva al Padre amatissimo il canto: « Oh Don Bosco, ritorna... rimani... ». Ritorna in terra colle tue grazie... rimani col tuo spirito in noi e in queste primizie giapponesi.

Preghi per noi tutti, amatissimo Sig. Don Ricaldone, e specialmente pel suo aff.mo

Mons. VINCENZO CIMATTI.

Miyazaki, 31 gennaio 1941.

EQUATORE Notizie telegrafiche.

Amatissimo Padre,

un saluto cordialissimo dai 50 confratelli, dai 650 alunni delle nostre scuole elementari e professionali e dai 500 giovani dell'Oratorio festivo. La sua lettera dello scorso anno è stata oggetto di studio in tutte le conferenze mensili e ci ha ispirato la più efficace preparazione al nostro centenario. Grazie a Dio, le cose procedono in modo consolante.

Il santuario ha segnato il fervore della pietà eucaristica con 100.000 Comunioni: somma tutt'altro che indifferente se si pensa che attorno a noi svolgono contemporaneamente il sacro ministero con ammirabile zelo religiosi di prim'ordine, Gesuiti, Redentoristi, Domenicani, Mercedari...

All'Esposizione Agricola-Industriale, inaugurata dal Presidente della Repubblica e vari Ministi di Stato, la nostra Scuola Professionale ha riportato il primo gran premio assoluto su tutti i concorrenti; la nostra Scuola Agricola, quattro gran premi in avicultura, coniglicultura, suinicultura ed orticultura. Il nostro gran toro Holstein fu dichiarato fuori concorso, campione su 30 concorrenti, alcuni importati dagli Stati Uniti e dall'Argentina.

Con Decreto Ministeriale del 6 novembre u. s. è stato pareggiato il nostro studentato filosofico, il primo normale privato approvato dal Governo. In casa, molto buono spirito, fervore di , pietà e molto entusiasmo per l'apostolato. Si prega, si studia e si lavora assai. Lei ci benedica, ci scriva qualche buona parola e mi creda, per tutti, aff.mo in G. C.

CARLO CRESPI, Direttore.

Dal NOTIZIARIO delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Ora di prova.

Riportiamo quasi per intero, senza aggiungervi superflue parole di commento la più recente lettera della rev. Visitatrice, rimasta a dividere con le Sorelle, ora sotto il governo dei «senza Dio », le ansie e le sofferenze -proprie della loro attuale situazione.

12 dicembre 1940 ... Qualche notizia di noi: quelle di famiglia sono allo stesso posto ancora; ma il lavoro,

le circostanze e gli avvenimenti che si succedono gli uni agli altri, hanno cambiato la loro vita giornaliera in un continuo martirio. Io sono sovente in mezzo ad esse, e le vedo serene e tranquille, pronte a qualunque cosa. Com'è bello e confortante questo distacco da tutto ciò che è umano, per stringersi sempre più al concreto, a quello che non cambia e che durerà in eterno!...

I bimbi stanno tutti relativamente bene; la salute non manca, e questo, nelle attuali condizioni, è proprio un miracolo.

Quanto è buono... (il Signore) ! Al mattino, quando ci svegliamo ci fa sempre qualche bel regalo, per darci animo a passar bene la giornata, a confortarci e a renderci più forti.

Da noi è già cominciato l'inverno e non abbiamo tutto quello che ci abbisogna per un'azienda come la nostra; fa freddo, è tutto gelato, e la neve cadendo si agghiaccia subito. Anche il vitto fra poco verrà a mancare, come dappertutto; nonostante questo e quello che si prevede, ce ne stiamo tranquille, perchè, ripeto con gioia, v'è (il Signore) che pensa a tutto e ci conduce per mano a traverso sentieri ripidi e spinosi, affatto nuovi; ma con Lui andiamo non solo sicure di non farci del male, ma certe di arrivare alla mèta prefissa.

PS. - Mentre stavo per spedire la presente, ci è stato detto di trovarci lavoro altrove e di lasciare la casa al più presto. È un vero, sentitissimo dolore, perchè dovremo dividerci... ma lo faremo volentieri, e cercheremo d'adoperarci per assisterci vicendevolmente...

Dalla Cina.

Da Shanghai sono giunte queste notizie, che a traverso la lettera di quella rev. Direttrice, crediamo possano riuscire di particolare interesse.

Shanghai, 24 novembre 1940.

La nostra ottima Madre Visitatrice partì per Shiuchow il 19 ottobre, e non arrivò a Canton che il 1° novembre; ma fino ad oggi non abbiamo avuto più notizie; e siamo in pensiero giacchè è un viaggio assai difficile e pericoloso in questi tempi. Come lo farà?... Con quali mezzi? In auto? in barca? in portantina ?... Non sappiamo: lo ha voluto affrontare eroicamente, sottomettendosi a qualunque sacrifizio, per recare un po' di consolazione e di aiuto a quelle nostre tanto provate Sorelle; il Signore la protegga e le dia la forza e la grazia di portarlo felicemente al termine.

Noi qui cerchiamo di lavorare tanto per le anime che ci attorniano, sebbene in modo un po' indiretto, date le circostanze in cui ci troviamo; ma il lavoro umile e nascosto non è meno fecondo, e speriamo che il buon Dio accetterà i nostri sacrifici, e benedirà queste care cinesine. Come si sente il cuore straziato nel vedere tante miserie spirituali e materiali, senza poter correre in aiuto! Spesso trovandomi fuori in città, quasi corro per fuggire dinanzi a ciò che vedo, e alle volte mi par proprio di venir meno. Che miseria, che sofferenza per i poveri; e che tristezza nel pensare che non sanno meritare per il Cielo, perchè non conoscono il buon Dio, e quindi non lo amano!

La nostra scuola, per mancanza di locali, è ridotta alla prima e seconda elementare: anche le bambine pagane hanno mezz'ora di istruzione morale-religiosa al giorno, e tutte sono contente e buone e vengono volentieri; continuano pure a venire, chiedendoci di aprire la terza e la quarta, quelle delle altre classi, costrette a recarsi altrove: poverette, non possono capire che per fabbricare ci vogliono non pochi, ma tanti soldi!

L'oratorio festivo non è molto fiorente; sono poche le bambine cristiane, però ora vengono pure le ragazze pagane, e vanno anche in chiesa per la Via Crucis - che Monsignor Vescovo desidera si faccia tutte le domeniche - il Rosario, l'istruzione religiosa e la Benedizione col SS. Sacramento; dopo la quale è già tempo che ritornino a casa, perchè qui vien buio molto presto, e non è troppo sicuro trovarsi a quell'ora fuori di casa. Per Natale pensiamo e speriamo di far qualche cosa per renderle più contente: sono così poche le sorprese e le sodisfazioni che possono avere!

Ogni sabato una di noi, accompagnata dalla catechistessa, va a visitare le famiglie cristiane; si ha così occasione, o con una buona parola o con una medicina, di fare un po' di bene all'anima o al corpo; e spesso si ha modo di aprire col santo Battesimo le porte del Paradiso a qualche bambino pagano.

Nel noviziato abbiamo sei novizie e due aspiranti, che dànno buona speranza...

In casa regnano sovrane la carità e la povertà; ma siamo contentissime, e la mancanza delle cose materiali ci fa sentire le gioie che devono aver gustato le nostre prime Sorelle di Mornese. Tante volte non c'è neppure un centesimo per pagare il pane o per comperare un po' di verdura, e siamo costrette ad andare in città per la questua. Questo è il sacrificio più grande... ma il Signore ci fa capire che le umiliazioni sono necessarie se si vuol acquistare l'umiltà... Riceviamo tanti rifiuti, perchè anche qui i tempi sono difficili; però ritorniamo sempre a casa col necessario per comperare quanto occorre per due o tre giorni. Alle volte mi trema il cuore dalla commozione nel constatare le prove amorose della divina Provvidenza: oh! com'è buono Gesù!...

Ecco il nostro campo d'apostolato; è piccolo, però non ci scoraggiamo e procuriamo di far tutto quello che possiamo per puro amore, sperando che un giorno altre possano seminare e raccogliere frutti abbondanti, dove ora, con la preghiera e i sacrifici, noi andiamo preparando il terreno...

Lettera di D. Giulivo ai giovani.

Carissimi,

nel caro mese della Madonna, il nostro pensiero corre spontaneo alla Mamma celeste, cui la Chiesa tributa dovunque tanti omaggi di pietà filiale. Ed io ricorro a Don Bosco per infervorare la vostra divozione. La prima esortazione ch'egli rivolse nell'inaugurare l'Ospizio pei giovani più poveri ed abbandonati all'Oratorio, nel 1847, fu questa:

Un sostegno grande per voi, figliuoli miei, è la divozione a Maria SS.ma. Ella vi assicura che se sarete suoi divoti, oltre che colmarvi di benedizioni in questo mondo, per mezzo del suo patrocinio avrete il paradiso nell'altra vita. Siate adunque intimamente persuasi che tutte le grazie che voi domanderete a questa buona Madre, vi saranno concesse, purchè non imploriate cosa a vostro danno. E tre grazie in modo particolare a Lei dovete chiedere con vive istanze:

» 1) Di non commettere mai peccati in vita vostra.

» 2) Di conservare la santa e preziosa virtù della purità.

» 3) Di star lontani e fuggire i cattivi compagni.

» Per ottenere queste tre grazie recitate ogni giorno tre Ave Maria ed un Gloria Patri, ripetendo per tre volte la giaculatoria: " Cara Madre, Vergine Maria, fate che io salvi l'anima mia " ».

(Memorie Biografiche, vol. III, pag. 212).

La pia pratica si continua tutt'ora in ogni Casa salesiana; e gli ex-allievi, che hanno imparato ad apprezzarla, si fanno uno scrupolo di seguirla ogni giorno ovunque si trovano. - Voi, se non l'avete ancor fatto, prendete questa bella abitudine e prima di andare a letto recitate le tre Ave Maria mettendo le stesse intenzioni indicate da D. Bosco.

Se poi volete anche un esempio recente che vi sproni a coltivare fervorosamente la divozione alla Madonna, eccovi quanto ha scritto L'Osservatore Romano alla morte di Alfonso XIII:

«La Fede, la Patria, la Famiglia illuminarono gli ultimi suoi palpiti quaggiù. Recitava con i suoi il santo Rosario. Gli era caro, diceva, di presentarsi a Dio recando nella mano " tanto tesoro di Ave Maria ". Spesso diceva: " qualche tempo che non preghiamo " e quando, allora, la sua infermiera, una spagnola, riprendeva le invocazioni: " Vergine Maria pregate per me " il Re rispondeva: " Pregate per la Spagna e per me "... " Se la mia vita - ripetè a quelli che gli auguravano di vincere l'assalto del male dopo che ricevette con devozione edificante il manto della Vergine del Pilar - se la mia vita deve essere di qualche utilità per la Spagna, che la Madre celeste me la conservi; se no, salvi l'anima mia che possa lassù pregare per la Spagna "... " Se io muoio, aggiungeva, non muore Colei che sarà sempre el Pilar della patria ".

» Gli tornarono alla mente, come un conforto, un viatico tutto spirituale, i giorni della consacrazione della Spagna al Sacro Cuore. " L'ho fatta sinceramente, con tutto il cuore, così come offro adesso la mia vita per il Regno di Cristo nel mio Paese".

» La sua pietà non solo si palesò nella compunzione devota con cui accolse i Santi Sacramenti, ma nei suoi pensieri caritatevoli di regale gentilezza. Quando gli si somministrava sempre più di frequente l'ossigeno, insisteva: " No, no; ci son tanti poveri che non hanno quest'aiuto: tenetelo per i poveri; davanti alla morte tutti gli uomini sono eguali ".

» Prostrato dall'agonia, espresse ancora un muto, ma ben chiaro desiderio di baciare il Crocifisso della sua piissima Madre, la Regina Maria Cristina. Glielo posarono sulle labbra. Si sentì nettamente un bacio vigoroso. Don Alfonso passava in quell'istante al Signore ».

Miei cari, non aggiungo altro per non dilungarmi. Così si temprano i divoti di Maria. Vi aiuti questa cara divozione a formarvi secondo il cuore di Dio.

Vostro aff.mo DON GIULIVO.

Crociata missionaria

Borse complete.

Borsa ANIME DEL PURGATORIO, a cura di D. Giacomo Bevilacqua come da disposizione testamentaria.

Borsa ABRATE LINDA E DOMENICO, a cura dei nipoti Conti Castelnuovo di Torazzo.

Borsa PATER FIAT VOLUNTAS TUA, a cura di N. N.

Borsa GESÙ, GIUSEPPE, MARIA (6a), a cura di N. N. (Saluzzo) e di Manzini Maria.

Borsa EUCARISTICA MAMMA DEL PICCOLO SERAFINO GUSTAVO BRUNI, a cura del Sac. Anzini Abbondio - Somma prec.: 79.627,25 - Clementina Anzini 100 - Flora Nikolainen, (Scattle) 200 - Lanfranchi V 72,75 - Tot. 20.000.

Borse da completare.

Borsa ANIME DEL PURGATORIO (5a) - Somma prec.: 13.780,90 - N. N. 4000 - Fratelli Tosa 200 - Gilardi G. Batta, 55o - Sciuto.Prof. Giuseppe, 10 - Riccardi Aida, 10 - Montagna Ernestina, 50 - Gallo Rina, 50 - Boano Paola, 20 - Prato Teresa, 100 - Pina Olmo, 100 - Bellomo Domenico, 30 - Bargogli Vittoria, 20 - Oreste Viale, 10 - Gioachin Modesto, 10 - Zambelli Rachele, 10 - Tot.: 19.800,90.

Borsa BALDI DON LUIGI - Somma prec.: 32,55 - Foresi Laura, 10 - Zonghi-Lotti Giuseppe 20 - Tot.: 3.285.

Borsa BEATA M. MAZZARELLO, a cura dei Sac. Dott. G. B. Calvi - Somma prec.: 12.386 - Margherita e Santina Rasetti, 1000 - Bettio Angela, 5o - Nicolò Augusta, 30 - Peutero Maria, 9 - Graziani Luisa, 10 - Cristiani Bartolomeo. 30 - Guglielmini Clotilde, 40 - Tot 13.555

Borsa BERRUTI DON PIETRO, a cura del Comm. Prof. Bernocco Gino - Somma prec : 8781,85 - N. N., 200 - Tot. 8.881,85.

Borsa BIANCHI SALVATORE - Somma prec.: 3.800 - Casalone Giuditta. 500 - Tot. 4.300.

Borsa BETTINI DON ATTILIO, a cura di Angiola Maria Poli Marchesi - la Versamento, 500.

Borsa BLANDINO GIOVANNI - Somma prec.: 4.245 - N. N., 25 - Blandino Giuseppina, 100 - Blandino Maria, 25 - Blandino Picco Anna, 5o - N. N., 50 - Tot. 4.495.

Borsa CELINA AMEGLIO, a cura del Comm. Luigi Ameglio - Somma prec.: 14.110 - Nuovo versamento, 890 - Tot. 15.000.

Borsa COLOMBO DON SISTO - Somma prec.: 1.085 - Pozzi Francesco, 100 - Tot. 1.785.

Borsa CALTABIANO ROSARIO, a cura di S. Nicolosi - Somma prec.: 1.500 - Nuovo versamento, 500 - Tot. 2.000.

Borsa DATTA DON STEFANO - Somma prec.: 1.2oo - Nuovo versamento ,ooo - Tot 2.200.

Borsa DOGLIANI CAV. GIUSEPPE, a cura di Pozzi Francesco - Somma prec.: 7.425,50 - Ex-allievo Remondini, 100 - Pozzi Francesco, roo   Tot. 7.625,50.

Borsa DONES DON ANTONIO, a cura dei suoi ex-allievi - D. Corvino parroco, 100.

Borsa DAL NEGRO MONS. GIOVANNI, a cura della Pia Unione per l'Adorazione del SS. Sacramento, in S. Spirito (Udine) - Somma prec.: 4.925 - Minisini Angelina, 10 - Famiglia Collo, 25 - N. N., 25 - Collo Rina, 15 - N. N.. 20 - Signore S. Spirito, 40 - Tot. 5.o6o

Borsa DIVINA PROVVIDENZA (3a) - Somma prec.: 10.343,50 - Cucchi Maria, 30 - Boglione Frane., 5o - Boine Fiorenza, 20 - Tot. 10.443,50.

Borsa DON BOSCO EDUCATORE (41) - Somma prec.: 4.769,70 - Roella Agnese, 20 - Tot. L. 4.789.70.

Borsa DON BOSCO SALVATE I NOSTRI FIGLI (2a) - Somma prec.: 8.379,50 - Cibrario Maria, 25 - Pernigotti Matilde, 10 -- Galli Rosa, s - Gionta Fresco Caterina. 5 - Maria De Cata. 50 - Tot 8.474,50.

Borsa DON BOSCO PROTETTORE DEI GIOVANI - Somma prec.: 7.589 - Cibrario Maria, 25 - Cocito Don Secondo, 10 - Tot, 7.624.

Borsa DURANDO DON CELESTINO, a cura di un sacerdote torinese suo ex-allievo - Somma prec.: 1.230 - Nuovo versamento 100 - Tot. 1330.

Borsa ETERNO. PADRE - Somma prec.: 3.975 - Li Gotti Giuseppina, 50 - Tot. 4.025.

Borsa EUCARISTICA DEL PICCOLO SERAFINO G. BRUNI, a cura del Sac. Anzini Abbondio (1oa) - Somma prec.: 9.890,50 -- Mattarese Erminia, 6o - Sanclemente Anna, 100 - Bruna Bernasconi, 5o - Olimpia Severini Fenoglio, 50 - Viola Lucia, 10 - Bonardo Maria, 7o - Regge Cima Domenica, 5 - Cima Gariglio Lucia, 5 - La piccola Luciana Cibrario 100 - Silvio Capra, 5o - Marianna Giovannina, 5 - Pebretello Rosa, 5 - N. N., 5 - Piccole offerte, 10 - Mercede G., 200 - Giuseppina Caratti. 10 - C. I., 20 - Magda Zavattaro 100 - Germani Cornelia, 5o - Feregutti Amalia, 8o - Augusta Bonazzi, 40 - Gen. V. Zavattaro, 100 - A. Cremona Costa, 5o - Rita Fabbrini, 1o5 - Maria Celeste e Ottavio Cibrario, So - Biondini Maria, 25 Bianchi Luigia, 25 - Franzolin Silvia, 25 - Molinarì B., 25 - T. Carrando, 10 - Berutti Rosa e piccole offerte, 20 - D. Francesio., 5 - Moriano Giovanna, 5 - Cerutti Vittoria, 5 - Rondello Maria, 5 - Carlotta Ferraro, 4,05 - Tot. 11.314,55.

Borsa EUCARISTICA DEL PICCOLO SERAFINO G. BRUNI, in memoria e suffragio di Carlo Ghiglione,.a cura del Sac. Anzini Abbondio - Somma prec.: 1000 - La figlia Ida, maestra, 2000 - Plebani Remilda, 100 - Sardi E., 500 - Giustona G.:. 200 - Giotto E. 100 Gastaldi M., 400 - Fealero F. 200 - Tot. L. 4500

Borsa FRASSATI PIER GIORGIO (2a) - Somma prec.: 5.122 - Sansonetti Vita e Vincenza, 25 - Tot. 5.147.

Borsa FERRANDO G. B., a cura degli ex-allievi e cooperatori di Novara - Somma prec.: 13.690 - N. N., 700 - Tot. 14.390.

Borsa FASCIE SAC. DOTT. BARTOLOMEO, a cura dei coniugi Bice e Luigi Fascie - Somma prec.: 10.010 - Nuovo versamento, 4000 - Tot. 14.010.

Borsa GESÙ, MARIA AUSILIATRICE, DON BOSCO (3a) - Somma prec.: 12.570,60 - Massera Dott. Dino, 100 - Tot. 12.670,60.

Borsa GIUBILEO E RICONCILIAZIONE, a cura del Dott. Casalbore Francesco -- Somma prec.: 4.160 - Nuovo versamento, 25 - Tot. L. 4.185.

Borsa GLI EDUCATORI AL LORO SANTO, a cura dell'Ing. Coram. A. Bianchi, Presidente Unione Don Bosco fra Insegnanti - Somma prec.: 8399,55 - Beuroni Prof. Andrea, io - Tot. 8.409, 5 5.

Borsa GARNERO CESARE - Somma prec.: 3.895 - Bugnone Giulio, 100 - Tot. 3.995.

Borsa GENTILI ANDREA, a cura di Gentili Ernesto - Somma prec.: 4.000 - Nuovo versamento, 300 - Tot. 4.300.

Borsa LAIOLO DON AGOSTINO - Somma prec.: 5.725 - Lodano Giovanni, io - Tot. L. 5.735•

Borsa MARIA SS. AUSILIATRICE E S. GIOVANNI BOSCO, a cura di S. C. R. S. - Primo versamento, 5.000.

Borsa LASAGNA MONS. LUIGI, a cura delle Case Salesiane dell'Uruguay - Somma prec.: 8.604,20 - Ferrero Ernestina, 10 - Tot. 8.614,20.

(Segue).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI MAGGIO ANCHE:

1) Il giorno 3 - Invenzione di Santa Croce.

2) Il giorno 8 - Apparizione di S. Michele Arc. 3) Il giorno 22 - Ascensione di N. S. G. C.

4) Il giorno 24 - Festa di Maria SS. Ausiliatrice.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

BALZARIO D. ANTONIO, sac. da Torino, † a Sant'Anna (Rep. Di El Salvador) il 30-VIII-1940 a 76 anni.

Accolto nella Società Salesiana da Don Bosco stesso, si formò al genuina spirito del Santo e lo trasfuse fedelmente, come Maestro degli Ascritti, in tanti salesiani ch'egli formò nella Spagna e nella Repubblica di El Salvador dove svolse il suo prezioso apostolato coronato dalla Messa d'Oro nel 1939. La fama delle sue virtù religiose e sacerdotali trasformò i suoi funerali in un'apoteosi.

MARTINI VINCENZO, coad. da Cambiano (Torino), † a Viedma (Rep. Argentina) il 15-IX-1940 a 82 anni.

Partì per la Patagonia colla spedizione missionaria del, 1889 e trascorse tutta la sua vita religiosa in Viedma edificando confratelli e giovani colla sua umiltà, colla sua obbedienza, col suo spirito di pietà. Celebrò la prima messa di suffragio per l'anima sua il Vescovo diocesano S. E. Mons. Nicola Esandi che l'aveva avuto maestro nella fanciullezza.

FONTANA CARMELO, coad. da Canicattì (Agrigento), † a Torino (Casa Capitolare) il 16-II-1940 a 72 anni.

La giovinezza illibata, sbocciata in un fervore di pietà esemplare, gli meritò dal Signore la grazia della vocazione religiosa. E divenne salesiano perfetto secondo lo spirito di Don Bosco. Partì per l'Argentina colla spedizione missionaria del 1897 ed alle nostre scuole professionali di Buenos Aires e di Rosario di Santa Fè prestò la sua abilità di maestro legatore fino al 1914, quando tornò in Italia colla stessa mansione nella Casa-madre e poi in quella di Sampierdarena. Nel 1927 gli fu affidata la custodia delle camerette di Don Bosco e a questo delicato ufficio dedicò gli ultimi suoi anni con affettuosa diligenza facendo un vero prezioso apostolato.

ROSSO D. GIUSEPPE, sac. da Palazzolo Vercellese (Vercelli), † a Roma il 27-1-1941 a 65 anni.

Carattere forte, volontà ferrea, si temprò per tempo a quello spirito di sacrificio che rese prezioso il suo apostolato nel Messico anche quando la rivoluzione l'obbligò a travestirsi per attendere alla salvezza delle anime. Ricercato dalla polizia, dovette alfine rifugiarsi negli Stati Uniti dove continuò a prodigare il sacro ministero nelle nostre parrocchie, finchè, tornato in Italia, lo potè coronare nella nostra Casa di Littoria a favore delle popolazioni dell'Agro redento.

LIPCSEI MICHELE, coad. da Màriapocs (Ungheria), † a Budapest (Ungheria) il 17-V-1940 a 46 anni.

Cooperatori defunti:

Dott. Cav. EDOARDO CAMERA, † a Torino il 1-1- u. s. a 81 anni.

Valente oculista, prestò per oltre quarant'anni gratuitamente le sue cure ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice ed agli alunni della Casa-madre e degli altri nostri Istituti cittadini. Anima di tanta carità era la sua fede ed il suo affetto a Don Bosco cui professava cordiale stima e venerazione.

Contessa ERCOLINA PRIULI CACCIA DI VARALLO POMBIA, † a Torino il 10-III-u. s. a 70 anni.

Anima eletta, cuore generoso, trascorse la sua vita nella pietà, nell'amore della famiglia e nell'esercizio della carità che prodigava anche a favore delle Opere salesiane nel Comitato Centrale delle nostre Dame-Patronesse. La fede la sorresse nella lunga, dolorosa malattia che la condusse, il primo giorno della novena di S. Giuseppe, di cui era divotissima, al sospirato amplesso di Cristo.

Conte GIACINTO PEYRANO DI PEGLIONE, † il 7-III u. s.

Da molti anni fervente Cooperatore, prediligeva nella sua carità le Opere salesiane.

LIDIA BUONSIGNORE IN BESTAGNO, † a Ventimiglia il 4-III u. s. a 73 anni.

Donna di squisiti sentimenti religiosi, divotissima di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, fervente in ogni opera di bene, specialmente a favore dei poveri, impreziosì la sua vita coll'esercizio della carità e colla cristiana rassegnazione nelle prove e nelle sofferenze.

TERRONE DOMENICO, † a Trino Vercellese I'8-III u. s. a 94 anni.

Si spense serenamente come un patriarca, dopo aver trascorso la sua lunga vita nella pietà e nel lavoro, confortato dalla speciale assistenza di San Giovanni Bosco, di cui era divotissimo, lieto di aver offerto uno dei suoi dieci figli, Don Luigi, alla Società Salesiana, e due sue figlie all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

LAZZERO CARLO, † a Rivoli il 7-III u. S. a 87 anni.

Cugino in terzo grado con Mamma Margherita, visse di lavoro e di sacrificio, educando cristianamente i suoi 8 figli, e prestò per 12 anni le sue cure con amore e competenza, a fianco del figlio Don Giuseppe, alla sistemazione della nostra Scuola Agraria di Lombriasco,

GOBBER GIOVANNI, † a Imer (Trento) il 28-1 u. s. a 76 anni.

Cattolico fervente, forte nelle prove, rassegnato nelle sofferenze, seppe educare cristianamente i suoi figlioli e meritarsi dal Signore la vocazione di uno di essi alla Società Salesiana.

NOVAGLIO PIETRO, † a Nave il 15-1 u. s. a 64 anni.

Padre di dieci figli, seppe dar loro l'esempio di una vita edificante che favorì la vocazione di uno di essi alla Società Salesiana e di un altro alla Trappa.

COLUSSI ASSUNTA, † a Casarsa (Udine) il 20-II u. S.

Donna profondamente cristiana, madre esemplare di dodici figli, seppe educarli così bene alla pietà ed all'amor di Dio che quattro furono, chiamati al sacerdozio ed all'apostolato missionario nella Società Salesiana ed una figlia all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Altri Cooperatori defunti:

Amelotti Guido, Valenza (Alessandria) - Anichinì Cav. Giuseppe, Firenze - Arrigo Maria, Lecco (Como) - Astori Caterina, Bergamo - Audero Angelina, Montalenghe (Aosta) - Balducci Can. Francesco, S. Severino Marche (Macerata) - Baroncelli Luigi, Se-stino (Arezzo) - Battelli Giovanni, Savino (Pesaro) - Bersezio Caterina, Peveragno (Cuneo) - Bertolomea Forneris Maria, Bosconero (Torino) - Biestro Pelagia ved. Barberis, Monesiglio (Cuneo) - Borella Angelica, Cuorgnè (Aosta) - Bozzone Margherita, Torino - Bozzoni Ortensia, Portocivitanova (Macerata) - Broccardo Guido, Murazzano (Cuneo) - Calegari Bellotti Maria, Soncino (Cremona) - Calzino Gaudenzio, Rimella (Vercelli) - Cangi Lorenzo, Mornese (Alessandria) - Cangini D. Giuseppe, Baragazza (Bologna) - Canola Carolina, Caprino (Verona) - Carlino Nicola, Ripitella (Chieti) - Castelli Pietro, Venegono Inf. (Varese) - Cavallero Maria, Caluso (Aosta) - Cavrini Giuseppe, S. Martino Argine (Bologna) - Cecchini Feligiotti Maddalena, Urbania (Pesaro) - Chasseur Antonio, Aias (Aosta) - Chiodi Bortolo, Edolo (Brescia) - Cicchetti D. Giuseppe, Montetauro (Forlì) - Colangelo Francesco, Torino - Colombo Alessandro, Roncate Brianza (Milano) - Colombo D. Carlo, Veduggio (Milano) - Consonni Francesco, Terno d'Isola (Bergamo) - Conti Magni Alzira, Milano - Corana Giacomo, Villarvernia (Aless.) - Cosi Salvatore, S. Eufemia Della Torre (Brescia) - Costabello Dosolina, Perosa Argentina (Torino) - Cretier Gedeone, Mongiove (Aosta) - Cristinà Ugo, Roma - Crocco Maria Luisa, Chiavaci (Genova) - Curino Giuseppe, Casalino (Novara) - De Maria Margherita, Envie (Cuneo) - Denarier Ambrogio, Avise (Aosta) - D'Ignazio Giovanni, Borgo Collefegato (Rieti) - Feligiotti Maddalena, Urbania (Pesaro) - Felini Pietro, Provaglio D'Iseo (Brescia) - Fenocchi Raffaele, Grondola Guinadi (Massa Carr.) - Forte Francesco, Popereacco (Udine) - Gallotti Virginio, Tromello (Pavia) - Ghisleni Giovannina, Caprino Berg. (Bergamo) - Guasco Maddalena, Frassinetto Po (Aless.) - Guerrera D. Nunzio, Acireale (Catania) - Inigo Mascarino, Vignale Monf. (Aless.) - Invernizzi Domenica, Crenieno (Como) - Lanza Giuseppe, Alcara Li Fusi (Messina) - Mariotti Giovanni, Saronno (Varese) - Milesí Carmelina, Roncabello (Bergamo) - Manzo Chiariva, Lecce - Mariconti Attilio, Lodi (Milano) - Massa Cap. Prospero, Camogli (Genova) - Mauri Pasquale, Carote Brianza (Milano) - Merli D. Benevento, Pontetidone (Piacenza) - Moretta Giacomo Villa Tirano (Sondrio) - Novaglio Pietro, Nave (Brescia) - Paci Agnese, Roma - Para Bartolomeo, Castigliole (Cuneo) - Pavanato Gino, Milano - Pelazza Lucia, Vinovo (Torino) - Pintus Consolata, Elmas (Cagliari) - Pollini M. Ottavia, Cuorgnè (Aosta) - Poltroneri Giovanni, Scaldasole (Pavia) - Ponzetto Teresa, Verolengo (Torino) - Prato Eugenia, Castiglione Chiav. (Genova) - Ravera Delfina, Biestro (Savona) - Rondo Lucia, Milano - Rossi Laura, Napoli - Saporito Angelina, Palermo - Sardi Poggio Clara, S. Damiano d'Asti (Asti) - Sciarini Caterina, Reazzino (Svizzera Tic.) - Simeone Carlo, Gaeta (Littoria) - Sormani Maria, Novara - Tonon D. Annibale, Piove di Sacco (Padova) - Traverso Caterina, Frascaro (Alessandria) - Trucco Luisa, Ville S. Sebastiano (Imperia) - Ugni Silvia, Cesena (Forlì) - Valentini Pavan Anna, Spresiano (Treviso) - Vallini Pia, Lucca - Valsecchi Maria, Terno d'isola (Bergamo) - Vanetti Ambrogio, Casale Litta (Varese) - Villani Francesco, Guinzano (Pavia) - Villata Severina, Casorzo-(Asti) - Viviani Elisabetta, Stazzena (Lucca) - Vuillermin Giuseppe, Brusone (Aosta) - Zanella D. Agostino Crocifisso, Campomolino (Treviso).

CONDIZIONI per essere iscritti alla Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane e per ricevere il "Bollettino Salesiano".

Ricordiamo che per essere Cooperatori Salesiani non basta beneficare in qualunque modo le Opere o le fissioni Salesiane; ma occorre essere ufficialmente iscritti nell'elenco dei Cooperatori. Solo così si possono godere i favori spirituali concessi dalla Chiesa alla Famiglia Salesiana.

LE CONDIZIONI SONO:

1. Età non minore di 16 anni.

2. Godere buona riputazione religiosa e civile.

Essere in grado di promuovere, o per sè o per mezzo di altri, con preghiere, offerte o lavori, le Opere o le Missioni della Società Salesiana.

L'Unione non lega alcuno in coscienza, e non impone nessuna quota d'iscrizione, nè contributi periodici; perciò vi possono partecipare le famiglie secolari e le comunità religiose, istituti ed associazioni, per mezzo dei rispettivi genitori o superiori.

All'atto dell'iscrizione, la Società Salesiana invia il Diploma regolamento.

Chi pertanto desidera iscriversi tra i Cooperatori Salesiani - ricevere il Bollettino Salesiano - avere chiarimenti circa le Opere di Don Bosco - inviare offerte in loro favore - si rivolga al

RETTOR MAGGIORE DELLA SOCIETA SALESIANA - VIA COTTOLENGO, N. 32 TORINO (109), specificando bene nome e indirizzo.

NB. - Il BOLLETTINO SALESIANO si invia gratuitamente ai Cooperatori ed alle Cooperatrici. Non è un periodico ad abbonamento; ma l'organo ufficiale della Pia Unione. Ben volentieri si manda anche in omaggio a chi si interessa delle Opere e delle Missioni di S. Giovanni Bosco, senza esigere alcuna quota. Basta richiederlo alla Direzione Generale.