ANNO LXXI NUMERO 20 - 15 OTTOBRE 1947
Il Calendario Salesiano = Culto di attualità = Conferenze Salesiane: Montodine, Borgosesia, Monticelli di Bertonico. Dalle nostre Missioni.
Nel prossimo mese di novembre, sostituiremo il numero ordinario del Bollettino col CALENDARIO SALESIANO, sempre atteso con tanto piacere. Siamo costretti alla sostituzione dal prezzo enorme della carta. L'edizione del CALENDARIO però ci verrà a costare assai più del Bollettino. Perciò preghiamo i rev.mi Direttori Diocesani e i Decurioni a consigliare ai Cooperatori qualche offerta per aiutarci a coprire le spese.
S. Eminenza il Card. Schuster, Arcivescovo di Milano, che il 24 maggio u. s. incoronava la statua di Maria Ausiliatrice nella nostra parrocchia di S. Agostino, a più riprese ha invitato il popolo dell'Archidiocesi a rivolgersi con particolare divozione a Maria SS.ma Ausiliatrice dei Cristiani per implorare la sua materna assistenza alla Chiesa ed al Papa nell'ora presente.
La devozione a Maria Ausiliatrice è difatti di straordinaria attualità. I rev.mi Direttori Diocesani e Decurioni eserciteranno un benefico apostolato diffondendola in mezzo al popolo, illustrandone il significato ed infervorando i fedeli a ricorrere all'Aiuto dei Cristiani nelle difficoltà dell'ora che attraversiamo.
Riusciti convegni salesiani, con conferenze del Segretario della Pia Unione, il nostro Don Antonio Fasulo e larga partecipazione di Cooperatori, ebbero luogo a Montodine il 31 luglio, a Borgosesia la domenica 3 agosto ed il 10 agosto a Monticelli di Bertonico.
Le conferenze con proiezioni illustranti la figura e le opere di S. Giovanni Bosco furono tenute di sera, all'aperto.
A MONTODINE presero la parola il Direttore dell'Istituto Salesiano cav. prof. Don Domenico Dall'Osso il quale presentando l'oratore rivolse a nome dei convenuti un riverente saluto al Rettor Maggiore e distribuì 100 diplomi a nuovi Cooperatori e a nuove Cooperatrici; e il Decurione, l'Arciprete mons. Francesco Groppelli, il quale augurando e raccomandando l'incremento della cooperazione salesiana ne rilevò le lodevoli attività e benemerenze locali: una nuova campana del campanile parrocchiale dedicata a S. Giovanni Bosco, l'oratorio festivo stabilito nell'Istituto Salesiano, e la costituzione di un Comitato di azione salesìana.
A BORGOSESIA nell'ampio cortile del Convitto Operaie Manifatture Lana, nell'omaggio a S. G. Bosco, alle alunne si unirono i dirigenti e un'eletta rappresentanza di Cooperatori e di amici dell'Opera salesiana.
L'oratore, a nome del Rettor Maggiore, comunicò la nomina a decurione salesiano del rev.mo sig. Prevosto Don Giovanni Castelli il quale, ringraziando, formulò voti per lo sviluppo dell'opera e dello spirito di S. G. Bosco e promise cordiale collaborazione.
A MONTICELLI DI BERTONICO l'omaggio a S. G. Bosco fu inserito nel programma della festa del patrono S. Lorenzo e si svolse in un clima di fervida salesianità. Merito dell'insigne cooperatore ed ex allievo salesiano, Grand'Ufficiale avv. Archimede Bottesini le cui benemerenze son superiori ad ogni elogio.
Nella tenuta di Monticelli, dove è raccolta una popolazione rurale con numerose famiglie, egli ha fatto un importante centro agricolo, un caratteristico villaggio attrezzato in pieno materialmente e moralmente. Vi ha fondato l'Asilo, le scuole, sezioni ricreative pei lavoratori, la casa della maternità, l'oratorio festivo, la parrocchia che ha voluto dedicare al patrono S. Lorenzo e a S. G. Bosco titolare dell'oratorio festivo.
Don Fasulo nei discorsi tenuti in chiesa e nelle conferenze tenute all'aperto intrecciò le lodi dei due patroni: S. Lorenzo e S. Giovanni Bosco.
Il Gr. Uff. Bottesini rivolgendo, a chiusura della riuscitissima festa, la sua brillante parola di compiacimento e di lode ai suoi contadini, sciolse un inno a S. G. Bosco forgiatore della sua coscienza e ispiratore delle benefiche opere sorte a Monticello.
Uno dei primi nostri missionari giunti a Torino alla fine della guerra fu il nostro rev.mo Mons. Kerec, Amministratore della Prefettura Apostolica di Chaotung nello Yunnan (Cina di Ciungkin). Egli ci ha portato notizie non solo della Prefettura che gli è attualmente affidata dalla Santa Sede, ma anche di varie nostre Case del Vicariato Apostolico di Shiuchow, dell'India e della Birmania, poichè gli Alleati lo hanno gentilmente e gratuitamente trasportato dalla sua lontana residenza in Italia, passando per l'India, la Persia, l'Arabia, l'Egitto e la Libia, parte in aereo, parte in treno, parte in piroscafo. Era riuscito ad ottenere tanto favore, mentre l'Italia repubblicana persisteva ancora nella guerra, facendo notare agli Alleati che egli aveva bisogno di raggiungere la città del Vaticano, che non era in guerra, per parlare al Santo Padre.
Ebbe infatti un'affettuosa udienza del Vicario di N. S. Gesù Cristo il quale lo trattenne per quasi tre quarti d'ora, e nell'anniversario della evoluzione della Cina, celebrò la Messa nella basilica di San Pietro alla presenza del Ministro di Cina., degli alunni cinesi del Collegio Pontificio di Propaganda Fide, e di un gruppo di civili cinesi residenti in Roma. Ospite del nostro Ospizio del Sacro Cuore, portò la sua buona parola in varie case dell'Ispettoria romana, ed appena potè venne a Torino.
Egli conta già venticinque anni di vita missionaria in Cina. Era direttore della nostra casa di Yunnanfu, quando fu incaricato dalla Santa Sede di amministrare la Prefettura Apostolica di Chaotung. Pur dedicandosi generosamente alla sua nuova missione, egli con tinua a seguire la casa di Yunnanfu, distante quindici giorni di viaggio a cavallo, ed anche nel 1944 è riuscito a trovarsi coi confratelli e coi giovani, che gli son molto affezionati, per la festa di S. Giovanni Bosco, onorata dalla presenza di sei Vescovi profughi e conchiusa coll'inizio di una nuova costruzione che permetterà di sistemare meglio le scuole. Una volata potè pur fare nel momento più critico ai nostri confratelli di Mandalay (Birmania) ottenendo dalle autorità che essi rimanessero al loro posto anche all'infuriar della guerra. La bellissima chiesa, vero monumento d'arte, purtroppo andò distrutta nei bombardamenti e nelle altre azioni di guerra anche la residenza e l'istituto soffersero assai; ma i Salesiani si salvarono rifugiandosi tutti nel lebbrosario e dividendo coi poveri lebbrosi le ansie e le sofferenze delle più tragiche giornate.
Nel suo viaggio verso l'Italia, Mons. Kerec, sorvolate le vette dell'Himalaia, coll'indispensabile sussidio di ossigeno per tutti i passeggeri, toccò le nostre missioni dell'Assam, sostò a Calcutta, Bombay, Suez e Tobruk. I nostri confratelli gli fecero ovunque gran festa. Li trovò bene in salute ed animati da molto zelo. Ma bisognosi di aiuto di personale e di mezzi finanziari.
La Prefettura di Chaotung fu fondata ed affidata al clero cinese nel 1935. Quando nel 1939 il primo Prefetto Apostolico cinese si ritirò, Mons. Kerec dalla scuola industriale a Kunming, situata nel Vicariato di Yunnanfu, fu chiamato a succedergli temporaneamente con la carica di Amministratore Apostolico. In quell'epoca la missione contava 12 preti cinesi, 4 suore slovene e 3500 cristiani circa. Mons. Kerec mise subito mano a costruire un Seminario, e, con grande sorpresa delle autorità e della popolazione si rivelò anche un abile architetto. Effettivamente egli aveva cominciato a studiare l'architettura a Vienna durante i suoi studi di filosofia, e conseguì il titolo all'Università di Hongkong. Tanti anni addìetro aveva dato saggio nella costruzione della nostra grande scuola industriale ad Aberdeen-Hongkong innalzata coll'aiuto delle autorità inglesi. Nel 1937 a Kunming nello Yunnan, costruì, in cemento armato, la scuola industriale salesiana, che fu il primo grande edificio del genere, ed ora è frequentata da oltre seicento allievi. Il primo letto in ferro nello Yunnan, fu modellato da lui pel collegio, e suscitò addirittura un'industria per migliaia e migliaia, con installazione anche di forni meccanici per cucine grandì e piccole.
Nella Prefettura la sua abilità costruttiva gli guadagnò subito il favore delle autorità provinciali e locali. E colla loro collaborazione costruì in breve tempo un ospedale moderno della capacità di 100 letti, prima ed unica costruzione del genere nel Chaotung. Prestò quindi la sua competenza per la costruzione di molte ville private, di edifici pubblici per scuole e amministrazioni governative, del grande giardino pubblico con statua equestre del Governatore Longyun e di numerose case moderne di campagna. Coll'aiuto generoso degli inglesi e degli americani egli potè fornire il suo ospedale del necessario ed arredarlo anche di tutti gli accessori ospedalieri.
Dodici sacerdoti cinesi formano il suo clero. Due hanno oltrepassato la settantina e non possono più lavorare. Due sono occupati nel seminario minore, semenzaio di futuri operai apostolici, uno ha la procura della missione. Sicchè gli restano solo sette sacerdoti per il ministero fra i cattolìci ed i pagani. Però l'avvenire è molto promettente. In sei anni di vita il seminario annovera già 26 seminaristi e nel 1946 un primo gruppo di tre è passate al seminario maggiore per intraprendevi il corso filosofico. Frattanto le richieste dei sette missionari, addetti al ministero attivo, aumentano di giorno in giorno. Dal 1939 il numero dei cattolici è cresciuto da 3500 ad 8000. La media annua delle conversioni si aggira sui mille.
Prova della buona disposizione del popolo, che già nel passato aveva corrisposto all'opera dei missionari delle Missioni Estere di Parigi, Mons. Kerec lo toccò con mano nella sua prima visita generale. Un gran centro di missione giace in una profonda vallata, quasi seppellito da montagne pressochè inaccessibili. Il sentiero scende così rapidamente verso la valle, che egli non poteva sentirsi sicuro sul suo cavallo e fu costretto a farla a piedi, con uomini dietro ed avanti a lui per tutelare la sua incolumità. « Perchè mai - egli chiese ad un prete cinese che lo accompagnava - gli antichi missionari invece di evangelizzare altre città pagane si avventurarono in questa vallata inaccessibile ? ». «Eran ben andati altrove - gli risposero. - Ma i loro convertiti, nel tempo delle persecuzioni, dovettero riparare in questa vallata per preservare la loro fede. E l'hanno mantenuta così bene che la comunità crebbe a circa duemila, pur godendo della presenza del sacerdote solo due o tre volte all'anno ». Ora essi invocano un sacerdote stabile, ma i missionarì sono soltanto sette, dislocati in posti più accessibili, e tanto lontani che essi possono incontrarsi, per confessarsi, appena ogni tre o quattro mesi.
Mons. Kerec, che è sloveno, ha trovato, al suo arrivo, nella Prefettura, quattro suore slovene, colà giunte nel 1937. Dopo un anno di studio avevano aperto una scuola e un dispensario. Circa 4000 conversioni sono il risultato del loro fervente lavoro, senza contare 2000 battesimi amministrati in punto di morte, ogni anno. Nel 1942 le suore assunsero la responsabilità del nuovo ospedale, e dirigono anche un noviziato per le vergini indigene cinesi, nonchè una scuola di lavoro per ricamo, frequentata praticamente da tutte le giovani della città di Chaotung. Il tifo purtroppo ha già ucciso due suore, sicchè rimangono soltanto le altre due a portare il peso del soverchiante lavoro. Altre suore slovene, tutte terziarie francescane stavano a Brindisi in attesa d'imbarcarsi per la missione, con materiale ospedaliero, quando scoppiò la guerra ed esse furono costrette a tornare in Jugoslavia. Nell'attesa hanno preparato anche altre reclute. Monsignore era venuto per prenderne una ventina, e condurle in missione; ma egli ignorava quanto hanno sofferto gli sloveni in questa guerra. Eppure egli ha solo due suore in tutta la Prefettura ; ha solo 12 preti e per trovare una chiesa deve camminare quattro o cinque giorni.
Istituzione provvidenziale per l'aiuto dei sacerdoti e delle suore sono le vergini cinesi che fanno voto di obbedienza e di castità e che consacrano la loro vita al lavoro per la Chiesa. Esse trascorrono due anni in una specie di noviziato sotto la direzione delle suore ed in tal periodo vengono impiegate soltanto nelle istruzioni catechistiche. Fondata dal primo Prefetto indigeno, la piccola congregazione di vergini ne conta presentemente 20 che hanno emesso i voti, mentre 12 stanno facendo il noviziato. Il loro lavoro è svariatissimo: battezzano i morenti, visitano le case, reggono scuole catechistiche. Nei posti di missione privi di sacerdoti, radunano i cristiani per la preghiera la domenica e nei giorni festivi, impartiscono loro la lezione sul Vangelo del giorno e spiegano il catechismo, hanno cura della cappella e tengono tutto pronto per le visite dei missionari che sono possibili, in alcuni luoghi, solo due o tre volte all'anno.
Migliaia di fanciulli seguono il corso degli studi in sette scuole della missione, per l'istruzione primaria, secondo i programmi governativi: scuole autorizzate a rilasciare i relativi diplomi. Le insegnanti debbono essere cinesi, salvo per alcune materie, come la matematica, la musica, il disegno e le lingue estere. Monsignor Kerec si propone di fondare, se troverà dei religiosi per dirigerla, una scuola di agricoltura per la quale egli si è già assicurato l'appoggio del governo.
Una bellissima opera missionaria, tutta di carattere salesiano, è l'orfanotrofio per orfani di guerra, aperto in seguito all'appello del Generalissimo Chang Kai Shek. Occupa il quarto posto nella nazione e, insieme con l'ospedale, ha attratto la più favorevole attenzione dei due governi, centrale e provinciale per la missione, benchè esso sia piccolo e di recente istituzione. Lo stesso Generalissimo è presidente dell'associazione per gli orfani di guerra ed ha elaborato i regolamenti per gli orfanotrofi, secondo lo spirito di Don Bosco. Il governo provvede in parte per il vitto; a tutto il resto pensa la missione stessa, che presentemente raccoglie nell'orfanotrofio dì Chaotung 80 orfanelli.
Mons. Kerec ha dato un forte contributo al lavoro del clero cinese, con eroica costanza, disponendo soltanto del minimo di assistenza spirituale che i sacerdoti possono avere nelle loro distanziate residenze e le frequenti sofferenze che hanno interrotto l'opera missionaria in molte regioni del paese. Chaotung, tuttavia, ha sofferto meno di molte altre missioni, non essendo mai stato occupato da truppe nemiche, ma solo tre o quattro volte bombardato.
Ecco dunque una confortante storia di continuo progresso in questi ultimi anni. Monsignor Yupin, il ben noto Vescovo cinese, grande amico del Generalissimo Chang Kai Shek (che lo ha inviato colla Delegazione cinese alla Conferenza di San Francisco) fa un'opera inestimabile per la Chiesa in mezzo alle autorità pagane, come ci riferiva Mons. Kerec, soprattutto col dissipare i pregiudizi xenofobi per ciò che riguarda le missioni. Il governo centrale largisce ai missionari tutte le facilitazioni richieste, compresa la franchigia postale per ogni direzione da Chungking e molti viaggi gratuiti sui mezzi di comunicazione governativi. Da ciò si prospetta il più felice avvenire per le missioni in genere, e per quella di Chaotung in particolare se si potranno trovare gli operai per raccogliere le messi così promettenti; poichè la piccola missione, che qualche anno fa confidava solo sui preti cinesi, è ora costretta a ricorrere urgentemente all'aiuto dall'estero, da qualunque parte venga.