Anno LXVI - N. 5 - 1° MAGGIO 1942 - XX
SOMMARIO: Il Giubileo Episcopale del Santo Padre Pio XII. - Azione Salesiana. - In famiglia. - Dalle nostre Missioni. - Lettera di D. Giulivo..- Mons. P. Morganti. - Tesoro spirituale. - Necrologio. - Crociata missionaria.
Il 14 corr. festa dell'Ascensione di Nostro Signore, il Santo Padre Pio XII celebrerà nella Basilica di San Pietro il XXV della sua consacrazione episcopale. Tutta la Chiesa Cattolica, rinunziando a solennità esteriori contrastatiti coll'austerirà dell'ora che volge, farà un cuor solo col cuore del Papa, per ringraziare con lui il Signore dei doni elargitigli colla pienezza del Sacerdozio, e per implorargli grazie e benedizioni per l'altissima missione cui l'ha innalzato la dignità di Vicario di Cristo.
Noi, seguendo le direttive del Rettor Maggiore, daremo alla giornata uri carattere eminentemente eucaristico, trascorrendola in adorazione al SS. Sacramento ed offrendo Messe, Comunioni e preghiere secondo,. le intenzioni dell'Augusto Pontefice. Il Signore ce lo conservi a lungo a grida e conforto delle anime nostre! Ne sentiamo al vivo tutta la provvidenza; e di giorno in giorno ammiriamo con crescente commozione le paterne rivelazioni della nobiltà del suo spirito, della bontà del suo cuore. Poiché, mentre irradia la divina sapienza di quel magistero ch'egli esercita con intelletto d'amore e con fedeltà cristallina, egli manifesta soprattutto quella paternità spirituale che orna la sua fronte di triplice corona e che giunge, in queste ore di grandi cimenti, alle più squisite delicatezze. È chiaro che egli ha messo, come il Divin Salva tore, la sua autorità a servigio delle anime, e moltiplica i miracoli della carità. Mai forse la cristianità si è sentita così direttamente e così universalmente servita da Colui che si firma umilmente « Servus servorum Dei: Servo dei servi di Dio ». La casa del Padre è la casa dei figli che convengono settimanalmente d'ogni parte a far corona ai giovani sposi per udire dalle labbra paterne le parole di vita. La Città del Vaticano si può dir trasformata in una centrale di servizio e di carità che raggiunge, in quanto glielo consente lo stato di guerra mondiale, la massima capillarità. La sua voce, eco fedele della voce di Cristo, risuona con accenti di verità, di giustizia, di carità, inconfondibili ed inequivocabili. Risuona con riflessioni salutari, con tempestivi richiami, con direttive luminose, con preghiere accorate. E nel timbro è sempre il cuore del Padre che si strugge pei figli. Vigile e trepido, egli protende il suo sguardo in un'ansia di amore, se mai si apra spiraglio di consolazione. Giorno e notte egli innalza al Signore preghiere e sofferenze perchè si abbrevi l'ora della prova e si affretti il trionfo della concordia nella carità. Nunzi e Delegati Apostolici sono mobilitati a sollievo delle vittime cui dispensa tutti i soccorsi e conforti che la Provvidenza mette a sua disposizione. La radio Vaticana tenta continuamente le onde per raggiungere dispersi, prigionieri, esiliati, e riallacciarne la corrispondenza colle persone più care... E tutto questo, senza far distinzione di fede o di religione: basta che una creatura soffra, perchè il cuore del Padre la ricerchi con affetto ineffabile e le prodighi tutta la sua carità. Tutto il mondo anche quello che non crede, oggi vede e sente nel Vicario di Cristo il Vicario del Divin Salvatore, che passò « benefaciendo et sanando omnes: facendo del bene e guarendo tutti ».
La vita del Papa è infatti tutta consacrata a far del bene a chi soffre, a guarire questo povero mondo dai mali morali che sono la fonte e la causa di tutti gli altri mali.
Ma noi, sopra tutti, sentiamo la gloria e il conforto di un tanto Padre! Noi, tra i più cari più vicini, privilegiati alle più tenere cure del suo zelo pastorale, alle più delicate effusioni della sua bontà paterna. Non siano quindi secondi a nessuno nel fervore dei nostri filiali auguri e nell'omaggio delle nostre preghiere. La Vergine Ausiliatrice e S. Giov. Bosco avvalorino le nostre suppliche perchè si realizzino presto i voti del suo cuore di Padre e gli arrida la gioia della dilatazione del regno di Dio nel riscatto della civiltà secolare che è costata il sangue stesso di Cristo.
Direttori Diocesani dei Cooperatori.
Stiamo curando la ristampa degli elenchi aggiornati dei dirigenti la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani d'Italia.
È stato pubblicato il primo, quello dell'Ispettoria Ligure-toscana, e ne è stata spedita copia agl'interessati. Il Rettor Maggiore in una lettera di accompagnamento rileva, con piacere, che il numero dei Decurioni nel nuovo elenco, in confronto del precedente, si è raddoppiato e ringrazia gli Em.mi ed Ecc.mi Or-, dinari per l'incoraggiamento dato al movimento salesiano, e i benemeriti Cooperatori e i loro dirigenti per lo zelo generoso con cui lo promuovono.
Diamo il nome dei Direttori Diocesani dell'Ispettoria Ligure-Toscana.
ISPETTORIA LIGURE-TOSCANA
N. DIOCESI DIRETTORI DIOCESANI Liguria:
i Albenga Can. Secondo T. G. Battista.
2 Bobbio Can. Rebolini Stefano, Parr. di S. Colombano.
Condirettore: Parr. Gandini Stefano, Parr. di Fabbrica-Ottone. 3 Chiavari Can. Solari Giovanni.
4 Genova Mons. Gazzale Avv. Antonio.
5 Luni-Sarzana Mons. Bertonetti Giacinto Vic. Gen.
e Brugnato Cond.: Can. Trofello Giovanni, Parr. Sestri Levante.
6 Savona Mons. Monticelli Tommaso, Parr. di S. Francesco.
7 Ventimiglia Can. Borea Antonio, Parr. della Cattedrale.
Toscana:
1 Apuania Mons. Corona Giuseppe, Prev. Fosdinovo.
» Cond.: Can. Dazzi Dario, Apuania.
2 Arezzo Can. Guerri Vittorio.
3 Borgo S. Sepolcro Sac. Dott. Mengozzi Dailio.
4 Chiusi e Can. Tapperi Talete, Prop. Cattedrale.
Pienza Can. Mencucci Giuliano, Prop. Cattedrale.
5 Cortona Can. Gattoni Emilio.
6 Colle Val d'Elsa Can. Fontanelli Tito.
7 Fiesole Mons. Bigi Agostino.
8 Firenze Mons. Dott. Tirapani Mario, Vic. Gen.
q Grosseto Mons. Dianzani Antonio.
10 Livorno Mons. Marcucci Mario, Vic. Gen. -
11 Lucca Mons. Simonetti Ferdinando.
12 Massa Marittima Can. Breschi Curzio:
e Populonia
13 Montalcino Sac. Faiciani Sante, Rettore Seminario.
14 Montepulciano Can. cav. Bambagini Umberto, Rett. Collegio Vescovile.
15 Pescia Can. Pagni Vincenzo, Parr. Cattedrale.
16 Pisa Mons. Braccini Adolfo.
17 Pistoia e Can. Dott. Lenzini Guido.
Prato Can. T. Sarti Diego.
18 Pontremoli Parr. Moscatelli Luigi, Scorcetoli.
Cond.: Sac. Pinelli Antonio, Rettore S. Nicolò - Pontremoli.
19 S. Miniato Can. Balducci Cosimo.
2o Siena Mons. Can. Morbidi Benito. 21 Sovano e Pitigliaro Can. Mastacchini Giglio.
22 Volterra Mons. Marmagi Pietro, Vic. Gen.
Notizie rassicuranti.
HONG-KONG. - Il Direttore del nostro Orfanotrofio di Macao ha telegrafato che tutti i Salesiani residenti ad Hong-Kong - tolto un cinese disperso ed un altro leggermente ferito - sono sani e salvi e continuano la loro opera nelle varie Case che han subito solo qualche lieve danno.
SHIU CHOW. - L'Ispettore Don Braga ha pure telegrafato che i Missionari e le Figlie di Maria Ausiliatrice del Vicariato di Shiu Chow e di Junnanfu sono internati in Seminario col Vescovo Mons. Canazei, in buone condizioni di salute e trattati finora con riguardo.
CIRENAICA. - In una lettera inviata al Rettor Maggiore, il Vicario Apostolico di Derna S. B.. Mons. Lucato, ha dato notizie rassicuranti sulla salute e sulle condizioni di tutti i Salesiani del Vicariato, i quali rimasero al loro posto di lavoro fra coloni ed indigeni anche durante la seconda occupazione. La loro missione di carità non conobbe limiti. e non ebbe paura di sacrifici. Destò l'ammirazione degli stranieri e la commossa ammirazione e gratitudine dei nostri. Tornata la normalità, anche la vita religiosa ha potuto riprendere il fervore delle manifestazioni esteriori improntate alla più viva fede.
Contemporaneamente alla lettera del Vicario Apostolico è giunta pure una corrispondenza dal nostro parroco di « Giovanni Berta », che riproduciamo:
Giovanni Berta, li 25-2-1942-XX. « Ainatissimo Padre, eccomi a voi per darvi qualche notizia dei vostri figli del Vicariato di Derna che vi tornerà gradita.
» Siamo rimasti tutti sul campo del lavoro e, grazie alla protezione di Maria SS. Ausiliatrice e del nostro Padre Don Bosco, siamo sani e salvi.
» Quanto dobbiamo esser grati alla Divina Provvidenza! Ci siamo trovati in situazioni difficili ed abbiamo toccato con mano l'intervento divino.
» Non solo siamo sani e salvi, ma non ci manca nulla, e non ci è mai mancato nulla.
» Il Signore anzi si è servito di noi per andare incontro ai bisogni della povera gente che in ogni contingenza si rivolgeva al Padre, al sacerdote, il quale col prestigio della sua missione divina riusciva ad avvicinare chi di ragione ed otteneva aiuti e protezione anche per loro.
» Nelle nostre chiese abbiamo continuato a svolgere il nostro apostolato, accresciuto dal fatto che le popolazioni erano state riunite presso il centro dei singoli villaggi e sentivano maggior bisogno dell'aiuto divino, ben comprendendo che li poteva consolare il Signore ed il suo rappresentante, il sacerdote.
» Un altro grande conforto fu per noi il constatare i prodigi della cattolicità della Chiesa. Abbiamo visto le nostre chiese affollarsi anche di cattolici inglesi, polacchi e indiani: parecchi di questi ultimi provenienti dalla nostra missione di Madras.
» Nella nostra chiesetta di Berta ho ripreso le funzioni serali per i nostri soldati con una istruzione quotidiana sul catechismo. Se li vedeste! Come stanno attenti e devoti!
» Ora speriamo di poter normalizzare tutto il nostro servizio a vantaggio di tante care anime. Mi raccomando alle vostre preghiere e, baciandovi la mano, godo affermarmi aff.mo in G. C.
Sac. VINCENZO DI PIETRA ».
Queste buone notizie ci sono state confermate anche dal nostro Cappellano Don Pasa che verso la fine di marzo ebbe dal Ministero l'occasione di una visita a Mons. Lucato ed a tutti i Salesiani.
Frascati - L'Em.mo Card. Salotti commemora il Centenario dell'Opera Salesiana ed inaugura i nuovi locali.
Infervorati da un triduo di predicazione, gli alunni del nostro Liceo-Ginnasio parificato di Villa Sora hanno celebrato, il 31 gennaio u. s., la festa di Don Bosco colla commemorazione del centenario dell'inizio dell'Opera Salesiana e l'inaugurazione di nuovi modernissimi locali. L'intervento delle autorità, di persolanità del clero e del laicato, di illustri ex-allievi col Presidente Internazionale Gr. Uff. Arturo Poesio, diede alla celebrazione straordinaria solennità. Ma lo splendore più ambito fu quello della Porpora dell'Em.mo Sig. Cardinal Carlo Salotti, Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti e Vescovo di Palestrina, che, con paterno affetto, raggiunse Frascati fin dalle prime ore del mattino per la Messa della Comunione generale, durante la quale cominciò a rivolgere ai giovani la sua smagliante parola.
Cantò la Messa solenne il parroco Monsignor Venturini. Carissima la visita di S. E, Mons. Budelacci, Vescovo Ausiliare, che, nonostante gli impegni a Roma, volle trascorrere almeno qualche ora in mezzo ai giovani.
Alle ore 16 cominciò la cerimonia commemorativa. S. Eminenza il Card. Salotti impartì la benedizione rituale ai nuovi locali, quindi tenne il discorso ufficiale, illustrando il magistero educativo di Don Bosco al palpito del triplice amore di Dio, della Patria e del lavoro. Giovani ed invitati, soggiogati dalla maliosa eloquenza dell'Em.mo Porporato, lo seguirono con crescente entusiasmo, che esplose in frequenti consensi cd assurse, infine, ad una calorosa interminabile ovazione.
Torino - Per la Crociata della Purezza.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice ammalate a Villa Salus (Torino-Cavoretto), nel desiderio di cooperare esse pure alla a Crociata della Purezza », si prefissero di offrire a tale scopo le loro preghiere, sofferenze, mortificazioni e sacrifici, fissando una particolare intenzione per ogni sabato dell'anno, dalla festa dell'Immacolata 1941 a quella del 1942. Composero così una specie di Calendario, su cui raffigurarono simbolicamente il loro pensiero, anche in relazione ai vari momenti della Crociata, e dove segnarono, su foglietti mensili, le speciali intenzioni determinate per ciascun sabato.
Il geniale Calendario venne poi presentato a S. Em. Rev.ma il Card. Arcivescovo di Torino, il quale lo gradì vivamente, e si degnò di rispondere con questa bella lettera, alla Direttrice
Rettrice d. Villa Salus:
Torino, 28 gennaio 1942.
Mi e stato di particolare conforto il " Calendario della Purezza" inviatomi da codeste ottime Figlie di Maria Ausiliatrice e la filiale lettera con cui l'hanno accompagnato. Innanzi tutto desidero far pervenire i miei paterni rallegramenti per l'ingegnosità del lavoro: l'amore di Dio e delle anime fanno operare miracoli! Ma oltre alla bellezza artistica e direi estrinseca del Calendario, ben più preziosa è la raccolta di preghiere, di offerte e di sacrifici, così ben distribuiti in ogni sabato dell'anno, da far sperare con certezza nella riuscita della Crociata indetta dalla bontà del Santo Padre e così essenziale ai nostri giorni. Come può la Vergine Santa, Madre
Purissima, Vergine delle vergini, Regina Immacolata non ascoltare la voce che s'innalza a coro dalle sue Figlie di Villa Salus ? Com'è possibile che l'Agnello Immacolato non accolga le mistiche gocce di sangue per trasformarle nel Suo Sangue, dando in questo modo alle sofferenze, ai sacrifici ed alle preghiere l'efficacia di lavare le anime per ritornarle al candore dei gigli ? Dobbiamo essere tutti grati al delicato pensiero di Villa Salus, ma in modo particolare sente il debito della riconoscenza l'Arcivescovo, sulle cui spalle cade il peso di tante anime infangate dalla colpa. Sente ora l'Arcivescovo di non essere più solo a portare una croce tanto opprimente, ed il suo cuore si allarga alla fiducia: la Crociata della Purezza, con simili collaboratrici, porterà certamente i suoi frutti di bene in mezzo alla gioventù di oggi e richiamerà i genitori a cooperare con la Chiesa nella educazione cristiana dei propri figli.
Incarico pertanto Lei, Rev. Superiora, di esprimere a tutte le Suore di Villa Salus i sensi della mia più paterna gratitudine, mentre di cuore benedico a tutte ed a ciascuna in particolare N.
L'Arcivescovo
MAURILIo CARD. FOSSATI.
Torino - Insegnanti ed alunni delle Scuole Primarie della Città alle nostre Scuole Professionali.
Col mese di marzo si è iniziata una serie di visite che allieta settimanalmente l'Oratorio di balde schiere di alunni delle Scuole Primarie della Città, i quali, seguendo l'ordine fissato dall'Ispettorato Scolastico, sotto la guida dei loro egregi Insegnanti, passano a scaglioni per le nostre Scuole Professionali ad ammirare i nostri cari artigiani al lavoro, per trarne stimolo all'apprezzamento cella disciplina del lavoro inserita ora dalla Carta della Scuola anche nei loro programmi. I vivaci frugoli hanno tutto l'agio di percorrere laboratori ed officine e di osservare attentamente la serietà di applicazione dei nostri giovani, che, lungi dal distrarsi, continuano, in silenzio, il loro lavoro con quella gioia, quell'amore e quel fervore di alacrità e di entusiasmo che è caratteristica della scuola di Don Bosco, e che permette loro di raggiungere in un quinquennio quell'abilitazione tecnica che risponde alle più moderne esigenze. All'uscita, i piccoli visitatori hanno negli occhi l'impressione di un grande interesse e della più viva soddisfazione. Prima che essi lascino l'Oratorio, il Direttore dona a tutti un'immaginetta di Don Bosco, il cui sorriso li accompagna mentre sostano in Basilica a fare omaggio a Gesù Sacramentato ed a Maria Ausiliatrice. Le visite continueranno anche nel mese corrente ed avranno pure per meta l'Istituto «Conti Rebaudengo » per le scolaresche più vicine. Così Don Bosco si rivela a tanti giovani anche sotto l'aspetto di « Santo del lavoro ».
La pratica iniziativa venne presa dall'Ispettore Scolastico Capo Comm. Dal Piaz coll'A. F. S. dopo una conferenza da loro promossa nel salone del R. Istituto Industriale « Pierino Delpiano », il 25 febbraio u. s. sul Lavoro nel sistema Educativo di Don Bosco » (1). Vi assistevano oltre cinquecento Insegnanti.
Sedevano alla Presidenza: il cav. Paolo Cotronei, R. Ispettore Scolastico addetto al R. Provveditorato agli Studi, in rappresentanza del R. Provveditore; il canonico avv. Don Cesario Borla, Ispettore Municipale per la Religione; il comm. Giuseppe Grossi, Ispettore Ministeriale Scuole Rurali; il comm. Riccardo Dal Piaz, R. Ispettore Scolastico Capo; il cav. uff. Giovanni Scaglione, Fiduciario Provinciale A. F. S.; ed il dott. Don Roberto Fanara, Ispettore delle Scuole Salesiane dell'Ispettoria Subalpina
Gli stessi Insegnanti, coll'Ispettore Capo ed il Fiduciario Provinciale, si portarono, il 15 aprile, al nostro Istituto «Conti Rebaudengo » per vedere in pratica il sistema di Don Bosco nelle Scuole del Lavoro, illustrato nella conferenza.
Accolti festosamente dai Superiori e dagli alunni poterono visitare accuratamente scuole e laboratori, e sostare anche nella sede della Facoltà di Filosofia e Pedagogia del nostro Ateneo Pontificio prendendo vivissimo interesse specialmente alle sezioni di biologia e di psicologia sperimentale, di cui ammirarono la modernissima attrezzatura e l'efficacissima applicazione. Ma la più cara sorpresa l'ebbero dal Rettor Maggiore che, nonostante le sue molteplici occupazioni, volle trovarsi insieme a loro e, con quella competenza che gli è propria nel campo professionale, illustrare esaurientemente principi e sviluppi del sistema e dell'apostolato di Don Bosco per la redenzione del lavoro e l'elevazione della classe operaia.
Nel lasciar l'Istituto essi espressero al signor Don Ricaldone tutta la loro riconoscenza e la più fervida ammirazione per il meraviglioso aggiornamento tecnico cui egli ha portato in quest'ultimo trentennio le Scuole Professionali Salesiane.
(1) D. GUIDO FAVINI, Il Lavoro nel Sistema Educativo di San Giovanni Bosco. - S. E. I., Torino - L. 2
Dall'Albania.
Le condizioni del luogo, ritornate pressochè normali, dopo la burràsca di alcuni mesi scorsi, permisero alle Figlie di Maria Ausiliatrice in Borgo Costanzo Ciano di celebrare la festa centenaria dell'Immacolata con tutta la possibile solennità; anche come ringraziamento alla Vergine Santa per la particolare protezione accordata nei passati, pericolosi frangenti. Vi prese parte, con spontanea adesione, tutta la Colonia italiana, di modo che la Parrocchia venne gremita di gente sia alla prima Messa, come all'altra solenne, cantata dalle alunne del laboratorio. Numerosissime pure le Sante Comunioni, preparate dalla predicazione del triduo, tenuta dal Parroco; e generale l'affluenza al discorso commemorativo, col quale il Cappellano Militare ricordò la data centenaria, illustrando la figura e l'Opera di S. Giovanni Bosco.
Fu anche una bella preparazione alla festa di Natale, in cui si ebbe la S. Messa di mezzanotte in Parrocchia, con canto di sacri mottetti eseguiti dalle alunne; e, più tardi, la « Messa del Soldato » celebrata nella Cappella delle suore. L'iniziativa incontrò il più grande favore; e tutti, incominciando dagli ufficiali, v'intervennero molto volentieri, con devoto contegno; non pochi ne approfittarono per accostarsi ai Santi Sacramenti. Non mancò poi, secondo le consuetudini salesiane, un po' di festicciuola, con la distribuzione di qualche dolce preparato dalle Suore, e d'una imagine-ricordo di Gesù Bambino: umili cose, che riuscirono tuttavia tanto gradite a tutti quei buoni soldati, lieti e riconoscenti per aver trovato in una Casa di Don Bosco il palpito di cristiana cordialità del Santo, a rallegrare il loro Natale di guerra.
Anche da Scutari si ebbero in questi giorni le migliori notizie di fervida attività, portate da un nostro confratello Cappellano Militare, il quale lodò altamente l'opera che vanno svolgendo le Figlie di Maria Ausiliatrice in quelle due Case, sia nell'Orfanotrofio e nell'annessa e fiorente Scuola Italiana, come nell'Ospedale, dove ora, oltre agl'infermi del luogo, anche i nostri soldati trovano assistenza e conforto di cristiane e fraterne cure
ARGENTINA - Buenos Aires - Celebrazioni Centenarie.
Non essendoci ancora giunta relazione di quelle organizzate dai Salesiani, diamo notizia di quelle fatte dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il Centenario dell'Opera Salesiana fu solennizzato nella Casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Buenos Aires con una serie di grandi festeggiamenti, susseguitisi in diverse forme dall'ottobre al dicembre u. s. Date le eccezionali difficoltà di comunicazioni, non si son potuti avere finora al riguardo se non brevissimi cenni, che tuttavia riportiamo, perchè servono a dare qualche idea di quelle manifestazioni, veramente straordinarie.
Iniziate il 12 ottobre con la Messa al campo, assistita nella piazza del Congresso da tutte le alunne dei Collegi della Capitale, e preparate da altre solenni funzioni, nonchè da un riuscitissimo concerto sacro nella Chiesa di S. Carlo e da un imponente pellegrinaggio di oratoriane, allieve, ex-allieve e Madri delle alunne al Santuario di Lujàn, ebbero la loro massima celebrazione nelle «Assemblee Catechistiche » dei giorni 21, 22 e 23 ottobre, dedicate rispettivamente a S. Giovanni Bosco, al Santo Padre e a Cristo Re. In ognuna di tali giornate, presieduta la prima da S. E. Rev.ma Mons. Serafini Vescovo di Mercedes, la seconda dal rev. Don Reyneri Ispettore Salesiano, la terza dall'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Fietta, le alunne delle elementari, professionali e normali svolsero successivamente un adatto e interessante programma di cultura religiosa, intramezzato da poesie e canti sacri.
Al plauso sentito delle Autorità intervenute, se ne aggiunse proprio in quei giorni un altro, non meno prezioso e gradito, perchè di uno specialista in materia, il rev.mo Dott. Don Mariano Nuñez Mendoza, Direttore Generale del Catechismo per l' Archidiocesi di Buenos Aires, il quale, dopo aver letto le composizioni scritte presentate dalle alunne per gli esami di religione, si degnava manifestare la propria compiacenza alla Direttrice della Casa, con una bella lettera, da cui riportiamo i punti più salienti, nella loro traduzione italiana:
« ... In cotesto amatissimo Istituto vive, senza dubbio, l'amabile figura del grande Apostolo del Catechismo S Giovanni Bosco, le cui direttive sono seguite con tanta ammirevole fedeltà dalle sue Figlie.
» Le impressioni avute nel leggere queste composizioni si possono concretare così: esse rivelano che coteste buone alunne possiedono una esatta e profonda conoscenza del programma; indicano che, specialmente quelle dei Corsi Superiori, allo studio coscienzoso del loro testo, hanno aggiunto delle letture illustrative e di consultazione; mostrano che tutte hanno studiato durante l'intero anno scolastico con intensità, dedizione e affetto; rivelano - e questo è il miglior elogio che si possa fare di un istituto di educazione - anime di fanciulle veramente buone, e di pietà edificante; ciò che è di vero conforto nel presente momento di così diffusa corruzione. Infine, e sia questo il tributo di gratitudine dato alle degne educatrici, si vede chiaramente che le maestre delle alunne sono anime catechistiche: religiose totalmente consacrate a scolpire l'immagine di Gesù nelle loro allieve.
» Voglia il Signore, per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giov. Bosco, spargere abbondanti grazie di predilezione sulle Religiose figlie di così gran Santo e sulle loro alunne, per il maggior bene della Chiesa e delle anime!
» ...Mentre porgo le mie sincere felicitazioni, mi è caro di comunicare la viva soddisfazione recata dall'ottimo esito degli esami al paterno cuore dell'Em.mo nostro Cardinale Arcivescovo, il quale tanto ama e personalmente dirige le Opere Catechistiche di Buenos Aires... ».
Altra significativa manifestazione del genere si ebbe il 30 novembre, con la solenne apertura della «Mostra Catechistica», preparata mediante la collaborazione di tutte le Case dell'Ispettoria, e benedetta dallo stesso Em.mo Card. Copello, Arcivescovo di Buenos Aires e Primate d'Argentina. Non si è potuto ricevere la relazione particolareggiata e la ricca serie di fotografie illustrative, e non è possibile quindi dirne il pensiero informativo e il carattere speciale; si sa però che riuscì quanto mai bella e completa, anzi - al dire di illustri visitatori - veramente grandiosa.
Ricordiamo infine l'inaugurazione della Cappella dell'Oratorio festivo di S. Coloma vicino al Noviziato di Bernal, eretta grazie alla cooperazione sempre fervida e generosa di quelle zelantissime ex-allieve, e benedetta proprio l'8 dicembre u. s., come espressivo omaggio a S. Giovanni Bosco nel compiersi del 1° secolo di fondazione dei suoi Oratori.
PERÙ - Feste Giubilari.
Il centenario dell'Opera di S. Giovanni Bosco ha coinciso nel Perù coi cinquant'anni dall'arrivo delle prime nove Figlie di Maria Ausiliatrice, entrate nella Repubblica il 28 settembre 1891, per dare inizio, a fianco dei Salesiani, alla fondazione di Lima. L'avvenimento fu ricordato nella loro Casa Ispettoriale dal 21 settembre al 5 ottobre u. s. con solenni feste commemorative, delle quali ora riportiamo solo queste brevissime note, che si sono potuto ricevere.
Anche là, non piccola parte del programma fu d'intonazione catechistica: quindi il 26 settembre, dopo le sacre funzioni dei 21 per l'apertura dei festeggiamenti giubilari, si ebbe l'inaugurazione della grande « Mostra Catechistica », seguita dalla relativa « Gara » fra i vari Collegi della capitale. Altre particolari manifestazioni in cappella e nel salone-teatro vennero riservate al giorno seguente, quale omaggio delle alunne interne, esterne e oratoriane a S. Giovanni Bosco, nel 1° Centenario della sua Opera.
All'indomani poi, ricorrenza della data giubilare, alle ore 9 celebrò la santa Messa S. Eccellenza Rev.ma Mons. Ottavio Ortiz Arrieta, Vescovo di Chachapoyas, presenti tre Suore superstiti della prima fondazione; e alle ore 11, dopo il canto solenne del Te Deum, l'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Fernando Cento impartì la Benedizione Eucaristica. Nel pomeriggio, grande accademia omaggio, onorata dalla presenza di molte autorità ecclesiastiche e civili, nonchè dalla signora Enrichetta Garland de Prado, consorte del Presidente della Repubblica.
I giorni 2, 3 e 5 ottobre furono dedicati: il primo alle alunne dei Collegi di Lima e di Callao, convenute nella chiesa di Maria Ausiliatrice per la santa Messa celebrata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Vittorio Alvarez, Vescovo di Ayacucho; il secondo, al suffragio di tutte le Suore, Benefattrici, ex-allieve e allieve delle Case del Perù morte nei cinquant'anni, per cui vennero offerte solenni esequie nella Cappella della Casa Ispettoriale; il terzo, al Convegno delle ex-allieve, con intervento di un rappresentante dell'Ecc.mo Arcivescovo.
Nello stesso giorno i festeggiamenti giubilari, svoltisi contemporaneamente a quelli dei Salesiani, ebbero la medesima solennissima chiusura nella chiesa di Maria Ausiliatrice, alla presenza del Presidente della Repubblica, di Ministri, Senatori, Deputati e di altre illustri personalità.
PORTOGALLO - Il Centenario dell'Opera Salesiana.
Anche nel Portogallo il Centenario dell'inizio dell'Opera Salesiana venne commemorato con solenni funzioni religiose e con fervide celebrazioni.
A Lisbona, non potendo la cappella del nostro Istituto accogliere tutta la folla dei Cooperatori e dei fedeli, il degnissimo Priore della chiesa dell'Incarnazione, ex-allievo salesiano, offerse l'artistico tempio. Tre Padri della Compagnia di Gesù si succedettero sul pergamo a preparare le anime con un triduo di predicazione chiuso dalla Benedizione Eucaristica impartita da S. E. il Vescovo di Limira, Monsignor Raffaele da Assunçào. Il 31 gennaio poi, tenne solenne Pontificale S. E. l'Arcivescovo di Mitilene e disse il panegirico il Padre Gomes dos Santos S. J. La partecipazione della cittadinanza non poteva essere più cordiale e più devota. Coronò la festa lo stesso Em.mo Cardinal Patriarca il quale, dopo il canto del Te Deum impartì la Benedizione Eucaristica ed assistette infine ad un riuscitissimo trattenimento nel salone teatro, affollato di personalità, benefattori, cooperatori ed invitati. Prima della rappresentazione drammatica, gli alunni della Casa di Lisbona e di Estoril, svolsero, come già avevano fatto durante le sacre funzioni, un scelto programma musicale, e l'Ispettore Don Ermenegildo Carrà, tracciò un ampio quadro dello sviluppo dell'Opera di Don Bosco nel secolo trascorso.
Nel nostro Istituto di Porto la celebrazione fu ritardata al 1° febbraio e vi partecipò S. E. il Vescovo di Gurza che distribuì la Comunione generale.
La maggior solennità diedero pure le nostre tre Case di Evora. Nella « Casa Pia Maschile » cantò la Messa il Rettore del Seminario Maggiore con assistenza pontificale di S. E. Monsignor Arcivescovo.
L'Istituto di Poiares de Regua fece precedere la festa da una intera novena. Con ugual fervore commemorarono la storica data le altre Case, tutte fiorenti di, alunni ed in pieno sviluppo di attività educativa. La Casa di Estoril ha inaugurato quest'anno anche un corso di scuole serali per adulti che fu subito affollatissimo. La benevolenza delle autorità e la beneficenza dei Cooperatori sostiene generosamente l'apostolato dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Il BOLLETTINO SALESIANO si invia gratuitamente ai Cooperatori ed alle Cooperatrici. Non è un periodico ad abbonamento; ma l'organo ufficiale della Pia Unione. Ben volentieri si manda anche in omaggio a chi si interessa delle Opere e delle Missioni di S. Giov. Bosco, senza esigere alcuna quota. Basta richiederlo alla Direzione Generale - Via Cottolengo, 32 - Torino (109).
In mancanza di notizie dirette dalle nostre Missioni riportiamo quanto ha pubblicato in questi ultimi mesi L'Osservatore Romano, ed invitiamo Cooperatori e Cooperatrici a raccomandare con maggior fervore nelle loro preghiere al Signore i nostri Missionari e le Figlie di Maria Ausiliatrice che lavorano con loro nei territori di missione.
Lavoro missionario e realizzazioni nella Prefettura Apostolica di Miyazaki.
Chi riguardi i dati statistici del lavoro missionario compiuto nell'anno 1940-41 in questa Prefettura Apostolica, ci vede riflesso lo stato di fatto del momento che si attraversa. La chiamata alle armi, l'emigrazione ai centri di lavoro, le conseguenze del dissesto mondiale rendono più difficile l'opera del Missionario. Il nuovo Amministratore Apostolico giapponese, Mons. Ideguchi, continua alacremente l'opera iniziata dai Salesiani, che sono rimasti sul posto per coadiuvarlo.
Le opere sociali di assistenza e beneficenza incontrano il plauso e l'appoggio incondizionato delle Autorità, colle quali sono sempre stati in ottimi rapporti.
I Salesiani di Don Bosco hanno iniziato una colonia agricola per i dimessi dall'Ospizio che non hanno attitudine per lo studio nè per i lavori professionali.
Anche gli studi nel campo letterario e scientifico da parte dei missionari continuano a valorizzare la religione di fronte agli intellettuali.
Buona stampa, concerti musicali, partecipazione a manifestazioni civili-patriottiche, crociata catechistica, pubblicazione periodica di musica sacra inspirata a temi e melodie tradizionali giapponesi, sviluppo di residenze missionarie, cultura delle vocazioni ecclesiastiche indigene sono altrettante voci del lavoro missionario che si svolge nella prefettura.
Essa conta, secondo il censimento di due anni fa, 1.813.332 abitanti, dei quali 1.636 sono cattolici. È divisa in 7 distretti; ha 7 quasi parrocchie, 6 stazioni primarie e 4 secondarie, 3 chiese, 7 cappelle. I sacerdoti-missionari sono 14, coadiuvati da 5 fratelli coadiutori, da 18 suore straniere ed 8 indigene, da 4 catechisti, 9 maestri e 2 medici.
Nelle sette scuole dirette dalla Missione si contano 270 frequentanti e 995 son quelli delle io scuole di preghiera. Nell'anno 194041 si sono avuti 1o8 battesimi di adulti e 40 di bambini. I catecumeni sono 70. L'ospedale della missione conta 50 letti. Nei due orfanotrofi si accolgono 11o orfani. Fiorenti sono le associazioni religiose, di carità e di Azione Cattolica.
Le missioni cattoliche nella Thailandia.
Tagliato fuori da tutte le grandi vie di comunicazione del mondo, il « Paese dell'elefante bianco », che si chiamò Siam, oggi si noma Thailandia.
Regno indipendente, occupa il centro dell'Indocina ed una parte rilevante della penisola di Malacca. Birmania, Indocina francese, Malesia Britannica, Golfo del Bengala e Golfo del Siam costituiscono i suoi confini.
Sovra un'area di circa 529.000 kmq, vive la sua popolazione di 15.266.000 abitanti, una delle più frammischiate del mondo, essendo costituita da siamesi, mongoli meridionali di razza thai assai mista colle razze dei paesi confinanti ; cinesi, indiani, malesi, cambogiani, shan, annamiti, birmani, europei, americani, giapponesi ed altre nazionalità ancora.
La lingua ha relazioni di parentela con quella cinese, ma è più semplice e chiara. La religione ufficiale e della maggioranza è il Buddismo; si hanno mezzo milione di musulmani ed i cristiani son calcolati a 50.000, di cui circa 44.000 i cattolici. I templi buddisti - Wat - sorgono nelle regioni abitate, in mezzo alla lussureggiante vegetazione tropicale di palme, bambù, viti ed orchidee; templi sovente costosissimi e molto sontuosi.
La Thailandia è assai attaccata al Buddismo; si dice che ogni cittadino, dal re al mendicante, trascorra almeno una stagione in qualche monastero buddista; anche in Thailandia, però, si ha l'idea che la religione debba servire a scopi politici.
I primi tentativi di penetrazione missionaria del Siam o Thai vennero fatti nel secolo XVI dai Domenicani e molti pagarono colla vita il loro apostolico ardimento. Primi ad entrarvi. e ad essere messi a morte furono i Padri Gerolamo della Croce e Sebastiano di Canto, portoghesi, che giunsero ad Ayuthia, l'antica capitale, nel 1555 come cappellani militari, convertirono 1500 pagani e fondarono tre parrocchie. Dei sei confratelli che li sostituirono, dopochè furono uccisi nel 1569, Giovanni Maldonado vi morì nel 1598 e Luigi Fonseca vi fu martirizzato nel 1600, insieme col P. Mota. I Francescani vi predicarono . per un anno, venuti da Macao nel 1583. Dal 1601 al 1619 vi si potè stabilire pacificamente il P. Francesco dell'Annunciazione.
Nel 16o6 vi arrivava il gesuita P. Baldassarre de Sequeira; nel 1616 dopo la conclusione del trattato tra Siam e Portogallo, entrò nel regno, col permesso di predicarvi, un altro missionario, P. Fernando. Nel 1624 un confratello del P. De Sequeira, P. Margico, lo raggiungeva ad Ayuthia costruendovi una bella chiesa; l'uno e l'altro si guadagnarono l'appoggio del sovrano il quale poi, nel 1639, chiedeva sacerdoti da Malacca per i suoi combattenti portoghesi.
La persecuzione scoppiava in seguito ad impedire i progressi che le missioni si ripromettevano.
Secondo la « Guida delle Missioni Cattoliche », nel 1662 si contavano nella capitale, Ayuthia, 2000 fedeli, assistiti da quattro Gesuiti, due Domenicani, due Francescani e tre sacerdoti secolari. Fu in quel tempo che il Siam divenne anche il rifugio di centinaia di cristiani perseguitati nell'Annam e nel Giappone.
Il 22 agosto 1622, dopo un viaggio avventuroso durato 25 mesi, giungeva da Parigi ad Ayuthia, per via di terra, con, un gruppetto di sacerdoti della Società per le Missioni Estere, il Vescovo Mons. Lambert de la Motte, vicario apostolico della Cocincina. Con un altro gruppo vi arrivava un altro Vescovo, il vicario apostolico del Tonchino, Mons. Pallu; un terzo Vescovo, Mons. Cotolendi, era morto lungo la via, in India.
Mons. Lambert de la Motte si curò particolarmente di dare al Siam Clero indigeno e potè ordinare i primi sacerdoti nativi nel 1668. Il suo successore, Mons. Laneau, fu benevolmente accolto dal Re Phra-Narai, che donava ai missionari il terreno per la chiesa, la residenza ed il seminario. Nel 1685 un decreto sovrano permetteva la predicazione del Vangelo in tutto il regno; ma poi, deposto il Re, imprigionati il Vicario apostolico e parecchi padri, la persecuzione tornava a scatenarsi.
Gli anni 1629, 1755, 1764 e 1775 segnano la data di altrettante tempeste, le più gravi, rovesciatesi sopra le Missioni cattoliche del Siam nel secolo XVIII. Il 23 marzo 1767, durante l'invasione birmana, cadeva Ayuthia; Vescovo e missionari venivano espulsi, per tornare l'anno seguente, chiamati dal nuovo sovrano il quale avrebbe poi perseguitato i cattolici che, nel 1802, non erano ormai più di 2.500.
Il trattato franco-siamese del 1856 rinnovava alle missioni cattoliche la concessione dell'antico trattato del 1685 ed i fedeli andarono sempre aumentando. La tranquillità dell'apostolato missionario soffrì qualche turbamento solo nel 1894 per opera di alcuni mandarini, ma poi tornò il sereno sino allo scoppio della guerra attuale.
Una parte della Thailandia orientale apparteneva fino al 1938 al Vicariato apostolico del Laos, nell'Indocina francese, e da quell'anno dipende dalla Prefettura apostolica di Vientiane e Luang Prabang. Qui però riguardiamo solo alle due circoscrizioni ecclesiastiche il cui territorio è completamente entro i confini della Thailandia: il Vicariato apostolico di Bangkok e quello di Rajaburi.
Il primo, già dichiarato indipendente dalla giurisdizione ecclesiastica di Goa il 10 novembre 1673 e dalla Inquisizione di Goa il 22 dicembre dello stesso anno, veniva esteso al territorio di Singapore nel 1827 ed in parte alla penisola di Malacca nel 1840. Nel 1841 era diviso nei due vicariati, Siam Occidentale e Siam Orientale, ed il reame del Siam era assegnato a questo. Col nome ed i confini attuali venne eretto nel 1924.
È affidato alle Missioni Estere di Parigi che vi hanno 64 sacerdoti, 20 francesi e 44 indigeni; 36 fratelli, di cui 16 francesi, 15 spagnoli, 3 siamesi, un italiano ed un inglese.
Il suo territorio si estende sopra un'area di 274.000 kmq. ed ha una popolazione di 8 milioni di abitanti, di cui 7.600.000 buddisti, 100.000 musulmani, 35.270 cattolici, 30.000 confucianisti, 6.000 protestanti.
I missionari sono coadiuvati da 231 suore di quattro Congregazioni e di 15 diverse nazionalità; da 21 catechisti, da 84 maestri e 104 maestre. Le chiese e cappelle sono 66; dieci i distretti, diciotto le parrocchie o quasi parrocchie; ventidue le stazioni con missionario residente e trenta quelle senza missionario stabile.
La missione vi ha quattro piccoli ospedali con un totale di 40 letti ed un dispensario che dà annualmente 2.500 consultazioni. Gli orfanotrofi sono 12, con 18o ragazzi e 293 fanciulle. Le scuole elementari sono 62, con una scolaresca di più che 5000 frequentanti d'ambo i sessi ; solo un migliaio non sono ancora cristiani. Le scuole medie sono 11, con 2346 alunni e 1723 allieve; in queste la maggioranza è di non cristiani; i battezzati superano di poco il migliaio. Una scuola professionale femminile conta 32 alunne. Le 20 scuole di preghiera sono frequentate da più di 1200 persone. Il seminario minore conta 38 seminaristi.
Il vicariato apostolico di Rajaburi venne elevato a questo grado lo scorso anno; dal 1930 era stato missione sui juris sino al 1934, quando fu fatto prefettura apostolica. È affidato ai Salesiani di Don Bosco. Si estende sopra una superficie di 118.000 kmq. ed ha una popolazione di 2.541.000 abitanti. I cattolici sono 8570; i maomettani 250.000. I sacerdoti sono 27 italiani, due spagnoli, un francese ed un siamese. I fratelli sono 20; le suore 25 di tre diverse Congregazioni; nove di esse sono indigene. Ventisette sono gli Scolastici salesiani; i seminaristi sono 5 maggiori e 29 minori. Il vicariato è diviso in tre distretti con io stazioni primarie e 5 secondarie; le chiese e cappelle sono 17. Il dispensario dà quasi 3000 consultazioni all'anno. Le 18 scuole elementari contano 744 alunni ed 8o5 alunne. Le cinque scuole medie sono frequentate da quasi 300 giovani, in maggioranza del sesso maschile. La tipografia della missione stampa due periodici: Jaovasan (Giovinezza) ed Udom Phan (Preziosa Semente); il primo con una tiratura di 1300 copie e l'altro di 1100.
A. L.
Carissimi,
in occasione del terzo anniversario della liberazione della Catalogna, il Caudillo della Spagna, Generalissimo Franco, iniziò il ciclo delle celebrazioni commemorative con un devoto pellegrinaggio al celebre, dieci volte secolare, Santuario di Monserrato. Accolto, sotto una pioggia di fiori, in un delirio di festa, fra gli evviva e le acclamazioni della folla, dall'Abate e dalla Comunità Benedettina, dai Vescovi della regione e dai Superiori degli Ordini religiosi, dopo il bacio della Reliquia della Santa Croce, rese omaggio alla Vergine, con edificante espressione di fede e di pietà cristiana, ed assistette al canto del Te Deum. Rispondendo quindi al benvenuto dell'Abate, « Con questa visita - egli disse - adempio ad una gloriosa tradizione dei Capi della Spagna, colla gioia di chi compie il dovere di prostrarsi ai piedi della Madonna che presiedette a tante vittoriose gesta. Noi abbiamo offerto il braccio e l'intenzione; ma la vittoria Dio solo l'ha data, mosso senza dubbio dalle vostre preghiere... Ora occorre guadagnare il popolo, e questo non si ottiene che coll'unità e colla disciplina. La battaglia non è quindi terminata; e poichè si tratta del servizio di Dio e della grandezza della Patria, chiedo ancora la vostra cooperazione e le vostre preghiere ». L'indomani assistette al solennissimo Pontificale; poi raggiunse Barcellona, ove, tra le altre manifestazioni, era in programma anche un grandioso convegno della Gioventù Falangista alla quale il Caudillo rivolse la sua vibrante appassionata parola
« L'opera che abbiamo intrapreso di formazioni della gioventù spagnuola - egli disse -è la più grandiosa ed efficace che si sia tentata da quattro secoli. Se durante la nostra crociata abbiamo già registrato atti così imponenti di eroismo per amore di Dio e della Patria, pensate a quello che potrà avvenire quando tutta la gioventù di Spagna sia educata ai sodi principi dell'amore di Dio, del servizio della Patria e della solidarietà nazionale!...
» La nostra qualità di cattolici ci indica che siamo venuti al mondo con un destino eterno: destino di servizio, non di godimento. Non siamo venuti a dilettarci colla vita, nè a sfruttare questa pace che molti borghesi amano; siamo venuti per servire a Dio in una unità di destino.
» Siamo venuti per servire Iddio perchè la Spagna è un popolo prediletto da Nostro Signore. Dai primordi della vita della nostra Nazione noi troviamo sempre la Spagna al servizio di Dio...
Comprendete la responsabilità che questa missione racchiude? Ponendovi davanti ad essa, io vi domando una cosa sola: che siate naturalmente semplici, che diate espansione ai vostri sentimenti nobili e generosi; che siate sempre sinceri; che distruggiate la falsa ipocrisia: non quella del bene che non abbonda, ma quella del male; l'ipocrisia di coloro che essendo buoni, per un prurito di falsa virilità, vogliono comparire cattivi. Così, quando andate in chiesa, piegate fino a terra le ginocchia, senza vergogna, perchè siete davanti al vostro Dio e di passaggio sulla terra per servirlo; così fate in tutto il resto.
» E voi, Gioventù femminile, la più pura che abbia avuta la Spagna, siate semplici e naturali, fuggite la frivolezza e la civetteria che vi trascinerebbe a voler imitare fino al ridicolo le poco lodevoli usanze di alcune che forse credete dappiù di voi e che non arrivano neppure alla suola delle vostre scarpe.
» Questo è il compito della falange: che la Spagna ritrovi se stessa, che noi assumiamo la nostra personalità senza voler affettare quella altrui, che non mettiamo nessun limite nè al servizio di Dio nè a quello della Patria.
» E quando vi assalga il dubbio, quando la vostra intelligenza sia tentata di vacillare, siate certi: non è la vostra intelligenza nè la vostra ragione che vengono meno, ma i vostri istinti, la vostra carne. Fate quello che più vi mortifica ed avrete servito Iddio, avrete servito la Spagna, avrete servito la Falange ».
Miei cari, non aggiungo parola. Fate vostro questo programma e sarete anche voi degni della vostra missione.
Vostro aff.mo DON GIULIVO.
MONS. PASQUALE MORGANTI
Il 17 dicembre u. s. - vigilia del ventesimo anniversario della morte dell'indimenticabile Arcivescovo di Ravenna Mons. Pasquale Morganti - i Cooperatori e le Cooperatrici di Milano accorsero in folla alla nostra chiesa prepositurale di San Agostino, per stringersi attorno ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, agli allievi ed ex-allievi del nostro Istituto S. Ambrogio, in un commosso tributo di suffragio per l'anima benedetta di Colui che fu ben definito « il più milanese dei Cooperatori salesiani, e il più salesiano dei milanesi » (1).
Pontificò la Messa solenne di Requiem S. E. Mons. Norberto Perini, Arcivescovo di Fermo, ed ex-allievo salesiano, alla presenza delle LL. EE. Rev.me: il Vescovo Ausiliare di Milano, Mons. Castiglioni; il Vescovo di Cremona, Mons. Cazzani; il Vescovo di Como, Mons. Macchi; Mons. Balconi, Arcivescovo tit. di Gerapoli e Mons. Ritter, Arcivescovo tit. di Egina.
Tra le personalità ecclesiastiche erano anche Mons. Galbiati, dell'Ambrosiana, e Mons, Cavagna, segretario per vari anni del compianto Arcivescovo. Foltissime le rappresentanze del Clero, dei Seminari diocesani e dell'Azione Cattolica.
Disse l'orazione funebre S. E. Mons. Cazzani che ne aveva tessuto l'elogio ai funerali, vent'anni prima, nella cattedrale di Ravenna.
Esaltandone le virtù e l'ammirabile operosità apostolica, l'illustre Pastore della Diocesi di Cremona ritrasse al vivo la figura del compianto Arcivescovo, che - come bene rilevò Mons. Cavigioli in Rivista del Clero Italiano del mese di febbraio - «ingigantisce col lontanar del tempo... sullo sfondo della sua missione di plasmatore di coscienze sacerdotali, di insigne maestro di ascetica, di vescovo zelantissimo di tre diocesi... in prima fila fra i pastori suscitati in quest'ultimo secolo dal Cuor di Gesù nella sua Chiesa ».
E si aureola, possiam soggiungere, della luce di un martirio episcopale che solo il cuore di un vescovo formato secondo il cuore di Dio avrebbe potuto, come lui, sostenere per oltre tre lustri. .
Poichè, dopo ventisette anni di Tabor trascorsi nella direzione spirituale dei giovani leviti dei Seminari milanesi, ed il biennio di soave ministero pastorale nella Diocesi di Bobbio, le sue spalle furono gravate della croce dell'Archidiocesi di Ravenna e poi di quella della Diocesi di Cervia, quando l'empia baldanza dei sovversivi le aveva ridotte ad un campo di anarchia religiosa e sociale, di lotte fratricide. L'enorme lavoro di bonifica spirituale, fecondato dalla preghiera, dai sudori e dalle penitenze dell'eroico Pastore, fiaccarono in sedici anni la sua fibra robusta, sublimandolo alla prova suprema dell'amore. Ma quand'egli, al sommo del suo calvario, diede «la vita per le sue pecorelle», il deserto rifioriva delle virtù degli avi innestate dai Santi.
Vorremmo disporre di spazio per riprodurre tutto il discorso di Sua Eccellenza. Ma non possiamo dispensarci dal ricordare almeno l'apostolato svolto da Mons. Morganti nella cerchia della Famiglia salesiana e specialmente fra i Cooperatori.
Diciamo apostolato, perché Mons. Morganti, cresciuto giovinetto all'Oratorio di Torino sotto la guida di Don Bosco che lo incoraggiò ad entrare nel Seminario Teologico di Milano, non fu solo un pioniere tra i Cooperatori dell'Opera Salesiana, ma un vero apostolo della diffusione dello spirito del Santo.
Basterebbe a provarlo il Manuale dei Cooperatori Salesiani, che egli compilò proprio per questo scopo, e che vorremmo vedere ancor spesso nelle mani dei nostri cari Cooperatori e zelanti Cooperatrici.
Alle orazioni, pratiche ed esercizi di pietà, tutti intonati alla genuina tradizione ascetica salesiana, Mons. Morganti ha fatto precedere una trentina di considerazioni sui doveri degli associati alla Pia Unione, che sono il miglior commento al Regolamento steso da D. Bosco e danno proprio il sugo dello spirito del Santo per l'apostolato.
È noto che Don Bosco stesso desiderava comporre un manuale di pietà che ricordasse ed illustrasse i doveri speciali dei Soci, i mezzi per raggiungere il loro fine ed i favori loro accordati dai Sommi Pontefici.
Ma non ne ebbe il tempo. Mons. Morganti raccolse il desiderio paterno e, con quella competenza che aveva nella cura delle anime, con quell'amore che lo legava a Don Bosco, provvide ad inculcare ai Cooperatori i principi soprannaturali che devono informare la loro collaborazione colla Società Salesiana: « perchè - come scrisse nella prefazione - il Cooperatore Salesiano non basta che operi bene comunque, ma deve tutto vivificare dello spirito di Don Bosco, che fu esclusivamente spirito evangelico, soprannaturale, lo spirito del Cuor di Gesù che protestava di nulla fare di sua iniziativa, per ispirito ed intenti proprii, ma tutto secondo il beneplacito del Padre suo: A MEIPSO NIHIL FACIO, SED SICUT DOCUIT ME PATER (Giov., VIII, 28) ».
Esperto maestro di spirito, qual era, mise così la sua perizia ascetica a servigio della Pia Unione per farle raggiungere l'ideale che Don Bosco si era fatto del Cooperatore salesiano e che Mons. Morganti espresse con questa chiara discriminazione: Il Cooperatore, quale l'ha concepito il suo Istitutore, non basta che sia un galantuomo, ma dev'essere un verace cristiano.
E si mantenne, anche in questo, fedele al suo programma di formazione cristiana cui indirizzava ogni sua parola, ogni suo scritto, tutta la sua attività pastorale.
Il suo zelo illuminato e discreto, costantemente animato dalla più fervida pietà ed ansioso di perfezione, confortato dalla più delicata esperienza del sacro ministero, rifuggiva dal far cristiani da dozzina. Li voleva temprati a tutta la dignità e responsabilità della loro vocazione. Ond'è che, come s'industriava per portare il clero all'altezza della sua missione, così non cessava di inculcare ai fedeli il fervore della vita soprannaturale. Con quanta efficacia, non è facile descrivere. Chi l'ebbe direttore spirituale - e formò oltre un migliaio di sacerdoti, di cui parecchi elevati all'episcopato chi ascoltò qualcuna delle sue prediche o conferenze, ricorda la prontezza di intuito, la sicurezza di diagnosi, la profilassi tempestiva, l'abilità terapica.
E chiunque legge qualcuna delle sue pubblicazioni ascetiche, si sente subito nell'orbita di uno specialista.
Ma chi conosce Don Bosco non tarda ad avvertire l'influenza dello spirito del Santo, che curò l'anima sua dal 1864 al 1870.
Mons. Morganti se n'era imbevuto ed appassionato talmente, ancor giovinetto, che non si sarebbe più staccato da lui. Quando poi, attraverso agli studi filosofici e teologici, nell'esercizio del sacro ministero, nel pieno sviluppo della crisi sociale, fu in grado di misurare tutta la potenza provvidenziale di cristiana restaurazione ed elevazione di cui Dio aveva dotato, lo spirito del « Santo dei nostri tempi » se ne fece un apostolo nel senso più genuino della parola. Lo sentì il clero lombardo che crebbe, alla sua scuola, spiritualmente attrezzato alle esigenze dell'ora. Lo avvertirono i fedeli delle diocesi più sconvolte dalla lotta di classe, che dal Pastore, salesiano di mente e di cuore, ebbero l'orientamento salutare alla mutua collaborazione ed all'amor fraterno. Lo sentì in modo speciale la gioventù, cui egli provvide educatori ed educatrici all'altezza della situazione.
Epperò, nel commosso tributo di tante anime beneficate, noi serbiamo a Mons. Morganti tanta affettuosa gratitudine, non solo per la costante benevolenza, per la zelante cooperazione, per la filiale assistenza prodigata al Servo di Dio Don Michele Rua nelle ultime ore della sua vita terrena; ma, soprattutto, per l'apostolato ch'egli svolse fra i nostri cari Cooperatori e le nostre pie Cooperatrici, fra i nostri ex-allievi, per far apprezzare a tutti quella potenza soprannaturale di perfezionamento e di santificazione che Don Bosco trasfuse nella Pia Unione per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
(1) Rivista del Clero Italiano. - Febbraio.
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:
L'INDULGENZA PLENARIA
1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.
2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.
3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.
4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.
OGNI MESE:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) II giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
NEL MESE DI MAGGIO ANCHE:
Il giorno 3 - Invenzione di S. Croce.
Il giorno 8 - Apparizione di S. Michele Arc. Il giorno 14 - Ascensione di N. S. G. C.
Il giorno 24 - Pentecoste e Festa di Maria Ausil. Il giorno 31 - SS. Trinità.
Sac. DALLA COSTA BENIAMINO, da S. UIderico di Tretto (Vicenza), † a Torino, Casa Capitolare, il 2-IV-1942 a 64 anni.
Trascorse la sua vita salesiana in varie nostre Case del Cile, della Bolivia, del Perù e della Spagna, svolgendo il suo apostolato sacerdotale con fervore di pietà, zelo e bontà esemplare. La chiuse a Torino prodigando il sacro ministero nella Basilica di Maria Ausiliatrice.
Coad. VALLARINO ENRICO, da Arenzano (Genova), † a Sondrio, il 7-III u. s. a 77 anni.
All'Oratorio di Torino ebbe la fortuna di conoscere Don Bosco nell'ultimo anno di vita del Santo e di avere da lui la benedizione e l'incoraggiamento a seguire la vocazione salesiana. Divenne quindi un ottimo coadiutore, esemplare per lo spirito di pietà, di povertà, di osservanza religiosa; per la bontà e lo zelo della gloria di Dio e della salvezza delle anime.
Sac. MONTI ERMETE, da Genzano (Roma), † a Pordenone (Udine) il 7-II-1942 a 36 anni.
Sac. RIVERA LUIGI, da Puente-Canedo (Spagna), † a Matarò (Spagna) l'8-I-1942 a 36 anni.
Coad. BONZANINO PANCRAZIO, da Santhià, † a Piossasco il 23-II-1942 a 33 anni.
Ch. FABJANSKI STEFANO, da Tymieniec (Polonia), † a Kolonia Czesniki-Dub (Polonia) il 25-IX-1939 a 27 anni.
Ch. t. KAPUSCINSKI NICOLAO, da Suliszow (Polonia), † a Kolonia (Polonia) il 25-IX-1939 a 25 anni.
Sac. ANTONOWICZ IGNAZIO, da Wieclawice (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 21-VII-1941 a 51 anni.
Sac. HARAZIM FRANCESCO, da Osiny (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 28-VI-1941 a 56 anni.
Sac. DOBIASZ IGNAZIO, da Ciochowice (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 28-VI-1941 a 61 anni.
Coad. CZADERNA GIUSEPPE, da Kozy (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 12-VII-1941 a 52 anni.
Sac. NIEMIR LADISLAO, da Cmon (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 20-VII-1941 a 50 anni.
Sac. SWIERC GIOVANNI, da Krolewska Huta (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 27-VI-1941 a 64 anni.
Sac. WOJCIECHOWSKI CASIMIRO, da Jaslo (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 28-VI-1941 a 36 anni.
Sac. WYBRANIEC GIUSEPPE, da Krasowy (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 22-VII-1941, a 48 anni.
Sac. MROCZEK LODOVICO, da Kety (Polonia), † a Oswiecim (Polonia) il 6-I-1942 a 36 anni.
Sac. GROMKO BOLESLAO da Grodziszczany ad Bialystok (Polonia), † a Neuengaume-Hamburg nel gennaio 1942 a 33 anni.
Marchese Sen. FILIPPO CRISPOLTI, † a Roma il 2-III u. s. ad 85 anni.
Giornalista, letterato, deputato e senatore, fu anzitutto e sempre cattolico convinto e militante. Accreditava il suo nobile apostolato della parola e della penna colla fierezza di una vita esemplare in cui sapeva cristianamente conciliare e sostenere, anche in momenti estremamente difficili, la fedeltà alla Chiesa ed il più puro e disinteressato amor di Patria. Affezionatissimo a Don Bosco ed all'Opera salesiana, prestò più volte la sua eloquenza nei convegni dei nostri Cooperatori e nelle nostre celebrazioni, mentre la sua penna scorreva in riviste e giornali ad illustrare e sostenere ogni nostra iniziativa. E nota a tutti la splendida biografia del Santo che ebbe così rapida diffusione ed alti apprezzamenti. Nel sereno tramonto la sua figura brillava di tutta la luce di una Fede intensamente vissuta e coraggiosamente professata coll'ardore. di un pioniere dell'Azione Cattolica, e della gioia della coscienza di aver degnamente servito i più sublimi ideali nell'amore di Dio, della Chiesa, della Famiglia e della Patria.
Cornrn. Dott. LEANDRO DORO, Consigliere On. di Corte di Cassazione, † a Vittorio Veneto il 16-III1942 a 79 anni.
Magistrato integerrimo, coperse le più alte cariche nel Foro veneto e bolognese, lasciandovi imperitura memoria per la rettitudine e la bontà dell'animo nobilissimo.
Cristiano fervente, ed esemplare Cooperatore salesiano, volle che i numerosi figli fossero educati alla scuola di S. G. Bosco; e fu lieto di offrire all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice la sua primogenita, che lo precedette di pochi anni nell'eternità.
Di cuore generoso verso quanti ricorrevano a lui, favorì ogni iniziativa di bene, e in special modo l'Opera di S. Giovanni Bosco di Conegliano Veneto, alla quale fu largo di aiuto, sostenendola efficacemente col consiglio e con l'opera.
Ebbe singolare venerazione per il Servo di Dio Don Michele Rua, che lo ricambiò con particolari prove di stima e di benevolenza.
FERAZZA ROSA, † a Milano il 3-IV u. s. a 45 anni.
Anima buona e generosa, votò tutta la sua vita all'apostolato dell'A. C. infervorandolo con una fervida divozione al Sacro Cuore di Gesù ed a Maria Ausiliatrice. Sacrificata nel lavoro pel sollievo e la cura dei suoi cari, trasse forza di eroismo nel sostenere la crudele malattia, che le affrettò il premio del Cielo, dalla viva Fede e dall'ardente spirito di carità che alimentava colla santa Comunione. La sua seconda famiglia era l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ove trovava le più belle consolazioni. Rinunziando ad ogni svago, devolveva i suoi risparmi ad opere buone con particolare predilezione per quelle di Don Bosco, e negli ultimi giorni offriva al Signore anche la mortificazione della sua ardente sete per la salvezza dei poveri peccatori, unendosi così più intimamente ai dolori di Gesù che la chiesa riviveva attraverso alla liturgia della Settimana santa.
MARIA CARLETTI ved. TUGNOLI, † a Bologna, il 28-II u. S.
Mamma del nostro Don Ernesto, Ispettore delle Missioni salesiane nel Matto Grosso (Brasile), trascorse la sua vita nella pietà e nel lavoro, nell'amore della famiglia e dei suoi cari, ai quali lasciò il ricordo di una Fede intemerata e di squisita bontà.
PRADOTTO GUGLIELMO fu Giacomo, † a Rivarossa il 19-II u. s.
Devotissimo di S. Giovanni Bosco, beneficò le Opere Salesiane anche nell'ultima ora della sua vita esemplare, cristianamente fervida ed operosa. Sac. ROVERI GIUSEPPE, † a Bologna il 24- XII-1941.
Zelantissimo della gloria di Dio e del bene delle anime, usò una carità particolare per le Opere di Don Bosco che volle beneficare anche in punto di morte.
Sac. CARATELLI GAETANO, † a Napoli il 26-XII-1941.
Nel suo zelo e nella sua carità sacerdotale, ebbe una grande predilezione per le Opere missionarie salesiane che beneficò coi suoi risparmi anche quando venne chiamato al Premio.
Sac. Prof. GIACOMO DOMINICI, † a Genova il 13-III u. s.
Legato d'antico affetto a Don Bosco, ne serbò lo spirito nell'insegnamento e testimoniò la sua gratitudine al Santo devolvendo la sua carità, anche in punto di morte, per le nostre Missioni.
GAGLIARDI CLEMENTINA, † a Faenza il 28-II u. s.
Ferventissima Cooperatrice, sostenne sempre le Opere salesiane nel corso della sua vita e volle ricordare le nostre Missioni anche in punto di morte.
Cav. Uff. Avv. TOMMASO CERESETO, † a Genova-Pegli il 23-1 u. s.
Allievo del nostro Collegio di Varazze fin dal 1873, ebbe la fortuna di conoscere Don Bosco e si affezionò cordialmente all'Opera Salesiana che considerò sempre come la sua seconda famiglia. Presidente della sezione ex-allievi, la faceva vivere dello spirito del Santo coi suoi cari ricordi e coll'edificazione di una vita veramente esemplare.
Altri Cooperatori defunti:
Accominotti Marianna, Costei S. Pietro Monf. (Aless.) - Argiolas Fedela, Elmas (Cagliari) - Asselle Matteo, Bra (Cuneo) - Bavaresco Felice, Pagnano (Treviso) - Bergonzoli Antonia, Brissago (Svizzera) - Bianchi Emma, Civitavecchia (Roma) - Boitani Adele, Roma - Bombelli Ninì, S. Olcese (Genova) - Bonardi Liduina, Cossato (Vercelli) - Bozzola D. Pompea, Cantalupo (Aless.) - Cabodi Pietro, Gisola (Torino) - Canonica Arma, Torino - Cantisani Can. Paolo, Lagonegro (Potenza) - Capuzzoni Erminia, Cassano Albese (Como) - Carraro-Rovida Maria, Schio (Vicenza) - Casagranda Filomena, Trento - Casarin Emma, Mussolina (Cagliari) - Chies Pietro, Colle Umberto (Treviso) - Chiola Alessandro, S. Stefano Belbo (Cuneo) - Chiusole Olimpia, Pomarolo (Trento) - Cialdini Giuseppina Borri, Firenze - Codiroli Filippo, S. Antonio (Svizzera) - Concu Agostino, Elmas (Cagliari) - Concu Costantino, Elmas (Cagliari) - Conti Monsignor Felice, Civita Castellana (Viterbo) - Cresco Domenica, Pessinetto Fuori (Torino) - Datta dott. Maria, Torino - Delpino Mons. Ranieri, Pisa - Di Buono Iacoponelli Amonia, Castronovo (Palermo) - Dizioli Maria, Cremona - Ellena Margherita, Caraglio (Cuneo) - Fascini Teresa, Bioglio (Vercelli) - Fenu Antonio. Oliena (Nuoro) - Ferrando Eugenia, Ivrea (Aosta) - Ferraci Angelo, Bucano (Genova) - Ferrero D. Giacomo, Torino - Ferrero Giuseppe, Baldissero Can. (Aosta) - Fornasati Bice, Milano - Franchino Celestina, Torino - Frascati Enrico, Torino - Gironi Luciano, S. Michele Extra (Verona) - Grossoni D. Giuseppe, Vernate (Milano) - Guaschino Teresa, Costanzana (Vercelli) .- Guglielmi Giovanni, Bizzozero (Varese) - Leoni Ida, Cremona - Lenzatti Attilio, Pantano (Regg. Em.) - Mabritto Martino, Pecco Can. (Aosta) - Macellare Domenica, Balangero (Torino) - Manneschi Maria, Mercatale (Arezzo) - Mantrici Terenziano, Capranica (Viterbo) - Mariani Giuseppina, Cinisello (Milano) - Marini Pietro, Capranica (Viterbo) - Martin Caterina, Torino - Martinengo Andrea, Belreglio (Asti) - Masserutto Luigia, Visinale-(Udine) - Menoni Vittoria, Flesso Unabertiamo (Rovigo) - Merlo Ettore, Castagnito (Cuneo) - Monformoso Giuseppina. Cascine S. Giacomo (Vercelli) - Moniti Avv. Dante, Bologna - Morra Francesco, Rocca di Aspide (Salerno) - Montanaro D. Gaetano, Monte di Iato (Vicenza) - Nava D. Giuseppe, Locago d'Erba (Como) - Niort Melania, Venaria Reale (Torino) - Ortelli Caterina, Lugano (Svizz.- Ticino) - Pegorari Rosina, Caspoggio (Sondrio) - Peluppo Tommaso, Vaneggia (Savona) - Peona Elvira, Lecco (Como) - Persiani Alfonsina, Bagni di Lucca (Lucca) - Petitti Suor Gerardina, Atripalda (Avellino) - Ponti Pietro, Calliano Monf. (Asti) - Postai Giuseppina, Pressano (Trento) - Prato Giovanni, Magliaio Alpi Sottano (Cuneo) - Radice Cristina, S. Angelo Lonrellina (Pavia) - Rocchi Emilia, Matraúz (Lucca) - Rossi P. Giovanni, Mondovì Breo (Cuneo) - Russo Can. Dr. Giuseppe, Acireale (Catania) - Salvavi Dott. Giovanni, Urago D'Olio (Brescia) - Sacchi Rosina, Pellegrino (Parma) - Sassi Guido, Spezia - Sega Maria, Caprino Veronese (Verona) - Spimpolo Odoardo, Urbana (Padova) - Tasca Cav. D. Alessandro, Incisa Scapaccino (Asti) - Tascheri Fontana Angela, Suardi (Pavia) - Teruzzi D. Luigi, Porlezza (Como) - Testa Cristoforo, Savigliano (Cuneo) - Tilli Giuseppe, Casoli (Chieti) - Tornasi Angela, Marano (Verona) - Tondi D. Ubaldo, Faraone (Teramo) - Voto D. Felice, Pezzano (Salerno) - Zambaiti Alessandrina, Leffe (Bergamo) - Zannoni Clelia, Roma.