ANNO LXXV 15 GIUGNO 1951 NUMERO 12
La data giubilare del 75° della Pia Unione dei Cooperatori e delle Cooperatrici Salesiane ha infervorato la ripresa dei Convegni regionali e diocesani dei Direttori e dei Decurioni con caldo interesse e generale soddisfazione.
Sono giunte relazioni consolanti dall'Ispettoria Sicula, dall'Ispettoria Adriatica, dalla Ligure, dalla Lombarda e dalla Novarese.
In vari centri il convegno ha esteso il suo programma a giornate del clero, richiamando attorno a Don Bosco, oltre ai Direttori Diocesani ed ai Decurioni, sacerdoti in cura d'anime e religiosi, ad ispirare ascesi ed aggiornamento pastorale allo spirito del nostro santo Fondatore.
Altri convegni son già indetti pei prossimi mesi e per l'autunno.
Ne siamo grati ai Direttori Diocesani che appoggiano le iniziative dei nostri Incaricati Ispettoriali, e ci ripromettiamo anche un efficace incremento di cooperazione salesiana.
Lo zelo dei singoli Decurioni può facilmente combinare una celebrazione del zio in tutti i paesi dove esiste un nucleo di Cooperatori.
Basterà convocarli in parrocchia o in un pubblico salone per ricordar loro la data giubilare, il bene compiuto dalla Società Salesiana, col loro aiuto, in questi 75 anni e le opere raccomandate dal Rettor Maggiore nella sua circolare di Capodanno. Zelatori e zelatrici si presteranno volentieri per la riuscita. Dove è possibile, gioverà invitare anche altre persone ben disposte e magari tutta la popolazione, per far conoscere l'Opera e lo Spirito di Don Bosco, illustrando gli scopi della Pia Unione, i vantaggi spirituali e le Indulgenze concesse dai Sommi Pontefici, accogliere le nuove iscrizioni da trasmettere poi alla nostra Direzione Generale per la registrazione, la spedizione dei Diplomi e del Bollettino Salesiano.
A questo riguardo ci permettiamo di raccomandare due cose:
1) Si riservi l'iscrizione formale (con richiesta di Diploma e del Bollettino) solo a coloro che dànno affidamento di cooperare effettivamente o con la preghiera o con offerte, o con aiuti ed attività di apostolato.
2) Nell'inviare gli elenchi alla Direzione Generale dei Cooperatori, si scrivano chiaramente gli indirizzi con tutti i dati necessari, compreso il numero del quartiere postale per le grandi città, e si eviti di chiedere duplicati del Bollettino dove ne arriva già una copia.
NB. - Per coloro che desiderano soltanto avere alcune informazioni dell'Opera Salesiana, ma non sono ancora decisi a farsi veri Cooperatori, basterà chiedere alla Direzione Generale l'invio di qualche copia del Bollettino a titolo informativo.
Nei grandi centri la celebrazione della data giubilare può assurgere a proporzioni adeguate con intervento di autorità religiose e civili a stimolo di apostolato e di beneficenza.
Di tutto attendiamo relazioni particolareggiate.
E' intanto ci teniamo a disposizione per suggerimenti, programmi ed indicazioni ovunque possano occorrere.
Educazione e formazione integrale del giovane nella parola di PIO XII
« Etre à la page: si dice oggi volentieri; ma a condizione di non lacerare con questo pretesto il libro prezioso, distruggendo le pagine precedenti, come si staccano i fogli di un calendario.
» L'arte dell'Educazione è in fatti, per molti aspetti, arte dell'adattarsi: adattarsi all'età, al temperamento, al carattere, alla capacità, ai bisogni e alle giuste aspirazioni dell'alunno, adattarsi a tutte le circostanze dei tempi e dei luoghi, adattarsi al ritmo del progresso generale dell'umanità. Però, ciò che caratterizza in tale adattamento la vera educazione cristiana è che questa mira costantemente alla formazione totale del fanciullo e dell'adolescente affine di farne un uomo, un cittadino, un cattolico integro ed equilibrato, ben più che un preteso erudito con la mente ingombrata da cognizioni enciclopediche disparate e disordinate. Sviluppare secondo una sana pedagogia la cultura intellettuale, valersi della sanità, del vigore del corpo e della agilità delle membra, ottenuti mediante l'educazione fisica, a vantaggio della prontezza e della duttilità dello spirito; affinare col felice accordo dei sensi e dell'intelligenza, nella formazione artistica, tutte le facoltà per dare al loro esercizio grazia ed amabilità e quindi una efficacia maggiore, più estesa, meglio accolta: tutto ciò è assai bello e buono, ma non avrebbe valore eterno nè soddisfacente pienezza, se la coltura religiosa non venisse a dare con la sua ampiezza e la sua magnificenza, a tutta l'educazione, la sua unità e il suo vero valore.
» Un errore assai comune restringe l'educazione religiosa ad un tempo determinato, sia pure con programmi completi e saggiamente distribuiti. Ma la vera educazione cristiana esige ben di più: essa deve essere un'opera continua permanente progressiva; deve permeare tutto l'insegnamento anche profano, penetrare sino al fondo dell'anima. Essa dunque consiste oltre alla esposizione metodica della dottrina, nel vedere e far vedere tutte le cose alla luce della grande e divina verità, come nella contemplazione della creazione materiale non si vedono le cose bene, coi loro veri colori, che nel lume, anche se talvolta velato da nubi, del bel sole di Dio.
» Ma la educazione sarebbe ancora incompleta, se essa non conseguisse che una parte del suo scopo, se cioè si restringesse a procurare il bene personale, fisico, morale, temporale ed eterno degli alunni. Essa deve inoltre formarli e prepararli a esercitare sul loro tempo e sulla loro generazione - anzi anche sulle generazioni future - un'azione salutare, in guisa che essi attraversino il mondo, lasciandolo dietro di loro migliore, più dolce e più bello di quello che l'avevano trovato.
» questa l'utilità delle opere caritatevoli, sociali e apostoliche che voi vi studiate di, promuovere fra loro. Esse sono un prezioso aiuto materiale, spirituale, religioso per tutti quelli che i vostri alunni assistono, ma anche per loro stessi, perchè, con gli impulsi e l'allenamento che ne ricevono perfezioneranno sè medesimi e saranno in grado di esercitare più tardi un benefico e profondo influsso sulle loro famiglie, sui loro conoscenti e su tutta la società ».
(S. S. Pio XII alla grande famiglia del Collegio S. Giuseppe - Istituto de Mérode, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nel primo centenario dalla fondazione. - 6 maggio 1951).
(1651-1951)
Ricorre in quest'anno il 3° centenario dalla nascita di S. G. B. de La Salle e il 50° della sua Canonizzazione (1900-1950). Tra i festeggiamenti avutisi ovunque in quest'anno lasalliano citiamo qui sopra, le belle parole di SS. Pio XII in occasione dell'udienza concessa ai Fratelli delle Scuole Cristiane di Roma. Tra l'altro SS. Pio XII nel maggio del grandioso Anno Santo testè decorso, elevava il Santo Educatore a patrono degli Insegnanti di ogni ordine, compresi i catechisti e le catechiste.
Quindi doppiamente cara ritorna a noi la figura di questo Insigne Maestro che del Catechismo fu grande banditore e propugnatore e per il Catechismo spese la vita, lasciando in eredità questa nobile missione ai Fratelli delle Scuole Cristiane da lui fondati, i quali oggi, raggiungono la cifra di circa 20.000 con una schiera di mezzo milione di allievi in tutto il mondo.
San Giovanni Bosco - come vediamo ricordato in Catechèsi-Scuole Medie di questo mese - ebbe un grande affetto per il Santo de La Salle e fin dagli inizi del suo apostolato spese energie e zelo come confessore e direttore di spirito tra i Fratelli, a Torino. Anzi, tra gli alunni - a lui affezionatissimi, come ricordano suggestivi episodi - dei Fratelli, ebbe la ventura di trovare il fanciullo Michelino Rua, che fu suo braccio destro e alter parens della Famiglia Salesiana.
Come San Giovanni Battista de La Salle chiama educatori e maestri ad apprendere da lui lo zelo e la squisita didattica, così San Giovanni Bosco « padre e maestro dei giovani » chiama ad essi gli adolescenti. I due Santi dal Cielo ci aiutino sempre nella difficile e santa impresa dell'educazione delle giovani generazioni !
CAGLIARI - Mostra Catechistica.
In occasione del Congresso Eucaristico Regionale Sardo, si tenne a Cagliari un'imponente mostra catechistica e culturale, con l'intervento del nostro Centro, che allestì il settore della stampa.
Stralciamo dal Quotidiano Sardo del 29 aprile scorso: «Colui che visita la Mostra Catechistica inaugurata il 24 aprile da S. Ecc. Mons. Paolo Botto ed alla quale hanno partecipato tutti i Vescovi della Sardegna e le massime autorità regionali e provinciali, ha, fin dal suo ingresso, motivo di rallegrarsi per la riuscita della manifestazione.
» L'allestimento architettonico della mostra si divide in quattro parti essenziali: Catechismo, Arte, Artigianato, Stampa.
» ... Animatore instancabile con la dottrina e l'esempio fu Mons. Elvio Sitzia.
» La parte catechistica (diocesana) rappresenta lo scopo principale della mostra e si esprime attraverso riusciti grafici, creati talvolta con arte, tal'altra con ingenuità ed inesperienza, ma riassumenti sempre l'amore e la dedizione all'apostolato.
» Il settore della stampa allestito a cura del Centro Catechistico Salesiano di Torino per opera del Sig. Soria e del Prof. Novelli venuti espressamente da Torino, si propone nella sua razionalità di indirizzare lo svolgimento catechistico con le seguenti illustrazioni: Perfezionamento della didattica catechistica; Scuole catechistiche parrocchiali, Oratorio. Gli indovinati grafici modernamente concepiti e signorilmente eseguiti dimostrano a quali conclusioni educative possano portare la buona stampa e quale valore distruggitore abbia la stampa perniciosa nella formazione delle giovani coscienze».
(GUIDO CAVALLO).
ISPETTORIA SALESIANA NAPOLETANA -
Relazione della " Gara Catechistica Ispettoriale " - Anno scolastico 1950-51.
Anche per l'anno scolastico 1950-51, nell'Ispettoria Napoletana è stata indetta dal Rev.mo Sig. Ispettore, D. Antonio R. Toigo, una « Gara Catechistica Ispettoriale » fra gli studenti della Scuola Media, dell'Avviamento Professionale e del Ginnasio di tutti gli Istituti Salesiani della Campania, Puglia, Lucania e Calabria.
Ad ogni Casa è stato concesso d'inviare due Candidati, vincitori nella gara catechistica locale, e il giorno 17 maggio i partecipanti si radunavano nell'Istituto di Torre Annunziata, sede dell'aspirantato e Studentato Filosofico dell'Ispettoria.
Quivi, alla presenza dei Direttori convenuti dai vari Istituti, un Aspirante dava il saluto ai partecipanti e riconsegnava il Gagliardetto, vinto nella Gara del 1949, al Sig. Ispettore, e questi, ricevendolo, lo additava alla schiera giovanile dei candidati come premio ambito. Per conquistarlo si sarebbero battuti in fraterna gara, sulla quale si accingevano a domandare, nella « Funzione Mariana», la Benedizione dell'Ausiliatrice.
Alle 17,30 tutti i candidati erano già impegnati nella Prova scritta, assistiti dai tre membri della
« Commissione Catechistica Ispettoriale »; contemporaneamente il Sig. Ispettore presiedeva l'adunanza dei Direttori, per l'esame e la discussione di importanti problemi, interessanti tutta l'Ispettoria.
Il giorno seguente fu tutto riservato per la prova orale. Al mattino i rappresentanti del Ginnasio furono sottoposti ad un triplice turno d'interrogazione su un Tesario, compilato dalla Commissione ed inviato all'inizio dell'Anno Scolastico a tutte le Case. I candidati mostrarono una preparazione che, senza ombra di retorica, deve dirsi eccellente: esposizione chiara, precisa, esauriente, sicura nei primi due turni di interrogazione, ed una insospettata prontezza nel terzo turno, in cui dovevano rispondere ad alcune difficoltà e obiezioni, talora sottili e capziose.
Nel pomeriggio scesero in campo gli Studenti della Scuola Media: la gara si svolse col sistema eliminatorio usuale, assegnando a ciascuno, per ogni giro superato, cinque punti. L'indomani vide tutti i partecipanti alla Gara, i Direttori, i Chierici Filosofi, i Novizi di Portici, gli Aspiranti in devoto Pellegrinaggio al Santuario di Pompei.
Al ritorno, il Sig. D. Toigo procedette alla proclamazione dei vincitori.
Imperatore: Di Chirico Giuseppe, IV Ginnasio, Venosa.
Principe: Saladino Benito, III media, Soverato. I Console: De Maio Alfonso, V Ginnasio, Vomero. II Console: Castaldo Aniello, III Media, Vomero. I Capitano: Pitaro Giuseppe, V Ginnasio, Soverato.
II Capitano: Clemente Eman., I media, Caserta. I Alfiere: Matotta Felice, V Ginnasio, Castellammare.
II Alfiere: Bassotti Silvio, II media, Brindisi.
Possiamo affermare che la Gara ha pienamente raggiunto lo scopo che si prefiggeva: far sentire sempre più vivamente il problema catechistico e fare dell'istruzione religiosa il fulcro dell'opera educatrice salesiana.
Pensieri di Don Bosco
A Dio la gloria. Quando qualcuno si meravigliava delle sue grandi imprese, osservava Don Rua, Don Bosco non lo lasciava parlare mai, interrompendolo: « A Dio e a Maria Ausiliatrice si deve tutta la gloria e la buona riuscita». A sua confusione raccontava invece qualche aneddoto in cui appariva che non s'era ottenuto ciò che per mezzo di lui s'era chiesto. Si compiaceva di raccontare come alcuni venendolo a trovare gli dicessero: « Quella persona ammalata che le ho raccomandato è poi morta! », oppure: « Non posso fare grande offerta, perchè la grandine non mi ha risparmiato », o ancora: « Quella lite che le avevo raccomandato è ancora pendente », facendo così comprendere che non si doveva confidare in lui bensì nella bontà materna di Maria Ausiliatrice. (M. B., X, 80),
Superbia santa.
Parlando una volta alle suore di Maria Ausiliatrice, Don Bosco diceva loro: « Voglio insegnarvi la superbia santa. Sì, la superbia santa! Dite ciascuna così: - Io voglio essere la più buona di tutte! - però senza credere di esserlo! ditelo solo con tutta la buona volontà! Dite: - Non voglio mai abbassarmi a commettere un peccato; e voglio morire sul lavoro! - Avete capito? Ciascuna procuri di divenire la più buona di tutte, coll'evitare ogni colpa deliberata, e coll'essere lieta di morire sul lavoro per la gloria del Signore! ».
(M. B., X, 648).
* (Dal volume II del Catechismo commentato con detti, fatti e scritti di D. Bosco. Ediz. L. D. C., di imminente pubblicazione).