Anno LXIX - n. 6 SETTEMBRE OTTOBRE 1945
Da quel che si vede e da quel che si legge, la ripresa è assai più lenta e faticosa di quanto si potesse pensare. Il dissesto causato dalla guerra è stato così colossale, che si stenta a trovare le risorse decisive per la normalizzazione della vita.
Mancano troppe cose; ma, forse, quel che più difetta è l'educazione.
C'è un'incoscienza ad una spregiudicatezza, in coloro che dei rivolgimenti han vissuto solo l'avventura, da far temere il fallimento anche delle migliori iniziative.
C'è poi la tara di tutta una generazione allenata al bastone, al pugnale, al moschetto fin dai più teneri anni, addestrata ed ufficialmente autorizzata a farsi i conti da sè.
Si è fatto scempio della vita civile, senza riflettere che, quando si sopprime la civiltà, resta solo la barbarie. Un quinquennio di guerra selvaggia non ha fatto che esasperare il pervertimento fino alle mostruose crudeltà che si stanno documentando.
Qual meraviglia che l'arbitrio, la prepotenza, la disonestà, le rapine ed i delitti tendano a mantenere il sopravvento nel caos generale? Dai frutti si conosce la pianta. E gli amari frutti che stiamo cogliendo dimostrano il più perfido tradimento della missione educatrice.
Tornare alle fonti.
Urge quindi tornare alle fonti della civiltà. Urge rifare il senso morale per riportare i popoli sul piano della vita civile. Si riaprono le scuole, si propongono i testi. Ma il testo della civiltà è uno solo: il Santo Vangelo. E l'aiuto più efficace è la Grazia di Dio. L'uomo non è uomo, nel senso completo e perfetto della parola, finchè non è cristiano e « buon cristiano». L'esperienza dei secoli ha dimostrato che « quando l'uomo non è, o cessa di essere cristiano, non è, o cessa anche di essere umano ».
I cardini.
Ed i tre cardini su cui deve poggiare una vera educazione civile, son quelli riesumati da Don Bosco all'alba di quelle aberrazioni di cui noi subiamo le più tragiche conseguenze: la ragione, la religione e l'amorevolezza.
La ragione deve disciplinare gli istinti. E bisogna avvezzarla per tempo a questa difficile funzione. Genitori ed educatori devono pertanto fare il giusto posto alla ragione, nella pedagogia domestica e nella pedagogia scolastica. Devono essere molto ragionevoli se vogliono far degli uomini Cagionevoli.
La religione. Ma la ragione non può funzionare ragionevolmente se prescinde dalla religione. Il razionalismo areligioso ha incretinito i popoli facendoli schiavi della testa di un solo fino alla rovina. Né ai nostri giorni poteva essere più brutalmente suffragata l'affermazione del Carducci che: « L'uomo senza religione è una bestia da serraglio: inutile a sè, dannoso agli altri ». Epperò occorre che la religione non si limiti a materia di cultura. «Le mie parole - ha detto Gesù - sono spirito e vita » (Gio., VI, 64). Il Vangelo deve formare le coscienze e tradursi in pratica nella vita. Il vero cristiano è « Vangelo parlante: Evangelium loquens ». Non basta quindi insegnare la religione nelle scuole: bisogna applicarla nella vita. L'uomo che non vive religiosamente, si degrada fatalmente al piano degli esseri inferiori. La civiltà umana è in proporzione della sua religiosità. Gli uomini migliori e più benefici alla società furono e saran sempre i più religiosi. Chi non ha riguardo a Dio, non avrà riguardi neppure al prossimo.
L'amorevolezza. Ricordiamo infine che il successo dell'educazione dipende anche dal modo con cui si imparte. Come il successo di una cura dipende - e quanto! -- dal modo di applicarla. Ora, il tatto pedagogico è dato dall'amorevolezza. Vale a dire da quel complesso di sollecitudini che fanno dei genitori e degli educatori « persone interamente consacrate » al bene dei giovani, fino ad usare con loro « tutta la pazienza dell'amore ». Fino alla formula di Don Bosco: « Non basta che i giovani siano amati; bisogna che comprendano di essere amati ».
Cause di Beatificazione e Canonizzazione.
La Sacra Congregazione dei Riti, nella sua adunanza ordinaria del 3 dicembre 1944, ha dato il parere favorevole all'introduzione della Causa della Serva di Dio Suor TERESA VALSÈ PANTELLINI delle Figlie di Maria Ausiliatrice. E lo stesso giorno il Santo Padre Pio XII ne ha approvato il Rescritto firmandone di suo pugno la Commissione.
Si inizia così il Processo Apostolico di questa piissima Suora, nata a Milano il 10 ottobre 1878 e morta a Torino presso l'attuale Casamadre dell'Istituto, il 3 settembre 1907, dopo appena quattro anni di vita religiosa, trascorsa nel fervore della pietà e dello spirito salesiano, ed avvalorata dalla sofferenza cristianamente accettata con amore e conformità alla santa volontà di Dio.
Il Processo Ordinario si era chiuso presso la Curia di Torino nel 1928. L'esame degli scritti era stato condotto a termine dalla Sacra Congregazione dei Riti il 1° febbraio 1939.
Preghiamo perchè la Causa possa continuare felicemente il suo corso ed aggiungere presto un'altra gemma alla corona dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
È pure in corso a Torino il Processo Apostolico per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Principe DON AUGUSTO CZARTORYSKI, iniziato nel 1943. La Commissione per l'introduzione era stata firmata ancora dal Santo Padre Pio XI, dopo la revisione del Processo Informativo cominciato nel 1921.
Preghiamo molto anche pel felice esito di questa Causa che sarà una nuova gloria della Società Salesiana e dell'eroica cattolica Polonia.
Chi ricevesse grazie o miracoli per intercessione dei Servi di Dio, ne mandi sollecita relazione debitamente documentata al Rettore Maggiore della Società Salesiana, via Cottolengo 32, Torino 109.
L'Em.mo Card. Hlond.
Una laconica notizia de «L'Osservatore Romano » dopo quasi un mese di trepidazione, ci ha assicurato che il nostro Cardinale Primate di, Polonia Em.mo Augusto Hlond ha finalmente potuto raggiungere Varsavia. Sfuggito miracolosamente alla caccia dei nazisti che gli distrussero anche il palazzo episcopale, Sua Eminenza, esule dalla sua Patria, dopo una breve sosta a Roma, era stato ospitato in Francia, prima a Lourdes, poi ad Altacomba. Nel settembre 1944 i nazisti si impossessarono anche dell'Abbazia di Altacomba, ed il Cardinale venne deportato prigioniero in Germania. Liberato dalle truppe alleate, sostò dapprima a Parigi; poi raggiunse Roma ove i nostri Confratelli l'accolsero a festa nel nostro Istituto del Sacro Cuore. Il suo breve soggiorno romano fu confortato dalle particolari udienze del Santo Padre e da cordiali dimostrazioni di reverente ammirazione per la sua eroica resistenza alle influenze antinazionali.
Tra le varie funzioni che celebrò rimase memoranda l'amministrazione della santa Cresima ad un bel gruppo dei cosidetti « ragazzi della strada » affettuosamente assistiti dai nostri confratelli. L'aspettavamo a Torino, ov'egli desiderava tanto di venire; ma dovette rinunziarvi per rientrare subito nella sua tanto martoriata nazione.
Continuiamo a seguirlo con le nostre preghiere per impetrargli dal Signore di veder realizzate al più presto le sante aspirazioni del suo altissimo apostolato.
Portici - Per i figli del popolo.
Ci è giunto il numero di agosto de « La Gazzetta » di Portici in cui è descritta la visita del Sindaco e della Miss americana Allen al nostro Istituto. Il Sindaco, che arrivò per primo, sorprese i trecento ragazzi della scuola estiva, in cortile, intenti a recitare le preghiere della sera, e si commosse profondamente nel sentirli ringraziare il Signore che aveva loro procurato anche quel giorno asilo e nutrimento per mezzo dei generosi benefattori. « Erano quasi tutti scalzi - nota il giornale - segno evidente della loro povertà, figli del popolo, ragazzi e giovinetti, che se non fossero qui, sarebbero ad infestare le vie della città e a dare triste spettacolo della miseria materiale e morale in cui è caduta la nostra povera Italia. Lì sembravano tanti angioletti ». Il Sindaco fece rilevare alla Miss «la grande miseria a cui ci ha portato la guerra: miseria scolpita sulle carni e sulle vesti dei ragazzi » auspicando « una cooperazione più attiva degli Alleati, che ne hanno la possibilità, per il risanamento della grande piaga apertasi nelle membra vitali del nostro Paese ». I giovinetti fecero festa agli illustri visitatori allietandoli coi loro canti e con la «Preghiera a Dio per la Patria infelice ».
Miss Allen rispose assicurando tutto il suo interessamento ed elogiando i nostri confratelli per la loro opera provvidenziale. Poi passò ad un altro reparto ove da pochi giorni era in cominciata una quotidiana distribuzione di alimenti ad altri trecento ragazzi malati o predisposti a malattie. I viveri (farina, zucchero, latte, legumi, salmone, sugna) vengono forniti dall'UNRRA pel tramite della C. R. I. Distinte Dame coadiuvano il nostro Direttore in questa missione. I visitatori si trovarono di fronte le mamme coi loro figli macilenti a manifestare la loro riconoscenza. Nel congedarsi il Sindaco lasciò al Direttore una cospicua offerta.
Belgio - Le prime notizie.
Una lettera di D. Claeys, Direttore del nostro Studentato teologico di Oud Heverlee, spedita da Bruxelles il 31 luglio u. s. ci dava notizia dell'Opera di Don Bosco in Belgio: « La nostra casa di Oud Heverlee, che nell'anno decorso contava 73 studenti di teologia, ha continuato a darci in media una quindicina di sacerdoti all'anno. Purtroppo la guerra ha - diminuito il numero degli allievi; ma si spera una fiorente ripresa col nuovo anno scolastico. Le privazioni furono molte. In cinque anni non abbiamo avuto nè carne, nè birra, nè burro... più volte mancarono perfino le patate: scarso il pane. Ma lo spirito si mantenne sereno e gli studi proseguirono quasi come prima. La casa più colpita fu quella di Liegi, devastata in pieno da una bomba, che uccise anche tre confratelli. Fu pure sinistrata la casa di Hechtel, ove rimasero feriti due giovani sacerdoti. Nelle altre case non ci furono che i disagi comuni o quelli dell'occupazione militare. L'attività però è continuata in tutte nella misura del possibile. Anche l'Orfanotrofio di S. Denys Westrem, colle sue scuole profcssionali, riuscì a vivacchiare ed ora sta per riaprire le sue porte a centinaia di alunni.
II 27 u. s. abbiamo celebrato la solenne funzione di addio ai nostri missionari del Congo Belga. Erano 23 nuovi confratelli, di cui 20 sacerdoti, destinati a rinforzare il personale di quelle nostre missioni, Il Circolo missionario dello studentato pagò a tutti il Crocifisso. È un Circolo bene organizzato, con varie sezioni di propaganda e di soccorso. Ha una biblioteca missionaria di oltre 700 volumi, apparecchi di proiezione, ecc. Mostre ed esposizioni periodiche attirano il denaro per le spese necessarie. Ogni quindici giorni, conferenze specializzate di cultura. A fianco del Circolo missionario, ne funziona uno di Storia salesiana, uno di Pedagogia, uno di Storia locale ed uno di Eloquenza. In questi mesi di vacanza una trentina dei chierici sono sparsi negli Oratori festivi di Lovanio, e di altre case».
Polonia - Altri Salesiani vittime dei campi di internamento.
Da una lettera del sig. Dino Salvarani di Mantova al nostro Rettor Maggiore in data 3 settembre u. s.:
« Vi scrive un amico ed ammiratore delle Opere di D. Bosco Santo rientrato da pochi giorni dalla Germania, dopo aver penato e sofferto per lunghi mesi il martirio in compagnia di molti sacerdoti salesiani deportati dalla Polonia, prima e dopo la rivolta. Di questi santi preti invio il nome di quelli che morirono, affinchè i fratelli ne raccomandino le anime benedette al Signore. Son tutti di VarsaviaLipowa 14, arrestati dalla Ghestapo il 7-II-944: Sac. Pykosz Giovanni, Direttore; Coad..Srmergalski Simone; Coad. Plucinski Valentino; Coad. Jedra Martino (morti l'8-v-1944 nel Campo di concentramento di Gross Rosen); Sac. Olszewshi Casimiro ed il Coad. Cedro felice, fucilati a Varsavia; Coad. Medrala Felice, morto il 27-IV-1944 a San Postel, Amburgo. Di confratelli vivi e defunti ha larghe notizie e documenti il Sacerdote salesiano Klinicki Ladislao di Varsavia, che ora, munito di dispense e di ogni facoltà dall'Ordinario di Hannover, presta servizio in un grosso « lager » di polacchi, con sede in Munden. Degna figura di sacerdote secondo il cuore e lo spirito di Don Bosco, prestò pure agli italiani immenso bene. I preti di S. G. Bosco sono morti tutti col cuore infiammato di carità e di perdono. Nell'atroce martirio, nel lavoro umiliante, non si lamentarono mai: non ebbero che una sola parola: « Pel Signore Gesti: Dla Pana Jesusa ». La Congregazione, che sulla terra li ha perduti, sia certa che non fu vano il sacrificio. Sul loro cammino, dal loro sangue fioriranno nuovi seguaci di Cristo e di Don Bosco Santo... ».
Egitto e Palestina.
Le case della Ispettoria Orientale hanno ripresa tutta la loro normale attività. Nel 1944, il nostro Istituto di Alessandria d'Egitto contava oltre 700 alunni; quello del Cairo, altrettanto; quello di Port-Said, più di 200. Nazareth ospitava circa 200 giovinetti polacchi. Betlemme accoglieva ancora vari confratelli di alcune case vicine, mentre i chierici continuavano ad attendere ai loro studi.
Ora tutto è tornato normale. Scriveva infatti l'Ispettore Don Canale, in data 2-V-1945: « L'Oratorio festivo di Betlemme va riprendendo vita rigogliosa con immenso giubilo della gioventù betlemitana. La prima domenica che seguì la liberazione dei Salesiani dal regime di concentramento, fu una vera irruzione di ragazzi e di ragazze alla nostra casa ed a quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Rclamavano clamorosamente la riapertura degli oratori festivi. La prudenza, pel momento, consigliava di temporeggiare. Ma non ci fu verso di persuaderli. Dovette intervenire la polizia; ma resistettero anche ai polices e non si quietarono finchè non vennero condotti in chiesa.
Si impartì loro la benedizione eucaristica e poi si congedarono con buone parole. Uscendo, non facevano che insistere: « Quanti giorni dovremo aspettare?». Ora abbiamo potuto riprendere il nostro apostolato fra l'unanime soddisfazione».
California.
Il nostro Ispettore Don A. Fedrigotti, con lettera del 26 maggio 1945, ci ha annunciato l'imminente grandioso Convegno dei nostri Cooperatori a Richmond sotto la presidenza di S. E. Mons. Yu Pin, vescovo cinese, rappresentante di Chan-Kei-Shek alla Conferenza di S. Francisco. Il Vescovo è Cooperatore salesiano da vari anni ed ha ricevuto il diploma in Torino in occasione di una sua visita all'Oratorio. Il discorso ufficiale venne affidato al dott. Alioto, nostro ex allievo ed avvocato alla Corte Federale.
La ristrettezza dello spazio ci costringe a limitarci ai semplici dati. Quanti vorranno avere più ampie notizie potranno rivolgersi ai Direttori delle Case donde i compianti Confratelli son volati al Cielo.
Sac. ALBISETTI LUIGI, da Terno (Bergamo), † a Roma-Testaccio l'8-VIII-1944 a 51 anno.
Sac. CATANZARITI CARLO, da Locarno (Svizzera), † a Lanusei (Nuoro) il 10-X-1943 a 74 anni.
Coad. NOCENTINI BENEDETTO, da Reggello (Firenze), † a Roma-S. Cuore il 28-XII-1943 a 76 anni.
Sac. CAUSTICO MARIO, da Capriglio (Asti), † a Grugliasco il 30-IV-1945 a 32 anni.
Coad. ROTOLO BERNARDO, da Scanno (Aquila), † a Lanuvlo (Roma) il 18-III-1944 a 43 anni.
Coad. BHULER GIUSEPPE, da Benzen (Germania), † a Ottinghen (Germania) il 15-III-1945 a 37 anni.
Coad. DAMINI GIUSEPPE, da S. Giovanni Ilarione (Verona), † a Verona il 14-VII-1945.
Coad. DUBOIS PROSPERO, da Solre-Le-Chateau (Francia), † a Malaunay (Francia) il 7-VIII-1944 a 46 anni.
Mons. Dott. ALFREDO BRACCINI, † a Pisa, il 17-V-1944.
Canonico della Primaziale, valente predicatore e piissimo sacerdote, era Direttore diocesano dei nostri Cooperatori e si prodigava per la Pia Unione con un affetto che si alimentava nella fervida divozione a Maria SS. Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco.
Gr. Uff. COMOGLIO ANTONIO, † il 24-VII u. s. a 71 anni.
A due mesi di distanza dalla morte del figlio Cav. Uff. Nicolao, si è spento questo insigne benefattore delle Opere Salesiane, che ha lasciato di sè tanto caro ricordo per la sua vita esemplare e per la sua generosa carità.
LANZA MARIO, † a Bibiana (Torino), il 28-IV-1944 a 73 anni.
Animò tutta la sua vita di una fede viva e generosa, e la spese cristianamente facendo del bene, con particolare predilezione verso le Opere Salesiane, che favori anche in punto di morte con caritatevoli disposizioni.
Genitori di Salesiani o di Figlie di Maria Ausiliatrice chiamati al premio eterno:
ARNABOLDI GIUSEPPE, † a Cernusco sul Naviglio (Milano), l'8-IX-u. s. e 71 anni.
BOEM FAUSTO, † a San Vito al Tagliamento (Udine), il 2-IV u. s. a 64 anni.
CLERICO MADDALENA, † ad Arborio (Vercelli), il 18-v u. s. a 71 anni.
GUERRA FRANCESCO, † ad Arborio (Vercelli), il 3-V u. S. a 72 anni.
Altri Cooperatori defunti:
Ajolfi Luigi, Milano - Amati Alessandro, Nervi (Genova) - Andorno Giuseppe, Pavarolo (Torino) - Anfossi Quaranta Felicina, Leyni (Torino) - Audisio Elisabetta, Entraque (Cuneo) - Baccini Giuseppe, Roma - Bassignana Giovanna, Vignale Monf. (Alessandria) - Barchetta Lina Chiudemi, Sombreno (Bergamo) Berlendis Francesca, Gazzaniga (Bergamo) - Bezza Maria, Agnadello (Brescia) - Biscaretti di Ruffia Conte Ernamno, Milano - Bonanomi Rosa, Longone al Segrino (Como) - Calvi Rosa, Castelletto Monf. (Aless.) - Canali Santina, Torino - Caruso Gabriele, Brienza (Potenza) - Castellani Ferdinando, Bologna - Catella Giovanna ved. Sampietro, Torino - Cattaneo Tacchini Enrichetta, Oleggio (Novara) - Chiaretta M. Teresa, Gerbido (Torino) - Collino Giacomo e Margherita, Luserna S. Giovanni (Torino) - Compostella Vittore, Mortaso (Trento) - De Antoni Maria, Torino - Fattorini Angela, Gazzaniga (Bergamo) - Ferrara Mario, Robbio (Pavia) - Frasson Giovanna Ved. Borgiallo, Torino - Genzone D. Pietro, Cassine (Aless.) - Giancardi Salvatore, Comiso (Ragusa) - Goria Angelica, Mombercelli (Asti) - Marchesi Colomba, Gazzaniga (Bergamo) - Mascarini Achille, Lonato (Brescia) - Micheli Zignoni Anna, Ajello del Friuli (Udine) - Moroni Giuseppe, Piazzolo (Bergamo) - Nave Scremin Pierina, Bassano del Grappa (Vicenza) - Nave Pietro Antonio, Bassano dcl Grappa (Vicenza) - Ombra Vincenza, Cerrina (Aless.) - Perfumo Elica Ved. Scarsi, Rocca Grimalda (Aless.) - Pernigotti Felicita, l'orino - Postiglione Camilla, Milano - Radice Alessandro, Torino - Riva Guglielmo, Garessio (Cuneo) - Rovere Avv. Maurizio, Mondovì (Cuneo) - Santa Giacomo, Castelrosso (Torino) - Santanera Gr. Uff. Armando, Moncrivello (Vercelli) - Taddia Marchetti Ida, Bondeno (Ferrara) - Tara Regina Ved. Braja, Biella (Vercelli) - Tettamanzi D. Flaminio, Molteno (Como) - Tibaldi Rosalia Ved. Pasino, Vignale Monf. (Aless.) - Topi Dott. Ginseppe, Modena - Trinchero Emilia, Castell'Alfero (Asti) - Valle Rosa, Torino - Villata Giuseppe, Fiorano Can. (Aosta) - Zorzi Giulia, Ziano (Trento).
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:
L'INDULGENZA PLENARIA
OGNI MESE:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile.
NEL MESE DI NOVEMBRE ANCHE:
Il giorno 21 - Presentazione di Maria SS. al Tempio. il giorno 22 - S. Cecilia.
NEL MESE DI DICEMBRE ANCHE:
Il giorno 8 - Immacolata Concezione di Maria SS. Il giorno 25 - Natale di N. S. Gesù Cristo.