Anno LXVI - N. 8 - 1° AGOSTO 1942 - XX
SOMMARIO: Le vie di Dio. - In famiglia. - Dalle nostre Missioni: Giappone. - Tesoro spirituale. Lettera di Don Giulivo ai giovani. - Necrologio. - Crociata missionaria.
Il Giubileo Episcopale del Santo padre Pio XII, mentre ha suscitato tanto tripudio di affettuosa venerazione pel Vicario di Cristo, ha pure ridestato l'ammirazione del mondo sulle vie meravigliose che la Divina Sapienza ha seguito nel condurlo al fastigio del Supremo Pontificato.
Di riflesso, il pensiero dei fedeli è stato naturalmente richiamato al mistero ineffabile delle vocazioni sacerdotali e religiose in cui la Divina Provvidenza sfoggia la sua magnificenza con sorprese e prodigi che si impongono alla nostra commossa considerazione.
Dal giorno in cui la voce del Divin Salvatore risuonò sulle rive del lago di Genezareth a Simone pescatore coll'autorevole proclamazione « D'ora in poi tu sarai pescatore di uomini », l'eco si ripercuote da un estremo all'altro della terra, senza distinzione di stirpe o di classe sociale, ed esalta anche i più umili figli del popolo alla più sublime missione. Mistero di degnazione infinita da parte di Dio e di incomparabile esaltazione per gli eletti. Chi può dire l'emozione di un papà, di una mamma veramente cristiani di fronte a questa predilezione del Salvatore, quando al loro cuore sussulta la voce di un figlio che annuncia la grande vocazione ? È vero, la chiamata divina imporrà forse loro talvolta non lievi sacrifici, di distacco e di rinunzia. Ma potrebbero mai desiderare benedizione maggiore? La grazia più grande che Dio possa fare ad una famiglia è quella di eleggere un figlio alla dignità sacerdotale, di farlo « ministro di Cristo e dispensatore dei divini misteri » (I Cor., IV, 1). Ed è anche il dono più prezioso per la società. Perchè la società ha bisogno di sacerdoti, di molti e santi sacerdoti, per raggiungere e mantenere quel grado di civiltà cui solo il Cristianesimo la può innalzare e conservare.
La Chiesa infatti dispensa i tesori spirituali della Fede e della Grazia per mezzo dei sacerdoti. E dove questi scarseggiano o non corrispondono adeguatamente alla loro vocazione, è fatale la decadenza morale e civile, il regresso delle anime alla depravazione.
Tra i problemi dell'ora che volge, rimane pertanto in primo piano quello delle vocazioni sacerdotali e religiose. L'aspirazione ad un domani migliore importa un miglioramento morale indispensabile al superamento della crisi mondiale. E la cura delle anime è missione essenziale ed insurrogabile dei ministri di Dio.
Ma quali paesi potranno dire di avere sacerdoti a sufficienza per l'esercizio di questo altissimo ministero ? Ah, che uno degli spettacoli più desolanti che offrirà il mondo al termine del conflitto attuale sarà proprio quello che afflisse già un giorno il Divin Salvatore quando si sentì stringere il cuore di fronte alle turbe prostrate come « pecore senza pastore » (MATT., IX, 36)! La guerra e le persecuzioni vanno mietendo tante vittime anche tra il clero. Intere nazioni saran come terre di missione, dove santa madre Chiesa dovrà ricominciare daccapo l'opera di evangelizzazione e di elevazione sociale.
Urge quindi moltiplicare le preghiere ed intensificare le cure per l'avviamento e la formazione dei giovani che il Signore chiama allo stato ecclesiastico e religiose. Anche perchè le esigenze del domani saranno assai maggiori che non nei tempi passati. Occorreranno sacerdoti santi, dotti e zelanti; missionari generosi, disposti ad ogni sacrificio per la salvezza delle anime. La Chiesa fa di tutto per rispondere, il più degnamente possibile, a queste esigenze. Ma ha bisogno dell'aiuto delle buone famiglie cristiane che comprendano la grandezza della vocazione e vadano orgogliose di coltivare nei loro figlioli i germi preziosi per farne poi sublime offerta a Dio.
Il Santo Padre Pio XII ne ha parlato il 25 marzo u. s. nell'udienza agli sposi novelli. Ma la sua parola voleva giungere a tutti i genitori cristiani.
La " parte di Dio " nella famiglia cristiana.
Nel bel libro di Tobia, ispirato da Dio per insegnare agli uomini le virtù della vita domestica, - esordì il Santo Padre - si racconta che un giorno di festa, essendosi preparato in casa un gran pranzo, egli disse a suo figlio: Va e conduci qualcuno della nostra tribù, timorato di Dio, perchè faccia banchetto con noi (Tob., II, 2). E fu già pia e cara costumanza, in molte famiglie cristiane, specialmente delle campagne, di riserbare nelle ricorrenze solenni una parte del desinare al povero che la Provvidenza avrebbe mandato e che si sarebbe così fatto partecipe dell'allegrezza comune. E ciò che in alcuni luoghi soleva chiamarsi la « parte di Dio
Una simile parte il Signore potrebbe un giorno, chi sa? venire a chiedere anche al vostro focolare, quando la vostra mensa sarà già allietata dalle fiorenti gioie dei vostri figli e delle vostre figlie, dai volti ardenti e seri di giovani e di giovanette, animati da pensieri e da affetti reconditi, i quali lasciano intravvedere una vita e un cammino che li accosta agli angeli. Gesù, che ha benedetto l'unione vostra, che renderà fecondo il vostro talamo, che farà crescere al piede del vostro olivo i lieti virgulti delle vostre speranze, passerà, forse, in quell'ora ch'Egli solo sa, per battere alla porta di qualcuna delle vostre case, come un dì sulla riva del lago di Tiberiade chiamava a seguirlo i due figli di Zebedeo (MATTH., IV, 21), come in Betania lasciare Marta alle faccende domestiche e accoglieva Maria ai suoi piedi, a sentire e gustare quella parola ch'è ignota al mondo (LUC., X, 38 e seg.). Egli è Colui che disse già agli Apostoli: « La messe è veramente molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il signore della messe, affinchè mandi operai nella messe sua » (MATTH., IX, 37-38). Egli, il Redentore, il cui sguardo contempla l'immenso campo delle anime col suo sangue riscattate, non cessa di passare attraverso il mondo, presso le soglie delle campagne e delle città, lungo i lidi dei laghi e dei mari, e volgersi a quelli che ha eletti, ripetendo loro con le segrete ispirazioni della sua grazia il « Vieni e seguimi» (MATTH., XIX, 21) del Vangelo, chiamandoli, dove a dissodare e lavorare le terre ancora ingombre, dove a raccogliere il grano già biondeggiante.
Il campo di Cristo, ch'è la vigna di Lui, viva immagine del popolo di Dio, che i Pastori della Chiesa debbono coltivare; questa Chiesa universale nel tempo e nello spazio, la quale, al dire di S. Gregorio Magno, dal giusto Abele sino all'ultimo eletto che nascerà alla fine del mondo, a modo di vite, produce tanti tralci, quanti genera santi (Homil. XIX in Evang., n. 1 - Migne PL, t. 76, col. 1154): questa Chiesa, diletti figli e figlie, voi sapete che è pure il campo della Nostra sollecitudine, copre Vicario di Cristo; così che lo zelo e la preghiera di Lui, il suo amore e il suo dolore diventano Nostro amore e Nostro dolore, Nostro zelo e Nostra preghiera, e perciò sentiamo l'impeto della « carità di Cristo,» che « ci stringe » (II Cor., V, 14), mentre i mirabili progressi dell'ingegno umano, accorciando le distanze attraverso le terre, i mari e i cieli, sembrano quasi rendere più piccolo e angusto arresto nostro globo. Al vedere aprirsi incessantemente innanzi a Noi nuove vie di predicazione del Vangelo fra i lontani popoli ancora pagani, o di prossimo apostolato in mezzo alle anime agitate, turbate, affannate, forse inconsciamente, per un istinto divino, della verità eterna, una delle grandi tristezze che invade il Nostro cuore è di sapere tanto insufficiente al bisogno il numero di quei generosi che il desiderio Nostro può inviare in loro soccorso. Chi sa che qualche eletto per il cielo, sperduto fra il popolo cristiano o ramingo per le regioni infedeli, non sia forse nei disegni divini legato con la parola e col ministero di uno dei figli, che il Signore vorrà concedervi? Chi mai vale a scandagliare le profondità del consiglio di Dio Salvatore nostro, « il quale vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino al conoscimento della verità » ? (1 Tim., II, 4).
Pensate, diletti figli e figlie: dalla famiglia, fondata secondo il divino volere sulla legittima unione dell'uomo e della donna, Cristo e la Chiesa universale traggono i ministri e gli apostoli del l'angelo, traggono i sacerdoti e gli araldi che pascono il popolo cristiano e varcano gli oceani per illuminare e salvare le anime. Che farete voi, qualora il Maestro divino venisse a domandarvi la « parte di Dio », cioè l'uno o l'altro dei figli o delle figlie che Egli si sarà degnato di accordarvi, per formarne il suo sacerdote, il suo religioso o la sua religiosa ? Che risponderete voi, quando, ricevendo le loro confidenze filiali, vi manifestassero le sante aspirazioni, destate nel loro animo dalla voce di Lui che amorosamente mormora Si vis ? Deh ve ne supplichiamo, in nome di Dio: no, non chiudete allora in un'anima, con gesto brutale ed egoistico, l'ingresso e l'ascolto della divina chiamata. Voi non conoscete le aurore e i tramonti del sole divino sul lago di un giovane cuore, i suoi affanni e la sua lena, i suoi desideri e le sue speranze, le sue fanone e le sue ceneri. Il cuore ha abissi inscrutabili anche a un padre e a una madre; ma lo Spirito Santo, che sostenta la nostra debolezza, domanda per noi con gemiti inenarrabili, e Colui, che scruta i cuori, conosce quel che brami lo Spirito (Rom., VIII, 26-27).
Senza dubbio - proseguì con crescente sollecitudine il Sommo Pontefice - di fronte a un desiderio di vita sacerdotale o religiosa i genitori hanno il diritto - in certi casi anche il dovere - di assicurarsi che non si tratta di semplice impulso d'immaginazione o di sentimento vagheggiante un bel segno fuori della casa; ma di una deliberazione seria, ponderata, soprannaturale, esaminata e approvata da saggio e prudente confessore o direttore di spirito Se però all'attuazione di un tale desiderio si volessero imporre ritardi arbitrari, ingiustificati, irragionevoli, sarebbe un lottare contro i disegni di Dio; peggio poi, quando si pretendesse di tentante, .sperimentarne e cimentarne la solidità e fermezza, con prove inutili, pericolose, audaci, che rischierebbero non solo di sconfortare e di scoraggiare la vocazione, bensì anche di mettere in forse la salute stessa dell'anima.
Da veri cristiani, i quali sentono in sè la grandezza e l'altezza della fede nel governo divino delle famiglie e della Chiesa, qualora Iddio vi facesse un giorno l'insigne onore di ricercarvi uno dei vostri figli o delle vostre figlie per il suo servigio, sappiate dunque apprezzare il valore e il privilegio di tanta grazia, per il figlio o per la figlia eletta, per voi e per lei famiglia vostra. È un gran dotto del cielo che entra nella vostra casa; è un fiore, cresciuto del vostro sangue, irrorato di celeste rugiada, olezzante di profumo verginale, che voi offrite all'altare e all'ossequio del Signore, perchè si svolga una vita consacrata a Lui e alle anime; vita, della quale, per chi rettamente corrisponde all'invito divino, nessuna altra né più bella ne più veramente felice può viversi quaggiù; vita che, anche per voi e per i vostri, diventa una fonte di benedizioni. Ci par di vedere cotesto figlio o cotesta figlia da voi donati a Dio prostrarsi dinanzi a Lui e invocare sopra di voi il cumulo dei favori celesti in compenso del sacrificio richiesto al vostro amore con l'offrirli a Lui. Quanti voti, quante preghiere innalzeranno per voi, per i loro fratelli, per le sorelle loro! Quelle preghiere ogni giorno accompagneranno i vostri passi, le vostre azioni e i vostri bisogni; più ardenti si moltiplicheranno nelle ore difficili e tristi; vi seguiranno e vi conforteranno in tutto il corso del vivere vostro, fino all'ultimo sospiro, ed anche più oltre, in quel mondo ch'è tutto e solo di Dio. Non vogliate credere che questi cuori, i quali si saranno dati intieramente a Nostro Signore e al suo servigio, siano per amarvi o debbano amarvi di un amore meno forte o meno tenero: l'amore di Dio non nega nè distrugge la natura, ma la perfeziona ed esalta in una sfera superiore, dove la carità di Cristo e il palpito umano s'incontrano, dove la carità santifica il palpito, e insieme si uniscono e si abbracciano. Che se la dignità e l'austerità della vita sacerdotale o religiosa esigeranno qualche rinunzia ad alcune manifestazioni dell'affetto filiale, non dubitate: questo medesimo affetto non rimarrà stentato o intiepidito, ma dalla rinunzia prenderà ardore più intenso e più profonda, sarà più libero da ogni egoismo e da ogni umana divisione (cfr. 1 Cor., VII, 32-34), mentre Iddio solo condividerà quei cuori con voi.
Elevatevi nell'amore di Dio e nel vero spirito della fede, e non temete il dono di una santa vocazione che scende dal cielo in mezzo ai vostri figli. Per chi crede e s'innalza nella carità, per chi entra in un sacro tempio o in un ritiro religioso, non è forse un conforto, un vanto, una felicità il vedere all'altare il proprio figlio che, vestito degli arredi sacerdotali. offre l'incruento sacrificio e ricorda a Dio il padre e la madre sua? Non è una consolazione che fa vibrare d'intimi battiti il seno materno il mirare una figlia, sposa di Cristo, che lo serve e lo ama nei tuguri dei poveri, negli ospedali, negli asili, nelle scuole, nelle missioni, e anche sui campi di battaglia e nei ricoveri dei feriti e dei moribondi? Date gloria a Dio, e ringraziatelo che del vostro sangue scelga prediletti eroi ed eroine a servirlo; e non siate da meno di molti genitori cristiani, i quali implorano da Lui, che si degni di togliere la sua parte nella bella corona del loro focolare, pronti anche a offrirgli l'unico rampollo delle loro speranze.
Ma la vostra preghiera di genitori cristiani vuol essere mossa e guidata dagli alti pensieri dello Spirito divino. In altri tempi, e pur oggi là ove la condizione del clero è meno incerta, ove la vita sacerdotale o religiosa può a occhi profani apparire ancora come una professione desiderabile, il bramarla in alcuni genitori non sarebbe lungi dall'originarsi da motivi più o meno umani e interessati: miglioramento ed elevazione dello stato di famiglia mercè dell'influenza e dei vantaggi di un figlio sacerdote; speranza di trovare presso di lui, a pro di se stessi, dopo una vita laboriosa, un tranquillo riposo nell'età senile. Seppure siffatti sentimenti, pur troppo frequenti in anni più lontani, non rivestono d'ordinario e al presente il carattere di bassi calcoli d'ambizione o d'interesse, rimangono però sempre di natura assai terrena, e non valgono nelle nostre invocazioni devote al cospetto di Dio.
In alto i cuori.
Sursum corda. Più alto - concluse il Santo Padre - ha da sollevarsi il vostro spirito e l'intenzione dell'animo vostro. Come per le famiglie che riservano la «parte di Dio» sui beni ricevuti da Lui e di cui esse godono, così per voi quel che sopra ogni cosa conviene che ecciti la santa ambizione di tanto bella vocazione per qualcuno dei vostri figli, dovrebbe muovere dal pensiero di quanto nella vita spirituale, così abbondantemente, vi viene largito da Cristo per mezzo della sua Chiesa, dei suoi sacerdoti, dei suoi religiosi. Voi vivete in paesi di antica fede cattolica, dove lo zelo dei ministri di Dio vigila sopra di voi e vi conforta nei travagli e nelle pene, dove le chiese e gli oratori vi offrono per la pietà e la devozione pascolo di sacramenti, di uffici e di messe, di predicazioni e di opere sante, tutti i soccorsi che per il bene delle vostre anime la sollecitudine materna della Chiesa moltiplica in ogni circostanza lieta o triste della vita. Quanta cura per voi, per i vostri figli, per la felicità vostra, nel cuore del pio sacerdote che vi visita e a tutti soprintende quelli a sè affidati! Di qual famiglia è uscito quel sacerdote ? donde è venuto fra voi? Chi lo manda ? Chi gli ha infuso l'amore paterno per voi, la parola e il consiglio di amico? Lo manda la Chiesa, lo manda Cristo. E saranno soltanto gli altri col donare a Dio i loro figli e le loro figlie, a procacciarvi e assicurarvi il ricevere di continuo così gran copia di benefici spirituali? La vostra fierezza patriottica si appagherebbe forse di stare neghittosa e lasciare tutto agli altri il peso dei sacrifici per la prosperità e la grandezza del vostro Paese ? E dove sarebbe l'alterezza del vostro senso cristiano, se voleste sottrarvi all'onore di concorrere, cooperare e aiutare anche voi, non solo con le offerte materiali, ma altresì col dono più prezioso dei figli che Dio vi domandasse, alla esaltazione e alla propagazione della fede e della Chiesa cattolica, in una parola, al compimento della sua divina missione nel mondo a pro delle anime dei vostri fratelli ? Aiutate la Sposa di Cristo, aiutate Cristo, Salvatore degli uomini, anche coi figli del vostro sangue; aiutate Noi, indegno suo Vicario, ma che nel cuore portiamo tutti gli uomini come figli Nostri, pecorelle adunate nell'unico ovile o raminghe per aridi pascoli: a tutti siamo debitori della via, della verità e della vita che è Cristo. Crescete i vostri figli e le vostre figlie nella fede la quale è vittoria che vince il inondo (I Io., V, 4); non soffocate nel loro animo lo spirito che viene dal cielo; piantatevi quella fede non finta, ma sincera, che l'Apostolo Paolo era certo essere nel suo diletto discepolo Timoteo, come già prima era stata nell'ava di lui Loide e nella madre Eunice (II Tim., I, 5). Non siate avari con Dio: rendetegli quella parte di benedizione ch'Egli fosse per chiedere al vostro nido.
Le nostre Case di formazione.
Non aggiungiamo nulla. Ricordiamo soltanto che S. Giovanni Bosco, oltre al coltivare nei suoi collegi ed oratori le vocazioni che il Signore fa sbocciare tra i giovinetti, ha pure istituito coll'approvazione della Santa Sede un'opera provvidenziale per le vocazioni degli adulti allo stato ecclesiastico: l'Opera dei Figli di Maria, che ha dato alla Società Salesiana ed ai Seminari zelantissimi sacerdoti, ed alle nostre Missioni intrepidi missionari, eroici apostoli dei lebbrosi. Ogni Ispettoria ha almeno una Casa destinata a queste vocazioni tardive cui si possono indirizzare aspiranti allo stato ecclesiastico sia per la Società Salesiana come per qualunque Diocesi, dai 16 ai 30 anni, come la Casa di Avigliana (1) in Piemonte. In occasione poi del Cinquantenario delle nostre Missioni il successore di Don Bosco ha aperto varie altre Case di formazione per aspiranti -alla Società Salesiana ed alle Missioni, di cui abbiamo altre volte parlato. Riportiamo qui ancora l'elenco per maggior comodità dei nostri Cooperatori, apostoli delle vocazioni, segnalando in modo particolare l'Istituto « Bernardi Semeria » al Colle natio di Don Bosco, l'Istituto « Conti Rebaudengo » in Torino e la Scuola Agraria di Cumiana, per aspiranti Coadiutori che, non chiamati allo stato sacerdotale, sentono la voce del Signore a dedicare la loro vita alla cristiana educazione della gioventù ed alla salvezza delle anime in qualità di maestri d'arte, tecnici agrari, catechisti nelle missioni, ecc.
Per informazioni, basta rivolgersi ai rispettivi Direttori oppure al Rettor Maggiore dei Salesiani, Via Cottolengo 32, Torino, 109.
ISTITUTI PER LA FORMAZIONI DEL PERSONALE SALESIANO
Istituti per Allievi Aspiranti Salesiani al Sacerdozio (Corso ginnasiale):
ISTITUTO MISSIONARIO « MONS. VERSIGLIA »,
Bagnolo Piemonte (Cuneo).
ISTITUTO MISSIONARIO « CARDINAL CAGLIERO », Ivrea (Aosta).
ISTITUTO MISSIONARIO « SAN PIO V», Penango Monferrato (Asti).
ISTITUTO MISSIONARIO « LUISA PROVERA »,
Mirabello Monferrato (Alessandria).
ISTITUTO MISSIONARIO «DON BOSCO », Novi
Ligure (Alessandria).
Istituti per Salesiani Coadiutori:
ISTITUTO SALESIANO « BERNARDI SEMERIA »,
Colle San Giovanni Bosco - Castelnuovo Don
Bosco (Asti), per allievi: Tipografi Compositori - Tipografi Impressori - Litografi - Legatori - Doratori, e relative specializzazione.
Annesse, scuole di meccanica, falegnameria, sartoria, calzoleria e Scuola pratica di Agricoltura.
ISTITUTO PROFESSIONALE « CONTI REBAUDENGO », Piazza Conti Rebaudengo, 22, Torino. Per Aspiranti Artigiani: Meccanici, Falegnami, Sarti, Calzolai.
SCUOLA AGRICOLA MISSIONARIA, Bivio di Cumiana, Torino. Per Aspiranti Agricoltori: Scuola di Avviamento tipo Agrario.
ISTITUTO MISSIONARIO « SAN PIETRO »,
Montalenghe (Aosta). Per Aspiranti Catechisti.
(1) Per informazioni rivolgersi al: Direttore Istituto Salesiano Madonna dei Laghi - Avigliana (Torino).
La festa onomastica del Rettor Maggiore.
Lo scoppio della guerra aveva interrotto la cara tradizione due anni or sono. Ma, pur rispettando l'austerità dell'ora, circostanze speciali ci consigliarono di forzare quest'anno la consegna, dataci dallo stesso Rettor Maggiore, e di celebrare, nell'intimità della famiglia, la sua festa onomastica. Egli ha compito il suo primo decennio di Rettorato della Società Salesiana, iniziato appunto il 17 maggio del 1932. Ed è, inoltre, entrato nell'anno giubilare d'oro della sua ordinazione sacerdotale, che celebreremo, speriamo in piena letizia, il 27 maggio dell'anno venturo. Il 2 febbraio di questo anno, infine, ha segnato il centenario della prima esecuzione musicale dei « birichini » di Don Bosco che, proprio il giorno della Purificazione di Maria SS. del 1842, raccolti in numero di venti attorno al Santo nel coretto della chiesa di San Francesco di Assisi, cantarono per la prima volta la lode « Lodate Maria, o lingue fedeli ». Ce n'era quindi d'avanzo per permettere ai giovani, agli ex-allievi ed ai Cooperatori di riprendere il tributo di omaggio sbocciato dal cuore dei primi alunni del Santo Don Bosco e continuato, nel suo spirito, a tutti i Successori.
Contenuto pertanto il programma alle manifestazioni più intime, il mattino dell'antivigilia, convennero all'Oratorio le Dame-Patronesse del Comitato Centrale presieduto dalla Marchesa Carmen Compans di Brichanteau per ascoltare la Messa nella basilica di Maria Ausiliatrice e presentare al sig. Don Ricaldone, coi più fervidi auguri, anche l'offerta degli arredi e paramenti sacri per le Missioni, che facevano bella mostra nella sala delle esposizioni. Interprete, come sempre, felicissima dei loro nobili sentimenti fu la segretaria Contessa Maria Teresa Camerana, la quale riassunse nel devoto indirizzo il lavoro compiuto dal Comitato nel ventennio decorso dalla fondazione del laboratorio missionario, a ricordo del quale offerse al sig. Don Ricaldone un bellissimo calice per la celebrazione della S. Messa.
Il Rettor Maggiore, ringraziando, espresse la sua commossa sorpresa di fronte alla quantità di arredi e paramenti sacri raccolti e confezionati in tempi tanto difficili. Dando poi notizie della Famiglia Salesiana, disse che gran parte degli arredi li avrebbe destinati al nostro Vicariato Apostolico della Cirenaica e spediti appena fosse possibile a S. E. Mons. Lucato che ne aveva chiesto in quegli stessi giorni per rifornire parroci e cappellani. Concluse invocando su tutte la benedizione di Maria Ausiliatrice.
La sera del 28 giugno, superiori ed alunni dell'Oratorio rappresentanze delle altre Case di Torino e degli Istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice, di Cooperatori, Cooperatrici ed ex-allievi affollarono il salone-teatro per l'accademia, che si svolse nella caratteristica atmosfera del nostro spirito di famiglia. La banda salutò l'ingresso del Rettor Maggiore che era accompagnato da S. E. Mons. Felice Guerra, dai Conte Sen. Eugenio Rebaudengo, dal Console e dal Cancelliere dei Consolato di Argentina, dal Sen. Rubino, dal Gr. Uff. Avv. Orazio Quaglia, dal Prof. Bertola, della R. Università di Torino, dal Prof. Buttino, dall'Avv. Perlo, dal dott. Giacomasso, dal dott. Vidili e da tutti i Superiori del Capitolo. Sul palco gli fecero corona anche Mons. Desecondi, Mons. Garelli, il Can. Caudera, Ispettori e Direttori Salesiani. Presenti le Superiore del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice con Ispettrici e Direttrici. Dopo l'inno di occasione e la presentazione delle adesioni e dei cloni, si succedettero le rappresentanze delle Case missionarie, dell'Ateneo Pontificio Salesiano, della Casa-madre. Parlò per gli ex-allievi il Presidente avv. Perlo; per i Cooperatori, applauditissimo, il Presidente generale Conte Sen. Eugenio Rebaudengo al quale l'assemblea tributò un affettuoso omaggio di gratitudine e di augurio pel suo ottantesimo genetliaco. Tra le esecuzioni musicali, graditissima la « Cantata giubilare » composta dal nostro M° Don Pagella su versi di Don Rufillo Uguccioni, a rievocare la prima esecuzione musicale dei birichini di Don Bosco di cent'anni addietro.
Il sig. Don Ricaldone, nel suo paterno ringraziamento, portò il pensiero a tutti i Salesiani ed alle Figlie di Maria Ausiliatrice sparsi pel mondo, in tanto contrasto di eventi tutti uniti nel cuore di S. Giovanni Bosco, e presenti spiritualmente in quell'ora, dalle regioni anche più lontane, alla festa del Padre. Ringraziò in modo particolare, oltre alle personalità presenti, i Cooperatori vicini e lontani ben rappresentati dal loro Presidente Conte Sen. Eugenio Rebaudengo cui rinnovò i più affettuosi auguri additando all'ammirazione di tutti la nobiltà dell'animo generoso votato spontaneamente ad austerità francescana per prodigare in beneficenza tutta la carità del suo censo. Si compiacque del fervore degli ex-allievi e della gioia dei giovani. Elogiò la pietà delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la fedeltà costante alle loro migliori tradizioni.
Contando infine sulle preghiere di tutti, riaffermò il suo proposito di impegnare anche la vita che il Signore vorrà ancora concedergli, nello spirito di Don Bosco, tutta alla gloria di Dio ed all'incremento delle opere a lui affidate per la salvezza delle anime.
L'indomani il Rettor Maggiore celebrò la Messa della Comunione generale e, dopo le solenni funzioni officiate dal Catechista generale sig. Don Tirone, chiuse la festa colla benedizione eucaristica.
Nobilissimo gesto dei Lavoratori portuali di Bengàsi.
Con vera emozione e con profonda gratitudine segnaliamo il nobilissimo gesto dei nostri Lavoratori del Porto di Bengàsi in Cireanica, che, in occasione della festa di Maria Ausiliatrice, vollero spontaneamente devolvere il premio di operosità, loro conferito dal Governatore Gen. Bastico, alla Casa-madre. Il I Capitano di Porto, Carlo Martorelli, ne diede comunicazione al Rettor Maggiore con queste parole: I Lavoratori portuali componenti questo Nucleo hanno deciso di offrire a codesto Istituto la gratificazione loro concessa dall'Eccellenza il Governatore Bastico per premio di operosità. Unito alla lettera era l'assegno circolare della Cassa di Risparmio della Libia per la cospicua somma di lire cinquemila.
Pensiamo alle fatiche ed ai sacrifici che rappresenta la generosa offerta e, mentre rinnoviamo da queste colonne il nostro più vivo ringraziamento a tutti e singoli i cari Lavoratori, assicurandoli delle nostre preghiere all'altare di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, invitiamo pure i nostri Cooperatori e le nostre Cooperatrici a raccomandarli al Signore ed a pregare anche per le loro famiglie e per le loro particolari intenzioni,
Crociata Catechistica.
Altre due Diocesi approfittarono, nei mesi di aprile e maggio, dell'opera nostra per la Crociata Catechistica.
La diocesi di Chiavari inserì un solenne Congresso Catechistico nel programma delle celebrazioni diocesane del Giubileo del Santo Padre e vi dedicò tre giornate, con tornate speciali per sacerdoti, suore e catechiste, integrate da opportuni corsi di predicazione al
popolo in Duomo ed in altre chiese cittadine. Le coronò la Comunione generale dei bambini, la processione Eucaristica e la consacrazione alla Madonna dell'Orto, officiando S. E. Monsignor Vescovo Amedeo Casabona che aveva presieduto anche le varie adunanze. Relatori e predicatori furono Don Valentino Panzarasa del nostro Ateneo Pontificio, Don Setti e Don Boem del nostro Ufficio Centrale Catechistico.
La diocesi di Fossano coronò il mese di maggio con una giornata catechistica, presso il devoto santuario di Cussanio, invitando due Figlie di Maria Ausiliatrice a svolgere pratici temi di organizzazione e di pedagogia catechistica ad oltre trecento Catechiste intervenute anche dalle più lontane parrocchie. La giornata si iniziò coll'efficace allocuzione del Vicario generale Mons. Pellegrino, e si chiuse colla premiazione della parrocchia vincitrice, colla parola e colla benedizione di S. E. Monsignor Vescovo Angelo Soracco.
I due Presuli ed i dirigenti dei rispettivi Centri Catechistici Diocesani espressero la loro soddisfazione pel pratico contributo recato dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, esaltando l'apostolato ed il metodo catechistico del nostro santo Fondatore Don Bosco.
Echi delle commemorazioni del Venerabile Domenico Savio.
Tra le commemorazioni del Centenario della nascita del Ven. Domenico Savio ci vennero segnalate quelle di Bollengo, di Faenza e di Napoli.
A Bollengo, nell'Istituto Teologico « S. Anselmo » la tenne il nostro prof. Don Camilleri del Pontificio Ateneo Salesiano.
A Faenza, il prof. Don Giacomo Oliva, Parroco della nostra parrocchia di S. Maria della Neve a La Spezia. La presiedette l'Ecc.mo Vescovo diocesano Mons. Antonio Scarante e vi assistettero, con una eletta di Cooperatori e di Dame Patronesse, anche cospicue rappresentanze del venerando Seminario e degli Istituti maschili della città. La commemorazione ufficiale era stata preceduta da commemorazioni particolari nelle singole sezioni dei giovani alunni dell'Istituto e dell'Oratorio, che avevano studiato la figura del loro antico compagno sotto i vari aspetti della sua santità e del suo apostolato.
A Napoli-Vomero presiedette lo stesso Em.mo Cardinale Arcivescovo Alessio Ascalesi. Tenne il discorso ufficiale il Presidente Generale degli ex-allievi salesiani Gr. Uff. Arturo Poesio, il quale fece balzare la figura dell'angelico giovinetto nel quadro della Famiglia salesiana come espressione viva della santità del metodo educativo di S. Giovanni Bosco. L'elevata rievocazione venne incorniciata in un riuscitissimo saggio ginnastico dei 260 alunni. Chiuse Sua Eminenza con paterne parole di congratulazione all'oratore, di plauso ai giovani, e di felicitazione ai superiori, che continuano nello spirito del Santo ad educare la gioventù ai più nobili e santi ideali.
Faenza - Un busto di S. Giovanni Bosco in Cattedrale.
Con cerimonia semplice ma vibrante di affetto e di venerazione per Don Bosco, il 25 maggio u. s. l'Ecc.mo Vescovo Diocesano, Mons. Antonio Scarante scoperse e benedisse in Cattedrale un magnifico busto in bronzo del nostro Santo fondatore, opera del Canonica, donato dal Rettor Maggiore a ricordo del sessantesimo anniversario della visita di D. Bosco a Faenza e della sua messa celebrata all'altare della Madonna delle Grazie.
Sua Eccellenza celebrò quindi la Santa Messa alla presenza dei Chierici del Seminario, degli Istituti religiosi maschili e femminili della città, di una larga rappresentanza del clero cittadino, degli ex-allievi con a capo il Presidente Conte Dott. A. Zucchini, dei giovani del nostro Istituto ed Oratorio e di una vera folla di popolo. Al momento della Comunione, Don Bosco si è visto onorato nel modo a lui più gradito: uno spontaneo e generoso avvicinamento di anime giovanili all'Eucaristia.
Mons. Vescovo, visibilmente commosso, volle sottolineare il significato del dono e approfittò anche dell'occasione per mettere in evidenza l'opera altamente educativa che i Salesiani da 60 anni svolgono nella città. A sera, il predicatore del mese mariano, Mons. dottor Salvatore Baldassari, esaltò la divozione di Don Bosco a Maria SS., rievocandolo tra i grandi pellegrini a quell'altare della Madonna delle Grazie che vide prostrarsi anche Papa Eugenio IV.
Genova-Sampierdarena - L'Em.mo Card. Boetto, l'Ecc. il Prefetto e il Podestà all'Istituto Salesiano.
Genova ha associato alla celebrazione del Centenario dell'Opera di Don Bosco anche quella del 70° della fondazione del nostro Istituto di Sampierdarena. Alunni, ex-alunni, Cooperatori e Cooperatrici vennero infervorati dalla smagliante parola di S. E. Mons. Stanislao Battistelli, vescovo di Pitigliano, il quale predicò il triduo nella nostra parrocchia di S. Gaetano e tenne solenne Pontificale, il 18 aprile, coll'assistenza di S. Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Arcivescovo Pietro Boetto. Le due date vennero pure commemorate con solenni funzioni ed acconcie allocuzioni nella Basilica di San Siro e nella parrocchia di Santa Zita in Genova-centro.
L'Istituto poi ebbe l'ambito premio della visita delle massime autorità cittadine in occasione della Terza Giornata della Tecnica, la mattina del 10 maggio. Le nostre Scuole Professionali, in piena efficienza, avevano concorso con entusiasmo al programma proposto dal Ministero. Fabbri-Meccanici, FalegnamiEbanisti, Tipografi Compositori ed Impressori, Legatori, Sarti e Calzolai, sotto la direzione dei loro Capi d'Arte ed Istruttori, avevano quindi al loro attivo un complesso di lavori già compiuti od in corso di esecuzione, che facevano splendida mostra nelle rispettive sezioni. E le Autorità furono larghe di elogi. Accompagnati dal R. Provveditore agli Studi, Prof. Comm. Gino Cappelletti, l'Eccellenza il Prefetto Cav. di Gr. Cr. Dino Borri, il Podestà Gr. Uff. Aldo Gardini ed il Vice Federale Cav. Uff. Balbi rappresentante il Segretario Federale, seguiti dal Cav. Dott. Vestri del R. Provveditorato, dal Fiduciario E. Pernat e dal Centurione Andreucci, Comandate la G. I. L., sostarono con vivissimo interesse nelle Scuole e nei Laboratori, interrogando gli alunni e felicitandosi coll'Ispettore e col Direttore che davano loro spiegazioni ed informazioni. L'Ecc. il Prefetto suggellò anche le sue attestazioni di plauso e di soddisfazione abbracciando e baciando con paterna affabilità, per tutti, un piccolo calzolaio. Tanto la città quanto la provincia seguono con grande simpatia l'incremento dell'Istituto anche per la larga beneficenza che continua a prodigare nonostante le difficoltà dei tempi verso gli orfani ed i poveri. Da una statistica dell'ultimo decennio risultano ben 2.090.485 lire di beneficenza, con un totale di 2807 beneficati. Cifre che documentano eloquentemente anche la carità dei Cooperatori.
Manfredonia - La prima festa ad onore di S. Giovanni Bosco.
Promossa dall'Ecc.mo Arciv. Mons. Andrea Cesarano - che donò e benedisse la bellissima statua in Duomo, la sera del 16 aprile u. s., lasciandovela esposta alla venerazione dei fedeli per tutto il triduo predicato dal nostro Don Tommaso Stile -- la festa commemorativa del nostro Centenario assunse la massima solennità. Il popolo corrispose con tutto il fervore e con una Comunione veramente generale.
Coronò le sacre funzioni l'imponente processione in cui una massa immensa di fedeli d'ogni ceto, con a capo le Autorità cittadine, accompagnò la statua del Santo, attraverso le vie principali, dal Duomo alla Parrocchia di S. Maria della Stella, affidata da un anno dallo zelantissimo Arcivescovo ai Salesiani. Alla manifestazione religiosa, seguì, il 26 dello stesso mese la commemorazione civile del Centenario dell'Opera di Don Bosco al cine-teatro Pesante gentilmente concesso. Dopo forbite parole di presentazione dell'Ing. Antonio Ferrara, lo smagliante oratore avv. Angelo De Stefano del foro di Napoli, con eloquenza affascinante, rievocò ed illustrò la figura di Don Bosco davanti ad una fittissima assemblea di popolo, che faceva corona all'Ecc.mo Mons. Arcivescovo, al Podestà Dott. Pasquale Melucci, ed alle altre Autorità cittadine. L'orchestra del Cav. Vincenzo D'Onofrio accompagnò il canto dell'inno a D. Bosco del Pagella, in cui si fusero in coro potente le voci dei nostri oratoriani con quelle dei Collegiali del S. Cuore e degli allievi dei Frati Minori.
Treviglio - L'Em.mo Card. Arcivescovo di Milano alle feste Giubilari.
In una atmosfera di fervida preghiera e di sentito entusiasmo - scrisse Il Popolo Cattolico - Treviglio ha celebrato la festa di San Giovanni Bosco, unendosi all'esultanza dei figli spirituali del Santo nel ricordare la ricorrenza centenaria dell'inizio dell'Opera Salesiana, innalzando nello stesso tempo l'inno di riconoscenza a Dio per aver concesso alla città di godere da cinquanta anni dell'opera benefica dei Salesiani.
Le feste si iniziarono con un triduo di preghiere per ottenere la Beatificazione del Ven. Domenico Savio. Nell'intimità della Cappella del Collegio, i giovani interni ed esterni innalzarono voti al Signore, perchè presto spunti l'aurora del trionfo del loro compagno, e la domenica 19 aprile ne ricordarono il centenario della nascita con una riuscitissima accademia.
Il 23 aprile cominciò il Triduo di preparazione alla celebrazione giubilare, predicato nella Chiesa prepositurale, magnificamente addobbata, dal nostro prof. D. Secondo Rastello.
Il 24 aprile venne dedicato alla gioventù femminile: fu una solenne manifestazione di fede testimoniante il fecondo apostolato di bene che le RR. Suore della Beata Capitanio e della Beata Canossa svolgono con tanto zelo fra le giovani di Treviglio. Al completo i vari Istituti femminili della città, attorniati da innumerevole folla di fanciulle e giovani, circondarono la Sacra Mensa.
Il sabato fu riservato ai giovani, gaudio e corona di Don Bosco e rifulse dello splendore della Sacra Porpora dell'Em.mo Cardinale Arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster che, con squisita ineffabile bontà, volle partecipare alle feste salesiane. Ricevuto alla porta dei Tempio da Mons. Prevosto, dal nostro Direttore e dall'intero Capitolo della Collegiata, S. Eminenza gradì il saluto di un giovane del Collegio che disse il commosso grazie dei Figli di Don Bosco al buon Pastore, il quale si univa loro nell'esaltazione del Padre.
Entrato nel tempio ed assunti i paramenti, S. Eminenza iniziò la Santa Messa ed al Vangelo tenne l'omelia.
Lo spettacolo che si offerse agli sguardi dell' Eminentissimo Principe era veramente magnifico. Una folla di giovani gremiva letteralmente il vasto tempio.
Presenti tutti gli Istituti della città, grazie alla solerte condiscendenza dei rispettivi Direttori e dei Presidi delle varie Scuole, una imponente massa giovanile era stretta, con contegno edificante, attorno all'altare, intenta alle parole ardenti di fede e di amore del Cardinale. E più ancora avrà commosso il cuore del Pastore, della Diocesi il momento della Comunione, quando tutta quella balda giovinezza si accostò a ricevere il Pane dei forti.
Con tale preparazione, la festa riuscì un vero trionfo.
Ad accrescerne il lustro intervenne l'Ecc.mo Mons. Egisto Melchiori, Vescovo di Tortona, il quale tenne Pontificale.
A tutte le Messe, l'affluenza dei fedeli al banchetto eucaristico parve una seconda Pasqua.
Al solenne Pontificale erano presenti tutti i sacerdoti della città, le Autorità civili, politiche militari.
Infra Missam Mons. Vescovo cantò le glorie di Don Bosco. La Schola Cantorum dell'Istituto salesiano eseguì la Messa a quattro voci del Goller.
Nel pomeriggio, dopo i Vespri pontificali, si snodò un'imponente processione che portò la sorridente statua di Don Bosco dalla Prepositurale al nostro Istituto.
Tutta Treviglio partecipò a questo ultimo tributo di affetto verso il grande santo dei giovani. Istituti maschili e femminili al completo, associazioni religiose, imponenti masse di giovani degli Oratori cittadini con vessilli e stendardi, teorie biancovestite di bimbi e bimbe e folla orante e devota cantarono a Don Bosco l'inno della divozione e dell'amor filiale.
Preceduto dal Rev.mo Prevosto Mons. Bignamini in mitra recante la reliquia del Santo, incedeva nello splendore degli abiti pontificali l'Ecc. Mons. Melchiori.
Giunta la processione nel cortile del Collegio Salesiano, che non bastò a contenere tutta la folla, il Direttore Don Gugiatti volle esprimere il ringraziamento commosso dei Figli di Don Bosco alle Autorità religiose e civili, alla Direzione dei vari Istituti e a tutto il popolo trevigliese. Quindi S. E. Mons. Melchiori alzò sulla moltitudine adorante Gesù Sacramentato, in benedizione.
La giornata conclusiva vide affluire entusiasti e fattivi anche gli ex-alunni del Collegio e dell'Oratorio, che tennero la solita riunione annuale per innalzare cogli allievi l'inno della riconoscenza al Padre comune. Sotto la guida del Presidente comm. Mario Ramelli e dei dirigenti dell'Unione locale, ed alla presenza del Presidente regionale comm. Legnani, infervorarono le loro adunanze con propositi efficaci di apostolato per il prossimo anno.
Le celebrazioni si chiusero il 27 aprile coll'Ufficio funebre in suffragio di tutti i benefattori dell'Opera Salesiana Trevigliese.
Cirenaica - Sacra Ordinazione Sacerdotale sul Gebel Dernino.
Il periodo Pasquale ed il successivo Mese Mariano hanno segnato pel Gebel Dernino, nonostante il clima bellico e solare, un crescendo di fervore di vita cristiana. Tridui di S. Esercizi Spirituali prepararono coloni e soldati a soddisfare al Precetto Pasquale. Le Mense Eucaristiche furono assiepate e nell'incontro con Gesù coloni e soldati testimoniarono la loro Fede ed il loro amore. Nel mese sacro alla Vergine Ausiliatrice poi i fedeli affollarono numerosi le Chiese per dire alla Mamma celeste la loro filiale divozione.
E la Madonna volle confortarli con una eccezionale letizia.
Il 10 maggio giunse alla casa parrocchiale di Cesare Battisti, divenuta la residenza del Vicario Apostolico S. E. Mons. Giovanni Lucato, il Salesiano Carlo Neisinger, combattente sulla quarta sponda tra le truppe germaniche, per ricevervi tutti i Sacri Ordini che lo dovevano elevare alla dignità di Sacerdote di Cristo.
Mons. Vescovo gli conferì gli Ordini minori, il mattino del 13 maggio; il Suddiaconato, la festa dell'Ascensione; il Diaconato, sabato 16 maggio; il Presbiterato, la domenica tra l'ottava dell'Ascensione.
I fedeli parteciparono con la preghiera e colla devota assistenza alle suggestive funzioni ed affollarono specialmente la chiesa, la domenica 17 maggio, per l'Ordinazione sacerdotale.
Mons. Vicario Apostolico iniziò il sacro rito verso le ore 10 assistito dai Parroci di Apollonia e di Giovanni Berta. L'ordinando era assistito dal Parroco di Mameli.
In Presbiterio assistevano nella loro divisa di guerra i Rev.mi Dr. D. W. Haller, Cappellano Capo del Corpo di Spedizione tedesca in A. S.; il Dr. D. Marienfeld, Cappellano di una delle Divisioni germaniche ed il Cappellano militare italiano Ten. D. Donato Isidoro del X Corpo d'Armata. In appositi banchi erano ufficiali e soldati tedeschi, mentre il centro della chiesa era riservato alle Autorità civili, militari e politiche della zona.
Erano presenti il Magg. Ugo Zecchini quale rappresentante del Gen. Giuseppe Rossi, Comandante le truppe del Genio, il Ten. Col. Antonio Rocco, Comandante la Base del X Corpo d'Armata, il Magg. Emanuele Moreno, i Capitani Bottoni, Sartori, Passante; il delegato podestarile e Capo-zona del villaggio Geom. Ferdinando Garavello, il Segretario politico Dott. Pistani Tommaso, il Geom. Danilo Pietrogrande ed il Brigadiere dei RR. CC. Galanti Salvatore. Tutti seguirono con la più viva attenzione il susseguirsi delle suggestive cerimonie, la prostrazione, l'imposizione delle mani e la sacra unzione, accompagnando il canto del Veni Creator.
Nel pomeriggio Mons. il Vescovo tenne un commovente discorso sul Sacerdozio Cattolico, ben dimostrando come il neo-sacerdote esprimesse la perenne vittoria di Cristo: Ego vici mundum (Io., XVI, 33): vittoria dello spirito sulla materia; e fosse un prezioso nuovo dono per la Chiesa e per la società.
Il novello Levità impartì quindi per la prima volta la Benedizione Eucaristica. Dopo un gruppo fotografico, le Autorità si strinsero nuovamente attorno al caro Confratello inneggiando alla grandezza del Sacerdozio, alla potenza della Chiesa Cattolica, alla prosperità della Società Salesiana ed alle fortune della Patria, coi più fervidi auspici.
La mattina del 18, D. Carlo Neisinger celebrò, tra la più viva commozione, sulla terra d'Africa, la sua prima S. Messa. La sacra Ordinazione Sacerdotale recò ineffabile letizia al cuore del novello Sacerdote, che, seguendo le vie della Divina Provvidenza, raggiunse sulla quarta sponda il suo santo ideale; e riempì di gioia i sacerdoti presenti che rivissero le sante emozioni della loro Ordinazione, e specialmente S. E. Mons. Vescovo che per la prima volta aveva l'occasione di perpetuare nel confratello salesiano la fiaccola inestinguibile del Sacerdozio. Ricolmò pure di consolazione tutti i presenti che vedevano, dopo tanti secoli in quella terra d'Africa, un giorno così fiorente di Comunità cristiane, la conferma delle divine parole di Cristo: « Io sarò con voi fino alla consumazione dei secoli ».
A compimento della cronaca possiamo aggiungere che il fervore della Fede cattolica dei coloni e dei soldati ebbe un'altra grandiosa affermazione. Il giorno dell'Ascensione la totalità dei fedeli affollò le parrocchie per offrire preghiere e Comunioni secondo le intenzioni del Santo Padre Pio XII in occasione del suo Giubileo Episcopale. E le oblazioni per l'erigenda chiesa di S. Eugenio in Roma testimoniarono il grande affetto che vibra nei loro cuori pel Vicario di Cristo. Fervorosissima fu infine la celebrazione della festa di Maria Ausiliatrice come corona del mese di maggio.
Giappone.
Sono giunte da Beppu alcune notizie, che ci dànno qualche breve cenno di cronaca della Casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dal marzo al dicembre del 1941. S'aprono con la relazione di un ben riuscito saggio catechistico, tenutosi alla presenza del nuovo Prefetto Apostolico Mons. Ideguchi -- giapponese il quale si compiacque vivamente delle sicure risposte dei piccoli, come della gara sostenuta dagli altri, e della parte svolta dalle Aspiranti e Novizie.
Ci dicono poi che la nuova costruzione, sorta sul braccio di casa rovinatosi due anni or sono, s'innalza già grande e più bella. Benché non del tutto finita, è ormai in parte abitata. Sull'ampio terrazzo che la sovrasta venne celebrata la Messa solenne nella festa di Maria Ausiliatrice. Vi fu pure una devota processione, più solenne degli anni scorsi, con stendardi, bandierine e paggetti in divisa.
Altri particolari avvenimenti per la Casa furono: il saggio ginnastico alla chiusura della scuola; la graditissima visita dell'Arcivescovo di Tokio, S. E. Rev. Mons. Doi, sempre tanto buono e paterno verso i piccoli del Sayuri, ai quali non lascia mancare mai i dolci per Natale; e quella del Comandante e di alcuni Ufficiali d'una nostra nave, recatisi a portarvi il saluto della lontana e amata patria.
Le stesse notizie parlano pure della festa del passato 5 agosto, in cui, oltre alla vestizione di alcune postulanti, si ebbe la professiore religiosa di tre novizie ventenni, due delle quali accolte ancor bambine nella prima Casa di Miyazaki, dove frequentarono lodevolmente le scuole medie e raccolsero l'invito della divina chiamata. Accanto a questi, i consolanti frutti del Sayuri di Beppu: altri quattro dei suoi ospiti, entrativi piccini, avendo ormai raggiunto il limite d'età, l'hanno lasciato per passare nel Collegio Salesiano di Nakatsu a continuare gli studi o avviarsi a un mestiere; ed uno per entrare nel piccolo Seminario di Miyazaki, insieme al primo ex-allievo del Sayuri già incamminato, con ottime speranze, sulla via del sacerdozio. Tutti ricordano tanto la Casa ospitale, che rimane sempre come la loro famiglia, e scrivono spesso lettere riboccanti di gratitudine e di affetto. Delle fanciulle, una è passata a Tokio per abilitarsi all'insegnamento nell'Asilo; tre, dotate di speciale attitudine agli studi, entreranno nelle Scuole Superiori, e le altre seguiranno in Casa l'incipiente Corso Professionale per apprendervi il lavoro di maglieria e cucito, e il mestiere di sarta in Kimono, oltre a un'adeguata istruzione integrativa. Questa nuova e tanto vagheggiata Scuola, per ora appena ai più umili inizi, dovrebbe essere il migliore coronamento dell'Opera, assicurando la completa formazione delle giovanette, e provvedendo altresì al loro avvenire nella vita.
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:
L'INDULGENZA PLENARIA
1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.
2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.
3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.
4) In punto di storte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.
OGNI MESE:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.
3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
NEL MESE Dl AGOSTO ANCHE:
Il giorno 6 - Trasfigurazione di N. S. Il giorno 15 - Assunzione di Maria SS. Il giorno 16 - S. Rocco.
PER LE NOSTRE BIBLIOTECHE
I nostri studenti delle Case di Formazione saran molto grati a tutti coloro che vorranno arricchire di libri utili le loro biblioteche ed assicurano le più fervide preghiere secondo l'intenzione degli offerenti. Li riceve ben volentieri lo stesso RETTOR MAGGIORE, Via Cottolengo 32, Torino (109) - che ne curerà la distribuzione.
Carissimi,
per la festa di Maria Ausiliatrice è giunta al nostro Rettor Maggiore dal fronte orientale uni nobilissima lettera firmata da cinque ex-allievi spagnuoli, che vi trascrivo per dimostrarvi con quale spirito si sono votati alla cruenta lotta quelli che hanno provato gli orrori della rivoluzione nella loro stessa patria.
« Rev.mo Sig. Rettor :Maggiore,
» dal fronte orientale, dove tutta l'Europa, unita nella crociata contro i nemici di Dio e della Chiesa, lotta con eroismo lasciando nella mischia il sangue prezioso dei suoi maritiri, un gruppo di ex-allievi salesiani della Spagna, volontari della gloriosa Divisione Azzurra, nell'avvicinarsi della solennità della loro amatissima Madre Maria Ausiliatrice, rivolgono i loro sguardi alla grande Famiglia Salesiana ed alla Signoria Vostra Rev.ma, e si associamo con tutto l'amore e l'entusiamo alle feste che il giorno 24 c. m. si celebreranno in tutto il mondo salesiano.
» In quello stesso giorno offriremo le nostre Comunioni, più fervorose del solito, per i bisogni della Congregazione Salesiana che formò le nostre anime, per il Rettor Maggiore e per le Missioni Salesiane.
» Quell'Ave Maria che tutti i giorni si recita nei Collegi Salesiani di tutto il mondo per gli ex-allievi è il nostro scudo contro i pericoli dell'anima e del corpo, ci salva e ci conserva il fervore dei nostri primi anni.
» Sappiamo quanto affetto porta la Signoria Vostra ai suoi Figli di Spagna e per questo abbiamo preso coraggio a scriverle per domandare una benedizione speciale del nostro amatissimo Rettor Maggiore per gli ex-allievi spagnuoli volontari in Russia, ed una preghiera, da parte dei giovani della Casa Madre, per il trionfo della nostra Crociata.
» Con affetto e divozione filiale, baciano la anno della S. V.
Giovanni Leòn Aguilar, ex-allievo di Siviglia; Giuseppe Luigi Sotomayor, ex-allievo di Cordoba; Cesareo Larrabeiti Eguidazu, ex-allievo di Bilbao; Gesù Aroca Margeliza, ex-allievo di Madrid; Giusto Lorenzo, ex-allievo di Madrid ».
Miei cari: pregate anche voi per loro e per tutti gli altri nostri cari soldati impegnati a riportare in quelle terre il vero spirito cristiano ed a farlo trionfare sulla barbarie di coloro che da più di vent'anni stanno soffocando nel sangue la Fede e la civiltà.
Vostro aff.mo DON GIULIVO.
Coad. BOCCACCIO ENRICO, da Maranzana (Alessandria), † a Varazze (Savona) il 17-IV-1942 a 87 anni.
si incontrò, giovanotto, con Don Bosco e; chiestoli consiglio sul suo avvenire, venne dal Santo invitato all'Oratorio dove lo preparò alla vita salesiana. Umile, docile, pio, laborioso, d'ingegno aperto e tratto fine, fu ben presto in grado di corrispondere alla fiducia dell'Apostolo della buona stampa, che lo prepose alla direzione della Libreria salesiana. Ed in questo ufficio rimase a Torino fino al 1905, poi per un trentennio a Firenze compiendo con zelo illuminato la sua missione. Chiuse i suoi giorni a Varazze nella preghiera e nel raccoglimento, caro a tutti per la sua amabilità e modestia di carattere e pel suo spirito squisitamente salesiano
Sac. D. SALANITRI FRANCESCO PAOLO, da Randazzo (Catania), † a Frascati-Villa Sora (Roma), il 17-e-1942 a 43 anni.
Bellissima intelligenza, sorretta da soda cultura, esercitava un prezioso apostolato fra i nostri studenti di Liceo cui prodigava l'insegnamento con sicura competenza scientifica e vero spirito sacerdotale, confortando le fatiche della scuola coll'esercizio del sacro ministero, favorito da una singolare efficacia di parola.
Sac. D. VARIANI GIOVANNI, da Dogliani (Cuneo), † a Piossasco (Torino), il 2 -IV-1942 a 29 anni.
Il male che non perdona stroncò anzi tempo la giovinezza sacerdotale di questo piissimo confratello che, sulle orme del Servo di Dio Don Andrea Beltrami, fece generoso sacrificio della sua vita nelle sofferenze per la salvezza delle anime.
Coad. COSTANZO GIOVANNI, da Palagonia (Catania), † a Pedara (Catania) a 56 anni.
Sac. HOHENADL GASPARE, da Munsing (Germania), † in guerra il 16-IV-1942 a 34 anni.
Ch. GIESA FRANCESCO, da Sbrakau (Germania), † in guerra il 16-III-1942 a 29 anni.
Sac. GRUNTHANNER GIORGIO, da Rothmuhl (Germania), † in guerra il 21-I-1942 a 30 anni.
Sac. BUHRMANN GIUSEPPE, da Dortmund (Germania), † in gurra il 18-II-1942 a 29 anni.
Coad. REINHARDT MICHELE, da Sulzbach (Germania), † in guerra l'1-II-1942 a 28 anni.
Ch. HICKMANN GUGLIELMO, da Oberhausen (Germania), † in guerra, il 15-II-1942 a 22 anni.
Coad. EBERWEIN MATTIA, da Bernbach (Germania), † a Monaco, il 10-IV-1942 a 46 anni.
Ch. GEIS EDOARDO, da Rottenberg (Germania), † in guerra a Buxheim il 31-III-1942 a 40 anni.
Ch. HOFFMANN FRANCESCO, da Tirschenreuth (Germania), † in guerra a 25 anni.
Ch. POLLMANN RODOLFO, da Regemsburg (Germania), † in guerra a 26 anni.
Ch. NEUHOLD GIUSEPPE, da Deutschkreuz (Germania), † in guerra a 23 anni.
Ch. WACHTER EDOARDO, da Nittenan (Germania), † in guerra a 26 anni.
Coad. BANGERT GUGLIELMO, da Grosseicholzheim (Germania), † in guerra (Russia) il 14V-1942 a 30 anni,
Ch. EBITSCH MASSIMO da Marktzeuln (Germania), † in guerra (Russia) l'11-IV-1942 a 29 anni.
Sac. MALTHANER GUGLIELMO, da Neupfok (Germania), † in guerra (Russia) il 17-V-1942 a 31 anni.
Ch. TIETZ GIOVANNI, da Peine (Germania), † in guerra (Russia) il 29-III-1942 a 34 anni
Sac. BUDNIKOWSKI TEODORO, da Breslavia (Germania), † a Bachau (Germania) nel 1942, a 45 anni.
Sac. CHRAPLA CARLO. da Wadowice (Polonia), † a Dachau (Germania) nel 1942, a 36 anni.
Coad. KOS VINCENZO, da Czernica-Stopnica (Polonia), † a Rudka-Mrozy (Polonia) nel 1941, a 21 anni.
Sac. MISKA FRANCESCO, da SwierczyniecStaly Bierun (Polonia), † nel 1942, a 43 anni.
Coad. PAWLIK GIOVANNI, da MrzyglodZawiercie (Polonia), † ad Oswiecim II (Polonia) nel 1941, a 35 anni.
Sac. SMILOWSKI ADALBERTO, da LedzinyPszczyna (Polonia), † a Jaciazek (Polonia) nel 1942, a 70 anni.
Sac. WOJTASZCZYK GIUSEPPE, da Lodz (Polonia), † a Rudka-Mrozy (Polonia) nel 1942, a 35 anni.
Sac. ZYDEK VALENTINO, da Kochlowice (Silesia German.), † presso Aleksandrow (Polonia) nel 1942, a 67 anni.
Conte Comm. CARLO OLIVIERI DI VERNIER, Cameriere segreto di Cappa e Spada di S. S. Pio XII, † a Torino, il 1 giugno u. s. a 66 anni.
Eletta figura del patriziato torinese, rifulse per costante fedeltà alle più nobili tradizioni del Piemonte cattolico e sabaudo. Veterano dei giornalisti cattolici, dedicò ancora questi ultimi anni all'opera della buona stampa come Presidente del Consiglio Amministrativo della S. E. I. Coscienza intemerata, fede profonda, franchezza di carattere, nobiltà di cuore illustrarono la sua vita di fulgidi esempi che avvaloravano il suo fecondo apostolato della parola e della penna. Legato a Don Bosco da vivissimo affetto e da fervida divozione, fu ben lieto di dare alla Società Salesiana la sua collaborazione e di esercitare a suo favore l'alta influenza che godeva in società.
COZZI RACHELE, † a Legnano (Milano) nel maggio u. s.
Anima profondamente cristiana, santificò la sua vita col dolore, prodigandosi tutta nelle cure della famiglia ed in opere di pietà e di carità, confortata da Dio colla vocazione di un figlio sacerdote e missionario nella Società Salesiana.
NARDIN ROSA in TURETTA, † a Bando d'Argenta (Ferrara) il 29 maggio u. s. a 55 anni di età.
Donna di profonda pietà eucaristica, dedicò tutte le sue cure alla cristiana educazione della famiglia e tu benedetta dal Signore con la vocazione di un figlio alla Società Salesiana
Altri Cooperatori defunti:
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