BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXVI - N. 7 - 1° LUGLIO 1942 - XX

SOMMARIO: Plebiscito mondiale. - Azione Salesiana. - In famiglia. - Dalle nostre Missioni: Amazzonia. Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Necrologio. - Tesoro spirituale. - Crociata missionaria.

Plebiscito mondiale

Il Giubileo Episcopale del Santo Padre Pio XII, pur nel contenuto programma delle manifestazioni da lui stesso limitato alla preghiera, è assurto, per spontaneo concorso dei fedeli di ogni terra e per l'adesione di nazioni anche non cattoliche, ad un plebiscito così universale di ammirazione, di devozione, di affetto e di venerazione, che forse la storia non registra l'uguale.

Non parliamo delle Diocesi e delle Parrocchie, degli Ordini, Congregazioni, Istituti Religiosi e delle Associazioni di A. C. che impegnarono una vera gara di amor filiale.

Una quarantina di Sovrani e Capi di Stato hanno mandato personalmente le loro felicitazioni; tutto il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede assistette alla Messa giubilare celebrata da Sua Santità in San Pietro, il 14 maggio; autorità e personalità di cgni ceto ed anche di diversa fede gli presentarono o gli inviarono felicitazioni ed auguri; ed una folla cosmopolita gremì la Basilica e la Piazza come nelle più solenni occasioni. Tutto il mondo poi stette in ansiosa attesa dell'augusto messaggio che varie nazioni ritrasmisero perfettamente in collegamento colla Radio Vaticana, e che andò a ruba nelle edizioni a stampa.

La bianca figura del Padre, nell'immacolata trasparenza della sua paternità universale, emerse più che mai, dai flutti in tempesta di questo mar burrascoso, sulla rupe saldata da Cristo, come faro di luce alle genti, protendendo col cuore le braccia al mondo intero, àncora di salvezza agli uomini di buona volontà.

Nell'imparziale ed oggettiva valutazione degli eventi, diagnosticando il passato e il presente, con perizia e sincerità senza pari, a scongiurare gli orrori di un peggiore futuro, la sua parola risuonò alta, solenne, sicura, a tutela dei più sacri diritti delle coscienze, degli individui e delle nazioni, delle famiglie, della società e dei popoli, colla voce della giustizia, della verità e della carità.

Prendendo le mosse dal sepolcro del primo Papa, cui anche recenti scavi nelle Grotte della Basilica Vaticana rendono autorevole testimonianza, il Vicario di Cristo sciolse dapprima un inno alla perenne giovinezza della Chiesa, ricordando il fervore e gli eroismi della vita dei primi cristiani e rilevandone le note caratteristiche e inconfondibili: 1) l'incrollabile certezza di vittoria appoggiata su una fede profonda; 2) la serena e illimitata prontezza al sacrificio e ai patimenti; 3) l'ardore eucaristico e l'interiorità, erompente dalla convinzione intima dell'efficacia sociale di un pensiero eucaristico su tutte le forme della vita sociale; 4) l'aspirazione verso un'unità di spirito e di gerarchia sempre più compatta ed infrangibile.

Passò quindi ad illustrare la missione della Chiesa nel conflitto mondiale, protestando ancora una volta di aver fatto tutto il possibile prima per scongiurarlo, poi per alleviarne le pene e per affrettarne la fine. Conchiuse esortando soprattutto i Reggitori delle Nazioni a salvaguardare l'integrità delle famiglie e la sana educazione della gioventù, e a non lasciarsi sfuggire occasione per mettere termine a tante angustie cooperando generosamente al ristabilimento di un pace giusta e duratura.

Nell'Omelia della Messa giubilare, prendendo lo spunto dalla liturgia del tempo, Egli invitò i fedeli ad ascendere spiritualmente con Cristo in cielo, disponendo nel cuore quelle ascensioni della Fede che varca ogni nube, della Speranza che sorpassa il tempo, dell'Amore che conquista l'eternità. E terminò con una appassionata invocazione allo Spirito Santo per ottenere a tutti i fedeli il coraggio necessario alla professione ed alla pratica della vita cristiana.

Il nostro omaggio.

Alla fausta celebrazione la Famiglia Salesiana era ben rappresentata dal nostro Rettor Maggiore rev.mo sig. Don Pietro Ricaldone, il quale, l'indomani, venne ricevuto in privata udienza dal Santo Padre. Lo accompagnavano due Superiori del Capitolo e la rev.da Madre Linda Lucotti, che fa le veci della Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con altre Madri del Consiglio Generalizio. Il sig. Don Ricaldone presentò al Papa l'omaggio della Famiglia Salesiana. Triplice omaggio: di preghiere, di fervidi auguri e di offerte raccolte tra i giovani alunni dei nostri Collegi ed Oratori e le alunne delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il Rettor Maggiore, seguendo le tradizioni del nostro santo fondatore Don Bosco che ci educò ad una filiale devozione verso il Vicario di Cristo, avrebbe voluto dar la massima solennità ed espressione. Ma le angustie dell'ora presente e l'impossibilità di comunicare colla maggior parte delle Case dell'estero lo costrinsero a limitare il suo appello alle Case d'Italia. La corrispondenza però non poteva essere più generosa. In tutti i nostri Istituti ed Oratori ed in quelli delle Figlie di Maria Ausiliatrice fu una gara di preghiere e di sante Comunioni. Nella Basilica di Maria Ausiliatrice venne offerto secondo le intenzioni del Santo Padre tutto il mese mariano. La vigilia dell'inizio, lo stesso Rettor Maggiore convocò nel sacro tempio Superiori ed alunni artigiani e studenti della Casa-madre insieme ai giovani dell'Oratorio festivo, per invitarli a metter tutto il loro fervore di preghiere, di divozione a disposizione del Santo Padre. E fu uno spettacolo meraviglioso non solo la pietà dei giovani, ma anche il concorso dei fedeli che gremirono il sacro tempio alle tre funzioni quotidiane con predicazione. Basta ricordare che si distribuirono oltre 72.000 Comunioni, di cui più di 10.000 solo il giorno della festa.

La giornata giubilare assiepò giovani, ex-allievi, Cooperatori e Cooperatrici attorno agli altari per le Sante Messe celebrate secondo l'intenzione del Papa, per l'adorazione a Gesù Sacramentato esposto solennemente dal mattino alla sera, e le funzioni di chiusa con predica, Te Deum e Benedizione Eucaristica.

Il giorno 14, in cui coincideva colla solennità dell'Ascensione anche la festa della Beata Mazzarello, pur rimandando le funzioni-liturgiche ad onore della Beata, le Figlie di Maria Ausiliatrice specialmente raccomandarono con particolare fervore alla loro Confondatrice l'augusta persona del Santo Padre.

Tutte le Case dedicarono infine affettuose accademie ad onore del Santo Padre illustrandone la figura e l'altissima missione. Nella Casa madre tenne il discorso ufficiale Don Cojazzi.

Il Rettor Maggiore potè quindi presentare al Santo Padre un bel tesoro di preghiere, di Comunioni e di pie pratiche. E vi potè aggiungere anche un bell'obolo raccolto soldino per soldino tra i nostri alunni e le alunne degli Istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

I nostri Cooperatori saranno curiosi di sapere la somma raggiunta. E poichè i numeri hanno la loro eloquenza - quell'eloquenza che tornava tanto cara a Pio XI di santa memoria e in questo caso l'eloquenza assume un valore spirituale dal fatto che la somma si è ottenuta con modeste offerte di 10, 20, 30, 5o centesimi, 1 lira e, qualche volta qualcosa di più da coloro che avevano maggiori possibilità, ben volentieri li vogliamo soddisfare. Tra gli alunni e le alunne, dagli asili agli Oratori, alle scuole elementari, medie, professionali, ai licei ed alle scuole superiori si sono raccolte 212.000 lire. È facile immaginare la massa di gioventù che vi ha concorso a base di soldini.

Il Santo Padre rimase profondamente commosso: l'offerta gli documentava lo sviluppo dell'Opera di Don Bosco e gli richiamava lo stuolo di anime cui essa prodiga la sua provvidenziale assistenza.

Egli volle sfogliare i due albums in cui, su fogli di ugual misura distribuiti preventivamente in tutte le Case, erano segnate le firme dei giovani coll'offerta relativa; poi incaricò il sig. Don Ricaldone di ringraziarli tutti e singoli e di portare loro la sua paterna Apostolica Benedizione che si degnò di estendere anche a tutte le loro famiglie, ai nostri ex-allievi ed alle ex-allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice, a tutti i Cooperatori ed a tutte le Cooperatrici. Si consolò soprattutto della loro corrispondenza all'educazione che ricevono e sulle speranze di virtù e di vita cristiana che legittimano anche per l'avvenire.

Nel ricevere l'Apostolica Benedizione il Rettor Maggiore assicurò il Santo Padre che avremmo continuato a pregare secondo le sue auguste intenzioni che hanno solo di mira il bene delle anime e la pace dei popoli.

Il Santo Padre gradì assai l'omaggio ed incaricò il sig. Don Ricaldone di portare a tutti una speciale Apostolica Benedizione.

All'Ateneo Pontificio.

Degno di particolar rilievo, l'omaggio degli Istituti filosofici e teologici e soprattutto del Pontificio nostro Ateneo di cui L'Osservatore Romano fece la seguente relazione:

«Prevenendo la generale dimostrazione di affetto al Papa che il 13 maggio adunò spiritualmente tutte le Case salesiane nella preghiera e in appropriate celebrazioni del Papato pur nella cornice di intimità suggerita dalle attuali circostanze, il Pontificio Ateneo Salesiano ha celebrato degnamente il Giubileo Episcopale del Santo Padre dedicando una speciale giornata di studio ad argomenti riguardanti il Sommo Pontificato e le personali benemerenze del Regnante Pontefice.

» Mattino e pomeriggio due tornate accademiche radunarono allievi e professori delle tre Facoltà e dell'Istituto di Pedagogia rispettivamente nell'aula magna dell'Istituto Internazionale Don Bosco e in quella dell'Istituto Conti Rebaudengo, con l'ambito onore della presenza del Rev.mo Rettor Maggiore, D. Pietro Ricaldone, di S. E. Mons. Coppo, di Superiori del Capitolo, del Rev.mo P. Cavassa S. J. Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Chieri, e di altri professori e distinti rappresentanti del Clero e dei Laicato torinese.

» Con parola calda e convincente aperse la giornata di studio il Magnifico Rettore, Sac. Dott. Andrea Gennaro, che, rilevata l'opportunità della speciale celebrazione, essendo la prima occasione che si offriva di testimoniare in modo solenne a Sua Santità Pio XII l'amore che arde per il Padre Comune dei fedeli, verso il quale l'angoscia dell'ora presente fa convergere la fiducia universale come all'unico faro di luce e di salvezza, e ricordate le varie disposizioni emanate dal Rettor Maggiore dei Salesiani per la celebrazione del Giubileo papale, passava ad illustrare i criteri cui fu intonato c le caratteristiche che vogliono distinguere il particolare omaggio del Pontificio Ateneo Salesiano, come solenne atto di ringraziamento alla sovrana bontà del Papa che si benignava di decretarne l'erezione canonica.

» Svolgendo il tema " L'Epifania del Primato del Romano Pontefice in Clemente Romano", con intelligente disamina delle osservazioni critiche che il plurisecolare dibattito provoca sulla nota lettera di San Clemente, Don Alessandro Grazioli, della Facoltà Teologica, mise in chiara luce la forza apologetica del documento papale, soffermandosi particolarmente nel refutare le obiezioni mosse dal Van Crauwelaert.

» Non meno attraente la relazione di Don Giuseppe Spalla, della Facoltà Giuridica, che nello svolgimento del tema "Considerazioni storico-giuridiche sul canone 221", con precisa esposizione dei fatti storici, controversie dottrinali e norme giuridiche riguardanti la rinuncia papale, presentava all'uditorio le incomunicabili prerogative del Primato, facendo assurgere con opportuni rilievi alla considerazione dell'insuperabile esempio di fortezza e squisita generosità offerto dalle rinuncie papali registrate dalla storia.

» In un crescendo di devoto entusiasmo per il Vicario di Cristo, la seduta pomeridiana faceva convergere l'attenzione sulle personali benemerenze e sull'infaticabile operosità del Regnante Pontefice nel campo sociale e pedagogico. Rendendosi interprete del paziente lavoro di analisi condotto dai condiscepoli del Seminario di Scienze Sociali durante il presente anno accademico sui documenti papali, e specificatamente sul Messaggio Natalizio del 1941, D. Vincenzo Sinisi, della Facoltà Filosofica, lumeggiava in tutta la loro profonda precisione e completa rispondenza alle esigenze dell'ora presente le venerate direttive del Santo Padre nel campo sociale.

» Infine, diversi allievi dell'Istituto di Pedagogia esponevano in brevi relazioni un'ordinata sintesi del pensiero del Regnante Pontefice circa i diversi problemi della educazione cristiana. Le varie interessantissime relazioni con l'intermezzo di scelti brani di musica sacra, furono seguite da ordinate discussioni regolate dai professori delle rispettive discipline.

» L'ambiente saturo di affetto e di devota esultanza, intonato ai tradizionali sentimenti dell'Opera Salesiana per il Papa, portò tutti i partecipanti a riaffermare il noto programma legato da S. Giovanni Bosco ai suoi figli: "Col Papa, per il Papa, amando il Papa".

» Autorevole interprete delle direttive del Santo Fondatore, il Rev.mo Don Pietro Ricaldone chiudeva entrambe le tornate sottolinenando con geniali rilievi gli argomenti trattati nelle relazioni.

» Dalla qualificazione epifanica attribuita dal Battifol alla Lettera Clementina prendeva lo spunto per rilevare il fulgido Tabor di gloria in cui nell'ora presente si vede splendere la figura del Papa, alla quale i disastrosi sconvolgimenti della guerra danno insolito rialzo, presentando nella luce di disposizione soprannaturale le mirabili direttive pontificie.

» Rilevando il nesso logico che intercede tra la questione sociale e l'opera educativa lumeggiate nelle ultime due relazioni, ricordava che la soluzione della prima dipende dalla sana impostazione della seconda, rivolta alla valorizzazione del singolo, secondo i principii della dottrina cristiana, con l'offerta del duplice alimento, pane e catechismo. Animava perciò allievi e professori a rivolgere come a fine supremo le svariate attività culturali verso l'apostolato, intensificando in questo senso la loro operosità, come speciale omaggio al Santo Padre.

» Ricordato quindi il passo di San Luca (XXII, 32) che raccoglie la promessa del Redentore al suo primo Vicario di uno specialissimo aiuto di preghiera, esortava i presenti a prendere il primo posto nella universale dimostrazione di affetto che la Famiglia Salesiana avrebbe dato al Santo Padre nella ricorrenza giubilare dedicandogli una giornata di ininterrotta preghiera ».

Anche in tutti gli altri nostri Studentati Teologici e Filosofici e nelle Case di formazione vennero organizzate riuscitissime tornate di studio che, mentre lumeggiavano la missione del Pontificato accrescevano la devozione degli alunni del Santuario al Vicario di Cristo.

A San Gregorio di Catania, i nostri Novizi e Studenti di Filosofia dedicarono una intera settimana per il Papa. Con l'offerta della S. Messa quotidiana si accompagnò l'applicazione per il Papa della Santa Comunione, del Rosario della Beata Vergine, di numerose visite lungo il giorno a Gesù in Sacramento e di opere buone.

L'attività culturale ebbe per programma la trattazione dei seguenti argomenti svolti a turno dai docenti dello Studentato: La venuta di San Pietro a Roma e la sua morte nella stessa città. - Il magistero pontificio, specie nell'infallibilità pontificia. - La disamina delle accuse, antiche e recenti, contro il Papato. - Il Papato centro della storia della Chiesa e dell'umanità cristiana.

Novizi e studenti riferirono anch'essi su pensieri di Don Bosco che lumeggiavano il grande amore e la devozione del Santo al Papa e alla Sede Apostolica.

La « Settimana » si chiuse la domenica 17 con le parole del Superiore, il quale lesse anche il telegramma del Santo Padre in risposta a quello inviato a Sua Santità dai settimanalisti.

Di particolare gradimento tornò al Santo Padre l'iniziativa dei fanciulli della nostra parrocchia del Sacro Cuore in Bologna, che in numero di 154 si sono accostati, domenica 3 maggio, per la prima volta alla Santa Mense Eucaristica offrendo la loro prima Comunione al Sommo Pontefice come loro dono per il Suo Giubileo Episcopale.

Il Santo Padre si è degnato subito di rispondere per mezzo del Cardinale Segretario di Stato con questo telegramma diretto al Parroco D. Gavinelli: « Augusto Pontefice paternamente grato cotesti cari bambini preziosa offerta loro prima Comunione li benedice di cuore unitamente loro famiglie loro parroco e parrocchiani tutti presenti e lontani invocando su fortunati fanciulli perenne divina assistenza per loro formazione e felicità cristiana.

CARDINALE MAGLIONE ».

A Terni l'iniziativa salesiana assurse ad omaggio cittadino per l'adesione delle Autorità e della cittadinanza. La celebrazione s svolse nel Teatro « Verdi », gentilmente concesso dalle autorità locali. All'invito dei Salesiani risposero le Dame Patronesse, i Cooperatori, gli amici, ex-allievi, un ragguardevole numero di famiglie degli Oratoriani e altre che frequentano la Parrocchia e l'Istituto.

Presiedette lo stesso Ecc.mo Vescovo Diocesano Mons. Bonomini con l'Ecc. il Prefetto, il Segretario Federale, il Questore, il Podestà. Presenti anche il Generale Passarelli, Direttore della F. A. R. E., il Comandante del Presidio con uno stuolo di Ufficiali delle Forze Armate, il R. Provveditore agli Studi, vari Presidi e Professori della Scuola Media, rappresentanze di Enti Religiosi e Civili.

Negli altri palchi e nella platea, completamente gremiti, distinte signore e signori di ogni classe sociale, giovani studenti e il nostro Convitto « Umberto I » al completo.

L'orchestra Morelli-Robatto intonò l'Inno Pontificio e gli Inni Nazionali; un ben nutrito coro di cantori eseguì le Acclamationes. Il Vice Presidente dell'Unione ex-allievi rivolse il saluto ed il ringraziamento alle autorità, illustrò lo scopo della celebrazione e presentò l'oratore ufficiale Gr. Uff. Camillo Corsanego, il quale attirò subito l'attenzione dell'eletta accolta con la sodezza degli argomenti con cui svolse magistralmente il tema proposto: La Dinastia che non muore.

AZIONE SALESIANA

N.   DIOCESI   DIRETTORI DIOCESANI DEI COOPERATORI

I - Campania:

1   Napoli   S. E. Rev.aia Mons. De Nicola Giuseppe, Vic. Gen.

»   Mons. Fiorentino Giuseppe, S. Carlo a Morsella, Condirettore.

2   Acerra   Mons. De Lucia Pasquale.

3   Alife   Mons. dott. Sarno Amilcare.

4   Amalfi   ':Mons. Iovene Bonaventura Atrani.

5   Aquino   Can. cav. Torriero Giovanni.

6   Sora   Sac. prof. Carbone Vincenzo

7   Montecorvo   Can. Venditti Arturo

8   Ariano Irpino   Can. Abbatangelo Raffaele.

q   Avellino   Mons. Reppucci Michele, Arcid. Cattedrale.

io   Aver.sa   Mons. Vitale Roberto.

II   Benevento   Sac. prof. Petrosino Francesco.

12   Caiazzo   Mons. Puorto Raffaele, Delegato Vescovile.

13   Calvi e   Mons. Del Prete Pietro, Pignataro Maggiore.

14 Teano   Can. Riccio Alfonso. - Mons. Caprio Raffaele, Cond

15   Campagna   Mons. De Lucia Pietro, Arc. S. Angelo Le Fratte

16   Capaccio- Vallo   Can. Signorelli Francesco.

17   Capua   Mons. Della Cioffa Gius., Vic. Gen.

   Mons. Grimaldi Achille, S. Maria C. V. Cond.

18   Caserta   S. E. Rev.ma. Mons. Moriondo Natale, Vescoso.

»   Can. teol. dott. Guerriero Antonio, Cond. .

19   Castellamm. di Stabia   Mons. Pandolfi Salvatore Cane. Vesc.

20   Cava   Mons. De Filippi Alberto.

21   Sarno   Dott. Montoro Giovanni Ab. Parr. S. Matteo. 22   Conza-S. Angelo e

23   Bisaccia   Mons. dott. Freda Antonio, Vie. Gen.

24   Diano-Teggiano   Arc. Tierno Antonio, S. Pietro al Tanagro.

25   Gaeta   Mons. De Vio Adolfo.

26   Ischia   Mons. Cuomo Vincenzo.

27   Lacedonio   :Mons. Arcid. De Gregorio Vincenzo.

28 Montecassino   Mons. Messori Giuseppe.

29 Atina   Sac. Di Cosmo Arturo.

30   Nocera dei Pagani   Sac. Serio Ciro.

31   Nola   Mons. Riccio Vincenzo.

32   Nasco   Parr. De Paola Ciriaco, Cane. Vesc.

33   Policastro-Busentino   Can. Puoti Luigi.

34   Pozzuoli   Sac. Semetre Pasquale.

35   Salerno   Can. prof. Vocca Paolo. - Parr. Corvino Sabino-Siano. Cond.

36 Acervo   Mons. Freda Nicola.

37   S. Agata dei Got,   Can. De Blasio Alberto.

38   Sessa Aurunca   Mons- cav. D'Ari Edoardo Marra.

39   Sorrento   Sac. prof. Auletta Arnaldo.

40 Telese - Cerreto San-   Mons. Padovano Orazio.

41 nita   II - Molise:

42   Boiano-Campobasso   Mons. Spina Ottavio, Boiano. - Parr. Notte Raffaele, Castelpetroso, Cond.

43   Isernia   Mons. Tamburri Pasquale.

44   Venafro   Can. dott. Testa Giulio.

45   Larino   Parr. Marrone Pasquale.   I

46   Termali   Can. Notarpasquale Giuseppe.

47   Trisento   Mons. Vasile Francesco. Vie. Gen. - Sac. Livio Vincenzo, Cond.

III - Puglie:

48   Altamura   Primic-Iurino Giovanni.

49 Acquaviva delle Fonti   Mons. Pietroforte Giuseppe.

5o Andria   Can. Del Giudice Antonio.

51   Ascoli Satriano   Can. Pen. Razeto Elia.

52 Cerignola   Sac. Ruocco Francesco.   X

53   Bari   Mons. Vendemmia Vito.

54   Bovino   Mons. Croce Michele.

ISPETTORIA NAPOLETANA

N. DIOCESI   DIRETTORI DIOCESANI DEI COOPERATORI

55   I Brindisi   Mons. Mazari Emilio.

56 Ostuni   Parr. Laghezza Onofrio.

57   Castellaneta   Can. Margherita Tommaso.

58   Conversano   Can. La Volpe Angelo.

59   Foggia   Arc. Aquilino Mario.

6o   Gallipoli   Can. Pepe Giovanni.

61   Gravina   Mons. Parrulli Domenico, Vic. Gen.

62 Irsina   Mons. Arpaia Giuseppe.

63   Lecce   Mons. cav. uff. Agrimi Antonio.

64   Lucera   Can. De Cesare Luigi.

65   Manfredonia   Arc. dott. Prencipe Giuseppe.

66   Viesti   Mons. Arc. Ruggieri Luigi.

67 Molfetta   Parr. Gadaleta Giuseppe.

68   Giovinazzo   Can. t. Piscitelli Francesco.

69   Terlizzi   Can. Cagnetta Michele.

70   Monopoli   Sac. Ostuni Onofrio

71   Nardò   Parr. Greco Luigi.

72   Oria   Can. Saraceno Florinzo, Arc. Catt.

73   Otranto   Mons. Catalano Donato, Parr. Corigliano d'Otranto.

74 Ruvo   Arc. Stragapede Girolamo.

75   Bitonto   Can. Vacca Torelli Raffaele.

76   S. Severo   Mons. Canapi Luigi.

77 Trani   Mons. Perrone Raffaele, Vic. Gen.

78   Barletta   Mons. Russo Romeo, Vic. Gen.

79   Bisceglie   Parr. Belsito Antonio.

8o   Taranto   Mons. Caroli Fedele. - Vie. F. 'Martina Franca

81   Troia   Sac. dott. Zurlo Domenico.

82   Ugento   Can. Pen. Ponzetta Cosimo

IV --- Lucania:

83   Acerenza   Can. Gala Michele, Arc. Catt.

84 Matera   Mons. Tortorelli Emanuele, Vic. Gen.

85   Anglona e Tursi   Can. Conte Ferdinando, Arc. Catt.

86 Marsico Nuovo   Arc. Petrone Catello, Parr. Brienza

87   Potenza   Mons. D'Elia Vincenzo.

88   Melfi   Can. dott. Bèvere Lodovico

89 Ropolla   Arc. La Rotonda Luigi.

9o   Muro Lucano   Can Zaccardi Mauro.

91   Tricarico   Cari. Sanseverino Francescantonio.

92   Venosa   Mons. Briscese Vincenzo_

V -- Calabria:

93   Bova   Can. Nicolò Carmelo Arc. Catt.

94   Cariati   Cari. cav. doti. Arena Cataldo, Arc. Catt.

95   Cassano all'Ionio   Sac. Fera Francesco.

96   Catanzaro   Can. Fragola Pietro.

97   Cosenza   Mons. Astella Michele.

98   Cotrone   Mons. Cantafora Nicola.

99   Gerace   Can. Spanò Attilio.

100   Mileto   Can. pen. Albanese Antonino.

101   Nicastro   Can. Leone Vincenzo.

102   Nicotera   Mons. dott. Corso Giuseppe, Vic. Gen.

103   Tropea   Parr. Mazzitelli Antonio, Caria.

104   Oppido Mamertina   Sac. prof. Violi Serafino.

105   Reggio Cal.   Mons. can. Trapani Rocco Canc. Arciv.

106   Rossano   Parr. Tridico Antonio.

107 S. Marra Argentano   Can. Rocco Raffaele.

108   Bisignano   Parr. Grandinetti Biagio, Acri.

109   S. Severino   Can. Parisi Francesco.

110   Squillace   Can. prof. Caporale Francesco Badolato.

IN FAMIGLIA

Torino - Un nuovo quadro nella sagrestia della Basilica di Maria Ausiliatrice.

In occasione della festa titolare, 24 maggio u. s., nella sagrestia della Basilica di Maria Ausiliatrice - ove era già stato collocato il quadro del prof. Crida raffigurante l'incontro di Don Bosco col giovane Bartolomeo Garelli, a ricordare il Centenario dell'inizio dell'Opera degli Oratori - venne inaugurato un altro quadro dello stesso pittore, altamente significativo.

Collocato nella lunetta sopra la porta d'ingresso, rappresenta Don Bosco fanciullo in mezzo ad un gruppo di coetanei, intento a ripetere, nelle ore libere di un giorno festivo, le lezioni di Catechismo e le prediche udite in parrocchia, avviando così quel provvido apostolato a cui, scrisse, si sentiva chiamato fin dall'età di cinque anni, quando gli parve di intuire che la sua vita avrebbe dovuto trascorrere tutta nel fare il Catechismo ai poveri fanciulli.

Il quadro, che qui riproduciamo, suscitò vivo interesse nei fedeli che accorsero al Santuario per la festa della Madonna; e nella posizione che occupa avvia alla comprensione degli altri quadri: l'incontro del Santo con Bartolomeo Garelli; Don Bosco al centro dell'Opera sua, celeste patrono della gioventù; e l'arrivo del Santo con mamma Margherita alla tettoia Pinardi.

Altri due quadri completeranno presto la geniale decorazione della sagrestia.

Altre commemorazioni del Centenario della nascita del Venerabile Domenico Savio.

Lo stesso Don Caviglia che tenne la Commemorazione ufficiale all'Oratorio, commemorò pure il Ven. Domenico Savio nel nostro Istituto Teologico di Chieri, il 23 aprile alla presenza del Rev.mo Arciprete e delle più distinte personalità del Clero cittadino, dei Professori ed alunni del Seminario Arcivescovile, dei RR. Padri Gesuiti e Domenicani, dei Signori della Missione, di una eletta rappresentanza di Autorità e Cooperatori, e di tutti i nostri studenti.

Ad Ivrea, nell'Istituto « Card. Cagliero » il nostro Don Spriano illustrò la vita dell'angelico giovinetto con una interessantissima serie di proiezioni luminose che avvinse e commosse non solo gli alunni dell'aspirandato, ma professori e chierici del Seminario Vescovile intervenuto al completo e la cospicua rappresentanza dei Cooperatori ed Exalievi.

Ad Amelia la commemorazione venne anticipata all'8 marzo, per approfittare della presenza di S. E. Mons. Rotolo, Vescovo Ausiliare di Velletri, il quale, dopo la predicazione degli Esercizi Spirituali agli alunni del nostro Istituto S. Giovanni Evangelista, tenne il discorso ufficiale.

Intervenne l'Ecc.mo Vescovo Diocesano, Mons. Priore della Cattedrale, Mons. Canepone, ed altre personalità del Clero cittadino; il Seminario, Superiori ed alunni del Collegio Boccarini, il Guardiano del Convento della SS.ma Annunziata e un eletto stuolo di invitati.

S. E. Mons. Rotolo si disse felice di commemorare la data centenaria proprio in Amelia, ove l'Opera Salesiana era sorta sotto gli auspici di Domenico Savio, poichè proprio il giorno in cui si leggeva in Roma il Decreto sull'eroicità delle sue virtù, cioè il 9 luglio 1933, il Rettor Maggiore D. Ricaldone si recò ad Amelia per le prime trattative per l'apertura delle due Case salesiane. Mise quindi in rilievo le meraviglie compiute dalla grazia nel giovane quindicenne.

Applausi prolungati coronarono l'interessante conferenza cui seguì un'Accademia musico-letteraria in cui gareggiarono i giovani dei due Istituti e quelli dell'Oratorio Salesiano. Chiuse la cerimonia la parola plaudente e benedicente del Vescovo Diocesano S. E. Mons. Lojali.

A Montechiarugolo (Parma), gli alunni della nostra Scuola Agraria, il 26 aprile, inaugurarono anche una riuscitissima statua dell'angelico giovinetto, benedetta dal loro Direttore Prof. Cav. Don Giuseppe Lazzero.

A Gorizia, nel nostro fiorente Collegio San Luigi, il 10 maggio, illustrò la figura di Domenico Savio con smagliante eloquenza il Prof. Bettiol della R. Università di Trieste.

A Trento, all'elevata Commemorazione fatta dal Rev. prof. D. Ugo Masotti nell'ampio cortile dell'Istituto assistette lo stesso Principe-Arcivescovo S. A. Rev.ma Mons. DeFerrari, presente un'eletta rappresentanza del Clero e dei padri Francescani, fanciulli e giovanetti delle scuole elementari, degli istituti medi inferiori, dei collegi, istituti religiosi, il Seminario Minore e numerosi Cooperatori e Cooperatrici delle Opere salesiane.

S. A. il Principe Arcivescovo visitò poi l'interessantissima Mostra Catechistica allestita per l'occasione e suggellò la cara celebrazione nella chiesa di Maria Ausiliatrice benedicendo una nuova pittura murale opera dell'artista Mattielli raffigurante il sogno di Don Bosco relativo alla missione del venerabile Domenico Savio. Rivolse infine ai giovani la sua fervida parola auspicando la beatificazione del virtuoso giovane a maggior gloria di Don Bosco, a giusta soddisfazione della Famiglia Salesiana e a vantaggio della gioventù.

La commemorazione venne incastonata nel triduo ad onore di S. Giovanni Bosco predicato dallo stesso oratore e concluso col solenne Pontificale di S. E. Mons. Rauzi.

A Livorno, pure il 26 aprile, presenti allievi ex-allievi e Cooperatori, tenne il discorso ufficiale l'ex-allievo Dagoberto Capocchi e chiuse l'accademia il parroco illustrando con proiezioni luminose gli episodi più salienti della vita del Venerabile.

Chioggia   Crociata Catechistica.

L'Oratorio di Chioggia ha dato un saggio catechistico che merita davvero di essere rilevato. Da due prime eliminatorie, alle quali parteciparono tutti gli allievi, 250, esaminati da una Commissione formata dai Parroci della città, e condotte con prove scritte, disegno secondo il metodo attivistico, ed interrogazioni a memoria ed a senso, rimasero ancora in gara 134 alunni appartenenti a varie classi.

L'ultima eliminatoria, quella che doveva designare l'imperatore del catechismo fu presieduta da S. E. Mons. Vescovo, coadiuvato da Mons. Mario Alfieri, D. Marino Callegari Parroco di S. Andrea e il Direttore dell'Istituto Salesiano.

S. E. volle esaminare personalmente tutti gli allievi rimasti in gara ed ebbe non poca difficoltà ad eliminare gli aspiranti ai premi più ambiti data la loro preparazione. Il pubblico che assisteva alla gara tenuta nel teatro dell'Oratorio, preso dal fervore della competizione che si svolgeva attraverso un fuoco di fila di domande difficili, dirette ed indirette, tese allo scopo di selezionare secondo il merito i concorrenti, dimostrava il suo interesse con frequenti applausi.

La gara lasciò in palio il titolo più ambito, quello di Imperatore del Catechismo, che venne disputato tra gli otto concorrenti dimostratisi ottimi fra gli ottimi. La loro interrogazione, che si svolse suscitando il più schietto interessamento del pubblico e la vivissima ammirazione di S. E., si protrasse a lungo con esito costantemente incerto, perchè gli otto alunni si equivalevano e quantunque si accrescesse la difficoltà delle interrogazioni tutti rispondevano con eguale precisione e celerità. La Commissione, di fronte a questo fatto insolito ed altamente significativo, vista l'impossibilità di giungere ad una designazione per via eliminatoria, decise di procedere all'elezione dell'Imperatore del Catechismo a mezzo di sorteggio tra gli otto candidati rimasti in gara. Grandi acclamazioni salutarono il vincitore. S. E. commosso dello splendido esito espresse la propria soddisfazione con parole di altissimo apprezzamento.

La solenne premiazione fu rimandata alla domenica seguente e coronata coll'inaugurazione della Mostra Catechista fatta da Mons. Gamba a nome del Vescovo Diocesano assente.

Interessantissima, per la documentazione, la terza sala ov'era tutto il movimento di Azione Cattolica degli allievi dell'Istituto che seppero acquistare 14 medaglie, 7 campionati diocesani, una medaglia d'oro fuori concorso, tre medaglie d'argento, una di bronzo, due medaglie d'oro campionato salesiano, un gagliardetto Vitt, una fiamma... Accurati diagrammi specificavano la frequenza alla Scuola di religione all'Oratorio; un quadro rappresentava le varie organizzazioni esistenti nell'Istituto. Statistiche varie, esposizione di lavori, di disegni, di modelli mostravano l'attività svolta dagli insegnanti e la diligenza e l'amore prestato dagli allievi.

AltrAltri Salesiani decorati "sul campo ".

Con decreto del 26 marzo u. s. il Generale d'Armata Ettore Bastico ha decorato della CROCE DI GUERRA AL V. M. « SUL CAMPO » un altro dei nostri Parroci del Vicariato Apostolico di Derna: il Cav. Don Carlo Rusconi, parroco di Beda Littoria, al quale la Maestà del Re Imperatore ha conferito anche l'onorificenza di CAVALIERE DELLA STELLA COLONIALE.

Notizie dei numerosi nostri Cappellani Militari segnalano pure altre distinzioni fra cui rileviamo ancora due decorazioni « sul campo ».

Al nostro Ten. Cappellano Don Olindo Del Donno, gravemente ferito mentre prodigava eroicamente l'assistenza ai suoi valorosi bersaglieri nella battaglia sferrata il giorno di Natale u. s. nel settore Mikailowski - Ivanowski, è stata conferita la MEDAGLIA D'ARGENTO al V. M. « SUL CAMPO », con una nobilissima motivazione a cui i giornali hanno già dato larga pubblicità.

Al nostro Ten. Cappellano Don Francesco Volpi pure ferito ad El Aden durante un'incursione aerea che distrusse completamente l'Ospedale, mentre si prodigava nel trasporto dei feriti ai rifugi, il Generale Comandante d'Armata del Comando Superiore dell'Africa Settentrionale conferì la MEDAGLIA DI BRONZO al V. M. « SUL CAMPO », rilevando il coraggio con cui continuò la sua opera caritatevole anche dopo la ferita fino a sgombero ultimato.

Nel registrare queste ben meritate decorazioni, raccomandiamo vivamente alle preghiere dei nostri Cooperatori questi e tutti gli altri nostri confratelli impegnati sui diversi fronti.

Torino - L'Ecc. P. Gemelli al nostro Ateneo. .

Proprio nel giorno della festa dell'Ausiliatrice, la Facoltà di Filosofia e l'Istituto di Pedagogia del nostro Ateneo Pontificio, ebbero il regalo di una cordialissima visita dell'Ecc. P. Gemelli, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze e Rettor Magnifico della Università Cattolica di Milano, il quale si trovava a Torino per presenziare al Convegno di Orientamento Scolastico Professionale indetto dal Ministero della Educazione Nazionale per gli Insegnanti delle Scuole Medie e dell'Ordine Superiore.

Accolto nell'atrio del grandioso Istituto « Conti Rebaudengo » dal nostro Rettor Maggiore, Gran Cancelliere dell'Ateneo, che era accompagnato dal Sig. Don Ziggiotti, dal Direttore dell'Istituto, dal Corpo Accademico, dai Professori e dagli alunni, S. Eccellenza passò anche tra la folla festosa dei giovani aspiranti missionari e prese posto sotto il portico dell'ampio cortile ove il Sig. Don Ricaldone gli porse il benvenuto formulando i più fervidi voti per il completo ristabilimento della sua preziosa salute, per cui aveva fatto tanto pregare e continua a far pregare nelle nostre Case. P. Gemelli rispose con commosso senso di gratitudine dicendo che egli si era portato all'Istituto come amico e come ammiratore di D. Bosco e dell'Opera che i suoi figli continuano in mezzo al mondo, lietissimo della presenza del IV Successore del Santo, cui esprimeva le più cordiali felicitazioni.

Sorretto quindi dallo stesso Rettor Maggiore ed accompagnato dai Professori e dagli alunni, il Padre iniziò la visita ai vari Istituti ed ambienti della Facoltà di Filosofia e dell'Istituto Superiore di Pedagogia. Si trattenne con agio nelle Biblioteche, già così bene avviate, e nelle varie sezioni degli Istituti di Psicologia Sperimentale, di Biologia, di Scienze Fisiche e Matematiche, di Antropologia ed Etnologia, colle loro rispettive Biblioteche specializzate, sale di lavoro e di scuola e quanto è modernamente richiesto per una adeguata informazione e per una feconda ricerca scientifica.

Particolare compiacenza provò S. Ecc. nel visitare l'Istituto di Psicologia Sperimentale, organizzato e diretto dal Prof. Don G. Lorenzini, formato nella scuola di Psicologia dallo stesso P. Gemelli a Milano: compiacenza che esternò la sera stessa in un'adunanza del Convegno, additando ai Professori della Scuola Media di Torino e Provincia l'esemplo dell'Istituto Rebaudengo che, costituendo un Laboratorio di Psicologia accanto alle Scuole Professionali, offre il tipo ideale di organizzazione degli istituti che vogliono affrontare nella forma più integrale il problema dell'Orientamento Scolastico Professionale.

S'indugiò pure con vivo interesse nell'Istituto Superiore di Pedagogia, istituito quest'anno per volontà del Sig. Don Ricaldone, per promuovere scientificamente i principi ed i metodi della Pedagogia cristiana nella luce e nello spirito di Don Bosco, e già corredato di una importante biblioteca specializzata con sei schedari ed un centro di sussidi didattici.

Il tempo fuggiva, e dovette accontentarsi di un rapido sguardo ai laboratori delle Scuole professionali, rivolgendo affabili interrogazioni ai giovani aspiranti dell'Istituto Missionario.

L'ambita visita accrebbe nell'animo degli alunni la stima e l'ammirazione per il grande scienziato e per quel monumento del suo apostolato scientifico che è l'Università Cattolica di

Milano, cui il nostro Ateneo si sente particolarmente legato anche per la collaborazione dei nostri indimenticabili professori Don Ubaldi e Don Sisto Colombo, e dal quale, mentre tanti nostri ex-allievi e non pochi confratelli traggono luce di pensiero ed adeguamento professionale, il nostro giovine Ateneo attinge ispirazione agli ardimenti della sua missione.

Milano - Esposizione missionaria.

Il 10 maggio u. s. tenendo il loro Convegno annuale, le ex-allieve milanesi dell'Istituto Magistrale « Maria Ausiliatrice » vollero anticipare l'omaggio filiale al S. Padre offrendo secondo le auguste intenzioni del Vicario di Cristo la S. Messa e la S. Comunione e dedicando al Papa il programma dell'adunanza presieduta da Mons. Galimberti e presenziata anche da Madre Carolina Novasconi del Consiglio Generalizio. Terminata l'adunanza, Superiore ed ex-allieve passarono ad inaugurare l'esposizione missionaria allestita dal laboratorio locale, e disposta in un ampio salone, genialmente trasformato in vero campo di missione. Alle pareti pendevano illustrazioni missionarie. Al centro un'autentica capanna dava un'idea delle capanne indigene che i missionari trasformano rapidamente in cappella. In fondo si ergeva il piccolo altare preparato per la santa Messa. Attorno alla capanna erano disposte, qua e là, con ordine e gusto, parecchie pianete, alcune delle quali doppie, e numerosi piviali; e candide tovaglie, e veli omerali, e camici, e cotte e molteplici servizi d'altare. A parte figurava pure un abito completo per una novizia aspirante missionaria. Sotto un addobbo tricolore era il reparto pro soldati con oggetti d'ogni genere: sigarette, dolci, riviste, indumenti, ecc. che vennero poi portati ai soldati degenti negli Ospedali cittadini. Alla vista di tante cose veniva fatto di domandarsi come fossero riuscite le buone ex-allieve del laboratorio, in un anno di tante ristrettezze, a preparare tante cose. E la risposta era nelle industrie della carità che le conduce ogni mercoledì all'Istituto, dove il medesimo ideale le riunisce anche con sacrificio a lavorare generosamente per le missioni lontane. Nel loro settimanale raduno, in cordiale intimità, mentre le dita corrono al lavoro pregano per i missionari, leggono in riviste e pubblicazioni gli eroismi della vita di missione e trasformano ogni punto in atto di amor di Dio per la salvezza delle anime.

Il S. Padre informato del loro fervore, volle esprimere il paterno gradimento colla seguente lettera inviata dal Segretario di Stato alla Ispettrice.

Rev. Madre.

All'augusto Pontefice è stata segnalata la fervida attività che da alcuni anni sta svolgendo il « Laboratorio missionario » fiorito presso codesto Istituto M. Ausiliatrice.

Alle buone signore e signorine che appartengono al Laboratorio, e alle Religiose, che con tanto impegno e sacrificio vi prestano la loro opera, Sua Santità si allieta impartire la Benedizione Apostolica, augurando loro crescenti ricchezze di virtù e i più dolci conforti della carità. Mi valgo volentieri della circostanza per confermarmi con sensi di religioso ossequio

di Ldi Lei dev.mo nel Signore Card. MAGLIONE. Dal Vaticano, 24 gennaio 1942.

Romentino (Novara) - Un'artistica Cappella a San Giovanni Bosco nella chiesa parrocchiale.

Romentino, che ha tanta devozione a Don Bosco, ha costruito nella chiesa parrocchiale un'artistica Cappella in onore del Santo impegnandosi a festeggiarlo ogni anno, la prima domenica di giugno. L'opera veramente riuscita, grazie al concorso generoso della buona popolazione, ha per tema l'apoteosi del Santo. Volta, pareti, pavimento, tutto è stato studiato in senso armonico e condotto con fede e con amore all'arte.

Sulla parete di sfondo spicca un quadro di Don Bosco dipinto ad olio, dove la figura del Santo è protesa verso il popolo in atteggiamento di chi vuole aiutare quanti a Lui ricorrono.

Il quadro è incorniciato in marmi diversi elegantemente scolpiti. Ai lati, sempre nella parete centrale, sono raffigurati il Venerabile Domenico Savio e il Servo di Dio Don Andrea Beltrami, novarese, rapiti in celeste visione, sorretti e guidati dagli Angeli Custodi, cui si collegano nella composizione decorativa altri Angeli oranti che introducono alla visione centrale di Gesù in atto di effondere dal suo Cuore Divino le grazie che l'umanità sofferente da Lui implora per intercessione del Santo.

Tutta la parete è dipinta ad affresco con sfondi di vero mosaico d'oro.

La pLa parete a destra dell'altare reca due composizioni figurative: nella lunetta in alto, Gesù che chiama a sè i fanciulli; sotto, in un grande riquadro a fresco, San Giovanni Bosco che si incontra per la prima volta con Bartolomeo Garelli.

Il lato di sinistra è tutto occupato da una grande vetrata a scomparti riproducente: in alto il primo sogno di S. G. Bosco; sotto, il Santo nel cortile dell'Oratorio, negli ultimi anni della sua vita, in mezzo ai fanciulli. Ai lati, in appositi riquadri, le figure della Beata Mazzarello e del Servo di Dio D. Michele Rua.

Sulla volta, in ricco scomparto architettonico ornamentale a fondo oro, spicca la gloria del Santo. Tutta la parete inferiore della Cappella è rivestita di marmi fini a scomparti come pure le quattro lesene coi capitelli dorati. Completano la Cappella appropriate decorazioni in pittura stucco, mentre l'oro dà a tutta l'opera prestigioso effetto.

Il prof. Mario Albertella di Milano, a cui sono stati affidati gli affreschi, le decorazioni, le vetrate, le dorature e i mosaici, ha compiuto un lavoro coscienzioso e perfetto anche nei particolari, curando perfino la luce della grande vetrata che dà all'ampia Cappella un aspetto armonico, imponente, religioso.

Il buon popolo romentinese, infervorato dal parroco Don Valente Donetti, ex-allievo, si prostra devoto ogni giorno davanti all'altare del Santo implorando benedizioni soprattutto pci giovani richiamati alle armi e combattenti.

DALLE NOSTRE MISSIONI

Amazzonia.

Una particolareggiata relazione dell'Ispettrice, scritta il 21 gennaio u. s., ci diede diffuse notizie di tutte le Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Brasile Nord, specie delle Missioni delle Amazzoni, situate sul Rio Negro e sul Rio Madeira, nel cosidetto « inferno verde », da lei recentemente visitato.

A S. Gabriel, la Casa Missione è forse la più comoda e spaziosa di tutte, posta su un bel poggio, in vista del maestoso fiume con le sue bollenti cascate, le sei isole ombreggianti, e nello sfondo, azzurrino per la lontananza, il rilievo montuoso, dove vivono ancora indi semi-selvaggi. V'è però il flagello della malaria, divenuta epidemica, e, non trovandosi medici, le povere Suore, poche di numero, devono anche far da dottore nel piccolo ospedaletto, continuando a lavorare perfino con la febbre a 39° e 40°, e con le articolazioni così gonfie e dolorose da passare mesi e mesi senza poter inginocchiarsi. Hanno 120 interne e altrettanti sono gli alunni del nostro Collegio, pei quali devono provvedere alla cucina, guardaroba e lavanderia, oltre il pensiero delle Scuole governative; un cumulo tale di lavoro, che non si sa come possa esser compiuto quotidianamente con forze così scarse e stremate.

TaraTaracuà è sulle rive del Rio Wàpes, alla confluenza del Rio Negro: un piccolo villaggio, ora in gran parte spopolato per le febbri micidiali, dove, tra capanne in rovina, la Missione spicca un po' triste, circondata da un silenzio sepolcrale. Le Suore però vi si sentono felici nel loro diuturno sacrificio; sono solo quattro, di cui una veterana di 72 anni, la quale continua a prodigarsi serena e infaticabile, perchè non v'è alcuna che la possa sostituire e il lavoro è sempre molto...

Jauaretè è la più remota Missione del Rio Negro: per avere una risposta da Fortaleza, il centro civilizzato più prossimo, bisogna attendere non meno di due mesi, se pur si giunge in tempo prima della partenza del vaporino mensile per Manaos. Anche le Suore sono soltanto quattro, con 120 indiette interne; il nostro Collegio conta 169 alunni. La popolazione è completamente india, in gran parte tucana, e vive intorno alla Missione docile e buona come una famiglia, non intraprendendo cosa alcuna senza il consenso di D. Marchesi, il primo missionario del Rio Negro chiamato col nome di « Tuchauà » o capo tribù. È una Missione che promette un grande avvenire: la chiesa, già allargata, è sempre gremita, non solo nei giorni festivi, ma anche nel 1° venerdì e nel 24 d'ogni mese; e numerosi sono sempre i Battesimi e le prime Comunioni. Le missionarie devono pure attendere all'Ospedaletto, e si prodigano senza posa per arrivare a tutto...

Barcellos offre pure su per giù lo stesso lavoro delle altre Missioni ed il flagello delle febbri alle quattro Suore, di cui una della prima ora, già Ispettrice, continua umilmente a lavorare, amata da tutta la popolazione, che la considera come madre e consigliera in tutto.

Ad Humaità, la Casa Missione iniziata appena da pochi mesi va affermandosi su una solida base di sacrificio: caldo soffocante non inferiore, di notte, ai 36°; nuvole di zanzare, e molto lavoro. Provvisoriamente, in attesa dei necessari aiuti, ha tre sole missionarie, delle quali una già colpita dalla malaria. Nella sua prima visita l'Ispettrice non potè fermarsi che dalle otto di sera alle cinque del mattino seguente: la sola breve sosta del vaporino, chè un altro non sarebbe passato se non molto tempo dopo!

Porto Velho, importante cittadina sul Rio Madeira, è insalubre come le altre località, ma di grande movimento per la ferrovia che la congiunge alla Bolivia, passando per il Matto Grosso. Vi sono due Case: il Collegio, con sei Suore per 300 alunne fra interne e esterne, che frequentano le annesse scuole elementari e le normali rurali, oltre alle non poche oratoriane; e l'Ospedale con tre sole missionarie, ove il lavoro è intensissimo, perchè i malati sono sempre numerosi, provenienti da tutte le parti, fin dalla Bolivia, dai così detti « Siringais » dove si estrae la gomma e il caucciù. A volte giungono quasi morenti e richiedono cure pronte e assidue a tutte le ore, per cui le generose infermiere non poterono quest'anno abbandonare la loro assistenza, nemmeno durante i Ss. Esercizi compiuti sul lavoro...

Verrebbe quasi da chiedere com'è possibile che reggano a tante fatiche, col solo aiuto di due o tre pie indigene, le così dette « auxiliares », che in ciascuna di queste Missioni amazzoniche prestano l'opera loro con vero spirito di abnegazione, e come possano continuare serenamente per anni e anni in mezzo a così gravi sacrifici; ma tutto è compensato dalle intime gioie riserbate dal Signore a quanti generosamente si immolano per l'avvento del suo regno divino. L'Ispettrice infatti assicura che dovunque le missionarie si mostrano contentissime; e quando, stanche e febbricitanti, riescono a mala pena a reggersi in piedi, non hanno altro timore se non quello di essere ritirate dal campo amato della loro cara missione.

Lettera di Don Giulivo ai giovani.

Carissimi,

un giorno Pio IX ricevette un signore il quale gli dichiarò di non saper conciliare certi avvenimenti con l'onnipotenza di Dio e con la sua bontà.

Il Papa, invece di rispondergli direttamente, lo invitò a seguirlo in una visita alla fabbrica degli arazzi del Vaticano.

Aperta che fu la porta, apparve la parte posteriore d'un immenso lavoro, posto su di un cavalletto.

- Guardate com'è bello! -- disse il Papa all'ospite.

Questi, attonito, guardò, ma non capì: non vedeva che un groviglio di punti e di colori.

- Santità -- balbettò veramente... forse saranno i miei occhi... ma io non scorgo disegno alcuno.

Pio IX sorrise, e lo condusse dal lato opposto. Un oh! di meraviglia sfuggì spontaneo al visitatore. Era di fronte ad un arazzo d'inestimabile valore e di meraviglioso splendore.

Caro figliuolo -- disse paternamente il Papa vedete?... Fin che siamo nella parte opposta, cioè quaggiù, non scorgiamo che strani grovigli. Ma quando passeremo lassù, (e indicava il Cielo) -- nella luce della vita vera, allora distingueremo le proporzioni e il disegno, l'unione delle parti, la varietà delle ombre, la vaghezza dei colori.

Giovi questo insegnamento anche a voi, miei cari giovani.

Il mondo colle sue passioni in tormenta ci si presenta conte un'inestricabile confusione, dove non sempre è dato di scorgere la presenza della Somma Sapienza e della Somma Bontà.

Ma non meravigliamoci. Verrà tempo in cui vedremo e comprenderemo tutto.

Intanto, di fronte al male che dilaga e ai dolori che si accumulano, ricordiamo che Dio, avendo creato l'uomo cosciente e libero, non gli toglie mai il dono della libertà, perchè se gli togliesse questo dono l'uomo non sarebbe più uomo. La responsabilità quindi di tutti i mali non è mai di Dio, ma degli uomini che violano i diritti di Dio e del prossimo.

Il segreto della nostra salvezza e della nostra felicità sta nel non abusare della nostra libertà, ma nell'impegnarla a vivere in conformità alla volontà divina osservando i Comandamenti.

Preghiamo quindi perchè tutti gli uomini si facciano più buoni e rispettino la santa legge di Dio. E voi cercate di concorrere colla vostra buona condotta meglio che potete.

VostVostro aff.mo DON GIULIVO.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

Sac. TRAVAINT CESARE, da Maggiate (Novara), † a Biella (Vercelli) il 16-III-1942 a 87 anni.

Fratello del compianto Vescovo di Cuneo e Fossano, a 26 anni potè svincolarsi dagli impegni che lo legavano alla famiglia e presentarsi a Don Bosco clic l'accolse paternamente, l'avviò agli studi nel nostro Istituto di Sampierdarena e nel 1883 gli impose l'abito ecclesiastico. Salesiano di ottimo spirito, dotato di soda pietà e fervido zelo sacerdotale svolse un prezioso apostolato nella educazione della gioventù e nella direzione del nostro Oratorio di Biella e dell'Istituto Card. Richelmy in Torino, coronando la sua esistenza colla direzione spirituale di tante anime cui attese per 30 anni nella nostra parrocchia di San Cassiano a Biella.

L'autorità civile, ricordando l'affetto che lo legava al Capo del Governo, che egli ebbe allievo in quarta elementare a Faenza, offerse alla sua salma un sepolcreto gratuito; e S. E. Mons. Vescovo di Biella tessè ai funerali un fervido commosso elogio.

Sac. ORSI CARLO, da Sesto S. Giovanni lano), † in Asti il 16-III-1942 a 64 anni.

SvolSvolse il suo apostolato m Palestina ed in varie Case d'Italia prestando soprattutto il suo fervido zelo alla cura delle anime, colla predicazione ed il ministero delle confessioni presso le nostre parrocchie.

Coad. MARTINOTTI GIACOMO, da Morano Po (Alessandria), † a Torino-Oratorio l'11-V-1942 a 59 anni.

Ottimo coadiutore, trascorse tutta la sua vita nelle nostre Case di Mathi e dell'Oratorio prestando i suoi servizi in mansioni amministrative con fedeltà ammirabile ed esemplare spirito salesiano.

Cooperatori defunti:

Prof. Dott. CESARE COLUCCI, † a Napoli l'11-II u. s., confortato dai Santi Sacramenti e da una particolare visita di S. Em. il Card. Ascalesi.

Medico valente e fervente cristiano, prodigò la sua professione alla cura dei poveri ed al sostegno delle opere di beneficenza.

Devotissimo di Maria Ausiliatrice e di S. Giov. Bosco ne volle i quadri nella cappella della sua clinica e stabilì che ogni anno se ne celebrassero solennemente le feste.

Lascia in quanti lo conobbero il ricordo d'una vita veramente esemplare.

Coi. Prof. FILIPPO TRILLO, † a Frosolone (Campobasso) il 29-III u. S.

Devotissimo di S. Giovanni Bosco volle ricordare le Missioni Salesiane anche nelle sue disposizioni testamentarie.

Nobile Signorina AUSONIA BOBONE-RICCI, † a Savona nel maggio 1942.

Educata in una nobile e distinta famiglia, non visse che per Dio e per le opere di carità. Per lunghi anni attivissima Segretaria e poi Presidente delle Dame Patronesse, coll'umiltà e la dedizione del vero spirito evangelico, si prodigò all'incremento della Pia Unione delle Cooperatrici, e, non contenta di beneficare generosamente le Opere Salesiane, s'adoperava, con cuore di mamma, a chiedere aiuti per i frugolini dell'Oratorio di Savona tanto caro al suo cuore.

GUERRA Rag. GIOVANNI, † a Buia, a 32 anni.

Educato nei nostri Collegi, si consacrò con spirito veramente cristiano al bene della famiglia e, conservando per S. Giovanni Bosco tenera devozione fu fervente Cooperatore delle Opere Salesiane.

MARINI TERESA in PATRIARCA, † a Roma il 6-v u. s. ad 81 anno.

Donna di fede e di pietà sentita, dedicò tutte le sue cure alla cristiana educazione della numerosa famiglia, fulgido esempio di madre e di sposa. Generosa coi poveri e colle istituzioni di beneficenza ebbe una predilezione per le Missioni Salesiane.

TODESCO ORSOLA ved. BENACCHIO, † a Monselice (Padova) il 25-1 u. s.

Trascorse la sua vita nel lavoro e nel sacrificio, sorretta dalla fede, e benedetta da Dio colla vocazione di un figlio sacerdote alla Società Salesiana.

Cav. FASOLO ANDREA, † a Vigone il 24-V u. s. ad 85 anni.

Ricco di censo, si spogliò volontariamente delle sue ricchezze per distribuirle ad Istituti di beneficenza, di carità, di educazione, prodigandole con particolare affetto ai poveri. Esempio ammirabile di pietà cristiana, di umiltà e di semplicità patriarcale, ogni mattina alle cinque era in parrocchia per la Santa Messa e la Comunione, con qualunque tempo e qualunque stagione; poi attendeva al lavoro del piccolo fondo riservatosi pel suo sostentamento. Nella sua carità ricordò sovente le Opere e le Missioni Salesiane che beneficia generosamente.

AltrAltri Cooperatori defunti:

Algeri Giuditta, Scanzo (Bergamo) - Andreoli Solini Maria, Darfo (Brescia) - Ardizzone Serafina, Santhià (Vercelli) - Bagiolo Angela, Chiesa (Sondrio) - Barbero Agostino, Monticello d'Alba (Cuneo) - Bardo M. Adelaide, Torino - Becchio Can. Cav. D. Stefano, Corio (Torino) - Berlendis Teresa, Gazzaniga (Bergamo) - Bianchetti Sironi Elisa, Gallarate (Varese) - Bona Iolanda, Torino - Bressanin Maria, Borgoricco (Padova) - Calcagno D. Nazario, S. Maurizio (Alessandria) - Campana Giulia, Chiusa Pesio (Cuneo) - Campanini Cav. Dionigi, Lungavilla (Pavia) - Chiara D. Angelo, Certosa (Pavia) - Chiara Prof. Bernardo, Torino - Clara Sr. Maria, Torino - Coppo Antonietta, Torino - Dante Attilio, Piovega (Padova) - Fiora Rosa Maria, Castell'Alfero (Asti) - Franchi Gerinda, Isola Gran Sasso (Teramo) - Galli Palmira, Arena Po (Pavia) - Gastaldi Isnardi Margherita, Torino - Gianella Ten. Colon. Ettore, Novara - Iacquin Costantino, S. Remigio (Aosta) - La Vigna Maria, Caltanissetta - Mampieri Benedetto, Introdacqua (Aquila) - Manenti Galeazzi Teresa, Bagnolo Mella (Brescia) - Maraldi Simone, Cesena (Forlì) - Margoni Elvira, Trento - Marletta Epifania, Regalbutto (Enna) - Moletta Federico, Sandrigo (Vicenza) - Montebelli Cav. Gaetano, Rimini (Forlì) - Morando Giuseppe, Vignale (Alessandria) - Monreale Vincenzo, Mussomeli (Caltanissetta) - Muzzini Elio, Modena - Neri Elia, Levigliani (Lucca) - Nesi Annina, Tobiana (Firenze) - Orsenigo Maria, Conio - Pagliàro Maria, Pirano (Pola) - Pellascio Angiolina, Cugnasco (Svizzera-Tic.) - Quaranta Celeste, Levn' (Torino) - Ravelli D. Vittorio, S. Cristina (Novara) - Rizzoglio Mario, Milano - Rossi Maggiorina, S. Albano (Pavia) - Silvestri Beniamino, Livigno (Sondrio) - Taverna Antonio, Pinerolo (Torino) - Testa Antonio, Rocca del Colle (Bergamo) - Testa Abrate Laura, Savigliano (Cuneo) - Trevisan Teresa, Verona - Varischetti Maria, Gorno (Bergamo) - Visconti Domenico, Borgoticino (Novara).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Re- ligiose, la loro cappella privata) e quivi pregano se- conde. l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) N1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù. Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali. In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se po- tranno, od almeno col cuore.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI LUGLIO ANCHE:

Il giorno 1 - Preziosissimo Sangue di N. S. Il giorno 2   Visitazione.

II giorno 16   B. Vergine del M. Carmelo.