ANNO LXXV I° LUGLIO 1951 NUMERO 13
24 Giugno 1951
È giorno di universale esultanza nel mondo intero, di gioia tutta pura e filiale nella grande famiglia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, di serena, affettuosa partecipazione nei Salesiani e in tutti gli amici delle Opere di S. Giovanni Bosco, questo 24 giugno 1931,
S. S. Pio XII annuncia, dalla Basilica di S. Pietro, che Maria Domenica Mazzarello è proclamata Santa; il gioioso squillo delle campane ne dà la lieta novella al cielo di Roma e nel prolungato dindonare par di sentire l'eco dei cuori in festa, delle preghiere dei presenti nella Basìlica e delle migliaia e migliaia dì persone, che, in unione di spirito, lontane col corpo, ma pur intimamente vicine ed unite, ne accolgono, sulla terra, il gradito solenne annuncio.
Ma il festoso messaggio, da tempo, correva già di bocca in bocca, per tutte le vie, per tutte le case; ha sorpassato monti ed oceani e, dovunque fiorisce un'opera di S. Giovanni Bosco, ha risposto un'eco di gioia, una preghiera dì ringraziamento a Dio. Una fiamma nuova si è accesa in ogni cuore per onorare la Santa, si è destato tutto un fiorire di propositi e di desideri di inneggiare a Maria Mazzarello, la cui figura appare adorna del cerchìo luminoso dei Santi.
Umile Fondatrice di una grande opera.
Umili i natali, oscuro ìl borgo natio, vissutì fra la preghiera e il lavoro ì prìmì ventitre anni, di nessuna risonanza glì inizi dell'opera; eppure, oggi, è uno spettacolo meravìglioso contemplare, abbracciare lo svolgimento, la dilatazìone delle case e delle opere, che, con Maria Mazzarello, ebbero origine ìn Mornese nel Monferrato.
Una stanza, meno di dieci orfanelle, qualche compagna di lavoro nell'ormaì lontano 1862, oggì, ìnvece, circa 13.000 suore, oltre mille istitutì indicano il propagarsi dell'opera. Ne sia benedetto il Sìgnore!
Sempre nell'orbita di D. Bosco.
L'ha detto con autorevole parola il IV Successore del Santo, ìl Rev.mo D. Pietro Ricaldone, scrìvendo ai Salesiani, il 24 aprile c. a.:
Questa glorificazione della Con fondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice viene ad aggiungere un serto di gloria sul Capo del nostro grande Padre. La prossima Santa, infatti, non si stancava di ripetere alla nascente Congregazione che, nella imitazione di D. Bosco, ognuna di esse avrebbe trovato il cammino della Santità che Iddio voleva da loro».
Alle Madrì Capitolari, ìl 6 maggio c. a.: « Fra non molto tributeremo gli omaggi della nostra devozione, non più alla Beata, ma alla Santa.
Prepariamoci al grande avvenimento con quei sentimenti di umiltà profonda, di zelo ardente, di pietà vivificata dalla fede, di lavoro santificato e sacrificato, che tanto rifulsero nella prossima nuova Santa; sentimenti vivi e pro fondi, solo sorpassati dal filiale, costante, illimitato suo amore a S. Giovanni Bosco ».
Anche il decreto pontìficio ne ricorda la particolare, bella caratterìstìca: « E perchè le fanciulle non rimanessero prìve di eguale beneficio, (cioè, la cristìana educazione) San Giovanni Bosco, non senza dìvìna ispirazione, scelse Maria Domenica Mazzarello, nella quale aveva ravvisate tali doti dì prudenza e di sapienza da gìudicarla capace dì così importante opera.
Infatti dotata dì mìrabìle semplìcìtà ed umiltà, dì sìngolare prudenza e dì ogni altra virtù, si rese degna non solo di governare l'Istituto delle Figlie dì Maria Ausiliatrice, ma di essere considerata Confondatrice ed emula del Santo Fondatore ».
La gloria dei miracoli.
È la prova, che la Chiesa richiede con rigorosissimo esame prima di permettere l'onore dell'altare.
Dio ha glorìficato con la luce dei miracolì la santità umile e nascosta di Maria Mazzarello.
Il 14 agosto 1941 Suor Maggiorina Avalle, in Roppolo, presso Biella, dalla scienza medica destìnata alla morte, pregava, insieme con l'infermiera assistente, la B. Maria Mazzarello. Pochi ìstanti dopo sì addormentava per svegliarsi, improvvisamente e completamente, guarita da flògosi suppuratìva subacuta recediva nell'addome.
Il 24 novembre 1945 Carla Ramponi, in Castano, prov. di Milano, riceveva l'estrema unzione. Una piccola reliquia della Beata Maria Mazzarello veniva posata sulla testa della moribonda, la quale, alle ore 18 dello stesso giorno, completamente guariva da nefrite acuta con grave uremia.
Aì mìracoli istantaneì delle due prodigiose guarìgioni bisogna aggìungere l'espansione dell'Istìtuto dal 1872 al corrente anno 1951. Ecco, in sìntesi brevissima, le consolanti cifre:
Il 5 agosto 1872 D. Bosco, in Mornese, impone l'abito a Marìa Mazzarello e a 14 sue compagne, che già conducevano vita comune con la Santa.
Il 14 maggio 1881 Maria Mazzarello muore e lascia 189 Suore in 26 case, di cui 6 in America.
Oggi le Suore sono 12.823 in 1077 case, di cui 77 nelle Missìoni. L'Europa conta 705 case, l'America 324, l'Asia 35, l'Africa 13.
Viene da esclamare: « Veramente si nota il dito di Dio! ».
Concludiamo con le parole del Pontefice Pio XI, che, il 20 novembre 1938, dichiarò Beata la nostra Santa:
« Ecco una creatura che col suo nome, con la sua fama, col suo esempio, gira e dottrina già il mondo intero, proclamando la gloria di Cristo, il Quale solo può compiere questo miracolo: fare di un'umile donna, una tale grandezza e bellezza morale da potersi collocare in alto e
costringere il mondo a decretarle ogni onore e ogni gloria ».
Visita di S. Em. il Sig. Cardinale Giacomo de Barros Camara, Arcivescovo di Rio de Janeiro.
Fu ospite graditissimo per alcuni giorni, visitò la Casa Madre, si compiacque di celebrare la S. Messa per la festa della Beata Maria Mazzarello e si recò anche a vedere il grande Istituto Salesiano per le Arti Grafiche, che sorge sul colle natio di S. Giovanni Bosco.
L'Em.mo Cardinale reputa sua principale occupazione l'interessarsi dell'istruzione catechistica, fu, quindi, lietissimo di vedere ed esaminare tutta la complessa attrezzatura catechistica della Congregazione Salesiana e ad un corrispondente della Voce del Popolo disse:
« Sono rimasto contento ed ammirato per ciò che ho visto a Torino. Per me Torino è la città del catechismo. Qui, tra le molte realizzazioni, ho trovato un uomo, nel IV Successore di D. Bosco - Don Ricaldone - le cui realizzazioni poderose, in fatto di catechismo, sono state per me, e son certo lo siano per molti, per il inondo intero, una vera scuola, una ondata di rinascita catechistica ».
E giunga all'Em. Cardinale Giacomo de Barros Camara l'augurio che possa nella sua archidiocesi promuovere e sviluppare una vasta campagna per l'insegnamento catechistico.
Festa della B. Maria Domenica Mazzarello. (6 maggio).
Venne celebrata con tanto più fervore ed entusiasmo in quanto che era già allietata dalla dolce speranza di vedere presto dichiarata Santa questa soave figura, che la Provvidenza fece sbocciare all'ombra di S. Giovanni Bosco.
Solenni per il servizio e la musica le varie funzioni liturgiche: la S. Messa delle 7,30 celebrata da S. Em. il Sig. Card. Giacomo de Barros Carrara, Arcivescovo di Rio de Janeiro; alle io il Pontificale di S. E. Mons. Carlo Re, dell'istituto della Consolata; alle 17 Vespri solenni con panegirico pronunciato dal Teol. Eraldo Canale, predicatore del mese mariano.
Festa di Maria Ausiliatrice,
Dopo i Vespri solenni di mercoledì 23, pontificati da S. E. Mons. Giovanni Pinardi, cominciò l'afflusso sempre più crescente dei pellegrini e dei devoti durato ininterrottamente fino ad ora tardissima di giovedì 24, in massa superiore agli altri anni. La piazza del Santuario offriva uno spettacolo accogliente per la fantasmagorica ed artistica illuminazione.
Devotissima la veglia notturna con una folla costantemente numerosa, la quale assisteva alle Ss. Messe iniziate alle 0,30 di giovedì 24, affollandosi ai confessionali e alla balaustra, dando, così, una magnifica prova di fede.
Alle 6,30 celebrò il veneratissimo Rettor Ma,giore; alle 10, solenne Pontificale di S. E. Mons. Carlo Re, dei Missionari della Consolata; alle 15, Vespri cantati dalle Alunne delle Figlie di Maria Ausiliatrice; alle 16,30, seconda funzione con benedizione di S. E. Mons. Carlo Re, il quale pontificò alle 18,30 per i secondi Vespri. Contemporaneamente principiava la maestosa, tradizionale processione con la statua di Maria Ausiliatrice, preceduta dalle Associazioni, Oratoriani, Collegi, selva di stendardi, Suore, Piccolo Clero, Sacerdoti e le LL. EE. Francesco Bottino e Carlo Re, tra migliaia e migliaia di devoti assiepati su i viali.
Alla benedizione col SS. Sacramento un vero pavimento di teste si profilava dal presbitero, nella basilica e nella piazza fino al Corso Regina Margherita.
Il servizio liturgico fu disimpegnato dal Piccolo Clero diretto dai Cerimonieri della Basilica, mentre la locale Schola Cantorum e quella del Pontificio Ateneo del Rebaudengo, sotto la guida dei Maestri Salesiani Don Luigi Lasagna e Sig. Enrico Scarzanella, eseguivano la Messa IV Sancti
Petri del M° A. De Bonis, l'Exultate Deo del M° Pagella, l'Ad Te levavi del Palestrina ed altre musiche, il tutto a quattro voci dispari.
Era presente l'autore della nuova e bellissima Messa.
L'esecuzione del Pontificale fu gentilmente trasmessa dalla rete nazionale della Rai.
Consolanti i frutti spirituali, giacchè si calcolano a 70.000 le SS. Comunioni durante il mese, di cui 20.000 i giorni della vigilia e della festa. Maria Ausiliatrice ancora una volta ha voluto riaffermare che la Basilica di Valdocco è la sua casa e da essa si effonde la sua gloria.
Pellegrinaggi.
Il mese di maggio ha visto un continuo e crescente affluire di pellegrini, che venivano anche da lontano per pregare Maria Ausiliatrice nella sua casa, faro della sua gloria.
1 maggio: Pellegrinaggio da Verderio Superiore (50), da Lungavilla Tortona (38), Pioltello (52), Solza (87), Pontoglio (92), Paderno d'Adda (6o), Bergamo (53 studenti Scuole medie), Venderi Superiore (58), Seregno (55 alunni), Parrocchia del S. Cuore di Novara, da Monza, Castellanza (100 studenti), Mulazzano (120).
2 maggio: Visita Giubilare della Parrocchia del S. Cuore.
3 maggio: Da Crescentino (20), da Riva S. Vitale (Svizzera) (75), pellegrini dell'Istituto San Pier Canisio per il 25.mo di quell'Istituto.
5 maggio: 500 Oratoriani dell'Istituto « Edoardo Agnelli », ai quali rivolse paterne parole lo stesso Rettor Maggiore; da Ròdero (50), Nese (50), Collegio Nazionale delle Fanciulle da Milano, Studenti di Padova col Preside e gl'Insegnanti.
6 maggio: Da Arco, Brescia (50), Crema (40), Graffignana (41), Sorazza (75), Borgo S. Dalmazzo (36), Lione (50 francesi), Parrocchia del Carmine di Bergamo (54), Pieve di Teco (40), Ierago-Varese 100 oratoriane delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
7 maggio: Somalia (54)
8 maggio: Tradate Legnano (100), Istituto
Barbara Melzi »; Capriglio, il paese natio di Mamma Margherita (150).
Gli Agenti della Questura con S. E. il prefetto della città di Torino, il Questore ed altre autorità, ascoltano la S. Messa all'altare di Maria Ausiliatrice, per la loro festa patronale di S. Michele Arcangelo.
Istituto Magistrale di Bergamo alta (8o).
9 maggio: Da Cividate Alpiano (52), 40 Sacerdoti della Congregazione della Divina Provvidenza del Servo di Dio D. Luigi Orione; da Castano 8o studenti con i loro insegnanti.
10 maggio: Da Seregno (5o), Casapinta (gli alunni oratoriani), Frassineve di Condove, Istituto Missionario « S. Francesco Saverio» di Piacenza (10 Sacerdoti e 35 alunni di Teologia); 150 alunni e Professori del Circolo di Robbio (Pavia), da Quincinetto (51 alunni), da Busto Arsizio (50), da Busto Garolfo (110 alunni delle elementari e 25 insegnanti), da Orio Canavese (47), da Pallanza (120 alunni delle elementari con insegnanti), da Monza (50 alunne e Suore dell'Istituto « B. Maddalena da Canossa»), da Villafalletto (50), da Rivalta (38), Istituto e Noviziato Salesiano di Varazze con i Superiori (15o).
11 maggio: Da Monza, Collegio « Bianconi » (50), da Aix les Bains (34), da Nizza Marittima, la Parrocchia di 5. Pietro e gli allievi dell'Istituto Salesiano.
12 maggio: Scuola Avviamento « Casa Vedani » da Angera 130 giovanette e 10 Suore.
13 maggio: Da Montegrosso d'Asti (40), da Busto Garolfo e Villa Cortese (oltre 500), Strambino (56), da Vignole Borbera 55 operai ed operaie del cotonificio, da Cinisello (63 studentesse e 6 suore), Cooperatori Salesiani di Marsiglia (90), da Sartirana di Merate (140), da Rocca d'Arazzo (40), da Seregno, Ditta Saponi Luigi Gonfalonieri (48).
14 maggio: Chiasso (200), da Gerra Gambarogno, pellegrini svizzeri, da Bergamo (Seminaristi ed oratoriani), da Villanova di Albenga (45), da Nizza mare (25), da Romengo (42 scolari con insegnanti).
15 maggio: Pellegrini tedeschi (120) con l'ispettore Salesiano Don Giovanni Greiner, ai quali rivolse, nella loro lingua, un affettuoso discorso il Rettor Maggiore. Pellegrinaggio da Barge (38), da Verbania (55), Istituto S. Gaetano, opera di D. Guanella, da Milano (208), Istituto San Giuseppe da Milano (130 alunne e alcune suore del Preziosissimo Sangue), Dame Patronesse della Crocetta (20).
17 maggio: Da Pegli (40), da Lupago d'Erba (49), da Casale Corte Cerro (43 alunni), da Airasca (120), da S. Damiano d'Asti (60 alunni scuole elementari), da Monza (studenti delle Commerciali), da Milano (150 alunne delle elementari), da Pavollo (42), da Torino-S. Paolo (Dame Patronesse 110), Morbegno-Gerola (120), Novizi Salesiani di Villa Moglia e Pinerolo, da TorinoMonterosa (5o Dame Patronesse, da S. Biagio di Mondovì, Comitato centrale Dame Patronesse di Torino.
19 maggio: Dame Patronesse del Rebaudengo e di Valsalice, da Trieste (27), da Corenno Plinio.
20 maggio: Da Bergamo (130), da Gorzone (50), da Lodi Vecchio (140), da Garlate (40) con il Parroco D. Luigi Perego, ex allievo della Casa Madre ai tempi di S. Giovanni Bosco, da Castellanza, da Figino, dalla Svizzera, da Bergamo (Ufficio Missionario 200, Opere Barberigo 150) da Lodi (220), da Pavia (42), da Lecco (40).
21 maggio: Alunni Scuola Pestalozzi; pellegrini di Monfalcone di ritorno da Lourdes, da Montemagno (70), pellegrini milanesi di ritorno da Lourdes (80).
22 maggio: Da Mango d'Alba (50), da Costanzana Vercellese (120), infermieri e Suore ospedale Fatebenefratelli di Milano (50), da Refrancore Asti (25).
23 maggio: Da Roma, allievi dei Salesiani « Borgo ragazzi di D. Bosco », da Pallanza, alunni dei Marianisti (15o).
24 maggio: Da Vinchio d'Asti, da Chiasso, da Fobbiano di Castelnuovo, Suore Missionarie della Consolata (70)
26 maggio: Da Vinchio d'Asti, da Casalino Novarese (35), da Ottiglio Monferrato (60), da None Canavese (200), da Mendrisio-Svizzera (36), da Novara (36), da Lumezzana (40), da Pinerolo (50 alunne Scuole medie e commerciali).
27 maggio: Da Arzo (4o), da Rancate-Svizzera (30).
28 maggio: Da Cento (57)
20 maggio: Da Caluso (Istituto Orfanelle 80). 31 maggio: Da Perosa Argentina Istituto Salesiano, da Soragna (100).
Il nuovo Vicario Apostolico di Rajaburi.
Il S. Padre benignamente si è degnato di elevare un altro figlio di S. Giovanni Bosco alla dignità episcopale.
Rimasto vacante, per la morte del compianto Mons. Gaetano Pasotti, il Vicariato Apostolico di Rajaburi nel Siam, la S. Sede ha provveduto il successore nella persona dell'ispettore D. Pietro Carretto.
S. E. Mons. Pietro Carretto è nato in Alessandria, il 9 giugno 1912. Aspirante nel collegio missionario «Cardinal Cagliero » di Ivrea. dopo la vestizione partì nel 1928 per il Siam. Compiuto il noviziato Bang Nok Khuek, quivi emise la prima professione religiosa nel 1929, quella perpetua nel 1911. Oltre agli studi ecclesiastici seguì anche un corse particolare, onde venire approvato per l'insegnamento nelle scuole pubbliche. Fu ordinato sacerdote a Bang Nok Khuek il 18 marzo 1939.
Si dedicò alle opere assistenziali giovanili e nominato poi ispettore delle opere salesiane in Thailandia, dette sviluppo alle opere caritative e della buona stampa, curando anche la vocazione di giovani siamesi al sacerdozio e alla vita religiosa.
Mons. Pietro Carretto è fratello del prof. Carlo, presidente centrale della G.I.A.C.
Il Giubileo di diamante dell'Unione dei Cooperatori Salesiani commemorato solennemente a Catania.
Il Giubileo di diamante dell'Unione dei Cooperatori Salesiani 9 maggio 1876 - 9 maggio 1951 -- è stato celebrato a Catania nella sede ispettoriale di via Cifali 7, in tono solenne, degno della memoranda ricorrenza e delle tradizioni salesiane di Catania.
Salone affollato di cooperatori, cooperatrici, ex allievi, ex allieve, di rappresentanze dei vari istituti dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, il pubblico delle grandi occasioni.
Al palco della presidenza l'Ecc.mo _Arcivescovo Mons. Guido Bentivoglio, l'Ecc.mo Mons. Giovanni Iacono, vescovo di Caltanissetta e l'Ispettore Prof. D. Secondo Manione, eletto Direttore generale delle scuole salesiane. Inviarono cordiali adesioni l'Arcivescovo di Siracusa, i Vescovi di Caltagirone, di Acireale, di Nicosia e di Piazza Armerina.
Regolatore del convegno fu il Prof. D. Antonio Fasulo, il quale, dopo avere additato il campo di attività e di benemerenze dell'Unione dei Cooperatori, fissò lo scopo, il carattere del raduno e diede la parola al Rev.mo Mons. Giuseppe Carciotto, Vicario Generale, che, in qualità di Direttore Diocesano dei cooperatori, porse il saluto agli Ecc.mi Vescovi e ai convenuti. Si iniziò quindi la trattazione dell'ordine del giorno.
I quattro punti: 1) origine e scopo; - 2) sviluppo; - 3) vantaggi e benemerenze della Cooperazione salesiana; - 4) la cooperazione salesiana in Sicilia furono toccati e svolti in tono di spigliata, simpatica familiarità, con eloquenti rilievi densi di statistiche, di imponenti sintesi e constatazioni.
Il segretario D. Fausto Curto ricordò gli umili inizi e gli scopi dell'associazione divenuta mondiale e additò in D. Bosco il precursore dell'Azione cattolica.
Lo sviluppo dell'Unione fu illustrato da D. Stefano Nicoletti, Parroco di S. Maria della Salette. Alla morte di Don Bosco i Cooperatori Salesiani erano già 80 mila; oggi superano il milione. L'organo dell'associazione, il Bollettino Salesiano, si pubblica in numerose lingue, in centinaia di migliaia di copie. Questo meraviglioso sviluppo ha avuto imponenti affermazioni in memorandi congressi salesiani tenuti a Bologna, a Torino, a Buenos Aires, a S. Paulo e in altri centri.
Per il terzo tema, il regolatore, ricordata la lettera-testamento rivolta dal Santo ai Cooperatori e additando l'insieme delle miracolosamente accresciute opere salesiane, esclamò con D. Bosco: « Questo è il frutto della carità dei Cooperatori; queste le benemerenze della cooperazione salesiana ».
Della cooperazione salesiana in Sicilia furono rilevate le benemerenze nello sviluppo dell'opera e nel campo specifico dell'organizzazione.
Il venerando vescovo di Caltanissetta, Mons. Iacono, figura esemplare di cooperatore, ricordò insigni cooperatori siciliani del clero e del laicato, cui va il merito della fondazione e dello sviluppo di case dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice nell'Isola generosa.
Il riuscitissimo convegno fu chiuso dalla parola del Rev. Prof. D. Manione e di S. E. Mons. Bentivoglio, che espressero sentimenti di compiacenza, di ringraziamento e di augurio e dalla benedizione degli Ecc.mi Vescovi presenti.
La sera di giovedi 10 maggio, nell'Oratorio Salesiano S. Filippo Neri, D. Fasulo tenne un'interessante conferenza con proiezioni su « Le Opere Salesiane» sviluppatesi nel mondo, grazie all'apporto e al sostegno morale e materiale dei Cooperatori salesiani.
Il 75° delle Missioni Salesiane celebrato a Milano.
Nell'Aula Magna dell'Università Cattolica di Milano, per iniziativa dei locale Istituto Salesiano, si tenne il 18 febbraio 1951 la commemorazione del settantacinquesimo delle Missioni Salesiane nel mondo. Una larga partecipazione di ex allievi, cooperatori ed amici di Don Bosco, con numerose personalità ecclesiastiche, civili e politiche portò l'adesione all'« ininterrotta serie di gloriose conquiste per la fede e la civiltà» della famiglia salesiana, come si espresse il significativo telegramma del Santo Padre Pio XII.
L'entrata nell'aula del Console Generale dell'Argentina Dr. Boldt, ex allievo salesiano, dette occasione ad una manifestazione di simpatia verso la grande Nazione amica, che fu la prima ad accogliere i Missionari Salesiani.
Tenne il discorso ufficiale l'On. Edoardo Clerici, Sottosegretario al Commercio Estero. L'oratore definì l'undici novembre 1875, partenza dei primi dieci missionari salesiani da Genova, come la data, che rese mondiale l'opera di Don Bosco con aprirle il campo delle Missioni Estere.
Morcone (Benevento) - Festa di S. Giovanni Bosco.
Da alcuni anni, nella cappella delle Coste, si celebra con grande solennità la festa di San Giovanni Bosco. Anche quest'anno la festa, celebrata l'ultima domenica di aprile, ebbe grande successo. La popolazione accorse numerosa al triduo predicato dal Salesiano Don Luigi Di Fiore, missionario nell'India del Sud.
Frequenza ai Ss. Sacramenti, tre Messe, processione colll'immagine del Santo. Notiamo che questa festa incominciata per l'iniziativa di due zelanti Sacerdoti, Don Michele Delli Veneri e Don Alfonso De Palma, ha già prodotto grandi frutti di bene ed ha fatto sperimentare quanto sia grande presso Dio l'intercessione di Don Bosco. Infatti per tre anni successi in cui vi era grande siccità, proprio nel giorno della festa di Don Bosco, cadde acqua abbondante.
La prima festa di San Giovanni Bosco a Colle Val d'Elsa.
Il 6 maggio u. s., a nemmeno sei mesi dall'arrivo dei Salesiani, nel monumentale tempio di Sant'Agostino in Colle Val d'Elsa, fu celebrata, per la prima volta, la festa di San Giovanni Bosco preparata da un triduo predicato da Mons. Dott. Edamo Logi, Vicario generale. Numerosi fedeli alla messa celebrata dall'Ecc.mo Vescovo Mons. Francesco Niccoli, il quale assistette anche pontificalmente alla Messa solenne cantata da Mons. Puluzzuoli, arcidiacono della Cattedrale. La cantoria maschile del nascente Oratorio festivo eseguì la messa di L. Perosi a due voci dispari, in onore dei Ss. Gervasio e Protasio.
Sua Eccellenza tenne, infra Missam. l'omelia, rapidamente sintetizzando la vita del grande apostolo della gioventù, formulando voti per l'erigendo Oratorio Domenico Savio e per l'opera salesiana, la quale, varcando la sponda dell'Elsa, vi ha piantato le tende dell'amore e della carità.
Nel pomeriggio vi fu la benedizione dei bambini della parrocchia e ai Vespri solenni Mons. Vicario tessè il panegirico del Santo, seguito dalla trina benedizione impartita da Mons. Vescovo.
Il servizio liturgico fu ottimamente disimpepegnato dai chierici del Seminario minore.
Missionari Argentini partiti per il Giappone.
In margine al 75° delle Missioni, possiamo con piacere notare che la Repubblica Argentina ha inviato al Giappone quattro giovani Chierici, una vera primizia, che partono per le missioni estere in questo anno giubilare delle missioni.
Mostra Catechistica Salesiana a Cagliari.
In occasione del Congresso Eucaristico - Mariano regionale svoltosi dal 23 al 29 aprile u. s., cui presenziò S. Em. il Card. Adeodato Piazza, fu allestita una grandiosa mostra catechistica protratta sino al 7 maggio.
La collaborazione artistica di pittori, artigiani e di tutte le scolaresche e parrocchie della diocesi di Cagliari procurò una quantità e varietà di interessanti lavori da rendere problematico il loro collocamento.
Fra i numerosissimi lavori degli alunni si potevano ammirare molti grafici, disegni e dipinti di vero senso artistico, vite di Gesù, vite della Madonna, la giornata del bambino, i Sacramenti e tante altre storie illustrate e descritte con abilità non comune, le cui vedute e lettura furono un vero godimento.
Un apporto notevole fu dato dagli artisti con quadri e sculture.
Ma il settore più informativo e didattico fu quello della stampa allestito e illustrato dal Centro Catechistico Salesiano.
Questo settore era basato sul sistema di intuizione figurativa ed esposizione bibliografica indicanti le tracce necessarie per perfezionare la didattica catechistica.
Essendo le sole formule imparate a memoria dai bambini insufficienti, se non sono spiegate e illustrate dall'insegnante, la mostra fece vedere i testi scritti, illustrati e stampati secondo la mentalità e l'età degli allievi di oggi.
Quadri catechistici, grafici, scene evangeliche a rilievo, quaderni pel compito, cineracconti della Storia Sacra, filmine catechistiche e tanti altri sussidi didattici formavano la parte catechistica informativa più importante della mostra.
La mostra inoltre fece vedere anche esemplari di scuole catechistiche di grandi e piccole possibilità.
Vi era pure l'organizzazione dell'oratorio coi relativi sport, ove i ragazzi e i giovani espandono in vita attiva ciò che apprendono nella scuola di religione.
Non mancavano le organizzazioni parrocchiali nella loro organicità.
Due grandi e ben indovinate scene, vivacemente dipinte, invitavano tutti i visitatori a fare conoscenza con le giovanissime riviste Giovani! per ragazzi e Primavera per le ragazze. Queste due riviste hanno destato vivissimo interesse specialmente nei genitori e negli insegnanti.
La mostra fu visitata da S. Em. il Card. Piazza, da S. Ecc. Mons. Botto, Arcivescovo di Cagliari e da tutti i Vescovi della Sardegna, dalle autorità regionali e comunali, da numerosissimo pubblico e varie scolaresche di Cagliari e dei paesi vicini.
La visita straordinaria della Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice alle case di Spagna, Portogallo e Isole Canarie.
L'antivigilia della festa di Maria Ausiliatrice 22 maggio u. s. - la Rev.ma Madre LINDA LUCOTTI, Superiora Generale delle Figlie di
Maria Ausiliatrice, faceva ritorno a Torino, dopo oltre quattro mesi d'assenza, per la visita straordinaria alle tre Ispettorie Spagnole, comprese le Case del Portogallo e delle Isole Canarie.
Partita il 9 gennaio per Madrid, aveva proseguito poi per Lisbona ad iniziare la visita nella vicina grande Casa di Caparoca, che accoglie più di 400 fanciulle orfane o particolarmente bisognose d'assistenza. Passata quindi nelle altre Case portoghesi, tutte con analoghe opere di beneficenza, sostò, altresì, in diverse località, dove sono richieste insistentemente altre nuove fondazioni, fra cui una iniziata poco tempo dopo.
Dal Portogallo, ripassando ancora da Madrid, scendeva nel febbraio a Siviglia, per raggiungere di là, in aereo, le Case delle Isole Canarie, con fiorentissime Opere, specie gli attrezzati « Hogar-Escuela » o Scuole Professionali, di preferenza per orfane, e con possibilità di promettenti e rapidi sviluppi.
Rientrata in Siviglia, completava la visita all'Ispettoria del Sud «Maria Ausiliatrice», raggiungendo tutte le altre 18 Case, fino alle più lontane sull'alto della Sierra, trovando qui pure, sia nelle Case antiche sia nelle più recenti, rigogliosa vitalità di lavoro e di gioventù.
In aprile, compiva la visita all' Ispettoria « S. Teresa» di Madrid, che le presentò altro magnifico sviluppo di opere. Nella sola Capitale, cinque belle e fiorentissime Case e l'affermarsi delle Scuole Professionali, che, con i vari laboratori specializzati, assicurano .finche il pane a centinaia di giovanette povere.
Compiuto quindi tutto il giro, dall'antica Casa di Salamanca fino alle recenti e lontane Case del Nord, passava a Pamplona, iniziando la visita alle 14 Case della terza Ispettoria « N. S. del Pilar».
Non le mancò neppur qui il conforto di trovare un magnifico incremento di Opere, specialmente popolari, e di vedere a centinaia le fanciulle e le giovanette affollare le Scuole, i Laboratori, gli Oratori festivi e i Catechismi.
A Barcellona, già benedetta dalla visita di San Giovanni Bosco, ammirò, fra l'altro, l'estendersi degli Oratori festivi alla periferia della città, così da rispondere ad uno dei bisogni più urgenti dell'ora.
In tutto il suo lungo giro, continuato senza sosta con rapidi itinerari e concluso a Barcellona, la Rev.ma Madre potè constatare la mirabile fecondità, che hanno avuto nella Spagna le dolorosissime prove degli anni di guerra civile, contrassegnati anche per le Figlie di Maria Ausiliatrice da distruzioni, incendi ripetuti, nonchè dal martirio di due Suore.
Prima della bufera devastatrice, infatti, non v'era che una sola Ispettoria con una ventina di Case; ora le tre Ispettorie contano complessivamente 52 Case, di cui tre con Noviziati fiorenti di vacazioni.
Prove di compiacimento e di stima le vennero dai munifici Benefattori, che con generosa larghezza provvidero a tante Opere benefiche, nonché dalle Autorità e dalle popolazioni, che andarono a gara nel prepararle accoglienze festose, con la squisita cordialità propria della nobile e cattolica Spagna.
BRASILE - - Congresso di Maria Ausiliatrice dei Cristiani e della Pace sociale in Niteroi (Rio de Janeiro).
Il più antico istituto salesiano del Brasile (Collegio di Santa Rosa), fondato ancora da S. Giov. Bosco nel 1883, collocato su una ridente collina dell'immensa baia di Rio de Janeiro, ha celebrato feste grandiose per commemorare il titolo ora concesso dalla S. Sede di Basilica minore al tempio di M. Ausiliatrice ivi esistente e il privilegio della incoronazione cinquantenaria all'immagine, che Don Bosco stesso aveva donato.
Ebbero luogo feste locali brillantissime con l'intervento di S. Em. il Cardinale Camara di Rio de Janeiro e di numerosi arcivescovi e vescovi, autorità, rappresentanti del Governo ed enti, della migliore società e di enorme massa di popolo di Niteroi, delle vicinanze e particolarmente della Capitale del Brasile.
Anche il Congresso si tenne allo Stadio di Niteroi, e di cui fu l'anima S. E. il Vescovo Mons. Giovanni de Matha de Andrade - riuscì una importante affermazione dei princìpi cristiani, di amore al Papa, alla gioventù e alle Famiglia. La bella statua, prima di essere coronata, era stata portata in pellegrinaggio in tutti i comuni del littorale dell'immensa baia. Il tragitto da Rio a Niteroi fu un trionfo per la meravigliosa processione marittima: barconi apparecchiati con sontuosità per la Vergine Santa e comitive cantanti lodi sacre, mentre due potenti riflettori della Marina Nazionale proiettavano un mare di luce sulla barca della Madonna e sulle altre.
Oratore fu l'Arcivescovo Salesiano di Cuiabà S. E. Mons. Francesco de Aquino Corréa, il Delegato Pontificio per l'incoronazione S. Em. il Cardinale di Rio de Janeiro; il « paraninfo » o padrino fu S. E. il Presidente della Repubblica rappresentato da S. E. il Governatore dello Stato di Rio.
Anche S. Santità partecipò alle grandi manifestazioni con il seguente telegramma:
S. Santità si compiace paternamente per l'attuazione del Congresso di Maria Ausiliatrice di Niteroi e fa voti perchè le preghiere fiduciose alla Regina della Pace ottengano la tanto desiderata concordia sociale e intanto benedice largamente l'Ecc. Vescovo Diocesano, i Salesiani, gli Ispettori, le Commissioni organizzatrici ed ognuno dei Congressisti.
MONTINI, Sostituto.
GERMANIA - Nuova opera Salesiana per la salvezza della gioventù operaia.
L'ideatore dell'opera è l'ingegnere Evaldo Kucznierz, un fuggiasco della Slesia, che per causa degli avvenimenti è divenuto insegnante professionale. Egli, conoscendo i bisogni dei giovani uscenti dalle classi elementari, i quali vorrebbero imparare un mestiere, ma non trovano chi li accetti come garzoni, si propose di cercare una soluzione. A tale scopo scrisse un importante articolo, che venne largamente diffuso per propugnare l'idea di fondare delle Scuole professionali. La Camera del Lavoro di Muhldorf ammise la necessità di venire incontro alle migliaia di giovani e di provvedere per loro. Egli disse: « è necessaria un'opera, ma le opere hanno poi bisogno di uomini, che le sostengano e le sviluppino ».
Si cerca un luogo, un edificio adatto per le Scuole professionali. Si trova che il complesso di trenta padiglioni con solo pianterreno, costruiti durante la guerra per una grande fabbrica di munizioni, sarebbe ambiente adatto per lo scopo, appena l'IRO non abbia più bisogno di quegli edifici per i profughi.
Il 5 ottobre 1949 si radunano nei locali della Camera di Altòtting i rappresentanti e gli incaricati delle autorità, del Governo, dell'Artigianato e Industria, delle Scuole industriali e dell'Autorità ecclesiastiche per studiare il grave problema. L'ing. Kucznierz espone le sue idee, che vengono accolte favorevolmente dalla Giunta provinciale e dai rappresentanti delle Camere del Lavoro e dell'Industria, ma altri rappresentanti non sono favorevoli e manca l'approvazione del Governo. In quella adunanza era presente un sacerdote salesiano, quale rappresentante della Curia arcivescovile di Monaco e della Società salesiana. Egli fece rilevare che i tanti « se e ma » sono originati dalla mancanza di fiducia nella Divina Provvidenza e da debole volontà di collaborare. Porta l'esempio di Don Bosco, che, innanzi alle difficoltà, non indietreggia, ma cerca di scioglierle, contento di cominciare modestamente e convinto che lo sviluppo e il progresso verranno in seguito. Termina dicendo che se tutti erano interessati alla riuscita dell'Opera, i Salesiani sarebbero pronti a collaborare e dare il loro generoso aiuto.
Le sue parole riscuotono l'approvazione dell'adunanza. Eccoci all'opera. Tre volte nell'Istituto Salesiano di Monaco si erano caricati i camions con rimorchio per trasportare nella nuova Scuola l'attrezzatura più indispensabile per potere accogliere i giovani ed iniziare l'opera, e tutte tre le volte venne l'ordine di sospendere.
Si fece l'acquisto di mobili e macchine, di materiali greggi e si cercò il personale atto per la direzione dei laboratori. Finalmente il 2 luglio 1950 venne il permesso di cominciare. Allora si pensò subito di cambiare quel nome di tristi ricordi e il luogo si chiamò « Waldwinkel » (Angolo della foresta), nome gradito alla gioventù.
Il 22 novembre 1950, tutti i 150 giovani accolti nel « Waldwinkel » si schierarono dinnanzi al grande salone teatro, aspettando l'arrivo del Vescovo ausiliare Mons. Dott. Neuhausler, che venne per benedire solennemente l'Opera, sorta a Waldwinkel, presso Aschau in Baviera.
L'ing. Kucznierz, l'architetto Dorr e i Salesiani accolgono l'Ecc.mo vescovo, ausiliare del Cardinale di Monaco, al suono festivo delle note della banda. Nel grande salone dei divertimenti, adibito a cappella per la circostanza, si radunano le autorità e i giovani per assistere alla S. Messa. Il Vescovo rivolge ai presenti la sua parola. Ringrazia anzitutto tutti coloro che prestarono in qualche modo il loro appoggio; chiama l'opera « Opera Don Bosco », poichè non ha solo lo scopo di insegnare ai giovani un mestiere, onde guadagnarsi onestamente il pane, ma soprattutto di formarli alla vita cristiana e civile, perchè onorino la famiglia e la patria. Passò quindi a benedire i locali.
Erano presenti i rappresentanti del Ministro delle Finanze e del Lavoro, i deputati provinciali di Muhldorf e di Altòtting, impiegati alleati, i dirigenti dell'Assistenza sociale giovanile, rappresentanti della Radio e della Stampa. Tutti i presenti espressero la loro meraviglia nel constatare quanto si era fatto in così breve tempo.
I giovani, terminata la Messa, andarono al loro posto di lavoro e diedero una prova di quanto avevano già imparato a fare.
Gli ospiti partirono assai soddisfatti per avere constatato che anche i religiosi, in perfetto accordo con i laici, promuovono un'Opera, che fa tanto onore alla carità pubblica e all'attività cattolica.
URUGUAY-Montevideo - Nuova Scuola Industriale «Beato Domenico Savio».
L'instancabile parroco di Maronàs P. Guillerno Yémi, grande Cooperatore salesiano, ebbe la gioia di vedere finalmente in attuazione il suo vivo desiderio, per cui da anni lavorava affrontando grandi difficoltà: la posa della prima pietra della Scuola di Arti e Mestieri e dell'Oratorio festivo, che saranno un monumento vivente di riconoscenza al Beato Domenico Savio. Stanno sorgendo in un sobborgo della città eminentemente industriale, pieno di fanciulli poveri.
L'8 ottobre u. s., a chiusura dei festeggiamenti in onore del Beato, S. E. Mons. Alfredo Pacini, Nunzio Apostolico, compiva, dinanzi a tutta la folla, la funzione della benedizione della prima pietra dell'erigenda Scuola Professionale.
Circondavano l'Ecc.mo Prelato il P. Yémi, i Padrini dell'Opera, le autorità, i Cooperatori e le Cooperatrici, l'Ispettore dei Salesiani nell'Uruguay Sig. D. Amilcare Pascual, e D. Zanninetti, salesiano, attualmente incaricato della Scuola. Mentre si compiva la cerimonia, la banda degli Artigiani del «Don Bosco» di Montevideo eseguiva un brillante concerto musicale.
PORTOGALLO - D. Bosco Patrono degli sportivi portoghesi.
Il giornale O Porto del 14 novembre u. s. pubblicava: « Lo sport è una forza, che tutti riconoscono. Ora è necessario ed è bello che abbia un Patrono. Il più indicato è S. Giovanni Bosco... fu lui che volle portare la sua influenza delicata e soave alla scuola, al lavoro, allo sport e a tutte le attività. La famosa squadra " S. Lorenzo di Almagro ", si è formata ed è cresciuta in un Istituto salesiano. Il suo giorno festivo è il 31 gennaio. In quel giorno più di mille bandiere nel Corso! Le bande dei salesiani e del " Terço ".
» Sarà questa una festa unica, la maggiore di Oporto, come la festa dello sport».
I trionfi del beato Domenico Savio
Novara - Le celebrazioni in onore del Beato Domenico Savio a Novara hanno superato le proporzioni di una manifestazione cittadina ed hanno assunto carattere diocesano. Tutta la diocesi venne, infatti, interessata da una santa crociata per la difesa dei fanciulli. Un attivissimo comitato si mise volentieri a disposizione del Direttore Prof. Don Luigi Ricceri, per curare anche i minimi particolari.
Fu così che domenica 15 aprile vide l'artistica sala del Broletto, gremita di autorità e di personalità (S. E. il Prefetto, il Presidente del Tribunale, il Presidente dell'Amministrazione provinciale, il Provveditore agli studi ecc.) attorno all'Amministratore Apostolico della Diocesi, S. E. Mons. Gilla Vincenzo Gremigni, per la commemorazione civile, tenuta dal nostro ex allievo Sen. Avv. Bortolo Galletto, Rappresentava il Rettor Maggiore il rev.mo Don Renato Ziggiotti.
Per le solenni funzioni del triduo il venerando Capitolo offerse il magnifico Duomo, parato ed illuminato con grazia squisita, adorno degli storici arazzi e delle tele della Beatificazione. Fin dal mattino del 19, il vasto tempio si gremì dei giovani degli Istituti della città alla Messa celebrata dal Rev.mo Don Giorgio Seriè, del Capitolo Superiore. Contemporaneamente anche l'Istituto Salesiano si affollava di Insegnanti e di Sacerdoti per un duplice convegno: pedagogico e sacerdotale. Oltre trecento Insegnanti ascoltarono la Messa celebrata dal nostro Don Giuseppe Gemmellaro, che aperse il convegno, in chiesa, con una fervida allocuzione, quindi mossero processionalmente per le vie della città per l'acquisto del giubileo.
S. E. celebrò per i sacerdoti, convenuti dalle diocesi di Novara e Vigevano, in numero di oltre duecento, per la giornata sacerdotale salesiana e diede il via al convegno di studi con le sue pastorali indicazioni.
Poi i sacerdoti passarono in teatro, dove sotto la presidenza del signor Don Seriè e la direzione dei Direttori diocesani dei Cooperatori, Mons. Silvio Beltrami e Padre Balduzzi, ascoltarono la magistrale esposizione di Don Gemmellaro e si scambiarono pratiche esperienze per adeguare il sacro ministero alle esigenze dei tempi, nello spirito di Don Bosco. Conclusero il convegno la presentazione dei sussidi catechistici della nostra Libreria della Dottrina Cristiana e le parole del sig. Don Seriè e di S. E. Mons. Gremigni. Nel pomeriggio, il Clero, preceduto dal Vescovo, che reggeva la croce, sfilò per le vie della città all'acquisto del giubileo: i maestri, invece, scesero in teatro per la conferenza commemorativa del Beato tenuta tra il più vivo interesse dal signor Don Gemmellaro, alla presenza del Provveditore agli Studi e di altre Autorità scolastiche.
La prima Messa del secondo giorno del triduo fu riservata alle Comunità religiose femminili; si succedettero quindi 1500 alunni ed alunne; il sabato, le scolaresche tenute dai religiosi, circa un migliaio; celebrarono, successivamente, Mons. Mario Longo Dorni, . Mons. Giulio Baroli e Mons. Lino Cassani, venerando ex allievo dei tempi di Don Bosco. Nel pomeriggio del sabato il predicatore del triduo, Rev. Don Guido Favini, tenne in Duomo una conferenza particolare alle madri, che vennero numerose.
Imponenti a tutte le funzioni le masse giovanili: a sera una marea di popolo seguiva con crescente commozione l'esaltazione della cara figura dell'angelico giovanetto.
Fra tanto fervore, radioso di sole, il 22 aprile vide, in Duomo, rinnovarsi la Pasqua con le migliaia di comunioni distribuite specialmente alle Messe della gioventù maschile e femminile degli Istituti religiosi e di Azione Cattolica
Splendido il pontificale di S. E. Mons. Gremigni, che cantò le glorie del Savio in una vibrante omelia. La Scuola di Canto del nostro Istituto Sant'Ambrogio di Milano; diretta dai maestri Loss e Musso, eseguì magistralmente la messa in onore del Beato Domenico Savio del Pagella e mottetti a 4 voci dispari.
Prestavano servizio all'altare il venerando Seminario ed il Piccolo Clero del nostro Istituto. Davanti all'altare le autorità cittadine.
Nel pomeriggio, l'apoteosi. Più di cinquemila giovani sfilarono dall'istituto Salesiano, in mezzo a fittissime ali di folla ammirata e commossa, per i corsi principali della città, fino al Duomo, portando in trionfo la statua del Beato, su artistico carro preparato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, tra una fiorita di gigli. Un altro carro allegorico, che ricordava l'apparizione del Savio a Don Bosco, apriva il corteo, allietato dalle bande dell'Oratorio di Vigevano, condotta con folta rappresentanza di giovani dal Padre Balduzzi, e dei nostri Oratori di Torino Monterosa, di Milano e del nostro Istituto di Novara. Col Capitolo della Cattedrale erano presenti i Canonici della Basilica di San Gaudenzio e i Parroci della città, i Rev.di Cappuccini, l'Azione Cattolica coi dirigenti ed il fior fiore delle sue associazioni. Dietro al Vescovo, in cappa. magna benedicente, la massa di popolo. La processione sostò nell'antica Piazza del Rosario, ove Padre Fasola diresse i canti e le invocazioni.
S. E. Mons. Gremigni rivolse ancora la sua parola alla massa di oltre ventimila persone, che gremiva la piazza e le vie circostanti e poi impartì la Benedizione col Santissimo Sacramento. Quindi il corteo riprese fino al Duomo, dove la statua fu accolta con vibranti acclamazioni dal popolo, e Sua Eccellenza coronò la manifestazione con un'altra paterna parola e la sua benedizione.
Caltagirone - Triduo e festa solenne in onore del Beato Domenico Savio, alla fine di aprile u. s.
I festeggiamenti ebbero quale mèta l'esaltazione della pedagogia di S. Giovanni Bosco nella figura del Beato Domenico Savio. Furono trattati con brio e competenza i temi: L'educazione come fondamento dell'ordine sociale; la famiglia, il collegio e l'oratorio nella pedagogia di S. Giovanni Bosco.
Predicatore del triduo fu il Rev.do P. Ettore Albino; la Messa Pontificale fu celebrata dal Vescovo Mons. Pietro Capizzi, il quale tenne il panegirico del Beato. Sempre la folla, specialmente ;giovanile, gremiva la chiesa.
Termini Imerese (Palermo) - L'omaggio a S. Giovanni Bosco e al Beato Domenico Savio si svolse nel duomo, alla fine di aprile, promosso dal Rev.do Clero, con a capo l'Arciprete Mons. Giuseppe Formosa, dai Cooperatori e dall'A. C.
Nel pomeriggio del mercoledi 25 aprile fu tenuto un convegno dal Salesiano D. Antonio Fasulo, il quale ricordò i fausti avvenimenti e ricorrenze delle famiglie di Don Bosco: i giubilei di diamante delle Missioni Salesiane e dell'Unione dei Cooperatori; la beatificazione di Domenico Savio e la prossima canonizzazione della Beata Maria Mazzarello.
Grandiosa la manifestazione di chiusura, la sera di domenica, nel monumentale tempio affollato come per le più grandi occasioni.
Nave (Brescia) - Sincero omaggio di devozione e di entusiasmo riuscirono i solenni festeggiamenti in onore del Beato Domenico Savio, promossi dallo Studentato Filosofico Salesiano.
I giorni dal 1° al 4 marzo u. s. videro una vera folla di fedeli e di ragazzi dimostranti la loro pietà e la loro simpatia per il nostro piccolo Santo.
La domenica, 4 marzo, echeggiò delle voci di circa 300 ragazzi convenuti dai paesi vicini. Per essi celebrò la S. Messa il Vescovo Salesiano S. E. Mons. Candido Rada, che al Vangelo esaltava la figura-modello di Domenico Savio,
Alle 10,30, nella chiesa Parrocchiale, il Rev. Arciprete Don B. Giacomini cantò la S. Messa con assistenza pontificale.
La Schola dei chierici eseguì la Missa S. Eduardi Regis a tre voci pari del M° L. Refice ed altri mottetti d'occasione.
Al Vangelo Sua Eccellenza con parola persuasiva tratteggiò la figura del Beato nei suoi aspetti caratteristici di pietà, purezza e apostolato, rivolgendosi soprattutto ai genitori.
Nel pomeriggio, tra i canti e le preghiere dei giovani, veniva solennemente portata in trionfo la statua del Beato dall'Istituto Salesiano fino alla Parrocchiale, ove attendeva una devota folla di fedeli in preghiera. Quivi il Rev. Sig. Arciprete con parole commoventi invocava su tutta la gioventù la protezione di Domenico Savio.
La benedizione Eucaristica impartita da S. E. Mons. Rada e il bacio della reliquia chiudevano la giornata.
Castello di Godego (Treviso) - Domenica 8 ottobre 1950 la buona popolazione di Godego volle festeggiare solennemente il novello Beato Domenico Savio, che da. più di un trentennio è il titolare e il modello della locale Sezione Aspiranti dell'A. C.
La festa fu preceduta da un triduo predicato dal Salesiano Prof. Don Vittorio Bortolaso nella chiesa parrocchiale, mentre altri confratelli Salesiani lo tenevano contemporaneamente nelle chiese parrocchiali circonvicine.
Il mattino della domenica, nella chiesa Abbaziale del centro, Mons. Timoteo Campi, Abate dei Benedettini di S. Giustina in Padova, tenne solenne Pontificale, durante il quale l'Assistente Diocesano della G. I. A. C. rivolse infocate parole alla folta massa dei fedeli presenti.
Verso le 2 pomeridiane cominciarono a riversarsi, nel cortile dell'Istituto, i giovani delle tre foranie di Castello di Godego, Castelfranco e San Zenone degli Ezzelini, che si mossero più tardi in corteo devoto, fra canti, musiche e preghiere, verso il nuovo campo sportivo dell'Oratorio Parrocchiale, dedicato al novello Beato. Su di un terrazzo prospiciente il campo era stata collocata la statua marmorea del Beato.
Parteciparono al corteo S. E, il Vescovo di Treviso, gli Abati mitrati di S. Giustina in Padova, di Castelfranco e di Castello di Godego, l'on. Senatore Galletto di Vicenza, il Presidente Diocesano della G.I.A.C. e i Superiori e gli alunni dell'Istituto Salesiano, insieme con una folta schiera di due mila giovani con bandiere e distintivi.
Dopo che il Sen. Avv. Galletto tenne la commemorazione ufficiale, Mons. Antonio Mantiero, Vescovo di Treviso, rivolse ai presenti calde e paterne parole, indicando a tutti, nel proposito del piccolo Beato, « La morte, ma non peccati », un progranna di vita cristiana e di apostolato.
Solenne rievocazione del giovanetto Domenico Savio nella sala francescana di cultura di Assisi.
Una folla, particolarmente di giovani, gremiva domenica 22 aprile, la Sala Francescana di Cultura di S. Damiano, ove ebbe luogo una solenne rievocazione del giovanetto Domenico Savìo, discepolo di D. Bosco. Fra i convenuti erano le Autorità Provinciali e Comunali, Presidi e Professori, gli Istituti Salesiani di Perugia e Trevi, il Convitto Nazionale e le Scuole Superiori di Assisi. La rievocazione lumeggiava il grave problema educativo, sul quale esordiva la Sig.na Merini, in una vibrante introduzione: «Gioventù che s'impegna». Rapidamente ella delineava le vie maestre della psicologia giovanile e la responsabilità di chi deve educare per la vita. Di qui la necessità di un orientamento verso basi granitiche, cementate di fede e di sana morale, sulle quali la giovinezza possa sicuramente innestare le proprie energie per vivere poi, con pienezza di vocazione, quando immancabile scoccherà l'ora della responsabilità.
Il Dr. Ferruccio Lantini, in un'interessante lezione, affermava che dalla personalità umana innestata nel soprannaturale sgorgano le più alte manifestazioni della creatura umana: sentimento e volontà, mente e cuore fusi in un tutto unico. La necessità, quindi, di un'educazione che sviluppi e non sciupi, o devii, le intime e vitali energie giovanili, se non si vorranno, domani, dei deboli, dei vili, dei falliti nella vita, il più triste fallimento, retaggio purtroppo d'una falsa educazione moderna. Con lo stesso materiale si può costruire una bicocca, una taverna, un tempio, disse un grande scienziato. Pochi maestri han compreso questa grande verità, pochissimi l'hanno realizzata come S. Giovanni Bosco, plasmando il Savio fino alla santità.
L'oratore splendidamente rievocava la radiosa figura del giovanetto, il quale si affidò nelle mani del Santo come creta nelle mani del vasaio, lasciandosi plasmare con una docilità vivificata da volontà indomita di perfezione.
Il pubblico, che seguiva visibilmente commosso, applaudì calorosamente gli oratori, sottolineando con non meno calore i brani polifonici eseguiti dalla Schola Cantorum di S. Damiano e di S. Maria degli Angeli, sotto la direzione del P. M. Nicolini.
Due particolari manifestazioni in onore del B. Domenico Savio tenute da fanciulli malati.
Napoli - La prima solenne manifestazione di devozione, che sia stata pubblicamente resa in Napoli, - fuori della Famiglia Salesiana - al Beato Domenico Savio, si ebbe il 21 aprile u. s. all'Istituto Ortofrenico « Michele Sciuti », dipendente dallo Stabilimento di S. Maria Vertecoeli. Vi sono ricoverati 105 fanciulli minorati, fisicamente e psichicamente, tra cui trentaquattro audimuti. L'Amministrazione dello Stabilimento ha, voluto consacrarli al Beato, ponendoli sotto la sua protezione. Una commovente funzione ebbe luogo nella Cappella dell'Istituto, con l'intervento delle Autorità Ecclesiastiche, Civili e Militari e dell'Ispettore D. Antonio Toigo, accompagnato da D. Giuseppe Roncagliolo, Direttore Didattico della Pia Casa Arcivescovile dei Sordomuti.
I 105 ragazzi, ciascuno con la medaglia del Beato, cantando l'inno in suo onore, sfilarono processionalmente, precedendo l'artistico quadro ad olio, che riproduce l'immagine ufficiale del Beato, la quale fu benedetta dall'Ill.mo e Rev.mo Mons. Luigi Rinaldi, Vicario Generale dell'Archidiocesi di Napoli. Dopo la benedizione del quadro, la recita delle preghiere e la esposizione di esso alla venerazione dei fedeli, fu eseguito un saggio di canto e declamazione dato dai fanciulli minorati e quindi una ricca premiazione. D'ora innanzi questa infanzia tanto sventurata starà sotto la protezione del Beato, al quale è affidata con la piena fiducia che ne facilitì il recupero ed il livellamento; d'ora innanzi i cari ricoverati saranno riguardati come « I piccoli del B. Domenico Savio ».
Mongreno (Torino). Sanatorio infantile. - Probabilmente è la prima volta che il Beato Domenico Savio viene festeggiato in un ambiente come quello di Mongreno. Oltre un centinaio tra fanciulli e fanciulle, dai 5 ai 15 anni e già provati nella tenera età dalla malattia e dalle sofferenze, dal 19 al 21 aprile, con un triduo predicato dal Salesiano D. Umberto Pasquale, vennero debitamente preparati ed animati alla festa da tempo attesa.
Il mattino della domenica 22 aprile, nella sala destinata a Cappella, sopra l'altarino adorno di luci e fiori, dominava un bel quadro del Beato Domenico Savio, che dal cielo mirò certamente con sguardo di compiacenza e predilezione tutti quei cari fanciulli accostarsi all'altare.
Commovente e caratteristica la funzione pomeridiana. Quando, verso le ore 15,30, giunse la banda musicale dell'Oratorio «Conti Rebaudengo », si ordinò la processione verso la chiesa Parrocchiale, che domina, dall'alto di un colle, la città di Torino. Tra suoni e canti devoti procedevano le fanciulle ed i fanciulli guidati dalle loro infermiere, seguivano la banda musicale, il Consiglio dell'Associazione Domenico Savio attorno al Sacerdote, che recava la reliquia del Beato e, da ultimo, un folto gruppo di parenti e buonì popolani. Una splendida giornata di sole e lo spettacolo dei ciliegi in fiore formavano una meravigliosa cornice alla lunga fila.
Alla chiesa, dopo brevi parole del Sacerdote, che additò ai presenti il Beato come modello di purezza, di volontà nella lotta contro il peccato, la Benedizione di Gesù Eucaristico scese a rinsaldare i buoni propositi, ed il bacio dato da tutti alla reliquia fu come una solenne promessa di fedeltà alla parola data.
Dopo il ritorno, la filodrammatica dell'Oratorio « Conti Rebaudengo » con una brillante e riuscitissima rappresentazione teatrale chiuse la giornata tra la generale soddisfazione; e quando, al termine, il sacerdote si accinse a ritirare il bel reliquiario con la reliquia del Beato, esposta tutto il giorno sull'altarino della sala principale, si udì un grido generale ingenuo e spontaneo: « Padre, lasci ancora con noi Domenico Savio! ». E tutti accorrevano per dare l'ultimo bacio.
Istambul (Turchia) - Triduo solenne seguito poi dalla festa del 19 novembre, cui intervenne S. E. Mons. Andrea Cassùlo, Delegato Apostolico, che celebrò la Messa della Comunione generale ed assistette pontificalmente alla Messa cantata.
Il magnifico elogio sul Beato fu tenuto da un Padre Francescano O. M.
La manifestazione religiosa si chìuse con un trattenimento nella « Casa d'Italia», dove era intervenuto un numeroso pubblico, che rimase entusiasta della bella celebrazione, e molti asserivano di non avere mai sentito e visto cose tanto belle. Era, infatti, la prima volta che si dava un trattenimento simile nella grande sala della «Casa d'Italia».
Granada (Nicaragua) - Grandioso fu anzitutto il Congresso intercollegiale per onorare il Beato Domenico Savio.
Allo scopo di dare maggìor splendore giunsero espressamente da Honduras S. E. Mons. Giuseppe Turcios, Arcivescovo di Tegucigalpa, e da El Salvador S. E. Mons. Pietro Arnoldo Aparício, Vescovo di San Vicente; entrambi salesiani.
Le giornate preparatorie polarizzarono tutti gli studenti della città e la gioventù dei dintorni. Parteciparono alle adunanze anche distinti Cooperatori, generose Cooperatrici e molti Ex allievi.
I temi proposti, precedentemente studiati e discussi, furono brillantemente presentati al grande pubblico giovanile, che rimase entusiasta.
Gli argomenti trattati da valenti oratori furono: La formazione della gioventù, la vocazione, l'Azione Cattolica, la Grazia di Dio e i giovani.
Il 12 novembre tenne il Pontificale l'Ecc.mo Arcivescovo Mons. Giuseppe Turcios nell'ampia cattedrale della città con l'assistenza dell'Ecc.mo Nunzio Apostolico, S. E. Mons. Antonio Taffi.
Gli alunni ed alunne di tutti i collegi della città e delle città vicine gremivano le ampie navate del tempio. S. E. Mons. Aparício tessé le lodi del novello Beato, entusiasmando tutti i presenti a seguire gli esempi da lui lasciati.
I festeggiamenti ebbero il loro epilogo con un grande corteo, al quale parteciparono tutti i giovani della città, scuole pubbliche e private, rappresentanza dei collegi della capitale, Managua, e Sua Ecc. Mons. Antonio Taffi, Nunzio Apostolico col seguito degli altri ecc.mi Prelati.
Le indimenticabili giornate scolpirono nei cuori dei giovani la fulgida figura del Giovane Beato, come campione da imitare.
tive e un interessante dibattito sull'importanza dell'arte e della scienza nei confronti del progresso e della civiltà, presieduto dal Governatore medesimo, chiusero la grande manifestazione. Sua Eccellenza chiese ed ebbe una vita di Don Bosco, dicendo: « L'India ha bisogno di un uomo come questo », ed ebbe parole di encomio tali per l'opera che svolgono i Salesiani in Assam, quali nessuno aveva ancora usato.
Diocesi di Krishnagar. - Il primo decennale della Scuola superiore San Giuseppe di Khulna.
La « Scuola San Giuseppe » di Khulna ha compiuto nel 195o il suo decimo anno di vita.
Il gennaio 1940 segnava l'inizio, con poche stanzette ed un numero esiguo di ragazzi: 4o in tutto.
Intanto i primi quaranta allievi aumentarono anno per anno: nel 1943 salirono a 110, e nel 1945 a 250. Furono gli anni duri e difficili della guerra e della invasione giapponese. Nel 1947, con la divisione dell'India, la scuola attraversò ancora momenti difficili, eppure riuscì a mantenere i 36o alunni e nel gennaio 1950 raggiunse la bella cifra di 470.
Successi lusinghieri ha ottenuto la scuola nei risultati degli Esami per le Matricole presso l'Università di Calcutta, dove i nostri alunni del decimo anno ottennero sempre un'altissima percentuale di promossi, raggiungendo alcune volte il 100%. Nel 1950 si distinsero anche nelle competizioni sportive interstudentesche, conquistando la coppa del calcio e parecchi primati nell'atletica leggera.
Negli ordinamenti della Scuola superiore è inserito pure un programma di insegnamento a sfondo morale. Il Missionario ha la possibilità di avvicinare e parlare di Gesù Cristo ad un gruppetto di alunni. L'anno scorso fu battezzato un ex alunno della Scuola, figlio di un avvocato bramino.
La Scuola Tecnica Don Bosco a Krishnagar.
La « Don Bosco Technical School » di Krishnagar ha rinnovato con il 1950 parte della sua attrezzatura e dei suoi edifici.
La Scuola Meccanica ha rifornito il suo laboratorio di nuovo scelto macchinario ed è stimata presso le migliori fabbriche della città e della vicina Calcutta, dove gli allievi vengono assunti, una volta terminato il corso di apprendisti. Il laboratorio di falegnameria è pure ben attrezzato, con annessa grande segheria per la selezione dei tronchi, opera degli allievi della scuola meccanica.
Al fianco della Scuola Tecnica i Salesiani dirigevano pure da anni una scuola media. Or questa ha portato le classi fino alla decima, conducendo i giovani alla soglia dell'università.
Apostolato di chierici e novizi Salesiani nelle colline azzurre del sud India.
Nella vasta parrocchia di Kotagiri (Nilgiris Distrect) sulle colline azzurre del sud India, gli studenti di filosofia e i novizi Salesiani svolgono un apostolato fecondo e originale.
Alla domenica si spargono nei villaggi vicini, e dirigono 5 oratori festivi, di cui solo uno è frequentato da cattolici. Non è un semplice contatto a motivo di divertimenti, ma viene impartito l'insegnamento del Catechismo e istruzioni di indole morale. Il contatto con le anime dei fanciulli apre quello con i loro parenti. Gli abitanti appartengono a una casta detta « Badagas », rispettosi e senza pregiudizi per il lavoro dei giovani missionari. Sono quasi trecento i giovani, che corrispondono alle cure dei salesiani.
Un avvenimento singolare fu la festa in onore del Beato Domenico Savio e trionfale fu il suo passaggio in questa terra pagana. Da un oratorio all'altro fu accolto Domenico Savio dalle popolazioni, dai ragazzi e dai maestri Hindù con segni di entusiasmo e venerazione. Tutti gli ammalati furono portati al passaggio della statua di Domenico Savio, e a loro veniva offerto il bacio della reliquia del Beato.
A Kairbetta, uno dei cinque villaggi, gli abitanti in massa ricevettero la statua e i ragazzi la posero su un trono, davanti alla loro scuola, ed ivi rappresentarono alcune scene della vita dell'alunno di Don Bosco.
La festa dei Genitori a Kairbetta (India Sud).
I novizi salesiani, che dirigono un oratorio festivo a Kairbetta, nel distretto di Nilgiris del Sud India, organizzarono il primo gennaio 1951 la « Giornata dei Genitori ». Rappresentanze dei 6 oratori festivi vi si dettero convegno per rendere più solenne la celebrazione.
La giornata comprendeva la gara di Catechismo per i Cristiani e di formazione morale per i pagani, la benedizione del cortile dei giochi dell'oratorio e un trattenimento in onore dei parenti dei ragazzi, clic frequentano gli Oratori l'estivi. La statua di Maria Ausiliatrice, entro una bella nicchia, veniva portata dai ragazzi, la maggior parte pagani, attraverso le vie del villaggio e poi intronizzata quale custode dei cortili e campi di divertimento. Sulla nicchia furono scritte a caratteri cubitali le parole Naam Tai (La nostra mamma). Il Sindaco pagano, che accettò di presiedere la giornata dei genitori, volle pure essere presente all'intronizzazione di Maria SS. Ausiliatrice, e fece da padrino alla bandiera dell'Oratorio, benedetta in questa circostanza.
Il trattenimento in onore dei genitori fu molto significativo e cordiale. Si fece quindi la distribuzione dei premi di catechismo, di morale e di assiduità. Parlò, fra gli altri, il presidente dell'unione lavoratori, pagano, il quale uscì in queste parole: « Il Missionario deve essere per ciascuno di noi più che un amico, un padre, un fratello ». E sottolineava il grande bene che il Missionario va facendo nella nuova India
Siccità e carestia nella Missione del North Arcot.
La missione salesiana del North Arcot (Madras) è stata duramente colpita da una continua siccità.
Da 4 anni i monsoni nord-orientali non hanno fatto la loro comparsa, per cui i campi inariditi non hanno dato alcun raccolto. Soltanto presso i pozzi si coltivano alcuni tratti di terreno, irrigati con mezzi ancora primitivi e lenti.
Miserissime sono le condizioni della popolazione locale e sforzi energici vanno compiendo i Missionari per soccorrere tanta miseria.
Ad Arni è stata aperta una scuola di tessitura e piccolo artigianato. A Wandiwash si provvede un pasto quotidiano ad oltre 300 bambini e bambine. In totale 2.750 orfanelli d'ambo i sessi hanno trovato vitto e alloggio in orfanotrofi diretti dai Salesiani.
Il lavoro dei missionari e grandemente aiutato dalle Suore. Le più numerose sono le Figlie di Maria Ausiliatrice, le quali contano nell'India 14 case, di cui sei nell'Assam. Vi sono poi altre famiglie religiose femminili, come le Suore di vostra Signora delle Missioni, quelle della Santa Bartolomea Capitanio ecc.; prestano l'opera loro le Congregazioni indigene fondate nell'Archidiocesi di Madras e nella diocesi di Shillong; recentemente sono giunte in aereo anche cinque suore Missionarie Spagnole fondate dall'Arcivescovo Salesiano Mons. Marcellino Olaechea, il cui scopo è di recarsi nelle missioni estere.
Terminiamo con una notizia possiamo dire di famiglia.
Universitari Indiani Aspiranti alla vita Salesiana.
Trivandrum (Travancore-India). - Nella capitale dei Travancore i Salesiani hanno, da alcuni anni, aperta una casa, che ospita un gruppo scelto di giovani della costa malabarica, che intendono dare il proprio nome alla Congregazione Salesiana per essere poi missionari nella loro stessa patria. Frequentano come esterni il nuovo magnifico Collegio Universitario « Mar Ivanios » affiliato all'Università statale di Trivandrum. Così prima di entrare nel noviziato, potranno ottenere i gradi accademici, ormai necessari per poter esercitare qualsiasi insegnamento. Ogni mattina in bicicletta si recano al « Mar Ivanios
College», che sorge sopra un colle prospiciente la città. Nei primi esami si sono distinti sopra i 600 e più studenti delle varie facoltà. In casa però i bravi aspiranti alla vita salesiana si dimenticano di essere universitari e si prestano con tutta naturalezza a tutte le faccende domestiche. Da qualche tempo si è unito anche un giovane ingegnere della città, che aveva dinnanzi a sè una brillante carriera. Egli alterna lo studio del latino con il lavoro manuale. Richiesto come mai si fosse deciso a lasciare tutto per farsi religioso, rispose: « Mi sono sentito fortemente attratto al vedere la vita così felice di questi giovani, nella casa di Don Bosco
I Cooperatori che, confessati e comunicati, visitano una chiesa o pubblica cappella (i Religiosi e le Religiose la loro cappella privata) e quivi pregano secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, possono acquistare.
L'INDULGENZA PLENARIA
Ogni mese
1) In un giorno del mese, a loro scelta
2) Il giorno in cui fanno l'Esercizio della Buona morte 3) Il giorno in cui partecipano alla Conferenza mensile salesiana.
Nel mese di Agosto anche:
6 - Trasfigurazione di N. S. G. C. 15 - Assunzione di Maria SS. 16 - S. Rocco.
22 - Cuore Immacolato di Maria.
Nel Vicariato Apostolico di Sakania.
Elisabethville (Congo Belga-Katanga).
Il Vicariato Apostolico di Sakania ha il suo Piccolo Seminario a Kakyelo, in locali nuovi, spaziosi, igienici.
Le scuole elementari sono in aumento, tutte molto frequentate e vigilate dai missionari, e controllate da un Missionario Ispettore Scolastico.
Funzionano a Kipushya e a Sakania, rispettivamente, una scuola Normale e una di Insegnamento Pedagogico; presentemente vi dànno lezione professori europei. Le nove residenze missionarie hanno tutte un internato per ragazzi, mentre una sola un internato per ragazze.
Le scuolette rurali assommano a 135 con un totale di 3760 alunni, invece le scuole primarie centrali sono 12 con 765 allievi.
Una grande scuola professionale a La Kafubu completa il quadro degli sforzi che stanno compiendo i missionari salesiani per elevare la cultura di quelle popolazioni.
In totale la popolazione scolastica del Vicariato Apostolico arriva a 4717 tra alunni e alunne.
Una lode va pure tributata al Governo Coloniale e all'Ispezione Scolastica del Congo, la quale non solo desidera scuole belle, bene ammobiliate, con abbondante materiale scolastico, ma aiuta in modo concreto.
La più importante azione sociale intrapresa e diretta molto attivamente è l'insegnamento professionale per maestri e capi d'arte, e l'insegnamento agricolo.
La scuola di La Kafubu forma, da molti anni, il fior fiore degli operai e migliora ogni anno il suo insegnamento. Sakania forma muratori, mattonieri e fabbricanti di calce; e la missione di Kiniama, invece, prepara agricoltori.
Nei tre centri missionari di La Kafubu, Musoshi e Sakania, le Figlie di Maria Ausiliatrice, grazie alla loro azione benefica nel campo della medicina, esercitano una influenza enorme fra la popolazione. Queste religiose in ogni loro centro missionario dànno corsi di economia domestica, e concorrono ad elevare il livello di vita della donna indigena.
La fuga degli indigeni verso i centri minerari e industriali non può essere frenata che con l'attaccamento al suolo natio; di qui la creazione di più villaggi indigeni con pescicultura, officine di addestramento e magazzini di compre e vendite.
Per la propagazione della Fede cattolica e per mantenere le pratiche religiose, prestano prezioso aiuto i catechisti indigeni e gli istruttori delle scuole rurali ; essi sono il lievito in mezzo alla massa, l'eco delle prediche e delle direttive imparate alla missione centrale. Vi è il gruppo chino, specie di patronato domenicale per i giovani.
Funziona l'associazione degli ex-allievi, che vengono radunati mensilmente per ritemprare lo spirito nella seria volontà di mantenersi esemplari in mezzo a migliaia di indifferenti e scostumati. Il Don Bosco Shinwe, rivista mensile degli ex-allievi, narra gli avvenimenti della Chiesa, annuncia e spiega le feste religiose e serve per unire i cristiani con i loro maestri.
Il numero di battezzati, quest'anno, è superiore a quello scorso; quello dei matrimoni tra i fedeli si mantiene eguale ma si prevede per l'anno prossimo un aumento delle cifre precedenti.
Solo a Mokambo i missionari cattolici sono disturbati dal proselitismo dei protestanti Metodisti e Avventisti.
Gli organizzatori dei pellegrinaggi sono vivamente pregati di scrivere per tempo e prendere gli opportuni accordi col Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice - via Cottolengo. 32 - Torino (709)
Grazie attribuite all'intercessione di MARIA AUSILIATRICE e di S. GIOV. BOSCO
Raccomandiamo vivamente ai graziati, nei casi di guarigione, di specificare sempre bene la malattia e le circostanze più importanti e di segnare chiaramente la propria firma. Sarà bene potendolo, aggiungere uni certificato medico.
Non si pubblicano integralmente le relazioni di grazie anonime o firmate colle semplici iniziali.
Riconoscenza a Maria Santissima Ausiliatrice.
Tre volte ho potuto sperimentare la materna protezione di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco. La prima volta durante una lunga causa civile, conclusasi definitivamente con una sentenza tutta a me favorevole. Successivamente, allorché degente all'ospedale per grave attacco diabetico e progressiva infezione del sangue, mi trovai, in seguito a mia fiduciosa invocazione a Maria SS. e S. Giovanni Bosco, in meno d'una settimana completamente guarito.
Ultimamente, e cioè nello scorso mese di ottobre, si manifestò la tenerezza di Maria SS. per una mia cara figliuola afflitta (per prolungato esaurimento trascurato) da una insistente e grave emorragia.
Colla piú viva speranza in Maria SS. Ausiliatrice, esortai la mia consorte e l'inferma ad iniziare con me una fervida novena d'implorazione quale veniva suggerita da S. Giov. Bosco. La grazia non tardava a manifestarsi, poiché la sofferente, prima del termine della novena, migliorava rapidamente, entrando quasi subito in piena convalescenza ed ora sta benissimo. In riconoscenza invio una modesta offerta.
Torino. P. T.
È salva l'articolazione della gamba.
La notte del 26 novembre 1949, in servizio come dirigente nella stazione di Gallarate, venivo travolto da una colonna di carri in manovra, che mi stritolavano la gamba sinistra, subito amputata, di poco sotto al ginocchio, all'ospedale civico di questa città.
L'operazione fu seguita da infezione, che degenerò in cancrena. Era quindi necessario un nuovo intervento chirurgico, che, per maggiore sicurezza, avrebbe amputato la gamba sopra al ginocchio.
È una cosa terribile perdere l'articolazione. Avevo 23 anni, volevo guarire e camminare ancora bene.
Mi rivolsi perciò con fede a Maria SS. Ausiliatrice. chiedendo la grazia di salvarmi il ginocchio.
Pregai tanto e, sicuro che Ella mi avrebbe aiutato, alla vigilia del secondo intervento, malgrado il parere contrario di diversi dottori, che temevano una nuova infezione, supplicai il Primario dell'ospedale di salvarmi l'articolazione, assumendo tutte le responsabilità dell'esito dell'operazione.
Egli fece il possibile e, non avendo sufficiente tessuto per cucire, lasciò la ferita aperta in alcune parti.
Dopo 15 giorni mi alzavo dal letto con la ferita cicatrizzata e, verso la fine di gennaio del corrente anno, uscivo dall'ospedale. Ora, di nuovo in servizio presso gli uffici della mia stazione, munito di arto ortopedico, viaggio e cammino senza bastone, andando, grazie all'articolazione salvata, anche in bicicletta.
Ad un anno esatto dalla disgrazia ringrazio di cuore la Vergine Santa Ausiliatrice e per « Grazia ricevuta » invio offerta per le Opere Salesiane.
Stazione di Gallarate (Varese).
Sottocapo GIUSEPPE ALIPRANDINI.
Bambino guarito da mastoidite.
Riconoscente all'Ausiliatrice adempio la promessa di pubblicare la grande grazia concessa al mio cuginetto Mariano di anni 6, residente a Marsiglia. Egli il 13 novembre era in fin di vita, colpito da mastoidite, con sintomi di meningite cerebro-spinale. Mi rivolsi subito all'Ausiliatrice, ed il bambino, operato di mastoidite, guarì, in pochi giorni, perfettamente ed ora gode ottima salute.
Mariano, col papà ex allievo salesiano e con la mamma, si unisce con me per un pubblico ringraziamento.
Grazie, o Maria Ausiliatrice, d'aver cambiato il nostro dolore in gioia!
Torino. NELLA MONTI.
Esito felice di operazione difficilissima.
Mia madre, Marietta Maesano ved. Tropea, di anni 71, da 30 e più anni affetta di malattia cardiaca e alla cistifellea, fu sorpresi da dolore fortissimo per una trombosi alla gamba sinistra, che la rese immobile. In seguito la gamba veniva affetta da cancrena secca, per cui il piede si mummificò e la tibia si avviò al disfacimento. Fin da principio, consultati professori e medici, fu dichiarato che si sarebbe dovuta amputare la gamba, ma, considerate le condizioni generali dell'inferma, l'operazione avrebbe avuto un esito negatici. Si attese in quello stato estremamente dolorante per ben dieci mesi, ma visto che, progredendo la cancrena, si sarebbe andato in poco tempo incontro alla morte e, d'altra parte, avendo osservato un miglioramento al cuore, fu deciso dalla stessa inferma di farsi l'amputazione, pur sapendo che l'esito sarebbe stato molto incerto. Mia madre, rassegnata alla volontà di Dio. dimostro un coraggio sorprendente. In tali tristi presentimenti, io mi rivolsi con fede a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco. Il 27 aprile fu eseguita l'operazione, che è riuscita senza complicazioni e si nota una progressiva guarigione. Rendo grazie a Maria SS. Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco.
Aci Catena (Catania). AGOSTINA TROPEA fu SEBASTIANO.
Guarita da trombosi.
La signora Margherita Sargiotto ved. Sopegno nel dicembre scorso veniva improvvisamente colpita da trombosi cerebrale con perdita della conoscenza e della parola. Trascorse così alcuni giorni tra la vita e la morte, malgrado le cure affettuose e intelligenti del medico, il quale, non nascondendosi la gravità del male, dichiarava che, data l'età (73 anni), anche in caso di guarigione, non avrebbe più ricuperato totalmente l'uso delle sue facoltà. La famiglia si rivolse con gran fede all'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice e di S. Giov. Bosco, dei quali essa è divotissima.
La preghiera fu esaudita: le condizioni dell'ammalata migliorarono sensibilmente, ed ora completamente ristabilita tiene in persona a soddisfare il suo debito di riconoscenza a Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco.
Carmagnola Sac. D. PIETRO CORTASSO,
Guarito da frattura della base cranica.
Il 28 gennaio 1950, mi recavo, dal nostro Istituto di Genova-Sampierdarena, a Rapallo, nella casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per iniziare un corso di predicazione, per la festa di S. Giov. Bosco. Giunto a Rapallo, ero vicino all'Istituto delle Suore, quando avvertii un forte colpo alla testa, quasi dato con una mazza di ferro, e, nel voltarmi per domandare: « Ma perchè? » caddi supino per terra, da dove, quasi sollevato da una forza misteriosa, immediatamente mi alzai. Molta gente venne in mio soccorso e sentivo ripetere: «Ha il cervello di fuori, bisogna portarlo subito all'ospedale». Intesi che ero stato investito da un camion con rimorchio. All'ospedale, la Suora, che mi accolse, ripeteva anche lei: « Povero Padre, ha il cervello di fuori » e affermava ciò con tanta dolorosa convinzione che io portai la mano alla testa, sicuro di prendere fra le dita parte del mio cervello, ma osservai la mano lorda di abbondante sangue. Medicato d'urgenza, fu redatto il seguente referto: « Grave ferita al parietale sinistro con probabile frattura dell'osso, ferita all'occipite; grave contusione all'emitorace sinistro con probabile frattura di costole
Rimasi ricoverato nell'ospedale per ben sessantasette giorni per frattura di costole e conseguente pleurite traumatica.
Il muro, contro il quale avrei dovuto rimanere schiacciato dal rimorchio, sostiene una villa, dove Don Bosco fu ospite e celebrò la S. Messa.
Don Bosco volle concedermi di poter ancora lavorare per l'anima mia e di quante soro la consolazione di avvicinare a Gesù con parole di Fede e di Amore.
Scrivo detta relazione, a distanza di un anno, per gratitudine al caro Padre S. Giovanni Bosco.
Vibo Valentia, gennaio 1951.
Sac. GIOVANNI TEDESCHI.
C'era solo più qualche ora di vita.
Da tre mesi mi trovavo costretta a giacere in un letto, immobile cd incosciente. Avevo un'emorragia submeningea con broncopolmonite ed altre complicazioni. I medici, dopo avermi prodigate tutte le cure e fatte punture lombari, dichiararono disperata la mia guarigione. Infatti una violenta crisi mi rese gravissima. Furono avvisati tutti i parenti, che accorsero subito al mio capezzale. Io, pure delirante, invocava il nome di Maria Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco. I miei familiari iniziarono novene e preghiere, sperando sempre in un miracolo divino. Ecco che dopo alcuni giorni superai, davanti all'occhio stupefatto del medico, l'ultima crisi ed a poco a poco guarii abbastanza bene.
Goggiano. ENRICA BERTONI.
Sembrava moribondo.
La sera del 15 agosto scorso, mio fratello era andato a letto con febbre alta. La cosa pareva insignificante. Tutti dicevano che fra qualche giorno si sarebbe alzato. Intanto i giorni passavano e mio fratello peggiorava. I medici non sapevano quale malattia si fosse, se malaria o tifo, perchè l'ammalato accusava mal di pancia acuto e brividi di freddo. Dopo quindici giorni era in fin di vita. I genitori erano doppiamente addolorati: per il figlio, che moriva e per un altro, il primogenito, che proprio in quei giorni doveva partire missionario per il Brasile. Non sapevo cosa fare. Avevo con me una reliquia di S. Giov. Bosco e col consenso del malato gliela metto sotto il cuscino. Frano le due pomeridiane. Il sacerdote era venuto per confessarlo per l'ultima volta. Con più fede invocai l'aiuto della Madonna Celeste unitamente a Maria Mazzarello e S. Giov. Bosco, con promessa di far pubblicare la grazia. E la grazia venne la sera stessa. Uno specialista chiamato da Catania accorreva al letto del moribondo alle ore 22 dello stesso giorno, e riusciva a salvare mio fratello. Adesso sta bene.
Palermo. Ch. FRANCO VALENTI.
"Fuori pericolo".
L'estate scorsa, la nostra famiglia fu terribilmente colpita dalla malattia del tifo, che mietè tra di noi ben due vittime. Trasportati d'urgenza all'ospedale i superstiti, cioè Mario e le cinque mie figlie, tutte colpite dalla terribile malattia; queste, nell'angoscia del momento, visto che per Mario erano sopravvenute complicazioni gravissime, per cui egli si trovava in fin di vita, lo raccomandarono a Maria Ausiliatrice e a S. Giov. Bosco, facendo voto di pubblicare la grazia e mandare un'offerta in caso di guarigione. Dopo giorni angosciosi di ansia e di trepidazione intensa, ecco, finalmente, l'attesa notizia: « Mario è fuori pericolo! »... Si è, infatti, completamente rimesso e gode ottima salute; così pure le mie cinque figlie, compresa la più piccola, Pierina, per cui pure era sopravvenuta una grave complicazione, che ci aveva molto preoccupati. Riconoscente all'Augusta Regina e a Don Bosco.
S. Rocco - Montà d'Alba.
LUIGIA CASETTA PELASSA. DICHIARAZIONE MEDICA
Nell'estate scorsa ho esaminato a San Rocco Montà di Alba e all'Ospedale Civile di Alba i componenti della Famiglia Casetta colpiti da infezione Etoerthiana e paratifica; la forma morbosa si presentò subito fin dall'inizio molto grave e con percentuale insolitamente elevata di complicazioni temibili, casi da rendere la prognosi non soltanto severa e riservata ma decisamente infausta.
La terapia attuata con particolare diligenza, nulla omettendo anche delle ultime e migliari conquiste, sembrava pur troppo destinata all'insuccesso, quando poco a poco quasi per insorgenza di aiuto soprannaturale e divino lo stato clinico degli ammalati incominciò a migliorare, attenuandosi lo stato tossico infettivo e presentando la complicazione in atto, lento ma deciso e progressivo miglioramento.
Ho personalmente osservato e studiato gli ammalati; posso quindi affermare con sicura coscienza la verità di quanto ho riferito.
Torino In fede. OLIVIERI Dr. GIULIO.
Medico-Chirurgo Municipale.
"Sia ringraziata la Vergine Ausiliatrice e con essa S. Giovanni Bosco".
Il 25 aprile scorso anno fui colpita da embolia endocardica, che, oltre a mettermi il cuore in uno stato molto difficile e molto delicato, mi aveva anche colpito il centro della parola (centro di Broca), togliendomi la favella per circa un mese. I medici espressero a mio marito la loro convinzione che non sarei sopravissuta a tale malattia. Ma io, dotata di una fede fortissima nella Madonna, e consigliata dal sacerdote dell'ospedale Don Angelo Colombi, ardentemente pregai S. Giovanni Bosco, perchè intercedesse presso l'Altissimo e la B. Vergine. E la grazia venne. Ora sto bene, e accudisco a tutte le faccende di casa mia.
E la grazia venne anche per mio figlio.
Il 17 di gennaio u. s. fu ricoverato d'urgenza in un ospedale pediatrico di Milano. La diagnosi era: Setticemia, sintomi di meningite, e un ascesso nella testa. I medici specialisti ne prevedevano il trapasso da un momento all'altro, ma, dopo quattro giorni di preghiere alla Madonna e S. Giovanni Bosco, mio figlio migliorò e, in 20 giorni, con la grazia di Dio, le cure dei medici, superò la crisi. Senza interventi chirurgici alla testa, è tornato a casa guarito, ed ora si unisce con me e mio marito per esternare tutta la nostra riconoscenza. Soddisfiamo la nostra promessa.
Melegnano. GIUSEPPINA MORGNONI.
" Mi rivolsi a lui con fede ardentissima ".
Ero ammalata per un esaurimento sì forte che non potevo neppure camminare e tenevo il letto.
Una cooperatrice salesiana di Caserta mi esortò a rivolgermi a S. Giovanni Bosco: anzi essendo detta cooperatrice venuta a trovarmi, iniziammo insicure la novena.
La notte precedente la festa, mi sembrò che S. Giovanni Bosco, in sogno, mi dicesse: Recita l'Ave Maria e sarai guarita. Fu proprio allora che con fede ardentissima invocai il suo aiuto e la mattina del 31 gennaio, sentendomi bene, chiesi alla mia famiglia l'occorrente per vestirmi.
Sulle prime i miei parenti credettero che fossi quasi impazzita, invece avevo realmente riacquistate le forze, grazie al paterno intervento di S. Giovanni Bosco. Mi alzai e tosto andai a trovare la mia amica di Caserta, per poi correre alla Chiesa dei Salesiani e ringraziare, così, S. Giovanni Bosco della bella grazia.
Casagiove (Caserta) GAETANA VALENTINO.
" Maria Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco mi hanno esaudita ".
Il 25 ottobre u. s. venni colpita da polmonite doppia che superai felicemente, lasciandomi solo un po' di catarro al pomone destro, che, a detta del medico, si sarebbe sciolto col tempo, come avvenne. Ma dopo un mese, ecco di nuovo una febbre persistente, che mi costrinse a letto. Chiamato il medico, dichiarò trattarsi di pleurite secca con bronchite pure secca al polmone sinistro con infiammazione e febbri intestinali. Avvertita mia figlia, Suora dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, mi consigliò di fare una novena a Maria Ausil. e S. Giovanni Bosco. Il mio stato era veramente grave, perchè ancora convalescente da grave malattia. Promisi un'offerta con pubblicazione della grazia.
Dopo soli otto giorni, con meraviglia di tutti, il dottore dichiara che la pleurite era superata e così pure scomparse l'infiammazione intestinale e la febbre, rimanendo in me solo un po' di debolezza.
Ora mantengo la promessa inviando un'offerta.
Cittadella ANGELA BATTISTELLA in BIZZOTTO.
Guarito da grave investimento.
Mio padre, ritornando dal lavoro, venne investito gravemente da un ciclista.
Il medico subito accorso constatò la frattura cranica dalla parte sinistra. Dopo varie radiografie, il medico disperava di salvarlo, avendo rotta, internamente, per ben otto cm. la testa. Dopo più giorni di lotta contro il male, una notte sembrava proprio al colmo del dolore. Ci raccomandammo alla SS. Vergine, e appena giorno, corsi da un sacerdote per fare benedire alcuni pannolini. Quel sacerdote mi regalò un'immagine di S. Giovanni Bosco. L'ammalato, al contatto delle cose sacre, si calmò improvvisamente e migliorò sempre più fino alla completa guarigione. Il medico stesso rimase meravigliato, ma fu il primo a dire che l'ammalato era guarito per l'intervento divino.
Oggi mio padre sta bene e lavora. Grazie infinite alla Madonna e a S. G. Bosco.
Carate Brianza. RITA SIRONI.
Salvo per miracolo!
S. Giov. Bosco mi ha salvato da morte l'adorato mio piccolo Franco di anni 4.
Un male complicato e misterioso, che forse neppure la scienza medica era riuscita a individuare, me lo aveva ridotto agli estrerni. I dottori riuniti a consulto crollavano il capo, parlavano di polmonite, di peritonite ecc. lo ero disperata! E nella mia disperazione corsi in cerca di una reliquia di S. Giov. Bosco e l'appesi al collo del mio morente; appesi ancora sul capo del bambino l'immagine del Santo e poi... l'affidai a Lui. Inattesamente la creaturina, che era assopita, si desta, mi guarda, mi sorride: « Mamma - mi dice additando l'immagine di D. Bosco - mamma, quello zio mi ha detto che guarisco ».
Piansi, pianse con me il marito, piansero i familiari tutti; si sospettò un delirio, ma, il giorno dopo, il mio Franco si metteva decisamente sulla via della guarigione. Ed ora che veramente è guarito, invio a S. Giovanni Bosco con riconoscente entusiasmo la mia modesta offerta e ne rendo noto il potente patrocinio.
Roddi. FELICINA GIACOSA.
Guarita da pleurite.
Durante lo scorso anno, nel mese di gennaio, fui presa da un attacco pleurico. Dopo due mesi di dolori e forti cure, andai da un dottore, il quale subito riconobbe il male, sottoponendomi ad energiche cure. Passato ancora un mese di tormento, il dottore, rivisitandomi, dichiarò di trovarsi davanti ad un caso difficile da combattere: mi facessi perciò coraggio e pazienza a proseguire le cure.
La tristezza non dava tregua al mio animo depresso, anche per il mio bambino, bisognoso di cure materne. Un giorno di male estenuante, mi convinsi che solo un miracolo mi poteva salvare da così terribile malore. La sera, nelle mie preghiere, mi rivolsi con fede a Maria SS. Ausiliatrice e S. G. Bosco, chiedendo la grazia. Al mattino successivo, constatai con vera gioia di non avere più il dolore. Lasciai passare qualche giorno, poi mi recai dal medico: constatò egli stesso la grazia avvenuta. Ringrazio con molta fede M. Ausiliatrice ed il caro Santo.
Novi Ligure. BRUNA RUFFINI.
Ringraziano ancora della loro intercessione Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco:
Anna Salvo (Celmurano) fa sapere che una sua parente è potuta partire per l'America, superando ogni difficoltà in seguito a preghiera a S. Gio,. Bosco.
La Sig.ra Bonanno ha ricevuta, per intercessione di S. Giocarmi Bosco, una grazia segnalatissima.
Almerina Menegolo Gambaretto è sempre riconoscente a S. Giovanni Bosco per la valida protezione accordata al suo unico figlio in mezzo a tanti pericoli.
Giuseppe Cristina, brigadiere dei Carabinieri, attribuisce all'aver invocato Maria Ausiliatrice se, in un bombardamento a Vienna, rimase salvo, mentre all'interno morirono tutti i suoi cinquanta compagni d'armi.
Carolina Mangani da Maria Ausiliatrice ottiene la guarigione da carcinoma.
Marianna Severi (Veggia). Scrive: "Con animo riconoscente e grato ringrazio Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, che, alla fine della seconda novena, mi hanno ottenuta la grazia tanto desiderata,,.
La famiglia Colombo, da Seregno, annuncia la .guarigione del giovane figlio da un ostinato deperimento.
Vittoria Idda è grata a Maria Ausiliatrice, perchè fece capire al medico la vera causa del male e per la guarigione dal medesimo.
Michelina De Focatiis (Caserta) è riconoscente a Maria Ausiliatrice per la materna protezione in tempo di guerra e per essere stata guarita da lunga e gravissima malattia.
G. Scalia (Messina) ringrazia Maria Ausiliatrice e S. Giov. Bosco per il felice ritrovamento di un buono di L. 200.000.
Luigina Chianale (Testona-Torino) rende nota la guarigione del padre e l'arresto di un principio di meningite del figliuolo.
M. L. da Brignano Frascata (Alessandria), notifica il potente intervento, a suo favore, di Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco.
Irma Mazza (Darmeletto Novara) deve a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco la guarigione da un forte esaurimento nervoso e da un continuo malessere.
Il Comm. Cesare Casamorata (Firenze) ringrazia S. Giovanni Bosco per la felice soluzione di un affare importante e l'esito degli esami della figliuola Maria Grazia.
Gemma Gilot (Venezia) è grata a S. Giovanni Bosco, che l'ha aiutata in un momento difficilissimo.
Iginia Dolce (Chianciano) ha ottenuto una bella grazia da Maria Ausiliatrice per intercessione di S. Giovanni Bosco.
Ada Mattielo, da Camino al Tagliamento, annuncia la sua completa guarigione dopo un atto operatorio al fegato.
Felicita Cottini ringrazia S. Giovanni Bosco con il cuore pieno di riconoscenza per grazia ricevuta.
Luigia Rossi (Costa di Monticelli-Bergamo) guarisce da gravi complicazioni polmonari.
Domenica Candelo (Santo Stefano a Mare) è guarito per la potente intercessione di S. Giov. Bosco da forte mal di cuore.
Adriana Nocentini fa conoscere la guarigione della figliuola da ascesso.
Giuseppe Filipello (Andereno) ha avuta la figlia gravemente malata per otite e meningite felicemente superate. È grazioso il particolare che il miglioramento cominciò il giorno della festa di S. Giovanni Bosco.
Giorgio Maddalena assicura che solo alla protezione di S. Giovanni Bosco ascrive il suo esser tuttora tra i vivi.
Una devota di M. Ausiliatrice ringrazia per la sua valida protezione, che è giovata nel farla guarire da disturbi cardiaci.
Una madre ringrazia Maria Ausiliatrice, che ha aiutato la figliuola in preda ad un gravissimo abbattimento.
Mario Manca (Pavia) è riconoscente a S. Giovanni Bosco per una grazia molto importante.
Suor Angela Tarranon rende nota l'efficace protezione di Maria Ausiliatrice sulla propria famiglia.
Primina Barosselli (Rocca Susella di Pavia) ha visto, diremmo con i propri occhi, la chiara protezione di Maria Ausiliatrice sul figlio Carlo.
Suor Giovanna Zacconi ringrazia Maria Ausiliatrice per aver teso il suo materno manto a protezione di una sorella e di un fratello durante l'ultima guerra.
Luigia Simboli (Porto Civitanova Marche) da Maria Ausiliatrice è stata maternamente aiutata dopo una lunga serie di gravi malattie, che duravano da oltre cinque anni.
Luciana Maccherini di Grosseto ringrazia Maria Aus. per la sua valida protezione.
Grazie attribuite all'intercessione del BEATO DOMENICO SAVIO
Guarigione dopo pericolosa caduta.
Per intercessione di S. Giovanni Bosco e del Beato Domenico Savio, ottenni una segnalata grazia, che faccio pubblicare con un'offerta per le Opere Salesiane. Il 4 agosto u. s. in seguito a pericolosa caduta dal balcone della mia casa nel sottostante cortile, fui colpita agli arti inferiori, con gravi ripercussioni alla colonna vertebrale. Ridotta in uno stato pietoso, rimasi vari giorni fra la vita e la morte, con dolori atroci, che non mi lasciavano un istante di pace. Già mi rassegnavo a morire, credendo di vedere in tale stato di cose manifesta la volontà di Dio, quando il mio bimbo Fiorenzo, allievo dell'Istituto Salesiano di Novara, mi esortò a ricorrere a S. Giovanni Bosco ed al Beato Domenico Savio per la grazia di una completa guarigione. Tosto iniziammo insieme con grande fervore e fiducia una novena, ed oh, prodigio! Fin dal primo giorno mi sentii improvvisamente sollevata, scomparvero, all'istante, le acute sofferenze ed il miglioramento continuò gradatamente, senza sosta, fino alla completa guarigione raggiunta già da qualche mese. Col cuore pieno di gratitudine, elevo a' miei celesti Protettori l'inno della riconoscenza, dell'amore e della preghiera.
Recetto (Novara). DOMENICA VITTONE BARBERO.
Segnalano dall'Olanda due belle grazie
1) Guarita da emorragia.
Una madre di 8 bambini da Wiemventrogen (Olanda) soffriva molto per continue emorragie. Domenica 3 sett. 1950, dopo che era stata ricoverata all'ospedale, si era perduta ogni speranza di salvarla. Dalla sala veniva trasportata nella camera dei moribondi dell'ospedale di Hurler. Alcune trasfusioni di sangue non avevano avuto alcun risultato. In quel mentre giunse dalla Casa Salesiana di Wanbach una reliquia del B. Domenico Savio, e fu messa subito sotto il guanciale dell'ammalata, e l'emorragia cessò di colpo. E le trasfusioni da allora in poi riuscirono a ridonarle la vita e la completa salute.
2) Il dottore disse: " Uno su mille ".
Avevamo ricevuto una reliquia del Beato Domenico Savio e un giorno accadde che la domestica del parroco (nostro benefattore) dovesse sottomettersi ad una operazione difficile: estrazione di calcoli biliari. Noi le portammo la reliquia; e le dicemmo di confidare nel giovane Beato. L'operazione riuscì bene, ma poi venne improvvisamente una grave complicazione e la situazione era diventata disperata. I parenti e le persone amiche si raccomandarono con maggior fervore al B. Domenico Savio. L'ammalata passò due giorni e due nntti sempre agonizzante. Il terzo giorno però si notò un miglioramento improvviso e il medico, non cattolico, passando a visitarla, disse:
Questo è un vero miracolo, perchè uno su mille riesce a scampare dalla malattia da cui era stata colpita
Questo avveniva quattro settimane fa. La signora è guarita e può già recarsi in chiesa a ringraziare il suo grande protettore.
Olanda. B. S.
Sfebbrato in un sol giorno.
Si ammala di morbillo un mio nipotino: Eduarduccio Bucca, di non ancora tre anni. Il giorno di S. Giuseppe il male si aggrava, la febbre è altissima. La sera, tardi, corro dal piccolo, gli faccio baciare la reliquia del Beato Domenico Savio, gliela poggio sulla testina e sul cuore, poi la metto sotto il guanciale. Prego. faccio pregare il malatino così: « Bimbo bello, fammi passare la febbre! ». L' indomani il piccolo è completamente sfebbrato.
Dal più profondo del cuore ringrazio Domenico Savio.
Messina. LINA DE FRANCESCO.
Guarisce da forte deperimento.
Una mia consorella di 24 anni, per forte deperimento, si era ridotta irriconoscibile. Le vennero due glandole al collo, che le cagionarono sofferenze indicibili. Il dottore curante ne estrasse il liquido per mesi, la poverina soffriva tanto. Il dottore stesso si andava perdendo di coraggio, la malattia si presentava seria. lo esortai la buona consorella a ricorrere a Domenico Savio, proprio in quei giorni stavamo leggendone la vita. Insieme con essa incominciai la novena con grande fiducia.
Da quel giorno la Suora incominciò a sentirsi meglio, le glandole dopo poco scomparvero completamente. Il dottore la dichiarò fuori pericolo; sono ormai due anni, la Suora si è ristabilita completamente.
Ringraziamo di cuore il Beato Domenico Savio.
Rieti. Sr. CELINA. Ringraziano ancora il Beato Domenico Savio:
Edvige Santagostino Bonizzoni (Garlasco) ha ottenuto dal B. Domenico Savio un'efficace protezione per gli esami delle figliuole.
Laura Ricetti Oggero (Cavagnolo) ottiene dal Beato la guarigione di un suo bambino da ipertosse e febbre sui 40 gr.
Felicita Cottini rende noto che il B. Domenico Savio le ha concesso una bella grazia.
N. N. è riconoscente al B. Dom. Savio per tre segnalati favori, con cui il Beato gli ha mostrata la sua protezione.
Ch. PIETRO TSIANG, da Shanghai (Cina), † a Shanghai il 17-XI-1950 a 39 anni.
La vita fu resa preziosa innanzi a Dio dalle sue lunghe sofferenze.
Sac. GESÙ ALMAZAN, da Torrijo del Campo (Spagna), † a Barcellona-Sarrià il 23-XI-1950 a 65 anni.
Pieno di ammirabile zelo nell'assistenza condotta sempre con vigilanza e carità.
Sac. GIUSEPPE MEZÈ, da Liubliana (Jugoslavia), † ivi il 19-II-1951 a 70 anni.
Instancabile, provvedeva con calma tutto a tutti, prodigò se stesso nella scuola e fu consigliere esperto e buono a tante anime.
Coad. GIULIO TONIN, da San Vito di Arsiè (Belluno). † a Parma il 9-IV-1951 a 75 anni.
Visse di virtù e di sacrifici, di confidente pietà e prolungata preghiera.
Coad. ALESSANDRO BARBERIS, da Castelletto Ticino (Novara), † a Chiari (Brescia) l'11-II-1951 a 73 anni.
La parola buona, il tratto gentile e premuroso lo resero caro a tutti, prezioso per la diligenza nel suo ufficio di portinaio
Coad. GIUSEPPE FALETTI, da S. Raffaele (Torino), † a Torino Oratorio l'8 aprile 1951.
Trascorse molti anni nelle case di America, attendendo con diligenza e bel garbo alle sue svariate occupazioni. Gli ultimi anni fu addetto all'anticamera del Rettor Maggiore ed era proverbiale la sua gentilezza nell'accogliere i numerosi ospiti. Ebbe il piacere di vedere fra i figli di S. Giovanni Bosco un nipote sacerdote, mentre una nipote entrava tra e Figlie di Maria Ausiliatrice.
S. E. Mons. ETTORF FELICI, Arcivescovo titolare di Corinto e Nunzio apostolico di Irlanda, si è spento il 9-V u. s.
La notizia della sua morte ha profondamente addolorato quanti conoscevano e apprezzavano l'ottimo diplomatico pontificio, il quale nella sua lunga e indefessa opera al servizio della Chiesa si era distinto per la bontà, zelo, acutezza dell'ingegno, la non comune cultura letteraria e la sua arguzia sempre gentile. Nel 1927 venne nominato Nunzio presso la Repubblica del Cile. Nell'aprile 1938 venne trasferito in Iugoslavia, dove rimase coraggiosamente al suo posto anche durante il terribile bombardamento di Belgrado, avvenuto nell'aprile del 1941. Dal novembre 1949, la fiducia del Santo padre gli aveva affidata la Nunziatura in Irlanda.
Dovunque spiegò la sua opera , si mostrò sempre amicissimo dell'Opera Salesiana
N. D. Contessa MARIA DI SARDAGNA red. GRIMANI, † a Venezia l'11 maggio u, s. a 84 anni.
Visse nella più schietta semplicità, facendo del bene a tutti, e molto soffrendo. Ultima della sua nobile famiglia, ancor vivente, legò le sue sostanze alle Opere Salesiane, offrendo la sua casa per l'Aspirantato di Castello di Godego ( Treviso), riducendosi a vivere in una umile stanzetta in casa dei suoi fittavoli. Ebbe profonda e sentita devozione a Maria Ausiliatrice e a San Giovanni Bosco, offrendo le pene della sua ultiuta dolorosa malattia a vantaggio delle vocazioni salesiane.
Nei pomeriggio del 20 aprile u. s. nella città di Tegucigalpa, Repubblica dell'Honduras nel Centro America, spirava nel bacio del Signore la insigne Cooperatrice Salesiana, Signora AMPARO ved ZELEDON, all'età di 81 anno.
Dotata di buona fortuna e di squisita delicatezza di cuore, spese l'una e l'altra a beneficio delle opere di carità. Residente da molti anni nella Repubblica di Costa Rica (America Centrale) sostenne con il suo generoso obolo il nostro fiorente Oratorio festivo della città di San José; diede sviluppo all'opera delle nostre scuole di Arte e Mestieri nella stessa città, che già funzionano con tre laboratori. In riconoscimento di tante opere di carità verso i figli di San Giovanni Bosco, il quarto Successore di Don Bosco, il Rev.mo Don Pietro Ricaldone, la condecorò come insigne Benefattrice Salesiana. A Tegucigalga sostenne con la sua carità il Seminario Arcivescovile diretto dai figli di Don Bosco, donando al Seminario una Borsa Perpetua di 5.000 dollari. Ricevette così dal Sommo Pontefice la decorazione Pro Ecclesia et Pontifice,
La sua profonda pietà, la spinse a recarsi l'anno scorso, come umile pellegrina, a Roma, per lucrare il giubileo alla bella età di 80 anni.
I Salesiani rimpiangono la scomparsa di questa nobile donna e sciolgono questo voto di gratitudine verso così insigne benefattrice, che godrà in cielo il premio di tante virtù.
FELICINA GASTINI, moriva in Torino il giorno 12 maggio in età di anni 83.
Figlia di Cario Gastini, che fu uno dei primissimi, più affezionati allievi di Don Bosco, il nome del quale ricorre soventi volte nelle pagine delle Memorie Biografiche del Santo, si mantenne essa pure costantemente affezionatissima alle Opere Salesiane.
L'Unione ex allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice, assai fiorente nella loro Casa di Piazza Maria Ausiliatrice n. 1, la ebbe stia prima Presidente e, nello svolgimento della sua mansione, iniziatosi sotto la immediata direzione del Servo di Dio Don Filippo Rinaldi, si mostrò poi fino agli ultimi giorni della sua vita, piena di attività, ricca sempre di sante e geniali iniziative improntate alla più sana modernità.
La defunta fu madre esemplare; ai figli che ne piangono la scomparsa ed ai parenti tutti, le più sincere condoglianze e l'assicurazione di abbondanti suffragi.
FRANCESCA DALLA VECCHIA ved. DAL BIANCO, deceduta a Lugo di Vicenza dopo santa e laboriosa vita l'8 aprile u. s., dopo d'aver regalato alla Congregazione Salesiana il primo dei suoi figli, portato col suo sacrificio quasi al termine degli studi.
ANNIBALE FONTANELLA, munito di tutti i conforti religiosi spirava serenamente il giorno 10 marzo 1951 in Castelletto Cervo (Vercelli).
Padre di numerosa famiglia, ebbe la gioia di donare alla Congregazione Salesiana, l'ultimo suo figlio.
GIUSEPPE DOLCIMASCOLO, † a Castronovo di Sicilia il 10-III-1951 a 95 anni.
Fu anima squisitamente cristiana per la carità, e salesiana per l'attaccamento a D. Bosco e alle nostre opere, cui procurò non pochi benefattori, lieto pure di aver cooperato alla vocazione e al Sacerdozio del nipote salesiano.
PIETRO IACOPONELLI, † a Castronovo il 19-II-51 a 80 anni.
Provato più volte dalla sventura, mostro tanta serenità e rassegnazione, che lo caratterizzarono per tutta la vita. Fede nella Provvidenza ed amore a Maria Ausiliatrice e a S. Giovanni Bosco furono il suo programma.
PAOLO LA ROCCA, † a Partanna (Trapani) il 6-IV-1951 a 76 anni d'età, dopo breve malattia cristianamente sopportata.
Sposo, padre, cittadino incomparabile, lascia retaggio di sublimi sentimenti e di elette virtù cristiane.
Morì dicendo: Non ho mai fatto male ad alcuno; se ne ho ricevuto, perdono tutti di cuore
Il Signore lo premiò con la vocazione del figlio Don Antonino alla Società Salesiana.
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI:
Accatino Pietro, Mirabello Monf. (Aless.) - Anlero Avida, Viarigi (Asti) - Bertoglio Adele, Magenta (Milano) - Caldara Annunziata, Ghemme (Novara) - Casoli Robuschi Emma, Albareto (Parma) - Castelli Scolari Agnese, Noggerup (Australia) - Castelluzzo Angela, Cininno (Palermo) - Chionetti Brigida, Piozzo (Cuneo) - Crerier Claudina, Emarese (Aosta) - Croce D. Vincenzo, Lettere (Napoli) - Cudin Umberto, Morsano al Tagliamento (Udine) - Culacciati Maddalena, Sagliaun di Crenna (Pavia) - Dotta Maddalena, Gottasecca (Cuneo) - Gambone Anna, Vinovo (Torino) - Giusti Can. Giacomo, Nepi (Viterbo) - Gotta Albina Rossignoli, Vignale Monferrato (Aless.) - Herin Maquignaz Carolina, Cervinia (Aosta) - Ingegneri Domenico, Adria (Rovigo) - Lafranconi Giuseppe, Rongio (Conio) - Moletta Giuditta, Sandirigo (Vicenza) - Novetti Maria, Mondovi (Cuneo) - Odoni Paolo, Ponte S. Pietro (Bergamo) - Pianaro Domenico, Bassano del Grappa (Vicenza) - Piccone Salvatore, Torino - Prandi Prof. Oreste, Alba (Cuneo) - Riccini Cav. Icaro, Montefano (Macerata) - Buschena Vittoria, Vignale Monf. (Aless.) - Sandrucci Dott. Giovanni, Baige (Cuneo) - Semeria Caterina, Bestagno (Imperia) - Trussardi D. Angelo, Gavarno (Bergamo) - Zavattaro Paolo, Roma