ANNO LXXI NUMERO 19 - 1° OTTOBRE 1947
Il XVI Capitolo Generale = Il Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice = :Ad onore di San Giuseppe Cafasso = In famiglia: Italia, Spagna, Argentina, Brasile = Dalle nostre Missioni: Assam Mato Grosso = Culto e grazie di Maria Ausiliatrice = Necrologio = Crociata Missionaria
Il Rev.mo Don Pietro Ricaldone rieletto Rettor Maggiore.
Preparato da un corso di Esercizi Spirituali, predicati da Mons. Cimatti e da Don Ceria, il 24 agosto, nell'accogliente Istituto di Valsalice - che fino alla glorificazione custodì la salma di Don Bosco, per più di cinque lustri ospitò quella di Don Rua e tuttora conserva quella di Don Albera - si è iniziato il XVI Capitolo Generale della Società Salesiana che, come abbiamo annunziato, oltre alla trattazione di tanti problemi di formazione religiosa, di educazione e di apostolato, aveva pure in programma la elezione del Rettor Maggiore e degli altri Superiori del Capitolo che con lui formano il Consiglio della Direzione Generale.
Vi hanno partecipato i Superiori uscenti, gli Ispettori di oltre cinquanta Ispettorie accompagnati da un Delegato Ispettoriale, eletto dai Direttori e dai rappresentanti dei confratelli delle varie Case, il Procuratore Generale e il Direttore della Casa-Madre. Non poterono intervenire: l'Ispettore della Jugoslavia ed il Delegato della Germania. L'Ispettore dell'Ungheria ed il suo Delegato giunsero solo l'8 settembre.
Primo compito dei 108 Capitolari fu quello di eleggere i Superiori. Le operazioni preliminari impegnarono tutta la mattina del 25 agosto.
Poco dopo le ore sedici una grande acclamazione annunciò la rielezione del reverendissimo signor DON PIETRO RICALDONE a Rettor Maggiore, al primo scrutinio.
Subito il Procuratore Generale trasmise la lieta notizia alla Santa Sede chiedendo la conferma canonica che giunse subito la mattina seguente.
La Radio e i giornali la diffusero, in poche ore, in tutto il mondo, suscitando manifestazioni di giubilo ed un afflusso di lettere e telegrammi che continuò parecchi giorni. Alle 17 la basilica di Maria Ausiliatrice si affollò di Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, allievi, ex allievi, Cooperatori e Cooperatrici pel canto del Te Deum. L'Em.mo Cardinale Arcivescovo Maurilio Fossati volle personalmente portare al Rettor Maggiore le sue felicitazioni e giunse a Valsalice mentre si concludevano le altre elezioni. Con la benedizione di Sua Eminenza i Capitolari proseguirono i lavori ed in serata venivano rieletti: il rev.mo Don Pietro Berruti a Prefetto Generale, il rev.mo Don Pietro Tirone a Direttore Spirituale, il rev.mo Don Fedele Giraudi ad Economo Generale ed i rev.mi Don Renato Ziggiotti, Don Giorgio Serié e Don Antonio Candela a Consiglieri Generali. Il Rettor Maggiore confermava quindi il rev.mo Don Salvatore Puddu nella carica di Segretario Generale ed il rev.mo Don Francesco Tomasetti in quella di Procuratore Generale.
Quando, verso le 21, il sig. Don Ricaldone scese all'Oratorio pel riposo, vi trovò confratelli ed alunni, con una bella rappresentanza dell'Oratorio festivo, adunati ad acclamarlo ed a protestargli il loro affetto e la loro devozione. Interprete dei sentimenti comuni fu lo stesso Direttore della Casa Capitolare Don Ruben Uguccioni che presentò al IV Successore di Don Bosco anche i più fervidi auguri pel secondo rettorato. Il sig. Don Ricaldone ringraziò con paterne parole impartendo a tutti la benedizione di Maria Ausiliatrice.
L'indomani, il Rettor Maggiore, con delicato pensiero, volle dedicare la sua prima visita ai nostri malati raccolti nella Casa di Piossasco. L'incontro del Padre coi figli più provati dalla sofferenza e dal dolore suscitò in tutti le più vive e care emozioni, confortando il loro spirito alla generosa accettazione della santa volontà di Dio ed infervorandoli alla santificazione personale ed all'apostolato della sofferenza.
In precedenza, ai primi di luglio, con la spirituale preparazione di un corso di Ss. Esercizi, avevano pure tenuto il loro Capitolo Generale le Figlie di Maria Ausiliatrice, con la partecipazione delle Ispettrici e Delegate delle loro 44 Ispettorie.
Con suffragio plebiscitario fin dal primo scrutinio riuscì eletta a Superiora Generale la stessa rev.ma MADRE ERMELINDA LUCOTTI.
Vennero quindi confermate tutte le altre Madri: le Consigliere: Madre Elvira Rizzi, Madre Teresa Pentore, Madre Angela Vespa, Madre Carolina Novasconi; la Segretaria, Madre Clelia Genghini; e l'Economa, Madre Maddalena Promis.
La benedizione del Santo Padre, le felicitazioni giunte da ogni parte del mondo hanno accresciuto l'esultanza delle Suore, delle allieve e delle ex allieve che fecero a gara nell'esprimere al Signore la loro riconoscenza, alle Supriore la loro gioia.
Il nostro ven.mo Rettor Maggiore, quale Delegato Apostolico per l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, presiedette tutte le adunanze e confortò le Capitolari con la sua saggia parola infiammata di zelo per l'incremento del fervore della vita religiosa e dell'apostolato.
Come gli Ispettori e Delegati al Rettor Maggiore, così anche le Ispettrici e le Delegate hanno portato alla Madre Generale consolantissime notizie delle varie case che sfuggirono o riuscirono a superare gli orrori della guerra e non vennero travolte dalla persecuzione nelle zone dominate dal terrore.
La suprema glorificazione del santo Maestro e Direttore Spirituale di Don Bosco è stata per noi una festa di famiglia. Lieti di aver concorso al buon esito della Causa con le nostre preghiere e con la solerte attività del nostro Procuratore Generale, rev.mo Dott. Don Francesco Tomasetti, Postulatore, abbiamo ornato la nostra basilica parrocchiale del Sacro Cuore al Castro Pretorio in Roma pel primo triduo solenne che si svolse nei giorni 23, 24, 25 giugno, con straordinario afflusso di sacerdoti del clero secolare e regolare per la celebrazione delle sante Messe, di fedeli e pellegrini per le funzioni pontificali. Celebrarono le Messe della Comunione generale successivamente: il sig. Don Berruti, che col sig. Don Ziggiotti e numerosi confratelli si era recato appositamente a Roma per la Canonizzazione; e gli ecc.mi Vescovi di Ivrea e di Cesena, Mons. Rostagno e Mons. Gili. Pontificarono le LL. EE. Mons. Giuseppe Debernardi, Vescovo di Pistoia e Prato, Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Arcivescovo Castrense e Sua Eminenza rev.ma il Card. Fossati, Arcivescovo di Torino. Dissero le glorie del Santo le LL. EE. Mons. Giuseppe Dell'Omo, Vescovo di Acqui, Mons. Angelo Bartolomasi, Arcivescovo tit. di Petra e Mons. Giuseppe Angrisani, Vescovo di Casale. Impartirono la benedizione eucaristica gli Em.mi signori Cardinali: Raffaello Carlo Rossi, Segretario della S. C. Concistoriale: Carlo Salotti, Prefetto della S. C. dei Riti e nostro Protettore; Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino. Nel pomeriggio dell'ultimo giorno gli Em.mi Cardinali e gli Ecc.mi Vescovi vennero circondati dalla folla dei «ragazzi di Don Bosco » che la carità del Santo Padre e di insigni benefattori ci consente di accogliere, nutrire ed educare con l'accurata assistenza quotidiana che li sottrae ai pericoli della strada. Essi videro così il nuovo miracolo del Cristianesimo che salva tanta povera gioventù.
Dopo Roma venne la volta di Castelnuovo Don Bosco, patria del Santo. Anche alle feste del suo paese natio abbiamo dato la più cordiale collaborazione, prestando pel trasporto del corpo del Santo, l'urna stessa che aveva servito al trionfo della salma gloriosa di Don Bosco da Valsalice a Valdocco nel 1929.
Lo stesso giorno d'inizio del triduo, 4 settembre, il Rettor Maggiore con tutti i Capitolari, che avevano trascorso la mattinata al Colle Don Bosco, si portarono alla chiesa parrocchiale a rendere al Santo l'omaggio della loro venerazione, accolti dal Vicario, dal Clero e dal popolo con affettuose dimostrazioni. Il Rettor Maggiore rivolse agli accorsi la sua paterna parola auspicando ad un paese tanto avventurato le più elette benedizioni. Predicò il triduo il Direttore del Bollettino Salesiano. Gli alunni del nostro collegio missionario, la vigilia, si recarono in parrocchia per la Messa di Comunita e celebrò per loro S. E. Mons. Re dell'Istituto delle Missioni della Consolata.
Parteciparono quindi anche al ricevimento ed all'accademia ad onore del Cardinale Arcivescovo di Torino, rallegrando il programma con la loro banda. L'indomani, clero e musici prestarono il loro servizio alle solenni funzioni. Nel pomeriggio scese dal Colle anche tutto l'Istituto Bernardi-Semeria con banda e cantori e s'innestò nella trionfale processione che portò l'urna del Santo per le vie del paese natìo fra l'esultanza della popolazione e di decine di migliaia di persone accorse in pellegrinaggio da tutta la zona ed anche da parecchie altre diocesi del Piemonte.
Rappresentò il Rettor Maggiore il Rettor Magnifico del nostro Ateneo Pontificio.
Attendiamo ora le feste di Torino per dare poi anche noi al nuovo Santo il nostro fervido tributo nella basilica di Maria Ausiliatrice!
Il Giubileo Episcopale di S. E. Monsignor Piani.
A Manila il nostro Ecc.mo Mons. Guglielmo Piani, Arcivescovo tit. di Nicosia e Delegato Apostolico alle Filippine, ha celebrato quest'anno il suo XXV di Episcopato e di Delegazione, essendo stato consacrato Vescovo ed inviato nelle Isole Filippine nel 1922. La guerra, che ha portato tanta desolazione anche in quelle terre, non ha risparmiato la sede della Delegazione privandolo di tutto. Egli vive tuttora ospite degli ottimi Padri Benedettini che gli usano ogni attenzione. Ma l'abnegazione con cui continua a prodigare le sue cure all'Episcopato, al clero, ai religiosi, ai fedeli ed agli infedeli, soprattutto alle vittime dell'immane flagello, gli attira l'ammirazione anche dei non cattolici che, nella fausta ricorrenza, hanno fatto a gara nel dargli commoventi dimostrazioni di stima e di gratitudine. Speravamo di vederlo a Torino in occasione del Capitolo Generale, poichè il sig. Don Ricaldone lo aveva invitato a dettare gli Esercizi ai Capitolari. Ma, non avendo neppure un segretario a sua disposizione, egli ha dovuto trattenersi in sede a sbrigare tutte le mansioni del suo alto ministero.
Noi, ammirati del suo zelo, della sua attività e dei suoi sacrifizi, ci uniamo a tutti i Filippini nel formulare i più fervidi voti per la sua conservazione e pel suo apostolato a vantaggio della Santa Chiesa e di tante anime.
Il mese di luglio ci ha dato anche quest'anno la gioia delle Sacre Ordinazioni che hanno arricchito la nostra Congregazione di tanti novelli sacerdoti. Sessanta vennero ordinati nella basilica di Maria Ausiliatrice da S. Em. il Card. Arcivescovo di Torino Maurilio Fossati, il 6 luglio. Una trentina vennero ordinati da S. E. Mons. Rotolo nella basilica del Sacro Cuore in Roma. Altri nelle varie diocesi in cui risiedono i nostri studentati teologici, ed alcuni anche isolatamente nei collegi in cui insegnavano. I bisogni però della Congregazione e le richieste di personale sono tante, che raccomandiamo caldamente ai nostri Cooperatori la cura delle vocazioni, come la cooperazione più preziosa onde favorire la vita e lo sviluppo delle Opere e Missioni di Don Bosco.
L'8 luglio giunse all'Oratorio S. E. Mons. Federico Emanuel, Vescovo di Castellammare di Stabia, che da prima della guerra non era più stato a Torino. S. E. coronò il giubileo d'oro sacerdotale, celebrato due anni or sono, con la S. Messa all'altare della Madonna e di S. G. Bosco.
Il 12 abbiamo avuto la gradita visita di S. E. Mons. Fietta, Nunzio Apostolico in Argentina e di S. E. Mons. Valtorta, Vescovo di Hong-Kong (Cina). Quattro giorni dopo passò a celebrare in basilica il Vescovo di Pola S. E. Mons. Radossi.
Il 17 partecipammo alla festa delle Figlie di Maria Ausiliatrice esultanti per la rielezione della Madre Generale e di tutto il Consiglio Generalizio.
Tra la fine di luglio ed i primi di agosto giunsero dalle varie parti del mondo, quasi tutti gli Ispettori e Delegati al Capitolo Generale. Il 12 agosto, arrivò anche il nuovo Vicario Apostolico del Congo Belga, S. E. Mons. Heusden. Degli altri nostri Vescovi vennero solo S. E. Mons. Massa, Prelato di Rio Negro nel Brasile, e S. E. Mons. Mathias, Arcivescovo di Madras (India).
Il 20 sostò a visitare l'Oratorio il Superiore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, l'on.mo Fratel Alessandro.
Il 25, solenne Te Deum per la rielezione del Rettor Maggiore e di tutti i Superiori del Capitolo.
Pellegrinaggio Nazionale dei Maestri di A. C.
La Presidenza centrale del « Movimento Maestri di A. C. » ha indetto un pellegrinaggio a Torino ed al Colle Don Bosco diramando ai maestri d'Italia il seguente invito: Nella cerchia maestosa delle Alpi, Torino attende il primo pellegrinaggio che va raccogliendo i maestri da ogni contrada d'Italia. È venuto il tempo di andare alla Casa di Don Bosco. Mentre più vive e doloranti si fanno attorno le contrazioni sociali, mentre migliaia e migliaia di fanciulli vivono ancora lo scherno delle nostre strade, mentre tante famiglie vanno mostrando piaghe sanguinolenti, e gli uomini attendono senza fede, senza speranza, senz'amore, i maestri dell'Azione Cattolica unitamente a tutti i colleghi confermeranno presso l'Urna del Santo Patrono la loro totale dedizione alla missione educativa che nella luce e nella grazia del Divino Maestro sarà di redenzione e di salvezza.
L'invito raccolse larghe adesioni. Nel pomeriggio del 29 agosto, le stazioni di 'Torino videro scendere dai treni maestri da ogni regione d'Italia. Colleghi della sezione torinese, membri della Presidenza Diocesana dell'A. C. ed Esploratori Cattolici fecero le accoglienze e li accompagnarono ai rispettivi centri ospitalieri: gli Istituti: Sacro Cuore, Adorazione Perpetua, Fedeli Compagne, Cenacolo, Patronato Internazionale e Maria Ausiliatrice, per le Maestre; i nostri Istituti: Internazionale Don Bosco, Rebaudengo e Richelmy, per i Maestri. Nello stesso pomeriggio visitarono gli stabilimenti « Unica». L'indomani, ascoltarono la S. Messa celebrata dall'Assistente Centrale Mons. Fares nella Cappella della Sindone e proseguirono le visite in città. Nel pomeriggio, accompagnati dal prof. D. Leoncio Da Silva, decano del nostro Istituto di Pedagogia, raggiunsero in torpedoni il Colle Don Bosco sostando presso la casetta natia del Santo a trarre le migliori isipirazioni per la loro grande missione. A sera, trattenimento facoltativo al Monte dei Cappuccini.
Il 31 agosto, tutti convennero alla basilica di Maria Ausiliatrice per assistere alla Santa Messa e ricevere la santa Comunione dal nostro venerato Rettor Maggiore, il quale illustrò loro i principii fondamentali del sistema educativo di Don Bosco. Reso omaggio al Santo Patrono al suo altare, visitarono le storiche camerette e quindi proseguirono al vicino miracolo del « Cottolengo ».
Il pellegrinaggio si chiuse nella sede del nostro Ateneo di Filosofia e di Pedagogia all'Istituto « Rebaudengo » ove i nostri Professori fecero gli onori di casa ed accompagnarono i maestri alle aule ed ai laboratori. All'assemblea generale, nell'aula magna, parlarono il Provveditore agli Studi, il Presidente del Movimento prof. Corghi ed il Prof. Strumia.
Al mare, ai monti, all'aria sana.
Grazie alla carità del Papa, attraverso la Pontificia Commissione di Assistenza, agli aiuti dell'Unrra, dell'Endsi e di benefattori vari, anche quest'anno, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice sono riusciti ad organizzare pei giovani degli Oratori e per la folla dei « Ragazzi della strada », oltre un centinaio di Colonie estive nei mesi più caldi di luglio ed agosto, in zone climatiche, in ambienti accoglienti e con trattamento veramente confortante. Anche parecchie industrie ci affidarono i bimbi dei lavoratori, che, al monte e al mare, trovarono nei confratelli e nelle suore le più sollecite cure e le più amorevoli attenzioni. Grazie a Dio, tutte si sono conclusero con unanime soddisfazione compensando i lavori e i sacrifici sostenuti, con consolanti frutti spirituali, oltre ai benefici fisici.
Non abbiamo spazio per far la cronaca delle singole Colonie. Ci limitiamo quindi a richiamare l'attenzione dei nostri Cooperatori e delle nostre Cooperatrici su quelle organizzate dall'Ispettoria Romana pei fanciulli più abbandonati che con grazioso titolo oggi la stampa non chiama più « sciuscià », ma « Ragazzi di Don Bosco ». Il primo tentativo risale al 1945 quando i primi duecento poterono raggiungere i colli di Tivoli e trascorrere due buoni mesi a Monte Celio. L'anno seguente i 13 nostri Centri di Assistenza ne portarono ben 516o in due turni a Quintigliolo (Tivoli), a Frascati, a Genzano, ad Amelia, a Santa Marinella, ad Allumiera, mentre funzionavano in pieno le colonie diurne di Roma.
Quest'anno, da luglio a settembre, i Centri prepararono colonie estive gratuite per 4000 fanciulli e 2000 bambine, distribuendone: 400 a Frascati, 200 a Genzano, 100 a Canneto, 200 a Gaeta, 150 ad Amelia, 150 a Norcia, 100 a Pescasseroli, 150 a Lanusei, 100 a Caprarola, 100 a Grottaferrata, 125 a Roma (Monteverde), 100 a Roma (Montemario) in colonie permanenti; gli altri, in colonie diurne in Roma (al Mandrione, al Testaccio, a San Saba, in Via Tuscolana e nella Villa Lazzaroni) a Gaeta, a Cagliari e ad Arborea. Le Colonie vennero santificate con la dedicazione al: SS. Salvatore, Maria Ausiliatrice, S. Giuseppe, S. Pietro, S. Giovanni, S. Saba, S. Agnese, S. Cecilia, S. Benedetto, S. Francesco, S. Luigi, S. G. Bosco, , B. Goretti, Ven. Domenico Savio, Don Rua, Pio IX, Pio XII, D. Ricaldone...
Fanciulli e bambine si sono divertiti un mondo e sono tornati in ottime condizioni di salute, guadagnandone fisicamente e moralmente, perchè, fra le cure e gli svaghi, ebbero tutto l'agio di compiere le pratiche di pietà e di accrescere la propria istruzione religiosa, mentre completavano la loro educazione civile. Graziose feste variarono il soggiorno, ed entusiastiche accoglienze ai benefattori nelle rapide visite. Le colonie si conclusero con devoti omaggi di gratitudine e di devozione al Vicario di Cristo, il Santo Padre Pio XII, promotore e principale sostenitore di ogni benefica iniziativa.
Cagliari - Pei « Ragazzi di Don Bosco ».
Da oltre un anno, i Salesiani di Cagliari accolgono i Ragazzi, che la guerra ha sinistrati nell'anima e nel corpo, superando con amorevole premura il loro istintivo timore, incoraggiandoli a vincere la vergogna per i loro vestiti a brandelli e per la loro faccia sporca. Mentre curano i corpi, ne abbelliscono le anime. Coll'aiuto della benemerita U.N.R.R.A. hanno distribuito 100.000 razioni di minestra e altrettante pietanze; quasi tutte le sere regalano una discreta razione di pane, frutto della carità e dell'economia dei collegiali. Ogni mese organizzano una gita, con una media di ragazzi che oscilla dai 50 ai 100. In queste gite i ragazzi ricevono gratuitamente pane, companatico, frutta ed anche le caramelle.
Coll'aiuto delle Autorità di Cagliari, delle Dame Patronesse Salesiane e dei collegiali interni ed esterni, i Salesiani hanno vestito a nuovo oltre 500 ragazzi, ed alcuni anche più volte. Chi può contare i pezzi di sapone consumati, e chi può misurare la pazienza che ci è voluta per abituare i bimbi a lavarsi ?
Se è facile documentare la beneficenza materiale non è così per quella spirituale. Ogni giorno i ragazzi hanno un'ora di scuola, che non è solo scuola di catechismo, ma è anche scuola di grammatica e di lettere, di canto, di galateo, ecc. Questa scuola mira ad accrescere la cultura religiosa e il perfezionamento morale dei giovani. I frutti sono stati veramente consolanti, tanto più se si pensa che l'80% dei ragazzi sono analfabeti. Moltissimi salutano cristianamente e quasi più nessuno osa dire parolacce, bisticciare, tirar sassi o comunque fare il ragazzo di strada: ognuno si sente Ragazzo di D. Bosco, e cerca di fare onore al nome. Rubano ? No! Anzi ogni giorno vengono ragazzi a consegnare oggetti trovati in cortile e anche per la strada. Se qualcuno, arrivato da poco, ruba, sono 100 voci che gli van contro e lo costringono a consegnare l'oggetto rubato. Lo stesso fanno per qualcuno che ancora parla male.
Una guerra spietata hanno intrapreso contro la cattiva stampa. Colla cooperazione dei Ragazzi di D. Bosco sono stati fatti a pezzi oltre 3000 giornaletti non buoni; sono state diffuse più di 5000 copie dell'Osservatore Romano della Domenica; della Sardegna Cattolica, ecc.
Sentirsi chiamati a collaborare nel bene, è per essi sprone a maggiore bontà personale.
Genzano - 50° dell'Opera Salesiana.
L'opera Salesiana di Genzano ha chiamato a raccolta sullo scorcio del mese di Maggio la popolazione per solennizzare il Cinquantenario della sua fondazione. La posa della prima pietra, nel terreno acquistato con i famosi cento salti di D. Cagliero, avvenne nel lontano 1896. L'Istituto, che ebbe a primo Direttore il compianto Mons. Versiglia, fiorì in breve e sviluppò molteplici attività, accogliendo nel periodo d'oro contemporaneamente aspiranti, novizi, studenti di filosofia, giovani studenti, oratoriani, ex allievi, Cooperatori, Cooperatrici, dame patronesse, zelatrici, e formando una sola famiglia con la città.
Vi è passata la guerra ed ha lasciato profondi segni nell'edificio e divisione nei cuori; ma l'opera di bene non si è spenta, chè anzi l'abnegazione e lo sprezzo del pericolo dimostrati dai figli di D. Bosco nei momenti più duri dei combattimenti e dei bombardamenti aerei e navali hanno suscitato larga comprensione e piena benevolenza.
Per tali motivi la grande sala del Teatro, il 28 maggio, fu incapace a contenere l'afflusso degli ex allievi, Cooperatori ed amici dell'opera, accorsi ad ascoltare la calda parola di S. E. l'On. Cingolani, Ministro della Difesa, il quale illustrò l'espansione dei Salesiani nel mondo. Seguì il nostro Don Evaristo Marcoaldi, già Direttore dell'Istituto, il quale si soffermò sull'opera nostra in Genzano e sulla cordiale generosità genzanese. Presenziarono alla simpatica manifestazione, allietata da brillanti canti a più voci, l'On. Rostagno, Sottosegretario ai Lavori Pubblici, l'Ispettore Don Ernesto Berta, l'Arciprete Mons. Galieti e il Canonico D. Angelo Previtali, che presenziarono alla benedizione della prima pietra, l'ing. Simonetti, l'avv. Corese ed altre illustri personalità. D. Marcoaldi predicò anche il triduo che preparò, al 10 giugno, la festa di Maria Ausiliatrice e la chiusura del Cinquantenario. L'Ispettore celebrò la Messa della Comunione generale. Al Pontificale di Mons. Grassi, Abate di Marino, la Schola Cantorum dello Studentato Teologico di Roma « Sacro Cuore » eseguì uno splendido programma.
A sera una imponente processione con la statua di Maria Ausiliatrice sfilò per le vie di Genzano, parate a festa, ed ebbe il suo coronamento nel cortile dell'Istituto, dove alcuni giovani di A. C. avevano preparato una meravigliosa infiorata. Il 2 giugno, solenne Messa funebre per tutti i benefattori defunti.
Modena - Il 50° dell'Istituto Salesiano. L'Istituto che, semidistrutto dal bombardamento aereo del 13 maggio 1943, va faticosamente risorgendo, ha celebrato quest'anno il suo cinquantesimo di fondazione.
All'alba della domenica 20 aprile u. s. un lieto scampanio chiamò il popolo di Modena nella maestosa chiesa Parrocchiale di S. Francesco, attigua all'Istituto ove la festa, preparata da un triduo predicato dal nostro Ecc.mo Mons. Salvatore Rotolo, fu allietata da una consolante affluenza alla Mensa Eucaristica e da solenni funzioni. I duecento giovani che, non ostante le rovine prodotte dalla guerra, frequentano l'Istituto, vi portarono tutto il loro entusiasmo, prestando il servizio all'altare ed eseguendo scelta musica polifonica. Tenne Pontificale S. E. Rev.ma l'Arcivescovo Diocesano Mons. Cesare Boccoleri il quale rivolse ai fedeli la sua calda e vibrante parola di Pastore e di Padre manifestando la sua compiacenza per l'opera svolta dai figli di Don Bosco.
Alla funzione di chiusura S. E. Mons. Rotolo tessè con avvincente e persuasiva parola il panegirico di S. Giovanni Bosco, la cui figura dall'altar maggiore, in un mare di luci, sembrava benedire la moltitudine raccolta nel Tempio.
Degna corona fu il convegno degli ex allievi che accorsero in bel numero, il 19 maggio, a rappresentare le varie generazioni passate in collegio nei 50 anni trascorsi. L'Avv. Allegretti, vice presidente dell'Unione, in un vibrante discorso, ricordò gli umili inizi, il suo progressivo sviluppo e le sue vicende di guerra, auspicando la piena e rapida ricostruzione.
Altra folla di amici convenne all'Istituto in occasione del collaudo dell'organo della Cappella che, smontato e sfollato durante la guerra, era stato ultimamente rimesso a posto. L'exallievo Avv. Ferdinando Padovani, alla presenza di S. E. Mons. Arcivescovo, del Provveditore agli studi, del rappresentante di S. E. il Prefetto della città, del Rettore Magnifico dell'Università, di vari Presidi ed insegnanti delle scuole cittadine, di ex allievi, Dame Patronesse, Cooperatori e famiglie degli alunni, tenne un elevato discorso denso di ricordi personali sugli sviluppi dell'Opera che egli, dalla prima ora, potè seguire nelle sue varie fasi. Dopo di lui il valente M° Angelo Zerbini Marenzi tenne un applauditissimo concerto accompagnato da riuscite esecuzioni corali della scuola di canto dell'Istituto.
Palermo - Eccezionale scorta d'onore.
Uno spettacolo singolare si è presentato quest'anno alla processione del Corpus Domini a Palermo: un'interminabile sfilata di fanciulli e fanciulle, non meno di 4000, che a sei per sei occupavano più di un chilometro di strada. La gente incuriosita chiedeva: « Ma chi sono ?... Da dove vengono ?... ». Chi fossero lo diceva lo stendardo bianco e celeste che li precedeva, inaugurato per l'occasione, e che, sotto una piccola croce, portava la dicitura: La Religione teme soltanto l'ignoranza; e dietro la scritta: Oratori arcivescovili. Ogni gruppo, poi, aveva il proprio cartello col nome di ciascun Oratorio.
Erano, dunque, i poveri fanciulli della strada raccolti dalla carità dell'Arcivescovo negli appositi Oratori, organizzati dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, richieste allo scopo da S. Em. il Cardinale Ruffini.
Infatti, qua e là lungo la sfilata, qualche Figlia di Maria Ausiliatrice ricordava che quella era attività di Don Bosco, presente col suo cuore e col suo spirito.
Non era però facile ritrovare in quei fanciulli i laceri monelli di tutti i giorni, tanto si mostravano - sia pure coi piedini scalzi - ordinati e ben vestiti. La mirabile trasformazione era fiorita dall'indefessa carità delle poche Suore addette all'opera, le quali, lavorando da mane a sera, senza quasi un momento di sosta, neppure per il pranzo, accontentandosi di un boccone preso sul posto, erano riuscite a trarre dalle 200 balle di scarti d'indumenti inviate dall'E. N. D. S. I., 3600 e più vestitini, poi suddivisi fra i vari Oratori.
Anche l'organizzazione per il trasporto e il concentramento dell'irrequieta turba infantile non fu piccola cosa: ci vollero sette camions dell'esercito in continuo movimento per parecchie ore, e... scampanellate energiche e ripetute per fare andare in ordine la sfilata.
Ma quale conforto nell'aver potuto offrire a Gesù Sacramentato l'eccezionale scorta d'onore, che col solo suo passaggio fu la più eloquente predicazione e sicura testimonianza dell'evangelica carità della Chiesa.
SPAGNA - Per la gioventù operaia.
Abbiamo appreso da L'Osservatore Romano che duecento rappresentanti delle varie provincie spagnole hanno tenuto a Madrid la prima Assemblea Nazionale di Formazione Professionale Operaia. Ed a presiederla, nel Palazzo del Senato, è stato invitato l'Arcivescovo di Valencia, il nostro Ecc.mo Mons. Marcellino Olaechea, autentico figlio di operai e grande apostolo della classe operaia. I congressisti hanno concluso il loro convegno con la visita al Collegio salesiano della Paloma, ove ricevono gratuitamente completa educazione professionale oltre duemila giovani apprendisti, riportandone le migliori impressioni.
L'Arcivescovo Salesiano ha pure fondato in Valencia l'Opera Sociale " Banca degli Abbandonati " con lo scopo di aiutare le famiglie povere che per circostanze speciali abbiano bisogno di una protezione benefica. Per raccogliere i fondi ha fissato una colletta in tutte le chiese, la seconda domenica di ogni mese. Con apposita lettera pastorale ha sollecitato l'aiuto di tutti i fedeli ed ha affidato ai parroci la distribuzione dei soccorsi.
ARGENTINA - Rosario - Prime vestizioni chiericali.
Proprio il 12 aprile u. s. l'Ispettoria di Rosario costituita recentemente con lo smembramento di altre troppo numerose, ha inaugurato il suo noviziato con l'accettazione dei giovani provenienti dall'aspirantato e da vari istituti. L'indomani, nella cripta di Maria Ausiliatrice, ha celebrato la Messa della comunità l'Ecc.mo Vescovo Ausiliare Mons. Martinez. Poi l'Ispettore Don Raspanti ha cantato la Messa solenne. Nel pomeriggio intervenne l'Em.mo Cardinale Arcivescovo Dr. Antonio Caggiano, il quale benedisse ed impose la veste talare a 18 chierici e, dopo una paterna affettuosa allocuzione, impartì la benedizione eucaristica. Terminata la funzione, salesiani, novizi, alunni, rappresentanze, ex alievi, e cooperatori passarono nel salone teatro dove la Casa Ispettoriale offerse uno splendido omaggio di devozione a Sua Eminenza con una riuscitissima accademia.
Per l'occasione le Dame Patronesse si tecero promotrici di una colletta per la ricostruzione degli edifici dell'istituto S. Giuseppe distrutto da un incendio pochi giorni prima.
BRASILE: - S. Paulo - Fioritura di vocazioni.
Un'altra bella festa si fece nel nostro collegio di San Paolo, il giorno di San Giuseppe per la vestizione religiosa dei nostri novizi dell'Ispettoria del Sud. Compì la cerimonia lo stesso Em.mo Card. Mota, Arcivescovo di San Paolo, accolto nel grandioso tempio del Sacro Cuore da una folla di parenti, allievi, ex allievi e cooperatori. Sua Eminenza benedisse ed impose l'abito talare a 66 chierici e la medaglia di Maria Ausiliatrice a 10 coadiutori. Salì quindi sul pulpito l'Ispettore Don Orlando Chaves, ideatore e promotore della santa crociata, il quale, ringraziato il Cardinale e i Cooperatori, fece la prima statistica annunciando l'allestimento di 11 istituti per la cura di 1214 vocazioni, distribuite in queste proporzioni: 890 aspiranti, 76 novizi, 30 coadiutori nei corsi di perfezionamento, 74 studenti di teologia, 144 studenti di filosofia. La media annuale assicura ormai all'Ispettoria duecento vocazioni all'anno. La Benedizione Eucaristica coronò la cara funzione infervorata dal canto degli studenti di teologia del nostro Istituto di Pio XI di San Paolo-Lapa.
- Apostolato catechistico nelle carceri.
A S. PAOLO nel loro Collegio S. Ignez, vero arsenale delle più molteplici opere di apostolato, le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno trovato modo di rispondere alla richiesta dell'insegnamento catechistico in una Casa correzionale governativa, dove sono rinchiusi 800 ragazzi corrigendi.
Tre suore, coadiuvate da alcune catechiste, vi si prodigano ogni domenica in vari turni; al mattino pei fanciulli dagli otto ai dieci anni: l'elemento più facile dei piccoli, condotti nella grande Casa a traverso le dolorose vie della sventura e dell'abbandono. Alle tre pomeridiane vi ritornano pei più grandicelli, dai dieci ai quindici anni; e alle cinque si dedicano ai ragazzi più adulti fino ai diciotto anni. Anche questi - pei quali sembrerebbe meno adatta l'opera delle suore - ascoltano molto volentieri l'insegnamento religioso e si mostrano deferenti e affezionati, forse perchè vi sentono qualche cosa di quel compassionevole affetto materno, per molti ignorato o troppo presto perduto.
In preparazione alla Pasqua il catechismo è quotidiano, per due mesi, coronato da ottimi risultati: solo le prime Comunioni - dalle notizie ultimamente ricevute - furono 187 e 15 i battesimi
A CUYABA, nel Matogrosso, attendono ad altri catechismi ben più straordinari, non in una Casa di correzione, ma nello stesso Carcere Penale. Ogni sabato, passando a traverso i severi cancelli, le suore incaricate vi entrano, per le loro semplici ed elementari istruzioni catechistiche ai 43 detenuti. Sono quasi tutti macchiati di delitti assai gravi, la maggior parte assassini; ma ascoltano con l'atteggiamento di fanciulli docili e buoni, assetati di verità, avidi di sentir parlare del Signore, talora commossi fino al pianto, e sempre rispettosi e riconoscenti per il dono di quell'umile parola che è tutta la luce della loro triste vita. È proprio dalle loro labbra la testimonianza più veritiera e significativa: « Suora, se avessimo conosciuto prima Iddio, non saremmo qui dentro!... ».
Con la loro tarda e dolorosa esperienza, anche i poveri carcerati di Cuyabà lanciano il loro grido a favore dell'apostolato catechistico.
INDIA - ASSAM
Tezpur - Inaugurazione della chiesa di San Giovanni Bosco.
Il 31 gennaio u. s. S. E. Mons. Ferrando ha consacrato al culto la prima chiesa dedicata a S. Giovanni Bosco nell'Assam. L'inaugurazione ha attirato a Tezpur fedeli e catecumeni anche da lontane regioni infervorandoli con lo splendore delle sacre funzioni e con un bel programma di manifestazioni religiose. La festa ha iniziato pure la celebrazione del giubileo d'argento della Missione salesiana di Assam, essendo trascorsi proprio 25 anni dall'arrivo dei nostri primi confratelli. La residenza di Tezpur conta appena i 5 anni, poichè fu fondata nel 1932. Ma nei tre brevi lustri i cattolici son saliti da 2000 a
13.000. Nel solo anno 1945-46 si sono amministrati 1029 Battesimi, distribuite 55.874 Comunioni e 586 prime Comunioni, benedetti 251 Matrimoni. La nuova chiesa misura 48 m. di lunghezza per 20 m. di larghezza. Le sorge a fianco una scuola fiorente di 120 allievi, pieni di buona volontà. Ecco la lettera con cui uno dei Confratelli dà la notizia al Rettor Maggiore:
Amatissimo Padre,
è coi sensi della più intima gioia e della più profonda commozione che le invio questa breve relazione.
Il 31 gennaio u. s., mentre tutto il mondo salesiano festeggiava il nostro Padre e Fondatore, qui a Tezpur si procedeva alla benedizione del primo santuario dedicato a Don Bosco in India. Santuario bello, ampio e maestoso. La benedizione fu un vero trionfo di fede, un'epoteosi di amore e di riconoscenza. Vi parteciparono un 5000 cristiani e parecchi pagani convenuti dai paesi più remoti della Missione. Gran parte venne a piedi percorrendo distanze rilevanti di 40, 50 chilometri e più. Tutti si sobbarcarono a disagi, spese e fatiche non comuni pur di prender parte attiva alla festa di Don Bosco. Circa 4000 cristiani sfilarono devoti e commossi innanzi all'Ostia di pace e d'amore in un tripudio di fervore eucaristico. 4000 cristiani! Oh! l'eloquenza delle cifre! Non è di per sè un numero da destare grande impressione nell'anima di chi vive in una nazione cattolica. Ma bastò ad eccitare le emozioni più sante ed i più dolci ricordi nell'animo paterno di S. E. Mons. Ferrando, Vescovo di Shillong, e di tutto il clero salesiano convenuto per la fausta ricorrenza. Erano infatti circa 4000 i fedeli che i primi Salesiani trovarono in tutto l'Assam quando vi giunsero, 25 anni fa. Ed oggi non sono che una terza parte della popolazione cattolica di una sola delle 12 stazioni missionarie sparse nella Diocesi di Shillong.
«Coltivate e promovete la devozione a Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli» ripeteva il terzo successore di Don Bosco, il ven.mo sig. Don Rinaldi, al primo gruppo di Salesiani spediti nell'Assam 25 anni fa.
«Coltivate e promovete la mia devozione! - parve ripetere loro la bella statua di Maria Ausiliatrice che li precedette a Shillong - e voi vedrete che cosa sono i miracoli ». Ora i miracoli sono evidenti. Che cosa era infatti l'Assam 25 anni fa? Quante fatiche, quante sofferenze; ma anche quante consolazioni nel breve corso di 25 anni' E questa stazione missionaria di Tezpur ? Cosa era questo campo nel 1932 quando i suoi due primi pionieri, Don A. Alessi e D. L. Ravalico, iniziarono il loro apostolato tra questa gente che ancor ne serba il più grato ricordo ? I due figli di D. Bosco non trovarono che un 2000 cattolici e difficoltà di ogni genere. Ma posero la missione sotto il patrocinio di D. Bosco e lavorarono, sudarono, soffersero, si logorarono la salute. Altri zelanti salesiani si unirono a loro, poi li sostituirono. Passò anche la bufera travolgente di questa guerra micidiale. Ma il sogno dei due primi pionieri, il loro piano grandioso oggi è una delle più belle realtà. La Chiesa ha qui a Tezpur uno dei centri più fervidi di vita cristiana, la Congregazione un faro permanente di luce salesiana. All'ombra del santuario sorge la scuola S. Giovanni Bosco che da ricetto a 125 giovani. Quattro già passarono all'aspirantato salesiano di Sonada; altri aspirano a diventar figli di tanto Padre. Le Figlie di Maria Ausiliatrice fanno un bene immenso con l'Orfanotrofio, l'Asilo infantile, la Scuola primaria, il Catecumenato e la visita alle Cristianità. Le loro file furono ultimamente rinforzate colla venuta di 5 suore native.
Voglia il buon Dio benedire questa promettente Missione e far sì che il primo Santuario di Don Bosco si moltiplichi presto in cento e cento altri centri di devozione al gran Santo della gioventù. Lei, amatissimo Padre, preghi affinchè i 5000 cristiani convenuti per la felice occorrenza siano il lievito fecondo di altre grazie e benedizioni, il granello vitale di mille e mille altre conversioni.
Suo aff.mo figlio in G. C.
D. GIUSEPPE BATTAGLIA, Missionario Salesiano.
Missione cattolica S. Giovanni Bosco, Tezpur, Assam (India) - 7 febbraio 1947. MATO GROSSO (BRASILE) Rev.mo sig. D. Ricaldone, terminata, al principio di maggio, la prima visita a tutte le case del Mato Grosso e del Goias, mi disposi a visitare anche le nostre missioni dell'altopiano orientale, per venire in Italia con la conoscenza di tutta l'Opera salesiana e dei confratelli che lavorano in quelle terre da tanti anni.
In Cuiabà mi attendeva da qualche settimana D. Colbacchini, venuto appositamente da Meruri per accompagnarmi. Noleggiato un camion per trasportare viveri e materiale richiesto dalle missioni, iniziammo il viaggio la mattina del 6 maggio. A pochi chilometri incontrammo Coxipò da Ponte ove abbiamo una Scuola agricola che si avvia ad essere un piccolo aspirantato per i più piccoli. Gli aspiranti del ginnasio continuano gli studi nel Seminario di Cuiabà e quelli del corso primario in Coxipò, la casa storica, già un tempo noviziato, culla e centro di sosta delle nostre missioni del Mato Grosso.
Per le prime leghe il nostro viaggio procedette regolarmente. Alla prima tappa, scendendo per prendere un sorso d'acqua, fummo richiesti da un garimpeiro ammalato di nefrite che approfittò del passaggio del sacerdote per confessarsi e regolare il suo stato.
Verso le 11 eravamo ai piedi della serra. Ci fermammo per un po' di pranzo in una di quelle trattorie di campagna che non ostentano insegna, ma che, in meno di mezz'ora, offrono il piatto abituale: riso, fagiuoli, farina, carne, banane o aranci con l'immancabile cafesinho.
Sul mezzogiorno abbandonammo la pianura ed a meno di un km. incontrammo sulla destra la strada per Palmeiras, di tragica memoria, ove fu ucciso D. Thannuber. La sua morte segnò anche la morte di quella casa. L'ora e la salita facevano roncare il motore ; dal radiatore saliva un vapore caldo che aumentava il disagio del solleone. In compenso il paesaggio acquistava varietà e un tono di verde che richiamavano le nostre montagne; più su incontrammo fonti e ruscelli che ci diedero l'illusione delle nostre prealpi. Quando finalmente uscimmo sull'altopiano, la vista si stese ad abbracciare l'immenso schienale che corre da occidente ad oriente per centinaia di km. Sostammo all'Istituto Agricolo-Professionale « Gustavo Dutra », bel complesso di case e casette in cui il Governo accoglie 200 alunni, e, gentilmente invitati dal Direttore, visitammo i vari reparti.
Riprendendo il cammino, corremmo per due ore attraverso il paesaggio più incantevole del Mato Grosso: aria fine della serra, terreno scoperto ed elevato, praterie senza fine e corsi di acqua che raccolgono da infinite polle i rigagnoli che andranno a formare i grandi fiumi. Così rasentammo le sorgenti del Rio Manso, che più avanti muta il nome in Rio das Mortes: è uno degli affluenti dell'Araguaia, che, a centinaia di km. più a valle, vide lo scempio di D. Fuchs e di D. Sacilotti trucidati dai Chavantes nel 1934. Dall'altopiano, vero spartiacque di gran parte del continente sud-americano, scendono i fiumi che si dirigono al Nord per sboccare nel rio Amazonas, e quelli che, come il S. Lourenço, scendono, tributari del gran Rio del Plata, al Sud. Al tramonto, in pochi minuti si fece buio; l'autista mantenne la sua velocità, pur in mezzo all'erba fitta della strada, favorito da due leggere striscie che segnavano il passaggio delle ruote. Nel paesaggio, prima a praterie, cominciarono ad apparire alberelli. Il camion si fermò, perchè più oltre la strada presentava passaggi difficili e non si poteva avventurare di notte con varie tonnellate di peso. Fissammo le nostre tende sotto il cielo serenissimo, con una luna piena da far invidia.
A pochi passi accendemmo l'indispensabile fuoco per scaldare un poco di caffè e per tenere lontana la temibile onça. Dopo poche ore di sonno, mi svegliai e accompagnai la parabola della luna fino al mattino. Il dormire all'aperto affetta sempre la gola; ci si alza con voce alterata e mezzo afoni.
Il secondo giorno passò senza incidenti: solo di tanto in tanto qualche casa, qualche persona, e poi boschi e foreste senza fine. Passammo Lagoa Formosa, Ponte de Pedra, Cachoeirinha, Sapè. Già annottava e a distinguere il cammino ci voleva occhio esperto, quando il camion affondò presso il ponte di un ruscello. Per fortuna lì vicino c'era una casa, e la tradizionale ospitalità del popolo sertanejo ci mise a disposizione un deposito di cereali ove stendemmo le amache. Il mattino seguente si celebrò la S. Messa alla presenza di quella famiglia, poi si riprese il viaggio.
Col far del giorno il panorama si ampliò; passammo Ritiro, una grande casa coloniale ove il pellegrino si ristora; poi, verso le otto, giungemmo finalmente alla fazenda del sig. Joao Ribeiro, un alto e robusto fazendeiro, dal sorriso largo e benevolo, grande amico della missione: quando P. Cesare Albisetti partì per l'Italia egli pianse di commozione. Mentre si scaricava il camion, si allestì un po' di pranzo e poi si filò a tutta velocità verso Poxoreu. A metà del cammino incontrammo uno dei tipici carri a buoi del sertào matogrossense: 9 paia di buoi per tirare... un carro vuoto. Il buon uomo che lo guidava, veniva da Meruri; viaggiava da nove giorni e ne avrebbe dovuto fare ancor due per giungere a Poxoreu dove andava a comprar sale. Là avrebbe atteso quattro o cinque giorni e poi sarebbe ritornato con 12 giorni di cammino: quel sale veniva a costare un mese di viaggio, che per il colono matogrossense è la cosa più naturale del mondo. Entrando in Poxoreu fu una salve di urrà, perchè presso il ponte che immette nell'abitato, c'è nel greto del fiume uno dei tanti garimpos che attira avventurieri da tutti gli Stati del Brasile e stranieri, col miraggio delle pietre preziose e dei diamanti; ad ogni novità è un grido di saluto e di allegria. In Poxoreu noi abbiamo solo, per ora, la parrocchiale; le Suore vi dirigono un esternato che raccoglie tutta la gioventù del luogo. Fin dalle prime ore apparve sulla porta un gruppo di Bororos: nomadi che, uscendo dalle colonie (Sangradouro e Meruri) ove hanno il centro naturale, vivacchiano ora in un villaggio, ora in un altro. Bisogna dire purtroppo che, fuori della missione, il contatto degli Indi coi civilizzati non è mai raccomandabile perchè è più il male che il bene che ricevono. (Continua).
TORINO - Basilica di Maria Ausiliatrice.
Nel mese di luglio la cronaca del Santuario registra numerosi pellegrinaggi da: S. Gallo, Borgomanero, Genova, Brebbia, Cimbro, Usmate, Aosta, Cesano Maderno, Castano Primo, Cabiago, Bonate di sotto, Brescia, Melegnano, Ronago, S. Pietro dell'Olmo, Varese, Oleggio, Villanterio, Cornabbio, Como, Monticello d'Alba, Crotta d'Adda, Bariano, Sulbiate Brentana, Induno Olona, Rovellasca, Monvalle, Foglizzo, Rocchetta Sanfront, Villaregia di serra Riccò, Certosa di Pavia, Bibiana d'Alba, Lozza, Bonate di sopra, Caslino d'Erba, Mele, Orsenigo, Cassolnuovo, Vezza d'Alba, Monforte d'Alba, Saliceta S. Germano (Modena), Scaldasole.
In agosto da: Neive, Alba, Brembate, Travaino, Tradate, Lieto Colle, Trino Vercellese, Milanino, Monza, Binzago, Pella Novarese, Barge, Ponte S. Pietro, Cavenago d'Adda, Basaluzzo, Lago Maggiore, Genova, Certosa di Pavia, Cassinetta di Lugagnano, Lomazzo, Novi Ligure.
Notevoli: il Pellegrinaggio francese di ritorno da Roma, formato da 1500 pellegrini che vollero sostare a Torino per vedere le Opere di S. Giov. Bosco; il Pellegrinaggio di Pisa, formato di ex allievi e Cooperatori Salesiani che vollero celebrare a Torino il 50° dell'Opera Salesiana di Pisa; il pellegrinaggio di Cooperatori ed ex allievi di Perugia col Direttore dell'Istituto Salesiano (25 agosto).
Bimbi delle colonie a Maria Ausiliatrice.
Anche quest'anno i bimbi raccolti dal Comitato torinese della Commissione Pontificia nelle colonie estive affidate a noi e ad altre famiglie religiose, hanno voluto celebrare una funzione di ringraziamento e di propiziazione nella basilica di Maria Ausiliatrice. Ne convennero un 2800, la mattina del 7 agosto u. s. ed ascoltarono la santa Messa celebrata da Mons. Cimatti che distribuì a parecchi di loro la santa Comunione e li infervorò a serbar viva la riconoscenza al Signore, al Santo Padre, all'Unrra ed agli altri loro benefattori, descrivendo i prodigi di carità compiuti dalla Chiesa anche in Giappone a sollievo di tanti altri poveri bimbi. Dopo la funzione sfociarono in cortile ove i dirigenti della provvida organizzazione distribuirono loro una seconda colazione e li esortarono a proseguire le loro vacanze in serena letizia prestandosi volentieri all'apostolato dei loro educatori.
BENE VAGIENNA - Festa di Maria Ausiliatrice e Conferenza Salesiana.
La cittadina di Bene Vagienna (Cuneo) ha dato una tangibile prova del suo attaccamento all'Opera Salesiana e al suo Istituto in occasione della festa di Maria Ausiliatrice l'8 giugno. Autorità religiose e civili e numerosa popolazione hanno partecipato alle funzioni religiose nella chiesa dell'Istituto ed hanno gremito il salone-teatro per ascoltare la interessantissima conferenza Salesiana tenuta dall'ex Direttore dell'Istituto Don E. Atzori, reduce dalla Missione Salesiana di Derna in Cirenaica. Questa manifestazione salesiana come pure quella dell'8 dicembre 1946, presieduta dal rev. sig. D. Puddu, e la costituzione della Unione ex allievi, ha lasciato in tutti un grato ricordo e il desiderio di fare di più e di meglio.
CONEGLIANO - Novena e festa di Maria SS. Ausiliatrice.
La sera del 15 maggio, fra l'entusiasmo più schietto e spontaneo, suore, oratoriane, allieve ed ex allieve e buon numero di persone sinceramente affezionate al Collegio, accompagnarono al Duomo la nostra cara Madonna per aprire solennemente l'anno dei festeggiamenti cinquantenari. La cara Immagine, collocata, per interessamento paterno del rev. Arciprete Mons. Emilio Antoniazzi, al centro del tempio, vide accorrere attorno al suo trono, presso l'altarino improvvisato, suore e giovinette, bimbi e cittadini, in commovente gara di fiducia, di devozione, di slancio filiale, per tutta la durata della novena.
Il mattino, la santa Messa raccoglieva intorno al suo Altare, numerosissime, le allieve della Scuola e a sera il santo Rosario, con la calda parola del rev. Don A. Bedin e la Benedizione Eucaristica, richiamavano in gran numero i cittadini intorno alla Madonna di Don Bosco.
Il 24 maggio, sospese le lezioni scolastiche, tutte le allieve e molte ex allieve accorsero alla cappellina, dove S. E. il Vescovo celebrò la S. Messa della Comunione generale e rivolse alle presenti paterne esortazioni.
Seguirono quasi senza interruzione le sante Messe e nel pomeriggio una affettuosa Accademia espresse alla Vergine i più delicati sentimenti di tanti giovani cuori. Ai Vespri liturgici, celebrati dal rev. Parroco di S. Martino e cantati da suore ed educande, seguì la Benedizione Eucaristica.
L'indomani vi fu devotissima Messa della Comunione generale in Duomo e solenne pontificale di Mons. Emilio Antoniazzi.
Ai Vespri in duomo il concorso fu imponente. La processione, ben disciplinata e devota, si snodò lungo le vie della cittadina, tra preghiere e canti. Tutti i sacerdoti delle tre parrocchie cittadine e di altre dei paesi più vicini precedevano la cara Immagine, intorno alla quale bambine biancovestite, fresca corona d'innocenza, non cessarono di spargere fiori. In breve l'ampio cortile del Collegio fu tutto assiepato. Ascoltatissima l'ultima commossa parola del predicatore, che cantò le glorie della Vergine di Don Bosco e le disse l'amore e la riconoscenza di tutta la cittadina.
INDUNO OLONA - La prima festa di S. Giovanni Bosco.
Il nuovo Curato di Induno Olona rev.mo Don Aldo Luoni, divotissimo di Don Bosco, ha preparato una bella festa ad onore del nostro Santo, la prima domenica di luglio, preparando la popolazione con un duplice triduo di predicazione alla gioventù di ambo i sessi. I fedeli corrisposero con grande fervore intervenendo numerosi alle sacre funzioni e soprattutto alla solenne processione che si chiuse nel cortile dell'Oratorio gremito fino alla strada, con discorso e benedizione con la reliquia del Santo. La soddisfazione fu così unanime che si stabilì di rinnovare la festa ogni anno ed accrebbe il fervore pel pellegrinaggio indetto pel 26 seguente alla basilica di Maria Ausiliatrice in Torino. Lo guidò lo stesso Curato che celebrò all'altare del Santo e poi accompagnò i pellegrini alla visita dell'Oratorio e delle camerette di Don Bosco, alla Consolata ed al Cottolengo.
NOVENA consigliata da San Giovanni Bosco per ottenere grazie e favori da Maria Ausiliatrice.
1° Recitare per nove giorni: tre Pater, Ave, Gloria al SS. Sacramento con la giaculatoria Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento, tre Salve Regina a Maria SS. Ausiliatrice con la giaculatoria Maria Auxilium Christianorum, ora pro nobis.
2° Accostarsi ai SS. Sacramenti.
3° Fare un'offerta secondo le proprie forze per le Opere salesiane.
4° Aver molta fede in Gesù Sacramentato e in Maria SS. Ausiliatrice.
ORAZIONE DI S. BERNARDO
Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito che sia stato abbandonato chi ha ricorso a Te, implorato il tuo aiuto, chiesto il tuo soccorso. Io, animato da tale confidenza, o Madre, Vergine delle Vergini, a Te ricorro, a Te vengo, peccatore contrito, dinanzi a Te mi prostro. Deh, o Madre del Verbo, non sdegnare le mie preghiere ma ascoltale propizia, ed esaudiscimi. Così sia.
(Indulgenza di tre anni ogni volta che si recita; Plenaria, una volta al mese se si recita tutti i giorni e si compiono le altre pratiche prescritte per le indulgenze plenarie)
Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO
Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene. potendolo, aggiungere un certificato medico.
Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.
Faccio un salto involontario di 200 metri.
L'antivigilia di Natale del 1944, mi trovavo in laboratorio dopo di aver rigovernato in cucina, quando fui chiamata da una suora per raccogliere verdure in un nostro recinto un po' in pendio, raccomandandandomi di non avvicinarmi troppo agli orli del precipizio sottostante. Essa volle assistermi dal muricciuolo soprastante, e, prima di farmi mettere al lavoro, ecco che mi chiede se ho già detto l'Ave Maria. Le rispondo di sì e incomincio a godere di quella raccolta abbondante. Trovandosi la Casa alle strette per lo stato di emergenza, mancavamo di legna, e allora chiedo il permesso di rasentare il muro suddetto per tirare gli arbusti e le ginestre già secche... Fattone un fascio, la Suora mi invita a risalire, mi segue con lo sguardo fino a una svolta e mi aspetta al passo di discesa. Io intanto intravvedo una bella macchia di verdura e mi spingo a prenderla..., ma la terra frana... e incomincio a rotolare per la china, invocando Maria Ausiliatrice... La Suora, che nota il ritardo, torna a cercarmi con lo sguardo dall'altra parte del muro; chiama, chiede di me alla compagna che era nel piano più in là ed ecco che mi vede precipitare a sbalzi per il dirupo, poi sente un tonfo e nulla più. Invoca anch'essa l'Ausiliatrice con tutta fede e chiama in aiuto dei pastori in fondo alla valle, e quando vede che due si muovono, corre sopra per darne, più coi segni che con le parole, avviso alla signora Direttrice e alle altre Suore. Fuori di sè dice che io devo essere già in pezzi laggiù, non avendomi più vista nel punto dov'ero, caduta... Infatti, la Madonna, per impedirmi di piombare su enormi rocce, mi aveva fatto balzare a circa venti metri più in là, su terreno coltivato di fresco. In quel momento tutte le mie compagne accorrono e pregano piangendo e invocando la Vergine SS. Ausiliatrice; arriva anche ansante la signora Direttrice e si ferma proprio nel punto opportuno per vedermi laggiù mentre cerco di rimettermi in piedi. Mi chiama, ed io alzo la testa, donde scorre abbondante il sangue da una ferita. Tutte sono in costernazione, ed io pure, stordita, chiedo al primo pastore arrivato come mi trovi laggiù; rifiuto ogni sostegno e tento di risalire, ma le forze mi abbandonano e svengo. Seppi poi che mi portarono, su di una sedia, all'istituto e poi all'ospedale, dove i medici assicurarono che esternamente non c'era nulla di grave, salvo complicazioni interne. Intanto avvisato l'Amministratore dell'Orfanatrofio, an ch'egli si precipita all'ospedale, mentre il dottore procedeva alla disinfezione e alla medicazione, e poco dopo tutti ringraziarono Maria Santissima Ausiliatrice che mi aveva voluto aiutare così miracolosamente, poichè l'altezza da me saltata è di metri 200 e sotto c'è roccia viva e poco distante un pozzo a fior di terra... Aggiungo che di due prsone cadute in altro tempo: una era morta e l'altra si era rotta una gamba. All'indomani, sebbene contusa in più parti, ebbi buone speranze, e infatti un mese dopo uscivo dall'ospedale sana e salva. Rendo perciò pubblica la grazia-miracolo, riconoscente di tutto cuore alla Vergine SS. Ausiliatrice.
Cammarata (Agrigento), 1947.
BURGIO CONCETTA.
PS. - Come Direttrice dell'Orfanotrofio Longo, confermo quanto la sedicenne orfana Burgio Concetta ha asserito, e mando piccola offerta in ringraziamento per questa e altre grazie ottenute.
In fede Sr. E. LAUDANI, F. M. A. Orfanotrofio Longo (Cammarata).
I ladri... restituiscono!
Erano state rubate cinque ruote d'automobile al completo, coi cerchioni, le camere d'aria e i copertoni al sig. Di Stefano Arturo. Ogni ricerca privata e pubblica, fatta con grande attività ed avvedutezza, riusciva inutile. Nè dei ladri nè della refurtiva non si poteva avere alcuna traccia. La famiglia intanto soffriva assai per il grave danno che le recava la inutilizzazione dell'auto, paralizzando ogni attività di lavoro e di guadagno. Furono consigliati i membri di quella famiglia a raccomandarsi con fiducia a San Giovanni Bosco, ed essi lo pregarono insieme, con fervore. Ebbene, -- cosa quasi incredibile, ma vera! - la mattina seguente le cinque ruote furono tutte ritrovate nel giardino, depositatevi durante la notte dai ladri... resipiscenti!
La famiglia ringrazia quindi S. Giovanni Bosco e manda un'offerta per le Missioni Salesiane.
Randazzo, 16-v-1947.
Sac. GIOVANNI TEDESCHI.
Ogni traccia del male era scomparsa.
Mio zio Cederle Antonio da molto tempo era tormentato da un male allo stomaco che gli causava indicibili dolori. Fattosi visitare, dall'esame radiologico risultò affetto da un tumore.
I medici però non osarono manifestare al malato lo stato di sua salute; anzi, perchè il male era già molto avanzato, sconsigliarono i familiari di sottoporre il paziente ad un atto operatorio.
Saputa la cosa, iniziai una novena di preghiere a S. Giovanni Bosco e invitai il caro zio e la sua famiglia ad unirsi a me nel domandare al caro santo la guarigione. Pregammo tutti con molto fervore ed al termine della novena lo zio si sentì molto migliorato. Presentatosi poi per un secondo esame radiologico, gli stessi medici, che quindici giorni prima gli avevano prognosticato una prossima fine, rimasero esterrefatti nel constatare che ogni traccia del male era scomparsa. Chiesero allo zio come fosse stata possibile una simile guarigione, ed egli con tutta semplicità rispose loro: « Don Bosco mi ha guarito ». I medici dovettero constatare e confermarono che un simile fatto essi non lo potevano spiegare senza un intervento soprannaturale. Sì!, D. Bosco per cui la mia famiglia e i miei parenti hanno tanta devozione e che ci è stato potente protettore in tante altre circostanze difficili, ci aveva ottenuta dal Signore questa segnalatissima grazia.
Grazie, buon Padre; ti serberemo eterna riconoscenza e ti preghiamo di vegliare paternamente sempre su noi tutti.
Lonigo, luglio 1947. D. PAOLO VINCENTIN.
VINCHIO D'ASTI - ALLA VIGILIA DELLA FESTA DI S. GIOV. BOSCO. Era in cima alla scala e mentre stava per scendere s'inciampò, perdette l'equilibrio e precipitò direttamente, quasi senza neppur toccare i quindici gradini, dal pianerottolo superiore al pian terreno.
La poveretta, ottantenne, si abbattè inerte e boccheggiante sul pavimento, presso la porta d'entrata, ai piedi del nipotino di quattro anni, unico presente in casa in quel mattino, vigilia della festa di San Giovanni Bosco.
Il piccolo, che la sventurata poteva travolgere cadendogli addosso, davanti al corpo accasciato e immobile della nonnina, si curvò su di lei, la carezzò, la chiamò e le tese le manine per aiutarla. E poichè essa non rispondeva, corse fuori piangendo, e davanti alla cappella di Don Bosco, attigua alla casa, gridò « aiuto! » con quanta voce aveva in gola.
Evidentemente prima dei buoni vicini, era accorso già salutarmente il nostro Santo dalla vecchietta, invocato nell'attimo stesso della caduta.
Difatti, quando, pochi istanti dopo, Don Pavese tornò dalla chiesa dove aveva celebrato, trovò la mamma già rinvenuta, già distesa sul letto con le canizie intrise di sangue per la testa ferita, con la persona rotta e dolorante per il colpo dato e le contusioni e le lacerazioni riportate, ma in condizioni vitali tuttavia perfette, senza fratture, senza lesioni interne, senz'altro pericolo di possibili dolorose sorprese per l'esile corpo già sfinito dall'età e sciupato dal lavoro.
Il medico, ex allievo salesiano, accorso all'istante, avvertì subito nel fatto straordinario, l'intervento prodigioso di S. Giovanni Bosco.
E di Don Bosco, presenti intorno alla mamma tutti gli amici e parenti, si anticipò la festa gridandogli commossi ed esultanti l'infinita riconoscenza per la grazia immensa fattaci proprio alla vigilia del suo giorno solenne, nell'attesa della sua bella statua movente processionalmente fuori dell'artistica cappella a benedire ancora, a confortare e a salvare sempre tutti i suoi devoti.
Vinchio d'Asti, 20-VIII-1947.
Famiglia PAVESE.
CASSEGO - FUI SUBITO RILASCIATA. In un giorno di strazio e dolore fui arrestata dai nazisti trovandomi in viaggio senza documenti, e condotta in carcere. Mi ricordai di avere con me un'immagine di Don Bosco: la presi, e lo invocai con tutto fervore promettendogli che avrei resi pubblica la grazia se riuscivo ad esser presto mandata fuori. Mi chiamò un capitano, mi interrogò e mi lasciò subito libera, mentre altre cinque compagne rimasero colà in carcere per due mesi. Grazie, o Don Bosco!
7-IV-1946. BOTTIN MARIA.
CASTELLAMMARE DI STABIA - RITORNO DI DUE FRATELLI DEPORTATI. A Maria Ausiliatrice sciolgo il mio antico voto fatto nell'ora del dolore quando nel tetro mattino del 23 settembre 1943, mi vidi deportare i due fratelli Aristide e Nestore, lasciando un vuoto straziante, specie pei miei poveri genitori! Allora al Cuore di Gesù e a Maria Ausiliatrice consacrai il mio dolore e i miei sventurati fratelli. Nell'agonia della lunga attesa mi fu di conforto e di speranza la novena consigliata da Don Bosco, che ininterrottamente recitai coi miei familiari. Quanti furono, o Maria SS. i divini soccorsi che dispensasti ai miei miseri internati attimo per attimo, per ben 23 mesi di orrenda deportazione in Germania! Tu li aiutasti nella fame estenuante ne lenisti il freddo intenso, perchè vestiti di rari stracci; sorridesti loro nelle pene intense dello spirito,... li soccorresti nel lavoro gravoso, in cave di pietre e in fatiche non abituali a due studenti universitari; li guaristi nel fisico travagliato per lunghe degenze in ospedali, li liberasti nei terrificanti bombardamenti; li proteggesti dalla morte nei campi di concentramento: e in fine donasti loro la sospirata libertà salvandoli miracolosamente dai terribili combattimenti per l'avanzata alleata. Fosti tu, o Maria Ausiliatrice, che li riconducesti alla famiglia sani e salvi. Eterna riconoscenza a te, o Ausiliatrice!
LINDA VINGIANI.
OTTIGLIO MONF. - ERA IN STATO COMATOSO. Nell'inverno scorso, quando terribile era il freddo, un mio nipote, causa una grave caduta, si ruppe l'osso frontale. Portato all'ospedale, il professore giudicò il caso gravissimo, dichiarando che solo un miracolo lo poteva salvare. A tale notizia tutti, costernati, invocammo l'aiuto di Don Bosco incominciando subito una novena, ed, oh, miracolo ! dopo tre giorni di stato comatoso incominciò a star meglio, tanto che, passato un mese, potè tornare a casa. Ora sta bene, e come da promessa fatta, invio una offerta.
24-IV-1947 ANGELO BARBERIS.
CORNEDO (Vicenza) - UNA PREGHIERA A DON BOSCO. Passando davanti alla chiesa del mio paese entrai, e così pregai D. Bosco:
Tu, che in vita fosti dalla provvidenza salvato da pericolose situazioni, aiutami ad evitare di intervenire in un conflitto che deve avere fra due ore la sua decisione, e che si delinea violento e carico di incognite, tra mio fratello e un inquilino del suo locale, che l'ha minacciato pure della vita.
Uscito dalla chiesa rasserenato dopo una mezz'ora, rientrai in casa e con gradita sorpresa appresi dell'iniziato volontario sgombero da parte dell'inquilino, ritornato in calma ed a migliori propositi.
Don Bosco mi aveva fatto vedere in modo tanto evidente il suo intervento che io rimasi davvero commosso. .
12-IV-1947. BERNARDO VIGOLO.
Maria e Nelly Slaviero e Olga Slaviero in De Porcellinis (Verona). - Maria SS. Ausiliatrice e San Giovanni Bosco da noi sempre invocati durante la guerra, preservarono noi e le cose nostre dai gravissimi bombardamenti.
Genetti Franca (Bosconero). - Da qualche tempo a questa parte la mamma versava in cattive condizioni di salute, cagionevole per tanti e svariati fattori venuti a complicare ogni cosa. Dapprima titubanti ci decidemmo alfine di sottoporla ad intervento chirurgico. La diagnosi fu alquanto preoccupante, ed ancor più le nostre apprensioni aumentarono quando alla prima operazione dovettero seguire altre tre per complicazioni interne.
Le speranze umane le vedevo crollare. Allora fiduciosa nell'Alto, mi rivolsi speranzosa a Maria SS. Ausiliatrice e a D. Bosco Santo, le cui medaglie posi nelle mani di mamma raccomandandole di tenerle strette durante l'operazione e di sperare in una sicura guarigione e grazia. La nostra fede fu premiata. Ringrazio di cuore la S. Vergine ed il grande D. Bosco ed invio la promessa offerta per le Opere Salesiane.
Armanda Drevanti (Garlasco). - Avevo male a una gamba per modo che i medici mi obbligarono a trattenermi in clinica per un intervento chirurgico. Lo spavento fu tale per me che mi rivolsi subito a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco: e a fine della novena fui esaudita.
La gamba cominciò a migliorare tanto che i medici non trovarono più necessario l'intervento.
Zingaro Francesco (Andria). - La sera del 17 c. m. la mia signora dovette subire un'operazione chirurgica nell'ospedale di Andria, ma quando la vidi ridotta allo stato di morte, invocai con il cuore sulle labbra San Giovanni Bosco e Maria SS. Ausiliatrice. Dopo un'ora dall'operazione ottenni non solo la salvezza della vita, ma anche la completa guarigione in pochi giorni, senza nessun risentimento fisiologico, con meraviglia dei medici, delle suore, degl'infermieri e di quant'altri ne sono a conoscenza.
Tarditi I. (Spineto). - Con questa offerta come da promessa fatta ringrazio S. Giovanni Bosco per il prodigioso aiuto a mia nipote per il felice esito dell'esame implorando ancora protezione.
Franzelli Giovanni (Bocenago) ringrazia il grande Santo Don Bosco per aver ottenuto al completo la sua paterna assistenza in un intervento chirurgico difficilissimo e riuscito ottimamente)
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
Parola Giuseppe (Villafranca Piemonte) per aver potuto superare serie difficoltà durante gli esami.
B. F., perchè affetta da ostinato ittero catarrale e da conseguente malattia di fegato potè evitare l'operazione e ogni possibile complicazione.
Novello Luigia (Vezza d'Alba) colpita da grave attacco cardiaco e sottoposta a consulto medico non risultarono speranze di salvezza: fatto fiducioso ricorso a Maria Ausiliatrice e alla Beata Madre Mazzarello, ben presto si verificò un prodigioso miglioramento seguito da una rapida guarigione.
G. B. (Mondovì) perchè la Madonna di Don Bosco Santo l'ha esaudito dandogli quella possibilità di vita migliore attesa da anni.
Fossati Maria (Verbania) pel felicissimo ritorno dalla guerra del figlio incolume.
Vigna Eugenia (Cerreto d'Asti) avendo riportata frattura del ginocchio e quasi disperata dai medici, ottenne dalla bontà materna dell'Ausiliatrice guarigione completa!
Frea Anna (Vezza d'Alba) per l'ottenuta guarigione.
M. C. C. (Pont Canavese) per ottenuto miglioramento in salute invocando guarigione completa.
Calzi prof. Bartolomeo e consorte Pierina (Torino) riconoscenti per la visibile protezione di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco hanno fatta offerta per le Opere salesiane come da promessa fatta.
Muraglio Cecilia (Genola) ha inviata offerta in riconoscenza del ritorno in famiglia del figlio soldato.
T. Rag. G. per la particolare assistenza ed aiuti ricevuti in varie circostanze della vita e specialmente nel superamento di difficili esami.
Ivaldi Teresa (Torino) per l'ottenuta guarigione di un ginocchio contuso al quale applicò fiduciosa una reliquia di San Giovanni Bosco.
Pagliano Giuseppe e Severina coniugi, perchè il piccolo Giovanni colpito da fiera broncopolmonite guarì prodigiosamente grazie alla potente intercessione dell'Aiuto dei Cristiani, e di San Giovanni Bosco: hanno fatto offerta per far battezzare un moretto col nome di Giovanni.
Gangitano Agnello Orsolina (Canicattì) per la segnalatissima grazia ricevuta.
Giacosa Massimo e Camilla coniugi (Niella Belbo) per la guarigione dei piccolo Germano che era stato colpito da paralisi intestinale.
Pozza Amelia (Thiene) per le grazie e i favori ricevuti da Maria Ausiliatrice per intercessione del suo fedel Servo San Giovanni Bosco.
Piagentini Sara ved. Stefani (Chiozza di Garfagnana) perchè colpita da bronchite acuta e da tosse fortissima ottenne completa guarigione.
Gaudenzi Enrichetta (Milano) per la speciale protezione e assistenza ricevuta durante tutta la lunga guerra e pel felicissimo ritorno del marito ritornato sano e salvo dalla Germania!
Puddu Deiara Enza (Muragno) per la materna assistenza ricevuta dall'Aiuto dei Cristiani in occasione della nascita di Maria Adelaide.
Di Sante Luigi (Teramo) per la miracolosa guarigione del figlio Gabriele che a bordo di una motocicletta scontratosi con un autocarro aveva riportato la frattura del cranio con avvallamento del frontale e grave stato di contusione centrale.
Fasolio Maria (Cerreto d'Asti) pel felice esito di lunga e difficile operazione.
Torricelli Antonio (Nibionno) per l'ottenuta perfetta guarigione di un'operazione ai reni che dovette subire nello scorso gennaio: attende altra grazia.
Bertolone Antonietta (Breme) per le grazie ricevute per sè e famiglia e per altra grazia ricevuta da persona cara.
Muscardi Ricca Caterina (Aci Castello) per la miracolosa guarigione di una cara nipote, colpita da clampsia puerperale: essa fu salva assieme al suo bimbo!
Perotti Ernesta (Milano) ringrazia i nostri santi intercessori che hanno accolto le sue preghiere preservando lei e tutti i suoi cari da tanti sovrastanti pericoli durante gli anni di guerra.
D'Amore Nicolai Emma (Canosa Sannita) per essere stata colle sue tre bambine preservata da certa e terribile morte il 23 dicembre 1943 e per aver potuto, in un momento non atteso, riabbracciare il marito che era in Croazia.
Grosso Tina per aver potuto evitare la disgrazia di rimanere mutilata di un dito.
Contu Maria di Giuseppe (Jerzu) colpita da infezione intestinale e malaria ottenne miglioramento invocando Maria Ausiliatrice e in seguito le malattie accennate sono sparite.
Serra Gori Giovanna per la miracolosa guarigione di un nipotino di due anni che preso da forti convulsioni rimaneva come morto. Invocato San Giovanni Bosco e posta la sua reliquia sulla testa del bimbo subitamente migliorò e ora è guarito perfettamente!
Serra Maria (Roma) perchè il figlio da lungo tempo disoccupato trovò lavoro: è in attesa di altre grazie.
Raffellini Anna (Lugo) per le segnalatissime grazie ricevute promettendo eterna riconoscenza!
Sac. GUALA GIUSEPPE, da Orsara Bormida (Alessandria), † a Piossasco (Torino), il 14-VII-1947 a 77 anni.
Conobbe Don Bosco nel nostro Istituto di Sampierdarena ed, entrato nella Società Salesiana, divenne uno dei migliori Direttori. Il Signore premiò il suo ministero educativo, svolto col più puro e generoso spirito salesiano, con numerose vocazioni e gli diede nella lunga malattia la grazia di una edificante rassegnazione ed i1 conforto della più affettuosa assistenza.
Sac. BALAWAJDER ADALBERTO, da Sietsza (Polonia), † a Bialogròd (Polonia), l'11-II-1947, a 57 anni.
Ispettore delle Case del nord della Polonia, dal 1939 visse, in continuo pericolo di morte, tutti gli orrori della guerra fra le distruzioni e le deportazioni, sostenendo col suo spirito e col suo tatto le più difficili situazioni. Un incidente automobilistico stroncò la sua vita mentr'era proteso con zelo ammirabile alla ricostruzione.
Sac. BUODO ANGELO, da Barco di Pravisdomini (Udine), † a Buenos Aires (Argentina), l'11-V-1947 a 80 anni.
Tempra veramente apostolica, trascorse un buon trentennio nelle nostre missioni della Pampa, percorrendo oltre 600.000 kilometri in viaggi disagiati e pericolosi per portare la parola di Dio, il conforto della grazia ed aiuti d'ogni genere ai coloni ed agli indigeni più sperduti, con un cuore che sapeva aprirsi tutte le strade per salvare le anime.
Sac. BONFANTI MASSIMINO, da Ronco Briantino (Milano), † a San Severo (Foggia), il 30-IV-1947 a 82 anni.
Soldato di Cavalleria in Torino dal 1886 al 1888, frequentava assiduamente la chiesa di Maria Ausiliatrice per vedere Don Bosco ed il Signore ne fece un sacerdote zelante, ed un intrepido missionario. Visse fino al 1934 nelle nostre Case del Paraguay; poi chiuse i suoi giorni in patria prodigando il suo ministero a tante anime che ricorrevano alla sua direzione spirituale.
Sac. COLUSSI AGOSTINO, da Casarsa (Udine), † a Estoril (Portogallo), il 27-V-1940 a 71 anni.
Compagno del Servo di Dio Don Andrea Beltrami nel Collegio di Lanzo Torinese, vi conobbe Don Bosco e, fatti gli studi filosofici nel Seminario di Concordia, tornò da noi per consacrarsi alla vita salesiana. Fu una benedizione per le nostre case del Portogallo dove per 25 anni tenne la direzione di vari istituti e per altri 55, come maestro dei novizi, plasmò ottime vocazioni allo spirito del Santo fondatore.
Sac. BERTOLO CARLO, da Prato di Pordenone (Udine), † a Callao (Perù), il 17-VIII-1943 a 63 anni.
Direttore della Scuola agraria di Yucay e delle Case di Huancayo e di Callao, vi lasciò l'impronta di uno zelo straordinario e del più fervido spirito salesiano.
Sac. CABELLO GIOVANNI, da Pilas (Spagna), † a Utrera (Spagna), il 21-XII-1946, a 82 anni.
Sac. SALVETTO GIUSEPPE, da Camerana (Cuneo), † a Buenos Aires (Argentina), il 15-IV-1943, a 73 anni.
Sac. GARCIA EMMANUELE, da Rincón de Haedo (Uruguay), † a Montevideo, il 16-IV-1947 a 68 anni.
Sac. SUBIRON LOPEZ MARIANO, da Huexa (Spagna), † a Montellano (Spagna), il 16-X-1946 a 73 anni.
Sac. LARUMBE STEFANO, da Atondo (Spagna), † a Mohernando l'11-XII-1941 a 69 anni.
Sac, YANEZ MARZIALE, da San Michele di Bolivar (Equatore), † a Guayaquil (Equatore) l'11-VII-1942 a 67 anni.
Sac. CRESCENZIANO MICHELE, da Sotresgudo (Spagna), † a Vigo (Spagna) a 63 anni.
Sac. DARDÈ CORRADO, da Barcellona (Spagna), † a Guayaquil (Equatore) il 18-VIII-1942 a 51 anni.
Sac. CARRASCO GIUSEPPE, da Ronda (Spagna), † ad Arcos de la Frontera (Spagna) il 5-XI-1945 a 48 anni.
Sac. FERRARIS GIUSEPPE, da Acqui (Asti), † a Quito (Equatore) il 20-VI-1945 a 40 anni.
Sac. SISTO SANTOLINO, da Papalqué (Argentina), † a Morón (Spagna), nel 1945.
Ch, tr. VANEGAS RIGOBERTO, da Solano (Equatore), † a Mendez (Equatore) il 31-X-1943 a 23 anni.
Coad. TORRES EMANUELE, da Pumallacta (Equatore), † a Cuenca (Equatore) il 26-IX-1943 a 65 anni.
Coad. PELAEZ FERNANDO, da Lucena (Spagna), † a Miraflores (Spagna), il 13-XI-1945 a 63 anni.
Coad. PEDROSA PAOLO, da Quintanilla de la Cueza (Spagna), † a Miraflores (Spagna) il 13-XI-1945 a 63 anni.
Coad. CABRIA EDOARDO, da San Salvatore Monferrato (Alessandria), † a Taracuà (Brasile) il 12-X-1939 a 41 anni.
Coad. SABINA FRANCESCO, da Camaguey (Cuba), † a Camaguey il 5-V-1947 a 33 anni.
Coad. tr. BARCA GIUSEPPE, da Oca (Spagna), † a Mohernando (Spagna) il 1-XII-1942 a 28 anni.
Mons. GERMANO TOMASETTI, † a Talamello, il 25-VII u. s.
Fratello del nostro Procuratore Generale, lascia l'esempio di un fervore sacerdotale che mise le sue belle doti di mente e di cuore, l'ingegno acuto e la soda coltura, lo zelo illuminato e la pietà profonda, a servizio delle anime, prodigandosi in modo particolare nella formazione del giovane clero, come Rettore e Direttore Spirituale nei Seminari di Città di Castello, di Perugia e di Pennabilli. Apprezzatissimo pel sacro ministero, nella cura pastorale, era il conforto dei moribondi.
Cav. LUIGI BONOMI, fu Vittorio, † a Brescia il 25-VI u. s. a 68 anni.
Cattolico esemplare, serbò alla sua famiglia il fervore dello spirito cristiano, edificando tutti con la sua fede, la sua bontà, la sua rassegnazione nella sofferenza e la sua laboriosità. Affezionato cooperatore, nella sua generosa beneficenza ricordava sempre le Opere di Don Bosco.
CATERINA INGIGNOLI IN MELCHIONI, † ad Asti il 28-VIII u. s. a 70 anni.
Purificata da lunghe sofferenze, coronò con un sereno transito la sua vita fervorosamente cristiana spesa tutta nella cura della famiglia e nella beneficenza, confortata dai Santi Sacramenti e dall'affettuosa assistenza dei suoi cari che piangono in lei un modello di sposa e di madre veramente esemplare.
CRUGNOLA GIULIO, † a Luvinate (Varese) il 10-VI u. s. ad 84 anni.
Fervente Cooperatore, divotissimo della Madonna e di San Giovanni Bosco, fu benedetto dal Signore con la vocazione di quattro figliole all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, una delle quali attualmente Ispettrice a Buenos Aires (Argentina).
RE GIOVANNI BATTISTA STEFANO, † a Dronero (Cuneo) il 26-VII u. s. a 66 anni.
Padre esemplare, divotissimo di Maria Aus. e di S. G. Bosco Santo, fu ben lieto di dare al Signore tre delle sue figlie nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il Signore lo premiò anche in vita con una completa dedizione alla Volontà Sua nella lunga malattia e con una morte serena e veramente edificante!
DOTTA MARIA, † a Dogliani (Cuneo) il 12-VI u. s. a 71 anni.
Donna di profonda pietà, predilesse l'apostolato liturgico e la cura delle vocazioni, donando paramenti e sacri lini alle nostre chiese, indirizzando ed aiutando i giovani aspiranti allo stato ecclesiastico ed alla vita salesiana. Il Signore la premiò con la vocazione di un suo figliolo al sacerdozio nella nostra Congregazione.
PROVERA LUIGI, † a Mezzana Rabattone (Alessandria) l'8-VIII u. s. a 63 anni.
Padre esemplare, viveva con la speranza di riabbracciare il suo primogenito Don Silvio, Direttore del nostro Seminario Indigeno di Bang Nok Khuek (Siam) ed il secondogenito ancora disperso dalla guerra. La morte l'ha colto quasi all'improvvisa affrettandogli il premio della sua fede, della sua bontà e delle sue sofferenze.
GIOVANNI MASSAFRA, † a Corigliano d'Otranto il 24-IV-1947 a 8o anni.
Esemplare padre di famiglia, visse per l'educazione cristiana dei suoi dieci figlioli, ai quali insegnò, attraverso il dolore di tante prove, la fiducia nella Divina Provvidenza e la rassegnazione costante e serena al volere di Dio. Benefattore insigne dell'Opera Salesiana locale, devotissimo di S. Giovanni Bosco, diede volentieri due figli alla sua Congregazione, ed una all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Morì come un patriarca, assistito dal figlio, sacerdote salesiano, tra il generale compianto del popolo, nel quale è rimasta ferma la convinzione della morte di un santo.
LOSS-RUBIN GIOVANNI, † a Canale S. Bovo (Trento) il 22-VIII-1947 a 7o anni.
Uomo retto, cattolico di stampo antico, cooperatore entusiasta e zelante, fu ben lieto di dare a D. Bosco due figli sacerdoti. Coltivò ed insegnò con passione e maestria il canto liturgico e fu pure benemerito per le sorti materiali della sua popolazione con vero disinteresse e sacrificio.
ALESSANDRINA MOLINARI ALBERTINI, † a Torino il 14-VIII u. s. a 78 anni.
Alla vigilia delle nozze di diamante, tra la corona degli undici figli viventi, fu chiamata al premio della sua vita cristiana esemplare e della sua generosa carità.
Duca ENRICO CATEMARIO DI QUADRI, † a Napoli, il 7-VII u. s. a 70 anni.
Cattolico convinto e praticante, sempre primo nelle opere di carità, pronto a sopperire a tutti i bisogni, era il modello degli industriali cristiani perchè mentre prodigava generosamente le sue sostanze a vantaggio dei suoi dipendenti li aiutava pure a vivere da buoni cristiani. Cooperatore Salesiano, beneficò specialmente la nostra Casa di Caserta, donando pei salesiani anche una Cappella al Cimitero, ed aiutò il nostro Noviziato di Portici in momenti decisivi.
VIGLINO GIOVANNI, † a Cortemilia, il 12-VII u. s. a 61 anni.
Padre e sposo esemplare, era uno dei più zelanti Cooperatori del paese.
RAMELLI-BIANCHI AMELIA, † a Bergamo il 3-IV u. s. a 62 anni.
Col consorte, Presidente Regionale dei nostri ex allievi, condivise la cooperazione alle Opere salesiane, infervorata da tenera divozione a Maria Ausiliatrice ed a S. Giovanni Bosco.
CASER-SABIN DOMENICO, † a Canale S. Bovo, il 20-V u. s. ad 81 anni.
Fervente Cooperatore, nutriva una vivissima divozione a S. Giovanni Bosco.
Altri Cooperatori defunti:
Airaghi Teresa - Audisio Antonio, Sommariva Bosco (Cuneo) - Bertoni Antonio, Faenza (Ravenna) - Boccagni Riccardo, Legos di Ledro (Trento) - Bonomi Rag. Ettore, Biella (Vercelli) - Bot Anlonio, Morsano al Tagliamento (Udine) - Cassinari Beatrice, Ronco (Piacenza) - Catalano Palmira, Villalba (Caltanissetta) - Cecchini Giovanni, Brufa (Perugia) - Colombo Teresa, Grezzano (Milano) - Daurta D. Giuseppe, Perti (Savona) - Defilippi Bertea Maria, Torino - Della Fiore Maria Antonietta, Rovescala (Pavia) - Fedi Egisto, Firenze - Fogliati Esterina, Montiglio (Asti) - Forestan D. Antonio, Mortile (Padova) - Gaggino Lombardi Teresa, Montaldo Bormitla (Alessandria) - Ghio Achille, l'orino - Guasco Salvatore, Finale Ligure (Savona) - Laffranchi Cecilia, Preseglie (Brescia) - Lo Re Angelo, Villalba (Caltanissetta) - Lorenzetti D. Giuseppe Bagnone (Apuania) - Manzi Angela Vigevano (Pavia) - Manno Luigi, Finalpia (Savona) - Mariani Giacomo, Samarate (Varese) - Minetti Maggiolo Maria, Pegli (Genova) - Mingoia Francesco, Villalba (Caltanissetta) - Morra Antonietta, Fossano (Cuneo) - Mura Giuseppe, Uras (Cagliari) - Navone Bruno, S. Martino di Roccaforte (Alessandria) - Noero Leopoldo, Sigliamo (Vercelli) - Pancera Adelaide, Rivarolo Mant. (Mantova) - Porta Maria, Cabella Ligure (Alessandria) - Romanini Maria, Piacenza - Rossi On.le Gaetano, Venezia - San Pellegrino Clementina, Montodine (Cremona) - Sorce Antonietta, Villalba (Caltanissetta) - Stucchi Agostino, Monza (Milano) - Tamagno Vittoria, Novi. Ligure (Aless.) _ Trinchero Serafina, Racconigi (Cuneo) - Venini Francesca, Germanedo di Lecco (Como) - Zecca Cav. Prof. Don Angelo, Piacenza.
TESORO SPIRITUALE
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:
L'INDULGENZA PLENARIA
1) Nel giorno in cui dànno il nome alla Pia Unione dei Cooperatori.
2) Nel giorno in cui per la prima volta si consacrano al Sacro Cuore di Gesù.
3) Tutte le volte che per otto giorni continui attendono agli Esercizi spirituali.
4) In punto di morte se, confessati e comunicati, o almeno contriti, invocheranno divotamente il Santissimo Nome di Gesù, colla bocca, se potranno, od almeno col cuore.
NEL MESE DI NOVEMBRE ANCHE:
Il giorno 21 - Presentazione di Maria SS. Il giorno 22 - S. Cecilia.
NEL MESE DI DICEMBRE ANCHE:
Il giorno 8 : Immacolata Concezione.
Il giorno 25 - Natale di N. S. Gesù Cristo.