Anno LXVII - N. 7 - 1° LUGLIO 1943 -XXI
SOMMARIO: La vita cristiana nelle vacanze secondo il pensiero di Don Bosco. - Adesioni pervenute per la celebrazione del Giubileo Sacerdotale del nostro Rettor Maggiore. - In famiglia. - Sotto la cupola dell'Ausiliatrice. - Dalle nostre Missioni: Dai Campi di Internamento. . Necrologio. - Crociata missionaria.
Non sarebbe per nulla fuor di posto consacrare il mercoledì oltrechè allo speciale culto di S. Giuseppe anche a quello dell'intiera Sacra Famiglia, ora che il regnante Sommo Pontefice Pio XII in quasi tutti i mercoledì suole raccogliere intorno a sé gli sposi novelli pellegrinanti alla Città Vaticana, per dar loro con la sua benedizione quelle mirabili istruzioni catechistiche sul Sacramento del Matrimonio, sui doveri dei genitori cristiani nell'esercizio della sublime missione di educatori della figliuolanza.
Il Santo Padre, cui il Signore dà specialissimi Mani e ispirazioni per venire incontro alle necessità più urgenti dell'epoca nostra, vede nella famiglia cristianamente formata e santamente guidata la vera pietra fondamentale granitica della società di domani; perciò insiste sempre sul medesimo argomento, ora ricercandone i principi ed esaltandone l'importanza, ora sviluppandone la pratica applicazione, ora rilevandone le estreme conseguenze e difficoltà, persuaso che la sua voce, diffusa per mille rivi dal colle Vaticano a tutta la Cristianità, non sarà priva d'effetti salutari con l'aiuto della grazia divina.
E la Sacra Famiglia è il modello divinamente perfetto al quale egli si ispira, dinanzi al quale s'inginocchia per invocare benedizioni e favori celesti sui giovani sposi, viva e santa speranza d'un avvenire migliore.
Ora in questo periodo di si lunghe vacanze scolastiche è giusto che anche dalle colonne del Bollettino Salesiano risuoni ai nostri ottimi Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici il richiamo per una più attenta cura e vigilanza dei giovani loro affidati dal Signore, sull'esempio di ciò che S. Giovanni Bosco e i suoi figli cercano di fare con ogni mezzo per le innumerevoli schiere di giovani che popolano i loro Oratori, gli Ospizi, i Collegi, le Scuole Professionali, le Parrocchie, le lontane Missioni.
Le vacanze.
Uno dei momenti più delicati dell'educazione dei giovani nella mente di S. Giovanni Bosco è il periodo delle vacanze. Ed è ben naturale che il santo educatore se ne preoccupasse tanto, essendo suo primissimo pensiero che il giovane si conservasse illibato nell'anima e fedele ai suoi doveri verso Dio; mentre purtroppo nel periodo delle vacanze, lontano dai suoi educatori, con scarse comodità e maggiori distrazioni e attrattive, e forse per la trascuratezza della famiglia stessa, tale illibatezza viene esposta a continui pericoli con danno irreparabile delle anime giovanili.
Ed ecco il pensiero che inculca ai suoi giovani che stanno per andare in vacanza: « Quale grande consolazione per me, che grande fortuna per voi, se andaste a casa e ritornaste senza perdere la grazia del Signore ! Del resto riposate, state allegri, cantate, ridete, passeggiate, e fate quanto altro vi piace, purchè non commettiate peccati ».
Un'altra volta è il pensiero della presenza di Dio e dell'impossibilità di sottrarsi agli occhi di Colui che vede contemporaneamente ogni cosa in cielo e in terra. « Questo pensiero vi deve accompagnare in ogni tempo, in ogni luogo, e in ogni azione. E come oserete commettere un atto che offenderebbe il Signore Dio onnipotente, che ci ha creati, Dio misericordioso che ci ha redenti, Dio infinitamente buono, che ci ricolma ad ogni istante dei suoi benefici, Dio giusto, che potrebbe con un solo atto della sua volontà toglierci questa nostra misera esistenza ? ».
Questa è l'anima dell'educazione di Don Bosco! Questa è la febbre d'amore che lo mantiene sempre desto e preoccupato del vero bene dei giovani: l'anima sana e serena. Con questa base anche senza studi speciali di pedagogia ogni famiglia può dare dei figliuoli perfettamente educati, dei cittadini esemplari.
Combattere l'oziosità.
Ma poi non tardava a suggerire i mezzi pratici per sostenere i suoi figliuoli nel tempo delle vacanze in grazia di Dio ed insieme in santa letizia e in piena attività. « Il giovane, diceva Don Bosco, è come la macina da mulino: se non macina grano macina se stessa ». Ai giovani bisogna dar sempre qualcosa da fare. La vacanza perciò va intesa cum grano salis: che abbiano abbondante il tempo per svagarsi e giocare, per compensare la forzata riduzione di libertà che nel corso dell'anno scolastico ha pesato sulla loro vivacità. Finché giuocano, lavorano, passeggiano, si addestrano in faccende rispondenti ai gusti e all'età, Deo gratias! purché siano in buona compagnia e non si strapazzino con danno della loro salute.
E se fanno chiasso e disturbano la quiete delle persone mature, eh, ci vuole pazienza! Non è giusto star loro continuamente addosso con restrizioni, norme, apprensioni, rimbrotti. « Si dia ampia libertà di saltare, di correre, schiamazzare a piacimento » è la massima di Don Bosco che fa eco a quella di S. Filippo Neri: « Fate tutto quello che volete, a me basta che non facciate peccati ».
Ma è appunto concedendo questo libero sfogo al bollore del sangue giovanile, che poi si acquista il diritto e la possibilità di esigere l'adempimento dei doveri superiori verso Dio, i genitori, lo studio e il lavoro, la correttezza sociale e la discrezione nell'uso della libertà.
Invece vi pare giusto concedere ai giovani, per esempio, di indugiarsi a letto pigramente fino a sole alto e dimenticare affatto la preghiera e forse anche la Santa Messa alla domenica? Quanto pensate che durerà in grazia di Dio quel figliuolo che è lasciato libero di se stesso per ciò che riguarda i suoi doveri verso Dio, come se bastasse il ricordo di ciò che gli hanno raccomandato i suoi educatori ed egli avesse già una coscienza formata ?
Se non vede l'esempio dei genitori e non si sente richiamato benevolmente al dovere, quanto è facile che le buone abitudini, che costano fatica, vengano trascurate e dimesse!
Vigilanza oculata.
I figliuoli inoltre vanno assistiti e non lasciati liberi di se stessi. È una teoria pericolosa quella che presunte la bontà nei figli, o che crede sappiano regolarsi da sè non appena hanno passato i dieci o dodici anni, o che convenga far sperimentare anche il male, per irrobustirli nel carattere e nell'esperienza della vita. Oh, non la pensava così S. Giovanni Bosco, nè può pensarlo chiunque abbia senso cristiano profondo! È tanto viva in noi la tendenza al male che il nostro spirito può ben assomigliarsi a un terreno fertile abbandonato a sè stesso. Che ne fu della vigna di Renzo durante l'assenza del periodo della peste? Le erbacce s'erano fatte forti dell'inerzia del padrone e soffocavano la vigna da farla morire. Così è nel giovane il predominio delle cattive tendenze, quando si lasciano liberamente prevalere fino a soffocare la debole coscienza del bene, sempre arduo a compiersi.
Vigilanza assidua quindi, amorosa e paziente debbono esercitare i genitori sui figli, specialmente nel periodo oggi così lungo delle vacanze, affinché non abusino della loro libertà, inselvatichendo nel loro carattere per le compagnie sbarazzine, perdendo affatto l'amore alla preghiera, alla lettura sana, allo studio, all'obbedienza, al lavoro, eludendo la bonomia dei genitori con assenze prolungate, con relazioni pericolose. Che meraviglia se il ragazzo lasciato libero di sè si disamora della famiglia e degli stessi genitori, diventa intrattabile e capriccioso, disubbidiente e caparbio? È ben difficile domare un giovane quando già presume di sè e della sua indipendenza, quando il serve cattivo o ne ha guastato il cuore e la mante! Se ciò avviene talvolta anche là dove i genitori hanno tutta l'oculatezza di esperti educatori, immaginiamoci quanto più facilmente avverrà nelle famiglie che trascurano la vigilanza e la cura dei figli nell'età più critica dai dodici ai diciott'anni.
Sentite, per concludere, la parola del Sommo Pontefice agli sposi il 7 aprile u. s. « Non sono la disciplina e la vigilanza dei genitori che formano e informano il carattere dei figli? Non è il loro esemplare contegno virtuoso che segna ai figli stessi la via del bene e della virtù e custodisce in essi il tesoro della Grazia e di tutte le virtù che le sono connesse, ricevute nel Battesimo? Badate pure che " Rade volte risurge per li rami - l'umana probitade, e questo vuole - Quei che la dà perchè da lui si chiami (Purg. VII 121-3) ". Quindi è che anche quei figli i quali hanno sortito un'indole buona, hanno bisogno di grandi cure perché siano ben cresciuti e crescano di onore al focolare domestico e al nane dei genitori ».
Ottimi Cooperatori e benemerite Cooperatrici, che avete il grande e nobilissimo cómpito di coltivare a Dio le anime dei vostri figliuoli, non cessate di pregare il Signore per essi e per voi, affinchè vi sia dato di educarli sapientemente e fortemente, per il loro più prospero avvenire e per la pace delle vostre famiglie.
Ma ricordate bene il pensiero di S. Giovanni Bosco: soprattutto amate in essi l'illibatezza e la preziosità dell'anima.
La situazione eccezionale creata dalla guerra non ha permesso l'arrivo tempestiva di tutte le adesioni indirizzate dalle diverse parti del mondo al nostro Rettor Maggiore in occasione del suo Giubileo Sacerdotale. Diamo tuttavia almeno l'elenco di quelle pervenute al momento di andare in macchina. Oltre a quelle di cui abbiamo riprodotto il testo nel Bollettino precedente inviarono ancora telegrammi o lettere di Adesione:
L'ALTEZZA REALE LA DUCHESSA DI GENOVA, MARIA LUISA.
Gli Eminentissimi Signori Cardinali: Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte. Decano del Sacro Collegio; Prefetto della S. Congr. Cerimoniale; Vescovo di Ostia ed Albano.
Enrico Gasparri, Vescovo di Velletri, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Francesco Marchetti-Selvaggiani, Vescovo di Frascati, Arciprete della Patriarcale Basilica Lateranense, Segretario della Suprema S. C. del Sant'Offizio, Vicario
Gen. di Sua Santità per la città di Roma e distretto. Carlo Salotti, Vescovo di Palestrina, Prefetto della S. Congr. dei Riti.
Enrico Sibilia, Vescovo di Sabina e Poggio Mirteto. Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano, Arcivescovo di Bologna.
Alessandro Verde, Arciprete della Patriarcale Basilica Liberiana.
Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano. Raffaello Carlo Rossi, Segretario della Sacra Congregaz. Concistoriale.
Pietro Fumasoni Biondi, Prefetto della S. Congr. di Propaganda Fide; Camerlengo del S. Collegio.
Federico Tedeschini, Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana; Prefetto della S. C. Rev. della Fabrica di S. Pietro; Datario di Sua Santità
Elia Dalla Costa, Arcivescovo di Firenze. Francesco Marmaggi, Prefetto S. Congr. Concilio. Pietro Boetto, Arcivescovo di Genova.
Eugenio Tisserant, Segretario della S. Congregaz. per la Chiesa Orientale.
Adeodato Giovanni Piazza, Patriarca di Venezia. Giuseppe Pizzardo, Prefetto della S. Congr. dei Seminari e delle Università degli Studi. Camillo Caccia Dominioni.
Nicola Canali, Penitenziere maggiore.
Giovanni Mercati, Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa.
Gli Ecc.mi Nunzi Apostolici:
Mons. Cesare Orsenigo, Nunzio Apostolico in Germania; Mons. Luigi Centoz; Mons. Gustavo
Testa, Delegato Apostolico in Egitto e Arabia; Mons. Carlo Chiarlo.
Gli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi:
Angelo Bartolomasi, Ordinario Castrense; Giuseppe Venturi, di Chieti ; Dionigio Casaroli, di Gaeta ; Andrea Cesarano di Manfredonia; Angelo Paino, di Messina e Archimandrita; Antonio Lega, di Ravenna, e Vescovo di Cervia; Antonio Lanza, di Reggio Calabria e Beva; Giuseppe Nogara di Udine, Giacomo Montanelli, di Vercelli; Adamo Stefano Sapieha, di Cracovia; Tomaso Muñiz Pablos, di San Giacomo di Compostella; Prudenzio Melo y Alcalde, di Valencia; Antonio Garcia y Garcia, di Valladolid; Rigoberto Domenech y Valla, di Saragozza; Agostino Parrado y Garcia, di Granata; Francesco Pascucci, Arciv. titolare di Nicea; Ermenegildo Pasetto, Arciv. titol. di Icona.
Giovanni Battista Peruzzo, di Agrigento; Luigi Maria Grassi, di alba; Nicolao Milone, di Alessandria; Vincenzo Lojali, di Amelia; Giuseppe Di Donna, di Andria; Francesco Imberti, di Aosta; Umberto Rossi, di Asti; Carlo Rossi, di Biella; Giacinto Tredici, di Brescia; Giuseppe Angrisani, di Casale; Paolo Babini, di Comacchio; G. Franciolini, di Cortona; Giacomo Rosso, di Cuneo; Antonio Scarante, di Faenza; Vincenzo Dei Signore, di Fano; Giosuè Cattarossi, di Feltre e Belluno Giuseppe Rolla, di Forlì; Beniamino Ubaldi, di Gubbio; Paolo Rostagno, di Ivrea; Giovanni Costantini, di La Spezia; Domenico Argnani, di Macerata e Tolentino; Domenico Petroni, di Melfi, Rapallo e Venosa; Achille Salvucci, di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi; Sebastiano Briacca, di Mondovì; Pio Giardina, di Nicosia; Giuseppe Castelli, di Novara; Monalduzio Leopardi, di Osimo e Cingoli; Carlo Agostini, di Padova; Evasio Colli, di Parma; Carlo Allorio, di Pavia; Gaudenzio Binaschi, di Pinerolo; Egidio Luigi Lanzo, di Saluzzo; Ferdinando Longinotti, di San Severino Marche; Umberto Ugliengo, di Susa; Egisto Melchiori, di Tortona; Antonio Mantiero, di Treviso; Giovanni Bargiggia, di Vigevano; Angelo Jelmini, di Lugano; Francesco Barda, di Premislia; Francesco Saverio de Irastorza Loinaz, di Alicante; Giuseppe Maria Alcaraz Alenda, di Badajoz; Gregorio Modrego Casaus, di Barcellona; Demetrio Echeverrìa, di Ciudad Real; Adolfo Perez y Muñoz, di Córdova; Giuseppe Cartaria Inglés, di Gerona; Lino Rodrigo Ruesca, di Huesca; Giovanni Villar y Sanz, di Jaca; Raffaele Garcia v Garcia de Castro, di Jaén; Carmelo Ballester y Nieto, di León; Emanuele Moll y Salord, Amm. Ap. di Lérida; Raffaele Balanzà y Navarro, di Lugo; Leopoldo Eijo y Garay, di Madrid; Balbino Santos y Olivera, di Màlaga; Beniamino de Arriba Castro, di Mondonedo; Tomaso Gutierrez Diaz, di Osma; Emanuele Arce y Ochotorena, di Oviedo; Marcelino Olaechea, Salesiano, di Pamplona; Feliciano Rocha Pizarro, di Plasencia; Giuseppe Eguino Trecu, di Santander; Nicanore Mutiloa, di Tarazona e Tudela; Felice Bilbao y Ugarriza, di Tortosa; Ramón Iglesias Navarri, di Urgél; Giovanni Perellei y Pou, di Vich; Saverio Lauzurica Torralba, Amm. Ap. di Vitoria; Antonio Hiltrich, Vescovo di Limburg.
Ausiliari: di Caserta, Mons. Pietro Gagnor; di Frascati, Mons. Biagio Budelacci; di Napoli, Mons. Giuseppe Maria de Nicola; di Leopoli dei Ruteni, Mons. Giov. Bucko
Titolari di: Carta, Mons. Gaetano Malchiodi, V. Amm. Pont. di Loreto; Centuria, Mons. Giuseppe Perrachon; Eudossiade, Mons. Giovanni Battista Pinardi; Maronea, Mons. Filippo Perlo; Resaina, Mons. Giuseppe Gionali.
Le Loro Eccellenze: Mons. Alberto Arborio Mella di Sant'Elia, Maestro di Camera di Sua Santità; Mons. Domenico Tardini, Segretario per gli Affari Straordinari ; Mons. Giovanni B. Montini, Sostituto per gli Affari Ordinari; Mons. Alfonso Carinci, Segretario della S. C. dei Riti; Mons. Ernesto Ruffini, Segretario della S. C. dei Seminari.
Gli Ill.mi e Rev.mi: Mons. Dante Enrico, Sostituto della S. C. dei Riti; Mons. Salvatore Natucci, Promotore Generale della Fede; Mons. Giovanni Rossi, Sostituto della S. C. per la Chiesa Orientale; Mons. Mariano Rampolla del Tindaro, SottoSegretario della S. C. dei Seminari; Mons. Giuseppe Monticone. Archivista Generale della S. C. di Propaganda; Mons. Carlo Veneziani, Officiale della S. C. del Concilio; Mons. Pietro Ercole, Segret. Gen. della Pont. Op. per la Preserv. della Fede in Roma; Rev.mo P. M. Mariano Cordovani, dei Predicatori, Maestro del S. Pal. Ap.; Mons. Federico Callori di Vignale; il Vicario Capitolare di Fossano, Can. Antonio Lamberti ; il Vicario Capitolare di Orense, Mons. Luigi Carvalho; numerosissimi Vicari Generali e Rettori di Seminari.
P. Abb. Don Fedele de Stotzingen, Abate primate dei Benedettini Confederati; P. Martino Stanislao Gillet. Maestro Generale dei Frati Predicatori; P. Alessio Ambrogio Magni, Vicario Generale della Compagnia di Gesù; P. Policarpo Schmoll, Delegato Generale dei Frati Minori; P. Giuseppe Del Buono, Superiore Generale degli Scolopi; P. Leonardo Mazzucchi, Superiore Generale dei Servi della Carità; Ecc.za Mons. Lorenzo Maria Balconi, Arcivescovo titolare di Gerapoli, Superiore Generale del Pontif. Istit. Missioni Estere di Milano; P. Domenico Pechenino, Rettor Maggiore Oblati di Maria Vergine; P. Gaudenzio Barlassina, Superiore Generale dell'Istituto Missioni Consolata di Torino; P. Luigi Casaril, Superiore Generale dei Giuseppini del Murialdo; Sac. Carlo Sterpi, Superiore della Piccola Opera Divina Provvidenza; Don Giovanni Calabria, Superiore Generale dell'Istituto della Divina Provvidenza; Fratel Arese Casimiro, Vicario Generale dei Fratelli Scuole Cristiane; Sac. Mario Viola, Vicario Generale dei Giuseppini di Asti; P. Villaroya Ezechiele, Vicario del Superiore Generale dei Claretiani; P. Arcadio Larraona, della Curia Generalizia dei Claretiani; P. Costantin Antonio, Procuratore Generale dei Padri Bianchi;
Fratel Francesco di Maria, Assistente Generale dei Fratelli delle S. C. per l'Italia; Fratel Alcimo Maria, Procuratore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane; Fratel Leone di Maria, Postulatore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane; P. Francesco Menocchio, Provinciale Torinese dei Gesuiti; P. Antonio Maria Mellica, Provinciale dei Barnabiti a Torino; P. Benizio Maria Botta, Provinciale dei Seni di Maria a Torino; P. Carlo Rista, Provinciale dei Dottrinari; P. Teodosio Muriaudo, Ministro Provinciale dei Minori in Torino; Ecc. P. Agostino Gemelli, OFM, Rettor Magnifico Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Mons. Carlo Respighi, per la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ed anche per l'Associazione Italiana di Santa Cecilia; P. Paolo Dezza, S. J., Rettor Magnifico delle Pontificia Università Gregoriana; Mons. Francesco Roberti, Decano della Facoltà di Diritto del Pont. Ateneo Lateranense; Mons. Giovanni Galbiati, Prefetto dell'Ambrosiana, Milano; P. Mastegani, S. J., Direttore della « Civiltà Cattolica »; Mons. Luigi Benna, Canonico Prevosto Capitolo Metropolitano di Torino; P. Gius. Ambrogio, Sup. dei Filippini in Torino; P. G. Missaglia, Sup. dei Sacramentini in Torino; Sac. Felice Magnetti, Sup. degli Artigianelli in Torino; P. Clemente Cavassa, Rettore della Facoltà Teologica dei PP. Gesuiti in Chieri; Mons. Federico Sargolini e Prof. Comm. Luigi Gedda, Assistente e Presidente della Giov. Masch. di A. C. I.; Mons. Cavagna Alfredo e Dott. Armida Barelli, Assistente e Presidente della Giov. Femm. di A. C. I.; Prof. Giulio Andreotti, Presid. Centr. degli Universitari di A. C. I.; Prof. Leopoldo Saletti, Presid. Dioces. della Giov. Masch. di A. C. di Torino; Can. Vincenzo Rossi, Delegato Arciv. di Torino per l'A. C. I.; Can. Gius. Garneri, Avv. Cav. Giovanni Bovetti e Prof. Rodolfo Arata, per l'Opera Diocesana Torinese per la Stampa Cattolica; Mons. Bruno Barbieri di Vicenza; Mons. Giulio Baroli, Provicario Ger. di Novara; Mons. Vincenzo Barale; Mons. Paolo Brus;; Mons. Lorenzo Oddone; Mons. Gius.Calandra; Mons. Carlo Fedele Savio; Mons. Pietro Clem. Malfatti; Mons. Edoardo Bosia; Mons. Giov. Galimberti; Can. Gius. Cappella.
Autorità e Personalità: Ambasciatori: Ecc.za Llobet Giuseppe Emanuele, Ambasciatore Straordinario e Ministro Plenipotenziario dell'Argentina presso la Santa Sede; Ecc.za Accioly Ildebrando Pompeu Pinto, Ambasciatore Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Brasile presso la S. Sede.
Eccellenze: Paolo Thaon di Revel, Grand'Ammiraglio, Duca del Mare; Gen. Des. d'Armata Arturo Vacca Maggiolini; Lorenzo Barco, Generale di Corpo d'Armata; Conte Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon; Giuseppe Bottai; Conte Paolo Thaon di Revel; Edmondo Rossoni; Riccardo Del Giudice; Orazio Pedrazzi; Gustavo Colonnetti; Arturo Farinelli; Modesto Panetti; Giancarlo Vallauri; Pietro Canonica; Vincenzo Càsoli; Alfredo Frassati; Edoardo Rubino; Guido, Palmardita, Prefetto di Grosseto; Gen. Alberto Roberti; Gen. Claudio Piumatti; Gen. Fumero Amedeo Oreste; Gen. Antonio Bolzonella.
Senatori: Giovanni Agnelli; Luigi Burgo; Oreste Mattirolo; Isaia Levi; Luigi Giampietro; Conte Nomis di Cossilla.
L'A. il Principe Giovanni Maria Gonzaga di Vescovato; Dott. Dirk von Langen, Console Generale di Germania a Torino; Comm. Nazareno Padellaro, Direttore Generale Ordine medio, Minist. Ed. N.; Comm. Gr. Cn. Giulio Santini, Direttore Generale Affari Generali e personale Ed. N.; Comm. Erberto Guida, Direttore Generale Ordine Tecnico, Minist. Ed. N.; Gr. Uff. Edoardo Scardamaglia, Direttore Generale Accademie e Bibliot. Minist. Ed. N.; Cav. Uff. Dottor Giuseppe Monti, Direttore Generale della Sanità al Minist. Interno; Barone Michele Tucci, Direttore Gener. Affari Generali, Minist. Agric. For.; Cons. di St. Giuseppe Montemurri; Gr. Cordone Domenico Lanza, Dirett. Gen. Gran Magistero Ordine SS. M. e L.; Cons. Naz. Conte Giancarlo Camerana; Gr. Uff. Dott. Avv. Guerrino Ragazzoni, Dirett. Gener. Amministraz. Ospedale Maggiore di Torino; Barone Arnaldo Moro, Prefetto del Regno; Comm. Federico Rendina, Questore di Torino; Conte Carlo Calassi Paluzzi, Presidente Reale Istituto Studi Romani; Dott. Carlo Balestri, R. Provv. agli Studi di Milano; Dott. Luigi Ricca, Ispettore interprovinc. Lavoratori Industrie; Conte Cesare d'Emarese di Vaginay, Presidente Unione Provinciale Fasc. Agricoltori di Tor.; Gr. Uff. Alfredo Laezza, Presidente Consorzio provinc. istruz. tecnica; Cav. Ernesto Richard, Ispettore dell'agricoltura; Dott. Luigi Cavazza, dell'Ispettorato agrario di Carmagnola; Uff. Riccardo Dal Piaz, R. Primo Ispettore Scolastico; Colonnello Osvaldo Bozino; Comm. Dante Castelli, dell'« Italica Gens », Roma; Marchesa Carmen Compans di Brichanteau pel Comitato Centrale Dame Patronesse; Ing. Bianchi per l'Unione Don Bosco fra Insegnanti; Gr. Uff. Enrico Moncalvo, Luogotenente di Baly dei Cavalieri Mercedari Piemontesi.
Hanno inoltre inviato cordialissime adesioni tutti i Rev.mi Direttori Diocesani e Decurioni dei nostri Cooperatori; le Presidenze delle Unioni Exallievi ed Exallieve, e dei Comitati Dame Patronesse; tutti i nostri Cappellani militari, ed innumerevoli benefattori, ammiratori ed amici.
Dalle Case dell'Estero: Alcuni giorni prima della cara data il nostro Procuratore Generale a Roma dott. D. Francesco Tomasetti aveva letto alla e Radio Vaticana » un messaggio del nostro Prefetto Generale, sig. D. Berruti, che ne dava l'annuncio e il programma. Giunsero finora, in risposta, fervidi telegrammi da:
MADRAS: S. E. Mons. Mathias, Arcivescovo, pei Salesiani, Confratelli e Suore dell'India. GERUSALEMME: Don Canale, Confratelli e Suore della Palestina ed Egitto.
ISTANBUL: Don Laleta e Confratelli di Turchia. TEHERAN: Don Del Mistro e Confratelli. GIAPPONE: Mons. Cimatti, Salesiani, Suore. BUENOS AIRES: Don Reyneri, Salesiani, Suore, Alunni, Cooperatori, Exallievi dell'Argentina. RAJABURI: Ecc. Mons. Pasotti, Ispettore Don Casetta, Salesiani e Suore della Tailandia. BOMBAY: Don Maschio, Salesiani, Alunni, Cooperatori.
MORDENSURREY: Ispettore Don Couche e Confratelli.
CONGO BELGA: S. E. Mons. Sak, Vicario Apostolico, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. COLOMBIA: Don Bertola, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e Exallievi.
BRASILE: Don Chaves, Confratelli e Suore. EQUATORE: Don Corso, . Confratelli e Suore.
Il Rettor Maggiore Grande Ufficiale dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Pochi giorni dopo la celebrazione della festa giubilare, l'Eccellenza il Prefetto di Torino trasmetteva al nostro venerato Rettor Maggiore la notificazione della sua nomina a Grande Ufficiale dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Mentre riproduciamo l'autorevole documento, cogliamo l'occasione per esprimere alla Maestà del Re Imperatore la nostra profonda gratitudine per la nuova testimonianza di benevolenza e di apprezzamento dell'apostolato del IV Successore di San Giovanni Bosco, protestando all'Augusto nostro Sovrano tutta la devozione della Famiglia Salesiana.
IL CAPO DI GABINETTO Roma, 26-5-1943-XXI DEL MINISTRO DELL'INTERNO
Rev.mo Padre.
Cav. di Gr. Cr. Don Pietro Ricaldone
Rettor Maggiore dei Salesiani.
Con Sovrano Motu Proprio» in data 26 maggio 1943-XXI la maestà del Re Imperatore, su proposta del Ministro dell'Interno, Si è compiaciuta insignirVi della onorificenza di Grande Ufficiale nell'ordine dei S.s. Maurizio e Lazzaro.
Nel darVi comunicazione di quanto sopra, con riserva di inviarVi il magistrale diploma appena perverrà dalla Cancelleria dell'Ordine, mi è gradito esprimere il mio compiacimento per l'onorifica distinzione conferitavi.
Il Capo di Gabinetto
BINDI Dott. BINDO.
Riprendiamo la cronaca dal mese di marzo. La festa più solenne fu quella di S. Giuseppe alla quale parteciparono anche 150 dei nostri alunni artigiani sfollati. Vennero a Torino digiuni, col loro pezzo di pane in tasca, per poter fare la Santa Comunione, e rimasero fino al tardo pomeriggio partecipando alla Messa cantata ed alla processione con edificante fervore. Il Rettor Maggiore, che al mattino aveva celebrato la Messa della Comunità, chiuse le funzioni colla Benedizione Eucaristica. Un bel numero di giovani rinnovarono, come nei mesi scorsi, la testimonianza della loro pietà al primo venerdì del mese di aprile, sobbarcandosi agli stessi disagi per fare la Santa Comunione. La notte del 14, l'allarme ci tenne nel rifugio per quasi quattro ore. Grazie a Dio, non ci fu bombardamento!
Colla domenica delle Palme incominciammo a rivivere un poco del fervore del cielo pasquale. La popolazione della parrocchia si era preparata con una settimana di predicazione. Alla funzione della benedizione delle Palme la chiesa era affollata quasi come nei tempi ordinari. Mancavano però i nostri 700 giovani.
Ma, il lunedì santo, cominciarono ad affluire centinaia e centinaia di soldati accompagnati dai loro ufficiali e guidati dai rispettivi cappellani pel precetto pasquale. In certe ore la Basilica era gremita dai cari figliuoli che soddisfacevano al precetto con grande pietà e divozione. Lo stesso giorno i nostri alunni artigiani esterni cominciarono i loro Esercizi Spirituali, con orario ridotto al tempo disponibile, ma con quattro prediche regolari quotidiane. Vi parteciparono 229 giovani.
La notte del 19, tanto per non farci dimenticare che anche durante la Settimana Santa continuava la guerra, un altro allarme, dall'1 alle 4. Il mercoledì sera, si cantò l'Ufficio delle «Tenebre ». Il giovedì santo, celebrò il Rettor Maggiore, il quale distribuì la Santa Comunione a tutti i sacerdoti, ai confratelli ed al popolo accorso in numero assai consolante alla commovente funzione. I giovani chiusero i loro Esercizi ricevendo la Comunione Pasquale dal loro Direttore. Nel pomeriggio la basilica fu meta del grandioso pellegrinaggio di penitenza indetto dall'Em.mo Cardinale Arcivescovo. La folla riempì non solo il sacro tempio, ma tutta la piazza e le adiacenze, come il giorno della festa di Maria Ausiliatrice. L'Em.mo Cardinale Arcivescovo, dopo aver portato la Croce per tutto il percorso dalla Cattedrale, circondato dal nostro Rettor Maggiore e dai Canonici del venerando Capitolo Metropolitano e seguito dal clero cittadino, lesse la preghiera di propiziazione alla Vergine Ausiliatrice e rivolse al popolo un'affettuosa allocuzione. Impartì quindi a tutti la benedizione papale. I fedeli continuarono ad affluire anche durante l'ufficiatura e tutta la sera per la visita al « santo sepolcro ». Venne omessa la funzione della lavanda dei piedi, per l'assenza dei nostri giovani interni. Il Rettor Maggiore compi ancora la funzione del Venerdì Santo, collo scoprimento della Croce e la Messa dei Presantificati. Il Sabato Santo, celebrò invece il parroco. La funzione si svolse con perfetto ordine alla presenza di molti fedeli. Mancò però il suono giocondo delle campane e l'incubo della guerra velò di mestizia anche la gran festa di Pasqua. Tuttavia, i fedeli accorsero numerosi ai Santi Sacramenti, ed una trentina di confessori furono impegnati fin oltre l'ora della Messa cantata. Il Rettor Maggiore celebrò la Messa della Comunione generale e, dopo i Vespri e la predica del Can. De Stefani, chiuse le funzioni colla Benedizione Eucaristica.
La massa dei nostri giovani era ridotta proprio ai minimi termini: 12 cari figliuoli coi quali i Superiori divisero anche la mensa, cercando di rallegrarli quant'era possibile. I loro compagni dell'Oratorio festivo vollero concorrere con una rappresentazione drammatica che richiamò al teatrino anche alcuni cooperatori ed amici.
I chierici della Casa-madre supplirono al numeroso « Piccolo Clero » dei nostri giovani, ed i nostri coadiutori ci diedero l'impressione di una corale egregiamente affiatata.
Il 26, vigilia dell'inizio del mese di Maria Ausiliatrice, ritardato per riguardo alla Pasqua, ci diede la « buona notte » il sig. Don Ricaldone invitandoci a far nostra l'intenzione propiziatrice proposta dal Santo Padre e suggerendo di aggiungere all'invocazione « Auxilium Christianorum » anche quella di « Refugium peccatorum, ora pro nobis » per riparare agli enormi peccati che si vanno commettendo anche in questi tempi, ed ottenere la misericordia di Dio, per intercessione della Vergine, sui poveri peccatori.
Per tutto il mese di maggio continuò una consolante frequenza alla triplice predicazione tenuta dal nostro D. Ressico e dai Canonici Barberis e De Stefani; frequenza tanto più commovente alla funzione della sera perchè formata dai cittadini costretti dalle condizioni di famiglia e di lavoro ad affrontare i pericoli notturni. Riempivano quasi tutti i banchi.
Lo spettacolo di tanta fede ci confortava dell'assenza dei nostri cari giovani e delle dolorose notizie che ci giungevano dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalle Calabrie e da La Spezia ove anche le nostre Case ebbero tanto a soffrire e vari Confratelli e Suore caddero vittime dell'arma aerea.
Speciali funzioni vennero organizzate per la Pasqua degli studenti di varie pubbliche scuole e di masse di operai.
Per la cronaca della novena e della festa di Maria Ausiliatrice rimandiamo all'annesso periodico che ne fa la descrizione particolareggiata.
Roma - L'Em.mo Cardinale Salotti commemora il Card. Giovanni Cagliero.
Sabato 15 maggio, alle 17,30, si è svolta nell'aula magna dell'« Angelicum » una delle più grandiose ed interessanti «edizioni » del Giornale Parlato per illustrare la figura del grande missionario Salesiano: il Cardinale Giovanni Cagliero.
La riunione si è iniziata con brevi parole pronunciate da Maria Luisa Fiumi la quale ha posto in evidenza il carattere missionario e italiano della seduta del « Giornale Parlato », da lei fondato e cosi egregiamente diretto, additando nella Società Salesiana la benemerita Famiglia religiosa che, alla scuola del santo Fondatore, Don Bosco, educa i figli del popolo al culto della Religione e all'amore della Patria e del lavoro.
Ha preso quindi la parola Sua Eminenza il Cardinale Carlo Salotti, esaltando - coll'eloquenza che gli è propria e con quell'affetto che nutre per l'Opera salesiana - nell'Em.mo Card. Giovanni Cagliero, uno dei più insigni pionieri degli ultimi tempi. Un pioniere che ha legato il suo nome al Piemonte del quale portava nel sangue la tempra, la fierezza, la realtà; alla Società Salesiana, della quale fu lustro e motivo di legittimo vanto; alla Patagonia, che redense dalla barbarie e chiamò alla vita civile; alla Chiesa, cui rese immensi servigi nell'America Latina; alla porpora cardinalizia che seppe illustrare con l'ingegno, col lavoro e con lo splendore delle più alte virtù evangeliche. Ma chi - si domandava subito il Cardinale Salotti - formò quest'Uomo e ne fece un pioniere di fede e di civiltà ? E soggiungeva: Io debbo pronunciare un nome, e vorrei pronunciarlo in ginocchio, un nome che è sul labbro e nel cuore di tutti gli Italiani: un nome che al di là delle nostre frontiere è scritto a caratteri d'oro nei fasti delle nazioni civili: un nome che fa fremere di entusiasmo le giovinezze di tutti i continenti: un nome che per l'umanità, per la civiltà, per la Chiesa rappresenta una fiammante bandiera di spirituale rinascita e di ardimentose conquiste: il nome di S. Giovanni Bosco.
E con alata e incisiva parola il Porporato, che è tra i più autorevoli biografi del Santo, lo presentava all'attenta assemblea come il più abile organizzatore di opere benefiche reclamate dai suoi tempi; il più formidabile lavoratore nel campo dell'apostolato durante il secolo XIX; l'educatore incomparabile che conobbe ed insegnò l'arte di conquistare la gio ventù al lavoro, all'economia, alla verità e al bene; il santo geniale, che colla preghiera, il sacrificio e la pratica delle più eroiche virtù, specie colla carità più ardente seppe ascendere ai vertici della santità e rendersi degno di venir canonizzato da quel grande ed intrepido Papa che fu Pio XI, al quale la Provvidenza aveva riserbato l'onore di elevare ai supremi fastigi degli altari quel povero Don Bosco, che nel fiore della sua giovinezza egli aveva conosciuto a Torino nelle officine di Valdocco.
Fu Don Bosco a plasmare ed a formare Giovanni Cagliero all'azione missionaria.
Ricordato quindi il primo incontro del giovane col Santo, gli anni trascorsi all'Oratorio di Torino, la eroica carità prestata ai colerosi, l'elevazione al sacerdozio e la partenza per le Missioni, l'Em.mo s'indugiò ad illustrarne l'apostolato missionario svolto nella Patagonia, tratteggiando infine le due ultime tappe della vita di Giovanni Cagliero, nominato prima Delegato Apostolico presso i governi di cinque repubbliche dell'America Centrale e poi nel 1916 da Benedetto XV creato Cardinale di S. Romana Chiesa.
La porpora, soggiungeva Sua Eminenza, onora sempre l'uomo, ma in questo caso era il missionario che onorava la porpora. E sotto la porpora seguitò a palpitare il cuore del missionario. Malgrado i suoi settantasette anni continuò a lavorare instancabilmente nella diocesi. di Frascati, di cui fu Vescovo, e prese parte a Congressi eucaristici in Italia ed in varie nazioni di Europa.
Questo gigante dell'apostolato moriva ad 88 anni in Roma. Quella morte non era un tramonto melanconico, ma l'aurora di nuove speranze che risorgeranno. Attorno alla sua salma non era la funebre elegia, no; si cantava il canto dell'immortalità. Attorno al suo sepolcro non era il silenzio ma risuonava la voce della gloria. Il suo nome non è avvolto nelle tenebre dell'oblio, ma è irradiato da una luce inestinguibile.
« Nel genio apostolico e missionario del Cardinale Giovanni Cagliero - concludeva con smagliante ed infuocata parola l'Eminentissimo Oratore - io saluto e riconosco, in quest'ora di grande trepidazione, il genio della Patria. Genio multiforme che si è affermato nei secoli su tutti i campi della fede, della santità, dell'eroismo, della cultura, dell'arte, della poesia, della scienza, della filosofia, delle scoperte più meravigliose, genio che ha brillato e brilla di luce limpidissima attraverso i nomi gloriosi di Francesco d'Assisi, di Tommaso d'Aquino, di Dante, di Raffaello, Leonardo, Michelangelo, Galileo, Volta, Marconi. Genio che Dio ha dato quale privilegio speciale alla nostra Italia perchè fosse la maestra del mondo e svolgesse una missione provvidenziale di fede e di civiltà. Gli stranìeri ci potranno strappare delle terre, ma non riusciranno mai a strapparci quel genio che Dio ci ha largamente donato, genio della più pura e più alta spiritualità che ci ha assicurato un primato nella storia. E sono convinto che questo genio squisitamente cattolico, che è la nostra gloria, sarà anche il pegno e il segreto della nostra salvezza ».
Fervidi, prolungati applausi coronarono la mirabile orazione e dissero subito all'Em.mo anche la gratitudine della Famiglia salesiana.
Molto applaudito anche il programma musicale eseguito dalla Schola cantorum dell'Istituto Salesiano.
La riunione, conclusasi con la proiezione di una parte del film salesiano « Conquistatori d'anima » è stata onorata dalla presenza dell'Em.mo Cardinale La Puma, nostro Protettore; degli Ecc.mi Monsignori: Bartolomasi, Nuti, Vannucci, Bracci e Carinci; del col. Del Gesso in rappresentanza del Ministero della Guerra; di alte personalità, tra le quali, le LL. EE.: Orestano, Rolandi-Ricci, Di Donato, Montemurri, Pende; il Presidente della Corte di Appello, il generale Tua; i senatori Rebaudengo, Montresor, Bergamini; i monsignori Rosso, Natucci, Vagni ed altri Prelati; la marchesa Berlingeri, Dama di Corte di S. M. la Regina Imperatrice, il comm. Montaini, in rappresentanza degli Invalidi di guerra, D. Tomasetti, Don Berta, il P. Boyer e altre personalità religiose con una folta rappresentanza dell'aristocrazia romana.
Noi, commossi di questa nuova prova di paterna benevolenza, desideriamo ripetere a Sua Eminenza il nostro grazie anche da queste colonne; tanto più che abbiamo nell'anima e nel cuore ancora viva l'eco della affettuosissima lettera inviata al nostro venerato Rettor Maggiore in occasione del suo Giubileo sacerdotale. Ci piace anzi riportar qui la fervida preghiera in cui Sua Eminenza raccolse, durante la celebrazione del Santo Sacrifizio, i suoi cordialissimi voti.
Signore misericordioso, consolatelo, perché ha bisogno di conforto in mezzo alle sventure che la guerra va procurando alla sua Società Salesiana. Date di salute piena e coraggio intrepido perché in questo periodo così difficile egli possa guidare la nave affidatagli dalla Provvidenza e condurla vittoriosamente a buon porto per il bene di tanta gioventù e per la prosperità di quelle Missioni, sulle quali è inalberato il vessillo salesiano. Esaudite le preghiere, gli auguri, i voti che per lui si sciolgono in questo giorno in ogni parte della terra, affinchè i vostri doni divini discendano abbondanti sul vostro Ministro che vi ha servito con tanto ancore, con tanta fedeltà, con tanta dedizione.
Il Signore, per intercessìone di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, rimuneri Sua Eminenza di tanta bontà e gli conceda di potere prestare ancora per lunghi anni alla Santa Chiesa il fervore del suo ministero che tanto splendore accresce alla Sacra Porpora Romana.
Pisa - Un'ottima iniziativa della Libreria Salesiana Arcivescovile.
Sotto la direzione di Don Telio Taddei, la nostra Libreria di Pisa ha preso, da oltre un anno, l'iniziativa di una pubblicazione periodica che raccoglie le migliori penne del campo cattolico alla diffusione del genuino spirito cristiano. Il titolo della collana Il crivello dice chiaramente il proposito di mantenerla ad una quota di apostolato che concorra decisamente alla elevazione spirituale soprattutto della gioventù. E realmente, a giudicare dai primi volumi, i collaboratori mettono genio e cultura a servigio delle anime con una fedeltà col un amore che legittimano le più nobili speranze.
Trattano temi di attualità con tanto senso d'arte e con tal rettitudine di coscienza da offrire un vero orientamento vitale agli spiriti anelanti alla bontà di un ordine decisamente cristiano. Abbiamo letto: Primavera '900, di Icilio Felici; Società Cristiana, di Igino Giordani; Il poemetto del pastore, di Piero Chiminelli; Amici, di Lorenzo Bracaloni; Il viaggio dell'orto, di Agostino Turla; Dietro la Croce e Impegno con Cristo, di Primo Mazzolari; e La diga dei nostro D. Cojazzi. E ci siamo sentiti subito come trasportati al seguito di una santa Crociata, che impegna gli illustri scrittori sinceramene e profondamente cattolici alla più urgente e sublime missione. La gioventù studiosa, professionisti ed intellettuali hanno quindi assicurata una preziosa biblioteca di serena e sicura ispirazione all'intonazione ed alla valorizzazione della vita.
Le Associazioni, poi, di Azione Cattolica hanno anche una nuova fonte di formazione a quella dignità ed a quell'apostolato che è collaborazione con Dio nella salvezza delle anime. Auguriamo pertanto di gran cuore il maggior successo all'iniziativa, che ha già incontrato anche il plauso autorevole dalla Santa Sede e nell'ora che volge ha indubbiamente una funzione altamente provvidenziale.
Per informazioni ed ordinazioni basta rivolgersi alla Libreria Salesiana Arcivescovile di Pisa.
Verona - L'Em.mo Card. Patriarca di Venezia alla commemorazione del Ven. Domenico Savio.
Il 2 maggio u. s. il nostro Istituto Don Bosco ha dedicato una bella giornata alla commemorazione del ven. Domenico Savio. E lo splendore della Sacra Porpora del Patriarca di Venezia, Em.mo Adeodato Piazza, ha fatto assurgere la celebrazione alla massima solennità.
Sua Eminenza arrivò il pomeriggio del giorno precedente, accolto alla stazione da S. E. il Vescovo di Verona, Monsignor Cardinale, dal Vescovo di Bertinoro, Mons. Gardini, dalle Autorità, dall'Ispettore Salesiano e dal Direttore dell'Istituto. Settecento alunni gli diedero il benvenuto nell'ampio cortile pavesato a festa. Accanto al Porporato era anche il Vicario Generale della Diocesi Mons. Manzini. A sera, nella magnifica chiesa di S. Giovanni Bosco, alla funzione mariana, il Cardinale esortò i giovani ad imitare Domenico Savio nell'amore verso la Madonna, adducendo i tre motivi che ci convincono della necessità di questa devozione: l'essere cattolici, per i quali è un segno distintivo e di predilezione; l'essere giovani, per i quali è una necessità di vita; l'essere italiani, per i quali è dovere tramandatoci dalla bella e nobile tradizione dei nostri antichi che vedevano in Maria SS.ma la Patrona e la Castellana d'Italia.
Poi passò nei laboratori a benedire una nuova macchina tipografica e ad ammirare la modernissima attrezzatura delle nostre Scuole Professionali.
Il giorno seguente il Cardinale celebrò la S. Messa della Comunione generale, e al Vangelo - in una paterna allocuzione - illustrò la grandezza e le cause della santità di Domenico Savio: anzitutto la grazia di Dio che edifica e fortifica, gratia Dei sum id quod sum, sono quel che sono per la grazia di Dio (S. Paolo); poi la corrispondenza del santo giovane: gratia in me vacua non fuit (id.) la sua grazia non rimase sterile in me. Terminò esortando gli alunni a pregare perchè il Signore voglia fare splendere di luce sempre maggiore le virtù del suo servo fedele che S. G. Bosco stesso propose a modello della gioventù. La manifestazione ebbe il suo culmine nel teatro con l'Accademia commemorativa.
La banda iniziò il programma con una marcia trionfale cui seguì un poderoso coro della massa dei giovani abilmente diretta dal M° D. Dal Santo. Quindi il prof. Vittorìo Chizzolini tenne il discorso ufficiale ricostruendo alla luce di alcuni episodi della vita di Domenico Savio le meravigliose teorie pedagogiche del santo Educatore. La Schola dell'Istituto, con accompagnamento di orchestra, eseguì l' Ave Maria del Ramella e la Barcarola Veneziana dell'Antolisei.
Un dialogo spigliato e brioso riprodusse la scena famosa di Domenico Savio che, postosi col Crocifisso alzato fra mezzo a compagni adirati, impedì un duello rusticano a colpi di sasso.
Prese allora la parola Sua Eminenza affermando essere uno solo ìl mezzo necessario per far cessare tante lacrime e sciagure, che erano state quasi dimenticate in quell'ora di serena letizia: aver tanti e tanti giovani che siano capaci di vivere col crocifisso alto fra le mani per dire agli uomini la parola della pace e dell'amore. « L'avvenire è dei giovani purchè - concluse - siano di fede robusta, di carità ardente, come Domenico Savio; allora il mondo andrà meglio ».
Scroscianti applausi e le acclamazioni liturgiche posero fine al trattenimento tanto gustato. Nel pomeriggio Sua Eminenza lasciò l'lstituto fra rinnovate fervide manifestazioni di gratitudine e devozione.
PARAGUAY - URUGUAY
L'Ispettore Don Luigi Vaula, ai primi di aprile inviava al Rettor Maggiore le seguenti notizie:
« Ho passato tre mesi circa nel Paraguay. Dovunque si lavora assai, malgrado la scarsità del personale, e si fa del gran bene. Si sente proprio l'assistenza del nostro Santo Fondatore.
A Concepción colle scuole elementari e secondarie di Commercio (sei corsi con seicento alunni circa), l'Oratorio Festivo, la Parrocchia molto fiorente, nonchè il Collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice che ha scuole elementari ed anche normali, i nostri hanno in mano, si può dire, la gioventù della città. La circoscrizione della Parrocchia a noi affidata conta venti centri abitati, a grande distanza l'uno dall'altro. Il sacerdote le visita una volta al mese, amministrando i SS. Sacramenti. Ogni domenica e festa di precetto le singole popolazioni si radunano nella rispettiva chiesa sotto la guida dei dirigenti delle associazioni di
Azione Cattolica, bene organizzate e dirette. Catechisti all'uopo preparati spiegano la dottrina a grandi e piccoli, e guidano la recita del Rosario. Per grazia di Dio le autorità locali sono uomini di riconosciuta virtù, membri di Azione Cattolica, che sbandirono tutte le feste profane, pericolose per la gioventù.
» Il Governo ha offerto ai nostri la direzione della Scuola Normale Maschile nel nostro Collegio Mons. Lasagna di Asunción, incaricandoli pure di un programma di studio per la scuola normale ed elementare della esazione e dei libri di testo corrispondenti. Procureremo di corrispondere a tanta fiducia, sicuri di poter fare un gran bene, eliminando quanto è contrario allo spirito e alla castigatezza cristiana.
» La devozione a Maria SS. Ausiliatrice è diffusa in tutte le popolazioni; e dovunque se ne celebra la festa con solennità.
» Nella piccola città di Concepción quest'anno prese proporzioni eccezionali. Per circostanze provvidenziali si trovava nella città il Presidente delle Repubblica, Gen. Morinigo. Orbene, non solo accettò di assistere alla Processione, ma spontaneamente volle coi Ministri di Stato portare la statua della Madonna fra l'entusiasmo delirante del popolo.
» Grandiosa riuscì pure la festa di Maria Ausiliatrice in Asunción. I giornali hanno parlato di cinquanta mila persone presenti alla manifestazione religiosa, il che è straordinario in una città di cento mila abitanti. Vi presero parte l'Ecc.mo Arcivescovo, Mons. Sinforiano Bogarín, l'Ecc.mo Rappresentante della Santa Sede, Mons. Liberato Tosti, il Vescovo Ausiliare Mons. Giuseppe Mena Porta, le autorità militari, le scuole di Marina e di Aviazione.
» Nelle Case dell'Uruguay le cose in generale procedono normalmente. Si è celebrato, nella Casa di Formazione di Manga, il centenario della nascita di Domenico Savio con un Congressino sulle virtù del Venerabile: ha fatto molto bene a tutti. Altre accademie e congressini si vanno celebrando pure in tutti i collegi. Verso la fine del mese di settembre si terrà un Congresso Ispettoriale delle Compagnie Religiose sullo stesso tema: ne speriamo un risveglio sempre più accentuato nello spirito di pietà, di modestia, di apostolato e soprattutto nella fioritura di vocazioni. Grazie a Dio in tutte le Case regna un santo entusiasmo per lo studio del Catechismo. Gli Oratori festivi sono pure assai fiorenti. In una prossima lettera darò più particolareggiate notizie ».
Dai Campi di Internamento.
Da una lettera dell'Ispettore Dott. Don GIOV. Battista Canale, in data 12 gennaio 1943:
... Facciamo del nostro meglio per non rimanere in ozio. Al nostro Campo N. 10 la vita ferve. Dalla casa annessa le Figlie di Maria Ausiliatrice disimpegnano il lavoro di cucina e di guardaroba, e ci sono di grande aiuto.
A Beitgemal vi sono dodici confratelli e trenta giovani ricoverati: tutto procede regolarmente. L'annata è stata buona e perciò non sentono i rigori delle circostanze. A Cremisan, con D. Morosini a capo, vi sono altri sette confratelli ed anche colà la vita si svolge normale. In occasione di lavori straordinari per la campagna o per la cantina, le autorità permettono a tre o quattro confratelli del nostro Campo dì accorrere in aiuto e di rimanere colà auche tre mesi di seguito.
Nazareth ospita circa cinquecento giovani polacchi; due nostri chierici della stessa nazione vi insegnano il Catechismo. Don Crosez, sempre tenace come un buon savoiardo, rimane alla custodia della casa. A Caifa, quattrocento allievi popolano la nostra scuola, istruiti e diretti dal personale laico che già precedentemente lavorava con noi. Don Farrugia ufficia la chiesa e fa da direttore spirituale alla scolaresca. Le case di Gerusalemme e di Tantur sono occupate da altri; la campagna è affidata a mezzadria. In Egitto sono chiuse le case di Porto Said, Ismailia, e Suez; sono invece attivissime quelle del Cairo e dì Alessandria. E si comprende: la popolazione scolastica, che prima era divisa in varie scuole, ora si concentra in quegli Istituti i quali sono davvero rigurgitanti di allievi.
I confratelli di Alessandria quasi tutti sono. ritornati fra le mura del Collegio Don Bosco per attendere alla scuola. I sacerdoti impegnati nei Campi lavorano veramente da apostoli e fanno un gran bene; i pochi confratelli laici che vivono con loro si mantengono all'altezza della loro vocazione. Ne sia ringraziato il Signore!
Tutti i confratelli che vivono in Palestina ed Egitto confidano molto nelle preghiere dei nostri Cooperatori...
Rev.mo ed amat.mo Padre,
il nostro sig. Ispettore desidera che ogni mese le giunga una lettera dal nostro Campo per tenerla al corrente della nostra vita. Ed io son felice che tocchi a me, in questo mese, il gradito incarico di farle avere nostre notizie. La salute generale è assai migliorata: qualche indisposizione leggera; ma malattie gravi, per ora, nessuna. Malgrado la forzata condizione in cui ci troviamo, non è diminuita la nostra attività di Figli di Don Bosco. I chierici studiano con lodevole impegno. Oltre alle materie principali del corso teologico e filosofico, si applicano con entusiasmo all'apprendimento delle lingue, specialmente dell'arabo. Ogni quindici giorni, per iniziativa dell'Ispettore e sotto la sua presidenza, si tiene nel teatrino una pubblica esercitazione in arabo, che si svolge con indirizzo pratico: conferenzine, spiegazioni di Vangelo, « buone notti », confessioni, avvisi per lo studio, per la chiesa, pel teatrino, ecc. C'è campo per tutti, pei provetti e pei principianti. Recentemente piacque assai l'esposizione in arabo, fatta da D. Derossi, di un programma completo per lo studio di tale lingua dal primo anno di ginnasio fino all'ultimo corso di teologia. Il programma venne abbozzato dall'Ispettore col concorso dei nostri migliori arabisti; ora è allo studio per una rielaborazione esauriente prima che si passi alle stampe. Encomiabili frutti hanno prodotto le esercitazioni catechistiche fatte dai nostri teologi, pubblicamente, in teatro, alla presenza dei Superiori e dei compagni. Oggi i nostri novelli sacerdoti si prodigano con disinvoltura nella predicazione, con sodezza di dottrina e correttezza di forma veramente lodevoli. L'Ispettore avrebbe anzi intenzione di ottenere dalle autorità competenti una sessione legale per esami di abilitazione magistrale e licenza liceale. Sarebbe una benedizione!... Intanto i novelli sacerdoti oltre a seguire il programma del quinquennio teologico, si prestano a far scuola ai giovani chierici ed alla piccola sezione di giovinetti italiani raccolti nel nostro Campo. Anche i nostri coadiutori non perdono tempo: oltre ai lavori del Campo, studiano e si istruiscono sia privatamente che collettivamente. La vita religiosa fiorisce in piena regolarità: conferenze, esercizio di buona morte, frequenza dei sacramenti, funzioni grandiose con musica scelta. Ci vibra ancora nell'animo l'eco della festa di Don Bosco, riuscita veramente solenne. Il teatrino, la banda, i canti rallegrano la comunità e concorrono a sostenere il morale. Ci è giunta la preziosissima sua « strenna » con la circolare che la precede: l'Ispettore l'ha presentata in una commovente conferenza ed ora la si medita alla lettura spirituale col proposito di far tesoro dei suoi paterni suggerimenti. Vorremmo far di tutto per attestarle il nostro affetto filiale, soprattutto in questo anno giubilare. Il Signore terrà conto della nostra buona volontà e delle nostre preghiere incessanti.
Ci benedica, amatissimo Padre, e preghi per noi.
Aff.mo in G. C. Sac. ANTONIO CANDIANI.
Campo 10 (Palestina), 5-II-1943. Amat.mo Sig. Don Ricaldone,
il suo messaggio giunse proprio opportuno alla chiusura dei nostri Esercizi spirituali in cui ho avuto la gioia di ricevere la professione religiosa di cinque nostri confratelli giunti recentemente dalla Casa di Sonada. La sua « strenna » tornò particolarmente gradita perchè molto a proposito per elevare il nostro cuore ad una serena, fiduciosa speranza in Dio nostro Padre e nella materna protezione della nostra cara Ausiliatrìce, sotto la guida e nello spirito di S. Giovanni Bosco. Quasi tutto il Campo partecipò agli Esercizi spirituali. Non avevo mai visto una muta così numerosa. Anche qui il Signore ci affida una grande missione. La festa dell'Immacolata, che abbiamo celebrato secondo il nostro programma salesiano, riuscì un trionfo. La Madonna ci vuole veramente bene. Anche il Natale riuscì molto solenne, con due Messe pontificali! Così la nostra vita trascorre regolare, tranquilla e salesianamente gioconda. Siamo in attesa di confratelli da Tirupattur e da Krishnagar. A nome di tutti invio filiali ossequi a lei ed a tutti i Superiori. Favorisca mandare notizie alle nostre famiglie. Ci benedica tutti e mi creda
aff.mo in G. C. Sac. C. VENDRAME, Miss. salesiano.
Internement Camp C-1 G. P. O. Bombay Deoli, 27-XII-1942.
Rev.mo Padre,
quest'oggi, celebrando in questa nostra « Casa Salesiana in Vincoli » la festa del nostro Santo Fondatore, il mio pensiero corse in modo particolare a lei ed a tutti i Superiori di Torino. Ho sentito quindi il bisogno di affidare alle ali di un aeroplano questo mio riverente messaggio avvalorato dalla preghiera e dal sacrificio quotidiano al quale aggiungo pure i più fervidi auguri per la prossima Pasqua e pel suo onomastico.
La lunga prigionia non ha per nulla affievolito il vincolo affettuoso che ci lega alla Congregazione ed ai Superiori; anzi lo ha rafforzato facendoci apprezzare maggiormente la nostra cara vita salesiana e missionaria. Sogno sempre il campo apostolico ed offro al Signore ogni pena e privazione per coloro - pochi purtroppo - che sono rimasti nella Vigna del Signore, e per esser fatto degno di ritornarvi un giorno.
Intanto mi sforzo di apprendere qualche nuova lingua e di preparare del materiale che potrà essere utile per le nostre pubblicazioni. Così i giorni passano più veloci e fecondi.
Particolarmente gradita ci giunse la lettera che Don Scuderi ci lesse, nonchè il messaggio natalizio e la « strenna » che ci commossero. La nostra salute in generale è buona. Noi preghiamo e speriamo fiduciosi. Sono preoccupato di una mia sorella che sta a Torino e di cui le unisco l'indirizzo. L'altra mia sorella suora che sta al Nort Arcot sta bene. Non abbiamo ancor mai potuto ricevere il Bollettino e l'attendiamo con ansia. Il 1° gennaio, a Bombay è morto il caro Santana. Vorrei inviare un messaggio ed una richiesta di preghiere a Este ove 20 anni fa cominciavo il mio noviziato. Ossequi filiali a tutti i Superiori.
Suo aff.mo figlio in S. G. Bosco
Sac. LUIGI RAVALICO.
Central Internement Camp Dehra Dun (India), 31-1-1943.
Rev.mo Sig. Don Ricaldone,
dal 7 dicembre 1942 mi trovo qui con tutti i chierici di Sonada. Là è rimasto cogli Aspiranti - 18 in tutto - solo il sig. Don Marengo. Stiamo tutti bene e riprenderemo gli studi regolarmente dopo la festa di Don Bosco. Col sig. Don Cinato, giunto da poco coi suoi, ci organizzeremo presto in una o più case regolari quanto sarà possibile. La lettera d'incoraggiamento da lei inviataci per mezzo del sig. Don Uguet ci è tornata di grande consolazione ed aiuto spirituale. Cercheremo tutti di non perdere lo spirito nostro e di essere all'altezza della nostra responsabilità. La vita qui, come ora si svolge, non presenta alcun grave pericolo per i chierici. Si può benissimo seguire il nostro programma salesiano. I sacerdoti approfittano dell'occasione per ripassare le materie teologiche, studiar lingue e problemi missionari. Tutti stiamo bene. Ci benedica e mi creda, per tutti,
aff.mo in G. C. Sac. Ricciuto DAL ZOVO.
Internement Camp Deoli, 11-1-1943.
Sac. ROCCA ANGELO MARIA, da Rivara Canavese (Torino), † a Cuorgnè (Aosta) il 9-II-1943 a 89 anni.
Decano dei sacerdoti salesiani, superò molte difficoltà per passare dal Seminario Teologico di Torino-alla nostra Congregazione. Accolto da D. Bosco nel 1875 e raggiunto, l'anno seguente, il sacerdozio, fu dal Santo inviato a fondare la nostra Casa di La Spezia, donde passò ad insegnare teologia nel Seminario di Magliano Sabino. Nel 1894 fondò e diresse per sei anni il Collegio Seminario di Trecate e per due la Casa di Occhieppo Superiore. Nel 1901, minato da acciacchi, si raccolse nella nostra Casa di Cuorgnè dove rimase fino alla morte prodigandosi nella direzione delle anime, nell'esercizio della predicazione e nelle altre opere di ministero con zelo ed efficacia veramente ammirabili. Decorato di varie onorificenze civili ed ecclesiastiche, non ne fece mai pompa, pensando soltanto alla gloria di Dio ed al bene delle anime
Sac. MORGANTI MASSIMINO, da Lesmo (Milano), † a Catania-Cifali il 30-1-1943 a 77 anni.
Fratello del compianto Mons. Pasquale, morto Arcivescovo di Ravenna, fu deciso alla vita salesiana dallo stesso D. Bosco che nel 1882 gli disse: « Tu devi rimanere qui con noi... tu nel mondo saresti come un merlo fra quattro gatti: di te farebbero un boccone». Ricevette l'abito dalle mani del Santo e ne assimilò lo spirito con tanta fedeltà da riuscire uno dei più esperti -ed efficaci apostoli delle nostre vocazioni. Oltre all'insegnamento ed alle varie mansioni subalterne, resse per vent'anni, tra gli altri, il nostri Istituto di Pedara ove lasciò l'impronta più viva della sua tempra e del suo zelo e dove continuò per altri vent'anni a prodigarsi nella direzione spirituale dei nostri aspiranti con quell'abilità e discrezione che seppero formare salesianamente tanti figli di D. Bosco. Ingegno pronto e vivace, di tipica marca ambrosiana, carattere franco, cuore generoso, aveva il segreto della vera educazione e l'ispirava gelosamente al genuino spirito del Santo Fondatore.
Sac. CASTAGNA GIUSEPPE, da Varazze (Savona), † a Cisternino (Brindisi) il 30-1-1943 a 61 anno.
Lo spirito di pietà e la soda formazione religiosa resero particolarmente fruttuoso il suo apostolato svolto prima negli Oratori Festivi e nell'insegnamento, poi nella direzione dei nostri collegi di Trevi, Castellammare di Stabia e Cisternino.
Sac. VIECELI AGOSTINO, da Fonzaso (Belluno), † a Este (Padova) il 2-II-1943 a 67 anni.
Dalla sezione dei Figli di Maria fiorì questa preziosa vocazione che offerse alla Società Salesiana un ottimo educatore tutto impegnato nel programma di D. Bosco: Vivere e sacrificarsi pei giovani ».
Sac. PERONO SPIRITO, da Frassinetto (Aosta), † a Trevi (Perugia) l'8-XI-1943 a 63 anni.
Tempra salesiana di lavoratore, rifulse nell'insegnamento per la fedeltà al dovere ed una santa passione della disciplina, dell'ordine e dello studio.
Sac. FERRAI OTTAVIO, da Borgo Valsugana (Trento), † a Rovigno d'Istria (Pola) il 31-XII-1942 a 63 anni.
Fu un apostolo degli Oratori Festivi che lasciò largo rimpianto specialmente nei nostri Oratori di Trieste e di Rovigno d'Istria.
Sac. LAUDON BENEDETTO, da Trento, † a Trento il 22-II-1943 a 62 anni.
Passò la maggior parte della sua vita salesiana a Trento tutto consacrato all'insegnamento ed alla cura delle anime.
Dei seguenti Confratelli abbiamo ricevuto soltanto l'annuncio del decesso. Ci rincresce di non poter dare cenni biografici.
Sac. KOWALSKI GIUSEPPE, da Siedliska (Polonia), † nel 1942, a 31 anno di età.
Sac. GOLDA CARLO, da Tychy (Polonia), † nel 1942, a 28 anni di età.
Sac. MICHALOWICZ ADALBERTO, da Broninewicz (Polonia), † nel 1942, a 45 anni di età.
Sac . PODKUL GIOVANNI, da Nowasiwski (Polonia), † nel 1942, a 49 anni di età.
Sac. SEBASTYANSKI STANISLAO, da Rozwadów (Polonia), † nel 1942, a 45 anni di età.
Sac. JANKOWSKI MARTINO, da Brajewice (Polonia), † nel 1942, a 59 anni di età.
Sac. SZEMBEK VLADIMIRO, da Poreba Zegoty (Polonia), † nel 1942, a 59 anni di età.
Sac. BARTUZI TADDEO, da Varsavia (Polonia), † nel 1942, a 35 anni di età.
Sac. HEINTZEL GIUSEPPE, da Zaleze (Polonia), † a Dachau (Germania) il 14-VII-1942, a 69 anni di età.
Sac. SIEJCA ANDREA, da Grossdobern (Polonia), † nel 1942 a 65 anni di età.
Ch. KUREK CASIMIRO, da Lódz (Polonia), † nel 1942 a 23 anni di età.
Ch. ZIMMERMANN GIUSEPPE, da Lubomia (Polonia), † nel 1942 a 22 anni di età.
Coad. SANTANNA LAUREAVO, da Arcos (Spagna), † a Bombay (India), il 1-1 u. s., a 72 anni di età.
Ch. BERTEL CESLAO, da Wojnowce (Polonia), † nel 1942 a 28 anni di età.
Sac. BLAZEWSKI IGNAZIO, da Blazowa (Polonia), † nel 1942 a 36 anni di età.
Coad. BODMAIER GIORGIO, da Ausseling (Germania), † nel 1942, a 31 anni di età.
Sac. CAMPOS EMANUELE, da La Paz (Bolivia), † nel 1942, a 65 anni di età.
Sac. CZOGALA IGNAZIO, da Siedliska (Germania), † nel 1942 a 35 anni di età.
Sac. DARDE CORRADO, da Barcellona (Spagna), † in Equatore nel 1942 a 51 anni di età.
Ch. t. GOJ STEFANO. da Kosztowy (Polonia), † nel 1942 a 22 anni di età.
Ch. t. HOLUBOWSKI BONAVENTURA, da Sidza (Polonia), † nel 1942 a 24 anni di età.
Sac. KALISZKA TADDEO, da Cracovia (Polonia), † nel 1942 a 35 anni di età.
Soc. KURDZIEL GIOVANNI, da Katarzyna (Polonia), † nel 1942 a 51 anni di età.
Soc. LEGOSZ GIACOMO, da Zytniew (Polonia), † nel 1942 a 57 anni di età.
Sac. MALORNY-FRANCESCO, da Janów (Polonia), † nel 1942 a 50 anni di età.
Sac. MENIER GIULIANO, da Reims (Francia),† a Tunisi a 66 anni di età.
Sac. NIEWITECKI ROMANO, da Suliptarz (Polonia), † in guerra in Russia nel 1942 a 51 anno di età.
Sac. PLYWACZYK ADALBERTO, da Fedlec (Polonia), † nel 1942 a 51 anno di età.
Ch. SALINAS VITTORIO, da Arequipa (Perù), † a Yucay (Perù), nel 1942, a 30 anni di età.
Ch. t. SCHAUR FRANCESCO, da Wolnzach (Germania), † in guerra in Russia nel 1942, a 27 anni di età.
Sac. STEPKOWSKI STANISLAO, da Aleksandrów (Polonia), † nel 1942 a 39 anni di età.
Sac. VERHALEN GUGLIELMO, da Jefferson Wis (Stati Uniti), † a New Rochelle (Stati Uniti) nel 1942, a 74 anni di età.
Sac. YANER MARZIALE, da S. Miguel di Bolivar (Equatore), † nel 1942 a 67 anni di età.
Coad. ZAWADZKI ADAMO, da Warszawa (Polonia), † nel 1942 a 36 anni di età.
Sac. ZELKO ANTONIO, da G. Lendova (Jugoslavia), † a Spalato il 19-V-1942, a 31 anno di età.
Coad. ZUKOWSKI VINCENZO, da Kokocko (Polonia), † nel 1942 a 29 anni di età.
Sac. BUDNIKOWSKI TEODORO, da Breslavia (Germania), † a Dachau (Germania) il 14-III-1942, a 45 anni di età.
Sac. BUISMAN GERARDO, da Amsterdam (Olanda), † a Bandel (India) il 24-XI-1942, a 40 anni di età.
Sac. CANTONI ERCOLE LUIGI, da Marcignao (Italia), † ad Alessandria d'Egitto il 25-II-1942, a 78 anni.
Ch. t. FROHNAUER LUIGI, da Haunersdorf (Germania), † in guerra in Russia il 5-VIII-1942, a 24 anni.
Sac. GEBELIN ONORATO, da Bargemon (Francia), a Marsiglia (Francia) il 12-II-1942, a 74 anni di età.
Coad, GIUGLARIS GIUSEPPE, di Nizza Mare (Francia), † a Lione (Francia) il 2-X-1942, a 70 anni.
Ch. HACKERT OTTONE, da Bleichfelder (Polonia), † in guerra in Russia il 25-IX-1942, a 30 anni di età.
Sac. HARTZ TEODORO, da Goldenstedt (Germania), † a Dachau (Germania) il 23-VIII-1942, a 56 anni.
Coad. HATTICH ADOLFO PAOLO, da Falkenstelg Germania), † a Stoccolma (Svezia) il 20-VIII-1942, a 31 anno di età.
Coad. KNUPFER FRANCESCO. da Falheim (Germania), † in guerra in Russia il 27-VIII-1942, a 33 anni.
Coad. MACHAC VENCESLAO, da Trenczin (Moravia), † in guerra in Russia il 2-IX-1942, a 35 anni di età.
Coad. t. MEIER ANDREA, di Pirkhof (Germania), † in guerra in Russia il 23-IX-1942, a 23 anni di età.
Ch. t. MUSER GIOVANNI, da Kevelar (Germania), † in guerra in Russia il 17-VI-1942, a 27 anni di età.
Sac. NEUHAUS GUGLIELMO, da Kirchhunden (Germania), † a Dusseldorf (Germania) l'11-IX-1942, a 39 anni di età.
Coad. RAMOLLA FRANCESCO, da Chorumeznik (Polonia), † a Bernal (Argentina) il 24-v-1942, a 79 anni.
Ch. t. SCHREINER ENRICO, da Merzig (Germania), † in guerra in Russia il 29-IX-1942, a 24 anni di età.
Ch. t. SANDER ENRICO, da Vechta (Germania), † a Cracovia (Polonia) il 21-1-1942, a 22 anni di età.
Coad. SCHWENK RICCARDO, di Passau (Germania), † in guerra in Russia il 27-IX-1942, a 30 anni di età.
Ch. t.. SIEWECH OTTONE, da Walling (Germania), † in guerra in Russia il 14-VII-1942, a 20 anni di età.
Sac. SORASIO DOMENICO, da Caramagna (Italia), † a Buenos Aires (Argentina) il 5-VI-1942, a 64 anni.
Coad. STOCKENHUBER ENGELBERTO, da Unterleiten (Germania), † a Cracovia (Polonia) l'11-XI-1942, a 35 anni di età.
Ch. t. TRAXL STEFANO, da Reid (Germania), in guerra in Russia il 2-VIII-1942, a 22 anni di età.
Coad. TRUMMET GIUSEPPE, di Oedengrub-Kemnath (Germania), † in guerra in Russia il 27-IX-1942, a 32 anni di età.
Ch. t. ZIOLKOWSKI ALFONSO, da Dortmund (Germania), † a Ratisbona (Germania) il 12-XI-1942, a 26 anni di età.
Ch. t. CASNEDA LUIGI, da Cusano (Italia), † nel 1942, a 26 anni di età.
Sac, MAIOCCO MICHELE GIUSEPPE, da Penango (Italia), † a Melbourne (Australia) nel 1942, a 41 anno di età
S. Em. Rev.ma il Sig. Card. ERMENEGILDO PELLEGRINETTI, † a Roma il 29 marzo u. s. a 67 anni,
Lustro delle diocesi di Lucca - in cui esercitò il sacro ministero nella cura delle anime e profuse le sue belle doti di mente e di cuore fin dall'Ordinazione sacerdotale mettendo a servigio soprattutto degli alunni del Santuario una cultura accreditata non solo dalle lauree in filosofia e diritto canonico, ma anche da straordinaria erudizione linguistica e da speciale competenza nel campo storico e paleografico- l'Em.mo scomparso rifulse come fiaccola sul candelabro, quando il Nunzio di Polonia Mons. Achille Ratti, poi Papa Pio XI, lo richiese come segretario per la Visita Apostolica in Polonia commessagli da Benedetto XV. Il 5 giugno 1918, congedato dal servizio militare, che aveva prestato per la grande guerra, egli raggiunse Varsavia e vi percorse la carriera diplomatica fino alla sua nomina a Nunzio di Belgrado, nel 1922. In Jugoslavia, ove vivevano un trilione di cattolici in condizioni estremamente difficili, ebbe poi campo di esplicare tutta la perizia acquistata e la generosità del suo gran cuore provvedendo alle diocesi vacanti ed alla sistemazione della vita religiosa, e preparando quel mirabile Concordato con la Santa Sede che se si fosse potuto attuare avrebbe conferito altissimo prestigio al Paese. Elevato alla Sacra Porpora nel 1937, continuò a prestare i suoi preziosi servigi alla Santa Chiesa nelle Congregazioni: per la Chiesa Orientale, dei Sacramenti, di Propaganda Fide, dei Riti e degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
S. Em. Rev. il Sig. Card. FEDERICO CATTANI, † a Roma l' 11 aprile u. s. ad 87 anni.
Un altro grave lutto colpì il Sacro Collegio colla morte dell'Em.mo Card. Cattani, tanto noto a Roma anche tra le classi più umili per l'apostolato di carità che svolse in mezzo ai poveri.
Laureato in filosofia, teologia, diritto canonico e civile, aveva prestato dapprima i suoi titoli e la sua competenza nella sua diocesi di Modigliani, ove tenne per vari anni la cattedra di filosofia in Seminario e fu per due volte Vicario Generale. Nominato nel 1884 avvocato della Sacra Rota ed avvocato dei « poveri », si trasferì a Roma, dove la fiducia dei Sommi Pontefici lo chiamò successivamente a più delicate mansioni, fino alla Segreteria della Commissione Cardinalizia istituita per dirimere le questioni di competenza fra le Sacre Congregazioni e poi alla Segreteria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ed all'Uditorato di Sua Santità. Creato Cardinale nel 1935, legò la sua attività alle Sacre Congregazioni dei Sacramenti, del Concilio, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ed alla Commissione per l'interpretazione del Codice di Diritto Canonico.
S. E. Mons. ANGELO SORACCO Vescovo di Fossano, † l' 11 marzo u. s. a 53 anni.
Addottoratosi nel Pontificio Seminario Romano, tenne la cattedra di filosofia nel Seminario di Chiavari per quasi vent'anni. Resse quindi il Santuario della Madonna dei Carmine di Lavagna, finchè nel 1935 venne eletto Vescovo di Fossano. In otto anni di ministero pastorale, avvalorato da una fervida pietà e dalle sofferenze della lunga malattia che lo portò alla tomba, seppe cattivarsi il cuore di tutta la diocesi col suo zelo e colla sua carità che raggiungeva i più untili e i più poveri. Particolari cure dedicò al Seminario, all'Opera per le Vocazioni, all'Azione Cattolica, alla devozione Eucaristica e Mariana. Entrato in diocesi poverissimo, morì egualmente povero, essendosi fatto tutto a tutti nella carità di Cristo.
Conte SAVERIO DE MAISTRE, † a Borgo Cornalese (Villastellone) il 12-IV u. s. a 77 anni.
Pronipote del celebre Ambasciatore Giuseppe De Maistre, continuò le nobili tradizioni della illustre famiglia, sinceramente cattolica, fedelissima alla santa Sede ed a Casa Savoia.
Trascorse gran parte della sua vita al Castello di Borgo Cornalese che ospitò tante volte Don Bosco, e, come i suoi genitori nutrì pel Santo, che gli voleva un gran bene, la più viva affezione. Uomo di raro talento, di soda pietà e di gran cuore, lasciò largo rimpianto anche fra gli umili e fra i poveri, che soccorreva con carità evangelica.
Spirò con tutti i conforti religiosi e la benedizione di Maria Ausiliatrice, assistito dalla consorte contessa Maria, dal fratello conte Maurizio e dal genero conte Francesco. Ai funerali intervenne anche il nostro Rettor Maggiore il quale diede l'ultimo saluto alla salma, rievocando alla popolazione costernata le preclare virtù dell'estinto ed esprimendo la gratitudine della Famiglia Salesiana, tanto beneficata da lui e dai suoi cari.
Barone Ing. GIUSEPPE CARELLI, † a Cava de' Tirreni (Salerno), il 17-II u. s., ad 88 anni.
Con Mons. Fortunato Neri, fu tra i primi benefattori dell'Opera nostra in Napoli. Accolse D. Rua a Napoli il 18 genn. 1900, e gli offerse la propria cooperazione, assumendo personalmente la direzione della costruzione della nostra Casa al Vomero. Fu il vero padre dei primi Salesiani. Quando D. Rua ritornò a Napoli il 7 novembre 1903 andò a riceverlo alla stazione e sulla sua carrozza lo portò al Vomero ove gli consegnò la chiave del nuovo edificio, che già dominava sulla sommità della incantevole collina. D. Rua lo ricambiò paternamente donandogli una medaglia di Maria Ausiliatrice, pegno delle benedizioni celesti. Continuò poi sempre ad amare ed aiutare le Opere Salesiane, carissimo a D. Albera, D. Rinaldi ed all'attuale Rettor Maggiore. Fra le sue più grandi consolazioni furono la Beatificazione e la Canonizzazione di D. Bosco. Partecipando alle feste nel nostro Istituto, gioiva al vedere la casa rigurgitante di giovani e si commoveva al ricordare i tempi eroici.
La lunga vita, così ricca di opere buone, l'ha preparato al premio delle anime giuste e generose.
Mons. ROCCO TRAPANI, † ad Annà il 31-1 u. s. a 56 anni.
Vittima dell'incursione aerea che il 31 gennaio u. s. ad Annà, frazione di Melito Porto Salvo, stroncò la vita dell'Arcivescovo di Reggio Calabria, Mons. Enrico Montalbetti, era anche Direttore Diocesano dei Cooperatori dell'Archidiocesi.
Parroco, canonico onorario della Metropolitana, segretario e Cancelliere della Curia, Assistente Diocesano della Gioventù Maschile e degli Uomini Cattolici, insegnante di Religione nelle Scuole pubbliche, Direttore spirituale degl'Istituti Religiosi femminili della città, consacrò, stimato ed amato, tutta la sua vita con disinteresse e generosità, al servizio di Dio e al bene delle anime, irradiando sempre, nei molteplici campi del suo apostolato, fede e bontà.
Fervido devoto di S. Giovanni Bosco si adoperò a diffonderne il culto, lo spirito e a zelarne le opere.
La morte lo sorprese proprio il giorno della festa di Don Bosco, dopo che egli aveva accompagnato il venerando Arcivescovo alle solenni funzioni celebrate nella nostra Casa di Bova Marina.
Dott. GIORGIO MONTINI, † a Brescia il 13 gennaio u. s. ad 83 anni.
Da sei mesi è scomparso. Ma la sua memoria sopravvive radiosa di quella pura luce cristiana che illuminò tutta la sua lunga operosa giornata e che continua a splendere dalla sua tomba, faro di virtù e fiamma di apostolato alle nostre generazioni. Si era votato alla causa cattolica fin dalla giovinezza, con una fede, una rettitudine ed una dedizione che mai scemarono di fervore, e resero la sua attività sommamente preziosa in ogni campo. Fondatore del Circolo di S. Faustino e Giovita, passò al giornalismo appena raggiunta la laurea in Giurisprudenza e diresse per quarant'anni Il Cittadino di Brescia, affrontando le più aspre lotte per la difesa della Fede, della Giustizia e della Verità.
Consigliere comunale e provinciale, membro dell'Associazione dei Comuni italiani, Presidente dell'Unione Elettorale fra i cattolici d'Italia, e Deputato al Parlamento per tre legislature, prodigò il suo zelo ai supremi interessi della Chiesa e della Patria con intrepido coraggio, fedeltà inalterabile e disinteresse assoluto. Con particolare predilezione prestò l'opera sua alla Società Editrice « La Scuola » tanto benemerita della cristiana educazione. Terziario Francescano ed affezionatissimo Cooperatore Salesiano, traeva da S. Francesco d'Assisi e da S. Giovanni Bosco possente ispirazione alla sua vita spirituale ed all'apostolato, largo verso l'Opera nostra di cordiale benevolenza e fervida cooperazione.
Il 18 maggio gli si ricongiungeva in Cielo la diletta consorte Giuditta.
Modello di sposa e di madre cristiana, specchio di virtù, soprattutto di bontà, di modestia e di pietà, seppe in famiglia coltivare quel fervore di spirito che non solo educò i figli ai più nobili sensi, ma germogliò anche la vocazione sacerdotale di S. E. Mons. Giovanni Battista, oggi Sostituto alla Segreteria di Stato di S. Santità, al quale in particolare rinnoviamo le nostre più vive condoglianze.
Cav. Uff. Avv. ETTORE CALZOLARI, † a La Spezia.
Affezionatissimo ex allievo, fondatore dell'Unione locale, era lustro del foro ed anima delle organizzazioni sociali cattoliche. La sua competenza, avvalorata da una grande rettitudine di coscienza, lo accreditò a coprire importanti mansioni nelle civili amministrazioni fino a far parte della Commissione Superiore poi danni di guerra presso la R. Corte d'Appello di Venezia. Polemista vivace e sereno, mise la sua penna a servigio della religione e dei principi cristiano-sociali con brillanti successi. Divotissimo di S. Giovanni Bosco prestò all'Opera salesiana la più cordiale cooperazione.
Dott. BATTISTA LUPO, † a Pavia il 5-III u. s. a 45 anni.
Medico condotto del Comune di Rosasco (Pavia), edificava la popolazione colla sua pietà e colla sua carità verso i poveri. Fedele agli insegnamenti appresi all'Oratorio di Torino, confortava l'esercizio della sua professione con un fervore eucaristico che lo portava quotidianamente all'assistenza alla S. Messa, alla santa Comunione, alla visita a Gesù Sacramentato ed alla recita del santo Rosario. Diffuse con zelo ammirabile la divozione a Maria Ausiliatrice cd a San Giovanni Bosco, e legò all'Opera salesiana una borsa missionaria ed il suo ricco gabinetto medico al completo.
Cav. RATTI GIUSEPPE, † ad Alessandria, il 13-III u. s. a 79 anni.
Col buon uso dei suoi beni in vita, e con una saggia distribuzione in punto di morte, seppe meritarsi le benedizioni di Dio e la riconoscenza dei beneficati. Affezionato Cooperatore, assecondava la sua pia consorte sig.ra Clotilde anche nel soccorrere l'Opera salesiana. E dopo aver con essa celebrato le Nozze d'Oro in terra non tardò a ricongiungersi con lei in cielo.
DI PIETRO ELVIRA in FORTE, † a Roma il 27-X-1942.
Donna di alti sensi religiosi, esemplare nella vita familiare, nel sacrificio, nella sofferenza, nell'appoggio a tutte le opere caritative, divotissima di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, ebbe sempre affetto di predilezione per le Missioni e le Opere salesiane, al cui incremento legò quasi tutti i suoi beni.
Cornot. Prof. GIUSEPPE BRIZZOLARA, † a Firenze, il 9-III u. s. a 73 anni.
Anima retta e delicata, spese tutta la vita nel far del bene. Ex R. Provveditore agli Studi, informò la sua missione ad apostolato. Fervido ammiratore dell'Opera salesiana, la favoriva quanto poteva, lieto di trovarsi in mezzo ai nostri giovani a godere i frutti del sistema educativo di Don Bosco.
LANARI ORSOLA ved PERUZZINI † in Ancona il 16-II-1943.
Donna di alti sensi cristiani, profondamente grata al Signore pel dono della vocazione religiosa salesiana concesso a tre delle sue figliuole, trovò nella fede la forza e la grazia per santificare i non pochi dolori e sacrifici della vita e farne quotidiana offerta a Dio, per l'avvento del suo regno nelle anime.
BAUDINO TERESA in MACCHI, † a Chieti il 7-III-1943.
Donna di profonda pietà, cuore aperto alla bontà e alla beneficenza, fu insigne Cooperatrice salesiana. Alle Opere di D. Bosco destinò parte delle sue sostanze, lieta tosi di cooperare alle benefiche iniziative a favore della gioventù affidata ai Salesiani.
SANTINA VALLA MIRANI, † a Zavattarello (Pavia) ad 87 anni.
Serenamente come visse, chiuse la sua fervida vita cristiana, tutta spesa nella cura della famiglia e nel compimento di opere buone. Zelante Cooperatrice, nutriva una tenera divozione a Maria Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco.
LISA GIO. BATTISTA, † a Moncucco (Torino), il 3-III u. s. a 91 anni.
Amico personale di Don Bosco, che nel 1882 lo iscrisse fra i Cooperatori, vice sindaco del paese per oltre trent'anni, predilesse l'Opera salesiana, lieto di vedere una delle sue figlie chiamata all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Altri Cooperatori defunti
Agostini Francesca, Blundez (Germania-Vor.) - Andrè Silvano, Millaure (Torino) - Andreis Anna, Alcenago (Verona) - Bartolomei ing. Giuseppe, Roma - Bergamina Beniamino, Monastiero (Padova) - Bergoglio Maria, Santena (Torino) - Bertone Amedeo, Dicano Marina (Imperia) Bertotti D. Emilio, Vigevano (Pavia) - Bessone Giov. Batt., Vigone (Torino) - Beylis cav. Giovanni, Torino - Blanchin Teresa, Torino - Bosco Gesualdo, Noto (Siracusa) - Bussolino Candida, Torino - Calducci Francesca, Gualdo Cattaneo (Perugia) - Canale D. Luigi, Candia Lomellina (Pavia) - Cannata Pace Rossina, Termini lmerese (Palermo) - Cantele Canutti Margherita, Lusiana (Vicenza) - Caramagna Vittorio, Torino - Carnevale Maffei Angela, Gambolò (Paria) - Cattoli Leonesi Maria, Faenza (Ravenna) - Cava Catina, Vilminore (Bergamo) - Celle Rina, La Spezia - Ceschini, Olivo, Azzano Decimo (Udine) - Chiappani Margherita, Vigo Rendena (Trento) - Cichi Andrea, Oliena (Nuoro) - Comegna Antonìa, Capracotta (Campobasso) - Dal Dosso Antonio, Lughezzano (Verona) - Dall'Acqua Giuseppe, Ravecchia (Svizzera-Tic.) - Dall'Osso Martellina, Mazzolano (Ravenna) - Danzi Virginia, S. Mauro Forte (Matera) - Dotto Margherita, Foglizzo (Torino) - Dovano Antonio, Cortandone (Asti) - Ermagora Egidio, Udine - Facciotti Lavinia, Roccapietra (Vercelli) - Facon Ernesto, Malo (Vicenza) - Fassetta Maria, Arezzo - Ferrari Lorenzo, Costa Volpino (Bergamo) - Ferrero D. Giovanni, Vercelli - Facchinello Francesca, Bassano del Grappa (Vicenza) - Fioretti Giovanni, Mandello Lario (Como) - Fiorucci Ersilia, Manziana (Roma) - Franchi Ferrari Maria, Venezia - Franzo Antonio, Confienza (Pavia) - Galli D. Alberto, Castelnuovo Bisano (Bologna) - Garbuggino Costantino, Spezia - Gentile Adele, Agliano d'Asti (Asti) - Germiniasi Luigi, Cividale (Mantova) - Gervasoni suor Claudia, Pontevico (Brescia) - Gioia Giobatta, Tagliolo Monf. (Aless.) - Gnavi Carolina, Caluso (Aosta) - Gonnelli Egle, La Spezia - Grosso Michele, Lombriasco (Torino) - Ivaldi D. Stefano, Castelletto Molina (Asti) - Lanfranco Giovanna, Cellarengo (Asti) - Lazzaroni Luigi Collere (Bergamo) - Madre Caterina, Vadstena (Svezia) - Magrini Ersilia, Cannara (Perugia) - Marchetti Maria, Varzi (Pavia) - Maricotti Mariannina, Recanati (Macerata) - Marinelli Cav. Giovanni, Terlizzi (Bari) - Marino Lucietta, Troina (Enna) - Marrocu Antonietta, Cagliari - Massimino Rosa, Carrù (Cuoco) - Mensa Maria Monti, Tornengo di Mazzé (Aosta) - Massa Giuseppe, Pocapaglia (Cuneo) - Micanzi Laura, Passirano (Brescia) - Miegge Ettore, Angrogna (Torino) - Minuzzo Policarpo, Summaga (Venezia) - Monanni Adele, Civitavecchia (Roma) - Moreno Ing. Vincenzo, Bordighera (Imperia) - Oldrà P. Antonio S. J., Torino - Parolini Mario, Lanzada (Sondrio) - Persico Luigi, Amatrice (Rieti) - Pescali Maria, Treviglio (Bergamo) - Piccitto Emmanuele, Giarratana (Ragusa) - Pistono Stefano, Bairo (Aosta) - Ponte Emilio, Penano (Asti) Quistini Teresa, Gorno (Bergano) - Raccà Francesca, Cavallermaggiore (Cuneo) - Ratti Clotilde, Alessandria- Ridoni Ing. Ercole, Pinerolo (Torino) - Risso Giuseppina, Pinerolo (Torino) - Rogora Cherubini, Sacconago (Varese) - Rossoni Lucia, Verdellino (Bergamo) - Roux Giuseppe, Brusson (Aosta) - Rovelli Luigi, Carezzano Sup. (Alessandria) - Sabin Assunta, Caoria (Trento) - Serra Massimina, Sanico (Aless.) - Scipioni Lucrezia, Penna S. Giovanni (Macerata) - Spezzi Spartaco, Stroncone (Terni) - Suerz Pietro. Chiopris (Udine) - Tagliarol Natale, Codroipo (Udine) - Teodo Rosina, Castelnuovo Calcea (Asti) - Varese Vittoria, Torino - Vignaga Vittoria, Sareco (Vicenza) - Villardi Vittoria, Lonigo (Vicenza) - Vinci Calogero, Castronovo (Palermo) - Vullo Vincenzina, Mussomeli (Caltanissetta).