Bollettino Salesiano

ANNO LXXV   1° FEBBRAIO 1951   NUMERO 3

IL CENTRO CATECHISTICO SALESIANO IN DIECI ANNI DI ATTIVITÀ (1940-1950)

Giovanni Bosco, fanciullo, considerava sua delizia insegnare la dottrina cristiana ai ragazzi della sua natia borgata; e la Divina Provvidenza, che, con sapiente consiglio guida e regge gli eventi umani, faceva incontrare D. Giovanni Bosco, giovane sacerdote, con un muratorello astigiano ignorante dei primi elementi religiosi, Bartolomeo Garelli, in S. Francesco d'Assisi di Torino.

D. Bosco impartì a quel giovinetto la sua prima lezione catechistica nell'attiguo oratorio dedicato a S. Bonaventura: nel centro sorgeva una vite, la quale, uscendo per un foro della volta, ramificava all'intorno. Era l'8 dicembre 1841. Negli annali della Congregazione Salesiana quel giorno sarà ritenuto solenne e non lo ricoprirà l'oblio, e possiamo anche dire che quella vite, simbolicamente, ha esteso i suoi rami su tutta la terra.

Il 1941 ne ricorreva il primo centenario e il IV successore di D. Bosco, il Rev.mo D. Pietro Ricaldone, riconoscendo in quella lezione catechistica - perdentesi nella lontananza di un secolo -- la pietra angolare e le più bella gloria della Congregazione Salesiana, con geniale intuito ne commemora il provvidenziale avvenimento, facendolo rivivere e fruttificare largamente coll'istituzione di un Centro Catechistico Salesiano, che, da circa un decennio, offre il suo contributo alla Crociata Catechistica con molteplici pubblicazioni, testi e sussidi per l'insegnamento religioso.

A questa attività attendono 24 religiosi salesiani.

L'attrezzatura moderna degli impianti tipografici presso la casetta natia di San Giovanni Bosco, permette al Centro Catechistico Salesiano di produrre quanto di meglio oggi è richiesto per l'insegnamento catechistico.

Le diocesi d'Italia e molte dell'estero si giovano largamente delle produzioni della Libreria Dottrina Cristiana (L. D. C.), che sono preferite per la chiarezza didattica e la soda dottrina, per la genialità della presentazione e l'economia del prezzo.

Se si volesse fare un consuntivo statistico di questa decennale attività, si potrebbero ottenere i seguenti dati:

1) Un complesso di 170 autori ha lavorato nella compilazione di 351 pubblicazioni catechistiche, delle quali sono stati diffusi 12 milioni e 49 mila volumi. Vi collaborano i docenti del Pontificio Ateneo Salesiano delle facoltà di teologia e filosofia e gli insegnanti della Scuola Superiore di pedagogia.

Il 1° saggio fu il Re dei libri, opera largamente adottata. Significativo successo ha avuto il testo per le 5 classi elementari IL MIO CATECHISMO, che, in pochi anni, ha raggiunto cinque edizioni con un totale di 1 milione e mezzo di copie.

Anche assai apprezzate furono le diverse collane catechistiche per persone colte, come la Veritas, la Fides, la Fulgens; sociali, divulgative, formative.

Recente è la pubblicazione dei Quaderni di predicazione, che hanno incontrato larga simpatia fra il clero, offrendo abbondante materiale ordinato per corsi di predicazione specializzati e mute di Esercizi.

2) Diversi sacerdoti del medesimo Centro hanno organizzato o dato il loro contributo a 447 congressi catechistici nelle diverse diocesi d'Italia, visitando quasi tutti i Seminari maggiori e minori d'Italia. Sono stati trattati argomenti catechistici e didattici, pedagogici, tecnici connessi con l'insegnamento religioso.

3) L'Ufficio Tecnico organizzò, al completo, 30 mostre catechistiche, di cui parecchie veramente straordinarie come quella di Firenze, Milano, Torino, Padova, Belluno, Verona, Chieti, Udine, Vibo Valentia, Perugia, Trento, Volterra, Subiaco, ed ha offerta larga collaborazione al Congresso Internazionale di Roma, la scorsa estate. 4) A sussidio dell'insegnamento sono stati studiati con ogni cura e realizzati saggi, grafici e concorsi catechistici. Inoltre scene evangeliche, trattenimenti sulla storia sacra, quaderni di religione ed un bene attrezzato sistema di registrazione.

5) Personale specializzato é stato impiegato alla ideazione e alla realizzazione tecnica di filmine catechistiche a proiezione fissa, per un complessivo di 7 milioni e mezzo di fotogrammi. Sono stati trattati 140 soggetti riguardanti il catechismo, storia sacra ed ecclesiastica, vangeli festivi, vite di santi, racconti missionari, documentari, racconti istruttivi e ricreativi e la didattica professionale.

6) Ad affiancare l'insegnamento religioso nelle scuole, nelle parrocchie, negli oratori sono state curate pubblicazioni catechistiche e ricreative.

Sono sorte così la rivista CATECHESI, che esce mensilmente in doppia edizione: Catechesi per le Scuole medie (S. M.), Catechesi per le Scuole elementari, Oratori e Parrocchie (P. O.). Vengono in esse trattati argomenti di attualità catechistica, di didattica, di pedagogia, che servono di aggiornamento per i catechisti e, volta per volta, sono trattate e schematizzate al completo le lezioni di catechismo per le diverse classi elementari e medie.

Venti anni fa, al suo primo apparire in pubblico, la presentava l'Em. Card. Ildefonso Schuster, Arciv. di Milano; garanzia di largo successo ne erano i nomi dei fondatori e direttori: il nostro D. Cojazzi, fecondo ed attraente scrittore, l'apostolico Mons. Montalbetti, sì presto e tanto tragicamente strappato all'Archidiocesi di Reggio Calabria, l'ardente e geniale Mons. Norberto Perini, attuale Arciv. Principe di Fermo.

7) Una rivista musicale intitolata VOCI BIANCHE cura particolarmente la musica sacra e ricreativa nell'ambiente parrocchiale e oratoriano; una doppia rivista teatrale per il divertimento educativo: TEATRO DEI GIOVANI, mensile, e TEATRO DELLE GIOVANI, bimestrale.

A queste vanno aggiunte altre collane teatrali per accademie, commemorazioni, festività religiose. Sono istituiti in Italia 12 centri di diffusione e 8 all'Estero. L'opera ha raggiunto così l'orizzonte di un movimento mondiale.

Il Sommo Pontefice ha fatto pervenire al Rettor Maggiore un telegramma, che manifesta il suo paterno compiacimento:

CITTÀ DEI. VATICANO

Em.mo Cardinale   Arcivescovado - Torino.

Ricorrenza primo decennio Libreria Dottrina Cristiana Augusto Pontefice invia di cuore benemerito fondatore Rev.mo Don Ricaldone Direttore e collaboratori implorata confortatrice benedizione con voti di nuovi incrementi e di fecondo apostolato

MONTINI, Sostituto.

L'Em.mo Card. Maurilio Fossati, Arciv. di Torino, nel rimettere al Rev.mo D. Pietro Ricaldone il telegramma del Papa, lo ha accompagnato con la seguente lettera riboccante di affetto e di stima:

ARCIVESCOVADO DI TORINO

Torino, 10 dicembre 195o.

Rev.mo Signor Don PIETRO RICALDONE

Rettor Maggiore dei Salesiani - Città.

«Compio il gradito incarico di trasmetterLe la preziosa Benedizione, che il Santo Padre ha inviato in occasione del primo decennio dalla fondazione della Libreria della Dottrina Cristiana.

»L'Augusto riconoscimento del S. Padre per un'opera che è stata voluta dal cuore sacerdotale della S. V. e che in dieci anni ha già dato così abbondanti frutti di bene, ci rallegra tutti: è naturale quindi che l'Arcivescovo se ne compiaccia sopra tutti ed in modo specialissimo, perchè ne gode, anche i maggiori benefici nella sua Diocesi.

» Ma è anche doveroso farLe pervenire i nostri ringraziamenti per la passione e l'entusiasmo con cui la S. V. ha personalmente seguito lo sviluppo della Libreria della Dottrina Cristiana, che Le è pertanto debitrice dei consolanti risultati ottenuti con le sue molte, ricche, pratiche ed utili pubblicazioni. Questo suo entusiasmo lo ha saputo trasfondere negli Insegnanti e negli allievi, creando in essi la convinzione che la Dottrina Cristiana deve avere, com'è giusto, il primo posto nell'insegnamento, se si vuole che l'insegnamento costituisca una base solida per la retta educazione della gioventù. Questo, secondo me, è un merito, di cui Le dobbiamo essere tutti obbligati, e non è merito piccolo davvero.

» A qualcuno potrà sembrare paradosso il mio: non è così. La stima verso una scienza non si desume soltanto dal suo oggetto, e la Dottrina Cristiana è la scienza di Dio, ma anche dal modo con cui viene trattata. L'alunno stenta a credere all'importanza del Catechismo, quando vede che il Catechismo viene insegnato nei ritagli di tempo quasi come un riempitivo, in ambienti che hanno un senso di abbandono, se pure non servono a ripostiglio di qualche cosa che fuori sarebbe ingombrante, sopra testi a grande economia sia per la qualità scadente della carta, che per la veste tipografica trascurata e per la mancanza assoluta di attrativa, che aiutino la memoria e la buona volontà dei ragazzi. La S. V. con la fondazione della Libreria della Dottrina Cristiana ha creato anche questo senso dell'importanza della materia da insegnare e della stima a questa scienza divina. È facile comprendere che abbia incontrato delle difficoltà e soprattutto della incomprensione e dello scetticismo: la sua tenacia., giustificata dalla bontà della causa e da una chiara visione dei mezzi per raggiungere lo scopo, Le ha dato pienamente ragione. Il Signore la benedica, così come la benediciamo noi Vescovi, così come devono benedirLa Parroci e Sacerdoti e quanti hanno a cuore l'avvenire della società.

» Non ci resta che augurare di continuare su questa strada da Lei tracciata, cercando di perfezionare sempre più l'opera, che ormai ha acquistato qualche esperienza, per i decenni che verranno. Il piccolo Catechismo contiene la scienza delle scienze ed è il codice dei cristiani e dei galantuomini: merita tutte le nostre cure e tutte le nostre preoccupazioni. Noi continueremo ad apprezzare le sue apostoliche fatiche in questo campo ed a ringraziarLa per averci agevolato un compito così grave.

» Nel Signore mi voglia sempre credere

aff.mo

+. M. Card. FOSSATI Arcivescovo.

Dell'Episcopato Italiano citiamo una sola voce di lode, quella di Mons. Antonio Bagnoli, Vescovo di Volterra: «Crediamo che fra tutte le opere compiute dai Salesiani per il bene del popolo, sia questa del Catechismo la più geniale creazione per il bene della nostra Patria».

La simbolica vite continui a dare fiori e frutti, allargando con grazia i suoi rami a difesa di tante anime giovanili, che eleveranno un cantico di lode al Signore.

Sollecitudini della CHIESA per la pace del mondo.

(Dal messaggio natalizio del Sommo Pontefice).

Quanto desidererebbe la Chiesa di concorrere a spianare la via a questo contatto fra i popoli! Per lei Oriente e Occidente non rappresentano opposti principi, ma partecipano ad un comune retaggio, al quale hanno ambedue potentemente contribuito e sono chiamali a contribuire anche nell'avvenire. In forza della sua divina missione, essa e per tutti i popoli madre, per tutti quelli che cercano la pace, fedele soccorritrice e guida sapiente.

Una somma ingiuria.

Eppure -- summa iniuria! -- da parti ben note Ci si muove l'accusa di volere la guerra e di collaborare a tal fine con Potenze « imperialiste », che -- si afferma - sperano più dalla forza di micidiali strumenti bellici che dall'attuazione del diritto.

Che altro possiamo Noi rispondere a così acerbo oltraggio se non: Scrutate gli agitati dodici anni del Nostro Pontificato, indagate ogni parola sgorgala dalle Nostre labbra, ogni periodo uscito dalla Nostra penna: voi non vi troverete che incitamenti alla pace.

Rammentate specialmente il fatale mese di Agosto del 1939, quando, mentre più assillanti si facevano i timori di un sanguinoso conflitto mondiale dalle rive del lago di Albano elevammo la Nostra voce, scongiurando nel nome di Dio governanti e popoli di risolvere i loro dissensi con comuni e leali intese. Nulla è perduto con la pace -- esclamammo -, tutto può esser perduto con la guerra.,

Provatevi a considerare tutto ciò con animo sereno e onesto, e dovrete riconoscere che, se vi è ancora in questo mondo, straziato da contrastanti interessi, tal sicuro porto, ove la colomba della pace possa posare tranquillamente il suo piede, esso è qui, in questo territorio consacrato dal sangue dell'Apostolo e dei Martiri, ove il Vicario di Cristo non conosce dovere più santo ne più grata missione che di essere instancabile propugnatore di pace.

Così abbiamo fatto in passato. Così faremo in futuro, finché al divino Fondatore della Chiesa piacerà di lasciare sulle Nostre deboli spalle la dignità e il peso di supremo Pastore.

Invito alla preghiera.

Lunga, scabrosa, ingombra di pruni e di spine e la via che conduce alla vera pace. Però la grande maggioranza degli uomini è volentieri pronta a sopportare tutti i sacrifici, pur di rimanere preservata dalla catastrofe di una nuova guerra. Tuttavia così grande è tale impresa e così deboli i mezzi puramente naturali, che i nostri sguardi si volgono in alto e le nostre mani si elevano supplicanti verso la maestà di Colui, che dallo splendore della divinità si è abbassato fino a noi ed è divenuto come « uno di noi ».

La potenza del Signore, che volge i cuori dei governanti dovunque gli piace, come rivi d'acqua di cui regola il corso (cfr. Prov. 21, 1), può frenare la tempesta, che scuote la barca, ove si trovano sgomenti non soltanto i compagni di Pietro, ma l'intiera umanità. Tuttavia per i figli della Chiesa è un sacro dovere d'implorare con le loro preghiere e coi loro sacrifici che il Signore del mondo, Gesù Cristo, Dio benedetto nei secoli (Rom. 9, 5), comandi ai venti e al mare, e al tormentato genere umano conceda la tranquillitas magna (Matth. 8, 26) della vera pace.

Con questi sentimenti impartiamo di cuore a voi, diletti figli e figlie, e a quanti nel vasto mondo ascoltano la Nostra voce, l'Apostolica Benedizione.

Voi ben comprenderete perciò quanto Ci riesca doloroso il vedere una propaganda ostile snaturare i Nostri pensieri e le Nostre parole, esacerbare gli spiriti, impedire i pacifici scambi d'idee, scavare più profondamente la fossa che separa da Noi tante anime, redente dal sangue e dall'amore del medesimo divino Salvatore. Nel profondo di tutto ciò si riconosce sempre la stessa duplicità, voluta e freddamente adoperata come l'arma più penetrante contro la giustizia e la verità, per impedire il riavvicinamento, la riconciliazione e la pace.   Pio XII

IN FAMIGLIA

Sotto la cupola dell'Ausiliatrice.

Segnaliamo con piacere il passaggio di S. E. Mons. Tharayil Vescovo Coad. di Kottayam nell'India, di S. E. Mons. Ernesto Ivveedy, Arciv. di Hobart nella Tasmania (Australia).

Sono giunti i pellegrinaggi dei P. P. Barnabiti di Mondovì, Irlandesi (due), Francesi (due), Polacco, Turisti di Genova, di Varese di Cuneo; un migliaio di Carabinieri ed Artiglieri di Torino con i loro Cappellani, 1400 alunni dell'Istituto Industriale « Sommeiller » con il sig. Preside ed i Professori.

Domenica 3 dicembre il Rev.mo Sig. D. Renato Ziggiotti, Prefetto Generale, ha rinnovato la solenne Consacrazione della Congregazione Salesiana al S. Cuore, come fece, cinquant'anni fa, il Servo di Dio D. Michele Rua.

Martedì 5, in occasione del XIX anniversario della morte del Servo di Dio D. Filippo Rinaldi, è stato celebrato un solenne funerale, con partecipazione anche del Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Per la solennità dell'Immacolata, preceduta da un triduo predicato dal Sales. D. Borgogno e dal Can. Luigi Rivetti di Susa, vedemmo, a mezzanotte, un'eccezionale folla di uomini alla S. Messa e ai Ss. Sacramenti; in tutto il giorno afflusso di numerosi fedeli.

Ancora più solenne la festa del S. Natale con novena predicata dai Salesiani D. Cappello e D. Spriano: Basilica gremita a tutte le Ss. Messe e visite all'artistico Presepio, fra i migliori della città.

Mercoledì 28, il Rettore della Basilica, Rev.mo D. Crispino Guerra, assistito dal Sig. Direttore D. Ruben Uguccioni, ha celebrata la sua Messa d'Oro.

Per l'ultimo giorno dell'anno solenne Te Deum di ringraziamento.

Livorno - Solenne consacrazione del Tempio della Vittoria, 3 giugno 1950.

L'ultima settimana di predicazione del mese di maggio servì di ottima preparazione al grande avvenimento. Dopo più di trent'anni dalla benedizione della prima pietra, il nostro bel Tempio della Vittoria è stato solennemente consacrato. La riteniamo, questa, una grazia di Dio in questo Anno Santo, ed anche un graditissimo favore del nostro amato Vescovo Mons. Giovanni Piccioni, che è venuto ad offrire e consacrare al Signore l'opera a cui avevano contribuito tante anime buone in unione coi Salesiani.

Sua Eccellenza, assistito dai canonici Mons. Bardi e Mons. Spaggiari, ha compiuto il sacro rito alla presenza dei fedeli accorsi, che hanno potuto gustare la bellezza delle splendide cerimonie della Chiesa. Canto e cerimonie furono guidati amorevolmente dai cerimonieri canonico Francalanci e Rev. Don Ricciardello. La funzione durata più di quattr'ore è terminata con la Messa solenne cantata dal rev.mo Parroco; Sua Ecc. Rev.ma Mons. Vescovo ha assistito pontificalmente.

Non si può fare a meno di avere un pensiero memore per l'apostolo, che desiderò vedere questo giorno e non l'ha veduto: l'indimenticabile Don Tommaso Masera.

Pàdola di Cadore - Inaugurazione del nuovo edificio scolastico dedicato a Don Bosco.

Il 3 dicembre u. s., S. E. R.ma Mons. Gioachino Muccin, Vescovo di Belluno e Feltre, alla presenza delle Autorità Civili e Scolastiche della Provincia, benediceva, con solennità pari alla grandiosità dell'opera, il nuovo edificio destinato alle Scuole Elementari e ad Asilo d'infanzia per la Frazione di Pàdola di Cadore.

Il Comitato d'Amministrazione Regoliera, in particolare adunanza, trattando di dare all'edificio un opportuno titolo, venne a questo ordine del giorno:

« Considerando che Giovanni Bosco -- assunto ora agli onori degli altari - è universalmente acclamato come il più semplice e più profondo educatore dello scorso secolo, per aver concepito ed attuato quel sistema educativo della gioventù, che oggi è vanto di tutte le Nazioni più progredite nel campo della istruzione; per aver inviato i suoi figli Missionari fin nelle più lontane terre del mondo, affinchè fossero araldi di fede, di civiltà e di amore cristiano...

» Che quindi Fede in Dio e Amore di Patria, emblema gentilizio del grande Educatore, ben si addicono, quali luminose fiaccole, ad improntare e segnare il cammino della gioventù, che si affaccia alla vita; a voti unanimi, espressi nelle forme di legge,

DELIBERA

che il nuovo edificio scolastico frazionale di Pàdola sia intitolato a S. Giovanni Bosco ».

La Delibera notificata al nostro Rettor Maggiore, ebbe la seguente risposta telegrafica: Lieto intitolazione Scuole, invoco sul Comitato Regoliere, Maestri, Alunni, paterna benedizione San Giovanni Bosco.

PIETRO RICALDONE, Rettor Maggiore.

La solenne cerimonia di inaugurazione si svolse poi in un'atmosfera di raccoglimento e di vivissima partecipazione da parte di tutta la popolazione.

Tre bimbi avevano, con elette parole, salutato l'Ecc.mo Vescovo e le Autorità al loro arrivo.

Il Gr. Uff. Avv. Celso Fabbro - presidente della Magnifica Comunità Cadorina - tenne il discorso d'occasione, esaltando l'opera ammirabile, creata dalla Frazione di Pàdola, tesa a sostenere ed avvalorare il patrimonio culturale delle nostre valli.

Il Vice Prefetto Comm. Zambaglione e la Ispettrice delle Scuole prof.ssa Boranga espressero pubblicamente la loro soddisfazione per quanto era stato compiuto e che tornava a decoro e onore non solo di Pàdola, ma dell'intera Provincia.

L'edificio realizzato secondo i più moderni criteri scolastici è costato 50 milioni di lire.

Plaudiamo ai solerti Regolieri di Pàdola, pregando Maria Ausiliatrice di realizzare l'invocazione e gli auspici del 4° Successore di Don Bosco su tutti, e segnatamente sul Comitato d'Amministrazione, sul suo Presidente Geom. Rodolfo Martini e Segr. Rag. Candido G. De Martin, Ex allievi Salesiani.

San Pietro in Gù (Padova) - Inaugurazione dell'Oratorio «Don Bosco».

Assai significativa l'opera inaugurata dal Vescovo di Vicenza a San Pietro in Gù, nella mattinata di domenica, 1° ottobre 1950.

Ivi il venerando Arciprete Mons. Bortolo Castegnaro, che da quarantacinque anni dedica la sua attività pastorale al popolo della stessa parrocchia, ha avuto il conforto di presentare ultimato, al Vescovo, il nuovo Oratorio « Don Bosco », che in uno stesso fabbricato comprende la sala cinematografica e teatrale, destinata anche alle assemblee parrocchiali, e la Casa della Dottrina Cristiana con una dozzina di ambienti luminosi e comodi.

Il Vescovo -- Mons. Carlo Zinato -- ha benedetto, dopo la Messa, la sede del nuovo Oratorio, di cui nel suo discorso aveva sottolineato la capitale importanza, nella vita del paese, per quanto riguarda la formazione dei futuri cittadini, che saranno dei veri galantuomini, se risponderanno in tutto ai principii educativi impartiti fra le mura della nuova istituzione.

È seguita una riuscitissima accademia. Nel corso del trattenimento Mons. Arciprete ha parlato sui motivi che l'hanno indotto a consacrare le sue energie, in quest'ultimo periodo, alla costruzione dell'Oratorio intitolato a Don Bosco.

« A nulla vale abbellire le chiese quando si perdono le anime dei nostri fanciulli; quelle chiese diventerebbero cumuli di pietre insignificanti».

« Sia questa la casa dei fanciulli; sia questa la loro scuola ove impareranno ad amare Dio; sia pure questa la loro Chiesa, ove ascolteranno la parola del Sacerdote ».

Mons. Castegnaro ha concluso invocando la benedizione del Vescovo sugli esordi dell'opera, e S. Ecc. Mons. Zinato è stato lieto di rinnovarla ex toto corde, accompagnandola con nuove espressioni del suo animo paterno.

Trepuzzi in onore di S. Giovanni Bosco.

Trepuzzi, in provincia di Lecce, ha tributato una magnifica dimostrazione di fede a S. Giovanni Bosco nel pomeriggio della domenica 15 ottobre 1950.

Un apposito comitato, presieduto dal sig. Miglietta, aveva fatto eseguire una bella statua del Santo e aveva organizzato la manifestazione. S. E. Rev.ma Mons. Minerva, Vescovo di Nardò, aveva accettato l'invito di benedire la statua. Tutti i componenti del Comitato, il Circolo di Azione Cattolica, gli alunni e le alunne delle scuole guidati dai rispettivi insegnanti e una massa imponente di popolo andarono a ricevere il Vescovo all'ingresso della città.

Su di un terrazzino del palazzo vicino alla chiesa era stata collocata la statua di S. Giov. Bosco. Il Vescovo la benedisse e poi, dal microfono di un altoparlante, rivolse ai fedeli un magnifico e commovente discorso. Dopo di lui, l'oratore ufficiale Sac. Dr. D. Pellegrino parlò, spiegando al popolo l'importanza dell'avvenimento e inculcando la pratica del sistema di D. Bosco nella educazione della gioventù. La sua parola travolgente destò grande entusiasmo e fu interrotta molte volte da applausi.

Invitato con insistenza dal Vescovo, prese la parola il salesiano Prof. Tommaso Stile, il quale con espressioni piene di commozione e di entusiasmo ringraziò S. Ecc. Mons. Vescovo, il Clero, il Comitato e i Cooperatori tutti.

Migliaia di persone rinnovarono il giuramento di amore e di fedeltà a Dio, seguendo gli insegnamenti e gli esempi di D. Bosco.

BRASILE - S. Ioào del Rei - Congresso dei Cooperatori Salesiani e festeggiamenti in onore del Beato Domenico Savio.

Per commemorare il primo decennio della fondazione dell'Opera Salesiana a S. Ioào del Rei si tenne, nei giorni 7-8-9 luglio u. s., il primo Congresso dei Cooperatori Salesiani dell'Ispettoria e, nello stesso tempo, si svolsero solenni festeggiamenti in onore del Beato Domenico Savio.

L'Opera Salesiana nella città comprende: la Scuola agricola con 100 orfani; lo Studentato filosofico con 93 chierici-studenti; l'Aspirantato con 216 aspiranti al sacerdozio; tre Oratori festivi, dove circa 700 fanciulli, col sano divertimento, ricevono l'istruzione religiosa; la parrocchia « S. Giov. Bosco » con 11.000 anime, la quale ha la Scuola delle catechiste molto bene organizzata: sono circa 100, che insegnano il catechismo ai fanciulli e alle fanciulle. La parrocchia si trova in mezzo a un centro industriale con numerose fabbriche e gli operai, nei giorni festivi, frequentano le sacre funzioni.

Gli abitanti della cittadina sono circa 30.000; tutti conoscono i salesiani, ammirano il loro zelo e aiutano i loro lavori.

Il Congresso dei Cooperatori riuscì imponente, grazie all'accurata preparazione fatta coi mezzi moderni: radiotrasmissioni su molte stazioni, propaganda nella stampa quotidiana e periodica degli Stati del Brasile: Minas Gerais, Rio de Janeiro, Espirito Sancto e del Distretto Federale.

Parteciparono anche i rappresentanti delle altre Ispettorie salesiane del Brasile. Il Signor Governatore dello Stato di Minas Gerais, S. E. Dottor Molton Campos si fece rappresentare dal Maggiore Gerardo lavino dos Sanctos. Il congresso fu onorato della presenza di 5 Prelati: S. E. Mons. Elvezio Gomez di Oliveira, salesiano,

Arcivescovo di Marianna; S. E. Mons. Giovanni de Matha de Andrade e Amaral, Vescovo di Niteroi, ex-allievo salesiano; S. E. Mons. Giustino Giovanni di S. Anna, Vesc. di Juiz de Fora; S. E. Mons. Antonio de Castro Mayer, Vescovo di Campos; S. E. Mons. Antonio Campello, allora Vescovo eletto ausiliare di Cuiabà.

Nelle sessioni plenarie del Congresso parlarono esimi oratori scelti nell'ambiente culturale del Paese, tra cui vi furono vari deputati e il Ch.mo Dott. Plinio Correira Prof.re della Pontificia Università Cattolica di S. Paolo. I partecipanti furono più di 1000 e provenivano da 45 città degli Stati viciniori.

Le famiglie cittadine diedero a tutti i Congressisti cordiale ospitalità. I tre giorni del Congresso rimarranno indimenticabili.

Il Beato Domenico Savio fu presentato come «modello di purità; modello di pietà; modello di apostolato » dagli oratori D. Belchiorre Maia, Mons. Campello e Mons. de Castro Mayer. Il Can. Francesco Vieira Braga, cerimoniere maggiore dell'Archidiocesi di Marianna, lesse il decreto con cui S. E. Mons. Elvezio Gomez di Oliveira proclamava il novello Beato Patrono dei centri catechistici delle 134 Parrocchie della sua vasta Archidiocesi.

Furono tenute le adunanze dei Congressisti per l'opera dei Cooperatori e il tema « Domenico Savio modello della gioventù del nostro secolo», magistralmente trattato dal Prof. Plinio Correla de Oliveira chiuse le sessioni del Congresso.

Il mattino del giorno 9, S. E. Mons. Elvezio Gomez benedisse l'altare del Beato Domenico Savio, e quindi celebrò la Messa per 1200 fanciulli accorsi da ogni parte per onorare il loro modello.

Nello stesso giorno fu compiuta anche la funzione della posa della prima pietra dell'Opera «Madre Mazzarello », che sorgerà accanto al santuario « San Giov. Bosco» per l'educazione delle fanciulle, sotto la direzione delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

In seguito a questo Congresso i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Marianna hanno espresso il desiderio che il Beato Domenico Savio sia proclamato Patrono dei centri catechistici delle loro Diocesi. Così il novello Beato sarà Patrono della gioventù di sei Diocesi.

CILE - Santiago - Decorazione all'Ispettore D. Gaudenzio Manachino.

Il Governo nazionale del Cile decorò con la Croce al merito « Generale Bernardo O'Higgins » l'ispettore Salesiano D. Gaudenzio Manachino (recentemente trasferito ispettore in Colombia). La Croce gli fu imposta solennemente nel nostro bel teatro dal Ministro degli Esteri Sig. Orazio Walker, alla presenza del Cardinale Arcivescovo di Santiago, del Ministro dell'Educazione, del Presidente della Suprema Corte di Giustizia, del Presidente della società economica italiana, del Presidente nazionale dei nostri ex allievi, di oltre 1000 giovani del nostro Istituto Gratitud Nacional e dei nostri studenti e filosofi.

Il Ministro degli Esteri pronunciò un alato discorso in onore della nostra Società.

EL SALVADOR (Centro America)

S. Tecla - Ampliamento dell'Aspirantato per Coadiutori Salesiani.

L'Aspirantato « S. Giuseppe» di S. Tecla ebbe inizio il 9 ottobre 1946, con tre laboratori di Arte e Mestieri: falegnameria, calzoleria e sartoria nella Casa Ispettoriale, per volere dell'Ispettore d'allora il sig. Don Pietro Tantardini.

Accolse i primi giovanetti, che avevano il desiderio di farsi salesiani coadiutori, imparando un'arte o mestiere.

Nel prossimo anno scolastico l'Aspirantato estende la sua attività con l'apertura dei nuovi laboratori di tipografia e legatoria, già attrezzati cori macchine moderne.

Gli aspiranti sono già saliti a trenta; apprendono il mestiere sotto la direzione di 4 salesiani: tre coadiutori Capi d'Arte e un sacerdote. Sei dei primi accolti stanno per entrare nel Noviziato salesiano, dopo aver conseguito il diploma di lavoro. Numerose sono le domande di altri giovanetti, i quali desiderano entrare nell'aspirantato, ma per ora non si pub soddisfare il desiderio di tutti per la ristrettezza del locale. Essi attendono che qualche ottimo benefattore procuri loro un ambiente ancora più spazioso per potere seguire, anch'essi, il loro nobile ideale di diventare coadiutori salesiani per dedicarsi all'apostolato dei giovani.

OLANDA - Aia - Sviluppo dell'opera degli Oratori.

Dopo tre mesi di trattative, ci è stato concesso di iniziare un'altra opera. I cattolici non trovavano personale adatto per un'opera a vantaggio della gioventù e quasi temevano di dovere cedere il passo ad una organizzazione di tinta umanistico-laicale, quando i due parroci, su proposta del Decano dell'Aia, si rivolsero a noi. In tre ampli locali di una scuola pubblica a Scheveningen, in un rione popolare dell'Aia, tre confratelli cominciarono nel mese di settembre a fare funzionare un Oratorio per la cosiddetta gioventù di massa. Il Municipio ha rimesso a nuovo i locali e offerto in affitto lo spazio disponibile per la gioventù aiense.

I confratelli hanno trovato un provvidenziale alloggio presso ottimi Cooperatori. Potranno in seguito occuparsi anche dell'istruzione e direzione religiosa della grande Scuola professionale cattolica del centro della città, che conta circa novecento alunni.

Ugchelen- Ampliamento della Scuola Agricola.

La casa per aspiranti studenti e agricoltori di Ugchelen, situata presso una zona parte incolta e parte boschiva della Veluwe, ha acquistato nei mesi scorsi cinque ettari di terreno ad Assel, a pochi chilometri di distanza. Durante le vacanze pasquali 13 ettari di quella tenuta furono, con macchine moderne e col contributo efficace degli aspiranti, dissodati e bonificati. La guerra produsse rovine sul nostro fondo, nella linea ferroviaria e sulle abitazioni vicine. Un proprietario confinaute, cooperatore salesiano, ha ceduto a noi il terreno e presto sono cominciati i lavori di ricostruzioue, sovvenzionati in parte dalla legge sulle riparazioni.

Leusden- Inaugurazione di un nuovo padiglione della Scuola tecnica professionale.

Il 3 giugno u. s. si è inaugurato ufficialmente il nuovo padiglione a due piani della nostra scuola tecnica. Alla cerimonia intervenne lo stesso Borgomastro di Leusden sig. Kwint, che tagliò il nastro e si disse molto lieto della collaborazione, che va constatando tra Scuola e autorità, allievi e maestri. Per l'occasione si fece nel nuovo padiglione una mostra dei lavori, che erano stati eseguiti dagli alunni dei laboratori.

Il giorno dopo si svolse nel magnifico parco la tradizionale processione mariana coll'intervento di S. E. Mons. Paolo Giobbe, Internunzio apostolico. I numerosi fedeli partecipanti alla processione visitarono la mostra e rimasero ammirati dei lavori degli allievi della nostra scuola. La giornata mariana si chiuse con l'omaggio al novello Beato Domenico Savio, il cui quadro campeggiava sul frontone dell'edificio centrale.

PARAGUAY - Concepción - Cinquantesimo della fondazione dell'Opera Salesiana.

La popolazione di Concepción festeggia quest'anno il 50° dall'inizio del lavoro dei Salesiani nella loro città.

La serie di festeggiamenti, sia in città sia nella campagna, dimostra la riconoscenza ai Figli di S. Giovanni Bosco per quanto hanno potuto compìere.

L'Istituto « S. Giuseppe» conta attualmente 476 alunni delle Scuole Primarie e 93, che frequentano i Corsi serali della Scuola di Commercio.

La Parrocchia affidata ai Salesiani ha un territorio molto esteso. Accanto ad essa sorge un fiorentissimo Oratorio festivo frequentato regolarmente da 600 ragazzi, ma alle volte essi giungono fino a 1000.

Nella città funzionano altri due Oratori salesiani: uno festivo e l'altro quotidiano. Quello quotidiano di Ità-Crubì fu aperto a ricordo delle nozze d'oro sacerdotali del Ven.mo Rettor Maggiore, il Sig. Don Pietro Ricaldone.

Nel vasto territorio della parrocchia, che si estende largamente nella campagna, funzionano altri 16 oratori festivi, nei quali prestano assistenza e impartiscono l'insegnamento catechistico i giovani e gli uomini di A. C. e le donne e le giovani di A. C., sotto la direzione del parroco.

Una delle attività parrocchiali, che ultimamente lia dato frutti molto consolanti, è stata il promuovere corsi speciali di Esercizi Spirituali per le diverse categorie, vi parteciparono parecchie centinaia di fedeli.

Le SS. Comunioni, nel bilancio dello scorso anno, superano di 60.000 quelle dell'anno precedente.

Un tale fervore eucaristico è dovuto anche alla regolarizzazione dei matrimoni e alla formazione delle nuove famiglie cristiane.

Provvisoriamente S. E. il Vescovo diocesano ha affidato ai Salesiani anche la parrocchia di Loreto, dove sono stati aperti altri .I oratori festivi.

I Salesiani, che lavorano in quel vasto campo, sono sei sacerdoti e tre chierici, molto stimati e coadiuvati dai Cooperatori.

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose, la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice possono acquistare:

L'INDULGENZA PLENARIA OGNI Mese:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

NEL MESE DI MARZO ANCHE:

Il giorno 16 - Festa dei Dolori della B. V. Il giorno 18 - Domenica delle Palme. Il giorno 19 - Festa di S. Giuseppe. Il giorno 25 - Pasqua di Resurrezione.

Ad onore del Beato Domenico Savio

Perugia - Preparata da un corso di Conferenze tenute nella Chiesa del Gesù da Don Cojazzi, fu celebrata solennemente la domenica 12 novembre, la festa del Beato Domenico Savio.

Non mancò la Conferenza agli Insegnanti delle Scuole Elementari della Città, nell'Oratorio di Santa Cecilia, concesso dai buoni Padri Filippini. Il tema: « Ragione e Religione nel sistema educativo di Don Bosco», magistralmente trattato, interessò molto i presenti, ad ognuno deì quali fu distribuita, in omaggio, una copia della vita del Beato Domenico Savio, scritta dallo stesso Oratore.

Il Cinema Turreno accolse tutti i bambini delle Elementari, la mattinata della vigìlia, per la proiezione del film « Don Bosco ».

Ma la giornata culminante fu oltremodo solenne. Alle ore 8, l'amatissimo nostro Arcivescovo, Mons. Mario Vianello, che si compiacque celebrare la Messa della Comunione Generale, parlò brevemente del Beato discepolo di San Giovanni Bosco ai giovani intervenuti. Numerosi accorsero anche gli iscritti delle varie Associazioni cittadine di A. C. ad onorare il novello Beato.

Alle ore 11 Messa Solenne con Assistenza Pontificale di S. E. Mons. Arcivescovo, che tenne una elevata omelia infra Missam. Erano presenti le maggiori autorità cittadine, tra cui S. E. il Prefetto Dott. Antonino Longo e il Senatore On. Dott. Giuseppe Varriale tutti e due Cooperatori Salesiani di vecchia data. Il servizio dell'altare fu disimpegnato dai bravi allievi del Seminario, come fu pure della loro Schola cantorum l'esecuzione delle parti musicali della Messa, quale omaggio dei Seminaristi al novello Beato.

Alla sera, dopo il discorso di Don Cojazzi, S. E. l'Arcivescovo impartì la Benedizione Eucaristica e quindi rivolse al popolo numerosissimo, specie ai genitori, una accorata esortazione, perchè, ad imitazione dei genitori del Beato, procurassero di creare per i loro figli un sano ambiente nella famiglia e perchè li difendessero dalle insidie della corruzione organizzata, allorquando questi fanciulli, della cui educazione morale dovranno rendere conto a Dio, verranno necessariamente a contatto con l'ambiente sociale dei nostri giorni, così saturo di pericoli.

A Torre Annunziata il triduo solenne preceduto da conveniente preparazione, si è celebrato nella chiesa dello Spirito Santo ed ha superato ogni più rosea aspettativa.

Vi hanno preso parte entusiastica gli Istituti religiosi cittadini, gli studenti con i loro professori, le Dame Patronesse, gli amici dell'opera salesiana e masse imponentissime di popolo, che ha gremito il vasto tempio vanvitelliano, nel quale era esposto il quadro del B. Domenico Savio, pregevole dipinto del salesiano Don Giuseppe Melle.

Alla funzione serale gli altoparlanti han diffuso anche nelle vie la parola chiara ed efficace del nostro D. Giuseppe Villani, che è stato sempre seguito con somma attenzione e simpatia.

Hanno pontificato S. E. Mons. Vincenzo Celli, Vicario per il Santuario di Pompei, S. E. Mons. Federico Emanuel Vescovo salesiano di Castellammare e S. E. Mons. Serena, Arcivescovo di Sorrento, con musica del nostro Aspirantato e Studentato Filosofico.

I festeggiamenti si sono chiusi nel cortile dell'Istitutocon l'inaugurazione di un grazioso monumento in marmo, dono di S. E. Mons. Felice Ambrogio Guerra, eretto su base marmorea regalata dalla Società ILVA, che ha voluto così onorare il figlio di umili operai.

Ha presenziato alla cerimonia l'Ecc.mo e generoso donatore, l'on. avv. Gatta, Presidente regionale degli Ex-allievi, oratore di circostanza e la Contessa Angelina Vecchi, gentile madrina.

Il Sig. Ispettore Don Antonio Toigo ha benedetto nella Cappella un artistico quadro del pittore Cleto Luzzi di Roma, dono munifico delle distinte e benemerite Dame Patronesse Sig.ra Maria Carolina Cirillo e figlie.

Valledolmo (Palermo) ha tributato solenni e memorande onoranze, dal 9 al 12 ottobre, al Beato Domenico Savio, il più bel fiore dell'apostolato di S. Giovanni Bosco.

Le feste furono promosse dii un largo e scelto Comitato presieduto dell'Arciprete don Vincenzo Barone e dal Commissario Prefettizio Dott. Se Simone. Il quadro del Beato fu offerto con gentile pensiero dagli alunni delle scuole, che, guidati dagli insegnanti, convennero in chiesa il secondo giorno di triduo. Le feste si chiusero con una riuscita conferenza tenuta da don Fasulo, la sera della domenica, nella chiesa nuova, gremita da una folla imponente, che seguì con religioso raccoglimento e con visibile interesse la parola deil'oratore.

La popolazione di Montemaggiore Belsito (Palermo), assecondando lo zelo dell'Arciprete Dott. Gaetano Parisi, ha reso fervide onoranze religiose al novello Beato Domenico Savio e al grande Maestro S. Giovanni Bosco, che seppe educarlo alle altezze spirituali della santità.

Le feste promosse da un comitato, in cui figuravano le Autorità ed eletti nomi della Cittadina, si svolsero dal 28 settembre al 1° ottobre nella chiesa Madre.

Le virtù caratteristiche del Beato furono illustrate dalla parola calda ed avvincente del Salesiano D. Antonio Fasulo, il quale coronò la predicazione del triduo e della festa con una brillante conferenza con proiezioni su San Giovanni Bosco.

Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta) - Dal 29 ottobre al 1° novembre, la Città di S. Caterina ha reso fervide onoranze al Beato Domenico Savio.

Il salesiano D. Antonio Fasulo con lena instancabile predicò il triduo e tessè il panegirico, additando, in S. Giovanni Bosco e nel suo piccolo grande alunno il Beato Domenico Savio, i fedeli sudditi di Cristo, che seppero attuare nelle loro anime il Regno di Dio ed estenderlo mirabilmente al di fuori.

La mattina del 31, guidati dal Direttore e dagli Insegnanti, convennero in chiesa gli alunni e le Alunne delle Scuole per chiedere la benedizione di Dio all'apertura dell'anno scolastico, e rendere omaggio all'Apostolo della gioventù e al piccolo Beato, che l'oratore presentò loro come splendidi modelli di studio e di pietà.

ARGENTINA Stroeder - Con un solenne triduo predicato dal Rev. P. Giorgio Behr, la parrocchia del Sacro Cuore e il Collegio « Card. Cagliero hanno festeggiato solennemente il novello Beato, la domenica 23 aprile 1950 con funzioni religiose, le quali superarono l'aspettativa di tutti.

Fin dal mattino una grande folla si riversò nella Chiesa parrocchiale; commovente la S. Comunione Pasquale degli alunni delle scuole rurali.

Alle ore 10, dopo alcune parole del Direttore parroco P. Vittorio Friedrich, ebbe luogo lo scoprimento del quadro del nuovo Beato dipinto da un artista salesiano, mentre il Coro degli alunni del Collegio salesiano cantava: « Gloria e onore al giovane angelico » tra la commozione generale.

Alle 12,30, lauto pranzo per tutti gli alunni dei quattro collegi intervenuti. La funzione religiosa della sera fu un trionfo. Il quadro del novello Beato, su di un camion, tra canti, suoni e sventolio di bandiere, procedette per le vie del paese, accompagnato dalla folla, che, commossa, ascoltava la parola eloquente del parroco. Di ritorno, ancora una volta, il P. Behr entusiasmò tutti alla devozione dei novello Beato.

CINA - Macao - Il nostro Beato, già conosciuto in Cina da molti anni, perchè la sua vita tradotta in cinese fu la prima opera stampata dalla Salesian Press, è stato festeggiato solennissimamente in Cina.

Il primo onore è stato riservato a Macao come casa Ispettoriale. Fu fissata la domenica 21 maggio. A mezzogiorno del sabato 20 maggìo, arrivarono per mare, da Hongkong, più di 300 alunni dalla grande scuola industriale di Aberdeen, con circa 100 interni del Collegio S. Luigi, e altrettanti interni dell'Orfanotrofio di Shaukiwan. Furono ricevuti al battello dai nostri Aspiranti.

Solennissima la Messa cantata in Cattedrale la domenica 21. Fu cantata una messa composta dal nostro Maestro di Musica Salesiano D. Guglielmo Schmid, che fu di magnifico effetto. II mal tempo impedì la processione solenne. Pontificò il Vescovo di Macao S. E. Mons. Giovanni di Dio Ramalho. Gli ex-allievi approfittarono della festa, per fare una riunione straordinaria a cui intervenne un buon gruppo, portando alcuni con sè anche i loro rampolli, i futuri allievi.

La serata fu chiusa con un concerto della banda dell'Orfanotrofio di Macao. Ci fu un riuscitissimo saggio ginnico, a cui parteciparono il Collegio di Aberdeen e il Collegio Don Bosco per Portoghesi di Macao.

PERU' - Il Signore, che glorifica l'umile e il puro, ha voluto che anche in questa terra santificata dalla presenza di Santa Rosa, Domenico Savio fosse celebrato con grandiosi omaggi e collocato su di un trono di gloria, accanto al Padre.

Precedute le solennità da una febbrile e intelligente preparatone, si svolsero le grandiose celebrazioni dal 24 settembre ai 2 ottobre.

Lima, per la numerosa e ben diretta propaganda, vide, durante più di una settimana, la figura dell'Angelico Giovane campeggiare nei punti più frequentati della città e correre, come in solenne trionfo, su tutti gli omnibus e tram della metropoli, mentre la rado divulgava ovunque. con scelte audizioni canti e radioscene, l'incanto della figura di Domenico Savio.

La settimana commemorativa ebbe inizio con una riunione di duemila e più oratoriani coi rispettivi gagliardetti e allegria caratteristica. Celebrò la S. Messa l'Ecc.mo Salvatore Herrera, Vescovo titolare di Satala. Il Rev.mo Sig. Ispettore diresse le preghiere da un pulpito. Al termine della funzione i giovani ricevettero una squisita colazione, presieduta da.ll'Ecc.mo Ministro d'Assistenza Sociale, Dr. Edgardo Rebagliati. Durante tutta la settimana accorsero al nostro Santuario di Maria Ausiliatrice migliaia di giovani, che, provenienti da diversi centri scolastici governativi della città, furono accompagnati dai rispettivi maestri per rendere omaggio all'unisono, educandi e educatori, al modello più genuino dell'opera di D. Bosco. Nel teatro venivano proiettate la pellicola di D. Bosco e la filmina « Domenico Savio » produzione del Colle D. Bosco. Lo stesso Sig. Ispettore spiegava agli intervenuti le varie scene, che solcavano la tela, facendo vibrare nelle faccie infantili un raggio emozionante di luce e di vita. Ebbe parte importantissima in queste feste l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice con più di 2000 allieve.

Il 30 settembre, presieduto dagli Ecc.mi Vescovi Fortunato Chirichigno e Vittorio Alvarez, salesiani, nonchè dal Dr. Bravo Mejia, rappresentante del Signor Ministro di Educazione e dal Rev.mo Sig. Ispettore, si realizzò un solenne raduno di studenti. Il cortile era stipato da una moltitudine di giovani, che inneggiavano con la forza, che è loro propria, al nuovo Beato.

Finalmente il 1° ottobre il Santuario di Maria Ausiliatrice rieccheggia ancora una volta di tante voci giovanili facenti corona al solenne pontificale celebrato da Sua Eminenza il Cardinale Primate del Perù Dr. Giovanni Gualberto Guevara, scortato da duecento ragazzi del piccolo clero. La solennità del rito, la policromia degli ornamenti e sopratutto la vibrante allocuzione del Ecc.mo Dr. Vittorio Alvarez, S. D. B. fecero risuonare l'ambiente di una profonda commozione, mentre gli occhi si fissavano sulla artistica figura di Domenico Savio, maestralmente eseguita da un pittore della città.

Alle dodici la mensa dei Salesiani fu onorata dalla presenza dell'Eminentissimo Porporato, al quale venne offerta una reliquia di Domenico Savio. Il Rev.mo Sig. Ispettore ne prese occasione per ringraziare il Primate Ecclesiastico del Perù della cordialità e simpatia dimostrata alla Congregazione Salesiana.

Chiuse il ciclo dei festeggiamenti una conferenza del Ecc.mo Vittorio Alvarez S. D. B. sulla

« Glorificazione del sistema Preventivo », da lui tenuta al teatro Segura.

Così il fiore più bello del Sistema Preventivo ha sparso a Lima le fragranze dei suoi quindici anni vissuti nell'allegria di una santità collegiale.

URUGUAY - A Montevideo per fare conoscere e stimolare la gioventù ad amare ed a imitare l'angelico giovanetto, i Salesiani hanno dato alle stampe un libretto: « Sarò come te ». Il libretto, largamente diffuso, ha suscitato grande entusiasmo tra la gioventù uruguayana.

Un secondo libretto con 50 meditazioni per i giovani è in via di pubblicazione. Sono brevi considerazioni sui fatti più belli e le virtù praticate da Domenico Savio.

Ogni mercoledì poi alla Radio, collegata con altre sette trasmittenti, viene letta qualche pagina del libretto « Sarò come te», commentata da un salesiano.

Questa è l'ora di audizione preferita dal pubblico e dalla gioventù ed è la più udita secondo la statistica di una trasmittente.

DALLE NOSTRE MISSIONI

BRASILE

L'Opera Salesiana nel Mato Grosso.

Dalla relazione annuale dell'Ispettore Don Borra, che va dal marzo 1949 al marzo del 1950, abbiamo un quadro dello stato dell'Ispettoria nel decorso anno.

L'Ispettore riuscì a visitare le case tre o quattro volte, le missioni una volta.

Campo Grande ha quattro collegi. Il Collegio Don Bosco con corso primario, ginnasiale e collegiale, ha annessi la parrocchia, l'Oratorio festivo, l'Unione ex allievi, una libreria, due cappelle. Vi attendono 9 sacerdoti, 1 chierico, 4 coadiutori: per 82 alunni interni, 440 esterni, 15 delle scuole serali. Progresso visibile, in confronto col passato, nella pietà, nella disciplina e nell'applicazione allo studio.

Per la festa di Domenico Savio si ebbero fra gli alunni 96 prime Comunioni e 16 Battesimi. Fiorenti le Compagnie religiose. Notevole sviluppo ha assunto la libreria, che è l'unica religiosa della città, ed è pure un grande aiuto per il noviziato e lo studentato filosofico. A fianco del Collegio si è acquistato un appezzamento di terreno di quasi 3000 mq. in vista della facoltà di Filosofia, che dovrà avere una sistemazione adeguata nel 1951.

Riuscitissima la prima Gara Catechistica intercollegiale del novembre scorso cui parteciparono 35 alunni di Lins, Tupà, Corumbà, Campo Grande.

L'Istituto S. Josè ha parrocchia, oratorio festivo ed esternato. Vi attendono 5 sacerdoti e un coadiutore. Consolante il movimento parrocchiale favorito dalla bella chiesa di S. José. L'antica cappella dell'oratorio fu trasformata in tre laboratori; ma per mancanza di capi si deve rinviare a tempi migliori l'inizio delle Scuole professionali. Per ora funziona solo l'esternato col corso primario, che muove i primi passi: 45 alunni.

L'Istituto S. Vicente ospita il Noviziato e il Corso Filosofico. È una vasta tenuta a circa 10 km. da Campo Grande, con terreni a boschi, pascoli, piantagioni di caffè, zucchero, riso, miglio, fagioli ecc. e una ricca presa di acqua, che rifornisce energia e luce. Da due anni è l'estuario di tutta l'economia dell' Ispettoria. Effettuata la compera del terreno e dell'antica casa nel 1948, si ampliò con due bracci la costruzione esistente, così che nel 1949 si cominciò il Noviziato in ambiente adatto alle esigenze della formazione. Poi, il 14 novembre del 1949, si mise la prima pietra dell'edificio per il corso filosofico che oggi è quasi terminato. Dato il carattere missionario dell'Ispettoria, tutti i giorni, novizi e studenti di filosofia hanno un'ora circa di lavoro manuale in campagna, che concorre al benessere fisico e intellettuale. Attualmente i novizi sono 11, gli studenti di filosofia 12, i coadiutori del corso di perfezionamento 2.

A circa 5 km. da Campo Grande c'è il Seminario, che conta oggi 40 seminaristi. È già un gran passo in confronto ai 22 con cui si cominciò nel marzo del 1949. Nell'aprile scorso si inaugurò un nuovo dormitorio, che permette una sistemazione migliore dei vari ambienti. Prossimamente si inizierà una nuova costruzione, grazie ad una generosa sovvenzione del Governo.

A Tres Lagoas abbiamo solo la parrocchia (forse la migliore della diocesi di Corumbà), con un piccolo oratorio, un sacerdote ed un coadiutore. Si spera non lontano il giorno in cui ci si possa occupare della gioventù su più larga scala, costruendo ambienti adatti.

Ad Aracatuba, da pochi mesi contiamo un'altra casa salesiana, aperta nel dicembre 1949. Vi lavorano 3 sacerdoti, che per ora attendono alle due parrocchie e all'Oratorio festivo. La parrocchia di S. Giovanni è affidata a noi. All'altra diamo i coadiutori. Si sta costruendo il collegio a 600 m. dal centro. Il primo braccio laterale misura m. 72 per 10 ed è a un solo piano. Servirà per iniziare subito l'esternato in preparazione al ginnasio. L'Oratorio festivo funziona accanto alla parrocchia S. Giovanni. Frequentatissimi i catechismi domenicali ai fanciulli e alle fanciulle.

Anche Lucelia, nell'Alta Paulista, conta una casa salesiana da pochi mesi, essendo cominciata nel 1950. Vi lavorano tre sacerdoti, coadiuvati nell'insegnamento da professori esterni. Il municipio ci ha ceduto il ginnasio locale che prende il nome di « Ginnasio Domenico Savio» in omaggio al nuovo Beato. Gli alunni sono 270. Per ora la scuola funziona ancora nel locale antico; ma procede rapida la costruzione del nostro collegio situato in splendida posizione. L'opera nostra ha incontrato stima e simpatia immediata. Cappella, refettorio, cucina e vari altri ambienti sono ormai pronti; il centro dell'edificio si avvicina al tetto.

A Tupà abbiamo cinque sacerdoti, due chierici, un coadiutore. Poco personale, se si pensa che vi è il corso primario e ginnasiale con 440 alunni e un internato con due sezioni, una per gli studenti, l'altra per gli aspiranti, oltre la chiesa pubblica e la cappellania delle Suore. Gli aspiranti sono 35 in sezione a parte, che influisce salutarmente su tutto l'ambiente.

A Lins abbiamo i corsi: primario, ginnasiale e collegiale; parrocchia, Oratorio festivo e due cappellanie. Vi lavorano sette sacerdoti, due chierici, due coadiutori. Alunni, complessivamente, 520. I 170 del corso commerciale serale hanno a disposizione un altro locale distante dieci minuti dal collegio. L'internato è il maggiore dell'ispettoria, con 170 alunni. Cominciano a fiorire vocazioni. Nella vasta chiesa parrocchiale venne inaugurato il nuovo presbiterio con l'altar maggiore e l'artistica balaustrata. C'è però ancora molto lavoro.

Colonia Aimorès (Baurù) ha l'aria di una cittadina elegante e moderna. Dista dodici chilometri da Baurù; ma non si entra senza licenza speciale: è destinata ai lebbrosi. Da 14 anni vi prodiga tutto il suo zelo di antico e sempre vegeto missionario il nostro Don Michele Currò, che sta per toccare gli 80 anni di età. È difficile concretare in dati il ministero apostolico, che vi esercita per infondare fede e speranza in quelle anime e rilevare con esattezza i benefici spirituali che sono fra i rimedi più efficaci contro la paurosa malattia di Hansen. È un vero apostolo dei lebbrosi.

A Corumbà abbiano il corso primario e quello ginnasiale, un Oratorio festivo, due parrocchie (cattedrale e santuario), la curia, tre cappelle; e per tutto: sette sacerdoti, un chierico, due coadiutori. Alunni interni 16, esterni 270. L'Istituto S. Teresa celebra quest'anno il suo cinquantesimo di fondazione con la consacrazione del suo bel santuario di Maria Ausiliatrice, di cui attendiamo relazione. È il monumento religioso più importante di tutta la diocesi: misura metri 52 per 22; ha tre navate. Sempre più florido l'esternato. L'internato risente del calore eccessivo di Corumbà, noto in tutto il Brasile. L'inaugurazione del santuario ha reso più sensibile e vasto il movimento religioso.

A Cuiabà abbiamo due Istituti. Il Liceu S. Gonçalo con corso primario e ginnasiale, Oratorio festivo, due parrocchie, tre cappelle, osservatorio metereologico, scuole professionali per sarti, calzolai, tipografi, legatori, falegnami. Vi attendono 9 sacerdoti, 3 chierici, 9 coadiutori. Gli interni sono 150 (95 studenti, 55 artigiani); gli esterni 370.

Totale 520. È la casa più completa, con tutte le opere salesiane. Dal 1946 il cortile superiore è un arsenale di materiali di costruzione, che in tre anni ha trasformato la fisionomia della casa. Fatto il raccordo del ginnasio con le nuove scuole professionali (1948), la costruzione è giunta al braccio finale; se non mancherà l'aiuto di una sovvenzione federale, nel corrente anno tutto sarà terminato.

Al Seminario sono addetti 4 sacerdoti, 1 chierico ed i coadiutore. Accanto è la parrocchia (cattedrale), la curia e I'aspirantato che conta 45 aspiranti. Questi frequentano, al mattino, il vicino Liceu S. Gonçalo per le scuole ginnasiali.

A Coxipò da Ponte lavorano due sacerdoti, un chierico ed un coadiutore. La casa risorge lentamente, dopo decenni di quasi abbandono. Ha l'internato con 32 alunni, l'esternato molto più numeroso, ed una scuola agricola di modeste esigenze per mancanza di mezzi. Dà già elementi all'aspirantato di Cuiabà.

A Poxoreu non abbiamo che la parrocchia, con un sacerdote. La città si sta formando. Le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno un buon esternato. A noi mancano per ora i mezzi per costruire e realizzare l'opera nostra.

Sangradouro è una Missione promettente. Ha 3 sacerdoti, 1 chierico, 3 coadiutori, 55 interni (quanti ce ne possono stare). Dal giugno 1949 si sta costruendo la bella chiesa (su disegno del nostro architetto Vallotti), che darà maggior incremento alla vita religiosa di ambe le comunità. Per la varietà della coltivazione e l'abbondanza di prodotti agricoli è la migliore delle Missioni.

La missione di Meruri con 3 sacerdoti ed 1 coadiutore, ha iniziato, nel 1949, una ripresa decisa con 25 interni (di cui 12 bororos). Si sta completando il trasloco del villaggio bororo in aria nuova, che permetterà più ordine, pulizia, e benessere. La residenza delle suore è la più missionaria, ma si spera di rinnovarla sul posto dell'antico villaggio.

A Guiratinga vi sono 5 sacerdoti, 1 chierico, 1 coadiutore, con 35 interni e 85 esterni del corso primario. L'edificio ha migliorato già molto, ma bisogna far molto di più.

La missione di Alto Araguaia ha 3 sacerdoti, 1 chierico, 1 coadiutore, 65 interni e 80 esterni del corso primario, ed una parrocchia vastissima. Belli i due nuovi grandi dormitori, con la capacità per 100 interni. Ogni anno manda elementi all'aspirantato di Cuiabà.

Araguaiana dà il titolo alla Missione del Mato Grosso. Ha tre sacerdoti e un coadiutore; 55 interni e 50 esterni. Sta ampliando i suoi locali cominciando dal cortile. Come tutte le Missioni, ha un buon campo di aviazione. Dal giugno del 1949 vi è un servizio aereo militare settimanale, che da Campo Grande a Cuiabà passa per le quattro missioni di Alto Araguaia, Guiratinga, Meruri, Sangradouro. In due giorni si può mandare e ricevere la corrispondenza che un tempo impiegava da 50 a 60 giorni.

La missione di Chavantina sul Rio das Mortes ha un sacerdote e un coadiutore. Iniziata il 27 dicembre del 1949, festa di San Giovanni Evangelista, per ora attende ai figli degli impiegati della « Fundaçào Brasil Central », che offre vitto e alloggio. Vi funziona una scuola diurna di 15 alunni ed una serale di 30. A dodici chilometri sorge il primo villaggio dei Chavantes, da cui per giungere al confine nord della nostra Prelazia, vi sono ancora 400 chilometri.

Conclusione - L'Ispettoria del Mato Grosso, avendo ceduto il Goiàs all'Ispettoria San Giovanni Bosco di Minas, territorialmente si riduce assai, e facilita la visita ispettoriale e il contatto frequente con tutte le case. Tuttavia misura ancora più di un milione e mezzo di kmq. Ceduta la casa di Goiania, la Provvidenza, in compenso, permise di aprire tre nuove fondazioni: cioè Araçatuba, Lucelia, Chavantina. Il campo più fecondo è il sud del Mato Grosso e la parte occidentale dello Stato di S. Paolo, dove per l'enorme distanza non potrebbero mai spingersi i Salesiani di altre Ispettorie.

RIO NEGRO (BRASILE.)

Fervore di vita cristiana tra i figli della foresta.

La Missione Salesiana di Iauaretè conta 7 missionari: 3 sacerdoti e 4 coadiutori. Essi lavorano in mezzo a molte difficoltà in un territorio vastissimo, coperto da foreste e attraversato da fiumi; il loro lavoro però è benedetto dal Signore, e una parte delle tribù indigene si è convertita. I Missionari hanno raccolto dalle selve 150 giovani, e le Figlie di Maria Ausiliatrice, 110 alunne, in maggioranza tra gli Indii Tucanos, per poterli educare più facilmente alla vita civile e cristiana.

L'anno santo, anche dai figli della foresta, è stato sentito e vissuto: l'ha dimostrato la maggiore frequenza alla Missione e al Banchetto Eucaristico; nell'anno santo sono state distribuite più di 30.000 SS. Comunioni. È stato un anno di grande entusiasmo e di fervore cristiano anche per i giovani, i quali godettero grandemente per la Beatificazione di Domenico Savio e si proposero con vero slancio di volerlo imitare col praticare le sue virtù.

Molti altri figli della foresta domandano e pregano i missionari di andare anche da loro a portare la parola di vita, ma i missionari sono troppo pochi e sovraccarichi di lavoro e sono costretti solo a promettere di accontentarli, nella speranza che molti giovani generosi giungano in loro aiuto. L'avvenire della missione è assai promettente.

GIAPPONE

Vent'anni di attività dell'Editrice «Don Bosco».

Poco più di vent'anni fa sorse a Oita, nell'isola di Oyu Shu, la « Don Bosco Sha »: Editrice « Don Bosco », con lo scopo precipuo di pubblicare, in stile facile e accessibile a tutti, opere anche difficili. Lo sforzo massimo si concentrò nel Catechismo e nel Vangelo. La prima opera pubblicata fu il Vangelo unificato del nostro Don Anzini, unico nel suo genere, edito in ricca veste tipografica ed in lingua popolare. Trasportata in seguito a Tokyo, l'Editrice Don Bosco ebbe un campo più vasto di divulgazione. E pubblicò una collezione di testi di filosofia e pedagogia, storia del cristianesimo in Giappone, libri apologetici, traduzioni di biografie, letture varie e produzionì musicali. Gli stessi missionari Salesiani si sobbarcarono alla traduzione e compilazione, aiutati da valenti professori giapponesi, fra i quali il letterato P. Totsuka.

Dapprima non trovarono lettori che nella cerchia cattolica. Ora, invece, la stampa cattolica, per la mutate condizioni, arriva in moltissimi luoghi in cui non c'è una chiesa e forse neppure un cattolico.

La guerra paralizzò tutto il movimento librario cattolico. E tutte le editrici cattoliche, per forza maggiore, dovettero cessare le pubblicazioni. Solo la Don Bosco-Sha, sospesi i periodici, continuò la pubblicazione di libri e opuscoli di carattere religioso, apologetico e vario, esitandone da 800 a 1000 copie per libro.

Nel dopoguerra i nostri furono i primi a riprendere anche le pubblicazioni periodiche con il Seme di senapa e le Letture Cattoliche mensili. Più urgente di tutte era la ristampa del Catechismo venuto a mancare completamente. La Don Bosco-Sha provvide per le varie diocesi, secondo i bisogni e il numero dei cattolici, un'edizione proposta e approvata dalle autorità ecclesiastiche giapponesi. Se ne dovette curare subito una seconda e una terza ristampa per un totale di circa 100.000 copie. Tre ristampe, per un complessivo di 30.000 copie, ebbe pure il Vangelo unificato.

Tornando poco alla volta la normalità, le edizioni si moltiplicarono. Apprezzatissima la ripresa della collana di « Sacra Scrittura », col commento del Vangelo di San Giovanni e di San Luca, degli Atti degli Apostoli in due volumi e il commento di San Matteo. Sono volumi di grande formato e accurata veste tipografica. L'abbondante commento è in lingua parlata. Si può dire che è l'unica opera di esegesi in Giappone, preparata su buona scorta di commentatori.

Nel 1949 la Don Bosco-Sha pubblicò 43 nuovi volumi (di cui quattro ristampe), per un totale di 150.000 copie. Oltre le opere già ricordate, meritano menzione il San Francesco d'Assisi dello Joergensen e il Don Bosco del nostro Don Auffray.

Nel 1950 si sono superate le edizioni dell'anno precedente. Hanno avuto bella accoglienza il Cuore del De Amicis, la Fede di milioni di O' Brien, grosso volume di più di mille pagine, trattazione apologetica, storica e dottrinale, e la Vita del Beato Domenico Savio. Si ristampò pure il Metodo preventivo di Don Bosco, che ebbe tanto successo fra gli educatori pagani. Di imminente pubblicazione è il Lutero del Grisar, è in preparazione un grosso vocabolario latino-giapponese, di cui si sente tanto bisogno.

Numerose le collane presentate al pubblico: vite di Santi, Sacra Scrittura, studi filosofici e sociali, romanzi, letture per ragazzi. Nel campo ascetico figurano traduzioni di S. Agostino e S. Bonaventura.

Le edizioni della Don Bosco-Sha sono molto stimate per l'accurata ed elegante veste tipografica e per la scelta degli argomenti.

Ha pure tentato una maggior diffusione con la pubblicità per mezzo di annunci reclamistici nelle vetture dei treni della città di Tokyo e nei grandi quotidiani.

È poi impegnata a fondo per una campagna catechistica, con metodi e mezzi moderni, per offrire ai missionari materiale di organizzazione e sussidi, tra cui serie di filmine catechistiche, albums di Storia Sacra e altro.

A tutto questo complesso di produzione si deve aggiungere l'opera di divulgazione della stampa cattolica per mezzo di 6 librerie dirette da Salesiani in Tokyo, Osaka, e nelle province di Oita e Miyazaki.

Don Bosco, grande Apostolo della buona stampa, può guardare con compiacenza all'opera editoriale dei suoi figli in Giappone.

Un'opera sociale modello: la « Seibi Gakuen » di Tokyo.

S. E. il Vescovo di Osaka ha definito « Opera Sociale Modello » quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Tokyo. Situata nel rione di Akabane, la Seibi Gakuen (fulgida stella) comprende un complesso di opere, che vanno dalla Santa Infanzia, rappresentata da una cinquantina di bimbi, all'Orfanotrofio con 300 orfanelli ; dall'Asilo infantile con altri 300 bambini esterni, alle Scuole elementari, medie, superiori e professionali con un complesso di alunne, che stanno superando il migliaio. All'esame di ammissione alla prima media di 135 candidate, alla presenza dei parenti, una bambina, fra le altre, richiesta perchè i suoi genitori le facessero cambiar scuola, rispose: « Mio padre e mia madre dicono di aver compreso che l'uomo non può vivere senza Fede; e siccome in questa scuola tutti assicurano che si insegna la Fede, hanno deciso di iscrivermi qui ».

Il quadro dell'opera provvidenziale delle Figlie di Maria Ausiliatrice è completato dal noviziato, ivi eretto, che raccoglie ventidue novizie ed un buon numero di postulanti e aspiranti.

Benedizione di una nuova chiesa a Miyakonojo.

Il 18 giugno S. E. Rev.ma Mons. Fukahori, Amministratore Apostolico di Miyazaki, ha benedetto solennemente la nuova chiesa di Miyakonojo. La chiesa, a detta di tutti, è assai bella e capace. Monsignore amministrò pure la Cresima a un gruppo di oltre 40 cristiani, convenuti da tutta la provincia e accompagnati dai rispettivi parroci. È la terza chiesa, che abbiamo potuto ricostruire, dopo la guerra, nella provincia di Miyazaki.

CINA

Trasformazione di un Istituto salesiano oltre la « cortina di bambù ».

La scuola elementare e media di Su Chow (Cina), che ospitava 600 allievi, ha dovuto, nell'imminenza dell'occupazione, subire una forzata trasformazione e diventare scuola di avviamento professionale. Lo spirito di intraprendenza e adattabilità dei nostri confratelli fece ottima. prova. Le due grandi aule del pian terreno, abbattuto il muro che le divideva, accolsero dieci banchi da falegname, un armadio con ferri del mestiere, grandi quadri murali, tornio con una ruota di automobile per volano. In un'altra stanza si allestì il laboratorio dei calzolai: mezza dozzina di sgabelli, tre deschetti, modelli di scarpe, tolti da reclame di riviste, appesi ai muri. Un ciabattino ambulante, buon vecchietto, fa da maestro ai piccoli allievi. Nel laboratorio di meccanica, morse e attrezzi comperati al mercato ambulante. Si cominciò con lo smontare e ripulire un'automobile mezzo sconquassata. Il direttore stesso della casa si è costituito caporeparto.

Fu pure inaugurata ultimamente l'aula per l'elettromeccanica nell'ufficio del Direttore degli studi, il quale si è portato, democraticamente, nella sala comune, al pari dei maestri. La scuola di elettromeccanica ha pure, come esigono i tempi, il suo apparato di trasformatori, voltametri, amperometri, ecc.

Salesiani e maestri esterni, con spirito di fratellanza, di assistenza e intraprendenza, curano ora lo sviluppo dei laboratori, per dare ai ragazzi una soda istruzione industriale.

Lo stesso cambiamento subì il piano superiore: le aule furono occupate da macchine da cucire, tavolini ed armadi: e così è sorta la sartoria.

Nessun europeo può dirigere aziende e officine: tutti devono presentarsi come operai o artisti. Per i due missionari europei si è trasformata una stanzetta in « ufficio tecnico » appendendo ai muri schizzi e disegni, riempiendola di libri di radiotecnica, meccanica e chimica.

I visitatori rimangono sbalorditi di tanta attività. Non manca neppure la sala di fisica e chimica col suo arredamento improvvisato. Ha già otto allievi, che stanno imparando l'analisi chimica. Si è provveduto infine alla sala di plastica e disegno con un armadio pieno di greche, cornici, squadre e modelli per scultura. Un salesiano, scultore di professione, indirizza bene i piccoli artisti cinesi, ed egli stesso produce pregevoli statue e presepi, in stile cinese.

Negli ultimi giorni il Vescovo ha affidato alla cura dell'Istituto 40 giovani, che erano nel suo seminario. Così l'ospizio conta quasi un centinaio di interni. Non bastando i locali, si stanno costruendo delle baracche, povere ma accoglienti.

L'Istituto salesiano di Shangai-Yangtzepoo in mani comuniste.

Abbiamo già dato notizia delle vessazioni organizzate contro i nostri confratelli di Shanghai.

Tornata, nel febbraio, un po' di calma, si attendeva fiduciosi un miglioramento della situazione e una maggior comprensione da parte dell'autorità per l'opera benefica compiuta dalle due scuole professionale e media. Ma un giorno la grande scuola di Shangai-Yangtzepoo con i suoi 728 alunni venne arbitrariamente occupata e fatta passare con tutto il suo magnifico attrezzamento di officine, scuole e gabinetti scientifici, ad una amministrazione laica. Per riempire i vuoti lasciati dagli alunni ritirati dai parenti e anche per non venir meno ai loro principi, i nuovi dirigenti accettarono ragazze e ne fecero una scuola industriale mista.

I nostri dovettero cedere tutto al Comitato di Amministrazione, che insediò un nuovo Direttore didattico. Ma in seguito il Comitato invitò i nostri Coadiutori a continuare l'insegnamento nelle officine e nella stamperia. Così si riprese il contatto con gli artigiani, che finora si erano sempre dimostrati tanto affezionati. I Coadiutori avrebbero dovuto essere pagati come gli altri professori esterni con la clausola che avrebbero ceduto metà dello stipendio in favore dei giovani poveri e per aiutare la scuola. Finora però tutto lo stipendio è stato assorbito interamente. Malgrado tanta lotta e tante difficoltà si può compiere ancora un po' di bene spirituale: i giovani, assidui alla Messa quotidiana ed alle preghiere della sera, approfondiscono le loro nozioni religiose e si fortificano sempre più nella fede.

La comunità salesiana vive nella piccola residenza separata dal resto della grande scuola da un'alta siepe di bambù.

Il lavoro parrocchiale prospera. «Abbiamo ancora battesimi» ci scrivono. Le ex allieve delle Suore, che si trovano in simili condizioni, si interessano molto di religione e parecchie si preparano al battesimo. Se la nuova dottrina ha fatto qualche apostata, ha però riscosso la fede nell'immensa maggioranza.

L'unico lamento riguarda le vocazioni. Ma un missionario ci scrive che le case del nord della Cina, cioè quelle sotto il regime comunista, hanno ancora, tutte, vocazioni. La stessa casa di Shangai-Yangtzepoo, nonostante il numero limitato di cristiani e le condizioni difficili in cui si trova, procura di fornire buone vocazioni di coadiutori capi d'arte.

INDIA

Tre nuovi distretti nella Missione Salesiana dell'Assam.

La diocesi di Shillong, capoluogo della Provincia dell'Assam, ha visto quest'anno l'apertura di tre nuovi centri stabili missionari.

Il primo a Digboi, centro petrolifero dell'Assam, vicino alla frontiera cino-birmana. Ha un sacerdote e una bella chiesa a S. Teresa del Bambin Gesù.

Per commemorare la beatificazione di Domenico Savio, il 5 marzo, si aprì la residenza di Naharkatiya, con due sacerdoti, smembrandola da quella di Dibrugarh. Il distretto di Dibrugarh era troppo vasto ed il missionario doveva a volte percorrere più di 300 chilometri per visitare alcune cristianità. Naharkatiya si trova presso le tribù primitive degli Uraons, impiegate nei giardini di the. I missionari potranno pure avere contatti più frequenti con i Nagas, che abitano la pianura tra il Brahmaputra e le Nagas Hills.

Il terzo distretto aperto è quello di Marsibù, sulle colline Khasi. È formato dallo smembramento della parrocchia di Shillong.

Vi sono due sacerdoti con casa e cappella; si sta costruendo la scuola.

Più di 200 aspiranti alla vita salesiana in India.

L'Aspirantato salesiano di Tirupattur (India Sud), inaugurato il 22 giugno 1942, con una dozzina di aspiranti studenti, ne ha oggi 240, fra cui una trentina di aspiranti coadiutori.

Culto e Grazie di Maria Ausiliatrice

Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettor del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - (709)

Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene potendolo, aggiungere un certificato medico.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Guarigione insperata.

Con commossa riconoscenza innalzo il mio vivissimo ringraziamento a Maria SS. Ausiliatrice, che sempre soccorre chi implora il Suo potente aiuto.

Mio figlio Armando, prossimo al coronamento dei suoi studi universitari, interrotti a causa dell'ultimo conflitto mondiale, nell'intensa applicazione mentale per la preparazione ai suoi ultimi esami, cadde in una forma di esaurimento nervoso veramente preoccupante.

I dottori e gl'infermieri curanti disperavano di guarirlo, perchè il male, già troppo avanzato, era ribelle a tutte le cure.

Con l'anima straziata, ma sostenuta da una grande fede, mi rivolsi fiduciosa a Maria Aiuto dei Cristiani e fui subito esaudita. Infatti in pochissimo tempo il mio carissimo figliuolo ritornò a casa, dall'ospedale, completamente guarito.

Riconoscente rendo pubbliche grazie alla Vergine Ausiliatrice. In fede

Selaunicco.   RINA TAVANO).

Mamma, grazie!

Il Signore ha permesso l'estate scorsa (1950) che i miei familiari venissero provati da momenti di viva preoccupazione per l'andamento di una forma tifoidea, che costrinse me e mio fratello Angelo, contemporaneamente, ma in circostanze di luogo e per cause molto diverse, ad una lunga degenza in ospedale.

Vista la necessità di una speciale assistenza divina per una serena risoluzione della prova, ci affidammo tutti con grandissima fede all'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice invocata con la novena voluta da S. Giov. Bosco.

La nostra malattia ebbe momenti incerti e difficili, nonostante le premurose attenzioni degli ottimi medici curanti e l'impiego dei più efficaci ritrovati della medicina moderna, ma quanto più la situazione poteva apparire preoccupante, tanto più aumentava l'assoluta fiducia nella Mamma Celeste.

Mio fratello Angelo, in modo particolare, ebbe evidentissima l'assistenza della Vergine Benedetta, invocata, con tanto amore, in una notte di sabato, per il superamento di una gravissima crisi. che sembrava ormai non lasciargli che poche ore di vita; un medico amico di casa ebbe in seguito ad affermare: « Questo ragazzo è salvo per miracolo»

Per un'elegante provvidenziale coincidenza poi, dopo aver ricevuto dalla Madonna tanti favori spirituali e materiali, io lasciavo l'ospedale di Brescia il giorno 8 settembre Natività di Maria e mio fratello Angelo veniva dimesso dall'ospedale di Varese il giorno a settembre, commemorazione di Maria SS. Ausiliatrice.

Come da promessa fatta inviamo offerta e ringraziamo di cuore la Mamma Celeste. In fede

Nave (Brescia). Sac. A. M. BOLDETTI, S. D. B.

Investito da un'auto.

Nel pomeriggio del 30 settembre u. S. percorrevo in bicicletta una delle vie più ampie di Torino, tenendo la mia destra e in condizione di prudenza, quando venni investito e gettato a terra da un'auto. Sollevato grondante sangue per ferite alla fronte e al mento, fui portato d'urgenza in un ospedale. Nell'una e nell'altra ferita si mostrava denudato l'osso. La ferita al mento fu suturata, quella del capo solo parzialmente, perchè lacera e slabbrata. Con tutte le precauzioni del possibile caso di commozione cerebrale e frattura dell'osso frontale, mi si trattenne nell'ospedale.

Passai le prime 24 ore in continua agitazione: il contraccolpo mi aveva reso dolorante l'occipite, tanto da dover essere sollevato ed aiutato in caso di movimento. Non potevo deglutire; un dolore lancinante mi tormentava di continuo il medio e l'anulare delle due mani.

Dopo una sola giornata di sofferenza acuta cominciai ad avvertire un po' di sollievo generale.

In breve: dopo tre giorni di ospedale, sparito il pericolo di commozione cerebrale, con segni evidenti di miglioramento venni dimesso, sia pure in autolettiga. Sei giorni dopo la caduta mi presentavo a farmi liberare, dai punti di sutura, le ferite asciutte, lasciate allo scoperto, per più rapida guarigione. Ammetto la complimentata resistenza organica, ma non posso dimenticare i miei 65 anni compiuti, le preghiere di allievi, confratelli e di altre anime buone per concludere che è stata proprio la celeste Ausiliatrice a volermi liberare da gravi pericoli ed aiutarmi nella guarigione.

Lombriasco.

Sac. AUGUSTO RINALDI, Salesiano.

Otto mesi di infermità.

Ero affetto da cancrena diabetica al piede destro. Si prevedeva di dovere tagliare la gamba al ginocchio; poca era la speranza di guarigione che mi rimaneva.

Il dottore aveva dichiarato prossima la mia fine: solo un miracolo mi avrebbe potuto salvare. Mi raccomandai allora a S. Giovanni Bosco e nella notte dal 17 al 18 maggio mi parve di sentire una voce che mi diceva: « Ti è stata concessa una grazia speciale ».

Benchè il mio male abbia seguito il suo corso e talvolta anche peggiorato, non dimenticai le parole che mi erano state dette. Ed ora è trascorso un anno ed io mi sento perfettamente bene. Voglio perciò pubblicamente ringraziare S. Giovanni Bosco.

Unisco l'attestazione del dottore.

S. Giusto Canavese.   DOMENICO FIORINA.

DICHIARAZIONE MEDICA

Dichiaro di avere avuto in cura il sig. Fiorina Domenico fu Domenico, di anni 66, abitante in San Giusto C. (Torino), per: « Diabete grave con cancrena all'avampiede destro » con glicemia del 4‰ . La prognosi, data la gravitò, fu sfavorevole e si pensava ad un'eventuale amputazione. Si praticarono iniezioni biquotidiane di Insulina e medicazioni, in loco, di alcool denaturato: pustole grandi di tessuto venivano eliminate. Dopo due mesi di cura, la cancrena si propagò alla pianta del piede ed il fetore era quasi insopportabile. Si continuarono le solite cure e ad un certo momento sia la lesione locale che la glicemia incominciarono a migliorare, proprio quando sembrava che il male si allargasse ancora, essendosi la tumefazione propagata al collo del piede. In data 20 agosto (la malattia si era iniziata il 20 gennaio) 1949 il paziente poteva considerarsi guarito.

Si rilascia in carta libera a richiesta del paziente e per quegli usi che intende.

S. Giusto Canavese (Torino), 8-IV-1950.

Il medico curante Dott. ATTILIO PIRETTO.

Guarita da tifo.

Mia figlia ammalata di tifo versava in condizioni sempre gravi. Trasportata d'urgenza all'ospedale di Verona, il professore curante dichiarò che era molto grave. Per molti giorni ebbe un forte delirio e le cure riuscirono vane. Il giorno stesso che con viva fede ricorremmo alla Vergine Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco, incominciò il miglioramento, ed ora è ritornata a casa completamente guarita. Siamo riconoscenti alla cara Vergine e a S. Giovanni Bosco.

Caprino Veronese.   SILVIA GAMBERONI.

Tra i vortici del fiume.

Il giorno 22 di agosto, festa del Cuore Immacolato di Maria, andai ad amministrare gli ultimi sacramenti a un povero indio tucano. Lo preparai bene e gli diedi la prima e ultima Comunione, e tutti i conforti della Religione. «Adesso muoio contento - mi disse. - Padre, puoi ritornare alla missione ». Ripresi la via del ritorno sulla barca con alcuni ragazzi della missione che mi accompagnavano. Il fiume è grande e le correnti e i vortici forti e travolgenti, però il motore di poppa funzionava bene. All'improvviso, colti da uno di quei vortici, la barca si capovolse con tanta rapidità che io ebbi appena tempo di gridare: - Maria Ausiliatrice! - che già mi trovavo sommerso in quel vortice. Mi afferrai alla barca capovolta, tentando di sollevarmi, ma la veste mi si avvolse nelle gambe e me le rese immobili. Non sapendo nuotare pensai che era giunta la mia ultima ora. Intanto i ragazzi, buoni nuotatori, con sforzi sovrumani, mi circondarono per aiutarmi gridando: « Salviamo il padre! ». Subito accorsero altri, e tutti insieme, lottando contro i vortici, mi portarono dove l'acqua era meno travolgente e mi aiutarono ad entrare in una barca, che dalla riva venne in nostro soccorso. Così fui salvo.

Siano rese grazie infinite alla nostra Ausiliatrice.

Jauaretà (Brasile), 28-VIII-1950.

Don ANTONIO GIACONE, Missionario Salesiano.

Guarita da meningite infettiva.

Chiedo venia per il ritardo.

Nel pomeriggio del 20 marzo 1942 mia sorella (che compiva in quello stesso giorno 11 anni) fu colpita, in forma violenta, da meningite infettiva.

Trasportata d'urgenza all'ospedale venne dichiarata, dai quattro medici del consulto, gravissima e che anzi non sarebbe arrivata al mattino seguente.

La scienza medica, dunque, si dichiarava insufficente; allora ricorsi, con grande fede, all'intercessione della Vergine Ausiliatrice.

Iniziai la novena raccomandata da S. G. Bosco ed il miglioramento fu così rapido, da meravigliare gli stessi medici e il giorno 24, dopo aver assistito alla S. Messa - fatta celebrare per ottenere la grazia desiderata - ebbi la gioia di sentire che, in seguito all'ultima iniezione lombare praticatale, la mia sorellina era fuori pericolo.

Venezia.   Sr. JOLE MANZIOLI, F. M. A.

Guarita da distacco di retina.

Nel lontano 1933 dopo una degenza a letto per disturbi circolatori, fui quasi improvvisamente colpita da distacco di retina all'occhio destro. La cosa era gravissima.

Giacchè il distacco era già in atto, alcuni oculisti mi consigliarono di recarmi a Firenze, onde sottopormi ad una delicata operazione chirurgica di esito incerto.

La mattina in cui dovevo partire, mio marito, non so in seguito a quale ispirazione, decise di tentare, invece, una severa ma problematica cura medica all'ospedale di Bolzano.

Per venti giorni bendata ed immobile, col cuore pieno di angoscia, giorno e notte invocavo Don Bosco, quale intermediario presso la Vergine Ausiliatrice cara al Santo.

Dopo alcune settimane il dottor Menestrina della clinica di Bolzano, mio medico curante, dichiarò che la grazia quasi miracolosa era venuta: Non solo la retina erasi riattaccata, ma, caso straordinario, era irrorata di sangue come fosse sana.

Valsugana.   SAVERIA GRAZIADEI, insegnante.

Al primo giorno della novena.

La mia cara bambina, Alba Rosa di 2 anni e mezzo, veniva colpita da malore improvviso accompagnato da altissima febbre, e nel volgere di poche ore si aggravò in modo tale che si temeva di perderla. In tale frangente di cose, addoloratissima, mi rivolsi di tutto cuore a Maria SS. Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco, perchè intercedessero presso il Signore e si scongiurasse la catastrofe.

Si iniziò subito in famiglia una novena promettendo, se la bambina fosse stata salvata, la pubblicazione della grazia ed un'offerta per le Opere Salesiane.

La sera stessa, primo giorno della novena, la febbre scompariva e la bambina migliorò sensibilmente tanto da potersi dire completamente fuori pericolo.

Grata a Maria SS. Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco del celeste favore, adempio la promessa fatta e invio umilmente l'offerta per le Opere Salesiane.

Mesoraca (Catanzaro).

MARIANNINA MADIA GRISOLIA.

Una catena di grazie.

Il 28 marzo 1941, durante la battaglia navale di Capo Matapan, veniva affondato l'incrociatore sul quale era imbarcato mio figlio. Dopo un mese di ansie e di continue fervorose preghiere, ricevevo dal Vaticano la notizia che si era salvato ed era stato fatto prigioniero. Ritornò dopo sei anni di prigionia sano e buono come era partito.

L'angoscia di quegli anni minò però la mia salute e dovetti subire due gravi interventi chirurgici, che ebbero esito felice per l'intercessione della Madonna Ausiliatrice e di San Giov. Bosco, ai quali mi ero rivolta quasi disperata.

Sono passati tre anni dal secondo intervento e la mia salute è sempre andata migliorando.

Anche quest'anno ebbi ad invocare l'aiuto di S. Giovanni Bosco per mio marito che, in seguito ad un grave intervento chirurgico, era ridotto in fin di vita ed ottenni la grazia della guarigione.

Milano, 27-VI-1950.   MARIA GALIMBERTI.

Investite da un'auto e miracolosamente salve.

La domenica del 30 aprile scorso mia figlia Nella e mia nipote Franca ritornavano dal santuario di Maria SS. Ausiliatrice; a pochi metri dalla chiesa, in via Cottolengo, un'auto, per scansare un ciclista, sterzava e si portava improvvisamente sul marciapiede investendole e gettandole a terra.

Grida di raccapriccio si elevarono dalla numerosa folla e senz'altro furono portati soccorsi alle due infortunate, le quali miracolosamente ebbero a scampare a ben gravi ferite, tanto che dall'Astanteria, ove furono medicate, poterono essere ricondotte a casa dopo breve tempo.

La Madonna e San Giovanni Bosco hanno protetto in modo più che palese la mia figliuola e la mia nipote. Faccio un'offerta per una santa Messa, rendendo pubblica la grazia.

Torino, 14-V-1950.   MICHELE PEDUSSIA.

Due grazie singolari: Senza lavoro in terra straniera - Meningite scongiurata.

Nel mese di giugno la fabbrica dove lavoravo, chiuse definitivamente, e così io rimasi senza lavoro e in terra straniera. Non si può descrivere quello che passai durante due lunghi mesi di disoccupazione e senza speranza di potermi sistemare. Visti inutili tutti i miei tentativi, mi rivolsi con fiducia al nostro grande S. Giovanni Bosco, incominciando una novena. Dopo soli tre giorni fui esaudito e mi venne offerto un impiego di autista, che mi permette di provvedere ai bisogni della mia famiglia.

Un'altra grazia devo all'intercessione potente di S. Giovanni Bosco. Verso la metà di agosto, la mia bambina fu presa da una forte congestione al fegato con violenti e persistenti vomiti così da non poter tollerare neppure le medicine. Dopo pochi giorni si presentò una complicazione, che il medico giudicò un attacco di meningite. Non si possono immaginare il mio dolore e le mie ansie. Mi rivolsi di nuovo al nostro celeste Protettore e non solo fu scongiurata la meningite, ma la bimba incominciò a migliorare rapidamente tanto che dopo otto giorni potè lasciar il letto, riacquistò presto la sua primitiva salute, ed ora ha potuto incominciare regolarmente la scuola.

Pieno di riconoscenza mando una piccola offerta.

Barcellona (Spagna).   PIERO VISCONTI.

Si trattava di meningite.

La mia figliuola di anni 12, il 15 aprile u. s., dopo essersi lamentata di forte mal di capo, incominciò a vaneggiare, e poi perse i sensi. Con l'affanno in cuore ricorsi al medico, il quale, dopo la visita, disse trattarsi di meningite, per cui ordinò il trasporto immediato alla clinica di Mantova.

Non trovai altro rimedio allora che il ricorso al caro D. Bosco. Presi una sua reliquia, giela misi sotto il guanciale e iniziai con fede una novena in suo onore, insieme con tutta la famiglia.

Subito mi scomparve l'affanno opprimente e mi ritrovai tranquilla come se la mia bambina fosse già guarita.

Infatti dopo una iniezione si sentì meglio e andò migliorando tanto che, solo dopo 15 giorni di clinica, ritornava, tra la gioia commossa di tutti, in famiglia.

Ora sta bene e non si riscontrano conseguenze.

Il medico stesso disse esserci stato un intervento soprannaturale, non avendo mai trovato un caso così grave ed acuto.

Ringraziando D. Bosco, lo preghiamo di continuarci la sua protezione e preghiamo sia pubblicata la grazia.

Goito (Mantova).   Coniugi MAROGNA.

Diedi uno strappo al filo elettrico.

Con la presente relazione intendo compiere un mio dovere di riconoscenze alla Vergine « Aiuto dei Cristiani », per avermi salvato miracolosamente da morte certa il giorno 4 del mese di agosto.

Stavo sperimentando una stufa elettrica di forte potenza, e tutto andava bene, quando, per evitare il riscaldamento del tavolo, spinsi lo strumento verso la destra. Mi trovai istantaneamente preso dalla corrente con la mano sinistra attaccata alla stufa senza possibilità di staccarmela per quanti sforzi facessi ed in pochi istanti perdetti completamente le forze; le gambe più non mi sostennero, caddi all'indietro, sempre attaccato alla stufa. Ma la Vergine era presente per salvarmi, poichè avevo un bel quadro di Maria SS. appeso all'armadio, e cadendo all'indietro, andai a urtare con la testa contro di esso. Con tutta la voce e col cuore mi rivolsi a lei, perchè mi aiutasse. Fu un attimo. Benché già non vedessi più, ebbi l'idea chiara di quel che dovevo fare. Riuscii a fare un passo in avanti e con la mano destra libera diedi uno strappo al filo di presa che si staccò dalla corrente, e fui salvo. Nessuno, fuori di Maria, poteva salvarmi in quel terribile momento, essendo assolutamente solo e lontano da chiunque potesse sentire il mio grido. A Lei perciò rendo pubbliche grazie.

Pechino, 4-IX-1950.

P. LEONE MASCOLO dei Frati Minori.

Un tormento indescrivibile.

Trovandomi ammalato, ricorsi a tutti i mezzi di cura che la scienza medica poteva suggerire. Dopo essere stato visitato e curato inutilmente da ben sei dottori e specialisti della mia malattia, che mi procurava un tormento indescrivibile e in breve si estese a tutto il corpo, ricorsi all'intercessione di San Giovanni Bosco. Unitamente a mia moglie e a mia figlia iniziai una novena al Santo, implorando la guarigione. Subito nei primi giorni della novena notai un sensibile miglioramento, che progredì rapidamente e prima del termine della novena stessa potevo considerarmi completamente guarito. Sento pertanto il dovere di ringraziare pubblicamente Don Bosco per la sua intercessione.

Caramagna.   GUIDO Nasi.

Guarito da grave ascesso.

Rendo pubblico ringraziamento alla nostra Madonna Ausiliatrice per una segnalata grazia ottenutaci per mezzo del suo Servo Don Filippo Rinaldi.

Mio nipote, padre di quattro figli, fin dal luglio u. s. fu colto da febbri elevate e persistenti, che facevano presagire un grave malanno senza che i medici potessero, dapprincipio, diagnosticarne l'origine. Tutte le prove tentate davano responso negativo, e quando finalmente il consulto di valenti sanitari diede nel segno, l'infermo si trovava ormai estenuato di forze, depresso fisicamente e moralmente, anche perchè si prospettava una lunga e penosa degenza.

Pu allora che il sottoscritto (e come poteva agire diversamente?) suggerì, all'ammalato ed ai familiari assistenti, il ricorso a Maria SS. Aiuto dei cristiani mediante una Novena e quindi l'applicazione all'infermo della medaglia tanto consigliata da San Giovanni Bosco, in simili frangenti.

Ci voleva fede, e questa fu viva nell'ammalato e nei familiari. La febbre persistente da quel giorno cesso, nè più comparve. Le cure mediche del caso furono prudentemente proseguite, ma il miglioramento si palesò a segno che i medici curanti rimasero stupiti. La guarigione ebbe il suo felice successo.

Siano pertanto resi ringraziamenti e profonda riconoscenza a così pietosa Mamma Celeste, ed al suo fedele Servo invocato, perchè colla salute ridonata al giovane padre, viene cosi fortificata la fede della intera famiglia.

Torino.   Sac. PIETRO GULLINO, Salesiano.

Doppia grazia.

Alcuni anni fa, nel periodo della guerra, chiesi ed ottenni da S. Giovanni Bosco due grazie, promettendo di inviare un'offerta ai suoi orfanelli e di far pubblicare sul Bollettino Salesiano le grazie ottenute. Con grande riconoscenza a S. Giovanni Bosco, rendo noto che ho ottenuta la guarigione del babbo dopo sei lunghi anni di malattia ed il ritorno dei due miei fratelli maggiori, che, nell'ultimo periodo della guerra, non avevano più dato notizie di sè.

Bologna.   N. N.

Ottenuta sistemazione.

Una famiglia a me molto cara ha attraversato un periodo di ansie e incertezze dovute a diverse circostanze. Mi sono rivolta al Sacro Cuore e all'intercessione di Maria Santissima Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, con grande fede, e, dopo circa tre mesi di fiduciose novene, ho ottenuto la grazia sospirata, cioè di veder evitata la partenza, che sembrava inevitabile, di tutta la famiglia, per terre lontanissime, e una buona sistemazione qui in Italia.

Milano.   S. BONOLA.

Maria Salerno (Mineo-Catania). - Dopo diversi anni che mia madre soffriva di arteriosclerosi, cui si aggiunse un tumore alla mammella; il 15 agosto 1949 il professore Saeva, nell'ospedale Vittorio Emanuele in Catania, la operava. Durante l'atto operatorio il mio cuore palpitava e tutti i momenti invocavo Maria Ausiliatrice che la aiutasse. Dopo mezz'ora l'operazione era già finita senza nessun disturbo, sicchè, dopo dieci giorni, ritornammo a casa, essendo mia madre guarita. Pochi giorni fa la feci visitare dal prof. Saeva e mi rispose che tutto andava bene. Ringrazio perciò Maria Ausiliatrice della grande grazia ricevuta.

Burgay Ives (Chambave). - Da alcuni anni ero affetto da uno strano malessere, che si manifestava saltuariamente. Dopo vari e reiterati tentativi per curarmi, vedendo che a nulla valeva, mi rivolsi fiducioso a Maria Ausiliatrice e S. G. Bosco, chiedendo la loro intercessione per la guarigione e promettendo un'offerta per le Opere Salesiane. Ora, esaudito e ristabilito senza alcuna cura, adempio la promessa.

Margherita Armando (Pescina). -- Ringrazio pubblicamente Maria SS. Ausiliatrice per avermi protetta in una difficile operazione. L'esito di tale operazione si presentava quanto mai incerto data l'età. Con l'aiuto della Madonna tutto andò bene ed ora, dopo sei mesi, godo ottima salute.

Adempio la promessa, inviando una piccola offerta per le Missioni Salesiane.

Clelia Sanna (Iglesias) -- Per una segnalata grazia ottenuta, mediante l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, in un intervento chirurgico su mio marito, pienamente riuscito, invio l'offerta promessa con preghiera di pubblicazione.

Anna Bernocchi (Bergamo). - - Sono riconoscentissima a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco per il favore da essi ottenuto. Ingoiata una parte della dentiera con gancio, questa mi si fermò all'esofago con gravissimo mio pericolo. Portata immediatamente all'ospedale, i professori poterono estrarmela dalla gola. Un vero miracolo! Avevamo invocato in quell'angoscioso momento Maria Ausiliatrice e S. Giov. Bosco. Son certa che essi intercedettero per me.

Gianna Guiducci (Ancona). - Da molti anni mio fratello si era allontanato dalla chiesa. Addolorata, mi rivolsi alla cara Vergine Ausiliatrice, supplicandola di intercedere per la salvezza di quell'anima.

Con gioia posso dire di essere stata esaudita: mio fratello è ritornato al Signore e frequenta la chiesa come è dovere di ogni buon cristiano.

Una seconda grazia ho poi ottenuto con la novena iniziata il 15 di questo mese: la liberazione da una forzata pesante coabitazione.

Rendo infinite sentite grazie alla mia amata Protettrice.

T. S. (Torino). - Era scoppiata una grave questione con alcuni nostri vicini, persone violente al cento per cento. Una luce mi ha consigliata a intraprendere subito la novena a Maria SS. Ausiliatrice e all'intercessione di S. Giovanni Bosco, colla promessa di far pubblicare la grazia sul Bollettino. Tutto s'è svolto pacificamente, meglio di come avremmo potuto aspettarci.

Desidero aggiungere che l'anno scorso mio fratello s'è ammalato abbastanza gravemente e il male pigliava una brutta piega. Era il 15 del mese: ho intrapreso immediatamente la mia novena, ed il giorno 24 mio fratello è uscito per la prima volta e continua a star bene.

Sia grazie e lode a Maria SS. aiuto dei cristiani!

Alberto Morinetti (S. Damiano d'Asti). - Era la sera del 16 maggio; venivo col mio motofurgone APE, in discesa nelle vicinanze di S. Damiano. Distratto a guardare l'ora sul campanile, all'improvviso mi trovo in una curva disastrosa, dove tanti hanno trovato la morte. In quel momento cantavo una lode all'Ausiliatrice, perchè era il mese a lei dedicato. Posso credere in un vero miracolo operato dalla Vergine del Cielo che non sono rimasto ucciso in quella svolta pericolosissima. Ringrazio la mia Madre Celeste e S. Giovanni Bosco.

Maria Carminati (Milano). - Mio figlio era da più di un anno laureato e non c'erano prospettive per una futura prossima sistemazione. Decisi di affidarlo a Maria Ausiliatrice e a D. Bosco. Promisi che se avesse trovato una sistemazione adeguata, avrei offerto un mese di stipendio per le sue opere. Improvvisamente, e in modo inaspettato, gli è venuta una offerta di sistemazione. È stato palese l'intervento soprannaturale e di questo ne sarò sempre riconoscente a Don Bosco.

Maria Pacciorini (Bellinzona). - La mia famiglia, da anni provata da tante dolorose peripezie, sottoposta a umiliazioni e privazioni tali da obbligarmi, come Gesù nel Getsemani, ad esclamare: « Signore, se è possibile, allontana da me questo calice », veniva messa ad ancor più dura prova, in questi ultimi mesi. Ridotti in particolari strettezze, per lunghe, costose malattie, costretti a forti impegni, la nostra casa era minacciata.

Pregavo sempre la Vergine perchè evitasse ai miei cari un disastro morale e materiale; ebbi sempre una viva, sicura, fiducia in Maria Ausiliatrice e quando meno prevedevo una via di salvezza, contro tutte le forze avversarie, ecco l'intervento, posso dirlo sinceramente, miracoloso della Madonna. Da persona incognita ebbi aiuto maggiore di quanto m'aspettavo, ed ora la nostra casa è salva, i miei figli, grazie alla Vergine, sono al sicuro.

Una devota figlia di Maria (Grange Duany). - Mando offerta per grazia ricevuta da Maria Ausiliatrice, la quale è venuta in soccorso di una famiglia benestante caduta nella miseria materiale, che genera la miseria dell'anima. Con la salute malferma, i membri di quella famiglia non potevano continuare a lavorare per provvedere alle necessità della vita. Maria Ausiliatrice, invocata, li ha aiutati spiritualmente e materialmente. Le siano resi i più sentiti ringraziamenti.

Il Servo di Dio Don Augusto Czartoryski aiuta una mamma.

Sandro Cigolini (Milano). - Nell'inviare la modesta mia offerta per le Opere Salesiane, con animo riconoscente ringrazio la bontà materna di Maria SS. Ausiliatrice, che, ascoltando le mie fervorose suppliche, per intercessione del Servo di Dio, Don Augusto Czartoryski, mi ha concesso una grazia tanto desiderata nella mia famiglia. Eravano in continue ansie e non lievi preoccupazioni pei la prossima maternità di mia sorella Maria. Pieno di fede e speranza mi affidai all'aiuto mirabile di Maria Santissima Ausiliatrice, perchè, per l'intercessione del Servo di Dio, Don Augusto Czartoryski, di cui sono molto devoto, mi venisse concessa la sospirata grazia. Proprio all'ultimo giorno della novena, quando sembrava che si dovesse ricorrere ad estremo intervento medico, il sorriso di un angelo allietava la nostra casa, e mia sorella Maria poteva così superare la sua dolorosa situazione.

Come da voto promesso rendo pubblica la grazia

Grazie attribuite all'intercessione della BEATA MARIA D. MAZZARELLO `

Grazie, buona Madre.

Da tredici lunghi anni soffrivo per la lontananza di mia figlia che abitava col marito e i bambini a Pomasco, paese molto scomodo e distante, sperduto in mezzo ai monti. Essa desiderava ardentemente di trasferirsi più vicina, ma gravi difficoltà e interessi familiari glielo impedivano; anzi pareva che le difficoltà aumentassero di giorno in giorno. Ero tanto sfiduciata. Manifestai la mia grande pena alla Direttrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che mi consigliò di affidare la grazia alla Beata M. Mazzarello. Incominciai a pregarla e promisi un'offerta. La speranza si riaccese; le difficoltà si appianarono e mia figlia potè finalmente, il 24 maggio 1949, trasferirsi con la famiglia a Ortovero vicino ad Albenga.

Grazie, buona Madre! Continua a proteggere me e tutti i miei cari.

Alassio.   ANGELA SIRI.

Prolungato malore scomparso.

Mia figlia Assunta, nell'estate del 1948, venne colpita da forte anemia cerebrale. Medici e specialisti la visitarono, furono fatte tante cure, ma tutto riusciva inutile

Nonostante tutto, la nostra fede si manteneva costante, sicuri che, quando a Dio sarebbe piaciuto, la grazia ci sarebbe stata concessa. E così fu. Mancavano dieci giorni alla festa della Beata Mazzarello. Ci fu consigliato di fare una novena in onore suo, con promessa di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano, di fare anche celebrare una Santa Messa di ringraziamento in suo onore, al suo altare, se ci otteneva, colla sua intercessione, quanto da tanto desideravamo. Questa volta non fummo delusi: al termine della novena notammo un vero, evidente miglioramento, che andò sempre crescendo, sino alla guarigione della nostra cara.

Come era stata grande la nostra pena, così è grande adesso la nostra gioia e più grande ancora la nostra riconoscenza verso il buon Dio e la cara Beata M. Mazzarello, che ci ha ottenuta sì desiderata grazia.

Cavour.   FRANCESCA BIRBA e famiglia.

Maria Davoli (Genova) - Mia figlia diede gli esami di riparazione, ma il risultato, subito, non pareva troppo soddisfacente; allora invocai la Beata Maria Mazzarello che l'aiutasse ad avere la promozione, promettendole che avrei fatto pubblicare la grazia. Il giorno dopo la promessa ebbi la soddisfazione dalla Direttrice della scuola di sentire che era andato tutto bene e che era promossa.

Vito Litro (Milano). - Calunniato da un incosciente, chiesi alla Beata Maria Mazzarello il suo intervento di giustizia. La grazia l'ottenni, perchè potei dimostrare le prove della calunnia. Durante il periodo doloroso di attesa non mi mancò, in sogno, la visione della Beata, che mi offerse in modo evidente il suo incoraggiamento e intervento.

È da oltre 5 anni che rivolgo, quasi giornalmente, il mio pensiero alla Beata.

Antonietta Lucisano (Torino). - Non speravo di ottenere un buon esito per gli esami di maturità classica, che dovevo sostenere nella sessione autunnale.

Mi rivolsi alla cara Beata Maria Mazzarello e con fiducia la pregai per tutto il periodo degli esami e grazie a lei superai felicemente la difficile prova.

Grazie attribuite all'intercessione del BEATO DOMENICO SAVIO

Fatto sorprendente.

Un mese fa mi si presentò una signora, sposa di un alto impiegato all'ambasciata degli Stati Uniti, e con voce interrotta dai singhiozzi mi disse: « Monsignore, la mia figlioletta Rosa Maria cadde sei giorni fa dal secondo piano della mia casa, fratturandosi il cranio. La portarono immediatamente all'Ospedale Internazionale (protestante), dove si trova tuttora fuori dei sensi. I medici pronosticano o la morte o la demenza. Come ultimo tentativo abbiamo deciso di trasportarla negli Stati Uniti su un aeroplano militare ».

Il caso era così pietoso che mi mancavano parole per consolarla. Licenziandola, le misi tra le mani alcune immagini del Beato Domenico Savio, dicendole che gli raccomandasse la sua bambina e che io pure l'avrei fatto. E lo feci.

Il mattino seguente essa venne a fare la Comunione alla mia Messa delle 7 nella Cattedrale. Prima di incominciare la Messa, mi si avvicina e con tono di voce. molto diverso da quello della sera precedente, mi dice: « Monsignore, dopo di averla lasciata, ieri, mi diressi all'ospedale, mi sedetti al fianco della mia bambina e lessi, come potei, la preghiera che stava a tergo dell'immagine. La baciai con tutta la mia anima. In quel momento ci trovavamo sole, perchè l'infermiera era uscita per gli ultimi preparativi del viaggio.

» Recitata l'orazione, attaccai con uno spillo l'immagine al guanciale della bambina. In quel momento Rosa Maria apre gli occhi, si siede nel letto, mi guarda e mi sorride.

Mi riconosci, figlia mia - le domandai - Sì, mammina, sì, mammina! mi rispose.

» Chiamo suo padre, che corre in tutta fretta e le chiede: Mi riconosci, figlia mia? -- ed essa: -- Sì, papà, sì, papà. -- Il padre le presenta un libro aperto e la fanciulla legge correntemente ».

Invece di portarla negli Stati Uniti, mi disse più tardi la madre, la riportiamo a casa, giacchè non c'è più bisogno di intervento medico.

Sono passati i giorni e la figlia si trova completamente normale. Suo padre, pur essendo protestante, mi assicurò più tardi che si trattava « quasi » di un vero miracolo, poichè la ferita si era chiusa rapidamente e con la stessa rapidità era scomparsa l'enfiagione.

Qualche giorno dopo celebrai la S. Messa di ringraziamento, alla quale assistettero i genitori e due fratellini. Per prudenza non condussero Rosa Maria.

Dopo due settimane accettai l'invito a pranzo in casa loro, accompagnato dall'ambasciatore degli Stati Uniti e dalla sua Sposa. Uscii di là con la piena convinzione che la bambina gode perfetta salute e perfetta normalità.

Di tutto questo do fede.

Ciuda de Trujillo.   RICCARDO PITTINI

Arcivescovo di S. Domingo.

Guarito da broncopolmonite.

Mio figlio Elio, di pochi mesi, nello scorso aprile, fu colpito da grave bronchite, che mise in serio pericolo la sua vita. Iniziata una novena ai miei Protettori: Maria Ausiliatrice, Don Bosco e Domenico Savio, il piccolo malato incominciò a migliorare sensibilmente.

Ma poco tempo dopo ricadde gravemente. Il medico, chiamato d'urgenza, gli constatò una grave broncopolmonite, e dichiarò che c'erano ben poche speranze di salvarlo, data la estrema debolezza del bambino.

La mia fiducia non diminuì; anzi, vedendomi mancare le speranze nella scienza umana, mi affidai completamente ai miei Santi Protettori; e la mia fiducia non rimase delusa.

Tre volte in pochi giorni il piccolo Elio rimase come morto, soffocato dalla malattia; la terza volta, quando tutti lo davano ormai per morto, lo portai davanti ai quadri dei miei Protettori, supplicandoli con gran fede: « Se volete, potete salvarlo! Non mi abbandonate! ».

Mi parve che l'angelico Domenico Savio sorridesse dalla sua immagine, e mi dicesse: « Confida...»

A poco a poco il piccino si rianimò. In pochi giorni si riprese ed il pericolo scomparve completamente. Ora sta bene, ed è per noi un richiamo continuo alla bontà divina.

S. Rosso di Montù.   ROSINA CASETTA.

Anche nel Canadà...

Era già nero in viso, per ingorgo gastrico e, attorno al letto del giovanetto infermo, tutta la famiglia, in pianto.

Il fratello maggiore, alunno della nostra scuola, venne in auto, verso le 22 e ci mise in allarme, gemendo: «Leandro sta morendo, venite presto con la reliquia del Beato Domenico Savio

E andammo con lui, sperando che il nostro Beato, al quale fu dedicata la Scuola di St. Louis de Kent (N. Br.), avrebbe consolata anche quella pia famiglia di Cooperatori salesiani.

Il giovinetto non ci riconobbe per il delirio sopraggiunto ai dolori viscerali, ma tranquillizzò tutti la calma ed un dolce riposo ristoratore dell'infermo dopo la S. Benedizione di Maria Ausil. ed il bacio della reliquia del Beato alunno di San Giovanni Bosco, che ha fatto sentire la sua valida protezione, ridonando la salute all'infermo.

Per desiderio della Famiglia canadese e in fede

Don ETTORE CARNEVALE, Salesiano.

Elena Cabiaglia (Milano). - Mio figlio Carlo ha superato nella sessione di riparazione gli esami che lo mettevano in pericolo di perdere un anno di studio, raccomandandosi al Beato Domenico Savio.

Ch. Teol. Angelo Clerici (Pusiano).   Il sottoscritto. insegnante nell'Aspirantato Rosminiano di Pusiano (Como), sofferente da tempo di un eczema biauricolare dichiarato inguaribile, ha avuto la fortuna di ricevere la grazia della guarigione per intercessione del novello Beato Domenico Savio, dopo una sola novena in Suo onore

Ringraziano ancora il Beato Domenico Savio:

D. Germani rende grazie al Beato Domenico Savio per la guarigione da una malattia, per l'esame superato e per un'altra grazia ancora.

Ferrari Lina, da Cremona, ringrazia il Beato Domenico Savio per un'importante grazia spirituale concessa a suo figlio.

A. Rossi, di Torino, da mesi cercava lavoro, che per varie cause non riusciva a trovare. Raccomandatosi al Beato Domenico Savio, a distanza di 7 giorni, gli venne offerta una occupazione, e dopo un mese un secondo lavoro, che attualmente l'aiutano nelle difficoltà materiali della vita!

F. S., da Trento, bisognosa di particolare aiuto si rivolse fiduciosa al Beato Domenico Savio e fu pienamente esaudita.

Luigi Evangelista, di Lucino, per grazia del caro giovinetto Beato Domenico Savio, ricevette dal Signore speciali favori dei quali ringrazia chiedendone ancora altri!

A. C., di Varallo Sesta, ha inviata offerta in ringraziamento di un particolare favore ottenuto per intercessione del Beato Domenico Savio e per la di lui protezione durante il viaggio a Roma per lucrare l'indulgenza del Santo Giubileo

Margherita Mosso ved. Chiara ha ringraziato il Beato Domenico Savio per la segnalatissima grazia ricevuta e ha fatta offerta per le Missioni Salesiane.

Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don ANDREA BELTRAMI

Guarito da grave male al ginocchio.

Mantengo la promessa fatta al Servo di Dio don Andrea Beltrami per una segnalatissima grazia ricevuta per sua intercessione.

Mio figlio Luciano d'anni 19, andando in bicicletta, improvvisamente sentì un forte dolore al ginocchio destro da non poter più continuare la corsa. Il forte dolore si replicò altre volte, sicchè fu necessario ricorrere all'esame radiologico, dal quale risultò una gravissima malattia. I dottori parlavano di operazione ed asserivano che la guarigione sarebbe avvenuta solo dopo anni di cure. Gli si fecero applicazioni di terapia in attesa di andare da un professore, che era in ferie.

Dopo le applicazioni gli si fece un'altra radiografia e risultò che il ginocchio non aveva ottenuto nessun beneficio e i dottori continuavano a dire che era grave.

In questo frattempo mi rivolsi con viva fede al Servo dì Dio don Andrea Beltrami, del quale tenevo un'immagine-reliquia e incominciai una fervorosa novena, unita a mia figlia e mettendo la reliquia sotto il materasso, dove dormiva mio figlio, esortandolo a pregare anche lui.

Finalmente siamo andati dal professore, a Milano, e, fatto l'esame radiologico al ginocchio, non gli riscontrava più alcun male, il ginocchio era guarito perfettamente. Non dimenticherò mai la grazia ricevuta dal Servo di Dio D. Andrea Beltrami.

Varese.   EMMA COLOMBO.

Apollonia Coerezza (Gallarate), madre di un missionario Salesiano della Cina. - Ho ricevuto una grazia segnalata. Il male, che da tempo mi affliggeva, è completamente scomparso col mettere la immaginereliquia di D. Beltrami. Rendo vive grazie al gran Servo di Dio.

Terenzio Pantanelli (Macerata Feltria). - Sono un ex-allievo del Collegio Salesiano di Faenza. Segnalo una grazia particolare, che ho ottenuto per intercessione del Servo di Dio Don Andrea Beltrami.

Da parecchi anni soffrivo di disturbi allo stomaco, ed avendo avuto un'immagine dei Servo di Dio, mia moglie ed io lo implorammo di guarirmi. Dichiaro che da quando iniziammo a supplicarlo, cioè un anno fa, i disturbi cessarono completamente ed ora sto veramente bene. Non solo, ma in seguito, implorammo ed ottenemmo altre grazie e favori, tra le quali quella di guarirmi da disturbi bronco-polmonari.

Grati al Serio di Dio Don Andrea Beltrami, e supplicando per la Sua glorificazione, segnalo le grazie ricevute con preghiera di pubblicarle nel Bollettino Salesiano.

Francesca Mirri (Bologna) - Sofferente di cuore, in un forte attacco, implorando il grande Servo di Dio, Don Andrea Beltrami e ponendo la sua reliquia sul torace, in corrispondenza del cuore, il disturbo cessò all'istante. Altre volte l'ho invocato, per questo mio forte malore. ed ho ottenuto sollievo.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Clelia Parducci ved. Stefani da Bordighera, ringrazia Maria Ausiliatrice per guarigione da forte emorragia.

Rosetta Zanardi è grata a Maria Ausiliatrice per la materna protezione nella sua malattia per pleurite e per un flemone ad una mano.

Teresa Badi, da Castel Bolognese, ringrazia l'efficace aiuto accordatole da Maria Ausiliatrice in un'opera chirurgica, che ha dovuto subire.

Maria Pia Leone Perez, da Avola (Siracusa), ringrazia Maria Aus. e S. Giov. Bosco per la guarigione della figliuola da morbillo e scarlattina.

Salvatore Corda, da Terzo, ringrazia per il felice esito di un'operazione per calcolo vescicale dopo due anni di sofferenze.

Sr. Maria de la Luz Alcocer, direttrice Collegio Maria Aus. in Santiago di Cuba, ringrazia.

N. N. per importante grazia.

Grato Delzutti, da S. Benigno Can. se, per grazia ricevuta. Elvira Cardia, da Tortoli (Sardegna), per grazia ricevuta e un'altra da ricevere.

Maria Fisauli Caldarero, da Randazzo (Sicilia), esprime la sua riconoscenza a Maria Aus. per grazia ricevuta,

Anna Sportiglione, da Napoli-Vomero, esprime a Maria Ausiliatrice la sua riconoscenza per una segnalatissima grazia concessale

Giuseppina Schellino, da Belvedere Langhe, ringrazia S. Giovanni Bosco per avere guarita due volte da polmonite la sua bambina Irene di appena tre anni.

Una madre (Samassi) ringrazia Maria Ausiliatrice per esserle venuta in aiuto onde poter sistemare convenientemente i tre figliuoli in un istituto.

Ved.a Nari, da Calissano, ringrazia San Giovanni Bosco per averla liberata da un cattivo inquilino.

Angela Spartino da Pratoquartino, per l'ottenuto miglioramento dell'udito.

Giannetta Bonamici, per la grande grazia ricevuta al termine di una fervorosa novena a Maria Ausiliatrice.

Giovanni Morello e Mario, da Santa Vittoria d'Alba, per il felice esito di operazione chirurgica.

Iolanda Zanotto, da Gabiano, ringrazia Maria Ausiliatrice per la quasi istantanea cessazione di dolori artritici al braccio sinistro. appena iniziata una preghiera alla Vergine Ausiliatrice.

Rita Perazzo, da Visone, in un momento di spasimo atroce invocò Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco e fu esaudita.

Battista Pasqua, da Acquaviva delle Fonti, ringrazia per aver potuto riavere una grossa somma che un ladro le aveva sottratta.

Michelina Savini Pigay ha inviata offerta alla Madonna Ausiliatrice pel buon viaggio fatto da Genova alla lontana Australia e per l'ottima sistemazione del proprio marito.

G. G., da Grana Monferrato, ringrazia Maria Ausiliatrice e S. G. Bosco per una grande grazia ricevuta ed ha inviata l'offerta promessa.

Erminia Capra, da Torino, ringrazia Don Bosco Santo per la grazia concessale e in segno di riconoscenza ha inviata offerta per le missioni salesiane.

Maria Pettigiani, da Condove, ringrazia con tutto il cuore per le segnalatissime grazie ricevute e invoca continua protezione.

Margherita Piatti da Torino ringrazia di tutte le grazie e conforti ricevuti.

Cecilia Bogetto, da Castelrosso, ringrazia pel felice esito di difficile operazione.

NECROLOGIO

SALESIANI DEFUNTI:

Sac. DOMENICO ANSELMO, da Arenzano (Genova), † a Buenos Aires, il 24-VI-1950 ad 84 anni.

Dal 1895 al 1943 visse nelle missioni della Patagonia, attendendo all'evangelizzazione degli Indi, alla costruzione di chiese ed istituti ostacolata dall'assoluta mancanza di mezzi. Gli ultimi anni furono anche travagliati dalla perdita quasi completa della vista. Nella sua giovinezza, confessandosi da D. Bosco e manifestandogli il desiderio di partire per le missioni, il Santo lo avvolse col suo paterno sguardo lungimirante e gli disse: « Vai in America? Soffrirai molto, molto, molto ». La profezia si avverò e il nostro D. Anselmo ha presentata a Dio una larga corona di sacrifici incontrati per il bene delle anime.

Sac. LUIGI COLOMB, da Solomiac (Torino), † a Puno (Perù), il 28-V-1950.

Lavorò con zelo nel Belgio e in America, sacerdote esemplare per carità generosa verso il prossimo e per indulgente compatimento delle umane debolezze. La sua stessa persona sembrava che spirasse un profumo di virtù. Esattissimo nei suoi doveri, visse in continua unione con Dio.

Sac. BIAGIO DANIELI, da S. Biagio di Collalta (Treviso), † in Amelia (Terni), il 25-x-1910.

Lavorò instancabile per tanti anni nel popoloso quartiere del Testaccio in Roma e, da ultimo, in case di formazione, sempre sereno e delicato, lasciando una soave impressione di bontà in quanti lo avvicinavano.

Sac. EUGENIO DECKERS da Slenaken (Olanda), † a Grand-Halleux (Belgio), il 4-XI-1950 a 43 anni di età.

Ch. GIUSEPPE PEDIGHIERI, da Modica (Ragusa), † a S. Gregorio di Catania, il 2-v-1950 a 28 anni.

COOPERATORI DEFUNTI:

Conanz. DOMENICO IERVOLINO, † a Napoli, 31-XII-1950 a 88 anni.

Fu veramente Domenico: tutto e sempre del Signore. Ancora giovanetto, svolse opere di multiforme apostolato cristiano, tradizionale nella piissima sua Famiglia. Visse sempre di catechismo, di fede operosa, di soda pietà, di lavoro int