Anno LXVII-N. 4 - 1° APRILE 1943 - XXI
SOMMARIO: L'attività Catechistica Salesiana ed i Cooperatori. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - Tesoro spirituale. - In famiglia: Italia, Boemia e Moravia, Spagna, Uruguay, Cirenaica, Amazoni, Congo Belga. - Dalle nostre Missioni: India, Mattogrosso. Giappone. - Madre Amelia di Meana. - Lettera di D. Giulivo. - Necrologio. - Crociata.
«Con pensiero veramente provvido la Chiesa Cattolica - custode e maestra della verità rivelata da Dio - per adempiere la sua santa missione, fin dall'inizio ritenne di dover impartire in forma catechistica e con il ministero di legittimi insegnanti la celeste sapienza necessaria per la salvezza eterna, allo scopo di formare gli uomini nella dottrina cristiana, specialmente fra la gioventù ed il popolo ».
Questa solenne dichiarazione con cui s'inizia il decreto della S. Congregazione del Concilio, emanato il 12 gennaio 1935 per promuovere più intensamente l'istruzione catechistica, corrisponde pienamente alla realtà. Gesù, venuto ad ammaestrarci nelle vie della salvezza, diede alla Chiesa l'incarico di ripetere a tutti gli uomini di tutti i tempi il suo insegnamento. E la Chiesa, fin dai suoi primordi, sentì il dovere ed il bisogno di impartirlo metodicamente per assicurargli l'efficacia formativa intesa dal Maestro. La storia dimostra come, attraverso le vicende dei secoli e nonostante le difficoltà di ogni genere, essa sia rimasta fedele alla sua missione divina, specialmente per l'opera indefessa dei Sommi Pontefici. E alla storia noi rimandiamo quanti desiderano documentazioni. Qui ci piace soltanto rilevare come la missione e l'opera di S. Giovanni Bosco si inseriscano mirabilmente nella luminosa tradizione che da Nostro Signore Gesù Cristo stesso giunge fino ai nostri giorni colla sua luce di verità e di vita. Altre volte abbiamo illustrato l'attività svolta dal nostro Santo in questo campo.
Le sue benemerenze sono state proclamate dinanzi al mondo intero dalla Chiesa che l'ha glorificato. Pio XI nelle stesse Lettere Decretali per la sua Canonizzazione l'ha definito principe degli educatori della gioventù moderna - novae iuventutis educator princeps - proprio per questa sua eccellenza nell'adeguare l'insegnamento catechistico alle esigenze della gioventù dei nostri tempi. Mentre nel discorso del 12 marzo 1930 l'aveva additato come « fulgido esempio della duplice carità » perchè, se egli aveva pensato «tanto con le sue mirabili fondazioni alla cura dei piccoli, dei fanciulli poveri ed abbandonati », non aveva tralasciato «di dedicarsi a tutta un'opera grandiosa di illuminazione delle menti e dì diffusione della verità, curando lo sviluppo di tali opere sante ».
Dopo 100 anni.
D. Bosco iniziò infatti la sua missione con una lezione di Catechismo; e tutte le opere che intraprese si potrebbero ridurre a concrete lezioni di Catechismo. È sempre viva e fresca dinanzi alla nostra mente quella pagina famosa delle sue Memorie, in cui egli racconta in maniera così semplice e suggestiva il suo incontro con Bartolomeo Garelli. Ma se ci domandiamo di quali sussidi potè servirsi il Santo in quella prima lezione, ci sentiamo risospingere alla semplicità del Vangelo. Egli si trovò solo, dinanzi ad un ragazzo ignorante, in un locale umile ed oscuro. Il sussidio essenziale era nel suo cuore sacerdo tale: una fede profonda e convinta, una volontà ardente di apostolato che sarebbe bastata ad escogitare col tempo i migliori sussidi.
Gettò così il seme che la Grazia di Dio fecondò e crebbe e dilatò in grande albero, rinnovando il prodigio della parabola evangelica.
A più di 100 anni di distanza noi rimiriamo sorpresi il meraviglioso progresso ottenuto in un secolo così lontano da Dio e tanto poco favorevole al soprannaturale. E per questo eleviamo con viva commozione l'inno del ringraziamento alla Bontà divina e alla Celeste Ausiliatrice che volle ispirare e sostenere l'apostolo da lei suscitato.
L'Opera Salesiana si è diffusa nel mondo con tale molteplicità di istituzioni e con tanta varietà di iniziative che si stenta a riconoscerla in germe nei suoi modestissimi inizi. Ma chi ne penetri lo spirito animatore non tarderà a constatare che nello zelo ardente del Fondatore e nella sua mente aperta ad ogni problema spirituale dei tempi moderni c'era già tutto il vasto programma che poi venne esplicando.
Il Catechismo rimase sempre il centro di gravitazione, l'elemento vitale insostituibile. Il campo allargato, i mezzi accresciuti, i sussidi moltiplicati, non fecero che accrescere la possibilità di dire alle anime, soprattutto dei giovani, la parola divina che illumina e vivifica.
L'Opera Salesiana non può essere concepita altrimenti: essa è una grandiosa, complessa attrezzatura per formare la gioventù al vero spirito cristiano e, temprandola al miglior servizio della società terrena, renderla degna della beatitudine eterna.
L'opera del nostro Rettor Maggiore.
I Successori di Don Bosco non han fatto che seguire le impronte del Padre. Basta leggere il volume pubblicato dall'attuale Rettor Maggiore(1) per misurarne le benemerenze. Noi siamo oggi addirittura nel pieno fervore di una Crociata alla quale il IV Successore, rev.mo Don Pietro Ricaldone, ha convogliato le più pratiche iniziative, ritenendo come la migliore celebrazione del Centenario Salesiano il ritorno al fervore delle origini con l'attrezzatura di un secolo di esperienze e di affermazioni. La sua parola fu stimolo efficace: « Nati alla vita religiosa col Catechismo e pel Catechismo - egli disse - noi dobbiamo e vogliamo trovarci sempre in prima fila quando si tratti di favorire e fomentare in tutti i modi questo movimento salutare ».
L'appello trovò la più larga rispondenza, non solo con iniziative occasionali, ma soprattutto con istituzioni permanenti destinate a mantenere nella sua efficacia un movimento che sarà sempre di prim'ordine per la salvezza dell'umanità. Ricordiamo l'istituzione dell'Ufficio Catechistico Centrale per organizzare l'attività salesiana nel campo dell'istruzione religiosa, e la recente fondazione della Libreria della Dottrina Cristiana sul colle che vide l'infanzia del Padre e che ora ne conserva il corpo glorioso. Dal Colle S. Giovanni Bosco di Castelnuovo si spargerà omai nel mondo tutta una serie di pubblicazioni destinate ad alimentare la grande Crociata.
La partecipazione dei Cooperatori.
In questa Crociata i Cooperatori hanno un campo vastissimo. Ed uno degli omaggi più significativi che essi potranno presentare al Rettor Maggiore nell'occasione solenne della sua Messa d'Oro, sarà la loro entusiastica e fattiva partecipazione. Il Bollettino di dicembre già lo propose come il terzo dono. Giova però rilevare che col concorso alla Crociata Catechistica i Cooperatori rispondono ad un apostolato ben definito dal loro programma. Infatti, secondo l'affermazione di D. Bosco, nel Regolamento della Pia Unione, « ai Cooperatori Salesiani si propone la stessa messe della Congregazione di S. Francesco di Sales ». Ed, anzitutto, « la carità verso i fanciulli pericolanti ». « Raccoglierli, istruirli nella Fede, avviarli alle sacre funzioni, consigliarli nei pericoli, condurli dove possono essere istruiti nella religione »: ecco la parte specifica che Don Bosco assegna ai Cooperatori nella missione catechistica affidata alla Società Salesiana.
Nè si deve dimenticare che la stessa Pia Unione dei Cooperatori Salesiani nacque dall'apostolato catechistico. Poichè il Santo la concepì e l'attuò in origine per associare i suoi primi catechisti, sacerdoti e laici che gli si prestavano per fare il Catechismo ai giovinetti degli Oratori aperti in Torino; poi per aggregarvi tutti coloro che colla preghiera, con offerte e con qualsiasi altro aiuto soccorressero e sostenessero le opere sue.
Praticamente, i nostri Cooperatori possono prestare per la Crociata Catechistica quella collaborazione che prestano alle altre attività dell'Opera Salesiana. La Crociata ha bisogno di essere sorretta coll'aiuto costante delle preghiere che impetrino abbondantemente la Grazia divina. E poi anche con quelle risorse finanziarie che sono indispensabili ad un'opera di propaganda.
Non abbiamo bisogno di insistere su questo, poichè sappiamo che i nostri Cooperatori ricordano quotidianamente nelle loro preghiere le varie necessità della Famiglia Salesiana e danno generosamente quel contributo di carità che le possibilità e le presenti circostanze loro permettono. Vorremmo invece brevemente accennare ad un'altra forma di cooperazione che risponde più direttamente al concetto di D. Bosco. Nel pensiero del Santo i Cooperatori sono Salesiani che vivono in mezzo al mondo. Ma, siccome ogni buon figlio di S. Giovanni Bosco deve essere un catechista nato, così ogni Cooperatore deve alimentare in sè questa fiamma di apostolato, deve sentire la passione per un'opera così nobile e così urgente.
Il Cooperatore Salesiano sarà quindi naturalmente catechista anzitutto nella sua famiglia e nell'ambiente in cui deve svolgere quotidianamente la sua attività. Quanta ignoranza religiosa si riscontra dappertutto, anche in ambienti tradizionalmente cristiani! E, per conseguenza, quanti errori e quante deviazioni che spesso importano gravi traviamenti morali ! Il Cooperatore cercherà di istruirsi sempre più profondamente nelle verità della fede e nella morale cristiana. Saprà così dare una spiegazione ai piccoli e potrà dire a tempo opportuno una parola ai grandi per richiamare alla loro mente quanto possono aver dimenticato. È un apostolato vario e multiforme, di cui si moltiplicano continuamente le occasioni. Se pensiamo allo zelo industrioso di S. Giovanni Bosco che fu catechista non solo nel suo oratorio, ma nei campi, nelle officine, sulle diligenze e sui treni, si apre anche per noi un campo sconfinato di lavoro fecondo e prezioso!
Allo zelo dei singoli, il coltivarlo.
Possono inoltre abilitarsi anche alla missione dell'insegnamento catechistico. In quante parrocchie e in quanti oratori si stenta a curare adeguatamente l'insegnamento religioso per mancanza di abili catechisti ? È una delle più gravi preoccupazioni dei pastori di anime. Ora, molti Cooperatori sono in grado di compiere quest'opera che è la più santa e la più meritoria ed anche la più squisitamente salesiana. Diano adunque volentieri il loro contributo, ogni volta che se ne presenterà l'occasione: si mettano a disposizione dei Vescovi e dei Parroci, delle pie istituzioni, per fare il Catechismo. Chi non fosse ancora in grado, ed avesse un po' di tempo libero può completare la propria cultura religiosa iscrivendosi ai corsi diocesani di abilitazione all'insegnamento del Catechismo e rendersi ben presto idoneo alla nobilissima missione.
Ci son tanti libri e riviste a disposizione! Riviste classiche di specialisti nell'apostolato Catechistico, come sono parecchie riviste diocesane e quelle dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Noi abbiamo Catechèsi (1), fondata per ispirazione del nostro venerato Rettor Maggiore, ed impostata fin dall'inizio sotto la direzione delle LL. EE. il compianto Monsignor Montalbetti, Arcivescovo di Reggio Calabria, e Mons. Norberto Perini, ora Arcivescovo di Fermo, nonchè del nostro Don Cojazzi, al pratico servizio degli insegnanti di Catechismo. In essa troveranno indicato anche un ampio assortimento di manuali e di sussidi catechistici.
" Chi assume l'incarico di Catechista è il migliore amico della Patria ".
È vero che oggi urgono altre gravi proeoccupazioni. Ma è pur sempre vero quello che scrisse Silvio Pellico, che: Chi assume l'incarico di catechista è il migliore amico della Patria e di Dio.
È se tanti trovano ancora denari e tempo da sprecare nei divertimenti, nei cinematografi e nelle gare e partite sportive, non troveranno i buoni ancor tempo e risorse per esercitare l'apostolato catechistico che deve salvare la povera società dal baratro spaventoso scavato dall'irreligiosità e dal materialismo ? Oh, quanti esempi potremmo cogliere dalla storia della Pia Unione per incoraggiare i volenterosi! Abbiamo ricordato altre volte quello che fecero i primi Cooperatori nell'Oratorio di S. Francesco di Sales.
In quasi tutti i nostri Oratori abbiamo tuttora generosi Cooperatori, molte volte anche ex allievi, che sacrificano parecchie ore delle feste e delle serate feriali per fare il Catechismo ai piccoli. In alcune nazioni si son fatti essi stessi iniziatori di corsi Catechistici e di Oratori.
Come nacque, per esempio, l'Oratorio festivo « Flores » di Buenos Aires in Argentina ? Un gruppo di Catechisti del nostro Oratorio S. Francesco di Sales della stessa città si misero d'accordo con l'impresario di un circo ambulante. Una tenda ed una baracca servirono di chiesa e di teatro. Il circo divenne palestra catechistica: le lezioni di catechismo, intramezzate da giochi di prestigio. Prepararono così più 200 prime Comunioni. Poi il circo levò le tende e lasciò il posto all'Oratorio che oggi accoglie circa 500 fanciulli.
Dall'Oratorio Salesiano di La Plata altri volenterosi organizzarono delle escursioni catechistiche nei dintorni con un sistema ed un successo meraviglioso. Un mese prima della data fissata, si recavano sul luogo determinato gli « Esploratori Don Bosco » colla banda musicale ad attrarre frotte di giovani grandi e piccoli. Un ex-allievo teneva un discorso annunciando una prossima grande festa con scelto programma e la presenza di un prelato. Affittata quindi una casetta o qualche stanza, due catechisti e due catechiste, Dame della Dottrina Cristiana, tornavano ogni sera a dar lezioni di Catechismo per preparare al Battesimo, alla Cresima, alla prima Comunione ed anche al Matrimonio quanti lo desideravano. Compiuta la preparazione, il Vescovo sotto una tenda celebrava la S. Messa ed amministrava i Sacramenti; la Filodrammatica chiudeva la giornata con scelte rappresentazioni. Il bene fu tanto, che a Tolosa nel malfamato rione delle « Mille Case» la Polizia, dopo un mese, si congratulava coi Catechisti perchè mai era passato tanto tempo senza qualche delitto. E per capire con che ragazzi avessero da fare, basta ricordare che il Vescovo che andò a compiere la funzione mentre raggiungeva la baracca-cappella vide due carabinieri che accompagnavano con le manette ai polsi un giovinetto ornato del nastro della prima Comunione. « Che cosa ha fatto ? » chiese al Maresciallo. « È un soggetto che conosciamo molto bene; - rispose questi - mentre gli altri pregavano ha dato un pugno ad un suo compagno, e siccome ne ha fatte tante lo conduciamo in prigione ».
Ma il giovane: « Si, voi ve ne approfittate perchè mi sono confessato e sono più buono. Se non avessi fatta la Confessione, vi avrei sfidato a portarmi in prigione: tra tutti non ci sareste mai riusciti! ». Era vero: non l'avevano mai potuto acciuffar prima e colsero quell'occasione in cui la Grazia di Dio lo aveva ammansito. Il Vescovo, naturalmente, si interpose perchè fosse subito lasciato libero e quel giovane divenne un onesto cittadino.
Abbiam tolto questi due esempi dalla cronaca della nostra opera in Argentina per dimostrare che l'apostolato Catechistico nelle forme più ingegnose è possibile dovunque, e dovunque porta frutti non solo di giusto orientamento religioso e morale, ma di elevazione civile e sociale.
Ci auguriamo quindi di gran cuore che i nostri Cooperatori ne traggano ispirazione e stimolo per prodigarvi la loro cooperazione.
Quando uscì il « Re dei libri » dalla S. E. I. molti genitori furono commossi dell'interesse suscitato nei loro bambini e si sentirono anch'essi attratti all'aggiornamento della loro cultura religiosa per poter rispondere adeguatamente alle mille domande dei piccoli. Ma soprattutto compresero che, rendendo ai figli l'alto servizio di aiutarli nella loro istruzione religiosa, essi convertivano il focolare domestico in santuario domestico e partecipavano così al ministero apostolico della Chiesa che ha il mandato di insegnare quelle verità cui è legata l'eterna salvezza: « Chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato ». Quanti poi hanno coscienza dei problemi sociali comprendono anche l'altissimo servizio che rende alla Società l'apostolato catechistico. Carlo Delcroix ha scritto: Una casa senza religione è più triste d'una mensa senza pane. Noi sappiamo che cosa sia una « mensa senza pane » e proviamo anche che cos'è un mondo senza religione. Ebbene, diamo al Rettor Maggiore il conforto di vedere i Cooperatori e le Cooperatrici sempre all'avanguardia quando si tratta di favorire l'insegnamento della santa Religione a cui è legato il trionfo della Fede e dello spirito cristiano nel mondo, la civiltà dei popoli, la salvezza delle anime.
Attenzione
Lo sfollamento delle grandi città ha portato alla dispersione di tante copie del nostro Bollettino. - Preghiamo pertanto vivamente i nostri Cooperatori: 1) ad indicarci con sollecitudine il nuovo indirizzo a cui desiderano che avviamo la spedizione; 2) a rinviarci le copie superflue e a precisare il numero strettamente necessario. - Fino al ritorno della normalità, sospenderemo l'invio nei paesi sinistrati quando non ci sia possibile aver garanzia del recapito.
(1) SAC. PIETRO RICALDONE, Oratorio Festivo - Catechismo - Formazione religiosa. L. 12,6o.
(1) Abbonamenti per l'anno 1943-XXI (Italia e Colonie):
Sostenitore: per un anno L. 20; per un semestre L. 10 - Ordinario: per un anno
L. 15; per un semestre L. 8 - Di favore: per un anno L, 12; per un semestre L.
6.
NB. - L'abbonamento di favore è concesso a chi invia almeno cinque abbonamenti;
anche se a indirizzi differenti
Direzione e Amministrazione: UFFICIO CATECHISTICO CENTRALE SALESIANO, Via
Cottolengo, 32 - Torino (109).
La cronaca del mese di febbraio non ha registrato altri importanti avvenimenti oltre quelli già accennati nel Bollettino di marzo.
Ma la serie delle incursioni ci ha purtroppo recati altri gravi danni. La sera del giorno 4, eravamo appena in camera per prendere riposo, quando, alle 21,20, straziò l'aria la sirena di allarme e ci fece correre nel rifugio, insieme a non pochi abitanti del vicinato che, come noi, confidano nella materna protezione di Maria Ausiliatrice. Ben presto ci accorgemmo che il bombardamento prendeva proporzioni preoccupanti, nonostante la nutrita reazione della difesa antiaerea. Ad un certo momento, anche le pareti del rifugio sussultarono dandoci l'impressione che qualche bomba dovesse essere caduta assai vicino. Interrompemmo la recita del Santo Rosario per ripetere di cuore l'-invocazione Gesù mio, misericordia! alla quale il Santo Padre ha annesso l'Indulgenza plenaria in caso di bombardamento. Poi proseguimmo a pregare finché i tiri cessarono. Quando, al cessato allarme, uscimmo dal rifugio, ci trovammo di nuovo circondati da incendi, che divoravano case private, aziende ed istituti circostanti. Accorrendo quindi in aiuto ai sinistrati, in via Salerno ci trovammo di fronte ad un'enorme fossa che ci fece accorti dei nostri danni. Una bomba era scoppiata contro la parete del nostro edificio dove il fabbricato della sezione artigiani si allaccia all'Oratorio festivo: aveva sfondato le fondamenta aprendo sulla strada il passaggio al nostro rifugio sotto la legatoria, aveva sbrecciato tutto l'edificio dal basso in alto sconquassando i locali e sollevato le lastre di pietra del marciapiede che erano ricadute sul tetto dell'Oratorio festivo sfondando due piani e mandando a soqquadro quasi tutte le aule. Per grazia di Dio, nessuna vittima. Le altre nostre Case di Torino risentirono pure più o meno del bombardamento: ma neppur esse ebbero a deplorare vittime. Le incursioni seguenti ci causarono soltanto ansietà, trepidazioni e disagi. Ma le nostre pene si accrebbero di giorno in giorno alle notizie dei bombardamenti delle città della Sicilia e delle Calabrie, di Napoli, Genova, La Spezia e Milano, ove abbiamo tante opere fiorenti. Successive assicurazioni ci tranquillizzarono sulla incolumità dei Salesiani, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, alunni ed alunne, che fra tante bombe ed incendi, sentirono al vivo la protezione divina e la materna assistenza dell'Ausiliatrice.
Il 15 febbraio, il Rettor Maggiore partì per Roma accompagnato dall'Economo generale e dal segretario. Il 26 ebbe udienza dal Santo Padre Pio XII, ed il 6 marzo ritornò portandoci una speciale apostolica benedizione che il Vicario di Cristo si era degnato di estendere a tutta la Famiglia salesiana ed in particolare ai nostri Cooperatori ed alle nostre Cooperatrici.
Il paterno interessamento del Santo Padre alle nostre prove ci accese più vivo nel cuore l'affetto e la gratitudine verso « il dolce Cristo in terra ». E ci giunse a tempo, perchè avevamo appena appreso la triste notizia della morte di due Figlie di Maria Ausiliatrice nelle incursioni su Palermo. Eran le prime vittime: la Direttrice ed una suora che non avevano voluto abbandonare le giovinette dell'Oratorio dell'Arenella. Faccia il Signore che il loro sacrificio ne risparmi altri.
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare:
L'INDULGENZA PLENARIA
1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.
2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.
3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.
4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.
OGNI MESE:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
NEL MESE DI APRILE ANCHE:
Il giorno 16 - Sette dolori di Maria SS. Il giorno 18 - Domenica delle Palme. Il giorno 25 - Pasqua di Risurrezione
Feste di San Francesco di Sales e di San Giovanni Bosco.
Ci son giunte parecchie relazioni delle feste di S. Francesco di Sales e di S. Giovanni Bosco celebrate, ovunque fu possibile, con grande fervore e colla massima solennità. Ma, data la ristrettezza dello spazio, ci limitiamo alla segnalazione di quelle che hanno rivestito carattere di eccezione, o per l'instaurazione di speciali pratiche di divozione o per l'inaugurazione di nuove opere di apostolato. Anche perchè la semplice cronaca delle solennità giungerebbe troppo ritardata. Ringraziamo però di gran cuore gli Em.mi Principi di Santa Chiesa e gli Ecc.mi Vescovi che si son degnati di presiederle, ed i rev.mi Parroci e Direttori diocesani che in tanti luoghi hanno offerto cattedrali, chiese parrocchiali o di particolare comodità per le sacre funzioni e per la conferenza salesiana.
Il Signore li ricompensi tutti; e con loro ricompensi i sacri Oratori e quanti cooperarono alla buona riuscita in tempi tanto difficili.
Roma. - Con grande pompa di preparativi e precisione affettuosa di esecuzione in tutti i particolari, dal servizio liturgico a quello musicale, dal fasto Pontificale di Ecc. Vescovi ed Eminentissimi Cardinali, alla solennità oratoria della predicazione, si è svolta nella nostra basilica del Sacro Cuore l'annuale festa del patrono S. Francesco di Sales e del Fondatore S. Giovanni Bosco. Ma ciò che maggiormente anche quest'anno ha caratterizzato la celebrazione è stato il gran concorso di fedeli di ogni ceto e di ogni condizione, che, numerosissimi, si sono accostati ai Santi Sacramenti, ed in folle devote hanno sostato in preghiera presso l'altare e nella cameretta del grande Santo della gioventù. Aprì i festeggiamenti la commemorazione di San Francesco di Sales il venerdì 29 gennaio. Il Santo dell'apostolato infaticabile e della dolcezza serenatrice vide raccolti alle varie Messe popolo e comunità, apostoli della stampa e giovinezze ardenti, intenti alla preghiera e alla predicazione.
Celebrarono per la comunità il nuovo Ispettore Dott. Don Ernesto Berta, e per i giornalisti Mons. Pucci de L'Avvenire, che al Vangelo lumeggiò con bella ed affettuosa parola la missione propria del giornalismo cattolico.
Pontificò S. E. Mons. Salvatore Rotolo, Vescovo Titolare di Nazianzo, Ausiliare di Velletri, che, a sera, dinanzi ad un foltissimo uditorio disse, con salesiana familiarità ed unzione, del bisogno di carità, perfezione dell'amore. Chiuse la prima giornata la benedizione Eucaristica impartita da S. Em. il Card. Marmaggi, Prefetto della Sacra Congregazione del Concilio.
Il sabato seguente, 30 gennaio, dopo i Vespri pontificati da S. Ecc. Mons. Giacomo Ossola, Vesc. Tit. di Salona, Vicario apostolico di Harrar, il Direttore della casa, Dott. D. Roberto Fanara, tenne la conferenza salesiana ai Cooperatori e alle Cooperatrici che gremivano la maestosa basilica.
Il giorno 31, celebrò, la Messa della Comunità, S. Em. Rev.ma il Card. La Puma, Prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi e Protettore della Società Salesiana. Si accostarono alla Santa Comunione centinaia e centinaia di fedeli. Alle ore 9 all'altare di S. Giovanni Bosco si svolse con edificante pietà la funzione degli ex allievi, che numerosissimi erano accorsi a rinnovare al Padre dolcissimo il loro omaggio di fede e la loro promessa di indefettibile devozione. Alle 10,30 pontificò S. E. Mons. Giacomo Ossola e, a sera, dopo il panegirico del Santo, detto con delicatissimo senso di fervore religioso e nobile eleganza da S. E. Rev.ma Mons. Biagio Budelacci Vescovo Tit. di Nissa Ausiliare di Frascati, coronò i festeggiamenti, S. Em. il Card. Salotti, Vescovo di Palestina, Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, il quale impartì ad una folla immensa di devoti, assiepantesi da ogni lato, la trina benedizione Eucaristica.
Nelle altre due parrocchie salesiane di Roma le feste assursero pure ad intenso fervore. In quella di Maria Ausiliatrice intervennero gli Em.mi Signori Cardinali Enrico Sibilia e Caccia Dominioni; pontificò S. E. Monsignor Rotolo. A Santa Maria Liberatrice, le LL. EE. Rev.me Mons. Ildebrando Vannucci, Mons. Gabriele e Mons. Filippo Perlo.
A Milano, nella nostra Prepositurale di S. Agostino tenne una fervida allocuzione ed impartì la benedizione Eucaristica l'Em.mo Card. Arcivescovo Ildefonso Schuster. A Bologna, nella nostra Parrocchia del Sacro Cuore, l'Em.mo Card. Arcivescovo G. B. Nasalli Rocca di Corneliano celebrò la Messa della Comunione generale e, dopo il panegirico tenuto da S. E. Mons. Giuzzardi, impartì la Benedizione Eucaristica.
A Savona fu pure un concorso straordinario. Monsignori della Cattedrale officiarono durante il triduo; ed il Vescovo diocesano S. E. Mons. Righetti celebrò la Messa della Comunione generale ed impartì la Benedizione Eucaristica. Commovente la partecipazione dei soldati al Banchetto eucaristico. Nel pomeriggio la folla non potè stare in chiesa ed entrò a scaglioni a baciare la Reliquia del Santo.
Per la prima volta si celebrò la festa di Don Bosco a Castiglione delle Stiviere, la patria di S. Luigi Gonzaga. Don Fasulo predicando il triduo mise in bella luce l'apostolato svolto da Don Bosco per la diffusione della divozione all'angelico giovinetto. Lo zelante Arciprete Don Aldo Vignola, promotore della festa, ebbe la consolazione di una Comunione veramente generale ed impegnò il Comitato a sostenere e sviluppare sempre più il culto al nostro Santo. Don Fasulo chiuse la giornata con una conferenza illustrata da proiezioni luminose nel teatro del Dopolavoro.
A Gorizia Mons. Monti, parroco della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, che ha eretto il primo altare a S. Giovanni Bosco in città, ha accolto anche il nostro Collegio per la celebrazione della festa del nostro santo Fondatore. Il piccolo clero e la scuola di canto resero più devote le sacre funzioni. Cooperatori ed ex allievi accorsero numerosi alla santa Comunione ed alla Messa cantata, durante la quale lo stesso parroco fece il panegirico di Don Bosco. E qual non fu la loro gioia nel ricevere anche la Benedizione Papale, che il S. Padre Pio XII aveva concesso con queste affettuose parole: « Quei cari Salesiani li abbiamo nel cuore, e per la festività di S. Giovanni Bosco vi concedo di impartire la Benedizione Papale con annessa l'Indulgenza plenaria»! La giornata si chiuse nel Collegio con un riuscitissimo trattenimento.
BOEMIA e MORAVIA
L'Ispettore delle nostre Case della Boemia e Moravia, in data 6 febbraio u. s., ha comunicato al Rettor Maggiore le seguenti notizie:
A Pardubice i nostri confratelli officiano una modesta cappella in cui possono compiere anche le funzioni parrocchiali: battezzare, benedire matrimoni e funerare. I fedeli sono assai affezionati e corrispondono alle cure spirituali con molto fervore.
A Praga non solo la cappella del nostro Istituto Card. Haspar a Kobylisy, ma anche la chiesa di S. Croce in città è molto frequentata tutte le domeniche. Riuscitissima la festa di S. Giovanni Bosco a Brno. Un pellegrinaggio ininterrotto dalle 6 del mattino fino alle otto di sera. Come nei grandi santuari la gente accorse anche da lontano offrendo un consolatissimo spettacolo di divozione ed accostandosi numerosa ai Santi Sacramenti. La cappella e l'Oratorio furono gremiti tutta la giornata. Lo stesso Ispettore confessò tutto il pomeriggio della vigilia fino alle 22 e tutto il mattino della festa.
Nel pomeriggio del 31, si ripetè tre volte la rappresentazione del dramma La casa della fortuna scritto da Don Bosco e tradotto assai bene nella lingua nazionale. Lo stesso fervore di pellegrinaggi e di devozione si notò ad Orechov, paese di appena mille anime, ove si distribuirono 452 Comunioni.
SPAGNA - Madrid - Festa di San Giovanni Bosco.
Vero trionfo di fede e di pietà cristiana riuscì la festa di S. Giovanni Bosco, celebrata il 31 gennaio u. s. nella Capitale, e preparata da una efficace propaganda in cui la stampa e la radio gareggiarono in cordiali esaltazioni del Santo ed illustrazioni dell'Opera sua. Tutti i giornali, anche i più rinomati, ne parlarono con grande simpatia. Il ciclo delle celebrazioni s'iniziò il 24 gennaio con la proiezione del film Don Bosco in uno dei più grandi cinematografi della città, gentilmente messo a disposizione del Comitato. Vi intervenne l'Eccellentissimo Nunzio Apostolico, circondato dai Vescovi di Barcellona, di Seo de Urgel e di Pamplona, da un'eletta di autorità e dal fior fiore dell'aristocrazia madrilena.
Il Vescovo salesiano di Pamplona, S. E. Mons. Marcellino Olaechea, tenne una conferenza su Don Bosco, ed il Sindaco di Avila parlò dell'Opera salesiana in Argentina.
In tutte le nostre Case, allievi, ex allievi e Cooperatori vennero infervorati da appositi tridui di predicazione. Nella Casa dell'Atocha si organizzò una triplice funzione giornaliera: quella delle otto fu riservata agli ex allievi residenti a Madrid. Commovente, ogni giorno, lo spettacolo della chiesa gremita, e delle numerosissime Comunioni distribuite, il 31 in modo particolare, ai giovani. Si vide il frutto di una missione. Alle solenni funzioni della festa celebrarono l'Ecc.mo Nunzio
Apostolico e gli altri Vescovi che, con tutte le autorità, presiedettero anche la cerimonia della posa della prima pietra dell'ampliamento dell'Istituto.
(Nobilissimo il discorso dell'Ecc.mo Ministro dell'Educazione Nazionale il quale parlò per venti minuti di Don Bosco e dell'Opera salesiana con grandissimo affetto e colla competenza che gli deriva dall'essere stato - come disse - fin da piccolo, assiduo lettore del Bollettino Salesiano.
Riuscitissima anche l'inaugurazione ufficiale dell'Oratorio festivo e di una sezione di scuole gratuite nel Paseo Extremadura.
URUGUAY - Due importanti fondazioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Nell'anno decorso, la Repubblica dell'Uruguay vide sorgere due importanti nuove fondazioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
La prima a Larrañaga, poco distante da Montevideo, fu promossa dall' «Associazione per l'Insegnamento Catechistico », che volle affidare al nostro Istituto la nuova grande Scuola popolare «N. S. de Lujàn », fatta costruire appositamente, in una splendida posizione e con la migliore attrezzatura moderna, dalla Signorina Fernandez de Acevedo. Venne inaugurata il 2 marzo u. s. con l'intervento dell'Ecc.mo Nunzio Apostolico Mons. Alberto Levame, del rev. P. Luigi Zerbì, Assessore dell'Azione per l'Insegnamento Cattolico e delle Dame del Consiglio Generale della stessa Opera, dell'Ispettore Salesiano Don Vaula e di parecchi altri Sacerdoti e invitati. Vi assistettero pure i numerosissimi alunni - fanciulli e fanciulle - inscrittisi alla scuola il giorno innanzi, e una folla di parenti e di gente del vicinato.
Dopo la solenne benedizione del locale e la firma degli atti relativi allo svolgimento dell'Opera, l' Ecc.mo Nunzio rivolse al pubblico la sua infiammata parola. Congratulatosi con la benemerita Associazione, così attiva e zelante nel promuovere e sostenere le Scuole cattoliche, e con la generosa offerente dello splendido locale, espresse pure il suo vivo compiacimento alla rev. Ispettrice, per la provvidenziale opera che le Figlie di Maria Ausiliatrice vi avrebbero svolto. E concluse dicendo che le autorità ecclesiastiche guardavano alla nuova Scuola come a un vero centro d'irradiazione di vita cristiana, fondandovi le più belle speranze per l'avvenire di tutto quel popoloso sobborgo operaio, fino allora nell'abbandono, perché privo di scuole e troppo lontano dalla chiesa. .
Gli inizi dell'Opera confermarono subito in modo confortante le previsioni di S. Eccellenza. Fin dai primi giorni, gli alunni iscritti alle cinque classi elementari raggiunsero il numero di 340; nè se ne poterono accettare altri per l'ancor limitato personale, lasciando prevedere per l'anno venturo una popolazione scolastica non inferiore ai 600. L'Oratorio festivo andò affollandosi di fanciulle sin dalla sua apertura; e la Cappella, officiata dai Salesiani con Messa quotidiana e belle funzioni nelle principali solennità e nel mese di Maria Ausiliatrice, si vide alle domeniche gremirsi sempre più di popolo. Promettente anche l'Opera per l'intronizzazione del S. Cuore nelle famiglie, la quale conta ormai al suo attivo numerosi focolari cristiani consacrati al Cuore SS. di Gesù.
Frutti consolantissimi, che la Presidente dell'Associazione dell'Insegnamento cattolico constatò con la più viva soddisfazione nella sua prima visita, meravigliandosi di veder già realizzato tanto bene in così breve spazio di tempo.
L'altra fondazione è pure diretta a beneficio della classe operaia, con l'apertura della grande Scuola Professionale « Maria Ausi-. liatrice » istituita in Juan Lacazé, presso Puerto Sauce, dai benemeriti Sigg. Campomar, allo scopo di provvedere alla formazione religiosa, morale e professionale delle loro giovani operaie, occupate nelle vicine fabbriche di tessuti e di carta.
Iniziatasi fin dal febbraio, fu inaugurata solennemente solo il 3 maggio u. s., non potendo prima di quel giorno trovarvisi presenti i munifici benefattori dell'Opera. Alla cerimonia intervenne lo stesso Ecc.mo Vescovo della Diocesi S. E. Rev.ma Mons. Alfredo Viola, che celebrò la santa Messa nella spaziosa Cappella della Scuola, accolto dal coro del Benedictus a due voci cantato dalle alunne, le quali eseguirono pure assai bene la Messa degli Angeli e alcuni mottetti durante la numerosa Comunione generale.
Nel pomeriggio S. Eccellenza ritornò a benedire i magnifici locali, e a presiedere una riuscita accademia di riconoscente omaggio, offerta dalle alunne ai Sigg. Campomar, che ne rimasero commossi. La parola di Mons. Vescovo chiuse la bella festa spronando la massa giovanile delle operaie per approfittare della nuova scuola, come di un vero e grande dono di Dio.
Le iscritte sono già più di 300. Divise per esigenze di lavoro in tre turni - dalle 9 alle 11, dalle 14 alle 16 e dalle 18 alle 20 - ne frequentano i relativi Corsi di religione. cultura, taglio e cucito, ricamo in bianco e in colore, merletti, tessitura, disegno, economia domestica e soccorsi d'urgenza, regolarmente tenuti secondo appositi programmi da svolgersi in tre anni.
Assai consolanti i risultati già ottenuti, non solo nel campo professionale, ma altresì in quello morale e religioso, dove parecchi Battesimi e prime Comunioni di adulte, e non poche conversioni dal protestantesimo (purtroppo molto diffuso nella località) sono una preziosa caparra dell'abbondante mèsse di anime, che si prepara per il futuro.
NOTIZIE TELEGRAFICHE
CIRENAICA
Dalla Cirenaica non abbiamo più notizie dirette. Ma l'ultimo dispaccio della Delegazione Apostolica, in data 19 dicembre 1942, ci assicurava che S. E. Mons. Lucato con due sacerdoti continuava a risiedere a Beda Littoria, e gli altri confratelli erano così distribuiti: due sacerdoti con due coadiutori a Derna, un sacerdote ed un coadiutore a Giovanni Berta, due sacerdoti a Barce.
Continuiamo loro il conforto delle nostre preghiere.
AMAZONI
Una breve lettera di S. E. Mons. Massa, in data 15 settembre u. s., recò pure notizie confortanti delle nostre Missioni del Rio Negro e di Porto Velho. Monsignore si trattenne a Rio Janeiro fino a novembre. I missionari e le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano intrepidi il loro eroico apostolato supplendo allo scarso numero con un'attività prodigiosa.
CONGO BELGA
In data 28 gennaio, la Segreteria di Stato di Sua Santità ci ha trasmesso il seguente telegramma inviato per mezzo del Delegato Apostolico da Leopoldville a nome di S. E. Monsignor Sàk, Vicario Apostolico di Sakania:
Don Ricaldone Superiore Generale dei Salesiani Torino.
Assicuriamo filiale ricordo nuovo anno, pregando secondo le vostre intenzioni. Nostra costante affezione, obbedienza, attaccamento nello spirito del Fondatore vi siano di consolazione. Sempre figli devoti SAK.
Dall'INDIA Rev.mo sig. Don Ricaldone,
ignoro se vi sia giunta la mia del 15 luglio, perciò vi ripeto in questa lettera, che ho l'occasione di scrivervi, quasi le stesse cose, anche perchè da allora non ho nulla di nuovo.
Nella Missione di Krishnagar si dovette chiudere le case di Jessore e di Shimulia. Ma quest'ultima si è subito riaperta sotto la direzione di un Padre Gesuita di Calcutta. I nostri Confratelli addetti alle due Case si trovano ora a Krishnagar ed a Bhoborpara, dove non manca lavoro anche per essi. Le altre Case funzionano regolarmente e tutti i salesiani godono buona salute.
La Casa di Lillooah è chiusa per mancanza di personale e di alunni dal mese di maggio u. s. Ma vi è rimasto D. Buri in qualità di parroco.
Nell'Assam tutte le residenze sono aperte; ma incontrano gravissime difficoltà per la riduzione del numero dei confratelli raccolti nei campi di internamento. Varie scuole si dovettero chiudere, ed un buon gruppo di confratelli si trova attualmente con D. Scuderi.
A Dibrugarh, a Gauhati ed a Tezpur, i nostri sacerdoti e le suore prestano le loro cure con ammirabile abnegazione e generosità negli ospedali. La loro carità è molto apprezzata da tutti.
S. F. Mons. Ferrando sta bene e risiede quasi sempre a Shillong.
Io faccio il possibile per visitare frequentemente tutte le residenze, incoraggiare ed aiutare i nostri cari missionari. Giungo ora da Tirupattur dove ho trovato i confratelli ed i quattro novizi che appartengano a questa Ispettoria. Vidi anche Don Cinato e tanti altri.
In questi giorni partirò per Saharampur e farò una visita anche a Don Scuderi ed agli altri che si trovano là vicino. Tutti i confratelli dell'Ispettoria stanno bene. Vi ricordiamo spesso, amato Padre, e pensiamo alle gravi preoccupazioni che dovete avere. Preghiamo quindi tanto in tutte le Case secondo le vostre intenzioni, per voi e per tutti i superiori.
La Provvidenza è molto buona con noi. La Casa di Sonada con tutti i suoi studenti di filosofia funziona regolarmente. Abbiamo anche venti buoni aspiranti.
A nome di tutti i confratelli dell'Ispettoria vi auguro -un Santo Natale ed un felice anno nuova:
Benediteci tutti, amato Padre, e credetemi sempre
Calcutta, 18-IX-1942. aff.mo in G. C.
Sac. MARIANO UGUET, Ispettore.
DAL CAMPO DI INTERNAMENTO DEOLI-AJMER. Amatissimo Padre,
spero, dopo due anni e mezzo, di poterle far giungere mie notizie. Lasciai la mia cara missione solo nel febbraio di quest'anno e venni, con la gran maggioranza, al Campo. Alcuni pochi, grazie a Dio ed alla gentilezza del Governo, poterono rimanere in missione sì da riuscire, con sacrificio, a tenere almeno i posti. È una gran croce, in verità; ma Dio sa quel che fa e certamente sarà pel nostro bene. Incominciai un nuovo noviziato e passo i giorni del Campo pregando, lavorando per la mia perfezione e studiando, colla speranza di poter ritornare alla mia Raliang a lavorare con nuove energie pel bene di quelle anime. Qui stiamo tutti bene. Siamo ansiosi di avere loro notizie e della nostra Congregazione. Ne siam privi da più di due anni. L'assicuro del mio costante ricordo per lei e per tutti i superiori. Salutissimi a tutti. Auguri per un santo e felice Natale. Preghi per me l'Ausiliatrice ed il nostro santo Padre, perchè ci assistano in questi momenti.
Mi benedica e mi creda aff.mo e dev.mo
2-XI-1942. Sac. ALBERTO CORRENGIA. Padre amatissimo,
sono certo che mi vorrà perdonare se non ho potuto darle mie nuove prima d'ora. Tuttavia l'assicuro di averla sempre ricordata unitamente a tutti gli amatissimi superiori sia nelle mie povere preghiere che nella celebrazione della Santa Messa. Quando lasciai l'Assam la mia salute fu un po' scossa, ma ora che scrivo sto abbastanza bene. Abbiamo avuto la consolazione di una visita del nostro Delegato Apostolico. Ci assicurò del suo appoggio, s'intende nei limiti del possibile, e speriamo che le cose abbiano a procedere meglio per l'avvenire. Ho già scritto diverse volte in famiglia, ma finora nessuna risposta. Spero stiano tutti bene. Noi qui potremmo formare una vera abbazia poichè vi sono religiosi di tutti gli Ordini ed anche due Eccellenze. Tutti ricordiamo gli amatissimi superiori e desideriamo tanto di aver loro nuove e qualche buon consiglio che ci sproni di più al bene. L'Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco proteggano lei e la Famiglia Salesiana. Lei, amato Padre, benedica di cuore il suo aff.mo
7-XI-1942. in C. J.
Sac. DIONISIO M. TRONCANA.
Dal MATTOGROSSO (Brasile) Rev.mo ed amat.mo Padre,
di ritorno da Goiaz, trovai un telegramma che mi chiamava d'urgenza presso S. E. Monsignor D'Aquino moribondo. Pieno di costernazione, volai subito a Cujabà. Grazie a Dio, l'Arcivescovo ha superato la crisi ed ora sta meglio.
Quest'anno, per la prima volta, non potrò visitare tutte le Case, per mancanza di benzina. Per le residenze più lontane delegai quindi Don Colbacchini e Don Albisetti. Quest'ultimo, incaricato anche di raccogliere il materiale per l'Esposizione missionaria in S. Paolo, durante il Congresso Eucaristico, sta pure correggendo le bozze del volume COLBACCHINI - ALBISETTI, I Bororos, che uscirà alla fine del mese dalla « Editrice Nazionale Brasiliana », e farà onore alla Congregazione.
Nella Esposizione, il Matto Grosso ha riportato i più calorosi ed autorevoli applausi ed i massimi premi, specialmente per il grano, la vite e gli ortaggi di Sangradouro. Il Signore ci benedice. Ho mandato una relazione dei trionfi salesiani di Goiania; non so se l'abbia ricevuta.
L'Ispettore di S. Paolo, Don Chavez, sta vedendo i benefici frutti della sua grande campagna per le vocazioni. L'unica pena è quella di non poter comunicare con lei, amato Padre. Ma abbiamo un grande amore alla Congregazione e tutti siamo tesi in un unico sforzo: far fiorire lo spirito e l'Opera salesiana secondo le sue direttive.
La prego di salutare e rassicurare famiglie, amici e Cooperatori. Ci benedica e mi creda sempre aff.mo in G. C.
18-X-1942. Sac. ERNESTO CARLETTI, Ispettore.
GIAPPONE
Le ferie del Missionario. Rev.mo ed amat.mo sig. Don Ricaldone,
col po' po' di roba che bolle nella pentola mondiale credo bene che le vacanze al mare, al monte, si saran ridotte quasi dappertutto ai minimi termini. I suoi figli del Giappone nel mese di agosto (l'unico mese delle ferie scolastiche estive in Giappone) hanno riposato nella forma caratteristica degli Esercizi e ritiri spirituali per sè e per le anime loro affidate. Nonostante le critiche circostanze, che ci legano più fortemente alla residenza o al luogo ordinario di lavoro, potemmo fare i nostri corsi di Esercizi a Miyazaki e a Tokyo: gran favore certo del Signore e grande vantaggio spirituale per noi. Le Figlie di Maria Ausiliatrice ebbero tre corsi tra cui la professione perpetua delle prime Suore Giapponesi.
Presiedette la funzione, il 5 agosto, Monsignor Ideguchi, Amministratore Apostolico, che provò tanta gioia nel vedere nella sua Ammistrazione queste buone religiose giapponesi consacrarsi in perpetuo al Signore sotto la bandiera della Beata Mazzarello e di S. Giov. Bosco. Egli espresse il suo sentimento nelle magnifiche parole di augurio e di incoraggiamento che volle regalare alle neo-professe. Non rimasero senza il conforto degli Esercizi Spirituali neppure le buone suore della Carità giapponesi dell'Ospizio di Miyazaky, che ritemprarono così il loro spirito di carità e di apostolato per le varie opere che hanno tra mano. E vollero la loro parte anche tutti i ricoverati dell'Ospizio in questo convitto spirituale: i vecchi, i giovani della piccola colonia agricola, i fanciulli e tutti gli altri che vivono della Provvidenza, che in forme così materne viene in aiuto all'opera. Tutti abbondantemente ne usufruirono. Non devo dimenticare i fanciulli dell'Oratorio di Miyazaky, la cristianità di Tano, che esemplarmente compirono il santo ritiro. Deo gratias! di cuore al Signore, per la vendemmia spirituale concessa ai missionari. Quest'anno poi, in Seminario, la muta dei nostri seminaristi raggiunse il massimo del fervore e della riuscita, e per la qualità dei predicatori (Mons. Amministratore Apostolico e P. Shicida) e per l'impegno davvero esemplare dimostrato da tutti nel compierli. Come non sperare bene per l'avvenire di anime che così generosamente corrispondono alla grazia di Dio?
Poi, veda come è buona la Provvidenza coi suoi figliuoli ! Ha dato modo di poter passare qualche settimana di riposo ai nostri cari giovani dell'Ospizio nella nostra residenza di Takanabe; ai nostri allievi della scuola professionale presso i PP. Benedettini; ed anche ai nostri cari Chierici di Tokyo per la carità di un ottimo signore, che ha messo a loro disposizione tre casette in luogo appartato tra le montagne, vero richiamo alla casa di Piova degli antichi tempi! Come non ringraziare il Signore per tanta. bontà verso i suoi poveri figlioli ? Oh, rimeriti i nostri cari benefattori, che così generosamente sono venuti in aiuto alla nostra povertà! Oh, davvero, come siamo ricchi nella nostra miseria! Ora, per non lasciar disperdere le notizie di cronaca più salienti del mese di agosto, accenno ad alcuni avvenimenti che hanno un certo interesse per la nostra missione ed opera salesiana. Col 10 settembre si riaprono i battenti delle scuole in tutto il Giappone, ed anche noi, fortificati nello spirito, seguendo l'orario governativo, ricominciammo il 2° periodo dell'anno. Ripigliarono davvero con gioia i nostri teologi la loro scuola nel Gran Seminario di Tokyo. Mi pare di aver comunicato a suo tempo (relazione di marzo), che quando tutti i teologi (giapponesi e nostri) erano riuniti per gli Esercizi in preparazione alle Sacre Ordinazioni, proprio il giorno della chiusura un violento incendio distrusse pressochè completamente il bell'edificio, riducendolo a un-mucchio di rovine. I nostri confratelli presenti diedero prova di prontezza, coraggio e sangue freddo, prodigandosi in tutte le forme in quei momenti di pericolo e disorientamento generale: misero in salvo il SS. Sacramento e gran parte dei preziosi libri della biblioteca. In seguito, con varie giornate di lavoro, tutti (superiori, filosofi e novizi) coadiuvarono a sbrogliare le macerie. Con lavoro febbrile si è potuto così subito ricostruire parte sufficiente dell'edificio e dal 1° settembre riprendere i corsi con buon numero di nuove vocazioni.
Altra notizia che interessa la Missione è l'annuale festa di S. Michele (29 settembre). Come sa, l'Arcangelo S. Michele fu costituito già fin dai tempi di S. Francesco Saverio Patrono principale del Giappone: quel giorno coincide con la data d'inizio del nostro Ospizio. Quest'anno la solennità fu decorata dalla presenza dell'Amministratore Apostolico e da numerose autorità provincialì e comunali (oltre trenta), che vollero in tal modo manifestare la loro simpatia e ammirazione per quest'opera sociale, che tanto onora la città e la nostra missione.
Infine S. E. Rev.ma l'Arcivescovo di Tokyo, Mons. Doi, che secondo la nuova legge sulle religioni è riconosciuto civilmente come capo rappresentante la religione cattolica ed è insignito delle massime graduazioni gerarchiche ufficiali, fece un giro d'ispezione nelle circoscrizioni ecclesiastiche del Giappone. Venne anche nella Prefettura Apostolica di Miyazaky, ove ebbe campo di visitare anche le nostre opere (Mivazaky e Beppu): ne rimase soddisfatto a pieno. Nel discorso che tenne alla cristianità analizzò profondamente la genesi dell'approvazione ufficiale della religione cattolica, che riscontrava nel lavoro di costruzione cattolica dei secoli precedenti, iniziato da San Francesco Saverio e sfociato nelle manifestazioni di fede fino al martirio nel periodo delle persecuzioni, poi nel lavoro paziente, sacrificato e apparentemente esiguo dei missionari del periodo della concessa libertà religiosa per opera del grande restauratore Imperatore Meij. «Mentre dobbiamo esultare ed essere riconoscenti per l'opera indefessa di tutti coloro che prepararono l'ambiente attuale - concluse - a noi tutti cattolici del Giappone incombe ora più che mai l'obbligo di unire le forze per il fiorire del cattolicismo. E questo si otterrà col lavoro sacrificato di tutti ». La parola del Pastore scese in anime ben preparate. I nostri seminaristi accolsero con particolare fervore la paterna esortazione: « di rassodare e rendere stabile la loro vocazione con una convinta e forte pietà ed un assiduo e diligente studio ». All'Ospizio, S. Eccellenza consolò quelle care anime nel pensiero della carità, base fondamentale della nostra religione.
Un violento tifone si riversava intanto anche sulla nostra povera missione grazie a Dio solo con qualche danno materiale e nessun danno alle persone. Deo gratias!
Il ritmo regolare di studi e di lavoro apostolico è riattivato in pieno. Ci assista la protezione materna della Vergine del Santo Rosario e il nostro buon Padre Don Bosco, cuì andiamo preparando, sia pure in forma familiare, il ricordo del centenario del 1° Catechismo.
Suo nel Signore
Mons. VINCENZO CIMATTI,
Settembre 1941. Ispettore Salesiano.
MADRE AMELIA DI MEANA † a Marsiglia il 28-11-1942.
Era entrata nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a 23 anni, quando il Consiglio Generalizio si era trasferito da pochi mesi da Mornese a Nizza Monferrato, dove la nobile famiglia torinese dei Conti di Meana trascorreva l'estate nella villa avita.
Abbracciando generosamente la povertà e i sacrifici di quegli aspri ed eroici inizi, si formò alla vita religiosa alla scuola della Beata M. Mazzarello, cui ebbe il conforto di prodigare filiali cure durante l'ultima malattia, raccogliendone, con l'estremo respiro, la preziosa eredità dei santi esempi.
Nello stesso anno del transito della Beata, partì per la Francia come Direttrice della nuova Casa di Marsiglia presso l'Oratorio Salesiano S. Leone che diresse per circa dieci anni, fino a quando, aperto il Noviziato francese delle Figlie di Maria Ausiliatrice a S.te Marguerite (Marsiglia) nella Villa Pastré - già veduta in sogno da S. G. Bosco fin dal 188o - vi passò come Maestra delle Novizie e Direttrice. La Casa divenne in breve centro di altre importanti fondazioni, susseguitesi rapidamente per l'attività della zelante Superiora, che non abbandonò più la Francia, sostenendovi pure per otto anni la carica di Visitatrice e per venti quella di Ispettrice.
Molte spine incontrò nel suo governo durante l'infausta persecuzione contro gli Ordini Religiosi, annunciatasi fin dal suo arrivo in Francia, e scoppiata con maggior violenza più tardi a paralizzare le opere delle ormai numerose e fiorenti Case. Fu allora che la sua figura rifulse di chiara luce per la prudenza, l'energia della volontà e il senso materno con cui seppe sostenere le Suore nella difficile prova, e conservare nelle Case, esteriormente secolarizzate, vitalità di lavoro e fervido spirito religioso.
Altamente apprezzata dai Superiori e dalle autorità ecclesiastiche, e circondata dall'amore e dalla venerazione di tutta l'Ispettoria sorta sotto le sue cure, sostenne infaticabile la sua missione fino alla tarda età, prodigando ultimamente alla direzione d'una delle Case di S.te Marguerite (Marsiglia) i tesori del suo cuore e della sua esperienza.
Il Signore volle serbarla alle gioie delle feste giubilari di Villa Pastré, celebratesi nel maggio u. s.; poi la chiamò a sè con un placido transito, corona e riflesso della sua santa vita.
Carissimi,
il mese scorso, per mancanza di spazio, ho dovuto sacrificare la mia lettera mensile. Avrete pazienza anche in avvenire. Quando il Signore ci fa giungere un po' di corrispondenza dalle nostre care Missioni, voi comprendete che questa merita tutte le preferenze.
Ci stiamo preparando a celebrare nella intimità della nostra Famiglia il Giubileo d'Oro Sacerdotale del IV Successore di Don Bosco. E mi pare che mezzo secolo di vita speso così fedelmente e generosamente per la gloria di Dio e la salute delle anime debba invogliarvi a pensare per tempo anche voi al miglior modo di impiegare la vostra esistenza che io vi auguro di gran cuore lunga e felice, ma soprattutto ricca di meriti pel Paradiso.
Ricordate, a questo proposito, quello che scrisse il Manzoni del Cardinal Federigo Borromeo: Persuaso che la vita non è già destinata ad essere un peso per molti ed una festa per alcuni, ma per tutti un impiego del quale ognuno renderà conto, cominciò da fanciullo a pensare come potesse rendere la sua utile e santa.
Che contrasto, miei cari, ai nostri giorni -mentre tanta gente soffre gli orrori della guerra, senza pane e senza tetto; mentre tanti soldati dànno la vita per mare, per aria, e per terra tra spasimi inauditi - vedere certa gioventù frivola ed incosciente sciupare l'età più bella in spassi e divertimenti ed infrollire nel vizio, inutile a sè e dannosa agli altri!...
E cosa che grida vendetta agli occhi di Dio e fa temere anche più pel domani. Non invidiate e non imitate questi sciagurati. Pensate per tempo a seguire la vocazione cui il Signore vi chiama ed a rendere preziosa e benefica la vostra vita. Buoni esempi ne avete in tutti i campi. Il 14 dicembre u. s. è caduto eroicamente il tenente carrista Nobile Stefano dei Conti Macchi di Cellere. Ebbene, prima di partire per compiere fino al sacrificio il suo dovere verso la Patria, egli soleva, tra l'altro, raccogliere, ogni giorno nell'Asilo aperto dalla sua Famiglia per centinaia di bimbi ed affidato alla direzione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, i vecchi poveri ed abbandonati ed offrir loro una generosa refezione ch'egli stesso presiedeva servendo anche spesso gli infelici ed interessandosi di ciascuno dii loro.
Carità e valore rendono veramente preziosa la vita a vantaggio dell'anima nostra e della società. Il Signore vi ispiri e vi renda generosi.
Vostro aff.mo DON GIULIVO.
Sac. BUFFA GIOVANNI, da Cavour (Torino), † a Torino (Ospedale Cottolengo) il 1-1-1943 a 68 anni.
Negli Oratori festivi, nell'insegnamento e nel sacro ministero spese tutta la sua vita religiosa, facendo un gran bene alle anime e cattivandosi la confidenza e la stima di tutti colla generosità del suo cuore, la bonarietà del suo carattere, il suo spirito di sacrificio ed il suo zelo infaticabile.
Sac. LIGNETTI PIETRO, da Balocco (Vercelli), † ad Alassio (Savona) il 12-VII-1942 a 71 anno.
Con vera passione si era dedicato all'insegnamento e vi perseverò fino alla fine, incurante degli anni e degli acciacchi. Ma estese pure, tutte le volte che gli fu possibile, il suo apostolato agli Oratori festivi nei quali si prodigò con vero spirito di sacrifizio, raccogliendo copiosi frutti.
Coad. MUSSONI GIUSEPPE, da Rimini (Forlì), † a Borgomanero (Novara) il 14-IX-1942 a 71 anno.
La fama di Don Bosco lo attrasse alla Società Salesiana e l'affetto al Santo ve lo legò per tutta la vita nel domestico ufficio di panettiere che disimpegnò con scrupolosa fedeltà e spirito religioso.
S. E. Rev.ma Mons. ENRICO MONTALBETTI, Arcivescovo di Reggio Calabria, † il, 1-II u. s. a 55 anni.
Un aereo, in proditoria incursione, ha stroncato all'improvviso la preziosa esistenza del venerato Arcivescovo, mitragliandolo barbaramente mentr'era in visita pastorale in una frazione del Comune di Melito Portosalvo.
La sua scomparsa ha destato vivissimo cordoglio non solo nell'Archidiocesi, ma in tutta la Chiesa. Poichè Mons. Montalbetti era uno dei Pastori più amati e più stimati.
Gemma del clero milanese, aveva dedicato i tesori della sua giovinezza sacerdotale all'educazione e formazione spirituale dei giovani nel collegio arcivescovile di Cantù e nell'Istituto Gonzaga di Milano, mentre copriva importanti uffici nella Curia milanese. Eletto Arcivescovo coadiutore di Trento nel 1935, e trasferito tre anni dopo alla sede metropolitana di Reggio Calabria, impresse al suo ministero pastorale un fervore di pietà e di zelo che gli cattivarono in breve l'affetto di tutti e suscitarono tante provvide iniziative per la santificazione del clero, per la cura della gioventù, per l'apostolato dell'Azione Cattolica. Vera imagine del « Buon Pastore » non venne meno anche alla suprema prova dell'amore, dando la vita per le sue pecorelle. Noi ricordiamo con particolare gratitudine la predilezione costante ch'egli ebbe per le opere nostre.
Dodici anni or sono, con S. E. Mons. Norberto Perini, oggi Arcivescovo di Fermo, ed il nostro D. Cojazzi, fondò la nostra rivista Catechési per l'insegnamento della Religione e continuò a prestarle la sua collaborazione anche da Arcivescovo. Aveva una grande divozione a Don Bosco cd ispirava allo spirito del Santo soprattutto il suo apostolato in mezzo alla gioventù.
Con. Don TOMMASO QUATTROCCHI, † ad Anagni, il 28-XI-1942 a 57 anni.
Zelante Direttore Diocesano dei Cooperatori e divotissimo di S. Giovanni Bosco, si adoprò fervidamente a diffonderne lo spirito ed a favorirne le Opere.
Esaminatore sinodale, professore di matematica nel seminario diocesano e nelle scuole magistrali, delegato vescovile per l'A. C. e per il santuario di Villapietra, chiuse la sua edificante giornata, ricca di virtù e di attività sacerdotali, nella cura della casa di Dio e delle anime, lasciando l'esempio di scrupolosa esattezza, animata da spirito di grande pietà e di sacrificio.
ALBISETTI MARIA, † a Terno d'Isola (Bergamo), il 12-1 u. s.
Mamma di due Salesiani - Don Cesare missionario nel Mattogrosso (Brasile) e Don Luigi parroco al Testaccio in Roma -- trascorse la sua vita nella pietà e nel lavoro, offrendo al Signore anche le sofferenze dell'ultimo anno, sopportate con cristiana pazienza e rassegnazione.
Sac. Prof. GIUSEPPE DE CESARE.
Padre Maestro dell'Almo Collegio dei Teologi, era una delle figure più eminenti del Clero napoletano. Oratore di straordinaria efficacia, aveva un fascino irresistibile nella sua originale eloquenza che alla genialità del carattere prestava una soda cultura aggiornata a tutti i problemi della vita pratica. Sicchè non solo attirava folle innumerevoli ad udire la Parola di Dio, ma formava coscienze sicure e decise, plasmava anime profondamente convinte e ferventi. Il suo Santo prediletto era Don Bosco. Ci vorrebbero volumi per raccogliere i discorsi che tenne in suo onore. Ma bisognava udirlo per comprendere la divozione ch'egli sentiva e che comunicava. Affezionatissimo all'Opera salesiana, volle beneficare anche in punto di morte le nostre Missioni.
Sac. ALESSANDRO TORRETTA, † ad Arignano (Torino) il 7-II u. s. a 90 anni.
Sacerdote secondo il cuore di Dio, trascorse 32 anni come cappellano al Sanatorio S. Luigi di Torino prodigandosi con eroica abnegazione nella cura spirituale dei poveri ammalati. Poi accolse l'invito di prestare il suo ministero alla Casa di formazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Arignano e vi dedicò tutto il resto della sua vita, che chiuse serenamente nella preghiera e nel raccoglimento. Coi suoi risparmi seppe far larga carità ai poveri e beneficare generosamente anche le Opere e Missioni Salesiane.
MARGHERITA FRANCINI.
Vedova del Comm. Eugenio Berck, Console generale del Belgio, chiuse la sua preziosa esistenza a Ronco di Griffa, dove aveva trascorso gli ultimi almi nel raccoglimento e nella preghiera. Da oltre cinquant'anni era iscritta alla Pia Unione ed era una delle più zelanti Dame-Patronesse della nostra Casa di Genova-Sampierdarena. Partecipò sempre attivamente ai lavori del Comitato per gli Arredi Sacri, beneficò largamente l'Istituto locale, e legò il suo nome e quello del marito alla fondazione di una borsa di studio per un Aspirante salesiano.
ANTONIO TEDOLDI, † a Brescia, il 18-XII1942, a 45 anni.
Uomo di fede profonda e di cuore generoso, appena conobbe l'Opera salesiana se ne fece zelante Cooperatore, lieto di offrire a Don Bosco uno dei suoi figliuoli e di educare tutta la famiglia allo spirito del Santo.
RADICI LUIGIA, † ad Ospitaletto Bresciano il 23-XII-1942.
Donna di fede e di pietà profonda, zelantissima delle Opere missionarie, prodigò il suo zelo anche alle nostre missioni favorendo in modo particolare le prime vocazioni alla Società salesiana. Divotissima di Don Bosco, ottenne dal Santo segnalatissime grazie, quasi premio della cura ch'ella prestava con tanto affetto ai malati per amor di Dio.
ADELFINA TORCICOLLO, † a Cascano (Napoli) il 6-XI-1942.
Un male insidioso troncò la sua giovane esistenza, spesa tutta a bene del prossimo e della famiglia. Indefessa cooperatrice, divotissima di Don Bosco, si spense col nome del Santo sulle labbra e la sua Reliquia stretta tra le mani.
SALVETTI TERESA ved. GAMERRO, † a Barone, il 19-1 u. s.
Madre esemplare, di forte tempra cristiana, dopo una vita di pietà e di lavoro, volò a raggiungere il consorte, spirato un anno or sono, confortata dalla gioia della vocazione dell'unico figlio alla Società Salesiana.
Altri Cooperatori defunti:
Alessi Elena, Cammarata (Agrigento) - Ambrosini Giuseppe, Intra (Novara) - Amerio Giuseppe, Cortendone (Asti) - Andreetto Vittorio, Este (Padova) - Andreoletti Maddalena, Besano (Varese) - Badini Stefano, Capranica (Viterbo) - Badoglio Giuseppe, Villa Corsione (Asti) - Balsamo Lodovico, Garlasco (Pavia) - Barcellini Rosa, Borgomanero (Novara) - Battuello Bartolomeo, Favria (Torino) - Bellenghi Maria, Faenza (Ravenna) - Belletti Giacinto - Bello D. Luigi, Mongardino (Asti) - Berardo C.ssa Matilde, Pralormo (Torino) - Bertello Maria, Castagnole (Torino) - Bollatto Biagio, Salassa (Aosta) - Borinot Silvia, Salbertrand (Torino) - Borgazzi Barbini Rosa, Caprezzo (Novara) - Comollo Carlo, Alfieno Natta (Aless.) - Carbone Giovanni Battista, Serreta (Imperia) - Castellazzi Emilia, Trebecco (Piacenza) - Chiaberto Giulia, Bussoleno (Torino) - Chivino Rosa, Vestignè (Aosta) - Colombaro Francesca, Frassineto Po, (Aless.) - Cristina Antonio, Dervio (Como) - Danzi Virginia, S. Mauro Forte, (Matera) - De Benedetti Achino Carmela, Acqui (Aless.) - Denina Avv. Federico, Torino - D'Este Erminia, Udine - Di Carpereto Prospero, Pozzuolo del Friuli (Udine) - Donetti Rosa, Roma - Dore Piras Ambrogina, Siena - Dragano Michele, S. Giovanni Rotondo (Foggia) - Ferratis Giuseppina, Pinerolo (Torino) - Ferrero Caterina, Torino - Frassy Filomena, Aosta - Galdangelo Francesco, Somma Lombardo (Varese) - Gerra Giovanni, Foglizzo (Torino) - Gervasi Carlo, Casola Lunig. (Massa) - Grandinetti Maria, Barano D'Ischia (Napoli) - Gregori Angelina, Bra (Cuneo) - Leonardi Caterina, Venezia - Libretti Teresa, Palazzolo s. Oglio (Brescia) - Lischetti Teresa Gavirate (Varese) - Locori Guido, Pitelli (Spezia) - Levisolo Giuseppe, Calamandrana (Asti) - Lupano Albina, Ponzano Monf. (Aless.) - Majolo Giovanna Elsa, Conegliano Veneto (Treviso) - Marchetti Giuseppina, Albaredo D'Adige (Verona) - Marini Elisa, Cuorgnè (Aosta) - Martinengo Giuseppina, Ala di Stura (Tori) - Martorana Rosalia. Milano - Montini D. Lodovico, Verghereto (Forlì) - Muratore Valentino, Scagnello (Cuneo) - Oglietti Maria, Polonghera (Cuneo) - Oppici Dina, Borgotaro (Parma) - Paci Amoroso, Agrigento - Pierattini Achille, Ronza - Pipino Michele, Casalgrasso (Cuneo) - Placidi Anna, S. Anatolia (Rieti) - Porta Maria, Carisio (Vercelli) - Quattrocchi D. Tomaso, Anagni (Frosinone) - Ramognini Innocenzo, Sapello (Savona) - Re Natalina, S. Giorgio di Susa (Torino) - Remotti Luigi, Mede Lomellina (Pavia) - Repetto Paolo, Lerma (Aless.) - Ricci Elisa, Bolzaneto (Genova) - Rimoldi Giuseppe, Gallarate (Varese) - Ronco Maria Teresa, Fontanamora (Aosta) Rossi Domenico, Noarna (Trento) - Sala Virginia, Vigevano (Pavia) - Scazziga Quattrini, Locarno (Svizzera-Tic.) - Semeria Dott. Domenico, Imperia - Sgrevi Angiola, Antria (Arezzo) - Sigalini Agostino, Dello (Brescia) - Spinola C.ssa Irma, Legino (Savona) - Taramasso D. Paolo, Tortona (Aless.) - Travaini Sacchi Maria, Borgonranero (Novara) - Ughetto Fridolina, Ventimiglia (Imperia) - Veglia D. Francesco, Chiusa di Pesio (Cuneo) - Vittonatto Caterina, Tonengo (Aosta) - Vittoni Maria, Novara - Zanotti Annunziata, Casalvolone (Novara) - Zorzan Attilio, Badia Polesine (Rovigo).
(1) Raccomandiamo caldamente a chi ci invia i cenni necrologici dei più insigni Cooperatori di specificare sempre il luogo e la data della morte, e l'età dei defunti