ANNO LXXV 1° MAGGIO 1951 NUMERO 9
In Roma, dal 23 al 31 ottobre 1950, fu tenuto un Congresso Mariologico Internazionale, con partecipazione di alcuni Salesiani, i quali illustrarono con dottrina teologica e prove storiche il titolo di Maria Auxiliunn Christianorum. Saranno pubblicati a soddisfazione degli studiosì gli atti di quell'importante congresso; ai lettori del Bollettino of friamo un saggio, che tornerà gradito, giacchi siamo proprio nel mese dedicato a Maria Ausiliatrice da tutto il mondo ormai chìamata la Madonna di D. Bosco.
S. Giovanni Bosco non inventò il nome nè la devozione, ma fu il grande zelatore dell'invocazione alla Vergine sotto il titolo di Maria Auxilium Christianorum.
L'articolo ci fa, appunto, vedere come, in Torino, vigeva, fra le anime pie, la devozione a Maria Ausiliatrice, fino al 1860; da quell'epoca in poi è D. Giovanni Bosco, che la propaga con, amore e devozione pari alla grandezza e santità del suo apostolato.
A Torino prima del 1860.
La divozione alla Madonna col titolo di Ausiliatrice, prima che D. Bosco le infondesse vita, aveva già scritto belle pagine nella storia spirituale di Torino.
Sembra che l'abbia introdotta il Cardinale Maurizio di Savoia, quartogenito di Carlo Emanuele I il grande, in epoca imprecisata, ma certamente verso la metà del sec. XVII, essendo lui morto l'anno 1657. Fu, egli, infatti, che fece costruire, nella chiesa di San Francesco di Paola, l'artistica cappella dedicata a Maria, sotto il titolo di Ausiliatrice, e che diede ordine allo scultore Tommaso Carlone da Milano di scolpirne il simulacro bianchissimo, che contìnua ad essere oggetto di grande venerazione. Il cuore del Principe riposa, come vollero le sue disposizioni testamentarie, ai pìedì della Vergine prediletta.
E probabile che nella capitale degli Stati Sabaudi ne ravvivasse il culto il Principe Eugenio di Savoia, reduce dai trionfi di Vienna del 1683.
Le origini di questa divozione in Piemonte sarebbero, comunque, legate ad una iniziativa di casa Savoia, Un particolare, per sè insignificante, ne può dare forse conferma.
La casa parrocchiale dì Castelnuovo Nigra - diocesì di Ivrea - conserva un autografo di Maria Clotilde, sposa del re Carlo Emanuele IV, in data 1° maggio 1789, in cui si discorre della festa di Maria Ausiliatrice celebrata in S. Francesco dì Paola la 2a domenica dopo Pasqua e di immagini della stessa Madonna inviate all'Abbadessa delle suore Benedettine di S. Michele d'Ivrea. La piissima Regina era, indubbiamente, una devota di Maria Ausiliatrice.
A quest'ordine di idee potrebbe anche collegarsi la presenza di S. A. R. il Principe Amedeo, secondogenito di Vittorio Emanuele II, alla funzione della posa della prima pietra del tempio di Maria Ausiliatrice in Valdocco, il 27 aprile 1865.
Nelle ultime decadi del '700 la devozione dei Torinesi verso l'Ausiliatrice, sotto l'incubo dei torbidi della rivoluzione francese, aveva preso grande incremento e dato origine ad una pia Associazione di devoti di Nostra Signora Ausiliatrice alle dirette dipendenze di quella similare di Monaco di Baviera.
Senonchè, diventando il commercio epistolare con quella regione, per il rapido aumentare degli iscritti, sempre più gravoso, si venne nella determinazione di ottenere da Roma la comunicazione diretta delle stesse indulgenze.
Pio VI accondiscese con Rescritto del 9 febbraio 1797 e Decreto dello stesso giorno ed anno, a condizione che la Confraternita fosse canonicamente eretta. La supplica d'erezione, che venne inoltrata immediatamente a Mons. Carlo Buronzo del Signore, è documento importante, perchè offre, in sintesi, la storia del moto devozionale verso il titolo Auxilium Christianorum anche per l'epoca che lo ha preceduto.
Eccellenza Reverend.ma,
Rappresentano all'Ecc.za V.a Rev.ma alcuni Fedeli di questa Città, che parecchi anni sono si esercitava già nella chiesa delli RR. PP. di S. Francesco di Paola una particolare divozione verso la gran Madre di Dio ad un altare laterale d'essa chiesa dove havvi il di Lei Simulacro detto la Madonna Bianca, e si ascrivevano ad una pia Società molte Persone sotto l'invocazione di-Nostra Signora Ausiliatrice, a norma della Compagnia sotto tale Titolo eretta a Monaco di Baviera, alla quale molti de' sudditi del piissimo nostro Sovrano cercarono, e tutt'ora cercano di farsi ascrivere. Ma siccome non tutti hanno la Corrispondenza facile con quel paese straniero e frequenti sono le richieste di venire ascritti alla detta Compagnia, della di cui canonica erezione seguita nella predetta chiesa di San Francesco di Paola non risulta, alfine di secondare e promuovere vieppiù la divozione verso la Regina de' Cieli, lucrare le indulgenze, che a simile Compagnia sono concedute dai Sommi Pontefici, e segnatamente dalla Santità di Nostro Signore Papa Pio VI con suo Rescritto delli 9 febbraio ora scorso, e Decreta dello stesso giorno, ricorrono perciò alla benignità dell'Ecc.za V.a Rev.ma umilmente supplicandola si degni erigere e dichiarar canonicamente eretta la Compagnia di Nostra Signora Ausiliatrice nella chiesa dei RR. PP. Minimi detti di S. Francesco di Paola, coll'annuenza di questi, al detto Altare dedicato a Maria SS.ma, detto la Madonna Bianca e di designare altresì la seconda domenica dopo Pasqua per celebrare la Festa della B. Vergine Titolare.
L'Arcivescovo, letta la Supplica, vi oppose la clausola: Sarà comunicata ai PP. di S. Francesco di Paola per loro sentimento in supplicati, veduto il quale, ci riserbiamo di provvedere.
Il Padre Ferdinando Buttini, Provinciale dei Minimi, sentito il parere favorevole di quella comunità, si rimise alle sagge disposizioni dell'Arcivescovo. Questi, il 9 aprile 1798, firmò il decreto, che proclama canonicamente eretta la Confraternita di Nostra Signora
Ausiliatrice in Torino, e nello stesso giorno appose l'exequatur al Rescritto ed al Decreto di Pio VI: da allora ebbero corso le indulgenze.
Questa data dà inizio ad un'epoca di vero splendore per la divozione di Maria Ausiliatrice in Torino. Anche dopo la soppressione dei Minimi, avvenuta il 4 marzo 1801, la Confraternita continuò a prosperare, specialmente nella prima metà dell'Ottocento. Ne è prova il numero degli iscritti, che s'aggira sui diecimila-undicimila.
Il fenomeno appare più vistoso sotto l'aspetto qualìtativo ed estensivo. Risultano iscritte le più diverse categorie di persone, tra cui, a volte, intere famiglie religiose - Cappuccini, Minori Osservanti, Filippini, Camaldolesi, Clarisse, Canonichesse Lateranensi, ecc. - e moltissimi sacerdoti. Ben rappresentata è anche la nobiltà piemontese: Contessa Carla di Valperga (1820); tutta la famiglia dei Provana di Collegno (1826), Giulìetta Barolo Colbert (1827), Rosa Robilant (1830), Conti Avogadro della Motta (1831) Margherita Camburzano (1832), Conte Somis (1815), Conti Ruggeri di Villanova, Contessa Natalia Doria Gautier, Conti Cordero di Vanto, ecc.
Le iscrizioni affluivano da tutti i centri del Piemonte, ma anche città più lontane della penisola vi sono spesso rappresentate, come Savona, Ventimiglia, Varazze, Milano, Todi dello Stato Pontificio, inclusa la stessa Roma con venti iscritti, di cui cinque sacerdoti, nel 1825.
La pia istituzione ebbe vita rigogliosa nella prima metà dell'ottocento; nella seconda, col sorgere dell'astro di Valdocco, cominciò il declino; agli inizi del nostro secolo era completamente estinta.
S. Giovanni Bosco, quindi, diviene il valoroso apostolo della devozione a Maria Ausiliatrice, alla quale innalzerà la monumentale basilica nei campi di Valdocco e quasi si fonderanno insieme il nome di Maria Ausiliatrice e quello di D. Bosco.
Il S. Pontefice Pio XI, nel discorso tenuto in S. Pietro alla famiglia Salesiana convenuta a Roma per la canonizzazione di D. Bosco, il 3 aprile 1934, disse appunto: « Maria Ausiliatrice è il titolo che egli ha prediletto fra tutti quelli della Madre di Dio: Maria Aiuto dei cristiani, quell'aiuto sul quale egli contava per mettere insieme le milizie ausiliarie con cui marciare alla salvezza delle annue ».
E Maria Ausiliatrice sia sempre a tutte le anime aiuto potente, pietosa soccorritrice.
L'Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice.
Nel 1870, con decreto del 5 aprile, Pio IX erigeva in Arciconfraternita l'Associazione dei Divoti di Maria Ausiliatrice di Torino, con facoltà di aggregarsi altre Associazioni dello stesso titolo canonicamente erette nell'Archidiocesi torinese.
L'Associazione dei Divoti di Maria Ausil., eretta canonicamente nella Chiesa di Maria Ausiliatrice solo l'anno antecedente, con decreto del 18 aprile dall'Arcivescovo Mons. Riccardi, si era estesa con rapidità imprevista, divenendo così strumento efficace per l'aumento di quella gloria che la Vergine SS. aveva predetto a S. G. Bosco sarebbe uscita dalla Chiesa da Lei voluta.
D. Bosco, così sensibile per tutto ciò che potesse accrescere nelle anime la divozione verso la Vergine SS. Ausiliatrice, ne aveva gioito grandemente. Il Decreto Pontificio, infatti, oltre ad essere una chiara conferma del consolante propagarsi della divozione a lui tanto cara, veniva ad estendere e potenziare la benefica azione dell'Associazione medesima.
Tale Associazione, eretta per volere di D. Bosco e su richiesta anche di molti fedeli, nella chiesa di Maria Ausiliatrice, l'anno dopo la Consacrazione della medesima (1868), ha per iscopo, come dichiarava il Santo stesso nella supplica per l'erezione canonica, « di promuovere la venerazione al SS. Sacramento e la divozione a Maria Auxilium Christianorum: titolo che sembra tornare di vivo gradimento all'augusta Regina del Cielo ». Tale scopo viene così fissato e forinulato nei primi due articoli del regolamento dell'Associazione: « 1) I divoti di Maria Ausil. si propongono di promuovere la gloria della Madre del Salvatore, per meritarsi la protezione di Lei in vita e particolarmente in punto di morte. 2) Due mezzi speciali si propongono: dilatare la divozione alla B. Vergine e la venerazione a Gesù Sacramentato».
L'Associazione, arricchita in seguito dai Sommi Pontefici di privilegi e di indulgenze preziosissime, si estese mirabilmente in ogni parte del mondo, a gloria di Maria SS. Ausiliatrice e a bene spirituale delle anime. Oggi, dal Cielo, D. Bosco ha motivo di rallegrarsi nel vedere che la sua Associazione, nell'ottantesimo anno di vita, chiude il bilancio in modo davvero consolante. Dai registri dell' Arciconfraternita di Maria Ausiliatrice di Torino, che risalgono solo all'anno 1891, ammontano a ben 2073 le Associazioni di Maria Ausiliatrice canonicamente erette ed aggregate a quella centrale di Torino.
Mentre questo consolante risultato costituisce motivo di gioia per ogni divoto della « Madonna di D. Bosco«, deve, nello stesso tempo, stimo lare tutti gli associati a vivere in pieno, in conformità del regolamento relativo, la vita della propria associazione, in modo che questa vigoreggi, portando quei frutti spirituali da S. G. Bosco previsti.
Ma questo non è tutto.
Nel 1862, D. Bosco, parlando con l'allora D. Giovanni Cagliero dell'erigenda chiesa di Maria Ausiliatrice e del titolo da imporle, faceva la seguente considerazione: « La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice: i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che, la Vergine SS. ci aiuti a conservare e difendere la fede cristiana».
Le tristi ore che la Cristianità tutta sta oggi attraversando, rendono non meno urgente di allora l'aiuto dell'Ausiliatrice dei Cristiani. È dovere pertanto di ogni Cooperatore di S. Giovanni Bosco, accelerare l'avvento dell'ora di Maria, facendosi propagatore della sua divozione, utilizzando a tale scopo quell'efficace mezzo di propaganda, voluto ed adoperato dallo stesso Santo, che è l'Associazione di Maria Ausiliatrice.
Ognuno s'adoperi ad accrescere il numero degli iscritti alla propria Associazione; e qualora questa ancora non esistesse, s'industri in tutti i modi, affinchè venga eretta quanto prima, secondo le norme più sotto riportate.
S. Giovanni Bosco, che seppe ottenere grazie segnalatissime dalla sua Ausiliatrice per quanti lo aiutarono nell'erezione del tempio materiale a Lei dedicato, non mancherà certo di generosità verso coloro che, col sostenere e diffondere la sua Associazione, lo coadiuveranno ad erigere ed accrescere nell'anima propria ed altrui la divozione alla Vergine SS. Ausiliatrice.
AVVERTENZE
I. NORME PER L'EREZIONE CANONICA DELL'ASSOCIAZIONE DI M. A.
Per le chiese, oratori pubblici e semipubblici dei Salesiani e delle Figlie di M. A. -- Il Decreto di erezione e di aggregazione viene rilasciato dal Rev.mo Rettor Maggiore dei Salesiani, dietro regolare domanda di erezione. In tale domanda si deve pure dichiarare il nome della propria diocesi e del titolare della chiesa e dell'altare a cui, a norma dei SS. Canoni, s'intende legare l'Associazione.
Per le chiese, oratori pubblici e semipubblici non salesiani. - Il decreto di erezione viene rilasciato unicamente dal proprio Ordinario, dietro regolare domanda come sopra. Volendo poi aggregare l'Associazione a quella di Torino, occorre farne domanda al Rev.mo Rettor Maggiore dei Salesiani, Via Cottolengo 32, unendovi il decreto di erezione (o copia del medesimo) rilasciato dall'Ordinario.
Per altre informazioni, richieste di diplomi, tesserine, ecc., rivolgersi direttamente a
Direzione Arciconfraternita di M. A. Ufficio del Catechista Generale Via Cottolengo, -2 - TORINO (709).
2. Non poche volte ci è giunta domanda di erezione dell'Associazione di M. A. da località già provviste della medesima. Iniziamo pertanto la pubblicazione delle Associazioni, che vennero canonicamente erette ed aggregate all'Arciconfraternita di Torino, dall'anno 1891 al 24 settembre 195o. Le associazioni, che si trovassero prive del diploma e desiderassero averlo, lo richiedano al surriferito indirizzo.
a) Associazioni non salesiane.
Aderno, Agira, Agrigento (S. Giuseppe), Aguilar, Alatri, Alba (S. Damiano), Aliminusa, Ancud (Ospedale), Andrietta, Arezzo (S. Leonardo), Armi North Arcot, Arquata Scrivia (S. Giacomo), Ascoli Piceno (S. Tommaso), Ascoli Satriano (S. Maria degli Angioli), Aspra, Augusta (S. Sebastiano), Avellaneda, Badolato, Bagnacavallo (Misericordia), Bagnolo P., Baldicchieri, Balestrate, Barasso, Barcellona (Sicilia), Bari (S. Francesco), Barletta, Barni, Barra (Brasil), Battiata, Bessolo, Bettona, Bobbiate (S. Grato), Bobbio (S. Colombano), Bollengo (M. Immacolata), Bologna (S. Vitale), Borgo (Catania), Borgosesia (Oratorio), Bosa, Bora Marina, Breme, Bronte, Caccamo, Cagliari (Sant'Antonio), Calatabiano, Calceta, Caldonazzo (S. Sisto), Caltagìrone (S, Nicolao), Caltanissetta (S. Sebastiano), Caltignaga, Camaguey, Camerata, Campiglia Marittima, Campinas (S. Luigi), Campione, Campobello di Licata, Canicattì (S. Pancrazio), Canicattini Bagni, Cardano, Cariacica, Cartagena (SS. Trinità), Casalserugo, Casasola (Concordia), Caselle di Belvazzano, Castagnole Lanze (S. Bartolomeo), Castagnole L. (S. Pietro), Castelbuono, Castel Gandolfo (S. Tommaso), Castelnovetto, Castrofilippo, Catania (S. Maria), Cavagnolo, Cavasagra Treviso, Concordia, Cesena, Cerretto, Cesano Maderno (S. Carlo), Cesano M. (St. Stefano), Chao Chow, Chapinero, Cherasco d'Alba, Chesio, Chinacota, Cicogna, Cismon, Cividale Friuli, Clementes, Coassolo T., Cordenons, Cornedo, Cassolnovo, Cremona (Piccole Derelitte), Cressa, Croce Mosso, Crova V., Cuccaro Monf., Cuzco (Maria Ausil.), Cuzco (S. C. di Maria), Diano d'Alba, Dogliani C., Dos Hermanos, Eackoeira, El Coronil, Elmas C., Esteli, Favara G., Fierozzo T., Finero, Foggia (S. Tommaso), Forno Rivara, Fontanetto d'Agogna, Fresine B., Frugarolo A., Galbiate, Gambellara, Genola, Genova (S. Donato), Genova ,(Pensionato), Giarole, Giron, Grammichele, Granada, Gravellona Toce, Guarapary, Guatemala (S. Sebastiano), Guatemala (La Cruz), Guavanas, Guaspini, Habana (M. Reparadora), Isola d'Asti (S. Caterina), Itapermirin, Jerago V., La Morra, I,anuvio, Lauriano P., La Vega, Lebrija, Licata S., Lingaven (Cappella Episc.), Lippeloo, Livorno (5. Pietro), Lizzola, Locate, Lodi (Oratorio), Lomello, Lugagnano, Luque, Maguzzano, Mabon, Mandalay (San Giuseppe), Manila (S. Giuseppe), Manila (Cattedrale,) Maratea, Marets, Mazzarino, Mede, Medoc, Melilli, Merana S. Nicola, Messina (S. Pietro), Miasino N., Migliano L., Milano (S. Famiglia), Militello, Mirabello, Mirano, Modica (S. Giorgio), Molo, Mombaruzzo, Mombercelli, Moncalieri, Mongardino, Montaldo Bormida, Montebudello, Montebuono, Montechiaro A., Monmaggiore, Monteprato, Monvalle, Monza Triante, Mugnana, Musocco, Napoli (S. Giacomo), Napoli (SS. Ascensione), Narni, Nicolosi, Niella Belbo, North Ilgroy, Novaledo, Novella, Occimiano (S. Valerio), Oddalengo Piccolo, Osasco, Ottobiano, Oviglio, Pacasmayo, Palestro, Pallanzeno, Palma, Palma di Montechiaro, Paiù di Giovo, Parco, Parma (B. M. V. dei Capp.), Pecorini Penol, Pergine T., Pernate, Piazza Armerina (S. Agata), Pie de Popa, Piedimonte Etneo, Pinerolo (S. Giuseppe), Pirri, Poirino, Pollina, Pontestura C., Pordenone (S. Giorgio), Porto Ceresio, Pozzallo R., Pozzuolo, Premosello, Quargnento, Ragusa (M. Addolorata), Ribeirao, Riesi (S.- Rosario), Riesi (S. Clemente), Riffredo, Rimella, Rio Marina, Rio Oeste, Rio Scharlach, Rocafuerte, Rocca Forte del Greco, Rocella J. Rogoreto M., Romeglio Loc., Rosario, Rosignano, Royapuran, Rozengo, St. Louis, Saint Malò, Salvirolo C., Samorata, San Cataldo, San Cristobal (Parrocchia), San Cristobal (S. Cristoforo), San Fernando (S. Francesco), San Gaspar, San Giorgio Lom., San Giovanni Gemini, San Giuseppe del Calcado, San José del Valle, San Luispotisi, San Marzano, San Matteo, San Pietro del Rio, San Pietro de Itapapoana, San Salvador (Cattedrale), San Salvador (S. Michele), San Sebastiano, Sant'Agata di Militello, Sant'Angelo di Sorrento, Sant'Ambrogio Ver., Sant'Ambrogio Olona, Sant'Andrea di Antey, Sant'Angelo Mauxaro, Santa Teresa, Sant'Orso Vic., Santu Lussurgiu (Parr.), Saragoza, Savigny, Scandeluzza, Scaria Intelvi, Sciara, Scrofiano, Serra (Brasil), Serralunga di Crea, Serravalle, Sevilla, Siracusa (S. Lucia), Spessa di Parodi Struppa S. Siro, Terdobbiate, Termini Imerese (San Bartolomeo), Termini Imerese (SS. Nome di Gesù), Tixla de G., Tmanalapan, Torino Snia V., Tornaco N., Totana, Tournay (Maria Ausil.), Trani, Bari, Tremestieri Etneo, Trevi, Trofarello (S. Quirico), Tromello, Tulancingo, Tumaco, Vaglio Serra, Vercelli (S. Cuore), Verona (Ist. Giacomelli), Verviers, Vedano Olona, Viagrande, Viana, Vicenza (S. Michele), Victoria, Vigevano (B. V. Immacolata), Vigonovo, Villafranca (Maria Ass.), Villanova Monf., Villarossa Calt., Villimpenta Mani., Vinchio, Vittorio (Brasil), Vizzini, Voltana (S. G. Bosco), Volterra (S. Filippo), Watsonville (Maria Ausil.), Yungai, Zacatecas, Zenson Piave.
(Nei prossimi numeri pubblicheremo le Associazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice).
In memoria del Sac. Dott. Roberto Fanara, Direttore Generale degli Studi della Società Salesiana.
A Torino, nella Basilica, il funerale di trigesima fu tenuto il 6 marzo. Celebrò il Rev.mo Economo Generale il sig. D. Fedele Giraudi, alla presenza di S. E. Mons. Candido Rada, di alcuni membri del Capitolo Superiore dei Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, del nipote, della famiglia del Dott. Vidili, che ebbe per il sig. D. Fanara cure più che affettuose, dell'Ateneo Pontificio della Crocetta e l'Istituto Pedagogico del Rebaudengo, di Confratelli, cooperatori ed allievi.
L'elogio funebre fu letto dal Sac. Prof. Eugenio Ceria, il quale delineò la figura dello Scomparso nei suoi aspetti di Alunno, Educatore, Salesiano, Superiore e, da ultimo, Direttore Generale delle Scuole della Congregazione, ma soprattutto si indugiò sulla bontà e il suo attaccamento a Don Bosco.
Roma. - La mattina del 5 marzo, nella Basilica del S. Cuore, in Via Marsala, fu celebrata la solenne Messa di Trigesima in suffragio.
Presenti i parenti dell'Estinto, le LL. EE. Monsignor Felice Ambrogio Guerra e Mons. Antonio Giordani, il Procuratore Generale della Società Salesiana Sac. Dott. Francesco Tomasetti, i Senatori Restagno e Menghi, l'On. Medi, il Dott. A. Villani in rappresentanza del Ministro Scelba, il Comm. Poesio Presidente Internazionale degli Ex-Allievi Don Bosco, il Prof. Cantella dell'Ispettorato dell'Istruzione Media non Governativa, numerosi Ex-Allievi, ammiratori e amici dello Scomparso. Officiò l'Ispettore del Lazio Sac. Giuseppe Oldani.
Il Sac. Luigi Castano intessè l'elogio funebre.
Alle 8,30 era già stata celebrata, nella stessa Basilica, una Messa letta, a cura della Federazione Istituti dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica, di cui il compianto Don Fanara era VicePresidente Centrale. Celebrò il P. Giuseppe Giampietro S. I. ed erano presenti Mons. Umberto Cameli, il sig. Provveditore agli Studi Prof. Giovanni Mestica, il Comm. Giuffrida ecc.
Un solenne funerale fu celebrato a Caserta, ove l'Estinto ha lasciato caro ricordo di sè; e così pure a Marcianise, per desiderio dei numerosi ed affezionati Ex-Allievi, con partecipazione del clero locale. L'ill.mo e rev. Mons. Antonio Guerriero lesse l'elogio funebre riboccante di affetto e di ricordi personali.
Festa del Beato Domenico Savio.
Nella Basilica fu celebrata la domenica 11 marzo con solennità pari alla cara ricorrenza.
Il solenne Pontificale fu tenuto da S. E. Mons. Candido Rada, Salesiano, Vescovo Tit. di Pinara, il quale, nel pomeriggio, tracciò a grandi linee la figura dell'angelico giovanetto, che, per le sue virtù, fu il più bel fiore sbocciato all'Oratorio sotto lo sguardo medesimo di S. G. Bosco.
Cominciano i pellegrinaggi e l'adempimento del Precetto Pasquale da parte dei militari: i confessionali sono presi d'assalto e le SS. Comunioni sono numerose in modo straordinario.
7 marzo: Pellegrinaggio del Seminario Maggiore di Como: 6 sacerdoti e 50 chierici, diretti dal Vic. Rettore Can. Carlo Broggi.
Precetto Pasquale per 70 ufficiali dei Carabinieri.
9 marzo: Precetto Pasquale per 350 Studenti Istituto Tecnico Chimico Conciario «Piemonte » guidati dal Vice Preside Dott. Savio.
11 marzo: Imponente massa dei Giovani di A. C. di Torino per l'acquisto del Giubileo.
12-17 marzo: SS. Missioni ai fedeli della Parrocchia con prediche dei Rev.mi D. Pietro Zerbino, Teol. Giov. Pignata e Teol. Andrea Curato.
12 marzo: Precetto Pasquale della Legione Carabinieri di Torino 970 carabinieri.
13 marzo: Precetto Pasquale per 1002 soldati di Fanteria e Genio della Divisione «Cremona». Celebra, all'altare di Maria Ausiliatrice, il Vic. Gen. Militare Mons. Giuseppe Trossi.
14 marzo: Precetto per 875 Alpini e Genieri.
15 marzo: Precetto Pasquale per il 7° Regg. Artiglieria Divis. «Cremona» 900 soldati.
16 marzo: Precetto Pasquale scuola di applicazione 75 allievi.
17 marzo: Precetto Pasquale reparti Autocentro « Cremona » 510 soldati.
18 marzo: Visita Giubilare degli ascritti Apostolato della Preghiera. Pellegrinaggio da Lugano e Viganello.
26 marzo: Pellegrinaggio di 40 giovani di Abbuzzano. Pellegrinaggio di 45 oratoriani di Firenze con D. Aleardo Gàmbaro, per commemorare il 70.mo di fondazione dell'Oratorio Salesiano di Firenze. Furono ricevuti dal Rev.mo Rettor Maggiore e poi proseguirono per i Becchi.
27 marzo: Pellegrinaggio di 6o seminaristi di Como.
28 marzo: Pellegrini dalla Svizzera, da Parella di Ivrea e da altri paesi.
Fratelli Oblati dei SS. Ambrogio e Carlo di Milano col Superiore P. Luigi Pagani, in numero di 35
29 marzo: 6o Pellegrini di S. Damiano e Revigliasco d'Asti.
S. E. Mons. Guglielmo Piani, Delegato Apostolico nel Messico.
Con recente decreto il S. Padre Pio XII ha nominato S. E. Mons. Guglielmo Piani, Delegato Apostolico nel Messico.
L'Ecc.mo Presule era stato già ispettore degli Istituti Salesiani del Messico sino al 1922, anno in cui la S. Sede gli affidava la missione diplomatica nelle Filippine, eleyandolo alla dignità di Arcivescovo Tit. di Nicosia.
Da qualche anno sono state riallacciate le relazioni fra la S. Sede e il Messico, interrotte dal governo sfacciatamente anticlericale del Presidente Calles e Mons. Piani era stato incaricato di condurre a porto le pratiche per l'auspicato riavvicinamento. L'opera sua di fine diplomatico ha, in breve tempo, raggiunto l'effetto ed oggi la S. Sede, ufficialmente, promuove S. E. Mons. Guglielmo Piani Delegato Apostolico presso quella Repubblica. Egli, quindi, torna alla nazione già campo del suo zelo intelligente ed operoso, ci torna in un'età non più giovanile, ma sempre col desiderio di servire con fedele amore la Santa Sede, sull'esempio del grande padre S. Giovanni Bosco.
Ancora lunghi anni voglia Iddio concedere a S. E. il Delegato Apostolico Mons. Guglielmo Piani.
Alessandria - Benefica iniziativa per i poveri.
Come chiusura della festa di S. Giovanni Bosco, il Vescovo Diocesano, Mons. Pietro Gagnor, Ex-Allievo Salesiano, accolse personalmente l'omaggio, della carità, cioè l'offerta di indumenti per i poveri, compiuta dai Convittori del locale Istituto Salesiano, dagli Ex-Allievi e dai Cooperatori. S. E. ebbe parole di plàuso e di compiacimento per questo apostolato caritativo e cori parola persuasiva ed ardente invitò tutti ad imitare D. Bosco nella pratica della vita cristiana.
E così nella festa del Santo, che, in vita, ma specialmente nella sua giovinezza, ebbe bisogno della carità di tutti, i poveri del rione sono stati oggetto di un benefico atto di cristiana filantropia da parte di quanti frequentano l'Opera Salesiana di Alessandria.
Baranello. (Campobasso). - La regione del Molise vede sempre più diffondersi la devozione a S. Giovanni Bosco. Nel paese di Baranello è stata, per la prima volta, celebrata la festa del santo dei giovani. Tutta la popolazione, ma specialmente la gioventù, gli ha tributato un cordiale, sentito omaggio. Che pia il primo anello di un'annua commemorazione.
Frascati - Il nuovo rione " Capocroce " festeggia S. Giovanni Bosco.
Gli Ex-Allievi dell'Oratorio Salesiano vollero, per la prima volta, quest'anno, festeggiare in modo solenne S. Giovanni Bosco, fra gli abitanti del nuovo popoloso quartiere di Capocroce, ricostruito e notevolmente ampliato dopo i disastrosi bombardamenti del 1943-44.
Il nuovo rione si è venuto formando intorno all'Oratorio Salesiano di Capocroce e, sviluppandosi sull'asse della via Don Bosco, è delimitato e compreso fra l'Oratorio di Capocroce ed il Collegio di Villa Sora; si trova quindi completamente in ambiente Salesiano.
I festeggiamenti ebbero inizio con un triduo di preparazione, predicato dal Rev. Don Lorenzo Gaggino, e raggiunsero il loro culmine nella giornata di domenica 4 marzo: alle ore 8,30, il Rev. Prof. D. Giuseppe Oldani, Ispettore dei Salesiani, celebrò la S. Messa della Comunione Generale, alla quale intervenne un notevole numero di Ex-Allievi; alle ore 10 Messa cantata, eseguita dalla Schola cantorum dell'Oratorio; nel pomeriggio, si svolse la solenne processione con la Reliquia e la statua del Santo, che percorse le strade del rione, soffermandosi in fondo al viale dei lauri, ove era stato eretto un altare, donde fu impartita una benedizione a tutto il quartiere ed ai suoi abitanti, i quali numerosi seguivano pregando e cantando il corteo religioso, o partecipavano affacciati alle finestre delle loro case, addobbate con drappi e lampioncini. Al rientrare della processione nel piazzale dell'Oratorio, dinanzi a molta folla che faceva ressa intorno, il Rev. Don Cadmo Biavati pronunciò il suo discorso in onore del Santo, commovendo ed infiammando il cuore di ognuno di nuovo ardente amore per Lui; seguì infine la Benedizione Eucaristica e il bacio della Reliquia.
I giovani oratoriani presero parte ai loro giuochi sotto gli occhi e il sorriso dei genitori e dei benefattori.
I festeggiamenti furono chiusi da fuochi artificiali e dalla proiezione, all'aperto, del film « Don Bosco », seguito con interesse e commozione.
Messina - Oratorio Salesiano " Beato Domenico Savio ".
Il solerte Comitato Dame Patronesse dell'Oratorio, con la Presidente Ina Paino, ha inteso onorare il novello Beato Domenico Savio con opere di carità a vantaggio dei Ragazzi della Strada, spendendo per essi la non indifferente somma di 3 milioni.
L'opera fu iniziata il novembre 1945, prima, in proporzioni modeste, con pacchi dono di viveri e vestitini smessi a 50 ragazzi, poi con la preparazione di 80 fanciulli alla Prima Comunione distribuita loro dall'Arcivescovo Mons. Angelo Paino il 31 gennaio 1947; a tutti i comunicandi fu regalato un vestito usato, ma ancora in buone condizioni, e un paio di scarpe nuove.
Nella Pasqua del 1949, alla presenza delle Autorità civili e religiose della città e di diversi onorevoli, si assistette ad una manifestazione che parve un miracolo. Trecento ragazzi si assisero a mensa nel vasto salone teatro. La gioia dei piccoli era indescrivibile: tutti con il vestito e le scarpe nuove.
Visto il buon esito, il Comitato delle Dame stabilì che si facesse di tutto perchè, a Natale, ogni anno, si raccogliessero somme per vestire e calzare 200 ragazzi di D. Bosco. Così si fece per il Natale 1949.
Nel periodo natalizio del decorso anno 1950, 200 ragazzi ricevettero scarpe, calzoni, maglie, calze; inoltre, il giorno dell'Epifania c. a. venne loro servito un abbondante pranzo seguito dalla distribuzione di un pacco viveri e di un dolce per le famiglie.
Posa della prima pietra di una chiesa a Maria SS. Ausiliatrice a Messina.
Il 3 dicembre 1950, presso il collegio Salesiano « S. Luigi » di Messina, si poneva la prima pietra per una grande e bella chiesa alla Madonna. Al principio dell'anno stesso, pochi mesi prima, si può dire, era stata salutata con grande allegria, non disgiunta da un certo timore, la prima pietra del vasto corpo edilizio dello Studentato Teologico: oggi lo Studentato è una realtà e accoglie una ottantina di giovani Chierici delle due Ispettorie Salesiane, la Napoletana e la Sicula. La chiesa sorgerà tra il nuovo edificio e un'ala del vecchio Collegio « S. Luigi », e stringerà insieme,. non solo idealmente, i giovani dell'Istituto (quasi 250 interni) e gli Studenti di Teologia.
Officiò il Rev.mo Sig. D. Pietro Tirone, Catechista Generale della Congregazione Salesiana, presenti gli Ispettori Salesiani della Sicilia e dell'Italia Meridionale. Dopo le belle e suggestive preghiere, che la Chiesa ha dedicate a impetrare la benedizione del Signore sulla nuova creaturam làpidis, il Superiore lesse una pergamena in latino, ricordo del lieto avvenimento; e tra calorosi battimani, fu calata giù la pietra.
Ora si aspetta con fiducia l'avveramento dell'antifona: « Questa è la casa del Signore, fermamente edificata, bene fondata su salda pietra».
Montecatini-Terme. - Sua E. Mons. Egidio Lari, Arcivescovo Titolare di Tiro, ha benedetto, secondo il caratteristico rito, le quattro nuove campane per la chiesa del S. Cuore annessa al grande Istituto Magistrale Parificato delle Figlie di Maria Ausiliatrice. La funzione, nuova per i fedeli di Montecatini-Terme, ha suscitato interesse e pia curiosità: Autorità, Insegnanti, Famiglie Religiose e una numerosa folla hanno invasato il giardino dell'Istituto per assistere allo svolgimento della cerimonia. Abbiamo notato anche la presenza dell'On. Diecidue.
L'Ecc.mo officiante, munifico benefattore, è stato oggetto di una cordiale dimostrazione di simpatia e di gratitudine.
Sesto S. Giovanni (Milano). - L'opera salesiana da pochi anni iniziata e che va sempre più sviluppandosi fra la cordiale simpatia della popolazione, ha ricevuto un lusinghiero premio nell'alto compiacimento del Sommo Pontefice fatto pervenire al Direttore D. Francesco Della Torre.
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ N. 242267
Dal Vaticano, li 18 dicembre 195o. Reverendo Signore,
Mi è pervenuta la copia della Sua interessante relazione circa le Opere Sociali «Don Bosco» di Sesto S. Giovanni, ch'Ella gentilmente mi ha inviato.
Il Santo Padre, che già aveva presa visione di detta relazione, si è compiaciuto con la benemerita Società Salesiana, la quale, fedele agli insegnamenti del Suo Santo Fondatore, sa costantemente adattarsi alle mutevoli condizioni di vita del mondo moderno, per aggiornare la sua missione in favore della gioventù e della classe operaia. Prova è appunto l'adesione pronta da essa data al vivo desiderio manifestatole dallo zelante Em.mo Cardinale Arcivescovo di Milano di prestare la sua opera in favore di codesto centro operaio.
Perciò l'Augusto Pontefice, facendo voti che un'iniziativa tanto importante abbia largo sviluppo, di cuore invia ai diletti figli di Don Bosco, che costì spendono la loro attività, agli amati operai di Sesto San Giovanni, come pure alle persone che generosamente danno il loro contributo per portare a termine tale opera assistenziale, la Sua paterna
Benedizione Apostolica, auspicio dell'abbondanza dei celesti favori.
Io poi, beneaugurando, Le presento i miei vivi ringraziamenti per il gradito invio.
Mi valgo volentieri dell'incontro per professarmi con sensi di distinta stima della Signoria Vostra Rev. dev.mo nel Signore
G.B. MONTINI, Sostituto.
BELGIO - Saint Georges sur Meuse - Nuovo Istituto per i Figli di Maria.
Il 4 settembre u. s. fu aperto ufficialmente l'Istituto «Domenico Savio» di Saint-Georges sur Meuse per le vocazioni tardive.
Ha lo scopo di raccogliere i giovani Belgi, che parlano francese, i quali desiderano entrare nella Congregazione Salesiana, intraprendendo la carriera ecclesiastica e che per la loro età avanzata non potrebbero facilmente seguire altrove la loro vocazione.
Attualmente l'Istituto conta 9 aspiranti, che frequentano i corsi superiori o inferiori. La loro età va dai 18 ai 26 anni. Provengono da diverse classi sociali: dal contadino all'operaio, dal professionista allo studente.
Compiono i loro studi sotto la direzione di Don Gustavo Pierard e Don Giulio Marichal, i quali impartiscono loro l'insegnamento secondo il grado degli studi compiuti, seguendoli individualmente.
Ogni giorno hanno un'ora di lavoro manuale; il giovedì poi dedicano il dopopranzo ai lavori manuali utili per l'Istituto, nel giardino o nel frutteto adiacente all'Istituto.
La serenità degli aspiranti rende questo nuovo Istituto un vero ambiente di famiglia.
Questa è la terza Casa aperta nel Belgio per i Figli di Maria.
Per i Figli di Maria, che parlano fiammingo, funziona già da più di 20 anni l'Istituto «Don Bosco » di Dortryk, che ha dato ottimi risultati con un buon numero di vocazioni alla Congregazione salesiana, ad altri Istituti Religiosi ed al clero secolare.
BRASILE - Piracicaba - La posa della prima pietra del Ginnasio D. Bosco.
Rivestì un'insolita importanza, grazie ai numerosissimi partecipanti, la posa della prima pietra del Ginnasio Salesiano « Don Bosco», in quella moderna città.
Il municipio, che aveva ceduto ai Salesiani il terreno necessario per il nuovo istituto, era rappresentato dal suo Presidente il Dott. Aldrovando
Fleury. S. E. il Vescovo diocesano Mons. Gerolamo Gallo benedisse la prima pietra; subito dopo parlò l'Ispettore Salesiano D. Giovanni Resende, cui rispose il Dott. Dario Bras a nome del Prefetto della città. Quindi fu organizzato un corteo diretto alla Cattedrale, al quale presero parte 600 giovani allievi, marciando al rullo dei tamburi ed irradiando dai volti giovialità, allegria e soddisfazione nel sapersi allievi di D. Bosco.
Così anche Piracicaba avrà presto un istituto, che provvederà al bene della sua gioventù.
BRASILE NORD -- Vitoria (Stato dello Spirito Santo) Inaugurazione dell'Oratorio festivo.
A Vitoria, mentre si procede alla costruzione di un Istituto Salesiano, ha avuto luogo l'inaugurazione dell'Oratorio festivo, il quale porta il nome suggestivo: « Casa do garoto Capixala », corrispondente in italiano a « Casa del birichino di D. Bosco». L'edificio consta, per ora, soltanto di un alto padiglione lungo 32 m. e largo 16, con, all'intorno, vasto terreno con molti giuochi. Erano presenti all'inaugurazione 500 allievi. Arrivarono poi S. E. Mons. Elvezio Gomez de Oliveira, S. E. il Governatore dello Stato Dott. Carlo Ferdinando Lindenberg con i Ministri della Pubblica Istruzione ed Agricoltura, insieme con un folto gruppo di autorità, insegnanti, benefattori dell'opera.
Prestava servizio la Banda Militare.
La parte religiosa consistè nella celebrazione della S. Messa da parte dell'Arcivescovo con canti polifoni accompagnati dalla banda. Immediatamente dopo ebbe luogo la cerimonia civile con l'alzabandiera della Nazione brasilena e dello Stato dello Spirito Santo, la firma dell'atto inaugurale, discorsi e canti.
Dell'avvenuta inaugurazione il Deputato sig. Pietro Feu Rosa parlò nell'Assemblea Legislatura ed ottenne un voto di congratulazione e di plauso alla Società Salesiana.
EGITTO - Gli Onor. Giulio Andreotti e Mario Cingolani visitano gli Istituti Salesiani del Cairo e di Alessandria d'Egitto.
Sabato 27 gennaio, fu, per il Don Bosco del Cairo, una di quelle giornate che difficilmente si dimenticano; in un insieme semplice e grandioso allo stesso tempo, si ebbe la gradita visita di S. E. Giulio Andreotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, e di S. E. Mario Cingolani, Senatore della Repubblica.
Verso le 12 le due grandi verande formicolavano di oltre 28o giovanotti in tuta da lavoro e di altrettanti bimbi delle elementari e di studenti medi e liceisti.
Giunse, per prima, la macchina dell'On. Cingolani, che, balzato a terra, con la sua caratteristica vivacità e semplicità: « Eccomi qua, carissimi... un'altra volta a... casa mia » dice ai Superiori, che lo ricevono all'entrata.
Ed ai visi interrogativi: « Semplicissimo, aggiunge, Ex-Allievo Salesiano, Cooperatore Salesiano da 45 anni... che volete di più ? ». Ci si sente subito veramente in famiglia. Mentre rievoca persone e luoghi, dalla stessa sua macchina scendono il Sig. Ferrero, primo Consigliere d'ambasciata, il Dott. Nuccio, Console Generale d'Italia al Cairo, il Comm. Dott. Giannarelli, Ispettore delle Scuole Italiane in Egitto.
Poco dopo ecco anche la macchina dell'On. Andreotti e del suo Segretario particolare, Dott. Del Ciglio e l'inviato del Tempo.
Ad attendere gli illustri ospiti, oltre il Sig. Ispettore, Prof. Don Sante Garelli, c'è il Direttore della casa con i Superiori, e il corpo insegnante al completo.
Dopo le presentazioni d'uso, la massa imponente dei giovani, sotto la direzione del M.o D. Giraudi, eseguisce l'Inno di Mameli.
Finito il canto, un alunno del Liceo dice, a nome dell'Istituto, un indirizzo di omaggio. I graditissimi Ospiti si portano in Direzione per le Firme sull'album d'oro. « Con orgogliosa ammirazione di cattolico e d'italiano», lascerà scritto l'On. Andreotti, « Torna Don Bosco» lancerà come invocazione l'On. Cingolani.
Intanto gli alunni sono sfollati nelle rispettive aule e laboratori. Poco dopo si iniziano le visite alle classi elementari. Si passa poi ai locali « Esploratori d'Italia».
Qui l'On. Cingolani si trova doppiamente in famiglia. Confondatore della Associazione Scautistica Cattolica Italiana nel lontano 15 maggio 1916 (sarà lui stesso a richiamarsi visibilmente commosso a quella data), animatore sempre della benemerita iniziativa, risuscitatore in Italia della medesima nel 1946, tuttora Commissario Centrale ad honorem «della sua carissima A.S.C.I. », è addirittura entusiasta di ritrovare e presentare ai visitatori i simboli, i richiami, il significato degli angoli di squadriglia. E scrive nell'album del Cairo II «Volare alto, come i falchi... ma lo sguardo sempre fisso so nel sole »... e sole in tutte maiuscole e sottolineato!!!
Ammirati sono soprattutto i cimeli, che i 35 Esploratori hanno riportato da Alamein nell'escursione fattavi nel passato novembre e le meravigliose fotografie delle varie escursioni in Italia e qui in Egitto.
Si inizia la visita dei laboratori. L'ordine, la grandiosità, la facilità e semplicità, con cui si vedono qui amalgamarsi e capirsi gli appartenenti ai più diversi popoli, legati ed affratellati dalla lingua di Dante, suscitano la sincera ammirazione degli illustri visitatori.
Si passa poi nella sala da pranzo, dove i graditissimi Ospiti accettano una semplice colazione e daranno così modo ad alcuni Superiori, che vi partecipano, di godere di un'altra oretta di intima allegria, mentre l'operatore non può fare a meno di riprendere anche alcune scenette dell'allegra ricreazione dei bimbi delle elementari.
Alla frutta, il Sig. Ispettore, Prof. Don Sante Garelli, in brevi parole di ringraziamento per l'onore fatto all'Opera Salesiana del Medio Oriente dai rappresentanti del Governo Italiano, è lieto e fiero di poter citare numeri e statistiche di quello che i Salesiani, nel tristissimo periodo bellico e postbellico, hanno potuto e saputo fare per tanti Italiani rimasti dall'oggi al domani senza scuole, quindi senza legame spirituale alla Madre Patria.
La sera del 30 gennaio gli On. Andreottí e Cingolani, reduci dal loro pellegrinaggio ad Alamein, nome glorioso e sempre caro agli Italiani per il sangue ivi sparso dai nostri valorosi soldati, onoravano di una visita l'Istituto di Alessandria d'Egitto. Li accompagnavano Sua E. l'Ambasciatore D.r Renato Prunas e il Console Generale Comm. G. A. Spachel.
Un giovane liceista lesse un indirizzo d'omaggio, dal quale stralciamo queste righe:
« ... E non è senza frutto, Eccellenze, la vostra visita. Ne comprendiamo lo scopo: ci fate onore, e vogliamo meritarcelo. Il tempo ci viene incontro col lavoro: lo affronteremo: la vita è dovere, dovere innanzi a Dio, per la Patria e per la famiglia. E marceremo sulla via del dovere fino all'ultimo... «.
Allorchè le LL. EE. onorarono della loro presenza la Sede dei nostri Esploratori, vennero acclamati da canti e grida di gioia. S. E. l'Ambasciatore Renato Prunas ebbe la sorpresa di sentirsi salutato, in terra faraonica, con un cantico d'omaggio in pura lingua sarda, che egli gradì assai.
SPAGNA - Nuove scuole professionali a Siviglia. - Furono recentemente inaugurate sul Cerro dei Sacri Cuori, in San Giovanni de Aznalfarache. La fondazione fu messa sotto la protezione di S. Giuseppe, e si deve allo zelo e munificenza dell'Em.mo Card. Segura y Sàez, Arciv. di Siviglia, che ha voluto completare così la magnifica opera del monumento al Sacro Cuore di Gesù.
Dette scuole furono consegnate ai Salesiani lo scorso anno, alla presenza del Cardinale Arciv. e le Scuole già funzionano. Annesso alle Scuole ha vita un fiorente Oratorio festivo.
CANADÀ - L'opera salesiana nel Canadà risulta composta di due case: la prima è del 1947 ed ha la sede in Jacquet Rivier, la seconda è stata aperta lo scorso anno a St-Louis de Kent ed è dedicata al Beato Domenico Savio.
Un giornale locale così ne saluta i promettenti inizi: « E consolante vedere i Figli di D. Bosco residenti definitivamente nella zona Acadià; specialmente in questa storica parrocchia di S. Luigi, che fu il centro dell'educazione cattolica nel nostro paese. Il metodo meraviglioso da D. Bosco praticato nella pedagogia non mancherà di essere di grande profitto per gli stessi infaticabili educatori, i quali si dedicano al servizio della gioventù nelle nostre scuole ».
Ad onore del Beato Domenico Savio
Colle Don Bosco - Associazione Giovanile dedicata al Beato Domenico Savio.
La mattina del 4 febbraio il Santuarietto di Maria Ausiliatrice, che sorge presso la casetta di Don Bosco, vide, per la prima volta, i giovani del borgo numerosi e devoti ascoltare una Messa tutta per loro. Con l'inaugurazione della Messa della gioventù, si tenne a battesimo la nuova Associazione Giovanile intitolata a Domenico Savio, i cui soci si sono impegnati ad un sano programma di vita cristiana con una pubblica promessa e il ritiro, all'altare, della tessera d'iscrizione. Per l'occasione facevano servizio i chierichetti del rinato « piccolo clero ». D. Faustino Boem tenne la conferenza ai Cooperatori; a sera, i giovani dell'Oratorio festivo chiusero con la rappresentazione teatrale Prigionieri di un sogno. Abbiamo così potuto constatare che con grande entusiasmo e con non minore profitto, parecchie volte la settimana, questi buoni conterranei di Don Bosco, si riuniscono nel nome del Santo e all'ombra della sua Casetta, per rifarsi la mente con la grammatica e i numeri e il cuore con la conferenza e il catechismo.
Continua in tal modo fra i compaesani di Don Bosco, per l'opera dei suoi figli, quell'apostolato, che risale alla fanciullezza del Santo e che le nuove opere, sorte sul Colle, hanno potenziato e moltiplicato.
Feste in onore di Domenico Savio a Chioggia (5 - 6 - 7 - 8 ottobre 195o)
Chioggia onorò degnamente e con entusiasmo la nostra nuova gloria salesiana con una spontanea e grandiosa manifestazione.
I giorni 5, 6, 7 ottobre Don Antonio Cojazzi preparò la cittadinanza con una serie di conferenze tenute nel teatro del nostro Oratorio, svolgendo i seguenti temi: Un uomo parla ad un altro uomo; Presento il compagno Cristo; Presento la Madonna.
Le sue parole furono argomento di animate discussioni anche in città, di modo che l'interesse del pubblico aumentò progressivamente ed il teatro fu sempre gremito.
La domenica 8 ottobre fu celebrata la festa del Beato.
Le varie funzioni liturgiche furono tenute nel vasto duomo. Alle ore 10 S. Ecc. il Vescovo Diocesano Mons. Ambrosio tenne il pontificale e l'omelia sul Beato, mentre i cori furono eseguiti dalla Schola cantorum del nostro Oratorio.
Dopo il pontificale ebbe luogo, nell'oratorio, il convegno annuale degli Ex-Allievi, cui partecipò pure S. Ecc. il Vescovo.
Ai discorsi e alle discussioni fece seguito il pranzo sociale fra la più schietta allegria veramente fraterna.
Le funzioni religiose vennero riprese nel pomeriggio in duomo, dove Don Cojazzi tessè il panegirico del Beato, presentandolo come esempio tipico dei valori spirituali del nostro tempo, che sono sempre superiori ad ogni scoperta e forza della materia.
Un lungo corteo colla effigie del Beato attraversò il corso principale della città fino all'Oratorio, dove ebbe luogo un'imponente serata di gala in onore del Beato. Proiezioni luminose, concerto della nostra banda locale, estrazione della ricca tombola Domenico Savio ed infine un grandioso spettacolo pirotecnico coronarono la intensa giornata, in cui tutti i cuori di Chioggia ebbero un solo nome: Domenico Savio.
Pisa - Autorità civili e scolastiche hanno fatto a gara con gli Ex-Allievi, patronesse e i giovani, nel tributare onori al Beato.
Dopo una preparazione svolta nelle scuole della città, per interessamento di tutti i presidi e i direttori didattici invitati a commemorare Domenico Savio dallo stesso Provveditore e Ispettore scolastico, ci fu una preparazione più immediata tenuta nella nostra Chiesa di via dei Mille. L'Azione Cattolica aveva movimentata una vasta organizzazione e, la sera precedente la festa, una grandiosa accademia nel piazzale dell'Oratorio pavesato come non mai, raccoglieva una moltitudine di giovani, di associazioni con bandiere, che facevano corona a tutte le autorità.
Presenti S. E. l'Arcivescovo e S. E. il Prefetto, il Rettor Magnifico dell'Università, il Provveditore agli studi, una larga rappresentanza di presidi, professori, maestri, educatori, la Giunta e la presidenza dell'Azione Cattolica maschile, gli istituti religiosi e il fior fiore della cittadinanza. Parlò l'Avv. Andreis e i giovani alternarono brani di musica e di poesia dinnanzi a un bel quadro di Domenico Savio eseguito da un ragazzo dell'Oratorio. Il nuovo Beato è in atteggiamento di chi guarda, sorridente, la moltitudine di devoti.
La mattina dopo, le funzioni furono di nuovo onorate dalla presenza di tutte le autorità e fu una gran giornata per la gioventù pisana, che si alternò, proprio secondo il metodo salesiano, all'altare, ai giochi, al teatro, in un complesso programma riuscito in pieno e che fece vivere la gioia di Domenico Savio in quanti erano corsi ad esaltarne le virtù, ad implorarne la protezione.
Anche a S. Gregorio di Catania si son volute fare cose grandi. Il successo fu assicurato dalla benevola partecipazione di S. E. Mons. Bentivoglio, nostro amato Arcivescovo, il quale, giunto in piazza, fu accolto dal clero, dal seminario salesiano; da un gruppo scelto del vicino seminario arcivescovile di S. Giovanni La Punta e dalle Autorità del paese, mentre lo sparo dei mortaretti e la banda musicale dei Ragazzi di Don Bosco dell'Oratorio della Salette davano il loro clamoroso evviva.
Quando l'Eccellentissimo Presule entrò, benedicente, nella fastosa Chiesa matrice gremita di fedeli, la Schola cantorum salesiana, diretta dal maestro Ragonesi, eseguì un vibrante Ecce Sacerdos a tre voci dispari.
Il rev.mo parroco salesiano, che cantò Messa, con assistenza pontificale, tenne anche una appropriata omelia: prendendo lo spunto dal Vangelo domenicale, « a moltiplicazione dei pani e dei pesci » (elemento umano, che nelle mani divine di Gesù rappresenta fermento di bene e moltiplicazione di energie), additò ai fedeli il beato Domenico Savio, che nel burrascoso secolo scorso fermentò di soprannaturale il mondo giovanile, preludendo alle generose schiere, che oggi militano nelle file dell'A. C.
Il servizio dell'Altare disimpegnato con esattezza e devota signorilità dai Seminaristi di San Giovanni La Punta, e la Missa Iubilaris a tre voci dispari del Vittadini eseguita con maestria dalla Schola cantorum salesiana, contribuirono ottimamente a rendere solenne e grandiosa la funzione religiosa.
Nel pomeriggio, gli aspirantini salesiani (che la sera precedente ci avevano offerto una riuscita accademia) guidati da Don Calandra, animatore dei festeggiamenti e predicatore del triduo, produssero, sulla scena del nostro teatrino, tre atti del Castellino sulla vita del novello Beato. I piccoli, e, forse più ancora i grandi che assistettero con gioia alla rappresentazione, applaudirono commossi: Domenico Savio e i suoi interpreti avevano convinto il numeroso pubblico che la santità, fonte di gioia, è cosa bella.
La città di Vizzini (Catania) tributa solenni onoranze a S. Giovanni Bosco e Dom. Savio
Dal 21 al 28 gennaio Vizzini fu avvolta da un'atmosfera di pura e calda religiosità sotto gli auspici di S. Giovanni Bosco. Era stata acquistata la statua del Santo: un bel gruppo in legno scolpito ad Ortisei: S. Giovanni Bosco con a fianco il Beato Domenico Savio e un giovinetto in tenuta da lavoro.
Le feste si aprirono la domenica 21 col solenne ricevimento del gruppo statuario collocato su un carro trionfale, accompagnato da una teoria di macchine e di automezzi.
Dalla balconata del Municipio, alla folla, che gremiva la piazza, rivolsero parole di circostanza l'Arciprete Sac. dott. Michele Tiralosi, l'ex-allievo avv. Giuseppe Rinaldi e il rev. prof. Don Antonio Fasulo, il quale pronunciò due belle conferenze con proiezioni e il panegirico, la domenica 28.
Accrebbe lustro alla festa l'intervento dell'Ecc. Vescovo di Caltagirone, Mons. Pietro Capizzi, che, nella messa della comunione generale, tenne una ispirata omelia.
Degno anche di nota l'omaggio delle scolaresche tributato al grande Santo della gioventù, giovedì 25 gennaio.
Feste a Scicli per S. Giovanni Bosco e Domenico Savio.
Scicli (Ragusa) - Le feste si sono svolte dal 14 al i8 febbraio nella chiesa Madre, sul cui altare maggiore erano collocati, in una cornice di luci e di fiori, i quadri di S. Giovanni Bosco e del Beato Domenico Savio.
Il ciclo delle manifestazioni fu aperto da un riuscito Convegno salesiano tenuto, il 14 febbraio, dal salesiano Don Antonio Fasulo, oratore della circostanza, il quale tracciò le linee del programma e ne diede il tono pratico e fervido.
Nei giorni del triduo affluirono nella chiesa Madre, per rendere omaggio al grande Apostolo della gioventù e al Beato Domenico Savio, numerosi fedeli nelle funzioni mattutine e serali e gli alunni delle scuole. Nei vari discorsi e nel panegirico pronunciato durante la messa cantata e nella conferenza di chiusura, la figura di Don Bosco balzò viva nel fascino della santità e nella grandiosità delle opere, destando ammirazione, simpatia ed entusiasmo, di cui rimarrà gradito, duraturo ricordo nella città di Scicli.
CINA - Festeggiamenti al novello Beato quindicenne "Domenico Savio ".
Domenico Savio fu solennemente festeggiato a Hong Kong (Cina) dal 23 al 26 di novembre. I festeggiamenti raggiunsero il culmine il giorno 26. Alle 10 del mattino, in Cattedrale, S. E. Mons. Valtorta, Arcivescovo di Hong Kong, celebrò il Pontificale; era presente pure un altro Vescovo. Fu eseguita una Messa cantata a 4 voci dispari. Alla festa parteciparono i sacerdoti e chierici salesiani, maestri ed alunni delle scuole di Shan Ki Wan, Aberdeen e West Point (San Luigi), che sono più di un migliaio, a questi si aggiunsero altri seicento tra superiori ed allievi venuti dalle varie scuole salesiane di Macao.
Al Pontificale, eccettuato il Celebrante Mons. Valtorta, gli assistenti, i servienti e il piccolo clero erano tutti salesiani. La cantoria era composta dai teologi e filosofi dello studentato salesiano e dagli alunni delle scuole di Hong Kong e di Macao. In quel giorno la Cattedrale pareva diventata un mondo salesiano. Alla festa partecipò pure una grande moltitudine di cristiani di Hong Kong.
Sull'altare maggiore, un grande quadro di Domenico Savio dagli occhi vivaci e dalla faccia sorridente, sembrava ripetere a tutti quelli che si avvicinavano: « La morte, ma non peccati ».
Lo stesso Mons. Valtorta tenne il panegirico infra Missam, elogiando la santità del novello Beato, invitando tutti ad imitare il suo esempio.
All'uscita dalla chiesa, si distribuirono le immagini di Domenico Savio a tutti i partecipanti.
Nel pomeriggio, Vespri solenni e processione attorno alla Cattedrale. Finita la processione, parlò il Padre Han, paragonando Domenico Savio ad un fiore che apparve all'alba e chiuse la sua vita al sopraggiungere della notte, ma una notte seguita da un eterno giorno; una breve storia tutta piena di luce e di bellezza. Egli è un modello di purezza, l'esempio dei giovani e degli studenti..
REPUBBLICA DEL MESSICO - Zamora - È stata la prima città messicana a rendere omaggio al nuovo Beato. Triduo solenne con partecipazione anche dei Cooperatori, Ex-Allievi e Cavalieri di D. Bosco, concluso col Pontificale di S. E. il Vescovo Mons. Giuseppe Gabriele Anaya y Diez de Bonilla e il discorso del Can. Dott. Antonio Guizar. Fu rappresentato il dramma Domenico Savio.
Messico-Capitale - Con entusiasmo la Capitale della Repubblica svolse i grandiosi festeggiamenti al quindicenne allievo di S. Giovanni Bosco elevato agli onori dell'altare. Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, Allievi, Ex-Allievi, Cooperatori e Cooperatrici si strinsero intorno al piccolo Santo, che contemporaneamente fu festeggiato nella Cattedrale e in altre quindici chiese divenute incapaci a contenere la moltitudine di studenti ascendenti a varie migliaia. La Messa della Comunione fu celebrata da S. E. Mons. Guglielmo Piani. Chiuse la festa una solenne accademia musico-teatrale.
Anche Puebla volle onorare il Beato Domenico Savio, il cui quadro spiccava sull'altare centrale, in una serra di fiori.
Il primo giorno del triduo fu riservato alle Figlie di Maria Ausiliatrice e alle loro alunne; il secondo agli allievi dei Salesiani, il terzo agli oratoriani, il giorno della festa ai Cooperatori,
Ex allievi e fedeli, tutti in vera gara d'amore per il Beato. La Messa della Comunione fu riservata all'Ill.mo e Rev.mo Dott. Amadore Carrasco, Vicario Capitolare, la solenne, al segretario del Vescovo Sac. Dott. Luigi Maldonado, con panegirico detto dal Rev. D. Vincenzo Garnero.
Proiezioni luminose, inni, teatro, il tutto ad onore del B. Domenico Savio, fanno ancora oggi sentire nella popolazione il soave profumo della santità del « piccolo gigante » e ne rendono, popolare la simpatica figura a modello della rinnovellantesi gioventù messicana.
SIRIA - Festeggiamenti in onore del Beato Domenico Savio in Aleppo.
Per agevolare la partecipazione, non solo delle scuole cattoliche, ma anche della religiosissima popolazione aleppina alla conoscenza e alla glorificazione del Beato Domenico Savio, si decise che in ogni cattedrale dei diversi riti si tenesse una funzione distinta
La proposta venne accolta con entusiasmo dagli Eccellentissimi Vescovi, i quali vollero prendere sotto la loro alta protezione la fausta commemorazione:
S. E. Rev.ma Mons. Isidoro Fattal, Metropolita per i Greci Cattolici Melkiti, Presidente dell'opera «Giorgio Salem ».
S. E. Rev.ma Mons. Pierre Hindiè, Vescovo dei Siriani Cattolici; S. E. Rev.ma Mons. Gregorio Hindiè, Vescovo degli Armeni Cattolici; S. E. Rev.ma Mons. Ignazio Ziadè, Vescovo dei Maroniti; S. E. Rev.ma Mons. Gabriel Naamou, Vescovo dei Caldei; e il Rev.mo Padre Francescano, Antonio Gafari, Guardiano e Parroco dei Latini.
Ecco il programma, che si svolse in un'atmosfera d'entusiasmo sempre crescente:
21 febbraio: Pro-Cattedrale latina: Messa cantata dai nostri alunni. Discorso del Rev. P. R. Nakhlé, S. J. Partecipazione di tutte le scuole di rito latino.
22 febbraio: Cattedrale Siriano Cattolica: Messa: panegirico del Beato del Rev. P. Paul Hindiè. - Partecipazione di tutte le scuole di rito siriano cattolico.
23 febbraio: Cattedrale Armeno Cattolica: Messa celebrata da S. E. Rev.ma Mons. Gregorio Hindiè. - Panegirico del Rev. P. Joseph Couchakgi. - Partecipazione di tutte le scuole di rito armeno cattolico.
24 febbraio: Cattedrale Maronita: Messa: panegirico del P. Joseph Giamal. - Partecipazione di tutte le scuole di rito maronita.
25 febbraio: Cattedrale Greco Cattolica Melkita: Messa Pontificale di S. E. Rev.ma Mons. Isidoro Fattal, Metropolita d'Aleppo, celebrata nello splendore affascinante della liturgia bizantina. Partecipazione delle scuole greco cattoliche con le varie organizzazioni giovanili, fra cui furono notati la banda, i Crociatini e gli Esploratori. Tessè le lodi del Beato l'Icònomos Rev. P. Michele Ghosn, additando in Domenico Savio l'antesignano dell'Azione Cattolica.
Gli alunni della nostra scuola professionale parteciparono a tutte le funzioni dei giorni precedenti, avendo, noi, rappresentanti di tutti i riti. Furono distribuite per l'occasione alle varie scolaresche più di diecimila immagini, centinaia di medaglie e un bel numero di copie della biografia del Beato.
Il 24 febbraio, nel salone delle feste, fu fatta dal Rev. D. Eraldo De Rossi, catechista degli interne, la commemorazione riservata ai soli nostri alunni, cui seguì la proiezione delle filmine D. Bosco, sui principali episodi della vita del Savio, ampiamente spiegate dal Rev. D. A. Botto.
Al pranzo offerto alle autorità il giorno 25, al quale partecipò anche la Benemerita Signora Matilde Salem, la Mamma dei Salesiani di Aleppo, S. E. Monsignor Fattal espresse, ancora una volta, tutta la sua alta stima e il suo plauso incondizionato per l'opera che i figli di S. Giovanni Bosco stanno svolgendo a beneficio della gioventù operaia di Aleppo. Il Sig. Direttore rispose, ringraziando tutti gli eccellentissimi Vescovi e i Rev.di Padri, che avevano tessuto il panegirico del Beato, auspicando al sorgere di una falange di imitatori ed emuli delle sue angeliche virtù, tra gli alunni delle scuole cattoliche della città, tanto rinomata per la sua pietà e per' il numero eccezionale di vocazioni religiose.
Parole pronunciate dall'Arciv. Greco-melkita cattolico di Aleppo, Seleucia, Cilicia e Cyr.
Siamo lieti, in questo bel giorno che corona le solennità religiose, in onore di Domenico Savio, di salutare in questo giovane Beato, il modello della giovinezza e di ogni anima che intende donarsi interamente a Dio ed al prossimo.
Nello stesso tempo, ci rallegra salutare, nel Padre di Domenico Savio, l'alta figura di Don Bosco, questo grande Santo ed educatore, che tanto bene ha fatto e continua a fare per i suoi figli, i Salesiani, sparsi in quasi tutti i paesi del mondo, sia civilizzato che selvaggio.
Al Rev.mo Superiore Generale di questi buoni religiosi, Don Ricaldone, al Rev. Ispettore del Medio Oriente, Don Sante Garelli, al loro Direttore che è fra di noi, Don Faoro ed a tutta la sua Comunità, il nostro più cordiale e caloroso saluto. Avendo l'onore di avere in mezzo a noi questi figli di Don Bosco, abbiamo potuto apprezzare e conoscere da vicino la carità che ispira tutte le loro opere, le loro virtù di veri sacerdoti e missionari, il loro zelo, la pazienza, lo spirito di sacrificio e di rinuncia.
Mi faccio un dovere di salutare qui, le Loro Eccellenze ed i Capi di Comunità che di buon grado hanno voluto partecipare a questa festa e contribuire a renderla più solenne possibile.
Ciò che è valso a rendere questi festeggiamenti così esultanti ed elevati, è la presenza ad Aleppo dei sacerdoti Salesiani, che sono addetti all'Opera Giorgio Salem. Così va pure il nostro commosso ricordo al fondatore di quest'Opera, il grande benefattore Giorgio Salem, di felice e gloriosa memoria, che senza dubbio in questo momento, dal Cielo, si rallegra con noi.
Lo stesso pensiero va, nè meno commosso, nè meno riconoscente alla Signora Salem, che continua quest'Opera con zelo instancabile ed esemplare carità, come anche a tutti i suoi parenti e collaboratori.
Sarà inoltre mia cura di non tralasciare il vivido ricordo di Elia Salem, padre del Fondatore, che riposa a pochi passi da noi, fianco a fianco del figlio.
Salutiamo infine gli amati Vicari delle varie Comunità ed i Rev. Padri che così bene hanno fatto i rilievi del Beato.
A tutti ed a noi stessi, auguriamo le virtù di Domenico Savio ed in primo luogo, il suo perfetto amore di Dio. È quindi con vera gioia che alzo il mio bicchiere alla salute di tutti quelli che ho nominato.
Viva Don Bosco! Viva Domenico Savio!
SPAGNA - Siviglia - L'Ispettoria Betica Maria Ausiliatrice tributò, lo scorso novembre, un solenne e fervoroso omaggio al novello beato Domenico Savio, prediletto alunno di Don Bosco, fulgida gloria della pedagogia salesiana e prezioso frutto del sistema preventivo.
Il triduo fu celebrato con particolari funzioni in tutte le Case dell'Ispettoria.
Il 19, domenica, convennero in Siviglia, a torme, gli alunni ed ex alunni da tutta l'Andalusia per rendere omaggio di devozione al Beato Domenico Savio. Nella chiesa del Divin Salvatore furono presenti al solenne Pontificale con assistenza di Sua Eminenza il Sig. Cardinale Pietro Segura, che tenne, alla fine, un brillante discorso.
Dopo il Pontificale si organizzò un riuscitissimo corteo, che, passando per le vie principali della città, si recò fino alle Scuole Salesiane della SS.ma Trinità, nel cui cortile centrale, dedicato all'angelico giovanetto, si riunirono tremila e cinquecento alunni, con numerosi Ex Allievi per l'omaggio finale. Il veterano Padre Viñas rivolse una allocuzione entusiasta alla moltitudine.
Il Sig. Cardinale Pietro Segura, disse tra l'altro, rivolgendosi ai giovani « ... Dirigete il vostro sguardo al quadro che vi sta dinnanzi. Lì vedete Domenico Savio, il quale tiene in mano una bandiera bianca. Che rappresenta questa bandiera bianca? Che simboleggia questa bandiera bianca in mano di Domenico Savio, precisamente nel giorno della sua glorificazione sulla terra ? Rappresenta la bandiera bianca della purezza e simboleggia la bandiera bianca dell'apostolato nell'Azione Cattolica. Di qui l'importanza singolare di questa festa; in primo luogo, per voi che ricevete la stessa educazione che ricevette il Servo di Dio: in secondo luogo, ha una straordinaria importanza anche per tutti i giovani del mondo... ».
Indirizzo di omaggio al Sommo Pontefice per la Canonizzazione della Beata Maria Domenica Mazzarello (letto dal Procuratore Rev.mo D. Francesco Tomasetti).
Beatissimo Padre,
un motivo d'immensa letizia conduce i Figli e le Figlie di San Giovanni Bosco al Vostro Augusto trono.
Non si è ancora spenta nei loro cuori la gioia per la solenne beatificazione dell'angelico Domenico Savio, frutto squisito dell'opera educativa del « Padre e Maestro » della gioventù: e la bontà paterna del Vostro cuore offre alla Società Salesiana e all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nuovo motivo di sovrumana letizia, nel decreto che approva i miracoli proposti per la Canonizzazione della Beata Maria Domenica Mazzarello.
Non è senza mirabile disegno della Provvidenza che l'umile figlia del Monferrato, vissuta in purezza e , fervore tra i solchi e vigneti della sua terra, sia entrata nell'orbita di San Giovanni Bosco, il quale ravvisò in lei la donna semplice, saggia, prudente, che Iddio gli mandava per estendere in campo femminile, il suo lavoro apostolico in mezzo alla gioventù povera ed operaia.
Docile e devota alla Guida che il Signore le dava, la Beata seppe, in un decennio, condurre a termine la missione di plasmare un folto nucleo di figlie allo spirito del Padre e Fondatore, e di vederle partire per regioni dove nessuna suora era ancor potuta penetrare. Era il premio divino all'eroica umiltà, nella quale si studiava di scomparire, quasi non fosse- la pietra angolare dell'edificio, clie aveva contribuito ad edificare per la gloria della Chiesa e il bene delle anime.
Quest'edificio, Beatissimo Padre, fatto di 13.000 religiose, raccoglie oggi migliaia e migliaia di fanciulle in tutte le parti del mondo, ed è pervaso d'un fremito d'ineffabile gaudio, nell'attesa che la Santità Vostra cinga dell'aureola dei santi la Madre e Confondatrice.
Con esse l'intera Famiglia Salesiana esulta e attende la grande ora, mentre depone ai Vostri Piedi l'omaggio della più filiale e imperitura gratitudine.
A marce forzate attraverso il Mato Grosso.
(2° viaggio di Mons. Giuseppe Selva, Prelato di Registro di Araguaya).
Lo scorso agosto S. E. Mons. Giuseppe Selva affrontò il secondo viaggio tra le foreste del Mato Grosso, percorrendo 960 Km. tra andata e ritorno, quasi sempre a cavallo, per vie mulattiere.
Partenza il 2 agosto, con prima sosta a Batovì, villa abitata da soli cercatori di diamanti. S. E. si trattenne sino al 6 agosto, giorno festivo, amministrò Battesimi e Cresime, prese parte alla processione rallegrata dalle note di una fanfara e da fuochi di artificio.
Eccoci poi fra gli Indi Bororos a Mercuri, che tributarono i loro tradizionali omaggi. Per la festa dell'Assunta il Vescovo celebrò la S. Messa e distribuì molte Comunioni, alle 9 cantò Messa il direttore D. Cesare Albisetti e S. E. tessè il panegirico di Maria Assunta in Cielo. Dopo cena assistemmo ad una accademia di poesie, canti, dialoghi e il Vescovo si congratulò con i giovani... artisti.
Il 18 ci mettemmo in via per la missione araguayana sotto un sole, che ci mitragliava inesorabilmente, mentre i poveri muli affondavano i piedi in un soffice tappeto di 15-20 cm. di sabbia.
Facemmo sosta a Barrigagial e la sera del 15 agosto in una fattoria del Sig. Barbosa, amico di Monsignore, attraversando su una barcaccia il fiume Gara. Fummo trattati con signorile gentilezza. La domenica 20 S. E. celebrò due Messe, e nel pomeriggio di nuovo in marcia. Con fermate e riposo presso le fattorie disseminate a distanze considerevoli, finalmente il 24 agosto arrivammo ad Araguaya.
Il buon Dio ci fu propizio come sempre, perchè ci permise di arrivare ancora di giorno. Infatti alle ore sei pomeridiane si faceva la entrata silenziosa nella nostra cara missione: dico entrata silenziosa, perchè i confratelli ci aspettavano solo il giorno seguente. Con tutto questo non si può descrivere con che amore filiale fu ricevuto dai nostri confratelli e giovani il loro Vescovo, il Vescovo Missionario. Il giorno 25 fu il vero giorno dei cuori. Confratelli, Suore, alunni ed alunne passarono religiosamente a stampare il loro bacio sul sacro anello del loro grande benefattore e Padre: un susseguirsi di visite di cortesia a Sua Ecc.za Rev.ma. Il 26 agosto Monsignore fece la visita Pastorale alla Chiesa principale ed alle due cappelle dei collegi nostri. 27 domenica, il Vescovo Missionario celebra la santa Messa nella chiesa principale della villa Araguayana e spiega il santo Vangelo a quei semplici popolani, che avidi della parola di Dio non lasciano sfuggire neppure una sillaba della spiegazione evangelica tenuta dal loro caro Pastore. Il 28, giorno dei preparativi per il viaggio di ritorno.
Fortunatamente il Vescovo potè fare un pezzo del viaggio in aereo, cioè fino a Villa Barra do Gara, dove lo raggiungemmo la sera del 29 agosto, ospiti del sindaco locale. Da Villa Barra do Gara, in varie tappe, le quali servirono a S. E. il Vescovo per avvicinare i suoi figli spirituali, am ministrare Battesimi e Cresime, raggiungemmo, il 2 settembre, di nuovo la nostra colonia di Meruri.
Tre settembre, grande festa in onore del Beato Domenico Savio. Alle sei Monsignore celebra la Messa della comunione generale, durante la quale gli indi si presentarono alla mensa Eucaristica. Alle nove, messa cantata, officiante era il Rev.mo Don Luigi Lorenzi, Direttore della nostra Colonia agricola del Sangradouro, venuto per dare più decoro alla festa; era pure accorso il veterano dei missionari del Mato Grosso il Rev.mo Don Antonio Colbacchini, venuto dalla missione dei Chavantes. Monsignor Vescovo, al santo Vangelo della seconda messa, tenne il panegirico del novello beato. Nel pomeriggio furono cantati i Vespri; a notte, sempre nel cortile della missione, su di un palco improvvisato, alunni, alunne ed indigeni cantarono le glorie del primo fiore del Sistema Educativo di S. Giovanni Bosco. Chiuse la festa Monsignore. Il giorno quattro demmo principio al viaggio di ritorno per Guiratinga.
A cavallo di muli percorriamo oltre cento chilometri, facendo sosta a Botorì e a Villa Tesouro, accolti, per la notte, dal cooperatore sig. Epifanio Duarte. Il giorno 8 settembre, mentre stavamo per ripartire, appare nel cielo l'aereo del candidato a governatore dello Stato del Mato Grosso, S. E. il Dott. Fernando, che si portava proprio a Villa Tesouro per un viaggio di propaganda. Detto candidato conosce personalmente Monsignore, anzi gli è amico ed ammiratore. Subito riconosce il Vescovo, gli chiede dov'è diretto, chi aspetta, ecc. e alla risposta che Monsignore aspettava un aereo per volare a Guiratinga, S. Ecc.za il Dr. Fernando, gli dice « il mio aereo è a sua disposizione. V. E. se crede, vada a pranzo; dopo subito potrà proseguire per Guiratinga ». Monsignore accettò l'offerta e alle due pomeridiane già si trovava a Guiratinga. Complessivamente avevamo impiegato 34 giorni per visitare la missione. Il Vescovo aveva potuto amministrare 70 Battesimi e 105 Cresime, e benedetti 7 matrimoni.
Dalle Missioni del Chaco Paraguyano.
S. E. Mons. Angelo Muzzolon ha compìto felicemente, in un mese, il suo viaggio missionario alle varie residenze degli indi: Puerto Pinasco, Puerto Casado, Puerto Sastre, Puerto Guaranì, Bahìa Negra, Puerto Caballo ed Olimpa con un percorso di quasi 500 Km. Scarso il personale addetto ai piccoli centri, ma molto benedetto dal Signore il lavoro di quegli eroici missionari, i quali compiono un gran bene. Le autorità e il popolo, dovunque, accolsero entusiasticamente il Vescovo. A Puerto Pinasco visitò le capanne degli Indi Lenguas, Sanapanàs, Augaitès e Tobas e la piccola scuola costruita con foglie di palme da D. Domenico Correa e dal Confr. Coadiutore Giovanni Gonzàles. Il Vescovo rimase stupito del progresso, che fanno, a scuola, i piccoli indi.
Sul vapore «Toro» raggiunse Puerto Casado, dove trovò in costruzione un paesello cristiano. Tutte le settimane D. Bruno Stella raduna circa 200 operai per l'istruzione religiosa; i fanciulli oratoriani sono 150; vi è una discreta orchestra, che rallegra le riunioni e tutte le domeniche si distribuisce una razione di minestra agli indi.
Lo stesso ritmo di lavoro potè constatare a Puerto Sastre, che fu già residenza dell'indimenticabile D. Livio Farina, vero cacciatore di anime e alla cui memoria è stato eretto un bel monumento.
Sulla lancia « Pirà » della Compagnia del tannino, Mons. Angelo Muzzolon risaliva i 120 Km. di corso, arrivando alla residenza, aperta proprio quest'anno, di Puerto Guaranì. Vi risiedono D. Saturnino Carabelli e il Coad. Aldo Maffei. In pochi mesi si è fatto un gran passo in avanti. Scuola di catechismo, associazioni per donne, per operai, per giovani. I due missionari si sono costruita una loro casetta o, meglio, capanna, sulle rive di un fiumiciattolo, fra milioni di fastidiosissime mosche. Il Vescovo si inoltrò per circa 70 Km. nella foresta, per visitare i disboscatori, che abitano nell'interno.
A Bahìa Negra S. E. fu accolta con gioia da amici dell'opera Salesiana e da Cooperatrici. È Bahìa Negra un centro abitato da 600 persone, le quali, purtroppo, non hanno alcuna assistenza religiosa, anzi non v'è neppure una cappella. Dell'abbandono religioso hanno approfittato i protestanti, inviando da New York due signorine, che lavorano con zelo. Per concessione del Comandante fu trasformato in cappella il dormitorio dei soldati, dove Monsignore potè celebrare.
Grande fervore religioso, Confessioni e Comunioni rallegrarono il cuore del Vescovo Missionario nel paese abbastanza popolato di Puerto Caballo. Gli abitanti attendono, di preferenza, all'abbattimento delle palme. Presto sarà terminata una chiesa di palme per questa popolazione, che dista immensamente dalla capitale della Repubblica: Asunciòn.
Segni più visibili di civiltà si hanno in Olimpa, paese di 3500 abitanti, destinato ad essere la residenza del Vicario Apostolico. Splendida è la sua posizione a specchio del fiume Paraguay. Vi sono due Salesiani addetti alla parrocchia e si sta costruendo una casa per le Figlie di Maria Ausiliatrice ed anche l'impianto della luce elettrica sta per essere condotto a termine.
Grande è il bene, che già si compie, immenso potrà essere in seguito, tenendo alta la bandiera di D. Bosco sullo sterminato Chaco Paraguayano.
Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettor dei Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - Torino (709)
Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO
Ottiene coraggio per l'operazione e felice esito della medesima.
Nel gennaio del 1948 i forti dolori di stomaco, che soffrivo ad intervalli da sette anni, specialmente nel cambiamento delle stagioni, si accentuarono in modo allarmante. Sottoposta a visite mediche e radiografie, risultò ulcera callosa, piccola curva dello stomaco perforante sul fegato, così grave che minacciava di condurmi alla tomba in breve volger di tempo.
Il medico primario e Direttore dell'Ospedale di Nizza Monferrato, con paterna sollecitudine mi consigliò ripetutamente di sottopormi all'atto operatorio, pur non nascondendo l'esito assai incerto. Io, però, non mi sentiero assolutamente il coraggio di sottopormi ad alcuna operazione e per paura rispondevo sempre con un fermo diniego. La Direttrice fece pregare la Madonna da tutta la comunità, perchè la celeste Madre mi disponesse l'animo a seguire il consiglio dei sanitari. E la preghiera fu efficace. Feci chiamare la Direttrice e le dissi che ero pronta a subire l'atto chirurgico. Poichè, come già dissi, l'intervento era grave e l'esito assai dubbio, affidammo l'operazione a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco, tanto più che eravamo nella sua novena.
Andai all'ospedale ed, entrai in sala operatoria calmissima: il male fu trovato grave e avanzato, ma l'operazione, anche grazie a Maria Ausiliatrice che visibilmente sostenne l'abile mano dell'esperto Dottore, riuscì ottimamente. Ne sopportai le conseguenze con una forza che meravigliò tutti e ben presto mi avviai verso una convalescenza piena e sollecita.
Ora dopo tre anni godo una salute che da tanti anni non godevo più. Come espressione della mia vivissima imperitura riconoscenza verso Maria SS. Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco, prego sia pubblicata la grazia.
Nizza Monferrato. Suor ALBINA ARRI Figlia di Maria Ausiliatrice.
È nato un caro bambino.
Un cooperatore di Olanda, fra i suoi clienti, sa che un signore buon cattolico ha una sola bambina e da dieci anni attende almeno un'altra creaturina; ha pregato e prega per questo scopo.
Il cooperatore consiglia il suo amico di rivolgersi a Maria Ausiliatrice con la novena suggerita da S. Giovanni Bosco. Non trascorre un anno e nell'ornata culla vagisce Carlo Giovanni fra la letizia dei genitori e della sorellina.
Riconosco una continua assistenza di San Giovanni Bosco.
Perenni saranno la riconoscenza e gratitudine al mio Santo Protettore per la continua assistenza che fa su me personalmente e sulla mia famiglia. Elenco qui quattro grazie:
1) Mio padre, colpito da forte emorragia nasale, veniva ricoverato in ospedale (ad Iseo) e sottoposto alle cure del caso. Medici e professore dubitavano ormai della sua guarigione. Nel contempo mia madre aveva iniziata la novena al Santo: al nono giorno mio padre era fuori pericolo e in pochi giorni si rimetteva; oggi conta 71 anni e gode buona salute.
2) Io, personalmente, presi parte alla lotta di liberazione ed ero ufficiale in una brigata operante in Valle Camonica; arrestato il 4 agosto 1944 e tradotto alle carceri di Brescia, mi misi nelle mani del mio San Giovanni Bosco: la forza e la serenità infusemi dai Santo valsero a farmi riacquistare la libertà solamente dopo otto giorni di carcere e senza essere stato sottoposto a maltrattamenti di sorta.
3) Viaggiavo a bordo di una automobile in compagnia di altri due signori: all'improvviso un ragazzetto taglia la strada e rischia di essere investito in pieno. Invoco il mio Santo immediatamente: il ragazzetto viene colpito leggermente di fianco, la vettura sbanda, se ne perde il controllo e esce di strada. Conseguenze Nessuna ai passeggeri: leggera ferita al ragazzo e un danno insignificante alla macchina.
4) Alla fine di novembre dell'anno scorso, caddi ammalato con una forma di scissurite destra con bronchiettasie penilari (conseguenza di una congestione bronco-polmonare sofferta negli anni precedenti e trascurata). Per quanto ben curato dal mio medico, mi misi sotto la protezione del mio Santo e tutto si risolse felicemente.
Potrei continuare con tanti altri fatti, che mi hanno dato continuamente la certezza che il Santo non mi abbandona e mi protegge.
Cedegolo (Brescia). ERNESTO BELOTTI.
Guarisce da ostinata artrite.
Sento il bisogno di esprimere la mia riconoscenza a Maria Ausiliatrice e a S. G. Bosco per mezzo del vostro Bollettino.
Mio marito soffrì per dieci mesi di artrite lombosacrale; ricoverato tre volte all'ospedale, praticò innumerevoli cure, tra sofferenze continue. Il male era superiore ai rimedi, per cui votammo tutta la nostra fiducia ai due protettori Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco.
I nostri protettori in breve hanno tatto meglio di ogni medicina; il nostro ammalato è guarito bene e lavora già da due mesi. Ora adempio la mia promessa di far pubblicare la grazia e di spedire la mia offerta in riconoscenza, confidando nei nostri protettori, perchè ci continuino la loro celeste assistenza.
Pieve Vergonte (Novara). MARIA PAROLIN:.
Cessa il parossismo.
Caduta ammalata con febbri fortissime, si dubitava di varie complicazioni. Nel parossismo della febbre, non sapevo dove mi fossi e vaneggiavo. Era notte tarda; mio zio, molto impensierito, scese giù in chiesa per pregare. Quando ritornò, mi ricordai che egli aveva una reliquia di S. Giovanni Bosco, regalatagli dal Signor D. Ricaldone, l'anno della canonizzazione del servo di Dio. La baciai con tanta tenerezza, col proposito di una novena a Maria Ausiliatrice, di fare una piccola offerta e di pubblicar la grazia, se mi fosse concessa. La mattina seguente, il medico mi trovò fuori pericolo, asserendo che si trattava soltanto di febbri malariche. Sia ringraziato Iddio e la sua Madre SS.. Adempio ora la mia promessa colla mia povera offerta a favore delle opere Salesiane.
Sorrentini di Patti (Sicilia).
BASILIA ORITI.
Doppia grazia.
I primi di dicembre dell'anno 1944 mio figlio Attilio fu affetto da infezione alla testa con la faccia sfigurata che non si conosceva più; si chiamò il dottore e disse che si trattava di risipola cancrenosa e che il caso era gravissimo. Mentre il male continuava, aumentando durante tre giorni, lo raccomandai a S. Giovanni Bosco con molta fiducia che me lo avrebbe guarito. Infatti lo stesso giorno cominciò il miglioramento, e il medico lo dichiarò fuori pericolo. Il giorno quindici dicembre dello stesso anno passava il rastrellamento e lo condussero via i Tedeschi, insieme con altri sei del paese. Allora mi trovai tanto dispiacente che dissi a S. Giovanni Bosco: « Voi lo sapevate che me lo avrebbero portato via e potevate lasciarlo morire nel suo letto piuttosto che sotto i barbari; ma voi potete ancora salvarlo e mandarmelo a casa! Lo spero Intanto andai ad affacciarmi sulla strada, quando me lo vidi tornare indietro; mentre gli altri sei li portavano via, a mio figlio avevano detto: « Tu vai». Oh! S. Giovanni Bosco vi ringrazio!
Pagliaro .Superiore di Rocchetta Ligure.
TERESA PONTE.
Guarisce da caduta nonostante gli 80 anni.
Con animo grato, rendo pubbliche grazie a S. Giovanni Bosco per la sua potente intercessione.
Il giorno 27 dicembre 1949 caddi e riportai la frattura del femore sinistro. Nonostante le pronte cure, data la mia età di 80 anni, i medici dichiararono che anche se avessi potuto rialzarmi, non avrei potuto camminare.
Mi rivolsi, fin dal primo giorno, con grande fiducia al caro Santo, perchè intercedesse per me ad ottenermi dal Signore la grazia di camminare. Ora, infatti, posso muovermi e sbrigare pure alcune faccenduole.
Firenze. IDA FAINI.
Protezione in guerra e ancora dopo il ritorno in famiglia.
Un compagno d'anni dell'ultima guerra da me combattuta in Africa, mi regalò un'immagine di S. Giovanni Bosco A Lui mi affidai durante le azioni militari. la prigionia in India e il lungo e difficile ritorno in patria.
Giunto in famiglia, gli effetti delle sofferenze non tardarono a manifestarsi e in modo terribile. Più volte in mano dei medici, la notte del 4 al 5 aprile 1949 ero agli estremi. Per consiglio dello stesso medico ricevetti i Sacramenti e unii la mia preghiera a quella di tuia madre e degli altri parenti. 5. Giovanni Bosco mi fece subito sentire la sua protezione.
L'insufficienza coronaria scomparve, guarii da tutti gli altri malanni ed oggi, a distanza di due anni, sono in discrete condizioni di salute. Ringrazio S. Giovanni Bosco e invio un'offerta al suo altare, pregando, come padre di famiglia, che sotto tutti i tetti l'amore coniugale sia sempre santo.
Centallo di Cuneo. MICHELE CERRA. Maresciallo di P. S.
Preghiera di madre, esaudita.
La mia piccola Paola dovette subire una dolorosa operazione. Nel mio dolore mi rivolsi fervente a S. Giovanni Bosco con un triduo di preghiere. D Bosco ci ha ascoltati ed ora la mia bambina è perfettamente guarita. Riconoscente invio la piccola mia offerta.
Asti. LUISA KRIEG.
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
P. Beccano (Roma) ringrazia S. Giovanni Bosco di avergli accresciuto il grande dono della fede, il desiderio di vivere in grazia di Dio e, finalmente, di averlo sempre aiutato, e per di più a lungo, in dolorose circostanze.
G. Fossati esprime la sua gratitudine per una prima grazia già ottenuta.
Isabella Valfré fa sapere, benchè con ritardo, che in tempo di guerra, essendo priva di notizie da parte del marito per lo spazio di tre mesi, se lo vide arrivare, inaspettatamente, proprio il giorno in cui finiva la novena a S. Giovanni Bosco.
Maria Albertini (Asti) è riconoscente a S. Giovanni Bosco per la propria guarigione e per l'esito felice degli esami dei figliuoli.
Luigi Cordara (Canelli) è grato a S. Giovanni Bosco per la sua visibile protezione sul raccolto agricolo.
Margherita Allasia (Saluzzo). Tempo fa mio fratello dovette sottoporsi ad una difficile e molto dolorosa operazione. Pregai in tanta angoscia S. Giovanni Bosco, affinchè, con la sua intercessione, ottenesse da Maria Ausiliatrice la sua completa guarigione. Ora infatti si è rimesso ed è ritornato al suo lavoro. Adempio la promessa, inviando una modesta somma.
Paola Franceschetti (Pergine Valsugana). Come da promessa rendo pubblica la grazia ottenuta a mio nipote per intercessione della Beata Vergine Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, nell'aver conseguito dopo lunghi e difficili esami, essendo stato per tre anni fuori corso, il diploma di geometra.
Marianini Giuseppina (Pavia). Mio marito aveva smarrito il portafogli contenente denaro e documenti importanti. Pregai con perseveranza S. G. Bosco e dopo sei mesi mi fu riportato il portafogli intatto da una persona che non volle manifestare il suo nome. Sia ringraziato S. G. Bosco della grazia ricevuta. Continuerò a pregare S. G. Bosco affinchè mio marito abbia anche a ritrovare la Fede, da tanto tempo smarrita.
Maria Viglione (Venosa). Avevo chiesto alla Vergine SS. Ausiliatrice la Sua particolare protezione nell'affrontare le due prove del Concorso Magistrale, e oggi, a graduatoria esplicata, ho la gioia di vedermi vincitrice tra le prime, contro la mia stessa aspettativa.
Con l'animo colmo di riconoscenza e continuando a chiedere alla Vergine l'assegnazione della sede nel mio stesso paese, sciolgo la mia promessa, inviando la modesta offerta e .chiedendo la pubblicazione della grazia.
Dott. Antonio Minchella (S. Ambrogio Sul Garigliano - Frosinone). Ringrazia la Vergine Ausiliatrice e Don Bosco Santo, poiché, dopo averlo aiutato da soldato, da prigioniero e nella vita universitaria abbandonata durante la guerra e ripresa coll'aiuto dei suoi Protettori dopo il ritorno dalla prigionia, il suo primo lavoro, un delicato atto operatorio, fu coronato da un esito brillante.
Antonio Monosi (Castrignano Greci - Lecce) annuncia l'esame brillantemente superato dalla figliuola, mercè la protezione di S. Giovanni Bosco.
Linda Vingiani (Castellammare di Stabia) guarisce da gravi impressioni nervose dopo aver pregato Maria Ausiliatrice.
Carmela Ferranti (Malgrate di Lecco) è grata a Maria Ausiliatrice per aver fatto riconoscere l'innocenza del figlio militare.
Luigia De Paoli (Sommo Pavese) ha ottenuta da S. Giovanni Bosco la guarigione da gravi e frequenti attacchi epilettici della propria figlia.
E. P. B. (Civitanova-Marche) riconosce in Maria Ausiliatrice la potente Ausiliatrice in una terribile incursione notturna di ladri nel suo appartamento.
Carolina Ravioli (Asti) ringrazia per la sua guarigione da rottura del femore sinistro e per la guarigione molto sollecita della figliuola da appendicite.
Antonietta Timirello (Niscemi di Caltanissetta) fa noto il felice esame della figlia Laura.
Grazie attribuite all'intercessione della BEATA MARIA D. MAZZARELLO
Guarito da gastro enterite.
Il mio piccolo Roberto, di undici mesi, si ammalò gravemente di gastro enterite. Le solerti cure di parecchi medici erano riuscite vane.
Erano ormai passati tre mesi ed il piccino non dava nessun segno di miglioramento.
In quei giorni ebbi la visita di mia sorella, Figlia di Maria Ausiliatrice. Vedendo il piccino in quel misere stato, cercava di consolarmi col dire che era un angioletto che volava in Paradiso e che di lassù avrebbe pregato tanto per me; ma io non potevo rassegnarmi a doverlo perdere e volli tentare un'ultima prova.
Mia sorella mi offrì una piccola reliquia della Beata Madre Maria Mazzarello ed io pensai di farla inghiottire al piccino e lo feci con tanta fede.
Oh, miracolo! Il mio Roberto cessò di lamentarsi e si addormentò. Da quel momento incominciò a star meglio e in breve si rimise completamente in salute.
Riconoscentissima, prego sia pubblicata la grazia e invio la mia offerta.
Borgonato Adro. IDA DOSSI in ECONOMI.
Ci rivolgemmo con fiducia alla Beata.
Il giorno 14 dicembre 1949, mio padre Paolo Clerici di
Fenegrò si recava in campagna col carro carico, quando il cavallo s'impennò, gettandolo a terra. Il povero uomo venne travolto e le ruote gli schiacciarono l'intestino, la vescica e gli ruppero il femore.
Accorso d'urgenza il medico condotto, ordinò che il paziente fosse trasportato all'ospedale di Camerlata (Como), dove gli vennero prestate le prime cure richieste dal caso. Il male si manifestò in tutta la gravità, e i medici avvertirono i parenti che non vi era più speranza di guarigione.
Io, sua figlia, messa a parte della dolorosa verità, mi rivolsi a Maria Ausiliatrice per intercessione della Beata Mazzarello, invocando il suo aiuto, promettendole un'offerta e la pubblicazione della grazia. Con me pregarono le buone Suore dell'Oratorio.
Contro ogni previsione, a poco a poco, mio padre si rimise ed ora sta bene ed è in grado di riprendere il lavoro. Riconoscente, mantengo la promessa fatta.
Fenegrò (Como). MARIA CLERICI.
Grazia segnalata.
La signorina Rosa Leandro, maestra nell'isola di San Sebastiano (Brasile), il 15 novembre fu ricoverata nel nostro ospedale di S. José dos Campos per grave appendicite e peritonite.
Operata d'urgenza, il dottore dichiarò il caso gravissimo, senza speranza di salvarla.
Dopo l'operazione lo stato dell'ammalata era disperato: vomiti continui, temperatura bassa ed altre complicazioni facevano presagire la fine imminente. Non si era lasciato intentato alcun mezzo e ormai più nulla si sperava dalla scienza umana.
Ricorremmo allora alla Beata. Mettemmo sul petto dell'ammalata una reliquia, le demmo da bere un po' d'acqua con frammenti della stessa reliquia; ed oh, prodigio, il vomito, ribelle ad ogni rimedio, cessò immediatamente, la temperatura ritornò normale e l'ammalata entrò in un periodo di convalescenza; dopo quarantun giorni di degenza all'ospedale, ne uscì perfettamente guarita.
S. José dos Campos (Brasile).
La Direttrice dell'Ospedale.
Il caso era disperato.
Il giorno 25 marzo 195o, la salute di mio padre fu sensibilmente scossa. Si manifestarono gonfiori alle gambe ed una accentuata debolezza generale. Applicazioni elettriche ebbero per effetto un brusco peggioramento, che costrinse il malato a letto.
Il medico condotto del paese riscontrava mancanza cardiaca grave, flebite ed altri mali non ben identificati.
Uno specialista, visitato il malato, lo ricoverò d'urgenza all'ospedale maggiore di Bergamo. Ai mali già menzionati si aggiunse la pleurite; quasi ogni giorno veniva estratto liquido pleurico. Passati alcuni giorni, sopraggiunse anche la polmonite. Si ricorse alla penicillina, ai sulfamidici e ad altri medicamenti, ma a nulla valsero: il malato peggiorava sensibilmente.
Chiamate d'urgenza, accorsero dalla Francia le due mie sorelle, Figlie di Maria Ausiliatrice.
La malattia procedeva nel suo inesorabile corso: gonfiori si manifestavano or qua or là sul corpo del malato; dapprima una mano, in seguito anche l'altra, rimasero paralizzate. Le tormentose notti insonni erano lo spauracchio del paziente, che da un mese circa non conosceva riposo. Egli stesso, conscio della gravità del momento, chiese ed ottenne l'Estrema Unzione ed il santo Viatico.
Le mie sorelle Suore iniziarono una novena alla loro Madre la Beata Maria Mazzarello per ottenere la grande grazia. Si fecero preghiere e si applicò agli indumenti di mio padre l'immagine della Beata.
Questo la domenica 14 maggio. Il martedì seguente, la malattia ebbe una svolta brusca: un'embolia minacciò seriamente la vita di papà, ormai disfatto dalle sofferenze. Accorso il Primario, vennero praticate subito tre iniezioni. La crisi fu superata, ma il sanitario si dichiarò impotente a domare il male; ormai non c'era più nulla da fare.
Si decise allora di trasportarlo in famiglia, malgrado i dottori temessero che non potesse sostenere il viaggio.
A casa, il caro malato in pochi giorni migliorò; scomparvero la polmonite, la pleurite, la paralisi, ecc., solo la flebite perdurò qualche tempo ancora, in forma leggera. Più nessun specialista lo visitò: il miglioramento fu costante e graduale.
Oggi, 14 giugno 1950, mio papà ha cominciato ad alzarsi.
La gratitudine di tutti noi manifesta il doveroso ringraziamento verso la Beata.
Suisio (Bergamo). . BATTISTA PREVITALI.
Guarita da commozione cerebrale.
La sera del 4 novembre u. s. nostra figlia Margherita, di anni venti, mentre sull'imbrunire ritornava a casa dalla chiesa, cadde dalla bicicletta, riportandone la commozione cerebrale.
Il medico, chiamato d'urgenza, dichiarò la cosa grave, anche per il pericolo di altre complicazioni, per cui il caso era quasi disperato.
La Rev. Direttrice del Noviziato Missionario venne subito a visitarci, e mettendole indosso una reliquia di Madre Mazzarello, ci esortò a pregarla con viva' fede, perchè ci ottenesse la sospirata grazia.
Il miglioramento fu rapidissimo, tanto che dopo circa dieci giorni nostra figlia era perfettamente guarita, con grande meraviglia dello stesso medico curante.
Casanova di Carmagnola (Torino).
Coniugi ZAPPINO.
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare
L'INDULGENZA PLENARIA
Ogni mese:
1) In un giorno del mese a loro scelta.
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.
3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
Nel mese di Giugno anche:
1 - S. Cuore.
24 - S. Giovanni Battista.
30 - Commemorazione di S. Paolo.
Il giorno della Beatificazione di Domenico Savio.
A Lauradorp (Olanda) proprio il giorno della beatificazione di Dom. Savio una bambina è quasi moribonda. Il medico diagnostica: «meningite; più nessuna speranza di guarigione, trasportarla all'ospedale a.
Il padre della malatina, disperato, va dal direttore della casa Salesiana, D. Ermanno Meer, il quale subito viene; portando con sè un'immaginetta con reliquia di Dom. Savio. Alle 18 torna anche il Dottore per assistere al trasporto della bambina all'ospedale, ma subito si accorge che non ce n'è più bisogno.
Tutto questo la domenica ; marzo, il sabato 11 marzo, la bambina tranquillamente giuocava sulla strada.
Lauradorp (Olanda). Sac. ERMANNO MEER.
Domenico Savio ha guarito il nostro piccolo Mauro da meningite.
Il giorno 9 novembre sc. a. il nostro piccolo Mauro di 5 mesi venne colpito da un terribile male, che, per due volte, lo lascio come morto. Queste crisi si ripeterono più forti e più frequenti all'indomani, tanto che, sulla macchina da Somano a Cuneo (50 Km. circa), ove decidemmo di portarlo, ne venne colpito due volte.
A Cuneo lo specialista in materia ordinò l'immediato ricovero all'Ist. Provi. Infanzia: Meningo-encefalite acuta; questa fu la terribile sentenza.
Lasciamo all'immaginazione altrui comprendere il nostro stato d'animo! Il giorno 11 accennò a migliorare: senonchè nella notte che segui, una ennesima e più forte crisi lo sfinì completamente tanto che per ben due volte si ricorse all'estremo rimedio dell'ossigeno; intanto noi avevamo già la macchina pronta per la brutta evenienza di dover riportare il suo esanime corpicino al paese. Tutto il giorno 12 mantenne la febbre a 40,3; il Dr. Storchi non trascurava nulla per salvarlo, avendo, nel contempo, ancora un filo di speranza; anche lui, però, come noi, sperava solo più nell'aiuto divino; e questo giunse per opera del Beato Domenico Savio, la cui reliquia era sotto il guanciale del nostro piccolo tesoro. Il giorno 13 accennò a migliorare: la febbre era scomparsa ed in pochi giorni era fuori pericolo e tutti lo chiamavano:
Il morto risuscitato.
Domenico Savio aveva operato il miracolo. Il piccolo Mauro era guarito completamente per la gioia di mamma e papà ed in pochi giorni riacquistò anche l'udito, che, purtroppo, aveva perso.
Riconoscenti, pubblichiamo la grazia ricevuta; mandiamo una piccola offerta per la celebrazione di una S. Messa, mentre ci riserviamo di compiere meglio i nostri doveri, appena potremo portare il piccolo miracolato ai piedi di Domenico Savio a rendergli grazie.
Somano, 16 marzo 1951.
LUIGI e MARISA GALLO.
Era gravissimo!
Il mattino del 1° maggio, improvvisamente, il bambino di circa quattro mesi Salvatore Margherito di Giuseppe, veniva colpito da una bronchite capillare con setticemia. Il bambino era gravissimo, tanto che il dottore curante non ci lasciò speranza di guarigione. In breve arrivò a tal punto che era quasi finito.
Io, zia materna, vistami disperata per il caso allarmante, invocai con molta fede il Beato Domenico Savio. Dopo pochi istanti il bambino cominciò a migliorare pian piano, finchè proprio nell'ora in cui il medico credeva che sarebbe morto, il piccolo balzò, quasi dal letto, con vivacità e sorridendo. lo che avevo invocato l'aiuto del nostro Beato, gridai che il miracolo si era compiuto.
Il mio nipotino sfebbrò poi completamente e non ebbe più bisogno di alcuna medicina; il dottore stesso riconosce che la guarigione così improvvisa e completa non è un fatto naturale e noi tutti ringraziamo il Beato,
Torre Annunziata.
CONCETTA CIRILLO fu DOMENICO.
Si acclude dichiarazione del medico curante. DICHIARAZIONE MEDICA
Dichiaro di aver curato Salvatore Margherito di Giuseppe, di anni quattro, domiciliata in Torre Annunziata, Via Vittorio Veneto 194, affetto da bronchite capillare e meningismo.
Giudico che la guarigione del bambino, avvenuta in modo abbastanza rapido e completo, sia da attribuire ad intercessione di soprannaturale, data la gravità stessa del male.
Si rilascia a richiesta dell'interessato ed in fede
Torre Annunziata. Dott. VINCENZO GRILLI.
Amalia Carlitti (Palermo) scioglie la sua promessa di ringraziare pubblicamente il B. Domenico Savio per due segnalate grazie.
Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don FILIPPO RINALDI
Non vi era più nessuna speranza.
Mia mamma da parecchi anni accusava forti dolori allo stomaco. Dopo una visita accurata all'ospedale, fu sottoposta ad una dolorosa operazione. L'operazione ebbe esito felice; ma, purtroppo, durante la convalescenza, ebbe una forte crisi, che quasi la portava via da noi, per sempre. Avendoci 1 medici avvertiti che ornai non vi era più nessuna speranza, di comune accordo in famiglia, mettemmo la malata sotto la protezione del Servo di Dio D. Rinaldi, promettendo di pubblicare la grazia sul Bollettino Salesiano cinese e italiano. In casa ebbi una bella immagine del nostro Venerato Superiore e la portai alla mamma, che la guardò a lungo con grande soddisfazione di tutti, e volle che gliela mettessimo sotto il cuscino. La novena non era ancora finita che la mamma era ornai fuori pericolo con grande meraviglia del Dottore curante. A grazia ottenuta, colla mamma e coi fratelli abbiamo fatto celebrare una Messa di ringraziamento. Che il buon Servo di Dio voglia continuare la sua paterna protezione sui miei cari in questi tempi sì dolorosi e difficili specie per la mia patria, la Cina.
Shanghai. Coad. LUIGI YU, salesiano.
Si rivolse con fiducia a D. Rinaldi.
Profondamente costernati, perchè non potevamo trovare un alloggio, ci si rivolse con grande fiducia al Signore, con l'intercessione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi.
La parola d'ordine, lanciata dal nostro Don Giorgio, Salesiano, era: «Pregare con fiducia incrollabile Don Filippo Rinaldi! ».
Siamo lieti di rendere noto che la grazia si è ottenuta e in modo consolante: il nuovo alloggio è assai più soddisfacente di quanto si desiderava.
Can la riconoscenza più viva ringraziamo il Servo di Dio Don Rinaldi, inviando una modestissima offerta per la sua Causa di Beatificazione.
Cisternino (Brindisi). Famiglia GALEONE.
ANIME RICONOSCENTI
Ci hanno segnalato grazie ottenute per intercessione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco, della Beata Mazzarello e degli altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte per la celebrazione di sante Messe di ringraziamento, per le Missioni salesiane o per altre opere di D. Bosco - i seguenti:
Acquani C. Accorroni F., Ardizzone L., Argiolas C. Bacchetta T., Bagutti R., Balzer C., Banchelli C., Baracco Dott. G. 13.. Barbero A. Barbero G., Barbesino T., Barco AI.,
Bava V., Benedetto M., Benetti A., Berardo M., Bertolotto R., Betta M., Bianchini T. e M., Bianco R., Biasini E., Blandino T., B. M., Bosio AZ., Borsoto V.. Bortolotti G., Bovio 1., B. R., Brani G., Brunetti F., Bruno F., Brusa L., Bugni 1MI., Buiatti D., Buriasco F. e G., Busnardo P.
Cabrino L., Camasso M., Cambiaso L.. Camplani G., Candelo E., Cappellaro L., Cargnelutti A., Cargnond B., Carli F., Carone L., Castagnotti Oberto, Cattaneo C., Cattoi P., Cattro G. del Savio, Celusco G., Chiara D., Chiesa C., Ciglietti U., Cirio M., Colli A. M., Coniugi: Cavicchioli e Chiardone, Conti V., Corbolani Prof. T., Corsino M., Cremonesi D., Cuminoto M., Curtaz S.
Dalla Valle E., Danusso D., Deiro M., Dell'Oro A.. Delpiano M., De Vita N., Di Giacomo C., Di Marco, Dolcetti M., Dompé M., Dorato A., Doria M.
F. A., Famiglie: Balzaretti, Cattaneo, Foglia, Marzorati, Nicora, e Noè, Fantino M., Fasano R., Fassio A., Fava C. Fernanda, Ferraris M., Fracchia E. Frola L.
Gallia Dott. A. M., Gambino A., Ganassa A., Gérard AL, Ghisalberti A., Giacomazzi A., Gianoli O. F., Gibello M., Giordano T., Gonella M., Goria A., Granero G. Grioni C., Grogno G.
Iacampo R.
Lai M. ved. Demurtas, Lattuada E., L. B. R., Letta A., Longo L., Lussiana C.
Machet E., Maino E., Malagutti L., Maria Teresa, Massimello L., Massobrio A., Massocco A., Matta D., Mazza L., M. C., Melino G., Menzio L., 'Mombelli L., Monaco Bianco E., Montiglio R.
Nadalin E., Navone A., Nepote T., N. N. di Verres, Novella N., Novelli N., Numi M.
Oppici M. A., Ottavis C.
Palma E. e F., Pannero A., Panseri R., Paolini Prof. D. A., Pautassi M., Penna A., Peradotto E., Perone E., Perra D., P. F. di Torino, Piacentini M., Piazza A. G., Picistrelli T., Pistoni M., l'lana D., P. M., Pissina A., Pochettino S., P. R.
Ramavino B., Ramponi E., Rapetti C., Rapisardi C., Regaldo F., Reinando D., Reinero P., Repetto G.. Robba Bruno G., Capello C., Ruffino Longo C.
Sacristani G., Sangiovo A., Saracco A., Satta L., Savino M., Sburlati D., Scarrone P. Scolcon P., Scolcon sorelle, Silotto G., Silvello C., Solaro V., Solta C., Sordelli G., Stasi C., Storti Dott. L.
Tapparo L., Tedeschi N., Tempo S., Tepasso I., Tiboldo G., Tommasi C., Torchio G., Trevisan G., Trossero A., Turchi P. L.
Vaccarino V., Vandoni M., Vaudano P. M., Ventura C., Vercellin O., Verzi D., Verro P., Viale T., Vicenzotti B., Vietti, Villa I.., Villa R. e C., Vismara N. Vittone A..
Zannini P., Zuinino A.
IN FIDUCIOSA ATTESA
Raccomandiamo caldamente alle preghiere di tutti i devoti di Maria Ausiliatrice, le seguenti persone e le loro particolari intenzioni:
Amateis G., Andrione A.. Astigiano E., Babini T., Bavlo V., Bernardi G., Bersano M., Bonacossa G. Bonini b., Bosio L., Bosio G., Botta R., B. R., Braggio L., Bruno R., Burlo G. c T., Cafasso A., Cairo L., Capello P., Carbone L., Cillario R., Coniugi: Chiardone e Robazza, Curci E., De Bernardin M., De Vita N., Fasciola R., Ferrero T., Fizzotti C., Fizzotti G., Gandini L., Garetti Costa E., Gavelli V., Lenta M., Ghirardo I,., Ghivarello G., Giachelle T., Giacchino C., Gili M., Gonella V., Grasso G., Grasso M., Leopardi M. A., Lussiana C., Margherita e Felice, Mazzetti A., Medano A., Merlin L., Miletto L., M. M. di Carignano, Morra Schellino M., Odasso A., Pignatta, Porra G., Pozzi A., Ratazzi M. , Regaldo F., Rinaldi F., Rosso T., Silvello C., Solinas M., Tacchini A., Torchio G., Tosato A., Vagnino P., Vesco L., Vola Gera N., Zangirolamo Anzelo, Zangirolamo Antonio.
Sac: PAOLO AMISTANI, da Brescia, † a Randazzo (Catania) l'8-II-1951 a 82 anni.
Aveva ancora conosciuto S. Giov. Bosco. Di un'attività, bontà, umiltà singolari, che lo resero caro a tutti, carissimo ai confratelli ed allievi di Randazzo, dove trascorse quasi 60 anni di vita salesiana.
Sac. LUIGI MARZORATI, da Milano, † a Villa Colón (Montevideo) il 19-XII-195o a 81 anni.
Mente aperta ai difficili studi di Scienze Naturali ed Astronomia, fu un vero decoro dell'Istituto di Villa Colón. Pio rassegnato nelle sofferenze, predicò con l'esempio, durante l'ultima lunga malattia.
Sac. CIPRIANO BEISSIER, da Mausanne (Francia), † a Bouisseville (Algeria) il 3o-XII-1950 a 78 anni.
Conobbe anche lui D. Bosco. Tempra di grande lavoratore, soave nelle maniere, anima amante di Dio e caritatevole verso tutti i bisognosi.
Sac. CARLO GARDOIS, da Cumiana (Torino), † a Santiago del Cile il 21-IX-1950 a 78 anni.
L'opera salesiana del Cile deve a lui gran parte dell'attuale fioritura di opere di apostolato.
Sac. FRANCESCO EIGMANN, da Percha-Felddkirchen (Germania), † a Itumirim (Brasile) l'8-VI-195o a 74 anni.
Uomo di lavoro e di sacrificio. La morte lo colse repentina, ma per presentare a Dio la sua bell'anima.
Sac. ANGELO CALCAGNO, da Arenzano (Genova), † a Novara il 17-II-1951 a 73 anni.
Umile, pio, laborioso, religioso osservante, fece della scuola una cattedra di sapere e di apostolato santo.
Sac. ANNIBALE SANTORO, da Montemarano (Avellino) † a Napoli-Vomero il 29-1-1951 a 65 anni.
Anch'egli improvvisamente ha lasciato i suoi parrocchiani del Vomero e i confratelli, che hanno perduto in lui un padre ed un fratello a tutti caro.
Sac. ANGELO BIASON, da Campagna Lupia (Venezia), † a Santiago del Cile il 27-X-1950 a 37 anni.
Offerse a Dio la sua giovinezza per lavorare nelle missioni; ha chiuso la sua breve giornata piena, però, di zelo e di amore per le anime.
Coad. TOCCO GIUSEPPE da Terralba (Cagliari), † a Campinas (Brasile) il 16-IV-1950 a 76 anni.
Semplice, attaccato alle sue occupazioni, fra la preghiera e il lavoro passava la sua giornata.
Coad. PAOLO MIGLIAVACCA, da Paderno (Cremona), † a Lanusei (Nuoro) il 10-II-1951 a 67 anni.
Era vissuto 44 anni nella stessa casa di Lanusei, dove lascia di sè caro ricordo per la sua attività e bontà.
Coram. Dott. ALFIO VILLANI, † il 22 dicembre 1950 a Roma.
È scomparso un grande amico del «Borgo Don Bosco». Nella sua illuminata generosità seguì il crescere di quell'Istituto, come un figlio cui si voglia molto bene, tanto bene.
Uno degli ultimi suoi atti di bontà, già sul letto di morte, tu l'aver ottenuto un'elargizione per quei suoi piccoli e amati amici, i Ragazzi di Don Bosco. Dio gli renda merito d ogni atto di bontà prodigato a quell'Opera.
È doveroso ricordare ancora che in tempi di lotta per il trionfo dei principi cristiani, il comm. Villani aveva con ardore combattuto la grande battaglia.
Sac. Dott. GIUSEPPE PRENCIPE, † a S. Giovanni Rotondo (Foggia) il 17 dicembre 1950, a 78 anni di età.
Arciprete Parroco spese la lunga vita nella pietà, predicazione, apostolato. Fu vero padre degli afflitti, dei bisognosi d'amore. Spiegò il suo zelo nell'Azione Cattolica e nel far coltivare sentimenti di pace.
Sac. PAOLO MONTI. † il 12 marzo 1951 a Candia Lomellina.
Cooperatore Salesiano da molti anni; pio e benefico. Coram. Dott. DOMENICO CARABELLESE † in Molfetta il 7-III-1951
Anima cristianamente pia, ardentemente devoto di San Giovanni Bosco, di cui ammirava l'ardente carità e l'opera di bene per la gioventù povera ed abbandonata, volle generosamente donare le sue sostanze, perchè in Molfetta sorgesse un'opera per i ragazzi di D. Bosco.
MARIA GIVOGRI Ved. ARDUINO, † a Foglizzo Canavese il 18-III-1951.
Aveva gustata la gioia di assistere alla prima Messa del figlio Salesiano, attendeva, ora, ansiosa di poterlo riabbracciare dopo l'elevazione alla sede vescovile di Shiu Chow. Accortasi che quella non era la volontà del Signore, ne fece il sacrificio ed offerse la vita per il fiorire della missione Salesiana di Shiu Chow e del figlio Mons. Michele. Dopo venti anni di sofferenze è morta santamente, fra il compianto dei familiari e l'assistenza di missionari Salesiani della Cina.
ADELE PELLEGRINI Ved. LARI, † a Montecatini Terme, il 18 marzo 1951, ad 84 anni, confortata della Benedizione del S. Padre.
Sulla sua lunga giornata è scesa la sera; in Dio ha incontrata la luce eterna. Era madre di S. E. Mons. Egidio, Arciv. Tit. di Tiro. Fu sempre benefattrice del locale istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
PASTORI GIUSEPPINA nata CANTÙ, † a Milano il 25-II-1951.
Zelante cooperatrice salesiana, dopo una lunga vita di dedizione e sacrificio, provata dalle sofferenze d'una -dolorosissima malattia, volava al possesso dell'eterno premio, all'età di ottant'anni, lasciando in retaggio un largo rimpianto ed una ricca eredità di buone opere.
Il Signore appagava le sue ardenti aspirazioni, concedendole la gioia di vedere due dei suoi figli, Luigi e Angelo, annoverati nella grande famiglia di S. Giovanni Bosco, di cui fu sempre fervente divota.
N. D. CORINNA LANCILLOTTO, † a Villorba (Treviso), il 6-11-1951. Favorì con generosa beneficenza l'Oratorio Salesiano di S. Donà di Piave.
GIOACCHINO LARICE, † a Tolmezzo l'11-III-1951 a 61 anno di età..
Membro attivo di A. C., devotissimo di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, amò e beneficò l'Opera Salesiana:
GIOVANNINA CASTELLANO, † il 17 marzo 1951 a Montesilvano (Pescara).
Visse di pietà, dovere, sacrificio. Cooperatrice salesiana zelante, aiutò sempre le opere salesiane e le missioni, sostenuta da una fervida devozione a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Era sorella del Salesiano Sac. Prof. D. Nicola.
MADDALENA CODINO Ved. CRAVIOTTO, † a
Varazze (Savona) il 3 agosto 1950 all'età di 77 anni.
Fu donna esemplare per vita di lavoro e di sacrificio e per spirito di preghiera. Espresse sempre, nella sua vita, la gioia di aver dato due figli alla Congregazione Salesiana.
CATERINA LEGRENZI in GIUDICI, di anni 78, † a Clusone (Bergamo) il 12-XI-1950.
Di quattro figli, tre li donò a S. Giovanni Bosco: uno Sacerdote e due Figlie di Maria Ausiliatrice.
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:
Abrate Domenica, Cavallermaggiore (Cuneo) - Alfieri Compagnone Rosa, Borgo Vercelli (Vercelli) - Anselmo Rosa, Arenzano (Genova) - Arace Mons. Luigi, Avellino - Avagnino Clotilde, Mondovi (Cuneo) - Avesani Anna, Verona - Battaglia D. Antonio, Malo (Vicenza) - Bergamaschino Enrico, S. Lorenzo di Vignale (Alessandria) - Bianchi Natale, Momo (Novara) - Bich Adelina Carrel, Chatillon (Aosta) - Bobba Giovanni, Cigliano (Vercelli) Borsani Giuseppina, Desio (Milano) - Bosisio Rachele, Monguzzo (Como) - Bruzzone Pietro, Varazze (Savona) - Bussolera Gemma, Rivanazzano (Pavia) - Campodonico Nasi Palmira, Torino - Carnesi Andrea, New York - Carrara Dr.. Carlo, Costanzana (Vercelli) - Cassio Francesca, Calcinate (Bergamo) - Cerruti Francesco, Montechiaro (Asti) - Cesprini Michele, Cravegna (Novara) - Dentis Giuseppe Emanuele, Torino - Franzone Clementina, Vische (Torino) - Gamba Silvia, S. Anna Pietrasanta (Lucca) - Gastaldo Ludovica Castelletto d'Orba (Alessandria) - Gattei Maria Montetauro (Forlì) - Guglielmetti Anibal, Lugano (Svizzera Tic.) - Laneri Battista, Verduno (Cuneo) - Leonardi Alfonso, Mezzomerico (Novara) - Leonardi Luigi, Mezzomerico (Novara) - Maggioni Irene Perniceni, Cesano (Ali]ano) Marocco Marietta, Poirino (Torino) - Matta Luigi, Buttigliera (Asti) - Micheletti Umberto, Gazzolo (Verona) - Monti D. Paolo, Candia (Pavia) - Nemo Luigia, Novalesa (Torino) - Paseri Giovanni, Sampeyre (Cuneo) - Pasin Maria, Magri (Vicenza) - Pecora Adele, Milano - Poli Luigia, Schiavon (Vicenza) - Polinelli Rosa, Salizzole (Verona) - Rana Carlo, Faenza (Ravenna) - Robaldo Giovanni, Pamparato (Cuneo) - Ronco Carolina, Ornago Milano (Milano) - Rossi Angelica, Milano - Rossi Linda, Piovene Racchette (Vicenza)
Rovere Giuseppe, Crava (Cuneo).