BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXVII - N. 1 - 1° GENNAIO 1943 - XXI

SOMMARIO: Il IV Successore di San Giovanni Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - Tesoro spirituale. - In famiglia. - Lettera di Don Giulivo ai giovani. - La morte del Rev.mo P. Wladimiro Ledóchowski. - Dalle nostre Missioni: Assam (India), -. Necrologio. - Crociata Missionaria.

Il IV Successore di San Giovanní Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane.

Benemeriti Cooperatori e Benemerite Cooperatrici,

il Divin Redentore, per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, faccia scendere su di voi e sii tutti i vostri cari le benedizioni più copiose.

Il nuovo anno 1943 vi apporti, nella più ampia misura, le grazie da voi desiderate per la vostra felicità temporale ed eterna.

Come caparra e mezzo per meritarvi le benedizioni celesti, v'invito a praticare nel nuovo anno la seguente Strenna:

• APRIAMO IL NOSTRO CUORE ALLA VIRTÙ DELLA SPERANZA.

• IDDIO É NOSTRO PADRE.

• CI È MADRE MARIA AUSILIATRICE.

• VEGLIA SU DI NOI, PADRE, MAESTRO, GUIDA, S. GIOVANNI BOSCO.

Rifugiamoci pertanto e riposiamo con serena fiducia sotto il manto della Provvidenza Divina, come il bimbo riposa sicuro tra le braccia della madre.

Sappiamo che Iddio ci è Padre e che portò il suo amore fino a donarci lo stesso sto Divin Figliuolo che, con la sua passione e morte dolorosa sulla Croce, ci liberò dalla schiavitù del demonio e ci riaprì le porte del Cielo. Ci conforti ancora la certezza di essere amati da un Padre cine al servizio del suo amore per noi mette le risorse infinite della sua onnipotenza.

Che se Egli, per sottoporre alla prova la nostra Fede e anche per chiederci un attestato della nostra corrispondenza al suo amore, vorrà che con Lui percorriamo i sentieri dolorosi del nostro piccolo Calvario, ricordiamo che ogni nostro sacrificio, ogni lacrima, ogni stilla di sangue verrà da Lui premiata con la più ampia mercede.

D'altronde è giusto che noi tutti senza eccezione,-mentre si svolgono vicende tanto dolorose, ci associamo alla espiazione: essa attirerà nuovamente sulla povera umanità sofferente le benedizioni dell'amore e della pace.

Lo so, le ore del Getsemani, mentre ci richiedono amarezze e ferite sanguinanti, ci paiono eterne: ma Iddio, a versare il balsamo ristoratore sulle piaghe brucianti, non un Angelo manderà a noi, ma la stessa sua Madre. Essa, partecipando ai piedi della Croce alla passione di Gesù, apprese a lenire le ferite della umanità dolorante.

E perchè non dovrò poi ripetervi che su ciascuno di voi, Cooperatori e Cooperatrici, veglia amoroso S. Giovanni Bosco, ansioso di ripagare la vostra cooperazione generosa alle sue opere con grazie particolari e abbondanti?

Coraggio adunque! Continuiamo a portare con generosità la nostra croce, anche con l'aspirazione santa di alleviare le sofferenze di tanti nostri fratelli.

L'anno centenario testé decorso avrebbe. dovuto essere per noi motivo di gioia e più ancora stimolo a numerose iniziative benefiche. Lo passammo invece, come consigliavano le circostanze, nel raccoglimento e nella preghiera.

Ma, pur avendo evitato le manifestazioni esteriori, ebbimo il conforto di vedere stretti attorno a noi con accresciuta benevolenza Cooperatori e Cooperatrici, Exallievi ed Exallieve, Benefattori ed Amici senza numero, appartenenti a tutte le classi sociali.

A S. S. Pio XII che, nella fausta ricorrenza, ci fu paternamente largo di sovrana benevolenza, agli Em.mi Cardinali, agli Ecc.mi Vescovi, ai Capi e Ministri di Stato, alle Autorità che vollero confortarci con la loro cordiale partecipazione, a tutti giunga il ringraziamento affettuoso e devoto dei poveri figli di S. Giovanni Bosco.

Anche la Crociata Catechistica, che le presenti circostanze dimostrano altamente provvidenziale, continua a raccogliere frutti abbondanti.

Permettete, carissimi Cooperatori e Benemerite Cooperatrici, ch'io vi inviti a continuare il vostro appoggio a codesto movimento salutare, onde contribuire fattivamente alla urgente rigenerazione morale degli individui, delle famiglie e della società.

Le iniziative che traggono la loro origine dalle pure scaturigini del Vangelo e della Fede non devono essere fuoco fatuo e passeggero, ma giova perpetuarle con slancio e fermezza, perché necessarie in ogni tempo e luogo, a presidio della religione e a salvezza delle anime.

Dal Bollettino avete appreso la partecipazione della Famiglia Salesiana al Giubileo Episcopale del S. Padre. Le notizie pervenuteci dall'Estero, anche se poche ed incomplete, sono tali da riempirci il cuore di gioia, perché ci assicurano che l'amore e la devozione verso il Vicario di Gesù Cristo esplosero dappertutto con manifestazioni imponenti e consolantissime.

Esorto voi tutti a moltiplicare le suppliche a Dio per impetrare al suo Vicario in terra quella luce e quella forza di cui abbisogna nell'ora presente per attirare alla verità, all'amore, alla Chiesa, a Dio tanti cuori. Soprattutto poi versiamo sul. cuore del Padre, trafitto da tante pene, il balsamo di una vita profondamente e generosamente cristiana.

Vorrei ora essere in grado di darvi desiderate e copiose notizie delle nostre Opere e Missioni lontane; ma purtroppo gli ostacoli frapposti alle comunicazioni nol consentono.

Ci risulta però che in generale si riesce, sia pure con grandi sforzi, a mantenere in gran parte le posizioni acquistate e che, in qualche luogo, vi fu anche la possibilità di modesti sviluppi. Le condizioni più angustiose sono per i poveri Missionari, i quali, privi quasi totalmente del soccorso di personale e di mezzi, vedono ostacolate le loro aspirazioni di zelo e, non poche volte, si dibattono in difficoltà tragiche per poter vivere sia pure miseramente. Il loro morale però è degno di ogni encomio ed è inconcussa la loro speranza.

Per parte nostra ci adoperiamo in tutti i modi per correre in loro aiuto, e al tempo stesso prepariamo rinforzi per l'ora auspicata in cui verranno a trovarsi nuovamente libere le vie dell'apostolato.

Sono anzi lieto di potervi dire che i numerosi nostri Istituti Missionari continuano a popolarsi di tante care giovinezze anelanti di volare a salvezza dei fratelli ancor privi della luce e dell'amore di Gesù Redentore.

Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice sviluppano con zelo crescente la loro mirabile missione e il Signore le benedice moltiplicando le loro opere.

So infine di farvi cosa gradita partecipandovi che i numerosi nostri Cappellani prestano con dedizione esemplare l'opera loro a bene e a conforto dei cari soldati sui vari campi di battaglia.

Alcuni di essi imperlarono di sangue il loro eroismo apostolico e riscossero elogi e ricompense che onorano la Chiesa e la Congregazione.

Unitevi a noi per impetrar loro da Dio grazie sempre più abbondanti a benefizio dei fratelli che, con le sofferenze e col sangue, scrivono pagine di sublimi eroismi.

Nuove fondazioni.

Le nuove fondazioni del 1942 sono, per forza di cose, notevolmente ristrette; ma tanto più commendevoli, perchè compiute in mezzo a difficoltà di ogni genere.

Eccovene l'elenco, forzatamente incompleto per ciò che riguarda gli altri continenti.

Salesiani

In ITALIA: a Forlì, Parrocchia e Oratorio Festivo.

In OLANDA: a Ugchelen, Casa di Noviziato.

In UNGHERIA: a Kais, Parrocchia e Oratorio Festivo.

Nell'URUGUAY: a Rivera, Parrocchia e Oratorio Festivo.

Nel VENEZUELA: a La Boba, Scuola Agricola.

Figlie di Maria Ausiliatrice:

In ITALIA: a Carosino (Taranto), S. Cassiano (Reggio Emilia), S. Gillio Torinese, Tuili (Cagliari), Vigo di Cadore (Belluno), Villanova di Portogruaro (Venezia), Patti Marina (Messina), Scuole Materne e di Lavoro, Dopo-scuola, Oratorio Festivo, Catechismi e Opere parrocchiali; a Casale Monferrato (Alessandria), Convitto per studenti, Laboratorio e Oratorio Festivo; a Colleferro (Roma) e ad Osasco (Torino), la direzione di un Orfanotrofio; a Caluso (Torino), quella di un Convitto Operaie; a Padova, quella di un Convitto per signorine marconiste; a Benevagienna (Cuneo) e a S. Benigno Canavese (Torino) s'incaricarono della cucina e guardaroba dei locali Istituti Salesiani; assunsero poi la direzione e l'assistenza di altri cinque Ospedali Militari a Abbazia di Fiume, Finale Ligure (Savona), Cavi di Lavagna (Genova), Caltagirone (Catania) e Messina; a Sottomarina di Chioggia (Venezia), la direzione e l'assistenza di un Preventorio Marino della C. R. I. con annessa Colonia Marina estiva.

Nella SPAGNA: a Calañas (Andalusia), Casa di cura per Figlie di Maria Ausiliatrice; a S. Cruz de Tenerife (Canarie) Orfanotrofio con Scuole Professionali.

Nel BRASILE: a Poxoreo (Matto GrossoCuyaba), Casa-Missione fra i « garimpeiros » (cercatori di diamanti) con scuole Elementari e di lavoro e Oratorio Festivo.

Nell'EQUATORE: a Quito, Scuola Normale.

Negli STATI UNITI: a Easton e a Reading (Pennsylvania), Scuole Parrocchiali complete, Oratorio Festivo, Opere sociali e religiose fra i nostri connazionali.

Proposte per l'anno 1943.

Quantunque le vicende presenti abbiano fatto capire l'urgenza di non poche iniziative tuttavia è forza aspettare momenti più opportuni per tradurle in atto.

Il nostro primo dovere, pertanto, ed è questa-la mia prima proposta, è di moltiplicare le preghiere e le opere di espiazione per attirare sulla povera umanità le benedizioni di cui tanto abbisogna.

Siami concesso, o benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, di dirvi, nella affettuosa intimità di zelo che ci unisce a bene delle anime, che, tra le forme di espiazione che possiamo offrire al Signore, alcune ve ne sono che tutti dovremmo saper compiere con slancio generoso.

Sono certo di avervi consenzienti quando affermo che, di fronte ai sacrifizi, alle ferite, al sangue, alla morte gloriosa sì ma a volte straziante, dei nostri eroici soldati, sono un vero insulto alle loro sofferenze le sguaiataggini della moda procace e invereconda e la corsa sfrenata ai piaceri e ai divertimenti. Ogni cuore bennato deve reagire contro simile irritante condotta.

Sforziamoci pertanto, con la parola e con l'esempio, di ricondurre tutti, se fosse possibile, a sensi di maggior comprensione e di amore fattivo verso coloro che soffrono. Non è questa, no, l'ora di imperdonabili provocazioni: è invece l'ora della preghiera, dei suffragi per i nostri morti, della vita corretta e seriamente composta, del rispetto, della illimitata adesione agli eroi che si immolano.

Da quanto ho detto deriva logicamente un altro nuovo dovere: e sia questa la mia seconda proposta.

Non basta piangere e suffragare i morti, ma è doveroso correre a soccorso di coloro che vengono a trovarsi in estremo bisogno. E poichè voi, uniti a Don Bosco Santo, vi siete prefisso il nobile programma di aiutare la gioventù, lasciate ch'io vi rivolga un accorato appello in favore degli orfani e dei fanciulli comecchessia più bisognosi.

A ricordo del primo Centenario dell'Opera Salesiana iniziata da S. Giovanni Bosco accogliendo l'orfano Bartolomeo Garelli, io vi manifestai, nel Dicembre del 1941, l'idea di aprire quanto prima un nuovo orfanotrofio in tutte le Ispettorie della nostra Congregazione. Si tratterebbe di oltre cinquanta orfanotrofi!

L'idea, entusiasticamente accolta, è in via di attuazione. Si dovranno vincere non poche difficoltà; ci vorrà il concorso generoso di tutti; ma ho piena fiducia che, allontanati gli ostacoli dell'ora presente, i novelli orfanotrofi sorgeranno man mano in ogni dove per accogliere migliaia di cari orfanelli.

Nel frattempo però bisogna pure pensare a codesti figliuoli. Noi ci proponiamo di riceverne il maggior numero possibile nelle Case già esistenti, e a tale scopo invoco la tradizionale carità dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane.

Sarete lieti di sapere che quando si svolse la campagna nell'Abissinia offersi alle Autorità duecento posti per orfani e che, subito dopo il bombardamento di Torino dello scorso 20 novembre, rinnovai l'offerta di accettarne un numero veramente cospicuo. Mi consta che numerose nostre Case accolsero molti giovani orfani e derelitti.

In quest'ora grave l'amore al prossimo dev'essere generoso, pratico, pronto.

Coloro poi che avessero in animo di legare il loro nome o quello di persone care a un istituto destinato ad accogliere poveri orfanelli, pensino che, in questo momento, simili Istituzioni rispondono al bisogno più urgente e che con esse attireranno le benedizioni celesti sui loro Cari.

Non voglio por termine a questa lettera senza porgere uno speciale ringraziamento a tanti Cooperatori e Cooperatrici che, consci degli accresciuti nostri bisogni, specialmente per il sostentamento degli orfani e delle vocazioni, vollero accrescere notevolmente la loro carità. In tal modo essi ci mettono in grado di compiere un'opera di carità veramente squisita e di avere pronte legioni di operai apostolici per l'opera immane di ricostruzione nell'immediato dopoguerra.

Il Signore vi ripaghi di tutto con ampia mercede. Penso che il miglior augurio ch'io possa farvi è quello che il nuovo anno sia per tutti voi ricco di doni temporali ed eterni, e che esso ci apporti infine quella tranquillità nell'ordine che, affratellando i popoli nella carità di Gesù Cristo, li guidi, attraverso alla relativa felicità temporale, a quella eterna.

Invocando su di voi, su tutti i vostri Cari e particolarmente sui parenti e figli lontani, sulle vostre sante intenzioni, per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, le grazie più elette, mi professo con profonda gratitudine

Torino, 24 dicembre 1942.

vostro obbl.mo in G. e M.

S AC. PIETRO RICALDONE

Rettor Maggiore.

NOTA - A tranquillità di moltissimi Cooperatori, Cooperatrici, Benefattori, Amici che ci chiedono notizie, comunico che non abbiamo avuto, grazie a Dio, nessuna vittima, malgrado che nelle recenti incursioni cinque nostre opere siano state gravemente sinistrate. Siamo certi che la carità dei buoni verrà generosa in nostro soccorso, specialmente per sostenere tanti e tanti istituti, soprattutto di formazione, sistemati provvisoriamente fuori dei grandi centri.

CONFERENZA SALESIANA

I Direttori diocesani e i Decurioni che preparano l'annuale CONFERENZA SALESIANA, in occasione della festa di San Francesco di Sales, possono valersi della circolare del Rettor Maggiore per orientare lo spirito di carità dei Cooperatori e concretare pratiche attuazioni di generose proposte.

SOTTO LA CUPOLA DELL'AUSILIATRICE

Riprendiamo ben volentieri ad assecondare il desiderio di tanti nostri Cooperatori con un po' di cronaca della Casa-madre, l'Oratorio per eccellenza di S. Francesco di Sales.

Nel mese di settembre cominciarono a far ritorno gli alunni artigiani ed in ottobre gli studenti, accompagnati da un bel numero di nuovi che si fusero subito in fraterna armonia.

Ad essi si aggiunsero gli alunni dell'Istituto Card. Richelmy, la cui sede è ancora adibita ad Ospedale Militare.

Secondo la tradizione tutti iniziarono il nuovo anno scolastico professionale con un triduo di predicazione e di particolari funzioni per propiziarsi le benedizioni di Dio e la protezione della SS. Vergine e di S. Giovanni Bosco. Celebrarono con gran fervore la festa del Santo Rosario, la Giornata Missionaria e la festa di Cristo Re. Nella festa dei Santi ebbero la gioia di ascoltare la Santa Messa e ricevere la benedizione Eucaristica da S. E. Mons. Lucato, Vicario Apostolico di Derna, che stava per riprendere il volo alla volta del suo Vicariato. La stessa sera si raccolsero ancor tutti nella Basilica di Maria Ausiliatrice per la recita delle tre parti del Rosario per le anime del Purgatorio, e l'indomani continuarono a prodigar suffragi assistendo alle Sante Messe e facendo la Santa Comunione.

Gli allarmi diurni ritardarono la visita al Cimitero; ma, appena tornata un po' di tranquillità, compirono con divozione anche questa pia pratica. L'8 novembre, dopo essersi associati agli Ex-allievi per la funzione di suffragio ai compagni Caduti in guerra, passarono nel teatro per la solenne distribuzione dei premi, che non si era potuta compiere al termine dell'anno scolastico decorso. La cerimonia fu interrotta dall'allarme mentre teneva il discorso d'occasione il prof. comm. Attilio Fazio, Direttore della R. Scuola Tecnica di Chivasso; ma, ripresa nel pomeriggio, conferì efficacemente ad infervorare gli alunni allo studio ed al lavoro. La presiedette il Direttore Generale delle Scuole Salesiane, dottor don Renato Ziggiotti, il quale chiuse l'accademia con parole di plauso e d'incoraggiamento.

Con fiducia nella celeste protezione di Maria SS. e nella intercessione di Don Bosco continuarono i loro corsi regolari anche nei successivi periodi di incursioni, adattandosi esemplarmente alla disciplina delle trepide ore.

Coprendosi meglio che potevano, scendevano ordinati nei rifugi e, recitata divotamente la terza parte del Rosario, riposavano sotto il manto della Madonna.

La Madonna infatti li preservò tutti anche dai violenti bombardamenti del 18 e del 20 novembre. Tuttavia i parenti accorsero subito a ritirarne un bel numero fin dal mattino del 19.

Il voto del Rettor Maggiore alla Vergine SS.ma Ausiliatrice.

La sera del 2o novembre u. s. recitate le nostre orazioni nella Basilica di Maria Ausiliatrice, Salesiani ed alunni rimasti ascoltammo la parola del IV successore di Don Bosco che, esortandoci a conservare la Grazia di Dio, a portare devotamente la medaglia della Madonna ed a recitare particolari preghiere ogni volta che le sirene ci facessero scendere nei rifugi, ci invitò a mettere tutta la nostra confidenza nella materna protezione di Maria SS. Ausiliatrice e nell'assistenza del nostro santo Fondatore. Indossata quindi la cotta e la stola, prostrato ai piedi del quadra taumaturgo, il sig. Don Ricaldone lesse ad alta voce la formula di un voto solenne che a nome di tutta la Famiglia Salesiana presentò alla nostra dolcissima Madre celeste per impetrarci dal Signore lo scampo dagli incombenti pericoli.

Il voto si concreterà, appena cessata la guerra, nella costruzione delle cappelle del Santo Rosario e nella erezione di un grande tempio a S. Giovanni Bosco sul colle natio del Santo a Morialdo di Castelnuovo. Terminata la lettura del voto, tutti recitammo con lui l'Atto di dolore, tre Ave Maria e la Salve Regina all'Ausiliatrice colla giaculatoria Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis, ed un Pater Ave Gloria, colla sua giaculatoria, a S. Giovanni Bosco.

Poi ci dirigemmo alle nostre camere per prendere riposo. Ma la sirena non tardò a richiamarci nei rifugi, ove recitammo la terza parte del Rosario e le preghiere suggerite dal Rettor Maggiore. Cessato l'allarme, qual non fu la nostra emozione nel vederci incolumi tra tanti incendi e tante rovine, e gli edifici della Casa-madre, grazie al pronto intervento dei superiori e dei confratelli, sottratti ben presto alle fiamme con lievi danni!

L'emozione si accrebbe quando vedemmo i danni del nostro Ateneo Pontificio, che i chierici dovettero subito sgombrare, dell'Oratorio di Borgo S. Paolo e dell'Oratorio « Michele Rua » in Borgata Monterosa. Anche gli altri nostri Istituti cittadini e quelli delle Figlie di Maria Ausiliatrice ebbero più o meno a soffrirne; ma, grazie a Dio, senza vittime umane.

L'indomani, i giovani finirono per sfollare in massa tanto dalla Casa-madre quanto dalle altre nostre Case.

L'ora della prova.

E fu provvidenza, perchè nelle successive incursioni spezzoni incendiarci misero in pericolo altri ambienti, ed altre bombe scoppiate nelle immediate vicinanze accrebbero i danni ai locali nostri ed alle Case delle Figlie di Maria Ausiliatrice. I giovani confratelli coadiutori, a gara coi chierici e sacerdoti, sotto la guida dello stesso Rettor Maggiore e dei Superiori, col nostro capo fabbricato don Paolo Valle, rinnovarono coraggiosamente gli eroismi delle altre notti, lanciandosi sui tetti a domare gli incendi in casa, ed accorrendo a salvare un'ala del Cottolengo investita dalle fiamme e varie famiglie vicine le cui case erano in preda al fuoco.

Il 30 novembre poi, nelle prime ore del mattino, una bomba di mille libbre rase al suolo l'ampio fabbricato dei dormitori degli studenti con 270 letti e le aule scolastiche sottostanti. Essendo noi tutti nel rifugio sotto la Basilica non avemmo, grazie a Dio, a deplorare vittime neppure in quella tragica mattina. Appena cessato l'allarme, il Rettor Maggiore ricevette la visita dell'Ecc. il Ministro Vidussoni accompagnato dal Federale Conte Ferretti. Il signor D. Ricaldone li ringraziò della benevola sollecitudine e li accompagnò sul luogo del sinistro.

Per molti giorni fu un gran daffare a sgombrare le macerie dell'edificio crollato e ad ordinare il materiale ancora usufruibile, aiutati fraternamente dai confratelli accorsi dall'Istituto Conti Rebaudengo e da Cumiana.

I Superiori, frattanto, cominciarono a provvedere alla sistemazione degli sfollati e degli sfollandi nei collegi vicini.

I chierici del nostro Ateneo Pontificio vennero allogati a Bagnolo, ed i giovani aspiranti di Bagnolo a Castelnuovo Don Bosco, evacuato dai novizi che trovarono ospitalità presso i loro compagni di Villa-Moglia. I novizi di Pinerolo lasciarono pure il posto agli allievi del nostro Collegio di S. Giovanni Evangelista e si rifugiarono a Borgomanero; gli studenti di Teologia di Chieri si dispersero in altri studentati per far posto ai liceisti interni di Valsalice; gli allievi dell'Istituto Conti Rebaudengo si fusero coi compagni dell'Istituto Bernardi Semeria al colle natio di D. Bosco, e le Facoltà di Filosofia e Pedagogia del nostro Ateneo Pontificio ripararono a Montalenghe. Tutti affrontarono disagi e sacrifici con cristiana fortezza e generoso spirito di abnegazione.

La preoccupazione più grave del Rettor Maggiore era la sistemazione dei 600 giovani della Casa-madre. Gli studenti riuscì a raccoglierli quasi tutti nella nostra Casa di Cumiana. Per gli artigiani, non potendosi smontare e trasportare i laboratori, organizzò i corsi in casa per gli alunni della città e dei paesi più vicini che possono frequentarli di giorno come esterni, tornando alle loro case fuori città per la notte.

La festa dell'Immacolata.

Fra tanto sconcerto e tante preoccupazioni è facile immaginare come si sia dovuto ridurre anche il programma religioso della novena dell'Immacolata e del Santo Natale. Per la festa della Madonna, che avrebbe dovuto coronare il nostro Centenario, si riuscì ancora a celebrare in Basilica con decorosa solennità le sacre funzioni. I confratelli poi, coi pochi giovani rimasti, prepararono anche una cordiale accademiola ad onore della Vergine per non interrompere la nostra tradizione di famiglia. Ma proprio nella notte della festa dell'Immacolata, Torino veniva sottoposta ad una delle più violente incursioni, che aggravò i nostri danni e mandò in frantumi anche le artistiche vetrate della Basilica. 27 spezzoni incendiarii caddero sulla chiesa ed uno perforò il tetto e si conficcò nella volta sopra l'altare di D. Bosco.

I confratelli dovettero accorrere a domare una cinquantina di incendi scoppiati anche in altri punti della casa e prodigarsi nelle vicinanze a salvare varie famiglie più colpite, e gli uffici della S. E. I., oltre agli Istituti del Rifugio e del Buon Pastore, in gran parte preda alle fiamme.

L'incursione successiva mise anche a più dura prova la nostra cara città ed estese i danni materiali alla S. E. I. influendo notevolmente anche sulla edizione del Bollettino. Era in corso la spedizione ritardata del mese di novembre e si dovette attendere la riorganizzazione dei servizi postali. Anche nei mesi venturi bisognerà aver pazienza.

Il nostro pensiero corre alle vittime che più han sofferto e sono più esposte alle sofferenze ed ai pericoli. E per loro eleviamo più ardente la nostra preghiera al Signore perchè nelle provvide sollecitudini della pubblica assistenza e della carità cristiana trovino conforto e sollievo alla perdita dei loro beni e delle loro case. Il Rettor Maggiore, come allo scoppio della guerra etiopica aveva profferto al Governo 200 posti per orfani nelle nostre Case, così fin dalle prime incursioni si affrettò a comunicare alle autorità ch'egli era disposto ad accoglierne quanti gli fosse possibile.

Volle poi offrire a tutti coloro che vennero trattenuti in città per dovere o per necessità di lavoro o per impossibilità di sfollamento un aiuto spirituale, facendo stampare e diffondere a migliaia di copie una devota preghiera alla Vergine Ausiliatrice, che teniamo anche a disposizione di chi desidera.

Il nostro Istituto di Valsalice prese subito ad ospitare, per le notti, nei dormitori lasciati liberi dagli allievi, quanti cittadini accorsero a rifugiarsi almeno per le ore di riposo. Gli Istituti vicini e lontani si prestarono pure generosamente a vantaggio dei profughi.

Di grande conforto ci giunse il ripetuto interessamento e la visita dell'Em.mo Cardinale Arcivescovo e quello delle altre autorità; soprattutto poi la paterna benedizione del Santo Padre Pio XII che, come ha consacrato tutto il suo ministero pastorale alla pacificazione dei popoli, così continua a prodigarsi per mitigare ovunque gli è possibile gli orrori della guerra e per salvare i popoli da sofferenze maggiori.

La visita del Principe Ereditario.

Ma una delicatissima sorpresa ci riservava S. A. R. il Principe Umberto che, la mattina del 19 dicembre, giungeva all'improvviso all'Oratorio per rendersi conto dei nostri danni e visitare la Basilica di Maria Ausiliatrice. Non c'erano le centinaia dei nostri giovani a fargli le tradizionali festose accoglienze; ma un gruppetto di orfanelli rimasti con noi all'ombra del Santuario gli disse il grazie per tutti. Il Rettor Maggiore ed il Direttore dell'Oratorio l'accompagnarono fino alla zona più sinistrata informandolo minutamente. Visitò anche la Cappella delle Reliquie, accanto ai nostri rifugi,. ammirando specialmente le Reliquie dei Beati di Casa Savoia, e sostò devotamente in Basilica mentre si celebravano le nozze di un giovane ufficiale. Al termine della funzione, volle felicitare personalmente gli sposi, lasciando loro un pio ricordo preparato dal Rettor Maggiore. Percorso quindi il sacro tempio per rilevarne l'ampliamento e la decorazione, prese congedo dal Rettor Maggiore colle più cordiali espressioni di bontà.

Il Santo Natale.

In tanta tristezza di condizioni ci siamo preparati alla festa del Santo Natale con fervore di raccoglimento e più intensa preghiera. Una pia lettura sostituì la consueta predicazione della novena.

Il 22, ci stringemmo attorno al nostro prof. Don Alberto Caviglia che celebrò all'altare di Don Bosco la sua Messa d'Oro.

Il 23 dicembre, facemmo un cuor solo coi Figli di Sant'Ignazio che gradirono l'offerta della nostra Basilica pel solenne funerale di suffragio all'anima eletta del loro Preposito generale P. Wladimiro Ledóchowski, essendo sinistrata la loro chiesa dei Santi Martiri.

La vigilia, ascoltammo l'augusto messaggio del Santo Padre, interrotto dall'allarme, e, alle ore 16,3o, assistemmo tutti alla Messa celebrata dal Rettor Maggiore all'altare dell'Ausiliatrice. Numerosi fedeli accorsi anche dalle zone di sfollamento resero più suggestiva la cara funzione con una pietà e divozione veramente sentita.

Il giorno di Natale potemmo seguire l'orario delle feste e sentirci confortare da un'affluenza inaspettata alle sacre funzioni ed ai Sacramenti. Oh, come scese al cuore la voce della Liturgia che rispondeva così divinamente ai palpiti di tutti i cuori!

Il più grande sacrificio.

La sera, al termine delle orazioni, si fece innanzi il Rettor Maggiore per darci la buona notte e prepararci al più grande sacrificio. L'indiscriminata azione dell'arma aerea, l'abbattimento di altre chiese, gli incendi diffusi in varie parti dell'Oratorio, i 27 spezzoni caduti sulla stessa Basilica e le bombe sui dormitori degli studenti avevano ormai deciso i Superiori ad ascoltare gli autorevoli consigli venuti da personaggi eminenti ed a trasportare al Colle natio la salma del nostro Santo Fondatore Don Bosco e le reliquie della Beata Mazzarello e del Venerabile Domenico Savio. È facile immaginare la nostra emozione! Uno dopo l'altro passammo a deporre all'altare del Santo un'ultima preghiera e sentimmo allora nel cuore che come noi facevamo il sacrificio di privarci di sì preziosi tesori per assicurarne la conservazione, così il buon Padre, la Beata Mazzarello e l'Angelico Giovinetto avrebbero mantenuto ed accresciuto la tutela della Casa-madre e delle nostre vite. L'indomani mattina il Rettor Maggiore celebrò all'altare del Santo e distribuì la Comunione ai

Confratelli ed alle Figlie di Maria Ausiliatrice accorse dalla Casa Generalizia; poi le sacre Spoglie e le care Reliquie, collocate su apposito furgone e scortate dal Rettor Maggiore e dai Superiori, partirono per Castelnuovo e raggiunsero il Colle e la Casetta natia del Santo ove Superiori ed alunni dell'annesso Istituto Bernardi Semeria le accolsero con ineffabile gioia ed affettuosa venerazione per custodirle fino al termine della guerra quando le riporteremo in trionfo alla Basilica di Maria Ausiliatrice centro e cuore di tutta la Famiglia Salesiana.

Sull'altare del Santo e su quello della Beata rimasero, pegno di protezione ed arra di celesti favori, due Reliquie delle più preziose. Maria Ausiliatrice dall'alto del suo altare, apprezzando il gesto di pietà filiale, distese più ampio su tutti il suo manto materno.

La confidenza nel Divin Salvatore si accese più viva e ci dispose a finire cristianamente l'anno tormentoso che dovrebbe preparare l'alba di tempi migliori. Lo coronammo col canto del Te Deum; il Rettor Maggiore ci impartì la Benedizione Eucaristica e ci diede la strenna tradizionale sublimata nella speranza cristiana.

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del -Sommo Pontefice, possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Uniore dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI GENNAIO ANCHE:

Il giorno 1 - Circoncisione di N. S. G. C. Il giorno 2 - SS. Nome di Gesù. Il giorno 6 - Epifania.

Il giorno 18 - Cattedra di S Pietro in Roma. Il giorno 23 - Sposalizio della B. Vergine. Il giorno 25 - Conversione di S. Paolo. Il giorno 29 - S. Francesco di Sales.

IN FAMIGLIA

Torino - La " Stella al Merito " al M° Mattey.

Abbiamo appreso con piacere che in occasione del suo cinquantesimo concerto di organo e pianoforte, l'illustre Maestro Comm. Ulisse Mattey è stato insignito della Stella d'argento al merito della Scuola.

L'alta distinzione, che si conferisce ai benemeriti della diffusione ed elevazione della cultura e dell'educazione nazionale, è ben giusto riconoscimento del prezioso contributo da lui apportato con tanta passione e valentia. E noi; che tante volte godiamo nella Basilica di Maria Ausiliatrice delle sue mirabili esecuzioni, ce ne rallegriamo vivamente formulando i più fervidi voti per un ancor lungo e fecondo magistero.

Casanova di Carmagnola - Mostra Catechistica.

Se ne sono fatte delle Mostre Catechistiche da che il nostro Rettor Maggiore ha lanciato l'appello per la « Crociata Catechistica». Ma una delle più geniali e delle più complete è certamente quella del Noviziato delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Casanova di Carmagnola. I grandi quadri murali che tappezzano le pareti delle varie sezioni non si limitano ai soliti disegni; ma, densi di schemi, di riassunti, di dati e di date, offrono in sintesi meravigliose tutto il programma di cultura religiosa che deve costituire il patrimonio degli insegnanti e delle insegnanti di Catechismo.

Sotto l'ispirazione del loro cappellano e la direzione delle superiore, le intelligenti e pazienti novizie hanno saputo selezionare, sunteggiare e coordinare con criterio pratico il vastissimo materiale delle singole parti - Dogma, Morale, Grazia e Liturgia - in un'armonia di illustrazione e di documentazione veramente ammirabile.

Evidentemente esse ebbero di mira di rendere il miglior servigio alle Catechiste. E vi sono riuscite in modo che chi percorre le varie gallerie può ripassare a colpo d'occhio e fissarsi in mente tutto il programma, dal Catechismo alla Storia Sacra ed alla Storia Ecclesiastica. La prima sezione è uno sprone alla Crociata Catechistica, con illustrazioni, documenti ed esortazioni autorevoli. La seconda ha per oggetto la preparazione intellettuale degli insegnanti e delle insegnanti di Catechismo. E prospetta anzitutto un riassunto della Storia dell'Antico Testamento - dalla creazione del mondo alla pienezza dei tempi - coi simboli e le figure di N. S. Gesù Cristo e di Maria SS. egregiamente ritratti in appositi cartelloni.

Del Nuovo Testamento c'è una specificazione e documentazione ancor più minuta ed abbondante. Spiccano ai quattro angoli i simboli degli Evangelisti. Il cartellone centrale rappresenta, con illustrazioni e scritte, i tratti più salienti della vita di Gesù, la sua missione, la sua dottrina, i suoi miracoli e le sue profezie, citando i testi colla massima fedeltà e precisione. Bellissime le illustrazioni ed i commenti delle parabole e dell'Orazione domenicale. Seguono le « Lettere degli Apostoli » con indicazione dell'argomento generale. Interessante il grafico che illustra il Metodo catechistico del Vangelo, il Sistema preventivo di Don Bosco, l'organizzazione dell'Azione Cattolica e la missione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, coi dati statistici più recenti.

Come pure il cartellone seguente, di metri 3,90 X 1,8o, dedicato alla cultura missionaria, con specificazione degli scismi e delle eresie, degli errori delle false religioni, statistiche del mondo cristiano e mondo infedele, delle missioni cattoliche in generale, ed in particolare delle missioni salesiane e di quelle delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Segue un accurato riassunto della Storia Ecclesiastica dalla fondazione della Chiesa ai giorni nostri.

Corona la sezione dedicata alla preparazione intellettuale, l'ampio cartellone col riassunto schematico della Liturgia sullo sfondo di una pianta di basilica romana. Culto, storia e disciplina, realtà e simbolismo, tutto è illustrato colla massima cura.

La terza sezione è dedicata alla formazione morale degli insegnanti e delle insegnanti di Catechismo. Attira subito il grafico illustrativo delle risorse naturali, intellettuali e volitive; analisi dei temperamenti e dei caratteri; profilassi e terapia; studi psicologici individuali, ecc. Vorremmo disporre di spazio per riprodurre tutte le fotografie che documentano la genialità delle illustrazioni escogitate per ritrarre i diversi caratteri e temperamenti.

Segue il cartellone con grafici ed illustrazioni del monte della perfezione, con saggia discrezione ed indicazione delle risorse ascetiche naturali e soprannaturali, fino alle principali divozioni, eucaristica e mariana.

Corona questa sezione un cartellone che prospetta i mezzi di addestramento per la formazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice all'apostolato della pietà. Il noviziato vi è rappresentato come un mistico alveare in cui operano attivamente i diversi circoli spirituali. La quarta sezione è dedicata alla preparazione didattica. « La Catechista Figlia di Maria Ausiliatrice - si legge nel testo esplicativo - dopo aver ammirato e compreso l'eccellenza del Catechismo, dopo aver imparato a gustarne le intime profonde bellezze mediante un'accurata preparazione intellettuale ed un saggio indirizzo morale, se ha cercato di fare di questa scienza divina la vita della sua vita, assimilando la misura abbondante, deve sentirsi necessariamente spinta a trasmettere questa vitalità, non soltanto alle anime che la circondano, ma particolarmente a quelle che le saranno affidate nella nobile missione di catechista che l'attende ». Ecco quindi nella quarta sezione la guida per la sua didattica: con suddivisione del programma, criterio di disciplina, consigli disciplinari e norme pedagogiche, prospetti di lezioni per diverse classi, sussidi didattici, cenni, sulla organizzazione catechistica nelle diocesi e nelle parrocchie, schema per la celebrazione della « Festa della Dottrina Cristiana ». A coordinamento e sintesi delle nozioni apprese dallo studio del Catechismo, l'ultima sezione presenta l'albero simbolico della vita cristiana. L'ispirazione è tolta dal Vangelo: « Il Regno di Dio è simile ad un granello di senapa che un uomo seminò nel suo orto; e crebbe tanto che diventò un albero, e gli uccelli del cielo fecero il loro nido fra i suoi rami » (Luc., XIII, 59).

Le radici rappresentano la Fede attiva; il tronco la Carità vincolo di perfezione; i rami, i doni dello Spirito Santo. La linfa della Grazia sviluppa le virtù, rappresentate dai fiori e dai frutti. Gli uccelli raffigurano i santi. Ad ogni dono dello Spirito Santo corrisponde una Beatitudine evangelica. Le didascalie indicano i mezzi pratici per vivere appieno la vita dei figli di Dio.

Come si vede, anche solo da questi brevi cenni, la Mostra è stata concepita con un concetto organico, tutt'altro che superficiale; ed ha importato studio e lavoro di ricerca, di interpretazione e di riproduzione da impegnare per parecchi mesi la perizia delle ferventi novizie. Quantunque fuori mano e colla scarsità di mezzi di comunicazione, fu oggetto di visite numerose e continua a raccogliere il plauso e l'ammirazione di tutti.

Forlì - Il ritorno dei Salesiani.

Dopo averne lungamente auspicato il ritorno - scrisse « L'Osservatore Romano » - grazie ai sacrifici e alla ferma attività esercitata da S. E. Mons. Rolla Vescovo diocesano, il giorno 7 ottobre, festa del Santo Rosario sono giunti a Forlì i Salesiani ai quali l'ottimo Pastore affidò la chiesa parrocchiale di San Biagio, una delle chiese più antiche ove sono memorie storiche e artistiche tra cui la cupola del Melozzo e l'Immacolata del Guido Reni.

La domenica successiva i Salesiani presero possesso del Beneficio parrocchiale e del vicino Oratorio e Istituto San Luigi con una funzione alla quale intervennero il Vicario generale, il Cancelliere di Curia, l'ex Parroco e il Canonico Morgagni che con tanto zelo diffuse il culto a S. Giovanni Bosco.

Al rito erano presenti tutte le Associazioni cattoliche della parrocchia, parrocchiani e rappresentanze degli Istituti femminili che pure in parrocchia sono numerosi.

Parlarono il Vicario generale che manifestò la letizia del Vescovo e dei forlivesi per avere l'Opera Salesiana a Forlì e il nuovo Parroco Don Pietro Garbin il quale ringraziò tutti per la cordialità dell'accoglienza fatta ai Figli di D. Bosco.

La giornata segnò una data memorabile per la città. Un vero plebiscito d'entusiasmo popolare dimostrò l'affetto dei forlivesi per i Salesiani i quali si misero subito al lavoro riaprendo l'Oratorio San Luigi per accogliervi i giovanetti nelle ore libere della scuola.

L'Oratorio S. Luigi ha una storia interessante che rileviamo dal Bollettino del Santuario della «Madonna del Fuoco ».

D. Bosco, di passaggio a Forlì in una delle visite a Faenza, aveva celebrata la Messa all'altare della taumaturga imagine, accendendo in qualche cuore la fiamma dell'apostolato per la cristiana educazione della gioventù.

Primo apostolo, possiamo dire, fu Monsignor Federico Foschi, vescovo di Cervia, il quale, chiamato nel 1887 a predicare un piccolo ritiro per preparare i bambini di S. Mercuriale alla Prima Comunione, come frutto della predicazione, volle istituire la Congregazione di S. Luigi, che si inaugurò nella festa del Santo, la domenica 26 giugno, affidata alla direzione del Can. Teol. Vincenzo Scozzoli, da poco ritornato dagli studi di Roma. La Congregazione doveva avere scopo morale e ricreativo: Messa, Sacramenti, buona condotta, ricreazione nel vasto cortile di S. Mercuriale, che allora comprendeva tutta la piazza XX Settembre, recite nel corridoio della Ca nonica convertito in teatrino, ed inaugurato nel carnevale del 1888.

Nel 1891 la Congregazione di S. Luigi aumentò la sua attività con la scuola di canto e di banda e due anni dopo, acquistate le prime tre case di via Mattioli, gettò le basi dell'Istituto S. Luigi inaugurato il 29 giugno 1893.

Sotto l'impulso del Parroco D. Nicola Cicognani l'Istituto S. Luigi sviluppò a poco a poco una serie di iniziative, fra le quali importantissima la Tipo-litografia inaugurata nel 1897. All'Oratorio aggiunse poi varie scuole professionali, la Soc. Operaia di M. S., il Ritrovo sociale Melozzo, l'opera dei rifiuti ed un segretariato che si impersonava nel Can. Saccomandi.

Il desiderio di assicurare la continuità di tante provvide iniziative consigliò allora di affidarle ai Salesiani. Ma i confratelli inviati non vi poterono rimanere per mancanza di quell'autonomia richiesta da una Congregazione religiosa e presto si dovettero ritirare.

L'ammirazione e la divozione a D. Bosco suscitarono però altre opere parallele all'Istituto S. Luigi, che a lui si intitolarono: associazioni, biblioteca, teatrino, Asilo, nella Parrocchia di San Giovanni in Vico, per lo zelo del parroco Don Tomaso Morgagni.

Contemporaneamente i Filippini tentarono di provvedere più adeguatamente alla gioventù studiosa aprendo un collegio nel palazzo Orselli. Ma, cessata da qualche anno la loro attività, la gioventù cittadina sentiva urgente bisogno di cura, ed il nostro Rcttor Maggiore rispose ben volentieri all'invito di S. E. Monsignor Vescovo. Il Signore benedica l'opera dei nostri Confratelli.

LETTERA DI DON GIULIVO Al GIOVANI

Carissimi,

avete udito il messaggio del Papa, la vigilia dello scorso Natale ? Era il quarto messaggio natalizio che rompeva per un istante il turbine della guerra per trasmettere la voce del Vicario di Colui che è « Via, Verità e Vita »: Nostro Signore Gesù Cristo, Principe della Pace. E richiamava tutto il inondo al programma natalizio diffuso dagli Angeli sulla Grotta di Betlemme: « Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà ». Ma, mentre le altre volte si limitava a parlare ai governanti ed ai popoli in generale per infondere sentimenti di intesa, di rispetto, di giustizia, di amore e di pace atti a risolvere il mondiale conflitto, questa volta aveva una parola speciale anche per voi: parola piena di buon senso e di affetto paterno. Eccola:

« E proprio a voi, giovani, inclini a volgere le spalle al passato e rivolgere al futuro l'occhio delle aspirazioni e speranze, diciamo, mossi da vivo amore e da paterna sollecitudine: speranza e audacia da sè non bastano, se non siano, come bisogna, posti al servizio del bene e di una bandiera immacolata. Vano è l'agitarsi, l'affaticarsi, l'affannarsi senza riposarsi in Dio e nella sua legge eterna. Conviene che siate animati dal convincimento di combattere per la verità e di farle dedizione delle vostre simpatie ed energie, degli aneliti e dei sacrifici; di combattere per le eterne leggi di Dio, per la dignità della persona umana e per il conseguimento dei suoi fini »

È un gran monito, miei cari giovani, che può risparmiarvi esaltazioni e disorientamenti pericolosi, a rischio di sciupare la vostre energie migliori in avventure fantastiche od in imprese sconsigliate o, Dio non voglia, disoneste. L'ideale della verità, dalla bandiera immacolata, voi sapete che è racchiuso nel trinomio: Dio - Famiglia e Patria. Trinomio che fissa l'ordine, il grado e le proporzioni dei nostri doveri. Mettete adunque la vostra giovinezza anzitutto al servizio di Dio coll'osservanza dei divini Comandamenti e saprete servire come si deve anche la Famiglia e la Patria quando occorra, senza far torto a nessuno, anzi facendo il maggior bene a tutti. E siate devoti di Don Bosco che sa educarvi all'altissimo ideale.

Lo scorso aprile, un Generale visitando una nostra posizione avanzata, nella tenda di un exallievo trovò esposta un'immagine di Don Bosco, e domandò: - Chi è quel divoto di Don Bosco? - L'exallievo, scattato sull'attenti , rispose: - Divoti lo siamo tutti di Don Bosco, signor Generale. - Il Generale ne provò una vera soddisfazione ed uscì esclamando: - Bravi, bravi i miei soldati! - Questo bravi tocchi anche a voi sempre e dappertutto: , in chiesa, in casa, in scuola e nell'officina e vi sproni a prepararvi degnamente al compimento della missione cui la Provvidenza vi chiama nella vita sociale.

Ve lo augura di gran cuore, all'inizio dell'anno che preghiamo ponga fine a tante sofferenze, il vostro aff.mo

DON GIULIVO.

La morte del Rev.m° P. WLADIMIRO LEDÓCHOWSKI

Preposito generale della Compagia di Gesù, † a Roma, il 13-XII-1942, a 76 anni.

Grave lutto per la Compagnia e per tutta la Chiesa Cattolica, la morte del Rev.mo P. Wladimiro Ledóchowski ebbe un'eco profonda nella nostra famiglia, legata all'Ordine da secolare vincolo di gratitudine ed alla persona del compianto Preposito Generale da sentita venerazione. Discendente da una delle più illustri casate della Polonia Cattolica, che diede alla Patria valorosi condottieri ed alla Chiesa intrepidi apostoli ed eroici confessori, compì gli studi letterari nel collegio Teresiano di Vienna, fungendo spesso da paggio d'onore alla Corte Imperiale. Iscrittosi poscia alla Facoltà giuridica dell'Ateneo della Capitale, non esitò a seguire la voce di Gesù che lo chiamava alla vita ecclesiastica e religiosa. Dal seminario di Tarnovia (Polonia) raggiunse quindi nel 1887 l'alma città di Roma e nel Collegio Germanico si preparò alla laurea in filosofia che conseguì alla Pontificia Università Gregoriana, mentre la sua vocazione si orientava decisamente verso la Compagnia di Gesù. Venne ordinato sacerdote in Cracovia il 10 giugno del 1894. La sua attività nella Compagnia fu dapprima impegnata nel campo della cultura; ma ben presto venne assunto a cariche di responsabilità colla direzione del Collegio di Cracovia ed il governo della Provincia polacca. Designato nel 1906 ad Assistente ossia Consultore generale per le provincie di lingua germanica e slava, nonchè pel Belgio e per l'Olanda, rimase per otto anni a fianco del Generale P. Wernz finchè nel 1915 ne raccolse la spirituale eredità. Rifulsero allora in pieno le doti eccezionali e le virtù eminenti che l'avevano accreditato alle successive elevazioni. La pietà e gli studi, l'apostolato e le missioni, la vita interna della Compagnia e la sua influenza in tutti campi, assursero a tal fervore che l'Ordine, tra le due guerre mondiali, rivisse la fecondità e gli eroismi dei secoli migliori attrezzandosi e potenziandosi alle esigenze dei nuovi tempi con criteri e risorse spirituali d'inestimabile valore. Le Case giunsero al numero di 1500; le Provincie da 27 salirono ad una cinquantina; i membri da 16.946, a quasi 27.000; le missioni a 45 con circa 4.000 missionari; le Università erette nelle principali nazioni assicurarono all'Ordine primati letterari e scientifici universalmente riconosciuti. La specializzazione ascetica e l'efficacia formativa sublimò una falange di figli alle vette della santità ed alla gloria del martirio.

Noi, ancor sotto la viva impressione della sua spiccata spiritualità, del suo talento di governo e dello zelo del suo apostolato, ricordiamo con particolare emozione ed imperitura riconoscenza i tratti di paterna benevolenza che egli prodigò alla Famiglia salesiana in tante circostanze specialmente nelle tappe della causa di Canonizzazione del nostro Santo Padre Don Bosco e nelle recenti celebrazioni del quarto Centenario della Compagnia. Quando il venerando Padre lesse anche a nome del nostro Rettor Maggiore l'indirizzo di omaggio al Santo Padre Pio XI per la promulgazione del decreto De Tuto che associava Don Bosco ai Martiri della Compagnia, egli fece quest'altissimo elogio del nostro santo Fondatore: « Si tratta di uno di quegli uomini veramente provvidenziali, che fanno epoca nella storia della Chiesa e dell'umanità; uno di quegli uomini che Dio nella sua misericordia suscita di tanto in tanto, ma con quella sapiente parsimonia che li fa tanto più apprezzare quanto più son rari: uno di quegli uomini di cui si può dire con verità che in omnem terram exivit sonus eorum et in fines orbis terrae verba eorum ».

Pensiamo pertanto che a quest'ora Don Bosco l'abbia già festeggiato di accoglienze in Cielo ed i nostri suffragi per l'anima eletta si fondono in un palpito d'invocazione.

DALLE NOSTRE MISSIONI

ASSAM (India) Amatissimo sig. Rettor Maggiore,

son lieto di potervi inviare qualche nostra notizia. Ogni residenza missionaria dell'Assam ha ancora due missionari che continuano a lavorare pel regno di Dio. Avrete ricevuto, a quest'ora, io spero, qualche lettera dai nostri confratelli che hanno dovuto lasciare l'Assam per un'altra città molto lontana di qui. Essi stanno bene ed i chierici continuano a studiare teologia. Fu un gran colpo per noi; ma l'Assam è ormai troppo vicino alla zona di guerra. Don Comba, D. Igino Ricaldone, D. Giacomello, D. Tonello, D. Hauber, due sacerdoti Khassi, D. Bonomi con parecchi giovani chierici son qui con me a Shillong. La nostra Scuola « Don Bosco » conta 120 orfani e Don Igino lavora assai. Continuiamo la costruzione della cattedrale; i lavori procedono lentamente, ma ininterrottamente sotto la direzione di Mantarro e Casagrande. L'Ispettore D. Huguet sta bene e tornando da Madras e da Tirupattur ci ha portato buone notizie di tutti.

Gradite, amatissimo Padre, i miei più affettuosi ossequi e quelli devotissimi di tutti i nostri missionari. Aff.mo in G. C.

STEFANO FERRANDO, Vescovo di Shillong. Shillong, 10 ottobre 1942.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

S. E. Rev.ma Mons. DANTE MUNERATI, Vescovo di Volterra, da Bagnolo S. Vito (Mantova) † a Volterra, il 20-XII-1942 a 73 anni.

Proprio nell'anniversario della sua elezione all'Episcopato, 20-XII-1923, rendeva la sua bell'anima a Dio il dotto e zelantissimo Figlio di Don Bosco che, dopo aver trascorso la sua giovinezza sacerdotale nell'insegnamento delle scienze sacre e specialmente del Diritto Canonico nei nostri istituti Teologici, era successo a Mons. Marenco nella direzione della nostra procura generale a Roma disimpegnando con abilità e tatto la delicata missione fino alla sua elevazione alla Cattedra di Volterra.

Mente pronta, ingegno acuto, nobiltà e larghezza di cuore, ardente spirito di apostolato distinsero la sua attività in Congregazione ed il suo ministero pastorale nel governo della Diocesi che si cattivò subito colla cordialità e familiarità del suo tratto e colla giovialità- inalterabile del suo carattere. Pietà soda e senso pratico d'organizzazione guidarono il suo zelo illuminato sulla cattedra episcopale; l'amore a Don Bosco gli serbò fino all'ultimo quel sereno spirito salesiano che lo rese caro a tutti.

Sac. ATTILIO GARLASCHI, da Genova, † a Parma il 30-X-1942 a 76 anni.

Frequentando, giovinetto, il collegio di Varazze, si incontrò con D. Bosco e, attratto dal-fascino del Santo, si legò per sempre alla Società Salesiana portandovi il contributo di un fervido apostolato che ebbe come campo prediletto l'Oratorio festivo. Dall'Oratorio S. Giuseppe in Torino, passò infatti alla fondazione dell'Opera Salesiana in Palermo, quindi a Pisa ed a Fidenza, chiudendo la sua vita a Parma in una lenta e penosa malattia in cui rifulse la sua pietà e la sua rassegnazione, l'affetto dei suoi innumerevoli ex-allievi e la bontà di Dio che, fra le cure dei confratelli, gli consentì di celebrare la sua Messa d'Oro. Coltivò con amore la musica lasciando composizioni di ottima ispirazione salesiana. Ma la sua virtù caratteristica fu la dedizione eroica alla cristiana educazione della gioventù negli Oratori. In quest'opera egli si è proprio fatto tutto a tutti, prodigandosi fino al sacrificio con generosità e spirito sacerdotale esemplare.

Coad. BALESTRA GIUSEPPE, da Pacol di Zoldo Alto (Belluno), † a Torino-Oratorio, il 3XII-1942 a 74 anni.

Accolto all'Oratorio come libraio, appena ammesso alla Società Salesiana venne assunto dalla Segreteria del Capitolo Superiore ed addetto in particolare alla persona del primo successore di Don Bosco, il Servo di Dio Don Michele Rua, che l'ebbe carissimo pel candore della sua bell'anima semplice, umile, modesta, fervente di pietà e di spirito religioso, fedele fino allo scrupolo ai suoi doveri.

Alla scuola di Don Rua, che impersonava fino alla trasparenza la santità salesiana di Don Bosco, il « fido Balestra » crebbe a quell'unione con Dio, a quell'amore al lavoro, a quella prudenza e discrezione di parola e di tratto, a quella serenità abituale e generosa dedizione di se agli altri, che rifulsero come una caratteristica della perfezione cui egli tendeva giorno per giorno con inalterabile fervore e costante progresso. Ed anche la morte, che infuriava in quelle notti su Torino coll'uragano delle incursioni, parve rispettare la metodica regolarità della sua vita esemplare, cogliendolo mentre egli scendeva di buon'ora, come al solito, pel servizio della Santa Messa, e lasciandogli il tempo giusto per l'amministrazione dell'Estrema Unzione e la raccomandazione dell'anima. Il dolore per la sua dipartita fu confortato dall'umanime impressione della morte di un santo.

Sac. DE-VENZ SEBASTIANO, da Fonzaso (Belluno), † a Cuorgnè Canavese il 20-XI-1942 a 65 anni.

Oltre l'insegnamento ed il sacro ministero, coltivò con distinte attitudini anche la musica ed il canto sacro nelle nostre Case; e svolse un particolare fervido apostolato per favorire le vocazioni religiose suscitate dal Signore nel suo paese natio.

Coad. NARDOTTO ANGELO, da Nove (Vicenza), † a Verona il 22-X-1942 a 66 anni.

La bontà dell'animo sereno e mite e la fedeltà allo spirito di Don Bosco resero cara e preziosa la sua attività salesiana, generosa soprattutto nella cura dei giovani ammalati.

Cooperatori defunti:

S. E. Mons. GIOVANNI OBERTI, Vescovo di Saluzzo, † il 23-XI-1942 ad 80 anni.

Entrato giovanissimo nella Congregazione degli Scolopi, consacrò la sua giovinezza sacerdotale all'educazione della gioventù cattivandosi crescente stima nella direzione di importanti collegi dell'Ordine. Nominato Vescovo di Saluzzo, prodigò alla diocesi il suo zelo pastorale per quasi 40 anni con ammirabile pietà, prudenza e bontà, che impressero alla vita religiosa del clero e dei fedeli fervido incremento. Benedisse, sostenne e promosse la diffusione dell'Opera nostra e caldeggiò e favorì soprattutto la fondazione dell'Oratorio Don Bosco per la cura dei giovani della città.

S. E. Rev.ma Mons. LORENZO DELPONTE, Vescovo di Acqui, † il 17-XII-1942 a 77 anni.

Da 16 anni sedeva sulla Cattedra di S. Guido reggendo la Diocesi con pietà, prudenza e saggezza, dopo aver dispiegato tanto zelo nella sua parrocchia di Castel-Boglione e come Vicario generale ed ausiliare del venerando Mons. Disma Marchese. Lavoratore indefesso ed instancabile, insigne canonista, profondo teologo, versatissimo nella S. Scrittura, impresse al suo ministero pastorale un carattere organizzativo e costruttivo che protenderà i suoi frutti anche per l'avvenire. Noi ricordiamo particolarmente il suo affetto all'Opera salesiana, la sua divozione a Don Bosco e la sua paterna assistenza all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice che crebbe nella sua Diocesi e vi conservò la Casa Generalizia fino a pochi anni or sono. Prodigò tutte le sue cure al processo di beatificazione di Madre Mazzarello e ne cantò le glorie anche dal pulpito della Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino con ammirabile unzione e venerazione.

Mons. Cav. ANTONIO GIOIA, † ad Ancona ad 80 anni - Direttore diocesano dei Cooperatori.

Sacerdote secondo il cuore di Dio, visse tutto per gli altri prodigandosi nel sacro ministero e nell'esercizio della carità verso i poveri fino a spogliarsi di tutto e disporre anche nel suo testamento che se all'atto della morte gli si fosse trovato qualche soldo fosse tosto devoluto ai poveri. Decano dei parroci rifulgeva di uno zelo fervido ed illuminato nell'organizzazione dell'Azione Cattolica, nella cura della gioventù e della buona stampa. Decurione e poi direttore diocesano dei Cooperatori, fin dall'ingresso dei Salesiani in Ancona fu al loro fianco incoraggiando, sostenendo, cooperando in tutti i modi con vivo affetto a Don Bosco e con generosità pari al suo gran cuore.

Can. Dott. Comm. SANTE GANGARELLI, † a Caltanissetta il 3-VI-1942.

Professore e rettore del Seminario diocesano, profuse le sue belle doti di mente e di cuore soprattutto nella formazione degli alunni del Santuario. Ma estese pure il suo apostolato di carità e di zelo alle organizzazioni cattoliche e patriottiche, confortando colle sue cure in modo speciale gli orfani dell'altra guerra. Fervente Cooperatore diffuse la divozione a Maria Ausiliatrice ed a-S. Giovanni Bosco nella sua chiesa di S. Sebastiano e spirò dando ai fedeli nel suo testamento l'arrivederci in Paradiso con Maria Ausiliatrice.

Dott. ENRICO RAMONDO, † a Torino il 25-XI-1942 u. s. a 78 anni.

Tornato a Dio dopo un periodo di crisi religiosa, si diede con tutta l'anima alla pratica della vita cristiana elevando anche l'esercizio della sua professione a fervido apostolato di fede e di carità. Anche in morte volle beneficare l'Opera di Don Bosco con generosità pari all'affetto ed alla divozione che nutriva pel Santo. Fissò nel suo testamento funerali modestissimi, assolutamente senza fiori, e sepoltura nel campo comune, pregando a devolvere oblazioni alle Conferenze di S. Vincenzo pei poveri. Prima di esprimere le sue ultime volontà, rese particolari grazie al Signore per averlo atteso « pazientemente per tanto tempo, con sempre aperte le sue misericordiose braccia ».

Cav. ATTENNI GUGLIELMO, † a Genzano di Roma.

Affezionatissimo all'Opera Salesiana della sua città, insieme col fratello Celso, pur'esso defunto, aiutò sempre con generosità i Figli di Don Bosco, soprattutto a vantaggio dell'Oratorio festivo.

Dott. Cav. TACCONE GIUSEPPE, † a Cassine (Alessandria), il 24-X u. s. ad 83 anni.

Medico chirurgo molto apprezzato, fervente cristiano ed affezionato nostro Cooperatore, nominò erede di ogni sua sostanza l'Istituto Salesiano per le Missioni.

CARUSO CARMELA FURNARI, † a Catania il 24-X-1942 a 4o anni.

Donna di profonda pietà e di grande carità, si è spenta quasi improvvisamente, munita dei conforti religiosi, nel giorno dedicato alla commemorazione mensile di Maria SS. Ausiliatrice, di cui fu tanto divota.

Insigne Cooperatrice Salesiana si prodigò sempre generosamente per l'Opera Salesiana e per la diffusione della devozione a S. Giovanni Bosco.

Cav. MAGGIOR GIOVANNI BRESSI, † a Torino il 19-X-1942.

Coscienza profondamente cristiana, cuore aperto alla bontà ed alla beneficenza, resero veramente preziosa la sua Cooperazione salesiana che dispiegò, specialmente come Sindaco della « Valdocco », a favore delle nostre Case.

Altri Cooperatori defunti:

Agliardi Giovanni, Vigolo (Bergamo) - Aguti Serafina, Sorisole (Bergamo) - Bandera Carlotta, Bretonico (Trento) - Bartoli D. Giuseppe, Farneto (Forlì) - Benedetti Amalia, Cavour (Torino) - Bolzoni D. Giuseppe, Parma - Bolzoni D. Lino, Parma - Bracchi Giovanni, Borgotaro (Parma) - Breviario Emilia, Bergamo - Bugari Marcellino, Spezia - Casadei D. Giuseppe, Rimini (Forlì) - Cordini Clotilde, Rovescala (Pavia) - De Rossi Antonio, Albignasego (Padova) - Fabbris D. Orazio, Sarsina (Forlì) - Fabrello Luigi, Fara (Vicenza) - Ferro Flavio, Calosso (Asti) - Folci Pietro, Lurago d'Erba (Como) - Fortunati Angelo, Erbusco (Brescia) - Fulvi Luigia, Pergola (Pesaro) - Gianotti Baronessa Olga, Torino - Iano Domenica, Torino - Massa Francesca, Porto d'Ascoli (Ascoli Piceno) - Medri D. Sante, S. Martino Villafranca (Forlì) - Miliani Vittoria, Sigillo (Perugia) - Nicoli Barbara Gazzaniga (Bergamo) - Perozzi dott. Gaetano, Vicenza - Pessotto Battista, Gajarine (Treviso) - Piacentini Bianca, Casaletto (Cremona) - Raffi Basilio, Samprugnano (Grosseto) - Regis D. Giuseppe Andorno Micca (Vercelli) - Sacchi Fulvio, Varese - Serafini Dr. Giuseppe, Fivizzano (Massa) - Testi Monsignor Luigi, Sarsina (Forlì) - Ubezio Luigi, Tornaco (Novara) Vescoz Oscar, Champoluc (Aosta) - Vincenti suor Maria, Massa e Cozzile (Pistoia) - Violante C.ssa Basiletti, Cellatica (Brescia) - Zurli Caterina, Langhirano (Parma).