Anno LXIX - n. 5 LUGLIO AGOSTO 1945
Non è ancor sereno il cielo. Fosche nubi anzi minacciano l'orizzonte mentre l'atmosfera stenta a scaricarsi di tutta l'elettricità accumulata in guerra.
Però, grazie a Dio, il ciclone è passato. Ed i superstiti, che si sentono grati al Signore per la conservazione della vita, e ne comprendono il valore e la responsabilità, si mettono decisamente e generosamente a servizio del bene comune.
L'esempio più sublime ce lo dà la Chiesa, la gran « madre dei santi », che, per l'ennesima volta in venti secoli, disprezzata nell'ora dell'esaltazione e dell'orgoglio, riprende la sua materna missione nell'ora della sventura, per ridare all'umanità dissanguata, depredata ed avvilita, nuove risorse di vita.
La parte dei Cooperatori e delle Cooperatrici salesiane.
I Cooperatori e le Cooperatrici salesiane possono portare un prezioso contributo alla ripresa comune, grazie allo spirito di Don Bosco che li informa. Lo spirito di Don Bosco è infatti eminentemente attivo; ma dotato di quella dose di prudenza, di bontà e di saggezza che rende benefica l'attività.
Sono i doni particolari che il Santo Padre Pio XI gli ha ufficialmente riconosciuto e che la liturgia continua a proclamare colle scritturali parole dell'« Introito » della sua Messa: Dedit ei Dominus sapientiam et prudentiam multam nimis et latitudinem cordis (III Libro dei Re, IV, 29).
Sapienza, prudenza, amore.
Si tratta di guarire da una epidemia mondiale che ci ha ridotti nelle più miserevoli condizioni. Non si può quindi procedere con violenza e volgarità. Ci vuole tutta l'amorevolezza della carità cristiana per curare le nazioni ed i popoli martoriati, e portarli dalla convalescenza alla guarigione.
Gli animi sono ancor troppo armati, intossicati dall'odio che ha infettato tutta la generazione.
Ed il processo di disinfezione è compromesso da altri veleni che vengono propinati come medicine, mentre sono tossici virulenti.
Ci vuol buon senso e buon cuore per rifarsi, per riprendere il corso normale della vita ed avviarsi ad un benessere reale e duraturo.
L'aiuto di Dio.
Soprattutto ci vuole l'aiuto di Dio. Perché l'esperienza dei secoli conferma quello che dice la Sacra Scrittura: Nisi Dominus aedificaverit domum, in vanum laboraverunt qui aedificant eam: Se il Signore non presta l'opera sua, faticano invano coloro che sudano a costruire (Salmo 126, 1).
Gli uomini, da soli, non fan che torri di Babele, anche quando architettano le più ardite costruzioni. E la confusione delle lingue sta a documentare l'eterna discordia dei cuori. Preghiamo quindi il Signore a benedire tutti gli sforzi dei buoni e collaboriamo generosamente, collo spirito di Don Bosco, alla ricostruzione materiale, morale e civile dei nostri paesi.
Le opere di Don Bosco.
Ma nel programma generale facciamo il giusto posto alle opere nostre. Cooperatori e Cooperatrici, salesiane, noi abbiamo legato il nostro cuore con affetto particolare alle opere ed alle Missioni salesiane. Il Rettor Maggiore nella sua circolare di capodanno ci darà il bilancio delle rovine e delle vittime della Famiglia salesiana. Ma qualche cosa già sappiamo. I danni sono enormi. E le vittime, poche grazie a Dio, in Italia, salgono a centinaia in altre nazioni.
Aiutiamo quindi il successore di Don Bosco a rifare le case distrutte, a riparare le danneggiate, a suffragare le vittime. Tanto più che alle porte degli ospizi e degli istituti salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice bussano a migliaia orfani e derelitti, che hanno bisogno di tutto, ma soprattutto di una buona educazione.
È il Santo che, per mezzo dei suoi figli, stende ancora la mano ad invocare la nostra carità.
Il mese di giugno ha segnato il termine dell'anno scolastico. Ed i nostri alunni interni, dopo una devota funzione di ringraziamento al Sacro Cuore di Gesù, han fatto ritorno alle loro case. Ma, a confortarci della loro assenza è aumentato il numero degli oratoriani che affluirono giornalmente al primo Oratorio per le pratiche di pietà, le ricreazioni e il doposcuola, supplendo gli interni anche pel servizio delle sante Messe nella basilica dell'Ausiliatrice.
Conferenza episcopale.
Il 12 giugno abbiamo avuto la gioia di ospitare gli Ecc.mi Vescovi del Piemonte che, sotto la presidenza dell'Em.mo Cardinal Fossati, tennero le loro conferenze annuali sotto lo sguardo della Vergine Ausiliatrice.
Ritorno dei Superiori da Roma.
Due giorni dopo ritornarono a Torino i Superiori che il Rettor Maggiore aveva tempestivamente inviato a Roma, alla vigilia della liberazione della capitale, per prender subito contatto cogli Istituti progressivamente sottratti all'Asse: il rev.mo sig. Don Pietro Berruti, Prefetto generale; il rev.mo sig. Don Pietro Tirone, Catechista generale; ed il rev.mo sig. Don Antonio Candela, Consigliere Professionale generale. Accolti con paterna effusione dal Rettor Maggiore, e da affettuose dimostrazioni degli altri superiori e dei confratelli, essi corsero a ringraziare la Vergine Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco; poi ci diedero tante care notizie. La più gradita fu quella di una speciale benedizione del Santo Padre, che in privata udienza aveva incaricato il Prefetto generale di recarla a Torino. Poi i saluti del nostro Em.mo Cardinale Protettore Carlo Salotti e del nostro Em.mo Cardinale salesiano, Augusto Hlond, Primate di Polonia. Già avevamo saputo che egli era stato liberato dalla prigionia in Germania, e che attraverso la Francia era giunto felicemente a Roma. Ma ci ha rallegrato il saperlo in buona salute e la speranza di vederlo presto a Torino. Per alcune sere, il sig. Don Berruti, nel sermoncino della « Buona notte », ci parlò dell'attività dei confratelli delle varie Case dell'Italia centrale, meridionale ed insulare, specialmente a vantaggio degli orfani e dei figli della strada.
La festa di S. Luigi
vide affluire al primo Oratorio festivo centinaia di fanciulli, di ex allievi e padri di famiglia, che ebbero le loro funzioni netta basilica di Maria Ausiliatrice e sfilarono pei cortili colla tradizionale processione, onorata dalla presenza dei Superiori maggiori. Intanto i nostri studenti di teologia, con un bel numero di altri confratelli si raccolsero pel primo corso di santi Spirituali Esercizi, che si conclusero la vigilia di San Pietro.
L'onomastico del Rettor Maggiore.
La festa del Principe degli Apostoli è pure l'onomastico del nostro veneratissimo Rettor Maggiore. In altri anni si soleva celebrare con un denso programma di manifestazioni. Mancando gli alunni interni, quest'anno si concentrò nel fervore delle sacre funzioni celebrate dal IV Successore di Don Bosco ed in una graziosa accademia, durante la quale venne proiettato per la prima volta il bellissimo film documentario del ritorno dei Corpi Santi in Torino, il 13 maggio u. s. La banda, formata dai confratelli, ha ripreso le antiche tradizioni, allietando la Casa madre anche con un po' di concerto in cortile.
Sacre Ordinazioni.
Il 1° luglio S. E. Mons. Pinardi tenne le sacre Ordinazioni nella basilica di Maria Ausiliatrice, promovendo undici studenti di teologia dell'Ispettoria Subalpina al Sacerdozio ed altri tredici al Suddiaconato.
Il giorno seguente si iniziò un secondo turno di Esercizi Spirituali, al quale parteciparono anche tutti i Superiori del Capitolo.
La sera del 3, il Rettor Maggiore, nel sermoncino della « Buona notte » ci diede la notizia della partenza dell'Em.mo Card. Hlond per la Polonia, quale inviato speciale dei Santo Padre. Ci invitò a pregare per la sua delicata missione e ad estendere le nostre preghiere anche a sollievo dei confratelli e delle suore della Jugoslavia, dell'Ungheria e del Giappone che si trovavano nelle condizioni più pericolose.
S. E. Mons. Laravoire.
Il 2 agosto giunse fra noi il nostro Ve scovo di Krishnagar, condotto dagli Alleati in aereo a Roma. Dopo un breve soggiorno nella capitale, confortato dall'udienza del Santo Padre, egli si è affrettato a venire a Torino per darci notizia della nostra missione di Krishnagar, che, grazie a Dio, è sfuggita alla furia della guerra e continua il suo apostolato con crescente fervore fra quelle povere popolazioni, tanto provate dalla carestia e dalle epidemie. Accolto con affettuosa espansione dal Rettor Maggiore, dai Superiori e dagli alunni presenti nella Casa-madre, S. E. si trattenne una ventina di giorni, poi ripartì alla volta degli Stati Uniti, donde raggiungerà di nuovo la sua diocesi.
Funzioni e pellegrinaggi.
Le difficoltà dei viaggi non hanno consentito l'organizzazione di grandiosi pellegrinaggi; tuttavia, quasi ogni giorno abbiamo visto affluire alla basilica pellegrini isolati od in gruppi a sciogliere alla Madonna il tributo della loro divozione e riconoscenza.
Per la festa dell'Assunta tenne solenne pontificale S. E. Mons. Laravoire.
Il 23 agosto, alle ore 17,30, l'Apostolato della
Preghiera tenne una solenne funzione di propiziazione per la ricostruzione morale e materiale della Patria. Officiò l'Em.mo Cardinale Arcivescovo e tenne il discorso d'occasione il rev.mo P. Goria S. J.
Dalla metà di luglio ai primi di settembre, corsi speciali di ripetizione raccolsero oltre 200 alunni delle scuole medie. L'Oratorio festivo organizzò anche qualche settimana di vacanza in montagna per gli oratoriani più bisognosi.
Il 2 settembre, mentre gli ex allievi della Casa-madre riprendevano i loro ritiri mensili, nella cappella delle Reliquie si celebrava la liturgia in rito bizantino-slavo per la colonia dei fedeli orientali-slavi.
Tristi notizie
ci giunsero nei mesi decorsi d'oltremare: la morte di S. E. Mons. Enrico Mourào, Vescovo di Cafelandia (Brasile); di S. E. Mons. Vincenzo Priante, Vescovo di Corumbà (Brasile); e di Mons. Enrico Deferrari, Prefetto Apostolico dell'Alto Orinoco (Venezuela).
Il «Bollettino Salesiano» ed il periodico «Maria Ausiliatrice», d'ora innanzi usciranno solo ogni due mesi, finchè non avremo carta a sufficienza per la tiratura ordinaria mensile.
Roma - Il Giubileo del nostro Cardinale Protettore.
Il 22 settembre, come abbiamo a suo tempo annunciato, il nostro Eminentissimo Cardinal Protettore Carlo Salotti celebrò la sua Messa d'Oro nell'intimità del raccoglimento e della preghiera. I confratelli di Roma colsero quindi l'occasione del suo onomastico, 4 novembre, per festeggiarlo nel nostro Ospizio del Sacro Cuore.
Sua Eminenza si trattenne a mensa coi confratelli e gradì l'omaggio di una riuscitissima accademia. L'indomani poi celebrò la santa Messa nella basilica, che tante volte risuonò della sua calda appassionata eloquenza, elevando, al Vangelo, un fervido inno di gratitudine al Signore, di divozione a Don Bosco e di amore alla nostra Congregazione. Il sig. Don Berruti si rese interprete dei sentimenti di tutta la Famiglia salesiana, presentandogli felicitazioni ed auguri ed assicurandolo delle nostre preghiere. Gli aveva anche inviato, in antecedenza una modesta offerta per le tante opere che egli benefica; ma Sua Eminenza la rimandò con una affettuosissima. lettera in cui diceva fra l'altro: «La generosa offerta inviatami dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice per una santa Messa, se mi fosse pervenuta da altre fonti l'avrei accettata per destinarla ai bisogni della mia tormentata diocesi Prenestina. Ma siccome i miei cari Salesiani non sono stati risparmiati dalla guerra che ha distrutto le loro case e i loro collegi, così rimetto l'offerta perchè i superiori se ne servano per le tante rovine da riparare. La S. Messa la celebrerò ugualmente in un giorno da stabilirsi, nella basilica del Sacro Cuore alla presenza di tutte le rappresentanze salesiane di Roma, per chiedere a Dio e al grande Don Bosco protezione ed aiuto per tutto quel complesso di opere che formano la gioia e la gloria della Pia Società ».
La lettera è un nuovo documento della paterna predilezione che Sua Eminenza ci porta e di cui non potremo mai essergli abbastanza grati. Lo conservi ancora molti anni il Signore al bene non solo della sua Diocesi, ma di tutta la Chiesa, ed a consolazione nostra.
Nuovo Vescovo salesiano.
« L'Osservatore Romano» ha dato notizia che il Santo Padre ha promosso alla chiesa cattedrale di S. Carlo di Ancud (Chile) il rev.mo Don Candido Rada, Direttore del nostro Collegio di Valparaiso. Al nuovo vescovo salesiano le più vive felicitazioni e l'augurio di un lungo e fecondo apostolato nella terra irrorata dai sudori dei nostri primi missionari.
Jugoslavia.
Il nostro Don Michele Brunec, dal Refugee Camp Spittal Karnten, il 30-VI-1945 ci annunciava l'organizzazione di provvidenziali Oratorii nei campi di concentramento sloveni ove una folla cosmopolita era spiritualmente del tutto abbandonata. Cominciarono la caratteristica opera di Don Bosco a Klagenfurt e fu un vero successo: in pochi giorni, oltre un centinaio di oratoriani. Piovvero quindi domande da tutti gli altri campi di concentramento per l'invio di salesiani internati a curare l'educazione della povera gioventù, che da quattro anni non aveva più alcuna assistenza religiosa, avendo i tedeschi, dall'inizio dell'occupazione, cacciato tutti i sacerdoti. «Non ci si può fare un'idea - scriveva - della necessità e della provvidenza di un oratorio salesiano in questi campi di concentramento dove tutto il giorno devono convivere insieme vecchi, giovani e bambini di diverse nazioni, Mongoli, Ungheresi, Ucraini, Russi, Croati, ecc. in mezzo ad una corruzione di costumi spaventosa ».
Col sistema di Don Bosco, coll'istruzione religiosa e colla cura dei Sacramenti, i nostri confratelli hanno ottenuto ovunque consolanti risultati.
Belgio e Polonia.
Dal Belgio è giunta notizia della prodigiosa preservazione della casa di Kortryk (Courtrai). Tutta la città è stata distrutta. Solo l'istituto salesiano e quello delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con pochissime altre case, rimasero in piedi. Varie persone asserirono di aver visto la Madonna stendere il suo manto sulle due case. Il fatto è che furono realmente preservate dalla distruzione.
In Polonia, nel mese di luglio del 1944, dieci salesiani sono stati massacrati a Varsavia.
Argentina e Cile.
Nei mesi di marzo-aprile 1945 sono aumentate le notizie da varie Ispettorie e Missioni di America. Buenos Aires e Puntarenas hanno celebrato con grande solennità il centenario della nascita di Mons. Giuseppe Fagnano (1844-1944). Vi concorsero le più alte autorità ecclesiastiche e civili. In Puntarenas è stato pure indetto il Congresso Eucaristico Nazionale Cileno per 1946. La preparazione grava tutta sulle spalle dei nostri confratelli che costituiscono l'unico clero e l'unica congregazione religiosa. Il programma si è già iniziato con l'erezione di una croce in cemento armato, alta 21 metri, sulla cima del Capo Froward, che sporge sullo stretto di Magellano tra l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. È una delle più grandi del mondo e porta scritto, alla base, il motto scritturale: Dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.
Nel novembre del 1943, si tenne a Conceptión, nel Cile, un Congresso Catechistico Nazionale, ed i nostri Istituti conseguirono i primi premi e due gagliardetti nelle gare catechistiche, raggiungendo anche il primo premio nell'Esposizione Nazionale Catechistica.
Bolivia e Brasile.
Nella Bolivia i confratelli addetti ai Seminari diocesani, affidati dalla Santa Sede alla Società Salesiana, si sono acquistati grande stima e benevolenza coll'applicazione del sistema preventivo di Don Bosco.
Da Recife (Nord Brasile) l'Ispettore D. Guido Borra scriveva, il 23-III-1945 « Il 15 marzo abbiamo incominciato regolarmente l'anno scolastico. Non abbiamo mai avuto tanti alunni. A Bahia: 200 studenti e 150 artigiani interni. Cogli esterni arrivano quasi a 600. Abbiamo potuto far posto a tutti con la costruzione aggiunta al nostro Istituto dalla L. B. A. Recife ha 300 interni e 633 esterni. A Belém abbiamo già il corso superiore corrispondente al nostro liceo classico. La trasformazione edilizia di questa casa è qualcosa di prodigioso. Nel 1935 mi pareva impossibile trasformare quel vecchio convento. Oggi abbiamo potuto acquistare tutto l'appezzamento circostante, allargare il cortile e rinnovare tutte le pareti. Anche nelle Missioni potemmo mantenere tutte le posizioni ed aprire tre nuovi centri: a Cachoeira; a S. Isabel (Rio Negro) per aspiranti missionari; ed a S. Carlos do Jamari (Rio Madeira).
» Nel mese di giugno si terrà un Congresso Interamericano di Educazione Cattolica in Bogotà (Colombia) ed il nostro Don Giovanni Resende, direttore della Lapa in S. Paulo, rappresenterà tutto il Brasile ».
Chaco Paraguayo.
A Puerto Pinasco, Missione indipendente a noi affidata, si è tenuto un Congresso Eucaristico onorato dall'intervento di Prelati ed autorità civili. Le solenni funzioni, le sessioni parziali e generali, la grandiosa processione che si snodò sulle rive del fiume, destarono grande fervore eucaristico fra i civili e fra gli indigeni della missione addetti ai lavori nelle fabbriche di tannino.
Colombia - Equatore - Messico.
In Colombia, a Caño de Loro è morto di lebbra il nostro Don Prospero Masari che per venti anni sopportò il disfacimento del suo corpo, prodigando il suo apostolato fra i lebbrosi, con l'eroismo e l'abnegazione dei santi.
La Missione di Mendez e Gualaquiza, nell'Equatore, ha celebrato il cinquantenario di fondazione. Onorarono le feste le supreme autorità dalla Repubblica. Destarono l'ammirazione di tutti, i cento e più Kivaretti condotti a Quito, Guayaquil e Cuenca, che si presentavano lindi, spigliati, impeccabili nel canto e nella ginnastica. Vennero colmati di doni ed applauditi entusiasticamente dovunque.
Una lettera del 18 dicembre 1944 del nostro D. Pischedda, ci informa che la Casa Centrale delle Missioni salesiane in Cuenca, oltre alla sezione di formazione, ha una scuola elementare con 1100 allievi ed una scuola pro= fessionale con 50 artigiani. Lavoro in abbondanza e gran buona volontà.
Nel Messico, le nostre opere hanno ripreso vita, grazie al nuovo clima succeduto alle passate difficoltà. Il personale è ridotto a sole 6 case con 33 salesiani. Tuttavia essi riescono ad accudire 8 chiese pubbliche, 11 oratori festivi ed 8 fra istituti e scuole esterne che accolgono duecento, trecento e fino a cinquecento allievi ciascuna.
Uruguay e Paraguay.
Da una lettera del nostro Ispettore Don Luigi Vaula, in data 22 maggio 1945, rileviamo la splendida riuscita di un grandioso Convegno di 1500 nostri ex allievi nei Talleres Don Bosco di Montevideo, il 20 dello stesso mese; e di un altro convegno di oltre un migliaio in Paysandù. L'organizzazione è perfetta. Ogni centro ha un'ora settimanale di istruzione religiosa, con gara annuale a voce e per iscritto.
Il 26 maggio il Nunzio Apostolico S. E. Mons. Levame benedisse e collocò la prima pietra del tempio di Maria Ausiliatrice nei Talleres Don Bosco: tempio che egli vuole artistico e grandioso in proporzione dell'espansione salesiana nell'Uruguay.
L'insegnamento catechistico, bene organizzato, si va estendendo dagli oratori e dai collegi alle masse del popolo in tutte le chiese pubbliche.
L'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Asunción conta 400 alunne nelle scuole magistrali e 700 nelle elementari.
Haiti.
Nel settembre del 1944 un fulmine si è abbattuto sulla nostra casa di Port au Prince destando un incendio che in breve distrusse laboratori e cappella. Grazie a Dio non si ebbero vittime. Il Presidente della Repubblica si assunse l'impresa della ricostruzione in condizioni ancora migliori ed ha già fatto iniziare ì lavori.
India.
Buone notizie ci sono giunte nel gennaio 1945 da S. E. Mons. Mathias, Arcivescovo di Madras, il quale ha compiuto il primo decennio di governo dell' Archidiocesi. Quando egli vi arrivò nel 1935, il clero secolare indigeno contava appena 9 sacerdoti. Oggi sono 32. II fiorente seminario iniziato a Poonamallee e temporaneamente trasferito a Yercaud, dà annualmente un bel contributo di sacerdoti formati secondo lo spirito di Don Bosco. L'infaticabile Arcivescovo ebbe la consolazione, in dieci anni, di costruire sette chiese con relative case parrocchiali, due conventi, tre scuole ed un salone pubblico, il più grande di Madras, per le riunioni cattoliche. Attualmente sta costruendo altre due chiese con annesse case parrocchiali.
S. E. Mons. Laravoire-Morrow, Vescovo di Krishnagar, ha potuto tenere in diocesi il suo personale anche durante la guerra, sicchè l'apostolato non ha subìto interruzione, anzi si è andato anche meglio organizzando coll'aiuto dei nostri confratelli.
S. E. Mons. Ferrando, vescovo di Shillong, si vide invece scemare di molto il suo personale, internato in campi di concentramento. Epperò, le opere missionarie, nonostante la riduzione del personale e la cessazione totale degli aiuti dall'Europa, hanno potuto mantenere un'attività che ha del prodigioso. L'Istituto di Bombay ospita oltre 800 alunni ed esige un urgente ampliamento per le numerose domande di accettazione.
A Vellore, accanto all'orfanotrofio « Don Bosco », che conta 120 artigiani ed 80 studenti, si è aperta una scuola superiore frequentata da 500 allievi esterni. Orfanotrofio e scuola hanno edifici moderni.
La scuola S. Gabriele a Madras ottiene splendidi risultati: gli allievi che raggiungono il migliaio, furon tutti promossi ai pubblici esami del 1944
A Tirupattur si è aperto un aspirantato che conta già una trentina di ottimi giovani. Son quasi ultimate le trattative per l'erezione di una nuova casa di formazione per l'Ispettoria del Sud-India, a Yercaud.
A Shillong la nostra « Don Bosco Industrial School » fece una esposizione di lavori che trascese l'interessamento di una semplice mostra scolastica. L'inaugurò lo stesso Governatore della Provincia alla presenza delle LL. EE. Rev.me Mons. Mathias, Mons. Ferrando, Mons. Laravoire-Morrow e fu visitata da ogni ceto di cittadini, raccogliendo lodi e plauso da personalità cristiane e pagane.
Il vecchio orfanotrofio ha ceduto il posto a nuovi grandiosi edifici nei quali funziona, accanto alle scuole professionali, anche un liceoginnasio molto frequentato dai Khasi.
L'Ispettore degli internati D. E. Cinato, dal Campo di Dehra Dun scriveva in data 5-II-1935: « Ho una bella notizia da darle: nella seconda metà dello scorso gennaio un altro gruppo di 24 confratelli ha lasciato il campo per far ritorno alle nostre case e missioni. Andarono tutti in quelle del sud, non potendosi ancora raggiungere quelle del nord. Può immaginare la gioia di tutti. Hanno già scritto di aver fatto buon viaggio e di aver ricevuto le più festose e cordiali accoglienze. Qui ne rimangono ancora una cinquantina, che spero verranno liberati a breve scadenza. Fra un mese spero di poter partire anch'io. Il 19 di questo mese sono stati ordinati dite novelli sacerdoti: Don Zappalà e D. Zola; e cinque diaconi: Colombo, Composta, Giacomin, Lupi e Piras ».
Da una lettera di S. E. Mons. Ferrando, in data del 24-III-1945, stralciamo le seguenti notizie dell' Assam: « ... Ci furono momenti difficili, specie quando i Giapponesi entrarono in Assam. In generale le Autorità guardarono con simpatia le opere nostre, e non si ebbe a deplorare il minimo incidente, perchè la prudenza guidò sempre i passi di tutti. Ci furono restrizioni. Io stesso non potevo girare senza permessi, specialmente nelle zone di operazione. I molti soldati, specie americani, ebbero campo di ammirare l'opera nostra e ci aiutarono assai. Molti nostri edifici sono ancora requisiti. Siamo qui in Missione nell'Assam più di 30 sacerdoti e una ventina di chierici e coadiutori. La maggior parte dei nostri confratelli è ancora lontana e questo spiega le nostre difficoltà. Ognuno di noi deve lavorare per due e magari anche per tre. La guerra in Assam ha fatto sviluppare la provincia in modo straordinario: strade e ponti ovunque; diretta comunicazione con la China, con la Birmania. Posti interdetti ai Missionari sono ora presi d'assalto da tante sètte; ovunque sete d'istruzione, di scuole, ecc. La nostra speranza è che ritornino i confratelli per poter aprire almeno due nuove stazioni e così facilitare il lavoro, risparmiare fatiche inaudite ai missionari ed essere più uniti nel corpo e nell'anima. I problemi del dopoguerra saranno enormi e tremendi, ma il buon Dio che ci ha aiutati ci aiuterà ancora ».
Birmania.
Il nostro Don Ubaldo Bordin, della Casa di Mandalay, scriveva in data 30 aprile 1945: «Caro Padre, i vostri figli in Birmania stanno bene. La casa è danneggiata; ma i danni sono riparabili; speriamo di cominciare presto. Desideriamo notizie vostre, dei superiori e dei confratelli. Abbiamo tanto pregato per voi e continueremo fervorosamente anche in avvenire. Imploriamo la vostra benedizione ».
Thailandia.
Un telegramma da Bonkok in data 27 luglio 1945 ci dava rassicuranti notizie: « Confratelli, suore tutti salvi. Case tutte aperte. -
CASETTA ».
Le Case Salesiane e quelle delle Figlie di Maria Ausiliatrice abbiano la bontà di mandarci una dettagliata relazione dei danni subiti dalla guerra e delle vittime accertate,. nonchè dell'apostolato svolto in questi anni a sollievo di tante sofferenze.
S. E. MONS. MOURÀO ENRICO, Vescovo di Cafelandia, † nella sua residenza vescovile a 68 anni. Dopo gli studi ginnasiali nel nostro collegio di Nictheroy (Brasile), venne in Italia, ove compì tutti i corsi ecclesiastici fino alla laurea in filosofia. Tenne quindi l'insegnamento e poi la direzione in vari nostri istituti del Brasile. Nominato nel 1924 .amministratore Apostolico di Campos, fu eletto Vescovo nel 1925. Trasferito alla cattedrale di Cafelandia, chiuse la sua operosa giornata pastorale lasciando caro ricordi) del suo zelo e delle sue virtù.
MONS. DEFERRARI ENRICO, Prefetto Apostolico dell'Alto Orinoco (Venezuela), † nel luglio 1945 a 70 anni.
Ricevuto l'abito salesiano da Mons. Cagliero nel 1893, partì per l'America e trascorse quasi tutta la sua vita nel Venezuela, assumendo gradatamente la direzione delle nostre case principali e poi di tutta l'Ispettoria, finchè nel 1932 fu nominato Prefetto Apostolico e preposto alla nuova Missione dell'alto Orinoco, ove esaurì la sua fibra nelle fatiche dell'apostolato con apprezzato zelo pastorale.
Sac. RASTELLO SECONDO, da Prarolo (Vercelli), † a Chiari (Brescia) l'11-VI-1945 a 64 anni.
Era ancora venuto a Torino per la traslazione dei Corpi dei nostri Santi dalla sede di sfollamento, il 13 maggio u. s. ed aveva capeggiato gli ex allievi cantando con passione il suo e Don Bosco ritorna ». Un mese dopo volava all'eternità, in un tragico incidente, lasciando in quanti lo conobbero il rimpianto del suo gran cuore, della sua perenne giovinezza tutta fervore di pietà e di apostolato. Professore e direttore dei nostri Istituti curava la formazione degli alunni con le più affettuose sollecitudini.
Sac. RONCHAIL ALBINO, da Laux di Usseaux (Torino), † a Piossasco (Torino) il 6-IV-1945 a 79 anni.
Tra i primi alunni del nostro collegio di La Navarre diede il benvenuto a Don Bosco nel 1879 colla sua bella voce in un assolo che gli meritò il plauso del Santo. Fattosi salesiano, diresse giovanissimo varie Case di Francia e del Belgio e chiuse i suoi giorni in Italia come maestro di canto gregoriano e di teologia morale nel nostro Istituto Teologico Internazionale ove prestava ai chierici anche la sua saggia direzione spirituale.
Sac. VARVELLO FRANCESCO, da Grana (Asti), † a Chieri (S. Luigi) il 26-VI-1945 a 88 anni.
Giovinetto, godette all'Oratorio di Torino le predilezioni di Don Bosco, ed assimilò così bene lo spirito del Santo da dirigere e formare spiritualmente per tanti anni i chierici dei nostri studentati teologici e filosofici. Legò il suo nome in modo speciale alla filosofia cui dedicò lo studio e l'insegnamento fino alla vecchiaia lasciando apprezzate pubblicazioni.
Sac. VIGNOLO VINCENZO, da Firenze, † a Treviglio (Bergamo) il 5-IV-1945 a 68 anni.
Conobbe Don Bosco nel collegio di Lanzo che l'accolse per gli studi ginnasiali e consacrò tutta la sua vita all'insegnamento nella Società Salesiana.
Sac. BOSCHI GAETANO, da Faenza (Ravenna), † a Pisa l'1-III-1945 a 74 anni.
Anima intrepida, cuore generoso fino al sacrificio,scrisse pagine eroiche di carità a Comacchio fra le vittime del colera, vivendo cogli infermi giorno e notte nel lazzaretto, ed a Pisa ove per più di due mesi egli sfidava la furia della guerra per soccorrere i feriti, seppellire i morti, provvedere viveri alla popolazione bloccata in Casa con 22 ore di coprifuoco.
Sac. MAZZA GIO. BATT., da Abbiategrasso (Milano), † a Cavaglià (Vercelli) il 20-II-1945 a 70 anni.
Spese la sua lunga esistenza quasi tutta negli Oratori di Faenza, Treviglio e Pordenone, facendo un gran bene in mezzo alla gioventù.
Sac. FARINA GEROLAMO, da Fusignano (Ravenna), † a Riolo Bagni (Ravenna) il 4-II-1945 a 82 anni. Nel seminario di Faenza, sotto la guida di Mons. Taroni, maturò la sua vocazione salesiana. Accolto da Don Bosco all'Oratorio, crebbe alla scuola del Santo e, dopo una breve permanenza in Argentina, prestò il suo ministero fino all'ultimo nelle nostre Case d'Italia.
Coad. BONELLI GIOVANNI, da Cocconato (Asti), † a Pinerolo - Monte Oliveto (Torino) il 13-V-1945 a 93 anni.
Accolto da D. Bosco all'Oratorio di Torino, come aiuto panettiere, continuò quell'ufficio in Italia ed in Palestina fino alla tarda vecchiaia che coronò la sua vita di lavoro e di virtù in un sereno tramonto, mentre le sante spoglie di D. Bosco tornavano trionfalmente dalla sede di sfollamento alla basilica dell'Ausiliatrice.
Coad. ZANIN GIORGIO, da Flavon (Bolzano), † a Penango (Asti) il 30-1-1945 a 83 anni. '
Lasciò caro ricordo di sè nelle nostre scuole professionali ili Barcellona ove rimase dal 1889 fino agli infausti rivolgimenti che lo costrinsero a rimpatriare.
Coad. BRONNER GERARDO, da Neustadt an Main (Germania), † in Polonia in guerra il 20-1-1945 a 39 anni.
Ch. GIUSSANI ENRICO, da Francoforte (Germania), † in guerra (Francia) nel 1944 a 32 anni.
Coad. MUHLTBAUER ENRICO, da Wald (Germania), † in guerra (Italia) nel 1944 a 31 anni.
Coad. CANOBBIO MASSIMO, da Catania, † a Caserta (Napoli) il 27-VIII-1943 a 31 anni.
Cli. MICHONI ANGELO, da Genzano (Roma), † a Ronca il 30-1-1944 a 29 anni.
Ch..SCHEUERER GIOV. GIORGIO, da Lingendorf (Germania), † in guerra (Ungheria) il 18-1-1945 a 29 anni.
Ch. GIANOLI CARLO, da Sondrio, † in Spagna il 29-VIII-1944 a 22 anni.
Ch. COLAVITA MARIO, da Sant'Elia Pianisi (Campobasso), † ivi il 5-IX-1943 a 23 anni.
Coad. CAVALLERO BERNARDO, da Cuneo, † a San Benigno Canavese, il 14-IV u. s.
Coad. ACETO CAMILLO, da Occimiano (Alessandria), † al Colle D. Bosco (Asti) il 14-VII-1945 a 76 anni.
Coad. ALLOATTI GIACOMO, da Villastellone (Torino), † a Foglizzo (Torino) il 19-IV-1945 a 76 anni.
Ch. BOUGEAT PASQUALE, da Ayas (Aosta), † a Piossasco (Torino) il 18-VI-1915 a 20 anni.
Ch. BUTTINONI LUDOVICO, da Calvenzano (Bergamo), † a Treviglio (Bergamo) il 9-III-1945 a 26 anni
Coad. MONICO VIRGINIO, da Dongio (Svizzera), † a Roma il 4-VI-1944 a 57 anni.
Coad. BALDI GIUSEPPE, da Lu (Alessandria), † a Torino (Osp. Martini) il 27-VIII-1945 a 37 anni.
Coad. GARRONE GIUSEPPE, da Brianzè (Vercelli), † a Chieri (S. Luigi) il 27-V-1945 a 67 anni.
Mons. MARCO FABRIS, † il 12-VI u. s a 77 anni.
Vecchio amico e zelante Cooperatore salesiano, devotissimo di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, trasfuse nel Collegio Vescovile, come Rettore del Seminario, lo spirito del Santo esperimentandone consolanti frutti di educazione.
Ing. Comm. GUSTAVO DUFOUR, † a Cornegliano, il 29-VIII u. s. ad 88 anni.
« Papà Dufour » era chiamato dalla massa degli operai delle sue industrie ch'egli amava e trattava proprio come suoi figliuoli. Ma il suo cuore paterno non si esaurì nel campo dell'attività tecnica ed amministrativa. Si prodigò a tutto un mondo di beneficati, perchè egli fece della beneficenza il suo più caro apostolato, impreziosito dall'integrità di una vita cattolica esemplare, ornata delle più luminose virtù civiche e morali. Cooperatore affezionatissimo, prestò all'Opera nostra la più assidua e generosa assistenza, largo di aiuti e di soccorsi in tutte le circostanze.
Donna MARIA SOFIA ROUDE, † ad Ulzio, il 23-V u. s a 74 anni.
Cresciuta nella nobile famiglia Tournaud, ne ereditò lo spirito cristiano di carità e di beneficenza, prodigando tutta la sua vita ai poveri ed ai bisognosi. Fervente Cooperatrice salesiana, aveva cura particolare della chiesa della Badia di Ulzio, da noi officiata, provvedendo perfino ai più modesti servizi di pulizia pel decoro della casa di Do e pel culto liturgico. Coi Salesiani e colle Figlie di Maria Ausiliatrice aveva tutte le solecitudlni di una mamma.
RIZZATO GIOVANNI, † a Fara Vicentina, il 19-IV u. s.
Padre esemplare, fu benedetto da Dio colla vocazione religiosa di due figliole e di due figli alla Società Salesiana. Uno di questi, Don Giovanni, missionario in Cina.
FERRERO LUCIA, † a Rivalta Torinese, a 57 anni.
Modello di madre cristiana, seppe saggiamente educare i suoi numerosi figlioli, meritandosi da Dio la vocazione di uno alla Società Salesiana.
Comm. Avv. DURANTE DURANTI, † a Firenze il 23-IV-1944
Insigne benefattore dell'Opera salesiana di Firenze, era modello di vita cristiana e di integrità professionale Generosissimo di cuore, sosteneva tante opere buone con vero spirito evangelico. Alla nostra lo legava una vivissima ammirazione ed una grande divozione al santo fondatore Don Bosco.
Dott. Rag. VINCENZO RICHIERI, † a Torino, il 14 giugno u. s. a 44 anni.
Morte immatura ne stroncò precocemente la cara esistenza, mentre ferveva la sua attività nel campo amministrativo-industriale e si protendeva in tante opere di carità cristiana con particolare predilezione per le nostre missioni.
Ing. Arch. GAETANO COPPOLI, † a S. Valentino, il 23-VII-1945.
Fin dall'inizio dell'Opera salesiana in Terni dette molte prove di bontà e di affetto sincero e lo dimostrò nei lavori da lui diretti con disinteresse e competenza e nella stesura del progetto del nuovo Convitto.
Contessa ANNA THELLUNG DE COURTELARY, † a Ponzone d'Acqui il 15-IV-1945 ad 81 anni.
Sorella dell'Em.mo Card. Caccia Dominioni, mamma di undici figli, trascorse la maggior parte della sua vita nella preghiera e nelle opere di carità, edificando tutti con la pratica di ogni cristiana virtù. Fervente ammiratrice dell'Opera salesiana e valida Cooperatrice, ricordava sempre con gioia il primo incontro con Don Bosco avvenuto in Milano nella casa paterna, traendone conforto di spirituale elevazione.
ANNA SCHLAPFER FAHUBUHL, † a Lucerna il 15-VI-1945 ad 83 anni.
Madre esemplare o fervente cooperatrice, animata da profonda pietà e spirito di sacrificio, seppe educare cristianamente la sua famiglia, felice di aver dato il figlio Don Giovanni alla Società Salesiana.
MARIA VITTORIA CAMERANA, † a Torino il 12-XII u. S.
Sorella della Segretaria del Comitato Centrale DamePatronesse ne sosteneva l'apostolato per le Opere e Missioni Salesiane col fervore della preghiera e della divozione a S. Giovanni Bosco.
Altri Cooperatori defunti:
Barale Gioconda, Torino - Barberis Matteo, Asti - Barrel Luigi, Brussone (Aosta) - Bartoccini Luisa, S. Quirico (Grosseto) - Berardo Giuseppe, Busca (Cuneo) - Bertinetti Clara, Rivarolo Can. (Torino) - Bussolino Giovanna, Rosingo Monf. (Aless.) - Campana Rosina, Torino - Canciani Giuseppe, Grignasco (Novara) - Caudera Can. Francesco, Torino - Cevasco Maria, Bargagli (Genova) - Conzato Girolamo, Breganze (Vicenza) - Crosta Telesforo, Torino - Dal'Armi Carolina, Lion (Padova) - Echelle Margh. Maria, Cavour (Torino) - Galli Olimpia, Besazio (Svizzera-Ticino) - Galliani Caterina, Covo (Bergamo) - Gallina Luigi, Novara - Gregorio Cav. Uff. Alessandro, Fasana (Rovigo) - Grosso Francesca, Peveragno (Cuneo) - Grosso Giov., Peveragno (Cuneo) - Guenzati Carolina, Erba (Conio) - Lometto Quinta, Occhieppo I. (Verc.) - Marocco Teresa, Torino - Maschi Battistini Giuditta, Savigno (Bologna) - Neirotti Francesca, Rivoli (Torino) - Nervo Michele, Sommariva Perno (Cuneo) - Paoloni Riccardo, Tarcento (Udine) - Petrini Giovannina Ved. Ronco, San Giorgio Con. (Aosta) - Raffera Angela, S. Damiano d'Asti - Sampò Can. Carlo, Susa (Torino) - Sartoretti Margherita, Torino - Thomasset Virginia, Avise (Aosta) - Torcelli Elena, Corbetta (Milano) - Turco D. Pietro, Roccaverano (Asti) = Viberti Lorenza, La Morra (Cuneo) - Zunino Gacomo, Roccaverano (Asti).
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare: -
L'INDULGENZA PLENARIA
OGNI MESE:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte, 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
NEL MESE DI SETTEMBRE ANCHE:
Il giorno 8 - Natività di Maria SS.
» 12 - Nome di Maria.
14 - Esaltazione di S. Croce.
15 - I Sette Dolori di Maria SS. 29 - S. Michele Arcangelo.
NEL MESE DI OTTOBRE ANCHE:
Il giorno 7 - Festa del Rosario.
» 11 - Maternità di Maria SS. 16 - Purità di Maria SS.
• AGGIORNAMENTO INDIRIZZI
Tutti i nostri Cooperatori sono vivamente pregati a precisarci il loro attuale definitivo indirizzo, per evitarci dispersioni di copie che costano tanto caro. Decurioni, zelatori e zelatrici abbiano la bontà di verificare la residenza dei singoli e di rinnovarcene la trascrizione precisa con: cognome, nome, via, numero, località e provincia, a caratteri chiari e ben intelligibili.
• COOPERATORI DEFUNTI Quanti sono e conoscenza del decesso di Cooperatori o di Cooperatrici facciano il favore di informarcene, per poterne elencare i nomi nel necrologio e ottenere copiosi suffragi.