BOLLETTINO SALESIANO

ANNO LXXI NUMERO I - 1° GENNAIO 1947

Il IV Successore di San Giovanni Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane = In famiglia: Italia, Francia, Polonia. Argentina = Apostolato ed eroismi di carità sotto la bufera = Dalle nostre Missioni: India, Siam = Culto e grazie di Maria SS. Ausiliatrice = Necrologio = Tesoro spirituale. Crociata Missionaria.

CONFERENZA SALESIANA. Ricordiamo a tutti i Cooperatori ed a tutte le Cooperatrici quanto prescrive il Regolamento della Pia Unione al capo V, n. 8: « Nel giorno della festa di S. Francesco di Sales e della festa di Maria Ausiliatrice, ogni Direttore, ogni Decurione radunerà i suoi Cooperatori per animarsi reciprocamente alla divozione verso di questi celesti protettori, invocando il loro patrocinio a fine di perseverare nelle opere cominciate secondo lo scopo dell'Associazione ». Raccomandiamo vivamente a tutti di intervenire, anche per lucrare l'Indulgenza plenaria che vi è annessa. In ciascuna delle conferenze - come precisa lo stesso Regolamento al capo VI, 4 - si farà una colletta che verrà rimessa al Rettor Maggiore per le Opere e Missioni che ne hanno maggior bisogno. Per quelli che si trovano vicini ad una chiesa salesiana rammentiamo pure un altro privilegio concesso il 9 maggio 1876: « Indulgenza plenaria nella festa di S. Francesco di Sales, a tutti i fedeli cristiani, i quali, confessati e comunicati, dai primi vespri al tramonto del sole di detta festa, visiteranno qualsiasi chiesa salesiana, pregando secondo l'intenzione del Sommo Pontefice ».

Il IV Successore di San Giovanni Bosco ai Cooperatori e alle Cooperatrici Salesiane.

Benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici,

La pace piena, serena, duratura, che io vi augurava, in nome mio, dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice all'inizio del 1946, purtroppo non è ancora stata raggiunta. Malgrado il moltiplicarsi di consessi ed il destreggiarsi di abili politici, il mondo geme ancora in una sconfortante incertezza, mentre i popoli si dibattono in situazioni tragiche, che minacciano le basi stesse della vita civile. Non ci rimane che rivolgerci a Dio per chiedergli con fiduciosa insistenza quella pace che purtroppo il mondo non è riuscito a darci. Solo la pace basata sulle solide fondamenta della giustizia, ripetutamente ricordata ai dirigenti delle Nazioni dal Vicario di Gesù Cristo, - giustizia mai disgiunta da quella carità che è l'essenza della Religione Cristiana, - potrà finalmente ridonare serenità alle menti, palpiti di vero amore ai cuori e pace al, mondo.

Cooperiamo pertanto, benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici, al raggiungimento di questa altissima finalità con le nostre preghiere, e con quelle prestazioni generose che possano contribuire a ricondurre i fratelli o traviati o disorientati dalle vicende che da tanti anni ci affliggono, alla luce e all'amore, che ci affratellano in Gesù Cristo. Ognuno poi apra il cuore alla fiducia, pensando che la Divina Provvidenza ha fatto sanabili individui e nazioni.

Ed ora passo a darvi brevi notizie delle opere sostenute dalla vostra carità.

Notevole in verità lo sviluppo dei nostri Istituti nei paesi non sottoposti al flagello della guerra; nelle nazioni colpite invece si vanno rimarginando con non lievi fatiche le ferite tuttora sanguinanti. Da per tutto poi si lavora alacremente e godo di potervi dire che lo slancio maggiore dei Figli di S. Giovanni Bosco in questo periodo di sciagure fu ed è rivolto dovunque a sollievo degli orfani e degli innumerevoli giovanetti che la guerra ha disperso, strappandoli ai genitori e piombandoli nell'abbandono.

Anche dalle nostre Missioni abbiamo potuto avere notizie più sicure. Nell'India i circa 18o confratelli, dei quali alcuni passarono oltre 76 mesi nei campi di concentramento, sono stati alfine liberati. Nella Cina l'opera nostra si sviluppa in modo sorprendente e proprio in questi giorni siamo entrati a Pechino. Purtroppo il Vicariato di Shiu Chow ebbe a soffrire notevolmente: quattro missionari furono massacrati, e da poco ci è giunta la notizia della morte di S. E. il compianto Mons. Ignazio Canazei, il cui cuore non potè più reggere a tanti disastri. Anche nel Siam e nel Giappone la ripresa è consolante. Promettente assai è pure lo sviluppo delle opere nostre in Australia. La Missione del Congo ebbe a lamentare la perdita del suo Vicario Apostolico, Mons. Giuseppe Sak; le opere però continuano a svilupparsi. Nelle Missioni del Nord Africa, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, si lavora alacremente; purtroppo si dovette lasciare momentaneamente il nostro Vicariato della Cirenaica. Le Missioni dell'America sono sempre fiorenti. In questi ultimi mesi la Prelazia di Porto Velho fu staccata da quella del Rio Negro e affidata al nostro Mons. Costa. Nel Matto Grosso si spera di poter iniziare alfine la conversione dei terribili Chavantes. Si lavora pure assai nella Missione dell'Alto Orenoco e nel Vicariato di Mendez e Gualaquiza. La Patagonia, eretta in diocesi, va febbrilmente moltiplicando i suoi centri di evangelizzazione. Nella Terra del Fuoco il grandioso e riuscitissimo Congresso Eucaristico, celebrato nella città di Punta Arenas, ha messo in rilievo lo sviluppo delle opere fondate dai Salesiani in quell'ultimo lembo dell'emisfero australe.

Parlando del lavoro effettuato è doveroso accennare ai sacrifizi compiuti con vera abnegazione dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice nel periodo postbellico, prodigandosi nella cura dei soldati, dei feriti, dei prigionieri, degl'internati, dei profughi, dei sinistrati, dei rimpatriati civili e militari e in altre opere compiute a volte in circostanze oltremodo difficili e con dedizione vicina all'eroismo. Le testimonianze di Autorità civili, militari e religiose sono una preziosa documentazione di quanto venne fatto per amor di Dio e delle anime.

E perchè non dire che sulle gioie e sui dolori delle opere effettuate gettò luce di conforto e di stimolo il primo centenario della fondazione di questa Casa Madre di Valdocco ? Il 16 giugno si svolse devota la solennità commemorativa e il tre novembre abbiamo ricordato nell'intimità della Famiglia l'arrivo di Don Bosco e di Mamma Margherita, scesi dal Colle natìo a questo suolo impregnato del sangue dei Tre Martiri della Legione Tebea, Solutore, Avventore, Ottavio.

Innalziamo adunque ancora una volta l'inno della riconoscenza a Dio e a Maria Ausiliatrice per tutti i benefizi riversati sulla nostra Società.

Case aperte nel 1946.

La lista, anche quest'anno, non è forse del tutto completa, ma speriamo di essere riusciti a raccogliere i dati della massima parte delle case aperte alcune non erano state annunziate a causa della guerra. Come vedete si tratta di un centinaio di case aperte dai Salesiani e di 51 aperte dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Case aperte dai Salesiani: in Italia: a Castel di Codego (Treviso) un aspirantato; a Montechiarugolo (Parma) una parrocchia. In Argentina: presso Buenos Aires un Oratorio festivo ad Avellaneda con doposcuola; a San Carlos de Bariloche una scuola professionale; a Parà de Minos un aspirantato con scuole professionali ed agricole. In Austria: a Klagenfurt una parrocchia; a Linz un'altra parrocchia; a Vienna, un'altra parrocchia, scuole ed oratorio.

Nel Congo Belga: una stazione missionaria fissa a Mokambo; nel Brasile: ad Ananindeua (Parà) una scuola agricola; ad Aracaju un esternato nuovo; a Campo Grande (Matto Grosso) un noviziato con scuola agricola e chiesa semipubblica; a Jaboatao (Pernambuco) una nuova casa con oratorio; a Juazeiro (Pernambuco) un aspirantato; a Lins (Minas Gerais) scuole elementari e ginnasiali; una nuova missione nel Matto Grosso; a Parà de Minas un aspirantato; a Pindamonhangaba un noviziato con oratorio festivo; a Porto Alegre un convitto per giovani operai; a Vitòria una chiesa pubblica con oratorio festivo; a Carpina un aspirantato. In Cecoslovacchia: a Komarno un seminario; a Mnisek aspirantato per vocazioni tardive; a Osek u Duchova e a Svaty Kriz uno studentato.

Nel Centro America: a Guatemala una parrocchia; a Tegucigalpa (Honduras) un aspirantato; a Granada (Nicaragua) un aspirantato ed un collegio; a Rivos (Nicaragua) una scuola agricola; a San Salvador (Miguelito) uno studentato teologico e filosofico con oratorio festivo; all'Habana (Cuba) un oratorio festivo. In Cile: a Santiago scuole elementari e ginnasiali con oratorio festivo; in S. Filomena un noviziato.

In Cina: a Pechino un oratorio con scuole professionali; a Shangai (Yangtzepoo) una parrocchia e scuola agricola; a Dairen (Manciuria) una parrocchia ed oratorio festivo. In Colombia a Barranquilla una nuova casa per il Seminario; a Bogotà una casa con oratorio festivo; a Bucaramanga un collegio; a La Ceja un aspirantato. In Equatore: a Bahia de Caraquez scuole elementari ed oratorio; a Macas Sevilla scuole elementari; a Zaruma scuole elementari e professionali. In Germania: a Berlino un nuovo collegio; a Sannerz un orfanotrofio e parrocchia; a Treviri un collegio per vocazioni ecclesiastiche; a Wurzburg un nuovo collegio. In Algeria: una parrocchia ad Algeri, S.te Monique; un'altra ad Orano, St. Louis. In Giappone: una missione a Nojre ed una a Tucaika. In India: a Goa oratorio festivo e scuole professionali; a Kotaghiri noviziato e studentato; a Ranabombo residenza missionaria; un'altra con scuole elementari a Golaghat (Assam); a Karkutta (Assam) residenza missionaria, così a North Sakhimpur; così a Maliopota con chiesa pubblica. In Messico: a Venta de Cruz un aspirantato. In Olanda: a Groesbeek un ospizio per fanciulli poveri. Nel Paraguay: a Vergara un aspirantato; a Fuerte Olimpo una missione con oratorio festivo.

Nel Perù: a Piura ed a Ayacucho un seminario. In Polonia: Parrocchie a Bania, a Czarnowo, a Czeplinek, Debno, Dziczy, Las, Jordanota, Kalewo, Zabrse; a Lubczyn, Paradyz, Pila, Szczecin, Widrichow, parrocchie con oratorio festivo; così a Wroclaw con in più scuole professionali. Nell'isola di Timor portoghese (Oceania) scuole professionali. Nel Siam: a Bangkok una seconda casa con scuole professionali; a Hua Hin un orfanotrofio. Nella Spagna: a Cieza (Murcia), un oratorio festivo, scuole elementari e professionali; a Granada un esternato; a Rota (Cadice) un oratorio con scuole elementari; a Sevilla una casa con residenza universitaria. Nell'Uruguay: a Minas de Corrales un collegio con oratorio festivo; a Paso de Horqueta, oratorio festivo con scuola agricola. Nel Venezuela: a Dos Caminos (Petare) due case, una con oratorio festivo, un'altra con scuola agricola; a Puerto de la Cruz una parrocchia; a San Carlos una missione con scuole elementari.

Opere nuove iniziate dalle Figlie di Maria Ausiliatrice - In Italia: a Bologna, ad Intragna (Novara), a Faenza, a Frascarolo (Pavia), a Gubbio (Perugia), a Pieve di Nievole (Lucca), a Soriasco (Pavia), a Sozzago (Novara), a Urbignacco di Buia (Udine), a Vernante (Cuneo): scuola materna e di lavoro, doposcuola, oratorio festivo, catechismi ed opere parrocchiali. A Torviscosa (Udine): men se aziendali, scuola di lavoro, oratorio festivo e catechismi. A Legnaro (Padova): le stesse opere e scuole elementari parrocchiali. A Lecco (Como) una seconda casa con fiorentissimo oratorio festivo, catechismi ed opere parrocchiali, doposcuola, laboratorio, corsi di taglio, ecc. A Contrà di Missaglia (Como) aprirono il nuovo noviziato dell'Ispettoria Lombarda « S. Famiglia». A Bologna, a Cavaglià (Vercelli) ed a Fossano (Cuneo) s'incaricarono della cucina e guardaroba dei locali Istituti Salesiani.

Nella Cecoslovacchia, una seconda casa a Trnava nel sobborgo Kopanka con fiorentissimo oratorio festivo, doposcuola, laboratorio, catechismi ed opere parrocchiali. Nella Spagna, a Cadiz un internato e scuole elementari; a Pamplona un oratorio, catechismi, scuole serali, ecc.; a Tossa del Mar (Gerona) ed a Zaragoza scuole elementari e di lavoro, oratorio festivo, ecc.; nelle Canarie, a Guanarteme (Las Palmas) scuole elementari e di lavoro, oratorio festivo e catechismi, ecc. Nella Polonia, a Bystrzyca scuola materna, pensionato studenti, oratorio festivo ed ambulatorio; a Jaciazek orfanotrofio e guardaroba di quell'Istituto Salesiano; a Lubinia Wielka orfanotrofio, scuola materna e di lavoro, oratorio festivo ed ambulatorio; a Nowa Ruda pure orfanotrofio; a Pogrzebién, sede del nuovo fiorente noviziato, annessa scuola materna e di lavoro, oratorio festivo, ambulatorio; a Polczyn-Zdroj, scuola materna e di lavoro, pensionato studenti, insegnamento della religione nelle scuole elementari della città, e opere caritative; a Wroclaw pensionato per studenti universitari e laboratorio; a Kibiec e a Lodz-Wodna s'incaricarono della cucina e guardaroba dei Collegi salesiani, nonché dell'assistenza alle pensionanti ed opere caritative. Nell'India, a Bombay un'affollatissima scuola parrocchiale, oratorio e catechismi; a ShillongMawlai la direzione d'un ospedale; a Tirupattur, nel North Arcot, una scuola superiore, catechismi, ecc. Nella Cina, a Macau si presero la cura della cucina e guardaroba di quell'Istituto Salesiano, e annesso oratorio, catechismi e opere popolari.

Nuovo Continente: nell'Argentina, a Buenos Aires, Hogar « M. Lasala y Riglos »; a Curuz Cuatià una scuola materna e di lavoro e oratorio festivo. Nel Brasile, a Recife, la nuova casa ispettoriale dell'Ispettoria « Maria Ausiliatrice » con scuola materna, scuola elementare, oratorio festivo; a Pari Cachoeria sul Rio Tiquié, una casa missionaria con internato ed esternato per indie, laboratorio, ambulatorio e dispensario farmaceutico; a Petrolina, la direzione e l'assistenza nell'Ospedale « Don Antonio Malan »; a Pinhamonhangaba s'incaricarono della cucina e guardaroba di quell'Istituto Salesiano; a S. Joao del Rei assunsero la direzione d'una casa di beneficenza pei poveri; a Monlevade una scuola primaria pei figli dei lavoratori addetti alle miniere. Nel Centro America, a S. Anna (S. Salvador) scuola materna, elementare comunale e oratorio festivo. Nell'Equatore, a Cariamanga e a Julio Andrade scuole, laboratorio e oratorio. Nel Messico, a Monterrey una seconda casa nel sobborgo « Leona » con affollatissime scuole popolari.

Per il prossimo 1947

Nei mesi di luglio ed agosto, verranno celebrati in Torino i Capitoli Generali delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Salesiani. L'importanza delle due Assemblee è accresciuta dal fatto ch'esse dovranno eleggere coloro ai quali saranno affidate le sorti dei due rami della Famiglia Salesiana. Vi esorto a pregare per il buon esito delle accennate celebrazioni.

Faccio pure appello alle vostre preghiere per le cause di beatificazione e canonizzazione dei nostri Servi di Dio. Nello scorso dicembre si è tenuta la Congregazione antipreparatoria per l'esame dei miracoli proposti per la Beatificazione del Venerabile Domenico Savio, e si spera di poter presentare pure presto i miracoli per la canonizzazione della Beata Mazzarello.

Infine vi raccomando di volerci continuare la vostra carità sia per la ricostruzione delle numerose chiese e case danneggiate, sia per aiutarci ad alimentare, vestire ed educare i molti orfani e fanciulli raccolti nei nostri istituti, sia infine per sostenere le crescenti vocazioni che si stanno preparando nelle nostre case di formazione.

Lo so, i tempi sono tristi e, come se ciò non bastasse, vediamo che si moltiplicano pressoché dovunque gli attacchi contro la Chiesa, i suo Ministri e le sue Istituzioni. Non temiamo, benemeriti Cooperatori e benemerite Cooperatrici; anche a noi Gesù ripete le sue confortanti parole: Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo!

Per mantenerci agguerriti e sereni pratichiamo come strenna nell'anno 1947

LA VIRTÙ DELLA FORTEZZA. Sforziamoci di irrobustirla con una stretta unione con Dio, col Papa, coi Vescovi e Sacerdoti, e con una vita degna di Lui e della sua causa.

Vi presento i migliori auguri; invoco su di Voi, sulle vostre Famiglie, sulle vostre Nazioni e sii quanto vi sta a cuore, l'abbondanza delle benedizioni celesti mentre mi professo

Torino, 24-XII-1946.

vostro obbl.mo in Gesù e Maria

Sac. PIETRO RICALDONE Rettor Maggiore dei Salesiani.

IN FAMIGLIA

ITALIA - Savona - Il giubileo dell'Oratorio salesiano.

L'Oratorio salesiano di Savona ha dedicato la domenica 10 novembre alla commemorazione del 50° della sua fondazione. Cooperatori, ex allievi ed amici vennero preparati da un triduo predicato, nella nostra chiesa di Maria SS. Ausiliatrice, da S. E. Mons. Coppo e da due conferenze del nostro Don Cojazzi. Imponente e cordialissimo il concorso della cittadinanza alla inaugurazione della lapide-ricordo con fotografia del primo Direttore Don Descalzi, benedetta dal Vescovo diocesano, S. E. Mons. Righetti, ed al discorso ufficiale tenuto al teatro civico Chiabrera, con la sua brillante oratoria, dall'avv. Dino Andreis. Le autorità della città e della provincia, con a capo S. E. il Prefetto, diedero lustro alla celebrazione intervenendo anche al solenne pontificale tenuto in duomo da S. E. Mons. Righetti ed ai Vespri pontificati dal Vescovo salesiano. Dopo i Vespri, salì al pergamo lo stesso Ecc.mo Vescovo diocesano che fece la più autorevole esaltazione dell'opera dell'Oratorio auspicandone il massimo incremento per la saggia educazione della gioventù. Impartita la Benedizione Eucaristica da S. E. Mons. Coppo, la festa si chiuse all'Oratorio con una riuscitissima rappresentazione filodrammatica. Tra le adesioni più ambìte, quella dell'Em.mo Card. Pizzardo, ex allievo dell'Oratorio, salutata da vibranti acclamazioni.

L'Oratorio funziona in pieno, sostenuto dai Cooperatori, dalle Cooperatrici e dalle damepatronesse, con l'Unione ex allievi, le Associazioni di A. C., l'orchestrina, la filodrammatica, la scuola di canto, il piccolo clero, la sezione sportiva ed il suo reparto esploratori cattolici. Ha dato 22 vocazioni alla Società Salesiana e 18 al clero diocesano.

FRANCIA - Pel nostro Centenario.

Tutte le nostre Case di Francia hanno celebrato con fervore il Centenario dell'Opera di Don Bosco. Ma Marsiglia, Lione e Parigi vi hanno dedicato un programma che ha fatto assurgere le manifestazioni a carattere cittadino. Il Rettor Maggiore vi inviò da Torino il Direttore Generale delle Scuole professionali ed agricole salesiane, Rev.mo Don Antonio Candela come suo rappresentante. Rileviamo: a Marsiglia, la giornata dei fanciulli che ne radunò un tremila dai diversi punti della città al nostro oratorio S. Leone, ove poterono ammirare, attraverso ad una interessante esposizione, lo sviluppo dell'Opera dal 1878 ai nostri giorni. Splendido, il concorso alla conferenza storico-pedagogica tenuta all'Eldorado. Riuscitissima, la giornata degli ex allievi, aperta con l'Ora santa presieduta dal Vescovo diocesano S. E. Mons. Delay. Il sig. Don Candela, già Direttore dell'Istituto, celebrò la Messa della Comunione generale e presiedette il convegno. Gli ex allievi rimasero in casa fin oltre la mezzanotte e prima di lasciare il dolce nido della loro giovinezza vollero recitare in comune le preghiere della sera e ricevere la tradizionale e buona notte ». Era il 12 maggio. Quattro giorni dopo, Lione riusciva anch'essa a radunare oltre 3000 fanciulli alla nostra Casa di Fontanières per un attraentissimo trattenimento, coronato dalla Benedizione Eucaristica. Vi intervennero anche i nostri studenti di Caluire e della nostra Scuola agraria di Pressins, nonchè le alunne della Casa-famiglia delle Figlie di Maria Ausiliatrice. L'indomani, una folla di personalità e di pubblico gremì la gran sala Blanction per la commemorazione ufficiale tenuta dal nostro D. Auffray. Il 18, solenne cerimonia a Fourvière per la inaugurazione di una lapide-ricordo del passaggio di Don Bosco, l'8 aprile 1883, e della sua fervida preghiera ai piedi della Vergine. La benedisse lo stesso Em.mo Card. Gerlier, nella vecchia cappella dove i pellegrini si portarono dopo aver ascoltato la Messa nella Basilica. Le feste si conclusero l'indomani nella cattedrale: Messa solenne con assistenza pontificale del Cardinale Arcivescovo, Vespri pontificali e discorso di Mons. Lavarenne. Chiuse la funzione lo stesso Em.mo Gerlier, il quale si recò poi all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ad inaugurare l'esposizione dei lavori delle alunne ed a benedire la prima pietra della erigenda cappella. Per quindici giorni venne proiettato il noto film della vita del Santo.

Verso la fine di maggio fu la volta di Parigi. La chiesa dedicata al Santo vide, la mattina del 23, un ottocento giovani alla Santa Comunione. Nel pomeriggio, oltre duemila. Si dovettero smistare nell'Oratorio di Ménilmontant per il trattenimento e la merenda, offerta, come a Marsiglia ed a Lione, abbondante dai benefattori. Il 24, omaggio solenne a Maria Ausiliatrice con devote funzioni rallegrate dai canti dei nostri aspiranti di Coat-en-Doch. Il 25, commemorazione ufficiale nella gran sala Goveau, sotto la presidenza del celebre orientalista Massignon, che rappresentava Paolo Claudel, improvvisamente impedito di tenere l'impegno. Oratore, D. Auffray. La domenica, solenni funzioni nella chiesa parrocchiale di S. Giov. Bosco, chiuse con la Benedizione impartita dall'Em.mo Card. Arcivescovo Suhard, dopo il panegirico detto da Mons. Beaupin.

POLONIA - Ritorno.

Abbiamo avuto notizia dell'arrivo in Polonia dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice partiti da Roma il 30 agosto u. s.

Il viaggio, in carro-bestiame, è durato otto giorni. I sacerdoti sono riusciti a celebrare ogni giorno ad un altarino eretto sui bauli, nonostante gli scossoni del treno, confortando con la santa Comunione confratelli e suore. In Austria si associarono altre religiose reduci dalla lunga deportazione. Nella breve sosta in uno dei confini delle nazioni di transito, una suora ha potuto prestare l'assistenza ad un malato grave che rese l'anima a Dio con una edificantissima conversione. Accolti alla stazione di arrivo, l'8 settembre, dall'Ispettore Don Cieslar, raggiunsero poi le loro residenze tra commoventi manifestazioni d'affetto. Un vero miracolo della Divina Provvidenza fu il ritorno di altre due suore polacche, deportate nell'aprile del 1940 in Siberia. Sei anni di sofferenze e di lavori forzati hanno messo a ben dura prova la loro vocazione. Tuttavia si serbarono fedeli e, con la liberazione, ebbero subito la gioia di legarsi per sempre al Signore.

ARGENTINA - Buenos Aires - Un monumento alla memoria del rev.mo sig. Don Vespignani.

Ex allievi e Cooperatori hanno voluto perpetuare la memoria del compianto sig. Don Giuseppe Vespignani, che per 27 anni, come Direttore e poi come Ispettore, impresse all'Opera salesiana nella capitale e nell'intera Repubblica Argentina tale fervore di spirito e di apostolato da portarla al suo pieno sviluppo. L'artista nazionale prof. Giacomo Chierico ne modellò le paterne sembianze in una splendida statua di bronzo, che venne collocata su un basamento di granito perla, in uno dei grandi cortili del Collegio Pio IX. Dal 9 al 22 settembre i Presidenti dei Centri ex allievi della Repubblica si succedettero alla radio di Buenos Aires che dedicò la sua ora delle 19,30 alla commemorazione dell'indimenticabile Direttore Generale delle Scuole professionali ed agricole salesiane. All'inaugurazione, la mattina del 22, intervenne lo stesso Nunzio Apostolico S. E. Mons. Giuseppe Fietta con l'Interventore del Consiglio Nazionale di educazione, dottor Mordeglia e col rappresentante del Governo Italiano in Argentina. Rappresentava il Rettor Maggiore il Rev.mo Don Reyneri. Con le autorità, la magistratura ed i più insigni benefattori, erano largamente rappresentate le associazioni culturali, benefiche e religiose, gli ex allievi e i Cooperatori dell'Argentina, del Cile, dell'Uruguay, del Paraguay. Perfetti nelle loro divise i battaglioni degli Esploratori «Don Bosco » fondati dallo stesso superiore e le squadre ginnastiche. I presidenti del Consiglio Nazionale e Regionale degli ex allievi aprirono la cerimonia con l'alza-bandiera. Al suono delle bande dei dieci battaglioni di Esploratori, calò il velo che copriva la statua e calorosi applausi salutarono l'amabile figura del venerato Superiore che sorrideva dal bronzo con tutto il fascino della sua paternità. Seguì la Messa al campo, celebrata dall'Ispettore Don Raspanti. Poi, cantato l'inno della Patria e quello Salesiano, l'Assistente generale degli ex allievi presentò l'oratore ufficiale sig. Ferdinando V. Segovia, che, con brillante oratoria, esaltò in Don Giuseppe Vespignani l'abile superiore, l'amabile pedagogo, l'insigne propulsore dell'Opera salesiana in Argentina e l'affettuoso padre della gioventù. Quattro fanciulli, un oratoriano, un esploratore, un artigianello ed uno studente si succedettero con mazzi di fiori a rivendicare le predilezioni dell'indimenticabile rappresentante di Don Bosco nei collegi di Argentina. I battaglioni degli Esploratori conclusero la cerimonia con una superba sfilata fra ripetuti applausi dei convenuti.

Da Viedma di Patagonia il Vescovo diocesano S. E. Mons. Esandi, il 24 marzo 1946, annunciava con gran giubilo del suo cuore, l'ordinazione dei primi sette sacerdoti della diocesi recentemente costituita sul territorio delle nostre missioni, e la speranza di poterne ordinare altrettanti prima della fine dell'anno.

Da S. Nicolas de los Arroyos Don Gini, con lettera dell'8 marzo 1946, dava la bella notizia dell'inaugurazione di un aspiratato missionario intitolato a Mons. Fagnano. L'aspirantato ha carattere internazionale ed accoglie giovani argentini, cileni, uruguayani, ecc. Dalla casa per coadiutori alcuni son già passati al noviziato.

La casa di Fortin Mercedes ha celebrato il giubileo d'oro della sua fondazione con gran concorso di popolo e solenni manifestazioni. Il Nunzio Apostolico si fece rappresentare da Mons. Aragone, che ebbe parole di alto elogio per l'opera di civilizzazione e di evangelizzazione svolta dai nostri missionari nel corso dei 50 anni. Un artistico monumento perpetua la memoria dello zelante Don Pietro Bonacina.

Apostolato ed eroismi di carità sotto la bufera.

(Continuazione: 1° dicembre, p. 196)

A Torre Annunziata purtroppo non doveva tardare l'ora della prova. Ma, lungi dal danneggiare l'opera, non fece che accrescere la gara di eroismi e di carità.

Ecco come ce l'ha descritta una lettera al Rettor Maggiore spedita il 10 febbraio:

« Siamo proprio tutti miracolosamente salvi, cd ormai sufficientemente calmi per fornire notizie sicure e precise sull'enorme disastro che ha flagellato la città di Torre.

» La sera del 21 gennaio, come i giornali e la radio annunziarono, l'incendio e il successivo scoppio, in quattro riprese, di un treno carico di munizioni, distruggeva interi rioni di questa popolosa città (75 mila abitanti), gettandola nella desolazione e nel terrore: 15 mila persone senza tetto, tutte le case danneggiate, morti, feriti, fame, miseria. Furono ore terribili per tutti, anche per noi. Ma, da bravi figli di Don Bosco, mentre i superiori pensavano all'ordine interno della Casa facendo discendere la Comunità nel rifugio, alcuni Sacerdoti, accompagnati da Chierici volarono sul luogo del disastro per portare il soccorso materiale e morale ai disgraziati che erano rimasti sotto le macerie, lavorando a fianco dei pompieri con alacrità, incuranti del pericolo che incombeva. Vi erano infatti ancora 9 vagoni di esplosivo. Fummo i soli a correre al soccorso nelle prime ore della notte.

» Anche i nostri danni furono rilevanti: quasi tutte le pareti interne delle camere, crollate o scosse; porte e finestre infrante o abbattute; il soffitto perforato da pietre da 30 a 74 kg.: una vera pioggia di schegge e di massi lanciati in tutte le direzioni. Ma, fra tanti danni materiali, la Madonna ha vigilato per l'incolumità di tutti, salesiani e alunni.

» L'indomani, parte degli aspiranti furono rilasciati alle famiglie, accorse premurose da ogni parte. Si potè così con maggior celerità procedere allo sgombero delle macerie e provvedere alle prime più urgenti necessità.

» Mentre i Direttori delle Case viciniori si affrettavano a portare la loro parola di conforto ed aiuti materiali, noi, memori del tradizionale spirito salesiano e delle direttive avute, ci ponemmo subito a servizio della popolazione, offrendo locali per il ricovero di fanciulli sinistrati, improvvisando un posto di pronto soccorso e dividendo pane e minestra con quanti venivano a chiederlo. A noi si rivolsero varie Commissioni per la distribuzione di coperte, indumenti, scatolame. L'UNRRA ci fece pervenire 200 razioni giornaliere per famiglie; la Camera del Lavoro, rappresentata dal Consultore Nazionale Ing. Colasanto, ci promise 50 brande pei bambini, la Fuci e la Democrazia Cristiana mandarono materiale per ambulatorio ed ancora indumenti e coperte. Superiori e chierici dello Studentato si sacrificarono in tutti i modi pur di aiutare parte dell'enorme numero di sinistrati che affluivano alla nostra Casa, per lenirne gli animi esacerbati e, più che tutto, per distribuire ordinatamente quanto ci veniva messo a disposizione. Formammo così rapidamente un vero centro di distribuzione, suscitando l'unanime ammirazione del popolo e della stampa.

» Il giorno 27 gennaio, il Presidente De Gasperi, venuto a portare il suo generoso aiuto alla popolazione di Torre, chiedeva espressamente del nostro Direttore, inviando apposita macchina. Ricevutolo con squisita gentilezza e schietta cordialità, pronunziò queste significative parole: " Ho saputo quanto avete fatto e devo ringraziare a nome del Governo. Noi abbiamo fiducia nell'Opera vostra perchè il Governo non può arrivare dove arriva la carità privata. Di qualunque cosa abbiate bisogno interessatemi direttamente ".

» Dopo aver ringraziato, il Direttore fu avvicinato dal Sottosegretario Spataro che disse esplicitamente: " Il vostro Istituto è il centro morale del paese. Ho parlato di voi alla radio due sere fa. Sono contento che i Salesiani si prodighino per il popolo bisognoso ". Ed il compianto on. Giulio Rodinò soggiungeva: "Per me quello che avete fatto non è cosa nuova. Li conosco i Salesiani ".

» Ora abbiamo in Casa un discreto numero di ragazzi sinistrati a cui prestiamo assistenza completa, e, nonostante la ristrettezza dei locali, si conducono avanti tutte le nostre opere: Oratorio, Pronto soccorso, Assistenza religiosa, a due mila sinistrati, Aspirantato, Studentato ».

A vantaggio degli oltre 400 ragazzi così amorevolmente assistiti, durante le vacanze la Commissione Pontificia allestì anche una Colonia marina intitolata a « S. Giovanni Bosco» ed i nostri confratelli poterono prodigar loro anche una completa e perfetta cura di mare.

Gaeta vide riaprire l'Oratorio quotidiano subito dopo la liberazione, con un dopo scuola e ripetizioni gratuite che a giugno portarono tutti i ragazzi alla promozione.

Per la scuola domenicale di catechismo il Direttore trovò aiuto nel presidente diocesano dell'Azione Cattolica, in una suora, due seminaristi e sette giovani oratoriani, preparati con apposite. lezioni settimanali. Durante l'estate un gruppo di oratoriani assisteva ogni mattina alla S. Messa dialogata.

La Pontificia Commissione di Assistenza, I'ENDSI e caritatevoli benefattori provvidero gli abiti ad un centinaio dei più poveri ammessi, per la festa della SS. Trinità, alla Prima Comunione ed alla S. Cresima, nonchè la colazione a tutti gli oratoriani, che continuò a distribuire due volte al mese.

Ogni domenica, le filodrammatiche «Padri di Famiglia » e « Studenti » preparavano sani trattenimenti attirando le famiglie dei giovani e, spesso, anche autorità militari e civili.

Un'assistenza speciale l'Oratorio prodigò fino al mese di marzo ai soldati di una compagnia che rimuoveva le mine dalle campagne.

In settembre, una solenne premiazione e l'inaugurazione del movimento scautistico.

Tra i reduci dalla prigionia si ricostituì l'Unione ex allievi Don Bosco, con l'inaugurazione ufficiale alla festa di Cristo Re.

In via eccezionale, e per invito dell'Arcivescovo e del vicesindaco, il Direttore si interessò per far affluire dall'ENDSI maggior aiuto di vestiari per la popolazione. La Commissione Pontificia offerse ai reduci di Gaeta 300 camicie e due barilotti di pesce secco. Ritornando i profughi e gli sfollati, l'Oratorio estese anche a loro le più sollecite cure.

Dal Campo reduci di Fuorigrotta (Napoli):

Il nostro Don Monchiero, più noto come cappellano delle formazioni partigiane col nome di Don Luciano, dopo aver condiviso coi suoi tutti i rischi, le vicende, le sofferenze ed i pericoli del movimento di liberazione sui monti della Valle d'Aosta e del Biellese, è ora addetto all'assistenza dei reduci nel Campo di Fuorigrotta, per incarico della Commissione Pontificia. Dall'aprile del 1946, prima con altri due sacerdoti, poi quasi sempre da solo, ha accolto allo sbarco ben 160.000 reduci, collaborando, coi camions del Vaticano, al loro trasporto alla stazione ed ai vari Campi di smistamento, e distribuendo a ciascun reduce conforti ed aiuti per un complesso di 330 quintali di farina, tra pane e biscotti, 70 quintali di marmellata, 35 quintali di cioccolato, 27.000 sigarette, 300 vestiti, 300 paia di scarpe, ecc. Ha potuto preparare 35 reduci dalla Tunisia anche alla Santa Cresima conferita poi dal Vescovo di Pozzuoli nel Campo. Innumerevoli, le visite agli ospedali col conforto del sacro ministero e di soccorsi in medicinali. Mentre attende a questo provvido apostolato, egli vive in una baracca di legno esposta a tutti i venti, « il che - egli scrive - è un buon allenamento a quanto mi attenderà in missione ». Si è infatti già prenotato per le prossime spedizioni missionarie.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice dell'Ispettoria Napoletana.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice dell'Ispettoria Napoletana hanno goduto di una speciale protezione celeste. Malgrado il lungo periodo di bombardamenti aerei e navali sulle città e sui paesi, e il passaggio della guerra, che costrinse a rapide fughe dai centri evacuati, ad avventurose dimore fra i monti, all'aperto, o in grotte naturali, ad angosciose giornate e settimane trascorse in linea di fuoco, in improvvisati e malsicuri rifugi, non ebbero alcuna vittima. Anche i danni materiali benchè non indifferenti, furono assai minori di quanto si temeva.

A Napoli il Pensionato Universitario « Casa della Giovane », oltre a rotture di vetri ed infissi subite in precedenti incursioni aeree, fu raggiunto, il 28 marzo 1943, dallo scoppio d'una nave carica di munizioni ancorata nel porto, che le scaraventò una gru di circa un quintale sulla terrazza, provocandone il crollo e causando danni a soffitti e pavimenti. Altri danni alle suppellettili subì durante l'assestamento di buona parte del locale, requisito il 28 novembre 1943 dal Comando Alleato, nei lavori compiuti da un gran numero di negri.

Il locale degli « Istituti Riuniti » della stessa città, allo scoppio della nave, subì la rottura completa dei vetri e degli infissi.

La Casa Ispettoriale di Napoli-Vomero, la notte dal 25 al 26 novembre 1943, per lo scoppio di una bomba sul caseggiato di fronte, ebbe tutte le porte e le finestre rotte e divelte e tre pareti interne abbattute.

La Casa « Italica Gens » invece, rimasta incustodita, nella sua posizione pericolosissima, proprio di fronte al porto, subì saccheggi così violenti e continuati - malgrado tutti i provvedimenti presi - da esser depredata non solo delle poche masserizie non potute trasportare col resto del mobilio, ma di ogni cosa: dalle porte, alle persiane, alle mattonelle.

A Bova Marina (Reggio Calabria) l'Orfanotrofio fu mitragliato, sconquassato da ripetuti bombardamenti, e durante il necessario allontanamento della comunità, dal luglio 1943 al febbraio 1944, completamente saccheggiato. Mobili, biancheria, tutto andò perduto.

A Brienza (Potenza) l'11 settembre 1943, durante una battaglia aerea proprio sulla casa, l'Asilo ebbe il tetto scoperchiato in più parti, molto danneggiata la cappella e una camera attigua, e il resto inabitabile. A Castelgrande (Potenza), lo scoppio delle mine del ponte di Lagofiero provocò il crollo di due soffitti, la rovina del tetto, rottura di vetri e infissi, ecc.

Anche a Presenzano (Napoli) saltò in aria il tetto dell'asilo e venne colpita l'abitazione delle suore. Danni simili, a Reggio Calabria, dove il reparto sartoria, con gli annessi laboratori, rimase inabitabile e il tetto rovinato. A Villa S. Giovanni (Reggio Calabria), crollo di alcuni soffitti, e gravi lesioni alle pareti, oltre alla perdita di tutto il materiale didattico e del mobilio non potuto trasportare, durante l'evacuazione della città.

A Taranto nel furioso bombardamento del 28 agosto 1943, cadde la volta di un'aula scolastica; altre due, ridotte in pericolo. Altri danni a Brancaleone (Reggio Calabria) sia per la rottura di vetri ed infissi, sia ancor più per il saccheggio, in cui tutto andò perduto.

A Mercogliano (Avellino) durante la requisizione tedesca del locale, andò perduta gran parte delle suppellettili e della biancheria della casa e persino il corredo personale delle suore.

Nell'asilo di Ottaviano (Napoli) venne portata via parte della provvista dei viveri.

In molte Case le suore prestarono l'assistenza a profughi e sinistrati. Così a Bella (Potenza) si presero la cura di 130 provenienti dagli Abruzzi nella più squallida miseria. Non pochi - con vero sacrificio-vennero ospitati in Casa; a tutti, poi, le suore provvidero le refezioni, lavorando di giorno e di notte, per la necessità di dover preparare in Casa il pane e la pasta. Insieme agli aiuti materiali, dispensarono quelli spirituali: catechismo ai bambini anche in preparazione alla 1a Comunione e alla Cresima; incoraggiamento agli adulti per la frequenza dei Ss. Sacramenti; assistenza ad alcuni poveri vecchi, che, scossi dai duri disagi della guerra, morirono piamente con tutti i conforti religiosi.

A Martina Franca (Taranto) prestarono l'assistenza agli sfollati tarantini, preparando la minestra per circa 900 persone ogni giorno. Un centinaio di bimbi dai 4 ai 7 anni vennero raccolti in Casa, dal mattino alla sera, e provveduti, coll'aiuto della carità dei buoni, di vesti e zoccoletti. Due mesi dopo, la stessa opera venne estesa a 200 sfollati abruzzesi, saliti in breve a 530. La Casa divenne centro di raccolta di indumenti e di viveri, con cui le suore poterono soccorrere tante necessità, e confortare il Natale con la distribuzione di pacchi regalo.

A Presenzano (Napoli) provvidero pure la refezione agli sfollati; a Taranto, soccorsi ai profughi ed alle famiglie povere.

In quasi tutte le Case prodigarono attiva assistenza alle « bimbe della strada » raccogliendone parecchie centinaia, e provvedendo loro, con gli aiuti dell'U.N.R.R.A., anche la refezione calda. In alcune stabilirono centri di soccorso per i poveri, come a Napoli-Vomero con la distribuzione di viveri a 800 poveri dei rione; a Napoli-S. Caterina con la cucina economica per un migliaio tra operai e poveri ; a Gragnano (Napoli) con la distribuzione di generi alimentari alle famiglie povere.

Altri soccorsi furono del tutto occasionali: a Napoli la «Casa della Giovane », il 4 agosto 1943, subito dopo il terribile bombardamento terroristico, accolse un migliaio di persone, per i primi aiuti...

La Casa di Marano di Napoli salvò alcuni uomini in pericolo di cader vittime di rappresaglie.

A Brienza (Potenza) le suore rifugiatesi, insieme a tutta la popolazione del luogo (circa 3000 persone) nella galleria ferroviaria dal 9 al 22 settembre 1943, vi svolsero un'opera proficua di conforto e di aiuto morale, nonché d'assistenza durante le Sante Messe e le sacre funzioni celebrate là sotto, e coronate da parecchie conversioni. Prestarono inoltre le loro cure a due povere vecchie, morte proprio in quei giorni, nella stessa galleria.

Le Suore di Patti (Sicilia) nel loro affrettato esodo, raggiunta la casetta di ricovero che era stata loro offerta, vi trovarono nuovi pericoli per la vicinanza di una contraerea. Sotto il loro sguardo terrorizzato incominciarono a piovere i colpi, crollarono volte e pareti; diversi soldati tedeschi rimasero orribilmente mutilati. Esse furono preservate. Due di loro, scese a Patti per metter in salvo il Santissimo Sacramento, rimasto incustodito, nel ritorno si trovarono sorprese da un nuovo, accanito bombardamento. Mentre bocconi a terra non vedevano alcun scampo, vennero invitate a gran voce da una donna a rifugiarsi nella sua casa. Ebbero appena il tempo di correre tra il grandinare dei colpi, quando un proiettile di grosso calibro cadde nel punto preciso dove si trovavano, schiantando l'albero, sotto cui pochi momenti prima si erano riparate...

Dalle nostre Missioni

INDIA Madras - Decennio pastorale.

Nel 1945 S. E. Mons. Mathias ha compito il primo decennio di ministero pastorale nell'Archidiocesi di Madras. Dal numero unico pubblicato in occasione dei solenni festeggiamenti tributatigli dalle autorità e dal popolo, da cattolici e non cattolici, rileviamo un fervore di apostolato che spiega la stima e l'affetto che lo circondano. Egli ha al suo attivo: un nuovo, ampio, modernissimo Seminario a Poanamallee, dotato di una villa estiva sui verdi pendii di Yercaud; due nuove Scuole superiori, cinque medie ed elementari, una Scuola professionale; nove Chiese con le relative canoniche; quattro nuovi Istituti femminili; la nuova tipografia del « Buon Pastore», che è ora una delle principali di Madras e pubblica, tra l'altro, un settimanale, il New Leader, ed un mensile in in lingua tamil, il Nallayan; tre grandi saloni pubblici per adunanze, conferenze, trattenimenti; sedici nuove parrocchie già approvate ed otto fornite di residenza e di sacerdote.

Nel 1937 celebrò un solenne Congresso Eucaristico che attrasse fedeli da tutta l'India.

Nel 1939 compì un viaggio in America per raccogliere aiuti finanziari indispensabili alla attuazione dei vari progetti. Il 1940 lo dedicò in particolare alla campagna sociale pel cristiano orientamento dei cattolici alla soluzione dei problemi della vita. L'anno seguente, alla crociata catechistica, con la pubblicazione di un Catechismo in tamil, ed una versione della « Dottrina Cristiana » di Calcutta nella stessa lingua. Una sezione della Confraternita della Dottrina Cristiana, lo « Study Club », cura in modo speciale l'insegnamento. Il 1942 S. E. lo dedicò al Sinodo ed alla promulgazione degli statuti. Divise l'Archidiocesi in 42 parrocchie, raggruppandole in cinque Vicarie foranee. Celebrò il giubileo d'oro della consacrazione dell'Archidiocesi al Sacro Cuore di Gesù. Nel 1943, per sviluppare sempre meglio la divozione alla SS. Eucaristia ed al Sacro Cuore di Gesù, fissò in Madras un'Ora Santa quotidiana di adorazione, diffuse la pia pratica dei Nove Uffizi e l'intronizzazione del Sacro Cuore nelle famiglie. Consacrò quindi l'Archidiocesi anche al Cuore Immacolato di Maria, lanciando il progetto di un tempio votivo ad onore della Madonna. Nel conferire le sacre Ordinazioni S. E. ha già avuto la consolazione di 34 novelli sacerdoti, cinque usciti dal suo seminario nel 1943. Le Cresime impartite personalmente assommano a 6906. Il complesso degli alunni delle scuole da lui erette è di 9101 nelle maschili e di 6373 nelle femminili. Orfani ed abbandonati, educati gratuitamente: 600 ragazzi, 930 fanciulle. Progetto importantissimo, in corso di attuazione, la Casa Cattolica: grandioso edificio che sta sorgendo nei locali della scuola S. Gabriele e che, mentre servirà alle Associazioni di Azione Cattolica, alla Legione di Maria ed alle Conferenze di S. Vincenzo de' Paoli, ospiterà pure una cooperativa cattolica, un buon restaurant cattolico, una clinica dentistica, una banca cattolica, un pensionato per studenti di medicina, locali per gli avvocati cattolici ed altre associazioni.

In prospettiva: la Curia, il santuario a N. S. di Lourdes in Parambur, una scuola professionale, una scuola agricola, parecchi orfanotrofi, sale di lettura e biblioteca pubblica. Auguriamo di cuore a S. E. di vederne presto la realizzazione. Fiorente l'apostolato della buona stampa a cui S. E. ha concorso con la pubblicazione di undici volumi e varie pastorali.

SIAM

Da due lettere dell'Ispettore D. Casetta del 9 luglio e 19 settembre 1946 stralciamo le seguenti notizie:

Abbiamo aperto cuore e porta a buon numero di ragazzi abbandonati: il Signore è stato così buono da non lasciarci mancare la ricompensa anche materialmente. Avevamo giovani in ogni canto della Casa di Banpong, ed ecco che, su domanda nostra, le autorità inglesi di occupazione ci fecero portare gran quantità di legname con cui costruiremo delle baracche. Non saranno il meglio che si possa desiderare, ma ci permetteranno di accettare altri poveri.

Gli ultimi arrivati erano a dormire sul pavimento, cosa più che ordinaria per gli indigeni; ma noi vogliamo trattare cristianamente anche i più poveri. Bussammo a varie porte e ci arrivarono cento letti di ferro, che furono la gioia dei nostri giovani e delle ricoverate delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lei sa poi quale flagello siano qui le zanzare ! Come provvedere le zanzariere? È difficile trovarle e il loro prezzo è favoloso. Il giorno del Sacro Cuore potei tornare a Banpong con cento zanzariere in regalo. Sia ringraziata la provvidenza!

Il giorno 12 settembre abbiamo aggiunto a Banpong un po' di laboratorio di sartoria. Quattro giorni dopo, nel parlatorio della Casa di Bankok, avveniva il seguente dialogo tra il direttore e un benefattore:

- Padre ho sentito che a Banpong avete un nuovo laboratorio di sartoria.

- È vero: un piccolissimo seme...

- E posso io concorrere a farlo crescere ? - Ciò detto consegnava 500 tic, pari a 11.000 lire.

- E io non posso fare nulla? - aggiunse la sua signora.

- Sia benedetto Iddio, Signora. Io non osavo, ma mi viene chiesta proprio la macchina da cucire.

In giornata giunse la macchina. Il provvidenziale cooperatore è il figlio del Generale che teneva la Reggenza durante la minorità del Re defunto. Egli ci diceva qualche tempo fa: « Per la Messa non posso venire nella vostra cappella, perchè sono lontano. Ma per le confessioni voglio venire qui. Voglio che il direttore della mia coscienza sia un Figlio di S. Giovanni Bosco.

» La nostra casa di Bang Kok, pur col locale raddoppiato, in questi anni è diventata troppo piccola. Una buona parte dei fedeli deve rimanere fuori della cappella. Abbiamo però in vista un terreno adatto alla nostra futura grande opera della capitale: Oratorio, Orfanotrofio, Scuole professionali ».

Un quotidiano siamese ha pubblicato il seguente articolo:

«Ogni giorno aumenta il numero di ragazzi che stanno oziando lungo le strade, specialmente presso il gran ponte, e ai capolinea dei tranvai, trascorrendo la notte sui marciapiedi. Passano i giorni e non vediamo che vi sia chi se ne prenda cura, mentre sarebbe opera assai meritoria per loro e per la società se vi fosse chi curasse la loro educazione. Sappiamo che i Salesiani hanno lanciato un appello in favore di questi giovani abbandonati e stanno raccogliendo e provvedendo per loro. Questi Salesiani sono stranieri, ma dimostrano buon cuore verso giovani che sono veri siamesi ».

Da altre corrispondenze abbiamo avuto qualche notizia delle principali fondazioni di questi ultimi anni.

HUA HIN. - Sul mare, nella penisola, è la migliore spiaggia e stazione climatica del Siam.

Il missionario del luogo in data 26-11-1945 annunciava come un grande avvenimento: « da oggi abbiamo la luce elettrica in casa». E lo stesso, in data 21-11-1946: «Abbiamo ospite a Hua Hin S. M. il giovane Re del Siam. Ieri passò in macchina, guidata di sua mano. Davanti alla nostra casa, rallentò al massimo ed ebbimo agio di vederlo bene e di fargli omaggio ».

HAAD JAI. - Importante cittadina della penisola. « Anche qui ad Haad Jai, si fa un gran bene. Abbiamo preso contatto con gente di lingua, indole e religione diversa dalla siamese; tutti riportarono ottima impressione del nostro metodo di lavoro. Un bel numero di conversioni. Le S. Comunioni distribuite seguirono un crescendo assai consolante: 431 nel 1941; negli anni successivi, rispettivamente 630-792 1937 3852 nel 1945

» Ora stiamo lavorando per dar vita ad una scuola-collegio sul tipo di Ban Pong. Tutti ci incoraggiano e qualcuno ci promette persino qualche aiuto. Certamente la Vergine Immacolata, patrona della nostra residenza, condurrà a termine ogni cosa. L'Azione Cattolica, sebbene con numero esiguo di membri, compie un grande apostolato. Haad Jai ha un promettente avvenire, perciò importa mettere solide basi.

» Una cappella succursale di Don Kraubuang è stata aperta a Na Hup. L'Ispettore vi ha celebrato, la prima volta, il 7 ottobre, in occasione della prima festa patronale. Un centinaio di fedeli e molte Comunioni».

THA RUA. - Per la prima volta l'11-II-1946 si è celebrata la festa patronale nella nuova chiesetta affollata. Grande pietà e gioia in tutti. I soldati siamesi, che si trovavano in una vicina scuola, sentiti i canti, vennero a vedere e stettero per tutto il tempo della funzione in religioso rispetto. .

HUEI KRABOK. - La festa patronale di S. Teresa, fu preparata da due mesi di catechismo cui parteciparono 7 catechisti cinesi e siamesi. S. E. Mons. Pasotti amministrò la Cresima a 36 persone; vi furono 7 battesimi di adulti e 8a Comunioni: la capace cappella era insufficiente.

THA MAI. - È in bella posizione, salubre, ben ventilata su una svolta del fiume Me Khlong. Vi abbiamo fondato una casa per i missionari ammalati. La piccola cappella annessa serve anche per la cristianità che sta sorgendo.

Motivo di gran gioia per tutti i cattolici siamesi ed avvenimento d'importanza capitale per la storia delle missioni del Siam, fu la creazione del Vicariato Apostolico affidato esclusivamente al clero siamese e la rispettiva elezione e consacrazione del primo Vicario Apostolico indigeno nella persona di S. E. Mons. Giacobbe Chen, grande ammiratore e Cooperatore dell'Opera di D. Bosco.

Questo non mancherà di far apprezzare sempre più, anche nelle alte sfere pagane del Siam, la vitalità e cattolicità della Chiesa, e assicurarvi nello stesso tempo un avvenire sempre più promettente per l'opera missionaria.

CULTO E GRAZIE DI MARIA AUSILIATRICE

Dalla cronaca del Santuario.

Il mese di novembre, iniziato con la solennità di tutti i Santi, venne poi consacrato al suffragio dei fedeli defunti con le pie pratiche tradizionali.

Il 19, celebrò all'altare di Don Bosco il nuovo Arcivescovo di Acerenza e Matera, S. E. Mons. Cavalla, la cui famiglia fu benedetta dal Santo con una profezia che è in piena realizzazione, perchè, oltre a Mons. Arcivescovo, altri tre fratelli hanno raggiunto il sacerdozio ed uno è attualmente nelle nostre Missioni del Siam.

Il 21, l'Apostolato della Preghiera radunò in Basilica una folla di fedeli per una solenne funzione propiziatoria per la pace. Parlò il Rev.mo P. Goria S. J. ed impartì la Benedizione Eucaristica l'Em.mo Card. Arcivescovo. Presente anche S. E. Mons. Coppo; larga rappresentanza del Clero e degli Ordini e Congregazioni religiose; tutto il Seminario Arcivescovile.

Particolare solennità assunse ancora la festa di S. Cecilia, che la Scuola di canto onorò con ottime esecuzioni.

Il 5 dicembre, Messa anniversaria in suffragio del compianto Rettor Maggiore Don Filippo Rinaldi, presenti tutti i Superiori, il Consiglio generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice e folte rappresentanze di tutta la Famiglia salesiana.

La festa dell'Immacolata venne preparata da un duplice triduo di predicazione e portò le anime ad un intenso fervore. Fece il panegirico Don Cojazzi.

OLEGGIO (Novara) - Consacrazione di un altare a San Giovanni Bosco.

La domenica 21 luglio u. s. fu una giornata di vera e santa festa per Oleggio, a motivo della consacrazione dell'altare a Don Bosco, eretto con le offerte dei cittadini, per la solenne processione col quadro del Santo e per le altre funzioni e manifestazioni in onore del grande protettore della gioventù. Fu Vescovo consacrante Mons. Luigi Mazzini, venuto da Torino, e padrino e madrina il signor Luigi Grampa e la sig.ra Rita Viganò. S. E. Mons. Ossola, Vescovo di Novara, giungeva alle 10,30 per la Messa solenne e pel panegirico del Santo. Fu eseguita la Messa a tre voci del Perosi dalla Scuola di canto parrocchiale, diretta dal maestro Mazzeri. Durante la sacra funzione vi fu l'offerta dei doni. Moltissimi piccoli, preceduti dalla banda cittadina, sfilarono dalla Casa parrocchiale per via S. Maria, via Bourné e piazza Martiri alla Chiesa, dove deposero i loro svariati doni in omaggio a San Giovanni Bosco. Nel pomeriggio, dopo la Cresima, amministrata dal Vescovo di Novara, si svolse la processione. Bambini e bambine agitavano bandierine con scritte inneggianti a Don Bosco; Mons. Mazzini, in abiti pontificali precedeva il camioncino, su cui era portato il quadro, in un trionfo di verde e di fiori. In chiesa, un Salesiano di Novara volle porgere il saluto suo e di tutti i figli di Don Bosco ai bravi Oleggianesi. Seguì poi la Benedizione solenne.

Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO

Raccomandiamo vi vamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene, potendolo, aggiungere un certificato medico.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Le medaglie dell'Ausiliatrice sui balconi della casa.

Quindici balconi sulla via Ventimiglia, prospiciente alla Piazza Angelo Maiorana, sei balconi e due finestre sulla via Di Sangiuliano.

Ne la piazza Angelo Maiorana un ricovero (trappola umana), un ufficio postale nazista ; a pochi metri una postazione antiaerea su una terrazza e, quasi di fronte, vasti magazsini di agrumi trasformati in caserme militari. A 300 metri di distanza le linee ferroviarie Catania per Palermo, per Caltagirone, per Siracusa.

All'angolo opposto l'antico carcere trasformato in caserma fascista ed a destra, sulla via Ventimiglia, un'altra trappola umana (detta « ricovero »); la Piazza del Carcere Vecchio ridotta a deposito di carbon fossile e tutti i grandi magazzini per agrumi che la circondano diventati depositi per munizioni. Di fronte al Real Convitto Nazionale Cutelli con annesso Liceo-Ginnasio, ridotto a Comando militare nazista, la Piazza Cutelli trasformata in parco automobilistico. In fondo alla via Ventimiglia, non più di 300 metri dalla nostra abitazione, ancora la linea ferroviaria sovraelevata, quindi la Dogana, la Capitaneria di porto, la stazione centrale della ferrovia circumetnea e poi il porto, il molo con le sue attrezzature di guerra.

Tutto questo ben di Dio in un raggio di 3-400 metri dalla nostra abitazione... ; magnifico bersaglio per gli aerei alleati!

16 aprile 1943. Il preside del liceo Spedalieri riceve quest'ordine: « Sospendete le lezioni...; licenziate gli scolari; si profila una incursione! ». Gli scolari sono licenziati, ma il preside dice agl'insegnanti: - Noi cominceremo gli scrutini. - (Per i professori il pericolo dell'incursione non esiste). Mia figlia, che insegnava scienze, deve perciò fermarsi e, secondo l'ordine stabilito, sarà l'ultima a scrutinare i suoi alunni, ma, per caso!... mancano quattro o cinque professori. Alle 12 circa gli scrutini sono terminati e mia figlia via, di corsa, per venire a casa. Aveva fatto pochi metri... ed ecco l'allarme. Tutti fuggono, mia figlia vola... Ai Quattro Canti la fermano, la costringono ad entrare nel portone di un grande palazzo, dove c'è un grande atrio scoperto, di fianco al Palazzo del Governo; sono centinaia, anzi migliaia di persone che si pigiano, che tremano di paura, che piangono. La mia Pina ricorda che non ha telefonato a casa, e papà e mamma saranno in trepidazione; abbandona quel posto di rifugio e ricomincia la corsa... il volo... Delle guardie vorrebbero fermarla, costringerla ad entrare in un qualche portone, ma essa ha un solo pensiero: « Papà e mamma saranno in trepidazione per me! », ed essa era in trepidazione per noi. Continua la sua folle corsa, arriva a casa trafelata, sfinita si lascia cadere come corpo morto su una sedia..., mentre succede in quell'istante un formidabile scoppio. Siamo proiettati in alto con la sedia sulla quale eravamo seduti... un rovinio di vetri..., porte che si aprono...; la Piazza Maiorana è avvolta in una densa... nube...; nulla si vede...; si è esterrefatti..., impietriti... La bomba è caduta sulla via di Sangiuliano a meno di 20 metri da casa nostra, da dove qualche minuto prima è passata mia figlia...; un palazzo è rimasto distrutto da cima a fondo, con morti e feriti.

Altre bombe sopraggiunte distruggono anche il grande palazzo accanto alla prefettura dove la mia Pina si era rifugiata, e da dove era scappata... Moltissimi sono i morti..., moltissimi i feriti... E se mia figlia fosse rimasta... ?!

Cominciato l'esodo, Catania si spopola. Anche noi partiamo: una valigetta, le carte annonarie; bisogna raggiungere Trecastagni, dove abbiamo casa in piena efficienza. Si cerca un'auto, una carrozza, un carro. Nessun mezzo di trasporto; tutto è impegnato e sovraccarico di masserizie e di persone... A piedi...; sono tanti chilometri in salita...; per fortuna un tassì si ferma, acconsente a portarci a Trecastagni, dove, appena arrivati, andiamo a trovare a Pedara mio fratello per rassicurarlo sulla incolumità nostra e della casa.

Una seconda bomba scoppia intanto in via Ventimiglia, a meno di 20 metri da casa nostra; anche qui il fabbricato resta distrutto, con morti e feriti.

10 luglio. Ancora una bomba taglia, come se avesse tagliato un pane di burro, il fabbricato limitrofo al nostro, che invece rimane completamente illeso; qualche screpolatura alle volte, qualche tegola divelta, tutti i vetri rotti, tutte le imposte spalancate, tutte le porte di entrata dell'intero fabbricato aperte, il portone sfasciato e caduto a terra, la trave principale del fabbricato limitrofo, ch'è stato completamente distrutto, rimane attaccata al nostro muro divisorio ed è là, sospesa tra cielo e terra.

Noi abbiamo saputo la notizia a Trecastagni.

Catania è completamente deserta ; dalla Piazza Maiorana si vede la nostra casa con tutti i suoi balconi spalancati, con il portone a terra!... Catania è deserta, ma è infestata da sciacalli umani, i quali rubano a man salva, svaligiano le abitazioni, distruggono quello che le bombe hanno risparmiato. E pure la nostra casa disabitata, aperta a tutti i venti, è risparmiata dagli sciacalli umani e le bombe nè la toccano nè la toccarono mai.

Ma a chi si devono queste grazie o miracoli ?!

Quando i Superiori trasferirono mio fratello dall'Ospizio Sacro Cuore (Barriera di Catania) a Pedara, io dissi: - Come faremo ?... tu vai lontano!... - Egli mi rispose: - E se io rimanessi, che farei ?... starei forse al balcone ad aspettare le bombe per pigliarle al volo e buttarle lontano ?... Ecco qui - e, così dicendo, mise fuori delle medaglie di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, le benedisse e continuò: - Mettetele lungo la ringhiera degli otto balconi dell'ultimo piano...; penseranno loro a far la guardia.

E come han fatto la guardia! e come hanno custodito il fabbricato e tutto quello che nella casa si conteneva!

Quando ritornammo in città cercammo le medaglie, per conservarle a ricordo. Non ne trovammo nemmeno una, ma trovammo intatto il fabbricato e i mobili, gli arredi, la biancheria, il pianoforte. Tutti gli oggetti erano al loro posto come noi li avevamo lasciati, coperti solo di terriccio e di calcinacci. Grazie... o miracoli ?!

Per me, per noi sono stati tanti miracoli, che Maria Ausiliatrice e Don Bosco ci hanno fatti ed in ringraziamento accludo, anche a nome di mio fratello, il salesiano don Marzà, questo vaglia del Banco di Sicilia.

Prego Maria Ausiliatrice e Don Bosco che ci vogliano proteggere spiritualmente e moralmente come hanno protetto la casa e ci benedicano e consolino in questi momenti tanto burrascosi.

Catania, 4-X-1946.

GRAZIA MARZA ved. PLATANIA.

UDINE - AFFETTO DA EMOFILIA. Mio figlio Nino, che ora ha quasi 17 anni, ha ereditato da mio padre l'emofilìa. Sei anni fa dovetti portarlo all'ospedale per una forte emorragia dentaria. A nulla valevano le cure assidue dei medici. Si era ridotto in pochi giorni in fin di vita, e, quantunque avesse avuto tre trasfusioni di sangue, queste a nulla valsero. Solamente un miracolo poteva salvarlo. Nel frattempo noi tutti di famiglia avevamo cominciato una novena con tutta la fiducia e l'amore a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco, implorando la grazia della guarigione di Nino. Non posso descrivere le ansie e i timori nostri, ma infine Maria Ausiliatrice ebbe pietà delle nostre sofferenze e l'emorragia si fermò. Ora, dopo sei anni, si ripeteva al nostro Nino un altro caso e più grave e cioè un versamento di sangue interno in un ginocchio, causato da una caduta su un ciottolo. Lo portammo anche questa volta all'ospedale e, dopo molti esperimenti, i medici decisero un'operazione per cercare di arrestare l'emorragia. L'operazione costituiva un serio pericolo, ma si doveva fare assolutamente perchè la gamba si era gonfiata moltissimo e il sangue aveva formato i coaguli e poteva venire l'infezione. Quanto pregammo anche questa volta! Quanto sangue perdette! Ebbe due trasfusioni, ma poi il Signore ci fece la grazia e tutto andò bene. Non ci sembrò vero, dopo due mesi, di portarcelo a casa. Eravamo felici. Disgrazia volle però che, per una distrazione, Nino, stando seduto sull'altalena, piegasse violentemente la gamba operata e immediatamente, rompendosi i tessuti interni, avvenisse un altro versamento. Eravamo disperati. Lo portammo nuovamente all'ospedale pregando anche questa volta con tutta la fiducia la Madonna e S. Giovanni Bosco affinchè ci ottenessero da Dio di salvarlo nuovamente. E fummo esauditi. Dopo pochi giorni che Nino era stato ancora visitato e fatto oggetto ad assidue cure, potemmo riportarcelo a casa.

Riconoscentissimi per le grazie ricevute manteniamo la parola inviando a Torino un'offerta per una messa di ringraziamento.

12-VII-1946.   BICE MULAS.

TREVIGLIO - COLPITA DA PARALISI. Il 17 giugno u. s. mia mamma veniva gravemente colpita da paralisi, dovuta ad embolia, che le toglieva l'uso degli arti destri, della parola e, quasi completamente, la conoscenza. Avutane notizia, corsi subito al capezzale dell'ammalata, alla quale ass - curai di portare una reliquia ex-ossibus di D. Bosco. Dovetti poi subito allontanarmi in mattinata e, durante la mia breve assenza, il male si aggravò talmente che si credette opportuno amministrare gli ultimi Sacramenti all'inferma. Potei rivedere la cara ammalata e portarle la reliquia promessa, la mattina del 18. Con segni ella mi fece capire che riponeva tutta la sua fiducia in Don Bosco, la cui reliquia volle vicino per poterla più facilmente guardare di tanto in tanto.

Il terzo giorno della malattia, si notò già un lieve miglioramento, che progredì sempre nei giorni seguenti. Alle nostre parole d'incoraggiamento e di congratulazione, l'ammalata, non potendo ancora parlare, indicava con la mano la reliquia di Don Bosco per dire che tutto era dovuto alla sua intercessione. La guarigione fu lenta, ma completa, ed ora la mamma, con me, rende pubblica la grazia che, con tanta pienezza, Don Bosco le ha concessa e ne chiede la continua paterna protezione.

Festa dell'Immacolata.

Ch. GIUSEPPE BERTOLLI Salesiano.

SORTINO - UNA PENNA IN UN OCCHIO. Trovavasi a scuola la mia piccola Franca, quando voltatosi a caso indietro, urtò coll'occhio nella penna che una compagna teneva distrattamente sollevata in alto. L'occhio si ammalò sempre più in seguito all'infezione provocata dall'inchiostro del quale era intinto il pennino. Mia moglie si rivolse con fiducia a S. Giovanni Bosco promettendo una piccola offerta se l'avesse esaudita.

Dopo un giorno il medico disse che la bimba per vero miracolo era fuori pericolo.

Riconoscente al Santo dei giovani ringrazio Lui per me, per i miei e specialmente per la mia piccola Franca.

CONCETTO SALONIA.

CAVI DI LAVAGNA (Genova) - BOMBARDAMENTI E VISITA DI LADRI. Devo ringraziare Maria Ausiliatrice perchè, con la mia età di 87 anni, ho avuto la forza di superare i momenti poco lieti in cui viviamo.

Particolarmente devo constatare la sua protezione sulla mia villa, rimasta incolume in mezzo ai ripetuti bombardamenti del tempo di guerra, subendo solo la rottura dei vetri e lo spostamento delle porte. Altro pericolo svanito fu la poco gradita visita dei ladri, i quali tentarono una notte di scassinare una delle porte d'entrata della villa, non riuscendovi però affatto. In terzo luogo ringrazio l'Ausiliatrice per aver aiutato mio figlio Raul a trarsi fuori dai tanti pericoli e guai in cui venne a trovarsi.

Mando perciò un'offerta per le Opere Salesiane.

26-VII-1946.   ADELE MAZZINI.

ROMA - TRAPANAZIONE DEL CRANIO Il mio bimbo Michelino, d'anni 4, giocando, battè il capo contro una persiana e si fece male. In conseguenza gli venne una febbre così forte che per tre giorni rimase senza conoscenza. Il medico curante dichiarò il caso grave giudicando che, se continuava così, sarebbe stata necessaria la trapanazione del cranio. Vedendo io la cosa così grave, piena di fede, mi rivolsi a Maria Ausiliatrice promettendo, a grazia compiuta, di portare al suo Santuario il mio braccialetto di sposa. Oh, potenza dell'intercessione di M. A.! Appena formulata questa promessa, la febbre cessò come per incanto, e il mio Michelino s'addormentò tranquillo.

Riconoscente adempio alla mia promessa.

29-VII-1941.   D'ALOIA GIUSEPPINA.

SAREZZANO - IL MALE SCOMPARVE. Il mio bambino, di anni 10, si ammalò di polmonite grave. Figurarsi il mio dolore e la mia preoccupazione! La febbre era sempre in aumento... il dottore stesso temeva qualche peggiore complicazione. Con tanta fede e speranza, nel mio grande dolore, posi l'immagine di D. Bosco sotto il materasso e raccomandai il mio bambino pregando il Santo con tutto il cuore. Anche quando i miei familiari pensavano trepidanti che il caso era disperato, io sentivo nell'intimo del mio cuore che mio figlio sarebbe guarito perchè tutte le volte che io mi rivolsi a Don Bosco Santo fui sempre esaudita. Difatti il giorno 20 mattino, quando si temeva la massima crisi, il dottore ci annunciò che il bambino era fuori pericolo. E miracolosamente il male scomparve. Ora egli sta più bene di prima.

LUIGINA MANZINI, Insegnante.

VELO D'ASTICO (Vicenza) - GUARITO CONTRO OGNI SPERANZA. Colpito da grave osteomielite purulenta acuta, oppresso da dolori inenarrabili, mio figlio di 12 anni fu sottoposto ad atto chirurgico. Venne dichiarato inguaribile dai medici. In preda ad una angoscia indicibile, perduta ogni speranza, ci rivolgemmo tutti con grande e viva fiducia e confidenza alla potente Ausiliatrice dei Cristiani, unico rifugio e conforto. Fui esaudito oltre ogni mia aspettativa. Dopo due mesi di degenza all'ospedale, mio figlio fu restituito al mio amore, e la pace è ritornata in famiglia. Commossa e riconoscente alla cara Ausiliatrice invio la piccola offerta promessa.

MARTINI BONATO MARIA.

TORRION QUARTARA (Novara) - MORBILLO ED ENCEFALITE. Ai primi di maggio mio figlio Vincenzo, di anni 7, si ammalava di morbillo.

Dopo qualche giorno il piccolo si aggravò tanto che dovetti farlo ricoverare nell'ospedale. La diagnosi del pediatra fu di: morbillo con encefalite.

Il bambino ebbe febbri violente con delirio e fu sempre più grave: io vissi giorni di trepidazione indescrivibile.

Pregai con tutto il cuore giorno e notte Maria Ausiliatrice, affinchè mi ottenesse la grazia di far guarire il mio caro Vincenzo. E la Madonna esaudì le mie preghiere.

In ringraziamento a Maria Ausiliatrice per la grazia grande ricevuta, invio un assegno bancario, con preghiera di pubblicare la grazia.

MANZONI AGNESE.

Delmonte A. (Costigliole d'Asti). - Invio questa offerta in onore della Vergine Maria SS. Ausiliatrice, in favore delle Opere salesiane, per aver ottenuto una grande grazia. Essendo militare contrassi una grave malattia così da rendere urgente il mio trasporto all'ospedale. Il dottore che mi visitò espresse il suo dubbio sulla mia guarigione. Sentendomi peggiorato (la febbre toccava i 41 gradi), mi rivolsi fiducioso a Maria Ausiliatrice, ed in poco tempo la febbre cessò così da rendere la mia degenza all'ospedale meno tormentata, finchè, dopo io giorni, potevo tornare a casa mia, in licenza di convalescenza, guarito.

Vercelli Mario di Pietro (Caluso) dopo gravissima emorragia in conseguenza di ulcera duodenale e stenosi pilorica - venne operato e gli si trasfuse per tre volte il sangue - ed era in imminente pericolo di vita; ricorse all'intercessione della Vergine Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco. Dopo, alcuni mesi si sentì migliorare e continuò sempre a sentirsi bene fino a tutt'oggi assicurato nella stabilità delle sue forze.

Cardillo Umberto (Catania). - Ammalato di nefrite, da 4 mesi giacevo nel letto senza alcun miglioramento. Col cuore straziato mi rivolsi (per consiglio d'una pia e buona signora) con vera fede a Maria Ausiliatrice, e, con mia grande sorpresa, alla fine di agosto fui completamente guarito.

G. M. (Torino). - Una divota di M. Aus. fa l'offerta promessa per una felice operazione.

E. R. (Torino). - A S. Giovanni Bosco per le S. Missioni Salesiane perchè interceda con la Vergine SS. Ausiliatrice da Dio per una grande grazia di cui tanto abbisogniamo.

Angela Sangalli Francioli (Troboso). - Dichiaro con grande riconoscenza di aver ottenuto da Maria SS. Ausiliatrice e S. G. Bosco, la mia perfetta guarigione da un grave male alla gamba destra e altre grandi grazie.

Elvira Corongiu (Cagliari). - La mia profonda riconoscenza a D. Bosco Santo per il segnalato favore ottenuto con la sua intercessione.

Il mio unico figlio, ex allievo salesiano, superando molte difficoltà, è stato promosso con buona votazione all'esame della maturità classica mercè l'aiuto e l'assistenza di S. Giovanni Bosco. Il padre Enrico Corongiu in segno di riconoscenza ha già spedito un'offerta.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Gandolfo Romolo per le grazie ricevute invocando continua protezione!

Pastore Rina (Borgomanero) per essere stata liberata per ben due volte da dolore fisico che poteva avere serie conseguenze.

Testa Lombardi Maria Eloise (Roma) per aver ottenuto, dopo tre anni di preghiere e di sospiri, l'agognato trasferimento del marito.

Magrini Don Pietro per l'ottenuta guarigione.

R. M. B. (Quaranti) per le molte grazie ricevute e in modo particolare per l'assistenza ed aiuti concessi ad un bimbo e per la salute concessa alla madre e al padre dello stesso.

Pace Carla (Venezia) per essere stata liberata da forte nevralgia.

Saglietti Rosa (Calosso d'Asti) perchè il fratello Giovanni colpito da triplice polmonite, preceduta da una frattura ad una gamba, ottenne la sospirata guarigione.

Beccari Adelina perché la figlia Ines colpita da glaucoma con pericolo di perdere la vista guarì perfettamente.

G. P. C. (Mazzarino) per la conseguita licenza liceale di un caro nipote.

Blanchet Rino e Durand Renato e compagni (Exenex) salvati miracolosamente da morte certa e violenta ringraziano la potente Ausiliatrice nostra e San Giovanni Bosco.

fiocchi Maria pel felicissimo esito di esami del nipote.

Bernabei Maria Ved. Biagini (Piancaldoli) pel felicissimo esito di delicata e grave operazione chirurgica e per l'ottenuto completo ristabilimento in salute in soli 15 giorni!

- Renditore Francesca (Rive di Vercelli) per aver ricevuta la grazia tanto aspettata e desiderata dopo 16 lunghi mesi di sofferenze morali e fisiche!

Fassio Edoardo (Torino) per aver ottenuto un sensibile miglioramento in salute appena terminata una fervorosa novena conseguendo poi in breve tempo guarigione completa.

Maroni Margherita (Varese- Robbiate) rende vive grazie al Sacro Cuore di Gesù e alla Vergine Ausiliatrice, che per intercessione di S. Giovanni Bosco hanno esaudite le sue suppliche concedendo alla nipote la guarigione di una pericolosissima malattia.

M. D. (Fontanetto Po) perché il marito poté superare una crisi difficile - invoca continua protezione.

Salina Guglielmina in Mastri (Milano) per la speciale assistenza in recente grave operazione sostenuta con felicissimo esito.

Bianco Arnaldi Emilia (Frossasco) perché il marito dopo sette anni di lontananza, superati tanti e pericolosi ostacoli, è ritornato sano e salvo in famiglia: ringrazia ancora perché la propria casa fu salvata da un minacciato incendio per rappresaglia!

N. N. conuigi pel felicissimo ritorno in famiglia di un caro figlio rimpatriato dopo tante sofferenze dalla Russia!

Amateis Giovanna per la guarigione dei figlio.

Pistone Emma (S. Stefano Belbo) per aver potuto avere notizie del caro suo figlio residente in Russia.

Garino Basilio (Cavagnolo) pel rimpatrio del figlio.

Giannetto Gabriele (Torino) per l'ottimo esito di pericolosa operazione chirurgica.

Fusinaz Vittoria perr la segnalatissima grazia ricevuta. Garetti Maria per ottenuta grazia e laurea.

Pittaluga Palmero Anna per la guarigione ottenuta dalla menengite.

Chinnici Giuliana Stellina (Riesi) per la guarigione di una grave otite con arresto di febbre e dell'infezione che si era sviluppata: l'udito e tornato normale.

A. A. (Genova): quattro persone non riuscivano a mettersi d'accordo; già si parlava di avvocati e di liti. Maria Ausiliatrice e D. Bosco Santo appianarono in breve ogni divergenza!...

Famiglia Dellaferrera (Monforte d'Alba) per aver ricevuta una grazia tanto desiderata e necessaria e in attesa di altre.

D'Auria Marialusa (Roma) per essere stata completamente e immediatamente guarita dopo aver applicata alla parte malata l'immagine di M. Ausiliatrice e la reliquia di Don Bosco Santo!

Una devota di Maria Ausiliatrice (Villafranca) per l'ottenuto ritorno a Dio dimostrato facendo la S. Comunione Pasquale di un parente che da oltre dieci anni se ne asteneva.

L. M. Sola (Biella) perché fin dal primo giorno della novena D. Bosco Santo invocato salvò la famiglia da un imbarazzo finanziario.

Solieri Rosa in Vaccari (Baggiovara) per la miracolosa guarigione del marito Geminiano che colpito da polmonite fulminante aggravata da sopravvenuta pleurite guarì solo per intercessione della Vergine Ausiliatrice e del suo fedel Servo San Giovanni Bosco!

PENSIERO EUCARISTICO - Senza una passione non si giunge a nulla... Finché dunque non avremo per Gesù in Sacramento un amore di passione non avremo fatto nulla.

B. EYMARD.

NECROLOGIO

Salesiani defunti:

Sac. LOVISOLO ZAVERIO, da Sartirana Lomellina (Pavia), † a Chieri (Torino) il 30-XI-1946 ad 8o anni.

Mentre sceglieva le imagini per la sua Messa d'oro, un malore improvviso lo chiamava al premio di una vita tutta trascorsa nell'insegnamento e nel sacro ministero, aureolata di bontà semplice e generosa, di fervida pietà e di lavoro.

Sac. VIECELI PIETRO, da Fonzaso (Belluno), † a Sangradouro (Brasile) il 16-IV-1943 a 87 anni.

Infermiere del Servo di Dio Don Andrea Beltrami, parti nel 1907 per le missioni del Mattogrosso e vi spese tutta la sua vita nell'abnegazione e nel sacrificio per l'evangelizzazione di quelle tribù.

Sac. SACCANI GENNARO da Pomponesco (Mantova), † a Meruri (Brasile) il 21-XII-1942 a 80 anni.

Accompagnò nel 1902 l'indimenticabile D. Balzola fra i Bororos e consacrò anch'egli tutta la sua vita all'eroico apostolato offrendo l'esempio delle più elette virtù.

Sac. MANFRINO ARISTIDE, da Genova, † a Novara il 17-XI-1946 a 63 anni.

Campo prediletto del suo ministero sacerdotale furono gli Oratori festivi in cui formò alla vita cristiana ed all'apostolato tanti giovani esemplari.

Sac. ANTONIAZZI BIAGIO, da Lenta (Vercelli), † a Novara il 1-X-1946 a 70 anni.

Dopo aver diretto i nostri collegi di Maroggia e di Vigevano, dedicò tutto il suo ministero al nostro santuario di Maria Ausiliatrice in Novara ed all'annessa Casa del soldato.

Sac. MARINONI ANTONIO, da Lodi (Milano), † a Livorno T. il 27-X-1944 a 71 anni.

Compagno di oratorio a Milano col compianto Card. Caccia Dominioni, portò nella vita salesiana la predilezione pei piccoli e pei poveri.

Sac. MALDONADO ELIA, da Quito (Equatore), † a Cuenca (Equatore) il 24-V-1946 a 73 anni.

Primo salesiano della Repubblica dell'Equatore, lo fu al completo, secondo lo spirito di Don Bosco edificando tutti con la sua pietà e col suo zelo.

Sac. POLI BARTOLOMEO, da Vertova (Bergamo), † a Sangradouro (Brasile) il 28-III-1946 a 70 anni.

Tempra di vero missionario, fu anch'egli uno dei più eroici apostoli del Mattogrosso ove giunse nel 1907 e rimase fino alla morte immolandosi totalmente nell'evangelizzazione degli Indi.

Sac. SCHLAPFER GIOVANNI, da Root (Svizzera), † a Lugano (Svizzera) il 19-XI-1946 a 66 anni.

Archivista del Capitolo Superiore, prestò per oltre 40 anni il suo ministero nella basilica di Maria Ausiliatrice con ammirabile pietà e fervore.

Sac. LUZI GEROLAMO, da Monte Meiori (Pesaro), † a Torino-Crocetta il 7-XII-1946 a 42 anni.

Professore di Teologia-Morale nel nostro Ateneo Pontificio, era un apostolo nel sacro ministero con la parola e con la penna che consacrava con predilezione alla Crociata Catechistica ed all'Azione Cattolica.

Sac. XHARDI GIUSEPPE, da Buttenback (Germania), † a Tres Lagoas (Brasile) il 30-VIII-1944 a 59 anni.

In 33 anni di missione nel Mattogrosso emulò lo zelo e l'abnegazione dei nostri più valorosi missionari.

Sac. CASTELLI CARMELO, da S. Ramon (Montevideo), † a Araxà (Brasile) il 14-II-1942 a 51 anno.

Soc. MURRU GIORGIO, da Cagliari, † al Cairo (Egitto) il 14-X-1946 a 45 anni.

Sac. PALLARES AGOSTINO, da Sans (Spagna), † a Mohernando (Spagna) il 9-VIII-1946 a 64 anni.

Coad. BERTOLA GIUSEPPE, da Cervignasco (Cuneo), † a Viedma (Argentina) il 7-VII-1946 a 82 anni.

Passò la maggior parte della sua vita salesiana nelle nostre Case missionarie della Patagonia prestando preziosi servizi soprattutto nelle scuole di agricoltura.

Coad. VISETTI CARLO, da Caluso (Torino), † a Cujabà (Brasile) il 5-IX-1942 a 79 anni.

Accolto nella società salesiana da D. Bosco, passò 45 anni nelle nostre missioni del Mattogrosso edificando tutti con la sua pietà ed il suo lavoro.

Coad. BOTTO GIUSEPPE, da Rosignano M. (Alessandria). † a Cujaba (Brasile) il 15-VIII-1943 a 73 anni.

Dalla Palestina al Mattogrosso questo buon coadiutore santificava il suo lavoro con esemplare spirito di sacrificio.

Coad. BALEZTENA FRANCESCO, da Oronoz (Spagna), † a Viedma (Argentina) l'8-II-1946 a 62 anni.

Coad. CIPRIANI SILVERIO, da Farnocchia (Pisa), † a Schio (Vicenza) il 23-X-1946 ad 83 anni.

Cooperatori defunti:

S. Em. Rev.ma il sig. Card. CAMILLO CACCIA DOMINIONI, † a Roma il 12-XI-1946 a 69 anni.

Dall'illustre casa patrizia che gli diede i natali sortì con la nobiltà del sangue la magnanimità del cuore, che rese tanto caro il suo ministero fin dai primi anni del suo sacerdozio a Milano ed a Roma. Campo prediletto del suo apostolato furono gli Oratori e i Pii Istituti in cui prodigava con fervore l'insegnamento catechistico e la direzione spirituale, mentre la sua carità giungeva alle più delicate forme di beneficenza. Leone XIII cominciò ad aggregarlo a missioni Pontificie in occasione dell'elevazione alla Porpora del Card. Puzyna. Pio X lo nominò Cameriere Segreto Partecipante. Benedetto XV lo scelse a Maestro di Camera e Pio XI lo tenne accanto a se, affidandogli anche le funzioni di Maggiordomo, fino al 1935, quando lo creò Cardinale. Toccò a lui, come Primo Diacono, l'incoronazione del regnante Pontefice Pio XII; e con tal titolo continuò a prestargli i suoi servigi nelle Cappelle Papali fino alla morte, mentre la sua attività veniva in particolar modo impiegata nelle Sacre Congregazioni Concistoriale, per la Chiesa Orientale, dei Sacramenti, di Propaganda Fide, del Cerimoniale e della Reverenda Fabbrica di S. Pietro. Per Don Bosco e per l'Opera salesiana nutriva un affetto straordinario. Noi non dimenticheremo mai le attestazioni di benevolenza che ci ha dato soprattutto in occasione della beatificazione e della canonizzazione del nostro Fondatore, ed in tutti i contatti con l'indimenticabile « Papa di Don Bosco ». Raccomandiamo pertanto ai Cooperatori ed alle Cooperatrici i più copiosi suffragi per l'anima eletta.

Mons. Con. ORESTE BARONETTO, † a Pinerolo il 26-IX-1946. Direttore diocesano dei Cooperatori.

Accolto, giovinetto, da Don Bosco nell'Oratorio di Torino nel 1880, vi percorse tutto il ginnasio, distinguendosi nella pietà, nello studio ed anche nelle animate ricreazioni, secondo lo spirito del Santo, che lo ebbe carissimo e ne indirizzò la vocazione al seminario diocesano ove, appena ordinato sacerdote, venne incaricato dell'insegnamento della letteratura. Fatto poi Prevosto Vicario Foraneo di Cantalupa, vi tenne la cura d'anime con zelo esemplare per quarant'anni, finche il Vescovo lo chiamò in città per l'alto ufficio di Canonico penitenziere della cattedrale. Legato a Don Bosco dalla più tenera ed affettuosa gratitudine, accettò la carica di Direttore diocesano dei Cooperatori per diffondere con tutto il suo fervore la divozione a Maria Ausiliatrice ed al nostro Santo, promovendo la più attiva cooperazione alle nostre Opere ed alle nostre Missioni.

Can. Teol. Don MAURIZIO CELLERINO, † a Solero, il 17-V-1946 ad 82 anni.

Alunno dell'Oratorio di Torino ai tempi di Don Bosco, ebbe la consolazione di confessarsi più volte dal Santo e di ricevere da lui l'indirizzo della sua vocazione sacerdotale. Entrò quindi in seminario con la sua benedizione, e col suo spirito si plasmò al sacro ministero che esplicò per 53 anni nella parrocchia di Solero. Zelantissimo Decurione, serbava la più viva riconoscenza per S. Giovanni Bosco e sosteneva le nostre opere con la più fervida cooperazione. L'Azione CattolicaFemminile raccolse una vistosa offerta per la celebrazione di Messe di suffragio all'anima del venerato Pastore nelle chiese salesiane. Tutta la parrocchia ne serba la più cara memoria.

Comm. ADRIANO NAVAROTTO, † a Vicenza il 1-X-1946 ad 81 anno.

Decano del giornalismo cattolico vicentino, trasse dalla divozione a Don Bosco lo spirito di apostolato che ne fece uno strenuo cavaliere della Chiesa e del Papa nella difesa dei più augusti ideali.

Gen. LUIGI BARBERIS, † a Bricherasio (Cuneo) il 3-XII-1946 a 71 anno.

Tempra di cattolico esemplare, dopo aver prestato alla Patria i suoi servigi con la lealtà di una coscienza intemerata e col cuore proteso ai più nobili ideali, si confortava nelle sue sofferenze con la divozione a Maria SS. Ausiliatrice e col ricordo di Don Bosco. Ricevuta la notizia della morte del figlio tenente prigioniero di guerra in Russia, si affrettava a raggiungerlo in Cielo.

ZANOLI GELSOMINA, † a New York il 14-IX-1944.

Divotissima di Don Bosco, volle educati alla scuola del Santo tutti i suoi cari, ai quali lasciò l'esempio di una vita veramente cristiana e di una generosa carità.

COMETTO MADDALENA Ved. AMBROGIO, † a Beinette (Cuneo) il 7-IX-1946 a 75 anni.

Madre esemplare di dieci figlioli, fu benedetta da Dio con la vocazione di una figlia, missionaria nel Congo Belga, nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Altri Cooperatori defunti:

Balestra Luigi, Venezia - Beccari D. Domenico, Gavassa (Reggio E.) - Bilotti Milanesio Elisa, Torino - Bonanomi Pasquale, Merate (Como) - Cantoni Caterina, Candia Lomell. (Pavia) - Cardini Faustina, Arezzo - Cat Genova Maria, Rivarossa (Torino) - Cerutti Carlo, Rivarossa (Torino) - Cristiani Bartolomeo, Bagnaria (Pavia) - Di Giorgio Sofia, Acquedolci (Messina) - Fasano D. Aniello, Aterrana (Avellino) - Formiconi Annunziata, Lanuvio (Roma) - Fumagalli Anna, Varallo Pombia (Novara) - Gandolfi Nicolina, Correggio (Reggio E.) - Goletto Pietro, Rivarossa (Torino) - Inzaina Suor Maria Elena, Massa e Cozzile (Lucca) - Magni Felicita, Cotogno Monzese (Milano) - Marzuoli Oreste, S. Gimignano (Siena) - Meriggi Enrico, Firenze - Mocci Corseddu Caterina, Villacidro (Cagliari) - Paganini Santini, Lenna (Bergamo) - Paggi Leonilde, Accerta (Ancona) -Palumbo Erminio, Civitaquara (Pescara) - Pardo Prof. Michele, Mazzarinn (Caltanissetta) - Pistolesi Gaetano, Montelupone (Macerata) - Precisi Olga, S. Maurizio Canavese (Torino) - Raviera Domenico, Castelrocchero (Asti) - Salvo Noto Giuseppina, Caniso (Ragusa) - Savoini Mordasini Luigia, Rorgomanero (Novara) - Scarpa Maddalena, .S. Pietro in Volta (Venezia) - Sondaz Giuseppe, Azeglio (Torino) - Sorlini Onesta, Angolo (Brescia) - Testa Giuseppina, Savigliano (Cuneo).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quo, i pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA

1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.

2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.

3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.

4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno od almeno col cuore.

OGNI MESE:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI GENNAIO ANCHE:

II giorno 1 - Circoncisione di N. S.

11 giorno 2 - SS. Nome di Gesù. Il giorno 6 - Epifania.

Il giorno 12 - Festa della Sacra Famiglia.

Il giorno 18 - Cattedra di S. Pietro in Roma. Il giorno 23 - Sposalizio di Maria SS. Il giorno 25 - Conversione di S. Paolo Il giorno 29 - S. Francesco di Sales.