BOLLETTINO SALESIANO

Anno LXIX - n. 7 NOVEMBRE DICEMBRE 1945

Riabilitazione.

Prostrati dalla guerra nella miseria e nell'abiezione, noi sentiamo il bisogno, non solo di una benefica ripresa e di una sana rieducazione cristiana, ma anche di una completa riabilitazione a quella missione di civiltà mondiale di cui la Chiesa non ha ceduto il primato nemmeno nell'ora del più fatale pervertimento dei popoli traviati.

È una missione essenzialmente di amore, alla quale siamo stati sottratti dalle ambizioni demagogiche di un orgoglio insano.

I nostri Morti.

Ci spronano i nostri morti. Le vittime, soprattutto, della ferocia di quell'odio che ha fatto tanto scempio delle anime e dei corpi nella tormenta sanguinaria. Povere creature, sorprese dagli orrori dei bombardamenti, dalle insidie e dalla furia dei combattimenti, o da sevizie brutali che giunsero molte volte ad impedire gli stessi conforti religiosi e la pietà dei funerali. Disperse, maciullate, incenerite dalle esplosioni o dall'infamia dei forni crematori, le profanate salme ci lasciano la consegna di rifare il credito dell'umanità.

L'Immacolata.

Rifarlo alla scuola dell'Immacolata. Di Colei che, preservata, per divino privilegio, dal peccato originale, non conobbe gli istinti depravati della nostra corrotta natura. E che, fatta nostra Ausiliatrice, può soccorrere efficacemente la nostra formazione spirituale. L'8 dicembre segna lo data di nascita dell'Opera Salesiana, voluta da Dio per la cristiana educazione della gioventù Cento anni fa, Don Bosco non era padrone di un palmo di terra per fissare le sue tende. Il 1845 fu forse l'anno più fortunoso della sua giovinezza sacerdotale. Sfrattato dall'Ospedaletto, dalle cappella del cimitero di S. Pietro in Vincoli, da quella dei Molassi, egli viveva solo dei suoi sogni, in cui la Vergine gli prospettava, con tre chiese, le tappe progressive dello sviluppo dell'Opera sua.

Oggi, ad un secolo di distanza, noi abbiamo sott'occhio, per quanto mutilato dalla guerra, il meraviglioso complesso delle provvide istituzioni. E contiamo un'altra esperienza della Provvidenza di Dio, della ispirazione e dell'aiuto di Maria SS. pel trionfo della missione di amore affidata a Don Bosco nel piano generale della restaurazione mondiale!...

Il Natale.

Singolare applicazione del mistero della Redenzione, che ci riconduce alla culla del Figlio di Dio fatto uomo. Il genere umano riprese la via della civiltà, dond'era decaduto pel primo peccato, quando il Figlio di Dio assunse umana carne ed associò la nostra povera natura umana alla sua persona divina in quella unione così intima che i teologi chiamano «ipostatica». Da quel giorno, a tutti quelli che gli fecero buona accoglienza, il Verbo di Dio dedit potestatem filios Dei fieri: diede il potere di diventare figliuoli di Dio. E cominciò la rigenerazione degli uomini veramente civili. Il Cristianesimo fece alla nostra Patria un posto d'onore nella missione della civilizzazione mondiale. E gli stranieri, che oggi godono il nostro suolo, n'ebbero una visione d'incanto dalla condotta, dalla parola e dall'apostolato dei nostri missionari che portarono alle loro terre la luce della Fede e la vita della Grazia. Se oggi essa è così vilipesa, lo è per lo scempio degli apostati dal Cristianesimo, che preferirono all'apostolato dell'amore la tirannia dell'odio.

Ci riabiliti Gesù alla nostra missione di salvezza, rifacendo nello spirito cristiano la nostra vita ed il sacro prestigio della Patria nostra.

È l'augurio che deponiamo ai piedi del celeste Bambino perchè lo realizzi colla sua onnipotenza, benedicendo gli onesti intenti di coloro che si sforzano di essere buoni e di far buoni gli altri, per riudire davvero finalmente sulla terra il cantico del Natale: « Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà».

SOTTO LA CUPOLA DELL'AUSILIATRICE

Visite gradite.

Il 1° settembre, abbiamo avuto la cara sorpresa dell'arrivo di Mons. Giuseppe Kerec, Amministratore Apostolico della Prefettura di Chaotung nello Yunnan (Cina), il primo superiore di Missione giunto a Roma mentre ancora imperversava la guerra. Egli si trattenne un paio di settimane fra noi e visitò anche le case di formazione più vicine, accolto a festa ovunque ed ascoltato con viva attenzione nelle sue interessanti relazioni. Verso la metà del mese giunse pure da Roma il nostro Procuratore generale Dott. Don Francesco Tomasetti che rimase con noi una diecina di giorni.

Feste e pellegrinaggi.

In basilica, devote funzioni per le feste della Natività e del Nome di Maria, e particolare solennità a quella dell'Addolorata, cui parteciparono anche gli alunni che si preparavano agli esami di riparazione o al salto di qualche classe.

Il 21, le Figlie di Maria Ausiliatrice affollarono il santuario, colle rappresentanze delle loro varie opere cittadine, per assistere alla Messa d'Oro del rev.mo sig. Don Giovanni Segala, che, circondato dalla comunità dei confratelli, celebri all'altare della Madonna ed alla sera impartì la benedizione solenne.

Il 22, abbiamo avuto la visita di S. E. Mons. Ernesto Ruffini, allora Segretario della S. Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, oggi Arcivescovo di Palermo. Il 27, il Parroco di Castagneto Po guidò al santuario 200 parrocchiani in devoto pellegrinaggio. Il 29, altro pellegrinaggio di 150 parrocchiani di Vinchio d'Asti Negli ultimi giorni di settembre, gli studenti di teologia, ospiti dell'Oratorio durante il periodo di emergenza, fecero ritorno ai loro rispettivi studentati.

Il nuovo anno scolastico -professionale.

La prima festa di ottobre, dedicata alla Madonna del Santo Rosario, assunse pure tutta la sua solennità liturgica. Nella settimana seguente rientrarono gli alunni artigiani e poi gli studenti. Un totale di circa 700: oltre 350 artigiani, di cui 240 interni; ed oltre 300 studenti, di cui 200 interni. Si ammassarono anche nelle antiche camerate dei tempi di Don Bosco, riattate alla meglio. Ma purtroppo non si poterono soddisfare tutte le duemila e più domande pervenute, essendo andati distrutti nei bombardamenti gli ampi dormitori della sezione studenti.

Per la «Giornata Missionaria » la Casamadre era al completo e le funzioni della basilica ripresero il loro consueto splendore.

Corte a Maria.

Il 24, si riorganizzò pure la «Corte di Maria », tanto cara ai devoti dell'Ausiliatrice, con funzioni distinte per le diverse sezioni, alle 6,30-7,30-9-17 e coll'Ora di Adorazione serale predicata da Don Carnevale. Prestò il servizio corale la Scuola Ceciliana delle Figlie di Maria Ausiliatrice fondata dal compianto M° Don Grosso. Colla festa della Regalità di N. S. Gesù Cristo si iniziarono anche le SS. Quarantore che attrassero numerosi fedeli. Artigiani e studenti inaugurarono il nuovo anno scolastico professionale coi tradizionali tridui predicati dai Superiori del Capitolo, rev.mi Don Ziggiotti e Don Serié.

IN FAMIGLIA

Francia - Prime notizie.

Dalle prime notizie giunteci dalla Francia abbiamo appreso che quattro Case hanno particolarmente sofferto dalla guerra. Quella di Caen, in pieno campo di battaglia, è andata completamente distrutta colle sue fiorenti scuole ginnasiali e professionali. Quella di Tolone è stata fatta saltare dai tedeschi colla dinamite. Quella di Pouillé, con scuole elementari, ginnasiali ed agricole, fu rovinata dalle granate. Quella di Marsiglia, lo storico Oratorio S. Leone aperto da Don Bosco, con scuole elementari, ginnasiali e professionali ed una vasta organizzazione di opere di apostolato, è stata danneggiata da scoppi di granate durante il periodo di liberazione. I danni però sono già stati riparati. E la sua benefica attività continua in pieno. Nove confratelli, tra i combattenti ed i deportati, sono morti in guerra; un sacerdote è perito sotto i bombardamenti ed un coadiutore è stato fucilato dai tedeschi.

Mirabile ovunque è stato l'apostolato patriottico dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Per citare un esempio, la Casa di Giel, poco lontana da Caen, ha ospitato, per due buoni mesi, oltre 2000 persone tra sinistrati, feriti ed ammalati.

Attendiamo presto altre notizie.

Cirenaica.

Da una lettera del 26 maggio u. s., stralciamo questi appunti di diario:

S.. E. Mons. Giovanni Lucato, Vicario Apostolico di Derna, terminate le ostilità in Europa ha potuto visitare i nostri cari soldati cooperanti cogli alleati (Pioeer Corps) dislocati nel nostro Vicariato Apostolico.

Fu una gioia per Monsignore; ma anche una grande soddisfazione per quei nostri cari fratelli, che videro nella visita del Vescovo di Derna la materna assistenza religiosa della Chiesa. Monsignore direttamente ed indirettamente non si lasciò mai sfuggire occasione di fare del bene. Interessò le locali autorità civili e militari, scrisse e parlò coi Cappellani militari sia inglesi che italiani appositamente incaricati. Ma, poichè il numero di questi ultimi era troppo esiguo rispetto alla distanza di una Compagnia dall'altra, ottenne, da circa un anno, che anche i nostri Missionari prestassero la loro assistenza spirituale. Ed i figli di D. Bosco non badarono nè ai disagi delle distanze, nè ai mezzi di trasporto per svolgere il sacro ministero nella zona gebelica: D. Atzori, D. Leder, D. Defendi, a Derna, Martuba ed al Feteia; D. Gaggino in Apollonia ed a Savoia; D. Dalmaso a Beda Littoria ed a Savoia; D. Del Gaudio a D'Annunzio ; Don Santià a Berta e D. Sois a Luigi Razza.

Nella notte del S. Natale i nostri Missionari celebrarono in sette località per dare ai nostri soldati la comodità di accostarsi ai SS. Sacramenti e la gioia di gustare la santa poesia della Messa Natalizia.

Mons. Vescovo iniziò la sua visita la sera del 3 maggio, portandosi a Martuba presso quella compagnia di Pioneers prima che partisse per altra destinazione.

La domenica 6 maggio Sua Eccellenza passò tutta la giornata tra i prigionieri di Giovanni Berta presso i quali, la sera precedente, si era portato ed aveva pernottato D. Defendi per disporre meglio gli animi e per dar comodità di accostarsi ai SS. Sacramenti.

Il 13 maggio fu la volta di Apollonia ove vi erano circa 200 Pioneers che attendevano alla costruzione di una strada presso il mare. Dopo la S. Messa, il Vescovo si intrattenne con gli ufficiali e coi soldati per il resto della giornata in lieta e gradita compagnia.

Dal 14 maggio al 22 si effettuarono le visite alle compagnie dislocate nelle zone di ElAden, a circa 3000 prigionieri.

Il comando del 210 H. Q. Pioneers Corps mandò lo zelante Cappellano militare P. Stenta, Cappuccino, con una macchina a disposizione del Vescovo. Il Vicario Apostolico partì nel pomeriggio.

Da Derna a Tobruch corrono 172 km. La deserta Marmarica, che vide il flusso ed il riflusso degli eserciti in lotta, e l'incalzarsi degli uni contro gli altri, che fu testimone di tanti eroismi, le cui zolle sono inzuppate di tanto sangue, era cosparsa dei resti di moltissimi automezzi, carri armati, aeroplani, cannoni, ecc. Si vedevano ancora le tracce della guerra che fu: campi minati, reticolati, appostamenti, fortini, ecc. Qua e là, piccoli e grandi cimiteri di guerra. Giunto a Tobruch, il Vicario Apostolico si portò subito al comando del 210 H.

Q. Pioneers Corps per ossequiare gli ufficiali inglesi e per ringraziare il comandante di avergli permesso di visitare i prigionieri italiani.

Monsignore alloggiò nella palazzina degli ufficiali che gli offrirono la migliore stanza che avevano a disposizione: quella del loro colonnello.

Il comandante, alle ore 20, offrì a S. E. il dinner. Facevano corona al Vicario Apostolico il comandante Major Hancock, il Major Paget, che partecipò alla battaglia di Anzio; il cap. Stelphen, aiutante maggiore; i tenenti Varley e Harris; gli ufficiali italiani ten. Model e Bonci. La serata trascorse tra la più schietta cordialità. Al termine, il comandante ed il suo aiutante maggiore brindarono alla prosperità delle nostre nazioni pacificatesi ed alla pace raggiunta in Europa. Mons. Vescovo rispose ai loro brindisi manifestando nuovamente la sua gioia di poter recare conforto ai nostri soldati italiani con la parola della fede. Ricordò che la pace avuta era un grande dono di Dio, auspicando che nel prossimo lavoro di ricostruzione la Patria nostra possa trovare tra le nazioni alleate comprensione ed aiuti.

Il 18 maggio, dopo la celebrazione delle S. Messe nella cappellina del comando gruppo, Monsignore visitò la piccola nave « S. Antonio » che in stato di cobelligeranza si trovava nel porto. Il comandante della nave, Maresc. Aldo Baggini presentò la sua minuscola truppa schierata sopra coperta. Il Vescovo rivolse ad essa la sua parola affettuosa. Poi si intrattenne coi singoli marinai in familiare conversazione. Gradito il rinfresco offerto a bordo della nave dal comandante, S. E. visitò una parte della cittadina di Tobruch che, per gli eventi succeduti in essa ed attorno ad essa dopo l'ultima sua visita il 30 giugno 1940, era di gran lunga mutata.

Vi era forse il 15% di case abitabili. Il resto, quasi tutto un mucchio di macerie e di rovine. Nel porto, un numero notevole di navi affondate. La bella chiesa di Tobruch, la più bella del Vicariato, aveva il tetto sfondato. I muri avevano alquanto sofferto; il salone catechistico si reggeva solo su due muri e, come la casa parrocchiale, era privo di tutti gli infissi.

P. Stenta e gli ufficiali italiani del comando gruppo offrirono il pranzo, al quale partecipò anche il comandante della « S. Antonio ».

Nel pomeriggio incominciò la visita alle singole compagnie che, per la zona di Tobruch, durò fino alla sera del giorno seguente.

Il Vicario Apostolico parlò a tutte le compagnie e si intrattenne familiarmente cogli ufficiali e soldati italiani, inculcando a tutti la divozione alla Madonna. Ogni visita terminava sempre con la recita di un'« Ave Maria ».

Nella zona di Tobruch visitò sei compagnie.

Non molto distante da Tobruch vi è un grande cimitero di guerra. S. E. il Vescovo si recò a recitare su quelle tombe la preghiera del suffragio. Per due volte Monsignore visitò pure il grande ospedale militare per confortare i pochi prigionieri italiani ivi degenti.

La domenica 20 maggio fu riservata alla visita della compagnia della zona di El-Aden ove spiegava una zelante opera di assistenza spirituale il Cappellano militare D. Tommaso Rossello della Diocesi di Savona.

Anche cuesta zona, fortemente assolata e desertica, presentava in modo ancora più accentuato le vestigia di una guerra dura, prolungatasi per tre anni, alternandosi tra le azioni di posizione e di movimento. Come nella zona di Tobruch, ha il suo cimitero costellato di croci sotto le quali dormono in pace soldati italiani, germanici e britannici.

Alle ore 10 Mons. Vescovo, mentre dardeggiava il sole africano, celebrò il santo sacrificio della Messa a due compagnie che in forma di quadrato si stringevano attorno all'altare. Al

Vangelo, essendo, festa della Pentecoste, Monsignore commentò gli effetti dei doni dello Spirito Santo.

D. Defendi celebrò alle 11 in un ampio baraccamento ad un'altra compagnia mentre la scuola di canto accompagnava con mottetti il santo sacrificio della Messa. Dopo di che, Sua Eccellenza spiegò il S. Vangelo e quindi s'intrattenne familiarmente anche con quei soldati.

Alle 17 e alle 18 Monsignore visitò e parlò con un'altra compagnia ed un distaccamento.

Mons. Vescovo potè constatare di presenza che i nostri soldati prigionieri, dislocati nel suo Vicariato, godevano tutti ottima salute; non mancava loro nulla per quello che riguardava la loro vita materiale: abitavano sotto comode tende o in casette che essi si erano abilmente costruite. Naturalmente tutti desideravano tornare in Patria per rivedere i loro cari; ma nella tranquillità, nel lavoro, nella cordialità tra ufficiali e soldati attendevano l'ora stabilita.

I Cappellani, i Comandanti di compagnia coi loro ufficiali, il Comandante della «S. Antonio », gli ufficiali del 210 H. Q. Pioneers Corps andarono a gara nell'onorare e nel ren dere lieto il soggiorno al Vicario Apostolico.

Mons. Vescovo la sera del 24 maggio visitò pure ufficialmente i soldati prigionieri che si trovavano a Derna. La domenica seguente 27 maggio si portò a visitare la compagnia di Razza e il suo distaccamento di D'Annunzio. Anche questi stavano bene, non mancavano di nulla. La maggior parte erano già in relazione coi propri cari.

Quasi ogni compagnia aveva come centro di attrazione spirituale la sua cappella formata da ampie tende o variamente e caratteristicamente costruita nella quale i soldati si riunivano la domenica per ascoltare la S. Messa e nei giorni feriali per recitare le loro preghiere.

Significativo il tempietto di El-Aden costruito dai nostri soldati con un gusto veramente artistico ed economico. Usufruirono, per la costruzione, delle latte che avevano servito per la benzina e che riempite di terra presentavano una certa consistenza. Il tutto poi venne rivestito con malta di cemento. Al centro del tempietto si ergeva un altare tipo basilicale, sulle pareti spiccavano cinque begli affreschi, dipinti da un nostro soldato. Rappresentavano S. Francesco d'Assisi, S. Caterina da Siena protettori dell'Italia; S. Barbara protettrice delle armi da fuoco; S. G. Bosco patrono della gioventù. Un ultimo affresco rappresentava il ritorno del prigioniero alla sua casa.

Spagna.

L'Ispettore di Madrid, D. Bellido, in data 29-VI-1945 scriveva:

« Abbiamo concluso l'anno scolastico-professionale con grandiose cerimonie a Madrid e a Salamanca. A Madrid, nel rione dell'Atocha, abbiamo inaugurato il grandioso nuovo padiglione per le Scuole ed abbiamo allestito un'esposizione nazionale di Arti e Mestieri alla quale hanno concorso tutte le nostre Scuole Professionali. Venne inaugurata dal Ministro dell'Interno. Ebbe l'onore della visita di vari Ministri, autorità e distinte personalità ecclesiastiche, militari e civili. Suscitò in tutti la più viva ammirazione ed accrebbe ancor più la simpatia generale per Don Bosco e per l'Opera Salesiana. Il 9 maggio, il Capo del Governo mi diceva: " La Congregazione Salesiana è tanto necessaria che, se non fosse già fondata, bisognerebbe fondarla al più presto ". Speriamo di ottenere aiuto anche per la costruzione di ciò che manca ancora a Ronda de Atocha e per una chiesa molto più spaziosa. In complesso verrebbe a costare meno del padiglione innalzato, il quale ha superato i 4 milioni. Nel prossimo anno potremo aumentare di varie centinaia il numero degli alunni di queste nostre Scuole. È nostro desiderio di riservare l'internato, che già ospita centocinquanta alunni, agli orfani ed ai giovani più poveri. Vogliamo che sia un'opera totalmente benefica, sapendo quanto sia gradita a Don Bosco e al nostro amatissimo Rettor Maggiore.

» La chiesa di Salamanca è riuscita molto bella e di eccellenti condizioni acustiche. Contiene mille trecento persone sedute comodamente. All'inaugurazione i presenti superavano i 3000, occupando anche lo spazioso coro. Partecipò tutta la città, ed intervenne anche S. E.

Mons. Olaechea ».

Altre buone notizie ci hanno portato varie lettere ai Superiori.

A Vigo si è solennemente inaugurata e consacrata una magnifica chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice. Ad Arévalo, provincia di Avila, venne posta la prima pietra di una nuova casa per aspiranti della Ispettoria Celtica. Le vocazioni germinano con meravigliosa fecondità nelle case irrigate dal sangue dei nostri martiri, e gli aspirantati sono insufficienti ad accoglierle.

A Siviglia Sua Eminenza il Cardinal Segura ha incaricato i Salesiani della preparazione di un Congresso Catechistico diocesano. In diverse parti della stessa nazione le autorità invitano con insistenza i Salesiani a fondare ed aprire nuove scuole professionali. L'esito ottenuto nelle nostre case di Sarrià, Deusto e Madrid, dotate di grandiosi laboratori, di macchinario ed attrezzatura moderna, e quello conseguito in altre scuole meno grandi ma non meno feconde di ottimi risultati, hanno destato vive simpatie e grande interesse per le nostre opere destinate alla formazione cristiana e tecnica della gioventù operaia.

Nel 1944, a Santa Cruz de Tenerife (CANARIE) si è aperta una nuova scuola professionale.

Nord e Centro America.

Il Delegato del Rettor Maggiore, rev.mo Don Enea Tozzi, in una lettera del 29 giugno, dando relazione della visita fatta alle nostre Case del Messico, annunciava la fondazione del noviziato nella città di Puebla e di una scuola elementare a Zamora. Il Noviziato ha già una diecina di novizi, usciti da un quadriennio di aspirantato e quindi bene animati ed infervorati della loro vocazione. La scuola elementare di Zamora conta 283 allievi ed ha pure annesso un corso di scuole secondarie. L'Arcivescovo S. E. Mons. Pulcheri Pietrasanta n'è assai contento, ed il suo Coadiutore è più che padre pei Salesiani. Il tempio di Dolores è assai frequentato; la festa di Maria Ausiliatrice è riuscita un trionfo.

Don Tozzi visitò anche Cuba e le Antille; poi le nostre case del Centroamerica, meno quella di Panamà. Tornò negli Stati Uniti ripassando pel Messico.

Constatò notevoli progressi in ciascuna casa; e dovunque vide i Salesiani carichi di lavoro. Il personale è troppo scarso; gli allievi, invece, in continuo aumento.

Gli oratori di Haiti, di Ciudad Trujillo e di Santo Domingo hanno tutti oltre un migliaio di alunni. In Haiti si sono ricostruiti i laboratori su disegno più ampio, e più pratico. Vi si è pure aggiunta una scuola gratuita per 500 allievi ed una cucina per 250 ragazzi poveri con fondi dati dalla Camera del Lavoro. A Moca il nostro Arcivescovo Mons. Pittini ci ha affidato una delle due parrocchie. Si può far molto bene. È un terreno fertile per vocazioni e si prepara già un aspirantato. S E. Mons. Arcivescovo ha dovuto trasferirsi in un ospedale di New York per la cura della vista: ha perduto completamente un occhio e si teme che abbia a perdere anche l'altro. Preghiamo perciò il Signore glielo conservi e gli consenta di fare ancora tanto bene.

Mel Centro America, l'Ispettore Don Tantardini, che sostiene un lavoro superiore alle sue forze, ha quattro aspirantati preparatori ed uno superiore con un numero complessivo di oltre trecento aspiranti. Il nostro apostolato per le vocazioni trova ora larga imitazione anche dagli altri religiosi.

Grandi insistenze fanno i nostri Cooperatori per la sistemazione dell'Opera salesiana anche in Porto Rico e si spera di poterli presto accontentare.

A Sant'Antonio Laredo e a Raymondville, le Figlie di Maria Ausiliatrice giunte dal Messico svolgono un'attività provvidenziale per combattere l'ignoranza religiosa, prendendo contatto con migliaia di allievi e di allieve connazionali immigrati dal Messico nel Texas. Oltre le scuole locali si. prodigano in diversi centri catechistici e fanno delle vere missioni.

DALLE NOSTRE MISSIONI

Assam.

Amatissimo Rettor Maggiore, i suoi figli dell'Assam esultanti inviano al Padre amatissimo omaggi di affetto, devozione, gratitudine sempre più ferventi.

In questi anni di guerra abbiamo visto 56 tra sacerdoti, chierici e coadiutori lasciare la diletta missione. Rimasero sul posto, a continuare il lavoro anche per loro, una trentina di sacerdoti ed una ventina tra chierici e coadiutori. Col personale così ridotto, colle restrizioni inevitabili in zona di guerra, ed altre gravi difficoltà, abbiamo superato la bufera, serbando la calma e la fiducia nell'aiuto di Dio che non ci venne mai a mancare, e sforzandoci di essere sempre fedeli agli insegnamenti di S. Giovanni Bosco. I confratelli rimasti sul campo del lavoro, con sacrificio e generosita degni delle più belle tradizioni salesiane, si prodigarono senza posa a sostenere le posizioni. Il 24 maggio, abbiamo sciolto l'inno di ringraziamento durante il Pontificale tenuto nella cappella dell'Orfanotrofio «Don Bosco » qui in Shillong. Abbiamo ringraziato anche Maria SS. Ausiliatrice di tutto l'aiuto e di tutta la protezione largitaci in questi anni di guerra. L'Orfanotrofio, che ora sorge più bello coi nuovi edifici, conta oltre 210 interni. Il direttore, D. Igino, lavora molto per coltivare vocazioni fra i giovani. Ne abbiamo battezzati 23, lo stesso giorno della festa di Maria SS. Ausiliatrice. Io sono appena tornato da Dibrugarh, la città più vicina ai confini della Cina, dove abbiamo trasportato il noviziato dell'India. Undici novizi indiani si preparano alla vita salesiana all'ombra della bella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Sono ancora pochi; ma se ne aggiungeranno altri da ogni parte dell'India nei prossimi anni.

Abbiamo aperta una nuova stazione missionaria a Golaghat nel centro dell'Assam, per poter meglio attendere ai numerosi cristiani di quella zona e studiare le immense possibilità che ci offrono per evangelizzare campi nuovi e promettenti. Nel centro di Shillong abbiamo aperto un nuovo campo molto fiorente. I lavori della Cattedrale non hanno subito interruzione. Pur procedendo lentamente, ci fanno sperare di poterla adibire nel 1946. Le autorità dell'Assam si mostrano molto benevoli verso di noi. Date le condizioni particolari, non abbiamo potuto evitare l'internamento di tanti confratelli e la cessione di vari edifici; ma il Signore non ci lasciò mai mancar nulla nè pel vitto, nè pel vestito. Il lavoro missionario sofferse perchè potemmo dare ai maestri e catechisti solo una paga minima di fronte alle esigenze del caro viveri. Ma è già molto l'aver potuto tenere tutte le posizioni. Ora abbiamo un solo desiderio: che i nostri cari confratelli possano ritornar tutti. Perchè quelli rimasti sono stremati di forze per l'eccessivo lavoro. Non sappiamo però ancora quando potremo avere questa consolazione.

Gradisca i nostri migliori auguri e benedica me e tutti i suoi figli di Assam.

Shillong, 4 giugno 1945.

suo aff.mo in G. C.

+ STEFANO FERRANDO, Vescovo.

Con lettera del 29 agosto u. s. inviata al direttore della nostra casa di Malta (Sliema), i diaconi: Don Silvio Tronconi, Don Vittorio Uboldi, Don Santino Mondini, Don Remo. Morra, Don Santo Di Vita e Don Angelo Castelli hanno annunciato al Rettor Maggiore la loro prossima ordinazione sacerdotale, tenuta l' 11 ottobre u. s. da S. E. il nostro Mons. Mathias, Arcivescovo di Madras.

India.

Da una lettera di D. Wollaston da Khulna, in data 19-VI-1945:

« Nel nostro piccolo, nella scuola diretta da noi (150 Indù, 95 Musulmani, 5 Protestanti e io Cattolici, studenti) cerchiamo di far apprezzare ed applicare i principi cristiani e salesiani fra i maestri e i giovani, e così portare il nostro contributo al gran lavoro della salvezza delle anime ».

Cina.

Il 25, settembre giungeva da Macau alla Segreteria di Stato di Sua Santità il seguente messaggio telegrafico che S. E. Mons. Montini si affrettava a trasmettere al nostro Procuratore generale: «Prego informare Superiori Salesiani che noi siamo ansiosi di notizie. I confratelli di Macau e di Hongkong bene - Matkowic, Lareno uccisi - Ispettore ancora a Shanghai - Offriamo preghiere e sacrifici per il Santo Padre - ACQUISTAPACE. ».

Don Giovanni Matkowic reggeva la nostra stazione missionaria di Toungtong, casa filiale di Lokchong nello Yan Fa. Don Lareno Faccini Bassano, già segretario di S. E. Mons. Versiglia, risiedeva nella nostra Missione di Namyung nel Kwangtung. Non abbiamo particolari sul loro eccidio. Li raccomandiamo caldamente ai suffragi dei nostri cari Cooperatori.

Son due gravi perdite pel nostro Vicariato Apostolico di Shiuchow. E la loro tragica scomparsa è un gran lutto per le nostre Missioni già così stremate di personale.

In un telegramma precedente lo stesso D. Acquistapace, direttore del nostro Istituto di Macau, ci aveva annunziato la scomparsa di Don Lareno; ma senz'altre precisazioni. Ci aveva pure informato che nelle due case di Macau e di Hongkong si erano tenuti regolarmente gli Esercizi spirituali e che in Macau era pur cominciato regolarmente il noviziato. Accennava però ad un lungo telegramma inviato via Lisbona che, purtroppo, non ci è pervenuto.

Dall'Ambasciata di Nanchino è pervenuto quest'altro messaggio: « Penengo morto per malattia santamente. Confratelli bene, opere continuano. Ringraziamo, strenna, assicuriamo osservanza e preghiere ». BRAGA.

P. S. - Il ch. Penengo Armando era una bella vocazione che prometteva tanto per l'apostolato missionario.

Thailandia.

Da una lettera di Don Pietro Carretto ai parenti, in data 1° settembre u. s., da Banpong, abbiamo appreso che la consecrazione episcopale di S. E. Mons. Pasotti è stata compiuta il 24 giugno 1941. Nessuna delle nostre opere è stata danneggiata dalla guerra. Il collegio di Banpong si è trasferito nel periodo più pericoloso a Bang-nok-khuek, ma ora è già di nuovo nella sua sede. I bombardamenti hanno risparmiato tutte le residenze.

Anche il vitto non è mai mancato, perchè là il riso abbonda più del consumo ; la carne, le uova, la verdura e la frutta son pure più che sufficienti al bisogno degli abitanti. Solo la stoffa venne razionata. La difficoltà maggiore fu pel vino da Messa e la farina per le ostie. Per più di due anni ne dovettero usare col contagoccie: una bottiglia doveva servire per più di 200 Messe. Ora ne possono avere un po' di più. La roba è aumentata di prezzo in modo impressionante; tuttavia i nostri confratelli riuscirono a mantenere in efficienza tutte le opere con orfani e seminaristi. Per parecchio tempo Don Carretto andò a celebrare la S. Messa in un campo di concentramento di prigionieri civili inglesi a Bangkok, con piena libertà di confessare e predicare. Gli italiani furono sempre ben trattati dai Siamesi. Subirono un po' di vigilanza dal 9 settembre al 6 novembre 1943; ma fatti segno a dimostrazioni di affetto e di premure da parte di tanti amici. La salute dei missionari si è mantenuta sempre buona, tranne quella di Don Terpin che si spera adesso possa migliorare. Da un'altra lettera di D. Silvio Provera, direttore del Seminario indigeno di Bang Nok Khuek, apprendiamo che i seminaristi hanno già raggiunto il bel numero di 46.

Giappone.

Un telegramma dagli Stati Uniti ci ha portato finalmente notizie dei nostri confratelli e delle nostre opere in Giappone:

New Rochelle - N. Y: - 3 novembre 1945. - «Salesiani Giappone tutti salvi. Opera Tokyo illesa. Altre opere danneggiate. Affettuosi saluti, cordiali auguri da tutti». Don ENEA Tozzi.

Raccomandiamo ai giovani la nostra rivista missionaria mensile che desta tanto interesse:

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NECROLOGIO

Salesiani defunti:

La ristrettezza dello spazio ci costringe a limitarci ai semplici dati. Quanti vorranno avere più ampie notizie potranno rivolgersi ai Direttori delle Case donde i compianti confratelli son volati al Cielo.

Sac. ANGELERI GIACOMO, da Sezzàdio (Alessandria), † a Palermo il 2-III-1944 a 74 anni.

Sac. CULTRERA FRANCESCO, da Vizzini (Catania), † a Genova il 18-III-1945 a 71 anni.

Sac. BACKHAUS CARLO, da Erkeln (Germania), † nel maggio 1945 a 70 anni.

Sac. CUENCA ANGELO, da Purificación (Colombia), † nel maggio 1945 a 68 anni.

Sac. VIRZI' GIUSEPPE, da Cesarò (Messina), † ad Alì Superiore (Messina) il 2-IX-1943 a 67 anni.

Sac. FINOCCHIARO GIUSEPPE, da Randazzo (Catania), † a Roma il 23-V-1943 a 65 anni.

Sac. MASSARI PROSPERO, da Guardia Perticara (Potenza), † il 13-X-1944 a 71 anni.

Coad. ANSELMO NAZARIO, da Arenzano (Genova), † a Cuneo il 5-IX-1945 a 72 anni.

Sac. GUALTIERI GIUSEPPE, da Agira (Enna), † ad Agira il 1-IV-1943 a 32 anni.

Sac. SALINI CESARE, da Serravezza (Lucca), † a S. Gregorio di Catania il 26-IV-1944 a 82 anni.

Sac. FARINA MARIO, da Randazzo (Catania), † a Scicli (Ragusa), il 20-IV-1943 a 55 anni.

Sac. MILAZZO NICOLO', da Adrano (Catania), † a Messina il 13-IV-1943 a 43 anni.

Cooperatori defunti:

MARIA MUSSO-CROCE, † a Rapallo, il 16-X u. S.

Zelante Patronessa del Comitato Centrale Salesiano e per vari anni Vicepresidente, svolse un fervido apostolato soprattutto a vantaggio delle nostre Missioni, iniziando anche il provvidenziale Laboratorio Missionario. che l'ebbe come prima direttrice e ne serba attivo il generoso impulso.

Barone RIGHINI DI S. GIORGIO Ing. Comm. FERDINANDO, † a Genova il 27-XII-1944 ad 80 anni.

Cattolico esemplare, professionista geniale e ricercato, modello di padre di famiglia, apostolo di ogni opera buona, era affezionatissimo alla Famiglia Salesiana e la soccorreva con cordiale beneficenza.

Prof. NINO COSTA, † a Torino, il 5-XI u. s. a 59 anni.

Lo strazio della morte dell'eroico figlio Mario, i disagi e le angoscie della guerra hanno affrettato il transito all'anima eletta del caro Poeta piemontese, che ispirava la sua poesia al più puro senso cristiano in sublime missione di elevazione, a servigio della Patria sanguinante, per la fraterna fusione dei cuori nella bontà e nell'amore. Lo confortava la stia viva Fede; e, tra le sue divozioni predilette, informava il suo apostolato lo spirito di S. Giovanni Bosco.

Genitori di Salesiani o di Figlie di Maria Ausiliatrice chiamati al premio eterno:

TORRES SPIRIDION, † a Giurequaro-(Michoacan), il 25-X-1944 a 78 anni.

ABBANEO PERPETUO, † a Torino, il 6-XI u. s. a 65 anni.

Altri Cooperatori defunti:

Barchi Caterina, Pralboino (Brescia) - Beolè Sebastiano Paesana (Cuneo) - Bianchi Cecilia, Lu (Aless.) - Debernardi Costante, Treviglio (Bergamo) - Dieni Angelica, Condofuri (Reggio) - Faccani Maria, Imola (Bologna) - - Fontana, Gattinara (Vercelli) - Galetti Marchetti Bianca, S. Giovanni Bellagio (Como) - Gandini Giovanni, Castelgoffredo (Mantova) - Gabellato Matilde, S. Giustina in Colle (Padova) - Gibellini Fermo, Carobbio (Bergamo) - Gozzelino Giuseppe, Camerano (Asti) - Marenzi Maggiorina, Val di Nizza (Pavia) - Mei Gentilucci Clelia, Castelfidardo (Ancona) - Montanari D. Giuseppe, Città della Pieve (Perugia) - Navoni Santina, .S. Leonardo (Pavia) - Novara Luigi, Villafranca (Asti) Panzeri Luigia, Rossino (Bergamo) - Pelletta Paolo, Montemagno (Asti) - Pronzato Pietro, Prasco (Aless.) - Revellino Talmone Ernesto, Pinerolo (Torino) - Roldi Raimondi Emilia, Melzo (Milano) - Santiano Giovanni, Frossasco (Torino) - Scalabrini Maddalena, Massiola (Novara) - Scarano Michele, Napoli - Sigafredo M., Gallarate (Varese) - Sironi Carlo, Gallarate (Varese) - Spinoglio Enrichetta, Coniolo (Aless.) - Taddia Marchetti Ida, Bondeno (Ferrara) - Tronconi Pietro, Pavia - Valle Rosa. Torino - Vallosio rag. Alberto, Monastero Bormida (Asti) - Varalda Francesco, Costanzana (Vercelli) - Vernetti Carmela, Torino - Vettore Domenico, Milano - Zoli Caterina, Magno d'Inzino (Brescia).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) II giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte. 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile.

NEL MESE DI GENNAIO ANCHE:

Il giorno 1. - Circoncisione di N. S. G. C.

2 - SS. Nome di Gesù. »   6 - Epifania.

18 - Cattedra di S. Pietro.

»   23 - Sposalizio della B. Vergine.

»   25 - Conversione di S. Paolo.

29 - S. Francesco di Sales.

NEL MESE Di FEBBRAIO ANCHE:

Il giorno 2 - Purificazione.

22 - Cattedra di S. Pietro in Antiochia.

INDICE DELL'ANNATA

Il Rettor Maggiore ai Cooperatori ed alle Cooperatrici salesiane, pag. 1. - Il celeste Patrono della Società Salesiana, 5. L'ora della carità, 9. - Campane sonate, 15. - Don Bosco ritorna: Traslazione delle Reliquie del Santo e della Beata Mazzarello dal Colle Don Bosco alla Basilica di Maria Ausiliatrice, 20. - Ripresa, 25. - Rieducazione, 33. - Riabilitazione, 45.

Radiomessaggi. 2, 6, 10, 24.

Sotto la cupola dell'Ausiliatrice, 3, 16, 26, 46.

In famiglia: Il giubileo del nostro Card. Protettore, 27. - Nuovo Vescovo salesiano, 28. - Jugoslavia, Belgio, Polonia, Argentina, Cile, Bolivia. Brasile, 28; Chaco Paraguayo, Colombia, Equatore, Messico, Uruguay, Paraguay, Haiti, 29. - Cause di Beatificazione e Canonizzazione, 34. - L'Em.mo Card. Hlond, 34. - Portici: Tra i figli del popolo, 34. - Belgio, Polonia, Egitto e Palestina, 35. - California, 36. - Francia, 46. - Cirenaica, 47. - Spagna, 49. - Nord e Centro America, 49.

Dalle nostre Missioni: Assam, 3, 6, 30,,5o; Madras, 29; Krishnagar, 29, Venezuela, 6; Campo di Dehra Dun, 30; Birmania, 30; Thailandia, 30, 51; India, 51; Cina, 51; Giappone, 51.

Necrologio: 4, 7, 11, 24, 31, 36, 52.

Crociata Missionaria: 4, 8, 12, 14, 44 (31, 44 per. « M. Aus. »)