Bollettino Salesiano

ANNO LXXV   1 GIUGNO 1951   NUMERO 11

PIO X Proclamato Beato

(3 giugno 1951)

Il 3 giugno prossimo, Pio X sarà solennemente proclamato Beato e, cosi, Giuseppe Sarto, l'umile figlio di un umile paese: Riese (Treviso), col nome di Pio X, riceverà i grandi onori della Beatificazione. La sua immagine, adorna di raggi luminosi, sarà esposta nella gloria del Bernini, in S. Pietro, in quella stessa maestosa Basilica, che, il 9 agosto 1903, lo vide, Pontefice Sommo, per la solenne incoronazione. Oggi, a distanza di quasi 48 anni, Pio XII decreta gli onori di Beato al suo santo predecessore.

Quasi in preparazione alla grande circostanza, farà piacere ai Cooperatori e alle Cooperatrici conoscere alcuni particolari di contatto fra il Papa Pio X e l'Opera Salesiana.

S. Giovanni Bosco e il futuro Pio X si videro, personalmente, una volta sola, a Torino, il 15 agosto 1875. D. Giuseppe Sarto era ancora Parroco a Salzano: aveva predicato, insieme con Mons. Andrea Scotton, Arciprete di Breganze, gli Esercizi al clero di Casale Monferrato e il Vescovo Mons. Pietro Terré aveva consigliato i predicatori di passare per Torino e vedere l'opera di D. Bosco. Arrivarono il mattino della solennità dell'Assunta e l'Oratorio era doppiamente in festa, perchè celebrava anche il compleanno di D. Bosco, con l'anticipo di un giorno. I due Sacerdoti furono invitati a mensa, ma essa dovette essere sì modesta, nonostante la duplice festa, che, dopo il commiato, D. Giuseppe Sarto disse a Mons. Scotton: « Andiamo a mangiare! ».

Cinque anni dopo, il Can. Giuseppe Sarto si trovò a dare l'assenso per la fondazione del secondo istituto salesiano nel Veneto e precisamente in Mogliano Veneto, provincia di Treviso. La pia vedova Elisabetta Bellavite-Astori aveva invitato D. Bosco ad aprire una casa di educazione in un suo terreno, del quale essa gli faceva generosa offerta. Quando si venne a concretare la proposta, l'autorizzazione ecclesiastica, con decreto della Curia del 24 marzo 188o, fu data dal Vicario Capitolare di Treviso, essendo sede vacante, e questi, allora, era il Can. Giuseppe Sarto. Il decreto parla della nuova casa, come: uno di quegli Oratori Salesiani, dei quali è istitutore l'illustre e benemerito sacerdote torinese Don Giovanni Bosco - ed accorda la chiesta autorizzazione - considerato il fine santissimo... qual è quello di educare i figli del popolo alla religione e al cristiano lavoro.

E furono proprio i Salesiani e gli alunni di Mogliano Veneto, i quali, allietati dalla banda, il 24 novembre 1894, salutarono, con liete grida ed applausi frenetici, il Card. Giuseppe Sarto, alla fermata del treno, che, da Treviso, trasportava il Patriarca alla Serenissima sull'incantevole laguna.

Nel settembre 1886, Brescia preparava solenni festeggiamenti per l'incoronazione della statua di Maria venerata nel Santuario delle Grazie. I cantori di D. Bosco vi furono invitati per la parte musicale. Erano presenti il Card. Luigi di Canossa, Vescovo di Verona e Mons. Giuseppe Sarto, Vescovo di Mantova. Quest'ultimo, oltre la bella voce tenorile, possedeva una buona conoscenza teorica e pratica della musica e, in quell'occasione, ammirò e lodò le esecuzioni dei cantori di D. Bosco, che, in parte almeno, si accostavano già alla riforma musicale voluta, poi, dal Motu proprio di Papa Pio X, il 22 novembre 1903.

Con S. Giovanni Bosco ebbe ancora, diciamo così, tre punti di contatto: il 24 luglio 1907 firmò il decreto di introduzione del Processo Apostolico, col quale, in base all'antica procedura canonica, fu conferito a D. Bosco il titolo di Venerabile; approvò l'inizio della causa di beatificazione di Domenico Savio ed elevò a Basilica il Santuario di Maria Ausiliatrice in Torino.

Pio X ebbe poi più frequenti relazioni col Servo di Dio D. Michele Rua, verso il quale nutriva una stima altissima, confinante con la venerazione. Da pochi giorni era stato innalzato al Soglio Pontificio e, con un tratto di bontà paterna, faceva pervenire a D. Rua un suo prezioso autografo, in cui diceva: Ai dilettissimi figli di Don Bosco e a tutti i zelanti Cooperatori Salesiani impartiamo con particolare affetto l'Apostolica Benedizione. Pio PP. X, Vaticano, 16 agosto 1903.

L'8 settembre 1905 un violento terremoto scosse la Calabria, producendo gravissimi danni, mietendo migliaia di vittime e lasciando sessantamila persone nella più orribile miseria. Il cuore di tutti i buoni si commosse per sì tremenda sventura ed alcuni Salesiani, per ordine di D. Michele Rua, si recarono sul posto del disastro a raccogliere orfani, ai quali il successore di D. Bosco apriva i propri istituti. Furono riuniti 85 piccoli Calabresi, che, condotti a Roma, furono ospitati nel Vaticano, a S. Marta, e la sera del 27 settembre furono ricevuti dal Papa Pio X, che, rinnovando l'indimenticabile scena evangelica, passò carezzando e benedicendo i piccoli terremotati, ai quali distribuì anche una medaglietta d'argento; quindi il Vicario di Gesù Cristo posò per un gruppo fotografico fra i figli della sventura, i quali nel Papa avevano ritrovato un cuore paterno. Gli orfanelli ricevettero, in seguito, pane ed educazione in diversi istituti Salesiani.

Il 17 gennaio 19o6, in Genova, levava l'ancora il bastimento, sul quale Don Luigi Versiglia guidava il primo drappello di Salesiani alla volta del favoloso Impero Celeste, dove più tardi, da Vescovo, si sarebbe avvolto nella porpora del suo sangue, martire per la carità e la difesa della purezza. Il transatlantico si era fermato nelle acque di Napoli ed ecco salire a bordo l'Ispettore D. Arturo Conelli, che ai partenti recava un dono, espressione del tenero amore del Papa. Era un grande ritratto del Pontefice con sotto queste righe vergate con mano più che paterna: All'amato figlio D. L. Versiglia e agli egualmente amati suoi compagni della Pia Società Salesiana con voto ardentissimo che il loro apostolato nella Cina sia coronato dai migliori successi, concediamo di cuore l'Apostolica Benedizione. Dal Vaticano, 17 di gennaio 19o6, Pio PP. X.

Leone XIII aveva, in Roma, affidato a D. Bosco il proseguimento dei lavori della Basilica del S. Cuore al Castro Pretorio e venne fuori la splendida chiesa veramente degna della capitale del mondo cattolico; l'immediato suo successore Pio X, visto che le mura della Chiesa di S. Maria Liberatrice al Testaccio da anni spuntavano appena dal suolo, e non si riusciva a dare una casa del Signore ad un quartiere assai popoloso e tanto lontano da Dio che il Card. Vìves y Tuto, scherzosamente, lo definiva la Cina di Roma, devolse a D. Rua l'oneroso compito. Pochi anni dopo, D. Rua poteva offrire a Pio X, come omaggio per il suo Giubileo sacerdotale, l'imponente tempio di S. Maria Liberatrice, del quale il Pontefice era stato generoso benefattore.

Del paterno interesse di Pio X per quella parrocchia sorta come per incanto a trasformare il deserto in giardino, sono prova alcuni particolari.

Ai primi quattro salesiani residenti al Testaccio, personalmente, il Pontefice suggerì: Dividete la parrocchia in quattro settori quanti siete voi e visitate tutte le famiglie, una per una, perché quando il prete entra dalla porta, il diavolo scappa dalla finestra. Nelle case si semina e nella chiesa si raccoglie. Se ne videro ben presto i frutti. Infatti, la prima volta che il Card. Pietro Restighi, Vicario per la città di Roma, andò a far visita, in chiesa c'erano due soli fedeli adulti. Dopo il lavoro deì Salesiani, compiuto secondo le direttive pontificie, il Card. Vicario restò stupefatto per le moltissime comunioni. Egli ne parlò a Pio X, il quale ad un Vescovo straniero chiedente come si potesse rialzare le sorti di una parrocchia scaduta, disse semplicemente: Andate al Testaccio e osservate come fanno i Salesiani.

Un'altra opera salesiana è legata al cuore generosamente magnanimo di Pio X. L'Ispettore Salesiano del Lazio D. Arturo Conelli desiderava aprire a Frascati, presso l'Istituto di Villa Sora, una scuola, allora, Normale, legalmente riconosciuta, per la formazione di maestri cristiani da contrapporre alla scuola laica imperversante in Italia. Il disegno era ardito, ma D. Conelli non era uomo d'arrestarsi innanzi alle difficoltà. Ne parlò col Papa e Pio X ne fu tanto contento che disse: Voi pareggiate la scuola ed io pareggerò le spese. E quando, sulla collina, fra i lauri e gli olivi, il bell'edificio fu pronto, l'anno 1912, Pio X donava all'Ispettore la sua offerta di 100.000 lire.

Ed ora due ricordi, che fanno ancor meglio conoscere l'animo mite di Pio X, sempre pronto a lodare ed incoraggiare le iniziative di bene, anche se l'orizzonte non era sereno ed era necessario superare qualche ostacolo d'indole diversa.

L'anno 1910 i Salesiani di Roma, via Marsala 42, avevano allestito una mostra di artigianato con lavori eseguiti dagli alunni, che suscitò l'ammirazione dell'eterna città. Sua Maestà Margherita di Savoia, Regina Madre, desiderava vederla. L'attuale Procuratore dei Salesiani presso la S. Sede, il rev.mo D. Francesco Tomasetti, allora Direttore dell'Ospizio «Sacro Cuore», ne fu informato. Attraverso la parola del Cardinal Vicario, il Sommo Pontefice Pio X fu reso consapevole del desiderio della augusta Donna regale e ne diede il suo pieno assenso. Il Cardinale riferì al Direttore Don Tomasetti: « Sa? Il Papa è contentone che la regina Margherita visiti i Salesiani. M'incaricò anzi, di dirle queste precise parole: Ricevetela bene ed educate i vostri giovani a rispettare l'una e l'altra autorità, per diminuire il dissidio, che fu ed è cosi dannoso alla Chiesa e all'Italia».

Il secondo gesto si riferisce al tempo della guerra di Tripoli. Moltissimi Italiani furono costretti a lasciare le terre lungo il Mediterraneo orientale dominate dalla Turchia. Ai giovanetti studenti esiliati Don Paolo Albera, Rettor Maggiore dei Salesiani, fece subito aprire le porte in vari istituti. Il gesto era paterno, umanissimo, proprio come avrebbe fatto D. Bosco. Sembrando che vi entrasse la politica, si sparse la voce che ciò non era piaciuto in Vaticano, sempre per il doloroso dissidio di tempi non ancora maturi. L'Ispettore D. Conelli espose al Papa i timori e le eventuali scuse del Rettor Maggiore. Ed ecco, subito, la parola mite e rasserenatrice di Pio X: Scuse? Di che cosa? Scusarsi di avere fatto una cosa tanto umana e tanto cristiana? Vi lodo e vi esorto a continuare così, sulle orme del vostro Fondatore, che io conobbi di persona il 15 agosto 1875.

Ancora una benemerenza è da ricordare. Fu Pio X, che elevò Mons. Giovanni Cagliero ad arcivescovo di Sebaste, nominandolo, poi, internunzio presso le Repubbliche dell'America Centrale. Il Papa trasformò il vecchio ed intrepido missionario in un diplomatico, onde meritò, otto anni dopo, cioè il 1915, l'onore della Porpora romana da Benedetto XV posata sulle spalle di quell'instancabile figlio di D. Bosco, che, come era stato il primo Vescovo salesiano, così ne divenne, anche, il primo Cardinale.

Ed ora tutti i figli, le figlie e gli amici dell'opera di D. Bosco attendono la domenica 3 giugno prossimo, lontano giorno anniversario del battesimo di Giuseppe Sarto, per venerarlo «Beato Pio X » nella Basilica di S. Pietro.

IN FAMIGLIA

Il nuovo Consigliere del Capitole.

Il 28 aprile giungeva all'Oratorio il Rev.mo Sac. Dott. Secondo Manione, nominato Direttore Generale degli Studi della Congregazione Salesiana. Attualmente copriva la carica di Ispettore nella Sicilia; è molto noto per essere stato Direttore e Preside del Liceo pareggiato di Valsalice.

Cordiali auguri per la nuova importante carica a lui affidata dal Rev.mo Rettor Maggiore.

Pellegrinaggi al Santuario di Maria Ausiliatrice.

Continuano i pellegrinaggi, dei quali diamo l'elenco.

1° aprile: Giubileo di alcune migliaia di Uomini Cattolici della città.

Pellegrinaggio di Seregno (6o) guidato dall'ex allievo Trezzi.

2 aprile: Pellegrinaggio da Cavagnolo Brusasco dei PP. Maristi (25).

Pellegrinaggio da Casale Monferrato guidato dai Salesiani (80).

Pellegrinaggio da Genova (51).

6 aprile: Pellegrinaggio da Tourquoin della Scuola professionale (35), da Marano Ticino (55) Scuola Valperga-Caluso (500), Studentesse della IV Magistrale Superiore di Montecatini con le Figlie di Maria Ausiliatrice (26).

8 aprile: Pellegrinaggio di Valmadrera (18o); Presidenti Unioni ex allievi Piemonte (40).

10 aprile: Allievi delle elementari del Seminario di Carpi (21); pellegrinaggio da Caravaggio (50).

11 aprile: Scuola di S. Vincenzo dei PP. Maristi di Piacenza.

13 aprile: È di passaggio S. E. Mons. Gerardo de Proenea Sigaud del Brasile; pellegrinaggio di Brianzone di Francia.

14 aprile: Scuola Sommeiller di Torino per la Comunione Pasquale (500 allievi). Pellegrinaggio di Borgonovo e Pianello (60); allievi Istituto Tecnico di Lodi (55); allievi Scuola Media di Borgo Nago (65).

17 aprile: Pellegrinaggio di Dosso (50).

18 aprile: Pellegrinaggio di Strasburgo (650). 19 aprile: Pellegrinaggio di Mantova (40)

21 aprile: Operai della Fiat-Ferriere; Zelatrici Missionarie di Carpi (50).

22 aprile: Operai Fiat-Grandi Motori. Pellegrinaggio Parrocchia di S. Tommaso (Torino); pellegrinaggio Parrocchia del SS. Salvatore di Bergamo (44).

23 aprile Allievi Istituto Salesiano di Livorno (150). Suore di S. Paolo da Genova.

24 aprile: Pellegrinaggio da Montechiarugolo diretto dai Salesiani; di Cabella (5o); Scuole elementari di Gagliate (150).

25 aprile: Pellegrini del Rione Abbadesse di Milano (60), di S. Giuliano-Piacenza (60); di Mornico al Serio (87), da Bergamo e da Albino, da Novara (50), dalla Brianza (40), da Lodi (110), da Monza (80), da Rovellasca (53), da Arolo (90), da Istria Varese (45); Segretariato Buona Stampa di Novara; Giovani del Catechismo di Vercelli, Oratorio Maschile « Concorezzo » di Milano (110); Oratorio D. Bosco di Milano; Parrocchia SS.ma Trinità di Milano (200).

27 aprile: Pellegrinaggio da Chiedina Uzzanese (27); da Milano (200).

28 aprile: Seminario Maggiore di Parma; da Roma Scuola Magistrale Principessa di Piemonte, da Savona (40); da Reggio Emilia (49).

29 aprile: Pellegrinaggio Parrocchia S. Giuseppe di Vicenza (5o); Dame Patronesse dell'Agnelli (150); un gruppo di Russi; da Cremona (30).

30 aprile: Pellegrinaggio da Pratocentenaro (30); Studentesse di Monza (8o) con le Suore del Preziosissimo Sangue.

Compagnia di Maria Ausiliatrice in Cento (Ferrara).

Scrive il Sac. Prof. Antonio Cojazzi, .Salesiano:

Tenendo un triduo di predicazione a Cento, diocesi di Bologna, vidi una compagnia di confratelli vestiti di bianco con cappa rossa e un ovale sul petto, recante le iniziali M. A. Venni poi a sapre che quella Confraternita era stata eretta dal Cardinale Carlo Oppizzoni, Arcivescovo di Bologna, con un decreto, di cui diamo il frontespizio fotografato.

Questo degnissimo Cardinale era uno di quei sedici, che furono tenuti prigionieri da Napoleone in Francia, perchè fedeli a Pio VII, anche lui prigioniero in Savona. Di nobile famiglia milanese, nato il 1769, Arciprete del Duomo, dovette soffrire molto nelle vicende, che precedettero e seguirono la Rivoluzione Francese. Suo fratello, Gaetano, ne prese il posto a Milano, quando Pio VII creò Carlo cardinale e lo nominò Arcivescovo di Bologna.

Allorché Napoleone dovette abdicare, i Cardinali rientrarono nelle loro sedi. Il ritorno del Card. Oppizzoni in Bologna fu accompagnato da solenni festeggiamenti e anche da scritti, che portano il titolo: Applausi poetici a S. Em. il Sig. Card. Carlo Oppizzoni, Arcivescovo di Bologna, in occasione del suo ritorno dalla Francia, l'anno 1814.

Questi particolari spiegano il decreto sopra ricordato. Imitando il Santo Pontefice Pio VII, che istituiva la festa di Maria Ausiliatrice il 24 di maggio, giorno del suo ritorno trionfale in Roma, il Card. Oppizzoni con il decreto ricordato accondiscese al desiderio di alcuni giovani cattolici di Cento. Essi solevano radunarsi in una piccola cappella per cantare le lodi di Maria. Cresciuti di numero, ottennero un più ampio locale dal benefattore nominato nel frontespizio del decreto, cambiando il nome vecchio in quello di Maria Ausiliatrice. Oltre allo scopo pio di cantar le lodi a Maria, la nuova Confraternita doveva anche occuparsi di opere varie in aiuto del clero specialmente nel fare il catechismo ai figli del popolo.

Si deve allo stesso Card. Oppizzoni lo stemma. Esso reca una croce e una spada incrociate, quasi per dire: Maria Ausiliatrice, come guidò alla vittoria i Cattolici nei memorabili avvenimenti di Lepanto e di Vienna, così ora è invocata quale condottiera delle nuove milizie, che combattono le sante battaglie per la fede e la civiltà romana sotto la guida di un altro Pio, ben degno successore dell'intrepido prigioniero di Savona.

Celebrazioni del Pontificio Ateneo Salesiano.

Due speciali celebrazioni allietarono la prima parte del corrente anno accademico del nostro Pontificio Ateneo: il primo decennale dell'Ateneo stesso e la Messa d'Oro del suo Magnifico Rettore, Sac. Prof. Don Andrea Gennaro.

La prima ricorrenza venne solennemente commemorata nella inaugurazione ufficiale del nuovo anno di studi, durante la quale, i sentimenti di riconoscenza a Maria SS. per il superamento delle difficoltà frapposte dalla guerra durante il primo decennio dell'Ateneo, furono fusi con la filiale esultanza per la proclamazione del dogma dell'Assunta. Il Prof. Don Giuseppe Quadrio ne offerse una limpida ed attraente trattazione nel suo discorso di prolusione.

Sullo spirare poi dell'Anno Santo, il nostro Ateneo umiliava al Santo Padre un devoto indirizzo per ringraziare Sua Santità della meravigliosa serie di favori spirituali con cui aveva impreziosito l'anno di grazia, ricevendone in risposta la lettera di S. E. Rev.ma Mons. Montini, Sostituto della Segreteria di Stato, che riportiamo per intero:

SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITA'

N. 245001

Dal Vaticano, li 17 gennaio 1951. Rev.mo Signore,

Motivo di viva soddisfazione per il Santo Padre sono stati i nobili sentimenti che la S. V. Rev.ma, a nome del Pontificio Ateneo Salesiano, ha desiderato umiliarGli in occasione della chiusura dell'Anno Santo.

La profonda gratitudine dei Professori ed alunni per le speciali grazie di cui la Chiesa è stata nel passato anno generosa dispensiera, come pure la loro pronta ed assoluta adesione alle recenti direttive pontificie, sono una chiara prova dei buoni frutti che codesto Ateneo ha saputo produrre tra le giovani speranze della Famiglia Salesiana.

Tali lodevoli disposizioni di mente e di cuore verso le supreme esigenze della Fede, non mancheranno senza dubbio di imprimere nell'animo degli allievi quell'orientamento dottrinale che è necessario per non smarrire il cammino dello spirito nel dèdalo di opinioni ed errori del tempo presente.

Sua Santità esprime, pertanto, alla S. V. Rev.ma i sensi della Sua benevolenza e della Sua stima, con cui, inoltre, intende confermare nei buoni propositi testè formulati, Lei, i Suoi solerti Collaboratori e tutti gli alunni di codesto Ateneo.

Formulando infine i migliori auguri, ben volentieri imparte a tutti il conforto della Benedizione Apostolica.

Profitto dell'incontro per confermarmi con distinto ossequio della Signoria Vostra Rev.ma dev.mo nel signore

G. B. MONTINI, Sostituto.

Rev.mo Signore

Sac. Don ANDREA GENNARO

Rettore Magnifico del Pontificio Ateneo Salesiano - TORINO.

In perfetta armonia con la celebrazione del primo decennale, venivano quindi solennizzati i cnquant'anni di Sacerdozio del Magnifico Rettore, Don Andrea Gennaro, in gran parte consacrati all'insegnamento della Teologia Morale nell'Istituto Internazionale « Don Bosco » (che doveva preparare l'attuale Centro Pontificio di studi), nonchè alla organizzazione e al governo dell'Ateneo. Alle riconoscenti manifestazioni di affatto del personale docente e discente, in riconoscimento dei meriti acquistati dal nostro Confratello nel campo degli studi ecclesiastici, specialmente della Teologia Morale, si associarono le massime autorità ecclesiastiche e vari esponenti del mondo culturale. La serie degli scritti augurali si iniziava infatti con i telegrammi del Santo Padre e dell'Em.mo Card. Pizzardo, prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, con le affettuose lettere di Sua Em.za il Card. Arcivescovo di Torino e del nostro Rev.mo Rettor Maggiore, col saluto del Prof. Mario Allara, Magnifico Rettore dell'Università di Torino, ecc., per proseguire nelle numerosissime adesioni, nelle quali domina la voce riconoscente degli ex allievi e l'ammirazione per il sicuro consolidamento del centro di studi salesiano.

S. E. il Card. Maurilio Fossati, per l'occasione, si compiaceva di assistere alla rappresentazione teatrale, in cui con fedele aderenza alla realtà veniva presentato il sublime eroismo del Card. Mindszenty, Primate di Ungheria.

Era presente anche il Rev.mo sig. Don Renato Ziggiotti, Prefetto Generale dei Salesiani.

Macerata - Convegno regionale Direttori Diocesani e Decurioni dei Cooperatori della Pia Unione Cooperatori Salesiani.

Le Ispettorie Salesiane d'Italia stanno organizzando il coordinamento della Cooperazione salesiana, sconcertato dalla guerra, con crescente fervore; prima fra tutte l'Ispettoria Adriatica, che il 4 aprile u. s. ha curato un riuscitissimo Convegno regionale nella Casa ispettoriale di Macerata.

Vi intervennero personalmente le LL. EE. Rev.me Mons. Norberto Perini, ArcivescovoPrincipe di Fermo), Mons. Giuseppe D'Avack, Arcivescovo di Camerino, Mons. Ferdinando Longinotti, Vescovo di San Severino e Mons. Silvio Cassùlo, Vescovo di Macerata. Inviarono calde adesioni le LL. EE. Rev.me Mons. Carlo Falcinelli, Vescovo di Iesi, Mons. Domenico Brizzi, Vescovo di Osimo e Cingoli, Mons. Aloisio Cossio, Vescovo di Recanati.

Rappresentate tutte le diocesi vicine da una sessantina di sacerdoti, Direttori diocesani, Decurioni, Parroci ed amici dell'Opera Salesiana.

Diede il benevenuto il Direttore del fiorente Istituto Salesiano locale, Don Arturo Carìa, che, ricordando il 60° di fondazione dell'Opera Salesiana in Macerata, rese devoto omaggio ai più insigni promotori e benefattori, particolarmente al Can. Raniero Sarnari, poi Vescovo diocesano, e sig. Benedetto Pianesi, i quali ne ottennero l'impegno da Don Bosco e l'apertura da Don Rua.

Seguì il Direttore Diocesano di Macerata Rev.mo Mons. Formiconi, che ringraziò gli Ecc.mi Vescovi e tutti i sacerdoti della cordiale partecipazione, auspicando frutti copiosi dalla generosa prestazione della collaborazione di tutti i Direttori Diocesani e Decurioni allo sviluppo dell'Opera di Don Bosco, specialmente a favore della gioventù povera ed abbandonata.

Prese quindi la parola l'Ecc.mo Arcivescovo di Fermo, Mons. Norberto Perini, ex allievo salesiano e fondatore, col compianto Mons. Montalbetti ed il nostro Don Cojazzi, della rivista Catechesi. Con la competenza che gli è propria,

S. E. svolse il primo tema Catechismo ed istruzione religiosa, prospettando l'urgenza di adeguare l'istruzione religiosa alle diverse categorie di fedeli, dai bambini agli adulti, indicando criteri pratici di aggiornamento, sussidi didattici e tatto pedagogico per giungere alla formazione di coscienze veramente cristiane.

S. E. il Vescovo diocesano Mons. Silvio Cassùlo svolse il secondo tema Vocazioni ecclesiastiche, esponendo in chiara sintesi le basi di impostazione del grave problema sulle esigenze divine e canoniche, e sollecitando l'intelligente ed appassionata cooperazione delle famiglie e del clero per la diligente cultura, la necessaria selezione e la degna formazione dei candidati al sacerdozio.

Le due magistrali relazioni suscitarono animate discussioni, in cui si vagliarono specialmente le difficoltà dell'istruzione religiosa agli adulti e la cura delle vocazioni tardive.

L'Arcivescovo di Camerino, S. E. Mons. Giuseppe D'Avack, propose la soluzione più immediata coll'orientare tutta la predicazione in funzione catechistica e col dispensare la divina parola ad ogni funzione, compresi i battesimi, matrimoni e funerali.

L'Ispettore Salesiano Don Giulio Parazzini insistette sull'organizzazione degli Oratori, a tipo salesiano, con sezioni per giovani e per adulti, corsi di cultura appropriati ed attrattive moderne. Portò l'esempio degli Oratori della Ispettoria, che dànno consolanti risultati. Per la cura delle vocazioni tardive annunciò l'apertura, nella Casa Salesiana di Lugo, di una sezione di «Figli di Maria», illustrando la provvidenzialità dell'Opera suscitata da Don Bosco. Tutti convennero poi sulla necessità di parlar di più di vocazione anche dal pulpito e nelle scuole per ridare al popolo ed ai giovani il giusto concetto della vocazione.

Chiuse il convegno Don Favini, presentando agli Ecc.mi Presuli ed a tutti i sacerdoti gli ossequi ed i ringraziamenti del nostro venerato Rettor Maggiore ed illustrando l'intensa attività catechistica, pedagogica ed ascetica del IV Successore di Don Bosco, che sfidò gli stessi anni più cruciali della guerra, creando la « Libreria della Dottrina Cristiana» per prestare all'Episcopato ed al Clero validi sussidi alla soluzione dei problemi trattati. Ricordata, infine, la data del 75° del Pontificio riconoscimento della Pia Unione dei Cooperatori, raccomandò ai Direttori Diocesani e Decurioni la cura del sodalizio, che, mentre offre ai Salesiani ed alle Figlie di Maria Ausiliatrice gli aiuti necessari, prepara ferventi apostoli per le opere parrocchiali.

Suggellò i buoni propositi la benedizione degli Ecc.mi Vescovi. L'assemblea acclamò l'invio di devoti telegrammi al Santo Padre Pio XII ed al Rettor Maggiore.

Riportiamo la risposta del Santo Padre:

Città del Vaticano, 5 aprile 1951.

Augusto Pontefice ringrazia per filiale pensiero Direttori Decurioni Cooperatori Salesiani costì raccolti convegno aggiornamento catechistico vocazioni sacerdotali, cui auspica ogni desiderato successo e di tutto cuore benedice sacri Pastori presenti nonché singoli partecipanti.

MONTINI, Sostituto.

Macerata - Festa cittadina di S. Giov. Bosco.

L'Ecc.mo Vescovo di :Macerata Mons. Silvio Cassùlo ha voluto il concorso di Don Bosco all'apostolato pasquale pel richiamo delle anime a Dio. Ha fissato la festa annuale cittadina., in onore del Santo, la Domenica in albis, inaugurandone personalmente la celebrazione il 1° aprile u. s. nella chiesa più centrale, l'artistica parrocchia di San Giovanni, messa ben volentieri a disposizione dal rev.mo Prevosto, nostro ex allievo, Dott. Don Linfozzi, e splendidamente adornata ed illuminata. La festa venne preparata con un triduo di funzioni e di predicazione, mattina e sera, servite da altoparlanti, che diffondevano la voce del predicatore sulla piazza fino al corso. Con la massa del popolo parteciparono gli alunni del nostro Istituto e le alunne dell'Orfanotrofio diretto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Celebrò la Messa dei giovani il Direttore Diocesano dei Cooperatori Mons. Formiconi. Tenne quindi solenne Pontificale S. E. Mons. Cassulo, assistito dai Capitoli della Cattedrale e di San Giovanni. Nell'omelia presentò S. Giovanni Bosco educatore della gioventù col programma di un apostolato positivo, fecondo del più fervido entusiasmo e del più ampio sviluppo.

Castellammare di Stabia - II Vescovo Salesiano Mons. Federico Emanuel desta un continuo movimento di bene, secondo lo spirito di S. Giovanni Bosco.

Dell'operato del venerando ed attivo Vescovo segnaliamo: l'ardita impresa di erigere un oratorio dedicato a S. Giovanni Bosco, l'unica opera cittadina, la quale si interessa dei ragazzi della strada; l'Associazione dei Maestri Cattolici, anch'essi sotto l'ègida di S. Giovanni Bosco, i quali celebrarono già il triduo e la festa del Santo e presero parte alla conferenza « Sul sistema preventivo» tenuta dal Cav. Dott. Michele Palumbo; da ultimo un Convegno Pedagogico con l'intervento dell'Ill.mo e Rev.mo Mons. Umberto Cameli della Pontificia Congregazione dei Seminari ed Università.

Roma - 14 aprile 1951. Augusta visita al Borgo Ragazzi di D. Bosco.

La Principessa Elisabetta di Inghilterra, accompagnata dal Visconte Osborne, ex Ambasciatore inglese presso la S. Sede, la mattina del 14 aprile u. s., si recò a visitare il Borgo Ragazzi D. Bosco al Forte Prenestino. La banda dei ragazzi intonò l'inno inglese e l'inno di Mameli, mentre S. A. R., accompagnata dal direttore D. Biavati, prendeva posto nel piccolo podio per lei preparato.

Il profugo fiumano, Marcello Nicolich, in inglese, rivolse un saluto alla Principessa e lo stesso fece, in italiano, Luigi Palmegiani, piccolo allievo di soli sei anni. Nelle loro parole c'era la riconoscenza di tutti i fanciulli ricoverati, per l'illustre visitatrice e l'invocazione delle benedizioni celesti per i figliuoli di S. A. e per tutti i bambini d'Inghilterra.

La principessa Elisabetta ricambiò gli auguri ed espresse la sua ammirazione per l'opera degli educatori. Dopo il canto corale Serenata a Roma, l'augusta ospite visitò il refettorio, la cucina, i dormitori, si interessò delle abitudini di vita dei ragazzi, che volle vedere intenti ai loro lavori di meccanica, falegnameria e tipografia. Le furono offerti mazzi di fiori e un album di fotografie e fra gli evviva dei fanciulli lasciava l'istituto.

Crema - Convegno Diocesano Cooperatori.

Il 18 aprile u. s. il nuovo Direttore Diocesano Mons. Gropelli, Prevosto di Montodine, promosse una prima ripresa di contatto coi Cooperatori e le Cooperatrici della Diocesi. L'Ecc.mo Vescovo Diocesano invitò Don Favini a parlare di Don Bosco al clero raccolto per la giornata di ritiro nella cappella del Seminario; poi mise a disposizione il salone dell'Episcopio per la conferenza ai Cooperatori ed alle Cooperatrici.

Purtroppo, uno dei tanti scioperi impedì una partecipazione numerosa. Ma l'eletto uditorio, dopo le cordiali parole di presentazione del nuovo Direttore Diocesano, seguì con interesse la rievocazione del 75° della Pia Unione e la rassegna dell'Opera Salesiana nel mondo nell'ora presente, valutandone i successi e deplorando gli orrori della persecuzione scatenata dagli empi nel nostro e nell'estremo oriente.

L'Episcopato marchigiano in visita all'Istituto Salesiano di Loreto.

Gli Ecc.mi Vescovi delle Marche hanno tenuto una tre-giorni di convegno-ritiro a Loreto sotto la protezione della Vergine. Ha predicato all'eletto consesso S. Ecc. Rev.ma Mons. G. B. Bosio, Arcivescovo di Chieti. Gli Arcivescovi e

Vescovi, prima di chiudere il loro convegno, hanno onorato di una loro gradita visita il locale Istituto Salesiano, ove 130 giovani si preparano alla vita salesiana e sacerdotale.

Guidati da S. Ecc. Mons. Gaetano Malchiodi, Vicario dell'Amministrazione Pontificia della santa Casa, gli Ecc.mi Presuli hanno sostato nell'aula magna dell'Istituto, dove un giovane, a nome del sig. Ispettore, dei Superiori e dei compagni, ha letto alle LL. EE. un devoto omaggio. L'Ecc.mo Mons. Antonio Tani, Arcivescovo di Urbino, rispondendo, si disse lieto di visitare la casa di D. Bosco e additò ai giovani Aspiranti la figura e l'esempio del Beato Domenico Savio.

Le LL. EE. si degnarono infine di posare per un gruppo fotografico, facendo Loro corona i giovani dell'Istituto. (Dall'Avvenire d'Italia).

Torre Annunziata - Pasqua dell'arte bianca.

Un'iniziativa, che ha avuto felice accoglienza ed ha incontrato molto favore da parte delle maestranze, è stata presa dai Salesiani con a capo il Direttore Sac. Cesare Aracri, di avvicinare, cioè, e preparare al precetto pasquale gli operai nei pastifici Gallo, Gentile, Voiello, Fabbrocini e Racconti.

E questi, in abito di lavoro e impolverati di farina, per tre giorni, tra un turno e l'altro di lavoro, mentre il complesso delle macchine taceva, hanno ascoltato con attenzione e rispetto la parola di Dio, e, convenientemente disposti, si sono accostati ai SS. Sacramenti nella cappella improvvisata con fervore e con cura negli stessi stabilimenti.

Il giorno del precetto fu caratterizzato da visibile commozione e profonda gioia interiore, che traluceva dagli occhi e traboccava dalle parole, e, in alcuni casi, veniva manifestata con offerte spontanee di fiori o con brevi ringraziamenti.

La partecipazione è stata ovunque generale e grande la corrispondenza degli operai, la maggior parte dei quali sono ritornati ai Sacramenti e alla vita della Grazia, dopo molti anni di trascuratezza e di abbandono.

Gli industriali hanno gentilmente e generosamente favorito e aiutato l'opera dei Salesiani, permettendo loro di penetrare negli stabilimenti ed offrendo infine agli operai lieti, ricevimenti, distribuzione o gratifiche. Non è mancato il gruppo fotografico a fissare sulla lastra maestranze, datori di lavoro e dirigenti intorno al Sacerdote, araldo di pace e di comprensione fra le classi sociali e le membra del corpo mistico di Cristo.

Verolengo - Prima festa in onore di San Giovanni Bosco.

Anche a Verolengo, il 15 aprile 1951, gli ex allievi hanno voluto che si celebrasse la festa di S. Giovanni Bosco in occasione del sorgere della loro associazione di ex allievi.

D. Emilio Fogliasso dell'Ateneo Salesiano predicò il triduo e alla santa Messa delle 7,30 per la Comunione dei fedeli accorsi ad onorare il Santo dei giovani. Il Prevosto D. Giuseppe Bretto mise su la Messa 1a Pontificale del Perosi, che fu eseguita alla Messa solenne cantata dal Salesiano D. Francesco Comoglio, verolenghese.

Seguì la processione, il discorso, mentre il popolo all'unisono cantava: Don Bosco ritorna.

URUGUAY- Paysandù - Nuova Basilica Minore.

La chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Rosario fu elevata, con decreto pontificio dell'11 novembre 1950, al titolo di Basilica Minore.

La chiesa parrocchiale fu edificata nel 1855. Nel 1873 poi, per la maggiore affluenza di fedeli, fu ampliata e restaurata, secondo lo stile classico, da illustri artisti italiani.

Nel 1881 fu offerta a Don Bosco, perché mandasse i suoi figli a officiarla; egli l'accettò e mandò i Salesiani, i quali promossero con attività instancabile la pietà eucaristica e la devozione mariana, e la chiesa parrocchiale divenne così un centro frequentatissimo di vita cristiana. Quest'anno ha avuto il grande onore di essere elevata al titolo di Basilica Minore, con grandissima gioia dei parrocchiani e della popolazione cittadina.

Solenne Canonizzazione della B. Maria Domenica Mazzarello confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice

24 giugno 1951

Il 14 maggio 1881 a Nizza di Monferrato, chiudeva la sua breve vita, Madre Maria Domenica Mazzarello, la quale, insieme con Don Bosco, era stata la fondatrice delle Suore, che sono il ramo femminile dell'Opera di S. Giovanni Bosco, conosciute col nome di Figlie di Maria Ausiliatrice.

Nacque a Mornese il 9 maggio 1837, da una famiglia di modesti agricoltori. La grazia di Dio circondò quella fanciulla, che sentì subito il gusto di tutto ciò che è santo e visse la sua prima giovinezza in mezzo alla natura delle sue natie colline, frequentando la chiesa e prodigandosi nell'assistenza agli ammalati. Colpita, più tardi, anch'essa dal male, lascerà i lavori campestri; le piccole, agili dita maneggeranno l'ago ed aprirà un laboratorio di sarta per ragazze del paese. Spunta, così, il primo germe di una grande opera, che Maria Mazzarello ignora, ma alla quale la Provvidenza la destina.

Sotto la guida di D. Domenico Pestarino fonderà un'associazione di Figlie di Maria; le sembrerà di vedere un ampio caseggiato, un cortile e tante fanciulle, che la seguono e la chiamano madre e, pur giudicando un sogno, le pare che, sotto il velame, si delinei un avvenire diverso da quello che, sul momento, le si presentava.

Ed ecco D. Bosco, che va a Mornese e col piccolo gruppo raccolto intorno a Maria Mazzarello getta le fondamenta di una Congregazione di Suore, le quali, oggi, sono migliaia e in centinaia di istituti educano falangi di giovanette. Il seme diventa albero gigantesco; da Mornese le api sciamano in Italia e all'estero, la casa madre si trasferisce a Nizza

Monferrato e Madre Maria Mazzarello è a capo di una congregazione di Suore.

Anche Don Bosco resta ammirato dello sviluppo dell'opera, del governo e della santità di Maria

Mazzarello, la cui vita, talvolta, s'ingemma del soprannaturale.

A soli 44 anni Maria Mazzarello lascia la terra per il Cielo.

Dio ha glorificato la fedele serva con lo splendore dei miracoli; e gli onori della Beatificazione, il 20 novembre 1938, ne cinsero la cara immagine esposta alla venerazione dei fedeli in S. Pietro, a Roma. La salma riposa nella Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino, non lontano da quella di S. G. Bosco; e il prossimo 24 giugno Pio XII proclamerà Santa l'umile figlia di Mornese.

È Dio, che innalza i semplici nello spirito e li colloca in alto, in premio delle loro virtù, ad esempio dei fedeli, sicchè, anche nel mondo, i Santi godono la più grande gloria.

Ad onore del Beato Domenico Savio

Caltanissetta rende fervide onoranze a San Giovanni Bosco e al Beato Domenico Savio.

Le feste svoltesi dal 31 gennaio al 4 febbraio dimostrarono quanto diffuso e intenso sia il culto a S. Giovanni Bosco e al novello Beato, in Caltanissetta, che attende con vivissimo desiderio la venuta dei figli di D Bosco.

Di questo desiderio si rese più volte interprete nel corso delle manifestazioni l'Ecc.mo VescovoConte Giovanni Iacono, additando alla riconoscenza della città due benemerite, compiante persone, le quali hanno lasciato beni per la fondazione dell'attesa opera Salesiana in Caltanissetta.

Ad assecondare il fervore venne il noto organizzatore prof. don Antonio Fasulo.

Il comitato di onore era composto da S. E. il Vescovo, S. E. il Prefetto dott. Federico Lo Monaco e tutte le più alte Autorità cittadine; l'effettivo dai dirigenti e rappresentanze di Cooperatori salesiani e di Cooperatrici.

Le feste ebbero felice inizio con due riusciti raduni tenuti il 31 gennaio, festa liturgica di D. Bosco: un convegno salesiano e una conferenza sul sistema educativo di D. Bosco.

Nel salone dell'Episcopio affollato di insegnanti, presenti S. E. il Vescovo e il provveditore agli studi Comm. dott. Vincenzo Lala; la dott.ssa Sig.na Filomena Vella illustrò con competenza di dottrina e di forma la figura di Don Bosco, geniale educatore e provvidenziale Apostolo della gioventù.

Le cerimonie religiose celebratesi in cattedrale presero proporzioni sempre più larghe.

Dinanzi al gruppo artistico collocato sull'altar maggiore: S. Giovanni Bosco con a fianco Domenico Savio e un altro figlio del popolo, passarono folle di fedeli, il Seminario, gli Istituti religiosi e gli alunni delle scuole primarie e secondarie.

Imponente il pontificale celebrato, coll'assistenza del Capitolo della Cattedrale, del Seminario e con intervento di Autorità, dall'Ecc.mo Mons. Iacono, il quale in una ispirata omelia esaltò la figura e la missione di S. Giovanni Bosco di cui additò, mirabile frutto, il Beato Domenico Savio.

La figura di Don Bosco fu illustrata, il pomeriggio, da una conferenza con belle proiezioni nel vasto cinema Trieste.

L'Istituto Internazionale "D. Bosco" in onore del Beato Domenico Savio.

A chiusura dell'anno di Beatificazione l'Istituto Internazionale «D. Bosco» di Torino ha voluto onorare Domenico Savio nella intimità familiare con un solenne triduo celebrato nei giorni 2, 3, 4, marzo.

Il Rev.mo Rettor Maggiore si compiacque di benedire il nuovo quadro. Ai soci della Compagnia dell'Immacolata, che glielo presentavano in Valdocco, disse: « Dopo la devozione a San G. Bosco -- sempre innanzi a tutte quella di Maria Ausiliatrice la devozione più importante per le nostre Case dev'essere quella verso Domenico Savio, che è il modello concreto della corrispondenza dei giovani alla Grazia di Dio e alle cure degli Educatori».

Nelle sere del triduo la figura di Domenico Savio, che raggiava dal presbitero in un alone di luce e di fiori, fu animata per la parola viva e profonda dei valenti conferenzieri. Don Leoncio inquadrò il Novello Beato - tutto pietà, purezza e apostolato - nella storia della educazione e della santità, celebrandolo come gloria e trionfo della pedagogia cristiana. La seconda sera Don Fiora colse le fasi-chiave dell'azione educativa salesiana dalla osservazione diretta dell'abile Maestro e del « Felicissimo Discepolo» all'opera per la produzione del capolavoro da offrire al Signore. Il Direttore Don Eugenio Valentini, l'ultima sera, presentò aspetti inediti della singolare santità del Savio, documentando con deposizioni del processo informativo.

Per illustrare e propagandare la simpatica figura del Piccolo Santo le Compagnie Religiose allestirono una « Sala Dom. Savio», che polarizzò l'attenzione nel giorno della festa. Lungo la superficie cubica della sala - artisticamente adornata di addobbi, figure, scritte, schemi, grafici, foto - venne dispensata la prismatica personalità del « Piccolo Gigante ». In una parete, le balze di una radiosa montagna segnavano le tappe della sua vita terrena e della sua ascesa alla vetta della santità. Dall'alto della parete opposta, sorrideva l'immagine di D. Savio, fra i motti felici della sua gloria celeste: « Ragione, religione, amorevolezza. La morte ma non peccati!». Sotto di lui figuravano gli artefici principali della sua Beatificazione: S. Giovanni Bosco, (il « Sapiente Educatore »); Don Pietro Ricaldone (il

« Solerte Promotore »), Pio XI (« l' Augusto Cantore), Pio XII (« l'Angelico Incoronatore »). Nelle altre pareti una ricca documentazione fotografica - gentilmente concessa dall'Ufficio Propaganda del Bollettino Salesiano -- riportava le istantanee più salienti dei grandiosi festeggiamenti di Roma, di Torino e di molte parti del mondo in onore del novello Beato. Sui tavoli era disposta una nutrita raccolta di libri, giornali e riviste di ogni paese, che dava una idea della vasta eco suscitata nel mondo della stampa dalla Beatificazione di D. Savio.

La sala fu visitata da cospicue personalità e da numeroso pubblico, durante l'afflusso del quale furono diffuse le svariate pubblicazioni della L.D.C. e della S.E.I. su D. Savio.

Altra originale attività, destinata a destare un sempre maggiore interesse intorno alla figura del Savio, fu il « Concorso D. Savio » indetto dalla Compagnia dell'immacolata fra tutti i Chierici e Coadiutori salesiani delle Case di Formazione e del Tirocinio.

Il contatto familiare, intimo avuto con Domenico Savio attraverso queste multiformi espressioni di devozione sentita e feconda, ha sensibilizzato, potenziato ed orientato le energie dei giovani teologi verso la realizzazione di quelle profetiche e programmatiche parole di Don Rinaldi: a Onesto vero modello di tutta la gioventù delle nostre case... Gli saranno eretti tanti altari quanti sono i cuori giovanili».

Domenica 4 marzo si conclusero solennemente a Cagliari, nella chiesa di S. Anna, le celebrazioni in onore del novello Beato Domenico Savio.

Vi parteciparono le più alte Autorità Ecclesiastiche e Civili della città e della regione.

Tra i numeri più interessanti del programma vi fu lo scoprimento di una statua del novello Beato nel cortile dell'Oratorio e una solenne accademia, in cui l'On. Prof. Agostino Cerioni tenne, applauditissimo, il discorso di circostanza sul tema: I mirabili frutti del Sistema Educativo di Don Bosco. Nella stessa accademia, S. E. l'Arcivescovo Mons. Paolo Botto rivolse al distinto uditorio la sua alta e vibrante parola di Padre e di Pastore.

Il Rev.mo Mons. Elvio Sitzia tenne a Radio Sardegna una bella ed efficace commemorazione del Beato, presentandolo quale incomparabile modello della gioventù di ogni tempo.

Un imponente spettacolo di folla giovanile si vide alla santa Messa della Comunione Generale, alla quale parteciparono anche moltissimi ex allievi e cooperatori salesiani e un foltissimo gruppo di divoti e ammiratori del e piccolo anzi grande alunno di Don Bosco ».

Anche alla Messa solenne, cantata dal Rev.mo Mons. Mario Piu, pubblico numerosissimo.

I canti eseguiti dalle masse corali dei giovani dell'Istituto e dell'Oratorio Salesiano, accompagnati da un'ottima orchestra, conferirono alle celebrazioni un tono gioioso di fervore e di esultanza giovanile.

Dopo il magistrale panegirico del novello Beato, tessuto da S. E. l'Arcivescovo, le solenni funzioni si chiusero con la trina Benedizione Eucaristica.

Este (Padova) -Grandioso omaggio al Beato Domenico Savio.

Domenica 8 aprile Este visse, con fede ed entusiasmo, una indimenticabile giornata, chiusa da una grandiosa manifestazione pubblica in onore del Beato Domenico Savio. In sessantaquattro parrocchie della vasta zona eugànea, la festa era stata preparata spiritualmente dalla predicazione di tridui a tutte le categorie di fedeli, tridui, in dette parrocchie, seguiti da un omaggio eucaristico da parte di migliaia di giovani di A. C.

Nel pomeriggio, tutte le Associazioni giovanili, con bandiere e stendardi, guidate dagli Assistenti Ecclesiastici, si radunarono a Este. Dopo i Vespri nella Basilica della Madonna delle Grazie, l'imponente e devoto corteo di migliaia di giovani di A. C. seguito da S. E. il Vescovo e da tutte le Autorità di Este, al canto dell'Inno di Domenico Savio, accompagnato dalla banda cittadina, sfilò per le vie della città, raccogliendosi, alla fine, in Piazza Maggiore, dove, davanti allo storico palazzo municipale, era stato eretto un altare sormontato da un grande quadro del Beato, opera del prof.

D. Clementel. Dinanzi alla folla giovanile, che gremiva la piazza, il senatore On. Galletto, ex allievo del « Manfredini », pronunciò, interrotto da frequenti applausi, il suo discorso di commemorazione, tracciando con felice sintesi e forma brillante le caratteristiche specifiche della santità del Savio.

Rivolgendosi, particolarmente, alla gioventù, che attentamente lo seguiva, l'oratore la invitò, con persuasivo calore di convinzione, a mantenere fede alla promessa fatta, nel mattino, al Beato, per ridare, cioè, alla società, attraverso l'apostolato di preghiera e di azione, più gioia e più ampio respiro spirituale.

Chiudendo l'imponente manifestazione, S. E. il Vescovo di Padova prese la parola per rievocare, brevemente, gli episodi, che accompagnarono la venuta di D. Bosco ad Este, per la fondazione di una sua opera educativa, che si sarebbe svolta secondo quel metodo, che, nella beatificazione di Domenico Savio, ha avuto il miglior titolo di garanzia e di riconoscimento. Ai giovani di A. C., S. E. disse calde parole di esortazione paterna a voler seguire il piccolo Beato nella pratica di quel messaggio, che egli lanciò a tutti i giovani di tutti i tempi: « La morte ma non peccati!».

Dopo la Benedizione colla Reliquia del Beato, impartita da S. E. il Vescovo alla folla, prima di sciogliersi, l'imponente raduno volle tributare al grande Protettore dei giovani ancora un omaggio di affetto e di ammirazione, col canto dell'Inno e con entusiastiche acclamazioni.

Domenico Savio conquista il cuore della gioventù mugellana.

Borgo S. Lorenzo (Firenze). Alla terra di Toscana, un tempo tanto fiorente di vita cristiana da essere paragonata a una Vandea, ora dolorosamente intristita, è venuto a portare un'onda di speranza gioiosa e una fiorita di primavera il Beato Domenico Savio, che, domenica 4 marzo, raccolse, attorno a sé, festanti ed entusiaste centinaia e centinaia di giovani convenuti da molte parrocchie del Mugello.

Già alla santa Messa della Comunione, il Santuario del Crocifisso fu incapace di contenere le schiere giovanili, che in esultante coro si assieparono alla Mensa Eucaristica per essere, almeno cori questo atto completamente vicine e somiglianti al Santo giovanetto, serafino di Gesù in Sacramento.

La manifestazione esterna di fede e di giovinezza cristiana, che riempì il cuore di ognuno di santa fierezza, la dette la gioventù più bella e più sana, col portare in trionfo la figura dell'angelico Domenico Savio.

Oltre duecento giovani grandi, centinaia e centinaia di giovanetti e ragazzi seguivano l'immagine del Beato portata a spalla dai giovani stessi e preceduta dalle bandiere delle Associazioni intervenute, e affiancata dalle squadriglie dei nostri Eploratori Cattolici.

Un trionfo senza pari per questa terra! La prima grande manifestazione di gioventù, solo gioventù, cristiana!

E mentre nella possanza dei canti della gioventù cristiana, che fasciava di gioia e di fierezza l'intero paese, sfilava il lungo corteo, ai lati la popolazione sostava ammirata e commossa! Quanti visi ridenti, quanti volti, che, nella lacrima contenuta negli occhi, rivelavano il conforto e la benedizione di tanti cuori per questa speranza, che s'accendeva radiosa e sicura.

Il corteo percorse le vie principali, ordinatissimo. Poi, la Messa solenne, celebrata dal Padre Massimo da Porretta, cappuccino.

La funzione pomeridiana ed il teatro, terminato a tarda sera, chiusero la memoranda giornata, che lascerà nel cuore di quanti vi parteciparono il più caro ricordo e sarà certamente un grande incoraggiamento a vivere secondo gli esempi del piccolo Santo.

Il Beato Domenico Savio fu solennemente onorato a Poirino (Torino) dall'unanime concorso della popolazione, la domenica 15 aprile. L'iniziativa partì dall'unione ex allievi della cittadina compatti e numerosi. Una perfetta organizzazione tra loro e la cordiale intesa con il Rev.mo sig. Vicario garantirono il frutto spirituale, che si raccolse dalla grandiosa manifestazione. La casa salesiana di Chieri andò incontro a tanta buona volontà dei nostri ex allievi, recandosi tutta verso Poirino, tanto devota di D. Bosco e tanto affezionata alla sua opera. Quella domenica fu scelta per la Pasqua dei giovani, i quali vi presero parte col più devoto entusiasmo. La presenza di S. E. Mons. Candido Rada, Vescovo Salesiano, accrebbe la solennità della giornata. Nel pomeriggio sfilò per le vie una grande processione di fedeli, tutti inquadrati nel corteo imponente, con la reliquia del Beato. A sera, nel salone «Italia», tenne una breve commemorazione civile del Beato, il sindaco di Chieri, rag. Franco.

Mazzarino (Caltanissetta) -Ex allievi ed ex allieve Salesiani, che in questa cittadina sono un numero non indifferente, vollero quest'anno farsi promotori della festa a S. G. Bosco ed al nuovo Beato Domenico Savio. Tutto fu preparato con slancio giovanile e vero spirito salesiano. Nella chiesa annessa all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice fu, prima, predicato un triduo, che con gli ex allievi ed ex allieve raccolse tutte le anime affezionate a S. Giov. Bosco ed alle opere delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il giorno della festa poi fu un vero trionfo. Numerosissime le sante Comunioni alla prima Messa, e, poi, il bel regalo fattoci da S. E. il Vescovo Diocesano Mons. Catarella, il quale, mettendo da parte ogni altro impegno, volle appositamente venire dal centro diocesano per celebrare la Messa Pontificale e dire la bellissima omelia lumeggiante la figura del Santo e del primo frutto del suo apostolato, Domenico Savio.

Gremito era il vasto tempio a tre navate della chiesa del collegio. Il Provveditore agli Studi di Caltanissetta, con alto spirito di squisita gentilezza e comprensione, pregato tempestivamente dagli ex allievi, consentì che nell'ora del Pontificale tutte le Scuole: elementari, avviamento, medie, sospendessero le lezioni per far affluire tutti gli alunni accompagnati dai propri insegnanti e professori alla sacra funzione.

Siano (Salerno) è un paese privilegiato dalla bontà del Signore, perchè uno dei due miracoli per i quali Domenico Savio venne dichiarato Beato, fu compiuto proprio qui, quando il 1927 Sabatino Albano fu Giuseppe, agonizzante, anzi già creduto morto, per l'intercessione dell'angelico giovanetto, improvvisamente si riaveva in vita, perfettamente guarito da bronco polmonite bilaterale basilare, nefrite acuta emorragica. La sua festa, quindi, doveva assumere un carattere tutto particolare con una celebrazione degna della specifica circostanza.

La festa fu preceduta dalla novena e il Rev. Sac. D. Vincenzo Leo raccontò vari tratti salienti della vita del Beato; nella Messa solenne, poi, si ricordarono ben 10 fatti miracolosi e grazie ottenute, a Siano, per intercessione del Beato. Anche la mensa eucaristica fu molto frequentata dal popolo e specialmente dai giovani. Nel pomeriggio vi fu solenne accademia, nella quale l'oratore sopra citato tenue un appropriato discorso. Parlò pure il giovane De Filippis sulla purezza del nostro Beato. Al Rettore Maggiore poi dei Salesiani fu inviato il seguente telegramma:

Siano esultante occasione festeggiamenti Beato Domenico Savio invia commosso devoto omaggio successore Don Bosco.

Nel BELGIO fu festeggiato solennemente l'anniversario della Beatificazione di Domenico Savio.

A Verviers il Can. Maggiore Thimister mise a disposizione dei Salesiani la chiesa primaziale, dove, dal 23 al 25 febbraio, si svolsero cerimonie imponenti per il grande concorso di popolo e, specialmente, di gioventù delle scuole. Si succedettero a dire le lodi del Beato il salesiano D. Pietro Vivier e l'ispettore Rev.mo D. Francesco Lehaen. Pontificò Mons. Catri, Vescovo Missionario. I fratelli delle Scuole Cristiane intervennero con la loro Schola Cantorum.

A Liegi, culla dell'opera salesiana nel Belgio, la celebrazione durò quattro giorni: dal 1° al 4 marzo. La mattina del primo giorno inneggiarono al Beato 2300 alunni delle scuole di Liegi riuniti nella Cattedrale. Il Vescovo Mons. Kerthofs assistette pontificalmente alla Messa celebrata dall'Ispettore salesiano. Il P. Sonet, gesuita, pronunciò un devoto discorso. La parte musicale fu eseguita dai cantori del collegio salesiano «S. Giovanni Berchmans». Le altre funzioni, poi, furono compiute nella chiesa di San Francesco di Sales, con la partecipazione di illustri personalità del clero e del laicato. Il salesiano D. Marcello Gibon predicò negli ultimi giorni. Musica scelta in tutte le funzioni, nè mancarono trattenimenti di vario genere. La casa di Liegi svolse i festeggiamenti molto bene, lasciando in tutti una bella impressione.

A Bòne in Algeria, il Beato Domenico Savio ebbe grandi onori nella Cattedrale il 4 marzo per cura delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Folla di fedeli prese parte a tutte le cerimonie. L'arciprete Houche nulla trascurò, perchè la dimostrazione di fede e di pietà riuscisse col massimo splendore.

EQUATORE: - Festa del Beato Domenico Savio in Cuenca.

Nel primo anniversario della sua Beatificazione fu solennemente festeggiato Domenico Savio nella casa centrale delle Missioni di Cuenca da un complesso di più di 2000 suoi piccoli imitatori ed ammiratori.

Si preparò la festa con una solenne novena nel Santuario della nostra cara Madonna Ausiliatrice, recentemente coronata.

La Federazione di Educatori Cattolici della provincia, della quale il nostro dinamico direttore Don Giovanni Migliasso è Vicepresidente, in sessione plenaria dichiarò il nostro Beato Protettore speciale di tutta la gioventù maschile, che si educa nella regione dell'Azuay: si distribuì quindi ai direttori delle scuole il quadro di Domenico Savio, la cui figura campeggerà nelle aule e si incaricherà di riportare, nelle scuole della Repubblica, l'insegnamento religioso e Gesù Crocifisso, maestro di tutti i pedagoghi.

Ai primi vespri tessè il panegirico del Beato il nostro Don Antonio Guerriero e S. E. Rev.ma Mons. Domenico Comin, Vicario Apostolico di Mendez e Gualaquiza, impartì la trina Benedizione Eucaristica.

Le funzioni religiose del giorno della festa furono compiute digli studenti della casa di formazione, la cui Schola cantorum interpretò la seconda Messa Pontificale del maestro Perosi.

Alla funzione teatrale della sera assistettero più di 1500 alunni del sesto grado di tutte le scuole della città. Per mezzo della filmina a colori Domenico Savio resa artisticamente sonoro-parlata, i ragazzi vennero a conoscere la vita del loro protettore ed ebbero pure modo di divertirsi allegramente con l'operetta Cina gara in montagna interpretata brillantemente dalla filodrammatica salesiana, composta di aspiranti e filosofi. A tutti i ragazzi venne distribuito il libretto con la biografia del Beato, traduzione della Biografia di Don Favini.

I bambini, che uscivano dal teatro, tenevano in mano Domenico Savio, lo rispecchiavano col loro sorriso e ne scolpiranno le virtù nel loro cuore.

OLANDA - Arnhem - Per iniziativa dei Cooperatori di questa città, rinata dopo le tremende devastazioni della guerra, si tenne l'undici aprile una serata in onore del beato Domenico Savio. Si può dire che tutto l'aspirantato di Ugchelen vi prese parte col suo coro, la banda, il gruppo decorativo e i cantori, inoltre il Direttore vi aveva inviato una statua del Beato (da lui modellata) colto nel momento in cui interrompe il gioco e chiede al compagno: « Vuoi che sabato andiamo insieme a confessarci ? ».

Nell'intervallo, dopo la scena allegorica Gioco di grazia, l'oratore descrisse il Beato quale un secondo piccolo Don Bosco. Nell'episodio rievocato dalla statua intravvide egli le tre forze, che pervadono insieme e il sistema e l'ascetica di D. Bosco. Quella domanda: « Vuoi che sabato andiamo a confessarci ?», contiene in sè cameratismo, amicizia; suppone pure una pietà, che nella sua forma. più semplice è sacramentale; infine esprime l'apostolato salesiano, che è apostolato di simpatia e di bontà. Guadagnar anime per la gloria di Dio; guadagnarle per mezzo d'una amorevole e santificante assistenza; guadagnarle anche per soddisfare il proprio impeto verso la santità; ecco le tre caratteristiche salesiane, che Savio apprese dal suo grande maestro Don Bosco, nei suoi tre celebri incontri, per cui divenne un piccolo Don Bosco dal cuore sensibile, pio e anelante alla conquista, cuore d'autentico adolescente. Così divenne il primo Salesiano, anzi uno dei migliori.

Anche il giornale di Arnhem ebbe encomi per la bella serata.

SVIZZERA - Il Canton Ticino al Beato Domenico Savio.

« Festa di primavera spirituale» ha definito il Giornale del Popolo la festa del Beato Domenico Savio. E « Primavera in Cattedrale » ha intitolato il Corriere del Ticino la cronaca della grande giornata, che ha coronato il triduo predicato dal nostro Don Favini. Fin dalla prima sera del 12 aprile, infatti, il vetusto tempio vide centinaia di giovani contendere i primi posti alla folla dei fedeli: eran gli alunni delle nostre scuole ed il fiore della gioventù cattolica della città e dei dintorni accorsi, nonostante l'ora tarda, attorno al quadro dell'angelico giovinetto, che sorrideva, dalla tela del Cocquio di Varese, in tutto il fascino della sua gloria.

La mattina del 15 aprile ci volle mezza Cattedrale per loro, perchè all'Azione Giovanile Cattolica della città, ai giovani dell'Oratorio, agli alunni del nostro Istituto Elvetico si associarono folte rappresentanze delle sezioni Aspiranti di tutto il Luganese, coi loro Assistenti e Delegati, e gli alunni del nostro Istituto di Maroggia. Lo stesso Ecc.mo Vescovo Mons. Angelo Jelmini volle scendere a distribuire la Comunione durante la Messa celebrata dal Rev.mo Arciprete Mons. Poretti, Direttore Diocesano dei Cooperatori salesiani. Quando poi ritornò pel solenne Pontificale, il maestoso tempio, che sfoggiava la magnificenza dei suoi addobbi, delle sue luci e dei suoi fiori, era letteralmente gremito: i giovani, pigiati fin sulle tribune, fra la selva delle loro bandiere e dei loro stendardi.

Col venerando Capitolo era tutto il Seminario ed i chierichetti del nostro Istituto EIvetico, i cui cantori si unirono ai cantori del Duomo per le esecuzioni corali. Tra i dirigenti dell'Azione Cattolica erano l'Assistente Ecclesiastico Generale Mons. Leber, il presidente della Gioventù Cattolica Ticinese Studenti ed il Delegato Diocesano Aspiranti.

Nel pomeriggio i giovani si raccolsero all'Oratorio e di là, dopo un allegro trattenimento, mossero in corteo alla Cattedrale, agitando i loro vessilli, cantando gli Mini del Reato e dell'Azione Cattolica. E Monsignor Vescovo, impartita la Benedizione Eucaristica, conchiuse la festa con la sua paterna parola di compiacimento e di plauso, indicando ai giovani il loro modello ed esortandoli ad imitarlo con quella energia di volontà, che in Savio Domenico decise l'ardita ascesa ai fulgori della santità.

DALLE NOSTRE MISSIONI

BRASILE

Campo-Grande (Mato Grosso). Echi della festa, in occasione della definizione Dogmatica dell'Assunta.

Il lontano Mato Grosso si unì pur esso alle memorabili ed indimenticabili commemorazioni romane, con una solennissima. processione, organizzata nella Parrocchia Salesiana di S. Giovanni Bosco, annessa al Collegio Don Bosco. Un numero straordinario di fedeli (10 mila) accompagnò l'immagine della Vergine Ausiliatrice, che, sopra un carro trionfale, tra fiori, luci e bambini vestiti da angeli, fu trasportata nella piazza principale della città, ove il Vescovo Diocesano, S. Ecc. Mons. Orlando Chaves, procedette alla solennissima coronazione, fra il tripudio di canti, suoni ed evviva, accompagnati da razzi luminosi.

Un particolare interessante. Uno stormo di bianchi colombi, lanciati a volo, si unirono anch'essi alla gioia dei fedeli: due di essi, come già avvenne in Fatima, rimasero ai piedi della Vergine, fino al termine della processione, non volendo abbandonare quel posto, finchè furono ritirati a forza e consegnati ad una innocente bambina, che, piangendo, li aveva chiesti.

Missioni agli Italiani nella Svizzera.

Per la santa Pasqua si tenne un corso di predicazione agli Italiani in Aesch (Basilea) e a Coira, nel Canton dei Grigioni.

Il Parroco di Aesch inviò ad ogni famiglia una lettera circolare, invitando tutti alla santa Pasqua, ricordando l'ardente desiderio di Gesù: « Ho desiderato, ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi ». L'invito fu poi ripetuto a voce, andando a trovare gli Italiani, nelle loro baracche. Predicò D. Bartolomeo Tedeschi sui doveri del cristiano, la vita ornata di opere buone, di virtù; sull'amore alla Madonna e l'attaccamento al Papa. Alla Comunione pasquale del Giovedì santo erano presenti quasi tutti gli Italiani.

Pure con gran frutto tenne un corso di predicazione in Coira dei Grigioni il Direttore dell'istituto salesiano di Maroggia D. Giovanni De Maria.

Dalla Cina nella tormenta.

Le ultime lettere provenienti dalla Cina parlano delle condizioni attuali, che vanno diventando più gravi e preoccupanti, specie per la ridotta Comunità di Shanghai, maggiormente esposta nella lotta, sempre più insidiosa, contro la Chiesa Cattolica.. Tuttavia le poche e coraggiose Suore rimaste sono serene e fidenti, e nell'impossibilità di continuare le primitive opere, purtroppo paralizzate, si prodigano, da mattino a sera, nell'apostolato parrocchiale e sociale, liete di dare ai perseguitati cristiani tutto l'aiuto che possono.

Una lettera del 30 marzo u. s. dà appunto relazione di questa intensa azione di bene sostenuta dalle Missionarie, che devono pure cercare e attendere a lavori materiali, per avere i mezzi, e più il diritto, secondo le presenti disposizioni, di rimanere in città.

Oltre alle visite ai poveri rifugiati, con tutte le prestazioni di carità richieste, continuano le visite alle famiglie cristiane: nelle sole due settimane precedenti la Pasqua riuscirono a visi tarne 220. Attendono all'oratorio per le fanciulle e, in ore distinte, anche pei bambini. Attendono all'opera dei catechismi alle più svariate categorie di persone, e seguono con particolare cura le Associazioni femminili parrocchiali di Azione Cattolica.

Il 14 gennaio, celebrandosi la festa di S. Maria Goretti, riuscirono a promuovere e organizzare, tra le giovani cattoliche della parrocchia salesiana di S. G. Bosco - loro oratoriane - un riuscitissimo Congressino sulla Purezza, a cui parteciparono le rappresentanze di tutte le 18 parrocchie di Shanghai.

Alla trattazione dei temi, fatta dalle stesse giovani, presiedette S. Ecc. Mons. Ten S. J., che se ne compiacque assai, e concluse con la sua pastorale parola i propositi presi, fissati in questo cosiddetto «Decalogo della giovane»:

1. Conoscere e amare Dio, sia nostro vanto. 2. Difendere la Santa Chiesa, sia nostra responsabilità.

3. Obbedire il Papa, sia nostra gloria.

4. Salvare le anime, sia il nostro più ardente desiderio.

5. La nostra buona condotta sia la consolazione delle nostre famiglie.

6. « La morte, ma non peccati » sia il nostro motto.

7. La preghiera, i sacrifici, l'amore ai nemici siano le nostre armi.

8. Gesù Sacramentato sia la nostra forza.

9. Il nostro cuore si mantenga puro come un giglio.

10. La Vergine Maria Santissima sia sempre la nostra Madre amorosa.

Il foglietto portava, in fondo, la sapienza di un proverbio cinese: « Aggiungendo goccia a goccia, si può riempire un mare; togliendo goccia a goccia, si può anche asciugarlo ». E la nota: « Care compagne, aiutiamoci a praticare questo santo decalogo! ».

Fu poi firmato da tutte le presenti un indirizzo d'omaggio al Papa, inviato a S. Santità dal Rev. Parroco Salesiano, insieme con la relazione del Congressino, i temi e gli inni Bianco Padre e a S. Maria Goretti, tradotti in caratteri cinesi.

Non mancò, nel pomeriggio, la recita del dramma Gigli e rose, che piacque molto e, a richiesta, venne poi ripetuto in altra parrocchia.

Ora stanno preparando la « Giornata delle Mamme»; gruppi di battesimi e prime Comunioni di fanciulli e di adulti nel tempo pasquale; e per il mese di maggio la Peregrinatio di Maria Ausiliatrice nelle famiglie; l'inizio dell'Associazione delle nostre Figlie di Maria nella parrocchia e tutto un programma di iniziative mariane, predisposto da larga distribuzione della medaglia benedetta di Maria Ausiliatrice, quale arma invincibile di protezione e difesa.

E a Lei - la Vergine SS.ma terribile come esercito ordinato a battaglia - le Missionarie della Cina guardano ora con rinnovata fiducia, mettendo sotto il suo manto i cristiani e specialmente le giovani, più in pericolo, sotto l'addensarsi della bufera.

ARGENTINA (Misión de Chos Malal Diocesi di Mendoza).

Anche quest'anno mi è rato inviare qualche notizia riguardo al lavoro— effettuato fuori del Centro Parrocchiale di Chos Malal, in una estensione, che occupa la terza parte del Territorio del Neuquen, circa trenta mila kmq.

La posizione geografica, ai piedi della Cordigliera delle Ande, oppone molti ostacoli allo sviluppo dei piani di missione. Se è vero che ai centri più importanti si può accedere con mezzi meccanici, è pur vero che di tali mezzi non dispone la Casa, e che si contano a decine le località, che si possono visitare solo a cavallo. E questo mezzo, sicuro ma lento, richiede una maggiore quantità di tempo.

Ciò nonostante, si poterono visitare diciotto stazioni, dedicando a ciascuna non meno di dieci giorni di permanenza. Sei di queste stazioni sono abitate da genti puramente indigene araucane, presso le quali è più laboriosa l'introduzione della morale evangelica e più ancora l'uso dei Sacramenti. Questo stento è un male, che, però, va sempre più diminuendo. Nel decorso dell'anno si dovette dedicare un tempo conveniente al compimento di lavori in coro ed in diversi luoghi distanti, come pure alla provvigione e trasporto del materiale. Durante questo Anno Santo si terminarono la chiesetta e le adiacenze nella località di Andacollo; si è dato un decisivo impulso alla chiesa di Las Lajas e di Loncopué ed alla Cappella di Taquimilàn, che potremo inaugurare l'anno venturo, in occasione della visita del Vescovo, se Iddio vuole. Ed ora alcune cifre serviranno di sintetico commento:

Battesimi amministrati n. 1011 dei quali 4oo di indi.

Matrimoni benedetti   » 124

Prime Comunioni   » 381

Comunioni annuali   » 1734

Cresime   » 184

Kilometri percorsi   » 3085.

Mettiamo tutto ai piedi di Maria Ausiliatrice per il bene delle anime.

Sac. MARCELLO GARDIN.

Vicarìa foranea di Neuquén (Argentina).

Il Vescovo di Mendoza e Neuquen, Mons. Alfonso Maria Buteler, esprime il suo compiacimento di pastore e padre per il lavoro svolto dai figli di D. Bosco in quel lembo della sua diocesi.

È giunta al nostro Ufficio, la relazione annuale della Vicaria foranea di Neuquén. Non possiamo nascondere la grande soddisfazione che abbiam provato nel leggere attentamente detto documento.

Si tratta di nove Sacerdoti, che lavorano nelle quattro parrocchie in cui si divide un territorio di 94.000 chilometri quadrati con 85.000 abitanti disseminati in piccoli paesi, su montagne scoscese o in pianure desolate.

In questo vasto e vario campo, nel 1950 si ottenne il seguente frutto spirituale: 74.705 comunioni, 4.664 battesimi, 674 matrimoni, 290 cresime amministrate dai missionari e 76 estreme unzioni.

Il nostro cuore di Pastore non può rimaner, insensibile ad un'azione sacerdotale così poderosa e meritoria. Conosciamo molto bene le difficoltà in cui inciampa il ministero nel territorio.

Distanze enormi, strade non ancora tracciate, clima forte, scarsezza di mezzi e di aiuti: tutto ciò abbiamo constatato personalmente, percorrendo tre volte l'immenso territorio, passo a passo. In questi giorni riprendiamo il viaggio verso quelle terre per la quarta volta.

I cari Figli di Don Bosco, che hanno realizzato il lavoro riferito nelle cifre menzionate, meritano il più vivo plauso del loro Vescovo, e glielo inviamo di tutto cuore, inviando loro anche una paterna benedizione, colma della nostra gratitudine.

Speriamo fra non molto, forse fra qualche settimana, di creare la nuova parrocchia di Zapala, la cui bella chiesa è già terminata ed arredata, e che ora ha pure la sua casa parrocchiale. Questo significherà un aiuto in più di tre sacerdoti almeno, nel territorio, con un notevole sollievo per la parrocchia della Vicaria.

Rendiamo grazie a Dio di tutto e supplichiamo per il nostro Clero di Neuquén, copiose benedizioni divine, che facciano ognor più fruttuoso ed efficace il suo zelo apostolico.

Mendoza, gennaio 1951.

ALFONSO M. BUTELER Vescovo di Mendoza e Neuquén.

Culto e Grazie di Maria Ausiliatrice

Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo, 32 - Torino (709)

Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO

Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti, e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene, potendolo, aggiungere un certificato medico.

Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.

Guarita da febbre lunga e grave.

Nel mese di maggio u. sc. mi ammalai di febbre, che tutte le sere saliva dai 38 ai 39 gradi.

Tutti i medici e i professori, che mi visitavano, non sapevano trovare la diagnosi giusta. Tutte le cure furono tentate, ma senza nessun risultato.

La febbre continuò per tre mesi.

Io disperata e vedendo che con professori e medicine nulla ottenevo, mi rivolsi con tutta la mia fede a San G. Bosco. Cominciata la novena da lui consigliata, in breve cominciai a migliorare e la febbre nel mese di agosto scomparve senza più medicine, solo colle preghiere.

Riconoscente per la grazia ricevuta, mantengo la promessa di farla pubblicare.

Genova.

ANTONIETTA ROSI ved. DELFINI.

Guarisce senza operazione.

Dovevo essere sottoposto ad una operazione alla prostata.

Ricoverato all'ospedale di Rivarolo Genova, fui sottoposto ai raggi, in attesa di essere operato. Tanto mi raccomandai a Maria Ausiliatrice che, la terza volta che mi passarono i raggi, con sua meraviglia, il professore radiologo mi disse: « Lei può andare a casa, questo è un miracolo! ».

Villa Bosco Bello di S. Remo.

LUIGI GAMBARO.

Madre felice.

Nelle angustie in cui mi trovavo, perchè minacciava il pericolo di un improvviso aborto, mi rivolsi con grande fiducia al caro S. Giovanni Bosco, che benignamente mi ottenne a suo tempo la grazia, che ha del miracolo, della nascita di una bella graziosa bambina. Confido che il glorioso Santo l'abbia sempre a proteggere nella salute e la difenda da tutti i pericoli.

Milano.

Prof.ssa INNOCENTINA GIDINO in SCARANI.

Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:

Gastini Giuseppina (Torino) ringrazia M. Ausiliatrice e S. G. Bosco per la guarigione del figlio, che era in condizioni gravissime.

Stefanino Ravasengo (Trino Vercellese), nato colle gambe difettose ed incrociate, fu sottoposto in ritardo alla ingessatura con poca speranza dello specialista, ma raccomandato a S. Giovanni Bosco guarì perfettamente. I genitori ringraziano riconoscenti

La famiglia La Manna ringrazia S. Giovanni Bosco per una grande grazia ottenuta.

Ninfa Rollendoz (Introd) è grata a Maria Aus. e a S. Giov. Bosco per la guarigione della sorella da grave caduta.

N. G. (Padova) ha ottenuta la guarigione del figliuoletto da grave ascesso.

C. V. G. (Canicatti) per intercessione di M. Ausiliatrice fu esente dal pericolo di una grave polmonite.

Teresa Scovero (Bagnasco d'Asti) ringrazia per la scampata morte delle sue bestie da stalla.

Giuseppina Perrone (Torino) ringrazia per grazie concesse a lei e famiglia.

Baldassare Migliore (S. Giuseppe Jato - Palermo) fu da S. Giov. Bosco aiutato nel pericolo di uno strozzamento d'ernia.

Nicolina Sunto (Fratte) ringrazia S. Giov. Bosco per la prodigiosa assistenza avuta verso i suoi figli, durante il servizio militare.

Salvatore Piccione (Torino) guarisce con stupore dei medici da grave infezione all'osso parietale destro.

Rita frano (Cuneo) annuncia la guarigione di un fratello da forti dolori addominali; l'esito felice dell'operazione per peritonite gravissima dl un altro fratello e la guarigione per frattura al braccio di una sua amica, nonostante l'età di 83 anni.

La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice; i tempi corrono così tristi che abbiamo proprio bisogno che la Vergine Santissima ci aiuti a conservare e diffondere la fede cristiana.

SAN GIOVANNI BOSCO.

Grazie attribuite all'intercessione della BEATA MARIA D. MAZZARELLO

Da morte a vita.

Nella settimana santa mio marito di anni 68 fu colpito da una specie di paralisi con strappo di un'arteria della testa.

Il giorno di Pasqua peggiorò e, verso sera, privo dei sensi pareva stesse per addormentarsi per sempre. Il dottore asseriva che non poteva far nulla; altro non rimaneva che rassegnarsi alla volontà di Dio. L'infermo passò la notte senza dar segni di vita. Al mattino, una Suora venuta a fargli visita, incoraggiò la famiglia a non disperare, e ad incominciare una novena alla Beata Mazzarello, per ottenere la guarigione del caro infermo, se ciò era volontà di Dio e per il bene dell'anima sua. S'iniziò subito la novena accanto al letto del malato, promettendo la pubblicazione della grazia. Nella giornata ogni due ore si ripeteva la preghiera. Con sorpresa di tutti, dopo venti ore di agonia, aperse gli occhi, diede segni visibili di conoscenza e proseguì con noi la preghiera. Verso sera, il medico tornato a visitarlo, disse che l'arteria si era chiusa ed era salto, cosa secondo lui straordinaria. Un miracolo! Ora si è rimesso bene, non ha più nessun disturbo e fa qualunque lavoro di campagna. Riconoscente, adempio la mia promessa, pregando la Beata di continuare la sua assistenza su mio marito e su tutta la mia famiglia.

Rosignano.   LINDA MERENDA.

Riconoscenza filiale.

Era il 2 aprile dello scorso anno, nell'ospedale N. Senhora Auxiliadora della cittadina di Tres Lagòas (Mato Grosso) avvenne un fatto assai penoso. Un povero pazzo, fuggito dall'infermeria, incontratosi con un famiglio addetto ai servizi della Casa, lo colpì brutalmente con un'accetta, che teneva in mano, e si nascose poi in un luogo di passaggio.

Mentre si trasportava il ferito nell'infermeria pei soccorsi del caso, io, ignorando l'accaduto, mi avviai in cerca del famiglio per dargli una medicina di cui abbisognava; ma ecco sbucar fuori quel povero pazzo e, senza che lo prevedessi, mi colpì con la sua accetta. Caddi a terra priva di sensi, in un lago di sangue.

Malgrado le più sollecite cure, rimasi un mese in istato comatoso. Gli ottimi dottori Pietro Banhara e Jary tentarono un'operazione ed estrassero dalla ferita della testa, che nella parte sinistra era molto profonda, vari frammenti di ossicini. L'occhio sinistro risultò perduto per sempre.

Verso la fine di maggio, per determinazione della mia Ispettrice, mi trasportarono a S. Paulo nel Collegio Santa Inez » per sottopormi all'esame di altri specialisti. Le mie condizioni erano preoccupanti: non capivo nulla assolutamente, non riconoscevo più le Suore, ero indifferente a tutto ciò che succedeva a me d'intorno. Però - cosa straordinaria - quando facevo la santa Comunione, comprendevo che ricevevo Gesù, ma dopo pochi minuti ritornavo al primitivo e pietoso stato.

Le buone Superiore, pur circondandomi di cure e della più squisita carità, ponevano tutta la loro fiducia nell'intercessione della nostra Beata Madre. Tenevo sulla ferita la reliquia della Beata, e sebbene non comprendessi di che si trattasse, quando me la toglievano per qualche istante, pregavo che me la rimettessero.

Un giorno la Direttrice, dovendo uscire, collocò vicino a me un campanello, perchè potessi chiamare qualcuno in caso di bisogno. A un tratto mi sentii scossa da un fremito e mi parve che una mano invisibile mi strappasse un velo dalla testa. Mi svegliai come da un sonno profondo. Conobbi dov'ero e non riuscivo a raccapezzarmi del perchè mi trovassi in quella casa. Ritornata la Direttrice, mi chiese se ero sveglia. « Sì, sì, sono sveglia -- risposi --- ma come mai sono qui nel Collegio Santa Inez? Cosa mi è successo? Dica, dica... ». La memoria ritornava... Infatti mi ricordai persino di 5000 cruzeiros (moneta brasiliana) che la mia Direttrice mi aveva dato prima dell'accaduto, per fare dei pagamenti.

Desidero vivamente sia ovunque conosciuta la bontà della nostra Madre Mazzarello e sempre sia lodato il Signore, fonte primi di tutte le grazie

Campo Grande (Mato Grosso).

Sr. MARIA NAZAR, F. M. A.

Guarito da ulcera alla pupilla.

Da oltre vent'anni la Beata Maria Mazzarello è la mia protettrice, e mai l'invocai invano.

Nel giugno del 1949, mentre mio figlio s'occupava della raccolta del fieno, una pagliuzza, entrata violentemente nell'occhio, gli produsse un'ulcera alla pupilla. Si temeva la perdita della vista ed eravamo in gran pensiero.

Con viva fede invocai la cara Madre e le mie preghiere furono esaudite. Con meraviglia del dottore curante, mio figlio andò migliorando e in pochi giorni guarì bene; ora la vista è come prima.

Grazie, o Beata! Ora attendo fiduciosa un'altra grazia, sicura di essere esaudita.

Borutta (Sassari).   ANTONIETTA PISANO.

Guarita da un tumore al ginocchio.

Da quattro anni mia figlia soffriva molto a cagione d'un tumore al ginocchio. I due professori consultati dicevano che non vi era rimedio. Mi decisi a chiamare uno specialista; questi mi diede speranza di guarirla, la gamba però non si sarebbe potuta piegare per inginocchiarsi.

Passarono quattro anni di continue cure e medicine senza ottenere alcun miglioramento.

Un giorno venne a farci visita la rev.da Direttrice del Collegio di Maria Ausiliatrice di questa città e portò il regalo d'una bella reliquia della Beata Maria Mazzarello con una preghiera da recitare.

Applicammo la reliquia al ginocchio malato e con gran fervore recitammo la preghiera. La buona Madre ascoltò la nostra supplica. In meno di un mese si vide un miglioramento notevole ed ora la figliuola cammina perfettamente come se sempre fosse stata sana,

La Direttrice e noi genitori siamo persuasi di aver ottenuto un miracolo da sì buona Madre e riconoscenti inviamo una tenue offerta per la sua Canonizzazione.

Messico.

FORTUNATO e ANGELINA DE LA GARZA.

Non la invocai invano.

Frequento la scuola di lavoro delle Figlie di Maria Ausiliatrice e sono assidua oratoriana. Nel dicembre 1949 fui colta da improvvisa febbre accompagnata da forti dolori alle spalle. Chiamato il medico, questi disse trattarsi di polmonite e diede i relativi rimedi. Il male non cessava e dopo circa un mese di febbri e dolori si venne alla decisione di fare un esame radioscopico.

Saputo il caso così preoccupante, le Suore mi mandarono una reliquia della Beata Maria Mazzarello e mi consigliarono di mettere molta fede nella sua efficace intercessione.

Era sera, la febbre era alta: misi indosso la reliquia e invocai con viva fede la cara Beata insieme alla mamma. Dormii tranquilla tutta la notte e al mattino mi sentii proprio bene. Venne il medico e, con grande suo stupore, dopo avermi visitata, mi trovò perfettamente guarita.

In pochi giorni di convalescenza ricuperai le forze ed ora, a distanza di parecchi mesi, non risento nulla della grave malattia.

Grazie, buona Madre Mazzarello, della tua valida protezione!

Resìna (Napoli).   MARIA NOVIELLO.

Grazie attribuite all'intercessione del Servo di Dio Don FILIPPO RINALDI

Scampato da pericolo mortale.

La mattina del 20 gennaio 1948 il sacerdote della piccola residenza missionaria di Bangtan, Vicariato Apostolico di Rabajuri in Siam, celebrata la S. Messa, stava facendone il ringraziamento, quando accadde questo fatto impressionante.

Due ragazzi eran saliti sul soffitto della bella chiesina alta 10 metri, Vi erano saliti tante volte senza incidenti: questa volta ad uno di essi scivolò un piede e cadde sul fragile eternit, che si spezzò ed il povero ragazzo precipitò da quell'altezza. Fu un attimo di terrore pel povero missionario, che ebbe appena il tempo d'implorare l'aiuto di Gesù: « O Dio, salvalo!»

Il ragazzo cadde, particolare interessante, sul tabernacolo sormontato da un tronetto, che ne attutì il fiero colpo e cambiò il moto da verticale ad orizzontale. Il corpo del giovinetto rotolò sui gradini dell'altare, infilzando un polpaccio su un candeliere; ruppe due vasi di fiori, rotolò sulla mensa, da lì cadde sulla predella e, rotolando ancora sui gradini di essa, andò a finire, inerte, in mezzo al presbitero, in una pozza di sangue.

Mentre il missionario si alzava per correre in aiuto, si ricordò dell'affetto del Sig. Don Rinaldi e invocò il suo aiuto così: « Oh, caro Padre, pel vostro amore a Gesù Eucaristico, non permettete che questo ragazzo muoia ! ».

Era un buon giovinetto, quattordicenne, Antonio Vichieni, membro del piccolo clero e della Compagnia del SS. Sacramento e gli aveva servito lui stesso la S. Messa, quella mattina. Aiutato da un suo compagno, lo portò in casa con ogni precauzione. Un rapido esame rivelò la gravità del caso ed appena dette segno di vita, gli si amministrò l'Estrema Unzione. Di poi perdette ancora i sensi. Il medico, venuto, gli riscontrò le seguenti ferite: frattura del collo, dell'omero destro: rottura dell'osso della scatola cranica sopra la tempia destra, lacerazioni del mento; ferite, abrasioni multiple in tutta la persona, ed una profonda ferita al polpaccio destro.

Sulla faccia apparvero ecchimosi e tumefazioni alle orbite degli occhi. Trasportato in treno all'ospedale di Bangkok, vi fu accolto con prognosi riservata a cagione della ferita alla testa. Il missionario si ricordò allora di possedere varie lettere del caro D. Rinaldi e ripose la sua ferma fiducia in lui. Correndo a prenderne una, la pose sotto il capo dei ferito e la lasciò tutta la notte. Al mattino seguente, 30 gennaio, il ragazzo rinvenne, riconobbe la mamma e il missionario, sorridendo loro... La ferita al cranio si cicatrizzò ben presto: il mento, messo a posto con quattro punti, in breve pure guarì, mentre la cura del braccio seguì il suo corso e fu ingessato. Anche la faccia tornò normale, scomparendo ogni segno d'ecchimosi e tumefazione agli occhi.

Il missionario attribuisce questa grazia, proprio straordinaria, all'intervento del nostro caro e venerato D. Rinaldi, conosciuto ed invocato.

Bangtan (Siam).

Sac. GIUSEPPE PINAFFO.

Guarito da attacchi epilettici.

Mio fratello, da tempo considerevole, era affetto da epilessia, quando una Suora dell'Orfanotrofio di Maria Ausiliatrice di Caluso caldamente mi esortò a ricorrere all'intercessione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, dandomi una sua effige, con a tergo la preghiera, che recitai per qualche tempo, facendo portare detta effige, sul petto, a mio fratello. Col cuore traboccante di gioia posso attestare che, da quando mio fratello si è rivolto a Don Rinaldi, non è più andato soggetto all'epilessia.

Caluso.   TERESA VIGLIOCCO.

Bella grazia spirituale.

Mio fratello maggiore, da circa ventisette anni, non frequentava i Santi Sacramenti e, trovandosi gravemente infermo, si vide obbligato a partire alla volta di un ospedale degli Stati Uniti per sottomettersi ad un delicato interveno chirurgico.

Per questo motivo la sposa, la sorella religiosa, i familiari tutti l'esortavano ad aggiustare le partite della sua coscienza, prima di esporsi ai pericoli del lungo viaggio e dell'operazione.

Col fine di ottenere questa grazia, incominciai una novena a Don Filippo Rinaldi, chiedendo se era volontà di Dio, per sua intercessione, anche il buon esito dell'operazione. Il giorno seguente seppi, con vera sorpresa, che, precisamente alla stessa ora che avevo incominciato la novena, il mio caro fratello, spontaneamente, si era confessato con sentimenti di vera fede e sincera contrizione e che aveva anche ricevuto la Santa Comunione.

Ora si trova già ristabilito in salute e nel disimpegno dei suoi doveri e delle sue occup.uioni.

Medelin.   Una Figlia di Maria Ausiliatrice.

Amparore Vittoria ved. Morero. Nel mese di dicembre 1949, in seguito ad un'operazione, che pare-,a riuscita benino, ebbi molte crisi al cuore da ridurmi agli estremi. Il dottore curante non mi dava più speranza... Nel frattempo venne a trovarmi una cugina, che, vedendomi in tali condizioni, mi incoraggiò, dicendomi di invocare Don Filippo Rinaldi, ed ella pure incominciò una fervorosa novena di preghiere, promettendo di farne pubblicare la grazia. Ora sono quasi ristabilita e ringrazio di cuore il caro Servo di Dio.

NECROLOGIO

SALESIANI DEFUNTI:

Coad. PAOLO GAUDI, da Cambiano (Torino), † a Torino-Valsalice il 27-II-1951 a 78 anni.

Vera tempra di collezionista era dì valido aiuto per tutto ciò che pub riguardare il regolare funzionamento della biblioteca e dei gabinetti scientifici. Fu un vero religioso per la pietà e il lavoro.

Coad. GIUSEPPE IMPERL, da Razbor (Jugoslavia). a Lubiana il 29-XII-1950 a 6o anni.

Il motto « lavoro e preghiera » puoi ritenersi la sintesi della sua vita.

Coad. GIOVANNI GUGLIELMO PEZZOLO, da Delta del Paranà (Argentina), † a Moròn (Argentina) l'11-IX- 950 a 36 anni.

Serenità e santa allegria erano, all'esterno, la prova della purezza della sua anima.

COOPERATORI DEFUNTI:

Mons. SAVERIO RITTER, Nunzio .Apostolico, Arcivescovo Titolare di Egina, † a Lugano il 21-IV-1951.

Il compianto Presule era nato a Chiavenna, in diocesi di Como, il 24 gennaio 1884. Compiuti gli studi teologici come alunno del Seminario Lombardo a Roma e conseguita la laurea in sacra teologia all'Università Cattolica di Friburgo in Svizzera; era nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana. Nel gennaio 1927 veniva nominato addetto alla Segreteria di Stato di S. S. e dopo un brevissimo tirocinio presso la Sezione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, veniva destinato alla Nunziatura Apostolica di Praga, presso la quale egli prestò servizio fino alla sua nomina a Consigliere della Nunziatura Apostolica di Berna. Il 5 agosto 1935 dalla fiducia del Sommo Pontefice Pio XI veniva elevato alla sede Arcivescovile titolare di Egina, e in pari tempo ruminato Nunzio Apostolico in Cecoslovacchia.

Le sue condizioni di salute, che da qualche anno erano divenute precarie, lo obbligarono a un periodo di riposo, che gli veniva accordato nell'inverno del 1948. Ma la sua salute non migliorò, sicchè non fu più in grado di riprendere il lavoro.

Mons. Ritter lascia in quanti lo conobbero e segnatamente in coloro che lo ebbero collega o superiore, un vivissimo rimpianta Particolarmente profondo è il suo ricordo nei cattolici cechi e slovacchi, che in lui erano abituati a vedere il Vescovo pio e zelante, il Nunzio autorevole e distinto, in una parola il degno rappresentante del Sommo Pontefice.

E noi ricordiamo ancora la sua simpatia per l'Opera Salesiana e la sua devozione a S. Giovanni Bosco.

Sac. GAETANO MACCARONE, † a S. Teresa Riva, marzo 1951.

Fu uno dei privi allievi di S. Gregorio, in Sicilia. anima bella, zelo nella sua chiesa la devozione a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco.

Don GRAZIOSO DA PRA, † a Valle di Cadore (Belluno) il 16-III-1951.

Pievano di Valle di Cadore, reggeva da un ventennio la Parrocchia con senno illuminato e con zelo impareggiabile. Ammiratore e sostenitore delle Opere di Don Bosco, volle nel paese le Figlie di Maria Ausiliatrice a cui affidò l'Asilo e le opere parrocchiali.

Ins, ROSINA BOSCHI, † a Palestro 24-II-1951.

Ex allieva Figlie Maria Ausiliatrice, visse il suo apostolato nella scuola. Propagò la devozione a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Nel dolore visse di fede e di una continua ascesa a Dio.

Suor DIOMIRA BOLIS, † a Mombello (Milano) il 3 marzo 1951.

Apparteneva all'Istituto delle Suore di Maria Bambina. Viveva di vero amore per le opere di S. Giovanni Bosco, offrendo fatiche e sacrifici per la Congregazione Salesiana, di cui è membro il fratello D. Felice. Lascia di sè il dolce ricordo di una vita esemplarissima.

LUIGI MATTA, † a Buttigliera d'Asti il 1° marzo 1951.

Trascorse la sua lunga vita nel lavoro, nel sacrificio, nella preghiera, dando a tutti esempi di bontà e carità. Nella sua agonia si consolava pensando che il figlio D. Felice stava lavorando per le anime come missionario salesiano nell'India.

MARIA DI LENARDA in MOLARO, † a Coderno (Udine) il 16-III-1951 a 68 anni di età.

Da 50 anni Cooperatrice Salesiana. Esempio di madre cristiana, fu lieta di donare il figlio Arnaldo alla Società Salesiana.

MARGHERITA TARABBA, † il 29-III-1951, all'età di 73 anni.

Lavoratrice instancabile, di fede semplice e profonda seppe trarre dall'umile lavoro sorgenti inesauribili di carità. A Don Bosco donò con cuore generoso Suor Rosina e Suor Maria tra le Figlie di Maria Ausiliatrice.

ANNIBALE FONTANELLA, † a Castelletto Cerva il 10-III-1951.

Spese la sua esistenza per il bene della numerosa famiglia ed ebbe la gioia di donare l'ultimo figliuolo alla Congregazione Salesiana.

Avv. GIACOMO MAGLIONE, † a Laigueglia il 16-1-1951 nella veneranda età di 86 anni.

Aveva, da alunno nell'istituto di Alassio, conosciuto S. Giovanni Bosco, i cui insegnamenti formarono il costante programma della sua lunga giornata terrena. Fra sempre presente al convegno ex allievi in Alassio.

ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:

Abbracchio Anna, Torino - Accatino Pietro, Mirabello Monf. (Alessandria) - Baltaro Eusebio, Formigliana (Vercelli) - Barcara Oreste, Costahis.sara (Vicenza) - Bechaz Maria, Aras (Aosta) - Bensi Adele Birago. Vignale Monf. (Alessandria) - Bestonso Carlo, S. Benigno Canav. (Torino) - Binda Maria, Rezzago (Como) - Bogni Mario, Varese - Bugnola Giovanni, Selva di Progno (Verona) - Cassini D. Ottavio, Timido (Alessandria) - Castiello D. Gaetano, Anzi (Potenza) - Chamossi D. Maurizio, Roma - Chiozza Giovanni, Schio (Vicenza - Clementi Poli Maria, Schio (Vicenza) - Contessa Maria, Piovega (Udine) - Cordero Maggiorina, Priocca d'Alba (Cuneo) - Corno Paolo, Robella (Asti)

Crisafue Artilla, S. Teresa Riva (Messina) - Di Lenarda Maria, Sedegliano (Udine) - Fanin Raimondo, Mestrino (Padova) - Febbraro Luigi, Castelnuovo D. Bosco (Asti) - Ferrera Rosa, S. Francisco, Calif. (U. S. A.) - Fornari Faustino, Verdeto (Piacenza) - Gambini Carolina, Pisa - Gatti Giuseppe, Albiate Brianza (Milano) - Giunta Contrafatto Vincenzina, Piazza Armerina (Enna) - Isoardi Margherita Giovanna, Busca (Cuneo) - Langè Clara, .Sacconago (Varese) - Mambretti Giuseppe, Monza (Milano) - Mamazza Ragno Giuseppina, Francavilla Sic. (Messina) - Manca Cagnoni Antonietta, Illesias (Cagliari) - Manini Virginia, Moruzzo (Udine) - Pardi Giacomo Bolzaneto (Genova) - Pisotti Cristina Virginia, Castana (Pavia) - Puma Caterina, Salemi (Trapani) - Ranchetti Giacomo, Mornico al Serio (Bergamo) - Raviera Vacchetta Matilde, Benevagienna (Cuneo) - Riccini Margarucci Cav. Icaro, Montefano (Maccrata) - Rizzi Cecilia, Schio (Vicenza) - Rossi Panasia, Seriate (Bergamo) - Ruschena Pozzoli Virginia, Vignale Monferrato (Alessandria) Sabattani D. Angelo, Parroco, Imola (Bologna) - Sala Corti G. Olginate (Cono) - Salotto Caterina, Torrazza (Torino) - Sostegni D. Stefano, Pistoia - Suzzi Clara, Sala (Forlì) - Temporelli Letizia, Veruno (Novara) - Tenaglia D. Raffaele, Filetto (Chieti) - Toschini Maria, Comprovasco (Svizzera) - Tulomemlo Ingrao Felicetta, Mussomeli (Caltanissetta) Torri Giuditta, Castelfondo (Trento) - Vanotti Prof. Lino, Milano - Villano D. Nicola, Casal di Principe (Cuneo) - Vitartali Emilio, Borgo S. Lorenzo (Firenze) - Vitulo Ponsetti Rosa, Cuorgné (Torino) - Voarino Luigi Roascio (Cuneo) - Zanardo Emenegildo, Vittorio Veneto (Treviso) - Zegna P. Giovanni, Trivero (Vercelli).

TESORO SPIRITUALE

I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare

L'INDULGENZA PLENARIA

Ogni mese:

1) In un giorno del mese a loro scelta.

2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte.

3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.

Nel mese di Luglio anche:

1 - Preziosissimo Sangue di G. C. 2 - Visitazione di Maria SS. 16 - Beata Vergine del Carmine.